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      <title>Antonio Di Pietro</title>
      <link>http://www.antoniodipietro.com/</link>
      <description></description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2008</copyright>
      <lastBuildDate>Sun, 11 May 2008 16:24:59 +0100</lastBuildDate>
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         <title>Solidarieta&apos; a Marco Travaglio</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="travaglio_tempo.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/travaglio_tempo.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Oggi <strong>Marco Travaglio</strong> ha ricevuto delle <strong>durissime critiche</strong>, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere <strong>l'opposizione</strong>, per aver citato dei fatti su <strong>Renato Schifani</strong>, presidente del Senato.</p>

<p><strong>Esprimo solidarietà</strong> a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono <strong>i fatti</strong>.</p>

<p>Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa <strong>presidente del Senato</strong> oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato. </p>

<p>Un giornalista che racconta, citando <strong>episodi specifici</strong>, non ha bisogno di <strong>alcun contraddittorio</strong>. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro. </p>

<p>Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o <strong>riporta la cronaca</strong> di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.</p>]]></description>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Sun, 11 May 2008 16:24:59 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Schifani Renato Giuseppe</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="schifanirenato.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/schifanirenato.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Riporto la "carta d'identità" tratta da "Se li conosci li eviti", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell'attuale Presidente del Senato.</p>

<p><strong>Schifani Renato Giuseppe (FI)</strong><br />
<em>Anagrafe:</em> Nato a Palermo l'11 maggio 1950.<br />
<em>Curriculum:</em> Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).<br />
<em>Segni particolari:</em> Porta il suo nome, e quello del senatore dell'Ulivo <strong>Antonio Maccanico</strong>, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro <strong>Silvio Berlusconi</strong>: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le "cinque alte cariche dello Stato" (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L'ex ministro della Giustizia, il palermitano <strong>Filippo Mancuso</strong>, ha definito Schifani "il principe del Foro del recupero crediti", anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con <strong>Enrico La Loggia </strong>della società di Villabate, <strong>Nino Mandalà</strong>, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell'imprenditore<strong> Benny D'Agostino</strong>, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito <strong>Francesco Campanella</strong>, negli anni Novanta:</p>

<p><em>il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonio Mandalà con La Loggia. L'operazione avrebbe previsto l'assegnazione dell'incarico ad un loro progettista di fiducia, l'ingegner <strong>Guzzardo</strong>, e l'incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e <strong>Nicola Mandalà</strong> [il figlio di Antonino che per un paio d'anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di <strong>Bernardo Provenzano</strong>, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate.</em></p>

<p>Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.</p>]]></description>
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         <category>Mani Sporche</category>
         <pubDate>Sat, 10 May 2008 18:43:48 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il rispetto degli elettori</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="follinipd.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/follinipd.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Riporto una mia intervista pubblicata su La Repubblica di oggi sull'attuale situazione politica dell'opposizione.</p>

<p><strong>Antonio Di Pietro:</strong> Il patto con il Partito democratico? Si rompe soltanto se loro ci buttano fuori. Ma non sul governo ombra o sulla presidenza della Vigilanza Rai. Invece arrivano solo provocazioni. Mi chiedo se <strong>Veltroni </strong>vuole fare solo il capo del Pd o della coalizione, perché l´Italia dei valori ha la forza per <strong>camminare da sola</strong>.</p>

<p><strong>Repubblica:</strong> <em><strong>Marco Follini</strong> dice: fuori Di Pietro dall´alleanza con il Pd, dentro l´Udc. </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Guardi, è la giornata in cui ha giurato il governo Berlusconi e noi dell´Italia dei valori ci occupiamo soprattutto di questo. Dicendo che il nuovo esecutivo risente di una forte impronta personale del premier soprattutto in alcune materie fondamentali come le Comunicazioni, per cui <strong>non c´è nemmeno il ministero</strong>, e la Giustizia affidata a un <strong>fedelissimo del Cavaliere</strong> che nel curriculum può vantare questa caratteristica e basta. Su questi temi non faremo sconti ma su altre questioni non ci lasceremo travolgere dai preconcetti.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>Vuol dire che in alcuni casi voterete con il governo? </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Se vengono trovate le risorse per togliere l´Ici o per aumentare gli stipendi, per fare due esempi, certamente.</p>

