Andava male, va peggio. Eravamo uno dei Paesi con meno libertà di stampa al mondo, adesso abbiamo perso altre posizioni. Nella classifica annuale di Reporter sans frontierdell'anno scorso l'Italia era al quarantanovesimo posto, quest'anno siamo scivolati fino al sessantunesimo. Meno che in Bosnia nella Guyana e Haiti. In Italia non c'è libertà di stampa perché un grande editore e padrone di televisioni era fino a ieri il presidente del consiglio e, ancora oggi, ha in mano la vita o la morte del governo. Ma ci sono anche altri motivi altrettanto gravi, se non di più.
Il rapporto dice, per esempio, che in pochi altri Paesi tanti giornalisti vengono minacciati e subornati dalle organizzazioni criminali come nel nostro. Se era necessario avere una prova che vivere in un Paese senza legalità significa vivere in un Paese senza libertà è arrivata con questi dati.
Il terzo motivo per cui la stampa da noi è imbavagliata è che s'imbavaglia da sola. L'autocensura, fortissima nei giornali e ancora di più in televisione, esiste per un motivo solo: perché la politica continua a occupare l'informazione, sia direttamente, come in Rai e in Mediaset, sia indirettamente, perché può condizionare le scelte di moltissime redazioni.
Iniziare ad affrontare questa malattia mortale, a cominciare proprio dalla Rai, è dovere di questo governo se intende restare fino alla scadenza della legislatura. Le voci che girano in questi giorni per la direzione del Tg1 sono diverse ma hanno tutte un punto in comune: il nuovo direttore sarà scelto sulla base di calcoli politici e non professionali. Noi dell’Italia dei Valori possiamo parlare perchè siamo gli unici a non aver partecipato alla logica spartitoria del CdA della RAI. Il conflitto è talmente palese che, addirittura, all’interno di quest’organo che dovrebbe essere di garanzia, siede oggi un consigliere, Antonio Verro, che è anche deputato del Pdl. Per questo chiediamo a gran voce che si esca dall’impasse attuale e che vengano modificate le regole in modo che la Rai torni a svolgere il ruolo di servizio pubblico e i giornalisti ritonino ad essere i cani da guardia della democrazia. E’ anche così che si difende la libertà di stampa nel nostro Paese.
La presa in giro delle frequenze televisive, regalate anche dal governo Monti a Berlusconi, purtroppo continua. Dopo che la Camera aveva votato un nostro ordine del giorno che impegnava il governo a mettere quelle frequenze all'asta, dopo che il ministro Passera aveva definito ingiusta e immorale questa concessione di favori a Rai e Mediaset, noi avevamo preso sul serio quel voto e quelle belle parole.
Abbiamo quindi presentato al Senato un emendamento che traduceva in legge l'impegno assunto con l'odg. Per approvarlo ci sarebbe voluta una mezz'oretta in tutto. Ma il governo ha detto di no. La sua maggioranza, composta dal Pdl, dal Pd e dal Terzo polo, lo ha bocciato con tanto di parere negativo di entrambi i relatori: uno del Pd e uno del Pdl, per non far torto a nessuno. La solita furbata dei politicanti: prendere impegni a parole e poi non mantenerli con i fatti.
Io voglio prima di tutto denunciare questo comportamento: mi dispiace dirlo, ma il governo Monti sta oggi ingannando i cittadini. Quando si tratta di prendere i soldi dalle loro tasche non guarda in faccia a nessuno, ma se deve fare lo stesso con i potenti come Berlusconi diventa timidissimo.
In secondo luogo voglio denunciare l'uso distorto che il Parlamento fa degli odg. Invece di un impegno reale del governo, sono diventati per i parlamentari un modo facile di farsi belli mettendoci il cappello sopra, con la coscienza che tanto poi non se ne farà niente. Chiedo esplicitamente al governo Monti di dirci se vuole continuare, come il suo predecessore, su questa strada.
Infine voglio lanciare un appello al capo dello Stato. Può lui, che è garante della Costituzione e che si è assunto la responsabilità di aver voluto questo governo, permettere che il governo stesso, dopo aver preso l'impegno di mettere in gara le frequenze televisive, eviti poi di adempiere a questo solenne dovere? Io chiedo al capo dello Stato di dire chiaramente se ritiene che questo comportamento del governo Monti sia giusto o se non ritenga invece di dover intervenire con il suo alto consiglio per far sì che il governo faccia il proprio dovere e rispetti l'impegno preso, mettendo subito all'asta le frequenze televisive.
Alla fine, dopo essersi arrampicato per molti giorni sugli specchi, dopo aver confessato in diretta tv che non può toccare gli interessi di Berlusconi sennò il PdL lo manda a casa, il governo si è impegnato a mettere all'asta le frequenze televisive invece di regalarle a Rai e Mediaset. E' merito dell'Italia dei Valori. Siamo stati gli unici a martellare contro questa ingiustizia quando tutti gli altri cercavano di farla passare sottobanco. Siamo stati i soli a denunciare lo scambio tra frequenze regalate e voto di fiducia al governo da parte del PdL, e per aver detto la verità ci siamo anche presi un sacco di insulti da parte del Pd e dello stesso governo.
Della Lega poi non parliamo proprio: quelli cambiano idea e voto a seconda che stiano al governo oppure all'opposizione. Per dieci anni hanno votato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, gli hanno fatto ogni sorta di regali. Per rifarsi la verginità di oppositori è un po' tardi.
Però io confesso che a questo impegno del governo ci credo poco. Se davvero hanno deciso di smettere di pagare il pizzo a Berlusconi, perché hanno bocciato in commissione le nostre mozioni e le nostre proposte? Se vogliono fare l'asta sul serio e non solo farsi belli a parole, perché non varano un provvedimento e ci mettono la fiducia sopra come hanno fatto con i pensionati, invece di essere forti con i deboli e deboli con in forti?
Di solito, nel Parlamento italiano il modo migliore per non fare un cosa è impegnarsi a farla e promettere che la si farà appena possibile, cioè mai. Non vorrei che questo impegno che abbiamo dovuto strappare con le tenaglie al governo fosse proprio di quel tipo lì. Per questo noi insisteremo e controlleremo, e siamo disponibili a votare il provvedimento che blocca il Beauty Contest e lancia l'asta per le frequenze televisive anche prima di Natale. Perché se il Parlamento è riuscito a fare le ore piccole per tartassare i pensionati, può approfittare dello spirito natalizio, magari rinunciando a qualche giorno di festa, per recuperare dai ricchi quel che si vuole togliere ai poveri.
Di fronte alle nostre coste c'è un mare di sangue e di morte. Ce ne accorgiamo solo raramente quando, come a Brindisi, una delle tante navi della disperazione cola a picco davanti ai nostri occhi.
A Brindisi i morti sono stati tre, i dispersi trenta. Siamo di fronte ad un massacro quotidiano. Secondo i dati diffusi da varie agenzie i morti e i dispersi nel Mediterraneo, dal primo gennaio di quest'anno, sono stati 2160. Duecento ogni mese. Sette al giorno. Un eccidio. Uno sterminio.
Io so perfettamente che il problema degli sbarchi clandestini è complesso e non lo si può risolvere con la demagogia. Però so anche che Gesù Cristo ci ha insegnato che dobbiamo dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati. Quella gente che viene da noi lo fa perché ha fame e sete. Non la si può respingere a cannonate e buttare a mare come stiamo facendo. L’accoglienza e la solidarietà sono i principi cardine di uno Stato democratico e civile.
Non si può essere tanto ipocriti da fare finta che la responsabilità di queste tragedie sia solo degli sciacalli che commerciano in carne umana e non anche della pattuglie che fanno muro intorno alle coste italiane. Tra la politica dei respingimenti e i criminali scafisti c'è una oggettiva complicità che ci copre di vergogna.
Non si può fare finta di niente quando una delegazione della Ue arriva e scopre che a Salinagrande, vicino Trapani, hanno aperto un lager e lo hanno chiamato “centro di accoglienza”.
La commissione europea per gli Affari interni ci ha chiaramente esortato ad avere un atteggiamento più umano. Non è che all'Europa si deve dare retta solo quando chiede altri sacrifici e per il resto fregarsene.
La politica dell'immigrazione è stata una delle pagine più oscene del governo Berlusconi. E' necessario che il nuovo governo inverta la rotta subito, e anche per questo noi dell'Italia dei Valori abbiamo presentato un'interrogazione al nuovo ministro degli Interni perché ponga immediato rimedio alla condizione disumana di Salinagrande.
Io credo che, culturalmente, sarebbe un importante passo avanti anche recepire il prima possibile l'indicazione del presidente della Repubblica sul diritto alla cittadinanza italiana di chiunque nasca in Italia. Non c'è ragione di non considerare italiana una persona che nasce in Italia da genitori stranieri, si istruisce e lavora nel nostro paese. E' ora di superare lo sbarramento dello ius sanguinis e andare verso un diritto più aperto e democratico.
Stamattina, di fronte alla direzione della Rai in viale Mazzini, il presidente dell’Italia dei valori ha sottoscritto, a nome dell’intero partito, l’appello promosso dall’Unione popolare per eliminare la pratica antica della lottizzazione dal servizio pubblico radiotelevisivo.
“La Rai – ha dichiarato Di Pietro – subito dopo aver firmato – fa informazione pubblica e quindi, per definizione, è il “cane da guardia” della democrazia, perché solo mettendo i cittadini in condizione di sapere esattamente come stanno le cose, questi possono decidere autonomamente e serenamente che ha ragione e chi torto sul piano politico, governativo e istituzionale.
La legge, attualmente, prevede che il cda Rai, composto da nove membri, sia di nomina politica. “Il compito della Rai – prosegue Di Pietro – è quello di controllare cosa fa la politica e informare i cittadini adeguatamente. Ma se a scegliere chi sta a capo della Rai sono gli stessi controllati si raggiunge l’assurdo per cui il cntrollato si nomina da solo il controllore. Come se l’imputato si nominasse il giudice. E’ un assurdo sul piano del diritto e della democrazia reale. Bisogna intervenire, altrimenti si certifica l’esistenza di un regime”.
La raccolta di firme parte ora in vista del prossimo rinnovo del cda Rai, previsto fra qualche mese, in primavera. L’appello mira da un alto a “promuovere l’attenzione dell’opinione pubblica al fine di reagire” e dall’altro “a individuare alcune proposte operative”.
“A me pare – conclude Di Pietro – che questa battaglia di trasparenza, che è un presupposto per la legalità, vada a fatta al più presto. Una battaglia per la libetrtà di informazione nella sua triplice accezione: di essere informata, di informarsi e di informare”.
Lettera aperta a Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola e a tutte le opposizioni
Carissimi,
la vicenda di Annozero merita un’attenzione particolare. La Rai, servizio pubblico radiotelevisivo, non può continuare a rispondere alla voce del padrone, ignorando le istanze dei cittadini utenti, che sono i veri proprietari dell’azienda. La verità è sotto gli occhi di tutti: Santoro e la sua redazione sono stati espulsi dalla Rai, nonostante gli ingenti introiti economici che apportavano e nonostante lo share di quel programma fosse molto alto. Il fatto che ci siano delle intercettazioni che attestino la volontà del Presidente del Consiglio di far sparire dalla Rai le voci scomode, quali quelle di Annozero, non è certamente un dettaglio da poco.
Non è un caso che il lancio del nuovo sito del giornalista e la sottoscrizione, da lui promossa, stiano riscuotendo un grandissimo successo. Mi rivolgo a voi per concordare un’azione e un impegno comune. Non possiamo permettere, come opposizione, che il servizio pubblico venga svuotato e mortificato in questo modo. Non possiamo non assumere un’iniziativa unitaria per sollecitare i vertici del servizio pubblico a rivedere le loro decisioni.
Occorre fare appello ai dirigenti Rai affinché facciano marcia indietro e ridiano a Santoro lo spazio che merita. Migliaia e migliaia di cittadini in soli tre giorni hanno raccolto l’invito di Santoro per far vivere un mezzo d’informazione libero e democratico. Hanno versato 10 euro come fosse un canone per la libertà di parola e di critica.
Noi, come Italia dei Valori, metteremo a disposizione tutti i blog e il sito del partito a supporto del nuovo programma, ma ogni singola iniziativa, di fronte all’irruente portata della richiesta avanzata dai cittadini, rimane debole e inadeguata se non ci impegniamo in prima persona.
Cordiali saluti
Antonio Di Pietro
L'Italia dei Valori metterà a disposizione tutti i blog e il sito del partito a supporto dell'iniziativa di Michele Santoro che oggi ha annunciato la data dell'inizio del programma 'Comizi d'amore', lanciando anche il sito internet 'Servizio Pubblico'. Sosterremo con ogni mezzo il lavoro di Santoro e della sua redazione e divulgheremo l'evento anche attraverso i social network
Infatti, riteniamo fondamentale che l'informazione non venga imbavagliata e che i giornalisti dalla schiena dritta proseguano il loro lavoro di cani da guardia della democrazia. Non dimentichiamo le intercettazioni di Trani, nelle quali Berlusconi ordinava ai suoi sodali di far sparire Annozero dal servizio pubblico.
Purtroppo così è stato: Santoro e la sua redazione sono stati espulsi, nonostante gli ingenti introiti economici che apportavano alla Rai e nonostante lo share di quel programma fosse molto alto. Questo governo e questa maggioranza stanno portando a compimento la loro missione: distruggere la Rai, eliminare le sue voci scomode e mettere il bavaglio all'informazione attraverso leggi fasciste, come il ddl intercettazioni. L'IdV continuerà a contrastare questo diabolico disegno e sosterrà in tutti i modi e con tutti i mezzi anche l'iniziativa di Michele Santoro.
Se nessuno, con un soprassalto di dignità, fermerà questa legge ignobile che fa saltare per aria i pilastri della democrazia, la libertà di stampa e il diritto dei cittadini alla trasparenza, ci penseremo noi dell’Italia dei Valori.
I nostri parlamentari pubblicheranno e renderanno note tutte le intercettazioni regolarmente acquisite e depositate. Per una volta quell’immunità parlamentare contro la quale noi ci siamo sempre battuti, invece che a difendere gli interessi della casta, servirà a evitare che i misfatti del Palazzo siano coperti dal silenzio.
Intanto continueremo con ogni mezzo la battaglia contro questa legge fascista sia nelle aule del Parlamento che nelle piazze del Paese.
Quando arrivano alla fine della loro parabola dittatori e dittatorelli sono tutti uguali: perdono ogni contatto con la realtà e pensano di poter mantenere il potere con la repressione e con leggi speciali.
Ma Berlusconi farà bene a non illudersi. L’Italia dei Valori non permetterà che la Rete venga imbavagliata, i mezzi d’informazione ammutoliti e i cittadini lasciati in balia solo delle disinformazioni del Minzolini di turno.
Con tono sommesso e con il rispetto dovuto, mi appello al presidente della Repubblica, affinché invii un messaggio alle Camere. Se non ora, quando?
E’ inutile che il governo e la maggioranza cerchino di giocare alle tre cartine nella speranza di nascondere quello che stanno facendo. La legge bavaglio che stanno per approvare è un insulto alla democrazia, un attentato alle basi stesse della nostra Costituzione con o senza l’udienza filtro, con o senza l’obbligo di rettifica in rete limitato alle testate registrate.
Apporre un bavaglio, in rete, alle testate registrate significa contrabbandare un principio, quello che legittima la censura, e si sa che in questi casi una volta fatto il primo passo non ci si ferma più.
Noi dell’Italia dei Valori abbiamo ha proposto un subemendamento alla proposta Cassinelli per sopprimere ogni riferimento al web nel ddl intercettazioni.
La piena libertà è la condizione imprescindibile perché la rete rimanga uno straordinario strumento di democrazia, conoscenza e partecipazione democratica, non si può censurare. Il nostro subemendamento mira a ripristinare elementari principi di libertà di espressione e di pensiero. E non ci venissero a raccontare che vogliono tutelare l’onorabilità di eventuali diffamati: per questo, anche in Rete, bastano le norme penali esistenti
Il resto di questa legge è altrettanto aberrante. Dire che non si possono pubblicare intercettazioni fino all’udienza filtro è come dire che ai mezzi di informazione è vietato informare su atti che non sono segreti. Si può raccontare che c’è stato un arresto, ma, se l’indizio decisivo si trova in un’intercettazione, non si può raccontare perché quell’arresto c’è stato. Roba da matti.
L’idea dell’onorevole Paniz di mandare in galera i giornalisti, poi, la si può definire con un nome solo: fascismo.
Io sono certo che la Rete, la libera stampa e l’Italia democratica sapranno fermare questo scempio, e l’Italia dei Valori sarà come sempre in prima linea per difendere la libertà che oggi è seriamente minacciata dentro e fuori il Parlamento.
Lo avevamo detto e avevamo visto giusto: nella sua fase estrema il berlusconismo agonizzante darà il peggio di sé. Chi pensa che in fondo tra il tenersi questo governo per un mese o per un anno passa poca differenza si illude. Di qui alla sua caduta, Berlusconi avvelenerà ogni pozzo nel tentativo disperato di salvarsi
La lotta alla criminalità, che per tante parti dell’Italia, dovrebbe venire prima di tutto è uno di questi pozzi. La libertà di informazione e il diritto dei cittadini a sapere chi sono e come si comportano quelli chi li governano è un altro.
Berlusconi e la folla di maggiordomi con cui ha riempito il Parlamento stanno per inquinarli tutti e due con lo stesso micidiale veleno: la legge contro le intercettazioni.
La smettessero di prendere in giro gli italiani. Quella legge ha un solo scopo: impedire che i cittadini sappiano che razza di gente e gentaglia siede al governo o in Parlamento. Se la legge bavaglio fosse stata già in vigore quando la cricca che si ingrassava sulla tragedia dell’Aquila è stata scoperta, avremmo saputo che c’erano dei sospetti sugli appalti per la ricostruzione della città. Non si sarebbe mai saputo che uno sciagurato avvoltoio, nella notte della tragedia, si fregava le mani tutto contento perché già sapeva che quegli appalti lo avrebbero arricchito grazie ai rapporti corrotti e clientelari con qualche governante. Non è la stessa cosa. In un caso i cittadini possono giudicare chi li governa e agire di conseguenza. Nell’altro no.
Per questo scopo ignobile, Berlusconi e la sua banda non esiteranno a fare un enorme favore a quei criminali che avrebbero il dovere di combattere e a fare un altrettanto enorme danno al principio base delle democrazie moderne: la libertà di informazione e il diritto dei cittadini alla trasparenza del potere. Tutt’al più cercheranno di nascondere lo scempio dietro una foglia di fico come l’obbligo di mantenere le intercettazioni segrete fino all’udienza filtro
Noi non lasceremo nulla di intentato pur di fermare questa legge vergognosa, Continueremo a manifestare in piazza, lo faremo anche domani pomeriggio a Roma, in piazza del Pantheon, e a fare strenua opposizione in aula. Ma non ci illudiamo. Abbiamo di fronte una banda di disperati pronta a tutto pur di provare a salvarsi. Le vie di mezzo non esistono più. Bisogna cacciarli il prima possibile. Prima che avvelenino tutto.
Buongiorno a tutti,
bentornati, ben ritrovati dopo questo periodo di vacanza, almeno da parte mia, spero anche da parte di molti di voi.
Le mani nelle tasche degli italiani ladri(espandi | comprimi) Sono successe molte cose, nel frattempo, oggi vorrei parlare, per quel poco che ne capisco, di manovra economica Nella giornata nella quale si festeggia la caduta di un tiranno, Gheddafi, beati libici, speriamo che presto tocchi al nostro Gheddafi, quello che baciava il Gheddafi libico fino a pochi mesi prima dell'inizio della rivolta. Ieri poi il Presidente della Repubblica Napolitano, scamiciato, si è recato al Meeting di Rimini a benedire quest'aria di nuovo inciucio con tutti gli uomini delle banche, delle aziende statali e parastatali in prima fila, che poi sono gli sponsor del Meeting di Rimini e che si spellavano le mani essendo fra i protagonisti del disastro, non solo della finanza a causa della speculazione, ma anche dell'economia reale del nostro Paese.
C'era persino Marchionne, questo genio dell'industria che purtroppo non riesce a vendere le macchine e disgraziatamente è responsabile di un'azienda che fino a prova contraria si chiama Fabbrica Italiana Automobili Torino.
Il Presidente della Repubblica, come se fosse un marziano sceso in terra all'improvviso da pochi giorni, ha ammonito, tra le ovazione dei ciellini che hanno sempre applaudito in questi ultimi vent'anni chiunque gli venisse portato, se gli portavano Jack lo Squartatore lo applaudivano, quindi figuriamoci Napolitano non è certamente Jack Lo Squartatore né qualcosa di paragonabile ma per dire che hanno applaudito comunisti, anticomunisti, filoisraeliani, filoarabi, cattolici, atei... l'importante è che andassero a rendere omaggio e a baciare la sacra pantofola ciellina. “Da quando l'Italia e il suo debito pubblico sono stati investiti da una dura crisi di fiducia e da pesanti scosse e rischi sui mercati finanziari, siamo immersi in un angoscioso presente – dice il Capo dello Stato sceso da Marte, appunto – nell'ansia del giorno dopo, in un'obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti.” Poi fendenti al governo, all'opposizione, “a simili condizionamenti e al dovere di decisioni immediate, non si può naturalmente sfuggire, ma non troveremo vie d'uscita soddisfacenti e durevoli, senza rivolgere la mente al passato e lo sguardo al futuro”.
Applausi, Conti, Passera, Marchionne, Enrico Letta, Maurizio Lupi ecc. ecc., la ministra Bernini, poveretta. “Dinanzi a fatti così inquietanti, davanti a crisi gravi, bisogna parlare il linguaggio della verità – ha insistito il nostro marziano Napolitano – il linguaggio della verità non induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza.” Applausi scroscianti, ovazioni, gente che si strappava i capelli. “Abbiamo noi in Italia parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Abbiamo fatto abbastanza tutti noi che abbiamo responsabilità verso le famiglie e nei rapporti con le giovani generazioni? Stiamo attenti: dare fiducia non significa alimentare illusioni. Non si dà fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie minimizzando, sdrammatizzando, i nodi critici della realtà ma guardandovi in faccia con intelligenza e con coraggio”.
Forse se l'avesse detto tre anni fa, quando Berlusconi negava la crisi, anzi sosteneva che era colpa di Annozero, che se Santoro non ne avesse parlato la crisi non ci sarebbe stata... ecco forse dirle tre anni fa, queste cose, al governo, forse evitare di firmare qualche legge vergogna e sollecitare qualche legge che venisse incontro ai pericoli che la crisi costituiva per il nostro Paese, forse sarebbe stato più produttivo che non andare a piangere sul latte versato, anzi peggio, a fare il mea culpa battendo il petto degli altri, anziché il proprio.
Perché Napolitano non è arrivato da Marte, naturalmente, Napolitano è in politica da diciamo sessant'anni, per essere avari? E' stato Presidente della Camera, è stato uno dei maggiori dirigenti del PCI, poi del PDS, poi dei DS. E' il Presidente della Repubblica mica da ieri, da cinque anni.
Ha sottoscritto, con il suo avallo, tutte le leggi che sono state varate in questi anni, ha nominato tutti i ministri che sono responsabili di quell'avere diffuso illusioni che ha denunciato ieri, ha messo la sua firma sotto la nomina della squadra di governo che oggi i mercati ma anche i cittadini dotati di un minimo di raziocinio, ritengono inaffidabile.
Ogni tanto ha fatto un po' la faccia storta, tipo quando gli hanno sottoposto il ministro Romano, indagato per mafia, oggi Romano è praticamente imputato perché il GIP ha ordinato l'imputazione coatta alla Procura della Repubblica che ha chiesto il rinvio a giudizio, quindi Romano ministro delle risorse agricole è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, e partecipa ai vertici per risolvere la crisi e per fare la manovra, partecipa a scrivere la manovra, dà consigli, interviste, siede al tavolo coi sindacati, insieme agli altri ministri economici.
Quella nomina non spetta al Presidente del Consiglio, ma al Capo dello Stato. Il presidente del Consiglio indica dei nomi e il Capo dello Stato può nominarli oppure può rimandarli indietro.
Non risulta che sia stato rimandato indietro e non risulta che quella nomina sia stata revocata nel momento in cui, addirittura, il ministro, primo caso nella storia pur disgraziata del nostro Paese, un ministro in carica viene imputato di mafia.
Quindi, meno male che Napolitano ha scoperto il debito pubblico, l'evasione fiscale. Lo scudo fiscale secondo voi chi lo ha formato, quando è stato presentato come decreto nel 2009, il secondo anno del terzo governo Berlusconi? L'ha firmato Napolitano. Il Fatto Quotidiano, appena nato, fece una petizione, raccolse 50.000 o 60.000 firme per chiedere al Presidente della Repubblica di non firmare lo scudo fiscale. Fu firmato e adesso lo stesso che ha firmato lo scudo fiscale ci viene a dire che c'è un problema di evasione fiscale? Lo sappiamo, hai firmato lo scudo!
E ancora: il debito pubblico. Il debito pubblico non è mica il peccato originale, non ce lo portiamo mica dalla nascita. Il debito pubblico nasce con certe politiche, negli anni '80, le politiche di Craxi, Andreotti, Forlani e di quelli che sostenevano il Craxismo. Chi era il leader della corrente del Partito Comunista che voleva fare l'alleanza con Craxi? Napolitano. Chi è che attaccò Berlinguer quando parlò di questione morale facendo infuriare Craxi che ovviamente se ne sentiva toccato? Napolitano, il capo dei miglioristi filosocialisti e filocraxiani. Quindi, forse, il petto sarebbe bene ciascuno cominciasse a batterlo su di sé e non sugli altri.
Ma, detto questo, la manovra sta approdando in Parlamento e praticamente del decreto che è stato varato dal Governo con la firma di Napolitano i giorni della burrasca finanziaria poco prima di ferragosto, non c'è più traccia. Quasi tutti i capisaldi di quella manovra stanno saltando perché coloro che li avevano fissati si sono nel frattempo pentiti di fronte all'impopolarità delle misure che avevano adottato. Per cui, la supertassa per chi dichiara oltre i 90.000 euro pare che Berlusconi non la voglia più mettere, i tagli dei comuni, dei piccoli comuni, pare che la Lega non li voglia più, il sacrificio delle famose 38-39 provincie si sta riducendo a lumicino perché è rinviato a quando ci sarà un nuovo censimento e nel frattempo le provincie stanno cercando accorpamenti per salvarsi quasi tutte. I sacrifici chiesti agli Statali, ovviamente, fanno perdere altri voti e quindi si cerca di limarli, e così vengono fuori nuove proposte.
Anticipare la riforma delle pensioni che allunga l'età pensionabile e che era prevista per circa fra dieci anni, oppure abolire tutte le provincie anziché soltanto qualcuna, oppure ritassare con un contributo di solidarietà, i capitali che sono rientrati grazie allo scudo fiscale ma i cui titolari hanno dovuto pagare, due anni fa, quel misero 5% che comunque era già un enormità rispetto al precedente del 2002 dove addirittura si fecero i capitali sporchi o evasi dall'estero pagando il 2,5%.
Tutte proposte di cui si parla sui giornali per fare un gran casino, ma che non hanno nessuna possibilità di essere varate perché sono quelle giuste. Alzare l'età pensionabile in un Paese sempre più vecchio che ha l'età pensionabile più bassa d'Europa è evidente che è da fare subito, non fra dieci anni, escludendo ovviamente i lavori usuranti, ci mancherebbe altro, ma il problema nostro sono le pensioni baby, vecchio serbatoio di clientelismo insieme a quelle false di invalidità.
L'abolizione di tutte le provincie... come si fa ad abolire i piccoli comuni? Sono il cuore pulsante dell'Italia delle famose cento città: questi pur di non abolire le provincie voglio abolire i piccoli comuni, che ovviamente sono in rivolta non per mantenere le cadreghe perché nei piccoli comuni gli emolumenti sono pari a quasi zero, non si risparmierebbe quasi nulla nei tagli alla casta che erano auspicati, mentre tagliando le provincie si risparmierebbero strutturalmente ogni anno chi dice 13, chi dice 15, chi di più miliardi di euro all'anno.
E chiedendo un altro contributo ai titolari dei capitali scudati ad appena il 5% si guadagnerebbero un sacco di soldi. Si tratta semplicemente di scegliere se mettere le mani nelle tasche degli onesti o metterle nelle tasche dei disonesti.
C'è un fortunato slogan del Cavaliere che lo ripete come un mantra da 17 anni: “noi non mettiamo le mani nelle tasche degli Italiani” come se ci fosse qualcosa di male nel fatto che lo Stato chiede ai cittadini di contribuire in proporzione a quello che hanno al bene pubblico, anche al bene dei medesimi che contribuiscono.
Il compianto Padoa Schioppa disse: “il concetto delle tasse è bellissimo” perché chi ha di più contribuisce di più, questa è educazione civica. Non disse le tasse sono bellissime per come sono organizzate iniquamente in Italia, disse il concetto di tassa, di imposta è bellissimo, quello sul quale si fonda uno Stato, una comunità. Mettere le mani delle tasche degli italiani è un dovere dello Stato, non è una rapina. Berlusconi ci ha fatto credere che sia una rapina perché nel suo retropensiero mettere le mani nelle tasche degli italiani significa fare una cosa equa e le cose eque a lui non piacciono, perché lui non vuole mettere le mani nelle tasche dei ladri, degli evasori, perché lui e le sue aziende sono celebri per avere più volte eluso o addirittura evaso le tasse, vedi tutti i condoni che hanno fatto e vedi la legge per Mondadori che l'hanno scorso ha potuto chiudere pagando 8 milioni di euro un contenzioso con l'agenzia delle entrate che durava da vent'anni e che di euro gliene chiedeva 176 milioni, non 8.
Senza contare un altro contenzioso che Berlusconi ha con Mediolanum con l'agenzia delle entrate e la guardia di finanza che gli chiedono 282 milioni di tasse in più di quelle che hanno pagato sostenendo che hanno esterovestito delle attività trasferendole su una società irlandese, trasferendo attività in Irlanda, dove la tassazione è evidentemente più vantaggiosa.
Questo è quello che pensa lui quando dice “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Se esistesse un'opposizione dovrebbe controbattere dicendo “Noi vogliamo che metti le mani nelle tasche degli italiani ladri. Questo devi fare. Mettere le mani nelle tasche degli italiani ladri”. E come si fa? E' semplicissimo.
Si va a vedere quanti soldi guadagnano i ladri, parlo dei ladri naturalmente che si macchiano di reati finanziari ed economici, noi dei ladruncoli da strada. I ladruncoli da strada vanno messi in galera come tutti i grandi ladri, ma mentre contro il furto per le strade non c'è altro modo se non quello di acchiappare i ladri e di migliorare le attività repressive e punitive o anche preventive, contro i grandi ladri ci sono molte cose da fare perché in questi anni sono state fatte leggi che li hanno favoriti, quindi vanno smantellate e vanno come sempre si fa quando c'è un'emergenza criminale aumentate le pene. Quando c'è l'emergenza incendi si aumentano le pene per quelli che incendiano i boschi, quando c'è l'emergenza stupri si aumentano le pene per gli stupratori, quando c'è l'emergenza furti si aumentano le pene per i ladri. Il ladro che ruba il portafoglio o che svaligia l'appartamento può essere condannato a pene che arrivano fino a vent'anni di reclusione. Uno che ruba falsificando i bilanci o facendosi corrompere o evadendo il fisco rischia in concreto pene di un anno e mezzo, due anni, due anni e mezzo. Tutte esenti da carcere, sia preventivo sia dopo la sentenza. Che effetto deterrente possono avere pene del genere? E' evidente che come si fa per i piromani, per gli stupratori, per i ladri di strada, per gli immigrati che delinquono anche soltanto immigrando, bisogna aumentare le pene.
E noi abbiamo fatto una proposta, lo scorso anno sul Fatto Quotidiano, per un'organica legge anticorruzione che copriva anche altri tipi di reati finanziari.
Primo: ratificare finalmente la convenzione penale del Consiglio D'Europa del 1999 sottoscritta anche dal nostro Paese come da tutti gli Stati membri e mai ratificata dal nostro Parlamento. Perché non la vogliono ratificare? Mica perché se ne dimenticano, perché contiene degli impegni di punire severamente anche dei reati che in Italia non sono previsti come reati, e che sono diffusissimi. Sono i reati delle cricche: traffico di influenze illecite, autoriciclaggio, corruzione fra privati.
Oggi in Italia se il capo dell'ufficio acquisti di un'azienda privata prende le stecche dal fornitore per dare sempre a lui le forniture così la sua aziende ci rimette perché prende le forniture non dall'azienda più conveniente ma da quella che paga le mazzette al capo ufficio acquisti, visto che tutto si svolge all'interno di un'area privata non è punibile. In altri Paesi sì, per questo negli altri Paesi le aziende vanno mediamente meglio che le nostre: anche per questo.
Da noi non è reato l'autoriciclaggio: io commetto un reato, intasco il bottino, mi riciclo da solo il bottino, me lo ripulisco, me lo lavo con attività di riciclaggio, se il riciclaggio della refurtiva mia lo faccio io non è reato, se invece me lo fa un altro è reato di riciclaggio. Vi sembra normale una cosa del genere? Vi sembra normale che uno che ricicla una tangente che ha ricevuto non risponde di autoriciclaggio? Vi pare normale che uno che ricicla i proventi delle sue evasioni fiscali non risponda di autoriciclaggio, mentre se lo fa fare a un altro quell'altro ne risponde? E' una follia. Noi non abbiamo l'autoriciclaggio, pensate l'autoriciclaggio mafioso: i mafiosi che si riciclano in attività lecite i proventi del traffico di droga o delle estorsioni, del pizzo o di altri traffici da armi a rifiuti tossici. Se lo fanno in proprio è autoriciclaggio e in Italia non è punito. Non ratifichiamo la convenzione e non puniamo l'autoriciclaggio da 12 anni, nel frattempo son passate maggioranze di destra e sinistra. Era il 1999 quando gli Stati Membri del Consiglio d'Europa hanno approvato quella convenzione, persino il Vaticano e la Russia hanno ratificato la convenzione di anticorruzione, noi no
Allo stesso modo il traffico di influenze illecite: quando uno spendendo il proprio nome e il proprio potere promette di intervenire a vantaggio di questo e di quello, per favorirlo. Anche questo non è reato in Italia, il traffico di influenze illecite è reato in tutti i Paesi seri.
Questa è la prima cosa da fare, la seconda è ripristinare il reato di falso in bilancio, che ora è una burletta, impunibile e improcessabile dal 2002.
Terzo riformare la prescrizione, che falcidia soprattutto i processi ai ricchi che hanno avvocati importanti e possono pagarli anche per molti anni pur di ottenere l'impunità alla fine. La prescrizione deve fermarsi al momento della richiesta del rinvio a giudizio: quando il PM esercita l'azione penale niente più prescrizione. Il processo se inizia finisce, così non c'è più aspettativa di farla franca.
Perché uno dovrebbe aspettare vent'anni per essere condannato se è colpevole? Nel frattempo paga le parcelle dell'avvocato, tanto vale patteggiare subito, restituire il maltolto, prendere qualche sconto di pena e levarsi dalle palle.
Rilanciare di nuovo le proposte che la commissione Mastella. L'unica cosa che ha fatto di buono nella sua vita quand'era ministro della giustizia fu una commissione per una giustizia che si autofinanziasse, recuperando più facilmente il bottino dei vari reati e rimettendolo in circolazione per il migliore funzionamento della giustizia, per pagare i poliziotti, le intercettazioni, gli agenti penitenziari, per costruire nuove carceri. Una giustizia che si autofinanzia recuperando il bottino dei reati che riesce a scoprire e a perseguire. In questa commissione c'erano teste come Davigo, Greco, i magistrati di Mani Pulite. Avevano messo anche una proposta interessantissima: se fai ricorso in appello e in cassazione e si scopre che il tuo ricorso era infondato e l'hai presentato solo per perdere tempo e arrivare alla prescrizione, ci deve essere un filtro, ci devi rimettere qualcosa se fai appello pretestuosamente per perdere tempo e far spendere soldi e tempo alla giustizia. Cauzione. Fai appello, metti una cauzione; se ti danno ragione o si stabilisce che c'erano elementi perché tu presentassi appello o ricorso allora la cauzione te la riprendi. Se il giudice stabilisce che l'appello non stava né in cielo né in terra la cauzione la incamera la giustizia e la usa per funzionare meglio.
Queste sono proposte da recuperare perché fanno recuperare soldi, un sacco di soldi.
Pensate soltanto al fatto che in Italia ogni anno ci sono 80.000 ricorsi in Cassazione. Pensate se si mettesse una cauzione per ogni ricorso in Cassazione di 10 euro: sarebbero 800.000 euro all'anno che lo Stato incasserebbe. Se la cauzione fosse di 50 euro lo Stato incasserebbe 50 per 80.000... sarebbero addirittura 4 milioni di euro all'anno. Pensate quanti soldi. Tenete presente, per dare un parametro, che ogni anno le intercettazioni, tutte le intercettazioni che si fanno in Italia, costano circa 200 massimo 300 milioni di euro. Pensate soltanto con le cauzioni si finanzierebbero tutte le intercettazioni.
Quinto: riformare i reati fiscali con una legislazione all'americana. Triplicare le pene che oggi sono irrisorie. Pensate che il reato fiscale oggi è di due tipi: quello più diffuso che è la dichiarazione infedele prevede una pena massima di 3 anni, che in concreto si risolve in pochi mesi, in pochi giorni con tutti gli sconti e le attenuanti.
Il reato più raro, più difficile da commettere, la frode fiscale, prevede una pena massima di 6 anni. Il furto aggravato fino a vent'anni.
Quanti soldi può rubare uno con un furto aggravato? 20 anni di galera, pena massima.
Rispetto a uno che evade le tasse, 6 anni di pena massima con la frode fiscale, 3 anni con la dichiarazione infedele. Attenzione, perché questi sono reati, penalmente perseguibili, solo sopra le soglie di non punibilità istituite dal centrosinistra, una enorme area di franchigia per gli evasori che sotto le soglie non vanno in tribunali, ma risolvono davanti alle commissioni tributarie in via amministrative con multine che nessuno paga.
Sapete quanto sono le soglie? Perché sia reato la frode fiscale de superare i 50.000 euro di imposta evasa, cioè uno deve guadagnare più di 100.000 euro e non pagare una lira di quei 50.000 euro che dovrebbe pagare. Mentre per la dichiarazione infedele bisogna superare i 100.000 euro perché sia reato, guadagnandone tipo 200.000 e non pagando una lira. Voi capire che è quasi impossibile, lo fanno in pochissimi. Di solito si evade poco per volta oppure si evade soltanto una parte di quello che si è guadagnato. L'evasore totale non è così frequente, perché è più facile prenderlo.
Si è stabilito un meccanismo tale per cui è impossibile o quasi finire sotto processo e se si finisce sotto processo è quasi impossibile finire in galera, essere condannati in tempo prima che scatti la prescrizione, visto che tra l'altro gli accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi vengono fatti due anni dopo, quindi quando il reato viene scoperto la prescrizione ha già cominciato a galoppare da due anni, quando inizia il processo è tutto prescritto. Ecco perché è così conveniente evadere, ecco perché evadono così tanti. Triplicando le pene e aumentando gli accertamenti ed abolendo le soglie di non punibilità è evidente che l'effetto deterrente sarebbe maggiore. Vedremmo gli evasori entrare in galera a frotte come negli Stati Uniti, dove ci sono interi penitenziari pieni di gente che ha evaso le tasse e va in giro in tuta arancione e le catene ai piedi, e gli passa la voglia, a molti almeno.
Queste sono le cose da fare, queste sarebbero le cose da fare per mettere le mani nelle tasche dei ladri e non dei cittadini onesti.
Ritassare i capitali dello scudo fiscale(espandi | comprimi) Poi c'è un ultimo particolare che ho accennato prima ed è la ritassazione dei capitali scudati. Perché ne parlo? Perché c'è un sacco di gente che ha letto i giornali o ha sentito in televisione alcuni soloni sostenere che non si può ritassare quei capitali perché lo Stato aveva fatto un patto con quegli evasori, gli aveva detto “se fai rientrare ti lascio anonimo, non ti chiedo come ti chiami, tu nella banca o nella finanziaria dove porti indietro i capitali lasci un pizzo del 5% sull'ammontare complessivo del capitale, il mediatore ti rilascia una dichiarazione che tu userai nel caso in cui ti venga un accertamento su quel capitale”.Adesso come fai a dire “ti chiedo un altro 15%”? Vìoli il patto. Vero, in un certo senso. Perché, invece agli statali a cui vengono bloccati i TFR non si vìola il patto? Quando hanno cominciato a versare i loro contributi per la pensione e quando hanno cominciato le loro aziende ad accantonare i loro TFR, chi gliel'aveva detto che poi gli sarebbe stato dato con ritardo e a rate? E se avevano programmato di comprare casa per il figlio e nel frattempo non ha i soldi per comprarsela e deve sposarsi, per esempio? Non è una violazione del patto? Solo che lì si vìola il patto con una persona onesta, e dall'altro si vìola tra virgolette il patto con un delinquente che ha evaso e che se l'è cavata pagando non l'aliquota massima del 43% ma quella minima del 5%.
Se patto si deve violare, meglio violarlo coi delinquenti che violarlo con le persone perbene, tanto per fare un esempio.
Ma non è vero nemmeno che si vìola il patto, e quindi non è vero che la norma è retroattiva quindi incostituzionale.
Lo spiega molto bene Maria Cecilia Guerra, economista che scrive sul sito lavoce.info che ha smontato tutte le obiezioni giuridiche alla proposta che ci porterebbe, voi capite, una vagonata di soldi, perché con lo scudo del 2009, poi prorogato nel 2010, sono rientrati circa 100 miliardi di euro di capitali. Lo Stato quanto ha incassato, rispetto ai 43 miliardi che avrebbe dovuto incassare più o meno con l'aliquota massima? Solo 5. Basterebbe tassarli di un altro 15% per incassare 15 miliardi, e comunque gli evasori pagherebbero, prima il 5 poi il 15 un totale del 20% cioè meno della metà di quello che avrebbero dovuto pagare se non fossero evasori, ci guadagnerebbero a strafottere, altro che lamentarsi per la violazione del patto.
“Non si svelerebbero i nomi degli evasori e non si violerebbe alcuno patto tra Stato e cittadini” sostiene la Guerra. Intanto basta presentarla come un contributo di solidarietà da richiedere a persone che noi sappiamo che ne hanno la possibilità, perché hanno fatto rientrare quei capitali.
E quindi gli chiediamo un contributo di solidarietà una tantum perché ci serve, per un anno per esempio. Per quest'anno. Quindici miliardi lì sul tavolo, voi capite che è un terzo della manovra, almeno di quella che hanno dichiarato di voler fare che è sui 40-45 miliardi, anche se poi è come la maglia bernarda che si allunga e si allarga, un terzo sarebbe già lì pronto.
Dopodiché basterebbe tagliare le provincie e avremmo l'altro terzo, dopodiché si potrebbe cominciare a mettere all'asta le frequenze televisive per i concessionari invece di regalarle ai soliti noti come vogliono fare con il trucchetto del beauty contest. Andate a cercare la proposta del PD e dell'IDV sull'asta delle frequenze che mi pare positiva e che farebbe guadagnare un altro sacco di soldi, per non parlare di quanti ne guadagneremmo, credo quattro, anticipando subito la riforma delle pensioni per non parlare di quello che guadagneremmo subito se si costringesse il Vaticano a pagare l'ICI almeno sui suoi alberghi e sulle sue attività commerciali. Nessuno vuole perseguitare la Chiesa, nessuno vuol fare anticlericarismo spicciolo, nessuno vuole negare i meriti che ha la Chiesa nel campo dell'assistenza e della solidarietà che vanno spesso a sopperire le mancanze dello Stato. Però se hai un ostello, se hai un albergo, se hai un'attività commerciale paghi l'ICI come tutti gli altri. Fai i sacrifici anche tu, come tutti gli altri.
E la manovra sarebbe fatta senza mettere un dito nelle tasche dei lavoratori onesti. Un dito.
Dice la Guerra: “Una nuova imposizione sui patrimoni illecitamente detenuti all’estero – regolarizzati con lo scudo del 2009-2010 in cambio di un’imposta “leggera” del 5 per cento – rappresenterebbe una vera inversione a U rispetto alle politiche fiscali del centrodestra. E, una volta tanto, ribalterebbe sui “furbi” parte dei pesanti sacrifici richiesti dalla manovra correttiva. Da più parti, però, vengono sollevate obiezioni sulla fattibilità dell’intervento. Che non sarebbe “costituzionale”, in quanto retroattivo; che romperebbe il “patto di fiducia” tra Stato e cittadini; che infrangerebbe la garanzia di anonimato offerta in cambio del rientro dei fondi (peraltro rimasti in buona parte all’estero). “Tassare nuovamente i capitali scudati sarebbe un’ipotesi legalmente non praticabile”, sostiene la Fodazione Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, perché romperebbe “un patto, per quanto sbagliato, con i contribuenti” ”.
Naturalmente l'hanno ripetuto subito La Russa e i liberal del PD come Franco De Benedetti e Nicola Rossi. Tutte stronzate.
“Una nuova imposta del 18 per cento sui capitali scudati – in modo che la tassazione totale arrivi al 23 per cento, il primo scaglione Irpef – porterebbe nelle casse dello Stato ben 18 miliardi di euro, quasi l’intera manovra per il 2012. E potrebbe avere un ampio sostegno nel prossimo dibattito parlamentare sulla manovra. Pd e Idv la sostengono a spada tratta, ed è arrivato l’apprezzamento del leghista Flavio Tosi, che si è detto “favorevolissimo”, così come Carmelo Briguglio di Fli. Prima di accantonarla per presunte difficoltà insormontabili, allora, vale davvero la pena di vederci chiaro. Innanzitutto, anche con la nuova imposta è possibile rispettare l’anonimato garantito a chi ha aderito allo scudo fiscale”, spiega Maria Cecilia Guerra. “L’imposta può essere riscossa dagli intermediari finanziari che all’epoca hanno curato le pratiche per conto dei loro clienti, e che certamente ne conservano i documenti. Le carte dello scudo, infatti, possono essere opposte a eventuali accertamenti fiscali.”
E' la banca che ha ricevuto i capitali che dice: “Lo Stato mi incarica di prelevarti un altro 18%” La banca l'anticipa e si rivale su cliente, se lo stabilisce la legge si può fare.
“Non si tratterebbe neppure di una tassazione retroattiva” perché chiedi un nuovo contribuiti sui capitali che sai che sono stati depositati.
“L’adesione allo scudo può essere considerata semplicemente un indicatore di buone disponibilità patrimoniali - Io so che quei soldi li hai e su quelli ti chiedo il 18% - sulla base del quale si chiede al contribuente un ulteriore versamento.” Non c'è niente di retroattivo, te lo chiedo oggi per domani.
”La manovra contiene già il contributo di solidarietà sui redditi Irpef e l’addizionale Ires per le imprese energetiche, queste sì retroattive visto che vanno a toccare anche i redditi prodotti quest’anno, prima della manovra di agosto. Perché allora lo Stato dovrebbe farsi degli scrupoli in più per patrimoni frutto di evasione o peggio?”
“Andando a ben vedere, tra l’altro, il provvedimento varato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti due anni fa (nonché nel 2002-2003) garantiva lo “scudo” non verso future imposte, ma “verso ulteriori accertamenti fiscali, che nessuno infatti propone di svolgere”
Nessuno ti fa accertamenti su quei capitali, però ci paghi il 18%.
Con questa manovra lo Stato rompe di fatto altri patti, ma non con gli evasori, con altri, con persone oneste anche perché c'è il TFR dilazionato o “magari qualcuno aveva progettato di comprare una casa al figlio con il Tfr, o di andare in pensione in un dato momento…”
Son tutti patti che si rompono, non è bello ma in emergenza lo Stato queste cose le fa. Deve decidere a chi farle, ai ladri o agli onesti?
A questo proposito concludo con un bellissimo articolo di Francesco Bonazzi sul Secolo XIX in cui si spiega che tutti i grandi scandali degli ultimi anni hanno riguardato persone che hanno fatto lo scudo fiscale, hanno portato in saldo i loro capitali grazie allo scudo Berlusconi-Tremonti-Napolitano.
Il rischio di favorire il riciclaggio, oltre che la corruzione, c’è sempre. Anche perchè quando si parla di scudo fiscale, molte banche vanno troppo di fretta. L’ultima relazione annuale dell’Uif, la struttura di Bankitalia che vigila sul riciclaggio, spiega che in occasione dello scudo fiscale 2009-2010 le banche hanno segnalato solo 688 operazioni sospette, pari allo 0,3% del totale.”
Tutte le altre, evidentemente, gente che portava la valigia coi contanti, non destavano sospetti.
”Ma basta leggere le carte delle ultime inchieste penali sui colletti bianchi, dalla P4 al caso Penati, per rendersi conto che ormai è un coro: «Signor giudice, io ho scudato…».
Rovinati dallo scudo – La prossima campagna pubblicitaria contro l’evasione andrebbe affidata alla dottoressa Raffaella Raspi, 48 anni, di Roma. Il 26 marzo scorso, davanti al gip, spiega così il buco da 170 milioni di euro scavato insieme al suo compagno Gianfranco Lande, meglio noto come il “Madoff dei Parioli”: «La verità è che siamo stati rovinati dall’ultimo scudo fiscale. Molti dei nostri clienti, quando si è trattato di valutare se accedervi, ci hanno detto “Io non le dico come e perché ho questi denari”. Ma i titoli in mano a questi clienti sono di difficile negoziabilità: fondi offshore, non quotati. Nel 2004 non sarebbe stata la stessa cosa, ma nel 2009 hanno scudato entro dicembre e dal primo gennaio 2010, in massa, hanno richiesto tutta la liquidità possibile».
L’indagine partì proprio dalle minacce di morte che alcuni “scudatori”, ritenuti vicini al clan Piromalli, rivolsero a Lande. Riebbero subito indietro 8 dei 16 milioni investiti, ma il falso broker andò a fare denuncia contro ignoti per minacce e insospettì gli investigatori. Le due banche attraverso le quali sono transitate queste centinaia di operazioni non hanno fatto alcuna segnalazione anti-riciclaggio all’Uif.
Comunque vada a finire l’inchiesta della procura di Napoli, un risultato a suo modo storico è già stato raggiunto: ha svelato il percorso finale della mazzetta tenuta per sé da Luigi Bisignani per smistare la maxi-tangente Enimont. Interrogato dal pm Henry John Woodcock il 28 marzo 2011, il lobbista racconta: «Un miliardo e mezzo di lire lo utilizzai nel 1991 per acquistare 4 case dai Salini e gli altri tre miliardi circa me li fece rientrare nel 2001 dalla Svizzera la commercialista Stefania Tucci, grazie allo scudo fiscale e attraverso un giro di società estere che lei utilizzava di solito».
Ma di scudo parlano anche altri due indagati di spicco come gli industriali Alfonso Gallo e Luigi Matacena, oggi grandi accusatori dell’onorevole Alfonso Papa. Gallo racconta ai pm che Matacena, oltre ad essere incappato nello scandalo della “Lista Falciani”, aveva fatto ricorso allo scudo del 2009 e ne aveva parlato allegramente in un pranzo offerto ad Adriano Galliani e a tre generali della Finanza. Matacena, sentito dai pm per secondo, si difende così: «Il mio nome compare nella lista Falciani, ma nel dicembre 2009 ho scudato circa 2 milioni e mezzo di euro che avevo su due conti alla Hsbc di Lugano e poi su un conto acceso alla Banca Zanardelli presso la quale ho fatto lo scudo».
Ma quando gli viene chiesto se avesse domandato consigli ai tre generali della Finanza presenti a quel pranzo (Adinolfi, Bardi e Zafarana), la risposta di Matacena è da manuale: «Non ho mai chiesto alcuna cortesia nè con riferimento allo scudo fiscale nè per altro ai miei amici della Gdf, anche perchè per lo scudo non mi sarebbe servito alcun aiuto, dal momento che è previsto dalla legge e basta pagare la sanzione».
Scudo rosso non avrai il mio scalpo – Con i soldi rientrati legalmente ci si può lanciare in tante avventure. Il 27 dicembre 2005, l’ex patron di Unipol Giovanni Consorte, condannato in primo grado a tre anni per la scalata Antonveneta, spiega che ha fatto dei soldi che gli arrivavano dagli affari con la Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani: «Nel 2002 ho aderito allo scudo e ho fatto rientrare il denaro per un importo complessivo di 5.400.079 euro, presso l’Unione fiduciaria di Milano. Ho scudato anche i soldi di Casale come fossero miei».
Il riferimento è a Vittorio Casale, detto “l’immobiliarista rosso”, arrestato lo scorso 13 giugno per bancarotta fraudolenta.
Poi c’è l’imprenditore Piero Di Caterina, che insieme al costruttore Giuseppe Pasini accusa di corruzione Filippo Penati. A gennaio, quando il pm Laura Pedio gli chiede di spiegare come sarebbe stata costituita la maxi-provvista da oltre un milione di euro destinata al Pd milanese, Di Caterina racconta che «quei soldi erano su un conto lussemburghese e li abbiamo fatti poi rientrare nel 2003 in Italia». Come? «Con lo scudo fiscale», naturalmente.
Nei monumentali faldoni perugini dell’inchiesta "G8" si scopre che almeno due protagonisti della Cricca avrebbero fatto ricorso allo scudo fiscale del 2009: il costruttore Diego Anemone e l’ex provveditore alle Opere pubbliche Angelo Balducci. E non si è lasciato scappare l’occasione dell’ultimo rientro legale di capitali neppure Lele Mora, sotto processo per il Ruby-gate e arrestato per bancarotta. Nelle carte scovate dai pm ci sono i movimenti del conto che l’agente delle starlette aveva presso la Bcc di Carugate Brianza. A gennaio 2009 gli addebitano due euro e cinquanta centesimi per «pratiche scudo fiscale». Mora vince sicuramente il premio “Scudo low cost”.
Ecco, voi a chi fareste pagare questa manovra, potendo? Come abbiamo dimostrato, si può.
Passate Parola.
La Lega dice che le pensioni non si toccano e i pensionati, visti i precedenti, fanno gli scongiuri. Per forza: è la stessa Lega che diceva no alla guerra ma subito dopo ha votato senza dire ne ah ne bah a favore dei bombardamenti, la stessa che si scatenava contro l'Europa e adesso dice che tutto quel che fa l'Europa va bene. Nelle prossime ore il Pdl farà di tutto per convincere Bossi a rimangiarsi la parola e a intervenire sulle pensioni d’anzianità, e non è affatto detto che non ci riesca.
Anche perché in queste settimane la Lega, invece di chiarirsi le idee e smettere di far pagare al Paese anche le sue divisioni, si è preoccupata solo delle sue solite ossessioni liberticide e invece di chiarirsi le idee e provare a difendere con coerenza, una volta tanto, le sue posizioni ha pensato bene di proporre l'ennesima legge che mira a far fuori e a imbavagliare la Rete.
Con la scusa di contrastare la contraffazione online e la vendita non autorizzata di farmaci, questa legge vorrebbe che i provider, ogni volta che gli viene segnalato un contenuto illecito, fossero obbligati a rimuoverlo. Senza aspettare che si pronunci un giudice, senza perdere tempo a a verificare se l'accusa è fondata o no. Una denuncia e via, alla faccia di qualche secolo di civiltà giuridica.
Non basta. L'on. Fava (sempre lui) vuole anche che per legge si obblighi la rete a fornirsi di “filtri” che scattano da soli ogni volta che compare nelle comunicazioni una parola chiave che autorizza a sospettare qualche scambio di informazioni illecito. A parte che filtri del genere non esistono, vi immaginate cosa succederebbe se una trovata del genere diventasse legge? La Rete si intaserebbe più delle autostrade all'inizio di agosto e anche comunicare cose del tutto lecite diventerebbe del tutto impossibile. Più che un ddl sembra la sceneggiatura di un film comico-demenziale.
Che in un momento come questo la Lega abbia pensato a una legge di questo genere dimostra tre cose. La prima è anche i leghisti, come il presidente del consiglio, vivono sulla luna e non si rendono conto di cosa sta succedendo qui sul pianeta Terra e di quanto una Rete libera aiuti lo sviluppo economico del Paese. La seconda è che la libertà del web continua a fare paura e così fioccano i progetti e le idee balzane per mettere catene. Ma la terza cosa è che anche come censori e repressori i parlamentari di questa maggioranza sono del tutto inetti e incapaci.
Il problema grosso è che però sono proprio loro, con tutta la loro incapacità, a dover affrontare una situazione d'emergenza che è stata in gran parte creata proprio da loro. E come si può pensare che ci riescano?
Tra due giorni la manovra arriverà al Senato e si vedrà lì, in Parlamento, se il governo è davvero disposto ad accogliere i suggerimenti dell'opposizione e a modificarla rendendola meno iniqua e più efficace. Sarebbe la prima volta nella storia di questo governo ma non è mai troppo tardi.
Sul fatto che la manovra sia necessaria per iniziare almeno a rimettere in sesto i conti dello Stato non ci piove. Ma non è affatto vero che debbano per forza pagare quelli che pagano sempre: l'ingiustizia della manovra così come l'ha pensata il governo dipende dal fatto che lo stesso governo non vuole toccare privilegi e interessi potenti e così non gli resta che far tirare la carretta al solito somaro: i cittadini che lavorano e che sono onesti.
Faccio un esempio, ripreso da una denuncia comparsa proprio oggi sul quotidiano La Repubblica. Devono essere assegnate sei nuove frequenze televisive, cinque per il digitale terrestre e l'ultima per le tv che si vedono sui telefonini o sugli Ipad. Le frequenze sono un bene pubblico, una proprietà collettiva che in passato è stata troppo spesso regalata o svenduta ad amici e amici degli amici e Berlusconi ne sa qualcosa per il grazioso dono ricevuto dal suo compagno di merende Craxi . Era uno scandalo già in passato, lo diventerebbe ancora di più oggi quando i cittadini devono dissanguarsi per rimettere a posto i conti dello Stato. Quelle frequenze devono essere messe all'asta e gli incassi devono essere scalati dalla manovra in sostituzione dei tagli agli enti locali, cioè, in soldoni, ai servizi per i cittadini, alla sanità, all'istruzione, ai trasporti pubblici.
Il governo pensa invece di regalare quelle frequenze, indovinate un poi' a chi? A chi “ha i requisiti adatti”, Cioè alla Rai e all'azienda del presidente del consiglio, a Mediaset.
Questa ennesima ingiustizia che come al solito va a tutto vantaggio di Silvio Berlusconi, non può e non deve essere tollerata. In Parlamento l'Italia dei Valori, spero insieme a tutta l'opposizione, proporrà un emendamento alla manovra perché quelle frequenze siano messe all'asta. E chi non lo voterà non speri di farla franca in silenzio: dovrà assumersene la responsabilità di fronte a quegli stessi cittadini a cui chiede impunemente nuovi sacrifici.
Testo:
Buongiorno a tutti, siccome è un po’ difficile orientarsi nel cosiddetto caso Casa Tremonti, oggi ci occupiamo di questo guazzabuglio per cercare di mettere un po’ d’ordine e di capire anche cosa può succedere, perché sapete che siamo talmente malridotti che a Tremonti paiono essere appese le residue speranze di salvarci dalla tempesta finanziaria che secondo voci sempre più insistente starebbe per abbattersi anche sul nostro paese, poco prima di ferragosto.
Affitti e subaffitti di Tremonti(espandi | comprimi) Intanto mi scuso con le teste di cazzo che la scorsa settimana si sono meravigliate se mi sono scansato per evitare di prendermi il lampadario in testa durante il terremoto e soprattutto mi scuso per il fatto che a casa mia porto i pantaloni corti, prometto di non farlo più anche perché evidentemente questa è diventata una delle notizie più importanti della settimana, visto che nel nostro paese non succede niente, ma torniamo a Tremonti. Tutto comincia quando circa un mese e mezzo fa, la Procura di Napoli chiede e ottiene dal G.I.P. di Napoli la custodia cautelare per Marco Milanese che è un ex finanziere che per anni da svolto incarichi di ufficiale, prima sott’ufficiale e poi ufficiale della Guardia di Finanza ha fatto un sacco di verifiche fiscali e poi come ogni tanto avviene, ha lasciato la guardia di Finanza per diventare, nel giro di poco tempo, il principale e più stretto collaboratore di Tremonti che non è soltanto ogni tanto il Ministro delle Finanze dell’economia, ma è soprattutto il titolare di uno dei primissimi studi di tributaristi e commercialisti d’Italia che assiste i maggiori gruppi finanziari e imprenditoriali d’Italia che, come natura vuole, spesso subiscono ispezioni e verifiche fiscali della Guardia di Finanza. Molti capitani di industrie e finanzieri si avvalgono dei servigi di ex ufficiali della Guardia di Finanza e molto spesso cominciano a avvalersene proprio quando questi ufficiali o sott’ufficiali si sono occupati delle loro aziende, si sa come vanno le cose, il finanziere guadagna poco, l’imprenditore guadagna molto, spesso il finanziere rimane, non spesso per fortuna raramente, ma ogni tanto capita, rimane abbacinato dai soldi, dal lusso, dalla rutilante opulenza dei luoghi che è costretto a visitare per ragioni d’ufficio e quindi se ne lascia conquistare, abbandona la divisa e va a guadagnare meglio, spesso le ispezioni che sta facendo finiscono nel nulla, accadde così per esempio con il Finanziere Massimo Maria Berruti che nel 1979 visitò i cantieri di Milano 2, ci trovò un nanerottolo spelacchiato che fingeva di tracciate delle linee su un foglio, chiese se era il proprietario o se non lo conosceva, quello disse, no, no, sono soltanto il progettista, era Berlusconi che era naturalmente il proprietario, ma tanto per cambiare si nascondeva e l’ispezione nonostante che avesse evidenziato alcuni profili interessanti dal punto di vista tributario e dal punto di vista di certe operazioni che si facevano con società estere, fu frettolosamente chiusa e poi si scoprì che uno dei finanzieri, un certo Gallo risultava nelle liste della P2 che uscirono due anni dopo e l’altro Berruti aveva smesso di fare il finanziere, aveva cominciato a fare l’Avvocato e a lavorare proprio per la finanza estera del gruppo del nanerottolo, dopodichè gli successe qualcos'altro, fu arrestato a metà degli anni 80 per lo scandalo Icom da cui poi uscì pulito, non uscì pulito invece poi dallo scandalo della corruzione della Guardia di Finanza, dove lui si prestò a un’operazione di depistaggio per silenziare i finanzieri che venivano corrotti dalla Fininvest e dopo essere stato condannato 8 mesi definitivi per favoreggiamento, approdò mestosamente in Parlamento dove tutt’ora risiede a spese nostre, il caso di Berruti non è isolato, Milanese che per il momento non ha condanne, ha soltanto imputazioni per corruzione ha comunque anche un mandato di cattura che risale, a un mese fa, ma essendo parlamentare, per eseguire il mandato di cattura i giudici hanno dovuto chiedere il permesso alla Camera che, con vari artifizi e raggiri è riuscita a rinviare il voto all’autunno e quindi su Milanese pende una meravigliosa spada di Damocle a forma di manette, vedremo in autunno se il Parlamento, come è già accaduto con l’On. Papa, autorizzerà il suo arresto, oppure se vieterà ai giudici di mettergli le manette!
Nel mandato di cattura inoltrato al Parlamento per l’autorizzazione all’arresto, si legge che Marco Milanese ospita in un appartamento sontuoso in Via Campo Marzio, 24 200 metri quadrati con salone affrescato, il Ministro dell’economia Giulio Tremonti, di cui lui è fedelissimo e risulta che per questo appartamento Milanese paghi un affitto di 8500 Euro al mese, chi ci vive? Tremonti e basta in questo enorme spazio di 200 metri quadrati vive Tremonti che ha famiglia, credo abbia una moglie e un figlio a Pavia, ma a Roma non ha un appartamento suo, quel giorno, quando sui siti comincia a rimbalzare il contenuto di questo mandato di cattura, Tremonti emette un comunicato, un comunicato in cui dice, è il 7 luglio, l’ha detto un mese e mezzo fa, mi sembrava passato più tempo, il 7 luglio “la mia unica abitazione è a in Pavia, non ho avuto altre case a Roma, per 3 sere la settimana che normalmente da più di 15 anni trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee - non si capisce come possa il Ministro dell’economia trascorrere soltanto 3 giorni della settimana a Roma, dovremmo averne uno a tempo pieno, invece apprendiamo da lui che ce l’abbiamo a tempo parziale, 3 giorni soltanto va al Ministero, evidentemente – prevalentemente in albergo e come Ministro in Caserma, poi ho accettato l’offerta fattami da Milanese per l’utilizzo temporaneo da parte dell’immobile nella sua piena disponibilità e utilizzo, apprese oggi le notizie giudiziarie relative all’immobile, già da stasera per ovvi motivi di opportunità, cambierò sistemazione”. “Apprese oggi” no “apprese oggi” non è vero, si scopre subito che Tremonti era stato interrogato dai PM di Napoli in gran segreto nel dicembre dell’anno scorso, e lì i magistrati di Napoli gli avevano chiesto conto e ragione di una serie di comportamenti gravissimi di cui accusavano il suo fedelissimo Milanese per chiedergli se lui ne sapesse qualcosa, se li avallasse o se quel tizio approfittasse del suo nome per farsi dare soldi, Ferrari, regali, gioielli, tangenti, Tremonti dunque sa da dicembre che il suo braccio destro è accusato di fatti gravissimi, ma lascia passare dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, fino al 7 luglio, 7 mesi e un pezzo, prima di andarsene dalla casa in cui era ospite e di cui risulta pagare l’affitto Milanese e di prendere le distanze dal suo fedelissimo che ha continuato a essere il suo fedelissimo anche se Tremonti, dall’inizio di dicembre sapeva di quali comportamenti era accusato dalla Procura di Napoli e anche se fin dal 15 dicembre, i giornali avevano dato notizia delle indagini di Napoli su Milanese per corruzione, quindi non lo sapeva soltanto Tremonti, lo sapevamo poi anche tutti noi dopo qualche giorno dal suo interrogatorio, perché se lo è tenuto al fianco? Perché gli ha consentito di continuare a fregiarsi nel titolo di consigliere privilegiato del Ministro dell’economia? Perché è rimasto a casa sua fino al 7 luglio? Mistero!
Imprudenza, leggerezza, menefreghismo, senso di impunità, “io sono io, voi non siete un cazzo!”, può essere tutto, sta di fatto che questo è!
Cosa succede a quel punto? Succede che il Parlamento va avanti nell’esame del mandato di cattura, si scoprono altre cose e ci si domanda com’è possibile che Milanese disponga di 8500 Euro al mese per pagare l’affitto di una casa dove non abita, visto che poi deve anche occuparsi della casa dove abita, visto che ha una prima moglie da cui si è separato e poi ne ha una seconda, avrebbe un certo numero di spese per quanto i parlamentari guadagnino bene, come fa Milanese a permettersi di poter offrire a Tremonti un appartamento per il quale paga 8500 Euro? Niente paura che i magistrati di Napoli vanno avanti con le indagini e scoprono che in realtà quell’appartamento dove abita Tremonti in Via Campo Marzio di 200 metri quadrati con gli affreschi e altri ammennicoli, sì sembra pagarlo, quanto all’affitto Milanese, ma in realtà i soldi a Milanese per quell’appartamento glieli dà qualcun altro, così almeno sostiene un costruttore edile che si chiama Tommaso Di Lernia nel giro è noto come “er cowboy” è un ex muratore che ha messo in piedi un’aziendina, un’impresa edile e che fa lavori, ovviamente e fa lavori che intersecano varie indagini che in questo momento sono aperte a Roma e a Napoli: Finmeccanica, Enav e cosa dice questo Di Lernia? Questo Di Lernia dice in un memoriale, che l’affitto della casa abitata dal Ministro Tremonti in Via Campo Marzio non lo paga Milanese, ma lo paga un altro imprenditore che si chiama Angelo Proietti, perché Proietti dovrebbe pagare quei soldi per l’affitto di una casa abitata da Tremonti? Lo fa così perché gli è simpatico Tremonti o gli è simpatico Milanese? No, dice Di Lernia che in cambio questo proietti riceve subappalti nelle opere appaltate dall’Enav, l’Enav è un ente pubblico che si occupa del controllo sui voli, sugli aerei.
Chi è il controllore dell’Enav? Il Ministero dell’Economia, cioè Tremonti e Milanese, non solo, ma questo proietti pare abbia ristrutturato quell’appartamento gratis e in cambio, secondo l’accusa avrebbe avuto degli appalti anche da un’altra società pubblica, la Sogei che è partecipata al 100% sempre dal Ministero dell’economia, quindi il sospetto, Milanese ha querelato Di Lernia per calunnia, quindi dobbiamo parlare semplicemente di sospetto che nasce dal memoriale di Di Lernia è Proietti ristruttura gratuitamente l’appartamento a Milanese dove poi abita Tremonti, Proietti paga l’affitto a Milanese al posto di Milanese di Tremonti e in cambio ottiene subappalti dall’Enav e appalti dalla Sogei che sono società l’una che ha come supervisione il Ministero rappresentato da Tremonti e l’altra che ha addirittura come socio unico il Ministero rappresentato da Tremonti. Dice poi Di Lernia che ci sono dietro a Tremonti brutte storie di ricatti, perché dice Di Lernia, Tremonti è stato ricattato da Lorenzo Cola, quest’ultimo è un faccendiere che è stato in carcere a lungo, forse lo è ancora, altrimenti è stato appena liberato, in quanto era il consulente di Guarguaglini che è il N. 1 della Finmeccanica, per cosa veniva ricattato Tremonti? 1) Veniva ricattato per il fatto che l’affitto della casa non lo pagavano né lui né Milanese, dice Di Lernia; 2) perché Di Lernia era stato costretto, sempre in cambio poi di favori, di appalti a comprare sopracosto uno yacht, una barca di Milanese e poi aggiunge Di Lernia, veniva ricattato Tremonti anche per le sue altre porcate che non sappiamo quali siano.
Chi ricatta il ministro delle Finanze?(espandi | comprimi) Perché veniva ricattato con queste notizie compromettenti da Cola? Perché Cola si sarebbe speso per fare in modo che il suo referente in Finmeccanica, il capo di Finmeccanica Guarguaglini non venisse sostituito, a un certo punto pareva che Tremonti volesse sostituire Guarguaglini con Flavio Cattaneo, l’ex Direttore generale della RAI che ora è amministratore di Terna, per salvare Guarguaglini dall’avvicendamento ci sarebbe stato un ricatto a Tremonti.Se togli Guarguaglini e metti Flavio Cattaneo noi facciamo uscire le tue porcate: affitto, barca e altre, non sappiamo se è vero o non è vero che le cose sono andate così, sappiamo però che Guarguaglini è stato riconfermato a Finmeccanica e così avremmo, se fosse vero, un uso privato di gruppi pubblici, come: Sogei, Enav e Finmeccanica, dove le nomine non si decidono in base al merito, ma si decidono in base a ricatti, scambi di favori, oppure raccomandazioni di Milanese che era attivissimo nel nominare e nello snominare negli ambienti delle aziende statali e parastatali, questo Di Lernia non è che sia un giglio di campo, Di Lernia è un costruttore accusato a sua volta di corruzione e frode fiscale perché la sua società ha avuto degli appalti dall’Enav.
