Informazione

27 Gennaio 2012

In Italia non c'è libertà di stampa

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Andava male, va peggio. Eravamo uno dei Paesi con meno libertà di stampa al mondo, adesso abbiamo perso altre posizioni. Nella classifica annuale di Reporter sans frontier dell'anno scorso l'Italia era al quarantanovesimo posto, quest'anno siamo scivolati fino al sessantunesimo. Meno che in Bosnia nella Guyana e Haiti.
In Italia non c'è libertà di stampa perché un grande editore e padrone di televisioni era fino a ieri il presidente del consiglio e, ancora oggi, ha in mano la vita o la morte del governo. Ma ci sono anche altri motivi altrettanto gravi, se non di più.
Il rapporto dice, per esempio, che in pochi altri Paesi tanti giornalisti vengono minacciati e subornati dalle organizzazioni criminali come nel nostro. Se era necessario avere una prova che vivere in un Paese senza legalità significa vivere in un Paese senza libertà è arrivata con questi dati.
Il terzo motivo per cui la stampa da noi è imbavagliata è che s'imbavaglia da sola. L'autocensura, fortissima nei giornali e ancora di più in televisione, esiste per un motivo solo: perché la politica continua a occupare l'informazione, sia direttamente, come in Rai e in Mediaset, sia indirettamente, perché può condizionare le scelte di moltissime redazioni.
Iniziare ad affrontare questa malattia mortale, a cominciare proprio dalla Rai, è dovere di questo governo se intende restare fino alla scadenza della legislatura. Le voci che girano in questi giorni per la direzione del Tg1 sono diverse ma hanno tutte un punto in comune: il nuovo direttore sarà scelto sulla base di calcoli politici e non professionali. Noi dell’Italia dei Valori possiamo parlare perchè siamo gli unici a non aver partecipato alla logica spartitoria del CdA della RAI. Il conflitto è talmente palese che, addirittura, all’interno di quest’organo che dovrebbe essere di garanzia, siede oggi un consigliere, Antonio Verro, che è anche deputato del Pdl. Per questo chiediamo a gran voce che si esca dall’impasse attuale e che vengano modificate le regole in modo che la Rai torni a svolgere il ruolo di servizio pubblico e i giornalisti ritonino ad essere i cani da guardia della democrazia. E’ anche così che si difende la libertà di stampa nel nostro Paese.

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21 Dicembre 2011

Monti prende in giro i cittadini


La presa in giro delle frequenze televisive, regalate anche dal governo Monti a Berlusconi, purtroppo continua. Dopo che la Camera aveva votato un nostro ordine del giorno che impegnava il governo a mettere quelle frequenze all'asta, dopo che il ministro Passera aveva definito ingiusta e immorale questa concessione di favori a Rai e Mediaset, noi avevamo preso sul serio quel voto e quelle belle parole.

Abbiamo quindi presentato al Senato un emendamento che traduceva in legge l'impegno assunto con l'odg. Per approvarlo ci sarebbe voluta una mezz'oretta in tutto. Ma il governo ha detto di no. La sua maggioranza, composta dal Pdl, dal Pd e dal Terzo polo, lo ha bocciato con tanto di parere negativo di entrambi i relatori: uno del Pd e uno del Pdl, per non far torto a nessuno. La solita furbata dei politicanti: prendere impegni a parole e poi non mantenerli con i fatti.

Io voglio prima di tutto denunciare questo comportamento: mi dispiace dirlo, ma il governo Monti sta oggi ingannando i cittadini. Quando si tratta di prendere i soldi dalle loro tasche non guarda in faccia a nessuno, ma se deve fare lo stesso con i potenti come Berlusconi diventa timidissimo.

In secondo luogo voglio denunciare l'uso distorto che il Parlamento fa degli odg. Invece di un impegno reale del governo, sono diventati per i parlamentari un modo facile di farsi belli mettendoci il cappello sopra, con la coscienza che tanto poi non se ne farà niente. Chiedo esplicitamente al governo Monti di dirci se vuole continuare, come il suo predecessore, su questa strada.

Infine voglio lanciare un appello al capo dello Stato. Può lui, che è garante della Costituzione e che si è assunto la responsabilità di aver voluto questo governo, permettere che il governo stesso, dopo aver preso l'impegno di mettere in gara le frequenze televisive, eviti poi di adempiere a questo solenne dovere? Io chiedo al capo dello Stato di dire chiaramente se ritiene che questo comportamento del governo Monti sia giusto o se non ritenga invece di dover intervenire con il suo alto consiglio per far sì che il governo faccia il proprio dovere e rispetti l'impegno preso, mettendo subito all'asta le frequenze televisive.

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17 Dicembre 2011

Ora sulle frequenze facciamo sul serio

Alla fine, dopo essersi arrampicato per molti giorni sugli specchi, dopo aver confessato in diretta tv che non può toccare gli interessi di Berlusconi sennò il PdL lo manda a casa, il governo si è impegnato a mettere all'asta le frequenze televisive invece di regalarle a Rai e Mediaset.
E' merito dell'Italia dei Valori. Siamo stati gli unici a martellare contro questa ingiustizia quando tutti gli altri cercavano di farla passare sottobanco. Siamo stati i soli a denunciare lo scambio tra frequenze regalate e voto di fiducia al governo da parte del PdL, e per aver detto la verità ci siamo anche presi un sacco di insulti da parte del Pd e dello stesso governo.
Della Lega poi non parliamo proprio: quelli cambiano idea e voto a seconda che stiano al governo oppure all'opposizione. Per dieci anni hanno votato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, gli hanno fatto ogni sorta di regali. Per rifarsi la verginità di oppositori è un po' tardi.
Però io confesso che a questo impegno del governo ci credo poco. Se davvero hanno deciso di smettere di pagare il pizzo a Berlusconi, perché hanno bocciato in commissione le nostre mozioni e le nostre proposte? Se vogliono fare l'asta sul serio e non solo farsi belli a parole, perché non varano un provvedimento e ci mettono la fiducia sopra come hanno fatto con i pensionati, invece di essere forti con i deboli e deboli con in forti?
Di solito, nel Parlamento italiano il modo migliore per non fare un cosa è impegnarsi a farla e promettere che la si farà appena possibile, cioè mai. Non vorrei che questo impegno che abbiamo dovuto strappare con le tenaglie al governo fosse proprio di quel tipo lì.    
Per questo noi insisteremo e controlleremo, e siamo disponibili a votare il provvedimento che blocca il Beauty Contest e lancia l'asta per le frequenze televisive anche prima di Natale. Perché se il Parlamento è riuscito a fare le ore piccole per tartassare i pensionati, può approfittare dello spirito natalizio, magari rinunciando a qualche giorno di festa, per recuperare dai ricchi quel che si vuole togliere ai poveri.

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28 Novembre 2011

Immigrati: fermiamo lo sterminio

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Di fronte alle nostre coste c'è un mare di sangue e di morte. Ce ne accorgiamo solo raramente quando, come a Brindisi, una delle tante navi della disperazione cola a picco davanti ai nostri occhi.

A Brindisi i morti sono stati tre, i dispersi trenta. Siamo di fronte ad un massacro quotidiano. Secondo i dati diffusi da varie agenzie i morti e i dispersi nel Mediterraneo, dal primo gennaio di quest'anno, sono stati 2160. Duecento ogni mese. Sette al giorno. Un eccidio. Uno sterminio.

Io so perfettamente che il problema degli sbarchi clandestini è complesso e non lo si può risolvere con la demagogia. Però so anche che Gesù Cristo ci ha insegnato che dobbiamo dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati. Quella gente che viene da noi lo fa perché ha fame e sete. Non la si può respingere a cannonate e buttare a mare come stiamo facendo. L’accoglienza e la solidarietà sono i principi cardine di uno Stato democratico e civile.

Non si può essere tanto ipocriti da fare finta che la responsabilità di queste tragedie sia solo degli sciacalli che commerciano in carne umana e non anche della pattuglie che fanno muro intorno alle coste italiane. Tra la politica dei respingimenti e i criminali scafisti c'è una oggettiva complicità che ci copre di vergogna.
Non si può fare finta di niente quando una delegazione della Ue arriva e scopre che a Salinagrande, vicino Trapani, hanno aperto un lager e lo hanno chiamato “centro di accoglienza”.

La commissione europea per gli Affari interni ci ha chiaramente esortato ad avere un atteggiamento più umano. Non è che all'Europa si deve dare retta solo quando chiede altri sacrifici e per il resto fregarsene.
La politica dell'immigrazione è stata una delle pagine più oscene del governo Berlusconi. E' necessario che il nuovo governo inverta la rotta subito, e anche per questo noi dell'Italia dei Valori abbiamo presentato un'interrogazione al nuovo ministro degli Interni perché ponga immediato rimedio alla condizione disumana di Salinagrande.

Io credo che, culturalmente, sarebbe un importante passo avanti anche recepire il prima possibile l'indicazione del presidente della Repubblica sul diritto alla cittadinanza italiana di chiunque nasca in Italia. Non c'è ragione di non considerare italiana una persona che nasce in Italia da genitori stranieri, si istruisce e lavora nel nostro paese. E' ora di superare lo sbarramento dello ius sanguinis e andare verso un diritto più aperto e democratico.

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13 Ottobre 2011

Eliminare la lottizzazione del servizio pubblico

Stamattina, di fronte alla direzione della Rai in viale Mazzini, il presidente dell’Italia dei valori ha sottoscritto, a nome dell’intero partito, l’appello promosso dall’Unione popolare per eliminare la pratica antica della lottizzazione dal servizio pubblico radiotelevisivo.

“La Rai – ha dichiarato Di Pietro – subito dopo aver firmato – fa informazione pubblica e quindi, per definizione, è il “cane da guardia” della democrazia, perché solo mettendo i cittadini in condizione di sapere esattamente come stanno le cose, questi possono decidere autonomamente e serenamente che ha ragione e chi torto sul piano politico, governativo e istituzionale.

La legge, attualmente, prevede che il cda Rai, composto da nove membri, sia di nomina politica. “Il compito della Rai – prosegue Di Pietro – è quello di controllare cosa fa la politica e informare i cittadini adeguatamente. Ma se a scegliere chi sta a capo della Rai sono gli stessi controllati si raggiunge l’assurdo per cui il cntrollato si nomina da solo il controllore. Come se l’imputato si nominasse il giudice. E’ un assurdo sul piano del diritto e della democrazia reale. Bisogna intervenire, altrimenti si certifica l’esistenza di un regime”.

La raccolta di firme parte ora in vista del prossimo rinnovo del cda Rai, previsto fra qualche mese, in primavera. L’appello mira da un alto a “promuovere l’attenzione dell’opinione pubblica al fine di reagire” e dall’altro “a individuare alcune proposte operative”.

“A me pare – conclude Di Pietro – che questa battaglia di trasparenza, che è un presupposto per la legalità, vada a fatta al più presto. Una battaglia per la libetrtà di informazione nella sua triplice accezione: di essere informata, di informarsi e di informare”.

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11 Ottobre 2011

Lettera aperta a Bersani e Vendola: la RAI faccia tornare Santoro

Lettera aperta a Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola e a tutte le opposizioni

Carissimi,
la vicenda di Annozero merita un’attenzione particolare. La Rai, servizio pubblico radiotelevisivo, non può continuare a rispondere alla voce del padrone, ignorando le istanze dei cittadini utenti, che sono i veri proprietari dell’azienda. La verità è sotto gli occhi di tutti: Santoro e la sua redazione sono stati espulsi dalla Rai, nonostante gli ingenti introiti economici che apportavano e nonostante lo share di quel programma fosse molto alto. Il fatto che ci siano delle intercettazioni che attestino la volontà del Presidente del Consiglio di far sparire dalla Rai le voci scomode, quali quelle di Annozero, non è certamente un dettaglio da poco.
Non è un caso che il lancio del nuovo sito del giornalista e la sottoscrizione, da lui promossa, stiano riscuotendo un grandissimo successo. Mi rivolgo a voi per concordare un’azione e un impegno comune. Non possiamo permettere, come opposizione, che il servizio pubblico venga svuotato e mortificato in questo modo. Non possiamo non assumere un’iniziativa unitaria per sollecitare i vertici del servizio pubblico a rivedere le loro decisioni.
Occorre fare appello ai dirigenti Rai affinché facciano marcia indietro e ridiano a Santoro lo spazio che merita. Migliaia e migliaia di cittadini in soli tre giorni hanno raccolto l’invito di Santoro per far vivere un mezzo d’informazione libero e democratico. Hanno versato 10 euro come fosse un canone per la libertà di parola e di critica.
Noi, come Italia dei Valori, metteremo a disposizione tutti i blog e il sito del partito a supporto del nuovo programma, ma ogni singola iniziativa, di fronte all’irruente portata della richiesta avanzata dai cittadini, rimane debole e inadeguata se non ci impegniamo in prima persona.
Cordiali saluti

Antonio Di Pietro

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8 Ottobre 2011

Sosterremo Santoro sui nostri siti

L'Italia dei Valori metterà a disposizione tutti i blog e il sito del partito a supporto dell'iniziativa di Michele Santoro che oggi ha annunciato la data dell'inizio del programma 'Comizi d'amore', lanciando anche il sito internet 'Servizio Pubblico'. Sosterremo con ogni mezzo il lavoro di Santoro e della sua redazione e divulgheremo l'evento anche attraverso i social network
Infatti, riteniamo fondamentale che l'informazione non venga imbavagliata e che i giornalisti dalla schiena dritta proseguano il loro lavoro di cani da guardia della democrazia. Non dimentichiamo le intercettazioni di Trani, nelle quali Berlusconi ordinava ai suoi sodali di far sparire Annozero dal servizio pubblico.
Purtroppo così è stato: Santoro e la sua redazione sono stati espulsi, nonostante gli ingenti introiti economici che apportavano alla Rai e nonostante lo share di quel programma fosse molto alto. Questo governo e questa maggioranza stanno portando a compimento la loro missione: distruggere la Rai, eliminare le sue voci scomode e mettere il bavaglio all'informazione attraverso leggi fasciste, come il ddl intercettazioni. L'IdV continuerà a contrastare questo diabolico disegno e sosterrà in tutti i modi e con tutti i mezzi anche l'iniziativa di Michele Santoro.

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6 Ottobre 2011

Bavaglio? Le intercettazioni le pubblichiamo noi

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Se nessuno, con un soprassalto di dignità, fermerà questa legge ignobile che fa saltare per aria i pilastri della democrazia, la libertà di stampa e il diritto dei cittadini alla trasparenza, ci penseremo noi dell’Italia dei Valori.

I nostri parlamentari pubblicheranno e renderanno note tutte le intercettazioni regolarmente acquisite e depositate. Per una volta quell’immunità parlamentare contro la quale noi ci siamo sempre battuti, invece che a difendere gli interessi della casta, servirà a evitare che i misfatti del Palazzo siano coperti dal silenzio.

Intanto continueremo con ogni mezzo la battaglia contro questa legge fascista sia nelle aule del Parlamento che nelle piazze del Paese.

Quando arrivano alla fine della loro parabola dittatori e dittatorelli sono tutti uguali: perdono ogni contatto con la realtà e pensano di poter mantenere il potere con la repressione e con leggi speciali.

Ma Berlusconi farà bene a non illudersi. L’Italia dei Valori non permetterà che la Rete venga imbavagliata, i mezzi d’informazione ammutoliti e i cittadini lasciati in balia solo delle disinformazioni del Minzolini di turno.

Con tono sommesso e con il rispetto dovuto, mi appello al presidente della Repubblica, affinché invii un messaggio alle Camere. Se non ora, quando?

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5 Ottobre 2011

In prima linea per la libertà di informazione. Come sempre.

E’ inutile che il governo e la maggioranza cerchino di giocare alle tre cartine nella speranza di nascondere quello che stanno facendo. La legge bavaglio che stanno per approvare è un insulto alla democrazia, un attentato alle basi stesse della nostra Costituzione con o senza l’udienza filtro, con o senza l’obbligo di rettifica in rete limitato alle testate registrate.
Apporre un bavaglio, in rete, alle testate registrate significa contrabbandare un principio, quello che legittima la censura, e si sa che in questi casi una volta fatto il primo passo non ci si ferma più.

Noi dell’Italia dei Valori abbiamo ha proposto un subemendamento alla proposta Cassinelli per sopprimere ogni riferimento al web nel ddl intercettazioni.

La piena libertà è la condizione imprescindibile perché la rete rimanga uno straordinario strumento di democrazia, conoscenza e partecipazione democratica, non si può censurare. Il nostro subemendamento mira a ripristinare elementari principi di libertà di espressione e di pensiero. E non ci venissero a raccontare che vogliono tutelare l’onorabilità di eventuali diffamati: per questo, anche in Rete, bastano le norme penali esistenti
Il resto di questa legge è altrettanto aberrante. Dire che non si possono pubblicare intercettazioni fino all’udienza filtro è come dire che ai mezzi di informazione è vietato informare su atti che non sono segreti. Si può raccontare che c’è stato un arresto, ma, se l’indizio decisivo si trova in un’intercettazione, non si può raccontare perché quell’arresto c’è stato. Roba da matti.
L’idea dell’onorevole Paniz di mandare in galera i giornalisti, poi, la si può definire con un nome solo: fascismo.
Io sono certo che la Rete, la libera stampa e l’Italia democratica sapranno fermare questo scempio, e l’Italia dei Valori sarà come sempre in prima linea per difendere la libertà che oggi è seriamente minacciata dentro e fuori il Parlamento.

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4 Ottobre 2011

Il veleno del bavaglio

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Lo avevamo detto e avevamo visto giusto: nella sua fase estrema il berlusconismo agonizzante darà il peggio di sé. Chi pensa che in fondo tra il tenersi questo governo per un mese o per un anno passa poca differenza si illude. Di qui alla sua caduta, Berlusconi avvelenerà ogni pozzo nel tentativo disperato di salvarsi
La lotta alla criminalità, che per tante parti dell’Italia, dovrebbe venire prima di tutto è uno di questi pozzi. La libertà di informazione e il diritto dei cittadini a sapere chi sono e come si comportano quelli chi li governano è un altro.
Berlusconi e la folla di maggiordomi con cui ha riempito il Parlamento stanno per inquinarli tutti e due con lo stesso micidiale veleno: la legge contro le intercettazioni.
La smettessero di prendere in giro gli italiani. Quella legge ha un solo scopo: impedire che i cittadini sappiano che razza di gente e gentaglia siede al governo o in Parlamento. Se la legge bavaglio fosse stata già in vigore quando la cricca che si ingrassava sulla tragedia dell’Aquila è stata scoperta, avremmo saputo che c’erano dei sospetti sugli appalti per la ricostruzione della città. Non si sarebbe mai saputo che uno sciagurato avvoltoio, nella notte della tragedia, si fregava le mani tutto contento perché già sapeva che quegli appalti lo avrebbero arricchito grazie ai rapporti corrotti e clientelari con qualche governante. Non è la stessa cosa. In un caso i cittadini possono giudicare chi li governa e agire di conseguenza. Nell’altro no.
Per questo scopo ignobile, Berlusconi e la sua banda non esiteranno a fare un enorme favore a quei criminali che avrebbero il dovere di combattere e a fare un altrettanto enorme danno al principio base delle democrazie moderne: la libertà di informazione e il diritto dei cittadini alla trasparenza del potere. Tutt’al più cercheranno di nascondere lo scempio dietro una foglia di fico come l’obbligo di mantenere le intercettazioni segrete fino all’udienza filtro
Noi non lasceremo nulla di intentato pur di fermare questa legge vergognosa, Continueremo a manifestare in piazza, lo faremo anche domani pomeriggio a Roma, in piazza del Pantheon, e a fare strenua opposizione in aula. Ma non ci illudiamo. Abbiamo di fronte una banda di disperati pronta a tutto pur di provare a salvarsi. Le vie di mezzo non esistono più. Bisogna cacciarli il prima possibile. Prima che avvelenino tutto.

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23 Agosto 2011

Passaparola di lunedì 22 agosto

Testo:

Buongiorno a tutti,
bentornati, ben ritrovati dopo questo periodo di vacanza, almeno da parte mia, spero anche da parte di molti di voi.

Le mani nelle tasche degli italiani ladri (espandi | comprimi)
Sono successe molte cose, nel frattempo, oggi vorrei parlare, per quel poco che ne capisco, di manovra economica Nella giornata nella quale si festeggia la caduta di un tiranno, Gheddafi, beati libici, speriamo che presto tocchi al nostro Gheddafi, quello che baciava il Gheddafi libico fino a pochi mesi prima dell'inizio della rivolta.


Ritassare i capitali dello scudo fiscale (espandi | comprimi)
Poi c'è un ultimo particolare che ho accennato prima ed è la ritassazione dei capitali scudati. Perché ne parlo? Perché c'è un sacco di gente che ha letto i giornali o ha sentito in televisione alcuni soloni sostenere che non si può ritassare quei capitali perché lo Stato aveva fatto un patto con quegli evasori, gli aveva detto “se fai rientrare ti lascio anonimo, non ti chiedo come ti chiami, tu nella banca o nella finanziaria dove porti indietro i capitali lasci un pizzo del 5% sull'ammontare complessivo del capitale, il mediatore ti rilascia una dichiarazione che tu userai nel caso in cui ti venga un accertamento su quel capitale”.

Ecco, voi a chi fareste pagare questa manovra, potendo? Come abbiamo dimostrato, si può.
Passate Parola.

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22 Agosto 2011

La Lega censura il web e lo sviluppo delle imprese

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La Lega dice che le pensioni non si toccano e i pensionati, visti i precedenti, fanno gli scongiuri. Per forza: è la stessa Lega che diceva no alla guerra ma subito dopo ha votato senza dire ne ah ne bah a favore dei bombardamenti, la stessa che si scatenava contro l'Europa e adesso dice che tutto quel che fa l'Europa va bene. Nelle prossime ore il Pdl farà di tutto per convincere Bossi a rimangiarsi la parola e a intervenire sulle pensioni d’anzianità, e non è affatto detto che non ci riesca.
Anche perché in queste settimane la Lega, invece di chiarirsi le idee e smettere di far pagare al Paese anche le sue divisioni, si è preoccupata solo delle sue solite ossessioni liberticide e invece di chiarirsi le idee e provare a difendere con coerenza, una volta tanto, le sue posizioni ha pensato bene di proporre l'ennesima legge che mira a far fuori e a imbavagliare la Rete.

Cosa ci vuole a capire che il web libero aiuta anche le piccole e medie imprese che la Lega sostiene - a parole - di difendere?
Evidentemente non l'ha capito neanche l'onorevole Fava (quello della Lega) che ha proposto una legge che vuole trasformare tutti i provider in giudici, poliziotti e già che ci sono pure in esecutori materiali della pena.

Con la scusa di contrastare la contraffazione online e la vendita non autorizzata di farmaci, questa legge vorrebbe che i provider, ogni volta che gli viene segnalato un contenuto illecito, fossero obbligati a rimuoverlo. Senza aspettare che si pronunci un giudice, senza perdere tempo a a verificare se l'accusa è fondata o no. Una denuncia e via, alla faccia di qualche secolo di civiltà giuridica.

Non basta. L'on. Fava (sempre lui) vuole anche che per legge si obblighi la rete a fornirsi di “filtri” che scattano da soli ogni volta che compare nelle comunicazioni una parola chiave che autorizza a sospettare qualche scambio di informazioni illecito. A parte che filtri del genere non esistono, vi immaginate cosa succederebbe se una trovata del genere diventasse legge? La Rete si intaserebbe più delle autostrade all'inizio di agosto e anche comunicare cose del tutto lecite diventerebbe del tutto impossibile. Più che un ddl sembra la sceneggiatura di un film comico-demenziale.

Che in un momento come questo la Lega abbia pensato a una legge di questo genere dimostra tre cose. La prima è anche i leghisti, come il presidente del consiglio, vivono sulla luna e non si rendono conto di cosa sta succedendo qui sul pianeta Terra e di quanto una Rete libera aiuti lo sviluppo economico del Paese. La seconda è che la libertà del web continua a fare paura e così fioccano i progetti e le idee balzane per mettere catene. Ma la terza cosa è che anche come censori e repressori i parlamentari di questa maggioranza sono del tutto inetti e incapaci.
Il problema grosso è che però sono proprio loro, con tutta la loro incapacità, a dover affrontare una situazione d'emergenza che è stata in gran parte creata proprio da loro. E come si può pensare che ci riescano?

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21 Agosto 2011

Facciamo cassa con l'asta delle frequenze TV

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Tra due giorni la manovra arriverà al Senato e si vedrà lì, in Parlamento, se il governo è davvero disposto ad accogliere i suggerimenti dell'opposizione e a modificarla rendendola meno iniqua e più efficace. Sarebbe la prima volta nella storia di questo governo ma non è mai troppo tardi.
Sul fatto che la manovra sia necessaria per iniziare almeno a rimettere in sesto i conti dello Stato non ci piove. Ma non è affatto vero che debbano per forza pagare quelli che pagano sempre: l'ingiustizia della manovra così come l'ha pensata il governo dipende dal fatto che lo stesso governo non vuole toccare privilegi e interessi potenti e così non gli resta che far tirare la carretta al solito somaro: i cittadini che lavorano e che sono onesti.
Faccio un esempio, ripreso da una denuncia comparsa proprio oggi sul quotidiano La Repubblica. Devono essere assegnate sei nuove frequenze televisive, cinque per il digitale terrestre e l'ultima per le tv che si vedono sui telefonini o sugli Ipad. Le frequenze sono un bene pubblico, una proprietà collettiva che in passato è stata troppo spesso regalata o svenduta ad amici e amici degli amici e Berlusconi ne sa qualcosa per il grazioso dono ricevuto dal suo compagno di merende Craxi . Era uno scandalo già in passato, lo diventerebbe ancora di più oggi quando i cittadini devono dissanguarsi per rimettere a posto i conti dello Stato.
Quelle frequenze devono essere messe all'asta e gli incassi devono essere scalati dalla manovra in sostituzione dei tagli agli enti locali, cioè, in soldoni, ai servizi per i cittadini, alla sanità, all'istruzione, ai trasporti pubblici.
Il governo pensa invece di regalare quelle frequenze, indovinate un poi' a chi? A chi “ha i requisiti adatti”, Cioè alla Rai e all'azienda del presidente del consiglio, a Mediaset.
Questa ennesima ingiustizia che come al solito va a tutto vantaggio di Silvio Berlusconi, non può e non deve essere tollerata. In Parlamento l'Italia dei Valori, spero insieme a tutta l'opposizione, proporrà un emendamento alla manovra perché quelle frequenze siano messe all'asta. E chi non lo voterà non speri di farla franca in silenzio: dovrà assumersene la responsabilità di fronte a quegli stessi cittadini a cui chiede impunemente nuovi sacrifici.

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2 Agosto 2011

Passaparola di lunedì 1 agosto

Testo:
Buongiorno a tutti, siccome è un po’ difficile orientarsi nel cosiddetto caso Casa Tremonti, oggi ci occupiamo di questo guazzabuglio per cercare di mettere un po’ d’ordine e di capire anche cosa può succedere, perché sapete che siamo talmente malridotti che a Tremonti paiono essere appese le residue speranze di salvarci dalla tempesta finanziaria che secondo voci sempre più insistente starebbe per abbattersi anche sul nostro paese, poco prima di ferragosto.

Affitti e subaffitti di Tremonti (espandi | comprimi)
Intanto mi scuso con le teste di cazzo che la scorsa settimana si sono meravigliate se mi sono scansato per evitare di prendermi il lampadario in testa durante il terremoto e soprattutto mi scuso per il fatto che a casa mia porto i pantaloni corti, prometto di non farlo più anche perché evidentemente questa è diventata una delle notizie più importanti della settimana, visto che nel nostro paese non succede niente, ma torniamo a Tremonti.


Chi ricatta il ministro delle Finanze? (espandi | comprimi)
Perché veniva ricattato con queste notizie compromettenti da Cola? Perché Cola si sarebbe speso per fare in modo che il suo referente in Finmeccanica, il capo di Finmeccanica Guarguaglini non venisse sostituito, a un certo punto pareva che Tremonti volesse sostituire Guarguaglini con Flavio Cattaneo, l’ex Direttore generale della RAI che ora è amministratore di Terna, per salvare Guarguaglini dall’avvicendamento ci sarebbe stato un ricatto a Tremonti.

Se il ministro delle finanze non si fida della Finanza (espandi | comprimi)
Nel 2004 Tremonti non aveva alcuno scazzo con Berlusconi, mentre invece nell’intervista – colloquio con Repubblica lui sembra far risalire questi pedinamenti alla sua recente guerra con Berlusconi che lo considera un rivale interno, un potenziale nemico, uno che gli monta contro Bossi, è un anno circa che i giornali di Berlusconi hanno cominciato a massacrare Tremonti, prima mai!

Se non è imparziale la Guardia di Finanza, se non è affidabile la Guardia di Finanza è evidente che viene meno lo Stato, l’economia, tutto! Il problema quindi non è la casa, l’affitto, quelli sono casi di malcostume che poi vedremo se hanno rilevanza penale etc., basta meno di ciò che è emerso su Tremonti per far dimettere un Ministro in qualunque altro paese del mondo, compreso l’Africa, Asia e il sud-America, ma qui vedete come è tutto collegato, il problema è che il Ministro Tremonti dovrebbe prima cacciare chi sospetta di averlo spiato e poi dimettersi perché non può rimanere in un governo in cui hai il sospetto che il capo del Governo l’abbia fatto spiare per usare nei suoi confronti il metodo Boffo, in anche per dare un segnale ai cittadini, perché se il Ministro delle Finanze non si fida della Guardia di Finanza, per quale motivo dovremmo fidarcene noi? Passate parola!

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26 Luglio 2011

Passaparola di lunedì 25 luglio

Testo:

Buongiorno a tutti, ci siamo arrivati come ci siamo detti per anni e cioè al tracollo ormai visibile anche della Seconda Repubblica che muore dello stesso virus che si era portato via la prima: l’illegalità, la corruzione e le collusioni con il malaffare finanziario e mafioso e curioso che quelle forze dell’ ordine che dovrebbero essere mandate a rastrellare il Parlamento colmo di inquisiti e di condannati, vengano mandate invece a picchiare la gente che si oppone alla costruzione di una di delle grandi opere che forse è l’ultimo cascame degli anni 80, della stagione delle opere faraoniche dello sperpero di denaro pubblico e della corruzione sottostante che è il Tav Torino – Lione.

Il Parlamento è peggio del Paese (espandi | comprimi)
Si è sempre detto in questi anni, noi abbiamo sempre contrastato questa scemenza che il Parlamento è lo specchio del paese.


Arresto di Papa: panico in Parlamento (espandi | comprimi)
Ecco perché parlo di shock, perché Papa è stato il primo parlamentare della storia della Repubblica, tra la Prima e la Seconda Repubblica a essere arrestato per una storia non di sangue e non di armi, cioè per un reato contro la pubblica amministrazione, corruzione, rivelazione di segreto, favoreggiamento.

Terremoto PD (espandi | comprimi)
Scusate, c'è stata una scossa di terremoto e sono andato nel pallone. Dicevo, delle consulenze a due commissari delle cooperative rosse emiliane, anche ai tempi di Tangentopoli spesso il PC poi PDS si faceva retribuire non con tangenti cash, ma con lavori o consulenze alle cooperative rosse, che poi evidentemente si sdebitavano secondo un altro canale.

Queste sono le domande che dobbiamo cominciare a porre duramente, d’estate i politici girano nei loro collegi, quando incontrate Penati o incontrate Bersani se vi capita fategli queste domande, noi le abbiamo fatte su Il Fatto Quotidiano e speriamo di ricevere risposta, perché questi signori si illudono di raccattare il potere quando Berlusconi se ne andrà, si illudono che gli caschi in mano Palazzo Chigi, non hanno capito quello che noi, mi spiace, autocitarmi ancora ma abbiamo più volte ripetuto e cioè che la casta è fatta così, non sono tutti uguali ma sono complementari e quando cade Berlusconi cadranno anche questi, se prendono qualche volto è perché c’è ancora Berlusconi, quando non ci sarà più Berlusconi uno sarà costretto a guardare in faccia loro, quindi non li voterà più o si inventano dei leader nuovi, una classe dirigente nuova che abbia un altro tipo di rapporto con il mondo degli affari, oppure Berlusconi cadrà, cadranno anche loro e noi avremo un voto politico totale, dentro il quale potranno infilarsi i peggiori avventurieri, esattamente come accade nel 1994 quando ci si infilò il Cavaliere Silvio Berlusconi, passate parola, buona settimana!

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18 Luglio 2011

Passaparola di lunedì 18 luglio

Testo:

Buongiorno a tutti, anche questo passaparola è registrato qualche giorno prima di oggi quando va in onda e per la precisione è registrato mercoledì scorso, non so quello che è successo nel frattempo da oggi, mercoledì mentre vi parlo a oggi lunedì mentre vado in onda.

G8: dieci anni dopo (espandi | comprimi)
Ma gli scandali che lambiscano, toccano i vertici della Guardia di Finanza e portano a parlare di un fatto che credo sia di grande attualità anche in vista del decimo anniversario dei fatti di Genova che si commemora proprio in questi giorni, fatti di Genova che portarono all’evento luttuoso dell’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 famigerato del luglio 2001, ma anche a altri fatti che avrebbero potuto essere luttuosi e che non lo furono soltanto perché i feriti anche gravi delle violenze a Bolzaneto e alla scuola Diaz, avrebbero potuto anche finire peggio di come già non sono finiti


I finanzieri e il Corruttore (espandi | comprimi)
Invece da almeno 30 anni a questa parte, se non di più, spesso e volentieri capita che le indagini evidenzino che ai vertici della Guardia di Finanza ci sono degli ufficiali o degli alti ufficiali infedeli, non imparziali, partigiani, con rapporti pericolosi con i poteri forti che sono naturalmente quelli che dal punto di vista fiscale devono di più e che quindi se evadono fanno più danni

Anche per Tremonti il "metodo Boffo" (espandi | comprimi)
Come fa? Lo fa come fa sempre, raccogliendo dossier, non sappiamo se sia vero, ma quello che raccontano Milanese e un po’ più sfumato Tremonti e i magistrati di Napoli è che c’è stato uno scazzo furibondo tra i due, tra Tremonti e Berlusconi e Tremonti a un certo punto ha detto a Berlusconi “contro di me il metodo Boffo non attacca!” e Milanese racconta molto di più e cioè che Tremonti sosteneva di essere pedinato e dossierato.

Poi ci meravigliamo se l’affidabilità dei nostri titoli di Stato è sottozero, poi ci meravigliamo se gli speculatori hanno individuato l’Italia come il nuovo ventre molle da colpire, il problema non è se l’opposizione collabora o meno con il governo, il problema è che un governo del genere e istituzioni del genere sono talmente sputtanate da diventare un po’ come Tremonti con la casa, i migliori alleati di chi vuole speculare e complottare contro l’Italia, il problema non è se l’opposizione aiuta o non aiuta il governo, il problema è il governo che per rendere credibilità al nostro paese se ne dovrebbe andare al più presto, passate parola!