<p><strong>Repubblica:</strong> <em>Dicevamo di Follini.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Ogni giorno leggiamo provocazioni che non vogliamo raccogliere. Abbiamo fatto un patto con gli elettori più che col Pd. C´è un leader della coalizione e noi lo riconosciamo. Ma se si ostina a pensare solo al suo partito, se ne assume la responsabilità.</p>

<p><strong>Repubblica:</strong> <em>A rompere il patto non siete stati proprio voi rifiutando il gruppo unico in Parlamento?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Loro fanno le correnti e noi che abbiamo 43 parlamentari non possiamo essere autonomi? Ma andiamo... Eppoi ogni passaggio sui gruppi è stato discusso e concordato con il Partito democratico.</p>

<p><strong>Repubblica:</strong> <em>Invece non venite consultati sul governo ombra e sulla presidenza della commissione di Vigilanza Rai che vi sta a cuore. </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Aspettiamo un gesto, un segnale. Ma non romperemo l´alleanza con loro anche se dovessimo rimanere a bocca asciutta. Abbiamo la forza per camminare da soli, è vero, ma non possiamo tradire gli elettori. L´impegno nei loro confronti rimane immutato. Mi dispiace spiazzare qualcuno che cerca la resa dei conti nel Pd.</p>

<p><strong>Repubblica:</strong> <em>Allora rinuncia a lottare? </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Assolutamente no.</p>

<p><strong>Repubblica:</strong> <em>Come andrebbe guidata la commissione di Vigilanza Rai? </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Non secondo il modello <strong>Petruccioli</strong>. Abbiamo già dato con le decisioni prese all´insegna del "volemose bene" che hanno lasciato un´informazione sbilanciata e il conflitto d´interessi. Garanzia non vuol dire un pezzetto a me e un pezzetto a te, ma <strong>rispettare le leggi europee</strong>. Noi non stiamo con le mani in mano e ai primi di giugno saremo al Europarlamento per denunciare la normativa italiana. Non possiamo certo aspettare che <strong>Gasparri </strong>risolva il problema della legge Gasparri...</p>

<p><strong>Leggi anche:</strong></p>

<p>- <a target="_blank" href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/informazione/_sparisce_il_ministero_per.php">Un segnale preoccupante (www.italiadeivalori.it)</a><br />
- <a target="_blank" href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/informazione/indignazione_di_parte.php">Indignazione di parte (www.italiadeivalori.it)</a><br />
- <a target="_blank" href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/le_due_anime_del_pd.php">Le due anime del PD (www.italiadeivalori.it)</a></p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/litalia_dei_valori_ha_la_forza.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Fri, 09 May 2008 10:03:44 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Vili strumentalizzazioni</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=y9olJA3hj40" target="_blank"><img alt="vilistrumenta.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/vilistrumenta.jpg" width="320" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Martedì ho partecipato alla <strong>puntata di Matrix </strong>dal titolo “<strong>Grillo vero o falso</strong>”. <br />
Al di là degli obiettivi più o meno dichiarati della trasmissione, ho trovato <strong>particolarmente vili</strong> due attacchi a <strong>Grillo </strong>condotti durante lo spettacolo da alcuni invitati.<br />
La strumentalizzazione di <strong>Gasparri </strong>di una tragedia personale per cui lo stesso comico genovese fu condannato per omicidio colposo nel lontano 1988 e la palese volontà di <strong>Facci </strong>di travisare la critica apparsa nel blog di Grillo all’agenzia delle entrate per la pubblicazione on line dei redditi degli italiani. <br />
Critica sostanzialmente basata sul fatto che questi dati fossero accessibili da chiunque nel mondo senza richiedere la <strong>minima identificazione</strong>.</p>

<p>Pubblico la mia risposta data in trasmissione a questi signori ricordando a Gasparri che Beppe Grillo non ha la pretesa, essendo un condannato, di sedere in Parlamento e che le tragedie personali devono rimanere fuori da <strong>vili strumentalizzazioni</strong> e a Facci che avere dei buoni redditi, e dichiararli, <strong>non è un reato</strong>, anzi un vanto per chi li guadagna lavorando e <strong>pagando tutte le tasse</strong>.</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/vili_strumentalizzazioni.html</link>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Thu, 08 May 2008 17:09:27 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Vane speranze</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=12381&cat=politica" target="_blank"><img alt="la7giustizia.png" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/la7giustizia.png" width="400" height="331" border="0" /></a></p>

<p>Riporto una mia breve dichiarazione, rilasciata oggi al termine della consultazione al Quirinale con il Presidente della Repubblica, in tema di giustizia.</p>