Però parla, consegna questo memoriale e quindi questo memoriale viene depositato agli atti. Raccontando queste cose nel suo memoriale Di Lernia racconta che l’affitto di Tremonti in realtà non lo pagava Milanese ma lo pagava Proietti in cambio di appalti dall’Enav e dalla Sogei.
A questo punto seconda comunicazione di Tremonti, il quale dice “è vero che lo pagava Proietti”, Milanese pure dice che non è vero che l’affitto lo pagava Proietti, Milanese dice “lo pagavo io e poi Tremonti mi dava circa la metà” Tremonti conferma “davo 4000 Euro al mese a Milanese per il disturbo di occupare un appartamento affittato da lui” 4 mila Euro, i magistrati controllato, non risulta nessun contratto di sublocazione, tra l’affittuario ufficiale, Milanese e il subaffittuario Tremonti, quindi evidentemente gli dava i soldi così, brevi manu, in contanti, non risultano neanche bonifici o assegni se non un assegno che può non riguarda questa faccenda, ma un’altra transazione tra Tremonti e Milanese.
Tremonti comunica tutto ciò e dice: “ho fatto una leggerezza, ho fatto una stupidata, è stato un errore, ma l’ho fatta per ragioni di privacy – perché dice – convenuto lo specifico conteggio di una somma a titolo di contributo, pagata via, via per ciascuna settimana, calcolata in base alla mia tariffa giornaliera di ospitalità alberghiera, nessun nero e nessuna irregolarità, all’inizio avevo pensato a un diverso contratto che poi ho subito escluso per ragioni personali. Trattandosi di questo tipo di rapporto tra privati e cittadini non era dovuto all’emissione di fattura o vietata la forma di pagamento, come facevo a disporre ogni settimana del contante? Dal 2001 prima e poi dal 2008, cioè da quando è diventato Ministro la prima e la seconda volta, la prima volta dal 2001 al 2004 poi fu cacciato e sostituito da Siniscalco, questa volta dal 2008 a oggi, ricevo in contanti in modo perfettamente lecito e ufficialmente registrato il mio compenso da Ministero pari a circa 2390 Euro al mese” quindi dove prende gli altri 1600 Euro al mese per pagare cash il subaffitto informale a Milanese? Dice nel 2008 sul 2007 ho dichiarato tanto al fisco, quanto in Parlamento, un reddito annuale molto elevato come nei tanti anni precedenti e così pur avendo interrotto l’attività professionale, ho o accumulato titolarità di altri redditi, è tutto tracciato e tracciabile, ho fatto errori? Sì, certamente in primo luogo che qualcosa posso rimproverarmi, via il fatto di non avere lasciato prima l’immobile, l’ho fatto in buonafede ma sarebbe stato senza dubbio più opportuno, dato che proprio questo è ora causa di speculazioni che avrebbe potuto e dovuto evitare, però non ho commesso illeciti” questo dice lui, illeciti penali non si sa, vedrà la magistratura.
Illeciti nel senso che ha violato una legge? Quello sì, abbiamo scoperto noi de Il Fatto Quotidiano, che nella legge finanziaria del 2005, nell’ambito della “lotta” all’evasione fiscale, Tremonti aveva fatto infilare una norma che rende nulli i contratti di sublocazione se non vengono registrati, perché? Per evitare gli affitti in nero, se ho degli appartamenti e li affitto a degli extracomunitari e mi faccio dare i soldi fuori busta e poi dico: va beh, ma sono amici miei, li sto ospitando, facciamo tutto tra di noi, è evidente che sto sfuggendo al fisco, qualcuno sta sfuggendo al fisco, qualcosa sta sfuggendo al fisco, ecco perché nel 2005 opportunamente la legge finanziaria che ovviamente era stata fatta l’anno prima, prevedeva che dal primo gennaio 2005 i contratti di locazione o che comunque costituiscono diritti relativi di godimento di unità immobiliari o di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli se ricorrendone i presupposti non sono registrati, inoltre la registrazione del contratto deve essere effettuata entro 30 giorni dalla stipula.
C’è già una sentenza del Tribunale di Roma del 30 settembre 2010 e ribadisce la sanzione della nullità nel contratto di locazione in caso di mancata registrazione entro 30 giorni dalla stipula, questo dice la sentenza, perché? Qual è la ratio di questa norma? Perché l’evasione fiscale nasce spesso da contratti d’affitto informali, in nero, tant’è che già nel 1998 la legge 431 prevedeva la nullità del contratto di locazione a uso abitativo non registrato, è nulla ogni pattuazione ogni volta, volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato, ma quella norma riguardava soltanto i contratti di locazione a uso abitativo.
Così questa norma è stata integrata con quella che vi ho letto prima del 2005. Tremonti dice: parzialmente occupavo quell’alloggio e quindi pagavo la metà” ma nessuno dei vicini ha mai visto altri se non lui occupare quell’appartamento e quindi perché se lo occupava tutto, pagava soltanto la metà? Tenete presente che se per caso avesse pagato cash a Milanese più di 5000 Euro, sarebbe incappato nella legge antiriciclaggio che prevede che contanti e senza fattura non si possa pagare più di 5 mila Euro, se uno supera i 5 mila Euro, incappa nella sospetta operazione di riciclaggio e quindi il pagamento deve essere tracciabile sopra quella soglia, speriamo che sia vero che pagava soltanto 4 mila Euro, non possiamo verificarlo perché ovviamente se lo faceva per contanti, non esistono bonifici, non esistono assegni e quindi non esistono documenti che dimostrino che dava veramente solo 4 mila Euro a Milanese che pur non mettendo piede in quella casa, di Euro ne pagava 8500, poco importa se poi se li faceva dare da Proietti come dice Di Lernia, oppure se li metteva di tasca sua, prendendoli non si sa bene da quale reddito, visto che poi ha anche due famiglie da mantenere e ha anche la sua di casa, almeno una, credo che ne abbia anche un’altra poi nel napoletano, visto che è originario di quelle parti.
napoletano, visto che è originario di quelle parti. casa, almeno una, credo che ne abbia anche un'le reddito, visto che poi h
Non basta, perché Tremonti ha detto: ho lasciato la caserma della Guardia di Finanza per andare a abitare o in albergo o meglio ancora a casa di Milanese per ragioni di privacy, non si capisce che differenza ci sia tra l’albergo e la casa di Milanese ai fini della privacy, perché? Perché Tremonti dice che in quella caserma della Guardia di Finanza si sentiva controllato, spiato e talvolta addirittura pedinato.
In caserma, come fanno a pedinarti in albergo? Se riescono a pedinarti in albergo, riescono anche a pedinarti a casa di Milanese, se invece non riescono a pedinarti a casa di Milanese non riescono a pedinarti neanche in albergo e quindi perché non vai in albergo? Tra l’altro in albergo, ha spiegato lo stesso Tremonti, abitava senza spenderci una lira, perché? Perché ovviamente essendo a Roma per motivi di ufficio, era Ministro, l’albergo glielo pagava lo Stato, glielo pagavamo noi, allora perché lasciare l’albergo dove non spendeva una lira per andare a abitare da Milanese dove spendeva, dice lui, 4 mila Euro al mese cash, per non farsi pedinare? Ma lo potevano pedinare anche in albergo! Poi chi lo pedinava? Ovviamente uomini della Guardia di Finanza, Tremonti come scorta ha uomini della Guardia di Finanza perché è il Ministro delle finanze, ci mancherebbe altro! Ma se uno ha il sospetto che la finanza lo faccia pedinare, può chiedere una scorta dei Carabinieri o della Polizia, perché ha continuato a farsi scortare dalla Guardia di Finanza se aveva quei sospetti? Poi ci sono le date, le date che non tornano, lui dice: quando ho cominciato a temere che mi pedinassero ho lasciato la caserma e sono andato o in albergo o a casa di Milanese, ma l’ultima volta che nella caserma che c’è dietro al Ministero delle Finanze hanno visto Tremonti è il 2004, quando lasciò il Ministero perché nell’estate del 2004 fu cacciato dal governo Berlusconi perché Fini e Casini chiesero la sua testa, accusandolo addirittura di presentare i conti falsi all’Europa e misero al suo posto Siniscalco.
Dall’estate dal 2004 all’estate dal 2008 Tremonti non è stato più Ministro, quindi non ha avuto più alcun titolo per vivere nella caserma della Guardia di Finanza, dove comunque non è tornato mai quando è rientrato al Ministero dell’economia, quindi se aveva paura che lo pedinassero ce l’aveva prima del 2004 in caserma, allora che c’entra il pedinamento eventuale nel 2004 con la scelta di andare a vivere da Milanese? Lo dico perché l’affitto Milanese per l’appartamento in Via Campo Marzio ha incominciato a pagarlo nel 2008, quando Tremonti è tornato al governo, quindi Tremonti per 4 anni non ha avuto cariche, quindi se andava a Roma andava per fatti suoi, immagino in albergo, quando è tornato a essere Ministro, invece di tornare in caserma, visto che aveva paura di essere pedinato, è andato a casa di Milanese, ma allora vogliamo pensare che lo pedinavano nel 2004? E perché?
Se il ministro delle finanze non si fida della Finanza(espandi | comprimi) Nel 2004 Tremonti non aveva alcuno scazzo con Berlusconi, mentre invece nell’intervista – colloquio con Repubblica lui sembra far risalire questi pedinamenti alla sua recente guerra con Berlusconi che lo considera un rivale interno, un potenziale nemico, uno che gli monta contro Bossi, è un anno circa che i giornali di Berlusconi hanno cominciato a massacrare Tremonti, prima mai!Quindi Tremonti collega le campagne di stampa de Il Giornale, di Libero e di Panorama contro di lui, le paragona al metodo Boffo, dice di aver detto a Berlusconi “non accetterò che usiate con me il metodo Boffo” addirittura fa cenno alle voci che in Parlamento giravano su una cordata della Guardia di Finanze fedele a Berlusconi, rappresentata dal Gen. Adinolfi, Capo di Stato maggiore della Finanza, oggi indagato a Napoli per rivelazione di segreti che avrebbe avuto un rapporto molto stretto con Berlusconi, rapporto che Berlusconi non può avere con un Generale della Guardia di Finanza perché non sta a lui, la Guardia di Finanza è sotto l’egida del Ministero dell’economia, non del Presidente del Consiglio.
Allora se collega questa guerra per bande che si fronteggia nell’ultimo anno tra ufficiali tremontiani e ufficiali berlusconiani ai vertici della Guardia di Finanza con i pedinamenti e i pedinamenti come abbiamo visto in caserma non possono essere avvenuti dopo il 2004, c’è qualcosa che non quadra, perché questa guerra per bande ai vertici della finanza, ammesso che ci sia, risale al 2010/2011 e lui ha cominciato a vivere a casa di Milanese nel 2008, allora quando è che temeva di essere pedinato? Quando non era neanche al governo, quando non aveva ancora litigato con Berlusconi? Misteri su misteri, infine c’è un profilo istituzionale in tutto questo, cioè il Ministro dell’economia che esercita il controllo sulla Guardia di Finanza che dipende gerarchicamente da lui e nomina i vertici della Guardia di Finanza, pensa che i vertici della Guardia di Finanza lo facciano spiare, perché dico questo? Perché a nessun finanziere, soldato semplice, a nessuno della manovalanza potrebbe mai venire in mente di spiare il Ministro delle Finanze che sta sopra in cima alla piramide gerarchica, se qualcuno dei sottoposti lo fa, vuole dire che gliel’ha chiesto un superiore, un superiore molto importante che ti deve convincere a spiare uno che è addirittura superiore a lui, quindi è evidente che se ci sono stati spionaggi e pedinamenti, sono stati ordinati dagli altissimi vertici, evidentemente non dai vertici fedeli a Tremonti, ma da quelli Fedeli a Berlusconi, quindi è chiaro che Tremonti quando accusa i misteriosi pedinatori e spioni, sta puntando il dito contro la cordata di generali fedeli a Berlusconi e sta puntando dunque il dito contro Berlusconi, contro il suo Presidente del Consiglio, ora può uno fare il Ministro delle finanze in un governo presieduto da un signore che lui sospetta che lo faccia spiare dalla Guardia di Finanza? Può il Ministro delle Finanze limitarsi a sospettare tutto ciò e a pensare di risolvere il problema dei pedinamenti cambiando casa o andando a dormire da un’altra parte? Come se fosse una faccenda sua privata, ma se la Guardia di Finanza spia il Ministro delle Finanze, forse per ordine del Presidente del Consiglio, quello è una specie di colpo di Stato, sicuramente è un reato, perché non l’ha denunciato? Dice non ho le prove, benissimo, ma se tu non ti fidi più di certi ufficiali della Guardia di Finanza, di cui ci sono i nomi e cognomi nei suoi verbali davanti ai magistrati di Napoli, a cominciare da Adinolfi è può potere cacciarli, nel 2007 il Ministro delle finanze Tommaso Padoa Schioppa, un grande Ministro delle finanze, purtroppo scomparso, una persona corretta e irreprensibile, per bene, andò in Parlamento e fece una durissima requisitoria contro il Generale speciale Capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza dell’epoca e lo cacciò e ebbe ragione perché di lì a poco Speciale fu condannato in appello per peculato, per l’uso privato che faceva di mezzi aerei del corpo, per farsi portare addirittura le spigole in alta montagna durante le vacanze a lui e ai suoi amici.
Poi ne faceva delle altre, infatti è stato subito premiato dopo la condanna con una candidatura sicura in Parlamento e oggi è parlamentare del Pdl, Tremonti avrebbe dovuto fare la stessa cosa con gli ufficiali che riteneva felloni e poi avrebbe dovuto dimettersi dal governo presieduto da colui che lui ritiene in qualche modo avesse a che fare con quello spionaggio ai suoi danni e poi avrebbe dovuto contemporaneamente andare dalla magistratura a denunciare tutti quanti, perché se il Ministro delle Finanze ha dei sospetti sulla Guardia di Finanza, non li deve risolvere cambiando letto o cambiando stanza o cambiando casa, li deve risolvere per via istituzionale, anche perché visto che sono tutti al loro posto il Presidente del Consiglio, Tremonti e i vertici della Guardia di Finanza e così en passant anche il sottosegretario Crosetto ha dichiarato che anche lui non si fida della finanza, che ha paura della Guardia di Finanza, che se qualcuno parla male della Guardia di Finanza, gli arriva la finanza in casa e che la Finanza rappresenterebbe, dice il sottosegretario alla difesa Crosetto, un potere senza controllo, al punto da invocare il controllo della magistratura, se questo pensano esponenti del governo della Guardia di Finanza, mettetevi nei panni di un imprenditore che si vede arrivare i finanzieri per fare una verifica fiscale, cosa deve fare? Deve farli entrare? O li deve cacciare a pedate dicendo: mi sento spiato, controllato, pedinato, c’è un complotto contro di me? C’è una cordata contro di me? Me la state facendo pagare? Se c’è un corpo dello Stato che deve essere assolutamente imparziale, cristallino e rispondere soltanto alle leggi e non, come lo stesso Tremonti dice: alle cordate e alle guerre per bande, è proprio la finanza, perché? Perché spetta alla Guardia di Finanza sorvegliare sulla correttezza del nostro capitalismo, della nostra impresa, della nostra finanza e far pagare le tasse a chi non le paga in un paese dove ci sono 130 miliardi di Euro all’anno di evasione fiscale e un buco colossale che non sappiamo come riempire e che forse ci potrebbe portare al baratro finanziario entro poco.
Se non è imparziale la Guardia di Finanza, se non è affidabile la Guardia di Finanza è evidente che viene meno lo Stato, l’economia, tutto! Il problema quindi non è la casa, l’affitto, quelli sono casi di malcostume che poi vedremo se hanno rilevanza penale etc., basta meno di ciò che è emerso su Tremonti per far dimettere un Ministro in qualunque altro paese del mondo, compreso l’Africa, Asia e il sud-America, ma qui vedete come è tutto collegato, il problema è che il Ministro Tremonti dovrebbe prima cacciare chi sospetta di averlo spiato e poi dimettersi perché non può rimanere in un governo in cui hai il sospetto che il capo del Governo l’abbia fatto spiare per usare nei suoi confronti il metodo Boffo, in anche per dare un segnale ai cittadini, perché se il Ministro delle Finanze non si fida della Guardia di Finanza, per quale motivo dovremmo fidarcene noi? Passate parola!
Buongiorno a tutti, ci siamo arrivati come ci siamo detti per anni e cioè al tracollo ormai visibile anche della Seconda Repubblica che muore dello stesso virus che si era portato via la prima: l’illegalità, la corruzione e le collusioni con il malaffare finanziario e mafioso e curioso che quelle forze dell’ ordine che dovrebbero essere mandate a rastrellare il Parlamento colmo di inquisiti e di condannati, vengano mandate invece a picchiare la gente che si oppone alla costruzione di una di delle grandi opere che forse è l’ultimo cascame degli anni 80, della stagione delle opere faraoniche dello sperpero di denaro pubblico e della corruzione sottostante che è il Tav Torino – Lione.
Il Parlamento è peggio del Paese(espandi | comprimi) Si è sempre detto in questi anni, noi abbiamo sempre contrastato questa scemenza che il Parlamento è lo specchio del paese. Abbiamo fatto dei libri, io insieme a altri colleghi come Peter Gomez, Gianni Barbacetto, Marco Lillo in cui si raccontava che in Parlamento ci sono fissi ormai da 3, 4 legislature un centinaio tra imputati e indagati e dai 20 ai 30 condannati definitivi, il che significa che in Parlamento c’è un parlamentare su 10 che ha seri guai con la giustizia, se il Parlamento fosse lo specchio del paese, significherebbe che su 60 milioni di abitanti, 6 milioni di abitanti sono sottoprocesso o sono già stati condannati, una cosa semplicemente impensabile, quindi il Parlamento non è lo specchio del paese, il Parlamento è molto peggio del paese, anche se il paese non scherza! Vedete con quali arzigogoli in questi giorni si cerca di giustificare quello che sta accadendo, questa escalation, questa accelerazione di indagini su tangenti, mafie, appalti truccati, si cerca di raccontare la vicenda a prescindere dalle tangenti perché questo è il modo che si è usato per raccontare anche la storia di Tangentopoli dopo qualche mese dall’entrata al governo di Berlusconi nel 1994, si cominciò a dire che Tangentopoli non era scoppiata perché i politici rubavano, ma perché i magistrati avevano dichiarato guerra ai politici e sono più o meno 20 anni che ci raccontano questa favoletta della guerra tra politica e magistratura, per non dover ammettere che le indagini sui politici che rubano e che mafiano nascono perché ci sono molti politici che rubano e che mafiano e sono molti di più i politici che rubano e che mafiano rispetto a quelli che vengono indagati, perché ovviamente su reati nati da associazioni per delinquere così omertose e così impenetrabili quali sono sia il sistema della corruzione, sia il sistema delle mafie, è molto difficile scoprire le prove, scoprire le notizie di reato, sapete bene che i reati si dividono tra quelli a copertura totale e quelli a copertura parziale, quelli a copertura totale sono quelli che non si possono nascondere, gli omicidi sono tanti quanti gli omicidi che conosciamo sono tanti quanti quelli che vengono commessi, le rapine che vengono commesse le conosciamo tutte, i furti d’auto li conosciamo tutti, i furti in appartamento li conosciamo tutti, perché? Perché ovviamente la gente per le assicurazioni va a denunciare questi furti subiti, esattamente come gli omicidi ovviamente non possono passare inosservati, mentre invece la corruzione e i rapporti dei politici con la mafia, sono reati invisibili, quindi o parla chi li ha commessi, o parlano i complici di quelli che li hanno commessi, oppure è impossibile scoprirli, eco perché in quei casi occorrono i pentiti cioè i complici che collaborano con la giustizia e parlano oppure le intercettazioni che fanno parlare la gente senza che la gente sappia di essere ascoltata e è proprio per questo che in questi 20 anni, invece di colpire la corruzione e i rapporti di collusione tra mafia e politica, si è tentato in tutti i modi di colpire i due principali strumenti con i quali i magistrati andavano a scoprire questi reati invisibili.
Da un lato si sono colpiti i pentiti con la riforma Fassino – Napolitano che praticamente li ha aboliti per legge, rendendo non più conveniente per un mafioso collaborare con la giustizia, togliendo un sacco di benefici, obbligando i mafiosi che collaborano a raccontare tutto entro 6 mesi, dopodiché qualunque cosa dicono non vale più, lo stesso si è fatto per i “pentiti” dei reati di tangentopoli quando con la riforma dell’Art. 513 del Codice di Procedura Penale, altra porcheria votata dal centro-sinistra quando era maggioranza con la complicità del centro-destra, poi dichiarata incostituzionale e poi addirittura trasformata in legge costituzionale e infilata all’Art. 111 della Costituzione si è stabilito che quando io, complice di una tangente accuso l’altro mio complice, devo ripetere la stessa cosa non basta che la dica davanti al PM, la devo ripetere davanti alle Tribunale e se non la vado a ripetere, non è che mi possono obbligare a ripeterla, semplicemente se non la vado a ripetere, la persona che ho accusato viene assolta per insufficienza di prove perché quello che ho detto davanti al PM, sia che sia vero, sia che sia falso, viene cestinato, non può più essere preso in considerazione dal giudice.
Così hanno tappato la bocca ai complici che avrebbero potuto accusarli, dopodiché hanno cominciato una tale campagna contro le intercettazioni, per cui adesso si è creato un clima politico bipartisan per il quale non solo a destra, ma anche a sinistra si sostiene quasi unanimemente che le intercettazioni devono essere limitate, devono essere ridotte, devono essere ridimensionate, anche se le usiamo in casi semplicemente eccezionali, basti pensare che le persone intercettate in Italia ogni anno sono 6 mila, su 60 milioni di abitanti, lo 0,001%, ancora l’altro giorno il Capo dello Stato in base a non si sa quali dati, sosteneva che bisogna ridurre le intercettazioni, limitarle ai minimi casi indispensabili, il che peraltro è già previsto dalla legge anche se lui probabilmente non lo sa.
Eppure casi di corruzione e di mafiosità sono talmente numerosi, massicci e evidenti che nonostante il continuo tagliare le unghie, le mani, le dita e le braccia ai magistrati, ancora i magistrati ne scoprono un sacco di questi casi, evidentemente perché la forza della realtà è tale che fa saltare tutti i coperchi che sono stati messi in questi anni non sulla corruzione, ma sulle indagini che riguardano la corruzione e quindi lo spettacolo è quello che abbiamo sotto gli occhi, ogni giorno ormai c’è un arresto per quelli che si possono arrestare o una richiesta di arresto per gli intoccabili che senza autorizzazione del Parlamento non si possono arrestare. L’altro giorno nella stessa giornata si è votato alla Camera, pro o contro la richiesta di poter eseguire l’arresto nei confronti dell’On. Alfonso Papa e al Senato si è votato sulla richiesta del G.I.P. di Bari di poter eseguire la cattura del Senatore del PD Alberto Tedesco, Papa accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreti e corruzione, Tedesco accusato di concussione, corruzione, abuso, falso e turbativa d’asta, voto segreto alla Camera Papa viene arrestato, o meglio la Camera concede ai magistrati l’autorizzazione a eseguire un mandato di cattura che era già stato emesso dal G.I.P. e quindi di portare questo parlamentare, Papa, magistrato in aspettativa, a Poggio Reale, là dove quando era magistrato a Napoli era solito lui mandare i suoi indagati.
Il Senato invece grazie ai soliti mascalzoni che si nascondono dietro l’anonimato del voto segreto, è stato salvato Tedesco che continuerà tranquillamente a scorrazzare a Palazzo Madama con sulla testa imputazioni di corruzione, concussione, abuso, falso, turbativa d’asta, nei prossimi giorni si esaminerà alla Camera la richiesta di autorizzare, sempre da parte della Procura di Napoli, anzi del G.I.P. di Napoli la cattura di Milanese, ex finanziere della Guardia di Finanza, diventato poi braccio destro di Tremonti, la vera potenza del Ministero dell’economia, quello che faceva le nomine, quello che teneva i rapporti con una delle due bande ai vertici della Guardia di Finanza, perché l’altra banda era invece considerata vicina al Cavaliere e quindi c’erano gli ufficiali vicini a Tremonti e a Milanese, gli ufficiali vicini al Cavaliere e alla sua azienda.
Milanese è accusato di essersi fatto corrompere per anni, più in natura che non con mazzette tradizionali, regali, Ferrari, auto d’epoca, gioielli, di tutto, aveva un tenore di vita tale che gli permetteva di pagare ogni mese l’affitto di un mega-appartamento nel centro di Roma dove abitava senza pagare Tremonti, che evidentemente gli doveva molto, ragion per cui chiudeva non un occhio, ma due occhi su tutte le scorribande di Milanese che da anni ne combinava di cotte e di crude, vedremo cosa deciderà la Camera, se posso fare una previsione tale è lo shock con cui i parlamentari hanno vissuto l’arresto di Papa, di un loro simile, che penso che d’ora in poi faranno quadrato, troveranno sempre il modo con il voto segreto di salvare i loro simili, come già avevano fatto prima di questo caso, perché dal 1994 a oggi, parliamo soltanto della Seconda Repubblica in 17 anni una ventina di volte i magistrati avevano chiesto di poter arrestare dei parlamentari e tutte quante quelle 20 volte la Camera o il Senato avevano risposto picche, spesso con un voto molto trasversale, spesso salvando dal carcere persone che poi sono state regolarmente condannate.
Nella storia della Repubblica italiana, Prima e Seconda Repubblica, dal 1946 a oggi, su decine e decine di richieste di autorizzazioni all’arresto da parte dei magistrati al Parlamento, il Parlamento aveva votato sì soltanto 4 volte, nel caso di Moranino, il partigiano rosso eletto poi in Parlamento con il partito comunista, accusato per avere fatto dei delitti orribili dopo la fine della guerra partigiana, salvato negli anni 60 dall’arresto, per accuse di reati di sangue, poi ci fu Massimo Abatangelo accusato di eversione nera, reati di armi e di banda armata, poi ci fu Toni Negri accusato di banda armata anche lui per l’eversione rossa, sì per Abatangelo, sì per Negri e sì per Sandro Saccucci il Missimo che nel famoso comizio di Sezze Romano si mise a sparare facendo secca una persona, quindi almeno per chi sparava il Parlamento aveva stabilito che si poteva autorizzare l’arresto, ma se un parlamentare non si metteva a sparare, poteva fare qualsiasi cosa e non aveva mai il rischio di finire in galera.
Arresto di Papa: panico in Parlamento(espandi | comprimi) Ecco perché parlo di shock, perché Papa è stato il primo parlamentare della storia della Repubblica, tra la Prima e la Seconda Repubblica a essere arrestato per una storia non di sangue e non di armi, cioè per un reato contro la pubblica amministrazione, corruzione, rivelazione di segreto, favoreggiamento.E se pensate che in anni passati furono salvati persino candidati all’arresto per mafia come Giancarlo Cito poi condannato per i suoi rapporti con il clan della Sacra Corona Unita, come Marcello Dell’Utri, poi condannato per false fatturazioni, frode fiscale in via definitiva e in Parlamento e in secondo grado per associazione per delinquere di stampo mafioso in concorso esterno, voi vi rendete conto che forse Papa non è il peggiore dei parlamentari degli ultimi 65 anni, eppure per lui è stata data l’autorizzazione all’arresto, perché? Evidentemente perché la politica in questo momento si sente detestata dall’opinione pubblica e sta cercando, nel suo impazzimento terminale, di dare qualche segnalo in contro tendenza, visto che la rabbia contro la casta monta, se credono di salvarsi la faccia autorizzando l’arresto di Papa e ricominciando a fare i loro porci comodi, naturalmente si sbagliano, anche perché lo stesso giorno il voto per l’arresto di Papa veniva neutralizzato dal voto contro l’arresto di Tedesco che se è possibile è accusato di cose ancora peggiori rispetto a Papa.
A contorno sappiamo che a Milano c’è un’indagine clamorosa sull’enorme buco dell’ospedale San Raffaele, ospedale di questo prete, il Simoniaco che si chiama Don Verzè e che da 40 anni tiene il sacco a Berlusconi fino a quando lo aiutò a far spostare le rotte aeree da Milano 2 con la scusa che bisognava costruire l’ospedale nel bel mezzo della città satellite, che c’è un Ministro romano, Saverio Romano imputato per mafia che non si dimette, che c’è la Procura di Roma che indaga su Finmeccanica e sulla P3 e sugli amici di D’Alema nello scandalo Enac, ne abbiamo parlato due settimane fa, che la Procura di Napoli ha indagini di altissimo livello che quella di Palermo sta indagando su parlamentari ipoteticamente corrotti con i soldi di Don Vito Ciancimino, pizzini, Romano e Cuffaro e che presto il Parlamento dovrà autorizzare o negare l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni che riguardano questi parlamentari con il commercialista di Vito Ciancimino, nonché suo prestanome, il Rag. Lapis, a questo punto uno dice va beh, il centro-destra è nella melma fino al collo, lo sapevamo, il Partito fondato da Berlusconi non può che finire con una grande retata, perché? Perché è ovvio che se si mettono tutti a imitare il capo li vanno a prendere con l’accalappiacani, visto quello che va il capo, qualunque cosa facciano i suoi sottoposti, sarà sempre meno grave di quello che ha fatto il capo che ha letteralmente fregato una casa editrice a De Benedetti per mettersela in tasca con una sentenza comprata, si può immaginare qualcosa di più enorme, stiamo parlando di un furto che la Corte d’Appello di Milano ha appena quantificato in 560 milioni di Euro, avete mai visto uno che è riuscito a rubare più di 560 milioni di Euro?
Quindi capite, questa è la maggioranza, maggioranza che naturalmente ha non soltanto i suoi esponenti inquisiti, a cominciare dal capo del governo, ma ha i suoi principali esponenti che o sono inquisiti in proprio, oppure hanno il loro braccio destro, il loro prestanome indagati, Tremonti operava per le mani di Milanese, Gianni Letta operava per le mani di Bisignani, inchiesta P4 anche questa davanti alla Procura di Napoli, il problema è quello che c’è dall’altra parte, quello che non c’è dall’altra parte, che in una situazione come questa è ovvio che le opposizioni ci dovrebbero sguazzare, praterie per correre a guadagnare consensi, invece dall’altra parte, come al solito, c’è chi riesce a pareggiare il conto, c’è chi riesce se non a fare pari e patta, alleno a far dire alla gente che se Atene piange, Sparta non ride o viceversa, se Sparta non ride Atene piange, perché questo? Perché non bastando gli scandali dei finanziatori della fondazione di D’Alema italiani e europei che prendevano e pagavano tangenti come abbiamo raccontato due settimane fa, adesso riesplode una Tangentopoli a Milano tutta rossa, nella vecchia Stalingrado del nord che era Sesto San Giovanni, Sesto San Giovanni, comune operaio, comune rosso, popolato da tanta brava gente che lavora e che ha sempre votato a sinistra e che ha avuto come Sindaco in passato Filippo Penati, il quale poi ha fatto carriera, è diventato per una legislatura Presidente della Provincia di Milano, due anni fa quando Bersani ha preso in mano la segreteria del PD Pennati è diventato il braccio destro ufficiale di Bersani, capo della segreteria politica del segretario nazionale, dopo avere perso le provinciali e quindi avere mancato la riconferma come Presidente della Provincia, Penati quest’anno è stato premiato come tutti i trombati, del resto, con una bella candidatura alla Regione e lì è Vicepresidente del Consiglio regionale da una settimana, almeno che si sappia, poi lo era almeno da prima, da una settimana si sa che Penati è indagato dalla Procura di Monza per concussione, corruzione e finanziamento illecito, concussione vuole dire che è accusato di avere costretto degli imprenditori a pagargli tangenti, con la minaccia di non farli lavorare, cioè di rovinarli, corruzione vuole dire che ci sono degli imprenditori che lo hanno pagato anche senza essere costretti e che lui ha preso i soldi, finanziamento illecito vuole dire che almeno una parte di quei soldi li ha destinati al suo partito, che fino al 2008 si chiamava PS e dal 2008 si chiama PD.
I fatti contestati dalla Procura di Monza arrivano fino al 2010, quindi questa è la prima indagine per finanziamento illecito, non solo a un esponente importantissimo del PD, il pupillo del segretario, ma è la prima indagine che coinvolge direttamente il PD per essersi finanziato illecitamente, a qualcuno di voi potrebbe venire una curiosità e dire: ma i partiti a differenza che nella Prima Repubblica, dove i finanziamenti pubblici non riuscivano a coprire le loro spese, nella seconda si sono regalati tradendo il famoso referendum del 1993, quelli che chiamano i rimborsi elettorali, che sono uno sproposito perché non solo bastano a sostenere tutte le loro spese elettorali, ma coprono il triplo delle loro spese elettorali, che ovviamente sono taroccate, non è neanche necessario giustificarle, quindi navigano nell’oro, che bisogno hanno di integrare, con tangenti.
Infatti in questi ultimi anni è stato rarissimo il caso di una contestazione di finanziamento illecito a partiti, perché quasi sempre si scopriva che in realtà i soldi se li mettevano in tasca i singoli, questo capitava anche nella Prima Repubblica, ma nella Prima Repubblica c’era un sistema di taglieggiamento fisso di una percentuale che gli imprenditori dovevano dare a tutto il sistema dei partiti, spesso anche alle opposizioni perché non si opponessero, che serviva a foraggiare illegalmente i partiti e poi all’interno di quel sistema c’era qualcuno che ci faceva la cresta e che si metteva i soldi in tasca, questa volta non c’è quel sistema generale, sono episodi molto frequenti, per importi anche molto alti, ma senza una sistematicità, infatti per esempio Sesto San Giovanni le accuse riguardano soltanto Penati e il suo entourage, gli altri partiti non sono coinvolti, mentre nella Prima Repubblica c’era sempre un accordo di tutti i partiti di governo e spesso dell’opposizione addomesticata, perché ciascuno avesse la sua parte e nessuno rompesse i coglioni sulle gare d’appalto truccate, quindi questa è la principale differenza, però qui una parte, almeno di questi soldi pare che sia andata prima ai DS e poi al PD, partiamo di importi molto grandi, c’è un imprenditore, costruttore…
Terremoto PD(espandi | comprimi) Scusate, c'è stata una scossa di terremoto e sono andato nel pallone. Dicevo, delle consulenze a due commissari delle cooperative rosse emiliane, anche ai tempi di Tangentopoli spesso il PC poi PDS si faceva retribuire non con tangenti cash, ma con lavori o consulenze alle cooperative rosse, che poi evidentemente si sdebitavano secondo un altro canale.Quindi il totale dei soldi che Pasini avrebbe dato a Penati e al PD ex DS sarebbero circa 8 miliardi in 10 anni, poi non c’è solo lui perché come vi ho detto c’è Di Caterina il quale dice di avere pagato ratealmente, mensilmente a volte 100 a volte 20 milioni di lire, ma non solo, adesso salta fuori un altro nome molto rinomato fin dai tempi di Tangentopoli, Bruno Binasco che era il braccio destro l’uomo ombra di Marcellino Gavio, il defunto l’anno scorso, costruttore, uno dei più grossi proprietari di autostrade in Italia, Binasco entrava e usciva di galera nel 1992/1993, poi è stato processato una miriade di volte per una miriade di tangenti, la gran parte delle volte si è salvato per prescrizione, qualche volta è stato anche condannato in via definitiva, una volta è stato condannato insieme a Primo Greganti per avere finanziato Greganti con una finta caparra non tornata indietro, allo scopo, scrivono i giudici di Tortona di finanziare illegalmente l’allora PC, PDS, adesso questo signore che è il plenipotenziare del gruppo Gavio perché Gavio è morto, ritorna fuori, come possibile finanziatore ancora una volta di Penati e questo in tempi molto recenti, tra il 2008 e il 2010 con un meccanismo che spiegano bene Ferrarella e Guastella su Il Corriere della Sera, una tangente presunta naturalmente di 2 milioni di Euro, concordata nel 2008 e pagata nel 2010 e nel 2008 Penati era Presidente della Provincia di Milano e nel 2010 era diventato il capo della segreteria di Bersani, cosa hanno fatto? Hanno finto la vendita di un immobile di proprietà dell’imprenditore Di Caterina al gruppo Gavio retto da Binasco, cosa hanno fatto naturalmente? Di Caterina per i preliminari dell’acquisto, della cessione del suo immobile a Binasco ha avuto una caparra enorme di 2 milioni di Euro e poi dopo due anni Binasco ha rinunciato all’acquisto di quell’immobile, ma gli ha lasciato la caparra, secondo l’accusa erano già d’accordo fin dall’inizio che l’acquisto era falso e che quindi la caparra sarebbe rimasta a Di Caterina e così hanno giustificato un esborso da Binasco a Di Caterina, perché questo? Non perché Binasco dovesse qualcosa a Di Caterina, ma perché Binasco doveva finanziare, questa è l’ipotesi d’accusa, il PD e Penati, Di Caterina avanzava un sacco di soldi che aveva anticipato al PD e a Penati e allora cosa hanno fatto? La triangolazione: Binasco deve finanziare Penati, Di Caterina avanza dei soldi da Penati, invece di Binasco dà i soldi a Penati e Penati li dà a Di Caterina, cosa fanno? Binasco li dà direttamente a Di Caterina e Penati a estinto il suo debito avendo ricevuto soldi prima da Di Caterina, paga Binasco, questa è l’ipotesi di accusa, la triangolazione per camuffare una tangente da caparra.
Credete che questi costruttori facciano questa versamenti importanti in periodi di crisi così per la bella faccia dei politici? Ovviamente no, in cambio vengono favoriti, oppure non vengono ostacolati, in questo caso è tutta una partita di centro-sinistra, è tutta una partita PD a altissimo livello perché sotto Bersani c’è Penati, Penati sta a Bersani come Milanese sta a Tremonti è il suo uomo di fiducia, non sto dicendo che fa le stesse cose, sto dicendo che è il suo uomo di fiducia. A questo punto ai magistrati viene la curiosità di andare a vedere quali sono negli anni i rapporti tra il Gruppo Gavio e Penati, quel gruppo Gavio che era già stato condannato, lo ripeto, nella prima Tangentopoli del 1992/1993 per avere finanziato illegalmente il PC tramite Greganti, quando trattano con Binasco questi signori sanno che è un pregiudicato per avere finanziato il loro partito e continuano a trattarci. Nel 2004 cosa fa l’ottimo Penati da Presidente della Provincia di Milano? Compra le quote della Milano - Serravalle facendo, accollando alla collettività, alla Provincia di Milano un bel pezzo di autostrada, la Milano – Serravalle è quella che collega Milano con Genova, e facendo spendere alla Provincia di Milano una barcata di soldi, una barcata di soldi che poi vanno ovviamente nelle tasche di Gavio e del gruppo Gavio – Binasco e con quei soldi cosa fa il gruppo Gavio? Sostiene la scalata di Unipol alla Banca Nazionale del lavoro, quella di Consorte, quella dei furbetti del quartierino. In un bel libro di Gianni Barbacetto che si intitola “Compagni che sbagliano” sono pubblicate le intercettazioni, intercettazioni nelle quali si dimostra che la Provincia di Milano grazie a Penati, per comprarsi il 15% di azioni della Serravalle da Gavio, ha speso 238 milioni di Euro pagando a azione 8,9 Euro, mentre un anno e mezzo prima, Gavio le aveva pagato 2,9, il che significa che Gavio realizza una plusvalenza di 176 milioni a spese dei milanesi e con quell’enorme tesoretto va a sostenere Consorte che di lì a poco dà la scalata alla Bnl, non ci sarà mica un legame? La cosa più interessante ancora è che nelle telefonate intercettate si scopre, lo ha raccontato Barbacetto in quel libro e su Il Fatto Quotidiano, salta fuori anche il nome di Bersani, perché il 28 giugno 2004 Binasco a Marcellino Gavio dice: il problema non è Penati (Presidente della Provincia) che con lui un accordo si trova, il vero problema è Albertini, cioè il Sindaco di centro-destra. Due giorni dopo entra in scena Bersani, Binasco dice a Il Giornale che con Bersani Gavio ha da sempre un ottimo rapporto, infatti il 30 giugno 2004 Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati e dice a Gavio di cercare Penati per incontrarsi in modo riservato, ora fermiamo tutto e vedrà che tra una decina di giorni, quando vi vedrete troverete un modo. 5 giorni dopo, il 5 luglio 2004 Penati chiama Gavio e gli dice: buongiorno, mi ha dato il suo numero l’On. Bersani e Gavio: sì volevo fare due chiacchiere con lei quando è possibile e Penati: guardi non so, beviamoci un caffè. L’incontro avviene in modo riservato come suggeriva Bersani in un Hotel di Roma, non in una sede istituzionale, non è che il Presidente della Provincia di Milano riceve il costruttore Gavio nella sede della Provincia di Milano davanti a testimoni e poi emette un bel comunicato per dire: abbiamo ricevuto il Commendator Gavio per parlare di questo, questo e questo, riservato su suggerimento di Bersani e quello che succede dopo è naturalmente quell’affarone meraviglioso che riesce a concludere sulla Serravalle il gruppo privato Gavio a spese dei contribuenti milanesi, grazie alla scriteriata scelta di Penati di comprare quel 15% di quote, strapagandole il triplo di quelle che le aveva pagate un anno e mezzo prima il privato.
Allora voi capite che quando i rapporti tra politica e affari sono questi, che ci siano tangenti o che non ci siano tangenti, è già grave di per sé quello che è successo, che non c’è nessuna trasparenza e quando queste opacità sono ai massimi livelli, bisogna interrogarsi su come vengono selezionate anche le classi dirigenti del centro-sinistra, queste intercettazioni sono di 7 anni fa, sono note da almeno 5 anni, dopo che queste intercettazioni sono state rese note, Bersani è diventato Segretario del PD e Penati è diventato il capo della sua segreteria e se non ci fosse l’indagine della Procura di Monza, molto probabilmente, visto il rapporto che c’è tra i due, se il centro-sinistra dovesse vincere le prossime elezioni tra due anni, Penati sarebbe diventato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel posto dove oggi Letta fa il braccio destro di Berlusconi e magari un altro fedelissimo di Bersani, Pronzato, arrestato per le tangenti sui voli, essendo lui consigliere di Bersani al Ministero, responsabile trasporti aerei del PD e consigliere di amministrazione dell’Enac in conflitto di interessi totale, visto il rapporto che ha con Bersani, magari poteva diventare il Ministro dei trasporti, ora uno è in galera, Pronzato e sta patteggiando dopo esserne uscito e l’altro è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito, c’era bisogno dell’inchiesta per capire che Penati ha un rapporto malato con il mondo degli affari? Cosa ci voleva per mandarlo via se non bastavano quelle intercettazioni con Gavio e quell’affare che ha impoverito la Provincia di Milano, un’istituzione e ha arricchito un privato che poi finanziava il partito come il gruppo Gavio?
Queste sono le domande che dobbiamo cominciare a porre duramente, d’estate i politici girano nei loro collegi, quando incontrate Penati o incontrate Bersani se vi capita fategli queste domande, noi le abbiamo fatte su Il Fatto Quotidiano e speriamo di ricevere risposta, perché questi signori si illudono di raccattare il potere quando Berlusconi se ne andrà, si illudono che gli caschi in mano Palazzo Chigi, non hanno capito quello che noi, mi spiace, autocitarmi ancora ma abbiamo più volte ripetuto e cioè che la casta è fatta così, non sono tutti uguali ma sono complementari e quando cade Berlusconi cadranno anche questi, se prendono qualche volto è perché c’è ancora Berlusconi, quando non ci sarà più Berlusconi uno sarà costretto a guardare in faccia loro, quindi non li voterà più o si inventano dei leader nuovi, una classe dirigente nuova che abbia un altro tipo di rapporto con il mondo degli affari, oppure Berlusconi cadrà, cadranno anche loro e noi avremo un voto politico totale, dentro il quale potranno infilarsi i peggiori avventurieri, esattamente come accade nel 1994 quando ci si infilò il Cavaliere Silvio Berlusconi, passate parola, buona settimana!
Buongiorno a tutti, anche questo passaparola è registrato qualche giorno prima di oggi quando va in onda e per la precisione è registrato mercoledì scorso, non so quello che è successo nel frattempo da oggi, mercoledì mentre vi parlo a oggi lunedì mentre vado in onda.
G8: dieci anni dopo(espandi | comprimi) Ma gli scandali che lambiscano, toccano i vertici della Guardia di Finanza e portano a parlare di un fatto che credo sia di grande attualità anche in vista del decimo anniversario dei fatti di Genova che si commemora proprio in questi giorni, fatti di Genova che portarono all’evento luttuoso dell’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 famigerato del luglio 2001, ma anche a altri fatti che avrebbero potuto essere luttuosi e che non lo furono soltanto perché i feriti anche gravi delle violenze a Bolzaneto e alla scuola Diaz, avrebbero potuto anche finire peggio di come già non sono finiti Il tema quindi è l’affidabilità e l’imparzialità delle forze dell’ordine, non tanto della truppa, conosco personalmente credo e salvo smentite fattuali la stragrandissima maggioranza dei poliziotti, Carabinieri, finanzieri siano servitori dello Stato, spesso malpagati e lavorano anche al prezzo di sacrifici importanti, ma che purtroppo a mano a mano che ci si avvicina ai vertici della Polizia di Stato, dell’arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, gli inquinamenti aumentano a dismisura e non sempre chi dovrebbe provvedere a fare pulizia la fa, spesso prevale il corporativismo un po’ mafioso per cui una mano lava l’altra.
In questi giorni abbiamo pubblicato su Il Fatto Quotidiano un articolo di Ferruccio Sansa che ricorda come uno dei personaggi più negativi di quei giorni a Genova di 10 anni fa e cioè il Dott. Giacomo Toccafondi medico in tuta mimetica a Bolzaneto, ritenuto responsabile anche se poi il reato si è prescritto, di un comportamento di particolare crudeltà, scrivono i giudici, è stato promosso, premiato all’A.S.L., è soltanto uno dei casi, perché delle decine di uomini delle forze dell’ ordine che si sono resi responsabili di pestaggi, sevizie gratuite su personaggi di solito poco pericolosi o per nulla pericolosi o addirittura inermi e innocenti in quella feroce repressione sono stati prima ritenuti colpevoli dalla magistratura e poi nel frattempo promossi dalla Polizia di Stato, per esempio Vincenzo Canterini condannato a 4 anni in primo grado per la mattanza alla Scuola Diaz, è stato promosso Questore e ufficiale di collegamento dell'Interpol a Bucarest , Michelangelo Fournier condannato a 2 anni in primo grado è finito al vertice della direzione centrale antidroga, Alessandro Perugini, famoso perché tra l’altro prese a calci in faccia un quindicenne e più condannato in primo grado a due anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a altri due anni e 3 mesi per vari arresti illegali, è diventato il capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente alla Questura di Alessandria e poi abbiamo questo medico.
Leggo alcuni stralci dell’articolo di Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano “è il medico in mimetica ricordato da tanti ragazzi rinchiusi nella caserma di Bolzaneto, è uno dei durante tori chiamati a rispondere civilmente per gli orrori del G8 ma per lui nessuna sanzione, anzi la sua A.S.L. ha deciso di premiarlo, Genova il 23 luglio ricorderà le giornate più buie della sua storia recente, 10 anni fa si teneva il G8 segnato dalla morte di Carlo Giuliani, dalle violenze inaugurate nelle strade della città nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, la città vuole chiudere le ferite etc.”, il Dott. Giacomo Toccafondi a 10 anni dal G8 il medico genovese non ha subito alcuna conseguenza, eppure è uno dei 4 dottori che secondo i magistrati avrebbero partecipato alle violenze di Bolzaneto, il processo penale con decine di testimonianze, ha ricostruito nei dettagli le violenze nella caserma alle porte di Genova, furono ore di delirio, sopraffazione, umiliazioni, libero sfogo alle peggiori inclinazioni di alcuni poliziotti e agenti penitenziari, è perfino difficile riuscire a leggere le parole dei testimoni, i magistrati nella sentenza parlano di un inferno, ricordano che lo shock di questa esperienza fu tale che a molte donne iniziò il ciclo mestruale prima del ritmo naturale. Il Dott. Toccafondi – scrive Sansa – è uscito indenne dal processo e ha ottenuto la prescrizione anche se dovrà rispondere civilmente, per la Corte d’Appello di Genova è stato un medico “che anziché lenire la sofferenza delle vittime di altri reati, la aggravò agendo con particolare crudeltà su chi, inerme e ferito non era in grado di opporre alcuna difesa, subendo in profondità sia il danno fisico che determina il dolore, sia quello psicologico dell’umiliazione causato dal rito dei suoi aguzzini”. Toccafondi è il dottore che visitava – scrive Sansa – in mimetica ricordato da tanti ragazzi ospiti di Bolzaneto, ma neanche l’ombra di una sanzione è arrivata da parte del suo ordine professionale, è ora di abolirli questi ordini professionali.
Già non sono state soltanto le forze dell’ ordine a fare muro per difendere i loro appartenenti, dall’ordine dei medici non è arrivato alcun provvedimento per Toccafondi, ma il medico di Bolzaneto oltre a non essere punito, è stato anche premiato, oggi è un dirigente medico dell’A.S.L. 3 genovese, la più importante della Liguria e una delle maggiori l’Italia , non solo nel 2004 è stato invitato proprio dalla sua azienda sanitaria locale a fare il capo del medical service in Kosovo al seguito dell’esercito, un onore cui molti medici aspirano. Adesso però ecco l’ultima sorpresa, nel 2010 lo stesso anno della sentenza l’A.S.L. 3 oltre a riconoscergli lo stipendio, gli ha attribuito la cosiddetta retribuzione di risultato, ossia il premio per il conseguimento degli obiettivi, così Toccafondi ha intascato 4.548 Euro, una decisione contro cui Sel, Sinistra e libertà ha presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale della Liguria, scrive Simone Leoncini coordinatore di Sel , esprimiamo sdegno per questa decisione. Alessandro Benzi capogruppo della Federazione della Sinistra aggiunge: il Dott. Toccafondi ha chiaramente violato le norme etiche alla base della sua professione, quelle norme che sarebbe stato normale considerare prima di assegnargli un riconoscimento e poi ci sono altri esponenti politici da Ferrando del PD, a Rossi di Sel che sono ancora più duri e chiedono al governatore Burlando di verificare al più presto se il comportamento di Toccafondi non si configuri come incompatibile con l’esercizio della professione medica in una struttura pubblica.
Pensare che la sentenza d’appello per le violenze di Bolzaneto dove passarono 252 ragazzi fermati dopo gli scontri in piazza, era stata particolarmente severa, tutti colpevoli, 44 imputati tra funzionari, agenti, ufficiali dell’arma, generali, guardie carcerarie, militari, medici, pochi o nessuno pagherà, la Commissione parlamentare di inchiesta non è stata fatta e questo non è che sia un grande danno perché le commissioni parlamentari di inchiesta sono fatte a posta per confondere le acque anche di quel poco che la Magistratura è riuscita a accertare.
La quasi totalità dei reati, calunnie, lesioni non gravi, abusi gravi contestati ai poliziotti della Diaz così agli imputati di Bolzaneto sono stati spazzati dalla prescrizione, restano in piedi le lesioni gravi che però vanno in prescrizione dopo 10 anni e 6 mesi nel gennaio dell’anno prossimo e i falsi che di anni ne prevedono 12,5, gennaio 2014. A 10 anni dal G8 si celebreranno all’insegna dell’impunità, così diversa dal perdono invocato da molti. Questo medico non era un esponente delle forze dell’ ordine, ma l’imparzialità delle forze dell’ ordine è in discussione, soprattutto in questi giorni in cui si torna a parlare dei vertici della Guardia di Finanza, se ne parla per due inchieste, l’inchiesta sulla P4 e l’inchiesta sullo scandalo Milanese – Tremonti, in entrambe le indagini è indagato Milanese, Milanese è un deputato del Pdl, ex ufficiale della Guardia di Finanza che poi si è dato alla politica e da 10 anni è il consigliere più ascoltato, è la persona più vicina a Tremonti, questo Signor Milanese, Marco Milanese ha una richiesta di arresto che il Parlamento deve esaminare in questi giorni, non una richiesta di arresto, un ordine di cattura del magistrato che per essere eseguito necessita dell’autorizzazione della Camera, esattamente come l’ex Magistrato Alfonso Papa in attesa di un responso della Camera sulla richiesta di autorizzazione a eseguire l’arresto nei suoi confronti.
Cosa sta avvenendo fuori ancora una volta? Che ai vertici della Guardia di Finanza si bada molto alle guerre per bande politiche e molto poco alla missione che deve avere la Guardia di Finanza che è un corpo armato dello Stato, incaricata di combattere l’evasione fiscale, di scoprire gli evasori fiscali, di denunciarli e insieme a tutti i vari organismi fiscali, agenzia delle entrate etc., far pagare le tasse a chi non le paga, quindi stiamo parlando di una funzione delicatissima e cioè uno dei capisaldi della democrazia, quanto corrispondono i contribuenti per le esigenze dello Stato, più evasori ci sono, meno mezzi ci sono per dare servizi ai cittadini, più i cittadini onesti devono pagare al posto di quelli disonesti che non pagano, l’imparzialità di chi deve sorvegliare questo settore è fondamentale, perché? Perché la Guardia di Finanza viene a conoscenza, grazie ai suoi poteri investigativi, di dati sensibili, i redditi delle persone, i contributi fiscali delle persone e delle aziende e quindi dato che non può controllare tutti, ma deve controllare a campione, come viene deciso quel campione? Chi decide i bersagli delle ispezioni fiscali, delle visite fiscali, delle verifiche fiscali e chi no? Quando arriva la verifica fiscale è a sorpresa o è programmata come le interrogazioni a scuola? Perché la verifica fiscale deve essere a sorpresa, se ti avverto arrivo a fare la verifica, quelli mettono a posto le carte, distruggono i documenti, impapocchiano le prove, quindi la verifica deve essere a sorpresa, se invece avverti che stai arrivando, dai modo all’evasore potenziale di mettere al sicuro le prove della sua evasione.
Ecco perché ai vertici di questo organo militare, militarizzato dello Stato, dovrebbero esserci persone di assoluta imparzialità, di assoluta onestà e di assoluta un avvicinabilità, nessuno dovrebbe poterli chiamare, nessuno dovrebbe avere neanche i loro numeri di telefono, dovrebbero essere persone che vivono nell’isolamento più totale, almeno rispetto a quegli ambienti sui quali devono esercitare un controllo così intrusivo e così delicato.
I finanzieri e il Corruttore(espandi | comprimi) Invece da almeno 30 anni a questa parte, se non di più, spesso e volentieri capita che le indagini evidenzino che ai vertici della Guardia di Finanza ci sono degli ufficiali o degli alti ufficiali infedeli, non imparziali, partigiani, con rapporti pericolosi con i poteri forti che sono naturalmente quelli che dal punto di vista fiscale devono di più e che quindi se evadono fanno più danniDa quando poi in politica c’è il conflitto di interessi e quindi ci sono soggetti economici e finanziari dentro la politica, le amicizie politiche possono condizionare anche direttamente l’attività della Guardia di Finanza perché comunque la Guardia di Finanza dipende dal governo, dipende dal Ministero delle Finanze, così come i Carabinieri dipendono dal Ministero della Difesa e la Polizia di Stato dipende dal Ministero dell’Interno.
La prima indagine che mi viene in mente che evidenziò gravissime collusioni ai vertici della Guardia di Finanza era lo scandalo dei petroli N. 2, quello scoperto a Torino da giudici come Mario Vaudano, si scoprì che i petrolieri godevano di protezioni da parte della Guardia di Finanza che guarda caso in quel periodo aveva ai suoi vertici dei generali affiliati alla loggia P2, per cui il vertice della Guardia di Finanza nel 1981 fu azzerato praticamente dall’inchiesta P2 perché si scoprì che i vertici dei servizi segreti anche della Guardia di Finanza era pieno di piduisti. Qualche anno prima un finanziere insieme a due colleghi si era recato a ispezionare nel 1979 i cantieri di Milano 2 , cantieri gestiti dalla Edilnord di Silvio Berlusconi, uno proprietario, incontrarono i finanzieri questo signore che si aggirava nei capanni del cantiere, gli chiesero se fosse il proprietario e se conoscesse Berlusconi, lui disse: sì sono Berlusconi, ma sono soltanto il progettista, un consulente incaricato della progettazione, quelli si bevvero la superballa, Berlusconi ha sempre mentito fino da quando andava all’asilo, mentì quel giorno alla Finanza, era facilissimo verificare che stava mentendo, si sono presi per buona quella balla e hanno chiuso in quattro e quattr’otto l’ispezione anche se avevano riscontrato delle anomalie di tipo valutario.
Chiusa l’ispezione dopo un po’ uno dei tre finanzieri, si chiamava Gallo e fu scoperto nelle liste della P2 , un altro dei finanzieri si chiamava Massimo Maria Berruti e lasciò dopo poco la Guardia di Finanza per diventare Avvocato e per andare a lavorare nel comparto estero del gruppo Fininvest per il Milan e per alcune società estere del gruppo Fininvest. Il fatto che fosse stato nella Guardia di Finanza, naturalmente, faceva sì che diventasse molto utile per il gruppo Berlusconi, che aveva una particolare predilezione per gli ex finanzieri, perché a capo dei servizi fiscali del gruppo Fininvest, Berlusconi aveva nominato un altro ex finanziere, un certo Salvatore Sciascia, l’ex Finanziere Sciascia e l’ex finanziere Berruti li ritroviamo nel 1994 nell’indagine di Mani pulite che è un po’ l’ultima grande indagine del pool Mani Pulite, dopo due anni dall’inizio dell’inchiesta su Tangentopoli, quando all’inizio del 1994 si scoprì grazie alla confessione, alla denuncia di un giovane sottufficiale che non voleva farsi corrompere, che a Milano sotto lo sguardo del Comandante, il Gen. Cercello ufficiali e sottufficiali della Guardia di Finanza erano soliti addomesticare le verifiche fiscali prendendo tangenti dalle aziende, dall’una all’altra confessione si scoprì, grazie a Di Pietro, Davigo, Colombo, Greco e Ielo che componenti il pool Mani Pulite che ben 500 aziende, alcune tra le maggiori esistenti sul mercato borsistico, corrompevano i finanzieri affinché chiudessero un occhio o due nelle verifiche fiscali, fingessero di non vedere le irregolarità o i reati fiscali commessi da quelle aziende, pensate il danno per l’erario, 500 aziende che corrompono la Guardia di Finanza, furono arrestati quasi 100 finanzieri a cominciare dal loro capo, il Gen. Cercello che poi è stato condannato a pene altissime perché faceva la cresta su tutte le tangenti che prendevano i suoi sottoposti, una percentuale andava a lui, 4 di quelle aziende Tele +, Mediolanum, Video Time e Mondadori appartenevano all’allora Presidente del Consiglio che è anche l’attuale Presidente del Consiglio, che evidentemente aveva delle cose da nascondere, evasioni fiscali, fondi neri all’estero e giri di prestanomi per far arrivare i soldi a quei prestanomi a cui lui aveva intestato le sue quote di Tele + che aveva dovuto cedere almeno pro forma per non incappare nelle sanzioni previste dalla Legge Mammì che già gli consentiva di possedere tre reti televisive nazionali in chiaro, a patto che non possedesse giornali e Il Giornale l’aveva passato a suo fratello e a patto che non possedesse pay tv e le aveva girate a questi prestanomi, questo avrebbero potuto scoprire i finanzieri se avessero fatto delle serie ispezioni, invece al termine di quelle ispezioni venivano corrotti regolarmente da chi? Da Salvatore Sciascia che aveva ottimi addentellati e quando scoppiò l’inchiesta chi si incaricò per conto del gruppo Fininvest di depistare le indagini, suggerendo la strategia del silenzio ai finanzieri che stavano per essere arrestati? L’altro ex finanziere che lavorava per Berlusconi, l’Avvocato Berruti, Berruti alla fine è stato condannato a 8 mesi per favoreggiamento e è stato immediatamente promosso in Parlamento dove siede tutt’ora, pregiudicato.
Sciascia è stato pure lui condannato perché pagava materialmente le tangenti per conto della Fininvest ai finanzieri, non solo non l’hanno cacciato dalla Fininvest, anche lui 3 anni fa è stato promosso parlamentare, quindi siede anche lui in Parlamento, un pregiudicato corruttore. Nei diari di Umberto Cicconi, fotografo, amico intimo di Craxi, c’è un documento che Craxi conservava, vi lascio immaginare perché, che era una letterina che gli aveva scritto nel 1980 Berlusconi che in quegli anni era letteralmente terrorizzato dalla Guardia di Finanza, era il 1980, quindi l’anno dopo della missione interrotta in quel bel modo da Berruti e di nuovo la finanza minacciava di andare a visitare le sue aziende, allora Berlusconi scrisse un appunto a Craxi che diceva “Caro Bettino come ti ho accennato verbalmente Radio Fante, cioè le voci militari che lui aveva raccolto, evidentemente tramite i suoi amichetti ex finanzieri, ha annunciato che la Polizia tributaria si interesserà a me – se uno non ha niente da nascondere che problema c’è? Invece lui aveva molto da nascondere, tant’è che si rivolgeva a Craxi che all’epoca era uno dei politici più importanti d’Italia e gli diceva – ti ringrazio per quello che crederai sia giusto fare” cioè? Evidentemente bloccare o pilotare la nuova ispezione della Guardia di Finanza dalle parti di Berlusconi che già controllava tramite Craxi la finanza prima ancora di entrare in politica, anche perché Berlusconi stava nella P2 insieme ai vertici della Guardia di Finanza, eppure non gli bastava e ha bisogno anche di un appoggio politico, il che vuole dire che Berlusconi sapeva che Craxi poteva intervenire per bloccare o addomesticare o ammorbidire verifiche fiscali, poi ci meravigliamo se abbiamo un’evasione fiscale che ormai tocca i 140 miliardi di Euro l’anno, è grazie a queste cose, è grazie a questi comportamenti qua!
Adesso la Guardia di Finanza è di nuovo nell’occhio del ciclone perché nel caso P4 sono indagati due altissimi ufficiali della Guardia di Finanza sospettati di avere passato notizie su indagini che stavano facendo loro e i magistrati, a chi? A Alfonso Papa, ex magistrato deputato Pdl, sulla cui testa pende la richiesta di autorizzazione all’esecuzione di un arresto che è già stato disposto dal G.I.P. di Napoli, chi sono questi signori? Il più importante di loro, indagato con quel sospetto è il Gen. Michele Adinolfi, Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, indagato per rivelazione di segreti e favoreggiamento, secondo il PM avrebbe informato Bisignani e il suo giro di cui faceva parte anche Papa di indagini che interessavano a questi signori, i quali poi facevano mercato di queste notizie riservate sulle indagini.
Il nome di Adinolfi è emerso in un territorio del deputato Milanese, è anche lui ex ufficiale della Guardia di Finanza, braccio destro di Tremonti, il Capo di Stato Maggiore è accusato di avere avvertito Bisignani di alcune notizie relative all’inchiesta sulla P4 non direttamente, per far arrivare le informazioni si sarebbe servito di un intermediario pure lui indagato e chi passava ne notizie a Adinolfi? Secondo il PM avrebbe potuto essere e infatti è stato indagato pure lui, il Comandante interregionale della Guardia di Finanza per l’Italia meridionale, Gen. Vito Bardi che è in servizio a Napoli, ma non basta, non basta perché proprio in questi giorni emerge che il vizio di pilotare le verifiche fiscali non si era fermato agli anni 70/80, anzi pare, lo racconta sempre Milanese, braccio destro di Tremonti perché ormai l’hanno preso con le mani nel sacco regali, Ferrari, gioielli, arricchimenti incredibili, la casa da 8500 Euro di affitto al mese prestata gratis a Tremonti etc., Milanese cosa racconta? Senza scusate non è Milanese, Milanese che fa il nome di chi potrebbe raccontarlo che è un altro ufficiale della Guardia di Finanza e questo racconta che la Mediolanum fu avvertita di un imminente verifiche fiscale, cos’è la Mediolanum? La Mediolanum è una società quotata in borsa che capitalizza 2 miliardi e passa, di cui 2/3 appartengono a Ennio Doris, quello che fa la pubblicità disegnando cerchi nel deserto e 1/3 appartiene a Berlusconi, è una banca – assicurazione.
L’Agenzia delle entrate ha contestato a Mediolanum in questi anni, accertamenti per 250 milioni per il passato sul fronte assicurativo e altri 150 milioni di Euro sul fronte bancario per gli anni dal 2005 al 2009, l’aliquota di tassazione reale, scrive Marco Lillo su Il Fatto del gruppo di banca - assicurazione, sarebbe particolarmente bassa, il 18%, grazie alla domiciliazione in Irlanda delle holding. Allora il Gen. Adinolfi è indagato per favoreggiamento di Bisignani per avergli passato quelle notizie, è nei guai per questa presunta soffiata a Mediolanum, in quanto Adinolfi è considerato molto vicino al gruppo Fininvest, è un vecchio amico di Adriano Galliani fino a quando Galliani era Presidente di una società di calcio a Monza e Adinolfi era Comandante dei Carabinieri a Monza, pare che sia molto legato anche a Gianni Letta e a Marcello Dell’Utri e in terzo luogo Adinolfi è nell’occhio del ciclone perché è tirato pesantemente in ballo da Milanese, l’uomo di Tremonti, come uno di coloro che di intesa con Berlusconi, dava una mano a sputtanare Tremonti per stroncargli la carriera politica nel momento in cui Berlusconi che ormai è ossessionato dal nemico interno, dopo aver fatto fuori Casini e Fini, adesso vuole far fuori Tremonti considerandolo un traditore.
Anche per Tremonti il "metodo Boffo"(espandi | comprimi) Come fa? Lo fa come fa sempre, raccogliendo dossier, non sappiamo se sia vero, ma quello che raccontano Milanese e un po’ più sfumato Tremonti e i magistrati di Napoli è che c’è stato uno scazzo furibondo tra i due, tra Tremonti e Berlusconi e Tremonti a un certo punto ha detto a Berlusconi “contro di me il metodo Boffo non attacca!” e Milanese racconta molto di più e cioè che Tremonti sosteneva di essere pedinato e dossierato.A me personalmente delle sorti di Tremonti come di quelle di Berlusconi, come di tutti i politici non importa un fico secco, ma il fatto che ci possa essere la finanza dietro manovre per fregare qualcuno e salvare qualcos’altro sì, quello mi interessa molto e deve interessare tutti noi, perché l’imparzialità dei vertici della Guardia di Finanza è fondamentale per garantire un sistema democratico e anche un sistema fiscale equo, nelle guerre per bande c’è da avere paura perché o si appartiene alla banda vincente, oppure? Oppure ti possono massacrare, perché? Perché è un corpo armato dello Stato che può decidere di perseguitare tizio e di salvare caio, di far apparire tizio core un evasore e caio come un santo mentre magari la verità è il contrario! Si può decidere di usare la Guardia di Finanza come arma di ricatto, se non fai il bravo ti mando la finanza, come arma di rappresaglia, non hai fatto il bravo, ti mando la finanza!
Dice Milanese a verbale: ho visto il Ministro Tremonti qualche giorno fa - stiamo parlando del mese scorso, sono verbali e fatti avvenuti poche settimane fa, a giugno – e mi ha detto che ha avuto uno sfogo con il Presidente del Consiglio Berlusconi, perché aveva saputo che lui, il Ministro Tremonti, era seguito, o comunque negli ambienti politici si dice che stanno attuando il metodo Boffo anche nei confronti di Tremonti, anche utilizzando intercettazioni fatte nei miei confronti per le mie vicissitudini giudiziarie” Milanese è stato indirettamente intercettato, direttamente non si può perché è parlamentare, mentre parlava con altri della P4 etc., è indagato da mesi, quelle telefonate non sono venute fuori per usarle bisogna aspettare l’autorizzazione della Camera per usarle almeno nei confronti di Milanese, ma è ovvio che se le indagini le fa la Guardia di Finanza e ai vertici della finanza ci sono ufficiali infedeli, usano quelle telefonate come arma di ricatto per fare dossier, non per fare indagini.
“I miei problemi giudiziari vengono usati per contrastare la scesa politica del Ministro Tremonti – aggiunge Milanese – Tremonti mi ha ribadito che ha riferito a Berlusconi che stanno cercando cose per metterlo in difficoltà dal punto di vista politico”, Tremonti poi ci è cascato con tutti e due i piedi perché avrebbe dovuto quantomeno lasciare la casa che gentilmente gli metteva a disposizione Milanese, visto che sapeva da dicembre che Milanese era sotto indagine per avere speso il nome di Tremonti e fatto affari in cambio di nomine e si era fatto regalare un sacco di roba in cambio di nomine e favori veri o millantati, invece Tremonti è rimasto in quella casa fino alla settimana scorsa, quindi se sapeva che c’era un complotto contro di lui, come al solito con il suo comportamento ha collaborato al complotto, perché ha aiutato coloro che lo volevano sputtanare, se avesse lasciato la casa che gli metteva a disposizione Milanese quando seppe che Milanese era sotto indagine per quelle brutte storie che coinvolgevano anche la sua persona, avrebbe fatto un figurone, invece si è fatto prendere come tutti con il sorcio in bocca!
“Ho capito – aggiunge Milanese – che Tremonti faceva riferimento anche alla finanza e al Gen. Adinolfi come partecipanti a questo piano ordito nei suoi confronti, Berlusconi ha negato che ciò potesse essere vero e che nessuno stata ordendo piani nei suoi confronti. Ma il Ministro è convinto che tutto ciò sia vero e che nella questione ci sia anche la nomina del futuro Comandante generale della Guardia di Finanza, dove si contrastavano due correnti: gli amici di Adinolfi e dietro Gianni Letta e Berlusconi e dall’altra parte gli amici di Tremonti e cioè il Gen. Spaziante. Ricordo – dice ancora Milanese – che sono molto stretti i rapporti tra la Presidenza del Consiglio e Adinolfi, c’è un filo diretto con il Dott. Letta, l’anno scorso alla festa del compleanno di Adinolfi, Letta verso mezzanotte lo chiamò al telefono direttamente per fargli gli e Adinolfi era a cena con chi? Con la Ministro Gelmini accompagnata dal marito, Adriano Galliani Milan, Lasco responsabile sicurezza di Terna, anche egli ex ufficiale di Finanza, Stefano Grassi delle Poste, l’Avvocato Fischetti, il Prof. Cognetti, Lello Pagnozzi del Coni, Colaninno padre, pensate imprenditori, finanzieri, che fanno a festeggiare il compleanno del Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza che ogni tanto dovrebbe anche controllare se pagano le tasse, pensate che cena da conflitto di interessi, a un certo punto chiama Letta per fargli gli auguri.