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12 Luglio 2011

Passaparola di lunedì 11 luglio

Testo:

Buongiorno a tutti, siamo nella relazione de Il Fatto Quotidiano perché questo passaparola viene registrato, oggi è venerdì pomeriggio e quindi viene registrato 3 giorni prima che vada on line il consueto lunedì, è la settimana di Tremonti che prima senza fare nulla per nascondersi dà del cretino al suo collega di governo Brunetta, interpretando un sentimento vastamente diffuso nel paese e credo anche nel mondo politico, poi viene travolto contemporaneamente dal disastro giudiziario che coinvolge colui che è stato a lungo il suo braccio destro e il suo consigliere politico Marco Milanese, un ex ufficiale della Guardia di Finanza che poi, come spesso avviene, è passato alla politica.

Tremonti: finanza e orologi (espandi | comprimi)
Questo Milanese ospitava Tremonti in un gigantesco appartamento a Roma per il quale pagava la bellezza di 8500 Euro di affitto al mese e quindi le disavventure di Milanese e indirettamente di Tremonti coinvolgono e trascinano le condizioni finanziarie dell’Italia di cui Tremonti dovrebbe essere il responsabile in un gorgo di speculazione di cui non conosciamo ancora, mentre vi sto parlando, gli sviluppi del momento delicatissimo in cui l’Italia deve rendersi minimamente credibile di fronte all’Europa con una manovra finanziaria che cominci a rimettere in sesto quei conti pubblici che per anni ci è stato assicurato che erano assolutamente a posto e che invece non lo erano.


L'opposizione delle fondazioni (espandi | comprimi)
Altro fatto, l’opposizione che non c’è, l’opposizione di carta velina nel momento in cui il governo è talmente sputtanato che ormai i Ministri si sputano in faccia e si danno del cretino l’uno con l’altro in pubblico, dov’è l’opposizione?

Tutti dentro i finanziatori di D'Alema (espandi | comprimi)
Com’è finita questa storia? Morichini è indagano per corruzione e false fatture, Paganelli quello degli aerei è stato arrestato per corruzione, Pronzato, responsabile PD per i trasporti e consigliere di amministrazione dell’Enac è stato arrestato per corruzione, Paganelli che ha pagato la tangente è stato arrestato per corruzione, Piccini era già stato arrestato per il crac di Omega, questo è il quadro complessivo.

Credo che proprio per questa ragione l’intervista di Berlinguer sulla questione morale è particolarmente attuale e quindi anche questa sul nostro sito de Il Fatto Quotidiano, ma anche Beppe Grillo l’ha pubblicata sul suo blog qualche mese fa, va riletta integralmente e soprattutto va domandato agli esponenti politici e ciascuno di noi qualcuno lo incontra a convegni etc., com’è stato possibile che Berlinguer 30 anni fa avesse capito tutto, avesse denunciato tutto e poi i suoi eredi invece di raccogliere la sua eredità l’abbiano dispersa preferendo l’eredità di Craxi? Telese l’altro giorno in un bell’articolo ha ricordato che tutti gli ultimi leader del Partito Democratico hanno fatto capire o dichiarato esplicitamente che Berlinguer rappresentava il vecchio, mentre Craxi rappresentava il nuovo, sarà un caso ma il partito di Craxi è morto e sepolto, mentre il partito di Berlinguer di cui loro continuano a beneficiare, sia pure per ragioni di memoria e abusivamente, è tutt’ora vivo e vegeto, l’ex PC oggi si chiama Partito Democratico con l’aggiunta di qualche democristiano, mentre l’ex Psi non esiste più, è stato raso al suolo, il che già dimostra che il vecchio era Craxi e il nuovo con tutti i suoi difetti, i suoi errori politici, ma non morali, era Berlinguer e in ogni caso se il nuovo è Craxi, io personalmente preferisco il vecchio e cioè Berlinguer e penso che se Berlinguer fosse il Segretario del Partito Democratico, molto probabilmente l’altro giorno avrebbe fatto votare i suoi per l’abrogazione delle Province e oggi pubblicherebbe su Internet i finanziatori della fondazione italiani e europei, passate parola!

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7 Luglio 2011

Caro Bersani, sull'informazione serve un salto di qualità

Di seguito il testo della lettera che ho inviato al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.

Stim.mo On.
Pier Luigi Bersani
Segretario Nazionale Pd

e p.c.

Stim.mo On.
Nichi Vendola
Segretario Nazionale Sel


Caro Bersani,

innanzitutto un ringraziamento per la tempestività della risposta alla mia lettera del 6 luglio e per aver ritenuto condivisibile la proposta di una riunione urgente allo scopo di lanciare dei veri e propri Stati generali dell’informazione, coinvolgendo giornalisti, professionisti e studiosi del settore, blogger e il mondo dell’associazionismo.
L’obiettivo è quello di fare un salto di qualità al lavoro fin qui svolto dal ‘tavolo’ delle opposizioni - che al momento si è limitato ad attivare un’azione di monitoraggio e di denuncia dei Tg - aprendo un dibattito ampio e una task force con la società civile e il mondo dell’informazione. La situazione è gravissima e deve essere affrontata con urgenza e determinazione da un ampio fronte formato da tutti coloro che hanno a cuore l’articolo 21 della Costituzione.

Sulla riforma del sistema radiotelevisivo, sulla necessità di tutelare la libertà della Rete, sulla revisione dell’Agcom e sulla governance della Rai, siamo ancora a “carissimo amico”.

Non basta dire che ci rifiutiamo di rinnovare il Cda della Rai con le regole della legge Gasparri se ad essa non accompagniamo la risoluzione del conflitto d’interessi e una proposta forte e condivisa che metta fine a tutte le forme più o meno mascherate di occupazione partitica del servizio pubblico.

L’incontro urgente che ho chiesto dovrebbe servire a produrre quel salto di qualità che ci metta nelle condizioni di contrastare con una proposta alternativa ed efficace la pericolosa deriva che sta svuotando la libertà d’informazione e depauperando la Rai. Non a caso, nella mia missiva, ho parlato di “Stati generali”, cioè di una sede capace di attivare la più ampia partecipazione, a cominciare dal coinvolgimento dei professionisti dell’azienda pubblica e del ricco mondo associativo che, soprattutto in Rete, si sta mobilitando su questi temi.

La condivisione dell’idea degli ‘Stati generali dell’informazione’ può costituire una buona base per un incontro urgente e di avvio del lavoro necessario.

In attesa di un gradito riscontro, che auspico positivo, ti porgo i più cordiali saluti.

Antonio Di Pietro

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6 Luglio 2011

Cari Bersani e Vendola, ora gli Stati generali dell'informazione

Lettera aperta a Pierluigi Bersani e Nichi Vendola

Alla cortese attenzione
del Segretario del Partito Democratico, on. Pier Luigi Bersani
e del presidente di Sinistra, Ecologia e Libertà, on. Nichi Vendola


Carissimi,
mi preme sottoporre la presente alla vostra attenzione con la massima urgenza, in quanto mai come oggi arrivano segnali inequivocabili di una censura coordinata che mira a ledere irrimediabilmente la libertà d’informazione.
Dopo la vittoria referendaria, abbiamo assistito ad una serie di fatti che, messi in fila, evidenziano un palese attacco all’articolo 21 della Carta Costituzionale. Mi riferisco ai palinsesti della Rai, al mancato accordo con alcune trasmissioni, partendo da ‘Report’, per proseguire con ‘Vieni Via con me’, ‘Parla con me’ e ‘Annozero’, ma anche al famoso caso della sparizione dalla manovra della norma su Telecom, a cui è seguita una volontà precisa, e non certo casuale, da parte dei vertici de ‘La 7’ di sbarrare la strada a Santoro e alla sua redazione. E non bisogna tralasciare neanche il regolamento dell’Agcom, che pone un bavaglio alla rete, unico baluardo della democrazia in questi tempi bui e strumento fondamentale che ha veicolato le informazioni sui referendum. L’Autority ha confermato, ancora una volta, di non essere fuori dal gioco, ma di farne parte. Anche per questo, occorre rivedere la composizione e la natura stessa di quest’organo, che potrebbe essere costituito da un garante unico e indipendente dalla politica. Tra l’altro, le intercettazioni apparse su alcuni organi di stampa su una presunta ‘struttura Delta’ all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo, come già quelle di Trani in cui il Presidente del Consiglio ordinava ai suoi sodali, in Rai e all’Agcom, di far sparire alcune trasmissioni a lui sgradite e la nostra forza politica, dipingono un quadro allarmante che non possiamo più ignorare.
Per questo, credo che sia importantissimo e urgente riunirci e organizzare veri e propri stati generali dell’informazione, coinvolgendo i seri professionisti dalla schiena dritta e ponendo al primo punto la risoluzione del conflitto d’interessi che da anni pesa come un macigno sulla nostra democrazia. A questo, bisogna affiancare una seria riforma della Rai e dell’Agcom, prima che sia troppo tardi. E’ chiaro a tutti che governo e maggioranza sono riusciti nell’intento di portare l’azienda al collasso, togliendo e mortificando le alte professionalità, la qualità del servizio e dell’informazione.
Mandando via i programmi di maggior ascolto, si danneggia irrimediabilmente l’azienda perché gli ingenti introiti pubblicitari verranno a mancare e incrementeranno i profitti del concorrente Mediaset. Insomma urge un incontro al più presto, prima che gli ultimi spazi di libertà vengano azzerati. L’Italia dei Valori, consapevole del danno che sta subendo il servizio pubblico, chiede a tutti di fare un passo indietro, con umiltà, per il bene del Paese. I partiti devono uscire fuori dalla gestione della Rai e non devono permettere che l’azienda affondi. Prima che i tasselli compongano tutto il puzzle, vi prego attiviamoci.
Vi chiedo un incontro urgente per affrontare un problema cruciale per la nostra democrazia.

Cordiali saluti,
Antonio Di Pietro

Leggi la lettera in PDF


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5 Luglio 2011

La rete non può essere fermata

notteretesmall.png

Di seguito trovate lo scambio di lettere tra me e il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò. Ho ritenuto opportuno sottolineare a Calabrò le mie perplessità sulla delibera dell'Autorità relativa al copyright e chiedere che il testo venga discusso in Parlamento. La posizione dell'Italia dei Valori è, e sarà sempre, contro ogni bavaglio alla Rete che oggi rappresenta l'ultimo baluardo della libertà di informazione e di espressione.

La mia lettera aperta a Calabrò
La risposta di Calabrò
La mia risposta

Questa sera, a Roma, ho partecipato con piacere all'incontro "La notte della rete". Qui di seguito il video del mio intervento.

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3 Luglio 2011

Conflitto di interessi: dalla teoria alla messa in pratica

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Da quando Berlusconi è in politica, in Italia si parla continuamente di conflitto di interessi, ma come se fosse una formuletta che non significa niente di concreto. Non è così. Il conflitto di interessi non è filosofia: è una cosa molto materiale e lo abbiamo visto bene negli ultimi giorni, quando Berlusconi ha usato il potere che gli dà stare al governo per bloccare la firma del contratto fra Michele Santoro e La7 e impedire così che una televisione concorrente della sua Mediaset diventasse troppo forte.
Come hanno raccontato lo stesso Santoro e “Il Fatto quotidiano”, fino alla presentazione della bozza della manovra economica l’accordo tra il conduttore e la rete di proprietà Telecom era cosa fatta. Per fortuna il proprietario di Mediaset, Silvio Berlusconi, può sempre contare sull’aiuto del presidente del consiglio, Berlusconi Silvio. Nella manovra ha infilato una norma che poteva costare a Telecom moltissimo. I proprietari de La7 si sono messi paura e hanno mandato a gambe per aria l’accordo con Santoro. Manco a dirlo, appena saltata l’intesa fra La7 e il conduttore la norma strangola Telecom è scomparsa dalla manovra.
Questo è il conflitto di interessi e non credo che i cittadini italiani, che ne sono la vittima principale, lo sopporteranno ancora a lungo. Alla festa della Fiom di Bologna il programma dello stesso Santoro “Tutti in piedi, entra il lavoro”, diffuso grazie a una piattaforma multimediale, è stato seguito da 2 milioni di persone e su Internet ci sono stati 10 milioni di accessi, come era già successo un anno fa per “Rai per una notte”. E’ segno che se le cose non cambieranno saranno gli stessi cittadini a organizzarsi da soli, grazie alla Rete, per liberarsi dal duopolio Rai/Mediaset.
Anche per questo io mi auguro che i vertici della Rai abbiano ora un soprassalto di ragionevolezza oltre che di dignità e riaprano il dialogo con Santoro e con tutti gli altri conduttori che sono la ricchezza dell’azienda pubblica. Lo devono fare non solo per il bene dei cittadini e della libertà d’informazione, ma anche nello stesso interesse dell’azienda.
La politica dovrà però decidersi a fare la propria parte. Per questo noi dell’IdV insistiamo e insisteremo senza tregua perché nella prossima legislatura, se il centrosinistra sarà al governo, si vari una riorganizzazione del servizio pubblico che tenga finalmente i partiti lontani dalla Rai e contestualmente una legge rigorosa sul conflitto di interessi.

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29 Giugno 2011

L'Agcom ci ripensi, nessuna censura alla rete

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Zitta, zitta, senza dire niente a nessuno, l’Agcom si prepara a lanciare la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete. Dal 6 luglio entrerà in vigore una delibera grazie alla quale, se un detentore di copyright denuncerà all’Agcom stessa un sito per violazione del diritto d’autore, l’Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore e, se ciò non avverrà , oscurare il sito senza bisogno di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d’autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito o rimuovere d’autorità un contenuto senza che a deciderlo sia l’autorità giudiziaria. In caso contrario si affiderebbe infatti all’Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza rende possibile e forse probabile l’arbitrio.
In secondo luogo, la tabella fissata dall’Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti “incriminati”. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell’oscuramento, non c’è nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni che già ti ritrovi oscurato. E che cosa succede se il sito, come spesso capita sulla Rete, è estero? Con i tempi concessi dall’Agcom non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell’imminente oscuramento!
Infine, la regola fissata dall’Authority è cieca. Nel senso che non distingue tra i differenti tipi di siti, come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l’ha.

C’è infine un’ulteriore motivo per opporsi in ogni modo a questa delibera liberticida. Decisioni di questa portata, nelle democrazie parlamentari, spettano al Parlamento, che invece non è stato neppure consultato. E comunque vanno concertate di comune accordo con le parti interessate. Invece l’Agcom ha scritto il regolamento ascoltando solo la lobby dei titolari dei diritti, esculdendo dalla concertazione necessaria gli utenti e le associazioni sulle libertà digitali.
Su questo ho già chiesto al ministro Romani una risposta e, come IDV, abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e per questo credo che si debba aderire a qualsiasi forma di protesta che miri a bloccare questa norma e a difendere la libertà della Rete, che è la chiave stesa della democrazia del futuro.

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16 Giugno 2011

Giù le mani dalla RAI

Ieri da Tunisi il ministro Romani ha rassicurato gli italiani preoccupatissimi per gli intoppi delle ennesime nomine lottizzate in Rai. Ha detto che non c’è nessuno stallo e che la soluzione arriverà “a breve”.
Solo che su quelle nomine il ministro Romani non dovrebbe averci niente a che vedere e non dovrebbe saperne niente. Come non doveva averci niente a che vedere sulla nomina del direttore generale la sottosegretaria Daniela Santanché che invece raccontava agli amici con largo anticipo sulla nomina che su quella poltrona ci sarebbe andata Lorenza Lei.
Non sono nato ieri e so benissimo che la lottizzazione non è cominciata con Berlusconi. Il fatto che i politici considerino l’azienda radiotelevisiva pubblica cosa loro è uno dei tanti vizi della prima repubblica che abbiamo ereditato e invece che sanati sono stati persino peggiorati.
Però è ora di dire che tutti i problemi del servizio pubblico nascono proprio da questo che non è un vizietto scusabile ma un peccato mortale. E’ grazie a questa logica che siamo potuti arrivare all’assurdità unica al mondo di un’azienda che prima si dà la zappa sui piedi chiudendo il suo programma di maggior successo per compiacere il presidente del consiglio e poi, per rimediare al danno economico che si è inflitta da sola, medita di aumentare il canone facendo così pagare il prezzo delle sue follie ai cittadini e ai consumatori.
Se vogliamo salvare il servizio pubblico dobbiamo cambiare radicalmente strada. I partiti, tutti i partiti, devono tirare giù le mani dalla Rai che deve essere un’azienda e un servizio pubblico, non la proprietà privata dei politici e di chi si trova al governo. Per questo l’Italia dei valori non ha mai partecipato a nessuna lottizzazione, non ha mai chiesto un posto o un incarico e mai lo farà.
Per questo quando si tratterà di ricostruire l’Italia dalle macerie del berlusconismo sarà fondamentale stabilire che d’ora in poi le nomine in rai devono essere decise sulla base della professionalità, della capacità e degli interessi dell’azienda e del servizio pubblico non su quella della fedeltà a un partito. E per essere sicuri che le cose vadano davvero così e che non ci ritroviamo più nel disastro a cui siamo arrivati oggi, in quelle nomine i partiti dovranno davvero non aver più voce in capitolo.

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Questo pomeriggio ho partecipato a un incontro presso il circolo della stampa estera in Roma, dove sono stato invitato per portare ai giornalisti di tutto il mondo la versione dell'Italia dei Valori sulla attuale situazione politica italiana.

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5 Giugno 2011

Una Rete di tutti e per tutti

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Nonostante il controllo quasi totale che esercita sulle televisioni, la campagna progettata da Silvio Berlusconi per disinnescare i referendum tramite quella che è forse la più massiccia campagna di disinformazione che si sia vista in Italia non sta funzionando come dovrebbe. Nonostante il silenzio televisivo, moltissime persone sanno che il 12 e il 13 giugno si terranno quattro referendum. Nonostante l'assenza di programmi di analisi che permettessero ai cittadini di farsi un'idea ragionata sul come votare, le informazioni hanno circolato lo stesso e quell'idea molte persone sono riuscite a farsela lo stesso.
Buona parte del merito va alla Rete, a Internet, che già oggi riesce a spezzare e a vanificare il blocco dell'informazione di regime, e se è così adesso ci si può immaginare come staranno le cose non fra 20 ma fra 2 anni.
Proprio perché Internet è un'arma democraticache per la prima volta mette le persone comuni, i cittadini, in grado di accedere a un livello di informazione e comunicazione orizzontale fino a pochissimo tempo fa impensabile, bisogna stare sempre in guardia, attentissimi ai tentativi di soffocare o almeno depotenziare questo spazio di libertà e democrazia.
Di rischi in questo momento ce ne sono due, opposti e illustrati da un bell'articolo pubblicato oggi dal “Sole-”24 Ore. Il primo è rappresentato da quei capi di governo, tra cui il più bellicoso è Sarkozy, che vorrebbero legare e imbavagliare la Rete con una miriade di regole e regolette, divieti e burocratizzazioni varie. L'obiettivo non è solo chiudere Internet in una gabbia. E' anche e soprattutto “balcanizzarlo”: perché ogni Paese formulerebbe le sue regole e così verrebbe meno uno dei principali fondamenti dell'autonomia della Rete, la sua universalità.
A questo tentativo di arrembaggio si contrappone la resistenza dei colossi del web. “Il Sole” ne parla come della “banda dei 4”, Apple, Amazon, Facebook e Google, ma anche se sta segnando il passo alla banda andrebbe aggiunta probabilmente anche Microsoft.
Da un lato questi giganti della Rete ne vogliono difendere la libertà dall'ingerenza dei governi, ma dall'altro tirano a esercitare loro un potere quasi illimitato come fanno sempre i grandi gruppi monopolisti e oligarchici. Se a vincere saranno loro il risultato non sarà molto migliore che se la spunteranno quelli come Sarkozy: in tutti e due i casi la libertà di Internet sarà un ricorso.
Proprio l'esperienza italiana di queste ultime settimane ci indica invece qual è la sola politica davvero democratica da seguire nel web: bloccare ogni tentativo di imbavagliare Internet da parte dei governi, ma allo stesso tempo difendere con ogni mezzo la massima pluralità delle fonti e quindi la massima possibilità di accesso alla Rete da parte di tutti. Cioè una politica davvero liberale, che sa combattere il controllo politico ma anche quello economico dei gruppi monopolisti.

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31 Maggio 2011

Passaparola di lunedì 30 maggio

Testo:

Buongiorno a tutti, avete visto l’altro giorno, ovviamente non parliamo delle elezioni perché in questo momento manca poco ai risultati, ma è inutile avventurarsi in oroscopi, parliamo invece dell’ultimo figurone del Presidente del Consiglio al G8 di Francia, anzi il G7,5 7 sono gli altri e mezzo è lui, dove il nostro Presidente del Consiglio ha molestato con un vero e proprio stalking, quasi tutti i capi di stato e di governo esteri per menargliela con i suoi processi che sono da 17 anni l’unica cosa che gli interessa.

Stalker internazionale (espandi | comprimi)
Ha arpionato Obama per raccontare al Presidente americano interessatissimo al tema la persecuzione giudiziaria, la dittatura delle toghe rosse e la riforma epocale della giustizia che fortunatamente non vedrà mai la luce e il giorno dopo ha attaccato un bottone memorabile a Medvedev, il russo Medvedev per spiegargli di avere subito 24 accuse infondate e adesso minaccia addirittura di rivolgersi alla Corte Europea di giustizia per, non si sa bene, avere cosa da quella corte.


Il tangentaro a sua insaputa (espandi | comprimi)
Quinto All Iberian, processo N. 1, ce ne sono due di processi All Iberian, il processo All Iberian N. 1 riguarda cosa? Riguarda le indagini all’estero per rogatoria sui conti esteri di Craxi, dove Craxi riceveva tangenti da vari imprenditori e costruttori in cambio di appalti, uno dei gruppi che pagavano illegalmente finanziamenti non registrati e quindi illegali secondo la legge italiana era il Gruppo Fininvest, tramite la società All Iberian che ha sede nelle isole del canale e è stata istituita negli anni 80 da David Mills per conto del gruppo Berlusconi e che sfuggiva ai bilanci consolidati, Fininvest di Silvio Berlusconi ha fatto avere per conto di Silvio Berlusconi la bellezza di 23 miliardi.

Pubblici servizietti (espandi | comprimi)
Tredici, corruzione di Agostino Saccà, da cosa nasce il processo? Da una fantasia? Da una persecuzione?

Passate parola, buona settimana e ci vediamo tutti quanti nel week end alla festa di Gattatico al fuori orario de Il Fatto Quotidiano per chi lo può fare e segnatevi un altro appuntamento, il 12/13 giugno non prendete impegni, l’unico impegno per quei giorni è andate a votare per il referendum, ci saranno novità, iniziative, stiamo organizzando qualcosa di importante che faremo sapere nei prossimi giorni e non ci mancherà il sistema per raggiungervi e per coinvolgervi, grazie e buona settimana!

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28 Maggio 2011

Lo zampino di B. sulla vicenda Current

Al-Gore_Current_censura.jpg

Il signor Al Gore, quello che era ospite di Anno Zero un paio di settimane fa e che sgranava gli occhi sbigottito quando gli esponenti del centrodestra cominciavano a sbraitare, non è un qualsiasi imprenditore televisivo. E' stato vicepresidente degli Stati uniti d'America e ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2007. Nel 2005 ha fondato una televisione molto particolare che si chiama Current tv.
Cosa ha di tanto speciale questa tv? Semplice, che prova a inventare una televisione davvero democratica, fatta con la partecipazione attiva degli utenti e dei telespettatori. Una parte importante dei programmi è ideata dai telespettatori e sono gli stessi telespettatori a fornire i contenuti. Persino gli spot pubblicitari sono ideati dagli utenti.
Quello che Gore sta cercando di fare con il suo socio Joel Hyatt è un incrocio tra la tv, che per definizione non un mezzo di comunicazione di massa democratico perché c'è chi trasmette e chi riceve, chi parla e chi deve ascoltare, e la rete, che invece è il mezzo più democratico che sia mai esistito e si fonda proprio sull'idea di una comunicazione orizzontale e non gerarchica, in cui non ci stanno più padroni e padroncini dell'etere.
La tv di Gore si occupa di informazione, affida agli spettatori il compito di fornire informazione dal basso e cosa succede quando, per esempio grazie alla rete, una informazione davvero libera inizia a circolare lo abbiamo visto in questi ultimi mesi nei paese del Nord Africa e del Medio Oriente.
In Italia Current tv si appoggia a Sky. Trasmette dal maggio 2008 sul canale 130. Trasmette ancora, però per poco. Mr. Murdoch ha infatti deciso di interrompere la programmazione italiana a partire dalla prossima estate. Non lo ha fatto di certo perché i risultati di Current fossero deludenti. Tutt'al contrario, in tre anni ha aumentato lo share del 270% e addirittura del 550% in prime time.
E allora? Gore è convinto che a spingere Murdoch verso quella decisione siao state le pressioni di Silvio Berlusconi, a cui quel canale non piaceva perché trasmetteva, come fa anche il mio blog, il “passaparola” di Marco Travaglio e stava per mandare in onda anche un nuovo programma di Luca Telese.
Io sono convinto che Gore abbia ragione e che dietro questa ennesima censura ci sia proprio lo zampino del presidente del consiglio che ha paura di moltissime cose, dalla Costituzione all'indipendenza della magistratura ai referendum, ma non odia e non teme nulla più di una informazione televisiva libera.

Per questo ho avanzato un'interrogazione parlamentare, nella quale chiedo di sapere se queste indebite pressioni ci siano state davvero e per chiedere che si metta fine a questo ennesimo scempio non solo della nostra libertà ma anche della nostra immagine, che all'estero somiglia ogni giorno di più a quella di una piccola dittatura insieme odiosa e ridicola.

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10 Maggio 2011

Passaparola di lunedì 9 maggio

Testo:

Buongiorno a tutti, scusate, stavo cercando una cosa che mi serve per dare qualche dato sul costo dei nostri neosottosegretari, perché noi abbiamo il nuovo Ministro Romano, nuovi 9 sottosegretari, si annunciano altri nuovi Ministri e altri nuovi sottosegretari, diciamo che per dare plasticamente l’idea del tramonto, del tracollo del berlusconismo, c’è proprio questa immagine di un governo sempre più pletorico di poltrone che vengono inventate di giorno in giorno per, non dire per comprare, ma per remunerare quelli già comprati, quando si promettono posti a tutti, poi almeno qualcuno bisogna accontentarlo, altrimenti poi questi quando ci sono le votazioni sulle leggi ad personam, quelli non votano.

Governo fuorilegge (espandi | comprimi)
Dato che l’unico scopo di questo governo non è fare qualcosa, ma è restare in piedi, perché il giorno in cui il Presidente del Consiglio non fosse più Presidente del Consiglio, toccherebbe andare in Tribunale e probabilmente finirebbe in galera, allora voi capite per quale motivo questo governo deve stare in piedi purché sia anche su un piede solo, anche senza fare nulla, anche in surplace, qual è il costo?


Voltagabbana di ritorno (espandi | comprimi)
Prima di vedere quanto ci costano questi nuovi sottosegretari e a cosa servono e quali competenze hanno per ricoprire il ruolo che è stato loro affidato, vediamo un attimo chi sono questi nuovi sottosegretari, cerchiamo di capire anche perché, non si poteva fare a meno di nominarli a costo di arrivare a un ceffone del capo dello Stato che non è che ne dia molti, questa volta l’ha dato.

Non solo Scilipoti (espandi | comprimi)
Katia Polidori, umbra, era passata dal Pdl a Fini perché aveva detto “ho scelto Fini per riconoscenza, ma è stata una decisione difficile, dilaniante” infatti era stata talmente dilaniata che aveva firmato la mozione di sfiducia dei finiani contro il governo Berlusconi il 2 dicembre a 2 settimane dal voto di fiducia aveva dichiarato “il gruppo di Futuro e Libertà è compatto, nessun bisogno di chiarimento con Fini” poi il 14 dicembre a un pelo dalla votazione, votò contro la mozione di sfiducia e se ne vantò “ho salvato il governo perché il paese ha bisogno di stabilità”.

Quanto ci costano questi signori a proposito di prezzi? Il Fatto Quotidiano ha fatto un calcolo, lo trovate su Internet e sul sito un articolo molto bello di Eduardo Di Blasi che spiega che il sottosegretario ogni anno ci costa 40.400 Euro di indennità lorda, poi ha un capo di gabinetto che ci costa 160 mila all’anno, poi deve avere due autisti per l’auto blu, una Lancia Thesys o un auto equivalente, due autisti perché fanno i turni è ovvio, 72 mila Euro l’anno, poi deve poter utilizzare il personale interno e esterno all’amministrazione e avere un suo ufficio stampa, 80 mila Euro.
Poi c’è da predisporre il suo ufficio presso il Ministero, l’ufficio del sottosegretario, totale costo per ogni sottosegretario 352.000 Euro all’anno che moltiplicato per i 9 sottosegretari, fa 3 milioni e rotti all’anno, in più se è deputato il sottosegretario prende 170 mila Euro e se è Senatore ne prende 180 mila.
Questi sono i costi che naturalmente aumenteranno ulteriormente se arriverà un’altra infornata di sottosegretari cambiando la legge, immagino che chi aveva votato il centro-destra perché si proponeva come l’anticasta, forse avrà qualche dubbio, forse potrebbe persino questo fatto far ragionare qualche leghista, visto che non c’è neanche un leghista nella nuova infornata dei sottosegretari, i leghisti chissà se si ricordano ancora di quando gridavano contro Roma ladrona perché faceva le cose che adesso fa il loro governo, passate parola, buona settimana!

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3 Maggio 2011

Rai e referendum: ora basta con questa manfrina

rai.jpg

Ancora oggi siamo intervenuti con un appello al capo dello Stato e ai presidenti di Camera e Senato perché è ora di finirla con questa manfrina della maggioranza in Commissione di Vigilanza Rai: fanno mancare il numero legale facendo slittare ogni giorno il regolamento sulla corretta informazione relativa ai quattro referendum, due dei quali promossi dall’Italia dei valori e altri due del Forum per l’acqua pubblica. Noi riteniamo che i presidenti delle due Camere e lo stesso presidente della Repubblica debbano assumersi le loro responsabilità e intervenire per porre fine a questo atto incostituzionale, antidemocratico.

E' grave la disinformazione che il servizio pubblico sta perpetrando. Si sta facendo credere ai cittadini che ormai, modificata la legge sull’energia nucleare, non c’è più bisogno del referendum. Invece i prossimi 12 e 13 giugno si andrà alle urne, riceverete le schede elettorali per votare i due quesiti contro la privatizzazione dell’acqua, del Forum per l’acqua pubblica, quello per l’abrogazione del legittimo impedimento e quello contro il ritorno delle centrali nucleari in Italia, entrambi promossi dall’Italia dei Valori.

È solo una truffa l’emendamento del Governo fatto per cambiare la legge: infatti, la prima parte modifica la normativa che prevede l’individuazione di centrali nucleari e la seconda dice che dopo un anno le riproporranno di nuovo. Io credo che Giorgio Napolitano non debba apporre la sua firma perché una norma di questo genere viola lo spirito referendario previsto dalla Costituzione e fa rientrare dalla finestra quello che esce dalla porta. Noi ci auguriamo che sia la Corte di Cassazione a porre fine a questo continuo balletto di giochini e rinvii. Da parte nostra abbiamo proposto alla Suprema Corte una serie di interventi sia affinché modifichi il quesito referendario rispetto alla nuova normativa, in modo che si vada alle urne, sia affinché riporti questo modo di fare scorretto di fronte alla Corte Costituzionale.

Di tutto questo è necessario che i cittadini siano informati e perciò urge un regolamento. Se non viene realizzato dalle Commissioni parlamentari, allora se ne devono far carico i presidenti di Camera e Senato e, da ultimo, il presidente della Repubblica, perché è loro responsabilità garantire il diritto costituzionale di milioni di cittadini che, in questo momento, viene calpestato e umiliato.

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2 Maggio 2011

Passaparola di lunedì 2 maggio

Testo dell'intervento:

Buongiorno a tutti, hanno ammazzato Bin Laden e pace all’anima sua, un assassino in meno anche se bisognerebbe ricordare quanti lo hanno utilizzato in questi anni e soprattutto bisognerebbe ricordare che, se poi sarà tutto confermato ciò che ci hanno raccontato questa mattina, lo hanno preso in Pakistan, dove peraltro si è sempre saputo che si era rifugiato e quindi resa da domandare come mai abbiamo fatto una guerra in Iraq, una guerra in Afghanistan, adesso una guerra in Libia, prima ne avevamo fatta una in Serbia e il Pakistan, paese tradizionalmente protettore di Bin Laden, come del resto gli emirati sauditi, tradizionalmente finanziatori di Bin Laden, non siano mai stati neanche sfiorati dalla furia dell’occidente nella guerra al terrorismo, anzi siano stati sostenuti e siano considerati tutt’ora nostri ottimi alleati.

Adriano Celentano e i referendum (espandi | comprimi)
Come al solito i terroristi sono sempre gli altri, quelli che non ci piacciono, mentre invece i paesi arabi nostri amici, sono paesi arabi moderati, anche se sono ferocissimi e tirannici.

Le nostre leggi non servono a nulla (espandi | comprimi)
Detto questo, quindi, “io sto con Adriano” vorrei occuparmi oggi di un tema che fino a qualche giorno fa era sulle prime pagine dei giornali e poi è scomparto, il tema dell’immigrazione.

Espulsioni farsa e processi inutili (espandi | comprimi)
Cos’è successo? E’ successo che ovviamente i poliziotti hanno cominciato a fermare gli immigrati, gli hanno chiesto il documento, quelli hanno risposto: non ce l’ho, sono stati processati per mancata esibizione del documento e quando il giudice ha chiesto loro: lei aveva un giustificato motivo per non esibire il documento, quelli hanno risposto: sì, non ce l’ho!

Questo è quello che è successo in questi giorni, un governo di incapaci che blaterano ogni giorno sicurezza, che non hanno fatto nulla per la sicurezza, che ci hanno resi più insicuri istituendo un reato inesistente e impossibile e che nello stesso tempo proteggono chi commette reati veri, tant’è che la pena da 1 a 4 anni, prevista per l’immigrato che sbarca e non ha commesso nessun reato, è la stessa pena prevista per la gran parte dei falsi in bilancio, quelli che sono rimasti ancora reato, rendetevi conto se può essere paragonato il danno che fa uno che falsifica un bilancio, al danno che fa uno che poggia il piede sul suolo italiano, per dirvi chi ci governa e in quali mani è la nostra sicurezza, passate parola!

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19 Aprile 2011

Passaparola di lunedì 18 aprile

Buongiorno a tutti, vorrei cominciare leggendovi due righe da un documento che risale a 32 anni fa “oggi 29 gennaio 1979 alle ore 8,30 il gruppo di fuoco Romano Tognini Valerio dell’organizzazione comunista Prima Linea ha giustiziato il sostituto Procuratore della Repubblica Emilio Alessandrini, uno dei magistrati che maggiormente ha contribuito in questi anni a rendere efficiente la Procura della Repubblica di Milano nel tentativo di ridare credibilità democratica e progressista allo Stato”.

Thyssenkrupp: una sentenza storica (espandi | comprimi)
Questo è il volantino con cui i terroristi rossi di prima linea rivendicavano l’assassinio del Pubblico Ministero Alessandrini, sostituto Procuratore a Milano che stava indagando sulla strage nera di Piazza Fontana.