<p>"Se è vero come è vero che il buongiorno si vede dal mattino, capiremo già nelle prossime ore che cosa intende fare questo Governo e il suo Presidente del Consiglio quando potremo <strong>valutare il nome del ministro della Giustizia</strong>, perchè da quel nome capiremo che spazio concreto sarà dato ad un impegno verso <strong>temi fondamentali</strong> per cui il centrodestra ha anche vinto le elezioni facendo credere agli italiani che può occuparsi meglio di noi in materia di giustizia e sicurezza.<br />
Se davvero ci dovesse essere un <strong>ravvedimento operoso</strong>, e quindi un’azione concreta in materia d’interventi sulla sicurezza, l'Italia dei Valori <strong>darà il proprio contributo</strong> di idee, di soluzioni e d’appoggio. Naturalmente, conoscendo con chi abbiamo a che fare, vogliamo prima leggere le carte, valutarle e poi prenderne atto."</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/vane_speranze.html</link>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Wed, 07 May 2008 16:33:32 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Lettera aperta a Romano Prodi e Paolo Gentiloni</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.antoniodipietro.com/documenti2/letteraProdiGentiloni.pdf" target="_blank"><img alt="letteraprogen.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/letteraprogen.jpg" width="460" height="220" border="0" /></a></p>

<p>Pubblico una lettera firmata dai senatori e deputati dell'Italia dei Valori rivolta al Presidente del Consiglio<strong> Romano Prodi</strong>, al ministro delle Comunicazioni <strong>Paolo Gentiloni</strong> e per conoscenza al presidente del Partito Democratico <strong>Walter Veltroni</strong>, sul caso <strong>Europa 7</strong> e sull'utilizzo dell'<strong>Avvocatura dello Stato</strong> che è stato fatto durante il Governo Prodi.</p>

<p>"Caro Presidente, Gent. mi Amici e Colleghi,<br />
la Corte di giustizia europea ha condannato, con la sentenza dello scorso 31 gennaio 2008 nella causa che opponeva l’emittente privata Europa 7 al Ministero delle Comunicazioni, il <strong>regime italiano</strong> di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione televisiva.</p>

<p>Secondo la <strong>Corte di Lussemburgo</strong> il regime di assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.</p>

<p>Già nel novembre del 2002 la <strong>Corte Costituzionale</strong>, con la sentenza n. 466, stabiliva che <strong>Retequattro </strong>doveva dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.</p>

<p>La sentenza n. 466/2002 della Corte Costituzionale è stata ripetutamente disattesa, prima con il decreto <strong>legge “salva Retequattro</strong>” del 24 dicembre 2003, successivamente con l’approvazione nel 2004 della <strong>legge Gasparri</strong>, e, infine, con la mancata approvazione nel corso della XV legislatura di una legge che affermasse in Italia il pluralismo dell’informazione.</p>

<p>Abbiamo oggi appreso che l’Avvocatura dello Stato, durante il periodo in carica del Governo Prodi, ha mantenuto la stessa linea di condotta tenuta nel corso della precedente legislatura dal  <strong>Governo Berlusconi</strong>, di fatto esprimendosi a favore di un vantaggio delle reti Mediaset, e dunque in violazione dei principi di libera concorrenza e pluralismo dell’informazione.</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/pubblico_una_lettera_firmata_d.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Tue, 06 May 2008 18:34:02 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Schizofrenia di Stato</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="mediaset1.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/mediaset1.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Riporto l'articolo di <strong>Marco Travaglio</strong>, dal titolo "Europa7, lo Stato copia Mediaset".</p>