Se è vero quello che viene raccontato in questi verbali e cioè che la Guardia di Finanza viene utilizzata per pedinare o per screditare o per cercare cose su un Ministro, figuratevi come può stare tranquillo un cittadino normale che non ha neanche la protezione di una delle due bande che sovrintendono ai vertici della Finanza, ma si ritrova inerme e con quale fiducia potrà ricevere i finanzieri in casa sua, nella sua aziendina anche se i finanzieri che vanno lì per i 9 casi su 10, sono persone oneste che fanno soltanto il loro lavoro? E’ così che a poco a poco se ne va lo Stato, lo Stato se ne va quando non c’è più la garanzia dell’imparzialità delle figure istituzionali, quando tu sospetti che la multa per divieto di sosta te l’abbiano fatta non perché hai parcheggiato in divieto di sosta, ma perché i Vigili Urbani ce l’hanno con te. Di solito è un sospetto assurdo, però quando si leggono queste cose, non sulle multe per divieto di sosta, ma per cose ben più delicate come il ruolo della Guardia di Finanza, qualcuno sarà autorizzato a sentirsi vittima di una persecuzione anche se magari non lo è, perché comunque questi intrallazzi che minano l’imparzialità delle Fiamme Gialle, ormai sono sotto gli occhi di tutti, intercettazioni e verbali, se ne parla tranquillamente, attualmente al Governo abbiamo un Ministro dell’economia, il cui braccio destro sostiene che è stato pedinato e dossierato con la collaborazione del Presidente del Consiglio e dei suoi amici e del Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza e nello stesso Governo continuano a rimanere seduti allo stesso tavolo il pedinato e l’ipotetico pedinatore, quello che usa il metodo Boffo è quello che doveva esserne la vittima.
Poi ci meravigliamo se l’affidabilità dei nostri titoli di Stato è sottozero, poi ci meravigliamo se gli speculatori hanno individuato l’Italia come il nuovo ventre molle da colpire, il problema non è se l’opposizione collabora o meno con il governo, il problema è che un governo del genere e istituzioni del genere sono talmente sputtanate da diventare un po’ come Tremonti con la casa, i migliori alleati di chi vuole speculare e complottare contro l’Italia, il problema non è se l’opposizione aiuta o non aiuta il governo, il problema è il governo che per rendere credibilità al nostro paese se ne dovrebbe andare al più presto, passate parola!
Buongiorno a tutti, siamo nella relazione de Il Fatto Quotidiano perché questo passaparola viene registrato, oggi è venerdì pomeriggio e quindi viene registrato 3 giorni prima che vada on line il consueto lunedì, è la settimana di Tremonti che prima senza fare nulla per nascondersi dà del cretino al suo collega di governo Brunetta, interpretando un sentimento vastamente diffuso nel paese e credo anche nel mondo politico, poi viene travolto contemporaneamente dal disastro giudiziario che coinvolge colui che è stato a lungo il suo braccio destro e il suo consigliere politico Marco Milanese, un ex ufficiale della Guardia di Finanza che poi, come spesso avviene, è passato alla politica.
Tremonti: finanza e orologi(espandi | comprimi) Questo Milanese ospitava Tremonti in un gigantesco appartamento a Roma per il quale pagava la bellezza di 8500 Euro di affitto al mese e quindi le disavventure di Milanese e indirettamente di Tremonti coinvolgono e trascinano le condizioni finanziarie dell’Italia di cui Tremonti dovrebbe essere il responsabile in un gorgo di speculazione di cui non conosciamo ancora, mentre vi sto parlando, gli sviluppi del momento delicatissimo in cui l’Italia deve rendersi minimamente credibile di fronte all’Europa con una manovra finanziaria che cominci a rimettere in sesto quei conti pubblici che per anni ci è stato assicurato che erano assolutamente a posto e che invece non lo erano. Per Milanese c’è una richiesta di autorizzazione all’esecuzione di un mandato di cattura di un ordine di custodia cautelare a cui il Parlamento dovrà rispondere sì o no e come sempre è avvenuto in questi ultimi 20 anni è prevedibile che il Parlamento dirà no, Parlamento che tra l’altro continua a fare melina su altre due richieste di autorizzazione all’esecuzione dell’arresto nei confronti di un parlamentare del PD, il Sen. Alberto Tedesco e di un altro parlamentare del Pdl, il Magistrato in aspettativa Alfonso Papa. Diciamo che sta andando a finire questa seconda Repubblica come abbiamo più volte vaticinato in una gigantesca retata, stanno emergendo in questo crepuscolo dell’impero tutte le ruberie che in questi anni erano rimaste nascoste, mentre come alla fine di ogni impero, adesso è saltato il tappo e quindi da quel tappo, qua del vaso di Pandora sta uscendo di tutto e di più, stiamo assistendo anche a episodi di piccola meschineria, appartamenti, case, auto, regali, regalini, cose miserevoli, non giganteschi furti, poi certo ci sono anche i giganteschi furti come quelli degli appalti della cricca della protezione civile che invece ci sono costati un sacco di soldi e questa è la ragione per cui non abbiamo, nonostante le promesse visto approvare la legge anticorruzione, non abbiamo mai visto neanche discutere la legge sull’incandidabilità dei condannati, legge di iniziativa popolare su cui al V-day avevamo raccolto insieme a Beppe Grillo e a tanti altri, raccolto decine di centinaia di migliaia di firme.
Sono anche questi, però i giorni in cui si commemora una ricorrenza, una ricorrenza di un’intervista, pensate la forza di quell’intervista che viene ancora ricordata proprio a 30 anni di distanza, è l’intervista che il 28 luglio 1981 in pieno scandalo p2 l’allora Segretario del Partito Comunista Enrico Berlinguer rilascio a Eugenio Scalfari, nella quale Berlinguer non puntava il dito tanto sulle corruzioni, sulle concussioni, sui reati, quanto proprio sulla trasformazione, sull’involuzione del sistema dei partiti che da organizzatori del consenso, da intermediari tra noi cittadini e le istituzioni, erano diventati ciò che già lui aveva individuato 30 anni fa e ciò che oggi tutti abbiamo sotto gli occhi e cioè bande, clan dediti, prima ancora che all’appropriazione di denaro pubblico, all’opposizione dello Stato e di tutti gli spazi che sono pubblici e che quindi non dovrebbero essere occupati da associazioni private, quali sono i partiti in Italia.
Infatti Berlinguer diceva: le conclusioni, le conclusioni, le ruberie devono essere denunciate e perseguite, chi le commette deve essere messo in galera, ma qui il problema è anche a monte, anche chi non ruba comunque sta abusando del proprio potere perché occupa lo Stato, le istituzioni, gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli ospedali, le università, la RAI, alcuni giornali, questo diceva Berlinguer, la questione morale non si esaurisce nel fatto che essendoci dei corrotti nelle alte sfere della pubblica funzione bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera, la questione morale fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, partiti che sono diventati macchine di potere e di clientela scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero!
Poi all’interno di questa occupazione che è formalmente legale perché non è proibita dal Codice penale ma è costituzionalmente illegale perché la Costituzione riconosce l’esistenza dei partiti come una delle tante forme attraverso le quali si può fare politica, ma non come l’Unica e soprattutto li riconosce come gli enti privati che non hanno quindi alcun diritto di mettere le mani su ciò che è nostro, la RAI, gli ospedali le fondazioni bancarie, le A.S.L., i giornali e tutto ciò che hanno occupato nel frattempo i partiti, pensate soltanto alle Authority indipendenti che sono diventate anche esse dei terreni di caccia per la lottizzazione dei partiti. L’intervista sulla questione morale di Berlinguer non è attuale soltanto per ricorrere i 30 anni di quell’intervista, ma è attuale perché vediamo cosa sono diventati i partiti, per quale motivo l’emendamento Di Pietro dell’altro giorno che prevedeva l’abrogazione delle province è stato bocciato da una maggioranza trasversale che va dal Pdl, alla Lega, al PD, hanno votato a favore soltanto quelli che non presiedono Province e cioè i finiani di FLI e i casiniani dell’Udc , ma perché non hanno posti da difendere nelle presidenze delle Province.
La bocciatura è avvenuta perché i partiti si ritengono i proprietari anche delle province, oltre che dei comuni e delle regioni, province dove devono scaricare una parte del loro ceto dirigente facendolo pagare a noi, anche se le Province sono notoriamente inutili perché dall’inizio degli anni 70, quando furono create le regioni, si stabilì che le regioni arrivavano a sostituire le province, adesso poi ci sono in arrivo e già in cantiere le aree metropolitane, quindi abbiamo una serie di enti territoriali che rendono assolutamente inutili le province, le province che ci costano 17 miliardi l’anno, 17 miliardi l’anno non vuole dire che se venissero abolite risparmieremmo 17 miliardi l’anno, ne risparmieremmo una decina perché poi è ovvio che il personale in parte andrebbe ridistribuito negli altri enti sostitutivi e che comunque ci sono delle spese che continuerebbero a esserci perché le province gestiscono le scuole, le strade e quindi qualcun altro lo dovrebbe fare al loro posto, ma il calcolo del risparmio che avremmo ogni anno è di una decina di miliardi di Euro, stiamo parlando di 1/4 della manovra finanziaria che naturalmente non sarebbe un taglio una tantum, quello delle province, ma sarebbe un taglio strutturale perché scomparirebbero e quindi ogni anno risparmieremmo quei 10 miliardi e ne avremmo quindi per fare ciò che serve naturalmente non al ceto politico, ma ai cittadini, questa proposta è stata bocciata dai 3 maggiori partiti che ci sono in Parlamento e che sono: Lega, Pdl (i partiti di governo) e poi il PD il principale partito che chiamiamo convenzionalmente di opposizione anche se poi l’opposizione è una parola grossa!
L'opposizione delle fondazioni(espandi | comprimi) Altro fatto, l’opposizione che non c’è, l’opposizione di carta velina nel momento in cui il governo è talmente sputtanato che ormai i Ministri si sputano in faccia e si danno del cretino l’uno con l’altro in pubblico, dov’è l’opposizione?Perché non produce un’immagine di alternativa credibile? Per la semplice ragione che evidentemente non se lo può permettere, quante volte ce lo siamo detto? Ancora una volta in questi giorni grazie alle indagini giudiziarie veniamo a scoprire dei particolari di una situazione, di un sistema che tutti conoscevano benissimo e cioè non solo il ritorno di tangentopoli che non è ritornata perché non se ne era mai andata, ma il ritorno a certe pratiche che accomunano ambienti e politici di centro-sinistra e di centro-destra rendendoli quasi indistinguibili, l’unica cosa che li distingue è che nel centro-destra ci sono personaggi che riescono a rubare molto di più di quello che non riescono a rubare esponenti del centro-destra, in particolare in questi giorni, proprio a proposito dell’invadenza ormai piovresca della partitocrazia, si parla di fondazioni, in particolare si parla di una fondazione, ma se ci fate caso e andate a controllate su Internet, quasi tutti i politici i leader o quelli che si credono leader, quelli che hanno un minimo di potere all’interno dei partiti di centro-destra e di centro-sinistra, hanno dietro di sé una fondazione, ce l’hanno davanti a sé come schermo, la fondazione per chi capisce di diritto molto meglio di me, è una società di un certo tipo che consente di raccogliere dei fondi per alcuni nobili scopi come quello di sviluppare un dibattito sulla politica, sull’economia, sulla società di fare ricerca, di organizzare convegni, di promuovere riviste, di pubblicare libri di editare i giornali etc. e naturalmente queste fondazioni raccolgono contributi in forma agevolata per chi li dà e per chi li riceve e soprattutto veniamo a scoprire, ma lo vediamo tra un attimo, che trincerandosi dietro la legge sulla privacy, le fondazioni che hanno dentro di sé nella loro presidenza, nel loro vertice uomini politici importanti, non rendicontano i finanziatori e i finanziamenti perché sostengono che i loro nomi sono coperti dalla privacy. Non ho gli strumenti giuridici per dire che questa scusa della privacy non ha un fondamento, può essere che la legge sulla privacy l’abbiano scritta così male, da proteggere addirittura i finanziatori di una fondazione attraverso la quale poi un politico svolge la sua attività politica, penso che se l’hanno fatta così male la dovrebbero cambiare per una ragione molto semplice che la privacy significa la tutela della vita privata di una persona, non la tutela del segreto sull’attività pubblica di una persona o di un’azienda, anche perché in Italia per legge i politici, singoli e i partiti, hanno l’obbligo per legge di dichiarare in un elenco che è pubblico alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica i nomi dei loro finanziatori e gli importi dei finanziamenti che ricevono, quindi se voi andate una Camera e chiedete l’elenco di quelli che finanziano il PD, Pdl, la Lega, l’Udc , l’Italia dei Valori etc., ve lo devono dare.
Possibile mai se se un politico crea una fondazione e quella fondazione riceve dei finanziamenti da aziende private, i finanziatori della fondazione del politico non devono essere resi noti perché coperti da privacy? ma io non voglio sapere con chi sono fidanzati questi signori, non voglio sapere chi sono le loro mogli, i loro figli, le loro cartelle cliniche, non mi interessa, quella è privacy, voglio sapere chi li finanzia e quello è un fatto anche mio, mio in qualità di elettore, mio in qualità di cittadino, se voto per quel partito o per quel politico, almeno quando si poteva votare per quello o per quell’altro politico, voglio sapere da chi è finanziato, perché abbiamo detto tante volte, se è ambientalista e è finanziato dai costruttori di inceneritori o di altri marchingegni inquinanti, lo voglio sapere se fa le battaglie per la questione morale e è finanziato da condannati o da delinquenti lo voglio sapere, se fa il pacifista e poi è finanziato dalle aziende che poi producono armi lo voglio sapere e anche se è finanziato da persone in assoluta trasparenza onestà lo voglio sapere lo stesso perché mi piace votare per qualcuno che è finanziato da gente coerente con il progetto di quel qualcuno.
Dico questo perché è venuta d’attualità una di queste fondazioni, mi concentro su questa perché è ai disonori delle cronache in questi giorni, ma il problema della trasparenza di queste fondazioni, riguarda tutte le fondazioni che hanno dentro di sé o dietro di sé dei politici, degli eletti, delle persone che devono rendere conto a noi di tutto quello che fanno in qualità di politici, tenete presente che in Inghilterra dove peraltro i politici guadagnano 1/3 di quello che guadagnano i nostri, hanno pensioni irrisorie rispetto a quelle dei nostri, i politici non solo mettono sul sito della Camera dei Comuni l’elenco dei loro finanziatori, cosa che devono fare anche i nostri, ma addirittura le pezze d’appoggio delle note spese che accollato allo Stato, dopo che è successo quel popò di scandalo su coloro che ricevevano rimborsi pubblici per delle spese un po’ allegre e molto poco documentate anche se stiamo parlando di importi irrisori di poche migliaia di sterline o di poche decine di migliaia di sterline, curiosamente da noi i finanziatori di queste fondazioni non sono noti, a meno che non vengano coinvolti in un’indagine, infatti abbiamo appreso i nomi e i cognomi di due dei finanziatori della fondazione di D’Alema e di Giuliano Amato italiani e europei proprio perché sono finiti in carcere, uno si chiama Paganelli e è un imprenditore che possiede degli aeroplani, è un’azienda aeronautica che si chiama Rotcof e che aspirava a gestire con questa sua azienda la linea aerea tra Firenze, Pisa e l’Isola d’Elba per dare modo a chi va o viene dall’Isola d’Elba di evitare di prendere il traghetto, ma di potersi prendere il suo aereo.
Paganelli, Paganelli padre e Paganelli figlio, il padre si chiama Viscardo ed il figlio si chiama Riccardo, questa Rotcof è risultata finanziare la Fondazione italiani e europei perché? Perché è finita sottoinchiesta e i Paganelli sono finiti in carcere, adesso tra un attimo vi dico perché sono finiti in carcere. L’altro finanziatore italiani e europei che abbiamo appreso grazie a un’indagine giudiziaria è un certo Pio Piccini, Pio Piccini è il fratello di Sergio Piccini, chi era Sergio Piccini? Era un signore, nel frattempo defunto che lavorava con Tanzi alla Parmalat e Tanzi ha raccontato che Piccini era quello che portava i soldi ai politici, Sergio Piccini, poi Sergio Piccini è morto e i soldi ai politici li ha portati un altro elemosiniere di Tanzi Romano Bernardoni.
Sergio Piccini portava i soldi per conto di Tanzi ai politici e poi è morto. Il fratello invece è vivo, si chiama Pio e è amministratore della Omega, ricordate lo scandalo Omega, Eutelia, quelle società, quelle scatole cinesi che arrivavano a Londra, se ne era occupato Annozero, se ne è occupato Report, se ne sono occupati i giornali, il risultato qual è? E’ che 6 mila lavoratori di Omega sono finiti senza lavoro sul lastrico e quanti articoli abbiamo dedicato allo scandalo Eutelia, allo scandalo Omega etc.. Piccini è l’amministratore di questo bel castello di carte, ma è anche un finanziatore della Fondazione Italiani europei perché Paganelli della Rotcof Aviation Italia e perché Piccini della Omega facevano pubblicità o finanziavano italiani e europei che è anche una rivista mensile, credo, perché gli piaceva la rivista? Perché pensavano che la rivista fosse molto letta? E’ una rivista sicuramente di livello, è una rivista molto di elite, perché finanziavano questa rivista della Fondazione Italiani e europei? Perché dicono loro o fanno capire loro, tenersi buoni gli uomini di D’Alema poteva servire loro per avere dei favori nelle gare e negli appalti.
Uno dei due, Piccini aspirava a aggiudicarsi l’appalto dalla Finmeccanica per la gestione delle intercettazioni giudiziarie, un amico di D’Alema, quello che raccoglieva i fondi della Fondazione italiani e europei, tale Vincenzo Morichini, ex amministratore delle agenzie Inas Italia, che era quello che si era dato da fare a proposito di una barca, la Icarus 2 di D’Alema, tant’è che alcuni hanno scritto che la barca di D’Alema la usava D’Alema ma era intestata a questo Morichini e a un altro amico di D’Alema che si chiama De Santis, questo Morichini che raccoglieva i finanziamenti per gli italiani e europei, amico decennale di D’Alema era intervenuto per aiutare Piccini a ottenere dalla Finmeccanica di Guarguaglini l’appalto per la gestione delle intercettazioni giudiziarie che, come sapete, vengono fatte fuori, vengono date in appalto a società terze perché lo Stato non se ne accolla i costi e la responsabilità, pensate in quali mani stava andando a finire il settore delle intercettazioni, grazie agli amici di D’Alema, a questo Piccini amministratore di Omega che naturalmente è stato arrestato per la bancarotta fraudolenta di Omega e arrestato per quella ha raccontato tra le altre cose, di avere finanziato italiani, europei con 30 mila Euro.
Perché? Perché serviva per introdursi in un certo ambiente e ottenere favori, l’altro Paganelli, quello della Rotcof Aviation voleva gestire la tratta aerea Firenze – Pisa – Elba, tratta aerea che poi non si è mai fatta, è stata bloccata proprio per i traffici di questi e per le inchieste che ne sono conseguite, quindi se oggi per andare all’Elba dovete ancora prendervi il traghetto come più o meno avveniva nel Medioevo, lo dovete a questi signori che hanno pasticciato e hanno fatto casino anche con tangenti, infatti il Paganelli con la sua Rotcof per avere il collegamento aereo tra la Toscana e l’Elba si era rivolto a chi? Anche lui a Morichini, quello che raccoglie i finanziari per italiani e europei e gli aveva chiesto una mano e Morichini cosa aveva fatto? Da un lato si era preso un finanziamento di 30 mila Euro anche da Paganelli per italiani e europei, dall’altro era andato a raccomandare Paganelli da un consigliere dell’Enac che è l’ente di controllo sui voli che era un certo Franco Pronzato che è uno del PD, era consigliere di Bersani quando Bersani era Ministro delle attività produttive e era membro del Consiglio di Amministrazione dell’Enac e era il responsabile per i trasporti del PD, uno che fa contemporaneamente il Consiglio di Amministrazione dell’Enac, l’ente di controllo sui voli e è anche responsabile trasporti del Partito Democratico, pensate il conflitto di interessi com’è vasto, ramificato e trasversale, Pronzato dall’Enac si dà da fare per aiutare questo Paganelli che Morichini gli ha raccomandato, naturalmente nessuno fa niente per niente, per amicizia e quindi Paganelli paga 40 mila Euro a Morichini, il quale divide la tangente, metà se la tiene, 20 mila e metà la gira a Pronzato e poi da Paganelli c’è pure il finanziamento alla rivista Italiani e europei per 30 mila Euro.
Tutti dentro i finanziatori di D'Alema(espandi | comprimi) Com’è finita questa storia? Morichini è indagano per corruzione e false fatture, Paganelli quello degli aerei è stato arrestato per corruzione, Pronzato, responsabile PD per i trasporti e consigliere di amministrazione dell’Enac è stato arrestato per corruzione, Paganelli che ha pagato la tangente è stato arrestato per corruzione, Piccini era già stato arrestato per il crac di Omega, questo è il quadro complessivo.Su Il Fatto Quotidiano ci siamo permessi, mi sono permesso io, di fare qualche domanda a D’Alema, 5 domande a partire dal fatto che questi episodi non sono episodi sporadici perché dal 1993, cioè da Mani Polite, che ogni volta che scoppia uno scandalo prima o dopo, più prima che dopo, salta fuori il nome o di D’Alema o di uno dei suoi amici, nel 1993 la prima volta fu quando il pool di Mani Pulite mandò un avviso di garanzia a un certo Cesare De Piccoli che era un parlamentare Veneto, dell’allora Pds, i magistrati scrissero che aveva ricevuto una tangente, un finanziamento illecito dalla FIAT Enginering di 300 o 200 milioni di lire nel 1992 per finanziare la corrente, facente capo a livello nazionale a Massimo D’Alema, D’Alema protestò, De Piccoli disse che era innocente, dopodiché ha preso la prescrizione e l’ha portata a casa perché il reato è stato accertato dal G.I.P. che ha negato a De Piccoli il proscioglimento nel merito e gli ha dato la prescrizione, lui non è che ha rinunciato per essere assolto nel merito dall’accusa addirittura di avere preso dei soldi dalla FIAT in Svizzera, lui ex comunista, no, ha preso la prescrizione e è andato a casa.
Nel 1995 ci fu lo scandalo di Affittopoli, scatenato da Il Giornale di Feltri per ragioni se volete strumentali, può darsi, però intanto D’Alema lasciò la casa che aveva da un ente previdenziale a un affitto irrisorio e ne prese un’altra, poi nel 1994/1995 ci fu anche l’inchiesta della Procura di Bari che un imprenditore malavitoso che poi ha patteggiato addirittura per concorso esterno in associazione mafiosa con la Sacra Corona Unita, Francesco Cavallari che aveva un sacco di cliniche private in Puglia, aveva raccontato di avere finanziato politici invece di sinistra tra i quali D’Alema cui aveva dato brevi manu una busta con 20 milioni dentro a metà degli anni 80, fortuna per D’Alema che era passato troppo tempo anche in quel caso il G.I.P. di Bari dichiarò la prescrizione, ma non disse che non si sapeva se il reato c’era o non c’era, disse che il finanziamento illecito era stato accertato, ma che non si poteva procedere oltre per prescrizione, anche perché D’Alema si guardò bene anche lui dal rinunciarvi.
Poi nel 2004 ci fu lo scandalo Parmalat, il crac più enorme della storia d’Europa con Tanzi che racconta le attività frenetiche dei suoi due elemosinieri, prima Piccini e poi Bernardoni e tra l’altro dice: Bernardoni si è occupato della sponsorizzazione della fondazione italiani e europei che non ho seguito direttamente, D’Alema attraverso Minniti altro deputato dalemiano DS è stato invece finanziato da Piccini, quindi Bernardoni dà i soldi alla Fondazione italiani e europei, Piccini, dice Tanzi, finanzia D’Alema tramite l’On. Minniti, chissà se è vero, io se dicessero a me, di me ho preso dei soldi dalla Parmalat, denuncerei per calunnia Tanzi che l’ha detto, invece D’Alema e credo neanche Minniti non denunciato Tanzi per calunnia, negano semplicemente che i finanziamenti siano veri, è la loro parola contro quella di Tanzi naturalmente anche perché nel frattempo Piccini è morto.
D’Alema però non può negare le sponsorizzazioni della Parmalat a questa rivista italiani e europei che doveva essere veramente appetitosissima visto che anche la Parmalat la finanziava, infatti dice a verbale, al magistrato che lo sente come testimone che la Parmalat aveva fatto dei contratti con italiani e europei per comprare delle pagine pubblicitarie e che tra l’altro non le aveva pagate neanche tutte perché le aveva fatte per 3 anni e le aveva pagate soltanto per un anno, per il 2002, tant’è che fondazione italiani e europei si era insinuata nel passivo della Parmalat.
Nel 2006 lo scandalo delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino D’Alema c’è anche lì con le sue telefonate entusiastiche a Consorte e quando la Clementina Forleo, il G.I.P. di Milano chiede al Parlamento europeo, prima italiano e poi europeo l’autorizzazione a utilizzare anche nei confronti di D’Alema per eventuali concorsi nell’aggiotaggio contestato a Consorte, il Parlamento italiano, manda tutto al Parlamento europeo, il Parlamento europeo destra e sinistra insieme tutti amorevolmente affratellati vota l’immunità e cioè dice ai magistrati che non possono utilizzare le telefonate in cui D’Alema parla a Consorte di una scalata occulta e ritenuta illegale dai magistrati.
Nel 2009/2010 tutti gli scandali pugliesi coinvolgono persone che sono considerate molto vicine a D’Alema, dall’ex Assessore alla sanità Tedesco, al Vicepresidente della Giunta Vendola Frisullo, Frisullo finisce in galera, Tedesco lo mandano in Parlamento poco prima che i giudici decidano di mandarlo in galera e poi ci sono gli scandali degli ultimi giorni, dai quali oltre a quei finanziamenti strani di 30 mila Euro da Piccini e di 30 mila Euro da Paganelli alla fondazione c’è pure un’altra notizia e cioè che Paganelli tramite Morichini aveva prestato i suoi aerei per far volare D’Alema, D’Alema non li ha pagati quei voli e uno di quei voli, almeno 1 è servito a D’Alema per fare campagna elettorale, capite che se uno fa la campagna elettorale si deve pagare l’aereo e un altro fa campagna elettorale e non si deve pagare l’aereo, quello che non si deve pagare l’aereo è avvantaggiato, perché? Perché è un modo comunque per finanziare una campagna elettorale quello di regalarti i voli aerei.
D’Alema ci ha risposto dicendo che gli aerei li aveva pagati Morichini, il suo amico che raccoglieva i finanziamenti per la Fondazione, il problema è che non li ha pagati D’Alema e non li ha pagati il PD e quindi c’è evidentemente un avvantaggiarsi di un volo gratis e bisognerebbe anche domandarsi perché Paganelli dà i voli gratis a D’Alema e poi finanzia la Fondazione italiani e europei e poi paga Morichini e Pronzato per avere i loro favori per ottenere la gara sulla tratta dell’Isola d’Elba, bisognerebbe domandarsi per quale motivo c’è questa fiumana di persone che decidono di finanziare ambienti vicini a D’Alema così per spirito missionario o perché in cambio avevano un tornaconto.
Su tutte queste vicende abbiamo posto 5 domande, 5 “dalemmi” li abbiamo chiamati a D’Alema buttandoli così, come si fa con i messaggi in bottiglia perché i politici italiani di solito non ti rispondono oppure ti insultano, oppure ti denunciato: 1) come ha potuto la Fondazione italiani e europei accettare contributi da un personaggio o già chiacchierato come Piccini, poi arrestato per bancarotta dopo avere gettato sul lastrico 6 mila lavoratori di Omega? 2) Piccini e Paganelli dicono di avere finanziato italiani e europei per essere favoriti in gare e appalti, non crede Presidente D’Alema di dover restituire quei contributi prima che la accusino di fare politica con soldi sporchi? 3) Francesco Cossiga dopo avere volato gratis con la Parmatour, la compagnia aerea della Parmalat quando venne fuori restituì alla Parmalat l’importo dei viaggi, non dovrebbe farlo anche lei con i voli gratuiti dei passaggi aerei da Paganelli e Morichini? Perché? Perché ogni passaggio aereo aveva un valore di 6 mila Euro, per 5 fa 30 mila Euro, sarebbero dei soldi che lui avrebbe dovuto pagare per quei viaggi se avesse pagato. 4) lo sa che mentre lei vola sul bimotore di Paganelli gli elbani continuano a viaggiare in traghetto perché i maneggi sull’appalto Enac hanno bloccato la linea aerea Firenze – Pisa – Isola d’Elba? 5) posto che i parlamentari devono dichiarare le loro fonti di finanziamento, posto che lei svolge la sua attività politica tramite la fondazione italiani e europei, posto che le indagini ne hanno svelato 3 finanziatori di quella fondazione: Tanzi, Piccini e Paganelli, tutti regolarmente finiti in galera, non è il caso di rendere pubblica la lista concreta dei finanziatori di italiani e europei, così magari nell’eventualità viene fuori pure qualche incensurato? Queste erano le domande che avevo posto incredibilmente e lodevolmente D’Alema ci ha risposto, la risposta la trovate su Il fatto Quotidiano, come trovate anche le obiezioni che gli abbiamo fatto accompagnate da un invito a venirci a trovare in redazione per un bel forum al quale possono partecipare non soltanto il sottoscritto, ma anche gli altri colleghi come Ferruccio Sansa, Marco Lillo, Antonio Massari che stanno seguendo le indagini nelle quali sono coinvolti uomini molto vicini a Massimo D’Alema.
Credo che proprio per questa ragione l’intervista di Berlinguer sulla questione morale è particolarmente attuale e quindi anche questa sul nostro sito de Il Fatto Quotidiano, ma anche Beppe Grillo l’ha pubblicata sul suo blog qualche mese fa, va riletta integralmente e soprattutto va domandato agli esponenti politici e ciascuno di noi qualcuno lo incontra a convegni etc., com’è stato possibile che Berlinguer 30 anni fa avesse capito tutto, avesse denunciato tutto e poi i suoi eredi invece di raccogliere la sua eredità l’abbiano dispersa preferendo l’eredità di Craxi? Telese l’altro giorno in un bell’articolo ha ricordato che tutti gli ultimi leader del Partito Democratico hanno fatto capire o dichiarato esplicitamente che Berlinguer rappresentava il vecchio, mentre Craxi rappresentava il nuovo, sarà un caso ma il partito di Craxi è morto e sepolto, mentre il partito di Berlinguer di cui loro continuano a beneficiare, sia pure per ragioni di memoria e abusivamente, è tutt’ora vivo e vegeto, l’ex PC oggi si chiama Partito Democratico con l’aggiunta di qualche democristiano, mentre l’ex Psi non esiste più, è stato raso al suolo, il che già dimostra che il vecchio era Craxi e il nuovo con tutti i suoi difetti, i suoi errori politici, ma non morali, era Berlinguer e in ogni caso se il nuovo è Craxi, io personalmente preferisco il vecchio e cioè Berlinguer e penso che se Berlinguer fosse il Segretario del Partito Democratico, molto probabilmente l’altro giorno avrebbe fatto votare i suoi per l’abrogazione delle Province e oggi pubblicherebbe su Internet i finanziatori della fondazione italiani e europei, passate parola!
Di seguito il testo della lettera che ho inviato al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
Stim.mo On.
Pier Luigi Bersani
Segretario Nazionale Pd
e p.c.
Stim.mo On.
Nichi Vendola
Segretario Nazionale Sel
Caro Bersani,
innanzitutto un ringraziamento per la tempestività della risposta alla mia lettera del 6 luglio e per aver ritenuto condivisibile la proposta di una riunione urgente allo scopo di lanciare dei veri e propri Stati generali dell’informazione, coinvolgendo giornalisti, professionisti e studiosi del settore, blogger e il mondo dell’associazionismo.
L’obiettivo è quello di fare un salto di qualità al lavoro fin qui svolto dal ‘tavolo’ delle opposizioni - che al momento si è limitato ad attivare un’azione di monitoraggio e di denuncia dei Tg - aprendo un dibattito ampio e una task force con la società civile e il mondo dell’informazione. La situazione è gravissima e deve essere affrontata con urgenza e determinazione da un ampio fronte formato da tutti coloro che hanno a cuore l’articolo 21 della Costituzione.
Sulla riforma del sistema radiotelevisivo, sulla necessità di tutelare la libertà della Rete, sulla revisione dell’Agcom e sulla governance della Rai, siamo ancora a “carissimo amico”.
Non basta dire che ci rifiutiamo di rinnovare il Cda della Rai con le regole della legge Gasparri se ad essa non accompagniamo la risoluzione del conflitto d’interessi e una proposta forte e condivisa che metta fine a tutte le forme più o meno mascherate di occupazione partitica del servizio pubblico.
L’incontro urgente che ho chiesto dovrebbe servire a produrre quel salto di qualità che ci metta nelle condizioni di contrastare con una proposta alternativa ed efficace la pericolosa deriva che sta svuotando la libertà d’informazione e depauperando la Rai. Non a caso, nella mia missiva, ho parlato di “Stati generali”, cioè di una sede capace di attivare la più ampia partecipazione, a cominciare dal coinvolgimento dei professionisti dell’azienda pubblica e del ricco mondo associativo che, soprattutto in Rete, si sta mobilitando su questi temi.
La condivisione dell’idea degli ‘Stati generali dell’informazione’ può costituire una buona base per un incontro urgente e di avvio del lavoro necessario.
In attesa di un gradito riscontro, che auspico positivo, ti porgo i più cordiali saluti.
Lettera aperta a Pierluigi Bersani e Nichi Vendola
Alla cortese attenzione
del Segretario del Partito Democratico, on. Pier Luigi Bersani
e del presidente di Sinistra, Ecologia e Libertà, on. Nichi Vendola
Carissimi,
mi preme sottoporre la presente alla vostra attenzione con la massima urgenza, in quanto mai come oggi arrivano segnali inequivocabili di una censura coordinata che mira a ledere irrimediabilmente la libertà d’informazione.
Dopo la vittoria referendaria, abbiamo assistito ad una serie di fatti che, messi in fila, evidenziano un palese attacco all’articolo 21 della Carta Costituzionale. Mi riferisco ai palinsesti della Rai, al mancato accordo con alcune trasmissioni, partendo da ‘Report’, per proseguire con ‘Vieni Via con me’, ‘Parla con me’ e ‘Annozero’, ma anche al famoso caso della sparizione dalla manovra della norma su Telecom, a cui è seguita una volontà precisa, e non certo casuale, da parte dei vertici de ‘La 7’ di sbarrare la strada a Santoro e alla sua redazione. E non bisogna tralasciare neanche il regolamento dell’Agcom, che pone un bavaglio alla rete, unico baluardo della democrazia in questi tempi bui e strumento fondamentale che ha veicolato le informazioni sui referendum. L’Autority ha confermato, ancora una volta, di non essere fuori dal gioco, ma di farne parte. Anche per questo, occorre rivedere la composizione e la natura stessa di quest’organo, che potrebbe essere costituito da un garante unico e indipendente dalla politica. Tra l’altro, le intercettazioni apparse su alcuni organi di stampa su una presunta ‘struttura Delta’ all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo, come già quelle di Trani in cui il Presidente del Consiglio ordinava ai suoi sodali, in Rai e all’Agcom, di far sparire alcune trasmissioni a lui sgradite e la nostra forza politica, dipingono un quadro allarmante che non possiamo più ignorare.
Per questo, credo che sia importantissimo e urgente riunirci e organizzare veri e propri stati generali dell’informazione, coinvolgendo i seri professionisti dalla schiena dritta e ponendo al primo punto la risoluzione del conflitto d’interessi che da anni pesa come un macigno sulla nostra democrazia. A questo, bisogna affiancare una seria riforma della Rai e dell’Agcom, prima che sia troppo tardi. E’ chiaro a tutti che governo e maggioranza sono riusciti nell’intento di portare l’azienda al collasso, togliendo e mortificando le alte professionalità, la qualità del servizio e dell’informazione.
Mandando via i programmi di maggior ascolto, si danneggia irrimediabilmente l’azienda perché gli ingenti introiti pubblicitari verranno a mancare e incrementeranno i profitti del concorrente Mediaset. Insomma urge un incontro al più presto, prima che gli ultimi spazi di libertà vengano azzerati. L’Italia dei Valori, consapevole del danno che sta subendo il servizio pubblico, chiede a tutti di fare un passo indietro, con umiltà, per il bene del Paese. I partiti devono uscire fuori dalla gestione della Rai e non devono permettere che l’azienda affondi. Prima che i tasselli compongano tutto il puzzle, vi prego attiviamoci.
Vi chiedo un incontro urgente per affrontare un problema cruciale per la nostra democrazia.
Di seguito trovate lo scambio di lettere tra me e il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò. Ho ritenuto opportuno sottolineare a Calabrò le mie perplessità sulla delibera dell'Autorità relativa al copyright e chiedere che il testo venga discusso in Parlamento. La posizione dell'Italia dei Valori è, e sarà sempre, contro ogni bavaglio alla Rete che oggi rappresenta l'ultimo baluardo della libertà di informazione e di espressione.
Da quando Berlusconi è in politica, in Italia si parla continuamente di conflitto di interessi, ma come se fosse una formuletta che non significa niente di concreto. Non è così. Il conflitto di interessi non è filosofia: è una cosa molto materiale e lo abbiamo visto bene negli ultimi giorni, quando Berlusconi ha usato il potere che gli dà stare al governo per bloccare la firma del contratto fra Michele Santoro e La7 e impedire così che una televisione concorrente della sua Mediaset diventasse troppo forte.
Come hanno raccontato lo stesso Santoro e “Il Fatto quotidiano”, fino alla presentazione della bozza della manovra economica l’accordo tra il conduttore e la rete di proprietà Telecom era cosa fatta. Per fortuna il proprietario di Mediaset, Silvio Berlusconi, può sempre contare sull’aiuto del presidente del consiglio, Berlusconi Silvio. Nella manovra ha infilato una norma che poteva costare a Telecom moltissimo. I proprietari de La7 si sono messi paura e hanno mandato a gambe per aria l’accordo con Santoro. Manco a dirlo, appena saltata l’intesa fra La7 e il conduttore la norma strangola Telecom è scomparsa dalla manovra.
Questo è il conflitto di interessi e non credo che i cittadini italiani, che ne sono la vittima principale, lo sopporteranno ancora a lungo. Alla festa della Fiom di Bologna il programma dello stesso Santoro “Tutti in piedi, entra il lavoro”, diffuso grazie a una piattaforma multimediale, è stato seguito da 2 milioni di persone e su Internet ci sono stati 10 milioni di accessi, come era già successo un anno fa per “Rai per una notte”. E’ segno che se le cose non cambieranno saranno gli stessi cittadini a organizzarsi da soli, grazie alla Rete, per liberarsi dal duopolio Rai/Mediaset.
Anche per questo io mi auguro che i vertici della Rai abbiano ora un soprassalto di ragionevolezza oltre che di dignità e riaprano il dialogo con Santoro e con tutti gli altri conduttori che sono la ricchezza dell’azienda pubblica. Lo devono fare non solo per il bene dei cittadini e della libertà d’informazione, ma anche nello stesso interesse dell’azienda.
La politica dovrà però decidersi a fare la propria parte. Per questo noi dell’IdV insistiamo e insisteremo senza tregua perché nella prossima legislatura, se il centrosinistra sarà al governo, si vari una riorganizzazione del servizio pubblico che tenga finalmente i partiti lontani dalla Rai e contestualmente una legge rigorosa sul conflitto di interessi.
Zitta, zitta, senza dire niente a nessuno, l’Agcom si prepara a lanciare la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete. Dal 6 luglio entrerà in vigore una delibera grazie alla quale, se un detentore di copyright denuncerà all’Agcom stessa un sito per violazione del diritto d’autore, l’Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore e, se ciò non avverrà , oscurare il sito senza bisogno di rivolgersi all’autorità giudiziaria. In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d’autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito o rimuovere d’autorità un contenuto senza che a deciderlo sia l’autorità giudiziaria. In caso contrario si affiderebbe infatti all’Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza rende possibile e forse probabile l’arbitrio.
In secondo luogo, la tabella fissata dall’Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti “incriminati”. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell’oscuramento, non c’è nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni che già ti ritrovi oscurato. E che cosa succede se il sito, come spesso capita sulla Rete, è estero? Con i tempi concessi dall’Agcom non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell’imminente oscuramento!
Infine, la regola fissata dall’Authority è cieca. Nel senso che non distingue tra i differenti tipi di siti, come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l’ha.
C’è infine un’ulteriore motivo per opporsi in ogni modo a questa delibera liberticida. Decisioni di questa portata, nelle democrazie parlamentari, spettano al Parlamento, che invece non è stato neppure consultato. E comunque vanno concertate di comune accordo con le parti interessate. Invece l’Agcom ha scritto il regolamento ascoltando solo la lobby dei titolari dei diritti, esculdendo dalla concertazione necessaria gli utenti e le associazioni sulle libertà digitali.
Su questo ho già chiesto al ministro Romani una risposta e, come IDV, abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e per questo credo che si debba aderire a qualsiasi forma di protesta che miri a bloccare questa norma e a difendere la libertà della Rete, che è la chiave stesa della democrazia del futuro.
Ieri da Tunisi il ministro Romani ha rassicurato gli italiani preoccupatissimi per gli intoppi delle ennesime nomine lottizzate in Rai. Ha detto che non c’è nessuno stallo e che la soluzione arriverà “a breve”.
Solo che su quelle nomine il ministro Romani non dovrebbe averci niente a che vedere e non dovrebbe saperne niente. Come non doveva averci niente a che vedere sulla nomina del direttore generale la sottosegretaria Daniela Santanché che invece raccontava agli amici con largo anticipo sulla nomina che su quella poltrona ci sarebbe andata Lorenza Lei.
Non sono nato ieri e so benissimo che la lottizzazione non è cominciata con Berlusconi. Il fatto che i politici considerino l’azienda radiotelevisiva pubblica cosa loro è uno dei tanti vizi della prima repubblica che abbiamo ereditato e invece che sanati sono stati persino peggiorati.
Però è ora di dire che tutti i problemi del servizio pubblico nascono proprio da questo che non è un vizietto scusabile ma un peccato mortale. E’ grazie a questa logica che siamo potuti arrivare all’assurdità unica al mondo di un’azienda che prima si dà la zappa sui piedi chiudendo il suo programma di maggior successo per compiacere il presidente del consiglio e poi, per rimediare al danno economico che si è inflitta da sola, medita di aumentare il canone facendo così pagare il prezzo delle sue follie ai cittadini e ai consumatori.
Se vogliamo salvare il servizio pubblico dobbiamo cambiare radicalmente strada. I partiti, tutti i partiti, devono tirare giù le mani dalla Rai che deve essere un’azienda e un servizio pubblico, non la proprietà privata dei politici e di chi si trova al governo. Per questo l’Italia dei valori non ha mai partecipato a nessuna lottizzazione, non ha mai chiesto un posto o un incarico e mai lo farà.
Per questo quando si tratterà di ricostruire l’Italia dalle macerie del berlusconismo sarà fondamentale stabilire che d’ora in poi le nomine in rai devono essere decise sulla base della professionalità, della capacità e degli interessi dell’azienda e del servizio pubblico non su quella della fedeltà a un partito. E per essere sicuri che le cose vadano davvero così e che non ci ritroviamo più nel disastro a cui siamo arrivati oggi, in quelle nomine i partiti dovranno davvero non aver più voce in capitolo.
Questo pomeriggio ho partecipato a un incontro presso il circolo della stampa estera in Roma, dove sono stato invitato per portare ai giornalisti di tutto il mondo la versione dell'Italia dei Valori sulla attuale situazione politica italiana.
Nonostante il controllo quasi totale che esercita sulle televisioni, la campagna progettata da Silvio Berlusconi per disinnescare i referendum tramite quella che è forse la più massiccia campagna di disinformazione che si sia vista in Italia non sta funzionando come dovrebbe. Nonostante il silenzio televisivo, moltissime persone sanno che il 12 e il 13 giugno si terranno quattro referendum. Nonostante l'assenza di programmi di analisi che permettessero ai cittadini di farsi un'idea ragionata sul come votare, le informazioni hanno circolato lo stesso e quell'idea molte persone sono riuscite a farsela lo stesso. Buona parte del merito va alla Rete, a Internet, che già oggi riesce a spezzare e a vanificare il blocco dell'informazione di regime, e se è così adesso ci si può immaginare come staranno le cose non fra 20 ma fra 2 anni. Proprio perché Internet è un'arma democraticache per la prima volta mette le persone comuni, i cittadini, in grado di accedere a un livello di informazione e comunicazione orizzontale fino a pochissimo tempo fa impensabile, bisogna stare sempre in guardia, attentissimi ai tentativi di soffocare o almeno depotenziare questo spazio di libertà e democrazia.
Di rischi in questo momento ce ne sono due, opposti e illustrati da un bell'articolo pubblicato oggi dal “Sole-”24 Ore. Il primo è rappresentato da quei capi di governo, tra cui il più bellicoso è Sarkozy, che vorrebbero legare e imbavagliare la Rete con una miriade di regole e regolette, divieti e burocratizzazioni varie. L'obiettivo non è solo chiudere Internet in una gabbia. E' anche e soprattutto “balcanizzarlo”: perché ogni Paese formulerebbe le sue regole e così verrebbe meno uno dei principali fondamenti dell'autonomia della Rete, la sua universalità. A questo tentativo di arrembaggio si contrappone la resistenza dei colossi del web. “Il Sole” ne parla come della “banda dei 4”, Apple, Amazon, Facebook e Google, ma anche se sta segnando il passo alla banda andrebbe aggiunta probabilmente anche Microsoft.
Da un lato questi giganti della Rete ne vogliono difendere la libertà dall'ingerenza dei governi, ma dall'altro tirano a esercitare loro un potere quasi illimitato come fanno sempre i grandi gruppi monopolisti e oligarchici. Se a vincere saranno loro il risultato non sarà molto migliore che se la spunteranno quelli come Sarkozy: in tutti e due i casi la libertà di Internet sarà un ricorso.
Proprio l'esperienza italiana di queste ultime settimane ci indica invece qual è la sola politica davvero democratica da seguire nel web: bloccare ogni tentativo di imbavagliare Internet da parte dei governi, ma allo stesso tempo difendere con ogni mezzo la massima pluralità delle fonti e quindi la massima possibilità di accesso alla Rete da parte di tutti. Cioè una politica davvero liberale, che sa combattere il controllo politico ma anche quello economico dei gruppi monopolisti.
Buongiorno a tutti, avete visto l’altro giorno, ovviamente non parliamo delle elezioni perché in questo momento manca poco ai risultati, ma è inutile avventurarsi in oroscopi, parliamo invece dell’ultimo figurone del Presidente del Consiglio al G8 di Francia, anzi il G7,5 7 sono gli altri e mezzo è lui, dove il nostro Presidente del Consiglio ha molestato con un vero e proprio stalking, quasi tutti i capi di stato e di governo esteri per menargliela con i suoi processi che sono da 17 anni l’unica cosa che gli interessa.
Stalker internazionale(espandi | comprimi) Ha arpionato Obama per raccontare al Presidente americano interessatissimo al tema la persecuzione giudiziaria, la dittatura delle toghe rosse e la riforma epocale della giustizia che fortunatamente non vedrà mai la luce e il giorno dopo ha attaccato un bottone memorabile a Medvedev, il russo Medvedev per spiegargli di avere subito 24 accuse infondate e adesso minaccia addirittura di rivolgersi alla Corte Europea di giustizia per, non si sa bene, avere cosa da quella corte. Mi auguro sempre che si rivolga a queste corti europee perché di solito sono ancora più severe delle corti italiane, non stiamo qui a fare la contabilità, l’abbiamo fatta tante volte, dei processi che lui dice di avere avuto, ogni tanto dice 109, ogni tanto 100, ogni tanto 30, ogni tanto 24, l’ultima sparata è che 24 accuse si sono già rivelate infondate, più naturalmente i processi in corso che a suo dire si riveleranno infondati pure quelli, in realtà i procedimenti penali che ha subito il Cavaliere, sono finora 22, 6 sono in corso e sono il caso Mills, il caso Mediaset, il caso Mediatrade, il caso Ruby, il caso Annozero AgCom scoperto a Trani e poi trasferito a Roma e l’indagine a Firenze sulle stragi del 1993, poi ci sono 5 procedimenti archiviati, di cui 4 a Roma e uno per mafia a Palermo anche se formalmente i provvedimenti di archiviazione furono 6, ma tutti praticamente per lo stesso procedimento, le assoluzioni sono state solo 3, 2 per insufficienza di prove e una sola con formula ampia e restano 8 procedimenti nei quali una volta l’ha fatta franca per amnistia, due volte l’ha fatta franca per la prescrizione abbreviata delle attenuanti generiche, due volte perché ha depenalizzato il suo reato di falso in bilancio, e 3 volte perché con quella porcata di legge sul falso in bilancio ha ridotto le pene e quindi i termini di prescrizione quindi si è accorciata la prescrizione e questo riguarda i procedimenti dopo il 1994, in più ne ebbe due prima del 1994, uno che è quello per antenne abusive che fu gestito dal Giudice Squillante e naturalmente archiviato, si seppe poi che il Giudice Squillante era a libro paga del Gruppo Fininvest e che Previti lo pacava di tanto in tanto e l’altro è il famoso processo per falsa testimonianza sull’Ap2 nel 1989 e poi nel 1990 il suo reato fu dichiarato accertato, ma prescritto dalla Corte d’Appelli o di Venezia.
Quindi da quando è in politica ha avuto 22 procedimenti penali, due li aveva avuti prima e quindi sono 24 in tutto.
Stiamo parlando di procedimenti penali chiusi, perché poi come vi ho detto ce ne sono 6 aperti, interessa invece il termine “accuse infondate” accuse infondate, un paio di palle, nel senso che erano quasi tutte fondate e tutti quei procedimenti penali, non sono nati dalla fantasia malata di un magistrato, sono nati sempre dall’esistenza di fatti documentali che obbligavano il magistrato, fosse esso di Milano, Palermo, Roma, Napoli, Venezia, come abbiamo visto, a aprire un procedimento penale, un’indagine per accertare questi fatti che sono sempre il punto di partenza delle indagini, sono fatti che il Magistrato non va mai a cercare, ci si imbatte sempre indagando su altro e quindi mi vorrei concentrare su questi fatti, proprio per fare in modo che questo video, possa servire come vademecum per fare memoria di come sono nate le indagini sul Cavaliere e soprattutto di come si sono concluse, sono nate per l’esistenza di tutti, si sono conclusi quasi sempre con l’accertamento di quei fatti, anche se poi le conseguenze penali per il Cavaliere sono sempre state minime, a dimostrazione del fatto che se c’è una prevenzione da parte della Magistratura giudicante è una prevenzione favorevole nei confronti di Berlusconi, sono prevenuti a suo favore e non a suo torto, probabilmente se gli stessi fatti avessero avuto come protagonista un cittadino comune, quel cittadino comune sarebbe già da un pezzo in galera.
Proviamo, lasciando perdere i numeri, a vedere un po’ di questi fatti, il processo per falsa domenica testimonianza sull’Ap2 come nasce? Nasce quando alcuni giornali recensiscono il libro – inchiesta sul Signor PV Scritto da un anziano e molto bravo giornalista, Ruggeri e poi rieditato in tandem con Mario Guarino, queste recensioni vengono denunciate da Berlusconi che quindi si presenta dove il libro è stato stampato, al Tribunale, davanti al Pretore di Verona come parte lesa, in quella veste viene interrogato, gli vengono fatte delle domande a proposito della sua iscrizione all’Ap2 e dice di non avere neanche pagato la quota, avanza negli anni la data di iscrizione, si scopre invece che si è iscritto fin dal 1978 e recentemente Gelli ha detto che addirittura era iscritto da prima e che la quota di iscrizione l’ha regolarmente pagata su Internet trovate addirittura il cedolino di pagamento di quella quota di iscrizione, a questo punto Berlusconi ha dichiarato il falso in veste di testimone, parte civile e quindi viene incriminato per falsa testimonianza.
La Corte d’Appello di Venezia, giudicando il secondo grado ritiene che lui il reato l’abbia commesso, ma che sia estinto dall’amnistia del 1990, amnistia che Berlusconi si era impegnato a rifiutare per essere assolto nel merito, invece quando gliela danno la prende e la porta a casa, quindi il processo è nato da un fatto, lui ha dichiarato il falso in Tribunale e dichiarare il falso in Tribunale in Italia è vietato almeno quando si è testimoni come nel suo caso, quindi nessuna accusa infondata, accusa fondata e provata, reato commesso.
Secondo, corruzione della Guardia di Finanza è il primo processo che gli capita quando entra in politica, come fanno i magistrati a arrivare a lui? In maniera assolutamente casuale, un sott’ufficiale della Guardia di Finanza dichiara ai suoi superiori che il suo caposquadra gli ha offerto dei soldi dopo una verifica fiscale, si scopre che queste verifiche fiscali sono truccate, che il suo capo squadra prende tangenti per addomesticare le verifiche fiscali, parte un’indagine del pool Mani Pulite, si scoprono 500 aziende milanesi che corrompono la Guardia di Finanza durante le verifiche fiscali, tra queste ce ne sono 4 che appartengono al gruppo Fininvest e sono: Mondadori, Mediolanum, Video Time che era la società che controllava le televisioni Fininvest e Tele + che in quel momento avrebbe dovuto non appartenere più al Cavaliere, ma tramite prestanomi ancora gli apparteneva.
Il pagatore per conto della Fininvest era Salvatore Sciascia di queste tangenti, i Marescialli pagati sono 3 o 4, vengono tutti condannati, sia il pagatore Sciascia sia i marescialli, Berlusconi viene condannato in primo grado, prescritto in appello, in Cassazione viene assolto per insufficienza di prove perché non c’è la prova, ci fosse un interesse suo nella corruzione della Guardia di Finanza, si scoprirà poi che in quel processo l’Avvocato Mills ha testimoniato il falso dopo avere ricevuto dei soldi dal gruppo Berlusconi, se non avesse ricevuto quei soldi e avesse dichiarato tutto quello che sapeva già allora, Berlusconi sarebbe stato probabilmente condannato perché Mills sapeva che per esempio la tangente per allontanare i finanzieri nella verifica fiscale di Tele + disposta dal garante dell’editoria Santaniello per accertare eventuali violazioni della Legge Mammì con quel controllo di Tele + da parte di prestanomi di Berlusconi che non poteva su avere Pay Tv se voleva conservare le altre televisioni, furono corrotti per allontanare l’attenzione della Guardia di Finanza da questo trucchetto che se scoperto all’epoca avrebbe comportato la sanzione prevista dalla Legge Mammì e cioè la revoca delle concessioni per Canale 5, Rete 4 e Italia 1, quindi hai voglia se Berlusconi aveva interesse a corrompere la Guardia di Finanza.
Mills non lo disse, non disse con quali architetture di società estere si era inventato quel modo di far controllare Tele + da prestanomi e quindi le reti Fininvest continuarono a restare accese anche se avrebbero dovuto essere spente conseguentemente della Legge Mammì, in più Berlusconi e questo era l’unico elemento di prova a suo carico in quel momento, aveva ricevuto l’ex ufficiale della finanza Berruti, poi divenuto Avvocato della Fininvest a Palazzo Chigi un minuto prima che Berruti organizzasse il depistaggio delle indagini sulla Guardia di Finanza, questa prova su ritenuta insufficiente dalla Cassazione per condannare anche Berlusconi o almeno per dichiararlo prescritto come aveva fatto la Corte d’Appello, se naturalmente ci fosse stato tutto ciò che sapeva Mills sulla schermatura della proprietà di Tele +, con ogni probabilità ce ne sarebbe stato a sufficienza per condannare Berlusconi e non prescriverlo perché il fatto di Tele + era talmente recente che non era ancora prescritto quando il processo approdò in Cassazione, quindi fatti accettati, accuse fondate, processo finito com’è finito, grazie a una falsa testimonianza prezzolata dell’Avvocato Mills.
Terzo, i fondi neri sui terreni di Macherio, i magistrati indagando sulla contabilità della Fininvest si imbattono in un pagamento in nero fatto per conto di Berlusconi nell’acquisto dei terreni che circondano Villa Belvedere a Macherio, dove ora vive Veronica Lario con i figli di secondo letto, 4 miliardi e 400 milioni di lire pagati in nero all’ex proprietario di questi terreni, ne vengono fuori delle accuse di appropriazione indebita, di frode fiscale e due falsi in bilancio per le due società immobiliari di Berlusconi impegnate in questa trattativa, dopodiché viene dichiarata l’assoluta per quanto riguarda le accuse di appropriazione indebita e frode fiscale e uno dei due falsi in bilancio, per l’altro falso in bilancio invece viene dichiarata l’amnistia alla quale Berlusconi avrebbe potuto rinunciare per essere assolto nel merito, invece ha preso l’amnistia senza problemi, quindi anche in questo caso fatti documentati e un’accusa almeno parzialmente accertata e tutt’altro che infondata.
Quarto, i fondi neri sull’acquisto di Medusa, sempre indagando sulla contabilità del gruppo i magistrati di Milano si accorgono che su 5 libretti al portatore di cui è titolare Berlusconi Silvio, il manager fedelissimo e quasi omonimo Carlo Bernasconi, aveva dirottato 10 miliardi di lire e rotti in nero, frutto dell’acquisto di Medusa Cinema dai precedenti proprietari, com’è finito il processo, Bernasconi condannato in primo grado e in appello, Berlusconi assolto in appello dai giudici molto spiritosi, i quali sostengono che è talmente ricco che non c’è la prova certa che si sia accorto che sui suoi libretti al portatore personali, erano arrivati 10.200.000.000 di lire, quindi incassata 10 miliardi a sua insaputa, o almeno non è dimostrato che li abbia incassati sapendolo, assoluzione per insufficienza di prove, ma il fatto c’è, tant’è che Bernasconi è condannato e i soldi vanno a finire sui libretti al portatore di Silvio Berlusconi in persona, accusa quindi assolutamente accertata, partiva da un fatto reale, da una gigantesca operazione di nero.
Il tangentaro a sua insaputa(espandi | comprimi) Quinto All Iberian, processo N. 1, ce ne sono due di processi All Iberian, il processo All Iberian N. 1 riguarda cosa? Riguarda le indagini all’estero per rogatoria sui conti esteri di Craxi, dove Craxi riceveva tangenti da vari imprenditori e costruttori in cambio di appalti, uno dei gruppi che pagavano illegalmente finanziamenti non registrati e quindi illegali secondo la legge italiana era il Gruppo Fininvest, tramite la società All Iberian che ha sede nelle isole del canale e è stata istituita negli anni 80 da David Mills per conto del gruppo Berlusconi e che sfuggiva ai bilanci consolidati, Fininvest di Silvio Berlusconi ha fatto avere per conto di Silvio Berlusconi la bellezza di 23 miliardi.Tanti se ne sono ricostruiti a Bettino Craxi estero su estero, questo reato si chiama illecito finanziamento dei partiti e quindi sia Craxi, sia Berlusconi vengono condannati in primo grado, in appello l’accusa cade in prescrizione, la Cassazione conferma la prescrizione. Berlusconi avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione, invece se l’è portato a casa, perché è tutto documentato, Berlusconi ha pagato in nero Bettino Craxi che gli faceva le leggi à la carte, quindi fatti documentati accusa accertata oltre ogni dubbio.
Sesto, il secondo processo All Iberian e cioè il riverbero di questi fondi neri della All Iberian sui bilanci della Fininvest, visto che all Iberian non risultava nei bilanci consolidati della Fininvest, pur appartenendo in toto alla Fininvest, Berlusconi ha negato per anni di sapere anche cosa fosse All Iberian, si è scoperto che era completamente sua e del suo gruppo. Falsi in bilancio sono molto più alti ovviamente di quelli che scoperti a Craxi, perché All Iberian dirottava i soldi da tutte le parti, anche per comprarsi i giudici fin dagli anni 80, era il polmone del nero per le varie corruzioni del gruppo Berlusconi e i finanziamenti illeciti ai politici, tant’è che nel processo All Iberian 2 per falso in bilancio, vengono contestati giri di fondi neri per 1.200.000.000.000 di lire all’estero, sapete com’è finita? Berlusconi è assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, cosa vuole dire? Che quando l’ha commesso era reato, ma nel frattempo è diventato Presidente del Consiglio, ha cambiato la legge e ha depenalizzato il suo reato di falso in bilancio, quindi l’accusa è totalmente fondata, basata su fatti documentati, lui ha cancellato il suo reato, non è più previsto dalla legge come reato, perché? Perché l’ha depenalizzato lui, l’imputato.
Settimo caso Lentini, cosa succede? Che alla fine degli anni 80 il Milan compra un bravissimo fantasista del Torino Calcio, Gianluigi Lentini, lo paga una 20 miliardi di lire in chiaro, ufficiali, in più versa al Presidente del Torino Gianmauro Borsano, socialista, poi parlamentare craxiano 10 miliardi di lire in nero, perché Borsano era in difficoltà e voleva anche un nero per mettersi da parte i soldi.
Falso in bilancio dunque, falso in bilancio del Milan, a cui collabora personalmente insieme al Vicepresidente Galliani, il Presidente Berlusconi che segue personalmente la trattativa mandando addirittura l’elicottero per prelevare Lentini e firmare il contratto dopo un lungo tira e molla durato un’intera estate, sapete com’è finito il processo? Il falso in bilancio accertato peraltro e confessato da Gianmauro Borsano è prescritto grazie alle attenuanti generiche e alla prescrizione che la riforma del falso in bilancio fatta da Berlusconi ha tagliato, la prescrizione prima era più lunga, poi diventa più breve, talmente breve che non si riesce a fare il processo in tempo, prescrizione di un reato accertato, accusa fondata su fatti documentati.
Ottavo, uno dei tanti processi sui falsi in bilancio della Fininvest, il primo riguarda il periodo tra il 1988 e il 1992, qui si parla di falso in bilancio e appropriazione indebita nell’acquisto di diritti televisivi all’estero, sempre tramite le società offshore , come va a finire questo processo? Prescrizione del reato grazie alle attenuanti generiche e alla riforma del falso in bilancio firmata da Berlusconi che ha tagliato i termini di prescrizione, quindi anche qua accuse più che fondate.
Nove, secondo processo per i bilanci del gruppo Fininvest, bilancio consolidato, questo riguarda il periodo successivo secondo la società di revisione Kpmg negli anni 80/90 il gruppo aveva accumulato ben 1.550.000.000.000 di fondi neri su 64 società offshore costituite da David Mills, la cui capofila era la All Iberian, poi ce ne erano altre 63 sparse tra le isole Vergini, le isole del Canale e altri paradisi fiscali, processo enorme, mostruoso per le accuse che contiene, si parla di un comparto B della Fininvest, completamente occulto, occultato ai soci e occultato al mercato e occultato ai bilanci, sapete com’è finita? Prescrizione grazie alle attenuanti generiche e ai termini di prescrizione abbreviati, tagliati dalla riforma fatta dall’imputato medesimo e cioè Berlusconi, anche in questo caso accusa più che fondata, c’è il referto della Kpmg che fa testo, non si è potuto punirlo perché ha cambiato le regole in corso di partita.
Decimo, veniamo ai processi per la corruzione giudiziaria che a carico di Previti sono 3 e a carico di Berlusconi sono 2, il primo riguarda il Caso Mondadori, nel 1990 il Giudice Vittoria Metta annulla il Lodo Mondadori che aveva dato ragione a De Benedetti sulla proprietà del gruppo editoriale N. 1 d’Italia, rovesciato questo lodo il giudice Vittorio Metta della Corte d’Appello di Roma consegna la Mondadori a Berlusconi togliendola a De Benedetti, si scopre che è stato corrotto dagli Avvocati di Berlusconi con soldi della Fininvest, estero su estero, provenienti dal comparto All Iberian, 420 milioni in contanti, senza quella sentenza la Mondadori sarebbe rimasta a De Benedetti, grazie a quella sentenza da 21 anni a questa parte Berlusconi controlla una casa editrice che non è sua, è di un altro e ci guadagna in termini di immagine, di vendite, di influenza sull’opinione pubblica e in termini di soldi, di introiti.
Bene, per questa sentenza comprata gli Avvocati Previti, Pacifico e Acampora che lavoravano per Berlusconi e la Fininvest vengono condannati per corruzione giudiziaria, il Giudice Metta viene condannato per corruzione giudiziaria tutti in via definitiva, vanno in galera, Berlusconi che è il mandante, i giudici lo chiamano il privato corruttore nel cui interesse veniva fatta questa corruzione, se la cava grazie alla prescrizione in seguito alla generosissima concessione del attenuanti generiche, cosa vuole dire? Vuole dire che l’accusa è completamente fondata, non solo è completamente dimostrata, ha rinunciato alla prescrizione Berlusconi? No, l’ha intascata anche perché sapeva che se non gliela davano lo condannavano come tutti gli altri, infatti tutti gli altri che non hanno avuto la prescrizione sono stati tutti condannati, i fatti sono simili, quella è una sentenza comprata, la Mondadori non dovrebbe essere sua e vedremo, a breve ci dovrebbe essere il processo di appello in sede civile per il risarcimento che Berlusconi deve a De Benedetti per restituire almeno parte del mal tolto dopo 21 anni dallo scippo.
Secondo processo per corruzione giudiziaria, Sme – Ariosto qui le accuse erano due: una nasceva dal processo Sme, Sme era la privatizzazione dell’industria alimentare pubblica dell’IRI, che praticamente doveva essere acquistata in quanto era l’unico offerente in quel momento da De Benedetti, Craxi si mise di traverso, ordinò a Berlusconi di organizzare in fretta e furia una cordata alternativa a quella di De Benedetti, Berlusconi che era completamente disinteressato all’industria alimentare si mise insieme a Barile e Ferrero, organizzò questa cordata alternativa, i politici ne approfittarono, Craxi soprattutto per dire: c’è una cordata alternativa, blocchiamo tutto, risultato poi la Sme con la comprò né De Benedetti, né questa cordata alternativa, restò sul groppone dello Stato, perdendo miliardi su miliardi a spese di noi contribuenti per altri anni.
Per questa sentenza che diede ragione alla cordata Berlusconi – Barilla – Ferrero e torto a De Benedetti che aveva firmato un preaccordo con l’IRI di Prodi, si disse che il Giudice Squillante e un altro magistrato erano stati pagati e risulta dalle carte che furono pagati nel 1988, ma dato che la prima sentenza era del 1986 e nel 1988 c’era stata quella di Cassazione, i giudici hanno stabilito che non è dimostrato che quei pagamenti fossero proprio in cambio delle sentenze compiacenti dell’affare Sme e quindi anche in questo caso i fatti sono assolutamente accertati, quei giudici erano pagati da parte della Fininvest, ma dato che sono stati pagati dopo aver fatto quelle sentenze, c’è la prova che siano stati pagati proprio per quelle sentenze, il processo comunque è nato da fatti documentati, bonifici bancari da Avvocati della Fininvest a giudici.
Avvocati con soldi addirittura in parte non della Fininvest, ma di altri alleati dalla cordata Fininvest - Barilla – Ferrero.
Seconda accusa, l’accusa dell’Ariosto che diceva di avere visto con i suoi occhi l’Avvocato Previti pagare il Giudice Squillante con buste una volta in casa Previti, una volta al Circolo Canottieri Lazio con denaro di Berlusconi, mentre poi risultava pure un bonifico bancario in Svizzera da Previti a Squillante con denaro che a Previti era stato appena bonificato da un conto riferibile a Berlusconi, sempre del comparto All Iberian, il famoso bonifico da 500 milioni del 4 marzo 1991. Bene per questa seconda parte del processo Sme – Ariosto, questa è la parte Ariosto che tendeva a dimostrare che il Giudice Squillante era sul libro paga in permanenza del gruppo Fininvest, Previti e il giudice sono stati condannati in primo grado e in appello e poi la Cassazione ha incredibilmente stabilito che la competenza del caso era di Perugia, per cui dopo aver fatto tutti i processi si è dovuti andare a Perugia, quando ormai era scattata la prescrizione e se la sono presa tutti e due la prescrizione, sia Previti, sia Squillante, mentre invece nel processo a Berlusconi, separato, Berlusconi è stato dichiarato prescritto in primo grado e si è preso la prescrizione, mentre in appello si è stabilito incredibilmente che è innocente perché è vero che c’è quel bonifico da un conto riferibile a lui al conto di Previti, al conto di Squillante il tutto in pochi minuti, ma è più probabile che una persona accorta come Berlusconi, anziché un bonifico faccia pagamenti cash , quanto invece a ciò che l’Ariosto dice di avere visto, cioè Previti che rincorre il Giudice Squillante e gli dà i soldi cash, i giudici con dissociazione psichiatrica hanno stabilito che sì l’Ariosto dice di avere visto questo, ma è altamente improbabile perché gente accorta come Previti e Squillante non farebbero pagamenti cash , ma farebbero pagamenti con bonifico bancario, quindi quando si dimostra il bonifico, il bonifico è accertato ma è improbabile perché è più probabile il cash, quando il testimone dice: ho visto il cash, i giudici dicono: sì hai visto il cash però è improbabile perché è più probabile che uno faccia il pagamento per bonifico e con questa incredibile motivazione, viene assolto anche laddove risulta per certo che da un conto alimentato da soldi suoi, Previti aveva preso i soldi per girarli al Giudice Squillante, il i fatti sono assolutamente accertati dalle contabili bancarie e sono assolutamente sufficienti per giustificare l’apertura di un processo, secondo me sono anche assolutamente sufficienti per giustificare una condanna, ma come avete visto quando c’è di mezzo Berlusconi si trovano dei giudici che pur di salvarlo si arrampicano sugli specchi a costo di precipitare oppure di strapparsi le unghie, il processo Sme – Ariosto 2 riguardava il riverbero di questi pagamenti ai giudici sui bilanci del gruppo Berlusconi, del gruppo Fininvest, anche in questo caso fatti assolutamente documentati, pagamenti estero su estero tutto in nero, sapete com’è finita? Assolto Berlusconi che il fatto non è più previsto dalla legge come reato, perché? Perché l’ha depenalizzato lui, l’imputato, secondo caso in cui l’imputato depenalizza il suo reato, falso in bilancio.
Pubblici servizietti(espandi | comprimi) Tredici, corruzione di Agostino Saccà, da cosa nasce il processo? Da una fantasia? Da una persecuzione?No da un’intercettazione in un processo di Napoli, dove si parla di tutt’altro, in cui si sente Saccà che è intercettato parlare con Berlusconi e Berlusconi chiedergli di sistemare i RAI Fiction delle sue amiche che altrimenti poi parlano, oppure lo scocciano perché evidentemente lui deve loro molto e soprattutto deve tappare loro la bocca, perché evidentemente sanno parecchie cose sui loro rapporti con lui e Saccà si dichiara assolutamente disponibile e Berlusconi gli dice: bene, allora poi ti sarò riconoscente nella sua attività privata, perché Saccà stava per lasciare la RAI e mettere in piedi un’azienda di produzione di fiction a Taoria Nuova, dalle sue parti e quindi è la telefonata nella quale c’è la prova che Saccà fa un favore indebito al Presidente del Consiglio e Saccà è un incaricato di pubblico servizio, visto che è un dirigente del servizio pubblico radio televisivo, RAI Fiction che movimenta un sacco di soldi, ha un sacco di appalti e c’è il contraccambio, la prova del contraccambio perché Berlusconi gli promette aiuti alla sua impresa di produzione delle fiction, essendo lui il principale editore televisivo d’Italia.
Come hanno fatto a non condannarli in questo processo soltanto i santi protettori del porto delle nebbie lo possono spiegare, ma sta di fatto che sono riusciti a proscioglierli con la motivazione che non è provato il do ut des, anche se la telefonata è chiarissima, tu mi sistemi le ragazze, io ti sarò riconoscente e ti aiuterò nella tua attività privata, cancellano addirittura le intercettazioni, fingono di non averle sentite pur di dire che manca il do ut des, ma soprattutto si superano dicendo che Saccà, dirigente del servizio pubblico, non è un incaricato di pubblico servizio e quindi non ricade nella fattispecie della corruzione o della tentata corruzione.