Genchi mazziato e assolto (espandi | comprimi)
Ciò premesso non ho nessuna intenzione, l’ho già detto la settimana scorsa, di inseguire questo squilibrato nei suoi deliri, essi sì, eversivi e terroristici, ma vorrei darvi una notizia che, salvo Il Fatto Quotidiano e qualche trafiletto e altri giorni nessuno ha dato, credo neanche i telegiornali che pure a suo tempo si occuparono a lungo del presunto scandalo da cui poi era scaturito quel processo.

Tante inchieste, stesse ombre (espandi | comprimi)
E’ un processo folle che credo finirà nel nulla anche per una semplice ragione: l’abuso in atti d’ufficio è stato riformato nel 1997 dal Parlamento italiano, una legge tra l’altro vergognosa, votata da quasi tutti i partiti, in questo modo: per essere ancora reato l’abuso d’ufficio, l’abuso commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio, deve contenere una finalità patrimoniale, ci devi guadagnare dall’abuso che fai.

Guardate che nelle indagini che sono state strozzate sul nascere dopo che le hanno tolte dalle mani di De Magistris e di Genchi e anche di altri che lavoravano lì, che lavoravano in quell’indagine nazionale a De Magistris, c’erano personaggi che guarda un po’, sono venuti fuori in altre indagini! Alcuni sono venuti fuori nelle indagini sulla cricca della protezione civile, altri sono venuti fuori nelle indagini sulla p3 che hanno portato a indagare e/o a arrestare Carboni, Lombardi, Verdini, Dell’Utri, quella nuova Loggia p2 aggiornata ai giorni d’oggi e un altro personaggio sul quale stavano lavorando nell’indagine "Why not?", Luigi Bisignani già piduista, già pregiudicato per la maxitangente Enimont, ora di nuovo attenzionato dalla Procura di Napoli nell’indagine di Woodcock. Erano tutti personaggi che evidentemente fino a 3 anni fa erano molto ben coperti, al punto che appena qualche Magistrato si avvicinata o qualche consulente si avvicinava a loro e ai loro telefoni saltava immediatamente in aria, forse l’indagine Why not? e l’indagine Poseidone attendono ancora di essere scritte e sappiamo esattamente per colpa di chi non hanno potuto arrivare fino in fondo e sappiamo anche che, per non farle arrivare fino in fondo si è fatta strage dei diritti della reputazione dell’immagine dell’orgoglio, onestà, della carriera lavorativa di persone come Gioacchino Genchi, passate parola.

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11 Aprile 2011

Passaparola di lunedì 11 aprile

Testo:

Buongiorno a tutti, non possiamo certamente seguire il Cavaliere nei suoi deliri quotidiani, ieri le uscite sul Caso Mondadori, però lì devo dire un po’ di verità l’ha detta quando ha parlato di rapina a mano armata, il problema è che la mano è la sua e la rapina l’ha fatta lui 20 anni fa, i suoi Avvocati Previti, Pacifico e Acampora versavano 420 milioni in contanti al Giudice Vittorio Metta in cambio della sentenza comprata che annullava il lodo Mondadori e consegnava la Casa Editrici a Berlusconi fregandola a De Benedetti, quindi il rapinatore è Berlusconi, il rapinato è De Benedetti.

Privati corruttori e pubblici ladroni (espandi | comprimi)
C’è una sentenza definitiva in sede penale che condanna gli Avvocati corruttori e il giudice corrotto, Berlusconi tanto per cambiare ottenne l’impunità grazie alla concessione delle attenuanti generiche che dimezzarono i termini di prescrizione


Ladroni televisivi e ladroni di partito (espandi | comprimi)
Terza notizia di casta, data da Il Fatto Quotidiano, il nuovo programma di Vittorio Sgarbi.

Vi dicevo che ci sono peones tra i firmatari di questa legge, li citiamo a futura memoria: per l’Udc Savino Pezzotta, l’ex sindacalista, per i Responsabili tale D’Anna, per l’Idv tale Di Stanislao, per i transfughi dei finiani che non sono andati dei responsabili che stanno nel gruppo misto, Luca Barbareschi che però quando ha fatto questa proposta stava in Futuro e libertà, e poi ci sono 5 deputati del Pdl e diversi deputati del PD, tra i quali l’unico molto conosciuto è Ugo Sposetti.
Ugo Sposetti era il tesoriere dei DS, era nel senso che i DS non ci sono più perché sono confluiti nel PD, ma lui continua a fare il tesoriere dei DS, perché i DS non hanno mica conferito il loro patrimonio dentro il PD, no, il patrimonio immobiliare l’hanno infilato in una fondazione che è tutt’ora custodita da Sposetti che si guarda bene dal mettere i beni in comune con gli ex della Margherita che hanno dato vita insieme al PD, perché non si sa mai! Si sono tenuti le case, ciascuno per conto suo, quindi è un grande cultore delle fondazioni, Sposetti dice che del referendum chi se ne frega, anzi se non arrivano soldi ai partiti vincerà sempre Berlusconi, supersonica cazzata visto che Berlusconi quando c’era Prodi ha perso due volte su due e Berlusconi aveva sicuramente molti più soldi del centro-sinistra e poi dato che non sa più a che santo votarsi, dice che il suo modello è la Germania, che si fa così anche in Germania.

Le vittime alzano la voce (espandi | comprimi)
In attesa di vedere se i partiti confermano di essere d’accordo con i loro rappresentanti, sicuramente il PD è sempre stato favorevole alla truffa dei rimborsi elettorali, il Pdl non parliamone, l’Udc non parliamone, è stupefacente che ci sia uno dell’Idv, bisognerà vedere e lo potrà fare soltanto Di Pietro o il capogruppo Donadi se è l’iniziativa isolata di un avventizio o se invece hanno cambiato posizione.

In terzo luogo, lo fa notare Stella, il sistema tedesco prevede intanto che i partiti debbano finanziarsi con i contributi dei loro elettori, sottoscrizioni, Obama è stato eletto solo con i contributi privati della gente, non i contributi dei miliardari, non è mica necessario rivolgersi ai miliardari, puoi anche rivolgerti alla gente normale, alla gente comune e chiedere mandami un Euro, mandami due Euro, mandami 5 Euro con il sistema degli sms, si può fare di tutto per farlo naturalmente bisogna essere popolari, amati dalla gente, bisogna suscitare delle speranze nella gente, bisogna presentare delle idee nuove che interessino la gente e la gente dice: bene, lo sostengo, ho pochi soldi? Gli do 10 Euro, 5 Euro, 20 Euro, 100 Euro e la somma di tanti piccoli contributi fa il grande fondo che ha consentito a Obama di essere eletto contro chi evidentemente rappresentava ben altre lobby, in Germania è la stessa cosa, ci sono molti contributi privati, anche piccoli, ma numerosi, quindi enormi, ai partiti, tant’è, scrive Stella, che e questo lo dice addirittura un dossier che ha fatto la nostra Camera, comparando i sistemi di finanziamento dei partiti nei vari paesi d’Europa, in Germania le fondazioni fanno assegnamento su risorse proprie e perseguono finalità specifiche estranee al diretto confronto politico e comunque vale la regola che ogni partito non può ricevere finanziamenti pubblici superiori a quelli privati, ecco perché è importante essere molto popolari, molto amati dai propri elettori e ricevere contributi dai propri elettori, perché se non ricevi soldi dai tuoi elettori che non ti vogliono mantenere, ti vogliono morto, tu non puoi avere neanche fondi pubblici, tu hai diritto di sopravvivere in quanto sei sostenuto dalla tua base, allora puoi anche chiedere contributi allo Stato, ecco perché è importante avere presente quello che succede negli altri paesi, perché è facilissimo farsi prendere in giro da questi signori che dicono: Germania, uno dice chi lo sa cosa succede in Germania, succede questo, se la gente non ti vuole e non ti finanzia, tu non puoi mettere le mani neanche su un Euro dello Stato e se anche alla fine riesci a prendere dei finanziamenti pubblici, devi stare molto attento nella gestione del tuo partito, finanziaria e di democrazia interna, perché i soldi come ti arrivano, ti possono essere tolti e ti ficcano delle multe tali che puoi fallire, ecco cosa succede in Germania!
Noi in Italia facciamo a modo nostro, referendum, abolito il finanziamento dei partiti, ritorna cacciato dalla porta dalla finestra, travestito da rimborso elettorale, il rimborso elettorale viene continuamente aumentato di valore, poi si stabilisce nel 2002, addirittura il suo raddoppio, poi nel 2006 si decide come vi spiegavo prima, che il rimborso continua a arrivare anche se la legislatura è finita, e nel frattempo ne è cominciata un’altra così arriva doppio, poi arriva anche negli anni in cui non ci sono elezioni, perché è un forfait e adesso altro raddoppio, arriviamo quasi a 350 milioni l’anno, il che significa, moltiplicate per i 5 anni di una legislatura, una cosa mostruosa, 1.400.000.000, più altri 350, sfioriamo i 2 miliardi di Euro a legislatura, per mantenere i partiti che non dovrebbero prendere un soldo, vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Vi rendete conto del fatto che la scuola avrà nei prossimi 4/5 anni tagli per 7/8 miliardi, stiamo parlando dello stesso periodo di 1/3 dei tagli alla scuola, i fondi ai partiti, il Fus (fondo unico per lo spettacolo) erano poche centinaia di milioni, che con i tagli viene affamato anche se adesso hanno recuperato qualcosa aumentando un po’ le accise del benzina, questo è l’importo, stiamo parlando di 1/10 della manovra anticrisi da 20 e passa miliardi che naturalmente non tiene conto di tutti gli altri costi della casta.

Stella calcola, secondo un dossier della U.I.L., che ormai in Italia le persone che dipendono direttamente o indirettamente dalla politica, dai contrattini clientelari fatti dai politici fino ai costi naturalmente dei Ministeri, della Camera, del Senato, di Palazzo Chigi, del Quirinale, delle Province, delle Regioni, dei comuni, delle circoscrizioni e delle Comunità Montane in tutto 1.300.000 italiani che vivono direttamente o indirettamente di politica, le municipalizzate, la società miste etc. e costano 18 miliardi all’anno, se poi ci aggiungete pure 2 miliardi a quinquennio dei partiti e poi le auto blu e poi i voli di Stato, stiamo parlando di cifre enormi che veramente incidono sulle tasche dei cittadini, non stiamo parlando di poca roba, stiamo parlando di cifre spaventose, quando uscì il libro “La Casta” 4/5 anni fa, tutti vi ricordate: riduciamo, tagliamo, facciamo, tant’è che l’anno scorso preparando i conti di quest’anno il Ministro Tremonti aveva stabilito addirittura di tagliare del 50% i rimborsi ai partiti, di dimezzarli, visto che erano il doppio rispetto al fabbisogno, secondo la Corte dei Conti, poi quel 50 è diventato il 10, ma non subito, mentre gli stipendi pubblici venivano e sono stati ridotti e bloccati da subito, i fondi ai partiti cominceranno a essere tagliati del 10% nel 2013, cioè nella prossima legislatura! Questi parlamentari tagliano i fondi a quelli della prossima legislatura, mica a sé stessi, non possono mica tagliarsi i fondi da soli, sarebbe conflitto di interessi, sarebbe una legge ad personam e loro sono contrari alle leggi ad personam!
Intanto abbiamo parlato di aerei blu, oggi volano a spese nostre su aerei ad personam i politici, per un totale annuo di 97 ore e 15 minuti, con un aumento del 23% rispetto al 2005 che fu un anno record quando si volava 78 ore e 50 minuti all’anno, naturalmente non tutti i membri del governo insieme, ogni membro del governo, ogni anno, vola un centinaio di ore a spese nostre e La Russa ci dice che è costretto, costretto da una norma fatta dal suo stesso governo e votata anche da lui!
La bellezza di tutto ciò che è naturalmente una serie infinita di notizie pessime, è che le vittime cominciano a fare capolino, grazie a alcuni giornali tra cui il nostro, che stanno informando sulle conseguenze della cosiddetta prescrizione breve, processo breve, il processo muore, la prescrizione scatta addirittura prima come abbiamo spiegato lunedì scorso, grazie anche a Passaparola, grazie a tutti quelli che fanno circolare le notizie sulle conseguenze di questa portata che è fatta esclusivamente per far prescrivere il processo Mills prima che arrivi alla sentenza di primo grado, si è saputo che questa legge manderà immediatamente in prescrizione il processo di Calciopoli a Napoli, il processo per il doping alle Olimpiadi e per la morte di un bambino a Torino, i doganieri corrotti insieme a politici e imprenditori a Genova, processi per corruzione e bancarotta a Bologna, il processo Parmalat e Antonveneta e Hdc che interessa anche a Confalonieri a Milano, i casi Cirio e Bnl a Roma con imputati Fazio e Ricucci e Fiorani, i processi alla Sicilcassa e alla Fincantieri per l’amianto e tutte le malattie connesse a Palermo, a Firenze lo scontro ferroviario di Viareggio del 2009 dove morirono 32 persone, ci sono 32 indagati tra cui il N. 1 delle Ferrovie dello Stato Moretti, a Bari le inchieste su Fitto e Tarantini e tanti altri processi, i più clamorosi naturalmente sono Parmalat, dove ci sono coinvolte tutte le banche che andranno in prescrizione, sono Viareggio per lo shock che suscitò quella strage, 15 mila in tutto i processi che tac, immediatamente dopo l’approvazione della prescrizione breve si prescriverebbero e cosa c’è di bello?

C’è che i familiari delle vittime dei reati si stanno organizzando per manifestare davanti ai palazzi, questa è la cosa positiva, finalmente in un paese dove da anni la politica tenta di mettere le mani sulla Magistratura e poi ci racconta che c’è una guerra tra la politica e magistratura, finalmente emerge il terzo incomodo, la vittima della politica e la vittima dei reati che è la stessa persona, la vittima del reato è anche vittima della politica che fa di tutto affinché i processi non arrivino a dare giustizia e quindi la comparsa della figura delle vittime sulla scena della politica, secondo me è la vera novità che probabilmente o costringerà il governo a tornare indietro su questa ennesima portata, o potrebbe dare coraggio alle opposizioni perché si oppongono e al Capo del Stato perché non firmi almeno una, sarebbe la prima legge ad personam pro Berlusconi e soprattutto in alternativa se si andrà avanti anche con questa ultima porcata, la comparsa delle vittime potrebbe diventare veramente la tomba di coloro che continuano a usare il Parlamento come una sartoria per abiti su misura, proprio perché non c’è più soltanto da una parte i politici e dall’altra la Magistratura, ma questa volta ci sono le vittime e quando si incazzano le vittime, credo che tutti lor signori naturalmente dovrebbero preoccuparsi e noi naturalmente stare dalla parte delle vittime, passate parola!


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Licenziate il soldatino Masi

In campagna elettorale, Berlusconi dovrà accontentarsi del 90% dell’informazione televisiva. A chiudere anche stavolta i talk show scomodi, come nelle regionali dell’anno scorso, non ce l’ha fatta. Ma non si è arreso. Anzi, la sconfitta lo ha incarognito ancora di più e dunque è meglio non illudersi. La partita per chiudere i programmi non allineati con la voce del regime non è per niente chiusa.
In Rai ci sono parecchi contratti importanti che devono ancora essere rinnovati. Passano i giorni e dai piani alti di viale Mazzini non arriva nessuna garanzia su quel rinnovo. Forse ci sarà, forse no. Vedremo.

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Non ci sarebbe niente di strano in questo, se non fosse che i conduttori senza contratto sono quelli che portano all’azienda più telespettatori, e dunque più pubblicità e più soldi. Qualsiasi azienda farebbe carte false per tenerseli ben stretti. Ma alla Rai e purtroppo ormai in tutto il Paese è in vigore un’altra logica, che non guarda al merito o alla capacità e neppure al profitto ma solo ed esclusivamente all’obbedienza.
E’ in nome di questa logica che i palinsesti sono stati riempiti di programmi che nessuno vede, che costano molto e rendono pochissimo, ma che piacciono moltissimo agli obbedienti servitori che guidano la Rai perché fanno contento il presidente del Consiglio.

Ma lo ripeto, non bisogna illudersi. Non si accontenterà di averci inflitto i Ferrara, i Paragone e tra poco anche gli Sgarbi. Vuole che ci siano solo loro, al posto di Milena Gabanelli, Fabio Fazio, Giovanni Floris, Marco Travaglio…
Trovate un altro Paese e un’altra azienda pubblica che dopo un successo come quello di “Vieni via con me”, invece di premiare il dirigente che se l’è inventato e di mettere subito in cantiere il seguito, punisce quel dirigente e cerca di impedire che quel successo si ripeta. Cose così succedono solo qui, ma quando dico qui non penso purtroppo solo alla Rai. Magari. Invece è così in ogni campo: quel che va a vantaggio del Paese viene penalizzato ovunque e conta solo quel che va a vantaggio di una persona sola.

Per questo quelli che si chiedono da cosa dipende il declino dell’Italia facendo finta di non saperlo sono degli ipocriti. Lo sanno perfettamente da cosa e da chi dipende. Lo sappiamo tutti.

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4 Aprile 2011

Passaparola di lunedì 4 aprile

Testo:

Buongiorno a tutti, oggi si è concluso l’intervento dei pubblici Ministeri a Milano nell’udienza Mediatrade con la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, stiamo parlando di una tranche del processo sui fondi neri per i diritti Mediaset e le accuse, se non erro, sono frode fiscale e appropriazione indebita, accuse gemelle a quelle del processo principale Mediaset che invece è già in corso da diversi anni, che dovrebbe concludersi entro pochi mesi.

Il processo Mediatrade (espandi | comprimi)
Berlusconi aveva promesso di essere tutti i lunedì al Tribunale di Milano, il Tribunale di Milano ha fissato le udienze di lunedì e Berlusconi non c’è neanche questo lunedì.


La prescrizione istantanea (espandi | comprimi)
Quindi ci sono delle regole che presiedono alla prescrizione, secondo me oggi i termini di prescrizione sono troppo brevi in proporzione alla durata dei processi, bisogna prima accorciare i tempi dei processi e poi eventualmente in proporzione accorciare i termini di prescrizione.

L'incensurato a vita (espandi | comprimi)
Quindi terzo intervento sulla prescrizione, oltre alla ex Cirielli, ah tutto il meccanismo della ex Cirielli naturalmente valeva per gli incensurati, creando così quella figura dell’incensurato a vita.

Perché Berlusconi ha la fortuna di essere incensurato e questo principio vale soltanto per i processi agli incensurati in primo grado e guarda un po’ Berlusconi è incensurato e ha solo processi in primo grado e poi queste facce di culo vogliono dire che lo stanno facendo per tutti e che è una riforma che ci impone l’Europa, sono tutte cazzate e se incontrate qualcuno che ci crede dopo 17 anni di palle, siete autorizzati, quantomeno a mettervi a ridere! Passate parola.

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30 Marzo 2011

Vogliono soffocare con il silenzio i referendum

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Siamo fortunati noi italiani: viviamo in quell’universo parallelo berlusconiano dove non succede mai niente di brutto e persino una delle più gravi catastrofi nucleari della storia, forse la più grave, è stata cancellata come se nulla fosse.
Sui giornali leggiamo titoli su quello che succede a Fukushima che sembrano usciti da un film sull’apocalisse. Radioattività dieci milioni di volte più alta del normale, fusione parziale del nocciolo, emergenza nucleare destinata a durare per mesi e mesi. Però lo leggiamo in titoletti piccoli, piccoli, come se fosse una notizietta secondaria.
Tutti gli altri Paesi si stanno confrontando con il disastro di Fukushima, ne parlano, discutono sul cosa fare, ammettono di aver sbagliato a imboccare la strada rovinosa del nucleare. Solo da noi è passata la linea del fare finta di niente e aspettare così passi il prima possibile la nottata. Su questa strategia del silenzino sono pienamente d’accordo sia il governo sia tutte le lobby che hanno interessi economici nel nucleare. Messe insieme controllano completamente l’informazione. Ecco perché da noi e solo da noi della tragedia giapponese se ne parla poco e se ne sa ancora di meno.
Rientra in questa stessa truffa il tentativo di soffocare con il silenzio i referendum, a partire da quello sul nucleare. E’ gravissimo e inaccettabile che mentre tutto il mondo discute del superamento del nucleare, in Italia la commissione di vigilanza Rai fa melina e non vara i provvedimenti attuativi delle norme sulla campagna elettorale referendaria e la maggioranza cerca di far tacere i talk show . Tutto per nascondere ai cittadini il semplice fatto che i cittadini il 12 e 13 giugno saranno loro a poter scegliere sul ritorno al nucleare, e anche sulla privatizzazione dell’acqua e sull’impunità del premier.

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29 Marzo 2011

I talk show non sono tribune elettorali

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Ecco qui di seguito la lettera che ho inviato ai Presidenti della Camera, Gianfranco Fini, e del Senato, Renato Schifani, evidenziando l’inammissibilità dell’emendamento relativo ai talk show, presentato dalla maggioranza in Commissione Vigilanza, e la conseguente violazione della disciplina che riguarda la comunicazione politica in materia referendaria.

Carissimi, gli esponenti della maggioranza parlamentare in Commissione di Vigilanza Rai hanno presentato un emendamento al testo di provvedimento, predisposto dal Presidente Zavoli, per disciplinare l’attuazione della “par condicio” per le prossime elezioni amministrative di maggio che, se approvato, provocherà il blocco, di fatto, dei talk show e di tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico. Tale emendamento prevede che, ad esclusione dei telegiornali e dei giornali radio, nei programmi di approfondimento giornalistico della Rai, deve essere garantita la partecipazione dei candidati a Sindaco e a Presidente di Provincia, nonché delle forze politiche che presentano liste di candidati per l’elezione dei consigli provinciali e dei comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti.

Si tratta, a mio parere, di un emendamento inammissibile per ragioni di principio e di fatto.

Vi è, innanzitutto, una violazione aperta delle disposizioni previste dalla legge 28/2000 sulla par condicio che fissano per le trasmissioni d’informazione regole diverse da quelle stabilite per le Tribune elettorali. In secondo luogo, pretendere per le trasmissioni d’informazione e di approfondimento giornalistico la stessa rigida regolamentazione prevista per la comunicazione politica entra in conflitto con il principio della libertà di espressione e dell’autonomia editoriale garantita ai giornalisti. In via di fatto, se si tiene conto dei candidati Sindaci, dei candidati Presidenti di Provincia e delle forze politiche che presenteranno liste per l’elezione dei Consigli Provinciali e dei Consigli Comunali, a causa dell’alto numero dei soggetti coinvolti, sarà tecnicamente impossibile garantire loro la partecipazione paritaria alle trasmissioni di approfondimento giornalistico.

Ciò comporterà, nei fatti, la chiusura per i trenta giorni che precedono la consultazione amministrativa di tutte le trasmissioni d’informazione a rilevante presentazione giornalistica.

La parziale coincidenza della campagna per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011 con la campagna referendaria comporta, inoltre, la violazione del comma 10 dell’articolo 4 della legge 28/2000 che stabilisce che la disciplina relativa alla comunicazione politica in materia referendaria si applica a partire dalla data di indizione dei referendum, già fissati dal Governo per il 12 e 13 giugno 2011. Poiché tale disciplina riguarda anche il rapporto tra trasmissioni di approfondimento giornalistico e temi referendari, il risultato concreto sarà che rimarranno, in netto contrasto con quanto stabilito dalla legge per l’approfondimento giornalistico dei quesiti referendari, soltanto gli ultimi undici giorni successivi al ballottaggio. E’, a mio avviso, evidente che con l’emendamento illegittimo e impraticabile della maggioranza si vuole soprattutto impedire che i cittadini italiani abbiano sui quesiti referendari un’informazione ampia, completa, trasparente ed esaustiva.

E’, infine, preoccupante che, nonostante la data dei referendum sia stata già fissata, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi pubblici radiotelevisivi non abbia ancora calendarizzato la discussione del provvedimento di attuazione delle disposizioni della legge 28/2000 per la campagna referendaria. Per evitare che questioni così delicate, per la vita democratica del Paese e per il diritto dei cittadini ad una completa, trasparente e imparziale informazione, siano affrontate secondo logiche di maggioranza lesive delle disposizioni di legge, Vi chiedo una valutazione sulle considerazioni svolte e, se lo ritienete necessario, un vostro autorevole intervento.

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28 Marzo 2011

I figuranti di Berlusconi

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Quello di Silvio Berlusconi è un regime che si basa sulla finzione e sulla capacità di ingannare la gente. A questo gli serve il controllo totale sull’informazione e per questo s’infuria tanto quando qualche trasmissione sfugge e gli disubbidisce.
Più si trovano nei guai, più i regimi adoperano le loro armi. Lo ha fatto Gheddafi in Libia con i carri armati e lo fa Berlusconi in Italia con i carri armati mediatici. A noi va un po’ meglio che ai libici: Gheddafi ammazza la gente, Berlusconi uccide “solo” la verità e la giustizia.
Però stavolta, pur di ripetere che tutto va bene, lui e i suoi maggiordomi hanno un po’ esagerato. Mandare un’attrice in televisione, nel programma “Forum” su Canale 5, travestita da cittadina dell’Aquila a raccontare quanto è stato bravo il governo e quanto se la passano bene oggi i terremotati non è stata solo un’offesa contro la verità, ma anche contro la decenza e contro la situazione drammatica in cui si trovano da due anni qui poveracci.
Mi immagino come devono essersi sentiti gli aquilani sentendo questa signora, che non è nemmeno dell’Aquila e che è stata pagata trecento euro, leggere il testo che gli hanno scritto: che tutto va benissimo e che agli sfollati ancora senza casa vivere così “gli fa pure comodo: mangiano, bevono e non pagano niente. Pure io ci vorrei andare”.
Si sono indignati come mi sarei indignato io al posto loro. In tanti hanno protestato sul sito del quotidiano abruzzese www.quotidianoabruzzo.it: diciottomila contatti in due giorni. Come sempre quando le loro bugie vengono scoperte i lacchè di Berlusconi hanno perso la testa. Il capogruppo del Pdl alla camera Cicchitto ha scritto pure lui al sito, per minacciare gli aquilani avvertendo che chi avesse postato “commenti diffamanti sull’operato del governo e di Berlusconi” sarebbe stato querelato alla Polizia postale. Cornuti e pure mazziati!
Fanno così i regimi, in Libia come in Italia. Raccontano bugie, ma se qualcuno osa sbugiardarli passano alle minacce e poi alle punizioni. Fino a che il popolo non si rompe le scatole e, dopo aver ingoiato tutto per un po’, dice basta e li rimanda a casa, come faremo noi con il piccolo Raìs di Arcore

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27 Marzo 2011

La guerra nascosta

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Con tutto il rispetto per i morti nella guerra di Libia, sembra che gli organi di informazione non vedessero l'ora di poter far passare in secondo o terzo piano il problema del nucleare giapponese.
Ve ne siete accorti? Da una settimana sembra che a Fukushima non stia succedendo più niente. San Gheddafi ha fatto la grazia e del nucleare meno se ne parla, meglio è. Ogni giorno leggiamo che da questo o quel reattore sta uscendo un po’ di fumo, una volta bianco, l’altra nero, e che volete che sia?
Intanto, il governo fa finta di averci ripensato con la trovata della moratoria di un anno e la lobby nuclearista è tornata all’attacco. Quasi sempre con una pubblicità subdola e nascosta, facendo parlare in televisione quasi chi è a favore del nucleare e solo qualche volta gli scienziati che sono contrari, anche se hanno vinto il Nobel come Rubia. Oppure con editoriali che ci spiegano come senza il nucleare tra pochi decenni moriremo tutti di freddo. Ce n’è uno anche oggi sul “Corriere della Sera”, firmato da Giovanni Sartori. Dice che in Giappone è successo quello che è successo per colpa del terremoto, dunque basta costruire le centrali in zone sismicamente sicure per stare tranquilli.
Peccato che zone tanto sicure non esistano, come concluse nel 2003 una commissione nominata dall’allora presidente americano Bush proprio per trovare da qualche parte del mondo posti dove si potessero costruire le centrali senza rischiare niente. Quelli tornarono alla Casa Bianca e dissero: “Ci dispiace tanto presidente, ma posti così non ce ne stanno”. E peccato pure che i terremoti siano uno dei principali fattori di rischio, ma non il solo. Che succede se un terrorista pazzo riesce a fare saltare una centrale nucleare, o se un dittatore messo alle strette decide di vendicarsi prendendo di mira le centrali nucleari?
L’idea che hanno in mente è chiara: fare finta che il peggio sia passato e che il governo stia studiando nuove misure di sicurezza a prova di tutto, e intanto bombardare i cittadini con pubblicità esplicite e occulte sperando così che il referendum non raggiunga il quorum. Dopo di che ricominceranno come prima e come se a Fukushima non fosse successo niente.
Poi però, capita che di colpo, come è successo oggi, ci tocchi leggere che in quella centrale il livello di radioattività è salito di dieci milioni di volte oltre il normale. proprio così. Non è un errore di stampa. Dieci milioni di volte! Vuol dire che in Giappone le cose non solo non stanno migliorando come ci fa credere il sistema dell’informazione ma sono al contrario molto più gravi di quanto non ci abbiano detto sinora e di quanto non ci dicano nemmeno oggi.
Ormai si parla di 25.000 morti complessivi e del fatto che gli esperti giapponesi temono effetti permanenti sull'ecosistema giapponese e mondiale. Ecco perché parlo di “guerra nascosta”. Perché quando si tratta di questa, che è una vera e propria guerra, la stampa internazionale si comporta in maniera non chiara, e le televisioni, specie quelle italiane, peggio. Nascondono informazioni che dovrebbero essere invece diffuse a tutti i cittadini in modo che possano decidere con piena coscienza di causa se questo rischio folle lo vogliono correre o no. Minimizzano i rischi, persino quando la catastrofe è già successa come a Fukushima. Non dicono mai che al nucleare ci sono alternative molto più sicure e molto meno costose.
Per questo non bisogna abbassare la guardia nemmeno di un centimetro. A giugno, col referendum, possiamo battere questa pazzia e cancellare l’incubo nucleare. Ci riusciremo se sapremo battere la disinformazione e i trucchi con cui questo governo cerca di convincere i cittadini a fregarsene e a non andare a votare per niente. Ma quando in ballo c’è la vita nostra e dei nostri figli fregarsene è un delitto

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22 Marzo 2011

Passaparola di lunedì 21 marzo

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Testo:

Buongiorno a tutti, non sono un esperto di guerre, né di strategie, né di politica estera, quindi è inutile che mi metta a parlare con voi di quello che sta succedendo e di quello che potrebbe succedere di seguito alla guerra in Libia.

La guerra degli altri (espandi | comprimi)
E' una guerra alla quale gli italiani alla solita maniera, ma alla fine aggregandosi all’ultimo momento hanno deciso di partecipare anche direttamente con i nostri caccia militari, vedremo.


Gheddafi, figlio nostro (espandi | comprimi)
Idem con Gheddafi, nessuno se lo ricorda, ma Gheddafi dopo avere mandato suoi terroristi libici a abbattere l’aereo di linea di Lockerbie sui cieli della Scozia e dopo avere avuto un ruolo con i suoi terroristi nell’attentato del 1986 alla Birreria La Belle di Berlino dove morirono molti soldati americani, subì una rappresaglia da parte degli Stati Uniti.

Il trattato di amicizia con il "leader di libertà" (espandi | comprimi)
Frattini ha detto che bisognava prenderlo a modello per un percorso di apertura alla democrazia nel nord – Africa e Berlusconi mentre Gheddafi cominciava a bombardare le popolazioni ribelli ha detto “non gli telefono perché non voglio disturbarlo” ma non è successo anni fa, è successo tra gennaio e febbraio, cioè l’altro ieri!

L’unica cosa che dobbiamo sapere è che se Gheddafi è ancora lì con il botulino, i capelli finti e il trucco che gli ha prestato il nostro e le mignotte intorno, non è perché è forte lui è perché per almeno 30 anni l’abbiamo tenuto in piedi noi e noi siamo abilissimi a tenere in piedi qualcuno e poi a un certo punto a scoprire, ops che non andava bene, c’erano tutti gli elementi per saperlo prima chi era Gheddafi e adesso naturalmente la storia come sempre accade, magari tardi, ma ci presenta il conto, passate parola!

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14 Marzo 2011

Passaparola di lunedì 14 marzo

Testo:

Buongiorno a tutti, parliamo un po’ di informazione per così dire a proposito di alcuni temi di grandissima attualità, cominciamo con questa catastrofe epocale del Giappone, con le miserie dei nostri opinionisti spacciati per esperti a proposito del nucleare, non sono un esperto, quindi non voglio minimamente entrare nei dettagli tecnici di quello che è successo, che sta succedendo che magari scopriremo tra qualche giorno a proposito delle centrali nucleari giapponesi definite a rischio dallo stesso governo che ha evacuato ampie zone circostanti e ha avviato operazioni di decontaminazione ambientale e anche personale su molte persone che durante quell’esplosione, quell’emissione di nubi si sono trovate nella zona, vedremo cosa è successo.

Supercazzole nucleari (espandi | comprimi)
La cosa interessante è che prima ancora di avere la più pallida idea di cosa fosse quella nube, alcuni noti opinionisti del nulla, si sono subito premurati di farci sapere che non era successo nulla, anzi che il sesto terremoto più devastante della storia dell’umanità, come facciano poi a dirlo non si sa, ha dimostrato che in nucleare è sicuro.


Esperti del nulla (espandi | comprimi)
L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile etc., possiamo trarre tre prime conclusioni.

Supercazzole scolastiche (espandi | comprimi)
Stessa cosa succede naturalmente quotidianamente su tutto quello che ci occorre sapere e capire per farci un’idea e formarci un’opinione, i titoli fuorvianti dei giornali, i messaggi che passano continuamente sui giornali e soprattutto televisioni, stasera torna Giuliano Ferrara, a proposito di messaggi fuorvianti, si rincorrono e si inseguono e è diventato ormai praticamente impossibile neutralizzarli tutti perché sono troppi.

Supercazzole giudiziarie (espandi | comprimi)
Concludo ma ne abbiamo già parlato diverse volte, con tutti gli input che ci arrivano a proposito della riforma della giustizia

E’ questa la giustizia che vogliamo? Basta saperlo, purtroppo per saperlo non si riesce a capirlo guardando certi programmi televisivi o leggendo i giornali, bisogna approfondire e non sempre quelli delegati all’approfondimento sanno quello di cui stanno parlando, per cui anche la cosa più facile, che sembra più di buonsenso, il giudice che sbaglia paga, in realtà nasconde una propaganda che è difficile da smontare perché richiede più tempo, è un problema complesso e non può essere compresso in una trasmissione televisiva o un articolo di giornale, diffidate sempre di tutto ciò che vi sembra semplicissimo, quando vi raccontano che c’è una cosa semplice, cercate di andare a vedere anche quello che c’è dietro, sviluppiamo un po’ di spirito critico e soprattutto impariamo a sceglierci gli esperti che lo sono per davvero e non sono servi di qualcuno, passate parola e buona settimana!