<p>"Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire <strong>Europa7 </strong>per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa del governo è rappresentato dall’<strong>Avvocatura di Stato</strong>. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni <strong>Paolo Gentiloni</strong> di respingere le richieste dell’editore <strong>Francesco Di Stefano</strong> e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di <strong>Rete4 </strong>a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999).<br />
Un fatto abbastanza singolare: l’Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la <strong>Corte Europea di Giustizia</strong> ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. Ma non basta. Per difendere Rete4, l’Avvocatura dello Stato che rappresenta il governo Prodi copia, nella sua memoria, intere pagine da quella degli avvocati Mediaset. Non per citare le loro tesi tra virgolette. Ma per farle proprie, senza nemmeno precisare da dove sono tratte. Il gruppo <strong>Berlusconi </strong>ufficialmente non è parte in causa: Europa7, per la mancata assegnazione delle frequenze, ha citato lo Stato tramite il <strong>ministero delle Comunicazioni </strong>e l’<strong>Autorità garante delle Comunicazioni</strong>. Ma Mediaset è intervenuta ugualmente con una memoria, ben sapendo che, se fossero assegnate le frequenze a Europa7, a perderle sarebbe Rete4. E l’avvocato dello Stato <strong>Maurizio Di Carlo</strong> che fa? Il copia-incolla della memoria Mediaset, senza nemmeno tentar di camuffare quest’autentica privatizzazione delle istituzioni al servizio del Biscione. Il tutto, ancor prima che Berlusconi torni al governo per la terza volta. <br />
Leggere e confrontare la memoria dell’Avvocatura dello Stato (55 pagine) e quella di Mediaset (78), pubblicate integralmente su www.voglioscendere.it. E’ un tragicomico gioco di società: “Trova le differenze”. La più evidente è che lo Stato difende Rete4 addirittura con più passione di Mediaset. Per il resto, pagine e pagine trapiantate pari pari dagli atti dell’azienda berlusconiana. Qualche esempio. Pagine 9 dell’Avvocatura: dieci righe (da7 a 17) copiate da pagina 49 della memoria Mediaset (righe 1-15). Le pagine 5 (da riga 20) e 6 (fino a riga 18) dell’Avvocatura sono identiche alle pagine 60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 11) di Mediaset. Le pag.17 (da riga 7) e 18 (fino a riga 13) dell’Avvocatura sono uguali alle pag.60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 22) di Mediaset. La pag.53 (righe 4-23) dell’Avvocatura è plagiata dalle pag.39 (da riga 9) e 40 (fino a riga 5) di Mediaset. A pag.35 (righe 27-31) dell’Avvocatura, stesse parole di pag.47 (righe 17-22) di Mediaset. E cosi via. Una volta manca un “quindi”. Un’altra c’è “In proposito” al posto di “In primo luogo”. Tutto il resto, compresa la punteggiatura sbagliata (molte virgole tra il soggetto e il verbo), è identico. Idem per le conclusioni, con esiti talvolta comici. Per l’Avvocatura dello Stato, se Europa7 non ha avuto le frequenze, è colpa sua: avrebbe dovuto “acquisirle anche di sua iniziativa” (e dove? e come? armi in pugno?), visto che lo Stato “non aveva l’attuale disponibilità dell’oggetto” (per forza: ha consentito che lo conservassero Telepiù nero e Rete4, prive ormai di concessione). E comunque – aggiunge Di Carlo – disapplicare la <strong>Maccanico </strong>e la <strong>Gasparri </strong>spegnendo Rete4 sul terrestre non comporterebbe il trasferimento automatico delle frequenze a Europa7 (e a chi, di grazia?). Insomma, lo Stato ignora la recente sentenza della Corte europea di Lussemburgo, sollecitata dallo stesso Consiglio di Stato, secondo la quale le normative comunitarie “ostano a una normativa nazionale cui applicazione conduca a che un operatore titolare di una concessione si trovi nell’impossibilità di trasmettere in mancanza di frequenze assegnate sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”. Dunque basta che il “regime transitorio istituito a favore delle reti esistenti” a scapito di Europa7, previsto dalla Maccanico, dalla Salva-Rete4, dalla Gasparri e dal ddl Gentiloni (mai divenuto legge). Tutte le leggi che andrebbero disapplicate. Non sono: “la libera prestazione di servizi” tutelata dalle norme comunitarie – scrive la Corte europea – “esige non solo la concessione di autorizzazioni alla trasmissione, ma altresì l’assegnazione di frequenze”, se no “un operatore non può esercitare i diritti conferitigli dal diritto comunitario per l’accesso al mercato televisivo”. <br />
Sentenza alla mano, gli avvocati <strong>Grandinetti </strong>e <strong>Pace </strong>che seguono Europa7 chiedono al Consiglio di Stato le frequenze e i danni subiti. Il “danno emergente”, cioè i soldi fin qui spesi per gl’investimenti richiesti dalla legge a chiunque vinca una concessione (oltre 120 milioni di euro). E il “lucro cessante”, cioè i mancati utili della tv mai nata (oltre 2 miliardi di euro). Semprechè il Consiglio condanni lo Stato ad assegnarle finalmente le frequenze. Altrimenti Europa7 morirebbe per sempre e Di Stefano avrebbe diritto al valore dell’intera azienda. Il governo dell’Unione, tramite l’Avvocatura, parla in playback: testi e musiche di Mediaset. Niente risarcimento. Niente frequenze. Viva la Gasparri. Rete4 sine die. Tutto come prima, come sempre. Berlusconi non avrebbe saputo fare di meglio."</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/schizofrenia_di_stato.html</link>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Tue, 06 May 2008 10:56:25 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Violenza e propaganda politica</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="scartofie.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/scartofie.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Il ragazzo picchiato a <strong>Verona</strong> da un gruppo di naziskin per una sigaretta negata è morto. Faccio le mie condoglianze ai suoi genitori e spero che i <strong>colpevoli paghino </strong>per i loro crimini. <br />
I partiti stanno già strumentalizzando la sua morte: è una morte di destra, come la morte della signora <strong>Reggiani </strong>per mano di un rom era una morte di sinistra. <br />
La violenza sta diventando un <strong>alibi</strong> per orientare l’opinione pubblica e creare sempre nuovi mostri.<br />
 <br />
Il problema della violenza deriva dalla <strong>non punibilità </strong>della maggior parte dei reati, da una <strong>destabilizzazione</strong> della magistratura avvenuta durante i governi degli ultimi quindici anni.<br />
 <br />
La <strong>magistratura </strong>non ha mezzi materiali, né giuridici per intervenire effettivamente. E’ necessario cancellare le <strong>leggi vergogna</strong>, semplificare e accorciare l’<strong>iter processuale</strong> per ristabilire un corretto rapporto tra i cittadini e la giustizia.</p>