In ogni caso quello che ci interessa non è rimettere in discussione le sentenze, è affermare che anche nel caso Saccà i fatti sono assolutamente accertati e le accuse sono assolutamente fondate, basta ascoltare su Internet la famosa telefonata nella quale Berlusconi promette il contraccambio e si capisce perfettamente che era doveroso aprire l’indagine, meno doveroso assolverli.
Quattordici, la compravendita dei senatori, nella stessa indagine si sentono vari soggetti vicini a Berlusconi, compreso Saccà, parlare di operazioni, siamo nell’autunno del 2007, operazioni disperate, fatte dal Cavaliere che all’epoca era all’opposizione, non era Capo del Governo per convincere senatori dell’Unione del centro-sinistra a mollare Prodi e a rovesciarlo, ne stava facendo di tutti i colori in quel momento il Cavaliere per far cadere Prodi, bene uno degli strumenti utilizzati era quello di sistemare ragazze o mogli di senatori dell’Unione presso RAI Fiction, oppure fare avere loro contratti televisivi etc., in cambio del voto contrario a Prodi da parte dei rispettivi mariti e poi si sente anche che c’è un senatore, un certo Randazzo che poi lo testimonierà ai giornali andrà a raccontarlo anche ai magistrati che è stato avvicinato prima da un emissario del giro Pdl che in galleria Alberto Sordi a Roma gli ha offerto dei soldi per cambiare casacca e poi è stato convocato a Palazzo Grazioli che gli ha offerto l’incredibile, addirittura gli ha proposto di fare il sottosegretario all’Oceania, quando è noto che non esiste il sottosegretariato all’Oceania, ma lui l’avrebbe inventato, gli prometteva aiuti anche finanziari per la successiva campagna elettorale, la riconferma al Parlamento, posti di sottogoverno, purché facesse cadere Prodi.
In questo caso mi sento di condividere le conclusioni della Procura che ha detto: questo è mal costume ma non è corruzione, non c’era proprio la mazzetta cash e quindi promettere posti in cambio di una voltata di gabbana, forse può essere rubricato sotto il trasformismo, il mal costume, ma ancora una volta, è quello che interessa a noi, è che i fatti sono assolutamente accertati e del resto sono soltanto il primo di una lunga serie di fatti di compravendita che abbiamo visto avvenire sotto i nostri occhi e che oggi chiamiamo “capitolo responsabili” quindi l’indagine anche in quel caso era doverosa e poi secondo me era doverosa anche l’archiviazione e è l’unico caso in tutta questa lunga teoria e elenco di accuse fondate su fatti.
L’ultimo, quindicesimo caso è quello della Virginia Saintjust, è una povera ragazza molto bella, figlia di Antonellina Interlenghi, che faceva l’annunciatrice alla RAI, la Signorina Buonasera che a un certo punto fu corteggiata e ebbe una relazione con Berlusconi dopo avere avuto rapporti conflittuali con il marito, il marito era un agente del Sisde, quando lei entrò in conflitto con il marito per l’affidamento del figlio, incredibilmente Palazzo Chigi trasferì dal Sisde a un altro posto dove guadagnava molto meno e aveva molta meno influenza e importanza il marito dalla Saintjust e quindi ci fu un’indagine perché il marito della Saintjust denunciò questi fatti, sostenendo di essere stato mobbizzato per ordine di Berlusconi dal Sisde che fa capo alla Presidenza del Consiglio nel momento in cui era Presidente del Consiglio Berlusconi e che fu trasferito per ordine di Palazzo Chigi proprio perché aveva in quel momento rapporti burrascosi con la moglie che aveva una relazione con Berlusconi, parte dunque un’indagine ancora una volta fondata su fatti accertati e documentati, per mobbing e maltrattamenti nei confronti di questo signore e per abuso d’ufficio da parte di chi trasferisce uno soltanto perché, questo era il sospetto, è il marito della sua amante.
Questo signore è stato poi riportato ai servizi segreti dopo avere minacciato di rivelare tutto ai giornali in campagna elettorale alla vigilia delle elezioni del 2006 vinte poi da Prodi di un’incollatura, anche in questo caso c’è stata un’archiviazione, secondo me un’archiviazione molto discutibile perché il motivo per cui è stata archiviata la posizione di Berlusconi è che la decisione sì di trasferire questo tizio dal Sisde l’aveva presa Palazzo Chigi, ma potrebbero averla presa Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sui servizi segreti e il Gen. Mori allora Direttore del Sisde, senza dirlo a Berlusconi che guarda caso stava però con la moglie di questo poveretto, quindi ancora una volta sarebbe avvenuto tutto a sua insaputa, alla maniera di Scaiola, secondo me si tratta di un provvedimento molto discutibile, ai limiti dello scandaloso, in ogni caso ancora una volta quello che ci interessa è che questa indagine è nata dalle denunce di questo signore, marito della Saintjust e i fatti che lui denunciava e cioè il suo trasferimento in certi momenti topici e poi il suo ritorno ai servizi segreti sono stati assolutamente dimostrati e documentati, come avete visto delle 24 accuse infondate non c’è ombra, sono tutte accuse fondate su tutti, l’esito dei processi non deve mai farci perdere di vista il punto di partenza e cioè che se Berlusconi nella sua vita avesse sempre rispettato le leggi, non avrebbe avuto neanche un processo, perché neanche la più sfegatata delle toghe rosse, avrebbe potuto inventare fatti che invece nessuno ha avuto bisogno di inventare, se vuole non avere più processi, rispetti la legge, la smetta di volare le leggi e vedrà che i magistrati la smetteranno di processarlo.
Passate parola, buona settimana e ci vediamo tutti quanti nel week end alla festa di Gattatico al fuori orario de Il Fatto Quotidiano per chi lo può fare e segnatevi un altro appuntamento, il 12/13 giugno non prendete impegni, l’unico impegno per quei giorni è andate a votare per il referendum, ci saranno novità, iniziative, stiamo organizzando qualcosa di importante che faremo sapere nei prossimi giorni e non ci mancherà il sistema per raggiungervi e per coinvolgervi, grazie e buona settimana!
Il signor Al Gore, quello che era ospite di Anno Zero un paio di settimane fa e che sgranava gli occhi sbigottito quando gli esponenti del centrodestra cominciavano a sbraitare, non è un qualsiasi imprenditore televisivo. E' stato vicepresidente degli Stati uniti d'America e ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2007. Nel 2005 ha fondato una televisione molto particolare che si chiama Current tv.
Cosa ha di tanto speciale questa tv? Semplice, che prova a inventare una televisione davvero democratica, fatta con la partecipazione attiva degli utenti e dei telespettatori. Una parte importante dei programmi è ideata dai telespettatori e sono gli stessi telespettatori a fornire i contenuti. Persino gli spot pubblicitari sono ideati dagli utenti.
Quello che Gore sta cercando di fare con il suo socio Joel Hyatt è un incrocio tra la tv, che per definizione non un mezzo di comunicazione di massa democratico perché c'è chi trasmette e chi riceve, chi parla e chi deve ascoltare, e la rete, che invece è il mezzo più democratico che sia mai esistito e si fonda proprio sull'idea di una comunicazione orizzontale e non gerarchica, in cui non ci stanno più padroni e padroncini dell'etere.
La tv di Gore si occupa di informazione, affida agli spettatori il compito di fornire informazione dal basso e cosa succede quando, per esempio grazie alla rete, una informazione davvero libera inizia a circolare lo abbiamo visto in questi ultimi mesi nei paese del Nord Africa e del Medio Oriente.
In Italia Current tv si appoggia a Sky. Trasmette dal maggio 2008 sul canale 130. Trasmette ancora, però per poco. Mr. Murdoch ha infatti deciso di interrompere la programmazione italiana a partire dalla prossima estate. Non lo ha fatto di certo perché i risultati di Current fossero deludenti. Tutt'al contrario, in tre anni ha aumentato lo share del 270% e addirittura del 550% in prime time.
E allora? Gore è convinto che a spingere Murdoch verso quella decisione siao state le pressioni di Silvio Berlusconi, a cui quel canale non piaceva perché trasmetteva, come fa anche il mio blog, il “passaparola” di Marco Travaglio e stava per mandare in onda anche un nuovo programma di Luca Telese. Io sono convinto che Gore abbia ragione e che dietro questa ennesima censura ci sia proprio lo zampino del presidente del consiglio che ha paura di moltissime cose, dalla Costituzione all'indipendenza della magistratura ai referendum, ma non odia e non teme nulla più di una informazione televisiva libera.
Per questo ho avanzato un'interrogazione parlamentare, nella quale chiedo di sapere se queste indebite pressioni ci siano state davvero e per chiedere che si metta fine a questo ennesimo scempio non solo della nostra libertà ma anche della nostra immagine, che all'estero somiglia ogni giorno di più a quella di una piccola dittatura insieme odiosa e ridicola.
Buongiorno a tutti, scusate, stavo cercando una cosa che mi serve per dare qualche dato sul costo dei nostri neosottosegretari, perché noi abbiamo il nuovo Ministro Romano, nuovi 9 sottosegretari, si annunciano altri nuovi Ministri e altri nuovi sottosegretari, diciamo che per dare plasticamente l’idea del tramonto, del tracollo del berlusconismo, c’è proprio questa immagine di un governo sempre più pletorico di poltrone che vengono inventate di giorno in giorno per, non dire per comprare, ma per remunerare quelli già comprati, quando si promettono posti a tutti, poi almeno qualcuno bisogna accontentarlo, altrimenti poi questi quando ci sono le votazioni sulle leggi ad personam, quelli non votano.
Governo fuorilegge(espandi | comprimi) Dato che l’unico scopo di questo governo non è fare qualcosa, ma è restare in piedi, perché il giorno in cui il Presidente del Consiglio non fosse più Presidente del Consiglio, toccherebbe andare in Tribunale e probabilmente finirebbe in galera, allora voi capite per quale motivo questo governo deve stare in piedi purché sia anche su un piede solo, anche senza fare nulla, anche in surplace, qual è il costo? Credo che gli elettori di centro-destra, quelli che avevano votato per Berlusconi abbindolati dalla promessa di tagliare i costi della politica, tagliare i costi della casta, abolire le province, fare il governo snello, non come il centro-sinistra che fece il governo iperpletorico di Prodi che per accontentare tutti sistemò addirittura intorno al tavolo 104 poltrone più la sua, adesso si stia domandando cosa sta succedendo, visto che oltre la metà di vita della legislatura, si aggiungono per il momento 9 e prossimamente, mi pare altre 14 poltrone.
Partiamo intanto dalla norma che regola la composizione del governo e che detta il massimo numero dei membri del governo, legge finanziaria 2008, N. 44, entrata in vigore il 24 dicembre 2007, Art. 1 comma 376, a partire dal governo successivo a quello in carica alla data di entrata nel 2008, a gennaio 2008, cosa succede a gennaio 2008? C’era ancora Prodi alla Presidenza del Consiglio fino a un mese o due dopo, dopodiché cascò, arrivò Berlusconi nel maggio 2008, quindi quello era il primo governo che doveva rispettare questa nuova norma, a partire dal governo successivo a quello in carica dalla data di entrata in vigore della presente legge, il numero dei Ministeri è stabilito dalle disposizioni di cui al Decreto, il numero totale dei componenti del governo a qualsiasi titolo, ivi compresi i Ministri senza portafoglio, Viceministri e sottosegretari non può essere superiore a 60 e la composizione del governo deve essere coerente con il principio stabilito dal secondo periodo del primo comma dell’Art. 51 della Costituzione.
Con i 9 nuovi arrivi tra i sottosegretari, siamo arrivati a 64, 4 più dei 60 previsti dalla legge, quindi siamo già fuori legge, ok? Dovrebbero cambiarla per fare posto a quei 4 in accesso e tanto più agli altri 10 o 14 che si annunciano per i prossimi giorni, ore, minuti.
Nel frattempo è intervenuto il Capo dello Stato per segnalare un altro problema, un problema talmente evidente che non l’aveva notato nessuno nelle opposizioni, talmente abituati a scannarsi tra di loro quelli del PD a parlare di Veltroni, cosa farà, Veltroni cosa farà Bersani, Enrico Letta, questo, quell’altro o a compilare mozioni sulla guerra in Libia talmente simili a quella del governo che il centro-destra gli ha fatto passare pure la loro di mozione, insieme a quella del terzo polo per cui l’unica che non è passata era quella contro i bombardamenti in Libia dell’Italia dei valori, quelli del PD si erano dimenticati di notare che il governo, dopo il giuramento del Ministro Romano e tanto più dopo il giuramento dei 9 sottosegretari nuovi, ha una maggioranza diversa da quella che gli aveva dato la fiducia quando nacque, il che non è di per sé uno scandalo, ma bisogna ufficializzare che c’è una nuova maggioranza, e bisogna sottoporla al voto di fiducia del Parlamento.
Obiezione: ma anche il centro-sinistra cambiò maggioranza all’interno della stessa legislatura senza andare alle urne, vero? Quando nel 1998, ottobre 1998 fu rovesciato il governo Prodi perché Rifondazione Comunista uscì dalla maggioranza e Prodi per un voto dovette dimettersi perché non aveva avuto la fiducia, non usava lui comprare voti dall’altra parte, si rifiutò persino di chiedere i voti a Cossiga che aveva una pattuglia di amici suoi e che aveva detto: se me li chiede glieli do, Prodi disse: o vivo o muoio con la maggioranza che mi ha eletto, né morì e il giorno dopo era già pronta la nuova maggioranza per sostenere il governo D’Alema, con l’afflusso nel centro-destra di personaggi eletti nel centro-destra, sulla cui moralità e coerenza personale ognuno può avere le idee che ha e che vuole, però ci fu comunque, dopo che D’Alema lesse la lista dei Ministri, in voto di fiducia e fu ufficializzato che la maggioranza di D’Alema non era più l’Ulivo più Rifondazione, ma era l’Ulivo defunto ormai, con l’innesto di mastelliani, cossighiani, buttiglioniani, la famosa Udr, poi diventata con l’uscita di Cossiga Udeur.
Questa volta invece cambiano la maggioranza in corsa, di nascosto, anche se tutti lo vedono e tutti lo sanno, senza passare per un voto del Parlamento e è proprio questo che ha segnalato, una volta tanto vigile, il Capo dello Stato, quando ha detto: il Presidente della Repubblica ha proceduto alla firma dei decreti di nomina di 9 sottosegretari di Stato, la cui scelta rientra, come noto, nell’esclusiva responsabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri e qui ha ragione, perché i sottosegretari li sceglie il Premier, sono i Ministri che invece sono nominati dal Capo dello Stato su indicazione del Premier non vincolante, se il Capo dello Stato qualcuno non lo vuole fare Ministro, non lo fa Ministro e resta da capire perché ha fatto Ministro il Signor Romano, ne abbiamo già parlato, Saverio Romano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione dalla Procura di Palermo, su cui Napolitano disse di avere preso informazioni presso la Magistratura, ma poi pur prendendone le distanze, lo nominò lo stesso.
Aggiunge Napolitano: rilevato che sono entrati a far parte del Governo esponenti di gruppi parlamentari diversi, rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche, spetta ai Presidenti delle camere e al Presidente del Consiglio, valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il governo, eh già, bisognerebbe avvertirlo il Parlamento, abbiamo trasformato in un organismo pleonastico in un dopolavoro, in una bocciofila, bisognerebbe avvertire il Parlamento che il Governo a cui diede la fiducia nel maggio 2008 non è più lo stesso, è cambiato non solo perché hanno rimpastato alcuni personaggi, ma è cambiato perché non c’è più la componente finiana e di questo il Parlamento ha preso atto nella fiducia del 14 dicembre e è entrata una nuova componente, non solo nella maggioranza, ma nel governo, la componente dei cosiddetti responsabili, più altri.
Questi nuovi innesti sono di due tipi: persone che erano già state elette nel Pdl e poi si erano perse per la strada e adesso sono rientrate all’ovile e su queste nulla quaestio perché sono voltagabbana di andata e ritorno, però nel 2008 erano entrati in Parlamento con il Pdl. Poi ce ne sono altri che invece sono voltagabbana di sola andata, sono stati eletti all’opposizione e adesso sono entrati non solo in maggioranza, ma addirittura dentro il governo e sono questi che pongono il problema, chi sono? Sono: il Ministro Romano eletto nell’Udc, quindi all’opposizione, sul quale incredibilmente Napolitano non aveva sollevato obiezioni neanche di questo tipo, perché è con l’arrivo di Romano un mese fa che il governo cambia natura e ingloba un Ministro che era stato eletto nell’opposizione, nell’Udc di Casini e si presentava all’opposizione, ha perso le elezioni Casini nel 2008 e poi con 3 sottosegretari anche essi, anzi 4 sottosegretari anche essi eletti in partiti di opposizione e oggi passati alla maggioranza, anzi al governo e chi sono? Bruno Cesario, neosottosegretario all’economia, Aurelio Misiti neosottosegretario alle infrastrutture, Massimo Calearo, consigliere personale del Presidente del Consiglio per il commercio estero, Riccardo Villari sottosegretario ai beni culturali.
Cesario è stato letto nel PD, Misiti è stato eletto nell'Idv, Calearo è stato eletto nel PD, Villari è stato eletto nel PD, perché poi si parla sempre di Scilipoti come se i voltagabbana fossero tutti dell’Idv , ce ne sono razzi e Scilipoti, ma ci sono anche molto più numerosi quelli del PD che sono una ventina usciti dal PD e passati con la maggioranza, poi ci sono gli altri sottosegretari, la Polidori, Rosso, Melchiorre, Catone, Bellotti, Gentile che erano stati eletti nel Pdl o nella Lega, poi erano passati o con Fini o comunque nel gruppo misto e non votavano per il governo e poi sono rientrati all’ovile e su questi non c’è problema perché in Parlamento sono entrati dalla stessa parte in cui si trovano adesso, il problema lo creano invece 4 sottosegretari eletti nel centro-sinistra e il Ministro eletto nell’Udc .
Voltagabbana di ritorno(espandi | comprimi) Prima di vedere quanto ci costano questi nuovi sottosegretari e a cosa servono e quali competenze hanno per ricoprire il ruolo che è stato loro affidato, vediamo un attimo chi sono questi nuovi sottosegretari, cerchiamo di capire anche perché, non si poteva fare a meno di nominarli a costo di arrivare a un ceffone del capo dello Stato che non è che ne dia molti, questa volta l’ha dato.Chi sono? Roberto Rosso, di quest’ultimo vi devo raccontare un episodietto che mi è capitato, Roberto Rosso è piemontese, sono torinese, lo conosco da quando nel 1992/1993 giovane democristiano della corrente Bonsignore andreottiana si pentì di questa sua appartenenza e fondò un movimento a Vercelli insieme a un altro ex democristiano, Radaelli, il movimento denominato Mani Pulite, cavalcavano l’onda dell’inchiesta Mani Pulite e chiedevano la moralizzazione della politica e del loro partito.
Rosso poi quando è arrivato Berlusconi si è schierato con Forza Italia subito, è entrato immediatamente in Parlamento con Forza Italia, li avevo conosciuti perché grazie alle denunce di un Consigliere comunale di Rifondazione Dario Roasio a Vercelli e dei due Rosso e Radaelli la Magistratura era riuscita praticamente a mettere in carcere l’intera Giunta Comunale, il pentapartito di Vercelli coinvolta in uno scandalo di tangenti intorno al business dei rifiuti, inceneritori e discariche. Presero la Giunta Comunale una notte, in blocco la portarono dentro, compreso il Sindaco Bodo socialista.
Il moralizzatore Rosso passa a Forza Italia e lì uno dice: va beh, si è fatto abbindolare, uno dei tanti, era la prima volta, pensava che Berlusconi fosse l’uomo che avanza, del resto Berlusconi cavalcava pure lui Mani Pulite nel 1994, c’è cascato una volta, vediamo, c’è cascato sempre da allora, gli è piaciuto così evidentemente, è rimasto in Forza Italia fino all’autunno scorso, essendo anche coordinatore regionale in Piemonte di Forza Italia e poi di quello che è diventata il Popolo delle libertà, la Casa delle libertà, le varie denominazioni. Nell’autunno scorso passa con Fini, dopo aver negato che avrebbe fatto il salto della quaglia con Fini, diventa responsabile coordinatore di Futuro e Libertà locale, ingelosendo la Siliquini che se ne torna dopo breve volgere di qualche settimana nel Pdl, Rosso un giorno, mi capita sull’aereo proprio nella poltroncina di fianco, quel giorno Il Corriere della Sera riportava un’indiscrezione secondo cui Rosso era pronto a tornare nel centro-destra, nella maggioranza cedendo così alle lusinghe di Dennis Verdini che è uno di quelli incaricati di reclutare, è il coordinatore del resto del Pdl, avendolo vicino gli ho fatto vedere Il Corriere della Sera e gli ho chiesto: è vero quello che scrive Il Corriere? E’ vero che stai tornando dall’altra parte? Lui inorridito mi guardò e mi disse: ma per chi mi hai preso? Ho una parola sola, sì è vero Verdini continua a telefonare, ma io lo mando a stendere.
Bene, il mattino dopo Rosso annunciava il ritorno nel Pdl. La settimana dopo l’ho incontrato di nuovo sullo stesso aereo, è l’aereo del martedì, quello che prendono molti parlamentari torinesi per andare a Roma, e lui dato che avevo scritto questa storia su Il Fatto mi dice: certo che mi hai trattato male su Il Fatto, gli ho risposto: ma come ti dovevo trattare? Ma con quale faccia vai in giro? Ma con quale faccia parli con gli elettori? Ma non ti dice mai niente nessuno? La tragedia è che a questi non gli dice mai niente nessuno perché non hanno elettori, non ho elettori perché sono cooptati da quei 4, o 5 segretari di partito che fanno le liste e decidono loro a nostra insaputa chi viene eletto e chi no, ma questo lo sappiamo e quindi è inutile ripeterlo. Sapete con quale motivazione Rosso ha annunciato che tornava da Berlusconi? Una crisi di coscienza, la seconda in 3 mesi perché dice: Fini è un laicista, un anticlericale, avete mai sentito Fini attaccare la religione, il clero? Io mai, Fini è un laicista e io sono il pronipote di Don Bosco e quindi pensando a San Giovanni Bosco io non posso rimanere in quella terra di senza Dio che è Futuro e Libertà e sono tornato nel partito che invece secondo lui Don Bosco avrebbe preferito, e cioè il partito del Bunga, Bunga!
Voi capite perché sarebbe opportuno ripristinare possibilità degli elettori di scegliere, perché se hai scelto un tuo rappresentante e poi leggi che gli è apparso Don Bosco e perché non gli era apparto quando c’era andato in Futuro e Libertà? Visto che era già nota la posizione di Fini per esempio sulla fecondazione assistita o su altri temi, che gli è apparso soltanto per giustificare il ritorno all’ovile, naturalmente Don Bosco è completamente ignaro di tutto mi immagino, penso che laddove si trova abbia cose più interessanti da fare che non di occuparsi di questo personaggino.
Però per dirvi con quale faccia tosta, ti mentono anche gratis perché se la sera prima mi dice che non è vero e il mattino dopo passi dall’altra parte, poi alla fine con quale faccia mi rivolgi la parola, la settimana successiva quando mi rincontri in aereo e ti lamenti pure! Ogni volta che incontro Rosso in aereo, di settimana in settimana sta sempre in un partito diverso da quello della settimana precedente! Cambiano un partito alla settimana, naturalmente la crisi di coscienza è stata ricompensata con un posto di sottosegretario, che prima non aveva!
Segno evidente che mollare Berlusconi e poi tornare indietro conviene, perché? Perché così ti comprano, così ti ricomprano, se stai sempre con lui, non se ne accorgono neanche che esisti, se invece te ne vai per farti ricomprare, allora poi se ne accorgono che esisti! Così la fedeltà, la coerenza e la fiducia diventano un disvalore, un handicap, viene premiato il tradimento, il doppio tradimento, perché lui per agguantare un posto di sottosegretario ha dovuto tradire prima il suo partito e poi il partito nel quale era andato, il partito di Fini.
Adesso si occupa di agricoltura, spiegherò a Berlusconi che il mio è un passaggio irrevocabile aveva detto, quando era passato a Futuro e Libertà, irrevocabile un par di palle si direbbe volgarmente! Infatti lo ha revocato.
Sottosegretario all’agricoltura cosa capisca di agricoltura questo signore lo sa solo lui, nel 2005 aveva fatto il sottosegretario al lavoro, secondo sottosegretario, partiamo da quelli che sono stati comunque eletti nel centro-destra e ci sono ritornati con varie evoluzioni arabescate: Luca Bellotti, era passato a Fini, eletto con il Pdl era passato a Futuro e Libertà, aveva votato contro la fiducia al governo Berlusconi il 14 dicembre, se dipendeva da lui il governo cadeva e adesso non solo vota a favore del governo, ci mancherebbe, ne fa parte, ma ne fa parte.
Quando è rientrato in febbraio dopo la breve fitina in Futuro e Libertà aveva detto: sarei ottimo un’agricoltura, parla la mia storia personale, invece purtroppo all’agricoltura ci hanno messo Romano e Roberto Rosso e quindi lui è andato al Welfare, al lavoro, dove era sottosegretario Rosso l’altra volta, forse si sono sbagliati, forse se mettevano Bellotti che voleva andare all’agricoltura, all’agricoltura e Rosso che era già stato al lavoro, al lavoro, magari mettevano due persone che qualcosa ne capivano, invece no, quello che voleva andare all’agricoltura è andato al lavoro e quello che stava al lavoro è andato all’agricoltura, tanto che gli frega a loro del lavoro e dell’agricoltura? Saranno mica dei problemi? Sono dei posti. Daniela Melchiorre procace ex magistrato che fece, credo, l’uditorato alla Procura di Milano, saltò fuori all’improvviso nel 2006 quando nacque il Governo Prodi e bisognava trovare un sottosegretario in quota Dini e era rimasta solo la giustizia, quindi saltò fuori questa Signora, mai sentita prima naturalmente in politica, che andrò a fare il sottosegretario alla giustizia del Ministro Mastella, poi naturalmente i diniani passarono con il Pdl e quindi contribuirono a rovesciare il Governo Prodi nel gennaio – febbraio 2008, fecero l’alleanza con il Pdl, ma poi non ebbero soddisfazione, Dini non diventò Ministro, i diniani fecero un po’ gli sdegnosi e passarono al gruppo Misto.
Poi la Signora è passata al Terzo Polo insieme a Fini, Casini e Rutelli e poi con un grande giro di valzer è tornata al Pdl, naturalmente ha dovuto dare prova di ritrovata fedeltà, entusiasmo, ha dovuto votare a favore del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato contro il Tribunale di Milano che si è rifiutato di passare il caso Ruby al Tribunale dei Ministri, ha votato cioè la famosa mozione ?Paniz? in cui c’è scritto che Berlusconi era veramente convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak , il che votato da un ex magistrato la dice lunga e così – magistrato militare – la Signora Melchiorre ha agguantato un sottosegretariato nel terzo governo Berlusconi.
Dato che fa, come unico mestiere noto, prima di entrare in politica era magistrato militare, dove l’hanno messa, alla giustizia? Assolutamente no, l’hanno messo allo sviluppo economico, cosa capisca di sviluppo economico un ex magistrato militare lo sa solo lei, naturalmente anche lei aveva pronunciato una frase memorabile quando a sabato si era ipotizzato che i diniani tornassero all’ovile berlusconiano lei aveva dichiarato “non c’è nulla di vero su un nostro arruolamento nel gruppo, sono indiscrezioni infondate”.
Non solo Scilipoti(espandi | comprimi) Katia Polidori, umbra, era passata dal Pdl a Fini perché aveva detto “ho scelto Fini per riconoscenza, ma è stata una decisione difficile, dilaniante” infatti era stata talmente dilaniata che aveva firmato la mozione di sfiducia dei finiani contro il governo Berlusconi il 2 dicembre a 2 settimane dal voto di fiducia aveva dichiarato “il gruppo di Futuro e Libertà è compatto, nessun bisogno di chiarimento con Fini” poi il 14 dicembre a un pelo dalla votazione, votò contro la mozione di sfiducia e se ne vantò “ho salvato il governo perché il paese ha bisogno di stabilità”.Fu subito visitata da un meraviglioso inviato di Signorini, ottenne un bellissimo servizio su Chi in cui veniva dipinta come una specie di genio della politica, bionda solare, occhi azzurri, aria da fatina buona, Katia in realtà è un caterpillar, è imparentata, anche se lei ogni tanto dice che è solo un omonimia, con il Polidori N. 1 del Cepu che ha ottenuto praticamente il riconoscimento di università, il Cepu da questo Governo e dove l’hanno messa la Signora Polidori? L’hanno messa anche lei allo sviluppo economico, sviluppano tutti l’economia, Melchiorre e Polidori, due sviluppatrici economiche al prezzo di una!
Frase celebre “sono in Futuro e Libertà perché è un movimento unito” per me non ci saranno mai problemi! Infatti è tornata al Pdl è diventata sottosegretario.
Giampiero Catone, è stato eletto nel Pdl, era un democristiano, poi era diventato una specie di braccio destro di Buttiglione, quest’ultimo si giocò il ruolo di commissario europeo, di Ministro dell’Unione Europea qualche anno fa non solo perché andò in Europa a fare una tirata tremenda contro i gay e le donne, ma anche perché si era portato come suo capo di gabinetto Catone e qualche tempo prima era finito in galera per truffa, ha avuto diversi processi, lui dice di esserne uscito sempre assolto, ho letto che c’è stata qualche prescrizione, qualcosa è ancora in corso, comunque non è questo il problema, figurarsi, con il lombrosario che abbiamo, anche se fosse ancora inquisito o imputato uno più o uno meno non è questo il problema.
Catone l’anno scorso lascia il Pdl, passa a Fini e Fini un’altra volta ci penserà prima di imbarcare di tutto senza mettere filtri, ma al momento di firmare la mozione di sfiducia lui non la firma, non la firma, vota la fiducia a Berlusconi e torna nel centro-destra, frase celebre “ho le confraternite – lui è molto legato a ambienti cattolici, anzi vaticani e ecclesiastici – 300 amministratori e 40 mila elettori, Fini deve dirmi se li vuole” lui quando si muove, si muove con il camper, con dentro dice: 40 mila elettori, confraternite e 300 amministratori, figuratevi se ha 40 mila elettori, ovviamente questa è gente che non è mai stata eletta dal popolo, è sempre stata nominata da segretari di partito e portata, cooptata… comunque anche se fosse vero che ha questo camper con 40 mila elettori dentro più che confraternite, il camper ha fatto inversione ad U e è tornato al Pdl e lui nel camper ci ha messo il sottosegretariato, a quale Ministero? L’ambiente, cosa capisce uno che ha le confraternite di ambiente? Lo sa soltanto lui, ambiente!
Ho dimenticato Antonio Gentile, quest’ultimo ha un percorso simile a quello della Polidori, è stato eletto con il Pdl, ha votato la fiducia a Berlusconi, non è passato da nessuna parte a differenza della Polidori, quindi qui non fa parte di quelli premiati per avere voltato gabbana, è diventato sottosegretario al Ministero dell’economia, come un altro che tratteremo tra un attimo.
E’ un geologo di Cosenza, è un tifoso del Napoli e se non si tratta di un’omonimia, a mia memoria qualche anno fa c’era l’On. Gentile che presentò la candidatura di Berlusconi al Premio Nobel per la Pace, non so se sia lui, ma se è lui ha ricevuto la giusta ricompensa, purtroppo il Nobel per la pace a Berlusconi non gliel’hanno dato, come dubito che lo daranno all’Isola di Lampedusa visto che il nobel alle isole è considerato piuttosto bizzarro dalla giuria del Nobel, però l’importante è provarci e è andato all’economia, essendo un geologo, magari un geologo uno lo vedeva meglio all’ambiente, ma all’ambiente ci hanno messo Catone, quello delle confraternite, ma tanto chi se ne frega, non sarà mica un problema l’ambiente!
Bruno Cesario, quest’ultimo allevato da Ciriaco De Mita, quindi una garanzia, democristiano di sinistra, molte preferenze in Campania, che percorso fa? Cesario è un peripatetico della politica proprio, viene eletto con il PD, l’anno scorso esce dal PD e aderisce all’Api di Rutelli, quindi al terzo polo alleato con Fini e Casini, a quel punto cosa fa? Dopo aver votato la fiducia al Governo Berlusconi mentre l’Api votava la sfiducia, si inventa i responsabili insieme a Scilipoti e a Calearo, cosa è diventato? Sottosegretario all’economia, pure lui come il geologo, la sua competenza in fatto di economia non è particolarmente nota, non si sa, non è famoso per questo, famoso per i voti che controlla e per le manovre, quindi il povero Tremonti perso l’apporto fondamentale di Cosentino, adesso ha il geologo e il Cesario.
Aurelio Misiti, altro peripatetico meraviglioso, già democristiano, calabrese, già dipietrista, ha fatto una serie di girettini, era partito dalla C.G.I.L. università, poi era diventato Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, quindi assessore ai lavori pubblici nella Giunta Comunale di centro-destra, Chiaravalloti, nel 2006 era approdato alla Camera con l’Idv , nel 2009 era passato all’Mpa di Raffaele Lombardo, il 14 dicembre ha votato la sfiducia a Berlusconi, come l’Mpa di Lombardo, ma si è subito fatto perdonare il 3 febbraio, votando contro la Procura di Milano sull’autorizzazione a perquisire il Rag. Spinelli e questo lo ha fatto notare negli ambienti che contano, dove l’hanno messo? L’hanno messo come sottosegretario alle infrastrutture e lì non si può dire che non se ne intenda di infrastrutture perché lui si è sempre occupato di opere pubbliche, si è sempre occupato di opere pubbliche e era favorevole, per esempio, al ponte dello stretto, quindi diciamo che la competenza almeno non gli manca, quello che gli manca forse è la coerenza, visto che ha fatto tutto il giro e ormai lo sta rifacendo una seconda volta.
Riccardo Villari eletto nel PD, ve lo ricordate perché all’inizio della legislatura il centro-sinistra aveva diritto al posto di Presidente della Vigilanza RAI, bisognava metterci uno con le palle per controllare la RAI di regime, un po’ come fa il centro-destra quando ci mette gli Storace e i Landolfi, invece il centro-sinistra se li fa scegliere del centro-destra, dato che Veltroni aveva deciso che quel posto spettava all’Idv, Di Pietro ci voleva mettere non un Misiti per fortuna, ogni tanto sceglie anche qualcuno valido, voleva mettere Leo Luca Orlando, ma il centro-sinistra in parte e soprattutto al centro-destra uno combattivo come Orlando non piaceva, perché avrebbe fatto veramente la vigilanza e allora cosa hanno fatto? Si sono inventati questo Villari eletto nel PD che a disposizione ha ottenuto i voti dal centro-destra e da alcuni franchi tiratori del centro-sinistra che hanno preferito lui a Orlando, il centro-sinistra sceglie uno di centro-sinistra per fare il Presidente della vigilanza che spetta al centro-sinistra, Villari ci ha preso gusto, i leader del suo partito gli hanno detto: dimettiti perché la nostra scelta è Orlando, ma lui spalleggiato dai dalemiani, ricordate il pizzino di Nicola La Torre a Bocchino proprio a proposito di questa storia in diretta Tv su La 7, si tiene la poltrona, per mesi occupa e tiene bloccata la vigilanza, mentre intanto la RAI ne fa di tutti i colori, poi a un certo punto cosa fa? I Presidenti del Senato e della Camera intervengono per sbloccare la situazione, allora lui si dimette da Presidente della vigilanza, ma non viene eletto Orlando, viene eletto Zavoli, Villari intanto cosa fa? Un po’ di giretti, era già passato dalla DC al Partito Popolare, al Cdu di Buttiglione, all’Udeur di Mastella, alla Margherita, era arrivato al PD, poi va all’Mpa di Raffaele Lombardo, ma non è mica finita! Perché ha abbandonato anche la Mpa e è passato dove? Al Pdl, ha votato la fiducia a Berlusconi e adesso ha ottenuto finalmente la giusta mercé, sottosegretario ai beni culturali, è un uomo di cultura, no?
Frase celebre due anni fa aveva dichiarato “anche se sono stato espulso – per quello che aveva combinato in vigilanza – mi sento parte del centro-sinistra” sottosegretario del centro-destra, resta da raccontare… non resta più nessuno, li abbiamo raccontati tutti… resta da raccontare Massimo Calearo, quest’ultimo era una grande scoperta di Veltroni che nel 2008 lo candida capolista nel Veneto che Calearo porterà l’impresa, il mondo dell’impresa, delle partite Iva, era ha portato sé stesso, non comanda neanche nella sua azienda di famiglia a Vicenza, dove continua a comandare la madre, nonostante l’età, anche perché il figlio è Massimo Calearo, il quale nel frattempo ha lasciato il PD dove avere agguantato la poltrona perché gli piaceva l’Api del Rutelli, il terzo polo, poi naturalmente al momento della fiducia ha fondato con Scilipoti e Cesario il gruppo dei responsabili, si è proposto come Ministro dello sviluppo economico, ma l’hanno fregato, ci hanno messo Romani e allora cosa restava da fare? Lo strapuntino, è diventato sottosegretario con la delega che non è molto chiara perché non è proprio un sottosegretariato, è un posto di consigliere personale del Presidente del Consiglio per il commercio estero, quando era sospettato di essersi fatto comprare lui disse “beh sì offrono fino a 500 mila Euro” gli dissero, lei li prenderebbe? Lui rispose “ma quando mai, uno come me vale almeno 5 milioni” era una questione di listino prezzi.
Quanto ci costano questi signori a proposito di prezzi? Il Fatto Quotidiano ha fatto un calcolo, lo trovate su Internet e sul sito un articolo molto bello di Eduardo Di Blasi che spiega che il sottosegretario ogni anno ci costa 40.400 Euro di indennità lorda, poi ha un capo di gabinetto che ci costa 160 mila all’anno, poi deve avere due autisti per l’auto blu, una Lancia Thesys o un auto equivalente, due autisti perché fanno i turni è ovvio, 72 mila Euro l’anno, poi deve poter utilizzare il personale interno e esterno all’amministrazione e avere un suo ufficio stampa, 80 mila Euro.
Poi c’è da predisporre il suo ufficio presso il Ministero, l’ufficio del sottosegretario, totale costo per ogni sottosegretario 352.000 Euro all’anno che moltiplicato per i 9 sottosegretari, fa 3 milioni e rotti all’anno, in più se è deputato il sottosegretario prende 170 mila Euro e se è Senatore ne prende 180 mila.
Questi sono i costi che naturalmente aumenteranno ulteriormente se arriverà un’altra infornata di sottosegretari cambiando la legge, immagino che chi aveva votato il centro-destra perché si proponeva come l’anticasta, forse avrà qualche dubbio, forse potrebbe persino questo fatto far ragionare qualche leghista, visto che non c’è neanche un leghista nella nuova infornata dei sottosegretari, i leghisti chissà se si ricordano ancora di quando gridavano contro Roma ladrona perché faceva le cose che adesso fa il loro governo, passate parola, buona settimana!
Ancora oggi siamo intervenuti con un appello al capo dello Stato e ai presidenti di Camera e Senato perché è ora di finirla con questa manfrina della maggioranza in Commissione di Vigilanza Rai: fanno mancare il numero legale facendo slittare ogni giorno il regolamento sulla corretta informazione relativa ai quattro referendum, due dei quali promossi dall’Italia dei valori e altri due del Forum per l’acqua pubblica. Noi riteniamo che i presidenti delle due Camere e lo stesso presidente della Repubblica debbano assumersi le loro responsabilità e intervenire per porre fine a questo atto incostituzionale, antidemocratico.
E' grave la disinformazione che il servizio pubblico sta perpetrando. Si sta facendo credere ai cittadini che ormai, modificata la legge sull’energia nucleare, non c’è più bisogno del referendum. Invece i prossimi 12 e 13 giugno si andrà alle urne, riceverete le schede elettorali per votare i due quesiti contro la privatizzazione dell’acqua, del Forum per l’acqua pubblica, quello per l’abrogazione del legittimo impedimento e quello contro il ritorno delle centrali nucleari in Italia, entrambi promossi dall’Italia dei Valori.
È solo una truffa l’emendamento del Governo fatto per cambiare la legge: infatti, la prima parte modifica la normativa che prevede l’individuazione di centrali nucleari e la seconda dice che dopo un anno le riproporranno di nuovo. Io credo che Giorgio Napolitano non debba apporre la sua firma perché una norma di questo genere viola lo spirito referendario previsto dalla Costituzione e fa rientrare dalla finestra quello che esce dalla porta. Noi ci auguriamo che sia la Corte di Cassazione a porre fine a questo continuo balletto di giochini e rinvii. Da parte nostra abbiamo proposto alla Suprema Corte una serie di interventi sia affinché modifichi il quesito referendario rispetto alla nuova normativa, in modo che si vada alle urne, sia affinché riporti questo modo di fare scorretto di fronte alla Corte Costituzionale.
Di tutto questo è necessario che i cittadini siano informati e perciò urge un regolamento. Se non viene realizzato dalle Commissioni parlamentari, allora se ne devono far carico i presidenti di Camera e Senato e, da ultimo, il presidente della Repubblica, perché è loro responsabilità garantire il diritto costituzionale di milioni di cittadini che, in questo momento, viene calpestato e umiliato.
Buongiorno a tutti, hanno ammazzato Bin Laden e pace all’anima sua, un assassino in meno anche se bisognerebbe ricordare quanti lo hanno utilizzato in questi anni e soprattutto bisognerebbe ricordare che, se poi sarà tutto confermato ciò che ci hanno raccontato questa mattina, lo hanno preso in Pakistan, dove peraltro si è sempre saputo che si era rifugiato e quindi resa da domandare come mai abbiamo fatto una guerra in Iraq, una guerra in Afghanistan, adesso una guerra in Libia, prima ne avevamo fatta una in Serbia e il Pakistan, paese tradizionalmente protettore di Bin Laden, come del resto gli emirati sauditi, tradizionalmente finanziatori di Bin Laden, non siano mai stati neanche sfiorati dalla furia dell’occidente nella guerra al terrorismo, anzi siano stati sostenuti e siano considerati tutt’ora nostri ottimi alleati.
Adriano Celentano e i referendum(espandi | comprimi) Come al solito i terroristi sono sempre gli altri, quelli che non ci piacciono, mentre invece i paesi arabi nostri amici, sono paesi arabi moderati, anche se sono ferocissimi e tirannici. Detto questo non mi voglio soffermare di più su Bin Laden, come non mi voglio soffermare di più sulle solite beghe di casa nostra, non prima però di avervi detto una cosa e cioè se non avete già letto su Il Fatto, fatelo sul sito, del Il Fatto, Adriano Celentano ha lanciato venerdì dalle colonne de Il Fatto un appello molto bello, molto sentito, scritto di getto, nel suo consueto stile informale per dire che bisogna andare tutti a votare ai referendum del 12 giugno, questo innanzitutto per un motivo, perché il Governo è una parte della sedicente opposizione non vogliono che andiamo a votare e questo mi basta e mi avanza come ottima ragione invece per andare a votare per cercare di portare più gente possibile alle urne, sia che si faccia il quorum, sia che non si faccia il quorum, bisogna comunque sommergere questi signori sotto una grandinata di sì ai referendum contro il nucleare, anche se ancora non si sa se ci permetteranno di votare con questa truffa che è stata messa in campo dell’emendamento, in ogni caso, come scrive Celentano, anche se dovessero svuotare i referendum con altri trucchetti per impedirci di votare anche sì all’abrogazione totale del legittimo impedimento e sì alla cancellazione di ogni tentazione di privatizzare l’acqua, anche se trovassimo i seggi chiusi, il 12 giugno, tradendo così la volontà di quei milioni di persone che hanno raccolto e messo le loro firme, presentiamoci con milioni di bigliettini con su scritto “no al nucleare, no all’acqua privatizzata, no al legittimo impedimento, sì all’abrogazione di queste 3 porcherie”, così che ci sappia che è stato fatto lo scippo e che ce ne siamo accorti, ma innanzitutto prima di arrivare alla soluzione estrema proposta da Celentano, andiamo a votare perché è molto probabile che almeno 2, se non 3, su 3 referendum, siano comunque votabili e quindi non dimentichiamoci quello che è successo nel 1993, quando sulla carta si votava per una cosa molto tecnica, molto specialistica, il passaggio dalla preferenza multipla alla preferenza unica nella legge elettorale all’epoca proporzionale, in realtà quel diventò l’occasione, il pretesto per fare molto di più, per dire un sì enorme al cambiamento della politica, grazie a quel referendum in piena operazione Mani Pulite, praticamente si spazzò via la classe politica della Prima Repubblica, allo stesso modo i tre quesiti di giugno sono importantissimi, ma naturalmente stanno assumendo un significato che va oltre la tecnicalità dei 3 quesiti, perché evidentemente il momento è tale per cui molti possono approfittare di quell’occasione per dire un sì enorme a un cambiamento di questa politica, non per abolire la politica, ma per sostituirla con qualcosa di più umano, di più decente e di più credibile, ma soprattutto di contemporaneo, di meno fossile.
Detto questo quindi se volete e spero che lo facciate in molti, aderire al nostro appello “Io sto con Adriano” significa in realtà “io sto con il referendum, io vado a votare il 12 giugno, porto tutti quelli che conosco a votare il 12 giugno” perché comunque vada per quanto pochi o tanti si sia, quello che è scontato è che deve essere una grandinata di sì al mandare a casa questo governo e quelli che tra le opposizioni stanno anche in queste ore lavorando per tenerlo in piedi con i pasticci delle mozioni sulla guerra in Libia e con le pressioni raccontate da tutti i giornali del Capo dello Stato, affinché non si vada contro la decisione che hanno preso lui e il governo di allargare le regole di ingaggio dell’operazione militare che ci coinvolge, andando addirittura a fare, pure noi italiani, i bombardamenti contro la Libia, bombardamenti che per quanto mirati non possono che essere indiscriminati e quindi colpire anche le popolazioni civili che diciamo di voler proteggere. Le nostre leggi non servono a nulla(espandi | comprimi) Detto questo, quindi, “io sto con Adriano” vorrei occuparmi oggi di un tema che fino a qualche giorno fa era sulle prime pagine dei giornali e poi è scomparto, il tema dell’immigrazione.Vedrete che ritornerà questo tema, perché più bombardiamo la Libia e più i libici scappano, come ha detto anche Bossi e ogni tanto recupera il suo buonsenso e dice delle cose condivisibili, lui lo dice per giustificare il suo “no alla guerra” e spaventare i cittadini della sua cosiddetta Padania con il bau, bau dell’invasione degli immigrati, anche chi non pensa che gli immigrati siano un pericolo, è bene che sappia di cosa si sta parlando quando si parla di immigrazione e subito la si associa ai temi della sicurezza e addirittura della criminalità.
Perché è successo un fatto l’altro giorno, in Europa, che ci riguarda come italiani e come europei, ma soprattutto come italiani, la Corte di Lussemburgo, Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha dato ragione a un tizio algerino, Assen El Dridi, Alias Sufi Karim, che era stato espulso dall’Italia nel 2004 e condannato nel 2010 a un anno di reclusione per avere ignorato sia la prima espulsione, tornando in Italia, sia un secondo ordine di espulsione entro 5 giorni e quindi in base alla legge varata due anni fa dal terzo Governo Berlusconi, nel primo pacchetto sicurezza, quella che istitutiva il reato penale di clandestinità, era stato condannato e arrestato.
Dalla cella di Trento questo tizio aveva fatto ricorso contro la condanna e i suoi avvocati avevano chiesto ai giudici di interpellare la Corte Europea, perché a dicembre l’Unione Europea aveva inviato una direttiva comunitaria, vincolante per tutti gli stati, che praticamente raccomandava di non incarcerare immigrati, non di non incarcerare immigrati, di non incarcerare gli immigrati colpevoli soltanto di essere immigranti, perché se un immigrato fa una rapina è ovvio, lo si sbatte dentro, come se un italiano fa una rapina. Ma l’immigrato non può essere arrestato per il fatto di essere immigrato, perché essere immigrato non è un reato, è uno status, mi sposto da un paese all’altro, spostarmi da un paese all’Euro non può essere un reato penale, può essere al massimo un’infrazione amministrativa, sanabile con multe, con sanzioni amministrative, l’espulsione, non con condanne penali, non con la privazione della libertà, se non puoi stare qua ti espello perché tu non stia più qua, ma non ti ficco in galera, ti ficco in galera se cominci a delinquere e ti prendo.
Questa direttiva aveva seminato naturalmente il caos in un paese dove da due anni, anzi da 3, dal 2008, l’immigrazione clandestina, senza permesso di soggiorno è diventata reato penale, perché? Perché naturalmente alcuni giudici dicevano: le normative e le direttive comunitarie sono come le convenzioni internazionali, sovraordinate rispetto alle leggi nazionali e quindi noi se una legge nazionale è in contrasto con una direttiva o una convenzione internazionale, dobbiamo disapplicare la legge nazionale perché prevale quella comunitaria, è la stessa cosa che hanno fatto quando nel 2001, il secondo governo Berlusconi, appena instauratosi varò la legge sulle rogatorie che prevedeva l’invalidazione, di fatto l’inutilizzabilità dei documenti arrivati per rogatoria e inviati ai nostri magistrati da quelli stranieri, quando non avevano timbri di autenticazione, mancava il numero di una pagina, arrivavano in fotocopia, anziché in originale, cazzate del genere.
Dato che le convenzioni internazionali e le prassi internazionali stabilivano invece che quelle carte erano valide anche in quelle condizioni, i tribunali poi confermati dalle Corti d’appello e dalle corti di Cassazione, addirittura dalla Corte Costituzionale, semplicemente non applicarono la legge sulle rogatorie che rimase lettera morta, proprio perché convenzioni e prassi internazionali, come le direttive comunitarie, sono più importanti delle norme nazionali e le norme nazionali non solo devono attenersi ai principi della Costituzione della Repubblica italiana, ma anche al quadro normativo giuridico di un’entità superiore, l’Europa alla quale liberamente abbiamo deciso di aderire, quindi siamo tenuti solo a firmare le convenzioni, ma anche a ratificarle e a obbedire alle direttive comunitarie, anche se noi ogni tanto facciamo i furbi, stiamo in Europa, se ci conviene e poi quando non ci conviene, urliamo contro l’Europa e disobbediamo all’Europa e per questo siamo un paese poco tollerato dagli altri, guardato con sospetto, mi fido…
Quindi cosa è successo quando è uscita la direttiva? La direttiva alcuni tribunali, alcune procure hanno subito applicato quella direttiva, scarcerando gli immigrati che erano stati costretti a arrestare solo in quanto autori del reato di immigrazione clandestina, archiviando addirittura i procedimenti a loro carico, altri invece hanno detto: non si capisce bene se questa direttiva è immediatamente esecutiva, oppure se deve intervenire una legge nazionale per recepirla, quindi alcuni tribunali hanno scarcerato e smesso di arrestare gli immigrati clandestini, altri invece hanno continuato a farlo in attesa di lumi.
Ecco perché questo tizio algerino ha fatto quel ricorso, ecco perché la Corte d’Appello di Trento ha interpellato la Corte di Giustizia di Lussemburgo e ecco perché la Corte di Lussemburgo ha dato la risposta che è arrivata giovedì scorso, che ha bocciato la legge italiana dicendo che il reato di clandestinità, contrasta con le norme europee e internazionali sui rimpatri e quindi i giudici non devono più tenerne conto.
A questo punto tutti i processi nati sulla base di quel reato evaporano, tutti quelli arrestati vanno scarcerati, tutti quelli presi nel territorio italiano senza permesso di soggiorno non vanno più arrestati e quelli che abbiamo arrestati, vedrete che ci toccherà rimborsarli per ingiusta detenzione, perché? Perché sono migliaia di persone, perché lo si sapeva già nel 2008 quando fu varato il reato di immigrazione clandestina che non si può stabilire come reato l’immigrazione clandestina, se voi andate a cercare un Passaparola che ho fatto quando entrò in vigore il reato di immigrazione clandestina, vedrete che modestamente anche io avevo sollevato dei dubbi, non perché sia un giurista, non ho fatto studi giuridici, ho imparato quello che so frequentando i tribunali da cronista giudiziario, ma perché mi ero informato e avevo letto i pareri di molti costituzionalisti e giuristi i quali dicevano il reato di clandestinità non si può fare, viola il diritto internazionale e nazionale, lo dicevano tantissimi, il governo naturalmente ha tirato diritto pensando di poter fare il furbo e come al solito è arrivata la mazzata, questa volta non dalla Corte Costituzionale, dalla Corte Europea che è ancora peggio perché ci siamo anche sputtanati a livello internazionale come un paese razzista che punisce i clandestini per un non reato, il loro status di clandestino e dato che non hanno una fissa dimora dove scontare gli arresti domiciliari, finiscono proprio in galera quando vengono condannati, mentre prima di finire in galera, ovviamente vengono arrestati, tenuti un paio di giorni e poi liberati, quindi dispendio di energie, di forze, di denaro da parte degli uomini delle forze dell’ ordine impressionante, un aggravio del carico di lavoro di procure e tribunali impressionante, pensate soltanto che per ogni immigrato che è arrivato a Lampedusa da quando sono scoppiate le rivolte nel nord Africa, la Procura di Agrigento competente sul territorio di Lampedusa ha dovuto aprire due fascicoli automaticamente: 1) per immigrazione clandestina; 2) eventualmente c’è sempre questo rischio, per false generalità o cose di questo genere, visto che naturalmente questi ragazzi arrivano senza documenti e quindi non si sa chi siano, da dove arrivino, spesso si spacciano per libici per riuscire a rientrare nella categoria dei profughi di guerra, dei rifugiati politici, se pensate che sono già arrivate più di 25 mila persone a Lampedusa a Agrigento si sono ammucchiati oltre agli arretrati ordinari, 50 mila fascicoli o 25 mila fascicoli per due reati a testa per ogni sbarco, per ogni sbarcato.
Figuratevi quando mai si potrà smaltire quell’arrestato e soprattutto che senso aveva fare il processo a 25 mila persone che non si sa come si chiamano, le fermi un giorno, le devi liberare il giorno dopo perché non è prevista la custodia cautelare per quel reato che ha una pena molto bassa, spesso convertibile a certe condizioni in pena pecuniaria, in multa e soprattutto come si fa a acchiapparli per la grande maggioranza, una volta che dopo anni sono stati condannati e devono andare in carcere a scontare la pena, visto che giustamente vanno, vengono, spariscono, cambiano nome, cambiano identità, cambiano nazionalità. Significa semplicemente buttare via un sacco di tempo e di soldi, impedendo così ai tribunali di fare i processi seri, quelli a carico di chi delinque veramente sia esso immigrato o italiano.
Menomale che ci ha pensato l’Europa a liberarci di questa solennissima cazzata, frutto della fantasia perversa di gente come Maroni e altri che hanno scambiato, l’ha detto spesso il Giudice Davigo, la sicurezza per la rassicurazione, sicurezza è fare delle norme efficaci per aumentare la sicurezza dei cittadini, potenziali vittime di reati, la rassicurazione è fare finta di lavorare per la sicurezza dei cittadini, con norme inutili e addirittura dannose, come questa, che intasava tribunali, procure e questure, senza portare alcun beneficio pratico e senza naturalmente che si potesse concludere un solo processo, perché se la pena come in quel caso è molto bassa, la prescrizione è 4 o 5 anni, è impensabile riuscire a fare 3 gradi di giudizio per condannare e poi andare a arrestare uno che non c’è più e che comunque non ha fatto assolutamente niente altro che venire in Italia.
L’aveva detto il Vaticano, l’avevano detto giuristi, l’avevano detto il segretariato per l’immigrazione dell’O.N.U., l’aveva detto parte dell’opposizione, l’avevano detto quasi tutti, persino della maggioranza c’era chi aveva dei dubbi, del resto il problema dell’immigrazione non è che è nato nel 2008, come mai noi abbiamo istituito il reato di immigrazione clandestina soltanto nel 2008 e prima no? Perché si sapeva che era una norma inefficace, demagogica, puramente rassicurativa, mediaticamente utile ma materialmente inutile e perniciosa? Perché prima si era cercato di aggirare il reato di clandestinità con degli altri reati che se non è zuppa è pan bagnato e non solo il centro-destra, il centro-sinistra aveva partorito la geniale legge Turco – Napolitano, quella che aveva istituito i centri di permanenza temporanei (Cpt) per gli immigrati che andavano parcheggiati in queste gabbie spesso ridotte a lager, condizioni igieniche di promiscuità scandalose e che aveva soprattutto istituito un nuovo reato che era molto simile a quello di immigrazione clandestina, però presupponeva almeno un atto scorretto, se non illecito, e cioè la mancata esibizione del documento, senza giustificato motivo da parte dell’immigrato al poliziotto quando lo fermava, altro reato similare a quello dell’immigrazione clandestina, era la mancata ottemperanza del provvedimento di espulsione notificato con il foglio di Via dall’autorità di Polizia, senza giustificato motivo, questo diceva la legge.
Espulsioni farsa e processi inutili(espandi | comprimi) Cos’è successo? E’ successo che ovviamente i poliziotti hanno cominciato a fermare gli immigrati, gli hanno chiesto il documento, quelli hanno risposto: non ce l’ho, sono stati processati per mancata esibizione del documento e quando il giudice ha chiesto loro: lei aveva un giustificato motivo per non esibire il documento, quelli hanno risposto: sì, non ce l’ho!L’ho perso, me l’hanno rubato, mi è caduto in acqua, non so dove l’ho messo, è un giustificato motivo, per non esibire il documento non averlo? Sì, venivano tutti assolti, il reato era completamente inutile, demagogia, rassicurazione, anziché sicurezza. L’altro reato partorito dalla fertile mente del centro-sinistra, Turco – Napolitano era la mancata ottemperanza del provvedimento di espulsione senza giustificato motivo, cosa succede? Ti danno il foglio di Via, ti dicono “vai via” tu di solito non vai via, aspetti che ti costringano a andare via, ovviamente, spetta allo Stato che non ti vuole portarti via, non è che ti possono dire “vattene” e tu te ne vai, non succede, può capitare che qualcuno obbediente subito se ne vada, ma di solito bisogna accompagnarli nel loro paese.
Allora venivano fermati, gli si diceva, sempre che avessero lo stesso nome e lo stesso documento che avevano la volta in cui gli è stato dato il foglio di via, come mai non sei andato via e sei ancora qua? Non hai ottemperato al provvedimento di espulsione, quindi è reato, a meno che tu non abbia un giustificato motivo per non avere ottemperato, finivano indagati, denunciati, portati davanti al giudice, il quale domandava: è vero che lei non ha ottemperato al provvedimento di espulsione? Sì, lei aveva un giustificato motivo per non ottemperare al provvedimento di espulsione? Sì, quale? Non ho i soldi del biglietto per tornare a casa, visto che sono gente che non abita dietro l’angolo, ma di solito abita almeno al di là del Mediterraneo, se non prima che entrassero i paesi dell’est, l’est europeo adesso neanche più quelli, sono tutti diventati comunitari, quindi stiamo parlando di gente che arriva dall’Asia o dall’Africa, quindi che per tornare nel suo paese deve prendere l’aereo, mica può tornare a nuoto o in barca a vela o a piedi!
Chi deve fornirgli i soldi per tornare nel loro paese? Lo Stato che li vuole riportare nel loro paese perché? Perché se dipendesse da loro non ci ritornerebbero, infatti sono qua! Quindi bisognerebbe fornire le Questure e le Prefetture dei mezzi necessari per organizzare i rimpatri, voli charter, treni, navi, quello che è. Dato che nelle Questure si tagliano continuamente i viveri ai poliziotti per cui non hanno neanche più gli straordinari pagati, non c’è neanche il turnover, vanno in pensione e non li sostituiscono, addirittura hanno tagliato i fondi negli ultimi anni alla motorizzazione delle forze dell’ ordine, non gli riempiono neanche i serbatoi di benzina delle volanti, non gli riparano le fotocopiatrici, non gli riparano le auto, il parco macchine è arrugginito e per la metà guasto, figuratevi se hanno i soldi per pagare il biglietto aereo, a migliaia di immigrati che devono essere rimpatriati e che non vengono rimpatriati semplicemente perché non c’è una lira, sapete quanti sono quelli che dovrebbero essere espulsi e che hanno il provvedimento di espulsione e che non vengono rimpatriati? 3 su 4, per l’inefficienza e la mancanza di fondi che è colpa del governo o dei governi, perché sono loro che dovrebbero rifornire di fondi la polizia per darle gli strumenti di fare ciò per cui la paghiamo e ciò per cui esiste, non è colpa dei poliziotti che non li portano via, non è colpa delle forze dell’ ordine, è colpa di chi li affama!
Quindi l’unico modo per combattere la clandestinità è accertare se uno è clandestino, quindi non profugo, non rifugiato politico, non rifugiato di guerra, ma clandestino, accertare che non è qui per lavorare, perché se è qui e sta lavorando, bisogna metterlo in regola e costringere il datore di lavoro a metterlo in regola, non è un clandestino, è un irregolare che non riesce a regolarizzarsi perché abbiamo una legge del cavolo! Appurato che è qua che non fa nulla o bighellona o tendenzialmente vive di espedienti e delinque, quello va espulso, va espulso e quindi bisogna stanziare i fondi necessari per espellerli quelli che vanno espulsi, questo è l’unico modo per combattere l’immigrazione clandestina, altri non ce ne sono! Poi naturalmente presidiare le frontiere, presidiare le frontiere è più facile naturalmente per la Francia che ha soltanto la frontiera sud, mentre noi abbiamo quasi tutti i nostri confini a rischio, più perforabili, quindi siamo più vulnerabili e questo l sappiamo, in ogni caso nonostante i nostri confini perforabili, nonostante il fatto che siamo proprio l’avamposto dell’Europa sul Mediterraneo, il primo paese dove arrivano la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna, hanno molti più immigrati di noi, anche se in Francia risultano un po’ meno perché la gran parte degli immigrati vengono dalle colonie e quindi sono quasi tutti cittadini.
Perché sono proprio i clandestini che non lavorano e che non sono qui per lavorare, che alzano il tasso di criminalità, gli irregolari che lavorano e non possono regolarizzarsi perché la nostra legge li boicotta, non delinquono, lavorano, vogliono essere regolarizzati, quindi non si sognano neanche di delinquere, gli immigrati dotati di permesso di soggiorno, delinquono esattamente come gli italiani, negli ultimi 20 anni i permessi di soggiorno sono aumentati del 500% e il tasso di criminalità è rimasto invariato, salvo un anno, il 2006/2007, guarda caso l’anno dell’indulto, quando abbiamo messo fuori migliaia di delinquenti che una volta fuori sono tornati a delinquere, quello è l’unico anno in cui c’è stato un re-innalzamento del tasso di delinquenza, dopodiché è proseguito il trend che è un lieve calo progressivo dei reati degli ultimi 20 anni, nel momento in cui aumentavano del 500% i permessi di soggiorno per immigrati, dunque regolari.
Quindi è su quella parte di irregolari, quelli che non lavorano, che non sono qui per lavorare, ma evidentemente sono qui per fare altro, che bisogna incidere, non arrestandoli in quanto irregolari, espellendoli in quanto irregolari, ma dato che questi non riescono a espellerli perché non sanno fare il loro mestiere di Ministri e di governo, si sono inventati un reato placebo che rassicura la gente, così la gente pensa che adesso è arrivato Maroni il castigamatti, li mettono in galera, mettono in galera non serve a niente, non si riesce a processarli, non si riesce a tenerceli, non si riesce a espellerli e per giunta si è fatto un reato illegale per il diritto internazionale.
Questo è quello che è successo in questi anni con il reato di clandestinità che, per fortuna, è stato smantellato dalla Corte di Lussemburgo dicono i giudici europei che quel reato di clandestinità va cancellato e bisogna attuare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali, il carcere può compromettere questa politica e perciò i giudici italiani dovranno disapplicare ogni disposizione nazionale contraria al risultato della direttiva, segnatamente la disposizione che prevede la pena della reclusione da 1 a 4 anni e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite e quindi naturalmente applicare la nuova regola a quelli che sono già stati processati, questo è ovvio, si applica sempre la legge più favorevole all’imputato, anche se è cambiata nel frattempo.
Solo qualora l’allontanamento rischi di essere compromesso dal comportamento dell’interessato, certo se l’interessato fa resistenza commette un reato all’allontanamento e quindi si può procedere, dice la Corte, al suo trattenimento, conformemente della direttiva rimpatri, il trattenimento deve avere durata quanto più breve possibile e essere riesaminato a intervalli ragionevoli, inoltre gli interessati devono essere collocati in un centro apposito e in ogni caso separati dai detenuti di diritto comune, perché non è reato la clandestinità e quindi non si possono trattare come delinquenti quelli che non hanno commesso un reato.
Naturalmente abbiamo urli, strepiti della Lega, di altri decerebrati che gridano, l’Europa ci tradisce, il buonismo dell’Europa, ce l’hanno con noi, le toghe Rosse, ricordate che per mesi ci hanno raccontato che i giudici che disapplicavano questa legge illegale erano comunisti e volevano sabotare la politica di sicurezza del governo, sapevano semplicemente che a ogni immigrato clandestino che arrestavano, l’avremmo poi dovuto risarcire perché prima o poco qualcuno si sarebbe accorto che quel reato era contrario ai principi giuridici europei.
Questo è quello che è successo in questi giorni, un governo di incapaci che blaterano ogni giorno sicurezza, che non hanno fatto nulla per la sicurezza, che ci hanno resi più insicuri istituendo un reato inesistente e impossibile e che nello stesso tempo proteggono chi commette reati veri, tant’è che la pena da 1 a 4 anni, prevista per l’immigrato che sbarca e non ha commesso nessun reato, è la stessa pena prevista per la gran parte dei falsi in bilancio, quelli che sono rimasti ancora reato, rendetevi conto se può essere paragonato il danno che fa uno che falsifica un bilancio, al danno che fa uno che poggia il piede sul suolo italiano, per dirvi chi ci governa e in quali mani è la nostra sicurezza, passate parola!
Buongiorno a tutti, vorrei cominciare leggendovi due righe da un documento che risale a 32 anni fa “oggi 29 gennaio 1979 alle ore 8,30 il gruppo di fuoco Romano Tognini Valerio dell’organizzazione comunista Prima Linea ha giustiziato il sostituto Procuratore della Repubblica Emilio Alessandrini, uno dei magistrati che maggiormente ha contribuito in questi anni a rendere efficiente la Procura della Repubblica di Milano nel tentativo di ridare credibilità democratica e progressista allo Stato”.
Thyssenkrupp: una sentenza storica(espandi | comprimi) Questo è il volantino con cui i terroristi rossi di prima linea rivendicavano l’assassinio del Pubblico Ministero Alessandrini, sostituto Procuratore a Milano che stava indagando sulla strage nera di Piazza Fontana. Perché dei terroristi rossi ammazzano un magistrato, tra l’altro esponente delle correnti progressiste della Magistratura che sta indagando su una strage neofascista? Perché lo spiegano bene, per i suoi meriti, perché è uno dei magistrati che maggiormente hanno contribuito in questi anni a rendere efficiente la Procura della Repubblica di Milano e a ridare credibilità democratica e progressista allo Stato, colpivano i magistrati bravi, onesti e li colpivano non per i loro errori o per i loro demeriti, ma per i loro meriti.
La stessa cosa sta avvenendo oggi, soltanto che a colpirli non è più un’organizzazione terroristica che si propone di sovvertire lo Stato, ma è un Presidente del Consiglio che sta sovvertendo lo Stato e che sta facendo alle istituzioni dello Stato molti più danni di quelli che hanno fatto i terroristi delle Brigate Rosse che involontariamente finirono per rafforzare le istituzioni e per conservare ai loro posti anche dei politici che invece avrebbero dovuto andarsene, proprio perché lo Stato fece fronte comune contro il terrorismo negli anni della solidarietà nazionale, oggi l’insidia è molto, molto maggiore e più pericolosa proprio perché le armi non sono più i mitra, ma sono le parole, le leggi, i proclami televisivi, i comizi, le istituzioni piegate agli interessi privati, non c’è nessuno di autorevole che lanci l’allarme, il Quirinale almeno mentre sto parlando tace e tutte le altre istituzioni che dovrebbero intervenire, tacciono a loro volta, protestano i magistrati, ma come al solito sembra una guerra personale, tra loro e Berlusconi, protestano poco per la verità le opposizioni che non hanno ancora preso l’iniziativa che avrebbero dovuto prendere, quella di abbandonare in blocco un Parlamento comprato e venduto per interessi privati, i grandi giornali, a parte rare eccezioni fanno i pesci in barile e fanno finta di non vedere e parlano di scontro mentre c’è un’aggressione direi senza precedenti perché è semplicemente l’ultimo episodio di tanti altri, ma un’aggressione forsennata, forse la battaglia finale, ultima spallata contro l’unico potere di controllo che con tutti i suoi limiti e i suoi difetti ci rimane e cioè il potere giudiziale, è interessante vedere che ancora una volta non vengono attaccati i magistrati fannulloni, i magistrati corrotti, i magistrati inefficienti, vengono attaccati esattamente come da parte dei terroristi 32 anni fa, i magistrati migliori, quelli delle Procure di Milano, di Palermo e adesso vedrete che partirà un attacco anche a Torino, perché a Torino, proprio nel giorno in cui a Milano venivano fuori questi orribili manifesti fuori le BR dalla Procura, a Torino un grande magistrato, Raffaele Guariniello otteneva da una grande Corte di Assise una sentenza memorabile in cui si condannano i vertici di un gruppo multinazionale tedesco la Thyssen Krupp, per avere scientemente messo a rischio la vita dei loro lavoratori nello stabilimento di Torino, dando origine a quel rogo stragista che ne eliminò, se non erro, 7.
Il N. 1 della Thyssen Krupp è stato condannato a 16 anni e attenzione non per il solito reato di omicidio colposo con cui ce la si cava sempre con qualche anno, da cui poi detraendo indulti, attenuanti condizionali etc. gli imprenditori assassini la fanno sempre franca e non vanno in galera, condannato a 16 anni di reclusione per omicidio volontario, avete letto sui giornali, avete sentito in televisione, volontario con dolo eventuale, cosa vuole dire? Vuole dire che sapere che gli impianti antincendio non sono a norma e non fare nulla per metterli a norma, per risparmiare qualche migliaio di Euro, perché questa è la ragione per cui sono morti gli operai della Thyssen Krupp, significa ammazzare gli operai, accettando il rischio, ecco il dolo eventuale, che gli operai possano lasciarci la vita e questo equivale a una volontà, a un dolo e quindi omicidio volontario con dolo eventuale e questa è una sentenza pilota e naturalmente adesso sta mettendo il terrore, la Confindustria non ha perso occasione per schierarsi dalla parte dei condannati e per strillare contro la presunta esagerazione della pena.
La pena è il minimo che potesse toccare ai responsabili di una strage dove sono morte molte persone, a causa della colpevole, dolosa incuria dei vertici della Thyssen Krupp, il fatto che l’organizzazione sindacale degli imprenditori italiani invece di scomunicare coloro che tradiscono la legge e mettono a repentaglio la vita dei loro lavoratori, solidarizzi con loro, la dice lunga sul culo sporco degli imprenditori italiani che si fanno rappresentare da gente così!