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11 Marzo 2011

Le mani sui TG

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Nel regime che Silvio Berlusconi ha instaurato in Italia di libertà d’informazione ce ne è sempre stata poca: non per niente siamo piazzati in coda alle classifica mondiale, allo stesso livello del Bourkina Fasou. Ma da quando Berlusconi ha iniziato a sentire sempre più minacciato il suo potere la situazione è ulteriormente peggiorata ed è ormai del tutto intollerabile.
Nello scorso mese di gennaio Berlusconi ha occupato i Tg del servizio pubblico per oltre 400 minuti, più del doppio di tutti i leader dell’opposizione messi insieme. Se poi non si conta la sola presenza in video ma “il tempo di parole”, quello in cui non solo si vedono i leader ma li si ascolta pure, il risultato è altrettanto clamoroso. Berlusconi ha parlato tre volte più di Bersani e Casini e sette più di Fini. Nessuno però è stato censurato e cancellato dal video quanto il sottoscritto: 25 minuti in tutto il mese gennaio!
A Berlusconi aver occupato i tg in questa maniera indegna non basta. Vuole mettere le mani anche sui pochi spazi d’informazione che ancora sfuggono al suo controllo. Per questo la Commissione di vigilanza ha approvato l’assurda proposta Butti che vorrebbe affidare la conduzione dei progammi di approfondimento non allineati, una settimana sì e una no a qualcuno dei suoi tanti maggiordomi travestiti da giornalisti. Un’idea che farebbe ridere se non ci fosse invece da piangere.
E’ il modus operandi di Silvio Berlusconi: adoperare le televisioni del servizio pubblico per raccontare un sacco di fandonie sui risultati meravigliosi che dice di aver raggiunto e per far scomparire chi, come l’Italia dei Valori, contrasta il suo regime e si oppone sul serio al suo modo di governare a favore solo di se stesso.
Io personalmente lo prenderei pure come un titolo di merito: se la censura di regime ha tanto bisogno di cancellare la mia persona, è segno che io e l’Italia dei valori abbiamo lavorato bene e stiamo facendo il nostro dovere come partito di opposizione intransigente.
Però non possiamo permettere che un servizio pubblico asservito continui a disinformare così i cittadini e che i direttori di telegiornale si comportino come killer pagati per fare fuori chi dà troppo fastidio al presidente del Consiglio.

Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto al’Agcom, che ha il dovere istituzionale di intervenire per ripristinare un minimo di correttezza democratica e per impedire che Berlusconi continui a usare i mezzi d’informazione del servizio pubblico come Gheddafi usa l’aviazione. Per difendere il proprio regime e far fuori chi chiunque lo contrasti.


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7 Marzo 2011

Passaparola di Lunedì 7 marzo 2011

Testo:

Buongiorno a tutti, c'è una bella aria di P2 in questi giorni, o meglio in questi giorni si scoprono rapporti revival e permanenze piduiste che hanno lavorato e operato in questi anni sotto traccia che improvvisamente stanno rivenendo fuori in parte loro malgrado grazie a un'indagine della Procura di Napoli in parte volontariamente, dichiaratamente con il progetto di cosiddetta riforma della giustizia epocale che Berlusconi ha annunciato.

Il mondo cambia, noi pensiamo ad altro (espandi | comprimi)
Il bello è che tutto il mondo si occupa d'altro, per esempio di quella cosetta da niente che sta avvenendo in nord Africa e che è la più importante, il più importante evento del mondo arabo e islamico che non sono necessariamente la stessa cosa di molti decenni a questa parte e cioè una rivolta finalmente non fondamentalista, finalmente non ideologica, finalmente non etero- diretta da questa o quella superpotenza, dove invece di bruciare bandiere americane, israeliane e affidarsi al solito ayatollah o al solito tiranno c'è invece una popolazione giovane, laica, educata attraverso Internet ai rapporti con le persone normali che abitano anche in Europa e in occidente.

In tutto il mondo, soprattutto in Europa ci si occupa essenzialmente di quello che sta succedendo in nord – Africa, da noi è come se non succedesse niente, abbiamo questo spensierato Frattini che si aggira con l'aria da cameriere, del resto nei rapporti della diplomazia americana svelati da Wikileaks veniva chiamato il fattorino di Berlusconi, quindi una definizione che gli si attaglia con questa inutilmente abbronzata che dice, disdice strane cose, naturalmente non viene preso in considerazione da nessuno, però quello è l'emblema proprio del nostro non ruolo nel Mediterraneo dove invece potremmo trascinare l'Europa in una posizione attiva e propositiva.

Muoiono, continuano a morire i nostri soldati in Afghanistan, Berlusconi ieri ha scritto una toccante lettera che si capisce benissimo non avere scritto lui, ma l'ha firmata, una toccante lettera che il suo ufficio stampa gli ha messo giù per dire: il mio tormento per i nostri militari e si capisce che abbia un tormento perché ce li ha mandati lui i militari a morire in Afghanistan, il bello è che questa lettera Il Corriere della Sera l'ha molto opportunamente pubblicata in basso a pag. 8 e la pag. 8 si apre con il solito tormentone che è il vero tormento di Berlusconi e cioè "Giustizia avanti con la riforma" quindi immaginarsi cosa gliene frega dell'alpino Dario, ufficio stampa, letterina e scarico di coscienza.

Se fosse veramente tormentato per le morti dei nostri soldati in Afghanistan, si domanderebbe seriamente cosa ci stiamo facendo, farebbe seriamente un bilancio di quello che è successo in questi 10 anni di occupazione militare che non ha portato a nulla se non al trionfo anche mediatico dei talebani che sono molto più importanti e hanno molto più seguito di quello che avessero 10 anni fa quando stavano sulle palle anche a gran parte degli afgani, adesso invece sono diventati il simbolo della resistenza nazionale, a lui interessa, giustamente, la giustizia e quindi ecco la riforma epocale, riforma epocale che arriva proprio in contemporanea con le prime notizie dalla magistratura napoletana su un'inchiesta che ancora una volta ha rivelato Il Fatto Quotidiano grazie ai nostri due inviati Antonio Massari e Marco Lillo che ruota intorno a un personaggio molto importante e quindi molto poco conosciuto al grande pubblico che si chiama Luigi Bisignani, chi è Luigi Bisignani? Luigi Bisignani nasce come giornalista dell'Ansa e viene subito notato, siamo negli anni 70 tra gli anni 70 e gli anni 80, da un Ministro democristiano andreottiano iscritto alla P2 Gaetano Stammati di cui Bisignani diventa, giovane giornalista dell'Ansa, il capo ufficio stampa, a quel punto comincia a conoscere, Stammati era un Ministro, se non erro del tesoro o del bilancio, di argomenti economici, anche lui, Anche Bisignani si iscrive alla P2 e comincia a navigare nel mondo della finanza, entra in contatto e collabora con il gruppo Ferruzzi di Raul Gardini, conosce Cesare Geronzi che allora stava a Banca di Roma che poi sarebbe diventata Capitalia e che poi si sarebbe fusa con Unicredit, ha molti contatti in Vaticano, nel 1981 esplode lo scandalo della P2 e il suo nome viene rinvenuto nelle liste di Licio Gelli con la tessera 1689, era il più giovane degli iscritti alla loggia P2, in quell'elenco naturalmente sappiamo c'erano, per parlare dei sopravvissuti: Berlusconi, Cicchitto, Maurizio Costanzo e tanti altri, uno dice: l'hanno beccato nella P2, in un altro paese la carriera sarebbe finita, invece no, qui è appena cominciata e infatti nel 1992, state attenti perché ogni 10 anni lo beccano Bisignani, nel 1981 nelle liste della P2, nel 1992/1993 esplode lo scandalo Enimont, una maxitangente di almeno 140 miliardi di lire che la Famiglia Ferruzzi proprietaria della Montedison e socia dell'Eni nell'affare chimico Enimont, paga per comprarsi l'intero Parlamento a destra, centra e sinistra al momento in cui decide di sciogliere la joint venture Enimont e di rivendere dunque la quota Montedison all'Eni, allo Stato.

Per avere trattamenti fiscali di favore e far sopravvalutare la propria quota, incassare più soldi e pagare meno tasse, si pagano i partiti e i partiti prêt a porter ti danno quello che vuoi così funzionava all'epoca, così funzionava all'epoca e chi si incarica di riciclare presso lo Ior la Banca del Vaticano, quella gigantesca provvista di fondi neri messa da parte da Raul Gardini tramite costruttori come Domenico Bonifaci l'attuale editore de Il Tempo di Roma, fondi neri che vengono ripuliti nella Banca del Vaticano, lo Ior, se ne occupa Bisignani che viene infatti arrestato dopo un po' di latitanza nel 1993 e verrà condannato a 2 anni e 8 mesi.

E' il 1993, uno dice l'hanno arrestato, condannato a due anni e 8 mesi, carriera finita, neanche per sogno! Si rimette in sesto, ricomincia a trafficare e lo ritroviamo come oggi il più ascoltato consigliare di Gianni Letta che a sua volta è il più ascoltato consigliere di Berlusconi e lo ritroviamo al centro di una serie di affari, di nomine e di influenze davvero importanti, sempre trasversali, destra – sinistra, sebbene stiamo parlando di una persona che ha qua il marchio della P2 e qua una condanna a 2 anni e 8 mesi per la maxitangente Enimont, la più grande tangente mai vista prima dell'arrivo di Previti, almeno.

Nel 2008 Giuliano Tavaroli, l'ex capo della Security Telecom anche lui finito dentro per spionaggio etc., fa un'intervista a Repubblica e dice a proposito del potere romano: mi immagino una piramide - leggo da un bellissimo articolo che ha fatto Fabrizio D'Esposito su Il Fatto Quotidiano – al vertice superiore Berlusconi, dentro la piramide l'uno stretto all'altro a diversi livelli di influenza Gianni Letta, Luigi Bisignani, Paolo Scaroni, Francesco Cossiga, Nicolò Pollari è il network che per quello che so accredita Berlusconi presso l'amministrazione americana, non esiste a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo, mi resi conto subito che quella lobby di dinosauri custodiva segreti, gli illeciti del passato e del presente e li creava" era il 2008, rivediamo i nomi della piramide disegnata da Tavaroli: Berlusconi al vertice, Gianni Letta, Luigi Bisignani subito sotto Letta, Paolo Scaroni che sapete è il N. 1 dell'Eni, anche lui condannato in via definitiva con patteggiamento per un'altra tangente che pagò con una sua azienda privata per avere appalti dall'Eni, tangente pagata ai socialisti e poi per altri meriti acquisiti sul campo, Scaroni diventa Presidente e amministratore delegato dell'Eni. Cossiga l'unico mai toccato da indagini di questa piramide e poi Pollari, Pollari l'ex capo del servizio segreto militare del Sismi coinvolto e salvato dal segreto di stato militare del Sismi coinvolto e salvato dal segreto di stato nel processo per il sequestro Abu Omar e per le schedature trovate in Via Nazionale negli uffici riservati del Sismi.

Nel 2008 stiamo parlando dell'inizio di questo terzo governo Berlusconi, prima degli scandali… luglio 2008, era appena entrato al governo Berlusconi a maggio e soltanto l'anno dopo sarebbe cominciata quella serie di scandali sessuali Noemi, le veline, le foto a Arcore, le denunce di Veronica che avrebbe segnato l'inizio del rapido declino.

Creare segreti e custodirli, quindi ricattare, qualche mese dopo ricorda D'Esposito, Calderoli, Ministro leghista dice in un'intervista: certi poteri forti giudicano male la politica che decide senza il loro permesso, poi c'è un editoriale di Galli Della Loggia su Il Corriere della sera che in prima edizione viene stampato e poi viene ritirato all'ultimo momento, nelle altre edizioni viene sostituito da un altre editoriale, c'è chi dice che è per questa frase: "è dalla famigerata notte di Casoria che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non già dall'opposizione, ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui più vicine. Dalla primavera dell'anno scorso si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni quando non vere e proprie congiure allo scopo di trovarsi produzioni con i collegamenti giusti quando sarà giunto il momento da molti dei cortigiani giudicato imminente in cui l'Augusto sarà costretto in un modo o nell'altro a lasciare il potere.

I due clan di potere intorno a Berlusconi (espandi | comprimi)
Intorno a Berlusconi due clan di potere: Letta e Bisignani, un po' di Vaticano un po' di andreottismo, molta P2, dall'altra parte Tremonti, Lega, Finanza del nord, Finanza del nord sapete che nella Finanza del nord da una parte c'è il vecchio Nanni Bazzoli, cattolico prodiano e dall'altra parte c'è Geronzi che è stato a Medio Banca, adesso sta alle Generali e è molto vicino invece al giro Gianni Letta, Vaticano, Bisignani, questi due clan e Berlusconi in mezzo.

Dicevo dell'inchiesta, le inchieste come al solito capitano per caso, si indaga su società, si indaga su un autista di Bisignani firmato con delle azioni in mano, roba di parecchi miliardi di una società credo lussemburghese ma i dettagli poi li troverete nei pezzi di Lillo e Massari su Il Fatto, la cosa interessante è che i magistrati stanno interrogando gli uomini più potenti d'Italia che hanno sentito Scaroni, hanno sentito Guarguaglini che è il N. 1 di Finmeccanica, hanno sentito il braccio destro di Fini, Bocchino, hanno sentito la Carfagna, ancora non si capisce bene perché stiano sentendo queste persone, hanno sentito Masi Direttore Generale della RAI, Bisignani si è detto pronto a parlare con i magistrati napoletani, vedremo che tipo di reati stanno contestando, noi non lo sappiamo al momento, noi sappiamo due cose che si è scoperto, non si è ben capito se grazie a intercettazioni o grazie a testimonianze, che qualche mese fa all'inizio dell'anno, quando tanto per cambiare Anno Zero era sotto botta, Santoro quella famosa tirata in cui faceva capire che i vertici RAI non è che lavorino proprio per la RAI, lavorano per la concorrenza, non si capisce se lo fanno a posta o meno, non si può dire che lo fanno a posta, ma che lavorino per la concorrenza è chiaro, visto che si stanno dedicando a danneggiare, a sabotare quasi tutti i programmi più visti che danno più ascolti, più soldi, più lustro alla televisione pubblica, allora ricorse alla famosa metafora del bicchiere, della fabbrica dei bicchieri che più vendeva bicchieri e più veniva boicottata dai sui dirigenti, al ché lui disse a un certo punto, mi viene voglia di dire a questi dirigenti "ma vaffan bicchiere" non era una battuta particolarmente geniale, ma era chiaro che ci si riferiva al dirigente della fabbrica dei bicchieri, naturalmente la cosa fu subito usata per dire Masi è stato mandato a vaffanculo da Santoro etc., a prescindere naturalmente da quello che aveva detto e che è disponibile su You Tube, in ogni caso chi se ne importa di tutto questo, questo è l'antefatto per dire che Masi in quel momento decide di licenziare Santoro e avvia delle pratiche che però non vengono affidate in prima battuta agli uffici legali della RAI, o a un avvocato di fiducia di Masi, la pratica viene affidata, secondo quello che hanno rivelato le risultanze delle indagini della Procura di Napoli che abbiamo scritto sabato su Il Fatto Quotidiano, la pratica da Masi viene affidata a Bisignani e Bisignani non si capisce bene a che titolo si occupi di scrivere o di ispirare una lettera di licenziamento o comunque di richiamo per Santoro, perché? Perché Bisignani non ha nessuna veste né legale, né pubblica di nessun genere, in teoria dovrebbe avere una tipografia, dovrebbe fare lo stampatore.

Ma si scopre anche un'altra faccenda, come vi ho detto Bisignani è bipartisan è ambidestro, gennaio – febbraio 2010, un anno fa, mentre si sta occupando dei soliti trasferimenti a un certo punto Bisignani accompagna un alto ufficiale dell'esercito a incontrare Massimo D'Alema Presidente del Copasir (Comitato di controllo sui servizi di sicurezza), dato parlamentare di controllo, il Presidente del Copasir è Massimo D'Alema, cosa sta succedendo? Bisogna scegliere, un anno fa, il nuovo capo dell'Aise (Servizio segreto militare italiano) che una volta si chiamava Sismi e era capeggiato nella sua ultima versione dal Generale Pollari.

Il candidato del Governo che deve scegliere il nuovo capo del Servizio segreto militare è il Generale Adriano Santini, il Generale Adriano Santini viene portato a incontrare D'Alema da Bisignani, condannato per Enimont a due anni e 8 mesi, ex piduista conclamato, a che titolo uno per diventare capo dell'Aise deve farsi in qualche modo accreditare da Bisignani? E a che titolo D'Alema riceve una delegazione Bisignani – Santini, mistero, leggo un pezzettino di quello che scrivono Lillo e Massari "tra gennaio e febbraio 2010 lo Stato deve scegliere il capo dell'Aise, la nostra intelligence militare e la scelta sta per cadere su un generale dell'esercito, Adriano Santini e Santini lo sa, l'inchiesta dimostra che anche questa volta entra in scena Bisignani. Prima della nomina Santini viene raggiunto da una sorta di ambasciata, Bisignani lo vuole incontrare, ma anche in questo caso non si comprende a quale titolo, stiamo parlando di un ufficiale di 64 anni, Generale di corpo d'armata con incarichi di Stato maggiore che indossa la divisa dal 1968 e nel 2003 ha comandato il contingente Nato Interforce nell'ambito dell'operazione Antica Babilonia in Iraq" non è che sia un pischello che ha bisogno di accreditarsi, stiamo parlando di un Generale con i contro coglioni che ha fatto cose dal suo punto di vista importantissime ovviamente arrivato al culmine della sua carriera. Bisignani lo convoca e Santini accetta la convocazione, avrebbe potuto dirgli: ma stai scherzando? Ti faccio bombardare! Invece si presenta all'appuntamento, di cosa parlano? Del più e del meno dice Santini ai PM che l'hanno convocato pure a lui, come se fosse fatto più naturale del mondo che un generale incontri Bisignani alla vigilia della sua nomina all'Aise, chi è che ha fissato l'incontro? Gli chiedono i magistrati, Bisignani dice Santini, il fatto strano è che l'incontro avviene prima della sua nomina e non dopo, mentre Santini è ancora uno dei candidati al vertice dell'Aise ce ne sono anche altri, ma almeno Santini conosceva Bisignani? No, dice, eppure accetta il suo invito e si presenta all'appuntamento, se non bastasse, ma in questo caso le versioni di Santini e D'Alema, entrambi convocati come testimoni, divergono, Bisignani decide di accompagnare il Generale Santini dal Presidente del Copasir, Massimo D'Alema, il Copasir è il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, a quale titolo Bisignani accompagna Santini da D'Alema? D'Alema dice che durante l'incontro con Santini, Bisignani ha atteso fuori dalla porta, ma il fatto non è riscontrato, Bisignani accompagna Santini da D'Alema.

L'incontro tra i due o tra i tre se contiamo che c'era pure Bisignani o dentro o fuori dall'uscio è avvenuto prima o dopo la nomina di Santini all'Aise? Secondo Santini è avvenuta prima, quando doveva essere ancora nominato, secondo D'Alema è avvenuto dopo, dettaglio non irrilevante, naturalmente, ma ciò che conta è che Bisignani incontra Santini due volte, la prima per conoscerlo e la seconda per accompagnarlo da D'Alema, dove? Nella sede del Copasir? No, nella sede della Fondazione italiani europei di Piazza Farnese a due passi da Campo dei Fiori, quindi in una sede privata, la Fondazione natural politica di Massimo D'Alema, chi ha fissato l'appuntamento tra D'Alema e Santini? Impossibile stabilirlo, spiega D'Alema perché la telefonata è arrivata alla sua segreteria, ma perché Santini e Masi incontrano Bisignani? Dicono entrambi che Bisignani è uomo vicino a Gianni Letta e che quindi dire di no a Bisignani è come dire di no a Letta e cioè come dire di no a Berlusconi.

Quindi passando da Santini a Masi le frequentazioni di Bisignani emerse dall'inchiesta sono sempre ai vertici del potere, si va dall'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni che sarà sentito nei prossimi giorni, a Gianni Letta, dalle ministre Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo, al dissidente del Pdl il finianissimo Italo Bocchino, passando per Alfonso Papa, Magistrato napoletano, ora parlamentare del Pdl membro della Commissione Giustizia anche lui coinvolto in questa indagine, su questa che è stata chiamata la P4, ma che in realtà è figlia legittima della P2.

Troveremo nei prossimi giorni le nuove puntate sul caso dei nuovi burattini che abbiamo raccontato, è significativo che le indagini sulla nuova P2 impattino perfettamente gli stessi giorni in cui Berlusconi annuncia la riforma epocale della giustizia, perché? Perché intanto non c'è nulla di epocale, ma soprattutto non c'è nulla di nuovo, non c'è nessuna riforma, è una riscrittura, una scopiazzatura affidata tra l'altro a Alfano che non ha neanche la statura che aveva Ungelli, del piano di rinascita democratica della P2 che ogni tanto è bene andarsi a rileggere, su Internet lo trovate, ovviamente, per semplificare dissolvere la RAI tv in nome della libertà di antenna, mi pare che ci si sta lavorando da parecchio tempo.

Per quanto riguarda i sindacati la scelta prioritaria tra la sollecitazione e la rottura seguendo le linee già esistenti dei gruppi minoritari della C.I.S.L. e maggioritari dell'U.I.L., per poi agevolare la fusione con gli autonomi e staccarli dalla C.G.I.L., mi pare che anche questo l'abbiamo ottenuto, abbiamo Angeletti e Bonanni, la corrente Marchionne del sindacato italiano e dall'altra parte la C.G.I.L. della Fiom ancora un po' più spostata, quindi la spaccatura del fronte sindacale è perfettamente riuscita.

La controriforma piduista della giustizia (espandi | comprimi)
E veniamo alla giustizia, leggo dal piano di rinascita di Licio Geli e voi vedete se vi suona familiare con quello che leggete e sentite in televisione in questi giorni "emergenza a breve termine, il programma urgente comprende provvedimenti istituzionali e provvedimenti di indole economico – sociale A) ordinamento giudiziario, le modifiche più urgenti investono: la responsabilità civile per colpa dei magistrati, il divieto di nominare sulla stampa i magistrati, comunque investiti da procedimenti giudiziari, la normativa per l'accesso in carriera, esami psicoattitudinali preliminari, la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza di reati di eversione, questo era legato al fatto che c'era il terrorismo in quel momento, e poi i provvedimenti a lungo termine.

Esperimento di elezione di magistrati tra Avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali, come vedete c'è esattamente tutto, adesso avendo il tempo di entrare nel merito anche perché i giornali possono fare soltanto delle anticipazioni, vi leggo i titoli che i giornali dedicano tra ieri e oggi alla riforma epocale di Berlusconi e Alfano, vediamo prima Il Giornale "Berlusconi per la giustizia riforma epocale" cosa cambia con la nuova normativa? Carriere separate per giudici e PM, il Csm si sdoppia in due rami uno per i giudici e uno per i PM, un'alta corte giudicherà i magistrati quindi non più il Csm ma una specie di plotone di esecuzione di nomina politica, per quanto riguarda l'azione penale l'idea sarebbe quella di far decidere al Parlamento quali sono i reati prioritari che le procure devono perseguire, il tutto su indicazione del Ministro della Giustizia, responsabilità civile dei giudici per colpa dice Il Corriere, sdoppiamento delle carriere del Csm, obbligatorietà dell'azione penale non c'è più perché sarà il Parlamento su indicazione del Ministro a dire alle procure quali reati devono perseguire e quali no e poi spezzare, come dice Quagliariello il cordone ombelicale tra la Polizia giudiziaria e i pubblici Ministeri, in modo che la polizia giudiziaria prenda ordini solo dal governo e non dai magistrati e se prende ordini dal governo è difficile che la polizia giudiziaria possa indagare sul governo, prendete Berlusconi che minaccia con la sua sola qualità la Questura di Milano, già oggi i funzionari della Questura di Milano non segnalano nel rapporto che lui ha telefonato spacciando Ruby per la nipote di Mubarak , sono quelli delle volanti che hanno segnalato tutto questo, sono quasi eroici, perché? Perché lo sanno che sopra di loro c'è il Ministro dell'Interno e sopra il Ministro dell'Interno c'è il Presidente del Consiglio che si permette di telefonare, eppure lo segnalano lo stesso, perché? Perché sanno che oggi sono protetti dalla Magistratura.

Domani invece si vuole staccare polizia e magistratura in modo che la polizia faccia solo quello che gli dice il governo e quindi solo quello che conviene al governo, ecco il nuovo piano di Alfano questa è repubblica, giudici e PM divisi, azione penale pilotata dal Ministro e dal Parlamento, due Csm con meno poteri, polizia autonoma dalle procure e cioè asservita a chi? Al governo, come vedete non c'è nulla di epocale, semmai di devastante, non c'è nulla di nuovo P2, c'è un danno drammatico per cittadini italiani naturalmente, che ha ragione Beppe Grillo quando scrive che la Costituzione non è immutabile, si possono apportare delle migliorie, soprattutto laddove si tratta di allargare gli spazi di democrazia diretta e partecipativa, il referendum senza quorum, il referendum propositivo, l'obbligo del Parlamento di discutere vincolante di discutere le leggi di iniziativa popolare, si può fare molto per aumentare le dosi di democrazia diretta, qui invece stiamo parlando di una controriforma piduista che la democrazia e quella diretta e quella indiretta le vuole confiscare, le vuole definitivamente cancellare.

Purtroppo ancora una volta si sente Bersani farfugliare cose strane, oggi ha detto: la riforma è un diversivo, la riforma non è un diversivo, la riforma è una devastazione dei principi costituzionali, purtroppo si sente dire che i magistrati scioperano, il che non vuole dire che non debbano farlo, ma temo che ancora una volta sembrerà una guerra per bande tra il governo e i magistrati.

Da tutte queste riforme i magistrati non avranno sicuramente nulla da temere, perché? Il loro stipendio e la loro carriera non saranno toccati, siamo noi che abbiamo molto da temere e avranno da temere quei pochi magistrati che ancora fanno il proprio dovere e quei pochi poliziotti o molti poliziotti i rappresentanti delle forze dell' ordine che fanno il loro dovere, loro avranno molto da temere e quindi anche noi, questa non è una riforma contro i magistrati, chiunque lo dice non vuole farci capire che è contro i cittadini, passate parola, ci vediamo lunedì prossimo.

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28 Febbraio 2011

Passaparola di lunedì 28 febbraio


Testo:


Buongiorno a tutti, oggi parliamo di Puglia ma parlare di Puglia vuole dire di Italia, visto che la Puglia è stata governata per anni dal centro-destra, ultimo governatore mandato a casa nel 2005 da Vendola e oggi Ministro dei Rapporti con le Regioni e dal 2005 la Puglia è governata da Nichi Vendola, leader di Sinistra, ecologia e libertà che si propone come premier del centro-sinistra tutto nelle primarie che si dovrebbero tenere, PD permettendo se e quando si avrà la certezza che si andrà a votare.

Vendola e la sanità della Puglia (espandi | comprimi)
Quindi parlare di Puglia vuole dire parlare del futuro, soprattutto nel centro-sinistra e quindi del paese e significa andare a vedere se nelle prove su strada fatte in questi 6 anni, Vendola ha dimostrato di essere la persona giusta e come leader politico e come pubblico amministratore.


Il conflitto di interessi che Vendola conosceva (espandi | comprimi)
La domanda è sapere che Tedesco avrebbe commesso reati o sarebbe stato accusato di commettere reati come assessore. Vendola non lo poteva sapere prima di nominarlo assessore, che Tedesco avesse un conflitto di interessi familiari microscopico, lo poteva sapere o no?

Governatori diversi, stesso sistema (espandi | comprimi)
Questo è il profilo politico, amministrativo e finanziario, poi c’è il profilo penale che per Vendola è stato escluso e infatti Vendola dopo che è stata archiviata la sua posizione, si lamenta perché dice: ma come, il mio processo era stralciato davanti al G.I.P. Di Paola...

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21 Febbraio 2011

Passaparola di lunedì 21 febbraio


Testo:

Buongiorno a tutti, è stata la settimana di Sanremo, la settimana nella quale gli italiani hanno ritrovato improvvisamente il loro amore per la patria, grazie all’ora o quasi di performance di Roberto Benigni sull’inno nazionale e dintorni, naturalmente non è qua in discussione la bravura di Benigni che è stato sicuramente bravissimo, soltanto un grande attore può tenere incollati per 50 minuti milioni e milioni di italiani, il cui livello di attenzione, grazie a questo modello televisivo è pari a quello di un lombrico, incollati al video per parlare di Risorgimento, di Mameli, di valori, di storia, di cultura, quindi non è in discussione sicuramente Benigni che ha fatto una grandissima performance.

Orgogliosi di essere italiani? (espandi | comprimi)
In discussione magari è il messaggio che è uscito da quella performance, a me quando l’ho rivista il giorno dopo su You Tube aveva lasciato in qualche modo perplesso il messaggio che ne usciva, anche se non riuscivo bene a esprimere quel disagio che sentivo nel riascoltare Benigni.


Maghreb in fiamme, Frattini nullità (espandi | comprimi)
Quindi personalmente credo che ci siano molti motivi per vergognarci in questo momento di essere italiani, l’altro giorno su Il Fatto abbiamo raccontato un caso veramente avvincente, un Ministro dello sport e della cultura che si dimette perché sono uscite alcune sue foto che lo ritraggono abbracciato a delle ragazze molto giovani e in una foto lo si vede con la mano su una chiappa di una di queste ragazze e più in altre ci sono dei balli, braci, abbracci è la festa di San Valentino, questo Ministro si chiama Joseph Habineza ed è Ministro del Governo ruandese, o meglio era Ministro del Governo ruandese perché quando sono uscite quelle foto si è dimesso all’istante.

Pio Albergo Trivulzio, 19 anni dopo (espandi | comprimi)
Il Parlamento è riuscito a prendere per buono questa bufala alla quale non crede nessuno dei 315 che l’hanno votata, che l’hanno approvata e quindi ci dobbiamo vergognare di essere italiani perché la maggioranza parlamentare che rappresenta, purtroppo, la maggioranza degli italiani, ha votato una cosa del genere e non è successo niente.

Pisapia e l'appartamento della Baggina (espandi | comprimi)
Per il resto, poi ci arriviamo e chiudiamo su Pisapia, da chi è amministrato il Pio Albergo Trivulzio? E’ amministrato dal centro-destra, il Presidente è Emilio Trabucchi, è amico intimo della Moratti, al Pio Albergo Trivulzio è impiegato Vincenzo Giudice già Presidente della municipalizzata Zingar che è fallita nel 2009 con un crac da milioni di Euro, infatti l’hanno messo al Trivulzio proprio per dargli un’altra chance, Consigliere comunale del Pdl.



Quando avremo di nuovo dei politici così o quasi così, potremo dire di essere orgogliosi di essere italiani e festeggiare anche magari con qualche anno o decennio di ritardo i 150 anni o magari chi lo sa, i 200, passate parola e non perdetevi venerdì insieme a Il Fatto quotidiano il nuovo inserto culturale “Saturno” diretto da Riccardo Chiaberge, buona settimana.

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14 Febbraio 2011

Passaparola di lunedì 14 febbraio




Testo:

Buogiorno a tutti. Non so voi ma io Berlusconi lo vedo male, lo vedo male perché la scorsa settimana aveva garantito che Mubarak era un uomo saggio e che quindi era bene che restasse al suo posto, è stato travolto dalle proteste di piazza, segno evidente che le proteste di piazza servono a mandare a casa i tiranni e ora, dalle ultime notizie, pare sia addirittura in coma Mubarak, dimostrazione di quello che diceva Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha, oppure chi lo perde, chi non ce l’ha più.

Tutti i processi di Berlusconi (espandi | comprimi)
Noi invece abbiamo un Premier politicamente in coma prima di essere mandato a casa, però in coma politicamente parlando, quello che è successo domenica nelle piazze, nelle più di 200 piazze in Italia ricorda quello che era accaduto nei due V-Day anche se allora la stampa tese a minimizzare proprio perché non erano coinvolte né la destra istituzionale, né la sinistra istituzionale, erano coinvolti soltanto i cittadini e quindi si fece finta di non vedere quanta gente c’era, ce ne era parecchia, più o meno quella che ieri ha gremito le piazze di donne e non soltanto di donne.


Messaggi mafiosi (espandi | comprimi)
Ma questa volta invece le carte della Procura non servono a dimostrare la necessità di quella perquisizione, servono a dimostrare l’evidenza della prova nei confronti di Silvio Berlusconi che è il presupposto necessario per ottenere dal G.I.P. il rito immediato e cioè l’immediata citazione di Berlusconi a giudizio davanti al Tribunale, saltando tutta la fase lunghissima, defatigante dell’udienza preliminare, del deposito degli atti.

Berlusconi è in minoranza (espandi | comprimi)
Quindi anche il conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato è un’altra pistola spuntata che tra l’altro non è neanche detto che riesca a sparare, perché come si spiega negli ambienti parlamentari cosa succede?

Tutto per salvarlo (espandi | comprimi)
Quindi neanche la legge sulle intercettazioni avrebbe nessun riverbero sui processi in corso a Berlusconi, vogliono fare una legge per punire il magistrato che dispone intercettazioni inutili, ma chi lo decide se le intercettazioni sono inutili, visto che il PM chiede l’autorizzazione al G.I.P. di fare le intercettazioni e il G.I.P. dice: falle, se poi si rivelano inutili, quello ovviamente lo sanno dopo i magistrati, quando scoprono che non viene fuori niente, ma prima di farle nessun magistrato può sapere che le intercettazioni sono inutili, quindi è un’altra legge fatta semplicemente, è una legge spaventa passeri perché?

Intanto vi voglio segnalare un Dvd, è un lavoro che, credo, vi potrà piacere e interessare, è un lavoro di controinformazione, “19 luglio 1992 una strage di Stato” se ne sono occupati Salvatore Borsellino e Marco Canestrari che è qua davanti a me e che ogni lunedì viene a raccogliere i Passaparola, ci sono testimonianze oltre che del sottoscritto di Antonio Ingroia , di Salvatore Borsellino, Nino di Matteo, Gioacchino Genchi, Nicola Biondo, Umberto Lucentini, Peppino Lo Bianco e letture di Claudio Gioè l’attore che legge il diario di Manfredi Borsellino, il figlio del Giudice Borsellino, è la storia di Borsellino, una storia molto inedita, come vedrete e è soprattutto la storia sui retroscena della strage di Via D’Amelio, è il degno completamento di quell’altro Dvd “Sotto scacco” che avevamo auto prodotto con il Fatto Quotidiano a cura di Udo Gumpel e di Marco Lillo e che avevamo distribuito, ma chi lo cerca lo può trovare ancora sul sito de Il Fatto Quotidiano, questo uscirà in edicola dalla metà di febbraio e anche sarà acquistabile tramite il sito de Il Fatto Quotidiano, 19 luglio 1992 “Una strage di Stato” mentre invece chi vuole tutta la collezione dei Passaparola e delle ultime due annate dei Passaparola c’è il cofanetto sul blog di Grillo che abbiamo segnalato la settimana scorsa, buona settimana e passate parola!

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7 Febbraio 2011

Passaparola di lunedì 7 febbraio

Buongiorno a tutti, il Presidente della Repubblica Napolitano ha lanciato un appello ai giornali perché si occupino meno della cronaca giudiziaria e della cronaca nera e più di cose più elevate, più importanti, per carità sappiamo tutti che ci sono cose più importanti delle indagini su Berlusconi, il problema è che le indagini su Berlusconi, anche se di materia molto vile, diventano importanti in quanto Berlusconi rimane Presidente del Consiglio, se fosse un privato cittadino non fregherebbe nulla a nessuno.