<p>Forse è arrivato il momento in cui nel Paese si inizi a discutere delle ragioni per le quali la giustizia è diventata <strong>inapplicabile</strong> e di chi sono i <strong>responsabili</strong> di questa situazione. <br />
I <strong>cittadini </strong>non possono più essere presi in giro, da una parte si invoca la sicurezza, dall’altra si rende impossibile l’applicazione della pena.</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/post_44.html</link>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Mon, 05 May 2008 22:19:37 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title></title>
         <description><![CDATA[<br>
<table width="450" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/up.gif" cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" valign="top">
 <tr>
  <td width="7">&nbsp;</td>
  <td align="justify" valign="middle" height="27"><strong>Il commento al post: Censura di regime</strong></td>
  <td width="7">&nbsp;</td>
 </td> 
 <tr>
  <td colspan="3" align="center"><img alt="commento04mag08.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/commento04mag08.jpg" width="448" height="40" border="0" /></td>
 </tr>
 <tr>
  <td width="7">&nbsp;</td>
  <td align="justify" valign="middle" height="25">Postato da: <em>Francesco d'Elia</em></td>
  <td width="7">&nbsp;</td>
 </td>  
 <tr>
  <td width="7">&nbsp;</td>
  <td align="justify">
   <br />

Quello che ha fatto Santoro mostrando gli interventi di Grillo è pura cronaca.. Se arriviamo anche a censurare la cronaca di una manifestazione di popolo arriviamo al livello della Cina o della Birmania.. Che poi alcune delle sparate di Grillo possano essere o meno condivisibili è un latro paio di maniche ma la censura sulla cronaca degli eventi del nostro paese è inammissibile.. Che poi uno Sgarbi non sia stato espulso dallo studio al primo insulto è davvero vergognoso.. Ma questo è il regime che ci si prepara, il regime in cui Cuffaro bacia Dell'Utri in Senato e dove le intercettazioni tra Berlusconi e Cuffaro vengono distrutte.

      <br>
      </p>
    </td>
  <td width="7">&nbsp;</td>
 </tr>
 <tr>
  <td colspan="4" height="23" width="450" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/down.gif" align="left">&nbsp;</td>
 </tr>
</table>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/_il_commento_al_1.html</link>
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         <category>Il commento</category>
         <pubDate>Sun, 04 May 2008 14:35:53 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Censura di regime</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="petruccioli.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/petruccioli.jpg" width="460" height="270" /></p>