La dice lunga sul fatto che non si possono permettere che altre sentenze del genere vengano emesse e quindi strillano e quindi anche loro cercano di intimidire la magistratura, visto che ci sono altri processi aperti per altre stragi sul lavoro, che si spera sull’esempio di questa sentenza, potranno imboccare quando ne ricorreranno i presupposti giuridici, la stessa strada e cioè quella non dell’omicidio colposo, involontario, ma quello dell’omicidio volontario con il dolo eventuale e nel momento in cui i magistrati vengono definiti brigatisti, terroristi, cellule rosse, eversori, associazione per delinquere, dalla più alta carica di governo, purtroppo l’abbiamo sul groppone, è bene sapere da quale parte stare, dalla parte dei magistrati che hanno visto tanti loro colleghi cadere negli anni del terrorismo, mentre Berlusconi si faceva proteggere dalla mafia, non dimentichiamo mai e mentre altri magistrati si facevano corrompere da Berlusconi tramite l’Avvocato Previti, non dimentichiamolo mai!
Genchi mazziato e assolto(espandi | comprimi) Ciò premesso non ho nessuna intenzione, l’ho già detto la settimana scorsa, di inseguire questo squilibrato nei suoi deliri, essi sì, eversivi e terroristici, ma vorrei darvi una notizia che, salvo Il Fatto Quotidiano e qualche trafiletto e altri giorni nessuno ha dato, credo neanche i telegiornali che pure a suo tempo si occuparono a lungo del presunto scandalo da cui poi era scaturito quel processo.Mi riferisco alla sentenza che è stata emessa mercoledì a carico di Gioacchino Genchi, sapete voi del blog di Beppe, voi del sito del Fatto, voi che leggete Il Fatto chi è Gioacchino Genchi, quest’ultimo è il poliziotto, il consulente informatico di decine e decine di tribunali, Procure, Corti di Assise e Corti di Appello che da 25 anni ormai mette la sua intelligenza e la sua competenza tecnica al servizio delle indagini, mai al servizio di parti private, sempre al servizio della magistratura, per fare luce su stragi, omicidi di mafia, vicende di mafia politica e che per questo dopo avere collaborato con Luigi De Magistris in una delle tante indagini alle quali ha collaborato a Catanzaro, è stato fucilato con i mezzi moderni, con le televisioni, con i giornali, con le penne assassine che si aggirano non informazione, nella disinformazione italiana e che l’altro giorno fortunatamente ha trovato un giudice che lo ha assolto.
Lo ha assolto dall’accusa di accessi abusivi Genchi ha due processi: uno è ancora in corso, l’altro è quello che si è chiuso mercoledì in primo grado con la sua piena assoluzione e attenzione, non perché il fatto non costituisce reato ma è stato commesso, oppure perché il fatto non costituisce più reato perché è stato depenalizzato, neanche per insufficienza di prove, è stato assolto perché l’accusa non stava in piedi e come nascono le accuse a Gioacchino Genchi? Forse è interessante andare a ripescare la genesi di questi processi perché è una genesi politica, la Procura di Roma aprì indagini su Gioacchino Genchi dopo una campagna martellante di attacchi a Genchi, in cui politici di quasi tutti i partiti, tranne uno, il solito, non lo nomino altrimenti dico poi che faccio pubblicità, ma è cronaca, tutti i partiti politici di destra e di sinistra, tranne uno attaccarono Genchi.
Era il gennaio 2009, per la precisione il 24 gennaio 2009, Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio terrorizzato in quel momento dalla possibile uscita di certe telefonate che minacciavano di svelare retroscena dei suoi rapporti con alcune signorine, poi diventate ministre, annunciava in televisione “sta per scoppiare uno scandalo enorme, il più grande della storia della Repubblica, c’è un signore che ha spiato 350 mila persone” il signore in questione era naturalmente Gioacchino Genchi, erano i giorni in cui si bombardava a reti e edicole unificate sul caso Genchi, l’archivio Genchi, Genchi ha sospettato di avere accumulato milioni di tabulati, di numeri di telefono, di intercettazioni telefoniche e era sospettato addirittura di usare quell’enorme archivio informatico per ricattare di qua e di là, tant’è che del caso si occupo il Copasir, il comitato per il controllo sui servizi di sicurezza, il comitato parlamentare bicamerale, all’epoca presieduto da Rutelli e oggi presieduto da Massimo D’Alema, Massimo D’Alema non c’era ancora.
A ruota tutti i garantisti a gettone o a intermittenza, quelli che intervengono solo quando c’è di mezzo il loro padrone o uno dei loro padroni, si misero a strillare all’unisono con il Cavaliere per dire che quello di Genchi era uno scandalo mai visto.
Maurizio Gasparri capogruppo del Pdl disse “roba da Corte Marziale” la Corte Marziale è il Tribunale speciale dinanzi al quale si trascinano i soldati che commettono dei crimini durante le guerre, finiscono davanti alla Corte Marziale e poi vengono fucilati, questo disse Gasparri. Rutelli per non essere da meno all’epoca stava nel PD, poi si è messo improprio, disse che quello di Genchi era un caso molto rilevante per la libertà e per la democrazia. Cicchito disse “siamo di fronte a un’inquietante Grande Fratello” e non si riferiva al Grande Fratello di Canale 5, si riferiva al Grande Fratello di Orwell al mostro spionistico che controlla tutto e tutti nelle dittature.
Lanfranco Tenaglia ex Magistrato del PD disse “vicenda grave”. Italo Bocchino ancora nel Pdl e non ancora diventato antiberlusconiano disse “è il più grande caso di spionaggio della storia repubblicana”. Clemente Mastella che da anni martellava Genchi, chiamandolo addirittura Licio Genchi lo definì quella volta “un pericolo per la democrazia” e Luciano Violante del PD disse che era un fatto intollerabile e Gaetano Quagliariello del Pdl disse “scenario inimmaginabile e preoccupante per la sicurezza dello Stato” Genchi era un nemico delle istituzioni, da respingere probabilmente a cannonate. Giuseppe Caldarola ex PD che scrive su Il Riformista disse “spioni deviati spiano migliaia di cittadini, il Parlamento e il governo” e Luigi Zanda del PD disse che Tavaroli e Genchi presentavano diverse analogie, chi è Tavaroli? E’ il capo della Security privata della Telecom, arrestato per avere accumulato dossier per conto dei vertici della Telecom, mentre Genchi lavora per conto di un’entità che si chiama Stato italiano, giustizia italiana, fa niente, Tavaroli e Genchi tante analogie!
I giornali si scatenano, non tutti naturalmente, i principali, La Stampa e Il Corriere titolano “un italiano su 10 nell’archivio di Genchi” gli italiani sono 60 milioni, quindi Genchi avrebbe nei suoi archivi dossier su 6 milioni di italiani, pensate quanto deve essere enorme la sede degli uffici di Genchi per contenere 6 milioni di schedature, forse è grossa come il Pentagono, come la sede della Cia. Il Giornale “il grande orecchio, miniera d’oro” Libero “l’intercettatore folle” Pierluigi Battista Corriere della Sera “lugubre monumento alla devastazione della privacy, nuvola potenzialmente ricattatoria” questo è una piccola antologia di quello che fu detto e fu scritto quando scoppiò il caso Genchi. La Procura di Roma, sempre molto sensibile agli umori della politica, pensò bene di fare cosa gradita aprendo indagini e processi a carico di Genchi.
Uno, quello ancora in corso, riguarda l’accusa a Genchi di avere, abuso d’ufficio, accumulato ai tempi dell’indagine Why not?, una serie di dati su cellulari intestati a parlamentari, sapete che i parlamentari non possono essere intercettati e non si può neanche acquisire informazioni sul traffico telefonico che compare nei tabulati telefonici, il tabulato è l’elenco delle telefonate che partono e arrivano a una certa scheda associata ovviamente a un telefonino e così si capisce chi telefona a chi, per quanto tempo, da dove parte la chiamata, non si sa naturalmente chi viene chiamato prima, chi viene chiamato dopo, ci sono le sequenze, gli incroci è questo che fa Genchi, non c’è il contenuto delle chiamate, ma naturalmente si può desumere dalla frequenza di certe chiamate anche il rapporto di intimità che c’è tra il chiamante e il chiamato e quindi questi dati sensibili a carico dei parlamentari non possono essere acquisiti perché il parlamentare ha l’immunità, salvo che il Parlamento autorizzi il magistrato a acquisire queste intercettazioni e questi tabulati.
Altra cosa, naturalmente, lo sappiamo benissimo, è se la voce del parlamentare viene intercettata mentre si controlla il telefono di un altro che parla con il parlamentare, in quel caso si parla di intercettazioni in diretta e è perfettamente legittima, ma per usarla contro il parlamentare, ci vuole comunque il permesso del Parlamento, lo stesso vale per i tabulati, naturalmente quando è che chiedi il permesso al Parlamento di poter usare i tabulati di un parlamentare? Quando inizia il processo perché è durante il processo che si fa un uso penale di certa documentazione.
Ma in ogni caso per mandare al Parlamento la richiesta di autorizzazione all’uso dei tabulati acquisiti, bisogna prima sapere che quei tabulati appartengono a un numero di telefono in uso a un parlamentare e come mai a sapere se un telefono lo usa un parlamentare o un normale cittadino? Mica lo individui dal prefisso, l’utente della scheda e del cellulare, quante volte uno si imbatte in un numero di telefono e come fa a riconoscere un telefono di un parlamentare dal telefono di un cittadino normale? Il prefisso è sempre lo stesso, non è che ci sono dei prefissi particolari per i parlamentari, soltanto quando sviluppi, vedi da dove partono le telefonate, vedi dove arrivano, puoi desumere che c’è un parlamentare, quindi li devi giustamente acquisire presso le compagnie telefoniche e soltanto dopo che hai cominciato a lavorarci, quindi a usarli, puoi capire che c’è un parlamentare dietro a quel numero, anche perché spessissimo sono intestati a società, altri sono intestati direttamente alla Camera, altri sono intestati direttamente addirittura a Ministeri, quindi come fai a sapere se un telefono intestato a un Ministero o a uno dei due rami del Parlamento è in uso a un segretario, a un usciere, a un agente della scorta, a un funzionario, a un dirigente, o se è in uso proprio al Ministro o al parlamentare? Devi fare delle indagini e questo è quello che hanno fatto De Magistris e Genchi e Genchi, come del resto De Magistris si trovano indagati per avere acquisito e usato tabulati di parlamentari, come se dotati di virtù divinatorie, potessero loro immaginare e già sapessero che i numeri di cui chiedevano alla Tim o alla Vodafone o a altri gestori il tabulano, erano intestati a parlamentari, è un processo totalmente incredibile, folle, paradossale, si pretende che il magistrato e il suo consulente siano lo spirito santo, riescano a individuare dal solo numero telefonico se appartiene o non appartiene a un parlamentare.
Tante inchieste, stesse ombre(espandi | comprimi) E’ un processo folle che credo finirà nel nulla anche per una semplice ragione: l’abuso in atti d’ufficio è stato riformato nel 1997 dal Parlamento italiano, una legge tra l’altro vergognosa, votata da quasi tutti i partiti, in questo modo: per essere ancora reato l’abuso d’ufficio, l’abuso commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio, deve contenere una finalità patrimoniale, ci devi guadagnare dall’abuso che fai. Se per esempio favorisci un tuo parente, la tua fidanzata, tua moglie, tuo figlio, un amico, un compagno di partito che poi ti dà in cambio un tornaconto, allora c’è l’abuso di ufficio patrimoniale, se invece fai semplicemente un atto abusivo, ma non c’è finalità patrimoniale, un atto illegale, illecito, indebito e non c’è una finalità patrimoniale, l’abuso d’ufficio non è più reato, allora anche se per assurdo e come dico è un assurdo, Genchi e De Magistris avessero disposto indebitamente l’acquisizione di quei tabulati perché già sapevano, preveggenti che i tabulati erano di telefoni intestati a parlamentari, il reato di abuso d’ufficio non può scattare perché? Perché non è che De Magistris o Genchi ci hanno guadagnato qualcosa patrimonialmente ad acquisire dei tabulati di parlamentari al massimo hanno avuto degli elementi in mano per indagare che non avrebbero potuto avere e che naturalmente se si fosse arrivati al processo, sarebbero stati immediatamente dichiarati nulli e inutilizzabili, in quanto acquisiti non secondo la legge, ma contro la legge, quindi anche se avessero fatto ciò di cui sono accusati, né Genchi, né De Magistris potrebbero mai rispondere di un reato che è iscritto completamente in maniera diversa da come invece sono andate le cose in quel caso, ma questo processo è ancora in corso e quindi si vedrà come andrà a finire davanti al Tribunale di Roma.
Invece l’altro processo nato da quella campagna forsennata contro Genchi, nemico dello Stato, nemico della Repubblica, nemico della democrazia, eversore, spione, ricattatore, raccoglitore di dossier e chi più ne ha, più ne metta, si è concluso mercoledì scorso, assoluzione piena, il più grave scandalo della storia della Repubblica come lo definì Berlusconi, per metà si è già sgonfiato ma nessuno naturalmente ha chiesto scusa a Genchi, nessuno di quelli che hanno detto o scritto quelle puttanate che vi ho letto prima, ha fatto retromarcia, ha ammesso di essersi sbagliato, ha detto di non farlo più, ha rimediato con articoli riparatori, chissà per esempio Pierluigi Battista se ci farà la grazia di riconoscere che non c’era nessun lugubre monumento alla devastazione della privacy, nuvola potenzialmente ricattatoria nel caso Genchi o quei giornali come Il Corriere e La Stampa che titolarono “un italiano su 10 nell’archivio Genchi” o altre scemate di quelle dimensioni, cosa ha stabilito il giudice?
Che Genchi è innocente, parola del Gup, del Tribunale di Roma Marina Finiti dall’accusa di accesso abusivo alla banca dati Siatel, quale era l’accusa? Che Genchi abbia interpellato abusivamente gli archivi informatici della Siatel per acquisire informazioni su Giorgio Riolo e Maddalena Carollo, chi sono? Giorgio Riolo è quel Maresciallo del Ros dei Carabinieri che fu accusato insieme a un altro, a Ciuro di essere una delle talpe nella Dda di Palermo e che fu poi arrestato e condannato in Cassazione, Maddalena Carollo era l’intestataria di una scheda telefonica che era stata fornita a Totò Cuffaro, questa era una prestanome, non si sa neanche se consapevole o meno, di quelle schede telefoniche che usava Cuffaro, sperando di non essere intercettato e chi gliele aveva date quelle schede “sicure” a Cuffaro, una delle quali intestata a questa Maddalena Carollo? Gliele aveva date Francesco Campanella, il mafioso legatissimo a Provenzano che faceva anche nei ritagli di tempo, il Presidente del Consiglio Comunale di Villa Abbate e era anche il leader dei giovani nazionali dell’Udeur, era il capo dei giovani mastelliani a livello nazionale, poi si è rivelato essere un mafioso, era quello che aveva procurato i documenti falsi a Bernardo Provenzano per la sua trasferta ospedaliera a Marsiglia per l’operazione alla prostata, poi è diventato collaboratore di Giustizia e è finito in galera.
Campanella fornisce a Cuffaro questa scheda “sicura” sicura fino a un certo punto perché poi viene smascherata nelle indagini proprio grazie alla capacità tecnica di Gioacchino Genchi e scopre che quella scheda era in uso a Cuffaro, vedete com’è difficile risalire al reale utente di un numero telefonico? Questo numero telefonico era intestato a questa Maddalena, era stato fornito da Campanella a chi? Al governatore della Regione Sicilia, immaginate quante indagini per riuscire a capire la trafila, per riuscire a capire alla fine chi era che faceva le telefonate con quella scheda. La scheda GSM serviva a coprire i contatti telefonici con Riolo e stiamo parlando, quindi, dell’inchiesta sulle talpe, un’inchiesta molto importante a cui Genchi, come a tante altre aveva collaborato, l’accusa si è rivelata infondata, assolto, interessante però capire perché ce l’avevano tanto con Genchi per avere lavorato così bene in quell’inchiesta?
Il perché lo potete capire anche voi, ci sono personaggi legati all’Udc , Cuffaro, al centro-destra sempre Cuffaro che poi è passato infatti con Berlusconi, giusto in tempo prima di finire in galera e anche a esponenti deviati delle forze dell’ ordine e l’inchiesta era nata da un rapporto del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Stefano Crociata e del Colonnello del Ros Pasquale Angelo Santo, lo scandalo Genchi monta mentre Genchi scrive, Antonio Massari su Il Fatto, sta collaborando con De Magistris nell’inchiesta Why not?, Genchi ha ricostruito un’anomala fuga di notizie nell’inchiesta Poseidone e in questi suoi report investigativi scrive “è dalle indagini sulla strage di Capaci che non provavo un simile imbarazzo” infatti Genchi che si era occupato anche dalle indagini sulla strage di Capaci lavorando per De Magistris, sospetta che la talpa, questa volta, sia il diretto superiore di De Magistris, il Procuratore capo che guarda un po’ la combinazione, dopo un po’ sottrae l’inchiesta Poseidone a De Magistris, sottrazione illegale scopriranno poi i magistrati di Salerno che dopo averlo scoperto verranno a loro volta trasferiti lontano da Salerno dal Csm e quindi anche l’inchiesta Why not?, poco dopo viene sottratta, sempre illegalmente secondo Salerno a De Magistris.
Nel marzo 2009 lo studio di De Magistris viene perquisito dal Ros e i giornali in quell’occasione, siamo con singolare tempismo, il 24 gennaio 2009 Berlusconi urla che sta per scoppiare il più grave scandalo della storia della Repubblica italiana, quindi quegli ultimi 60 anni, due mesi dopo uomini del Ros, bisogna sempre parlare di uomini del Ros perché il Ros è una cosa grossa, seria e importante, il reparto operativo speciale dei Carabinieri, all’interno del Ros ogni tanto ci sono alcuni tipetti mica male, due mesi dopo la sparata di Berlusconi parte il Ros e va a perquisire il maxiarchivio, come veniva definito dai giornali, quello con 6 milioni di dati, su 6 milioni di persone a Palermo e nei giornali si scrive che il maxiarchivio illegale di Genchi sono state intercettate milioni di persone e il Ministro Alfano lo definisce un grave pericolo per la sicurezza della Repubblica, naturalmente l’assoluzione dell’altro giorno, dimostra che Genchi tutto quello che ha fatto lo ha fatto nell’assoluta legalità, anzi ogni volta che Genchi fa un accertamento peritale, lo fa su mandato scritto del magistrato, non è che si inventa le cose da fare, tutti gli incarichi peritali del consulente tecnico del PM devono essere richiesti per iscritto, in modo che non resti nulla di misterioso, tutto documentato.
Nel frattempo Genchi, lo sapete, un mese fa, è stato cacciato dalla Polizia di Stato per ordine del Capo della Polizia Manganelli, anche lì su richiesta pressante di molti politici che se lo volevano levare di torno e è stato destituito dalla Polizia, è la sanzione più pesante ovviamente, gli hanno levato i gradi e l’hanno buttato fuori, è un trattamento che non hanno subito neanche i poliziotti aguzzini, condannati per le violenze al G8 di Genova o condannati per altri episodi di sevizie e di torture, Genchi che non ha mai torto un capello a nessuno, ma ha fatto solo quello che gli chiedevano i magistrati, e l’ha fatto bene, è stato destituito dalla Polizia , quindi non è più un poliziotto, nel suo blog su Ilfattoquotidiano.it scrive “si è conclusa alle 15,15 un’udienza preliminare del processo a mio carico tenuta dal Gup Marina Finiti, il processo è stato aperto per i presunti accessi abusivi alla Siatel oggetto delle contestazioni della Procura di Roma, formulate nel marzo 2009, sempre 2 mesi dopo la sparata di Berlusconi in contestualità con la perquisizione del Ros, con la perquisizione e il sequestro del mio archivio. Alla base delle indagini il rapporto del direttore dell’agenzia delle entrate e gli accertamenti del Ros. Mi erano state contestate le attività di accertamento nei processi più importanti degli ultimi anni, tra questi interrogazione, interpello di quella banca dati relativa al nominativo del Maresciallo del Ros, anche esso, Giorgio Riolo, poi arrestato e condannato dalla Cassazione come talpa nella Dda di Palermo e quello su Maddalena Carollo, la fantomatica intestataria della scheda GSM coperta fornita all’allora Presidente della Regione Cuffaro da Francesco Campanella, per i contatti riservati con Riolo e con un altro ex Maresciallo dei Carabinieri, poi entrato in politica credo nell’Udc Massimo Zucchelli. Grazie alla difesa dell’Avvocato Fabio Repici, ci scrive sempre Gioacchino Genchi, ho dimostrato la legittimità di tutti gli accessi alla Siatel, necessari per l’identificazione dei soggetti poi indagati e condannati per gravissimi reati, dall’omicidio alla strage, dal traffico di stupefacenti alla mafia, dai vari tribunali e Corte d’Assise che avevano utilizzato le risultanze del mio lavoro in quasi tutta Italia, dove una breve camera di consiglio di pochi minuti e dopo un calvario giudiziario di oltre due anni, il Gup Marina Finiti ha pronunciato la sentenza “il fatto non sussiste”. Ormai anche i bambini, commenta Genchi, hanno capito che la montatura del cosiddetto caso Genchi dopo le anticipazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi che mi aveva definito il più grande scandalo della storia della Repubblica, serviva solo a bloccare la mia collaborazione con l’autorità giudiziaria nelle più importanti inchieste che si stavano facendo in Italia, nonostante tutto non ho mai perso la mia fiducia nella giustizia, mi sono presentato al Giudice e mi sono fatto processare come loro volevano, la cosa che mi rende più orgoglioso è che anche il Pubblico Ministero di udienza che non è lo stesso evidentemente che aveva fatto quella meravigliosa indagine, la Dott. Ssa Maria Cristina Palaia ha chiesto la mia assoluzione con formula piena.” Sapete qual è il risultato? Il risultato è che Genchi non è più poliziotto in seguito alla campagna di diffamazione e di calunnia e ha perso, anche da privato cittadino, consulente tecnico, titolare di una società specializzata in consulenze tecniche delle procure, gran parte delle sue consulenze, perché? Perché ci vuole un bel coraggio da parte dei magistrati a affidare ancora le consulenze tecniche di indagine a uno che è indagato e addirittura imputato a Roma per avere violato la legge, quindi Genchi ha perso molto del suo lavoro, da un lato ha perso il lavoro in Polizia e dall’altro ha perso il lavoro che svolgeva in aspettativa della Polizia di consulente tecnico di moltissime procure e tribunali.
Dico questo non perché pensi che ci sia stato un complotto a danno di Genchi, c’è stata una campagna violentissima della politica, quasi concentrica, c’è stata un’indagine sbagliata della Procura di Roma, forse per compiacere i politici, questo non lo so perché è un processo alle intenzioni, lo penso, penso che sia stata per compiacere tutti quei politici che lo volevano sotto indagine, ma nessuno di tutti quelli che parlano di errori giudiziari, di quelli che ogni volta che viene o prescritto o magari assolto con varie formule tutt’altro che limpide un potente, urlano subito: e adesso chi paga? Chiedetegli scusa, restituitegli quello che gli è stato tolto, gli avete rovinato la vita, caso Tortora! Questo non è un caso Tortora perché per fortuna Genchi non è mai stato arrestato e per fortuna gode anche ottima salute, ma certamente ha subito un danno nella sua reputazione, ha subito un danno nel suo lavoro e ha subito un danno anche nel suo orgoglio perché immaginate un poliziotto che vede continuare a far carriera in Polizia gente condannata per avere torturato ragazzi innocenti, tipo quelli del G8, che si vede invece lui cacciato dalla Polizia, dopo avere servito né più e né meno lo Stato italiano per tutti questi anni, forse meriterebbe qualche articoletto, forse meriterebbe le scuse di qualcuno e forse chi, con tanta leggerezza parla di errori giudiziari quando riguardano sé stesso, dovrebbe cominciare a rendersi conto che i processi si fanno per vedere se uno è colpevole o è innocente, quando poi si stabilisce che tizio era innocente, bisogna andare a vedere come era nata l’indagine, perché ci sono molte indagini che nascono quando sembra che veramente uno potrebbe essere il colpevole e poi durante il corso del procedimento si scopre che invece, magari non lo era, a questo serve la giustizia, questa però non è un’indagine nata quando sembrata che Genchi avesse commesso dei reati, perché lo si sapeva benissimo anche nel gennaio 2009 quando Berlusconi lo definì il più grave scandalo della storia repubblicana che Genchi non aveva commesso nessun reato, bastava andare a vedere le carte.
Andatevi a prendere i passaparola, gli articoli che abbiamo scritto nel 2008/2009 quando partì l’attacco a Genchi in simbiosi con l’attacco a De Magistris, in simbiosi con l’attacco ai PM di Salerno Nuzzi e Verasani e Apicella che stavano indagando sul complotto, quello sì, che aveva portato a espropriare De Magistris delle sue inchieste a Catanzaro e vi renderete conto che c’erano già allora gli strumenti per capire dove stava la verità, poi non discuto, uno può anche aprire un’indagine e dopo 3 anni non presentarsi in udienza, mandarci un altro che chiede l’assoluzione dell’indagato, fa parte della fisiologia, ma se non ci fosse stato quel fuoco di sbarramento concentrico contro Genchi, probabilmente quell’indagine non sarebbe mai iniziata, probabilmente Genchi sarebbe ancora in Polizia, probabilmente continuerebbe a essere il consulente di gran parte delle Procure dei tribunali per la semplice ragione che è bravo e ci azzecca e bisognerebbe anche interrogarsi su un’altra cosa: ma se per farlo fuori hanno impiegato quell’enorme dispendio di energie e di balle, cosa c’era che non doveva saltare fuori nelle inchieste Why not?, Poseidone e limitrofe?
Guardate che nelle indagini che sono state strozzate sul nascere dopo che le hanno tolte dalle mani di De Magistris e di Genchi e anche di altri che lavoravano lì, che lavoravano in quell’indagine nazionale a De Magistris, c’erano personaggi che guarda un po’, sono venuti fuori in altre indagini! Alcuni sono venuti fuori nelle indagini sulla cricca della protezione civile, altri sono venuti fuori nelle indagini sulla p3 che hanno portato a indagare e/o a arrestare Carboni, Lombardi, Verdini, Dell’Utri, quella nuova Loggia p2 aggiornata ai giorni d’oggi e un altro personaggio sul quale stavano lavorando nell’indagine "Why not?", Luigi Bisignani già piduista, già pregiudicato per la maxitangente Enimont, ora di nuovo attenzionato dalla Procura di Napoli nell’indagine di Woodcock. Erano tutti personaggi che evidentemente fino a 3 anni fa erano molto ben coperti, al punto che appena qualche Magistrato si avvicinata o qualche consulente si avvicinava a loro e ai loro telefoni saltava immediatamente in aria, forse l’indagine Why not? e l’indagine Poseidone attendono ancora di essere scritte e sappiamo esattamente per colpa di chi non hanno potuto arrivare fino in fondo e sappiamo anche che, per non farle arrivare fino in fondo si è fatta strage dei diritti della reputazione dell’immagine dell’orgoglio, onestà, della carriera lavorativa di persone come Gioacchino Genchi, passate parola.
Buongiorno a tutti, non possiamo certamente seguire il Cavaliere nei suoi deliri quotidiani, ieri le uscite sul Caso Mondadori, però lì devo dire un po’ di verità l’ha detta quando ha parlato di rapina a mano armata, il problema è che la mano è la sua e la rapina l’ha fatta lui 20 anni fa, i suoi Avvocati Previti, Pacifico e Acampora versavano 420 milioni in contanti al Giudice Vittorio Metta in cambio della sentenza comprata che annullava il lodo Mondadori e consegnava la Casa Editrici a Berlusconi fregandola a De Benedetti, quindi il rapinatore è Berlusconi, il rapinato è De Benedetti.
Privati corruttori e pubblici ladroni(espandi | comprimi) C’è una sentenza definitiva in sede penale che condanna gli Avvocati corruttori e il giudice corrotto, Berlusconi tanto per cambiare ottenne l’impunità grazie alla concessione delle attenuanti generiche che dimezzarono i termini di prescrizione Ma nella sua sentenza e in quelle sui suoi coimputati condannati, viene definito il privato corruttore nell’interesse del quale avvenne il mercimonio giudiziario, quindi se c’è una cosa definita ormai definitivamente, mi scuso per il gioco di parole, è proprio che la Mondadori l’ha scippata lui a De Benedetti e infatti l’anno scorso il Giudice Mesiano l’ha condannato in primo grado, lui e la Fininvest, a restituire a De Benedetti 750 milioni di Euro in sede civile sapete che se uno è condannato a pagare, ne so qualcosa, deve farlo subito e se poi in appello la sentenza viene ribaltata o l’importo viene ridotto, ti fai dare indietro i soldi, invece per lui fu sospesa l’immediata esecutorietà della sentenza e quindi la Fininvest non ha dovuto scucire neanche un Euro. Il problema è che poi lo dovrà fare se la condanna verrà confermata, magari anche con una piccola riduzione dell’importo in appello e la sentenza d’appello è attesa per il 4 maggio e quindi Berlusconi, come al solito, ha cercato in tutti i modi di intimidire, di minacciare i giudici della Corte d’Appello civile di Milano che da qui a qualche giorno faranno la sentenza di appello, perché è ovvio, immaginate cosa potrebbe succedere in borsa ai titoli del gruppo Berlusconi, se si sapesse che deve sborsare centinaia di milioni di Euro. Se fosse così si tratterebbe semplicemente di un risarcimento riferito a uno scippo di 20 anni fa, lui tenta di buttarla in politica, ma la politica non c’entra niente perché nel 1991, Berlusconi non era in politica, De Benedetti non era del PD perché non c’era neanche il PD, erano due imprenditori privati che si facevano la guerra e Berlusconi in questa guerra usava la frode. Ma non si può inseguirlo, oggi per esempio è andato al processo Mediaset, ha fatto un po’ di show con queste immonde scene di tifoserie sotto il Tribunale di Milano, una cosa veramente ripugnante, tra l’altro segnalo a quelli che magari anche in buonafede continuano a andare sotto il Tribunale a manifestare contro Berlusconi, che lui non aspetta di meglio, le sue tifoserie dall’altra parte sono fatte apposta per attirare tifoserie contrarie, in modo da poter paralizzare i processi con una richiesta di rimessione a altra sede, a Brescia per legittimo sospetto in quanto si potrebbe sostenere che a Milano non c’è la serenità necessaria per giudicarlo. La Legge Cirami, che ha ripristinato il legittimo sospetto nell’ordinamento italiano, è ancora in vigore, è stata varata nel 2002 e purtroppo il centro-sinistra non l’ha cancellata quando è andato al potere nel 2006 e quindi ancora oggi ci sono imputati che per perdere tempo fanno istanza di legittimo sospetto e di rimissione del processo a altra sede per ragioni di ordine pubblico. Se si continua a berciare sotto il Tribunale di Milano, sicuramente gli Avvocati di Berlusconi useranno anche questa arma per paralizzare e rinviare i processi alle calende greche, andrebbero lasciati soli questi tapini, per lo più precettati, che vanno lì a manifestare in favore dell’imputato, ma oggi è andato a sproloquiare al processo Mediaset e ha parlato del processo Ruby, dicendo che lui pagava Ruby. Questa è nuova ed è anche bellissima, un colpo di scena, di teatro, lui pagava lui affinché lei non si prostituisse, infatti sapete che quando la fece “liberare” dalle grinfie della Questura di Milano spacciandola per la nipote di Mubarak, la fece affidare alla Minetti che appena uscita la affidò subito a una prostituita e questa naturalmente è la prova che lui voleva a tutti i costi sottrarla al marciapiede, infatti la Minetti la affidò a una prostituta e quindi fu un grosso salvataggio e lui continuò a darle dei soldi e lei continuò a andare a Arcore dove si tenevano i Bunga, Bunga, proprio perché lui voleva salvarla dalle grinfie di questi vecchi bavosi che volevano costringerla a prostituirsi e a fare i Bunga, Bunga. Siamo ormai nella psichiatria, capite è un caso di dissociazione, credo che lo chiamerebbero così gli esperti, ma anche di proiezione, nel senso che lui accusa gli altri di quello che fa lui, sono patologie di una certa gravità, credo che se ne stiano cominciando a accorgere anche i suoi, visto che persino sui giornali a lui vicini si ipotizza che lui sia bollito, altro che bollito, bollito e malato come diceva già sua moglie, mentre raccontava anche che lui frequentava minorenni, ma non inseguiamolo nei suoi deliri, le case a Lampedusa, i campi da golf sulla pietraia dell’isola più brulla che si ricordi, lasciamolo delirare, non possiamo farci il sangue marcio oltre misura. Vediamo invece un tema che ha tirato fuori Il Fatto Quotidiano questa settimana con ben 3 scoop nello stesso giorno, venerdì, è l’eterno tema della cosca dei partiti che continuano a fare il bello e il cattivo tempo con i nostri soldi, sempre più soldi nostri vanno a finire di riffa o di raffa direttamente o indirettamente per la via piana o per la via tortuosa nelle tasche della cosca. La prima notizia sono i voli di Stato che i nostri Ministri continuano impunemente a usare per i fatti loro, non per scopi istituzionali, ma per i fatti loro, ricorderete che nel 2007, se non erro, grazie a uno scoop de L’Espresso si scoprì che i Ministri Mastella e Rutelli avevano preso l’aereo di Stato per andare a Gran Premio di Monza e giustamente, anche perché c’erano delegazioni con familiari etc., si gridò allo scandalo, non è che uno scandalo annulla l’altro, quindi quello era uno scandalo, anche se magari non penalmente rilevante. Tant’è che il Governo Prodi, varò dopo quello scandalo una circolare che disciplinava i voli di Stato e li restringeva soltanto alle 4 massime cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente della Camera e del Senato, Presidente del Consiglio, se non erro, esclusivamente quando si muovevano per scopi istituzionali e poi ogni altra figura diversa dalle 4 cariche dello Stato, avrebbe potuto prendere un volo di Stato, soltanto in casi eccezionalissimi che venivano comunque disciplinati da quella circolare, infatti ci fu un crollo delle spese per i voli di Stato, dopo vediamo le cifre. Adesso nel 2008, quando Berlusconi è tornato, è subito esploso lo scandalo dei voli tra Ciampino e Olbia, era una specie di navetta, di ponte aereo per trasportare lui le sue ragazze, Apicella, ballerine, cantanti, alcune mignotte anche, e allora allargò di nuovo le maglie con una nuova circolare Palazzo Chigi che consentiva praticamente, metteva le ali blu a tutti quelli che gli pare a lui e è ricominciato il giochino a spese nostre. L’altro giorno abbiamo beccato, grazie a Gianni Barbacetto, il Ministro La Russa volare da Roma a Milano e ritorno per una missione istituzionale di altissima delicatezza, la partita Inter – Shalke 04, finita tra l’altro tragicamente per lui e per gli interisti, abbiamo dato anche gli estremi del volo, ha preso da Roma alle 18,30, quindi tutto proprio sul filo del rasoio un P180 dell’arma dei Carabinieri, è arrivato giusto, giusto allo Stadio Meazza per la partita, presa la scoppola ha ripreso un altro aereo, stavolta dell’Aeronautica militare un MM62210 e è rientrato felicemente a Roma per la notte. Il MoVimento Cinque Stelle ha denunciato a Cuneo un caso quasi analogo e cioè l’avanti e indietro del Ministro Calderoli all’aeroporto di Levaldigi, quello di Cuneo, cosa ci fa Calderoli bergamasco a Cuneo? A Cuneo c’è la sua fidanzata, la sua compagna, Gianna Gancia che naturalmente è Presidente della Provincia di Cuneo e lui fa la spola ogni tanto tra Roma e Cuneo per un ricongiungimento familiare, il problema è che lo fa, pare secondo questa denuncia del Movimento Cinque Stelle a spese nostre, lui sarebbe il Ministro della semplificazione, oltre che naturalmente il Ministro della Lega che combatte contro Roma ladrona e i privilegi della casta, invece per esempio il Movimento Cinque Stelle ha scoperto che il 19 gennaio mattina all’aeroporto di Cuneo è atterrato un volo di Stato con a bordo il Ministro Calderoli, il sobrio Ministro Calderoli, il tagliatore di leggi e di sprechi e poi tre ore dopo, una cosa veloce, rapidissima, svelta, è rientrato nella capitale, ci sono interrogazioni parlamentari. Adesso vedremo come risponderanno alle notizie che abbiamo pubblicato. Calderoli non si è neanche degnato di dare una risposta, mentre invece La Russa ha risposto, ha risposto così: capisco che ogni cosa faccia io sia sotto i riflettori, ma state tranquilli che i miei comportamenti da questo punto di vista sono irreprensibili, l’interrogazione parlamentare, ne ha fatta una l’Italia dei Valori, avrà la risposta che merita anche perché basta verificare, il giorno della partita tornavo dall’Afghanistan con voli programmati da tempo Roma – Milano, inoltre per qualunque movimento io faccia, a prescindere da questo caso, motivi di sicurezza mi impongono anche contro la mia volontà di non usare voli di linea, è costretto a prendere il volo di Stato per andare a Milano a spese nostre e vedere la partita, è costretto, vorrebbe tanto prendere un volo di linea anche perché sapete che i Ministri viaggiano gratis sui voli di linea e sui treni in Italia, però non li prendono e prendono i voli di Stato e sono costretti, dice La Russa, per motivi di sicurezza, perché naturalmente se sale su un aereo normale, evidentemente la gente gli mette le mani addosso, credo non sia mai capitato ma comunque proprio per evitare questo rischio teorico, loro si sono costretti da soli, perché la circolare l’hanno fatta loro, si sono auto costretti a volare con volo ad hoc, con volo militare che non è un volo militare previsto sulle rotte, è un volo militare che parte quando glielo dicono loro, arriva quando glielo dicono loro e poi riparte quando glielo dicono loro e ritorna quando glielo dicono loro, quindi è un volo ad personam, non è un volo che volerebbe lo stesso, è un volo che vola perché loro glielo chiedono e dicono: “siamo costretti”.
Ladroni televisivi e ladroni di partito(espandi | comprimi) Terza notizia di casta, data da Il Fatto Quotidiano, il nuovo programma di Vittorio Sgarbi.Quest’ultimo è Sindaco di Salemi, è Sovrintendente, addirittura ha l’incarico del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, sapete che è stato definitivamente condannato per truffa ai danni dello Stato, dei Beni Culturali perché quando lavorava una volta a quella Sovrintendenza, credo per quasi due anni, si sia presentato al lavoro un paio di giorni, era sempre in malattia, poi si è scoperto che i certificati medici erano farlocchi, tant’è che mentre era malato per la Sovrintendenza, faceva quotidianamente Sgarbi Quotidiani su Canale 5, quindi era malato per lavorare alla Sovrintendenza, ma non per lavorare in televisione, quindi avendo truffato il Ministero dei Beni Culturali ha avuto un posto di prestigio nei Beni Culturali e proprio a Venezia, proprio hanno preso l’uomo giusto e l’hanno messo al posto giusto per valorizzare le sue competenze anche specifiche su quel territorio. Quindi un signore che fa il Sindaco a Salemi, fa il Sovrintendente quindi per conto del Governo, dello Stato italiano, condurrà un programma, è leader di un movimento politico che porta il suo nome, per la RAI, programma per la RAI che non sappiamo quanti soldi porterà di introiti alla RAI, sappiamo però quanti ne toglierà, solo per lui è previsto un contratto, tenetevi forte, da 200 mila Euro a puntata, sapete che si è molto discusso sul fatto che conduttori sgraditi al governo guadagnano e guadagnano anche bene, Santoro credo 600 mila Euro all’anno lordi, la Gabanelli 150 mila Euro all’anno, Sgarbi guadagnerà in una puntata più di quello che guadagna Milena Gabanelli in un anno e quante puntate fa la Gabanelli in un anno? Di solito fa 3 serie da 8 puntate, quindi fa almeno una ventina di puntate di Reporter, bene Sgarbi per una puntata guadagnerà più di quello che guadagna Milena per 20, e di puntate Sgarbi ne farà 5, quindi per 5 puntate il sabato sera in prima serata, porterà a casa un milione di Euro e in più dice che però regalerà gratis alla RAI 60 ospitate all’anno in altri programmi, quindi ce lo dobbiamo cucciare pure per 60 volte in altri programmi sparsi, compresi in questo megacontrattone che gli fanno, naturalmente il programma poi non prevede che si paghi lui perché è un programmone che dura due ore e mezzo e quindi costerà, voglio essere preciso perché stiamo parlando del servizio pubblico, 8 milioni di Euro per 5 puntate, è una bella cifretta se ci aggiungete quello che ci costano altri programmoni come quello di Giuliano Ferrara per esempio che sta precipitando negli ascolti o quello che ci costa Minzolini, non solo con il suo stipendio, ma anche poi, sapete che c’è questa carta di credito semovente, una carta di credito che vive di vita propria nel senso che magari lui risulta presente in RAI a Roma e la carta di credito striscia a Dubai, mi pare, a Marrakech, la carta di credito si muove a prescindere da Minzolini, questo è quello che risulta, adesso c’è un’indagine della Procura di Roma, un’indagine della Corte dei Conti, anche questo cos’è? Se non un modo per far pagare ai cittadini italiani alcuni trombettieri di Berlusconi che si è stufato evidentemente di pagarli nelle sue reti e nei suoi giornali, anche perché poi dovevano risarcire i danni alle persone che diffamavano, allora cosa si fa? Li si fa pagare ai cittadini italiani, tramite la RAI, la “concorrenza”. Dicevamo della casta, non è mica finita perché questa settimana, domani, va in discussione alla Commissione affari costituzionali della Camera, una vecchia proposta di legge che alla chetichella, sapete che in Parlamento vengono presentate montagne di proposte di legge, poi il Parlamento è quasi sempre chiuso, quindi raramente vengono poi discusse, le si presenta soprattutto per far vedere di esistere, ci sono questi parlamentari, questi peones che ogni tanto devono dare spiegazioni anche in famiglia su cosa fanno a Roma, visto che non risulta che facciano mai nulla, allora ogni tanto presentano una proposta di legge possibilmente originale, in modo da andare sui giornali, poi fortunatamente il Parlamento è chiuso, quindi fa pochi danni e quando apre è solo per ratificare i decreti del governo, quindi praticamente il Parlamento non esiste più. Purtroppo invece questa che sembrava una boutade di alcuni peones dei vari partiti, perché è una proposta firmata congiuntamente dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari presenti in Parlamento, invece questa, guarda un po’, va in discussione domani e perché? Perché prevede il più che raddoppio dei già enormi finanziamenti pubblici che i partiti incassano ogni anno, ho usato il termine “finanziamenti pubblici” apposta, perché? Perché loro quando li hanno reintrodotti in barba al referendum del 1993 che li aveva aboliti, gli hanno cambiato il nome, sapete che li hanno chiamati rimborsi elettorali e poi li hanno quantificati in una cifra talmente enorme che praticamente ogni anno copre più del doppio di quello che i partiti spendono per le elezioni nazionali, comunali, regionali, provinciali, circoscrizionali e europee, per quanto spendano non riescono a coprire neanche la metà di quello che incassano, questo è quello che ha denunciato la Corte dei Conti l’anno scorso in una famosa relazione di fine anno. Adesso non bastando ancora il fatto che già si intascano il doppio di quello che spendono per le spese elettorali, visto che la legge dice che quelli sono rimborsi per le spese elettorali, vogliono raddoppiare ulteriormente, non è che lo fanno dicendo “raddoppiamo il finanziamento pubblico che abbiamo camuffato dal rimborso elettorale” no, si sono inventati un altro escamotage, una roba proprio da gioco delle tre carte alla napoletana. I partiti avranno delle fondazioni culturali, non una per partito tra l’altro, in ciascun partito ci possono essere varie fondazioni, certo c’è la fondazione di D’Alema, di questo, di quell’altro, di Bersani, dall’altra parte la Fondazione di... ci sarà anche una fondazione di Stracquadanio, volete che non ci sia una fondazione culturale di Stracquadanio questo pozzo di scienza che avete visto all’opera l’altra sera a Anno Zero, questo autodidatta del diritto costituzionale, ciascuno avrà le sue fondazioni e le fondazioni chi le paga? Noi! La norma è furbetta, la norma non si chiama “finanziamo i partiti con la scusa delle fondazioni” altrimenti capirebbero tutti, si chiama “disciplina dei partiti politici in attuazione dell’Art. 49 della Costituzione e delle fondazioni politico – culturali”. Ci infilano sempre che loro devono attuare la Costituzione, pensate, la Costituzione entra in vigore nel 1948, siamo nel 2011 e loro si ricordano che devono attuare l’Art. 49 della Costituzione, dove naturalmente non c’è scritto niente di quello che loro fanno, anzi nella Costituzione ci sarebbe scritto che quando si fanno i referendum, poi la volontà degli elettori deve essere rispettata, invece se ne fottono! Cosa fanno attuando etc.? Regalano a queste fondazioni per ora fantomatiche, ma vedrete che prolifereranno come nelle conigliere, 185 milioni di Euro all’anno, oggi i partiti si acchiappano 170 milioni all’anno per “rimborsare” le spese elettorali delle varie elezioni locali, nazionali e europee, lo fanno ogni anno per 5 anni, anche se la legislatura dura un anno, anche se la legislatura finisce dopo uno, due, tre, quattro anni, anticipatamente, i partiti prendono i soldi come se durassero 5 anni, quindi ci sono degli anni in cui prendono il finanziamento per la vecchia legislatura e il finanziamento per la nuova legislatura, per loro i quinquenni durano anche solo due anni, però costano come i quinquenni, come con 5 anni. Quindi ogni anno beccano 170 milioni di Euro e dato che la scorsa legislatura iniziata nel 2006 e finita nel 2008 avrebbe dovuto naturalmente concludersi nel 2011, nel 2008 quando è iniziata quella nuova, nel 2009 e nel 2010 anche in questo 2011 i partiti beccano il doppio, perché? Perché solo quest’anno si conclude ufficialmente la legislatura iniziata nel 2006, però c’è anche in corso quella iniziata nel 2008, quindi già beccano 170 +170 all’anno, negli anni buoni, puliti, ne beccano 170, adesso con questa norma, se passa domani in Commissione e poi in aula e il Senato la conferma, prenderebbero altri 185 milioni di Euro all’anno camuffati da finanziamenti alle fondazioni.
Vi dicevo che ci sono peones tra i firmatari di questa legge, li citiamo a futura memoria: per l’Udc Savino Pezzotta, l’ex sindacalista, per i Responsabili tale D’Anna, per l’Idv tale Di Stanislao, per i transfughi dei finiani che non sono andati dei responsabili che stanno nel gruppo misto, Luca Barbareschi che però quando ha fatto questa proposta stava in Futuro e libertà, e poi ci sono 5 deputati del Pdl e diversi deputati del PD, tra i quali l’unico molto conosciuto è Ugo Sposetti. Ugo Sposetti era il tesoriere dei DS, era nel senso che i DS non ci sono più perché sono confluiti nel PD, ma lui continua a fare il tesoriere dei DS, perché i DS non hanno mica conferito il loro patrimonio dentro il PD, no, il patrimonio immobiliare l’hanno infilato in una fondazione che è tutt’ora custodita da Sposetti che si guarda bene dal mettere i beni in comune con gli ex della Margherita che hanno dato vita insieme al PD, perché non si sa mai! Si sono tenuti le case, ciascuno per conto suo, quindi è un grande cultore delle fondazioni, Sposetti dice che del referendum chi se ne frega, anzi se non arrivano soldi ai partiti vincerà sempre Berlusconi, supersonica cazzata visto che Berlusconi quando c’era Prodi ha perso due volte su due e Berlusconi aveva sicuramente molti più soldi del centro-sinistra e poi dato che non sa più a che santo votarsi, dice che il suo modello è la Germania, che si fa così anche in Germania.
Le vittime alzano la voce(espandi | comprimi) In attesa di vedere se i partiti confermano di essere d’accordo con i loro rappresentanti, sicuramente il PD è sempre stato favorevole alla truffa dei rimborsi elettorali, il Pdl non parliamone, l’Udc non parliamone, è stupefacente che ci sia uno dell’Idv, bisognerà vedere e lo potrà fare soltanto Di Pietro o il capogruppo Donadi se è l’iniziativa isolata di un avventizio o se invece hanno cambiato posizione.Perché invece loro avevano sempre votato contro qualsiasi tipo di aumento dei finanziamenti più o meno camuffati, ma in attesa di capire se tutti i partiti, i cui rappresentanti hanno firmato questa proposta la condividono e la portano avanti, è interessante sapere se è vero o non è vero che questa legge ci adegua al modello tedesco, naturalmente non è vero, non è vero primo perché in Germania non c’è stato nessun referendum che abbia abolito il finanziamento pubblico dei partiti, quindi in Germania non hanno vincoli, in secondo luogo i partiti in Germania sono rigidamente disciplinati per quanto riguarda l’uso dei finanziamenti che ricevono i partiti, se un partito presenta bilanci discutibili o si dimentica di registrare a bilancio anche un contributo di un cioccolatino, ci sono sanzioni durissime che arrivano addirittura all’esclusione di quel partito dall’accesso ai finanziamenti pubblici, c’era un partito neonazista in Germania, è fallito perché? Perché le sanzioni dovute al fatto che aveva presentato bilanci allegri, l’hanno affamato, ha smesso di ricevere finanziamenti pubblici per due o tre anni e è fallito questo partito e la stessa cosa può succedere in Germania quando all’interno dei partiti non si rispettano le regole democratiche di selezione della classe dirigente e delle candidature, quindi ti do i finanziamenti pubblici, se sei un partito che rispetta le regole al suo interno e che presenta bilanci trasparenti, se non fai tutto questo non prendi i soldi e chiudi, anche se la gente ti voterebbe, chiudi!
In terzo luogo, lo fa notare Stella, il sistema tedesco prevede intanto che i partiti debbano finanziarsi con i contributi dei loro elettori, sottoscrizioni, Obama è stato eletto solo con i contributi privati della gente, non i contributi dei miliardari, non è mica necessario rivolgersi ai miliardari, puoi anche rivolgerti alla gente normale, alla gente comune e chiedere mandami un Euro, mandami due Euro, mandami 5 Euro con il sistema degli sms, si può fare di tutto per farlo naturalmente bisogna essere popolari, amati dalla gente, bisogna suscitare delle speranze nella gente, bisogna presentare delle idee nuove che interessino la gente e la gente dice: bene, lo sostengo, ho pochi soldi? Gli do 10 Euro, 5 Euro, 20 Euro, 100 Euro e la somma di tanti piccoli contributi fa il grande fondo che ha consentito a Obama di essere eletto contro chi evidentemente rappresentava ben altre lobby, in Germania è la stessa cosa, ci sono molti contributi privati, anche piccoli, ma numerosi, quindi enormi, ai partiti, tant’è, scrive Stella, che e questo lo dice addirittura un dossier che ha fatto la nostra Camera, comparando i sistemi di finanziamento dei partiti nei vari paesi d’Europa, in Germania le fondazioni fanno assegnamento su risorse proprie e perseguono finalità specifiche estranee al diretto confronto politico e comunque vale la regola che ogni partito non può ricevere finanziamenti pubblici superiori a quelli privati, ecco perché è importante essere molto popolari, molto amati dai propri elettori e ricevere contributi dai propri elettori, perché se non ricevi soldi dai tuoi elettori che non ti vogliono mantenere, ti vogliono morto, tu non puoi avere neanche fondi pubblici, tu hai diritto di sopravvivere in quanto sei sostenuto dalla tua base, allora puoi anche chiedere contributi allo Stato, ecco perché è importante avere presente quello che succede negli altri paesi, perché è facilissimo farsi prendere in giro da questi signori che dicono: Germania, uno dice chi lo sa cosa succede in Germania, succede questo, se la gente non ti vuole e non ti finanzia, tu non puoi mettere le mani neanche su un Euro dello Stato e se anche alla fine riesci a prendere dei finanziamenti pubblici, devi stare molto attento nella gestione del tuo partito, finanziaria e di democrazia interna, perché i soldi come ti arrivano, ti possono essere tolti e ti ficcano delle multe tali che puoi fallire, ecco cosa succede in Germania! Noi in Italia facciamo a modo nostro, referendum, abolito il finanziamento dei partiti, ritorna cacciato dalla porta dalla finestra, travestito da rimborso elettorale, il rimborso elettorale viene continuamente aumentato di valore, poi si stabilisce nel 2002, addirittura il suo raddoppio, poi nel 2006 si decide come vi spiegavo prima, che il rimborso continua a arrivare anche se la legislatura è finita, e nel frattempo ne è cominciata un’altra così arriva doppio, poi arriva anche negli anni in cui non ci sono elezioni, perché è un forfait e adesso altro raddoppio, arriviamo quasi a 350 milioni l’anno, il che significa, moltiplicate per i 5 anni di una legislatura, una cosa mostruosa, 1.400.000.000, più altri 350, sfioriamo i 2 miliardi di Euro a legislatura, per mantenere i partiti che non dovrebbero prendere un soldo, vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Vi rendete conto del fatto che la scuola avrà nei prossimi 4/5 anni tagli per 7/8 miliardi, stiamo parlando dello stesso periodo di 1/3 dei tagli alla scuola, i fondi ai partiti, il Fus (fondo unico per lo spettacolo) erano poche centinaia di milioni, che con i tagli viene affamato anche se adesso hanno recuperato qualcosa aumentando un po’ le accise del benzina, questo è l’importo, stiamo parlando di 1/10 della manovra anticrisi da 20 e passa miliardi che naturalmente non tiene conto di tutti gli altri costi della casta.
Stella calcola, secondo un dossier della U.I.L., che ormai in Italia le persone che dipendono direttamente o indirettamente dalla politica, dai contrattini clientelari fatti dai politici fino ai costi naturalmente dei Ministeri, della Camera, del Senato, di Palazzo Chigi, del Quirinale, delle Province, delle Regioni, dei comuni, delle circoscrizioni e delle Comunità Montane in tutto 1.300.000 italiani che vivono direttamente o indirettamente di politica, le municipalizzate, la società miste etc. e costano 18 miliardi all’anno, se poi ci aggiungete pure 2 miliardi a quinquennio dei partiti e poi le auto blu e poi i voli di Stato, stiamo parlando di cifre enormi che veramente incidono sulle tasche dei cittadini, non stiamo parlando di poca roba, stiamo parlando di cifre spaventose, quando uscì il libro “La Casta” 4/5 anni fa, tutti vi ricordate: riduciamo, tagliamo, facciamo, tant’è che l’anno scorso preparando i conti di quest’anno il Ministro Tremonti aveva stabilito addirittura di tagliare del 50% i rimborsi ai partiti, di dimezzarli, visto che erano il doppio rispetto al fabbisogno, secondo la Corte dei Conti, poi quel 50 è diventato il 10, ma non subito, mentre gli stipendi pubblici venivano e sono stati ridotti e bloccati da subito, i fondi ai partiti cominceranno a essere tagliati del 10% nel 2013, cioè nella prossima legislatura! Questi parlamentari tagliano i fondi a quelli della prossima legislatura, mica a sé stessi, non possono mica tagliarsi i fondi da soli, sarebbe conflitto di interessi, sarebbe una legge ad personam e loro sono contrari alle leggi ad personam! Intanto abbiamo parlato di aerei blu, oggi volano a spese nostre su aerei ad personam i politici, per un totale annuo di 97 ore e 15 minuti, con un aumento del 23% rispetto al 2005 che fu un anno record quando si volava 78 ore e 50 minuti all’anno, naturalmente non tutti i membri del governo insieme, ogni membro del governo, ogni anno, vola un centinaio di ore a spese nostre e La Russa ci dice che è costretto, costretto da una norma fatta dal suo stesso governo e votata anche da lui! La bellezza di tutto ciò che è naturalmente una serie infinita di notizie pessime, è che le vittime cominciano a fare capolino, grazie a alcuni giornali tra cui il nostro, che stanno informando sulle conseguenze della cosiddetta prescrizione breve, processo breve, il processo muore, la prescrizione scatta addirittura prima come abbiamo spiegato lunedì scorso, grazie anche a Passaparola, grazie a tutti quelli che fanno circolare le notizie sulle conseguenze di questa portata che è fatta esclusivamente per far prescrivere il processo Mills prima che arrivi alla sentenza di primo grado, si è saputo che questa legge manderà immediatamente in prescrizione il processo di Calciopoli a Napoli, il processo per il doping alle Olimpiadi e per la morte di un bambino a Torino, i doganieri corrotti insieme a politici e imprenditori a Genova, processi per corruzione e bancarotta a Bologna, il processo Parmalat e Antonveneta e Hdc che interessa anche a Confalonieri a Milano, i casi Cirio e Bnl a Roma con imputati Fazio e Ricucci e Fiorani, i processi alla Sicilcassa e alla Fincantieri per l’amianto e tutte le malattie connesse a Palermo, a Firenze lo scontro ferroviario di Viareggio del 2009 dove morirono 32 persone, ci sono 32 indagati tra cui il N. 1 delle Ferrovie dello Stato Moretti, a Bari le inchieste su Fitto e Tarantini e tanti altri processi, i più clamorosi naturalmente sono Parmalat, dove ci sono coinvolte tutte le banche che andranno in prescrizione, sono Viareggio per lo shock che suscitò quella strage, 15 mila in tutto i processi che tac, immediatamente dopo l’approvazione della prescrizione breve si prescriverebbero e cosa c’è di bello?
C’è che i familiari delle vittime dei reati si stanno organizzando per manifestare davanti ai palazzi, questa è la cosa positiva, finalmente in un paese dove da anni la politica tenta di mettere le mani sulla Magistratura e poi ci racconta che c’è una guerra tra la politica e magistratura, finalmente emerge il terzo incomodo, la vittima della politica e la vittima dei reati che è la stessa persona, la vittima del reato è anche vittima della politica che fa di tutto affinché i processi non arrivino a dare giustizia e quindi la comparsa della figura delle vittime sulla scena della politica, secondo me è la vera novità che probabilmente o costringerà il governo a tornare indietro su questa ennesima portata, o potrebbe dare coraggio alle opposizioni perché si oppongono e al Capo del Stato perché non firmi almeno una, sarebbe la prima legge ad personam pro Berlusconi e soprattutto in alternativa se si andrà avanti anche con questa ultima porcata, la comparsa delle vittime potrebbe diventare veramente la tomba di coloro che continuano a usare il Parlamento come una sartoria per abiti su misura, proprio perché non c’è più soltanto da una parte i politici e dall’altra la Magistratura, ma questa volta ci sono le vittime e quando si incazzano le vittime, credo che tutti lor signori naturalmente dovrebbero preoccuparsi e noi naturalmente stare dalla parte delle vittime, passate parola!
In campagna elettorale, Berlusconi dovrà accontentarsi del 90% dell’informazione televisiva. A chiudere anche stavolta i talk show scomodi, come nelle regionali dell’anno scorso, non ce l’ha fatta. Ma non si è arreso. Anzi, la sconfitta lo ha incarognito ancora di più e dunque è meglio non illudersi. La partita per chiudere i programmi non allineati con la voce del regime non è per niente chiusa.
In Rai ci sono parecchi contratti importanti che devono ancora essere rinnovati. Passano i giorni e dai piani alti di viale Mazzini non arriva nessuna garanzia su quel rinnovo. Forse ci sarà, forse no. Vedremo.
Non ci sarebbe niente di strano in questo, se non fosse che i conduttori senza contratto sono quelli che portano all’azienda più telespettatori, e dunque più pubblicità e più soldi. Qualsiasi azienda farebbe carte false per tenerseli ben stretti. Ma alla Rai e purtroppo ormai in tutto il Paese è in vigore un’altra logica, che non guarda al merito o alla capacità e neppure al profitto ma solo ed esclusivamente all’obbedienza.
E’ in nome di questa logica che i palinsesti sono stati riempiti di programmi che nessuno vede, che costano molto e rendono pochissimo, ma che piacciono moltissimo agli obbedienti servitori che guidano la Rai perché fanno contento il presidente del Consiglio.
Ma lo ripeto, non bisogna illudersi. Non si accontenterà di averci inflitto i Ferrara, i Paragone e tra poco anche gli Sgarbi. Vuole che ci siano solo loro, al posto di Milena Gabanelli, Fabio Fazio, Giovanni Floris, Marco Travaglio…
Trovate un altro Paese e un’altra azienda pubblica che dopo un successo come quello di “Vieni via con me”, invece di premiare il dirigente che se l’è inventato e di mettere subito in cantiere il seguito, punisce quel dirigente e cerca di impedire che quel successo si ripeta. Cose così succedono solo qui, ma quando dico qui non penso purtroppo solo alla Rai. Magari. Invece è così in ogni campo: quel che va a vantaggio del Paese viene penalizzato ovunque e conta solo quel che va a vantaggio di una persona sola.
Per questo quelli che si chiedono da cosa dipende il declino dell’Italia facendo finta di non saperlo sono degli ipocriti. Lo sanno perfettamente da cosa e da chi dipende. Lo sappiamo tutti.
Buongiorno a tutti, oggi si è concluso l’intervento dei pubblici Ministeri a Milano nell’udienza Mediatrade con la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, stiamo parlando di una tranche del processo sui fondi neri per i diritti Mediaset e le accuse, se non erro, sono frode fiscale e appropriazione indebita, accuse gemelle a quelle del processo principale Mediaset che invece è già in corso da diversi anni, che dovrebbe concludersi entro pochi mesi.
Il processo Mediatrade(espandi | comprimi) Berlusconi aveva promesso di essere tutti i lunedì al Tribunale di Milano, il Tribunale di Milano ha fissato le udienze di lunedì e Berlusconi non c’è neanche questo lunedì. Su 3 lunedì che aveva promesso ne ha impegnato per il Tribunale uno soltanto, quello in cui non lo si sarebbe visto perché era la prima parte dell’udienza preliminare Mediatrade che si tiene a porte chiuse, poco male, l’importante è che non faccia valere il legittimo impedimento e non lo sta facendo valere, non lo sta facendo valere perché intanto il tempo passa e la prescrizione pure, e la prescrizione probabilmente schianterà 3 dei 4 processi che lui ha in corso a Milano, quello per l’affare Mills, quello per l’affare Mediaset e probabilmente quello per l’affare Mediatrade, questo non perché la legge quando questi processi sono iniziati prevedesse la prescrizione, la legge prevedeva termini molto più lunghi, sono stati ridotti nel corso degli anni, appositamente per fargliela fare franca, l’unico processo che si prescriverà nel 2025, quindi salvo riforme per reato di concussione e di prostituzione minorile non andrà in prescrizione prima della sentenza definitiva è il processo per l’affare Ruby e quindi su quello si stanno muovendo in un altro modo per evitare che lo si faccia o nel tentativo di evitare che si faccia, anche se non è facile per loro evitare che si faccia, sapete che questa settimana la Camera dovrebbe votare, dopo 3 mesi ormai, che lo annuncia, il famoso conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, cioè la Camera denuncerà il Tribunale di Milano alla Corte costituzionale perché il Tribunale di Milano si ostina a processare Berlusconi come se fosse un cittadino comune e come se avesse commesso reati comuni, mentre invece Berlusconi e non solo il Presidente del Consiglio, ma quando ha fatto le cose che i magistrati gli imputano, avrebbe agito almeno con la telefonata in Questura, nelle sue funzioni di Presidente del Consiglio e quindi avrebbe commesso un reato di tipo ministeriale e quindi dovrebbe occuparsi di lui il Tribunale dei Ministri, il Tribunale di Milano gli ha già risposto “non siete voi a decidere quali sono i reati ministeriali, è la magistratura a deciderlo”, il Parlamento se ne infischia perché sa benissimo che è così, che è la magistratura a deciderlo, del resto lo prevede la legge che è stata fatta dal Parlamento, mica dai magistrati.
E’ sempre valsa questa regola fino a quando questa regola non è toccata a Berlusconi, allora in quel caso non vale più, deve essere il Parlamento a decidere quali sono i reati ministeriali e quali no, questo naturalmente sarà una pura e semplice dichiarazione di principio che non inciderà minimamente sul processo Ruby, che potrà partire mercoledì, andare avanti e poi nel frattempo la Corte Costituzionale risponderà al Parlamento e, salvo ribaltoni, risponderà al Parlamento quello che ha sempre sostenuto la legge, la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale e cioè che i reati ministeriali sono ministeriali quando lo decidono i giudici e perché siano ministeriali ci vogliono certi requisiti, ne abbiamo parlato spesso che in questo caso non ricorrono, secondo alcuni la Camera si predisporrebbe a fare un’altra cosa ancora più eversiva, il conflitto di attribuzioni in fondo è una burletta al confronto di quest’altra cosa che si appresterebbero a fare, votare una mozione di improcedibilità, mettere nero su bianco non solo che chiedono alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla ministerialità del reato, infischiandosene del fatto che a stabilirla è il Tribunale, poi la Corte d’Appello e poi la Corte di Cassazione, ma addirittura il Parlamento direbbe con questo voto che essendo il reato ministeriale, il Tribunale di Milano non può procedere contro Berlusconi, sarebbe il Parlamento che fa una sentenza, una cosa mai vista in una democrazia, abbiamo visto di tutto, quindi prepariamoci, non avrebbe nessun riflesso, naturalmente sull’andamento del processo, ma da quel momento i giudici saprebbero di essere stati ufficialmente sfiduciati dal Parlamento che una volta sfiduciava i governi e adesso sfiducia i tribunali, almeno uno quando processa il solito uno.
Nel frattempo si stanno attivando, addirittura per accelerare la prescrizione di quei reati che già sanno che andranno comunque in prescrizione o in primo grado, nel caso Mills ci stanno provando, di quei reati che già sanno che andranno in prescrizione nel processo Mills c’è il tempo di fare il processo di primo grado e poi in appello probabilmente il processo si prescrive e i processi Mediaset e Mediatrade è molto probabile, ma non è sicuro che il processo vada in prescrizione in appello o addirittura in attesa della Cassazione dopo l’appello, perché ci sono ancora 3 anni di tempo per celebrare il primo, secondo e terzo grado.
Però mentre per Mediaset e Mediatrade il “rischio” per Berlusconi è che invece si riesca a processarlo fino in Cassazione, per il processo Mills è abbastanza improbabile visto che oggi la prescrizione scatta all’inizio dell’anno prossimo che in 8 mesi si riesca a completare il primo grado, a fare l’appello e poi a fare la Cassazione, perché vogliono accorciare ulteriormente la prescrizione in 3 processi che comunque uno sicuro e gli altri quasi sicuro, andranno in prescrizione per conto loro con le regole attuali? E’ semplice, vogliono evitare anche le sentenze di primo grado, vogliono evitare le sentenze di primo grado perché? Perché nella sentenza di primo grado ci sarà scritto se Berlusconi è colpevole o innocente, poi si dirà: va beh, ma poi va in prescrizione, sì ma intanto l’unica sentenza che si occupa del merito, quella di primo grado avrà dichiarato se Berlusconi è colpevole o innocente e a qualcuno potrebbe pure venire in mente di dirgli: scusa, ma non te l’ha mica prescritto il medico di accettare la prescrizione, la prescrizione è rinunciabile, se tu vuoi essere assolto perché pensi di essere innocente e sai di essere innocente, non ti puoi accontentare di una prescrizione, perché? Perché non stiamo parlando di un reato lieve e non stiamo parlando di un privato cittadino, stiamo parlando di un personaggio pubblico, quindi arrivasse per caso, per dire, lo dico perché già Mills è stato condannato come corrotto da Berlusconi, quindi potete immaginare cosa può venire fuori nella sentenza Mills per Berlusconi è evidente che per il principio di non contraddizione, è molto probabilmente che venga condannato anche Berlusconi, almeno lui ne è sicuro, altrimenti lui non farebbe tutto ciò per non arrivare al giudizio di primo grado, una volta che arriva la condanna in primo grado, che è il verdetto più probabile, qualcuno gli dirà: ma non potrai mica accettare una prescrizione dopo una condanna in primo grado per corruzione giudiziaria, dovrai rinunciare alla prescrizione e pretendere che o la Corte d’Appello o la Cassazione facciano chiarezza, ti liberino completamente da questo infame sospetto.
Quindi vogliono chiudere il processo Mills prima che arrivi anche soltanto la sentenza di primo grado, perché? Perché tanto lo sanno che nessuno ha letto la sentenza definitiva su Mills, nella quale già c’è scritto che Mills è stato corrotto nell’interesse di Berlusconi per mentire sotto giuramento in due processi e far mancare con le sue menzogne quelle prove che se lui le avesse fornite, Berlusconi sarebbe stato condannato anche nel processo Guardia di Finanza che invece guarda caso si concluse proprio con insufficienza di prove, perché chi doveva portarle le prove, Mills mentì in quanto era stato corrotto.
Quindi la prescrizione è una cosa importantissima, è la cosa più importante nel processo penale italiano perché ogni anno 150 mila processi finiscono in prescrizione, il che vuole dire, dato che in un processo ci sono diversi reati, non c’è soltanto un reato in un processo, di solito ci sono molti imputati e molti reati, stiamo parlando di centinaia di migliaia di reati che restano impuniti a causa della prescrizione. Qualcuno dirà, lo so già perché Travaglio ha avuto una prescrizione, sì, forse ne ho avuta anche un’altra, su 250 processi per diffamazione mi hanno dato una multa di 1000 Euro in appello e poi dopo l’appello la multa è caduta in prescrizione, altrimenti davo mille Euro a Previti, ero già pronto a darglieli in contanti, volevo darglieli proprio in monetino da un Euro, portargli un sacchettino, un gruzzoletto, invece purtroppo, guarda un po’ la sfortuna si è prescritta la multa da mille Euro.
Certamente se invece di un reato di opinione fosse stato un reato di sangue o di corruzione o di soldi, se avessi avuto un tornaconto, stiamo parlando naturalmente di un articolo che non era piaciuto a Previti perché avevo riassunto, a suo dire, troppo succintamente un verbale, era stato anche tagliato l’articolo, quindi potete immaginare che razza di reato, un articolo che non è piaciuto a un signore che mi ha denunciato, ma se avessi avuto un sospetto di corruzione, di stupro, di violenza sessuale, di prostituzione minorile, uno dei reati, sceglietene uno a caso di quelli che sono imputati a Berlusconi e fossi stato pure un personaggio pubblico mi sarei posto il problema, posso io accettare una prescrizione del reato? Vedete la prescrizione del reato è prevista in tutti gli ordinamenti e ha un suo senso, nel senso che lo Stato non può stare lì a inseguire reati magari commessi 10/20/30 anni fa, soprattutto poco interessanti e poco gravi come quello di cui vi parlavo prima, a un certo punto si stabilisce che lo Stato smette di cercare i colpevoli di reati vecchi e poco importanti e dedica attenzione e risorse a scoprire gli autori dei reati recenti e gravi.
La prescrizione istantanea(espandi | comprimi) Quindi ci sono delle regole che presiedono alla prescrizione, secondo me oggi i termini di prescrizione sono troppo brevi in proporzione alla durata dei processi, bisogna prima accorciare i tempi dei processi e poi eventualmente in proporzione accorciare i termini di prescrizione.Invece si fa esattamente il contrario e cioè si accorciano i termini di prescrizione, senza accorciare i termini dei processi. Per ben 3 volte sono stati accorciati i termini di prescrizione, la prima volta è stato nel 2001/2002 quando fu varata la riforma del falso in bilancio, era una legge delega e quindi nell’autunno del 2001 fu approvata la delega da parte del Parlamento e poi all’inizio del 2002, con il contributo fondamentale di Michele Vietti dell’Udc, attualmente Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, furono varati i decreti delegati che attuarono quella legge delega, per cui dal 2002 il falso in bilancio fu in parte depenalizzato e in parte gli furono ridotti i massimi di pena, se si ritoccano i massimi della pena verso il basso, scendono anche i termini di prescrizione, perché la prescrizione si calcola sulla base della pena massima.