Notizie private e notizie pubbliche (espandi | comprimi)
La domanda naturalmente è a che titolo il Presidente della Repubblica auspichi, dia indirizzi alla stampa su cosa scrivere, su cosa non scrivere, su quali temi trattare e su quali temi non trattare, ma questa settimana lasciamolo in pace perché almeno ci ha fatto la grazia di rimandare indietro una legge incostituzionale, una campione rispetto a tutte quelle che aveva firmato, il Decreto sul federalismo che il governo aveva approvato un minuto dopo che il Parlamento l’aveva bocciato, l’ha definito addirittura irricevibile, ha definito scorretta la procedura del governo e quindi accontentiamoci, di questi tempi è tutto grasso che cola.


Le foto del Presidente (espandi | comprimi)
La terza novità della settimana è la storia delle foto, Il Fatto quotidiano ha rivelato che c’è un’asta in corso perché ci sono persone che cercano di vendere delle foto con Berlusconi nudo accompagnato da ragazze a loro volta discinte e eventuali giornali o agenzie fotografiche disposte a acquisire questa merce.

Berlusconi bollito e sotto ricatto (espandi | comprimi)
Naturalmente qualcuno dirà che schifo, chi se ne frega, che schifo va bene, chi se ne frega no, perché stiamo parlando del nostro Capo del Governo, stiamo parlando del nostro Capo del Governo che evidentemente è in condizioni, oltre che psicofisiche, quelle si vedono in questi tristissimi video messaggi quotidiani dove ripete sempre le stesse cose, ormai si capisce che è proprio bollito a uno stadio veramente preoccupante, quasi penoso, parliamo anche delle condizioni di non autonomia e di non libertà nelle quali lui agisce.

Il diritto-dovere di informare (espandi | comprimi)
Il reato potrebbe farlo chi le pubblica, non chi le vende o chi le ha scattate, potrebbe farlo chi le pubblica se, violasse la privacy, senza alcun interesse pubblico della notizia, sicuramente un’immagine del Presidente del Consiglio nudo con ragazze a loro volta nude o ripreso addirittura durante atti sessuali o preliminari attiene alla privacy del Presidente del Consiglio, qual è il problema?

In chiusura vi segnalo che abbiamo messo insieme in un cofanetto tutti i Dvd che sono usciti a raccogliere Passaparola, si intitola “Lo stivale della vergogna” c’è una vignetta di Giannelli dello stivale italico formato da vari politici e poi ci sono i Dvd ciascuno con la sua copertina, sono 7 che racchiudono tutti quelli che abbiamo presentato in questi anni, cioè i Passaparola volume 1, 2, 3, 4, 5 e poi i due film che raccontano gli ultimi due anni e quindi Democrazya 2009 e Berluscoma 2010, se siete interessati lo potete prendere on line tramite il blog di Grillo, la settimana prossima presenteremo un’altra iniziativa che riguarda invece mafia, stragi, Borsellino e trattative, buona settimana, continuate a leggere Il Fatto Quotidiano.

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24 Gennaio 2011

Passaparola di lunedì 24 gennaio 2011




Testo:

Buongiorno a tutti intanto partiamo dalle buone notizie, Salvatore Cuffaro, già governatore della Sicilia, parlamentare della Repubblica eletto con l’Udc , poi passato con Berlusconi in una delle liste fiancheggiatrici nate negli ultimi mesi è il carcere da sabato per una condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato dall’intenzione di favorire Cosa Nostra per avere informato un mafioso conclamato, condannato in via definitiva già una volta, come Giuseppe Guttadauro boss di Brancaccio e un imprenditore considerato mafioso e condannato insieme a lui e che è Aiello, delle indagini a loro carico e delle intercettazioni a loro carico e quindi per averli favoriti nel cercare di sfuggire alle indagini che a suo tempo erano condotte dalla Procura di Palermo.

Cuffaro in galera (espandi | comprimi)
Un reato gravissimo naturalmente, il Governatore, il Presidente della Regione Sicilia che aiuta un mafioso già all’epoca condannato e un altro che sarà poi condannato a sfuggire o a tentare di sfuggire alle indagini, li informa del fatto che sono indagati e che sono intercettati… chi gli abbia dato la notizia non si è mai saputo, sta di fatto che è accertato dall’altro giorno che lui, tramite intermediari, ha passato quella notizia ai due mafiosi.


Craxi beato, Berlusconi salvato (espandi | comprimi)
Il fatto che si beatifichi Craxi invece di lasciarlo riposare in pace a 11 anni di distanza, fa pensare perché questa insistenza nel tentare di ribaltare le sentenze definitive, questa insistenza nel tentare di beatificare un politico, l’unico politico morto latitante nella storia d’Italia, evidentemente non lo fanno per Craxi del quale non frega niente a nessuno, a parte naturalmente i parenti stretti, lo fanno per i vivi, beatificano Craxi per legittimare gli stessi comportamenti commessi dai vivi, quindi se Craxi è un santo, allora anche Berlusconi!

La concussione di Berlusconi (espandi | comprimi)
Allora manda un sms e così arriviamo alle 23,49, mentre il poliziotto Landolfi cerca una comunità per Ruby, arriva la telefonata di Berlusconi, ora sappiamo, scrive Colaprico, che Ruby in Questura a Milano per cui è una notizia destabilizzante, ora lo sappiamo, pensate la confusione in Questura, telefona Berlusconi da Parigi, deve essere successo il finimondo!

Giudizio immediato per Berlusconi (espandi | comprimi)
Quando la prova appare evidente, si può chiedere il giudizio immediato se la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti da cui emerge l’evidenza della prova, ovvero a seguito di invito a presentarsi, la stessa abbia omesso di comparire, sempre che non sia stato adottato un legittimo impedimento e che non si tratti di persona irreperibile, cosa ha fatto la Procura?

Spero di essere stato chiaro, quindi diciamo che stavolta, salvo naturalmente che si inventino qualcosa che ancora non abbiamo in mente noi ma non ce l’hanno in mente probabilmente neanche loro, Berlusconi finirà alla sbarra e dovrà difendersi non dai teoremi, dovrà difendersi da sé stesso, dalle cose che ha fatto, a cominciare da ciò che ha fatto quella notte in Questura, continuate a leggere Il Fatto Quotidiano, passate parola e ci vediamo lunedì prossimo!

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17 Gennaio 2011

Passaparola di lunedì 17 gennaio

Testo:

Buongiorno a tutti, ieri il Presidente del Consiglio è apparso in televisione, sulla sua performance naturalmente ciascuno può dare il giudizio estetico e contenutistico che preferisce, l’abbiamo visto tutti e è disponibile comunque in rete, per comunicare, sostanzialmente 3 cose.

Il messaggio di Berlusconi (espandi | comprimi)
1) al telefono la gente, soprattutto ragazze giovani che l’hanno conosciuto può dire, millantare, raccontare, vantarsi, esagerare, favoleggiare, lavorare di fantasia quello che si dice al telefono non ha nessun valore; è una vergogna che chi va a casa sua poi venga intercettato, è una concezione un po’ estensiva dell’immunità, lui pretenderebbe l’immunità telefonica non soltanto per sé, ma anche per tutti quelli che lo conoscono, una forma di immunità contagiosa che purtroppo è ancora sconosciuta ai nostri codici, naturalmente il governo provvederà presto;


Bunga bunga con Ruby (espandi | comprimi)
Ma in realtà andando a vedere cosa è successo, cosa ha scoperto questa inchiesta, sappiamo che questa Ruby viene invitata per la prima volta a Arcore il 14 febbraio dello scorso anno, poco meno di un anno fa per la festa di San Valentino, lo scoprono i magistrati quando tracciano i movimenti del suo cellulare.

Utilizzatore finale di prostituzione minorile (espandi | comprimi)
Qual è il reato che i magistrati ritengono che venga commesso nella Villa di Arcore in queste “feste”, in questi tristi festini ai quali pare partecipino anche di tanto in tanto Emilio Fede, Carlo il Rossella, sono persone anziane, potete immaginare questa scena triste di queste ragazze sui 16/18/20 anni che si esibiscono davanti a questi 70/80 enni, che sbavano, una cosa di una patologia che toglie qualsiasi aspetto di allegria, di festosità e di vitalità checché ci venga raccontano, il reato che i magistrati individuano essere stato commesso in casa Berlusconi è il reato di prostituzione minorile, leggo dall’articolo 600 bis del Codice Penale secondo comma “chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni 18, ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione, è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da 15.493 a 154.937.000 Euro” questo è il reato contestato a Fede, Mora e Minetti, non a Berlusconi, questo è lo sfruttamento, il favoreggiamento della prostituzione minorile.

L'autogol di Mavalà Ghedini (espandi | comprimi)
Ecco perché non c’è nessun bisogno di autorizzazione a procedere del Parlamento per processare Berlusconi e verrà processato non dal Tribunale dei Ministri, deve essere processato dal Tribunale ordinario.

Più che avviarlo al carcere, bisognerebbe avviarlo in un reparto specialistico, curarlo e possibilmente toglierlo da Palazzo Chigi e in questo momento, visto che non abbiamo opposizione, gli unici che lo possono fare sono quelli che siedono sopra di lui e sopra di lui c’è solo il Capo dello Stato, chissà se è nelle condizioni di capire che noi non possiamo più andare avanti con un governo presieduto da uno così, passate parola!

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10 Gennaio 2011

Passaparola di lunedì 10 gennaio


Testo:

Buongiorno a tutti, questa è la settimana decisiva, finalmente, per sapere se la legge sul legittimo impedimento che ha garantito l’impunità da qualche mese a Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano, è o non è conforme alla nostra Costituzione, con un po’ di presunzione possiamo dire che noi già lo sappiamo che non è conforme alla Costituzione perché siamo molto affezionati all’Art. 3, in cui si proclama l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge senza distinzioni di razza, di religione e anche di condizioni personali e sociali, quindi non importa la carica, siamo tutti uguali di fronte alla legge, mentre in questa legge si stabilisce che almeno per 18 mesi ci sono alcune persone più uguali degli altri perché possono rinviare senza neanche documentarli, documentare i loro impedimenti, le udienze dei loro processi e sono il Presidente del Consiglio e i suoi Ministri.

La legge sul legittimo impedimento (espandi | comprimi)
Intanto vediamo di cosa si dovrà occupare la Corte Costituzionale non nella giornata dell’11 gennaio, martedì come ci ha stato annunciato dopo il rinvio di dicembre, ma nella giornata di giovedì 13 gennaio, quando dovrebbe essere presa la decisione, mentre poi le motivazioni della sentenza che saranno stese dal relatore, Sabino Cassese, dovrebbero arrivare intorno al 25 gennaio, ma giovedì dovremmo sapere già cosa ha deciso la Corte con il dispositivo che annuncia sì o no al ricorso del Tribunale di Milano, le tre eccezioni di incostituzionalità avanzate dal Tribunale di Milano nei processi Mediaset, Mills e Media Trade.

Comma 2 dell’Art. 1 “per i Ministri l’esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo, costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati.

Quindi di fatto il Presidente del Consiglio con un po’ più di possibilità di farla franca, i Ministri con quasi tutte le possibilità di farla franca, comma 3 dell’Art. 1 “il giudice su richiesta di parte – la parte è il Presidente del Consiglio o il Ministro imputato – quando ricorrono le ipotesi di cui ai due commi precedenti, rinvia il processo a altra udienza”. Comma 4 “ove la presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, quelle di Ministro o quelle tanto più di Premier, il giudice rinvia il processo a udienza successiva, al periodo indicato” e quanto può durare il periodo? Non può essere superiore a 6 mesi.

Quinto comma “il corso della prescrizione rimane sospeso per l’intera durata del rinvio etc.” comma 6 dell’Art. 1 “le disposizioni del presente articolo, si applicano anche ai processi penali in corso in ogni fase, stato o grado alla data di entrata in vigore della presente legge” certo si applicano i processi che hanno Berlusconi suoi Ministri, altrimenti come facevano a fare questa legge? Quindi i processi già cominciati prima che fosse in vigore questa legge.

Art. 2 “le disposizioni di cui all’Art. 1, si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai procedimenti penali e comunque non oltre 18 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvo i casi previsti dall’Art. 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri, il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge”. Comma 2 dell’Art. 2 “la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale”.

Quindi sulla Gazzetta Ufficiale c’è andato l’8 aprile, dal 9 aprile questa legge diventa esecutiva, infatti da allora i 3 processi a Berlusconi si sono confermati, perché? Perché abbiamo visto che se l’impedimento è continuativo per il Premier o per i Ministri, il giudice deve rinviare per un periodo, a richiesta ovviamente degli imputati, Premier o Ministri per fino a 6 mesi e questi 6 mesi possono diventare 18 mesi al massimo, nel frattempo scrive la legge all’Art. 2 “entrerà in vigore la legge costituzionale” che non c’è ancora , anzi non l’hanno neanche presentata e è passato quasi? Quasi un anno, siamo a gennaio 2011 e questa legge che annunciava questa Legge costituzionale che avrebbe dovuto normare l’intera materia in via definitiva, non è stata neanche presentata, perché? Perché le leggi costituzionali richiedono tempo e Berlusconi non vuole salvarsi dai processi con una legge Costituzionale perché sa che una legge costituzionale non passerebbe, perché non c’è la maggioranza in Parlamento e non passerebbe tanto più perché anche se avesse la maggioranza in Parlamento, quella legge verrebbe poi bocciata dal referendum confermativo che è l’ultima istanza prima che entrino in vigore le leggi costituzionali, quindi è un bluff questo legittimo impedimento, perché dice: ci deve consentire quei 18 mesi necessari a fare una legge costituzionale per mettere al riparo il Lodo Alfano costituzionale, il Premier e i suoi Ministri dai processi penali, ma poi questa legge non l’hanno fatta, né è prevedibile che riescano a farla visto che richiede una doppia lettura e un doppio voto alla Camera, al Senato, poi di nuovo alla Camera e al Senato uguali, dovrebbe arrivare tutto entro ottobre e siamo a gennaio e non l’hanno ancora presentata e non hanno ancora iniziato a discuterla e non hanno neanche votato nulla, quindi di qui a ottobre dovrebbero approvare questa legge con la nulla maggioranza che hanno alla Camera, Camera, Senato, Camera Senato, quindi è impossibile, è un bluff, non è vero, non ci sarà questa legge costituzionale, ci sarà qualcos’altro che ancora non si capisce cosa, ma intanto loro dicono che gli servono 18 mesi per fare questa legge che in realtà non fanno, ok? La legge costituzionale Lodo Alfano bis.

Letta questa legge i giudici costituzionali devono decidere se è o non è conforme alla Costituzione, se la ritengono conforme o non la ritengono conforme lo sapremo giovedì, quali sono i punti critici? I punti critici sono intanto il fatto plateale, che lo capiscono tutti, che il legittimo impedimento non è una novità, non è un’invenzione di Berlusconi, è un’invenzione di Berlusconi il legittimo impedimento speciale per lui, per sé e per i suoi Ministri, perché? Perché il legittimo impedimento è già previsto per tutti i cittadini che siano imputati e che debbano comparire nelle udienze a loro carico dall’Art. 420 ter del Codice di Procedura Penale, perché? Perché se vengo convocato in un processo dove sono imputato e sono immobilizzato a letto perché ho avuto un incidente d’auto o perché sono malato, oppure perché non posso assolutamente rinviare un impegno di lavoro gravissimo, importantissimo, dall’altro capo del pianeta, magari, documento di avere questo impedimento che ritengo legittimo, il giudice cosa fa? Verifica se l’impedimento ce l’ho davvero o se me lo sono inventato, verifica, tramite sempre la Polizia Giudiziaria se è vero dunque se sono impedito e poi verifica lui se quell’impedimento è legittimo oppure no, ci possono essere degli impedimenti veri ma non legittimi, non ho voglia di andare in Tribunale, perfetto, è un impedimento, ma non è legittimo, oppure devo andare al cinema, è un impedimento ma non è legittimo, devo andare a puttane, faccio un caso così teorico, nulla a che vedere con il Presidente del Consiglio che mai farebbe una cosa del genere, impedimento reale ma non legittimo.

Quindi il giudice in quel caso dice: ho l’impedimento, non è vero e quindi l’udienza si tiene lo stesso anche se tu non vieni, peggio per te, ti avevo convocato, oppure l’impedimento c’è ma non è legittimo e l’udienza si tiene lo stesso in tua assenza, peggio per te ti avevo convocato.

Se invece valuta che l’impedimento è legittimo e è reale, rinvia l’udienza, quindi ogni volta che il Presidente del Consiglio ha un’attività di governo o connessa all’attività di governo in base già oggi, da sempre, all’Art. 420 ter del Codice di Procedura Penale, può tramite i suoi Avvocati dire: oggi ho il Consiglio dei Ministri, oggi ho questo impegno, anzi facciamo così, dato che sono la persona più impegnata del paese, perché sono il Capo del Governo, vi faccio un elenco di tutte le date che ho libere e di tutte le date che ho impegnate e così voi cercate di fissarmi le udienze nelle date che ho libere, di modo che si possano tenere i processi e io possa svolgere la mia attività di governo.

Questo è quello che ha scritto più volte la Corte costituzionale per esempio di quando Previti sfuggiva ai suoi processi, dicendo di essere obbligato a votare in aula, gli hanno detto: nessuno vuole impedirti di votare in aula, ci fai sapere quali sono i giorni in cui non si vota in aula e così facciamo le udienze in quei giorni.

Leale collaborazione tra il Parlamento e la giustizia, questo è il principio che ha sempre esplicitato la Corte Costituzionale, vi sembra che sia leale collaborazione tra governo e giustizia la legge sul legittimo impedimento? No, perché non collabora affatto il Presidente del Consiglio e neanche i suoi Ministri, fa una legge in cui dice: per un anno e mezzo, 18 mesi, non ci sono mai, non chiedetemi perché, perché non ho voglia di dirvelo, prendete per buono un certificato che vi mando tramite la Segreteria di Palazzo Chigi e prendete ordini da un Segretario di Palazzo Chigi, i giudici come possono prendere ordini da un segretario di Palazzo Chigi? La Costituzione dice che sono soggetti soltanto alla legge, non ai segretari di Palazzo Chigi, quindi quali speranze può avere una legge del genere di passare il vaglio di costituzionalità, visto che per dichiararla legittimamente costituzionale i giudici della Corte Costituzionale dovrebbero venire meno alla Comune e ai principi che loro stessi hanno sempre esplicitato nel corso degli anni? Nessuna speranza di passare se i giudici della Corte Costituzionale, decidessero solo e esclusivamente sulla base del diritto costituzionale, Costituzione alla mano e niente altro.

Se la corte emette una sentenza politica (espandi | comprimi)
Se invece fanno una sentenza politica, allora è tutto possibile, perché dico una sentenza politica? Sarebbe un abominio, una sentenza politica già in un Tribunale, figuratevi una sentenza politica nella Corte Costituzionale che è il giudice delle leggi, la più alta garanzia che abbiamo della nostra democrazia, l’ultimo baluardo di difesa della nostra Costituzione, come può fare una sentenza politica?

Se invece i giudici la mantengono questa legge, allora sì che il referendum si terrebbe, si terrebbe perché? Perché la legge c’è ancora, la cosa succede se i giudici ne cancellano una parte, dichiarandone parzialmente l’illegittimità? Oppure se fanno una sentenza in cui la dichiarano legittima, ma ne riscrivono un pezzo? Sentenza additiva di legittimità? E’ un bel problema, perché? Perché o ne cancellano o ne correggono una parte, ma Di Pietro vuole cancellarla tutta, quindi in teoria sia che ci sia la sentenza additiva di legittimità, sia che ci sia la sentenza di illegittimità parziale, sia che ci sia la sentenza di legittimità totale, sia che la legge resti in piedi tutta, sia che la legge resti in piedi in parte, sia che la legge resti in piedi tutta ma con una parte riscritta, comunque il referendum dovrebbe essere ammissibile e invece pare che se i giudici accolgono, ma solo parzialmente il ricorso della Procura del Tribunale di Milano, quindi che cancellano, ma solo parzialmente questa legge, il referendum potrebbe comunque saltare e quindi Berlusconi potrebbe ottenere un mezzo legittimo impedimento e noi cittadini non potremo abolirlo, chi decide che ne è del referendum? La Corte di Cassazione, quindi bisogna aspettare che ci dica la Corte Costituzionale se il referendum è ammissibile e è probabile che dica sì, poi bisogna aspettare che giovedì la Corte Costituzionale ci dica cosa ne pensa della legge che il referendum vuole abrogare, dopodiché salvo il caso che la tengano in piedi completamente, cosa abbastanza improbabile, sarà la Corte di Cassazione a stabilire se quelle sentenze mezzo e mezzo, rendono ancora possibile o meno il referendum di Di Pietro e quindi la nostra possibilità di andare a votare pro o contro l’impunità di Berlusconi.

Il referendum di Di Pietro (espandi | comprimi)
Queste sono le opzioni, la più probabile naturalmente è quella all’italiana, c’è una soluzione in cui i giudici accolgono parzialmente il ricorso del Tribunale di Milano, tengono in piedi il legittimo impedimento speciale super per Berlusconi e Ministri, ma danno una limatina alle attività che sono considerate automaticamente portatrici del legittimo impedimento, dicono: ti sei allargato un po’ troppo con tutte queste attività preparatorie, consequenziali, coessenziali etc., riduciamole un po’ e poi quelle sono legittimo impedimento automatico per 6 mesi, 12 mesi, fino a 18 mesi, così facendo tenterebbero di impedire il voto popolare, pensate il terrore che regna nei palazzi della politica all’idea che gli italiani in primavera, insieme a scegliere sindaci etc., siano chiamati alle urne per dire: volete che Ministri venga processato o no?

I giudici compromessi (espandi | comprimi)
Comunque vada a finire capite che qui la partita è già parzialmente persa, perché non siamo più sicuri e speriamo di essere smentiti giovedì, naturalmente, di poterci fidare neanche del massimo organo di garanzia, perché?

La cosa interessante è che in tutto il mondo continuano a succedere cose in controtendenza, mentre ci è stato detto che in tutto il mondo i Premier, i Ministri e i parlamentari hanno immunità, impedimenti etc., l’altro giorno hanno arrestato in Inghilterra un ex deputato, ex solo perché si era dimesso in quanto era stato coinvolto nello scandalo dei rimborsi facili, si faceva rimborsare l’affitto per un appartamento che in realtà era di proprietà di sua figlia, condannato a un anno e 8 mesi, senza la condizionale portato in galera, nessuno ha protestato, il suo partito l’ha scaricato, non si era più ricandidato, l’ex Presidente israeliano Katsav condannato, rischia fino a 16 anni di galera, adesso quando quantificano la pena è galera sicura, ex capo dello Stato, perché ex? Perché si è dimesso appena indagato per molestie e stupri ai danni di alcune segretarie del suo ufficio, si dirà: pure il Presidente della Repubblica? Certo, appena indagato si è dimesso, ecco perché negli altri paesi non c’è questa attesa spasmodica nelle sentenze nei confronti dei politici, perché i politici non aspettano le sentenze per andarsene, i politici appena raggiunti da un sospetto se ne vanno, così i giudici sono sereni e liberi di decidere, perché sanno che qualunque sentenza facciano, non andrà a ledere, come dice il legittimo impedimento, “il sereno svolgimento delle funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri” perché? Perché ormai il Presidente del Consiglio se è sotto processo è un ex, è un pensionato, il Ministro, il parlamentare idem , quindi non c’è nessuna influenza delle sentenze sulla vita politica, quindi i giudici possono decidere serenamente e non c’è nessuno scontro tra politica e giustizia, perché? Perché il politico quando viene processato è già in pensione, è già fuori, se poi viene assolto può tornare, ecco come fanno negli altri paesi a garantire la serenità delle funzioni di governo e di Parlamento, se uno è indagato va a casa, sé uno è imputato va a casa, così se lo condannato non succede niente a parte che per lui, da noi invece di solito se un potente è indagato o è imputato, va a casa il giudice o va a casa il Pubblico Ministero, oppure va a casa direttamente il processo.

Adesso almeno sappiamo qual è la posta in gioco giovedì e speriamo di poterci vedere la prossima settimana a dire come facemmo due anni fa che sia pure per poco scarto, possiamo ancora fidarci almeno di un istituzione, la Corte Costituzionale, passate parola!


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3 Gennaio 2011

Passaparola di lunedì 3 gennaio




Testo:

Buongiorno a tutti e buon anno, questa è la seconda puntata registrata alla vigilia di Natale, quindi prescinde dall’attualità, non so cosa succede oggi 3 gennaio, posso immaginarlo ma evito di prevederlo, è un’occasione per fare un po’ di memoria come abbiamo fatto lunedì scorso, quindi forse è il caso di fare un po’ il resumè delle situazioni di scandalo che avvolgono da una nube tossica il Governo Berlusconi, governo che è stato lardellato di scandali nell’anno appena passato, che ha perso alcuni suoi elementi, i più compromessi con quelli scandali, a parte il Presidente del Consiglio che naturalmente è il più compromesso di tutti, ma rimane al suo posto, così vediamo da chi siamo governati, speriamo ancora per poco.

Il Presidente imputato del governo imputato (espandi | comprimi)
Su Berlusconi sappiamo si attende ormai a giorni, speriamo che sia la volta buona, la decisione della Corte Costituzionale a proposito del legittimo impedimento, se dovesse esserci un voto positivo Berlusconi continuerebbe fino a ottobre a potersi infischiare dei processi in corso a Milano che lo vedono imputato nel processo Mills per corruzione giudiziaria e nel processo Mediaset per frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio, reati quasi tutti cancellati dalla prescrizione e nel processo Media Trade per gli stessi reati.

Questo è Berlusconi, se invece la Corte Costituzionale dovesse stabilire che il legittimo impedimento è incostituzionale, Berlusconi tornerebbe immediatamente imputato, se poi Berlusconi dovesse cadere e non essere più il Presidente del Consiglio, tornerebbe imputato comunque sia che il legittimo impedimento venga confermato, sia che non venga confermato perché perderebbe la qualifica che gli dà diritto a accedervi e cioè la qualifica di membro del governo.

Poi c’è il Ministro Fitto, quest’ultimo è stato rinviato a giudizio per corruzione e altri gravissimi reati a Bari a due processi: corruzione, associazione a delinquere, truffa e altre cose.

Poi c’è il Ministro Bossi, quest’ultimo ha già una condanna definitiva per finanziamento illecito nel caso Enimont, una per istituzione a delinquere per avere indotto il partito dell’amore, istigato i suoi attivisti a andare a stanare gli uomini di Alleanza Nazionale che lui all’epoca chiamava i fascisti, casa per casa e si è salvato dal processo delle Camice verdi grazie al voto immunitario del

Il Ministro Maroni condannato definitivamente a alcuni mesi di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Il Ministro Calderoli che è stato coinvolto e poi archiviato per quanto riguarda le accuse a proposito di fondi ricevuti da Giampiero Fiorani, ma ha in ballo una richiesta di sfiducia di una mozione di sfiducia individuale, perciò di cui vi parlavo lunedì scorso, per avere surrettiziamente infilato nel Decreto omnibus sul nuovo codice dell’ordinamento militare una norma che depenalizzava il reato di associazione paramilitare per scopi politici.

Il Ministro Matteoli sotto processo a Livorno per favoreggiamento nei confronti di un ex Prefetto con l’accusa di averlo avvertito delle indagini e delle intercettazioni a suo carico in un'inchiesta per abusi edilizi all’Isola d’Elba.

Il Ministro Bondi, anche lui sottoposto a una mozione di sfiducia individuale per tutti gli scandali che lo hanno coinvolto, per avere sistemato il marito della sua compagna, l’On. Rapetti (è la sua compagna, il marito ha un altro nome) come consulente nel Ministero dei beni culturali, per avere sistemato il figlio della Rapetti al centro di sperimentazione cinematografica presso il Ministero dei beni culturali in un ente finanziato dal Ministero dei beni culturali, per avere finanziato il Teatro e addirittura la banda del paese di Novi Ligure, paese natale della sua compagna e di Fivizzano, paese natale di Bondi, per avere addirittura inventato un falso premio cinematografico a Venezia per accontentare le aspirazioni di produttrici e di attrici e di Michelle Bonev, una signora bulgara molto amica del Premier bulgaro ma anche del Presidente del Consiglio italiano e per avere manifestato incapacità totale nel caso dei crolli di Pompei e nella gestione complessiva dei beni culturali.

Tra l’altro Bondi ha nominato sovrintendente a Venezia Vittorio Sgarbi, definitivamente condannato per truffa ai danni proprio della Sovrintendenza di Venezia.

Michela Vittoria Brambilla sottoposta a un procedimento della Corte dei Conti per avere sistemato parenti, amici, praticamente un bel po’ di dirigenti dei suoi circoli della libertà con ruoli importanti nel Ministero del turismo, si sa cercando di capire se c’è un danno erariale in questo comportamento incredibile.

Mara Carfagna non stiamo qui a ricordare da dove viene, perché è diventata Ministro delle Pari opportunità, poi ha minacciato le dimissioni perché a Napoli il partito era in mano illegali, così disse, poi non si sa bene come e perché si è rimangiata tutto e è rimasta Ministro.

Poi ci sono quelli che se ne sono andati, Brancher che è stato condannato in primo grado per soldi ricevuti da Fiorani che stava scalando l’Antonveneta e è stato condannato questa estate a due anni di reclusione.

Bertolaso, imputato per corruzione nel processo della cricca, della protezione civile, imputato per vicende di rifiuti a Napoli, se ne è andato e ha ceduto il passo al Prefetto Franco Gabrielli che si è subito segnalato per la mirabile gestione della cosiddetta emergenza neve, questo fatto imprevedibile la vigilia di Natale, in Italia ha nevicato e la protezione civile come al solito è stata colta di sorpresa, chi l’avrebbe mai detto che avrebbe nevicato alla vigilia di Natale, infatti Gabrielli ha detto che è colpa degli italiani, degli automobilisti, non naturalmente delle istituzioni, Gabrielli si era già segnalato come Prefetto de L’Aquila per avere brillantemente sequestrato le carriole con cui i cittadini asportavano le macerie dopo un anno che la protezione civile non le aveva neanche rimosse dal centro storico de L’Aquila, carriole sediziose.

Tremonti ha un suo strettissimo collaboratore, un certo Milanese indagato a Milano in un’indagine recentissima, poi c’è il Ministro Rotondi del Ministro Rotondi si è occupato Carlo Tecce su Il Fatto Quotidiano raccontando la sua attenzione agli amici, anche lui, Ministro per l’attuazione del programma scrive Carlo Tecce su Il Fatto, ha spedito il programma a Avellino, la sua città di nascita e residenza anche se eletto tanti chilometri più a nord, a Milano, il Segretario della neonata Democrazia Cristiana per le autonomie non dimentica gli amici di banco e di famiglia, dirigenti e funzionari di partito, il suo. Per un Ministero inutile che costa 8 milioni di Euro l’anno e registra 52% di assenteismo, dati rilevati dallo stesso collega Brunetta, Rotondi ha arruolato 17 persone in parte avellinesi come lui, per consulenze di alta professionalità, esperti a vario titolo e ricercatori di studio per un totale di 170 mila Euro per il 2010, per i consigli giuridici ha chiamato un certo Augusto Pistolesi, un suo compagno di scuola, per una consulenza in materia di politiche governative sull’integrazione europea, tema fondamentale, ha scelto Rosella Caputo, moglie di Raffaele, dentista, sempre suo ex compagno di scuola, 18 mila Euro, è una fortuna essere stati in classe con Rotondi!

L'indulto mascherato (espandi | comprimi)
Doppio contratto da 12 mila a tale Roberta Piano, figlia del Segretario al Comune di Avellino, incaricata di studiare le principali politiche governative adottate dall’esecutivo, riguardanti i rapporti con i paesi europei, chissà che studio! L’ex responsabile commerciale dell’Avellino Calcio, Antonio Eder Pirrello, 7 mila Euro, analizza i provvedimenti adottati e i conseguenti risultati ottenuti nell’ambito delle azioni intraprese, vuoi mettere? Non sarà una facile analisi con un titolo così chiaro, “mbei coglioni” come dicono a Roma, un importantissimo incarico di alto concetto!

Non poteva mancare il superiore di Sacco, l’ex segretario provinciale della DC per le autonomie, Gianfranco Picariello, 10 mila Euro per le problematiche turistiche e il rilancio dello sviluppo, il programma c’è, il governo più o meno conclude Carlo Tecce, questo signore fa ancora il Ministro e nessuno lo ha chiamato a spiegare.

Poi ci sono i sottosegretari, qui è evidente che possiamo citare soltanto i principali, il Ministro Scotti che era già stato coinvolto nella Prima Repubblica, stiamo parlando di un dinosauro della Prima Repubblica, ebbe un problema penale poi risolto e un problema davanti alla Corte dei Conti non risolto per certe faccenduole che riguardavano i fondi riservati dei servizi di sicurezza, lui era stato Ministro dell’Interno, poi c’è Gianni Letta che risulta ancora indagato a Lago Negro per un’indagine avviata a suo tempo da Woodcock su appalti per la ristorazione, per il catering nelle mense dei centri di raccolta per i profughi giunti dall’estero, si parlava di favoritismi a aziende vicine a Comunione e Liberazione, al movimento popolare, alla Cdo .

Poi c’è Caliendo, indagato con l’accusa di far parte della P3 insieme a Dell’Utri, a Verdini che rimane coordinatore nazionale del Pdl naturalmente e Caliendo è sottosegretario alla giustizia con l’accusa di avere fatto parte della P3, un’organizzazione nata per pilotare sentenze di tribunali e della Corte Costituzionale ai tempi del sì o no al lodo Alfano.

Poi c’è Castelli condannato al primo grado dalla Corte dei Conti a risarcire lo Stato per strane, facili, consulenze date a amici suoi quando era Ministro della Giustizia, celeberrima la famosa consulenza data a un negoziante di pesce del suo paese, questo tizio avrebbe dovuto studiare l’edilizia carceraria, infatti non abbiamo visto costruire le famose nuove carceri e recentemente il governo ha varato un indultino mascherato con il quale consente ai detenuti di scontare l’ultimo anno della pena agli arresti domiciliari in un paese dove già gli ultimi anni della pena si scontano in libertà, in affidamento al servizio sociale e quindi potendo scontare un altro anno a casa, fuori dal carcere, significa che chi prende condanne di 4 anni non fa un giorno di carcere e se il delitto lo ha commesso prima del 2006, prima dell’indulto che ti sconta altri 3 anni di pena, 4 più 3 fa 7, chi ottiene condanne fino a 7 anni, sa di non scontare la pena in carcere.

Così da metà dicembre vengono liberate alcune migliaia di detenuti per cercare di sfoltire quelle carceri che avrebbero dovuto essere sollevate dal sovraffollamento con la costruzione di nuove carceri, ma ce le promettono Castelli, Mastella, Alfano, non si vedono nuove carceri e si continuano a risolvere i problemi aprendo le porte e facendo uscire qualcuno, da parte del governo della sicurezza e della tolleranza zero!