<p>La decisione del presidente della RAI <strong>Petruccioli </strong>di richiamare <strong>Santoro </strong>per la trasmissione <strong>AnnoZero</strong> dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione <strong>organizzata da Beppe Grillo</strong> il 25 aprile è sconcertante. Chi ha seguito il programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario, ma per <strong>Sgarbi </strong>che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul licenziamento di <strong>Enzo Biagi</strong>. Petruccioli non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Beppe Grillo sulla <strong>illegittimità di Rete 4</strong> sancita dalla corte di Giustizia Europea che <strong>costerà ai contribuenti italiani</strong> più di 300 milioni di euro. </p>

<p><strong>Questa si chiama censura</strong>, in un Paese libero l’ascoltatore ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte <strong>1.500.000 di firme in un solo giorno</strong>, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza <strong>non si può cancellare</strong>. </p>

<p>Se il buon giorno si vede dal mattino, ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo per chiudere i pochi spazi di libertà di informazione ancora presenti nel nostro Paese. <br />
L’Italia dei Valori farà di tutto perché questo non avvenga in particolare se dovesse assumere la presidenza della <strong>Commissione di Vigilanza RAI</strong> di cui ha fatto espressa richiesta.</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/censura_di_regime.html</link>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Sat, 03 May 2008 13:53:28 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>10 - Silvio “privato corruttore”</title>
         <description><![CDATA[<p><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/manisporche1.jpg"></p>

<p>Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Silvio 'privato corruttore'" (pag.769).</p>

<p>"Anche i giudici d’appello chiamano <strong>Berlusconi </strong>il “privato corruttore”. Ma diversamente da quel che avevano stabilito i loro colleghi nel rinvio a giudizio, scrivono nero su bianco che <strong>Previti</strong>, <strong>Pacifico </strong>e <strong>Acampora </strong>non concorrono nel reato del giudice <strong>Metta</strong>, bensì in quello del “privato corruttore”, cioè del Cavaliere:</p>

<p>‘ <em>l’attività degli extranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una condotta, che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere, in via diretta, dal privato interessato […]. La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore.</em> ‘</p>

<p>In pratica i tre avvocati <strong>Fininvest </strong>agirono come intermediari di Berlusconi, che li incaricò di pagare Metta e, in seguito alla sentenza comprata, alla fine intascò il primo gruppo editoriale italiano. E, diversamente da lui, non meritano le attenuanti generiche, “non ravvisandosi alcun elemento positivo per attenuare il trattamento sanzionatorio”. E questo per:</p>

<p>‘ <em>l’enorme gravità del reato [e per] la gravità del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile e per le ricadute nel sistema editoriale italiano, trattandosi di controversia (la cosiddetta guerra di Segrate) finalizzata al <strong>controllo dei mezzi di informazione</strong>; [per] la spiccata intensità del dolo; [per] i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente; [per] i comportamenti processuali tenuti [con continue e spudorate “menzogne”, nda]; [per] il precedente penale specifico [Imi-Sir, nda].</em> ‘</p>

<p>Quanto alle parti civili, i giudici riconoscono alla Presidenza del Consiglio un danno di 129 mila euro:</p>

<p>‘ <em>l’episodio delittuoso si svolse all’interno della cosiddetta “guerra di Segrate”, combattuta per il controllo di noti e influenti mezzi di informazione; e si deve tener conto dei conseguenti interessi in gioco, rilevanti non solo sotto un profilo meramente economico, comunque ingente, ma anche sotto quello prettamente sociale della proprietà e dell’acquisizione di mezzi di informazione di tale diffusione.</em> ‘</p>

<p>La parte civile <strong>Cir</strong>, cioè <strong>De Benedetti</strong>, ha diritto al rimborso dei danni morali e patrimoniali, ma da quantificare in separata sede civile: i giudici avrebbero concesso un anticipo in sede penale, cioè una “provvisionale”, ma i legali Cir non ne hanno fatto richiesta. Spetterà dunque ai giudici civili stabilire e liquidare:</p>

<p>‘ <em>tanto il danno emergente quanto il lucro cessante, sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi effettivi di cessione della <strong>Mondadori</strong>, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari.</em> ‘</p>