Cosa stabiliva la norma sul falso in bilancio? Stabiliva… per le società quotate la pena massima, che era 5 anni, scende a 4, per quelle non quotate scende a 3, questo cosa vuole dire? Che non si possono più fare intercettazioni telefoniche, che non si possono più mettere in galera le persone in custodia cautelare per falso in bilancio e che la prescrizione si riduce, per fare il processo per falso in bilancio dal 2002 bisogna fare tutto in 7 anni e mezzo per le società quotate e in 4 e mezzo per le società non quotate, avete mai visto un processo che dura meno di 4 anni e mezzo non dal momento in cui è cominciato, dal momento in cui è stato commesso il falso in bilancio perché la prescrizione non parte dal momento in cui comincia il processo, parte dal momento in cui è stato commesso il reato, quindi dal momento in cui è stato commesso il reato ci sono 7 anni e mezzo se il falso in bilancio riguarda una società quotata e 4 anni e mezzo per una società non quotata, basta che il magistrato ordini alla consulenza tecnica sui bilanci di quella società e già il tempo se ne va anche per impedire che si arrivi a una sentenza di primo grado, infatti non risultano più condanne per falso in bilancio importanti da quando è passata questa porcheria.
E questa fu la prima norma che ritoccò la prescrizione nei processi a Berlusconi, che infatti furono mandati in fumo in parte perché la nuova prescrizione li aveva falcidiati, in parte perché addirittura il reato era stato depenalizzato, e infatti ci sono due sentenze che riguardano Berlusconi in cui c’è scritto proprio “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” lo aveva cancellato lui, lo stesso che l’aveva commesso!
A questo punto cosa succede? Nel 2004 si scopre che l’Avvocato Mills ha scritto una lettera al suo commercialista, Bob Drenan e gli ha confessato di essere stato corrotto da Mister B per dire il falso o non dire tutto il vero in due processi in cui B era imputato e per salvarlo così da un mare di guai, questo scrive Mills, ovviamente questa lettera viene intercettata, anzi casualmente viene intercettata dal fisco inglese che la passa ai magistrati italiani che trovano ovviamente la confessione di una corruzione in atti giudiziari di un testimone che avrebbe mentito nel processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e per le tangenti Fininvest a Craxi, chi è Mister B? L’altra sera a Anno Zero Belpietro provava disperatamente a dire che Mister B sarebbe Carlo Bernasconi, uno dei top manager del gruppo Fininvest che poi è morto e che quindi Mills dovendo giustificare dei reati fatti da lui medesimo, ha tirato in ballo Bernasconi perché era morto e non lo poteva smentire. In realtà si potrebbe ipotizzare che Mister B sia Bernasconi o anche brontolo, o anche Barbarossa, nel caso in cui Mills abbia testimoniato due volte in un processo a carico di Barbarossa, Brontolo o Bernasconi ma Mills ha testimoniato in due processi a carico di Berlusconi e cioè All Iberian e Guardia di Finanza e quindi quando dice che in cambio di quelle due testimonianze reticenti o false ha preso 600 mila dollari, non può che riferirsi a Mister B, perché? Perché mister B è quello che era imputato nei due processi dove lui è stato chiamato a testimoniare, quindi Mister B è Berlusconi.
Quando i magistrati di Milano leggono quella lettera, ovviamente essendo obbligatoria l’azione penale aprono un procedimento e siamo nel 2004 e fanno in frettissima anche perché il reato è stato commesso tra la fine del 1999 e l’inizio del 2000, quindi bisogna fare in fretta, poi non è che ci voglia molto a processare uno per avere corrotto un altro e quell’altro per essere stato corrotto da quell’uno quando hai la confessione scritta del corrotto, con il nome del corruttore e il movente, la falsa testimonianza a pagamento e quindi nel 2005 avvertono Berlusconi che l’indagine è finita, Berlusconi in quel momento, siamo a ottobre – novembre 2005 scopre di essere indagato, scopre che Mills si è fatto beccare, immediatamente dopo passa la legge ex Cirielli e cosa fa la legge ex Cirielli che viene approvata alla fine del 2005 subito dopo che Berlusconi scopre di essere indagato per corruzione giudiziaria del testimone Mills, oltre che nel processo Mediaset per i fondi neri sull’acquisto dei film dall’America? Falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita, la legge ex Cirielli sega la prescrizione dei reati non solo per il falso in bilancio, cosa già avvenuta con la controriforma, ma anche per tutti gli altri reati che vengono addebitati a Berlusconi.
Leggo da “ad personam” dove avevo spiegato bene questa storia “nel processo per i fondi neri accumulati da Mediaset con le triangolazioni nell’acquisto dei diritti televisivi e cinematografici, Berlusconi in origine imputato per falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale, reati commessi fino al 2002, prescrizione di 15 anni, 2002 più 15 fa 2017, c’è tempo fino al 2017 per arrivare a sentenza definitiva” siccome l’udienza preliminare è cominciata il 28 ottobre 2005, hai voglia, ci sono 12 anni di tempo per fare udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione. Ma un mese dopo che parte l’udienza preliminare Mediaset, passa in Parlamento definitivamente la Cirielli e la prescrizione, come per miracolo, da 15 anni passa a 7,5, cosa vuole dire? Vuole dire che sono cancellati completamente, subito in quel preciso istante tutti i reati commessi fino al 1999 e dato che i reati cominciavano nel 1988, con quella legge che dimezza la prescrizione, tutti i fatti commessi dal 1988 al 1999 vengono prescritti di sana pianta, da un giorno all’altro, non erano prescritti quando era iniziata l’udienza preliminare, glieli prescrivono con la legge, cambiando le regole del gioco mentre la partita è in corso.
E da allora ogni anno i giudici sono costretti a dichiarare prescritti i fatti relativi a 7 anni prima, perché? Perché nella ex Cirielli oltre a dimezzare la prescrizione c’è anche un meccanismo terrificante che avevo descritto qualche pagina dietro e che dice così “è un inghippo che riguarda i reati continuati, quelli che uno ripete nel tempo, è difficile che un delinquente faccia un reato e poi smetta, di solito fa reati dello stesso tipo più volte, si chiama reato continuato, ripetuto nel tempo, prima la prescrizione partiva dall’ultimo reato in ordine di tempo, quello più recente e si attaccava a tutti quelli precedenti, questo con la vecchia norma, tipo un truffatore seriale che raggira centinaia di persone per anni e anni, la prescrizione si calcola dall'ultima truffa che ha fatto e si tira dietro tutte le truffe che la fatto precedentemente nello stesso disegno criminosi. Con la nuova norma, la ex Cirielli ogni episodio fa storia a se, non c’è più continuazione e quindi l’ultimo caso vale per sé, quello penultimo vale per sé, quello terzultimo vale per sé e quindi mano a mano che va avanti il processo cadono come birilli i reati perché non sono più collegati insieme.
Così dato che lo stesso meccanismo di evasione fiscale, falso in bilancio, approvazione indebita che durata dal 1988 era lo stesso identico che continuava negli anni, separando i vari casi ogni anno i magistrati sono costretti a buttare via roba e quindi il processo più va avanti e più si svuota, questo è il secondo effetto della Cirielli oltre al fatto che 7 anni indietro non si può più andare perché è tutto prescritto.
Fabio De Pasquali il Pubblico Ministero nell’udienza preliminare, perché è durante l’udienza preliminare che gli sparano la Cirielli nella schiena, a tradimento, dichiara sconsolato “nel corso di questa udienza c’erano due treni che correvano paralleli: da un lato la nostra udienza preliminare Mediaset, dall’altra la cosiddetta legge ex Cirielli, a un certo punto il secondo treno, la Cirielli, ha investito il primo, il processo Mediaset e l’ha distrutto, non come nel famoso film di Lumiere dove la gente scappava pensando che fosse davvero un treno, invece era solo un film, avete presente no? Questa volta il treno è arrivato veramente e ha distrutto il nostro processo, non ci rimane che prendere atto del disastro. Ho preparato uno specchietto per spiegare per quali capi di imputazione chiediamo il non luogo a procedere per la nuova prescrizione, arrivata il giorno prima e per quali altri, a causa della non punibilità prevista dal condono fiscale.
Quello che prima della ex Cirielli sarebbe stato un processo per un’enorme appropriazione indebita iniziata nel 1988, fino a tutto il 1999, di colpo si riduce a 4 o 5 bonifici e è infatti questo abortino svuotato dalla ex Cirielli che chiamiamo processo Mediaset oggi e che in realtà è 1/20 dei reati che ipotizzava all’inizio, non sono reatucoli da niente, sono reati di frode fiscale, sono soldi sottratti all’erario e questa è l’altra ragione per cui stanno cercando di far arrivare la prescrizione, perché? Perché sapete che anche se si facesse in tempo a condannare gli imputati in primo grado e in appello e poi la prescrizione arrivasse in Cassazione, dopo il giudizio di appello che è l’ultimo giudizio di merito, se la Cassazione conferma la colpevolezza e dichiara il reato prescritto, ma commesso, le statuizioni pecuniarie, le multe si devono pagare anche se è prescritto in Cassazione, cosa è successo? E’ successo a Mills, quest’ultimo è stato ritenuto colpevole in primo grado e in appello, in Cassazione è arrivata la prescrizione ma la Cassazione ha detto “devi risarcire lo Stato per avere turbato il naturale corso della giustizia facendoti comprare come testimone e quindi devi pagare 250 mila Euro alla Presidenza del Consiglio, non perché c’è Berlusconi, ma perché rappresenta lo Stato” e Mills non ha ancora pagato a 1 anno e poco più di distanza, quindi Berlusconi teme di dover pagare anche se dovesse essere giudicato in primo grado e in appello nel processo Mediaset o Mediatrade e dovesse arrivare la prescrizione alla vigilia della Cassazione.
L'incensurato a vita(espandi | comprimi) Quindi terzo intervento sulla prescrizione, oltre alla ex Cirielli, ah tutto il meccanismo della ex Cirielli naturalmente valeva per gli incensurati, creando così quella figura dell’incensurato a vita.Nel senso che se sei colpevole ti condannano, ma prima che la condanna diventi definitiva, il reato va in prescrizione ogni volta, tu continuerai a essere colpevole e prescritto, quindi incensurato a vita e potrai continuare a delinquere impunemente, senza essere mai condannato perché continuerai a beneficiare della prescrizione breve che si deve a quelli che non sono mai stai condannati, è il cane che si morde la coda, se non vieni condannato una volta resti incensurato, puoi continuare a commettere delitti e a restare incensurato perché non si fa mai in tempo a processarti per i delitti che hai commesso, questo è il caso tipico proprio di Berlusconi che è un prescritto a vita, un incensurato a vita, anche se più volte riconosciuto colpevole, ma non basta ancora.
Il secondo taglio della prescrizione nella ex Cirielli, tutte regole del gioco cambiate in corso di partita, allora sempre durante la stessa partita, il processo Mills e il processo Mediaset, ecco la terza sforbiciata, ci si sta arrivando, arriverà domani, dopodomani alla Camera, avrebbe già dovuto essere votata venerdì se non si fossero incasinati con i Ministeri che non arrivavano a votare etc., avessero comprato qualche altro deputato, è la prescrizione breve, prescrizione breve viene giustificata con il fatto che ci sono dei processi che tanto finiscono in prescrizione, magari tra un anno e allora tanto vale sforbiciare la prescrizione un altro po’ e farli finire adesso, perché tanto non arriveranno mai alla sentenza di Cassazione, questo diceva sabato sera in un memorabile dibattito con il sottoscritto, se non l’avete visto e siete curiosi andate su You Tube o sulla mia pagina Facebook lo trovate, con l’Avvocato On. Paniz, questo astro nascente del firmamento dei giuri consulti berlusconiani che dice: ma tanto il processo Mills si prescrive prima della sentenza di Cassazione, tanto vale prescriverlo adesso, è uno strano modo di ragionare, come dire: dato che prima o poi si deve morire, allora ammazziamo tutti subito, così risparmiamo anche un sacco di tempo, di viveri, di cibarie, sfoltiamo, tanto prima o poi si muore!
In realtà hanno una paura barbina anche della sentenza di primo grado nel caso Mills, perché sanno come va a finire, quindi vogliono impedire che si arrivi alla sentenza di primo grado, cosa prevede la prescrizione breve? La prescrizione breve è concepita così: sulla prescrizione già breve prevista dalla legge ex Cirielli per gli incensurati, sempre per gli incensurati si va a dare un’altra tagliata, un’altra sforbiciata, oggi la prescrizione del reato si calcola prendendo la pena massima prevista per quel reato e poi aggiungendo 1/4 della pena massima ogni volta, ma avviene praticamente sempre che c’è un atto interruttivo, per esempio viene interrogato l’indagato, viene fatto un atto qualsiasi di indagine che interrompe il percorso della prescrizione, qui mettiamo corruzione in atti giudiziari, si prende la pena massima che sono, se non erro, 8 anni, poi si prende 1/4 e si arriva a 10 anni, prima della legge ex Cirielli la prescrizione era 15 anni, quindi il processo Mills è cominciato con 15 anni di prescrizione, il reato risale al 1999, 99+15 fa 2014, c’era tempo fino al 2014, nel 2005 quando è stata scoperta la cosa per fare il processo, c’erano ben 9 anni, prescrizione di 15 anni, con la Cirielli gli anni vengono ridotti a 10 di prescrizione, quindi se il reato è commesso nel 1999 c’è tempo fino al 2009 per fare il processo, perfetto, c’è tempo fino al 2009, allora si mettono di impegno, perché? Perché può darsi che si riesca nel 2005 a fare 3 gradi di giudizio entro la fine del 2009 e infatti Mills non ce la fanno per un pelo a finire il processo, finiscono nel febbraio 2010, dichiarano prescritto il reato per 2 mesi soli.
Anche per Berlusconi ce la potrebbero fare a arrivare almeno alla sentenza di appello, ma Berlusconi nel frattempo si è dato perché lodo Alfano, legittimo impedimento, stralciata la sua posizione, sospesa, congelata per due anni, infatti per lui la prescrizione non scatta alla fine del 2009, ma scatterà alla fine del 2011, alla fine di quest’anno, c’è tempo per fare sentenza di primo grado, massimo, volendo esagerare d’appello ma è difficilissimo, non basta, si modifica un’altra volta la prescrizione e si stabilisce, sempre per gli incensurati che si prende il massimo della pena, 8 anni aumentano non più di 1/4 , ma di 1/6, quanto è 1/6 di 8? Sono 1 anno e 4 mesi, quindi invece di 10 anni, la prescrizione del caso Mills diventa 9 anni e 4 mesi, fate voi i conti, se il reato è stato commesso alla fine del 1999, fate 9+ 9 2008, più un anno e mezzo è semplice, il reato si prescriverebbe nel maggio 2011, quindi 99 + 9 anni e 4 mesi fa fine 2008, aprile – maggio 2009, più i due anni di congelamento per i vari lodi, maggio 2011 e così si arriva alla prescrizione tra un mese, questo cosa vuole dire? Vuole dire che questa legge, se verrà approvata questa settimana alla Camera e nei prossimi giorni al Senato, prescriverà il processo Mills all’istante, invece di dare tempo ai giudici di lavorare fino a fine anno, imporrà loro di dichiarare prescritto il reato, cambiando per la terza volta le regole in corso di partita quando c’è un processo a Berlusconi, tutto per evitare quella famosa sentenza che loro sanno, sarà di colpevolezza, visto che c’è già stata per Mills, il gemello.
Questo cosa vuole dire? Vuole dire che si salva solo Berlusconi? No, come nel caso della ex Cirielli che portò le prescrizioni a raddoppiare, erano prima circa 70/80 mila, dopo diventarono 150 mila all’anno e lo disse il Ministro Castelli, non lo dice Travaglio e lo dissero tutti i procuratori generali all’inaugurazione degli anni giudiziari successivi, anche la prescrizione breve falcidierà i processi, perché? Perché è semplice: se tutti i programmi quando cominci il processo, sai quanto è la prescrizione e fai un programmino sperando di starci dentro, se però la prescrizione te la accorciano, è come quando parcheggi la macchina, vedi che c’è uno spazio così e calcoli che la tua macchina ci sta, se mentre stai parcheggiando una delle due macchine o quella dietro o quella davanti vengono indietro o in avanti e ti riducono lo spazio, non ci stai più e quindi non puoi parcheggiare, la stessa cosa è per il processo, se fai un calcolo di starci dentro quando parti e poi ti cambiano accorciandoti la prescrizione, non ci stai più dentro, quindi immaginate l’associazione Magistrati sta calcolando quanti, ma saranno evidentemente, dicono, decine di migliaia i processi, perché già è un miracolo farceli stare nella prescrizione abbreviata dalla Cirielli, figurarsi da questa nuova, quindi per salvare Berlusconi si falcidiano migliaia e migliaia di processi a carico di delinquenti, stupratori, assassini, truffatori, di tutto, molestatori, estorsori, qualsiasi reato qui basta essere incensurati e la parola incensurato suona bene dice: ah poveretto è incensurato, ma anche Totò Riina era incensurato prima di essere condannato la prima volta, anche Provenzano era incensurato prima di essere condannato la prima volta, anche Donato Bilancia era incensurato, anche la Signora Franzoni era incensurata prima di ammazzare suo figlio, cosa vuole dire incensurato? Incensurato vuole dire semplicemente che non l’hanno condannato o che non l’hanno ancora condannato, ma non vuole dire che ha passato la vita a fare fioretti!
Pieno di incensurati delinquenti, pieno di serial killer incensurati che non sono mai stati beccati, la prima volta che vengono beccati sono incensurati, se riesci a condannarli non lo sono più, cosa vuole dire incensurato! Immaginate poi l’assurdità logica, si stabiliscono due prescrizioni diverse: una più corta per l’incensurato e una più lunga per il pregiudicato, ma mettete che uno sia pregiudicato, perché ha dato un calcio in culo a un gatto, sapete che è reato pure maltrattare gli animali per l’amor del cielo, è una pessima cosa maltrattare gli animali, ma è reato penale in Italia maltrattare gli animali, è reato timbrare il biglietto della metro, cancellarlo e ritimbrarlo è reato penale, si può essere pregiudicati? Se un giornalista venisse un giorno condannato definitivamente per diffamazione sarebbe un pregiudicato, giusto? Ok, dopodiché se uno lo incontra per la strada non è che scappa, perché? Perché bisogna vedere per quale reato uno è pregiudicato.
Può essere pregiudicato uno che moriva di fame o suo figlio moriva di fame e è andato a rubare la classica mela al supermercato, d’ora in poi prendiamo due truffatori, uno ha fatto una truffetta da mille Euro, l’altro ha fatto una truffetta da un milione, ma quello che ha fatto la truffetta da mille Euro ne aveva già fatta un’altra e quindi è un pregiudicato, allora per processare lui c’è più tempo, quello che invece ha fatto la truffa da un milione, non si è mai fatto beccare e quindi è incensurato, bene per processare la sua truffa da un milione, ci sarà meno tempo di quello che ci sarà per processare la truffetta da mille Euro, vi pare normale che la prescrizione dipenda dallo status della persona anziché della gravità del reato che ha commesso? La logica vorrebbe, se ci si mette dalla parte delle vittime dei reati, più tempo per processare il delinquente che ha fatto reati più grossi, meno tempo per processare il delinquentino che ha fatto reati più piccoli, invece no, qui non si bada alla gravità del reato, qui si bada il fatto che uno sia incensurato e l’altro no, la gravità del reato non conta niente, le vittime non contano niente, perché?
Perché Berlusconi ha la fortuna di essere incensurato e questo principio vale soltanto per i processi agli incensurati in primo grado e guarda un po’ Berlusconi è incensurato e ha solo processi in primo grado e poi queste facce di culo vogliono dire che lo stanno facendo per tutti e che è una riforma che ci impone l’Europa, sono tutte cazzate e se incontrate qualcuno che ci crede dopo 17 anni di palle, siete autorizzati, quantomeno a mettervi a ridere! Passate parola.
Siamo fortunati noi italiani: viviamo in quell’universo parallelo berlusconiano dove non succede mai niente di brutto e persino una delle più gravi catastrofi nucleari della storia, forse la più grave, è stata cancellata come se nulla fosse.
Sui giornali leggiamo titoli su quello che succede a Fukushima che sembrano usciti da un film sull’apocalisse. Radioattività dieci milioni di volte più alta del normale, fusione parziale del nocciolo, emergenza nucleare destinata a durare per mesi e mesi. Però lo leggiamo in titoletti piccoli, piccoli, come se fosse una notizietta secondaria.
Tutti gli altri Paesi si stanno confrontando con il disastro di Fukushima, ne parlano, discutono sul cosa fare, ammettono di aver sbagliato a imboccare la strada rovinosa del nucleare. Solo da noi è passata la linea del fare finta di niente e aspettare così passi il prima possibile la nottata. Su questa strategia del silenzino sono pienamente d’accordo sia il governo sia tutte le lobby che hanno interessi economici nel nucleare. Messe insieme controllano completamente l’informazione. Ecco perché da noi e solo da noi della tragedia giapponese se ne parla poco e se ne sa ancora di meno.
Rientra in questa stessa truffa il tentativo di soffocare con il silenzio i referendum, a partire da quello sul nucleare. E’ gravissimo e inaccettabile che mentre tutto il mondo discute del superamento del nucleare, in Italia la commissione di vigilanza Rai fa melina e non vara i provvedimenti attuativi delle norme sulla campagna elettorale referendaria e la maggioranza cerca di far tacere i talk show . Tutto per nascondere ai cittadini il semplice fatto che i cittadini il 12 e 13 giugno saranno loro a poter scegliere sul ritorno al nucleare, e anche sulla privatizzazione dell’acqua e sull’impunità del premier.
Ecco qui di seguito la lettera che ho inviato ai Presidenti della Camera, Gianfranco Fini, e del Senato, Renato Schifani, evidenziando l’inammissibilità dell’emendamento relativo ai talk show, presentato dalla maggioranza in Commissione Vigilanza, e la conseguente violazione della disciplina che riguarda la comunicazione politica in materia referendaria.
Carissimi, gli esponenti della maggioranza parlamentare in Commissione di Vigilanza Rai hanno presentato un emendamento al testo di provvedimento, predisposto dal Presidente Zavoli, per disciplinare l’attuazione della “par condicio” per le prossime elezioni amministrative di maggio che, se approvato, provocherà il blocco, di fatto, dei talk show e di tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico. Tale emendamento prevede che, ad esclusione dei telegiornali e dei giornali radio, nei programmi di approfondimento giornalistico della Rai, deve essere garantita la partecipazione dei candidati a Sindaco e a Presidente di Provincia, nonché delle forze politiche che presentano liste di candidati per l’elezione dei consigli provinciali e dei comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti.
Si tratta, a mio parere, di un emendamento inammissibile per ragioni di principio e di fatto.
Vi è, innanzitutto, una violazione aperta delle disposizioni previste dalla legge 28/2000 sulla par condicio che fissano per le trasmissioni d’informazione regole diverse da quelle stabilite per le Tribune elettorali. In secondo luogo, pretendere per le trasmissioni d’informazione e di approfondimento giornalistico la stessa rigida regolamentazione prevista per la comunicazione politica entra in conflitto con il principio della libertà di espressione e dell’autonomia editoriale garantita ai giornalisti. In via di fatto, se si tiene conto dei candidati Sindaci, dei candidati Presidenti di Provincia e delle forze politiche che presenteranno liste per l’elezione dei Consigli Provinciali e dei Consigli Comunali, a causa dell’alto numero dei soggetti coinvolti, sarà tecnicamente impossibile garantire loro la partecipazione paritaria alle trasmissioni di approfondimento giornalistico.
Ciò comporterà, nei fatti, la chiusura per i trenta giorni che precedono la consultazione amministrativa di tutte le trasmissioni d’informazione a rilevante presentazione giornalistica.
La parziale coincidenza della campagna per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011 con la campagna referendaria comporta, inoltre, la violazione del comma 10 dell’articolo 4 della legge 28/2000 che stabilisce che la disciplina relativa alla comunicazione politica in materia referendaria si applica a partire dalla data di indizione dei referendum, già fissati dal Governo per il 12 e 13 giugno 2011. Poiché tale disciplina riguarda anche il rapporto tra trasmissioni di approfondimento giornalistico e temi referendari, il risultato concreto sarà che rimarranno, in netto contrasto con quanto stabilito dalla legge per l’approfondimento giornalistico dei quesiti referendari, soltanto gli ultimi undici giorni successivi al ballottaggio. E’, a mio avviso, evidente che con l’emendamento illegittimo e impraticabile della maggioranza si vuole soprattutto impedire che i cittadini italiani abbiano sui quesiti referendari un’informazione ampia, completa, trasparente ed esaustiva.
E’, infine, preoccupante che, nonostante la data dei referendum sia stata già fissata, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi pubblici radiotelevisivi non abbia ancora calendarizzato la discussione del provvedimento di attuazione delle disposizioni della legge 28/2000 per la campagna referendaria. Per evitare che questioni così delicate, per la vita democratica del Paese e per il diritto dei cittadini ad una completa, trasparente e imparziale informazione, siano affrontate secondo logiche di maggioranza lesive delle disposizioni di legge, Vi chiedo una valutazione sulle considerazioni svolte e, se lo ritienete necessario, un vostro autorevole intervento.
Quello di Silvio Berlusconi è un regime che si basa sulla finzione e sulla capacità di ingannare la gente. A questo gli serve il controllo totale sull’informazione e per questo s’infuria tanto quando qualche trasmissione sfugge e gli disubbidisce.
Più si trovano nei guai, più i regimi adoperano le loro armi. Lo ha fatto Gheddafi in Libia con i carri armati e lo fa Berlusconi in Italia con i carri armati mediatici. A noi va un po’ meglio che ai libici: Gheddafi ammazza la gente, Berlusconi uccide “solo” la verità e la giustizia.
Però stavolta, pur di ripetere che tutto va bene, lui e i suoi maggiordomi hanno un po’ esagerato. Mandare un’attrice in televisione, nel programma “Forum” su Canale 5, travestita da cittadina dell’Aquila a raccontare quanto è stato bravo il governo e quanto se la passano bene oggi i terremotati non è stata solo un’offesa contro la verità, ma anche contro la decenza e contro la situazione drammatica in cui si trovano da due anni qui poveracci.
Mi immagino come devono essersi sentiti gli aquilani sentendo questa signora, che non è nemmeno dell’Aquila e che è stata pagata trecento euro, leggere il testo che gli hanno scritto: che tutto va benissimo e che agli sfollati ancora senza casa vivere così “gli fa pure comodo: mangiano, bevono e non pagano niente. Pure io ci vorrei andare”.
Si sono indignati come mi sarei indignato io al posto loro. In tanti hanno protestato sul sito del quotidiano abruzzese www.quotidianoabruzzo.it: diciottomila contatti in due giorni. Come sempre quando le loro bugie vengono scoperte i lacchè di Berlusconi hanno perso la testa. Il capogruppo del Pdl alla camera Cicchitto ha scritto pure lui al sito, per minacciare gli aquilani avvertendo che chi avesse postato “commenti diffamanti sull’operato del governo e di Berlusconi” sarebbe stato querelato alla Polizia postale. Cornuti e pure mazziati!
Fanno così i regimi, in Libia come in Italia. Raccontano bugie, ma se qualcuno osa sbugiardarli passano alle minacce e poi alle punizioni. Fino a che il popolo non si rompe le scatole e, dopo aver ingoiato tutto per un po’, dice basta e li rimanda a casa, come faremo noi con il piccolo Raìs di Arcore
Con tutto il rispetto per i morti nella guerra di Libia, sembra che gli organi di informazione non vedessero l'ora di poter far passare in secondo o terzo piano il problema del nucleare giapponese.
Ve ne siete accorti? Da una settimana sembra che a Fukushima non stia succedendo più niente. San Gheddafi ha fatto la grazia e del nucleare meno se ne parla, meglio è. Ogni giorno leggiamo che da questo o quel reattore sta uscendo un po’ di fumo, una volta bianco, l’altra nero, e che volete che sia?
Intanto, il governo fa finta di averci ripensato con la trovata della moratoria di un anno e la lobby nuclearista è tornata all’attacco. Quasi sempre con una pubblicità subdola e nascosta, facendo parlare in televisione quasi chi è a favore del nucleare e solo qualche volta gli scienziati che sono contrari, anche se hanno vinto il Nobel come Rubia. Oppure con editoriali che ci spiegano come senza il nucleare tra pochi decenni moriremo tutti di freddo. Ce n’è uno anche oggi sul “Corriere della Sera”, firmato da Giovanni Sartori. Dice che in Giappone è successo quello che è successo per colpa del terremoto, dunque basta costruire le centrali in zone sismicamente sicure per stare tranquilli.
Peccato che zone tanto sicure non esistano, come concluse nel 2003 una commissione nominata dall’allora presidente americano Bush proprio per trovare da qualche parte del mondo posti dove si potessero costruire le centrali senza rischiare niente. Quelli tornarono alla Casa Bianca e dissero: “Ci dispiace tanto presidente, ma posti così non ce ne stanno”. E peccato pure che i terremoti siano uno dei principali fattori di rischio, ma non il solo. Che succede se un terrorista pazzo riesce a fare saltare una centrale nucleare, o se un dittatore messo alle strette decide di vendicarsi prendendo di mira le centrali nucleari?
L’idea che hanno in mente è chiara: fare finta che il peggio sia passato e che il governo stia studiando nuove misure di sicurezza a prova di tutto, e intanto bombardare i cittadini con pubblicità esplicite e occulte sperando così che il referendum non raggiunga il quorum. Dopo di che ricominceranno come prima e come se a Fukushima non fosse successo niente.
Poi però, capita che di colpo, come è successo oggi, ci tocchi leggere che in quella centrale il livello di radioattività è salito di dieci milioni di volte oltre il normale. proprio così. Non è un errore di stampa. Dieci milioni di volte! Vuol dire che in Giappone le cose non solo non stanno migliorando come ci fa credere il sistema dell’informazione ma sono al contrario molto più gravi di quanto non ci abbiano detto sinora e di quanto non ci dicano nemmeno oggi. Ormai si parla di 25.000 morti complessivi e del fatto che gli esperti giapponesi temono effetti permanenti sull'ecosistema giapponese e mondiale. Ecco perché parlo di “guerra nascosta”. Perché quando si tratta di questa, che è una vera e propria guerra, la stampa internazionale si comporta in maniera non chiara, e le televisioni, specie quelle italiane, peggio. Nascondono informazioni che dovrebbero essere invece diffuse a tutti i cittadini in modo che possano decidere con piena coscienza di causa se questo rischio folle lo vogliono correre o no. Minimizzano i rischi, persino quando la catastrofe è già successa come a Fukushima. Non dicono mai che al nucleare ci sono alternative molto più sicure e molto meno costose.
Per questo non bisogna abbassare la guardia nemmeno di un centimetro. A giugno, col referendum, possiamo battere questa pazzia e cancellare l’incubo nucleare. Ci riusciremo se sapremo battere la disinformazione e i trucchi con cui questo governo cerca di convincere i cittadini a fregarsene e a non andare a votare per niente. Ma quando in ballo c’è la vita nostra e dei nostri figli fregarsene è un delitto
Buongiorno a tutti, non sono un esperto di guerre, né di strategie, né di politica estera, quindi è inutile che mi metta a parlare con voi di quello che sta succedendo e di quello che potrebbe succedere di seguito alla guerra in Libia.
La guerra degli altri(espandi | comprimi) E' una guerra alla quale gli italiani alla solita maniera, ma alla fine aggregandosi all’ultimo momento hanno deciso di partecipare anche direttamente con i nostri caccia militari, vedremo. Non c’è grande fiducia negli esperti che in questi anni, le hanno sbagliate tutte, dal Kosovo, alla Serbia, alla Somalia, all’Afghanistan, all’Iraq, a tutti i luoghi dove non siamo andati, anche se le ragioni che ci hanno spinti a andare altrove, ci avrebbero dovuti spingere a andare pure lì, mi riferisco per esempio al Rwanda e al Darfur, ma queste cose le lasciamo agli esperti e così li lasciamo sbagliare in pace, l’unica cosa che sappiamo è che non sappiamo niente, non possiamo prevedere niente, non possiamo prevedere innanzitutto quanto durerà e soprattutto non possiamo prevedere cosa succederà dopo, tanto più oggi dove siamo di fronte a una strana faccenda che non si riesce bene a distinguere tra guerra civile, rivolta per la libertà, rivoluzione, non si sa neanche come chiamarla, visto che manca una leadership, manca un’analisi seria sulla natura, sui componenti di questa ribellione che è in parte tribale, in parte sicuramente aspira a più libertà, in parte è islamica, non sappiamo quanto fondamentalista islamica e soprattutto non sappiamo quali saranno le possibili ritorsioni che ha in animo Gheddafi e che può permettersi Gheddafi nei confronti di chi lo ha attaccato, quando sento dire dal nostro governo che Gheddafi non è in grado di colpirci mi vengono i sudori freddi a ricordare tutte le dichiarazioni trionfalistiche che sono state fatte negli ultimi anni sulla grande vittoria in Iraq, sulla grande vittoria in Afghanistan, per fare un esempio, visto che c’è chi non impara mai, ma insegna sempre, Giuliano Ferrara su Il Giornale di Berlusconi di ieri, sostenendo che il problema naturalmente è l’umanitarismo che quindi i governi devono fare le guerre senza aspettare assolutamente il consenso dell’O.N.U., anzi l’O.N.U. è una cosa brutta, bisogna fare le guerre quando si vuole così si parte e buonanotte, rimpiange George Bush, pensate è rimasta una persona al mondo a rimpiangere George Bush, non è americana naturalmente, è Giuliano Ferrara, il quale scrive “con il “guerrafondaio” Bush a un mese dall’11 settembre 2001, il regime talebano, protettore di Osama Bin Laden non esisteva più” Ferrara è convinto che Bin Laden fosse un’espressione del regime talebano, ignora, i talebani non hanno nulla a che vedere con Bin Laden, quest’ultimo è figlio degli sceicchi sauditi, non dei talebani, lasciamo perdere, Ferrara è molto intelligente, quindi può dire tutte le cazzate che vuole.
A un mese dall’11 settembre il regime talebano protettore di Osama Bin Laden non esisteva più e il capo del terrorismo nazionale aveva trovato rifugio in una caserma, da cui 10 anni dopo non è ancora uscito, invece Obama, l’umanitario a quasi 3 mesi dall’inizio del sommovimento in Medio Oriente l’Occidente brancola nel buio, quindi meglio Bush che ci ha liberati immediatamente dal Al Qaeda , in realtà forse Giuliano Ferrara sfugge che se nel 2001 i talebani per dominare sull’Afghanistan erano costretti a un regime del terrore perché avevano il consenso di una minuscola parte della popolazione afgana, avevano più nemici che amici anche in casa, adesso sono popolarissimi e quindi quando gli americani e le truppe alleate scapperanno dall’Afghanistan come sono già scappate dall’Iraq, i talebani riprenderanno il potere e questa volta non ci sarà quasi più nessuno a contestarli, perché per 10 anni, checché ne dica Giuliano Ferrara hanno resistito a una coalizione infinitamente superiore, e uno dei rischi che noi corriamo è che se Gheddafi non viene spazzato via subito, visto che ha tutto il mondo contro, persino la Lega Araba è favorevole almeno alla no fly zone se non al bombardamento, che comunque tollera, Gheddafi diventi il martire non solo agli occhi della sua tribù e delle tribù alleate, ma agli occhi di quel mondo islamico che lo ha sempre detestato o tollerato perché lui non ha mai avuto nulla a che fare con il mondo islamico organizzato né tanto meno con il fondamentalismo anche se poi utilizzava di volta in volta, finanziandoli, gruppi terroristici e islamisti.
Quindi se gli esperti sono Giuliano Ferrara stiamo freschi e quindi forse è meglio commentare i commenti alla guerra, anziché la guerra sulla quale nessuno in questo momento, se è una persona seria, può dire qualcosa, neanche gli esperti, quindi figuriamoci noi che non siamo esperti. La cosa interessante è la prima, perché noi abbiamo celebrato i 150 anni dell’unità d’Italia con grande sfoggio di retorica, trombe, trombette, grancasse, tamburi e tromboni, molti tromboni e non si è capito bene tra l’altro cosa ci fosse da festeggiare, bastava vedere questi palchi reali con Berlusconi, Schifani etc., uno indagato per quasi tutti i reati previsti dal Codice Penale e l’altro indagato per mafia per rendersi conto di quanto dovremmo provare vergogna di essere arrivati a 150 anni dell’unità d’Italia con una classe politica così!
E ci siamo dimenticati che in realtà quest’anno cade un’altra ricorrenza, il centenario della spedizione italiana in Libia, 1911, il Governo Giolitti, a 100 anni dalla spedizione italiana in Libia ci riaffacciamo in armi sulla Libia, si dirà: è una cosa diversa, certo che è una cosa diversa, quella era una spedizione coloniale, arrivava tra l’altro ben oltre il secolo dell’apoteosi del colonialismo, dell’‘800, eravamo già un po’ fuori tempo, anche se poi gli anni 30 ci affacciamo anche nel corno d’Africa e fummo impegnati ancora in Libia, quindi il fatto che gli italiani tornino in armi in Libia, non è la stessa cosa dei francesi che vanno in armi in Libia, degli inglesi che vanno in armi in Libia, degli americani che vanno in armi in Libia o dei tedeschi che non vanno in armi in Libia, il ritorno degli italiani è ovvio che espone l’Italia non soltanto perché l’Italia è il paese più vicino alla Libia, ma anche perché l’Italia diventa in qualche modo recidiva, e certi ricordi a soli 100 anni si mantengono, in Libia ci sono ancora vivi figli e nipoti di quelli che hanno visto la prima missione armata italiana in Libia.
Non è che mantengano tutti dei pessimi ricordi, perché gli italiani sappiamo benissimo che hanno costruito anche un bel pezzo delle infrastrutture della Libia le strade etc., però il ritorno dell’Italia in armi in Libia è un’altra cosa rispetto alla partecipazione di altri paesi a questa missione, è chiaro che all’epoca ci conveniva nell’ambito della presenza dell’Europa, ciascun paese europeo rivendicava protettorati e coloni in Africa, questa volta ci conviene per altri motivi, ci conviene per motivi energetici e da questo punto di vista quello che sta accadendo in Libia fa il paio con quello che sta accadendo in Giappone, il comune denominatore tra il disastro del Giappone e la guerra in Libia è l’energia, e i contraccolpi che arrivano dal Giappone e dalla Libia sull’Italia a proposito dell’energia denotano, sono una bellissima metafora della nullità della nostra classe politica che da decenni non ha mai messo mano a un piano energetico nazionale serio, soprattutto non lo ha attuato, per evitare che il nostro paese sia così ricattabile da stati come la Libia, da regimi come quello libico e l’unico modo per non farsi ricattare da questi regimi è quello di rendersi meno dipendenti e un po’ più autosufficienti di quanto non siamo oggi, invece noi non abbiamo sviluppato nessuna energia alternativa, a differenza di altri paesi, né sul fronte del nucleare per fortuna grazie al referendum al 1987, né sul fronte delle altre energie ma anche qui non voglio insegnare ai gatti a arrampicarsi, siamo sul blog di Beppe Grillo e sulle potenzialità energetiche alternative italiane, chi frequenta questo sito ne sa molto più di me.
E’ chiaro che questa guerra di umanità non ha nulla, non sto dicendo che è buona o è cattiva, sto dicendo che se la Libia non avesse il petrolio e il gas, nessuno si sarebbe mosso in armi contro la Libia, in Darfur e in Rwanda non ci sono petrolio e gas e nessuno si è mosso e sono state massacrate centinaia di migliaia di persone, molte più di quelle che ha massacrato Gheddafi in tutta la sua feroce dittatura che ormai ha superato ampiamente i 40 anni, compie 42 anni essendo il suo colpo di stato risalente al 1969, e in Darfur e in Rwanda sono molte più persone di quelle che Gheddafi è in grado di ammazzare di qua in avanti con o senza l’intervento dell’Occidente per reprimere altri Gheddafi, dicono, la rivolta a Misurata e a Bengasi.
Metafora, si capisce benissimo che l’Italia essendo così vicina alla Libia, essendo proprio il cuneo puntato dell’Europa sul nord – Africa, abbia coltivato in questi anni rapporti di buon vicinato con i governi che vi si succedevano, che abbia influenzato i governi che vi si succedevano, Ben Ali fu messo in piedi dopo la caduta di Bourguiba, la scomparsa di Bourguiba in Tunisia da un colpo di stato pilotato dai nostri servizi segreti e questo è venuto fuori dalle carte riservate e pubblicate negli ultimi anni.
Infatti la Tunisia diede ospitalità a Craxi, perché era stato Craxi a cooperare a mettere al potere in Tunisia Ben Ali, è stato cacciato dal suo popolo, Mubarak sappiamo benissimo di quali colpe si fosse macchiato, addirittura pare che gli attentati di qualche anno fa sul Mar Rosso, costarono la vita a parecchia gente, anche turisti, avessero dietro il regime di Mubarak , li chiamavamo i paesi arabi moderati semplicemente perché erano vicino ai nostri, facevano quello che volevamo noi.
Gheddafi, figlio nostro(espandi | comprimi) Idem con Gheddafi, nessuno se lo ricorda, ma Gheddafi dopo avere mandato suoi terroristi libici a abbattere l’aereo di linea di Lockerbie sui cieli della Scozia e dopo avere avuto un ruolo con i suoi terroristi nell’attentato del 1986 alla Birreria La Belle di Berlino dove morirono molti soldati americani, subì una rappresaglia da parte degli Stati Uniti.Credo fosse, se non erro, il 15 aprile 1986, quando Ronald Reagan decise di colpirlo e di farlo fuori, non di fare la guerra alla Libia, di far fuori Gheddafi, era un’operazione naturalmente piratesca, non aveva nessuna legittimità internazionale, ma era un’operazione chirurgica, un blitz per colpirlo nel luogo dove risiedeva quella notte, naturalmente gli americani chiesero l’uso delle basi e il diritto di sorvolo al loro alleato italiano, Craxi che governava, negò l’autorizzazione e allora gli americani passarono da un’altra parte, il bello è che Craxi, Presidente del Consiglio e Andreotti, Ministro degli Esteri avvertirono immediatamente Gheddafi del fatto che stavano arrivando i caccia di Reagan, così Gheddafi si mise in salvo, non fece in tempo a mettersi in salvo la sua figlia adottiva che ci lasciò le penne nelle a altri morti, ma Gheddafi si salvò, l’abbiamo salvato noi!
Il governo Craxi e il Ministro degli Esteri Andreotti, l’ha raccontato l’ambasciatore libico in Italia Mohammed Abdel Raman Shalgam subito dopo che l’Italia ha firmato il patto di amicizia con la Libia nell’ottobre 2008, sotto questo governo Berlusconi terzo, è arrivato l’ambasciatore, ci sono state varie cerimonie, l’ambasciatore libico in Italia Shalgam, dichiarò il 30 ottobre 2008 che il 15 aprile 1986, 45 aerei americani avevano sganciato 232 bombe e 48 missili contro sei diversi obiettivi, morti una decina di civili tra i quali una figlia adottiva di Gheddafi, ma il leader avvertito dagli italiani, era riuscito a salvarsi, non credo di svelare un segreto se annuncio che il 14 aprile 1986 l’Italia ci informò che ci sarebbe stata un’aggressione americana contro la Libia.
Le dichiarazioni di questo Ambasciatore libico sono state poi confermate da Bobo Craxi il quale dice che Craxi era stato avvertito dagli spagnoli che gli americani erano partiti, perché naturalmente non potendo passare dall’Italia, gli americani passarono dalla Spagna, Cossiga ha tempo: in tempo reale il nostro servizio segreto informò il governo libico dell’imminente attacco e anche Andreotti ha confermato che ci fu quell’avvertimento.
Quindi Gheddafi è figlio nostro, era il 1986, siamo nel 2011, per 25 anni Gheddafi ha potuto schiacciare il suo paese, violare i diritti umani, seminare prima terrorismo, poi profughi, poi minacce, poi ricatti al mondo intero, grazie al fatto che Andreotti e Craxi l’hanno salvato, questo è il contributo che ha dato l’Italia alla libertà e alla democrazia in Libia, questo è il pedigree, quel Gheddafi che oggi stiamo bombardando, poteva essere morto nel 1986, 25 anni fa! Dato che è al potere dal 1969, anziché 42 anni, avrebbe potuto governarne 15 o 16 e basta che è una bella differenza, ma grazie a noi è lì da 42, dopo avere cacciato gli italiani, avere loro confiscato i beni per 3 miliardi di Euro di oggi, dal 1986 sono cambiati molti governi naturalmente, ci sono stati i governi della prima repubblica, il pentapartito, poi i governi della seconda, Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Dini in mezzo me lo sono dimenticato.
Tutti questi governi ovviamente hanno dovuto fare i conti con il fatto che al di là del Mediterraneo c’era Gheddafi, alcuni con una certa dignità, altri con lo sbraco totale, nel frattempo le nostre imprese si servivano di Gheddafi come se fosse un Bancomat, cominciò la FIAT mettendosi in società con Gheddafi negli anni in cui aveva le pezze al culo, in cui Romiti era amministratore delegato, adesso abbiamo società come la Juventus, di nuovo la FIAT, Eni, Finmeccanica, Unicredit, che hanno interessi o che hanno i soldi libici dentro, in pancia, era proprio necessario trovare soci libici? Siamo sicuri che senza soci libici queste società sarebbero defunte? Non credo! I rapporti tra Italia e Libia sono anche una bella metafora della nostra classe politica perché di Craxi e Andreotti abbiamo detto, Prodi ha dichiarato chiaramente, ha detto: noi non potevamo essere in rapporti ostili o non avere rapporti con la Libia, ma rivendica, quando c’ero io, non abbiamo sbracato e devo dire non si è mai visto Prodi baciare le mani o gli anelli a Gheddafi, né allestire sceneggiate come quella che è andata in onda ancora qualche mese fa con i cavalli berberi, i dromedari e i cammelli in omaggio, le Gheddafi girl prese in affitto per far finta di convertirsi dopo un discorso delirante di questo pazzo e le dichiarazioni di amicizia personale che Berlusconi, si diceva amico personale di Gheddafi, di Ben Ali e di Mubarak, ne avesse mancato uno! E poi naturalmente Putin, Lukashenko, c’è tutto il meglio, amici personali, quindi Prodi mantenne rapporti di buon vicinato tra l’Italia e la Libia, D’Alema esagerò un po’, molto, Berlusconi sbracò, Berlusconi sbracò esaltando Gheddafi come leader di libertà, dicendosi felice di partecipare al quarantennale della grande rivoluzione, non c’è stata nessuna rivoluzione in Libia, c’è stato un colpo di stato militare che nel 1969 ha deposto il vecchio rais Idris e ha portato al governo, al potere Gheddafi e la sua cricca, non c’è stata nessuna rivoluzione!
La grande rivoluzione e poi baci, abbracci, pacche, toccatine, Bunga, Bunga Berlusconi ha anche spiegato che è stato Gheddafi a insegnargli questo rito per il quale il Cavaliere sarà prossimamente su questi schermi imputato.
Ho qui qualche articolo che ho ritagliato, prevedendo questo devo dire non capisco nulla di politica internazionale ma un po’ di naso su quello che sarebbe successo mi è rimasto, quindi sono anni che accumulo ritagli in una cartellina intitolata “Gheddafi” 16 settembre 2010 “da Maroni a D’Alema tutti al ricevimento libico, festa all’ambasciata.” “al ricevimento e all’ambasciata libica per l’anniversario della rivoluzione primo settembre 1969 il Ministro dell’Interno Maroni, l’Ambasciatore libico Gaddur, si appartano, parlano, toni conviviali, nei giardini della sede diplomatica ci sono Alba Parietti e Vittorio Sgarbi, si affaccia il Presidente del Copasir, Massimo D’Alema e il Sen. Nicola La Torre conversa con l’amministratore di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, il Presidente dell’Antimafia Pisanu spiega le ragioni della sua opposizione alle elezioni anticipate, mentre si avvicina l’Ing. Ligresti”. Primo aprile 2009 l’anno prima “6 mesi fa erano tutti a Tripoli, al Palazzo dei Congressi a farsi premiare con la medaglia di benemerito della rivoluzione cioè di migliori amici del Colonnello Gheddafi c’era Andreotti a ritirare il suo attestato, l’ex Ministro dell’Interno Pisanu con loro Lamberto Dini, Nicola La Torre (il braccio destro di D’Alema) e Vittorio Sgarbi, oggi sono attoniti, dispiaciuti e colpiti dall’ennesima tragedia del mare, dall’ennesimo barcone che si è trasformato in bara nelle acque del Mediterraneo”, ma sulla causa si dividono, perché? Perché non può essere colpa di Gheddafi, gli ha dato l’onorificenza! Non credo ci siano responsabilità di Gheddafi nella tragedia di queste ore, dice Dini, Gheddafi dà molta importanza al rapporto di amicizia privilegiata con l’Italia, ha preso un impegno solenne, bisogna pazientare, sarà efficace, anche La Torre non crede a responsabilità di Gheddafi, mandato appositamente da D’Alema al cospetto di Gheddafi 6 mesi fa, prima di dare giudizi politici bisogna acquisire elementi precisi, si sa che la Libia è zona di passaggio per moltissimi immigrati.
Intanto su L’Espresso, un grande giornalista come Fabrizio Gatti documentava lo sterminio nel deserto libico dei profughi che venivano segregati, lasciati morire di fame, di sete, di stenti per rispettare quell’accordo feroce che aveva stipulato con l’Italia, a noi bastava che non ci mandasse gli immigrati, se poi crepavano nel deserto chi se ne importa, lontano dagli occhi, lontano dal cuore questo era il titolo vero del nostro accordo.
Abbiamo Gianni Letta insignito addirittura del titolo di sua altezza reale da Gheddafi, tanto distribuiva così le patacche, poi abbiamo la visita con la tenda a Villa Doria Panfili che fu restaurata per 100 mila Euro di spesa, poi si scoprì che Gheddafi dormiva fuori, quindi avevano buttato via pure i soldi, con gli incontri con gli imprenditori e tutti questi imprenditori che cinguettavano con questo gaglioffo, con queste amazzoni al seguito, la Marcegaglia mano nella mano e lui che parlava di rivoluzione femminile, lui che nel libretto verde tratta le donne come poco più che bestie! E tutto lo stato maggiore Moretti delle Ferrovie, Profumo di Unicredit, Conti dell’Eni, Bombassei della Confindustria, Scaroni nell’Enel siamo a una svolta disse la Marcegaglia mano nella mano, il superamento delle condizioni storiche che hanno condizionato il passato apre la strada a una svolta che ci condurrà a un’intensa e strutturata collaborazione bilaterale, erano tutti innamorati, Santanché, la Prestigiacomo, la Carfagna, tutte entusiaste di questo discorso di Gheddafi sulla rivoluzione femminile, questo capofila del femminismo che aveva appena affittato centinaia di ragazze per inscenare la finta conversione al suo islam privato.
Questo succedeva non anni luce fa, succedeva pochi mesi fa! 13 giugno 2009 e poi l’ultima visita nel 2010, ancora 6 mesi fa, c’è l’ultimo bacio di Berlusconi a Gheddafi, poi sono iniziate le rivolte nel nord Africa, quando si è ribellata la Tunisia Frattini ha indicato come modello Mubarak, infatti è immediatamente caduto Mubarak, allora Frattini ha indicato come modello Gheddafi e quando è iniziata la rivolta non è che la nostra classe politica ha chiesto scusa per avere tenuto in piedi questi regimi per decenni, no, ha invocato la sopravvivenza di questi regimi, la stabilità, non è vero che la nostra classe politica si è schierata dalla parte delle popolazioni che si ribellavano, soltanto quando loro hanno cacciato i tiranni ci siamo affrettati a mettere il cappello su quelle rivolte, ma sia Berlusconi, sia Frattini, sia D’Alema non hanno detto che doveva essere cacciato Gheddafi, quando già erano stati cacciati Ben Ali e Mubarak, no, D’Alema ha detto che bisognava invitare Gheddafi a fare le riforme, magari a fare una bicamerale pure in Libia!
Il trattato di amicizia con il "leader di libertà"(espandi | comprimi) Frattini ha detto che bisognava prenderlo a modello per un percorso di apertura alla democrazia nel nord – Africa e Berlusconi mentre Gheddafi cominciava a bombardare le popolazioni ribelli ha detto “non gli telefono perché non voglio disturbarlo” ma non è successo anni fa, è successo tra gennaio e febbraio, cioè l’altro ieri!Immettetevi adesso nei panni di Gheddafi che si vede bombardare da noi, vede i nostri caccia sulla sua testa che cercano di fargli la pelle nell’ambito della coalizione alla quale ci siamo aggregati all’ultimo momento, facendo finta di stare ovviamente da una parte e dall’altra, armiamoci e partite questo è stato il tentativo di Berlusconi all’inizio, noi siamo sempre così, provate a ricordarvi quando Mussolini è entrato in guerra, è entrato in guerra quando ormai pensava che la guerra fosse finita, infatti noi andammo a dare la pugnalata alla schiena alla Francia, quando il lavoro sporco l’avevano già fatto i tedeschi!
Poi noi finiamo le guerre sempre dalla parte opposta rispetto a quella dove le avevamo cominciate le guerre, questa volta siamo addirittura migliorati, perché noi stiamo facendo una guerra a un regime con il quale abbiamo un trattato di amicizia, di alleanza e di mutua assistenza anche militare che non è mai stato disdettato e non è un trattato che risale all’‘800 , è un trattato che risale a 3 anni fa che è stato ratificato dal Parlamento due anni fa, si intitola “Trattato di amicizia partnerariato e cooperazione, l’hanno firmato il 30 agosto del 2008 Silvio Berlusconi e Gheddafi” dove? A Bengasi.
L’Italia si impegna a versare 5 miliardi di dollari in 25 anni, a compensazione dei danni inflitti alla Libia da parte dell’Italia durante il periodo coloniale, il fatto che Gheddafi abbia fregato 3 miliardi di Euro ai nostri concittadini prima di cacciarli dalla Libia quando ha preso il potere, evidentemente non è contemplato. Il governo di centro-sinistra aveva promesso 3 miliardi di dollari, Berlusconi ha abbondato, 5! Siamo generosi! E poi Gheddafi viene chiamato leader della rivoluzione, non c’è ovviamente nessun accenno alle incredibili violazioni dei diritti umani che tutte le grandi agenzie internazionali da Amnesty International alla Human Rights Watch denunciano da anni contro gli oppositori, Art. 2 titolo “Uguaglianza sovrana, le parti rispettano reciprocamente la loro uguaglianza sovrana, nonché tutti i diritti a essa inerenti, compreso in particolare il diritto alla libertà e all’indipendenza politica, esse rispettano altresì il diritto di ciascuna delle parti di scegliere, sviluppare liberamente il proprio sistema politico, sociale, economico e culturale” diciamo a Gheddafi “fai come cazzo ti pare!” al tuo interno.
Art. 4 “le parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta degli affari interni o esterni che rientrino nella giurisdizione dell’altra parte, tenendosi allo spirito del buon vicinato” pensate a Gheddafi che ha firmato questa roba, che si vede bombardare da Berlusconi che ha firmato questa roba, si è impegnato a astenersi da ogni forma di ingerenza diretta o indiretta, bombardare secondo voi è un’ingerenza diretta o indiretta? Attenendosi allo spirito di buon vicinato.
Art. 4 spiega bene questo spirito “nel rispetto dei principi della legalità internazionale, l’Italia non userà né permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non userà, né permetterà l’uso dei propri territori in qualunque atto ostile contro l’Italia”, questa è fantastica, noi membri della Nato ci impegnavamo a non dare il nostro territorio a chiunque, Nato compresa, volesse compiere degli atti ostili contro la Libia, adesso noi stiamo prestando non solo il nostro territorio, ma stiamo pure usando i nostri aerei per atti ostili contro il regime libico che ci eravamo impegnati a lasciare fare come cazzo gli pareva, immaginate Gheddafi! Naturalmente il governo libico si impegnava a fermare gli sbarchi e gli sbarchi non si sono mai fermati e ogni volta che arrivavano gli sbarchi, lui faceva sapere che non gli bastavano quei 5 miliardi di dollari che già gli avevamo promesso e cominciato a pagare, che voleva anche un’autostrada, che voleva questo, che voleva quell’altro, che voleva dei soldi anche dall’Europa, continuava a ricattarci, pattugliamenti congiunti, fornitura di motovedette da parte della Guardia di Finanza italiana alla Libia.
Furio Colombo… chi ha votato questa roba? Lega, Pdl all’epoca ancora unito, Partito Democratico con due eccezioni Furio Colombo e i Radicali e Andrea Sarubbi i due del PD che hanno votato contro in tutto il Parlamento sono stati Andrea Sarubbi e Furio Colombo poi i Radicali eletti nel PD che poi una giusta l’hanno fatta, poi l’Italia dei Valori tutta contraria e l’Udc adesso Casini tutta contraria, quindi due soli gruppi parlamentari hanno votato contro il trattato di amicizia e partnerariato italo – libico Italia dei Valori e Udc più i Radicali eletti nel PD più Colombo e Sarubbi.
Non se ne è parlato nel paese, nessuno praticamente sapeva che noi ci stavamo alleando con la Libia, perché questo trattato prevedeva azioni militari, manovre congiunte, scambi di informazioni militari e tecnologie avanzate, l’impegno a non usare basi militari italiane o Nato contro la Libia in nessun caso, qualunque sia l’evento, pattugliamento congiunto, soldati italiani e soldati libici al confine Libia – Ciad, confine immenso ovviamente, società italiane non citate, organizzeranno un monitoraggio elettronico al confine Ciad - Libia, il famoso muro elettronico per acchiappare i profughi, la forza congiunta italo – Libica non doveva colpire i mercanti di schiavi e di profughi che organizzano la tratta di questi disperati, ma direttamente i profughi che possono essere fermati anche in mare, molto prima che si avvicinano alle nostre coste e che si possa verificare se sono profughi politici, religiosi, se scappano da terre di guerra o se invece sono semplicemente persone disperate che clandestinamente tentano di introdursi nel nostro paese, sapete che un profugo non può essere respinto, se scappa da una dittatura o da una persecuzione religiosa o politica o ideologica o da una guerra.
Il trattato con la Libia scrisse Furio Colombo due anni fa “è fuori dalla Costituzione italiana, fuori dalla convenzione di Ginevra, fuori dalla carta dei diritti dell’uomo, fuori dalle prescrizioni delle Nazioni Unite sui diritti dei rifugiati perché rende impossibile, per esempio, ogni tentativo di rispettare il diritto di asilo dei profughi intercettati”. Questi sono i precedenti della guerra alla Libia che stiamo facendo, a questo punto non saprei se è una guerra giusta o ingiusta, se servirà, se non servirà, se migliorerà le cose, se le peggiorerà, se tutelerà i nostri interessi, almeno lì abbiamo degli interessi, in Afghanistan e in Iraq non si è mai capito che interessi avevamo noi, gli avevano gli americani, noi no, eravamo gli ascari, qua almeno degli interessi li abbiamo, bisogna capire se questa guerra almeno quelli li tutela oppure no, perché state tranquilli che i bombardamenti che stiamo facendo non è che sono teleguidati su obiettivi gheddafiani, vanno a colpire ovviamente “do coio, coio”, hanno già preso sicuramente dei civili e bombardare anche civili per evitare che Gheddafi bombardi i civili, speriamo che non sia un’altra delle tragiche contraddizioni di questa guerra
L’unica cosa che dobbiamo sapere è che se Gheddafi è ancora lì con il botulino, i capelli finti e il trucco che gli ha prestato il nostro e le mignotte intorno, non è perché è forte lui è perché per almeno 30 anni l’abbiamo tenuto in piedi noi e noi siamo abilissimi a tenere in piedi qualcuno e poi a un certo punto a scoprire, ops che non andava bene, c’erano tutti gli elementi per saperlo prima chi era Gheddafi e adesso naturalmente la storia come sempre accade, magari tardi, ma ci presenta il conto, passate parola!
Buongiorno a tutti, parliamo un po’ di informazione per così dire a proposito di alcuni temi di grandissima attualità, cominciamo con questa catastrofe epocale del Giappone, con le miserie dei nostri opinionisti spacciati per esperti a proposito del nucleare, non sono un esperto, quindi non voglio minimamente entrare nei dettagli tecnici di quello che è successo, che sta succedendo che magari scopriremo tra qualche giorno a proposito delle centrali nucleari giapponesi definite a rischio dallo stesso governo che ha evacuato ampie zone circostanti e ha avviato operazioni di decontaminazione ambientale e anche personale su molte persone che durante quell’esplosione, quell’emissione di nubi si sono trovate nella zona, vedremo cosa è successo.
Supercazzole nucleari(espandi | comprimi) La cosa interessante è che prima ancora di avere la più pallida idea di cosa fosse quella nube, alcuni noti opinionisti del nulla, si sono subito premurati di farci sapere che non era successo nulla, anzi che il sesto terremoto più devastante della storia dell’umanità, come facciano poi a dirlo non si sa, ha dimostrato che in nucleare è sicuro. Anzi è la più sicura delle fonti energetiche, Beppe Grillo sul sito ha già infilato una serie di supercazzole Fini, Casini, Prestigiacomo, ma non solo, memorabili quelle dell’ottimo Chicco Testa, intanto c’è quella meravigliosa di Umberto Veronesi “le centrali nucleari sono sicure, chi è contrario è fermo a una vecchia mentalità ideologica che si basa su presupposti sbagliati” complimenti, Valerio Rossi Albertini del Cnr “le fughe radioattive mi sentirei di escluderle, nella peggiore delle ipotesi si tratta di materiale contaminato da radiazioni, ma non ci sarà il cosiddetto effetto Chernobyl”, Paolo Clemente responsabile del laboratorio rischi naturali Enea “i sistemi di sicurezza si spengono automaticamente, così è accaduto in Giappone, solo in uno questo meccanismo non ha funzionato a regola d’arte, ops” “la posizione del governo italiano sul nucleare rimane quella che è, non è che si può cambiare idea ogni minuto, Fabrizio Cicchito” certo, quando mai hanno cambiato idea questi, uno che era socialista lombardiano e adesso sta con Berlusconi, non si può mica cambiare idea ogni minuto, in fondo piduista era e piduista rimane, infatti è il capogruppo del partito fondato da un piduista, peccato che non riesco a trovare… ah Chicco Testa ha chiamato “sciacalli” quelli che parlano della fuoriuscita di radiazioni dalle centrali nucleari in Giappone.
“gli impianti nucleari hanno retto, hanno dimostrato di tenere botta” è una tragedia enorme, abbiamo visto diversi impianti chimici e di gas in fiamme, mi sento di dire che al momento gli impianti nucleari hanno tenuto, hanno retto botta, si sono messi automaticamente in sicurezza e l’unico problema a un impianto si è verificato per mancanza di energia elettrica, vedremo nei prossimi giorni, ma sono fiducioso” chi trae spunto da questa tragedia per fare polemica sul nucleare è uno sciacallo, visto che ci troviamo di fronte a uno dei più grandi terremoti della storia del mondo, questo la dice lunga sul livello di certi politici” e credo che la dica lunga anche sul livello di Testa che naturalmente era un ambientalista, anche nuclearista e adesso è diventato uno sponsor vivente, un uomo sandwich vivente del nucleare, ma attenzione perché il bello deve ancora venire, il meglio ve lo lascio proprio in fondo, siamo al quasi meglio, Franco Battaglia esperto, così vengono sempre qualificati questi professori, questo è Il Giornale pag. 8 di sabato “troppe bugie sul nucleare, le centrali restano sicure” posso immaginarmi quando il Giappone fu colpito dal sisma del 2007 La Repubblica con non poco cinismo titolava in prima pagina “terremoto in Giappone, fuga radioattiva” e poi aggiunge che perfino Chernobyl era una barzelletta, “Chernobyl non sarebbe stata alcun incubo se non fosse stato per coloro che hanno scientemente e colpevolmente fatto passare per tale un evento che, ancorché il più disgraziato occorso nel settore di produzione elettronucleare, ne ha dimostrato in modo inequivocabile l’assoluta sicurezza” la prova che il nucleare è sicuro è Chernobyl, dice l’esperto Battaglia e poi aggiunge “di Chernobyl avremo occasione di parlare” visto che il mese prossimo ricorre il 25° anniversario e immagino già con quali carnevalate, certo, si ricorderanno le vittime e quindi è come a carnevale, le risate a ricordare Chernobyl, perché Chernobyl è la prova che il nucleare è sicuro, dice l’esperto Franco Battaglia.
Capite che di fronte a questi esperti anche chi non ci capisce niente si sente esperto, perché per quanto inesperto, sarà sempre più esperto degli esperti! Adesso dice: figuriamoci con questo Giappone, si insisterà di nuovo, i mezzi italiani di informazione, insisteranno sull’allarme nucleare e probabilmente non mancheranno di segnalare l’incendio di un edificio che ospita una turbina nella centrale nucleare di Onagawa e già non mancheranno di segnalare questo incendio, sarebbe meglio non segnalarlo, però purtroppo si sa come sono fatti questi giornali, questi mezzi di informazione, segnalano gli incendi nelle centrali.
Si sa com’è fatta la gente che quando vede del fumo uscire da una centrale scappa, facendosi prendere da questa emozionalità, da questa irrazionale paura indotta da questi maledetti mezzi di informazione o indotta anche da quello che vedono, sapete com’è la gente semplice, Battaglia invece sarebbe rimasto lì sotto, si sarebbe fatto una superpista, una supersniffata, un aerosol, i fumenti avrebbe fatto con i fumi della centrale di Onagawa, ma suppongo che eviteranno di specificare che era quella una turbina di un impianto non nucleare, spero di sbagliare le mie supposizioni ma voi verificate i reattori nucleari sono progettati in modo da spegnersi automaticamente alla prossima sollecitazione sismica.
Prevede l’esperto Battaglia “avremmo la prova ahimè sperimentale che i reattori nucleari sono non sicuri, ma sicurissimi in ordine al timore terremoti” quello di ieri peraltro è il seguito di uno occorso 3 giorni fa sempre in zona di intensità 10 volte maggiore a quello de L’Aquila e di cui nessuno si è sentito il dovere di avvisare nessuno visto che non ha avuto conseguenze, benché meno sugli impianti nucleari, potremmo dire di avere elementi a sufficienza per affermare che la densità di popolazione e il carattere sismico del nostro territorio sono essere generosi argomentazioni deboli per sostenere contrarietà all’installazione di reattori nucleari anche nel nostro paese? Forse sì, ma poco importa, i mezzi italiani di informazione - parola grossa ma è così che si chiamano - non smetteranno di proporci quelle argomentazioni, ne sono sicuro, la previsione di Battaglia sotto il titolo “troppe bugie sul nucleare, le centrali restano sicure, i catastrofisti si scateneranno nel descrivere scenari apocalittici ma la verità è un’altra: gli impianti nipponici hanno retto bene e restano un modello per tutto il mondo” vi ho detto che avrei lasciato alla fine di questa piccola rassegna stampa il meglio del meglio perché qui siamo di fronte a un esperto che tutto il mondo ci invidia, ancora più di Bertolaso titolo “nucleare sicuro, è la prova del 9!” è comparso anche questo sabato 12 su Il Messaggero, il giornale della famiglia Caltagirone, impegnata nel ramo costruzioni, sempre è importante saperlo chi sono gli editori di questi giornali, nonché suocero di Pierferdinando Casini, grande sponsor anche lui del nucleare che infatti ha ancora recentemente invitato il governo a darsi da fare nella costruzione delle famose 10 o 20 o 50 centrali nucleari annunciate da Scajola e poi misteriosamente disperse.
Scrive il grande esperto “quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nord – orientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare, orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambienti e popolazioni, proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Il Giappone ha 54 centrali in esercizio secondo l’agenzia internazionale per l’energia atomica, centrali che coprono ¼ del fabbisogno elettrico del paese come si può regolarmente verificare, il Giappone è uno dei paesi da sempre più impegnati nella piena trasparenza di questo avviene nei suoi impianti, proprio per l’elevatissimo rischio sismico di una parte rilevante del suo territorio, attraversato da linee di faglie di zolle tettoniche, oceaniche e continentali realizzati i suoi impianti, adottando criteri antisismici sempre più alti nei decenni e questo è vero e è questo il motivo per il quale le procedure automatico di arresto dei reattori si sono subitaneamente attivate in 4 centrali nell’area nord – orientale colpita dal sisma epicentro oceanico, in altre due più distanti, comunque entro 7 minuti è stato disposto il blocco e in altre 5 ancora più lontane, comunque entro 20 minuti le autorità giapponesi hanno disposto il fermo di sicurezza per una completa verifica della tenuta di ogni parte degli impianti, nella centrale di Onagawa tra le 4 il cui fermo è stato automatico, è stato subito estinto un incendio, dovuto a corto circuiti elettrici in una turbina non interna al circuito di raffreddamento del materiale fissile e dunque senza nessun rilascio di scorie pericolose. Per un’altra centrale, quella di Fukushima la più vicina a Sendai, su cui si è abbattuto lo Tsunami è stata comunque disposta l’evacuazione della popolazione entro i due chilometri di raggio, come previsto dalle procedure nel caso etc. Fino a ieri sera i giapponesi hanno continuato a confermare alla Ia che nessun rilascio di materiale pericoloso radioattivo risultava segnalato. I media internazionali in altre parole hanno amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilasciata da Tokyo relativo allo stato di emergenza nucleare proclamato dal Governo di Tokyo Prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento, è una procedura standard di sicurezza per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter e qui siamo a un’intensità 8/9 di energia, letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto, stiamo parlando del settimo evento tellurico che abbia mai colpito il mondo, da che abbiamo strumenti e sedi storiche per rilevarli, eppure le centrali hanno tenuto, si sono rivelate molto utili le elezioni apprese alla maggiore centrale atomica operante al mondo, quella di Kashiwazaki una potenza superiore agli 8 etc..
Esperti del nulla(espandi | comprimi) L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile etc., possiamo trarre tre prime conclusioni.Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto è proprio la sicurezza, ma come si vede sono soldi ben spesi; le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi; l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi” viene da toccarsi quando si leggono queste cose, assistere ieri su molti siti italiani antinuclearisti da come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio, per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica.
Se andate a vedere i giornali di stamattina, 3 giorni dopo le previsioni di Battaglia de Il Messaggero che adesso vi dico chi ha firmato etc., troverete titoli come sto parlando de Il Corriere della sera, un giornale favorevole al ritorno del nucleare “emergenza in 4 centrali, l’allarme per i reattori surriscaldati è a rischio di fusione è stato esteso. Prevista un’altra scossa devastante nelle prossime ore – strano perché in Italia ci avevano detto che i terremoti non si possono prevedere e neanche prevenire – dottore siamo contaminati? Tra gli sfollati in fila per il test, ora il Giappone teme la pioggia radioattiva, 4 centrali nucleari danneggiate, l’energia è razionata, un muro di cemento contro il rischio di sindrome cinese, ma battaglia per fermare la fusione del nocciolo, emergenza nucleare, rischi troppo alti etc.” e poi c’è il nostro governo “no a ripensamenti emotivi”.