Poi abbiamo naturalmente Cosentino che si è dimesso da sottosegretario perché è sotto inchiesta per camorra e ha avuto recentemente un provvedimento in cui viene addirittura imputato per avere favorito la camorra, lasciando che l’emergenza mondezza esplodesse a Napoli, quindi è stato individuato come uno dei responsabili del non smaltimento dei rifiuti per favorire camorristi e imprese collegate.

Questo è il governo che pretende dai cittadini comuni, dagli immigrati, dagli studenti il più rigoroso rispetto delle leggi, un governo che se ne infischia delle leggi e che pretende dagli altri il rispetto delle leggi e poi si meraviglia se qualcuno non le rispetta, forse dovrebbero prima o poi rendersi conto che non si può pretendere dai cittadini un tasso di legalità superiore rispetto a quello che tengono coloro che le leggi le fanno e poi non rispettandole pretendono che le rispettino soltanto gli altri, passate parola, vi ricordo che c’è ancora qualche giorno di tempo per regalare a prezzi scontati un abbonamento de Il Fatto Quotidiano a qualche amico e ci vediamo lunedì prossimo!


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27 Dicembre 2010

Con Wikileaks per la libertà della rete

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Per pagarsi le spese legali Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, si è impegnato a scrivere la sua autobiografia per oltre un milione e 200mila dollari. Non è uno dei tanti che ha deciso di raccontare la sua storia per farsi un po’ di soldi e un po’ di pubblicità. Quei dollari gli servono per difendersi dalle accuse gravissime di cui è accusato in Svezia e da quelle che lo minacciano negli Stati uniti se sarà estradato.
In Svezia Assange è accusato di un reato comune molto grave: lo stupro. Sarà la magistratura svedese a giudicare se quelle accuse abbiano o no un fondamento. Negli Usa, invece, Assange sarebbe probabilmente accusato di spionaggio, sarebbe cioè processato senza nessun alibi e nessuna finzione a causa di Wikileaks. Un processo del genere sarebbe un attentato diretto alla libertà della rete, sarebbe il tentativo più clamoroso di mettere le briglie e la museruola a uno strumento di cui il potere ha sempre più paura, perché è il più forte mezzo di trasparenza, partecipazione e libertà che ci sia oggi.
Molti hanno criticato Wikileaks archiviando le sue rivelazioni come semplici pettegolezzi. “Cosa c’importa – dicono - di sapere cosa pensano politici o diplomatici? L’importante è quello che dichiarano in pubblico, quello che poi pensano davvero sono affari loro”. Ma quando mai! Sapere se un politico pensa davvero le cose che dice oppure le racconta solo per farsi bello o per convenienza, secondo me, è importantissimo. L’idea che i leader politici debbano essere sempre ipocriti e bugiardi perché quelli sono i loro “ferri del mestiere”, e che Internet vada punita se li sbugiarda, è all’origine della degenerazione della politica, della sfiducia che sempre più cittadini nutrono verso essa. Se noi politici smettiamo di averne paura, la rete può diventare non una minaccia, ma uno strumento per restituire all’amministrazione della cosa pubblica la sua nobiltà.
Per sua fortuna, Assange ha potuto vendere le sue memorie per pagare gli avvocati. Però, io mi chiedo, se uno questa fortuna non ce l’ha, se uno fatica a trovare anche solo alcune decine di migliaia di euro di multa, come fa a difendere la propria libertà di operatore della rete? Probabilmente sarà per questa via, con le denunce e con le multe salate, che nel prossimo futuro il potere cercherà di azzittire la rete.
Questo già oggi succede anche in Italia. Dai primi anni del secolo, grazie a un decreto antiterrorismo, chiunque volesse creare un punto di accesso wireless alla rete ha dovuto registrarsi presso il questore e registrare anche tutti i documenti dei suoi utenti. E’ ovvio che uno strumento del genere non serve a niente contro il terrorismo, ma permette di multare decine di punti di accesso, come i bar o le biblioteche, che non rispettano una disposizione burocratica tanto inutile quanto pesante.
Quest’anno, finalmente, alcune di quelle disposizioni assurde sono state ritirate, come quella di registrare i documenti degli utenti. Però questo passo in avanti rischia di trasformarsi in un passo indietro. Senza più la registrazione degli utenti, infatti, la responsabilità di eventuali reati ricade tutta sui gestori. Se si scopre che un utente ha usato Internet in un bar per guardare materiale pedopornografico, la responsabilità è del gestore del bar che fornisce l’accesso a Internet. Come se per punire un attentato fatto adoperando gli impulsi di un telefono cellulare fosse inquisita la compagnia telefonica di cui l’attentatore è utente.
Il governo ha anche rispolverato un decreto del 1992, sinora inapplicato, per cui a installare gli accessi devono essere “installatori patentati”. E per chi trasgredisce a questa norma il cui unico senso è avvantaggiare la lobby degli “installatori” hanno già cominciato a fioccare multe.
Tutte queste norme sono prima di tutto uno specchio della pesantezza burocratica che a parole questo governo dice di voler combattere, per “liberalizzare” gli accessi a Internet, quando è proprio lui a imporre inutili e dannose complicazioni. Ma possono anche diventare, grazie a multe molto grosse che hanno già iniziato a essere comminate, uno strumento per mettere in gabbia Internet e limitarne la libertà.
Noi invece pensiamo che il mondo della rete, come quello reale, sia pieno di voci plurali diverse e contraddittorie e che tutte debbano potersi esprimere in piena libertà, e che le denunce che partono da Internet devono essere difese perché riguardano la libertà di tutti noi e la trasparenza del potere. Per questo siamo e saremo impegnati a combattere tutte le pastoie burocratiche che oggi rallentano lo sviluppo e domani possono diventare strumenti di controllo. Per questo crediamo che oggi sia un dovere per tutti difendere anche la libertà di Wikileaks.

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16 Dicembre 2010

La Rai ai cittadini

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Oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Ho chiesto di sapere quali iniziative il governo intende assumere perché nel prossimo contratto di servizio pubblico stipulato fra la Rai e il ministero sia garantita la possibilità, per gli spettatori, di esprimere una valutazione sulla qualità dei programmi offerti.
Il servizio pubblico radiotelevisivo dovrebbe essere uno strumento di informazione e di formazione culturale imparziale, obiettivo, trasparente e al servizio dei cittadini. La realtà, invece, è che la Rai è da sempre uno strumento a disposizione dei partiti che la adoperano solo per fare il proprio interesse. E’ la patria della lottizzazione. Il regno della clientela. Solo l’Idv, e lo rivendico con orgoglio, non ha voluto partecipare e non partecipa neppure minimamente a questa spartizione.
Negli ultimi anni, la situazione è molto peggiorata. Questo governo, guidato da un uomo che è già padrone di altre tre televisioni, ha trasformato le reti Rai nelle sue più pericolose armi di propaganda. I telegiornali sono diventati organi di disinformazione. Le voci scomode scompaiono ogni sera dai telegiornali di regime, e i pochi programmi che non s’intonano al coro sono messi sotto tiro un giorno sì e l’altro pure.
La qualità delle trasmissioni è molte volte scadente. Non per demeriti degli operatori, che sono degli ottimi professionisti e saprebbero fare molto di meglio, ma perché il capo del governo è anche il proprietario delle tv concorrenti e certo non gli dispiace se i prodotti dell’azienda sua rivale vanno male.
La situazione, oggi, è senza via d’uscita. Infatti a controllare la qualità del servizio pubblico è delegata la commissione di vigilanza parlamentare che è formata dagli stessi partiti che hanno fatto della Rai la loro vigna privata e nella quale le forze che sorreggono il governo hanno la maggioranza. Come mettere il lupo a guardia delle pecore.
Per questo ho deciso di aderire all’iniziativa lanciata dal movimento Move On Italiano e da molte altre associazioni perché nel nuovo contratto di servizio pubblico sia affidato direttamente ai telespettatori il controllo sulla qualità dei programmi. Non è affatto impossibile. Basta costruire sul sito del ministero per lo Sviluppo economico una piattaforma telematica in grado di identificare gli abbonati, i quali poi esprimerebbero fornendo il codice di abbonamento il loro gradimento sui singoli programmi e sui telegiornali.
Sarebbe una strada molto diversa da quella che si percorre oggi, perché l’Auditel si basa in realtà su un campione molto ristretto e dunque impreciso ma soprattutto perché in questo modo possiamo sapere quante persone hanno visto un programma, non cosa ne pensino e quanto lo abbiano gradito.
I veri padroni del servizio pubblico sono i cittadini, non i partiti. Solo se potranno far sentire la loro voce e il loro potere decisionale l’azienda pubblica uscirà dal vicolo cieco in cui si trova da anni e smetterà di essere solo un’arma nelle mani di chi governa.

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11 Dicembre 2010

La vera opposizione parte dal popolo italiano

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È ora di mobilitarsi, di fare sentire nelle piazze di tutta Italia l'indignazione del popolo italiano di fronte allo scempio della democrazia che questo governo sta compiendo.
Oggi a Roma manifesteranno gli amici del Partito Democratico, ma in piazza ci saranno anche moltissimi militanti dell'Idv e tutti i cittadini che vogliono ripristinare la libertà e la democrazia in questo Paese.
Io mi auguro che la manifestazione abbia una grandissima adesione e sono convinto che sarà così. Di fronte a Berlusconi che usa tutto il suo potere e tutti i suoi soldi per comprare i voti che gli servono, solo i ciechi possono mettersi a fare conti di bottega e stare lì col bilancino per vedere se una manifestazione è del loro o di un altro partito.
Le forme di protesta sono tutte contro questo regime e devono avere sempre una grande partecipazione. Adesso non è il momento delle differenze e competizioni nell'opposizione. L'unica competizione è contro chi ha ridotto questo Paese e le sue istituzioni in ginocchio.
Ieri a Bologna, insieme a migliaia di liberi cittadini, ho manifestato contro questo governo corrotto e corruttore. Abbiamo organizzato un bellissimo evento con la comune convinzione che la prima urgenza in Italia è mandare a casa il governo e il presidente del Consiglio, che anche in questi giorni sta facendo enormi danni al nostro Paese e alle nostre istituzioni.
Questa maggioranza ha ridotto il Parlamento, che è il tempio della democrazia, a un osceno mercato dove ai parlamentari che sono pronti a vendere la loro coscienza e la loro dignità si promette di tutto: posti, soldi, case, parchi nazionali, cariche di governo.
Hanno ridotto il momento più sacro della democrazia, il voto, a una farsa in cui contano i soldi e non le idee. La verità è che oggi il Parlamento italiano non è più libero e credo che anche il capo dello Stato debba prendere atto di quello che sta succedendo. Ci vorrà molto tempo per restituire l'onore alle nostre istituzioni.
La manifestazione di ieri è stata una ventata di aria pura paragonata ai veleni mefitici che si respirano nei Palazzi della politica. È servita a ricordare a tutti noi che la vera opposizione parte dal popolo italiano, quel bellissimo popolo italiano, che noi politici siamo solo chiamati a rappresentare e non dovremmo mai sognarci di tradire.
Per questo, io mi auguro che la serata di ieri a Bologna e la manifestazione di oggi a Roma siano solo l'inizio di una mobilitazione popolare che riempirà le piazze di ogni città italiana e farà sentire fortissima la voce dei cittadini fino a quando il governo dei corrotti e corruttori se ne sarà andato e fino quando il Parlamento italiano sarà di nuovo libero di votare secondo coscienza e non secondo regali e ricatti.

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6 Dicembre 2010

Passaparola di lunedì 6 dicembre 2010

Testo:

Buongiorno a tutti, intanto parliamo della trattativa Stato /mafia e ci aggiorniamo: ci aggiorniamo perché succedono sempre cose nuove.

Ora scoprono la trattativa (espandi | comprimi)
Recentemente, come avrete notato, non solo alcuni giornali che di solito se ne infischiavano allegramente di questa trattativa, cioè i giornali berlusconiani, ma anche il TG1 ci si stanno appassionando molto: ci si stanno appassionando molto, perché?

Mettiamo le cose in ordine e partiamo da Ciancimino: recentemente avete letto e avete visto in tv che Ciancimino è finito di nuovo nell’occhio del ciclone per due diverse situazioni, di cui la prima è un suo incontro a Verona, senza scorta, con un certo Girolamo Strangi, professionista legato, secondo i magistrati, al clan Piromalli e quindi alla ‘ndrangheta. Questo Strangi era sotto intercettazione, aveva delle cimici nell’ufficio, per cui si è sentito il colloquio tra lui e Ciancimino e, a un certo punto, uno dei due dice all’altro “ ti do 100. 000 Euro in contanti in cambio di 70. 000 Euro in assegni”. Da quello che hanno scritto i giornali sembrerebbe che Ciancimino ci rimetta 30. 000 Euro in questa transazione, perché darebbe 100. 000 Euro in contanti a questo signore in cambio di 70 in assegni e quindi ovviamente ce ne rimetterebbe 30. Ciancimino - ma qui la storia è talmente complicata che ve la potete leggere nell’articolo di Marco Lillo, pubblicato sul sito ilfattoquotidiano.it, il titolo è “ Ciancimino contro Ciancimino”, spiega che in realtà in quell’intercettazione ambientale le voci sono state invertite e quindi certe frasi compromettenti non le direbbe lui, ma le direbbe questo Strangi, in ogni caso veniamo al sodo. Ciancimino ha incontrato una persona che non avrebbe dovuto incontrare, dovrebbe stare molto attento alle persone che incontra, ha pure una scorta, ha pure un rapporto continuo con i magistrati per le testimonianze che sta facendo e dovrebbe prendere informazioni sulle persone con le quali si mette in affari, perché Ciancimino naturalmente ha una sua attività che è di intermediazione nelle vendite di acciai e metalli, quindi sostiene che, dato che le banche non gli fanno più credito dopo che il suo nome è entrato nelle cronache nazionali a proposito di questioni molto delicate, allora si deve rivolgere a finanziatori e a soci privati e che il suo commercialista gli aveva fatto perdere un finanziamento, mettendolo in contatto con un truffatore e conseguentemente, sentendosi in debito con lui, aveva cercato altri finanziatori e l’aveva messo in contatto con questa persona. Adesso Ciancimino dice di avere rimproverato il suo commercialista per averlo messo in contatto con questa persona, che comunque lui non avrebbe dovuto incontrare: ha già tanti guai, non si vede per quale motivo andarsene a cercare degli altri, fermo restando che per sua fortuna naturalmente non è certamente in bolletta, non è certamente un uomo in miseria.

Ma che cosa comporta questo episodio ai fini della credibilità di Ciancimino? Assolutamente niente, nel senso che quello che conta nelle parole di Ciancimino è che vengano riscontrate, poi ci sono un sacco di cose che lui dice e che non sono riscontrate: vuole dire che sono false? No, vuole dire che non sono riscontrate: se ricordo che venti anni fa un tizio mi ha detto una cosa, me lo ricordo io, come faccio a dimostrare che è vero? Quella cosa me la ricordo, la dico, non ci sono possibilità di stabilire se è vera o se è falsa, rimane lì sospesa e buonanotte. Poi ci sono cose che vengono smentite o che potrebbero essere smentite e finora però, tra le cose dette da Ciancimino, questo non è avvenuto: niente di quello che ha detto Ciancimino finora è stato smentito dai fatti, molte cose sono state smentite da persone, Ciancimino dice una cosa e la persona dice “ non è vero”, ma questo non è smentire Ciancimino, smentire Ciancimino vuole dire riuscire a dimostrare che ha detto il falso e questo non è mai successo per il momento.

Ci sono delle cose che uno dice che vengono riscontrate e che quindi possono essere utilizzate dai magistrati, poi ci sono delle cose che uno dice e che non vengono riscontrate, perché non c’è la possibilità di riscontrare oggi quello che è avvenuto tanti anni fa, se non ci sono pezze d’appoggio, testimoni che aderiscono alla stessa versione e poi ci sono delle cose non riscontrate, nel senso che vengono smentite, sbugiardate e questo nel caso di Ciancimino finora non è avvenuto. Per cui quale è l’atteggiamento? E’ quello della Procura di Palermo, la quale ha detto “ noi continueremo a sentire Ciancimino e a verificare caso per caso se è attendibile o meno, se è riscontrabile o meno”. Apriti cielo! Hanno detto “ ecco, ne vogliono prendere un pezzo e non un altro”: assolutamente no, è semplicemente l’atteggiamento laico dell’inquirente che non ha pregiudizi né favorevoli né contrari, quando una persona racconta delle cose intanto verifica che quella persona possa in qualche modo averle sapute (era il figlio di Don Vito Ciancimino e può averle sapute).

Ha portato dei documenti in cui si dimostra che era a conoscenza di segreti e anche di carte, di documenti, quindi può aver saputo quelle cose, ma è vero che le ha sapute? Eh, caso per caso si va a vedere: se si trova riscontro per questa la si usa, se non si trova riscontro non la si usa, non è che lo si incrimina perché è un bugiardo, solo se si trova la prova che ha mentito lo si incrimina perché è un bugiardo e questo finora non è accaduto. Il fatto che abbia incontrato un poco di buono, che sapesse che questo signore era un poco di buono che doveva portare dei soldi, che non lo sapesse, che fosse impegnato, come insinuano alcuni giornali molto felici di poterlo fare, in un’operazione di riciclaggio o che non fosse impegnato in un’operazione di riciclaggio, ma che sia stato tutto un equivoco come sostiene lui, questo ai fini dell’attendibilità di Ciancimino con le cose che racconta su quello che è successo tra lui e suo padre ai tempi della trattativa e dopo non ha alcuna attinenza, Ciancimino potrebbe paradossalmente prendere un mitra, uscire di casa e ammazzare cinquanta persone questo non inficerebbe minimamente quello che racconta su quanto è accaduto nel periodo della trattativa, perché sono due cose separate. Uno può fare delle cose terribili e magari dire la verità, bisogna vedere se si trovano i riscontri o se si trovano le smentite, o se non si trovano né i riscontri né le smentite. Conseguentemente tutta questa storia che Ciancimino ha incontrato questa persona e quindi non è attendibile non c’entra niente, c’entra come i cavoli a merenda.

L’altra vicenda per la quale Ciancimino è finito sulle prime pagine dei giornali è quella che è stata chiamata l’accusa a Gianni De Gennaro: chi è Gianni De Gennaro? Gianni De Gennaro è stato il capo della Criminaloide a Palermo negli anni delle stragi, della lotta dura alla mafia e poi è stato il capo della Dia (Direzione Investigativa Antimafia), poi è stato il capo della Polizia e adesso capeggia l’organismo che coordina tutti i servizi segreti, i servizi di sicurezza in Italia. E’ stato condannato in appello per aver indotto alla falsa testimonianza un dirigente di Polizia sui fatti di Genova, per cui è pesantemente coinvolto, in base a questa sentenza d’appello, nella mattanza del G8 del 2001 a Genova, è una specie di salamandra, di abilissima salamandra che passa nel fuoco e ne esce sempre intatta, è riuscito a attraversare indenne - caso praticamente unico in Italia - le stagioni del centrodestra, del centrosinistra, della Prima Repubblica e della Seconda Repubblica mantenendo sempre intatta la sua immagine e il suo potere, è un poliziotto di altissimo livello, che ha collaborato con Falcone, con Borsellino, con Caselli, con gli investigatori americani nelle indagini internazionali sulla mafia e il riciclaggio, tant’è che appunto, dopo il cosiddetto attacco di Ciancimino a De Gennaro, abbiamo addirittura una dichiarazione dell’FBI che ieri ha testimoniato come De Gennaro sia un fidato partner da trenta anni etc., è ovvio che De Gennaro sta muovendo le sue pedine, ha molti amici tra i giornalisti e ne vediamo i risultati sui giornali: appena l’hanno toccato è stato praticamente come se toccassero la Madonna e in effetti sarebbe sorprendente se si scoprisse che De Gennaro ha qualcosa a che fare con la trattativa del 92 /93 di cui parla il figlio di Ciancimino.

Ciancimino, Gianni De Gennaro e il signor Franco (espandi | comprimi)
Ma è vero che il figlio di Ciancimino ha accusato De Gennaro? E’ vero che il figlio di Ciancimino ha detto che il signor Franco, il misterioso signor Franco è Gianni De Gennaro?

Ciancimino è credibile? (espandi | comprimi)
Distinguiamo. Questo è quello che sta succedendo e per cui voi leggete sui giornali “ guerra tra Procure: Ciancimino impazzito accusa De Gennaro”, non accusa nessuno, le cose sono andate esattamente così. Del resto, scusate, facciamo finta che Ciancimino sia un bugiardo matricolato che si è inventato tutto: se si è inventato tutto perché poi le carte che porta collimano con quello che ha raccontato?

Berlusconi, il riciclato della Prima Repubblica (espandi | comprimi)
Ma è evidente che la mafia non si può accontentare di così poco! Nello stesso periodo viene a sapere che stanno arrivando Berlusconi e Dell’Utri con un nuovo partito, immaginate gli champagne che si stappano e le feste che si fanno a Palermo!

Volevo ancora parlarvi del papello scomparso, ma non c’è il tempo e quindi troverete anche lì notizie andando sul sito de Il Fatto Quotidiano, a proposito di un articolo di Sandra Rizza e di Giuseppe Lo Bianco, intitolato proprio “ Il papello nascosto” e vedrete che ci sono altri elementi (è uscito su Il Fatto il 30 ottobre).

Dato che domani presento il mio nuovo libro, che si intitola “ Colti sul fatto”: vi invito, almeno quelli che stanno a Milano o dintorni, alla presentazione alle 18: 00 alla libreria Feltrinelli, che è stata appena aperta alla stazione centrale di Milano. Venerdì sera a Bologna a Paladozza faremo una serata sul tramonto del berlusconismo organizzata da Italia dei Valori, insieme a un po’ di colleghi giornalisti e a qualche artista: credo che si cominci alle 20: 30. Passate parola e buona settimana.



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Il bunga bunga e le bugie del 'Giornale'

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L'iniziativa che l'Italia dei Valori sta organizzato a Bologna, venerdì 10 dicembre, dal titolo “Il dittatore del bunga bunga... lui va io resto”, sta provocando la reazione scomposta degli organi di informazione vicini al presidente del Consiglio. Segno che abbiamo colto nel segno.
Questa mattina ‘Il Giornale’ ha scatenato una violenta polemica contro la partecipazione all'evento, tramite un intervento registrato, del magistrato Antonio Ingroia.
A margine della riunione del Coordinamento Femminile dell'IdV ai giornalisti, che mi chiedevano di commentare l'attacco del quotidiano della famiglia Berlusconi, ho risposto che è facile replicare a queste accuse dicendo che loro, in genere, preferiscono invitare dell'Utri e che ognuno fa le sue scelte e se ne assume le responsabilità.
Non abbiamo invitato il magistrato Ingroia a partecipare al ‘bunga bunga’, ma gli è stato chiesto un contributo registrato per spiegare quali siano le riforme in materia di giustizia utili per chi combatte la criminalità.
Nell'ambito della serata è previsto, oltre a una parte dedicata al confronto politico e programmatico, anche un momento riservato al sano divertimento, con cantanti e comici e, in questo caso, Ingroia non c'entra nulla, anche perché sarà a mille chilometri di distanza da Bologna. Il suo intervento, ripeto, è stato registrato in precedenza. Insomma, è chiaro che quella de ‘Il Giornale’ è una strumentalizzazione.
Chissà perché se si riuniscono quelli del Pd o del Pdl, parlano di cose serie, se ci riuniamo noi no.
Io, invece, ritengo che parliamo tutti della stessa cosa: della mafia. La differenza, però, è che noi pensiamo a come combatterla, il Pdl a come incamerarla.
Mi hanno chiesto: “Ma allora siete già in campagna elettorale?” E ci mancherebbe altro! Mica stiamo perdendo tempo. Oggi, mentre tutti gli altri sono in ferie, noi stiamo lavorando con il Coordinamento Femminile dell'Italia dei Valori proprio allo scopo di preparare la campagna elettorale, l'organizzazione del Partito e le attività da promuovere il prossimo anno. In questi giorni sto incontrando tutte le strutture del partito, da quella nazionale a quelle territoriali, sto girando l'Italia per programmare il lavoro del prossimo anno, quando avremo i referendum, le elezioni amministrative e le politiche. Noi, infatti, vogliamo che si torni a votare, perché crediamo che questo Governo e questa maggioranza, rimanendo anche solo un giorno in più in Parlamento, farebbero solo danni. Insomma, sarebbero soldi e tempo persi.

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Sospeso per troppo successo

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La Rai ha sospeso per 15 giorni il capostruttura dirigente di Raitre Loris Mazzetti, responsabile del programma di Fazio e Saviano “Vieni via con me”. Come se non bastasse a Mazzetti è arrivata pure una lettera di rimprovero per aver sforato di due minuti e mezzo i tempi previsti nell’ultima punta del programma.
Il Direttore generale della Rai, Mauro Masi è un bell’addormentato che si sveglia solo quando ci sono di mezzo gli interessi del presidente del Consiglio. Gli sono passate sotto gli occhi le spese pazze di Augusto Minzolini, e niente: guardava da un’altra parte. Non si accorge che il Tg1 è diventato una velina di regime che perde valanghe di telespettatori e copre di ridicolo l’azienda pubblica. Però quei due minuti e mezzo di gravissimo ritardo non gli sono sfuggiti!
In qualsiasi paese del mondo un dirigente che raggiunge risultati eccezionali come ha fatto Mazzetti con i 9 milioni e passa di spettatori che hanno visto “Vieni via con me” verrebbe elogiato, premiato e portato ad esempio. Da noi, invece, funziona la logica opposta. Un programma Rai che va troppo bene danneggia l’azienda concorrente, che casualmente appartiene al presidente del consiglio, e dunque va punito. Un programma onesto che dice la verità, e quindi dà fastidio a chi come Berlusconi vive di bugie e inganni, deve essere castigato e affossato anche se ha un successo senza precedenti.
La sospensione di Mazzetti, al quale va tutta la solidarietà mia personale e dell’Italia dei Valori, conferma che alla guida della Rai ci sono persone che non si preoccupano di rilanciare l’azienda pubblica e di renderla competitiva, ma al contrario cercano di indebolirla il più possibile a tutto vantaggio della concorrenza, cioè di Silvio Berlusconi.
L’Idv non lascerà che questo scandalo passi sotto silenzio e solleverà il caso in tutte le sedi competenti a partire dalla Commissione di vigilanza Rai. Anche perché, se queste sono le premesse, possiamo immaginarci cosa succederà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, quando Berlusconi rischierà di perdere il posto a palazzo Chigi.
Il 10 dicembre, per esempio, si svolgerà a Bologna una grande manifestazione-spettacolo organizzata dall’Idv, “Il dittatore del bunga bunga”. Siamo sicuri che sarà ignorata e oscurata, che i telegiornali e le trasmissioni di approfondimento guarderanno, come Masi, da un’altra parte. Anche perché, in caso contrario, una tirata d’orecchi e magari anche una punizione non gliela toglierebbe nessuno. Dunque ci penseremo noi a diffonderla in tutto il Paese, adoperando il solo spazio comunicativo libero che sia rimasto: la rete, i blog, i siti e le web tv. E chiediamo ai cittadini e a tutto il popolo Internet di aiutarci a battere il muro di censura che la Rai di Masi e Berlusconi ha costruito, diffondendo i banner dell’iniziativa e inserendo sul proprio portale la diretta streaming dell’evento.

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1 Dicembre 2010

Bloccare la rete è come tentare di bloccare le gocce del mare

Il 26 novembre 2010, secondo quanto si è appreso dalla stampa nazionale, l’Agcom avrebbe approvato i regolamenti relativi ai servizi audiovisivi diffusi via Internet apportando una drastica semplificazione rispetto al testo delle precedenti delibere.
Dopo aver tentato di imporre una normativa capestro, sentita la rivoluzione che si stava verificando in rete, l’Agcom ha limitato i danni. Ciononostante siamo fortemente preoccupati perché il decreto rimane e perché ci sono alcuni temi a proposito dei quali vogliamo sapere dal Governo come intende procedere e come intende rassicurare il mondo della rete.
In particolare noi riteniamo che debba essere esclusa l’equiparazione tra canali televisivi e rete e debba essere garantito il diritto costituzionale, ripeto costituzionale, per l’accesso libero alla rete senza obblighi, senza orpelli e senza limiti. Vogliamo essere rassicurati in questo senso.
Noi prendiamo atto dello sforzo di limitare i danni. Ma danni sono. Quindi l’accortezza che noi chiediamo è che si eviti in ogni modo di bloccare la rete, perché cercare di bloccare la rete è come cercare di bloccare un goccia d’acqua nell’oceano. E’ impossibile fermare o regolamentare la rete. Intendo dire, ed è la domanda a cui il Governo non ha risposto: se io metto un video su youtube, per poterlo trasmettere debbo sottostare a questa disciplina o no? E youtube, poiché permette a me di trasmettere, può esercitare un controllo su quel che io faccio su quella rete o no? Sono quesiti che devono essere risolti.
Più in generale, noi riteniamo che non possa essere estesa a Internet la normativa sugli impianti radiotelevisivi, perché siamo in un campo completamente diverso. Riteniamo anche che sia da risolvere tutto ciò che attiene all’obbligo di comunicare all’autorità i dati del traffico. Non capiamo il perché, così come riteniamo ingiustificato l’oscuramento dei siti senza passare attraverso l’autorità giudiziaria, solo per via di autorità amministrativa. Così come riteniamo ingiustificato il blocco, senza passare per l’autorità giudiziaria, delle porte IP utilizzate per lo scambio dei files coperti da copyright.
Cosa vogliamo dire con questo e cosa vogliamo che sia assunto? Un impegno concreto. Oggi come oggi la rete è una realtà che esiste e che è alla base della democrazia. Permette a ciascuno di noi di parlare con chiunque e a chiunque di ascoltare ciò che vuole e non solo ciò che gli viene imposto dalla voce del padrone.
E allora lasciamo questa rete il più libera possibile. Perché più libera è la rete più c’è la democrazia.

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29 Novembre 2010

Idv per la Campania

Oggi, con una delegazione dell’Italia dei Valori, sono a Napoli, la città che, con L’Aquila, più di ogni altra sa quanto false siano le promesse di Berlusconi e che ogni giorno vive sulla sua pelle una realtà opposta a quella fiabesca raccontata dal grande bugiardo.

Sono andato alla discarica di Chiaiano, ho incontrato i cittadini che mantengono i presìdi per difendere la loro vita e la loro salute, gli ho portato la nostra solidarietà e l’impegno a batterci al loro fianco sino a che non vedranno riconosciuto il loro diritto a vivere in un ambiente pulito e sicuro.

Di lì ci siamo spostati a Terzigno, di fronte a Cava Sari. I cittadini che da settimane presidiano la Cava ci hanno invitato a visitarla per renderci conto da soli delle condizioni in cui si trova. Lo avremmo fatto volentieri ma ci è stato proibito.
A Napoli, Chiaiano e Terzigno i giornalisti e moltissimi cittadini mi hanno rivolto domande non solo sull’emergenza rifiuti ma anche sulle prossime elezioni comunali a Napoli, sulle reazioni di Berlusconi alle rivelazioni di Wikileaks e sulla costruzione di una coalizione per mandarlo a casa.


EMERGENZA RIFIUTI - L’emergenza rifiuti non è solo un problema campano, ma di tutto il Paese. Perciò siamo favorevoli alla solidarietà da parte di tutte le Regioni. In questi anni con i rifiuti si sono fatti troppi affari; c’è stata una speculazione enorme alle spalle della salute dei cittadini. La genesi di questa malattia etica che ha coinvolto il sistema dei rifiuti viene proprio dal signor Impregilo. Chiamiamolo per nome e cognome. Si è fatto affidamento su sistemi che producevano troppi vantaggi e grandi guadagni, senza calcolare invece progetti diversi.

INCENERITORI - Ho sentite le istanze dei cittadini e dei comitati contro i nuovi inceneritori, con slogan come ‘jatevenn'’. Ho detto loro che l'Italia dei Valori si impegnerà affinché la Campania possa avere un nuovo modo di gestire l'emergenza rifiuti. Dobbiamo soprattutto vigilare sullo stanziamento dei fondi della Cip 6, che vengono sperperati a iosa e che invece devono essere incanalati per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Inoltre bisogna continuare ad incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti e pensare a nuovi metodi di smaltimento. Diciamo no alla politica degli inceneritori, che ha fatto arricchire pochi alle spalle dei cittadini. Diciamo si alle rinnovabili, alla raccolta differenziata e ad alternative quali lo smaltimento meccanico manuale dei rifiuti. L'attuale legge regionale per lo smaltimento dei rifiuti è suicida. La nostra posizione è chiara, per questo ho riunito oggi tutti i delegati del partito affinché ci sia un impegno dell’Idv senza se e senza ma su alcuni punti fondamentali necessari a risolvere il problema una volta per tutte. Tra questi: la bonifica di Chiaiano; la raccolta differenziata, anche porta a porta; no a nuovi inceneritori; si alle energie rinnovabili; si allo smaltimento meccanico manuale. Altro punto fondamentale è promuovere programmi speciali anche nelle scuole per l’educazione alla raccolta differenziata.

CHIAIANO - Non è giusto scaricare le responsabilità sui cittadini e farli passare per criminali, come sta tentando di fare il procuratore Mancuso. Ai cittadini deve essere concesso di impugnare i provvedimenti che non condividono e di fare i rilievi sul terreno in modo indipendente, perché finora sono stati gestiti da chi, magari, è in conflitto d’interesse.

WIKILEAKS - Berlusconi è un signore anzianotto che sta poco bene, che è incapace, inadatto a governare e a rappresentare il Paese. Dunque è inutile che ci arrabbiamo con l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia o con Wikileaks. Non hanno fatto altro che riferire quello che l’Idv e tutto il Paese vedono ogni giorno. Dobbiamo impegnarci affinché il nostro Paese possa essere rappresentato nel mondo da professionalità degne, e non degne di qualche balletto bunga bunga. La prima pulizia da fare nel nostro Paese è liberarci di quanto di sporco rappresenta per la credibilità del nostro Paese il governo Berlusconi.

COALIZIONE - E’ necessario avere la responsabilità di costruire una coalizione che mandi a casa Berlusconi. Per l'Idv che Sinistra e Libertà e Pd si uniscano o non si uniscano è la stessa cosa. L'importante è che stiamo tutti insieme. Vogliamo costruire una coalizione alternativa e riformista sulla base di tre pilastri, Idv, Pd e Sel. Bisogna partire da qui. Vediamo chi ci sta e poi vediamo quali sono i programmi.

COMUNALI A NAPOLI - Al momento non ci sono gli elementi per dire che andiamo da soli, ma neanche che andiamo in compagnia. La nostra decisione dipenderà dalle persone che saranno scelte e dai programmi che saranno presentati. Vogliamo creare una coalizione per vincere ma prima di sposarci vogliamo capire quali sono i patti. L'obiettivo è mandare un messaggio di alternativa rispetto al modello berlusconiano di governo, basato su una truffa mediatica che fa credere che i problemi siano risolti. Sia chiaro, il centrosinistra non è che sia stato molto differente per quanto riguarda le illusioni date ai cittadini. Dunque aspettiamo non solo l’esito delle primarie del Pd ma anche di sentire dal candidato cosa proporrà in termini di programma e di credibilità».