<p>Il 13 luglio 2007 la II sezione penale della Cassazione mette il timbro finale al caso Mondadori, confermando in toto la sentenza d’appello-bis. La vicenda – scrivono i giudici – “coinvolgente la Fininvest, fonte della corruzione e pagatrice del pretium sceleris”, cioè del “mercimonio” della sentenza Metta, non può ammettere le attenuanti generiche: per “l’elevata gravità del reato e del relativo danno, l’intensità del dolo, i motivi a delinquere e i comportamenti processuali” caratterizzati da “mendacio”. Quanto alle prove, ce ne sono a bizzeffe: rappresentano un “corredo di emergenze, nomi e collegamenti ben diverso dalla definizione di “schizzo di fango”, usata dai difensori dell’ex giudice Metta. Ora è ufficiale: il Cavaliere <strong>possiede da sedici anni</strong> una casa editrice <strong>grazie a una sentenza comprata</strong>. Ma, naturalmente, nessuno gliene chiederà conto.”</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/05/10_silvio_privato_corruttore.html</link>
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         <category>Mani Sporche</category>
         <pubDate>Thu, 01 May 2008 19:23:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il cappio dell’IVA anticipata</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="mediaimpresa.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/mediaimpresa.jpg" width="460" height="254" /></p>

<p>Il rilancio delle imprese ha bisogno di <strong>azioni immediate e incisive</strong>. Uno dei problemi, in particolare per le piccole e medie aziende, è la cassa, il poter disporre di liquidità per investimenti, o anche per la gestione corrente, senza dover ricorrere al credito, e quindi senza indebitarsi e dover pagare interessi <strong>sempre più onerosi</strong> per l’aumento del costo del denaro. </p>

<p>L’Italia dei Valori come primo atto della sua attività parlamentare proporrà l’<strong>abolizione del regime di Iva anticipata</strong> sulle fatture emesse. La riscossione dell’Iva dovrà avvenire solo all’avvenuto pagamento della fattura. Questa misura se approvata dal Parlamento consentirà alle aziende di togliersi un <strong>cappio finanziario</strong> al collo e di evitare lunghe attese per rimborsi d’Iva e conguagli a favore. L’anticipo dell’Iva ad oggi favorisce il sistema bancario e non quello industriale, in quanto le società sono costrette spesso a indebitarsi per continuare la loro attività.</p>

<p>Questa iniziativa è solo la prima da parte dell’Italia dei Valori per <strong>consentire lo sviluppo delle imprese</strong> e metterle in condizione di competere sul mercato italiano e internazionale.</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/04/il_cappio_delliva_anticipata.html</link>
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         <category>Economia</category>
         <pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:04:56 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Parole sconnesse del Senatur</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="bossiumberto.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bossiumberto.jpg" width="460" height="305" /></p>

<p>Nei giorni scorsi ho più volte criticato duramente le dichiarazioni, <strong>al limite della legalità</strong>, di <strong>Umberto Bossi</strong>. Lascio spazio ad un comunicato stampa di un deputato dell'Italia dei Valori, <strong>Silvana Mura</strong>, per commentare le ultime dichiarazioni apparse poche ore fa del leader del Carroccio, dichiarazioni indegne di un rappresentante di un Paese democratico. </p>

<p>''<em>Il botta e risposta tra <strong>Umberto Bossi</strong> e <strong>Francesco Caruso</strong>, infarcito di fucili pronti a sparare e minacce, fa accapponare la pelle. Il problema pero' e' che mentre, fortunatamente, Caruso non e' piu' in Parlamento, purtroppo Bossi sta per diventare ministro.<br />
E' vero che Bossi sono anni che straparla e alle sue parole quasi mai, in ogni settore, sono seguiti i fatti, ma <strong>in un paese serio</strong>, un politico che avesse pronunciato anche una sola volta una frase come quella <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/formazione-governo-2/bossi-martiri/bossi-martiri.html" target="_blank">sui fucili</a> <strong>non avrebbe mai potuto fare il ministro</strong>. Figurarsi chi, come lui, continua a ripeterla provocatoriamente ad ogni pie' sospinto. E' davvero inaccettabile che si passi sopra a tutto questo grazie alla golden share che la Lega detiene nei confronti del futuro governo</em>''.</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/04/parole_sconnesse_del_senatur.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Tue, 29 Apr 2008 21:17:33 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Tra buonismo e finta solidarieta&apos;</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="immigra.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/immigra.jpg" width="460" height="307" /></p>

<p>Riporto una mia intervista rilasciata al Corriere della Sera sul tema dell'<strong>immigrazione </strong>e della <strong>sicurezza</strong>. In calce troverete i miei articoli sull'argomento, alcuni anche molto duri. Su questo tema è stata strumentalmente giocata la campagna elettorale nelle elezioni sia politiche che amministrative. Ora non rimane che rispettare le promesse elettorali.</p>