Adesso vi dico chi è il genio che ha scritto quelle belle cose intitolate “nucleare sicuro è la prova del 9” questo signore è Oscar Giannino che molti di voi sicuramente conoscono perché è molto presente nelle televisioni e si fa riconoscere, rispetto agli altri ospiti dei talk show per indossare sempre delle mise variopinte sul rosso fuoco, sul verde pisello, sul giallo limone, colori sgargianti, bastone in mano barba, baffi, calvizie, occhialetti… Oscar Giannino.
Uno che ha scritto una cosa del genere così clamorosamente disattesa nei giorni successivi, non dico che dovrebbe sparire, per l’amor del cielo, ma nascondersi per qualche giorno nella speranza che nessuno lo noti che è stato proprio lui a scrivere queste cose “nucleare sicuro è la prova del 9” sarebbe suggeribile ma in Italia sapete che nessuno paga mai per le smarronate che fa, per le previsioni che sbaglia, per le analisi sballate, bisognerà pur domandarsi come si orienta un’opinione pubblica quando coloro che la dovrebbero informare sono del livello di quelli che vi ho appena letto, perché non c’è soltanto l’informazione asservita alla politica, alle banche, c’è anche l’informazione asservita sulle questioni più tecniche che sono poi quelle sulle quali l’uomo della strada, me compreso naturalmente, è più carente di informazioni e quindi è chiaro che è proprio su quelle faccende che si va a cercare l’esperto per farsi un’idea.
Per fortuna non sono tutti così naturalmente, oggi c’è un ottimo pezzo di Sergio Rizzo su Il Corriere della sera, Sergio Rizzo spiega che qui il problema non è dire “il nucleare non si fa perché è successo quello che è successo in Giappone” bisogna essere onesti e dire che non esistono centrali nucleari sicure, dopodiché un popolo di masochisti o di amanti del brivido o di gente che è stufa di vivere, può anche decidere di riempire il proprio paese di centrali nucleari, naturalmente, l’importante è che non ci si racconti la barzelletta del nucleare sicuro, del nucleare moderno, per quanto moderno e sicuro e sicuramente quello del Giappone è il più moderno e il più sicuro perché i giapponesi li conosciamo, non è mai sicuro perché la natura riserva sempre delle sorprese, a volte belle, a volte brutte, chi parla di nucleare sicuro o è molto disinformato o è molto interessato o molto interessati sono i suoi padroni che naturalmente si stanno tuffando a capofitto tutti quanti nel grande business degli appalti del nucleare e intanto, scrive Rizzo, a 24 anni dal referendum del 1987 dove gli italiani decisero “basta con il nucleare, tutti i partiti dissero no al nucleare, a parte il piccolo partito repubblicano, gli stessi socialisti che oggi sono al governo con Berlusconi e ci raccontano che bisogna tornare al nucleare, furono contrari al nucleare, Martelli insieme agli ambientalisti e ai radicali proposero il referendum contro il nucleare, a 24 anni da quel referendum non è mai stato presentato un piano energetico nazionale e dica agli italiani come pensiamo di alimentare nei prossimi anni le fabbriche, i treni e i frigoriferi e ricorda che nel frattempo abbiamo inquinato il paese riempiendo le tasche ai petrolieri e poi ci siamo accorti, magari andando agli spettacoli di Grillo che la Germania produce 70 volte più energia solare dell’Italia, anche se naturalmente la Germania ha molto meno sole d’Italia e quando ci siamo avventurati nel campo delle rinnovabili che non sono naturalmente la soluzione unica e definitiva per coprire il fabbisogno, ma sono una delle soluzioni che andrebbero prese in considerazione, le abbiamo trasformate in truffe (vedi le gigantesche truffe dell’eolico) da questo punto di vista siamo all’avanguardia nella disinformazione e nella contraddittorietà del comportamento della nostra politica, intanto si continua a discutere nucleare sì, nucleare no senza raccontare alla gente che il nucleare, anche se ritornasse in Italia, lo rivedremmo tra una ventina di anni, visto che tanto è il periodo necessario per individuare i siti, costruire le centrali, ammesso e non concesso che si trovino i soldi, le avremo quando probabilmente tutto il mondo si sarà indirizzato su altre fonti energetiche molto più moderne e quelle sì, molto più sicure o meno insicure.
La domanda naturalmente è: come fa un’opinione pubblica a formarsi un’opinione informata, quando coloro che dovrebbero aiutarla sono del livello che abbiamo visto poco fa.
Supercazzole scolastiche(espandi | comprimi) Stessa cosa succede naturalmente quotidianamente su tutto quello che ci occorre sapere e capire per farci un’idea e formarci un’opinione, i titoli fuorvianti dei giornali, i messaggi che passano continuamente sui giornali e soprattutto televisioni, stasera torna Giuliano Ferrara, a proposito di messaggi fuorvianti, si rincorrono e si inseguono e è diventato ormai praticamente impossibile neutralizzarli tutti perché sono troppi.C’è un volume di fuoco impressionante, pensate soltanto al povero Santoro che vede alcune persone che gli stanno fotografando dentro casa, dice a questi signori di allontanarsi e questi se ne vanno per giornali a denunciare di essere della protezione civile, come se la protezione civile avesse il compito di fotografare dentro le case dei privati, eppure i giornali, mi è piaciuto molto un titolo semplicemente incredibile de Il Corriere della Sera diceva “Santoro scambia uomini della protezione civile per dei fotografi, ma se vedi uno con la macchina fotografica che ti fotografa dentro la tua proprietà, cosa vuole dire che lo scambi per un fotografo? E’ ovvio che se ha la macchina fotografica e sta fotografando dentro casa tua è un fotografo! O altri titoli come quello di oggi che riprende naturalmente una delle tante scemenze dette da Maria Stella Gelmini ieri sera a che Tempo che fa, “la sinistra va in piazza per la scuola pubblica, ma manda i figli alle private” non so se avete notato l’assoluta cazzata che c’è in questo concetto, questa poveretta, stiamo parlando di una che per diventare Avvocato è dovuta andare a dare l’esame a Reggio Calabria, essendo di Brescia evidentemente in previsione del fatto che a Brescia conoscendola non avrebbero promossa e altrimenti dovrebbe spiegarci cosa c’è di tanto meritocratico, perché l’avete sentita ieri sera che diceva il 68, basta con l’egualitarismo, il 6 politico, non so dove sia il 6 politico del 68 nel 2011, ma comunque lei è convinta che c’è il 68 in questo momento in Italia e quindi che la gente fa le lauree collettive, ottiene il 6 politico etc., ha detto “basta, meritocrazia!” sarebbe stato interessante che qualcuno le facesse delle domande, in particolare sul suo esame di Stato a Reggio Calabria, per capire cosa c’è di meritocratico nell’andare in Calabria per un esame che dovresti dare a casa tua, a Brescia!
dare in Calabria per un esame che dovresti dare a casa tua, a Brescia! icolare sul suo esame di Stato a Reggio Calabria, perPensate la cazzata di dire che c’è gente che manda i figli alla scuola privata e poi manifesta per la scuola pubblica e in questo lei vede una contraddizione, stiamo parlando di una cretinata assoluta, se levassero i treni, i tram, le metropolitane, ci sarebbero proteste, perché? Perché è semplicemente assurdo negare i trasporti pubblici alla gente, dopodiché uno dice: ah ma perché tu manifesti a favore del treno se poi vai in macchina? Io vado in macchina perché faccio quello che mi pare, dopodiché sono favorevole al treno, al taxi, alla metropolitana… cosa vuole dire? Uno solo perché è favorevole al treno o all’autobus non può prendere la macchina? Giustamente è stata opportuna l’obiezione di Fabio Fazio che ha ricordato una frase di Giovanotti, il quale, pare come un genio rispetto alla Gelmini, ha detto “sono favorevole all’acqua pubblica anche se poi mi vado a comprare l’acqua minerale” non è che il governo può permettersi di avvelenare l’acqua nei rubinetti dei cittadini per costringerli a comprare l’acqua minerale, dopodiché c’è chi è favorevole all’acqua pubblica e dopodiché si compra l’acqua minerale, ma saranno cazzi suoi, non posso manifestare per la scuola pubblica e poi mandare mio figlio dove mi pare? Mando mio figlio dove mi pare, ma se la scuola pubblica facesse schifo, li manderei alla scuola privata e mi batterei per una scuola pubblica che non fa più schifo, ma cosa vuole dire, non c’è nessuna contraddizione, ci sono un sacco di persone che erano favorevoli al divorzio e non per questo hanno divorziato, un conto è il diritto delle persone a divorziare, un altro conto è che tu poi sei obbligato a divorziare perché eri favorevole al divorzio, ma diamo i numeri? Per dirvi cosa passa nelle teste vuote di queste ministre e dei giornali che gli vanno dietro, invece di analizzarle dal punto di vista clinico.
Supercazzole giudiziarie(espandi | comprimi) Concludo ma ne abbiamo già parlato diverse volte, con tutti gli input che ci arrivano a proposito della riforma della giustiziaIeri ho sentito il Ministro Alfano che era in televisione a reti unificate dall’Annunziata e poi era alla Sette la sera, dire notevoli cazzate, tipo per esempio che nel 1987 si è fatto un referendum sulla responsabilità civile dei giudici perché i giudici quando sbagliano devono pagare di tasca loro, come i medici, come i chirurghi che sbagliano, intanto nel 1987 il referendum sulla responsabilità civile dei giudici, che passò, era unito a un pacchetto di altri referendum tra cui quello che aboliva il nucleare, allora un governo che se ne infischia del referendum del 1987 nel nucleare e tira dritto sul ripristino del nucleare senza chiedere agli italiani se nel frattempo hanno cambiato idea, è curioso che sventoli referendum del 1987 solo per quanto riguarda la responsabilità civile dei giudici, ma state attenti perché se vedete i sondaggi si scopre che due italiani su 3 sono favorevoli alla parte della riforma Alfano che fa pagare personalmente ai giudici i loro errori, perché molte persone pensano che oggi i giudici non paghino per i loro errori, o per i loro delitti, perché ci stanno raccontando da anni che c’è il Csm, l’organo di autogoverno che giudica i giudici, quindi i giudici si giudicano da soli, si assolvono sempre, fanno quadrato, fanno corporazione, fanno casta e quindi è ora di finirla.
Il cittadino vittima di errore giudiziario deve poter denunciare il giudice che gli ha fatto un torto, un abuso e ottenere da lui personalmente il risarcimento, esattamente come il cittadino quando va a farsi un’operazione, se il medico sbaglia l’operazione, il cittadino ha diritto a denunciarlo e a rivalersi su di lui, questo è quello che ci raccontano, un discorso che fa molta presa, dice: mi ha messo in galera, non c’entravo niente, deve pagare, per questo poi ottengono sondaggi favorevoli su una riforma del genere. Si pensa, cioè che i giudici non vogliano pagare per i loro errori, non paghino per i loro errori e che il referendum dei radicali e dei socialisti del 1987 che li voleva costringere finalmente a pagare per i loro errori, sia stato tradito e disatteso dalla lobby dei giudici che ha costretto i politici a non far pagare ai giudici i loro errori e allora forse è il caso di raccontare le cose come stanno.
Non è vero niente quello che è stato detto, il referendum del 1987 prevedeva la responsabilità civile dei giudici quando sbagliano per dolo o per colpa grave, il dolo cosa vuole dire? Che l’hai fatto a posta a sbagliare, la colpa grave cos’è? Che non l’hai fatto a posta perché non hai preso tutte le precauzioni, hai mancato gravemente ai tuoi doveri perché pur non volendo fare un torto a quello o quell’altro imputato indagato, però non hai preso tutte le precauzioni per evitarlo e questa è una colpa, è colposo il tuo errore, non è doloso, non è intenzionale ma comunque è una tua responsabilità perché spettava a te evitare di fare quell’errore, facendo meglio le indagini, leggendo meglio le carte, capendole meglio etc., quindi questo diceva il referendum, ci vuole una responsabilità civile, bisogna che le vittime dell’errore vengano risarcite in sede civile, il referendum non è stato affatto tradito, è stato tradotto in legge dall’allora maggioranza che erano il pentapartito, democristiani e socialisti che avevano promosso il referendum e gli altri che stabilì quanto segue: il cittadino che ritiene di avere subito un errore giudiziario può fare causa allo Stato, lo Stato se perde la causa risarcisce il cittadino che è rimasto vittima di errore, poi se quell’errore dipende da dolo o colpa grave del magistrato o dei magistrati, potrebbero essere i 5 della Cassazione, i 3 della Corte d’Appello, o il magistrato singolo se è un PM, G.I.P., Gup, quello che è, lo Stato si rivale sul giudice o sui giudici per far pagare a loro il danno che ha anticipato lo Stato un cittadino vittima, questo dice la legge oggi, il fatto che poi lo Stato inefficiente com’è si dimentichi di chiedere conto ai magistrati che sbagliano, non è stabilito dalla legge, è dovuto al fatto che lo Stato è inefficiente.
Perché deve essere lo Stato in prima battuta a risarcire i danni al cittadino vittima di errore giudiziario? Perché il magistrato mica è un professionista, mica è un libero professionista, che agisce per conto suo? Il magistrato rappresenta lo Stato, il Pubblico Ministero si chiama Pubblico Ministero proprio perché è pubblico, rappresenta l’istituzione Stato, rappresenta la giustizia, non è il Pubblico Ministero tizio, caio o sempronio, il Pubblico Ministero si mette la toga proprio perché in quel momento non è lui, in quel momento è la giustizia, è lo Stato, è l’azione penale! Il giudice idem, non è mica che fa le sentenze in veste di Marco Travaglio o pinco pallino, è la giustizia che esercita le sue funzioni, quindi in nome dello Stato, ecco perché non ci dovrebbe mai essere discussione tra l’interesse pubblico che è quello rappresentato dal PM e dal giudice e l’Avvocato che è invece una parte privata sia che rappresenti le vittime, la parte civile, sia che rappresenti l’imputato o l’indagato, loro rappresentano i clienti che li pagano, il PM e il giudice rappresentano tutti noi, un interesse generale, lo Stato.
Se però il magistrato sbaglia per dolo o per colpa grave, lo Stato deve chiamarlo a risarcire perché ha fatto un danno sia alla vittima dell’errore giudiziario, sia a tutta la collettività, ha addirittura rovinato il buon nome dello Stato, il magistrato che appositamente arresta uno che non dovrebbe arrestare, appositamente intercetta uno che non dovrebbe intercettare, appositamente condanna uno che sa essere innocente o rinvia a giudizio uno che ha essere innocente o indaga, perquisisce, si accanisce contro uno che lui sa essere innocente, oppure che è talmente incapace, colpa grave, che gli fa tutti questi danni perché non è buono a fare il suo mestiere, è ovvio che lo Stato deve rivalersi nei suoi confronti e deve far pagare a lui il prezzo dei suoi errori e oggi la legge consente che questo avvenga, prevede che questo avvenga, proprio in seguito al referendum di 24 anni fa, perché non può essere oggi il cittadino che si sente vittima di un errore giudiziario a denunciare direttamente il Magistrato che lui asserisce avergli fatto il danno? Perché il magistrato non può ogni giorno subire denunce da un cittadino per quello che lui ha fatto nell’esercizio delle sue funzioni, il magistrato deve decidere, dicevano i latini, senza speranze di vantaggi da quello che fa e senza paura di ritorsioni per quello che fa, non deve avere nessuna aspettativa né positiva, né negativa, perché? Perché altrimenti non è libero di decidere secondo la legge e secondo la sua coscienza, se sai che domani arresti uno e dopodomani quello ti può denunciare personalmente, se quel qualcuno che devi arrestare è un poveraccio lo arresti lo stesso, ma se quel qualcuno che devi arrestare è un potente, ci pensi 3 volte prima di arrestarlo, invece tu dovresti semplicemente valutare se ci sono i presupposti per arrestarlo o no, senza timore di denunce, se lo fai o senza speranza di favori o di applausi o di regali se non lo fai, ecco perché ci deve essere lo Stato in mezzo.
E’ lo Stato che riceve le denunce, paga l’eventuale danno e se il danno è stato creato da un giudice che ha sbagliato per dolo e colpa grave, lo chiama a rispondere, ma è così oggi, cosa cambia in futuro? Che direttamente e personalmente l’imputato o l’indagato che ritengono di avere subito un errore giudiziario, possono denunciare il magistrato, personalmente.
Sapete che il magistrato non è un chirurgo o un medico o un falegname o un idraulico, se viene l’idraulico a casa mia per aggiustare il lavandino e me lo devasta, gli chiedo i danni, se vado dal chirurgo per farmi operare e quello mi rovina, gli chiedo i danni, ma non vado dal magistrato a chiedergli di processarmi, non mi scelgo il magistrato, mentre io mi scelgo il chirurgo, l’elettricista, l’idraulico, il falegname etc..
Il chirurgo e il medico hanno il compito di salvarmi la vita, hanno il compito di migliorarmi la salute, di rimettermi in salute, il Magistrato non ha nessun compito se non quello di, nel penale stabilire se uno ha commesso reati oppure no, nel civile di stabilire in una controversia tra due soggetti, chi ha ragione e chi ha torto, pensate come è diverso: il medico che fa il suo mestiere bene dà grande soddisfazione al suo paziente, gli salva la vita, lo riporta in salute, l’idraulico che fa il suo mestiere bene, dà grande soddisfazione al suo cliente, perché? Perché non gli funzionava il rubinetto e adesso funziona, l’elettricista se fa bene il suo mestiere dà grande soddisfazione al suo cliente che lo paga, perché? Perché prima non ci vedeva, era al buio e adesso accende la luce, il falegname che fa bene il suo mestiere dà grande soddisfazione perché? Perché mi serviva una libreria e guarda che bella libreria mi ha fatto, li pago per questo, li ho scelti prendendo informazioni e li ho pagati per fare una cosa buona che mi serve, il giudice non lo scegli, non lo paghi e soprattutto non è lì per dare soddisfazione, è lì per fare giustizia che è una cosa diversa, il magistrato in genere si crea sempre dei nemici, è una conseguenza inevitabile del suo mestiere crearsi dei nemici, pensate il giudice civile che dirime la controversia, la lite di condominio, la lite di confine, la lite tra debitore e creditore, ci sono due parti che dicono entrambe di avere ragione e chiedono al giudice di dargliela, il giudice non può dare ragione a tutti e due e non può neanche dire: non ha ragione nessuno dei due, deve dire per forza che ha ragione uno o ha ragione l’altro, quindi uno dei due sicuramente lo scontenta e uno dei due sicuramente il giorno dopo si incazza e uno dei due sicuramente se può farlo, lo denuncia, dicendo: avevo ragione io e tu hai dato ragione all’altro!
Idem nel penale, non è che un cittadino capita davanti al PM così per sport, perché il PM vuole dargli un’occhiata, se uno capita davanti a un PM o a un giudice è perché c’è una denuncia, c’è il sospetto che abbia commesso un reato, quindi quando incontri un PM non è che dici “speriamo che mi faccia una buona operazione, speriamo che mi faccia una buona libreria, un buon impianto elettrico, speriamo che mi salvi la vita” non sei mica tu che sei andato a chiedere un servizio a lui, è lui che ti ha chiamato perché sei sospettato di un reato, quindi ovviamente non è che diventi amico del PM, la tua unica speranza è che il PM faccia giustizia e che se la sua indagine è fatta bene, il processo è fatto bene, l’udienza preliminare è fatta bene nei vari gradi di giudizio, tu alla fine abbia giustizia se sei colpevole condannato, se sei innocente assolto, idem se sei vittima di un reato e lo vai a denunciare, vai a denunciare, mica scegli il PM, fai la denuncia, l’indagine finisce a tizio che però è PM, rappresenta l’ufficio del PM, rappresenta lo Stato e poi se è vero che hai subito il reato e se si trovano le prove farà condannare quello che ti ha fatto il torto, se non si trovano le prove o se proprio tu avevi torto, allora la persona che tu hai denunciato verrà assolta, quindi una su due ti incazzi se ritieni di essere vittima e la magistratura non riesce a darti giustizia o stabilisce che non sei vittima e una su due ti incazzi se vieni indagato e poi vieni condannato, anzi ti incazzi pure se vieni indagato e poi vieni assolto perché comunque ti hanno tenuto a bagnomaria per un po’ di tempo. Il giudice avrà sempre dei nemici, è inevitabile che abbia dei nemici, è pagato a posta per chiamare la gente nel penale a rispondere di reati e nel civile a dare ragione a uno e torto a un altro, quindi comunque decida scontenterà sempre qualcuno, nel penale o scontenta la vittima o scontenta l’imputato, nel civile o scontenta una parte o scontenta l’altra, figuratevi se le parti che sono scontente potessero denunciare il giorno dopo il singolo magistrato, i magistrati per non avere grane semplicemente non sarebbero più nulla, non prenderebbero più alcuna iniziativa è questa la magistratura che vogliamo?
Vedete come è facile suggestionare le persone, il giudice che ha sbagliato paghi, è già così, è giusto che a pagare sia subito lo Stato e che poi in caso in cui il giudice abbia dolosamente o gravemente e colposamente sbagliato, allora faccia pagare a lui i danni, ma mai consentire al privato cittadino di denunciare il giudice, perché altrimenti i giudici per evitare denunce e grane, visto che fanno migliaia e migliaia di processi, avrebbero migliaia e migliaia di denunce, nessuno vuole avere migliaia e migliaia di denunce, semplicemente non farebbero più nulla!
E’ questa la giustizia che vogliamo? Basta saperlo, purtroppo per saperlo non si riesce a capirlo guardando certi programmi televisivi o leggendo i giornali, bisogna approfondire e non sempre quelli delegati all’approfondimento sanno quello di cui stanno parlando, per cui anche la cosa più facile, che sembra più di buonsenso, il giudice che sbaglia paga, in realtà nasconde una propaganda che è difficile da smontare perché richiede più tempo, è un problema complesso e non può essere compresso in una trasmissione televisiva o un articolo di giornale, diffidate sempre di tutto ciò che vi sembra semplicissimo, quando vi raccontano che c’è una cosa semplice, cercate di andare a vedere anche quello che c’è dietro, sviluppiamo un po’ di spirito critico e soprattutto impariamo a sceglierci gli esperti che lo sono per davvero e non sono servi di qualcuno, passate parola e buona settimana!
Nel regime che Silvio Berlusconi ha instaurato in Italia di libertà d’informazione ce ne è sempre stata poca: non per niente siamo piazzati in coda alle classifica mondiale, allo stesso livello del Bourkina Fasou. Ma da quando Berlusconi ha iniziato a sentire sempre più minacciato il suo potere la situazione è ulteriormente peggiorata ed è ormai del tutto intollerabile.
Nello scorso mese di gennaio Berlusconi ha occupato i Tg del servizio pubblico per oltre 400 minuti, più del doppio di tutti i leader dell’opposizione messi insieme. Se poi non si conta la sola presenza in video ma “il tempo di parole”, quello in cui non solo si vedono i leader ma li si ascolta pure, il risultato è altrettanto clamoroso. Berlusconi ha parlato tre volte più di Bersani e Casini e sette più di Fini. Nessuno però è stato censurato e cancellato dal video quanto il sottoscritto: 25 minuti in tutto il mese gennaio!
A Berlusconi aver occupato i tg in questa maniera indegna non basta. Vuole mettere le mani anche sui pochi spazi d’informazione che ancora sfuggono al suo controllo. Per questo la Commissione di vigilanza ha approvato l’assurda proposta Butti che vorrebbe affidare la conduzione dei progammi di approfondimento non allineati, una settimana sì e una no a qualcuno dei suoi tanti maggiordomi travestiti da giornalisti. Un’idea che farebbe ridere se non ci fosse invece da piangere.
E’ il modus operandi di Silvio Berlusconi: adoperare le televisioni del servizio pubblico per raccontare un sacco di fandonie sui risultati meravigliosi che dice di aver raggiunto e per far scomparire chi, come l’Italia dei Valori, contrasta il suo regime e si oppone sul serio al suo modo di governare a favore solo di se stesso.
Io personalmente lo prenderei pure come un titolo di merito: se la censura di regime ha tanto bisogno di cancellare la mia persona, è segno che io e l’Italia dei valori abbiamo lavorato bene e stiamo facendo il nostro dovere come partito di opposizione intransigente.
Però non possiamo permettere che un servizio pubblico asservito continui a disinformare così i cittadini e che i direttori di telegiornale si comportino come killer pagati per fare fuori chi dà troppo fastidio al presidente del Consiglio.
Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto al’Agcom, che ha il dovere istituzionale di intervenire per ripristinare un minimo di correttezza democratica e per impedire che Berlusconi continui a usare i mezzi d’informazione del servizio pubblico come Gheddafi usa l’aviazione. Per difendere il proprio regime e far fuori chi chiunque lo contrasti.
Buongiorno a tutti, c'è una bella aria di P2 in questi giorni, o meglio in questi giorni si scoprono rapporti revival e permanenze piduiste che hanno lavorato e operato in questi anni sotto traccia che improvvisamente stanno rivenendo fuori in parte loro malgrado grazie a un'indagine della Procura di Napoli in parte volontariamente, dichiaratamente con il progetto di cosiddetta riforma della giustizia epocale che Berlusconi ha annunciato.
Il mondo cambia, noi pensiamo ad altro(espandi | comprimi) Il bello è che tutto il mondo si occupa d'altro, per esempio di quella cosetta da niente che sta avvenendo in nord Africa e che è la più importante, il più importante evento del mondo arabo e islamico che non sono necessariamente la stessa cosa di molti decenni a questa parte e cioè una rivolta finalmente non fondamentalista, finalmente non ideologica, finalmente non etero- diretta da questa o quella superpotenza, dove invece di bruciare bandiere americane, israeliane e affidarsi al solito ayatollah o al solito tiranno c'è invece una popolazione giovane, laica, educata attraverso Internet ai rapporti con le persone normali che abitano anche in Europa e in occidente. Chiedono semplicemente libertà, autodeterminazione, diritti civili, diritti politici, libertà di parola, di espressione, di manifestazione, chiedono semplicemente normalità e nessuno riesce a controllarli e nessuno riesce neanche bene a capirli perché in quelle aree siamo abituati a apprezzare soltanto quelli che ci obbediscono o quelli che mettiamo lì noi, come avevamo messo lì il dittatore della Tunisia Ben Ali che poi si era sdebitato con i nostri politici ospitandone une latitante come avevamo sostenuto per decenni Gheddafi e come avevamo scambiato il regime feroce di Mubarak per un regime moderato soltanto perché era amico nostro.
In tutto il mondo, soprattutto in Europa ci si occupa essenzialmente di quello che sta succedendo in nord – Africa, da noi è come se non succedesse niente, abbiamo questo spensierato Frattini che si aggira con l'aria da cameriere, del resto nei rapporti della diplomazia americana svelati da Wikileaks veniva chiamato il fattorino di Berlusconi, quindi una definizione che gli si attaglia con questa inutilmente abbronzata che dice, disdice strane cose, naturalmente non viene preso in considerazione da nessuno, però quello è l'emblema proprio del nostro non ruolo nel Mediterraneo dove invece potremmo trascinare l'Europa in una posizione attiva e propositiva.
Muoiono, continuano a morire i nostri soldati in Afghanistan, Berlusconi ieri ha scritto una toccante lettera che si capisce benissimo non avere scritto lui, ma l'ha firmata, una toccante lettera che il suo ufficio stampa gli ha messo giù per dire: il mio tormento per i nostri militari e si capisce che abbia un tormento perché ce li ha mandati lui i militari a morire in Afghanistan, il bello è che questa lettera Il Corriere della Sera l'ha molto opportunamente pubblicata in basso a pag. 8 e la pag. 8 si apre con il solito tormentone che è il vero tormento di Berlusconi e cioè "Giustizia avanti con la riforma" quindi immaginarsi cosa gliene frega dell'alpino Dario, ufficio stampa, letterina e scarico di coscienza.
Se fosse veramente tormentato per le morti dei nostri soldati in Afghanistan, si domanderebbe seriamente cosa ci stiamo facendo, farebbe seriamente un bilancio di quello che è successo in questi 10 anni di occupazione militare che non ha portato a nulla se non al trionfo anche mediatico dei talebani che sono molto più importanti e hanno molto più seguito di quello che avessero 10 anni fa quando stavano sulle palle anche a gran parte degli afgani, adesso invece sono diventati il simbolo della resistenza nazionale, a lui interessa, giustamente, la giustizia e quindi ecco la riforma epocale, riforma epocale che arriva proprio in contemporanea con le prime notizie dalla magistratura napoletana su un'inchiesta che ancora una volta ha rivelato Il Fatto Quotidiano grazie ai nostri due inviati Antonio Massari e Marco Lillo che ruota intorno a un personaggio molto importante e quindi molto poco conosciuto al grande pubblico che si chiama Luigi Bisignani, chi è Luigi Bisignani? Luigi Bisignani nasce come giornalista dell'Ansa e viene subito notato, siamo negli anni 70 tra gli anni 70 e gli anni 80, da un Ministro democristiano andreottiano iscritto alla P2 Gaetano Stammati di cui Bisignani diventa, giovane giornalista dell'Ansa, il capo ufficio stampa, a quel punto comincia a conoscere, Stammati era un Ministro, se non erro del tesoro o del bilancio, di argomenti economici, anche lui, Anche Bisignani si iscrive alla P2 e comincia a navigare nel mondo della finanza, entra in contatto e collabora con il gruppo Ferruzzi di Raul Gardini, conosce Cesare Geronzi che allora stava a Banca di Roma che poi sarebbe diventata Capitalia e che poi si sarebbe fusa con Unicredit, ha molti contatti in Vaticano, nel 1981 esplode lo scandalo della P2 e il suo nome viene rinvenuto nelle liste di Licio Gelli con la tessera 1689, era il più giovane degli iscritti alla loggia P2, in quell'elenco naturalmente sappiamo c'erano, per parlare dei sopravvissuti: Berlusconi, Cicchitto, Maurizio Costanzo e tanti altri, uno dice: l'hanno beccato nella P2, in un altro paese la carriera sarebbe finita, invece no, qui è appena cominciata e infatti nel 1992, state attenti perché ogni 10 anni lo beccano Bisignani, nel 1981 nelle liste della P2, nel 1992/1993 esplode lo scandalo Enimont, una maxitangente di almeno 140 miliardi di lire che la Famiglia Ferruzzi proprietaria della Montedison e socia dell'Eni nell'affare chimico Enimont, paga per comprarsi l'intero Parlamento a destra, centra e sinistra al momento in cui decide di sciogliere la joint venture Enimont e di rivendere dunque la quota Montedison all'Eni, allo Stato.
Per avere trattamenti fiscali di favore e far sopravvalutare la propria quota, incassare più soldi e pagare meno tasse, si pagano i partiti e i partiti prêt a porter ti danno quello che vuoi così funzionava all'epoca, così funzionava all'epoca e chi si incarica di riciclare presso lo Ior la Banca del Vaticano, quella gigantesca provvista di fondi neri messa da parte da Raul Gardini tramite costruttori come Domenico Bonifaci l'attuale editore de Il Tempo di Roma, fondi neri che vengono ripuliti nella Banca del Vaticano, lo Ior, se ne occupa Bisignani che viene infatti arrestato dopo un po' di latitanza nel 1993 e verrà condannato a 2 anni e 8 mesi.
E' il 1993, uno dice l'hanno arrestato, condannato a due anni e 8 mesi, carriera finita, neanche per sogno! Si rimette in sesto, ricomincia a trafficare e lo ritroviamo come oggi il più ascoltato consigliare di Gianni Letta che a sua volta è il più ascoltato consigliere di Berlusconi e lo ritroviamo al centro di una serie di affari, di nomine e di influenze davvero importanti, sempre trasversali, destra – sinistra, sebbene stiamo parlando di una persona che ha qua il marchio della P2 e qua una condanna a 2 anni e 8 mesi per la maxitangente Enimont, la più grande tangente mai vista prima dell'arrivo di Previti, almeno.
Nel 2008 Giuliano Tavaroli, l'ex capo della Security Telecom anche lui finito dentro per spionaggio etc., fa un'intervista a Repubblica e dice a proposito del potere romano: mi immagino una piramide - leggo da un bellissimo articolo che ha fatto Fabrizio D'Esposito su Il Fatto Quotidiano – al vertice superiore Berlusconi, dentro la piramide l'uno stretto all'altro a diversi livelli di influenza Gianni Letta, Luigi Bisignani, Paolo Scaroni, Francesco Cossiga, Nicolò Pollari è il network che per quello che so accredita Berlusconi presso l'amministrazione americana, non esiste a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo, mi resi conto subito che quella lobby di dinosauri custodiva segreti, gli illeciti del passato e del presente e li creava" era il 2008, rivediamo i nomi della piramide disegnata da Tavaroli: Berlusconi al vertice, Gianni Letta, Luigi Bisignani subito sotto Letta, Paolo Scaroni che sapete è il N. 1 dell'Eni, anche lui condannato in via definitiva con patteggiamento per un'altra tangente che pagò con una sua azienda privata per avere appalti dall'Eni, tangente pagata ai socialisti e poi per altri meriti acquisiti sul campo, Scaroni diventa Presidente e amministratore delegato dell'Eni. Cossiga l'unico mai toccato da indagini di questa piramide e poi Pollari, Pollari l'ex capo del servizio segreto militare del Sismi coinvolto e salvato dal segreto di stato militare del Sismi coinvolto e salvato dal segreto di stato nel processo per il sequestro Abu Omar e per le schedature trovate in Via Nazionale negli uffici riservati del Sismi.
Nel 2008 stiamo parlando dell'inizio di questo terzo governo Berlusconi, prima degli scandali… luglio 2008, era appena entrato al governo Berlusconi a maggio e soltanto l'anno dopo sarebbe cominciata quella serie di scandali sessuali Noemi, le veline, le foto a Arcore, le denunce di Veronica che avrebbe segnato l'inizio del rapido declino.
Creare segreti e custodirli, quindi ricattare, qualche mese dopo ricorda D'Esposito, Calderoli, Ministro leghista dice in un'intervista: certi poteri forti giudicano male la politica che decide senza il loro permesso, poi c'è un editoriale di Galli Della Loggia su Il Corriere della sera che in prima edizione viene stampato e poi viene ritirato all'ultimo momento, nelle altre edizioni viene sostituito da un altre editoriale, c'è chi dice che è per questa frase: "è dalla famigerata notte di Casoria che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non già dall'opposizione, ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui più vicine. Dalla primavera dell'anno scorso si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni quando non vere e proprie congiure allo scopo di trovarsi produzioni con i collegamenti giusti quando sarà giunto il momento da molti dei cortigiani giudicato imminente in cui l'Augusto sarà costretto in un modo o nell'altro a lasciare il potere.
I due clan di potere intorno a Berlusconi(espandi | comprimi) Intorno a Berlusconi due clan di potere: Letta e Bisignani, un po' di Vaticano un po' di andreottismo, molta P2, dall'altra parte Tremonti, Lega, Finanza del nord, Finanza del nord sapete che nella Finanza del nord da una parte c'è il vecchio Nanni Bazzoli, cattolico prodiano e dall'altra parte c'è Geronzi che è stato a Medio Banca, adesso sta alle Generali e è molto vicino invece al giro Gianni Letta, Vaticano, Bisignani, questi due clan e Berlusconi in mezzo. Adesso cosa si scopre? Si scopre che Bisignani ha rapporti ottimi con i vertici RAI e con i servizi segreti, Berlusconi stesso lo definisce "l'uomo più potente in circolazione, più potente di me", Bisignani è stato molto vicino, fino a qualche mese fa a Daniela Santanché, Daniela Santanché infatti per anni è stata considerata un personaggio folcloristico quasi della politica, ultimamente è diventata uno dei personaggi chiave del Pdl, insieme a Dennis Verdini ha condotto il reclutamento dei cosiddetti responsabili, i disponibili, quelli che dopo aver lasciato Berlusconi o quelli che non erano mai stati con Berlusconi e che alla chiamata per la fiducia del 14 dicembre o alla recente richiamata si sono fatti trovare pronti e sono passati immediatamente, convertiti dal giorno una notte, con il Cavaliere, i reclutatori erano Dennis Verdini e Daniela Santanché, Daniela Santanché, strettissimi rapporti, almeno fino a qualche mese fa con Bisignani, regista dei due giornali che hanno condotto le campagne più forsennate per il centro-destra e per la persona di Berlusconi, perché la Santanché con la sua concessionaria pubblicitaria dava, portava soldi a Libero e poi è passata armi e bagagli a Il Giornale di Sallusti di cui è inseparabile, sapete che Feltri ha ribattezzato Sallusti e la Santanché Olindo e Rosa.
Dicevo dell'inchiesta, le inchieste come al solito capitano per caso, si indaga su società, si indaga su un autista di Bisignani firmato con delle azioni in mano, roba di parecchi miliardi di una società credo lussemburghese ma i dettagli poi li troverete nei pezzi di Lillo e Massari su Il Fatto, la cosa interessante è che i magistrati stanno interrogando gli uomini più potenti d'Italia che hanno sentito Scaroni, hanno sentito Guarguaglini che è il N. 1 di Finmeccanica, hanno sentito il braccio destro di Fini, Bocchino, hanno sentito la Carfagna, ancora non si capisce bene perché stiano sentendo queste persone, hanno sentito Masi Direttore Generale della RAI, Bisignani si è detto pronto a parlare con i magistrati napoletani, vedremo che tipo di reati stanno contestando, noi non lo sappiamo al momento, noi sappiamo due cose che si è scoperto, non si è ben capito se grazie a intercettazioni o grazie a testimonianze, che qualche mese fa all'inizio dell'anno, quando tanto per cambiare Anno Zero era sotto botta, Santoro quella famosa tirata in cui faceva capire che i vertici RAI non è che lavorino proprio per la RAI, lavorano per la concorrenza, non si capisce se lo fanno a posta o meno, non si può dire che lo fanno a posta, ma che lavorino per la concorrenza è chiaro, visto che si stanno dedicando a danneggiare, a sabotare quasi tutti i programmi più visti che danno più ascolti, più soldi, più lustro alla televisione pubblica, allora ricorse alla famosa metafora del bicchiere, della fabbrica dei bicchieri che più vendeva bicchieri e più veniva boicottata dai sui dirigenti, al ché lui disse a un certo punto, mi viene voglia di dire a questi dirigenti "ma vaffan bicchiere" non era una battuta particolarmente geniale, ma era chiaro che ci si riferiva al dirigente della fabbrica dei bicchieri, naturalmente la cosa fu subito usata per dire Masi è stato mandato a vaffanculo da Santoro etc., a prescindere naturalmente da quello che aveva detto e che è disponibile su You Tube, in ogni caso chi se ne importa di tutto questo, questo è l'antefatto per dire che Masi in quel momento decide di licenziare Santoro e avvia delle pratiche che però non vengono affidate in prima battuta agli uffici legali della RAI, o a un avvocato di fiducia di Masi, la pratica viene affidata, secondo quello che hanno rivelato le risultanze delle indagini della Procura di Napoli che abbiamo scritto sabato su Il Fatto Quotidiano, la pratica da Masi viene affidata a Bisignani e Bisignani non si capisce bene a che titolo si occupi di scrivere o di ispirare una lettera di licenziamento o comunque di richiamo per Santoro, perché? Perché Bisignani non ha nessuna veste né legale, né pubblica di nessun genere, in teoria dovrebbe avere una tipografia, dovrebbe fare lo stampatore.
Ma si scopre anche un'altra faccenda, come vi ho detto Bisignani è bipartisan è ambidestro, gennaio – febbraio 2010, un anno fa, mentre si sta occupando dei soliti trasferimenti a un certo punto Bisignani accompagna un alto ufficiale dell'esercito a incontrare Massimo D'Alema Presidente del Copasir (Comitato di controllo sui servizi di sicurezza), dato parlamentare di controllo, il Presidente del Copasir è Massimo D'Alema, cosa sta succedendo? Bisogna scegliere, un anno fa, il nuovo capo dell'Aise (Servizio segreto militare italiano) che una volta si chiamava Sismi e era capeggiato nella sua ultima versione dal Generale Pollari.
Il candidato del Governo che deve scegliere il nuovo capo del Servizio segreto militare è il Generale Adriano Santini, il Generale Adriano Santini viene portato a incontrare D'Alema da Bisignani, condannato per Enimont a due anni e 8 mesi, ex piduista conclamato, a che titolo uno per diventare capo dell'Aise deve farsi in qualche modo accreditare da Bisignani? E a che titolo D'Alema riceve una delegazione Bisignani – Santini, mistero, leggo un pezzettino di quello che scrivono Lillo e Massari "tra gennaio e febbraio 2010 lo Stato deve scegliere il capo dell'Aise, la nostra intelligence militare e la scelta sta per cadere su un generale dell'esercito, Adriano Santini e Santini lo sa, l'inchiesta dimostra che anche questa volta entra in scena Bisignani. Prima della nomina Santini viene raggiunto da una sorta di ambasciata, Bisignani lo vuole incontrare, ma anche in questo caso non si comprende a quale titolo, stiamo parlando di un ufficiale di 64 anni, Generale di corpo d'armata con incarichi di Stato maggiore che indossa la divisa dal 1968 e nel 2003 ha comandato il contingente Nato Interforce nell'ambito dell'operazione Antica Babilonia in Iraq" non è che sia un pischello che ha bisogno di accreditarsi, stiamo parlando di un Generale con i contro coglioni che ha fatto cose dal suo punto di vista importantissime ovviamente arrivato al culmine della sua carriera. Bisignani lo convoca e Santini accetta la convocazione, avrebbe potuto dirgli: ma stai scherzando? Ti faccio bombardare! Invece si presenta all'appuntamento, di cosa parlano? Del più e del meno dice Santini ai PM che l'hanno convocato pure a lui, come se fosse fatto più naturale del mondo che un generale incontri Bisignani alla vigilia della sua nomina all'Aise, chi è che ha fissato l'incontro? Gli chiedono i magistrati, Bisignani dice Santini, il fatto strano è che l'incontro avviene prima della sua nomina e non dopo, mentre Santini è ancora uno dei candidati al vertice dell'Aise ce ne sono anche altri, ma almeno Santini conosceva Bisignani? No, dice, eppure accetta il suo invito e si presenta all'appuntamento, se non bastasse, ma in questo caso le versioni di Santini e D'Alema, entrambi convocati come testimoni, divergono, Bisignani decide di accompagnare il Generale Santini dal Presidente del Copasir, Massimo D'Alema, il Copasir è il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, a quale titolo Bisignani accompagna Santini da D'Alema? D'Alema dice che durante l'incontro con Santini, Bisignani ha atteso fuori dalla porta, ma il fatto non è riscontrato, Bisignani accompagna Santini da D'Alema.
L'incontro tra i due o tra i tre se contiamo che c'era pure Bisignani o dentro o fuori dall'uscio è avvenuto prima o dopo la nomina di Santini all'Aise? Secondo Santini è avvenuta prima, quando doveva essere ancora nominato, secondo D'Alema è avvenuto dopo, dettaglio non irrilevante, naturalmente, ma ciò che conta è che Bisignani incontra Santini due volte, la prima per conoscerlo e la seconda per accompagnarlo da D'Alema, dove? Nella sede del Copasir? No, nella sede della Fondazione italiani europei di Piazza Farnese a due passi da Campo dei Fiori, quindi in una sede privata, la Fondazione natural politica di Massimo D'Alema, chi ha fissato l'appuntamento tra D'Alema e Santini? Impossibile stabilirlo, spiega D'Alema perché la telefonata è arrivata alla sua segreteria, ma perché Santini e Masi incontrano Bisignani? Dicono entrambi che Bisignani è uomo vicino a Gianni Letta e che quindi dire di no a Bisignani è come dire di no a Letta e cioè come dire di no a Berlusconi.
Quindi passando da Santini a Masi le frequentazioni di Bisignani emerse dall'inchiesta sono sempre ai vertici del potere, si va dall'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni che sarà sentito nei prossimi giorni, a Gianni Letta, dalle ministre Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo, al dissidente del Pdl il finianissimo Italo Bocchino, passando per Alfonso Papa, Magistrato napoletano, ora parlamentare del Pdl membro della Commissione Giustizia anche lui coinvolto in questa indagine, su questa che è stata chiamata la P4, ma che in realtà è figlia legittima della P2.
Troveremo nei prossimi giorni le nuove puntate sul caso dei nuovi burattini che abbiamo raccontato, è significativo che le indagini sulla nuova P2 impattino perfettamente gli stessi giorni in cui Berlusconi annuncia la riforma epocale della giustizia, perché? Perché intanto non c'è nulla di epocale, ma soprattutto non c'è nulla di nuovo, non c'è nessuna riforma, è una riscrittura, una scopiazzatura affidata tra l'altro a Alfano che non ha neanche la statura che aveva Ungelli, del piano di rinascita democratica della P2 che ogni tanto è bene andarsi a rileggere, su Internet lo trovate, ovviamente, per semplificare dissolvere la RAI tv in nome della libertà di antenna, mi pare che ci si sta lavorando da parecchio tempo.
Per quanto riguarda i sindacati la scelta prioritaria tra la sollecitazione e la rottura seguendo le linee già esistenti dei gruppi minoritari della C.I.S.L. e maggioritari dell'U.I.L., per poi agevolare la fusione con gli autonomi e staccarli dalla C.G.I.L., mi pare che anche questo l'abbiamo ottenuto, abbiamo Angeletti e Bonanni, la corrente Marchionne del sindacato italiano e dall'altra parte la C.G.I.L. della Fiom ancora un po' più spostata, quindi la spaccatura del fronte sindacale è perfettamente riuscita.
La controriforma piduista della giustizia(espandi | comprimi) E veniamo alla giustizia, leggo dal piano di rinascita di Licio Geli e voi vedete se vi suona familiare con quello che leggete e sentite in televisione in questi giorni "emergenza a breve termine, il programma urgente comprende provvedimenti istituzionali e provvedimenti di indole economico – sociale A) ordinamento giudiziario, le modifiche più urgenti investono: la responsabilità civile per colpa dei magistrati, il divieto di nominare sulla stampa i magistrati, comunque investiti da procedimenti giudiziari, la normativa per l'accesso in carriera, esami psicoattitudinali preliminari, la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza di reati di eversione, questo era legato al fatto che c'era il terrorismo in quel momento, e poi i provvedimenti a lungo termine.Responsabilità del guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del PM, modifica costituzionale , riforma del Csm che neve essere responsabile verso il Parlamento, riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e aggiudicante, ridurre a aggiudicante la funzione pretorile.
Esperimento di elezione di magistrati tra Avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali, come vedete c'è esattamente tutto, adesso avendo il tempo di entrare nel merito anche perché i giornali possono fare soltanto delle anticipazioni, vi leggo i titoli che i giornali dedicano tra ieri e oggi alla riforma epocale di Berlusconi e Alfano, vediamo prima Il Giornale "Berlusconi per la giustizia riforma epocale" cosa cambia con la nuova normativa? Carriere separate per giudici e PM, il Csm si sdoppia in due rami uno per i giudici e uno per i PM, un'alta corte giudicherà i magistrati quindi non più il Csm ma una specie di plotone di esecuzione di nomina politica, per quanto riguarda l'azione penale l'idea sarebbe quella di far decidere al Parlamento quali sono i reati prioritari che le procure devono perseguire, il tutto su indicazione del Ministro della Giustizia, responsabilità civile dei giudici per colpa dice Il Corriere, sdoppiamento delle carriere del Csm, obbligatorietà dell'azione penale non c'è più perché sarà il Parlamento su indicazione del Ministro a dire alle procure quali reati devono perseguire e quali no e poi spezzare, come dice Quagliariello il cordone ombelicale tra la Polizia giudiziaria e i pubblici Ministeri, in modo che la polizia giudiziaria prenda ordini solo dal governo e non dai magistrati e se prende ordini dal governo è difficile che la polizia giudiziaria possa indagare sul governo, prendete Berlusconi che minaccia con la sua sola qualità la Questura di Milano, già oggi i funzionari della Questura di Milano non segnalano nel rapporto che lui ha telefonato spacciando Ruby per la nipote di Mubarak , sono quelli delle volanti che hanno segnalato tutto questo, sono quasi eroici, perché? Perché lo sanno che sopra di loro c'è il Ministro dell'Interno e sopra il Ministro dell'Interno c'è il Presidente del Consiglio che si permette di telefonare, eppure lo segnalano lo stesso, perché? Perché sanno che oggi sono protetti dalla Magistratura.
Domani invece si vuole staccare polizia e magistratura in modo che la polizia faccia solo quello che gli dice il governo e quindi solo quello che conviene al governo, ecco il nuovo piano di Alfano questa è repubblica, giudici e PM divisi, azione penale pilotata dal Ministro e dal Parlamento, due Csm con meno poteri, polizia autonoma dalle procure e cioè asservita a chi? Al governo, come vedete non c'è nulla di epocale, semmai di devastante, non c'è nulla di nuovo P2, c'è un danno drammatico per cittadini italiani naturalmente, che ha ragione Beppe Grillo quando scrive che la Costituzione non è immutabile, si possono apportare delle migliorie, soprattutto laddove si tratta di allargare gli spazi di democrazia diretta e partecipativa, il referendum senza quorum, il referendum propositivo, l'obbligo del Parlamento di discutere vincolante di discutere le leggi di iniziativa popolare, si può fare molto per aumentare le dosi di democrazia diretta, qui invece stiamo parlando di una controriforma piduista che la democrazia e quella diretta e quella indiretta le vuole confiscare, le vuole definitivamente cancellare.
Purtroppo ancora una volta si sente Bersani farfugliare cose strane, oggi ha detto: la riforma è un diversivo, la riforma non è un diversivo, la riforma è una devastazione dei principi costituzionali, purtroppo si sente dire che i magistrati scioperano, il che non vuole dire che non debbano farlo, ma temo che ancora una volta sembrerà una guerra per bande tra il governo e i magistrati.
Da tutte queste riforme i magistrati non avranno sicuramente nulla da temere, perché? Il loro stipendio e la loro carriera non saranno toccati, siamo noi che abbiamo molto da temere e avranno da temere quei pochi magistrati che ancora fanno il proprio dovere e quei pochi poliziotti o molti poliziotti i rappresentanti delle forze dell' ordine che fanno il loro dovere, loro avranno molto da temere e quindi anche noi, questa non è una riforma contro i magistrati, chiunque lo dice non vuole farci capire che è contro i cittadini, passate parola, ci vediamo lunedì prossimo.
Buongiorno a tutti, oggi parliamo di Puglia ma parlare di Puglia vuole dire di Italia, visto che la Puglia è stata governata per anni dal centro-destra, ultimo governatore mandato a casa nel 2005 da Vendola e oggi Ministro dei Rapporti con le Regioni e dal 2005 la Puglia è governata da Nichi Vendola, leader di Sinistra, ecologia e libertà che si propone come premier del centro-sinistra tutto nelle primarie che si dovrebbero tenere, PD permettendo se e quando si avrà la certezza che si andrà a votare.
Vendola e la sanità della Puglia(espandi | comprimi) Quindi parlare di Puglia vuole dire parlare del futuro, soprattutto nel centro-sinistra e quindi del paese e significa andare a vedere se nelle prove su strada fatte in questi 6 anni, Vendola ha dimostrato di essere la persona giusta e come leader politico e come pubblico amministratore. Come politico lo conosciamo da 30 anni perché sono almeno 30 anni che è in politica dal PC in avanti, come amministratore la sua esperienza è questa, è un governo di una regione prospera, la regione più prospera del sud, più avanzata del sud e è un governo interessante perché è il governo di una Giunta Comunale presieduta da un personaggio che si dichiara senza esitazioni comunista, gay, cattolico, non è stato facile per Vendola farsi accettare in una regione del sud, eppure ci è riuscito vincendo prima le elezioni primarie nel centro-sinistra, avendo contro potentati molto importanti e poi riuscendo a vincere la partita più difficile che era quella contro il candidato del centro-destra, la prima volta Raffaele Fitto, la seconda volta Rocco Palese e tutte e due le volte ha vinto le primarie e ha vinto le elezioni regionali.
Bisogna vedere se quello che ha fatto in questi 6 anni, dà indicazioni positive o negative su quello che potrebbe fare nel caso in cui vincesse anche le primarie nazionali e quindi le elezioni nazionali e prendesse in mano un governo, il governo dell’Italia.
Dico subito che in questa chiacchierata di oggi non mi interessano i reati, anche perché Vendola, i giudici hanno stabilito che non ne ha commessi, l’hanno archiviato, si parla anche di D’Alema in quello che diremo dopo, non è stato neanche indagato questa volta e quindi i reati non ci interessano, ci interessano le capacità politiche e amministrative di questi due leader che sono la figura più importante della sinistra radicale. Vendola e la figura più importante, l’azionista di maggioranza del Partito Democratico, D’Alema, entrambi razzolano nel pollaio pugliese e lì hanno il loro collegio elettorale e il loro bacino di voti, interessano quindi i comportamenti, neanche tanto dal punto di vista morale e etico, dal punto di vista dell’efficienza e della convenienza per i cittadini a proposito del loro modo di governare e di intendere la politica e l’amministrazione, che sono due cose diverse, la politica e l’amministrazione, e quindi è su questi due binari che vanno giudicati i politici in un paese dove non si riesce mai a distinguere la politica dall’amministrazione.
Non ci interessano i reati però ci sono delle indagini che sono arrivate alla conclusione provvisoria, archiviazione per alcuni, arresti per altri, richieste di autorizzazioni all’arresto per altre persone ancora, divulgazione quindi degli elementi raccolti dai magistrati che ovviamente, indagando per 3 anni sulla sanità in Puglia, hanno potuto raccogliere materiale molto più penetrante di quello che possono raccogliere i giornalisti anche se basta e avanza quello che hanno raccolto i giornalisti secondo me per farsi un’idea. Cosa hanno deciso alla fine di queste indagini i magistrati che indagavano da 3 anni sulla sanità? Hanno deciso che il sistema è un sistema clientelare ai confini della malavita e hanno anche deciso che non è cambiato nulla da quando governava il centro-destra a quando ha cominciato a governare il centro-sinistra con Vendola.
Mi spiego: l’ultimo governatore della Puglia è rimasto in carica soltanto una legislatura, quindi soltanto 5 anni, era Raffaele Fitto. Il bilancio di Fitto sono due processi nei quali è stato già rinviato a giudizio, quindi sono già in corso davanti al Tribunale di Bari, per varie storie di tangenti, falsi e credo che esista addirittura un’accusa di associazione a delinquere, ma potrei sbagliarmi, in ogni caso sono storie di mazzette, le più importanti sono quelle che riguardano finanziamenti illeciti che i giudici gli contestano, provenienti da Giampaolo Angelucci, romano, membro della famosa famiglia Angelucci che pubblica Libero e Il Riformista e che è soprattutto un costruttore, un immobiliarista e uno dei re delle cliniche private, convenzionate con la sanità pubblica, il quale cosa voleva fare in Puglia? Voleva mettere in piedi e ha messo in piedi 11 residenze sanitarie assistite dalla Regione, ha ottenuto l’appalto, l’appalto era da 198 milioni di Euro, 400 miliardi di lire e poi secondo l’accusa si è sdebitato con Fitto pagandogli un pezzo della campagna elettorale con un versamento di 500 mila Euro passato addirittura attraverso la società degli Angelucci che edita Libero.
Fitto ha detto di avere messo regolarmente in registro quel finanziamento, i giudici hanno obiettato che non basta mettere a bilancio le tangenti, se sono tangenti, soldi in cambio di atti non dovuti, addirittura di atti dovuti, la corruzione non si può mettere a bilancio e sbiancare, la corruzione è sempre corruzione anche se viene messa a bilancio, vedremo il processo. In ogni caso Fitto doveva essere arrestato secondo il G.I.P. che aveva emesso il mandato di cattura, ma aveva avuto il tempismo di rifugiarsi in Parlamento e quindi la sua richiesta di arresto è stata respinta dall’aula e prima dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, nel 2006 finisce l’era Fitto. Fitto va in Parlamento e di lì a poco diventa Ministro.
Arriva Vendola, la sanità pugliese è devastata per questioni etiche, penali e finanziarie, perché è ovvio che la mala gestione della sanità che è la prima voce di bilancio di una Regione, significa buchi, quei tanti buchi nella sanità regionale, credo ci siano soltanto 3 regioni in Italia che non sono in rosso, che creano il grande debito della sanità nazionale, quindi se c’è una cosa importante da fare nell’allestire la nuova Giunta di centro-sinistra, per giunta capeggiata da Vendola che è l’uomo che si propone come rinnovatore della politica, della sinistra, il nuovo linguaggio, la narrazione, la poesia e tutto quello che volete voi, è proprio la scelta dell’Assessore alla sanità. Chi viene nominato assessore alla sanità? Alberto Tedesco, ex socialista craxiano che in quel momento è leader di un piccolo movimento detto dei socialisti riformisti, cosa fa Tedesco? Perché diventa Assessore alla sanità? Diventa assessore regionale alla sanità perché, spiega oggi Vendola, gli fu indicato dal Partito Democratico, in particolare dai dalemiani ai quali Tedesco era molto vicino, come la massima eccellenza in fatto di esperienza in tema sanitario, come direbbero a Roma “te credo” nel senso che la famiglia di Tedesco, i figli, hanno in quel periodo e credo ancora oggi, 3 aziende nel settore delle protesi ortopediche. Chi ha una società che produce protesi ortopediche ha un unico cliente, la Regione, le A.S.L., infatti il mercato della fornitura delle protesi ortopediche in Puglia se lo dividevano grossomodo la famiglia Tedesco e la famiglia Tarantini. Tarantini insieme al fratello ha un’altra società di protesi e chi è Tarantini? Giampaolo Tarantini, detto Giampi, arrestato poi perché portava le mignotte a Palazzo Grazioli e anche a alcuni politici pugliesi.
Era un puttaniere, era un pappone di professione? No, la sua professione è imprenditore del ramo protesi che poi voleva allargarsi nel ramo costruzioni e forniture alla Protezione civile e che per ingraziarsi i politici regionali e nazionali di destra, di sinistra, usava allettarli non soltanto con regali, ma anche con tangenti in natura, mignotte!
Quindi il capo della famiglia Tedesco, la persona più importante della famiglia Tedesco, famiglia che ha tramite i suoi figli 3 aziende nel settore protesi, sanitarie e affini, cliente di enti, queste società, della Regione senza gli appalti della Regione le protesi ovviamente te le puoi infilare da solo dove preferisci, viene nominato assessore alla sanità regionale, a questo punto uno dice: "Sarebbe questa la novità della politica di Vendola etc.? Prendere un vecchio craxiano riciclato nei dalemiani e metterlo all’assessorato più importante e più dispendioso come voce di bilancio della Regione? E’ questa la ventata di rinnovamento?" I fatti dicono che le cose sono andate così, naturalmente cosa succede? Che questo Tedesco impiega poco a farsi valere all’assessorato e già 3 anni dopo viene indagato dalla Procura di Bari per vari reati, in quel momento si sapeva che era indagato per tangenti, allora Vendola dice di averlo cacciato, Tedesco dice di essersi dimesso, anzi di avere offerto le dimissioni che all’inizio Vendola non voleva accettare, ma cambia poco. Tedesco appena giunge notizia che è indagato per la mala gestione della sanità regionale, due anni fa smette di fare l’Assessore, cosa fa? Attende pazientemente il processo per dimostrare la sua estraneità alle accuse? No, passa direttamente dalla Giunta Regionale al Senato della Repubblica con un bell’escamotage. Lui si era presentato alle elezioni del 2008, ma non era stato eletto, era risultato il primo dei non eletti nella lista del PD, quindi solo se un parlamentare del PD eletto in Puglia al Senato, sapete che lì il collegio è regionale o muore o si dimette, lui può subentrare e è proprio quello che succede, quando alle elezioni europee i dalemiani hanno la bella idea di candidare un loro senatore che è l’ex Ministro dell’agricoltura De Castro. De Castro viene eletto anche perché si fa eleggere chi si vuole nei grandi partiti, lo sapete benissimo, De Castro viene eletto parlamentare europeo, lascia il Senato, il posto vuote viene automaticamente occupato da Tedesco che da quel momento è corazzato con l’immunità parlamentare, esattamente quello che aveva fatto Fitto la volta precedente.
L’altro giorno, al termine di tre anni di indagine, la Procura ha consegnato le sue richieste al G.I.P., c’erano 18 richieste di arresto, il G.I.P. ne ha accettate otto e tra queste ha disposto la cattura di Tedesco, soltanto che per catturare Tedesco bisogna chiedere l’autorizzazione al Senato, domani, martedì, la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato risponderà sull’arresto di Tedesco, dopodiché si pronuncerà l’aula.
Il conflitto di interessi che Vendola conosceva(espandi | comprimi) La domanda è sapere che Tedesco avrebbe commesso reati o sarebbe stato accusato di commettere reati come assessore. Vendola non lo poteva sapere prima di nominarlo assessore, che Tedesco avesse un conflitto di interessi familiari microscopico, lo poteva sapere o no?Certo che lo poteva sapere, l’hanno scritto tutti i giornali, l’hanno detto alcune forze politiche, peraltro neanche il centro-destra perché il centro-destra non può accusare di conflitto di interessi il centro-sinistra, quindi il centro-destra stava zitto, ma c’era per esempio un parlamentare, Pierfelice Zazzera dell’Italia dei Valori che sul conflitto di interessi di Tedesco ha fatto una grande battaglia, quando stava per essere nominato e quando è stato nominato, cosa dice Vendola intervistato da Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano? “Tedesco mi era stato rappresentato come l’unico profilo di alta competenza sull’intricata sanità pugliese, la mia parola e il mio sguardo mi parevano un deterrente sufficiente per chi avesse intendi meno che leciti”. Vendola ti guarda in faccia, ti parla e da quel momento tu diventi immune da tentazioni, questa è la presuntuosa visione della politica che ha Vendola, quindi potrebbe nominare anche Al Capone perché poi basta guardarlo e parlargli e quello diventa buono. E' come San Francesco con il lupo di Gubbio, il problema è che qua il lupo perde il pelo, ma non il vizio, infatti Vendola dice: magari sono stato presuntuoso, ma penso che chi lavora con me, non possa essere sfiorato da dubbi disonesti, invece è quello che è esattamente successo, quindi non funziona lo sguardo!
All’inizio del mandato Tedesco… perché poi Sansa gli dice “Il conflitto di interessi di Tedesco che aveva figli con società che operano nella sanità, era noto” risposta di Vendola “All’inizio del mandato Tedesco mi diede garanzia che avrebbe sciolto il conflitto, comunque l’ho sostituito alle prime voci di un coinvolgimento nell’inchiesta”, il problema non è che l’hai sostituito dopo, perché dopo il danno è già fatto, c’è già un’inchiesta, una sanità inquinata per due anni, hai sbagliato gravemente, l’Assessore più importante della tua Giunta e potevi evitare di sbagliare, perché? Perché lo sapevi che se c’era una persona, anzi due persone in Puglia che non potevano fare l’Assessore regionale alla sanità, erano proprio Tedesco e Tarantini perché si spartivano il mercato delle forniture alle A.S.L. Due persone su milioni di persone non potevano fare da assessori e proprio una di queste due persone vai a prendere, perché? Adesso ovviamente dice che gliel’ha segnalato D’Alema. Vendola esagera e dice che Tedesco era l’uomo forte del PD. Si dimentica che nel 2005 – 2006 non c’era il PD. Si dimentica che Tedesco era leader di una piccola formazione, i Socialisti riformisti, si dimentica che il Presidente della Regione è eletto direttamente dal popolo, lui, può tranquillamente, nel rispetto del manuale Cencelli che ogni alleato deve essere rappresentato numericamente, la scelta degli assessori spetta a lui, al governatore e se ti propongono una persona che non ti convince, non dal punto di vista penale perché Tedesco ancora era insospettato, ma dal punto di vista del conflitto di interessi, tu punti i piedi e dici: quel posto spetta a voi, benissimo mettetemi uno che non abbia società in affari con la Regione.
Ma mettiamo che lui si convinca che il suo sguardo miracolerà Tedesco e lo libererà seduta stante da tutti i conflitti di interesse, benissimo, "All’inizio del mandato Tedesco mi diede garanzia che avrebbe sciolto il conflitto di interessi". Vendola lo guarda, l’altro garantisce e da quel momento si scioglie il conflitto di interessi. Un mese dopo che l’hai nominato, vuoi verificare? Non ci vuole la Cia per verificare se le società della famiglia Tedesco sono ancora della famiglia Tedesco, oppure se sono passate di mano perché o le ha vendute e allora ha risolto il conflitto di interessi, o non le ha vendute e allora il conflitto di interessi c’è ancora e devi aspettare la Magistratura per scoprire che non le ha vendute due o tre anni dopo? O lo potevi fare semplicemente con una visura camerale o chiedendoglielo "Le hai vendute o non le hai vendute?". Qui c’è da domandarsi se Nichi c’è o ci fa, ho l’impressione che ci faccia perché l’uomo è tutt’altro che stupido, penso che stia facendo il furbo su questa questione di Tedesco e che non se la possa cavare con così poco, fermo restando che Vendola è onesto, che non prende soldi, onesto nel senso che non prende i soldi, ma intellettualmente onesto è un’altra cosa, credo che qui non ce la racconti giusta, infatti Michele Migliano, il Sindaco di Bari sul suo blog gliel’ha fatto notare, dice "Guarda che Tedesco l’hai voluto tu, guarda che Tedesco lo potevi respingere tu, guarda che non è vero che te l’ha imposto il PD, perché il PD non c’era, magari te l’ha chiesto D’Alema e tu potevi fare una pubblica denuncia se non volevi Tedesco, se hai preso Tedesco adesso non trincerarti dietro D’Alema perché sei tu il governatore della Regione Puglia, eletto direttamente dal popolo, non nominato dai partiti, a differenza di Berlusconi che dice di essere eletto dal popolo mentre invece è stato regolarmente nominato dal Capo dello Stato su indicazione del Parlamento, Vendola è eletto direttamente dal popolo, gli risponde lui della Giunta". Poi gli hanno anche arrestato il Vicepresidente, Nicola Frisullo, perché? Perché Tarantini sentendosi emarginato dal mercato degli appalti in quanto c’era Tedesco, il capo della famiglia concorrente a quella di Tarantini, cosa fa? Cerca di arruffianarsi D’Alema pure lui, nella speranza che ce ne sia ancora anche per lui e cosa fa? Tre cose: si avvicina a Roberto De Santis, imprenditore pugliese che è il migliore amico di D’Alema e era socio nella prima barca che aveva D’Alema, Icarus, tramite De Santis aggancia D’Alema con il quale, in barca, fa un weekend, racconta almeno Tarantini nei verbali a Ponza, un altro weekend in Salento e poi c’è un viaggio a New York di cui nel verbale non si capisce bene una cosa se c’è solo De Santis o se c’è anche D’Alema, ma in Puglia De Santis è la pupilla dell’occhio di D’Alema; si arruffiana il Vicepresidente della Regione Puglia Nicola Frisullo dalemiano di ferro, la figura più importante politicamente dei dalemiani in Puglia, che diventa cliente di, dice Tarantini e accertano i magistrati, due prostitute dell’harem di Tarantini, che guarda caso erano le stesse che ogni tanto prestavano servizio anche a Palazzo Grazioli, giorni pari Berlusconi, giorni dispari Frisullo, Frisullo finisce in galera perché in cambio Tarantini voleva favori nel ramo della sanità, vedete che effetto a catena ha la nomina di Tedesco all’inizio, il peccato originale della prima Giunta, il primo atto importante di Vendola. Questi sono i risultati penali, i risultati finanziari sono che la Puglia in questi sei anni ha accumulato un deficit sanitario spaventoso, molto peggiore di quello che era riuscito a accumulare Raffaele Fitto, sapete che il governo deve approvare o bocciare i piani di rientro dal debito sanitario delle regioni, Tremonti ha bocciato il piano di rientro presentato dalla Giunta Vendola e Tremonti ha tanti difetti, ma secondo me in questo caso non ha tutti i torti, ha torto quando paragona la Puglia alla Grecia, a uno stato praticamente fallito, la Puglia non è fallita, ma quando critica la mala gestione della sanità pugliese dal punto di vista finanziario, non può evidentemente avere torto. Nel dicembre, non di quest’anno, dell’anno passato, del 2009, quindi poco più di un anno fa, la perdita di esercizio della sanità pugliese era di 1 miliardo, sapete quanto è ogni anno il bilancio della sanità a livello nazionale? E’ poco più di 100 miliardi, l’1 % del bilancio della sanità nazionale è il buco della sanità pugliese, quindi le dimensioni sono enormi di questo buco e 1/3 di questo buco, 350 milioni la Giunta Vendola li ha accumulati soltanto nel 2009, soltanto in un anno 350 milioni di buco, qui la politica c’entra poco, Tremonti destra, Vendola sinistra c’entra poco, questi sono numeri. Sono numeri che dipendono forse anche dal fatto che l’anno scorso, quando è stato eletto il governatore della Regione Puglia, poco prima delle elezioni Vendola cosa ha fatto? Ha assunto a tempo indeterminato 8 mila precari tra dirigenti, medici e infermieri di società esterne che lavoravano per le A.S.L. e che sono stati di botto tutti internalizzati nelle A.S.L., naturalmente è un’ottima cosa combattere il precariato, è un’ottima cosa cercare di stabilizzare i lavoratori, ma se li fai tutti stabili in blocco la settimana prima delle elezioni, 10 febbraio ultima seduta del Consiglio regionale prima delle elezioni, beh, se l’avesse fatto un democristiano socialista qualcuno avrebbe detto "Questo puzza tanto di compravendita di voti, tu in campagna elettorale assumi 8 mila persone, perché? Se era giusto perché non l’hai fatto prima? Se lo fai adesso c’è il sospetto che ti stai comprando un po’ di voti a spese dei contribuenti, in una Regione che è dissestata dal punto di vista del bilancio della finanza sanitaria".