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Passaparola di lunedì 29 novembre 2010

Seconda parte - Terza parte -

Testo:

Buongiorno a tutti, è una grande giornata questa per l’informazione perché grazie a Wikileaks si allontana il modello della politica schizofrenica e anche della politica bugiarda che dice pubblicamente una cosa e privatamente il suo contrario.

Una nuova diplomazia mondiale (espandi | comprimi)
D’ora in avanti quali che siano le conseguenze di questa ondata interminabile che durerà per mesi, pubblicazione di rapporti più o meno riservati delle diplomazie occidentali, sicuramente chiunque faccia politica nei vari stati e nei rapporti internazionali, dovrà sapere e saprà che ciò che dice in pubblico, potrà essere smentito immediatamente da ciò che magari ha detto in privato lo stesso giorno o il giorno prima perché nelle diplomazie c’è sempre la possibilità di una talpa che in un nanosecondo invia qualche file a questo sito e a altri che magari sorgeranno per emulazione.

Silviolo, il nano internazionale (espandi | comprimi)
Il fatto che lo dica ufficialmente l’ambasciata americana al suo governo è ovvio e non ha delle conseguenze da poco tutto ciò, perché? Perché dimostra che nonostante la patina, la tappezzeria dei vertici internazionali dove ci sono sempre abbracci, baci etc., poi tutti quanti a livello internazionale, sanno misurare la statura del nostro e la statura del nostro è poco inferiore a quella di questo pupazzetto Silviolo!

I ritardatari (espandi | comprimi)
Ci volevano 15 anni? Aprendo le virgolette e citando la N. 2 dell’ambasciata americana per dire che Berlusconi è un leader vanitoso, stanco, inefficiente e sembra il portavoce di Putin?

Sputtanamento globale (espandi | comprimi)
Un’altra volta saluta i capi di Stato e di governo a Bruxelles alla fine di una riunione di primi Ministri e di capi dello Stato, mancava Ciampi quella volta, allora lui di inglese a sorpresa fa un saluto a nome di Ciampi, comincia a parlare lingue sconosciute che è una cosa tipica degli indemoniati, oltre che di Berlusconi e dice testualmente “I give you the salutation of my President of the republic”.

Se vi interessa, dato che siamo in vena di riepiloghi, siamo alla fine dell’anno, forse siamo anche alla fine del regime, noi abbiamo messo insieme un Dvd che devo dire ha una bella copertina anche, non per merito mio, ma per merito di chi segue il blog di Grillo e che quindi lo ha allestito e che si intitola “Berluscoma 2010 il tramonto della seconda repubblica” cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto la storia di questo anno, la storia che di questo, ci auguriamo, non costa niente farsi gli auguri, sia l’ultimo infestato da lui.

Il tramonto della seconda repubblica, tutti gli episodi cruciali che hanno costellato quest’anno dall’inizio alla fine, l’anno 2010 è cominciato con lo scandalo della protezione civile, con lo scandalo Scajola, poi c’è lo scandalo della P3 , questo rigurgito di tangentopoli perché adesso sta approdando addirittura a un mostro come Finmeccanica e che ha provocato la crisi nel centro-destra proprio sulla questione morale e la legalità e il distacco di Fini, il linciaggio di Fini per essersi distaccato, la maggioranza più ampia mai vista che diventa improvvisamente minoranza alla Camera, i tentativi di ricomprare e adesso vedremo il 14 dicembre cosa succederà.

Ci sono delle mie parti di racconto in questo Dvd e poi ci sono dei filmati in modo da avere un quadro complessivo dell’anno che è appena passato, con tutto ciò naturalmente che è successo, si chiama “Berluscoma” voi come lo trovate se lo volete comprare? Lo potete comprare sul sito di Beppe Grillo, sul sito de Il Fatto Quotidiano ordinandolo via Internet, oppure lo potete prendere in edicola insieme a Il Fatto Quotidiano, su Fatto Quotidiano, sul sito de Il Fatto e sul blog di Grillo trovate tutte le istruzioni, è una cosa molto semplice, si intitola “Berluscoma 2010” passate parola e ci vediamo lunedì prossimo.

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22 Novembre 2010

Berlusconi droga l'informazione

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Oggi alla Camera dei Deputati si dibatterà d’informazione e sarà un po’ come parlare di corda in casa non dell’impiccato ma del boia, perché è proprio in Parlamento, e sui banchi del governo, che siedono quelli che hanno strangolato la libera informazione in Italia. Domani si voterà una mozione presentata dai finiani, che il problema lo conoscono bene dal momento che di questa maggioranza fanno ancora parte e nel governo ci sono stati fino a pochi giorni fa.
Che in Italia non ci sia un’informazione libera non lo dico solo io e non lo dice solo l’Italia dei Valori. Lo dice l’organizzazione che si preoccupa di tutelare la libertà di stampa nel mondo, Reporters Sans Frontières, e che appena un mese fa ha collocato l’Italia al quarantanovesimo posto tra tutte le nazioni del mondo quanto a difesa della libertà di stampa. Un po’ peggio che a Taiwan ma a pari merito con il Burkina Faso, il cui presidente è arrivato al potere con un golpe.
Che la televisione pubblica italiana censuri e provi a cancellare chi disturba e critica il capo del governo non lo dice Antonio Di Pietro ma lo ha detto Silvio Berlusconi, quando ordinò per telefono al commissario dell’Agcom Innocenzi di non far vedere più la mia faccia in televisione e gli diede un lavata di capo come fosse un suo dipendente perché non aveva ancora chiuso i programmi di Michele Santoro e Serena Dandini.
Ma se anche Berlusconi non si fosse fatto beccare in quel modo, a raccontare lo stato pietoso dell’informazione in Italia ci avrebbe pensato il direttore generale Masi, che per i suoi continui tentativi di zittire, punire e intimidire tutti quelli che non piacciono al presidente del consiglio è stato sfiduciato dal 94% dei giornalisti Rai che hanno partecipato al referendum indetto dall’Usigrai; oppure ci avrebbe pensato Augusto Minzolini, il direttore che ha fatto del principale telegiornale italiano l’agenzia di stampa privata di palazzo Grazioli.
A farmi sparire dal video Berlusconi non c’è riuscito, però i suoi zelanti direttori di Tg fanno quel che possono per cancellare l’Italia dei valori. Negli ultimi mesi ne hanno parlato il meno possibile, dedicandogli un tempo irrisorio fino a quando non gli è stato ordinato dall’autorità di controllo di ristabilire un minimo di decenza.
Questa situazione è gravissima sempre ed è sempre, in ogni momento, un attentato ai diritti non dei partiti ma dei cittadini, perché quello di avere un’informazione onesta e imparziale è prima di tutto un diritto loro, non di noi politici. Però diventa ancora più grave quando si avvicinano le elezioni e poter decidere in base a una libera informazione diventa questione di vita o di morte della democrazia.
Io non so se di qui a pochi mesi ci troveremo in campagna elettorale. Però so che, se sarà così, stavolta dovrà essere una campagna elettorale vera e non drogata dal controllo di Berlusconi sulle sue televisioni e pure sulle vite di tutti noi. Che gente come Mauro Masi o Augusto Minzolini sia messa in condizione di non nuocere più è una condizione essenziale perché le elezioni in Italia siano davvero democratiche e libere, e non simili a quelle del Burkina Faso.

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PASSAPAROLA di LUNEDI 22 NOVEMBRE 2010

Testo:
Buongiorno a tutti, adesso conosciamo le motivazioni della sentenza, il cui dispositivo era già noto dal 29 giugno, con cui la Corte d’Appello di Palermo, ha condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, l’altro imputato Gaetano Cinà che era stato condannato per partecipazione all’associazione mafiosa e era il braccio destro di Dell’Utri nei rapporti con Cosa Nostra è morto nel frattempo e quindi per lui il processo si è estinto.


Berlusconi incontrava i boss di Cosa Nostra
(espandi | comprimi)
Le conosciamo, sono state depositate venerdì, sono 641 pagine, mi pare di ricordare, se i miei calcoli non sono sbagliati che il nome di Silvio Berlusconi è citato 460 volte, in media quasi una volta ogni pagina.

Mangano non faceva lo stalliere (espandi | comprimi)
Cosa dicono a proposito di quell’incontro? Dicono: deve reputarsi certo che impegnarsi per garantire l’incolumità di Berlusconi sia scesa in campo l’associazione mafiosa, minacce a Berlusconi e ai suoi familiari, interviene Dell’Utri, dice: ho trovato uno che può proteggerti, che può garantire, è un mafioso, si chiama Mangano.

Gli spiritosi magistrati della Corte D'Appello (espandi | comprimi)
I magistrati della Corte d’Appello molto spiritosamente ritengono che quelle telefonate non siano sufficienti a dimostrare quel patto e è strano, perché?

Testimoni che non possono testimoniare (espandi | comprimi)
Ciancimino? Massimo Ciancimino, qui siamo al capolavoro, non l’hanno mai sentito i giudici della Corte d’Appello, non l’hanno voluto sentire, non l’hanno mai visto in faccia, hanno semplicemente esaminato verbali trasmessi, ma i processi si fanno con i testimoni in aula, soprattutto quando sono nuovi, appena arrivati, li senti tu i testimoni, verifichi tu se sono attendibili, loro decidono che è inattendibile senza averlo neanche visto in faccia, anzi avergli neanche fato una domanda, senza avergli neanche parlato una sola volta, guardate che è molto strano!



Leggerete domani su Il Fatto all’altra faccenda troppo complicata per trattarla adesso, che riguarda il provino che il figlio di un favoreggiatore dei Graviano D’Agostino ottenne al Milan, secondo il padre per interessamento di Dell’Utri, secondo il capo delle giovanili del Milan per interessamento di Dell’Utri, secondo i giudici questa cosa non è dimostrata, vedrete che c’è probabilmente qualche errore nella ricostruzione che fa la Corte d’Appello per cancellare anche questo elemento che sposterebbe il rapporto tra Dell’Utri e i fratelli Graviano e la mafia dal 1992 al 1994, trascinando ovviamente tutto quanto e facendo cadere quell'insufficienza di prove che invece i giudici ostinatamente hanno voluto riconoscere per il periodo successivo al 1992, lo leggerete su Il Fatto Quotidiano e ne approfitto in conclusione per ricordarvi che mancano ormai pochi giorni alla fine della campagna per il rinnovo degli abbonamenti a Il Fatto per chi si era abbonato ovviamente alla nascita de Il Fatto Quotidiano, chi si abbona avrà in omaggio un libro che si troverà soltanto in omaggio, verrà spedito a chi si abbona, un’antologia dei pezzi più belli che sono usciti quest’anno su Il Fatto Quotidiano quindi se credete, suggerisco soprattutto la versione Pdf che è la più economica e la più pratica, andate sul sito www.ilfattoquotidiano.it e abbonatevi oppure rinnovate l’abbonamento, oppure regalatelo a qualche vostro amico, passate parola e buona settimana! Marco Travaglio

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15 Novembre 2010

Passaparola di lunedì 15 novembre 2010

Testo:
"Buongiorno a tutti, il Governo è lì in stato di decozione, i finiani si sono ritirati con la loro delegazione dal Consiglio dei Ministri, Berlusconi tenta di resistere in maniera un po’ tragicomica in una versione moderna e farsesca della tragedia del bunker di Hitler, di Eva Brown gliene sono rimaste ancora parecchie intorno, ma la pattuglia si sta assottigliando, vedete quanti topi stanno già gettandosi giù dalla nave che sta affondando alla ricerca di nuovi approdi.

Il saccheggio dei V-Day (espandi | comprimi)
La cosa interessante che nessuno ha ancora notato è che nel momento in cui Berlusconi dovesse lasciare Palazzo Chigi nel momento in cui verrà sostituito da qualcun altro e quindi non sarà più in carica neanche per il disbrigo per gli affari correnti, perderà lo scudo dell’immunità, detto anche legittimo impedimento..


Via i condannati (espandi | comprimi)
Pensate alla proposta di cacciare i condannati dal Parlamento, ho sentito con le mie orecchie Bocchino, ormai ci ruba il mestiere come ha ricordato Santoro, fa battutacce contro Berlusconi, per cui quando si vedono certi personaggi fare battutacce contro Berlusconi, alla fine ti viene da domandarti ovviamente dove hanno vissuto in tutti questi anni..

I finanziamenti ai giornali (espandi | comprimi)
Invece oggi volevo dedicarmi a un altro punto che mi ha fatto pensare a Grillo in questi giorni e cioè i finanziamenti ai giornali, da mesi assistevamo al piagnisteo in stereo dei giornali di partito, dei giornali non di partito, diciamo di tutti i giornali che di partito o non di partito prendono i soldi dallo Stato, quindi di tutti i giornali tranne Il Fatto Quotidiano, tanto per essere chiari.

Tutti in perdita, tranne Il Fatto (espandi | comprimi)
Poi c’è Il Manifesto che almeno ha il pregio di essere un giornale indipendente da sopra e è una cooperativa, ma anche esso naturalmente nel corso degli anni ha venduto sempre meno copie e ha accumulato sempre più debiti, ormai ha 19 milioni di debiti e ha perdite per 300 mila Euro l’anno e quindi è a forte rischio di chiusura.



Quindi scusate se ve lo dico ancora ma se potete date un’occhiata al sito ilfattoquotidiano.it, andate in alto a destra a cliccare sulla campagna abbonamenti e se volete darci una mano o magari regalare un abbonamento al Fatto Quotidiano a qualche amico, avete ancora qualche giorno per farlo in condizioni agevolate, perché lo dico? Perché chi si abbona entro una certa data, troverete tutte le informazioni sul sito, riceverà un libro in omaggio con un’antologia dei più begli articoli che sono usciti del primo anno de Il Fatto Quotidiano, passate parola!Marco Travaglio

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13 Novembre 2010

Addio mia bella rete libera

web_libero.jpg

Internet compie in questi giorni vent’anni, e per festeggiare la Rete, in Italia, al posto della candeline sulla torta arriva il primo bavaglio, le prime regole pensate per limitarne la libertà.

Diamo un addio alle web radio libere, che potevano trasmettere senza oneri burocratici, spese preventive e richieste d’autorizzazioni e pastoie varie. D’ora in poi chi vuole aprire una radio web dovrà fare una dichiarazione di inizio attività e pagare un costo di autorizzazione pari a 750 euro, che diventano 1.500 per le web tv lineari, quelle cioè con palinsesto.

È l’effetto di un provvedimento approvato ieri sera da Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), che deve trasformare in regolamento attuativo il decreto Romani sui servizi media audiovisivi. Nella stessa riunione, l’Autorità doveva stabilire anche una prima bozza di regole per potenziare la lotta alla pirateria (sempre sulla scorta del Romani), ma ha rinviato la discussione. Meno male: il testo su cui Agom si stava orientando ipotizzava misure di severità inaudita per oscurare siti e bloccare il peer to peer, lo scambio di file musicali e video.

Partiamo dalle regole sulle web radio e web tv lineari. La bozza di regolamento era ancora più pesante rispetto a quanto previsto da Agcom. Il costo per l’autorizzazione doveva infatti essere di 3mila euro e dopo aver presentato la dichiarazione d’inizio attività bisognava aspettare 60 giorni prima di iniziare a trasmettere, mentre la decisione di ieri consente di cominciare a trasmettere appena presentata la dichiarazione. La decisione sulle web tv con video on demand, che sono la maggioranza fra le migliaia di web tv italiane, è stata rinviata a lunedì, e vedremo se anche qui gli oneri saranno inferiori.

Queste regole, anche se alleggerite, segnano una svolta negativa. Finora tutti questi servizi potevano trasmettere in totale libertà, senza dover pagare un euro, senza dover affrontare le mille regole e regolette burocratiche che finiscono spesso per scoraggiare ogni iniziativa. Poi si sa come vanno le cose in questi casi. L’importante è fare il primo passo, invertire la rotta. Il resto viene da sé a valanga. Insomma il regime, nel momento della sua caduta, sta tentando di imbrigliare l'unico mezzo di informazione che non riesce a controllare: il web.

Lunedì Agcom riaprirà la discussione anche sulle regole antipirateria. C’è già un testo che, se verrà approvato, sarà poi sottoposto a consultazione pubblica. Per fortuna c’è stato questo rinvio, così l’Autorità avrà un po’ di tempo per pensarci meglio e noi potremmo organizzare una mobilitazione forte. Queste regole, infatti, sono più dure che in tutto il resto d’Europa e in tutto l’Occidente. Propongono di imporre l’oscuramento dei siti collegabili anche indirettamente alle attività di pirateria e di bloccare direttamente il traffico peer to peer, lo scambio libero e gratuito di files, tra gli utenti. E tutto questo basandosi solo su una segnalazione delle forze dell’ordine o dei detentori del diritto d’autore. Mentre oggi, giustamente, per oscurare un sito ci vuole la richiesta dell’autorità giudiziaria e il traffico peer to peer non lo si può bloccare in nessun modo.

Se fossero approvate, queste misure violerebbero le norme comunitarie europee, sarebbero contrarie alla Costituzione italiana e comunque contrasterebbero con il normale funzionamento di Internet. Io credo che il popolo della rete non accetterà questa stretta e che sarà necessario mettere in campo tutte le iniziative possibili per evitare queste regole che limitano la libertà di informazione. Il primo passo verso la censura è stato fatto e per difendere la libertà di Internet d’ora in poi sarà bene stare sempre con gli occhi molto ben aperti.

Scarica il pdf dell'articolo di Repubblica-Finanza

Leggi l'articolo di Wired

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5 Novembre 2010

Wifi libero? C'è poco da fidarsi

wifi-zone.jpg

La liberalizzazione delle connessioni Wi-Fi dal primo gennaio 2011, annunciata oggi dal Governo, potrebbe essere una nostra vittoria, che tanto ci siamo battuti in Parlamento, e di tutto il popolo della Rete. Ma prima di esultare, vogliamo capire il senso delle parole di Maroni, il quale oggi ha dichiarato che il provvedimento cerca di «contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza».

La normativa che ha regolamentato la questione è contenuta nell'art. 7 del decreto Pisanu, varato nel 2005, che stabiliva l'identificazione di tutti coloro che accedono a Internet da postazioni pubbliche. Una misura che non esiste in nessun Paese occidentale, neppure dove sono più rigorose le disposizioni contro il terrorismo. Per questo, ho presentato un’interpellanza parlamentare e il nostro Capogruppo IdV alla Camera, On. Massimo Donadi, ha depositato una specifica proposta di legge per abrogare proprio l'articolo 7 di questa norma anacronistica e censoria.

L'Italia dei Valori non ritirerà né l’Interpellanza né la proposta di legge in quanto vuole capire le reali intenzioni del Governo, e cioè se ha davvero la volontà di eliminare una norma antistorica e illiberale. Sul Web si è diffusa la voce secondo cui stanno studiando la maniera di identificare i dispositivi attraverso i quali le persone si connetteranno alla Rete senza fili da locali pubblici. Ad esempio un sistema di identificazione tramite sms. E’ chiaro che questo tipo di registrazione è una forma alternativa di controllo. Comunque, prima di esprimerci sul testo esaminato oggi dal Cdm, vogliamo leggere le norme. Troppe volte, infatti, questa maggioranza ci ha abituato a spot a reti unificate ai quali poi non sono seguiti fatti concreti.

Aspettiamo risposte anche su tutte le altre questioni relative alle restrizioni della libertà in Rete che rimangono inevase: il decreto Romani, che tenta di mettere sotto stretto controllo i contenuti multimediali di Internet, e la Legge Bavaglio che vorrebbe zittire le voci libere.

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28 Ottobre 2010

Fuori i partiti dalla Rai

lottizzazione.jpg

Le forze di opposizione ritirino immediatamente i propri consiglieri dal Cda Rai.
Non basta chiedere le dimissioni di Masi, come ha già fatto l’IdV da tempo, occorre un passo in più: una presa di coscienza da parte di tutti i partiti che, a parole, sostengono di voler fronteggiare il disastro, mentre nei fatti contribuiscono ad alimentarlo. Basta con l’ipocrisia del politichese! I partiti escano per sempre dalla Rai, poiché è inammissibile che il controllato controlli il suo controllore. Riconsegniamo l’azienda ai cittadini che pagano il canone e ridiamo dignità ai tanti professionisti interni che non si vendono per un piatto di lenticchie. La situazione del servizio pubblico radiotelevisivo è diventata insostenibile: Masi, che da tempo conosceva i bilanci, oggi propone il blocco del turn over e delle retribuzioni, mentre fino a qualche ora fa si è preoccupato di sistemare in azienda direttori esterni, nominati a palazzo Grazioli e pagati profumatamente, che hanno affossato in maniera definitiva l’informazione pubblica con notevoli danni anche sugli ascolti e perdite economiche. Comunque la causa di questo sfascio è chiara a tutti ed è da attribuirsi sia al conflitto d’interessi che fa capo al Presidente del Consiglio sia al sistema della lottizzazione messo in atto trasversalmente dai partiti, ad esclusione dell’Italia dei Valori. La Rai dovrebbe garantire un’informazione libera, plurale e trasparente, ma ormai è stata ridotta a megafono di Palazzo Chigi: le notizie scomode vengono censurate come le voci dell’opposizione intransigente. A questo proposito, basta rileggere il contenuto delle intercettazioni dell’inchiesta di Trani, dove Berlusconi ordinava ai suoi sodali di eliminare le trasmissioni come ‘Annozero’ e ‘Parla con me’ e di imbavagliare la voce dell’Italia dei Valori perché poco gradita al padrone. Noi non ci faremo intimidire e chiediamo coerenza alle altre forze politiche che dicono di avere a cuore questa democrazia.

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25 Ottobre 2010

Se i controllati gestiscono i controllori

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L’Italia è come il Burkina Faso. E’ quanto emerge dalla classifica annuale di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa nel mondo, pubblicata il 20 ottobre scorso. Il nostro Paese, secondo l’organizzazione internazionale che tutela i diritti dei giornalisti, è al 49° posto a pari merito con il Burkina Faso e in leggero vantaggio su El Salvador. Può sembrare un incubo, un film che in altri tempi avremmo visto con scetticismo e bollato come ‘fantascienza’, ma purtroppo è la realtà nuda e cruda, la fotografia di ciò che questo Paese è diventato. Rsf non è un’organizzazione di pericolosi sovversivi, come i soliti noti affermeranno, ma una fonte autorevole a livello internazionale e che ha come principio fondante la tutela della libertà dell’informazione.
Nelle motivazioni del rapporto si sottolinea come la continua concentrazione della proprietà dei media, le dimostrazioni di disprezzo e di impazienza da parte di esponenti governativi nei confronti dei cronisti e del loro lavoro abbiano confermato l’incapacità di questi governi, tra cui quello italiano, di invertire questa tendenza. Ed è la prova provata di come il conflitto d’interessi che pende sul nostro Presidente del Consiglio pesi come un macigno sulla nostra democrazia. Tra l’altro, il segretario di Rsf, Jean-François Julliard, ha allertato l’Ue per il conseguente rischio di perdere la sua posizione di leader mondiale nel rispetto dei diritti umani. Insomma un giudizio mortificante per il nostro Paese ma che va di pari passo con le denunce fatte dall’IdV non solo al Parlamento italiano, ma anche a quello europeo.
A Strasburgo, infatti, abbiamo presentato una mozione sull’anomalia del nostro Paese, che purtroppo non è passata solo per un solo voto. Ma non ci siamo arresi. Stiamo lavorando, infatti, a quella che sarà la prima iniziativa di legge popolare in Europa. Ci proponiamo di raccogliere almeno un milione di firme, in un minimo di sei Paesi europei, per arrivare ad una direttiva sul pluralismo dell'informazione in Italia. Il nostro obiettivo è di far approvare una regolamentazione del mercato della pubblicità e una norma antitrust sull'enorme conflitto di interessi che grava sul nostro Paese. La nostra battaglia per la libertà d’informazione procede anche sul binario nazionale. La difesa dell’articolo 21 della Costituzione è nel dna del nostro movimento politico. L’Italia dei Valori, infatti, è l’unico partito italiano che non ha partecipato alla spartizione e alla lottizzazione della Rai.
Siamo fieri di questa scelta perché riteniamo che l’azienda debba essere governata da valorosi professionisti interni, liberi da logiche di appartenenza. In questi ultimi giorni notiamo come anche altre forze politiche si siano rese improvvisamente conto che sulla Rai grava un inquietante peso della politica. Ma la soluzione non è certo la privatizzazione perché, se non si approva una legge sul conflitto d’interessi ed un’altra per modificare i tetti della pubblicità dell’azienda, con questa correremmo il rischio di vedere la Rai acquistata da un novello Berlusconi. La soluzione è un’altra: i partiti la smettano di dettar legge in Rai e vadano via dal Cda, non può un controllato gestire il proprio controllore.

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Passaparola di lunedì 25 ottobre

"Buongiorno a tutti, questa settimana direi due cose importanti tra le tante: 1) un no di Napolitano, noi spesso abbiamo criticato il Capo dello Stato perché non riusciva a dire la parola “no” questa settimana ne ha detto uno, vedremo perché, cosa implica. 2) Le anticipazioni fornite dai giornali sulla cosiddetta “riforma della giustizia” presentata dal Ministro Alfano, che in realtà non è una riforma della giustizia.

La legge Al Fano sullo scudo a Berluconi (espandi | comprimi)
Ancora una volta usano le parole sbagliate per chiamare le cose, è una riforma dei giudici, che viene spacciata per una riforma della giustizia per far credere alla gente che ciò venga incontro alle nostre esigenze di cittadini, mentre in realtà viene incontro alle esigenze della politica di mettere sotto controllo la magistratura.


Lo strano scudo per il Presidente della Repubblica (espandi | comprimi)
Quindi il Capo dello Stato per i reati comuni per prassi viene processato dopo che scade il suo mandato, per i reati funzionali, legati alla carica non è responsabile, salvo per attentato alla Costituzione e alto tradimento, nel qual caso ci vuole la maggioranza qualificata dei 2/3 del Parlamento per metterlo in stato d’accusa e trascinarlo davanti alla Corte Costituzionale.

La riforma dei giudici (espandi | comprimi)
Due, la riforma dei giudici abusivamente ribattezza “riforma della giustizia” pochi punti importanti, intanto Alfano dice e non ha torto, che questa riforma è presa paro, paro dalla bozza Boato dalla Bicamerale.

La fine della separazione dei poteri (espandi | comprimi)
Il Csm naturalmente non potrà più esprimere pareri sulle leggi vergogna che attengono una magistratura, lo potrà fare soltanto quando glielo chiede il Ministro e dato che il Ministro sa che un Csm degno di questo nome, non può che fare pareri negativi su leggi orrende, non chiederà i pareri al Csm e così non ci sarà neanche questo barlume di controllo sulle normative in materia di giustizia.



Non prendendo un quattrino dalla Presidenza del Consiglio non abbiamo motivi di riconoscenza nei confronti della Presidenza del Consiglio e non abbiamo paura che ci taglino i fondi, perché? Semplicemente perché non li abbiamo mai voluti, passate parola e se potete abbonatevi, buona settimana!" Marco Travaglio

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18 Ottobre 2010

Passaparola di lunedì 18 ottobre

Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile.

Bugie vere (espandi | comprimi)
Però basta aspettare, dopo qualche mese, giorno, anno, di solito le bugie trovano una smentita, il problema è che poi nessuno lo viene a sapere perché non si sa mai come vanno a finire le storie e allora facciamo qualche caso, anche perché ormai le bugie non sono soltanto il racconto di un fatto inventato e presentato invece come vero, oppure il racconto di un fatto vero, ma manipolato dalla propaganda, le bugie sono anche quando si usa una parola sbagliata per definire qualcosa, quando cioè non si chiamano più le cose con il loro nome, ma con un altro nome per depistare l’attenzione della gente.


Bugie televisive e bugie elettorali (espandi | comprimi)
“Frasi insinuanti – scriveva Masi – e espressioni allusive e irriguardose, chiaramente volte a denigrare il direttore generale della RAI, così concretizzando di fatto un attacco personale”.

Bugie siciliane (espandi | comprimi)
Altra balla, ne abbiamo parlato spesso, Ciancimino chissà se Ciancimino dice la verità o meno, quando parla bisogna stabilire se quello che dice è vero o è falso, quando porta dei documenti bisogna stabilire se quei documenti sono autentici o meno, sono documenti originali o sono documenti apocrifi, fabbricati a arte e poi bisogna ancora stabilire naturalmente se quello che c’è scritto nei documenti è vero o non è vero, tra l’autenticità e la veridicità di un documento, ce lo siamo già detti, c’è ancora un salto, quindi è giusto che il testimone Ciancimino venga sottoposto al più duro esame e riscontro, perché?

Balle offshore (espandi | comprimi)
In realtà è semplicemente un magistrato che quando riceve una denuncia fa delle verifiche, ma non avendo trovato reati, per il momento non ha iscritto nessuno sul registro degli indagati, caso Montecarlo, dall’altro riceve da Milano un fascicolo per competenza su fatti di evasione fiscale commessi per due anni dalle società televisive di Berlusconi, Rti (reti televisive italiane) Canale 5, Rete 4 e Italia 1 nella solita compravendita di film gonfiata con le varie triangolazioni sulle società offshore, fondi neri, evasione fiscale, i magistrati di Milano gliela mandano così, ancora contro ignoti, lui guarda, fa una perizia, anzi una consulenza tecnica e alla fine iscrive Berlusconi e Piersilvio per un’evasione fiscale, se non erro di 16 milioni di Euro.




Ma vedete, basta ripetere ogni tanto che questo Woodcock non ne azzecca una e la cosa si viene a sapere, tengo per la prossima settimana questa meraviglia “Piemonte, il ribaltone anti-Cota è già scritto” se uno vince le elezioni con il trucco, con liste che non hanno ottenuto le firme o che hanno fatto delle truffe, deve essere naturalmente destituito e si devono fare le elezioni, oppure deve passare il primo, quello che ha avuto più voti dopo di lui, questo viene chiamato ribaltone, ma di questo parleremo la prossima settimana perché ci sono pressioni scandalose sulla magistratura piemontese perché confermi il voto truccato che ha portato all’elezione del governatore Cota, passate parola!

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17 Ottobre 2010

Attacco all'informazione libera

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La censura sta diventando lo sport preferito di maggioranza e governo: è stata attivata per Annozero, per il pubblico delle trasmissioni, per tutte le voci libere e, naturalmente, per l’Italia dei Valori che continua ad aleggiare come una fantasma senza voce soprattutto nel tg di Minzolini.

Ma questa sera i soliti noti ci vogliono provare con Report, il programma di Rai Tre, perché ha preparato un servizio in cui si ricostruisce l'acquisto da parte di Silvio Berlusconi di una serie di immobili nell'isola caraibica di Antigua. Il Governo attacca solo il vero giornalismo. Quello che non rinuncia al compito di cane da guardia della democrazia.

Le inchieste delle procure di Milano e Palermo che vedono coinvolto Berlusconi girano intorno ad un triangolo di 20 milioni di euro che coinvolge tre città: Milano, Lugano e Palermo. In un Paese normale, chi ricopre incarichi pubblici, e tanto più un presidente del Consiglio, se vuole avere titolo morale per rappresentare i cittadini dovrebbe spiegare la natura dei suoi affari e, in questo caso, il meccanismo di società off shore che ha messo in piedi. Ma in Italia ciò non accade e Berlusconi e i suoi dipendenti si stanno impegnando nella solita attività: screditare i magistrati e minacciare i giornalisti, colpevoli di svolgere il proprio lavoro senza guardare in faccia nessuno. Del resto, quando si avvicinano le elezioni, le voci dissonanti dal pensiero unico che Berlusconi vorrebbe imporre devono sparire del tutto.

Così dopo Santoro, adesso tocca a Gabanelli. Le intercettazioni di Trani hanno fatto comprendere a tutti da dove parte la censura e chi impartisce l’ordine. Ordini che vengono prontamente eseguiti dai lacché del padrone.

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13 Ottobre 2010

Non è la Rai

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Udite! Udite! Michele Santoro è stato sospeso per dieci giorni. Annozero, uno dei pochissimi programmi di libera informazione, non sarà trasmesso per una o due puntate. E’ una decisione inaccettabile, un’azione punitiva presa dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. L'Italia dei Valori chiede le immediate dimissioni di questo signore. La sospensione è la conferma che l’ordine impartito da Palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite “scomode” è arrivato a destinazione. Infatti, chi non ricorda quanto emerso dalle intercettazioni di Trani in cui il Presidente del Consiglio ordinava ai suoi sodali di chiudere Annozero e di cancellare l’Italia dei Valori? Tra l’altro, in quelle famose telefonate lo stesso Masi sostenne che certe minacce non si sentono neanche nello Zimbabwe.
Ma evidentemente il direttore generale non ha resistito ed ha obbedito diligentemente ai diktat del solito noto. E’ una situazione intollerabile, non degna di un Paese libero e democratico. L’articolo 21 della nostra Costituzione continua ad essere seriamente minacciato e calpestato. Il conflitto di interessi che fa capo a Berlusconi pesa come un macigno sul nostro sistema democratico, sul futuro di questo Paese. Ormai è chiaro a tutti che la lobby del Presidente per raggiungere il suo obiettivo ha bisogno di eliminare le notizie vere, e quindi scomode, e di mettere in campo conduttori addomesticati, trasmissioni frivole, clown e ballerine perché plagiano le menti e addormentano le coscienze. E’ questo il motivo per cui Annozero non “s’ha da fare”.
Il direttore generale della Rai ricordi che i contribuenti lo pagano profumatamente non per servire il suo padrone, ma per tutelare gli interessi dell’azienda pubblica e per garantire la libera informazione. L’audience e il budget pubblicitario che porta Michele Santoro con la sua trasmissione non ha eguali negli altri programmi della Rai. Un dato al quale Masi, evidentemente, non presta alcuna attenzione anche perché il suo unico intento è quello di compiacere il suo vero dante causa. L’Italia dei Valori chiede l’immediata convocazione della Commissione di Vigilanza Rai per audire Masi e difenderà in tutte le sedi competenti la libertà d’informazione e i giornalisti che non rinunciano al loro ruolo di cane da guardia della democrazia. Lo dobbiamo al Paese.

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11 Ottobre 2010

Passaparola di lunedì 11 ottobre

Testo:

Buongiorno a tutti, oggi parliamo di notizie che spesso facciamo, notizie non date importanti, notizie date non importanti e notizie utilizzate come arma di ricatto, tra quelle non date non so se avete trovato traccia in televisione della gigantesca manifestazione di 50 mila persone in Valle di il Susa, Valle di Susa non è Roma né Milano, 50 mila persone con decine e decine di sindaci hanno manifestato sabato contro il Tav (treno a alta velocità) che sul sito de Il Fatto Quotidiano, abbiamo definito il più caro e il più inutile d’Europa.

Notizie, ricatti e minacce (espandi | comprimi)
E’ l’ennesima dimostrazione che questa opera non si farà, salvo militarizzare e cingere d’assedio con i carri armati per una ventina di anni la Valle di Susa. L’altra notizia non data, che Francesco Di Stefano mi prega di darvi è che oggi iniziano le trasmissioni di Europa 7.