<p><strong>Antonio Di Pietro:</strong> Sui rumeni occorre intervenire. E se Berlusconi lo farà, non ci vergogneremo di appoggiarlo. </p>

<p><strong>Cds:</strong> <em>Perché?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> E’ ovvio che per il centrosinistra dire che si è offuscata la vista agli italiani è semplice. Fin troppo. Ma non è con le paure che si rincorre il voto. Io spero che dopo l’ubriacatura di centrodestra l’elettore apra gli occhi. Però…</p>

<p><strong>Cds:</strong> <em>Però?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Però è vero che tra buonismo e finto solidarismo abbiamo creato una situazione ingovernabile. E ora tutti si scoprono giustizialisti. </p>

<p><strong>Cds: </strong><em>Berlusconi annuncia misure.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> E noi le appoggeremo. Sempre dopo averle lette. </p>

<p><strong>Cds:</strong> <em>Voterete con il Pdl?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Non ci vergogneremo di dare forza a un atto che consideriamo di resipiscenza: a partire dall’ingresso indiscriminato i guai li hanno creati loro. Sarà il primo atto di una opposizione costruttiva.</p>

<p><strong>Cds:</strong> <em>Cosa auspica?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Filtri agli ingressi dalla Romania. Rimandare indietro tutti i rumeni senza fissa dimora o lavoro. Più fondi e personale a polizia e tribunali per accelerare l’iter processuale anche con l’esecuzione della pena dopo il primo grado di giudizio. E soprattutto che non ci siano trucchi.</p>

<p><strong>Cds:</strong> <em>Teme qualche emendamento-truffa?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Eh si. L’altra volta hanno fatto un provvedimento per allungare la prescrizione ai recidivi e l’hanno accorciata a Berlusconi cosi i processi a lui non si fanno mai. Ma ora, sistemati i suoi problemi, forse può risolverli agli italiani.</p>

<p><strong>Articoli precedenti:</strong><br />
<a href="http://www.antoniodipietro.com/2007/12/post_8.html">La Sicurezza per i cittadini</a><br />
<a href="http://www.antoniodipietro.com/2007/12/litalia_ventre_molle_della_uni.html">L'Italia ventre molle dell'Unione Europea</a><br />
<a href="http://www.antoniodipietro.com/2007/11/moratoria_subito_1.html">Moratoria, subito</a><br />
<a href="http://www.antoniodipietro.com/2007/10/immigrazione_e_criminalita.html">Immigrazione e criminalità</a></p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/04/_antonio_di_pietro_sui.html</link>
         <guid>http://www.antoniodipietro.com/2008/04/_antonio_di_pietro_sui.html</guid>
         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 13:03:55 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>La cordata menzogna</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="aereialitalia.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/aereialitalia.jpg" width="450" height="338" /></p>

<p>Riporto le mie dichiarazioni in un intervista, rilasciata ieri ad un giornalista del quotidiano La Stampa, sul <strong>prestito ponte ad Alitalia</strong>.</p>

<p>"Personalmente in consiglio dei ministri ho ripetuto che nessuno deve potersi permettere di prendere dei provvedimenti che sono illegittimi ed io ritengo che la forzatura che ancora una volta ha voluto <strong>Berlusconi </strong>sarà punita dall’Unione Europea perchè è un aiuto di Stato. <br />
Sono testimone, in Consiglio dei ministri Berlusconi ha fatto arrivare <strong>un ultimatum</strong>: voglio trecento milioni perchè voglio avere il tempo di <strong>trovare una cordata</strong>. A chi gli faceva presente che era un aiuto di Stato, lui ha replicato che non gli interessava e di volere un prestito ponte. Tutti sono capaci di comprare qualcosa con i soldi degli italiani. <br />
Sono contro all’utilizzo delle istituzioni per fare operazioni illegittime. Credo che l’Unione Europea <strong>ci sanzionerà</strong>, che la cordata non ci sia e che alla fine avremo il danno e la beffa. Il danno di avere perso Alitalia per non avere aperto al dialogo con <strong>Air France</strong>, e la beffa di perdere ulteriori trecento milioni <strong>a danno dei contribuenti italiani</strong>."</p>]]></description>
         <link>http://www.antoniodipietro.com/2008/04/la_cordata_menzogna.html</link>
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         <category>Economia</category>
         <pubDate>Sat, 26 Apr 2008 15:52:57 +0100</pubDate>
      </item>
      
   </channel>
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