Porro, Feltri e il "padrun" Confalonieri (espandi | comprimi)
Poi attaccò, non vi dico gli attacchi nei confronti miei, di Santoro, di Luttazzi, di Biagi, di Montanelli, finché è stato vivo a assaggiato un massacro mediatico che lo costrinse poveretto negli ultimi mesi di vita a togliere addirittura il nome dal campanello, dal citofono di casa sua a Milano perché riceveva addirittura telefonate anonime sul suo telefono privato di minacce e addirittura una lettera di minacce sotto il piatto nel posto a tavola che occupava ogni sabato quando andava a pranzo con gli amici e i colleghi nel solito ristorante.

Perché solo Woodcock incappa nelle telefonate (espandi | comprimi)
Vi pare possibile che noi brigavamo e facevamo minacce e dossier per avere un’intervista da questa qua? Manca il movente del reato!

Qualcuno di troppo nell'Ordine dei Giornalisti (espandi | comprimi)
L’ultima cosa che volevo dire è che ci sono molte persone in Italia che alla luce di questo fatto se avevano voglia di prendere una posizione critica nei confronti del governo non lo faranno più.


Chi fa il giornalista come diceva Montanelli al servizio dei suoi elettori e basta ha interesse a avere giornalisti che quando hanno le notizie le pubblicano, così le leggono i lettori, non credo che esistano lettori che hanno interesse a giornalisti che le notizie le raccolgono per tenerle nel cassetto e poi chiamare l’interessato dicendo: guarda che ti spacco il culo se… perché? Perché il lettore di tutto questo non verrà mai a sapere nulla, quindi gli mancheranno delle informazioni, forse dal punto di vista dei lettori sono meglio i giornalisti che le notizie le danno, passate parola!

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7 Ottobre 2010

I malesseri del Paese

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A Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, hanno scritto "Viva la mafia" nella piazza intitolata a Beppe Alfano, giornalista ucciso da Cosa Nostra e padre dell'eurodeputata dell'Italia dei Valori, Sonia Alfano
A prescindere dalla solidarietà e dalla vicinanza che ovviamente tutto il partito esprime nei confronti di Sonia e della sua famiglia, credo che sia il caso di fermarsi un attimo a riflettere. E' indegno che si offenda la memoria di chi, come Beppe Alfano, ha pagato con la propria vita il suo impegno civile contro la criminalità organizzata. Ma la gravità dell'accaduto va analizzata alla radice. 
L'Italia sta attraversando anni difficili, economicamente e socialmente. In Calabria, terra della 'ndrangheta, i giudici e i giornalisti sono nel mirino dei clan. Le organizzazioni criminali trovano terreno sempre più fertile, in un Paese dove la disoccupazione è dilagante e delinquere in certi casi è quasi una costrizione per poter sopravvivere. La scritta "Viva la Mafia" in piazza Alfano è un segnale di forte malessere. E' un particolare che ci fa capire come la lotta al crimine organizzato sia difficile e piena di ostacoli. 
I clan hanno lanciato l'ennesima sfida allo Stato e il bazooka contro il procuratore di Reggio Calabria ne è la prova più evidente. Dall'altra parte c'è un Paese sfaldato, senza più identità. Una nazione messa in ginocchio dalle politiche di un Governo che pensa solo alla cricca, dimenticando migliaia di licenziati e di senza lavoro. Il centrodestra si prende il merito delle brillanti operazioni delle forze dell’ordine, compiute su ordine dei magistrati, e non dice che il comparto sicurezza lavora con pochi e insufficienti mezzi, perché l’esecutivo ha operato un drastico taglio dei fondi. Molte procure non hanno la carta per fare le fotocopie e molte volanti sono a corto di benzina. Sconfiggere le organizzazioni criminali, inoltre, è innanzitutto un fatto culturale. E il Governo dimostra di non averlo capito, avendo tagliato anche i fondi all'istruzione scolastica. L'Italia dei Valori è al fianco di Sonia Alfano e di tutti coloro che, quotidianamente, si battono per contrastare e sconfiggere tutte le mafie. Continueremo a sostenere le battaglie per la legalità senza se e senza ma.

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4 Ottobre 2010

Passaparola di lunedì 4 ottobre







Testo:

Buongiorno a tutti, anche a beneficio della neurodeliri che prima o poi dovrà intervenire, leggiamo le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi alla festa del Pdl a Milano ieri :“La sovranità è stata trasferita dal popolo ai PM che ci tengono sotto scopa” non si capisce di cosa stia parlando questo Signore, visto che da febbraio i suoi processi sono congelati e non si hanno notizie di nuove indagini che lo riguardino direttamente.

I vecchietti della P3 (espandi | comprimi)
A meno che, come spesso avviene, lui non sappia delle cose che noi non sappiamo, al momento si sa che ci sono i processi Mills, Mediaset e Mediatrade che sono bloccati a Milano da legittimo impedimento e che potrebbero sbloccarsi ma non a causa dei PM che tengono sotto scopa la politica, ma a causa dell’incostituzionalità che la Corte Costituzionale il 14 dicembre potrebbe rilevare sul legittimo impedimento e quindi cancellandolo riaprire quei processi che sono già dibattito, quindi il PM non c’entra nulla.


Il CSM di Berlusconi (espandi | comprimi)
Il lodo Alfano, quando minacciò di scassare tutto con il processo breve, grazie anche alla benevolenza del Presidente Napolitano e alla paraculaggine del PD, a febbraio addirittura il legittimo impedimento gliel’ha scritto l’Udc, Vietti, quel bell’esemplare che poi è stato premiato con i voti del PD per diventare Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, infatti ieri cosa fa Vietti?

Il caso Cagliari (espandi | comprimi)
I fatti dunque del caso Cagliari che verranno buttati addosso a questo Magistrato nei prossimi mesi e quindi è bene che quando sentiamo parlare di De Pasquale, il famigerato che ha portato al suicidio Cagliari, sappiamo di cosa si sta parlando, sappiamo che non è vero niente.

Il PM più odiato dai criminali (espandi | comprimi)
Quanto a De Pasquale, a parte rimproverargli quell’espressione “l’indagato confessa lo mette in culo all’accusa” quindi dicono che era un’espressione non consona al linguaggio di un magistrato, scemate, trasmettono gli atti al Procuratore generale presso la Cassazione, Vittorio Sgroi, titolare dell’azione disciplinare perché decidesse se aprire o non aprire il procedimento disciplinare davanti al Csm.



Questo è quello che ha già stabilito l’ispettorato del Ministero, l’autorità politica che ha investigato sulla correttezza dei magistrati di Milano e ha già fatto il suo dovere, oggi, 16 anni dopo, si vuole riscrivere quella storia confidando forse che qualcuno si dimentichi che quella storia è già scritta e quella storia è stata definita una pietra miliare nella storia giudiziaria di questo paese.
Il fatto che a proporla di riscriverla sia un noto imputato che sta cercando ancora una volta di salvarsi le chiappe, mi pare che si commenti da sé, passate parola!

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27 Settembre 2010

Passaparola di lunedì 27 settembre

Testo:

Buongiorno a tutti, stavo riguardando com’è partita questa faccenda di Fini, lo so che la politica è un’altra cosa, lo so che ieri siete stati in molti alla Woodstock organizzata da Beppe Grillo a Cesena, lo so che lì si è parlato di politica vera, di progetti, di programmi, di idee nuove, quello è il futuro, il presente purtroppo è la melma nella quale ci tocca rimestare perché da quello che sta succedendo dipenderà se e quando andremo a votare, quali leggi passeranno e quali no in Parlamento prima che si spera defunga, il nostro immediato futuro dipende da questo maleodorante presente che ruota intorno alla cosiddetta vicenda Fini – Montecarlo.

Le minacce di Feltri (espandi | comprimi)
Allora sono andato a riprendere un po’ di ritagli, il vizio di tenere un po’ tutto e di non buttare via niente, allora forse servirà vedere com’è cominciata questa storia, 28 luglio 2010, sono passati pochi mesi, questo è il primo pezzo che Il giornale dedica alla casa di Montecarlo, Fini, la compagna e il cognato e una strana casa a Montecarlo, questione morale, “un appartamento lasciato da eredità da Alleanza Nazionale, finisce a una misteriosa finanziaria estera, ora ci abitano familiari del Presidente della Camera e nessuno ne sa niente”.


Fini e Giancarlo Tulliani (espandi | comprimi)
Questo al momento è l’unico tema di rilevanza pubblica di tutta questa storia, cioè che Fini, visto che la società l’aveva segnalata il fratello della sua compagna, avrebbe dovuto seguire la trattativa in modo da verificare non tanto che la società fosse una società equivoca, perché se vendi una società offshore tu non potrai mai sapere di chi è quella società, quindi non aveva strumenti per capire di chi poteva essere, ma proprio perché l’aveva segnalata il cognato, per accertarsi che non ci fosse qualcuno che ci faceva la cresta e questo sicuramente non l’ha fatto anche se noi non sappiamo se c’è qualcuno che ci ha fatto la cresta e la leggerezza, ingenuità di cui ha parlato Fini, che è abbastanza comprensibile nel senso che in un partito come Alleanza Nazionale che ha un enorme patrimonio immobiliare, donazioni, lasciti, vecchi militanti, vecchie sedi, terreni, ti puoi immaginare che il segretario nazionale deleghi ampiamente il tesoriere del quale si fida, poi è il Sen. Pontone, un vecchio avvocato di Napoli, una persona per bene e quindi lascia fare e lì è lo sbaglio, proprio perché la società l’aveva segnalata Tulliani avrebbe dovuto verificare e magari sollecitare in qualche modo altre offerte, di modo che si aprisse un’asta e il partito incassasse qualcosa in più.

Le società Off Shore e il Ministro di Santa Lucia (espandi | comprimi)
Naturalmente se Tulliani fosse il proprietario o della Timara o della Printemps o di tutte e due e affittasse da sé stesso la casa, le cose cambierebbero ma non sarebbe la prova né che Fini ha rubato, né che Fini è un bugiardo, perché?

Berlusconi e le sue Off Shore (espandi | comprimi)
Nel caso di rogatorie o per comprovati indizi che la società nella sua attività sta commettendo dei reati, riciclaggio, frodi, traffici illegali, qui non c’è nessun reato commesso a Saint Lucia, Tulliani non è indagato né in Italia, né a Saint Lucia, c’è una ragione per cui il Ministro deve fare un’indagine sul reale proprietario della società?




Questo è colui che oggi sta insegnando la morale a Fini, questo è il proprietario dei giornali che fanno la morale a Fini per le case e le società offshore, come al solito chi ha non solo una trave, ma 5, 6, 10, 20 travi nell’occhio fa la morale a quello che forse, ma non è ancora deciso, ha una pagliuzza, passate parola!

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20 Settembre 2010

Passaparola di lunedì 20 settembre

Testo:

Buongiorno a tutti, questo sarà un autunno caldo non soltanto per la politica, ma anche per le inchieste giudiziarie di mafia e politica che inevitabilmente si intrecciano con la vicenda del Governo, i giornali fanno finta di non capire, le televisioni nascondono, ma la ragione principale per la quale Berlusconi sta cercando disperatamente di comprare parlamentari per riempire il vuoto che potrebbe lasciare Fini non riguarda i destini del paese, riguarda i suoi destini giudiziari.

Berlusconi e Dell'Utri indagati per strage (espandi | comprimi)
E' per quel 5% del programma in 5 punti che lui ha proposto alla sua coalizione e che i finiani hanno detto di non condividere, che lui sta cercando i voti da riempire il buco aperto dai finiani e quel 5% si chiama scudo.


Non chiacchiere, ma documenti scritti (espandi | comprimi)
Ma c’è un’altra indagine che è quella della Procura di Palermo che sta per portare a sviluppi piuttosto interessanti, anche qui quasi nel silenzio generale, ogni tanto esce qualche articoletto di qua o di là, ma manca completamente un’informazione proporzionata alle dimensioni di quello che sta venendo fuori e alla gravità dei fatti che stanno venendo fuori.

Berlusconi è rincorso dal suo passato (espandi | comprimi)
Tutti a dire: ah non è vero, non è possibile etc., a parte il fatto che le stesse cose hanno raccontato Filippo Rapisarda sui capitali mafiosi che arrivavano a Berlusconi negli anni 70/80 tramite Dell’Utri, l’hanno raccontato molti pentiti di mafia, quindi non è il primo a raccontare queste cose Massimo Ciancimino.

Berlusconi Cavaliere, Ciancimino in galera (espandi | comprimi)
Sta di fatto che a quei tempi Ciancimino come racconta suo figlio e adesso anche sua moglie, aveva investito capitali nelle società di Berlusconi, dice la vedova Ciancimino che il marito incontrava negli anni 70 Berlusconi a Milano, ma poi alla fine quando lui entrò in politica Ciancimino si sentì tradito dal Cavaliere.



Ancora una volta il suo passato minaccia di raggiungerlo proprio nel momento più difficile proprio dal punto di vista politico per lui e se è così difficile è anche perché è molto preoccupato perché sente sul suo collo il fiato del suo passato che sta un’altra volta per raggiungerlo, naturalmente di tutto questo nella stampa libera e indipendente e nella televisione libera e indipendente non si parla e quindi ne parliamo noi perché siamo qui a posta, passate parola!

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13 Settembre 2010

Passaparola di lunedì 13 settembre

Testo:

Buongiorno a tutti, devo ringraziare e ne approfitto, tutte le persone che sono venute alla festa de Il Fatto da venerdì a domenica alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, devo ringraziare anche i giornali italiani perché hanno fatto finta di non vedere una cosa importante che è successa politicamente, forse una delle cose più importanti che sono successe negli ultimi mesi, proprio sul palco della Versiliana grazie a Il Fatto Quotidiano.

Di Pietro e Fini insieme contro la corruzione (espandi | comprimi)
Abbiamo invitato politici di vari partiti, abbiamo invitato il finiano Granata, Di Pietro, Claudio Fava di Sinistra ecologia e libertà, abbiamo invitato anche il Sindaco di Firenze del PD Matteo Renzi, ma ha pensato bene di darsi per altri impegni.


Ratificare le convenzioni internazionali (espandi | comprimi)
Quindi l’Art. 1 è un articolo che conferisce al Presidente della Repubblica l’autorizzazione del Parlamento a ratificare perché poi l’ultima firma spetta a lui, le due convenzioni contro la corruzione, quella civile e quella penale.

Nuovi reati per la corruzione globalizzata (espandi | comprimi)
Altro reato, millantato credito, cos’è il reato di millantato credito? E’ un reato che punisce colui che va in giro a dire: sono molto potente, se volete ottenere qualcosa dovete pagarmi, datemi dei soldi che poi all’occorrenza sono a vostra disposizione, uno che va in giro a fare lo smargiasso e ci lucra, perché?

Ripristinare il falso in bilancio (espandi | comprimi)
Art. 5 “false dichiarazioni contabili e false comunicazioni sociali a fini di corruzione” chi presenta una falsa dichiarazione dei redditi per fregare il fisco e evadere le tasse, oppure trucca i bilanci per accumulare fondi neri, il tutto finalizzato a pagare tangenti, viene punito sia per i reati fiscali e di bilancio che ha commesso e sia per i reati di corruzione, traffico di influenze etc., a prescindere dall’ammontare dei soldi che ha sottratto al fisco.



Qualcuno dirà: siete degli illusi, può darsi ma almeno avremo dimostrato che non siamo capaci soltanto a criticare, siamo capaci anche a proporre, se poi quando proponiamo le nostre proposte vengono scartate senza che nessuno ci dica cos’è che non va e anzi finora ci hanno detto tutti che questo progetto è un progetto positivo, bene, allora ci saranno i nomi, cognomi, le facce e le sigle dei partiti a cui sapremo cosa fare al momento di andare a votare, sapremo come punirli, mentre invece se ci saranno partiti di destra o di sinistra che fanno proprie queste proposte, chi vorrà potrà tranquillamente votarli perché è chiaro che chi vota una legge così severa contro la corruzione, così come chi vota una legge sull’incandidabilità dei condannati, vuole dire che non ha niente da temere, altrimenti sarebbe un kamikaze, sarebbe un suicida e se non altro un ottimo sistema per scremare il grano dall’olio, per scremare i buoni dai cattivi, per scremare gli onesti che non hanno niente da temere dai ladri che invece da leggi come queste hanno tutto da temere, passate parola!

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11 Settembre 2010

Il Minculpop dei giorni nostri

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Riporto questo mio intervento pubblicato da Articolo21

Minzolini è il “Minculpop”. È la voce del regime. Ve lo ricordate il portavoce di Saddam? Ecco: quello è Minzolini, poiché racconta la verità così come vorrebbe che fosse. I cittadini all’inizio hanno abboccato, poi si sono esasperati ed adesso, un po’ grazie alla Rete, un po’ grazie all’informazione libera, un po’ grazie al passaparola e grazie a qualche giornalista che si impegna, ed anche Mentana è fra questi, sta rinascendo la speranza di conoscere di più. Avete notato come non appena i cittadini hanno cominciato ad essere più informati, subito si sono ribellati a questo regime? Berlusconi oggi è in caduta di credibilità perché molti stanno comprendendo che li ha truffati, li ha presi in giro, che ha fatto il Vanna Marchi della politica.

Minzolini è l’esempio più plastico dell’informazione malata ma è tutto l’insieme che è malato, non solo l’informazione, ma anche gli organi posti al suo controllo. Pensi che stamattina mi è arrivata una risposta dell’Agcom, autorità presso la quale mi ero rivolto per ottenere giustizia rispetto alla disinformazione dei sistemi televisivi di Mediaset. Ebbene, su Rete4, per un certo periodo, allo spazio riservato all’Italia dei Valori c’era scritto 0,00% . Ora, rispetto allo 0,00%, al nostro esposto hanno risposto che “non c’è alcuna violazione perché è stata rispettata la pari opportunità” .

Quello che manca in Italia non solo è una legge che permetta il pluralismo dell’informazione ma anche il rispetto delle leggi che ci sono. Chi deve fare i controlli li fa ad uso e consumo proprio perché in pieno conflitto d’interessi. Perché molte volte, all’interno di quegli organismi, in realtà ci sono dei portaborse di quelli che sono i controllati e cioè i controllati che si nominano i controllori. In una situazione di questo genere io ritengo che, fino a quando non ci liberiamo della testa della piovra, del conflitto d’interessi che fa capo al Presidente del Consiglio, rimarremo una democrazia a scartamento ridotto.

L’exploit di Mentana dimostra “la voglia dei cittadini di sentire una voce di cui si possono fidare, che fa sentire le due campane. Purtroppo, al di la di qualche caso sporadico, c’è sempre la campana del regime.

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6 Settembre 2010

Passaparola di lunedì 6 settembre

Testo:

Buongiorno a tutti, mi scuso ma oggi parliamo, a vario titolo, ancora della seconda e della terza carica dello Stato. Cominciamo dalla terza che ieri ha parlato ha Mirabello, in Provincia di Ferrara, non ha detto cose sensazionali. Ascoltate da noi non sono cose sensazionali, sono cose che sappiamo e ci diciamo dal 1994, quando Berlusconi entrò in politica, mi venivano in mente gli articoli di Montanelli del 1993, addirittura poco prima che Berlusconi entrasse in politica, ma Montanelli già l’aveva saputo, nei quali si diceva cos’è la destra, cosa dovrebbe essere la destra e si prevedeva cosa sarebbe stata quella che Montanelli chiamava questa truffa, questa patacca di destra che Berlusconi aveva in mente.

Buongiorno, Fini (espandi | comprimi)
Tutte le previsioni di Montanelli si sono avverate, la destra è diventata quella roba che Fini ieri ha descritto, peccato che Fini ne abbia fatto parte fino a ieri e questo è il punto di maggiore debolezza dell’intervento di Fini, che però ha un pregio, quello di avere preso atto sia pure con notevole ritardo, della necessità che anche in Italia nasca una destra normale e il fatto stesso che lui si sia preso la scena in una piazza molto piena come quella di Mirabello e abbia potuto grazie ai siti Internet, grazie a La Sette che ha trasmesso in diretta il suo discorso, abbia potuto descrivere come potrebbe essere una destra diversa, è un fatto in sé importantissimo.


"Schifare Schifani non è reato" (espandi | comprimi)
Chiudo la parentesi interna, chiudo quella esterna su Fini e veniamo all’altra carica dello Stato perché è successa una cosa secondo me meravigliosa sabato a Torino, giovani assolutamente auto- organizzati, mandati da nessuno, pagati da nessuno, precettati da nessuno, si sono mandati da soli dopo essersi passati la voce via Facebook e altri social network, sono andati, erano circa una cinquantina a contestare Renato Schifani, invitato opinatamente alla festa nazionale del PD sul palco di Torino a duettare con lui c'era il povero Piero Fassino che ormai proprio non ne azzecca più una neanche per sbaglio!

Battista e il Corriere della Serva (espandi | comprimi)
Sentite cosa scrive questo bel tomo Battista “Di sinistra o di destra il professionista del fischio e dello schiamazzo è convinto di stare dalla parte del bene contro il nemico da zittire, simbolo del male, è un populista all’ennesima potenza.

Questo è un bel momento (espandi | comprimi)
Squadristi, fascisti, detto da uno che crede di essere un giornalista, questo Giubilei, fascisti alla gente? Ma come ti permetti, ma chi sei? Fascisti, gazzarra intimidatoria il Capo dello Stato è intervenuto con un suo monito, era un po’ che non lanciava moniti, mi viene in mente Pertini, quello sì un vero Presidente della Repubblica, almeno personalmente quando penso a un Presidente della Repubblica penso a Pertini, a Scalfaro, a Einaudi, non certamente all’ultimo, gazzarra intimidatoria, cosa diceva Pertini?


Siete tutti invitati naturalmente, è un mese di settembre con i weekend belli pieni, Versiliana questo fine settimana e poi tra due il sabato e la domenica, 25/26 se non erro a Cesena la Woodstock con Beppe Grillo e tantissimi artisti che trovate sul blog, passate parola!

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30 Agosto 2010

Passaparola di lunedì 30 agosto

Testo:

Buongiorno a tutti, torniamo in diretta dopo le vacanze, spero che siano andate bene per tutti quanti voi.
Torniamo a parlare di attualità, in particolare della seconda e terza carica dello Stato, la quarta, il Cavaliere, lasciamola un attimo da parte, perché è interessante vedere le novità che sono emerse sul presidente del Senato e sul presidente della Camera in questo mese in cui non ci siamo parlati in diretta e l'eco che le novità sui presidenti dei due rami del Parlamento hanno avuto presso la pubblica opinione. Cosa è emerso, quanto è grave e quanto se ne è saputo: c'è un'asimmetria totale sulle informazioni a proposito della seconda carica dello Stato, Schifani, e della terza Fini.

Il "caso" Fini (espandi | comprimi)
Fini, alla fine di luglio, è stato di fatto messo alla porta dal partito che aveva cofondato insieme a Berlusconi, è stato di fatto cacciato con una segnalazione ai probi viri del PDL – pare che il PDL abbia addirittura trovato dei viri probi, non si sa bene dove li abbia trovati – questi probi viri rimasti inattivi tutti questi anni, del resto non c'era materia per coinvolgere i probi viri, c'erano solo casi come quelli di Dell'Utri, Verdini, Cosentino, Brancher, Berlusconi quindi a che servono i probi viri?


Schifani e l'ombrello del Cavaliere (espandi | comprimi)
Vediamo ora che cosa succede a chi rimane sotto l'ombrello protettivo del Cavaliere, per esempio la seconda carica dello Stato, Renato Schifani.

Schifani e i fratelli Graviano (espandi | comprimi)
Altri due anni di indagine, una parte degli indagati assieme a Schifani viene poi arrestata per bancarotta aggravata dal favoreggiamento alla mafia, mentre viene archiviata sempre per insufficienza di elementi utili a ottenere il rinvio a giudizio, la posizione di Schifani e il filone principale.

Schifani e il palazzo dei mafiosi (espandi | comprimi)
La quarta e ultima novità su Schifani la racconta Marco Lillo sul Fatto Quotidiano e cioè che tra i vari clienti di Schifani c'era un certo Lo Sicco, un costruttore anche lui arrestato per mafia e condannato con sentenza definitiva nel 2008, che aveva costruito un enorme e mostruoso palazzo in piazza Leoni a Palermo, a due passi dal parco della Favorita; in quel palazzo abitavano fior di mafiosi, anche latitanti per un certo periodo.


Questo è in fondo la migliore prova su strada del conflitto di interessi, ed è anche la migliore spiegazione del perché nessuno, a destra come a sinistra, ha mai pensato a risolverlo.
Buona settimana, passate parola.

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29 Agosto 2010

Due Paesi agli antipodi

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Il consiglio dei ministri tedesco ha approvato un disegno di legge volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall'azione giudiziaria e quindi a rafforzare la libertà di stampa. In sostanza i giornalisti non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi.
Il consiglio dei ministri italiano, invece, cerca ormai da mesi di imbavagliare l'informazione del Paese con un Disegno di legge che anche l'ONU ha bocciato senza appello.
In fatto di libertà di stampa, oggi, la Germania si posiziona al 17° posto ed è indicata come nazione "libera". Con questo nuovo Disegno di legge scalerà ancora la classifica.
L'Italia, invece, è al 72° posto (penultima in Europa, peggio della Corea del Sud e ad ex aequo con l'India) ed è ritenuta "parzialmente libera". Se la legge bavaglio dovesse diventare realtà, sprofonderebbe ancora più in basso. (clicca e scarica il rapporto "Freedom of the presse 2010")
Sempre in Germania l'andamento del Pil ha fatto segnare una crescita record: un +2,2% nel secondo trimestre del 2010. Una crescita che trascina la ripresa dell'Ue. Oggi, quello tedesco è uno sviluppo in grado di autosostenersi.
Sempre in Italia, invece, il dato per lo stesso periodo si ferma ad un modesto +0,4%, che la posiziona come fanalino di coda fra i maggiori paesi europei. Il presidente del Consiglio, dopo mesi di finto ottimismo, si è svegliato e ora confida a Bossi di un pericolo Grecia per l'Italia.
Mi viene da dire che Italia e Germania sono due nazioni agli antipodi. Peccato che l'Italia si trovi sempre all'antipode sbagliato. L'unica soluzione è un'alternativa di governo valida e credibile. Un centrosinistra unito che non ha bisogno né dei finti moralisti finiani, né del partito di Cuffaro. Perché di Mastella ne abbiamo già
avuto uno
, e ha consegnato l'Italia nelle mani di Berlusconi.
Altra soluzione, utopistica, è un interscambio di governi, con la Merkel in Italia e Berlusconi in Germania. Giusto il tempo di portarli a crescita zero. E sempre che lo vogliano.

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16 Agosto 2010

Passaparola di lunedi 16 agosto

passaparola16agosto2010.jpg

Testo:

Buongiorno a tutti, si avvicina la ripresa delle attività, questo è il penultimo Passaparola registrato prima delle vacanze, credo che questi Passaparola così un po’ a volo pindarico ci aiutino a guardare un po’ più dall’altro la nostra realtà e magari a capire meglio quello che succede.

Tutti i ladri del Presidente
(espandi | comprimi)

Molto spesso ci sono commentatori che non è che non capiscono quello che succede, fanno finta di non capire quello che succede, pensate soltanto a quanta ipocrisia intorno alle leggi vergogna, quanti paraculi ci hanno raccontato che le leggi vergogna con qualche aggiustamento, con qualche emendamento possono funzionare e quanti altri dicono: ma perché Berlusconi continua a occuparsi di queste faccende, della giustizia quando c’è un paese in crisi profonda, non si sa quante imprese riapriranno i battenti dopo l’estate, quanta gente perderà ancora il lavoro, quanto crollerà ancora il reddito degli italiani e lui si occupa soltanto di queste cose?

Politica, economia, giornalismo e Chiesa nel Paese di Berlusconi
(espandi | comprimi)

I vertici della protezione civile sappiamo come sono messi, sono tutti tra l’ora d’aria e i domiciliari, c’è pure un cardinale indagato, il Cardinale Sepe, Vescovo di Napoli che era il capo della propaganda Fide e gestiva il patrimonio immobiliare sterminato del Vaticano, non tanto per raccogliere soldi per i poveri e le missioni, quanto per fare ogni tanto anche qualche favore a gente tipo Lunardi, Bertolaso, Bruno Vespa è un suo inquilino affezionatissimo.



Questo sistema fondato sul malaffare, sul crimine del potere, sulla corruzione e su tutti i contorni, non ci conviene proprio dal punto di vista economico e quindi se conoscete qualcuno che vota per dei ladri, ditegli di smettere, passate parola!

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9 Agosto 2010

Passaparola di lunedi 9 agosto

passaparola9agosto10.jpg

Testo:
Buongiorno a tutti, oggi smontiamo un altro luogo comune, un altro di quelli slogan, come quello della separazione delle carriere che ci vengono bombardati da anni e che molti finiscono per prendere sul serio proprio perché il martellamento ha questo di bello, lo diceva già Goebbels ripeti una bugia 10/20/30 volte, alla fine diventerà una verità, mi riferisco a quell’espressione incredibile di grande presa che è quella dei pentiti a rate o a orologeria, l’hanno ritirata fuori per cercare di screditare Gaspare Spatuzza, il quale avrebbe fatto delle rilevazioni non tutte subito, ma scaglionate nel tempo.

Imputati che parlano
(espandi | comprimi)
Intanto diciamo subito una cosa: chi sono i pentiti? Noi abbiamo creato questa categoria dello spirito, i collaboratori di giustizia, in realtà i pentiti non esistono, esistono semplicemente degli imputati che si comportano in modo diverso a seconda della loro scelta processuale, ci sono degli imputati che parlano e degli imputati che non parlano, tra gli imputati che parlano ci sono quelli che dicono la verità e qui che raccontano balle, è un diritto dell’imputato in Italia raccontare balle ai giudici, quindi non c’è problema, all’estero, in America c’è l’oltraggio alla Corte, ti danno una pena aggiuntiva se scoprono che hai pure mentito nel processo, perché?


Zitto Spatuzza, zitti tutti
(espandi | comprimi)
E’ un sasso in bocca è un segnale a lui e agli altri, ma questa storia dei pentiti a rate è interessante perché ci viene sempre detto: negli altri paesi non si consente ai pentiti di raccontare le cose quando vogliono loro.

Perché a Spatuzza è stata negata la protezione dal governo Berlusconi dopo che ha parlato di Berlusconi? Perché l’ha detto fuori tempo massimo? No, perché ha parlato di Berlusconi, ce la vogliono raccontare, ci vogliono dire che stiamo diventando come gli americani, la testimonianza di Dick Martin ci dimostra che il modello americano è esattamente quello che aveva importato Falcone in Italia e che abbiamo abbandonato grazie alla destra e alla sinistra infami che ci toccano in sorte nel 2001, non ce l’hanno con Spatuzza perché parla in ritardo, ce l’hanno con Spatuzza perché parla di Berlusconi, passate parola!

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2 Agosto 2010

Passaparola di lunedi 2 agosto

Testo:

Buongiorno a tutti, queste puntate estive ci consentono di riflettere, dato che non possiamo seguire l’attualità perché ve l’ho detto, sono puntate registrate alla fine di luglio, danno l’opportunità di chiarire alcuni punti, smentire alcuni luoghi comuni, alcuni slogan che ci vengono sempre raccontati che a furia di essere ripetuti sono diventati dei dogmi di fede, anche se non hanno nessun fondamento nella realtà, ci credono tutti perché non si sente mai un contro canto, un’altra campana.

Separazione delle carriere, moltiplicazione del CSM
(espandi | comprimi)

Uno dei luoghi comuni più diffusi e ne parlo perché credo che alla ripresa autunnale, non appena avrà sistemato i suoi processi con il lodo Alfano bis, Berlusconi ci metterà mano, ci proverà, è la separazione delle carriere, cos’è la separazione delle carriere?

PM sceriffi in Portogallo
(espandi | comprimi)

Si può partire dal sospetto che uno solo perché è collega di quell’altro, gli dà sempre ragione? Ma lo sappiamo nella nostra vita quotidiana, sono giornalista, non sono portato a dare sempre ragione ai giornalisti, ma ne critico tantissimi, criticano me tantissimi giornalisti eppure facciamo la stessa carriera!

Il Pubblico Ministero cerca la verità, non la condanna
(espandi | comprimi)

Il suo obiettivo è la verità, verità che verrà accertata dal giudice, ecco perché devono far parte della stessa carriera, perché devono formarsi entrambi non alla cultura della polizia, ma alla cultura dell’imparzialità.

Il PM che ha fatto il giudice è un migliore PM, rispetto a uno che ha fatto solo sempre il PM perché sa valutare il valore di una prova e il giudice che ha fatto il PM è un miglior giudice rispetto a quello che ha sempre e soltanto fatto il giudice perché riesce a compenetrarsi nel lavoro del PM e quindi anche lui riesce a valutare meglio com’è nata una prova e quindi che valore dare a una prova e alla fine ci guadagniamo noi, tutti i cittadini, passate parola!

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30 Luglio 2010

La stampa si autoimbavaglia

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E' certamente vero che Berlusconi, con la legge sulle intercettazioni, vuole imbavagliare l’informazione, ma è anche vero che la stampa e le televisioni - anche quelle apparentemente più indipendenti - ci mettono del loro per imbavagliarsi da sole.

Prendiamo il caso di quel che è successo ieri. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo depositato alla Corte di Cassazione oltre due milioni di firme di cittadini italiani per abrogare con referendum tre leggi vergogna: il legittimo impedimento (ovvero quella legge che ha permesso e permette a Berlusconi di non farsi processare), la privatizzazione dell’acqua (ovvero quella legge che assicura l’utilizzo dell’acqua solo a chi può permettersi di pagarla, mentre dovrebbe essere un diritto di tutti) e le centrali nucleari (ovvero quella legge con cui il Governo Berlusconi ha stabilito di installare ben 13 centrali nucleari nel nostro Paese, con grave rischio per la salute, l’ambiente e il nostro futuro).

Non è una cosa di poco conto: una moltitudine enorme di cittadini italiani hanno sottoscritto le nostre proposte di referendum. Ora, la procedura è avviata e i cittadini, finalmente, potranno dire la loro su temi importantissimi che attengono rispettivamente a tre principi fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione: la legalità, l’uguaglianza davanti alla legge e la salute.

Eppure, nessun organo di stampa ha dato notizia dell’evento, nessun telegiornale ne ha parlato, nessun giornale lo ha riferito. Praticamente tutti gli organi di informazione ufficiali hanno ignorato e hanno fatto finta di non vedere e di non sapere.

Allora dobbiamo chiederci perché è avvenuto e avviene tutto questo. Per capirci qualcosa ho chiesto spiegazioni a un serio giornalista parlamentare che ho incontrato questa mattina a Montecitorio. Mi ha risposto che ciò era dovuto al fatto che l’Italia dei Valori non ha collegamenti lobbistici adeguati con le varie redazioni giornalistiche e televisive e, per questa ragione, la nostra azione politica e parlamentare viene costantemente ignorata se non addirittura boicottata (anche su istigazione di altri gruppi parlamentari). Insomma, mi ha consigliato di “piazzare” qualche giornalista “amico” nelle redazioni dei giornali.

No, non voglio farlo. Per rispetto proprio dei giornalisti e della loro professione, credo sia meglio che l’informazione rimanga veramente indipendente. Non bisogna irretire i giornalisti con blandizie e promesse. Soprattutto credo sia un peccato cercare di comprare i loro favori.

Però, mi sono cadute le braccia nel constatare l’assoluto silenzio con cui la stampa ha reagito al deposito delle firme referendarie. D’ac