Governatori diversi, stesso sistema(espandi | comprimi) Questo è il profilo politico, amministrativo e finanziario, poi c’è il profilo penale che per Vendola è stato escluso e infatti Vendola dopo che è stata archiviata la sua posizione, si lamenta perché dice: ma come, il mio processo era stralciato davanti al G.I.P. Di Paola...Mi pare si chiami Di Paola, mentre tutte le carte naturalmente le trovate sul sito de Il Fatto Quotidiano per leggere bene di cosa si tratta, ma la vicenda Tedesco invece sta davanti a un altro G.I.P. perché si chiama Di Benedictis e quindi Di Benedictis non ha potuto fare a meno, ovviamente, dovendo scrivere com’è organizzato il sistema criminale che lo ha portato a disporre l’arresto di 8 persone, tra le quali anche del Senatore Tedesco, è ovvio che Di Benedictis deve descrivere qual è il sistema e il sistema ovviamente è una piramide al cui vertice c’è Vendola e quindi ha fatto delle osservazioni che riguardano anche Vendola e il sistema di cui è responsabile il governatore eletto dal popolo. Un sistema clientelare, una lottizzazione sistematica, un collaudato sistema criminale, costituisce un dato irrecusabile la consapevolezza dei responsabili politici, di tutti i responsabili politici di operare per fini di spartizione politica e correntizia, non risulta circoscritto questo sistema a singoli esponenti della maggioranza di centro-sinistra, ma assurge a logica di strategia politica, al fine di acquisire consenso e rendere stabile la maggioranza di governo. Tedesco curava i suoi interessi personali e economici e Vendola aderiva alle richieste del suo assessore per criteri di spoil system del tutto avulsi da esigenze di corretta gestione amministrativa dell’A.S.L. di Lecce. Cosa vuole dire spoil system? Lo spoil system è una buona cosa, arriva il governatore, con il suo assessore nomina i dirigenti delle A.S.L., li sceglie di sua fiducia, così quelli rispondono a lui e così risponde lui alla fine per l’operato di questi signori, se hanno fatto bene avrà di che vantarsene con gli elettori e avrà fatto un buon servizio ai cittadini, se hanno fatto male non potrà dire "Li ha scelti il mio predecessore". Quindi lo spoil system responsabilizza, fai pure piazza pulita, nomina pure tutti quelli che decidi che sono bravi, se poi si vede che sono delle ciofeche però non puoi dare la colpa ai predecessori, come fa sempre Berlusconi che, qualunque cosa è sempre colpa di Prodi, se li hai scelti tu con lo spoil system, poi ne rispondi tu del loro operato e li devi controllare tu, tramite il suo assessore. Invece lo spoil system, scrive il giudice legittimo, non obbediva a criteri di corretta gestione amministrativa, ma a criteri di interessi personali e economici dell’assessore e di interessi clientelari del governatore Vendola e dei suoi alleati del centro-sinistra in Giunta, per acquisire consenso e stabilizzare la maggioranza. Poi ci sono i dettagli, sapete i giornali hanno parlato molto del fatto che Vendola voleva confermare un commissario straordinario in un’A.S.L. come direttore generale, una norma regionale vietava di fare il direttore generale nello stesso posto uno che era già stato commissario straordinario, allora lui chiama l’Assessore e dice "Ma non si può togliere questa norma e cambiare questa norma?". Hanno subito detto che voleva fare la legge ad personam come Berlusconi, naturalmente sono stronzate, Berlusconi leggi ad personam le fa per cancellare i suoi reati e i suoi processi, qui Vendola stava semplicemente cercando di adeguare una norma per poter mettere una persona di sua fiducia, il problema non è quello, non è il fatto che uno vuole cambiare una Legge Regionale, è il Presidente della Regione è ovvio che se la maggioranza la cambia è suo compito, cambiare le leggi regionali, l’importante è che poi risponda lui delle nomine e dei risultati. I risultati sono un miliardo e passa di buco, i risultati sono l’Assessore N. 1 alla sanità che latita in Parlamento, altrimenti sarebbe in galera, i suoi principali collaboratori già in galera perché non sono andati in Parlamento, il Vicepresidente Frisullo finito in galera e una sanità che viene così descritta dai magistrati con migliaia di elementi e di prove alla mano, in tutto questo c’è anche D’Alema che naturalmente ha segnalato sia Tedesco, sia Frisullo, ne sbagliasse uno D’Alema, due ne ha segnalati, uno è finito in galera, l’altro ci sarebbe se non fosse in Parlamento. E che gironzolava in barca con Tarantini e uno può dire "Va beh", ma Tarantini racconta di avere organizzato una cena elettorale per D’Alema e D’Alema c’era. Il Sindaco Michele Migliano dice che appena vide chi organizzava la cena suggerì a D’Alema di allontanarsi, perché? Perché basta leggere quello che racconta Tarantini e cioè che lui si era dato da fare per organizzare la cena, perché la finalità era per noi quella di invitare i primi dirigenti delle A.S.L., i primari e fare bella figura facendo vedere che c’era il Presidente D’Alema, volevo sponsorizzare il PD per essere accreditato a lavorare nella sanità e già dopo che gli avevano messo Tedesco che era considerato il suo rivale, il suo concorrente insieme alla sua famiglia, è ovvio che lui cercasse… allora cosa fa? Invita una grande tavolata in un bel ristorante fuori Bari, direttori generali della sanità, manager, primari, vice primari, amministrativi, gli fa trovare D’Alema, paga lui per tutti e dice "Guardate con chi mi accompagno, quindi ricordatevi di me quando dovete affidare certe gare, certe forniture". Credo che chi partecipa a certe cene, chi ha certe frequentazioni non può dire "Non sapevo". Se stai in Puglia da una vita, se vieni eletto in Puglia da una vita e partecipi a una cena elettorale di Tarantini non puoi dire "Non so chi è Tarantini", non puoi dire "L'ho incontrato per caso", perché certe persone, a certe persone non va stretta neanche la mano se hai il sospetto non solo che siano dei poco di buono, ma anche che vogliano usare la tua vicinanza per ottenere dalla Regione dei favori o delle cose che non dovrebbero ottenere altrimenti, ma anche lì tutto era partito dal peccato capitale. D’Alema che indica Tedesco Assessore alla sanità e Vendola che obbedisce senza esercitare le sue prerogative di scelta in ultima analisi della sua squadra di assessori e poi per i rami dei dirigenti, il peccato originale è quello da cui discendono tutti gli altri e oggi abbiamo azzoppato da questa vicenda quello che per molti costitutiva una speranza, non dico di rinnovamento perché fa politica da 30 anni, ma almeno di aggiornamento della classe dirigente del centro-sinistra, era un po’ meno vecchio di quelli che hanno rappresentato il centro-sinistra in questi ultimi 20 anni. Oggi è azzoppato da questa vicenda e non mi può dire "Mi ha azzoppato D’Alema o mi hanno azzoppato i magistrati", si è azzoppato anche da solo, ma D’Alema diciamo che gli ha dato una buona mano, la domanda è "Cosa debbano ancora fare i D’Alema boys perché D’Alema sia accompagnato alla porta del PD?" E la domanda è "Ma è possibile che per andare allo scontro finale con l’uomo dei conflitti di interessi, con Berlusconi, il centro-sinistra possa presentarsi con la faccia di Vendola? Uno che dovendo nominare l’assessore alla sanità all’insegna del rinnovamento, mette proprio quello che era il simbolo del conflitto di interessi della sanità pugliese?". La risposta la lascio a voi, continuate a leggerci su Il Fatto Quotidiano, grazie a quelli che ci hanno dato fiducia venerdì acquistandolo credo in 20 mila copie in più del solito per l’inserto culturale “Saturno” che è stato molto apprezzato e passate parola!
Buongiorno a tutti, è stata la settimana di Sanremo, la settimana nella quale gli italiani hanno ritrovato improvvisamente il loro amore per la patria, grazie all’ora o quasi di performance di Roberto Benigni sull’inno nazionale e dintorni, naturalmente non è qua in discussione la bravura di Benigni che è stato sicuramente bravissimo, soltanto un grande attore può tenere incollati per 50 minuti milioni e milioni di italiani, il cui livello di attenzione, grazie a questo modello televisivo è pari a quello di un lombrico, incollati al video per parlare di Risorgimento, di Mameli, di valori, di storia, di cultura, quindi non è in discussione sicuramente Benigni che ha fatto una grandissima performance.
Orgogliosi di essere italiani?(espandi | comprimi) In discussione magari è il messaggio che è uscito da quella performance, a me quando l’ho rivista il giorno dopo su You Tube aveva lasciato in qualche modo perplesso il messaggio che ne usciva, anche se non riuscivo bene a esprimere quel disagio che sentivo nel riascoltare Benigni. E devo dire grazie a Natalino Balasso che è un altro bravissimo attore, chi ha partecipato al V-Day lo conosce perché era presente al V-Day, mi pare a Torino e Natalino che ha un blog sul sito ilfattoquotidiano.it, oggi ha trovato le parole giuste per rendere quello che almeno io sentivo e non riuscivo a esprimere, il suo post si intitola “Retorica di sinistra” è molto breve quindi ve lo leggo “Ho sempre trovato vacuamente retorico l’inno di Mameli, non per il buon Mameli, che era anche tanto giovane e quindi giustificabile, ma perché qualunque inno è necessariamente retorico. Ora che lo canta Benigni non vedo perché dovrei cambiare idea. Se poi dovessimo cantarlo tutto intero, ci sarebbero anche strofe a dir poco imbarazzanti per chi crede nella democrazia. Che l’Italia sia unita nella crescita culturale e sociale di un Paese mi va bene, che l’Italia sia unita nella retorica del volemosebene o dell’orgoglio dei soldati no. L’orgoglio è un sentimento pericoloso, non vedo perché dovrei sentirmi orgoglioso di essere italiano, quando questo dovrebbe significare che preferisco essere italiano invece di francese o lèttone o curdo o israeliano o americano. Mi sarebbe indifferente appartenere a qualsiasi nazionalità, perché ritengo che l’amor patrio sia una cosa vuota oltre che pericolosa. E in fondo non è da questo che nascono le guerre? Non è dagli inni nazionali? Non è dallo stringiamci a coorte? Dalle bandiere? Quando al telegiornale danno notizia di un disastro o di un attentato all’estero, si affrettano a dire che fra le vittime non vi sono italiani. Ma, fatte salve le preoccupazioni degli eventuali parenti delle vittime, per quale motivo dovrei sentirmi sollevato se fra centinaia di morti non ci sono italiani? Non sono morti gli altri? C’è da dispiacersi meno se i morti non parlavano la nostra lingua? Rispondere alla retorica della Lega con una retorica ancor più vecchia non mi sembra cosa utile. No, Benigni che canta l’inno nazionale non mi commuove affatto e a dire il vero mi preoccupa una sinistra che sembra rispondere alla mancanza di moralità e all’arroganza dei governanti con un bigottismo cieco o una vacua retorica.” Credo che l’amor di patria sicuramente faccia parte delle nostre radici, il fatto di nascere qua non ci deve rendere indifferenti, anche se amare l’Italia non vuole dire per questo detestare tutto ciò che non è Italia o che non viene di lì, credo che Balasso però abbia ragione sulla pericolosità di questa retorica, soprattutto in un momento come questo, perché un momento come questo alla vigilia delle celebrazioni, immaginate i fiumi di saliva, l’orgia di retorica che ci sarà per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, rischia di diventare non un’occasione per riflettere sulla storia e sul fatto che 150 anni fa c’erano persone, anche molto giovani che in Italia avevano dei valori e erano disposti addirittura a morire, è chiaro che oggi fa ridere l’idea che uno prenda le armi le armi per un’ideale, bisogna calarsi naturalmente nella cultura di quel periodo che era la cultura del romanticismo, dei nascenti nazionalismi, anche se non erano ancora sfociati ovviamente nell’aberrazione dei fascismi. Quindi bisogna contestualizzare, è ovvio che Mameli oggi non avrebbe senso il fatto però che ci fossero degli ideali per i quali qualcuno era disposto a morire, è sicuramente una frustrata a tutti quelli che pensano soltanto a tirare a campare, alla pagnotta o a stare sempre dalla parte dove tira il vento.
Invece il rischio è che questi 150 anni, con questo tipo di retorica da “volemose bene” diventino un’occasione per annullare le differenze, per annullare il dissenso, per annullare le voci critiche e per organizzare un gigantesco abbrassons nous dove non si riesce più a distinguere quello di cui dobbiamo essere orgogliosi e quello di cui invece dobbiamo vergognarci, io personalmente in questo momento se dovessi dire che sono fiero di essere italiano, direi una bugia, mi vergogno di essere italiano, quindi come fanno quelli che si vergognano di essere italiani a celebrare i 150 anni, insieme a quelli diranno di essere fieri di essere italiani? Sarei fiero di essere italiano se la classe politica fosse quella di 150 anni fa, ma oggi la classe politica è il contrario di quello che era 150 anni fa e come si fa a festeggiare lo stesso evento quelli che si vergognano oggi di essere italiani, proprio perché sarebbero fieri di esserlo con la classe politica e con il popolo italiano di 150 anni fa che era molto diverso da quello di oggi, insieme a coloro che invece non vedono nessuna differenza o magari pensano addirittura che al governo abbiamo Cavour redivivo, non dimentichiamo che abbiamo al governo uno psicopatico che ha addirittura dichiarato di essere il più grande Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, non so se abbia detto italiano o se abbia lasciato più nel vago la cosa in modo che qualcuno potesse pensare che lo è addirittura a livello mondiale o, non poniamo limiti, planetario o intergalattico.
Questa è una riflessione che tenevo a fare perché è evidente che ci sarà un po’ questo ricatto morale dice: ah tu non festeggi, tu non partecipi ai 150 anni, allora sei leghista, no, una delle ragioni per cui mi vergogno di essere italiano è che al governo abbiamo non la Lega in generale, abbiamo questa Lega, come è diventata, come si è trasformata e come è degenerata con ciò che vedete tutti i giorni, tra l’altro un piccolo aneddoto che forse non è stato evidenziato troppo dai giornali e capirete il perché adesso quando ve lo racconto, vi ricordate il Ministro Calderoli, Ministro della semplificazione normativa che qualche mese fa apparve all’improvviso in una piazza munito di lanciafiamme di fronte a un cumulo gigantesco di carte e cominciò a bruciarle, fece un grande falò di queste carte e raccontò poi che queste carte altro non erano se non le 375 mila leggi inutili che lui aveva astutamente individuato nel primo anno e mezzo di legislatura, come abbia fatto a scovare 375 mila leggi inutili in meno di un anno e mezzo nessuno l’ha mai capito perché ci vuole del tempo comunque per leggere queste 375 mila leggi inutili, evidentemente ha uno staff molto rapido, forse esperto anche in lettura veloce, in lettura diagonale, ma soprattutto come fa l’Italia a avere 375 mila leggi inutili, visto che secondo Tremonti le leggi in Italia non superano le 150 mila unità, se abbiamo meno di 150 mila leggi, come ha fatto Calderoli a trovarne 375 mila inutili, in aggiunta poi a quelle utili che immagino saranno anche quelle qualche decina di migliaia, in realtà aveva sparato il solito numero a casaccio, fidandosi ciecamente del mondo della disinformazione che invece di andare a controllare le cose, prende per buono ciò che racconta il potere e lo rilancia.
Gian Antonio Stella calcolò che per approvare 375 mila leggi, il Parlamento italiano avrebbe dovuto lavorare giorno e notte ininterrottamente per tutti i 150 anni della storia dell’Italia unita, compresi i weekend, le vacanze, i periodi di guerra e approvarne, di leggi inutili, 7 al giorno, più quelle utili, voi immaginate come fa può aver fatto il Parlamento a approvare 7 leggi inutili al giorno, più quelle utili, è evidente che stiamo parlando di numeri folli, inventati naturalmente.
La tragedia è che tra le leggi che Calderoli ha bruciato e che sono evidentemente molte meno di 375 mila, ce ne erano alcune utili che così evidentemente in una fiammata incontrollata hanno preso fuoco pure quelle, per esempio il regio decreto credo del 1866 che annetteva all’Italia il Veneto e un altro regio decreto che annetteva la Città di Mantova e una legge che stabiliva che il Canal Grande è di proprietà della Città di Venezia, quindi il risultato è che bruciate quelle leggi oggi è come se il Veneto non fosse stato annesso all’Italia, è come se Mantova non fosse italiana e è come se il Canal Grande non fosse veneziano, quindi non si capisce di chi è il Veneto, Mantova e il Canal Grande, perché lui così ogni tanto gli parte il lanciafiamme e brucia qualcosa, il Ministro piromane, con gli occhi fuori dalle orbite.
In queste mani siamo, quindi c’è anche il caso che il 17 marzo quando il Capo dello Stato avvierà le celebrazioni, l’Italia non abbia più i confini definiti che conoscevamo fino a qualche tempo fa, magari ci facciamo ridare poi Nizza e Savoia dalla Francia, magari molliamo l’Alto Adige all’Austria, magari richiamiamo gli Asburgo, non si capisce bene quali siano, tanto per dirvi la serietà della nostra classe politica in questa lunga fase.
Maghreb in fiamme, Frattini nullità(espandi | comprimi) Quindi personalmente credo che ci siano molti motivi per vergognarci in questo momento di essere italiani, l’altro giorno su Il Fatto abbiamo raccontato un caso veramente avvincente, un Ministro dello sport e della cultura che si dimette perché sono uscite alcune sue foto che lo ritraggono abbracciato a delle ragazze molto giovani e in una foto lo si vede con la mano su una chiappa di una di queste ragazze e più in altre ci sono dei balli, braci, abbracci è la festa di San Valentino, questo Ministro si chiama Joseph Habineza ed è Ministro del Governo ruandese, o meglio era Ministro del Governo ruandese perché quando sono uscite quelle foto si è dimesso all’istante. Naturalmente ogni riferimento a persone, fatti o cose accadute in Italia è puramente intenzionale, nel senso che da noi c’è un Presidente del Consiglio che non solo è stato fotografato con le mani addosso a delle ragazze, ricordate le foto di Villa Certosa, ma è rinviato a giudizio per induzione alla prostituzione minorile e per concussione, ma a differenza che nel Ruanda, in Italia non si usa dimettersi per queste quisquilie e noi dovremmo dirci orgogliosi di essere italiani, visto che a rappresentarci nei festeggiamenti per i 150 anni non è Cavour e neanche Habineza, è Silvio Berlusconi? Noi siamo di fronte a un Maghreb in fiamme, la rivolta in Tunisia che ha liberato la Tunisia da un dittatore che avevano messo lì i nostri governi Ben Ali era stato sistemato al posto di Burghiba da un golpe pilotato dai nostri servizi segreti come raccontò a suo tempo l’ex capo dei servizi italiani, era un golpe pilotato da Andreotti e da Craxi e infatti Craxi fu poi accolto dal golpista che governava in Tunisia, i tunisini se ne sono liberati, l’hanno cacciato a pedate, naturalmente Berlusconi si è schierato con Ben Ali, dopodiché la stessa cosa è successa con Mubarak che governava da 30 anni ininterrottamente senza problemi, Berlusconi si è schierato con Mubarak infatti Mubarak è immediatamente finito. Adesso c’è Gheddafi forse in fuga e ancora una volta l’unico governo che si schiera con Gheddafi che non condanna la feroce e sanguinosa repressione in Libia è naturalmente il governo italiano con questa nullità, con questo vuoto che cammina di Frattini che non avendo ricevuto ordini dal capo, balbetta e intanto il capo ha già detto che lui non telefona a Gheddafi perché ha paura di disturbarlo e in effetti non disturbate il massacratore, questa è la regola della nostra politica estera, questo era anche il titolo de Il fatto di ieri e noi dovremmo essere orgogliosi di essere italiani avendo una rappresentanza di questo livello? Regolarmente eletta sulla base della porcheria di legge elettorale che abbiamo dalla coalizione che ha raggiunto il maggior numero di voti alle elezioni, mica da un governo golpista, anche se poi sappiamo benissimo con quali condizionamenti questa maggioranza mediatici e non solo, viene eletta, dovremmo essere orgogliosi di essere italiani mentre il Presidente del Consiglio tenta un’altra volta di sfuggire ai suoi processi riformando la giustizia, le intercettazioni, adesso vuole mettere di nuovo in galera i giornalisti, parla di un modello americano dove invece in galera ci vanno i politici e le intercettazioni escono tranquillamente sui giornali come in tutte le democrazie, vuole riformare la Corte Costituzionale perché dice che boccia le leggi che piacciono a lui, il problema è che la Corte Costituzionale ha proprio questo compito, bocciare le leggi incostituzionali e siccome quelle che piacciono a Berlusconi sono tutte regolarmente incostituzionali, è ovvio che la Corte le bocci, ma non lo fa perché ce l’ha con lui, lo fa proprio perché questo è il suo compito, bocciare le leggi incostituzionali, allora lui ha avuto un’idea veramente geniale, ha detto: mettiamo il quorum dei 2/3, se la Corte Costituzionale non raggiunge un voto dei 2/3 o l’unanimità la legge rimane in vigore anche se è incostituzionale.
La ragione è molto semplice, sapete dalle intercettazioni dell’indagine sulla p3 che Berlusconi è riuscito a mettersi in tasca 5 o 6 giudici costituzionali, è evidente che se ne controlla 5 o 6 e devono essere in 10 per dichiarare incostituzionale una sua legge perché in tutto i membri sono 15, se lui ne controlla 6, 10 non saranno mai a bocciare una sua legge, saranno al massimo 9 e quindi le leggi incostituzionali resteranno in vigore, questo è il calcolo matematico che lui ha fatto, il problema è che non ha calcolato una cosa che mettono in rilievo due ex Presidenti della Consulta, Onida e Zagrebelsky i quali dicono: ma guardate che la Corte non è mica un organo politico dove si può mettere la maggioranza semplice, assoluta, 2/3, 4/5, 6/10, 6/9 quello che si vuole, la Corte Costituzionale è un Tribunale, è il Tribunale delle leggi, giudica le leggi, alla fine del “processo” a una legge, deve uscire una sentenza che dichiara o costituzionale o incostituzionale la legge, non ci può essere il pari, non ci può essere la x, non ci può essere il “non so” invece con questa legge noi avremmo che la Corte si esprimerebbe a maggioranza per l’incostituzionalità di una legge, quindi sapremmo che la legge è incostituzionale, ma dato che la maggioranza non è dei 2/3, non potrebbe bocciarla questa legge e quindi avremmo delle leggi incostituzionali che restano in vigore perché la Corte è paralizzata.
Ovviamente non riuscirà mai a fare queste cose, ma il fatto che le concepisca, che le dica e che trovi qualcuno che intorno a lui le avalla è abbastanza per dire che ci vergogniamo di essere italiani, come ci vergogniamo di essere italiani nel leggere sui giornali che ci sono esponenti del centro-sinistra da Violante a Sircana, Sircana ancora parla, a Franco Marini a altri che vogliono dare un salvacondotto a Berlusconi e sono d’accordo per il ritorno all’immunità parlamentare e in una forma molto peggiore di quella che c’era prima del 1993 perché l’immunità parlamentare prima del 1993 non esisteva, esisteva la possibilità per il Parlamento di bloccare quei rarissimi processi nei quali ci sia un fumus persecutionis, che va dimostrato e cioè che non ci siano notizie di reato sul politico, che ci siano invece le prove che il Magistrato che indaga sul politico ce l’ha con lui per motivi politici, in quel caso assolutamente eccezionale si può bloccare il processo, altrimenti l’autorizzazione a procedere va data sempre.
La proposta che fanno invece questi, firmata da uno del Pdl, tale Luigi Compagna e da una del PD, tale Franca Chiaromonte figlia d’arte, dalemiana naturalmente è che il magistrato fa le indagini e al momento di chiedere il rinvio al giudizio, manda le carte al Parlamento e il Parlamento ha 90 giorni di tempo per bloccare il rinvio a giudizio, se lo blocca il processo si farà quando quello si deciderà di uscire dal Parlamento, se invece non lo blocca, il processo si fa subito, ma conosciamo benissimo i comportamenti della maggioranza di centro-destra e abbiamo visto come si comportava in casi analoghi la maggioranza di centro-sinistra, quando c’è un politico da giudicare si mettono regolarmente d’accordo e lo salvano, l’hanno fatto per gli arresti di Previti, di Dell’Utri, di Cito, di Firrarello, di tanti altri per i quali era stato chiesto l’arresto, l’hanno fatto per le intercettazioni e per l’arresto di Cosentino, lo fanno sempre, una mano lava l’altra, figuratevi una legge che dicesse: potete bloccare entro 90 giorni i processi, bloccherebbero tutti i processi ai politici, non c’è più scritto che lo possono fare soltanto per il fumus persecutionis, c’è scritto che lo puoi fare perché il politico non deve essere disturbato durante l’esercizio delle sue funzioni, quindi con questa scusa, figuratevi, lo facevano già prima di abusare dell’immunità quando era necessario dimostrare il fumus persecutionis e loro lo dichiaravano sempre a prescindere, figuratevi se adesso non dovessero neanche dichiarare il fumus persecutionis che vergogna sarebbe. Ci sono esponenti del centro-sinistra, ve li ho nominati: Violante, Marini, Sircana, Franca Chiaromonte e altri e chissà chi c’è dietro di loro, che sono disponibili a votare una porcheria del genere, perché è naturale che una porcheria del genere se non ottenesse il quorum dei 2/3, questo sì necessario per le leggi costituzionali, la legge sarebbe poi sottoposta a referendum e pensate che bel referendum, un referendum in cui si chiede ai cittadini “Volete immunizzare 950 deputati e senatori qualunque reato abbiano commesso?” Pensate come finirebbe, altro che il 93% che abolì il finanziamento ai partiti nel 1993. Quindi vergogniamoci per questa classe politica che rappresenta l’Italia, altro che festeggiare, vergogniamoci di un Parlamento la cui maggioranza ha appena votato una deliberazione a Camera, 315 voti in cui si dice che Berlusconi telefonò in Questura perché preoccupato da una crisi internazionale nel caso in cui Mubarak avesse saputo che sua nipote era stata trattenuta in Questura perché fermata per un furto, a parte il fatto che non si capisce per quale motivo Mubarak dovrebbe meravigliarsi se in Italia le ragazze che rubano vengono portate in Questura e dove dovrebbero essere portate? Secondo voi dove le portano in Egitto? Il problema è che in Egitto non escono più, mentre qua telefona il Presidente del Consiglio e se sono amiche sue escono, in secondo luogo per quale motivo Mubarak avrebbe dovuto offendersi del fatto che in Italia si arrestano le ladre, ammesso che quella fosse sua nipote? Il problema è che immaginate se Mubarak avesse saputo che sua nipote fa la prostituta e che presta servizio a Arcore, nella villa di Berlusconi, lì sì che ci sarebbe stato l’incidente diplomatico, visto che poi non è lo zio di Ruby, pensate quando ha saputo che Berlusconi spacciava per vera una notizia falsa e cioè che una prostituta che lui frequentava minorenne e che riempiva d’oro e di regali era la nipote di Mubarak, ma vi farebbe piacere che c’è un Presidente del Consiglio di un altro paese che va raccontando che voi avete una nipote che fa la mignotta? L’ho detto l’altra sera a Anno Zero, altro che incidente diplomatico, ci avrebbe dovuti bombardare se avesse saputo cosa andava raccontando in giro Berlusconi per sottrarre una ladruncola dalla Questura che poi non si capisce cosa le avrebbero potuto fare in Questura, non era mica una manifestante no global, i manifestanti no global di solito escono con la faccia a forma di termosifone, visto che li sbattono contro i termosifoni, quando sono fortunati, ma non mi risulta che alla Questura di Milano torturino le ragazzine minorenni, sorprese per un furtarello e poi se fosse così il Presidente del Consiglio dovrebbe intervenire per evitare violenze se lui pensa che una ragazza minorenne in Questura rischia, per cui lui la deve salvare.
Pio Albergo Trivulzio, 19 anni dopo(espandi | comprimi) Il Parlamento è riuscito a prendere per buono questa bufala alla quale non crede nessuno dei 315 che l’hanno votata, che l’hanno approvata e quindi ci dobbiamo vergognare di essere italiani perché la maggioranza parlamentare che rappresenta, purtroppo, la maggioranza degli italiani, ha votato una cosa del genere e non è successo niente.Tutti difensori della sacralità del Parlamento non sono insorti dicendo: a quale vergogna si sta piegando il Parlamento e poi ci dobbiamo vergognare per la casta trasversale che ancora una volta ha dato grande prova di sé con lo scandalo affittopoli quater, quinquies, non saprei più neanche numerarlo perché affittopoli 1 fu quella tirata fuori da Il Giornale di Feltri nel 1995 quando si scoprirono politici di destra, di sinistra che affittavano da enti previdenziali case di gran lusso pagandole una miseria, Dantoni, vi ricordate all’epoca era un sindacalista, adesso è un parlamentare del PD che per essere più vicino agli operai stava in un attico dell’Inpdap da 219 metri quadrati ai Parioli con due vasche idromassaggio Iacuzzi e pagava 1.200.000 lire al mese, ricorderete D’Alema che viveva in un 150 metri quadrati dell’Inpdap a Trastevere, pure lui con un affitto da favola naturalmente, almeno lui ebbe il pudore di lasciare poi quella casa e di comprarsene una a prezzi di mercato, all’epoca era anche reato favorire qualcuno in questo modo, c’era l’abuso d’ufficio non patrimoniale, adesso fu depenalizzato anche perché c’erano delle inchieste su affittopoli dal centro-sinistra e dal centro-destra insieme. Poi ci fu un’altra piccola affittopoli scoperta da Woodcock quando intercettando in una delle sue indagini si sentì il Presidente, all’epoca della Regione Lazio, Storace che chiamava il capo dello Iacp e gli chiedeva un appartamento in affitto per un’amica di Alleanza Nazionale, una certa Paola e quello dello Iacp gli rispose che per l’alloggio era in elenco e quindi aveva la precedenza un altro che era in lista di attesa da più tempo, un certo Zambelli che era pure lui un politico, tra l’altro di Forza Italia, all’epoca erano ancora divisi, allora Storace gli disse: di Zambelli non me ne frega un amaro cazzo, adesso vedrete che Storace sarà sicuramente in televisione a pontificare contro la nuova affittopoli della sinistra, poi vedremo se è solo della sinistra, Berlusconi non ha problemi di case, sapete che ogni casa che ha avuto ne è nato un processo o uno scandalo dalla Villa di Arcore pagata un pezzo di pane alla Marchesa Casati Stampa, alla Villa di Macherio dove ci fu uno scandalo perché frodi fiscali etc. sull’acquisto dei terreni circostanti, la Villa Certosa in Sardegna gliel’ha venduta Flavio Carboni quindi tutta brava gente, le case a Antigua, sapete che c’è lo scandalo in piedi sulla Banca Arner, ne abbiamo parlato e non ha problemi dal punto di vista abitativo. Mastella aveva risolto la cosa con ben 6 alloggi nel centro di Roma a prezzi stracciati per sé, per la moglie, per i figli etc.. Espresso scoprì un’altra affittopoli, Marco Lillo su L’espresso “Casa nostra” si chiamava quell’inchiesta a puntate di qualche anno fa e c’era di tutto, c’era Gianni Alemanno, 500 mila Euro per acquistare 7 vani ai Parioli dalla Scip, l’ex Inail , Vaccini è attualmente nel centro-destra, all’epoca era nell’Udc attico e superattico alla Balduina, 15 vani, due terrazze acquistati per 875 mila Euro, Cossiga buonanima, lasciamolo perdere perché è morto, Fioroni Partito Popolare 3 vani e mezzo delle Nasarco in Via Tomba di Nerone, sulla Cassia 94 mila Euro, neanche un box auto, Loiero, l’ex governatore della Calabria in zona Flaminia sempre dalla Scip ingresso, doppio salone, tre camere, cucina, 3 bagni, due balconi 189 mila Euro, Franco Marini ex Presidente del Senato PD dalla Scip ancora pure lui ai Parioli 14 vani catastali, 1 milioncino.
Pionati l’ex mezzobusto che ora capitana un partito di cui l’unico deputato noi è lui, Monteverde vecchio attico e superattico 10 vani con terrazza panoramica sul Trastevere dalla Scip 500 milioni nel 2001; Violante casa Ina lungotevere Flaminio, terzo, quarto e quinto piano, 4 camere, due terrazze 327 mila Euro, Veltroni la moglie da Scip ha comprato 8,5 vani in Piazza Fiume sempre a Roma più posto auto e cantina 377 mila Euro. Quando l’ho raccontato, avevo raccontato anche del caso delle dimissioni per ragioni di affittopoli di un politico che nel 2005 ha lasciato il Ministero dell’economia perché un giornale l’aveva beccato a abitare in un mega-appartamento di servizio di 600 metri quadrati in pieno centro con la moglie e i figli e pagava 14 mila Euro al mese, ma li accollava questi soldi dell’affitto allo Stato, all’inizio aveva provato a difendersi dicendo: sono povero, sono figlio di un calzolaio, mi sono fatto da solo, ma poi quel giornale ha scoperto che questo tizio nella capitale possedeva 4 appartamenti e in provincia altri 2 e li aveva dati in affitto e il rimborso pubblico si può avere soltanto quando si è in trasferta per ragioni istituzionali, ma non si posseggono case in quella città, se le hai non è che le affitti e poi ti fai pagare una tua casa dallo Stato, quindi andò in televisione, chiese scusa, pianse e poi si dimise sia da Ministro e sia da affittuario, da inquilino. Questo Ministro naturalmente non è italiano, è francese, si chiamava Herve Geismar e era Ministro del governo ai tempi del Presidente Chirac ed il giornale che l’aveva smascherato era Il Canard Enchaîné e il Presidente del partito gollista che pubblicamente razziò Geimar si chiamava Nicolas Sarcozy, così finiscono gli scandali di affittopoli, non credo ci sia stato un processo per tutto questo, c’è stata semplicemente un’inchiesta giornalistica, i fatti erano veri e il signore se ne è andato dalla casa e dal governo. Adesso abbiamo la nuova affittopoli che riguarda il Pio Albergo Trivulzio, l’ospizio per anziani che i milanesi chiamano la Baggina di cui era il patron Mario Chiesa, socialista che poi fu arrestato nel 1992 perché prendeva le mazzette per ogni fornitura e per ogni appalto, qui mazzette non ce ne sono, forse perché la nuova corruzione è più fluida, liquida, come si fa a controllare o a ricompensare o a condizionare? Si regala un affitto di favore, oppure si vende sottocosto un appartamento, i privilegi concessi a tizio, caio e sempronio diventano un modo per controllare e infatti chi ci sono in quegli appartamenti affittati a poco? Giornalisti, politici, amministratori e poi ci sono amici degli amici e quindi gente dello spettacolo, gente dello sport, della finanza, della moda, perché? Perché una mano lava l’altra, non so se ci sia un reato, soprattutto dopo che l’abuso d’ufficio non patrimoniale è stato depenalizzato e per quello patrimoniale si richiedono prove talmente enormi che è impossibile da dimostrare, so che c’è un caso di malcostume, i giornali del centro-destra dicono: eh la solita sinistra, in realtà qui di esponenti politici di sinistra non ce ne è neanche mezzo, c’è però una giornalista di Repubblica che è la compagna di Giuliano Pisapia l’Avvocato di Rifondazione Comunista che ha vinto le primarie e quindi è il candidato del centro-sinistra per diventare Sindaco di Milano e dato che il Pio Albergo Trivulzio fa capo al Comune di Milano, è sembrato curioso che la sua compagna sia ancora residente, anche se dice di avere disdetto il contratto qualche tempo fa, nell’alloggio di un ente che se Pisapia vince le elezioni, sarà amministrato da lui, si chiama conflitto di interessi se si può ancora usare questa parola.
Pisapia e l'appartamento della Baggina(espandi | comprimi) Per il resto, poi ci arriviamo e chiudiamo su Pisapia, da chi è amministrato il Pio Albergo Trivulzio? E’ amministrato dal centro-destra, il Presidente è Emilio Trabucchi, è amico intimo della Moratti, al Pio Albergo Trivulzio è impiegato Vincenzo Giudice già Presidente della municipalizzata Zingar che è fallita nel 2009 con un crac da milioni di Euro, infatti l’hanno messo al Trivulzio proprio per dargli un’altra chance, Consigliere comunale del Pdl.
Nel Cda c’è una certa Francesca Zanconato che è Vicepresidente e è anche la moglie di Paolo Scaroni, nominato da Berlusconi e conservato dal centro-sinistra Presidente e poi amministratore dell’Eni e anche consigliere delle assicurazioni Generali e poi ci sono i riciclati come Vito Corrao condannato in primo e secondo grado per avere pilotato appalti pubblici negli anni 90, fino a 20 giorni fa era il direttore sanitario del Pio Albergo Trivulzio. Chi ha avuto appartamenti? Quasi esclusivamente gente del centro-destra per esempio Antonio Mobilia Direttore generale dell’ospedale San Carlo, molto vicino alla famiglia La Russa, poi c’è una lunga lista: politologi, parlamentari come Piero Testoni che dice di avere preso l’appartamento quando era giornalista, 80 metri quadrati in Via Santa Marta per 8.000 Euro all’anno di canone, Daniele Cordero di Montezemolo, fratello di Luca Piazza Mirabello 43 metri quadrati 9000 Euro l’anno, Guida Manca Presidente di Metro Web, Claudia Peroni giornalista Mediaset e per par condicio una giornalista RAI Micaela Palmieri, poi c’è il nipote di Pillitteri, l’ex Sindaco di Milano, dirigente del Pdl Bonocore, il Direttore generale della Juve Giuseppe Marotta ma anche il Dirigente del Milan, per condicio, Braida, Carla Fracci, uno dei fondatori e tesorieri di Forza Italia, Domenico Lo Lucco, vari giornalisti, editor, oggi è venuto fuori un contratto piuttosto vantaggioso stipulato dal fidanzato della figlia di Dell’Utri, ma lei dice che naturalmente suo padre non sarebbe mai intervenuto, figurarsi una persona così corretta come Dell’Utri che interviene per una cosa del genere, l’Assessore regionale alla Casa Zambetti, lui ha comprato dal Pio Albergo Trivulzio e ha pagato 110 metri quadrati in Corso Sempione per la bellezza di 533 mila Euro, tutti prezzi di mercato, no? Pisapia ha detto: ma la mia compagna, la giornalista di Repubblica, Cinzia Sasso abita in quell’appartamento del Pio Albergo Trivulzio da prima di mettersi con me, tant’è che lo occupava quell’appartamento già nel 1992 quando scoppiò lo scandalo di Mario Chiesa e loro si conobbero dopo, premetto che Pisapia come anche Cinzia Sasso è una persona onestissima, correttissima, non condivido quasi nulla delle sue idee politiche, ma so benissimo che è una persona onesta, corretta e capace, il problema però qual è? Il problema è che se sai che la tua compagna che vive non insieme a te, abita in un appartamento del Pio Albergo Trivulzio con un canone piuttosto sottodimensionato e che quell’appartamento l’ha avuto per intercessione di Pillitteri, Sindaco di Milano pregiudicato per tangentopoli, coinvolto proprio nello scandalo Pio Albergo Trivulzio e tu non è che ti affacci alla politica adesso, Pisapia è stato parlamentare, Presidente della Commissione giustizia ai tempi del centro-sinistra, di Rifondazione, vorrai parlare con la tua fidanzata, compagna del fatto che forse non è igienico che continui a abitare lì, visto che, immagino, non si muoia di fame in una coppia dove lui fa l’Avvocato affermatissimo il parlamentare e lei fa la giornalista inviata di un grande giornale come Repubblica, forse ci sono i mezzi per cambiare casa, il fatto di dire: ci siamo posti il problema quando mi sono candidato a Sindaco di Milano, è stata una leggerezza che avrebbe dovuto andarsene prima ma la nuova casa è ancora in costruzione… somiglia un po’ a un rincorrere trafelato le notizie, tanto più dopo che si è detto che la macchina del fango si era messa in atto contro la candidatura di Pisapia, non c’era nessuna macchina del fango, c’erano i giornali che avevano dato l’elenco, peraltro consegnato in Consiglio Comunale dal Pat dopo mesi di insistenza da parte di alcuni che lo chiedevano, i nomi che sono saltati fuori sono i nomi che sono saltati fuori, non c’è nessuna fabbrica del fango, bastava essere un po’ più accorti, evidentemente per fare politica si vuole anche accortezza, prudenza, non basta l’onestà personale. Questo ritardo di anni nel non sciogliere quell’imbarazzante situazione, adesso naturalmente costerà caro a Pisapia e costerà caro a tutto il centro-sinistra e alla fine magari potrebbe addirittura avvantaggiare quel centro-destra che è invece infognato fino al collo, visto che il Presidente del Pat è del Pdl e che quasi tutti i beneficiari di questi alloggi con affitti regalati o quasi, sono di aree del centro-destra, ma a questo serve il conflitto di interessi e il monopolio dell’informazione, a prendere la pulce e a trasformarla in elefante, a prendere l’elefante e a trasformarlo in pulce, il problema è che noi dovremmo avere, un giorno, un centro-sinistra e un centro-destra senza pulci, in modo che nessuno possa trasformarle in elefanti. Credo che l’unico modo per festeggiare con orgoglio i 150 sia quello di ricordare chi ha fatto l’Unità d’Italia, non permettendo ai signori che stanno infangando le istituzioni oggi, di pronunciarne neanche il nome, qualche mese fa Massimo Gramellini che come me è un cultore di Cavour, forse perché siamo entrambi torinesi, ha scritto queste 3 righe con cui vi lascio “dall’archivio di Cavour è spuntata una lettera all’alleato Urbano Rattazzi in cui tra il serio e il faceto il Conte denuncia il suo imbarazzo per avere ricevuto in dono una trota pescata in acque demaniali e quindi di proprietà pubblica – pensate a cosa andavano a pensare – va detto che gli scrupoli di quel grand’uomo, Cavour, abbracciavano pesci anche assai più grossi, quando il banchiere Rothschild gli propose una speculazione finanziaria sui titoli di certe ferrovie, Cavour lo ringraziò come amico, ma lo diffidò come Presidente del Consiglio dal fargli proposte che contenessero un così lampante conflitto di interessi”.
Quando avremo di nuovo dei politici così o quasi così, potremo dire di essere orgogliosi di essere italiani e festeggiare anche magari con qualche anno o decennio di ritardo i 150 anni o magari chi lo sa, i 200, passate parola e non perdetevi venerdì insieme a Il Fatto quotidiano il nuovo inserto culturale “Saturno” diretto da Riccardo Chiaberge, buona settimana.
Buogiorno a tutti. Non so voi ma io Berlusconi lo vedo male, lo vedo male perché la scorsa settimana aveva garantito che Mubarak era un uomo saggio e che quindi era bene che restasse al suo posto, è stato travolto dalle proteste di piazza, segno evidente che le proteste di piazza servono a mandare a casa i tiranni e ora, dalle ultime notizie, pare sia addirittura in coma Mubarak, dimostrazione di quello che diceva Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha, oppure chi lo perde, chi non ce l’ha più.
Tutti i processi di Berlusconi(espandi | comprimi) Noi invece abbiamo un Premier politicamente in coma prima di essere mandato a casa, però in coma politicamente parlando, quello che è successo domenica nelle piazze, nelle più di 200 piazze in Italia ricorda quello che era accaduto nei due V-Day anche se allora la stampa tese a minimizzare proprio perché non erano coinvolte né la destra istituzionale, né la sinistra istituzionale, erano coinvolti soltanto i cittadini e quindi si fece finta di non vedere quanta gente c’era, ce ne era parecchia, più o meno quella che ieri ha gremito le piazze di donne e non soltanto di donne. In comune questa manifestazione di ieri con i V-Day ha anche l'auto organizzazione assolutamente autonoma e segnala proprio una voglia della gente di andare in piazza di dare basta e questo serve soprattutto per l’immagine dell’Italia a livello internazionale, perché ormai dopo 17 anni che all’estero venivamo presi per il culo per il fatto che avevamo Berlusconi come nostro rappresentante oppure i suoi degni fitti oppositori, adesso all’estero si prendono per il culo gli italiani perché si tengono Berlusconi, quindi l’attenzione è passata dalla sua persona alla connivenza, all’insensibilità degli italiani, per cui ci si dice: ma possibile che si ribella tutto il Maghreb, l’Italia che ha uno che non ha niente a che fare, che ha uno che non ha niente che invidiare a Mubarak, anzi per certi versi ha uno molto peggio di Mubarak non fa niente, il fatto che si veda una ribellione spontanea di centinaia di migliaia di persone, è molto interessante e è molto importante perché finalmente il mondo vede che anche in Italia c’è una reazione.
Il fatto poi che le piazze fossero piene soprattutto di donne, credo che abbia dato ancora più fastidio a Berlusconi, il quale oggi infatti ha dato fuori di matto, ha detto: erano manifestazioni di persone faziose come se le manifestazioni dovessero essere parziali, è chiaro che quando si manifesta, si manifesta per qualcosa oppure contro qualcosa o per qualcuno oppure contro qualcun altro, quindi è in sé, è inre ipsa la faziosità delle manifestazioni, ci mancherebbe altro che volessero imporre il contraddittorio anche nelle manifestazioni di piazza, come stanno cercando di imporlo a quei pochi programmi di approfondimento televisivo non ancora controllati dal nano e quindi il fatto che ci fossero, soprattutto donne in piazza, credo che abbia dato molto fastidio a Berlusconi, il quale è convinto di essere il più amato dagli italiani, ma soprattutto dalle italiane e quindi di essere l’unico possibile rappresentante, anzi lui non si accontenta del rappresentante, l’idolo, il nome tutelare, lo spirito guida delle donne e questo sicuramente gli ha rovinato il weekend, le giornate precedenti gliele aveva rovinate Napolitano, persino il mite prudente sonnacchioso Napolitano, sembra essersi rotto le scatole e praticamente nell’ultimo incontro al Quirinale gli ha detto: fatti processare, se sei innocente verrai assolto, il problema è che Berlusconi ha come il sospetto di non esserlo innocente e quindi è uscito piuttosto torvo in volto, anche perché Napolitano ha fatto sapere che il potere di scioglimento delle Camere è suo, anche se Berlusconi ne dà un’interpretazione tutta particolare, che Napolitano può sciogliere le Camere soltanto se Berlusconi è d’accordo, naturalmente questo se lo è inventato lui nella sua Costituzione immaginaria ad personam che per fortuna non è scritta da nessuna parte.
Poi a innervosirlo di più c’è il fatto che nel giro di pochi giorni ripartono i suoi processi che sono 3, più il quarto di cui si attende ad horas, probabilmente domani, martedì, il responso dal G.I.P. sul rito immediato del caso Ruby e tra due giorni, probabilmente mercoledì, la Corte d’Appello di Milano emetterà la sentenza sul caso Mondadori, ce lo siamo dimenticato ma forse è quello che più terrorizza Berlusconi perché si parla di soldi, di conquibus, di pecunia, in Parlamento grado il Giudice Mesiano, quello linciato degli house-organ berlusconiani perché non gli importa niente, poco di meno che dei calzini turchesi, aveva condannato la Fininvest di Berlusconi a risarcire la CIR di De Benedetti con 750 milioni di Euro, una cifra inimmaginabile, a pensarla tutta insieme per avere a suo tempo sottratto la casa editrice Mondadori a De Benedetti, grazie alla compravendita della sentenza della Corte d’Appello di Roma con le tangenti al giudice Vittorio Metta.
I legali di Berlusconi ottennero la sospensiva di quel pagamento, chiunque abbia avuto una causa civile l’abbia persa, sa che quando uno perde una causa civile in primo grado, paga subito, perché la sentenza è immediatamente esecutiva e poi fa ricorso in appello e nel caso in cui avesse ragione, anche in Cassazione chi ha ricevuto i soldi glieli deve ridare indietro, con gli interessi.
Berlusconi caso pressoché unico nella storia, è riuscito a ottenere la sospensiva di quell’immediata esecutività della sentenza di primo grado, quindi non ha dovuto tirare fuori un quattrino, ma adesso rischia di dover cacciare il grano perché la Corte d’Appello di Milano è chiamata a confermare o a correggere o a annullare naturalmente la decisione del Tribunale civile e quindi Berlusconi sa di possedere la Mondadori per averla fregata con una sentenza comprata dai suoi Avvocati con soldi suoi, quindi sa che, salvo ricominciare a comprare i giudici, cosa piuttosto difficile, soprattutto a Milano, è molto probabile che un risarcimento cospicuo anche se magari non così alto come quello che era stato riconosciuto in primo grado, gli toccherà e questo naturalmente provocherebbe ricadute drammatiche sul titolo in borsa delle sue aziende, oltre che naturalmente sulle tasche sue e delle sue aziende.
Poi ci sono i processi, bocciato il legittimo impedimento, Berlusconi non può più dichiarare che lui per un anno e mezzo non c’è per nessuno perché ha sempre da fare per il governo e la Corte Costituzionale ha stabilito che caso per caso, volta per volta il giudice valuterà questi impedimenti, lui potrà campare tutti gli impedimenti che vuole, ma non sarà affatto automatico che i giudici debbano prenderli per buoni senza fiatare e quindi naturalmente si vedrà di udienza in udienza se gli impedimenti verranno ritenuti reali e verranno ritenuti legittimi, se non saranno reali o non saranno legittimi, lui potrà non andare alle udienze, ma i giudici non saranno obbligati a sospenderle e a rinviarle e potranno così processarlo anche se non c’è, dunque hanno rifissato la riapertura dei processi che sono, com’è noto, quello per i fondi neri sulla compravendita di diritti televisivi dall’America all’Italia tramite triangolazioni con società offshore che consentivano a ogni passaggio un accumulo di fondi neri che gonfiava il costo del film acquistato, per cui quando si arrivava alla casella finale e cioè all’acquisto da parte delle sue società televisive, il film valeva il doppio, il triplo, il decuplo di quello che era il suo valore iniziale al momento del primo acquisto da parte della prima società offshore, dato che le società offshore fanno tutte parte del gruppo Berlusconi, ecco che scatta l’accusa di frode fiscale mentre c’erano anche appropriazioni indebite, falsi in bilancio che però sono già andati in prescrizione grazie anche alle leggi che ha fatto lui sulla prescrizione e sul falso in bilancio, restano dunque in piedi le accuse di frode fiscali e il processo sui diritti Tv – Mediaset riparte il 28 febbraio , tra pochissimi giorni.
Secondo processo Mediatrade, lì è accusato di propriamente indebita e frode fiscale, il meccanismo è identico a quello che ho appena descritto, se non ché la società Mediatrade è nata negli ultimi anni sostituendone un’altra e quindi il processo sui diritti Mediaset prosegue in un altro processo per i diritti Mediatrade, cambia semplicemente la società ma il meccanismo, le accuse etc. sono uguali, riguarda tempi più recenti, il processo Mediatrade e quindi mentre il processo Mediaset rischia la prescrizione l’anno prossimo, il processo Mediatrade c’è tempo per farlo, credo fino al 2014/2015, quindi potrebbe arrivare alla sua conclusione naturale in Cassazione senza prima la mannaia della prescrizione.
Infine il processo Mills che si è già concluso per l’Avvocato Mills con la condanna in primo e secondo grado e la prescrizione per pochi giorni in Cassazione ma con l’accertamento del reato, tant’è che Mills è stato costretto a pagare i danni alla Presidenza del Consiglio, per Berlusconi rimase sospeso prima per il Lodo Alfano, poi per il legittimo impedimento, adesso riprende l’accusa ovviamente è la stessa anche per Mills, quest’ultimo era accusato di essere stato corrotto da Berlusconi per fare delle false testimonianze e salvarlo in alcuni processi, Berlusconi è accusato di averlo corrotto con 600 mila dollari in Svizzera nel 1999, questo processo riparte il 12 marzo, corruzione giudiziaria del testimone, quindi 28 febbraio processo Mediaset, 5 marzo processo Mediatrade in udienza preliminare, 12 marzo processo Mills, quindi ogni settimane ne parte uno.
Poi c’è il caso Ruby, il caso Ruby, l’ho detto, il G.I.P. Cristina Di Censo sta compulsando da alcuni giorni, da meno di una settimana le carte inviate dalla Procura, sono 782 pagine in aggiunta a quelle che erano già state inviate al Parlamento e che erano 616, quelle inviate dalla Procura al Parlamento riguardavano il perché la Procura chiedeva di poter perquisire gli uffici del Rag. Spinelli che invece aveva opposto l’immunità parlamentare, sostenendo di abitare in una residenza coperta da immunità in quanto fa capo direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi.
Messaggi mafiosi(espandi | comprimi) Ma questa volta invece le carte della Procura non servono a dimostrare la necessità di quella perquisizione, servono a dimostrare l’evidenza della prova nei confronti di Silvio Berlusconi che è il presupposto necessario per ottenere dal G.I.P. il rito immediato e cioè l’immediata citazione di Berlusconi a giudizio davanti al Tribunale, saltando tutta la fase lunghissima, defatigante dell’udienza preliminare, del deposito degli atti.Il che significa che se domani il G.I.P. Di Censo decidesse, come chiede la Procura il rinvio a giudizio per un rito immediato, Berlusconi nel giro di un paio di mesi, a aprile, questi sono i tempi medi del Tribunale di Milano per i giudizi immediati, si ritroverebbe in Tribunale per la prima udienza del processo che lo vedrebbe imputato per concussione nei confronti della Questura indotta a commettere un atto indebito, e cioè il rilascio di Ruby nelle mani di Nicole Minetti contrariamente agli ordini della PM Fiorillo che aveva invece disposto o l’affidamento in una comunità di assistenza o il trattenimento della ragazza fermata per furto in Questura in attesa di essere affidata alla comunità e l’altro reato è il favoreggiamento della prostituzione minorile per avere, Berlusconi, secondo l’accusa avuto rapporti sessuali con una minorenne e avere poi cercato di nascondere tutto questo con la telefonata precipitosa alla Questura, proprio per evitare che Ruby, trattenuta per ore lì dentro, potesse raccontare la natura dei suoi rapporti con Berlusconi, quindi la concussione commessa per seppellire le prove dell’altro reato, la prostituzione minorile.
Quindi se il G.I.P. decide ok per il rito immediato, a aprile comincia il processo a Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, processo che poi si svolge davanti al Tribunale normalmente con l’accusa, la difesa, i testimoni da una parte, i testimoni dall’altra, presto, velocemente, subito. A fine settimana invece la Procura chiuderà le indagini nei confronti di Emilio Fede, di Nicole Minetti e Lele Mora accusati di sfruttamento della prostituzione e quindi stralciati rispetto a Berlusconi, perché? Perché per loro le indagini sono cominciate prima, non si è fatto in tempo a chiedere il rito immediato che va chiesto entro i 3 mesi dall’iscrizione nel registro degli indagati, questi signori essendo indagati dall’estate scorsa, evidentemente sono passati ben più di 3 mesi e quindi loro seguiranno il rito ordinario, quindi per loro il processo durerà un po’ di più perché ci sarà la richiesta di invio a giudizio, il deposito degli atti e poi la richiesta del rinvio a giudizio con il rito ordinario e quindi arriveranno dopo, anche se è possibile che nel frattempo Berlusconi riuscirà a rallentare il suo processo nel finale, come vedremo tra un atto con il conflitto di attribuzione.
Quindi abbiamo detto 28 febbraio parte il processo Mediaset, il 5 marzo parte il processo Mediatrade, il 12 marzo parte il processo Mills e poi a aprile, se il G.I.P. opta per il rito immediato, parte il processo Berlusconi – Ruby, Ruby vittima e Berlusconi imputato, se invece il G.I.P. respinge il rito immediato ritenendo che la prova non è evidente, come sostiene la Procura, allora anche per Berlusconi ci sarà il rito ordinario e quindi i magistrati che ormai hanno chiuso le indagini, depositeranno gli atti alle parti e passate alcune settimane con le richieste delle difese di altri atti di altre indagini etc., chiederanno verosimilmente il rinvio a giudizio come faranno per Fede, Minetti e Mora che in quel caso verrebbero riaccorpati con Berlusconi e quindi si terrà il processo a tutti e 4 anche se con diverse accuse.
Cosa sta cercando di fare Berlusconi? Berlusconi è disperato perché? Perché sebbene ostentasse in queste settimane grande tranquillità quando faceva questi messaggi in video, senza contraddittorio o queste interviste al Tg1 dove pare addirittura che lui dia le risposte prima che gli facciano le domande perché sono dei video messaggi inframezzati da un tremebondo signore che infila qualche finta domanda, lui affettava grande sicurezza perché diceva: sono in una botte di ferro, le prove non ci sono, il reato non esiste, le vittime della concussione dicono che non sono state concusse, la ragazza minorenne dice che mi ha detto di essere maggiorenne, quindi non c’è il reato poi la competenza del Tribunale dei Ministri, l’ha detto il Parlamento, quindi tutto tranquillo non succede niente, andiamo avanti etc., in realtà si è visto che era tutto un penoso bluff, anzi forse sono i suoi avvocati che non lo informano bene della situazione, tanto che non c’è bisogno che le vittime della concussione dicano di essere state concusse perché il concussore venga condannato, l’importante è dimostrarla la concussione, se poi il concusso è così in soggezione rispetto al suo concussore da negare addirittura di avere subito delle pressioni chi se ne frega, l’importante è dimostrare le pressioni, allo stesso modo non è ammessa l’ignoranza nel caso di un processo per prostituzione minorile, se uno non sa che la ragazza era minorenne, peggio per lui, doveva informarsi, bisogna almeno sapere il nome e l’età delle persone con cui si va a letto, se non lo si sa si affronta un rischio ovviamente, altrimenti il reato di prostituzione minorile non verrebbe mai perseguito, perché? Perché tutti gli imputati direbbero “Vostro Onore credevo che la ragazza avesse 60 anni, ne dimostra 70, invece ne aveva 14” è evidente che non ci si può difendere così in un processo, perché giustamente il giudice si basa semplicemente sulla prova che nel momento in cui sarebbe avvenuto l’atto sessuale la ragazza fosse minorenne e poi sia stata pagata, questi sono i due requisiti della prostituzione minorile.
Ma soprattutto Berlusconi o non è stato informato o non ha capito, oppure ha voluto raccontare qualche altra balla, aveva millantato di poter bloccare il processo con il voto alla Camera che stabiliva che la Procura di Milano e il Tribunale di Milano non sono competenti perché devono mandare tutto al Tribunale dei Ministri, diciamo che il voto della Camera, oltre che un abuso di potere è stato soprattutto un messaggio mafioso nei confronti dei magistrati per dire: noi vi lanciamo un avvertimento, vedete un po’ voi se volete obbedirci, anche se non sareste tenuti a farlo, oppure se volete rovinarvi l’esistenza, la carriera perché comincia il martellamento, ma questo era l’unico valore, era un valore puramente simbolico, nessun giudice è tenuto a attenersi a quello che stabilisce la Camera sulla competenza territoriale o funzionale di un reato, quindi anche quella era una pistola scarica, infatti hanno sparato e non è successo niente, il processo è rimasto nelle mani della Procura di Milano che ha regolarmente depositato i suoi atti davanti al G.I.P. del Tribunale di Milano, il Tribunale per i reati ministeriali non è stato minimamente coinvolto, perché? Perché come abbiamo già spiegato più volte, la concussione alla Questura si può dubitare che ci sia stata o non ci sia stata, ma certamente non si può dubitare che fosse un reato ordinario, nel senso che non esistendo tra le funzioni del Presidente del Consiglio quello di ordinare alle questure chi trattenere e chi rilasciare, né come, non può essere abuso delle funzioni quello che è successo, semmai è un abuso di potere, un abuso della qualità di Presidente del Consiglio, io sono il Presidente del Consiglio e vi ordino di fare una cosa che però non è nel mio possesso ordinare, non è nelle mie facoltà ordinare e questo non è un reato ministeriale e quindi non va al Tribunale dei Ministri, ma adesso ci dicono: Berlusconi farà un conflitto di attribuzioni contro il Tribunale di Milano, contro il G.I.P. se dovesse decidere di essere competente e di mandarlo a giudizio immediato, davanti alla Corte Costituzionale, un potere dello Stato che denuncia un altro potere dello Stato accusandolo di violare i diritti del primo, dopodiché questo conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato, deve essere risolto dalla Corte Costituzionale che deve stabilire, sempre che il G.I.P. stabilisca: sono competente io e non il Tribunale dei Ministri, se il G.I.P. ha abusato dei suoi poteri sconfinando e violentando il potere della politica o se invece abbia semplicemente fatto il proprio mestiere come stabilisce la Costituzione.
Questo conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato, la Camera è pronta a votarlo un minuto dopo che il G.I.P. si è pronunciato sulla richiesta di rito immediato e così ci hanno già fatto sapere che anche il G.I.P. Di Censo ha i fucili puntati addosso, perché se vuole vivere tranquilla o nega alla Procura di Milano il rito immediato, oppure si dichiara addirittura incompetente e dice alla Procura di Milano mandate tutto al Tribunale dei Ministri così viviamo sereni e tranquilli, anche se la legge e la Costituzione prevedono esattamente il contrario, è un altro messaggio mafioso questo del conflitto di attribuzione, perché? Perché non ha nessuna influenza sul processo Berlusconi – Ruby in quanto non basta fare un conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato contro il tuo giudice per bloccare il tuo processo, il processo va avanti e il giudice si deve fermare solo un minuto prima della sentenza, quindi può celebrare tutto il dibattimento di primo grado e se nel frattempo la consulta non è ancora intervenuta a risolvere il conflitto di attribuzioni , a quel momento sì, a quel momento i giudici, il Tribunale prima di entrare in Camera di Consiglio devono aspettare che la Corte stabilisca se erano competenti loro o era competente il Tribunale dei Ministri, c’è un precedente, il precedente che accomuna tutta la nostra classe politica, il Governo Prodi e il Governo Berlusconi hanno sollevato 3 conflitti di attribuzioni contro i giudici di Milano che stavano processando le spie americane e italiane, imputate per il sequestro di Abu Omar, accusandoli non di non essere competenti, ma accusandoli, questo avevano fatto sia il Governo Prodi, sia il Governo Berlusconi di avere violato il segreto di stato utilizzando alcune carte sequestrate negli uffici del Sismi che il governo aveva deciso di coprire con il segreto di Stato.
I giudici dicevano: no, non sono coperti dal segreto di Stato e comunque anche se fossero coperti da segreto di Stato non ci servono per giudicare, ho detto condannare perché poi sono stati giudicati tutti colpevoli, anche se gli americani sono stati anche puniti e invece gli italiani no, proprio grazie al paracadute che gli avevano fornito i governi di centro-destra e di centro-sinistra, no, non ci servono per dimostrare la colpevolezza quei documenti, ne possiamo anche fare a meno, 3 conflitti di attribuzioni che non hanno bloccato il processo Abu Omar, fino alla vigilia della sentenza, quando si è arrivati alla sentenza i giudici hanno aspettato che la Corte gli facesse sapere e quando la Corte ha detto che, una sentenza molto strana, molto paracula, si direbbe in termini non giuridici, c’era un problema di segreto di Stato e certe carte non potevano essere utilizzate etc., i giudici ne hanno poi tratto le conclusioni dicendo: non condividiamo ma siamo obbligati a dichiarare non punibili, colpevoli, ma non punibili a causa del segreto di Stato gli imputati italiani di quell’affaire internazionale, la stessa cosa succederebbe nel caso in cui si aprisse il rito immediato per Berlusconi e subito dopo Berlusconi costringesse la sua maggioranza a sollevare questo famoso conflitto di attribuzioni, il processo andrebbe avanti come se niente fosse almeno per un anno, un anno e mezzo, quanto verosimilmente durerebbe, un unico imputato, non certo moltissimi testimoni, sono alcune decine di ragazze, mignotte, escort, testimoni ignare di quello che succedeva che sono uscite con gli occhi sgranati quello che sapete e avete letto sui giornali.
Berlusconi è in minoranza(espandi | comprimi) Quindi anche il conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato è un’altra pistola spuntata che tra l’altro non è neanche detto che riesca a sparare, perché come si spiega negli ambienti parlamentari cosa succede?Succede che gli avvocati di Berlusconi e cioè Ghedini, Longo e non so quali altri, devono scrivere al Presidente della Camera, proprio Fini gli tocca perché Berlusconi è deputato e Fini deve chiedere un parere sul conflitto di attribuzioni alla Giunta per le autorizzazioni a procedere, lì la Giunta è a maggioranza centro-destra, quindi Pdl e Lega, quindi Berlusconi lì in Giunta non ha niente da temere e l’abbiamo visto con il caso della perquisizione di Spinelli, ma se anche la Giunta e è probabile che lo faccia, eseguisse l’ordine di Berlusconi e cioè di dire: sì al conflitto di attribuzioni tra la Camera e il Tribunale di Milano, ci dovrà comunque essere l’ultima parola dell’ufficio di Presidenza della Camera e quest’ultimo è composto da 19 membri e lì Pdl e Lega, la maggioranza compresi i cosiddetti responsabili, quelli di recente acquisto da parte di Berlusconi, anche contando il rappresentante che sarà eletto prossimamente per riequilibrare le giunte e le commissioni, anche con il rappresentante dei responsabili il centro-destra, la maggioranza attuale sarebbe minoranza perché in ufficio di Presidenza della Camera si arriverebbe a 9 voti del Pdl più Lega più responsabili e 10 delle opposizioni e cioè PD, Di Pietro, Casini e Fini quindi l’ufficio di Presidenza potrebbe negare il parere favorevole al conflitto di attribuzioni che quindi non verrebbe neanche discusso dall’aula e quindi è probabile che questa pistola, per quanto a salve, non riesca neanche a sparare a salve, proprio a causa del fatto che non hanno i numeri nell’ufficio di Presidenza della Camera.
Allora cosa stanno cercando di fare? Stanno cercando di cambiare un sacco di leggi, alcune ordinarie e alcune costituzionali, ma le vediamo rapidamente in carrellata queste leggi che vogliono cambiare, anche se riuscissero a cambiarle con quei numeri miserabili che ha la maggioranza in Parlamento, soprattutto alla Camera, comunque sarebbero leggi che non riuscirebbero nessuna di queste a bloccare il processo immediato, sempre che il G.I.P. domani lo disponesse, nei confronti di Berlusconi e quindi anche queste leggi servono o a mandare in fumo gli altri processi che stanno ripartendo, oppure a mandare dei messaggi mafiosi alla magistratura, per dire: vi volete ostinare a processare Berlusconi? Noi scassiamo tutto, questo è un classico del racket, è un’estorsione politica, parlamentare e non è la prima volta che viene utilizzata, se alcuni magistrati si ostinano a processare un potente, gli amici di quel potente scassano l’intero sistema giudiziario dal punto di vista processuale e addirittura dal punto di vista costituzionale.
Intanto fanno ripartire il processo breve, cos’è? E’ il processo che dura esattamente quello che dura oggi, con la differenza che si estingue ogni volta che compie 6,5 anni, quindi in un paese dove i processi durano dagli 8 ai 12 anni in media nella fase ovviamente indagini preliminari, udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione, arrivati al sesto anno e mezzo muoiono, si estinguono, quindi una gigantesca amnistia per tutti i processi che si celebrano in Italia, è quella legge talmente spaventosa che aveva spaventato addirittura il centro-destra se dopo averla approvata al Senato dove c’è Schifani che fa passare qualunque cosa, alla Camera il centro-destra grazie soprattutto ai finiani, l’aveva bloccata e Napolitano si era pubblicamente felicitato del fatto che non fosse passato il processo breve e adesso lo vogliono riattizzare approvandolo anche alla Camera ma in una versione diversa da quella che era passata al Senato, quindi comunque dovrebbe ripassare un’altra volta al Senato.
Vogliono evitare l’effetto amnistia più scandaloso e cioè vogliono cancellare la norma transitoria che applicava questa regola anche ai processi già iniziati, per cui tutti i processi già iniziati se sono in Tribunale da più di due anni e mezzo o se sono in appello da più di un anno e mezzo o se sono in Cassazione da più di due anni, morirebbero all’istante, se la norma si applica a quelli già iniziati, perché la norma stabilisce che il processo debba durare 6,5 anni in totale, ma poi stabilisce delle scadenze interne per ognuno dei 3 gradi di giudizio.
Era la norma disegnata a posta per mandare in fumo i processi a Berlusconi, soprattutto i due relativi ai reati più antichi: Mediaset e Mills che si prescrivono, lo ricordo, Mills l’anno prossimo e Mediaset tra due anni, quindi non potendo più fare la norma transitoria perché altrimenti sarebbe una falcidie di centinaia di migliaia di processi e c’è il rischio per Berlusconi che Napolitano non gliela firmi, vogliono fare il processo breve soltanto per i processi nuovi, per i processi che non sono ancora approdati al Tribunale, al rinvio a giudizio e allora voi direte: a cosa serve una legge sul processo breve se non si applica ai processi già iniziati? Se non si applica ai processi di Berlusconi? Hanno pensato naturalmente anche a questo e quindi nel processo breve hanno infilato una norma che stabilisce che chi è incensurato ha diritto a una prescrizione breve, Berlusconi sembra incredibile ma è incensurato, perché è incensurato? Perché ha sempre ottenuto prescrizioni e quindi cosa fanno? Gli regalalo delle altre prescrizioni così resterà sempre incensurato, saranno una serie di sentenze spaventose che dicono: è colpevole, ma è prescritto il reato quindi è incensurato, è un incensurato seriale praticamente, riducendo ulteriormente la prescrizione che già era stata ridotta con la legge ex Cirielli, riuscirebbero così a fulminare i processi a Berlusconi, qual è il problema? E’ che fulminerebbero tutti i processi agli imputati incensurati, ovviamente, gli imputati incensurati non è che sono imputati onesti, sono semplicemente imputati che non hanno mai avuto condanne e che quindi stanno per averne una, con questa legge non avrebbero neanche quell’una e continuerebbero a essere incensurati ma anche rapinatori, estorsori, stupratori e cose di questo genere, processo breve quindi, quanto tempo occorre? Intanto devono approvarlo alla Camera, con quei due voti di maggioranza che si ritrovano, poi devono tornare al Senato, campa cavallo.
Intercettazioni, vogliono riprendere la legge sulle intercettazioni che aveva avuto lo stesso esito del processo breve con la differenza che lì i finiani e Napolitano l’avevano bloccata ma al Senato, mentre uno dei due rami del Parlamento alla Camera, se non erro, l’aveva già approvata è un’altra legge devastante, naturalmente, Napolitano si era vantato in pubblico, vi ricordate questa estate quando aveva detto: che fine ha fatto la legge sul processo breve e sulle intercettazioni? L’abbiamo bloccata, avete visto, non è vero questo che sto qua a pettinare le bambole, vedremo se adesso firmerà una legge che si era pubblicamente vantato di avere bloccato non più tardi dell’ultima estate, ma anche questa a Berlusconi per i processi Ruby, Mediaset, Mediatrade e Mills non servono a niente, perché i processi già in corso non si basano su intercettazioni, il processo Ruby si basa su intercettazioni ma riguardano le telefonate fra imputati normali, telefonate dove compaia la voce di Berlusconi ne sono state intercettate 5, non sono state neanche trascritte perché la Procura le ritiene inutili, ininfluenti e infatti non sono state neanche mandate alla Camera per la necessaria autorizzazione a utilizzarle nei suoi confronti, quindi tutte le intercettazioni… si dirà: ma la legge sulle intercettazioni prevede anche il bavaglio alla stampa per il divieto di pubblicarle, ma sono già state pubblicate ormai, perché il genio di Ghedini bloccando la perquisizione al Rag. Spinelli, ha costretto la Procura a mandare gli atti alla Camera e quindi da lì è uscito tutto.
Tutto per salvarlo(espandi | comprimi) Quindi neanche la legge sulle intercettazioni avrebbe nessun riverbero sui processi in corso a Berlusconi, vogliono fare una legge per punire il magistrato che dispone intercettazioni inutili, ma chi lo decide se le intercettazioni sono inutili, visto che il PM chiede l’autorizzazione al G.I.P. di fare le intercettazioni e il G.I.P. dice: falle, se poi si rivelano inutili, quello ovviamente lo sanno dopo i magistrati, quando scoprono che non viene fuori niente, ma prima di farle nessun magistrato può sapere che le intercettazioni sono inutili, quindi è un’altra legge fatta semplicemente, è una legge spaventa passeri perché?Perché nessuna intercettazione si rivelerà mai inutile, non si riuscirà mai a dimostrare che un magistrato ha disposto un’intercettazione inutile, almeno che non abbia doti divinatorie e preveda già cosa viene fuori dalle intercettazioni e cosa non viene fuori dalle intercettazioni.
Vogliono fare un’altra legge, messaggio mafioso, sulla responsabilità civile dei giudici, il giudice che sbaglia pagherà di tasca sua, anche questa è incostituzionale perché? Perché esiste già una legge che consente allo Stato di rivalersi sul magistrato che ha sbagliato per dolo o colpa grave, in tutti i contratti di lavoro c’è scritto che se il dipendente o il collaboratore di un’azienda commette un dolo o una colpa grave, sbaglia perché l’ha fatto a posta o sbaglia perché non ha preso le necessarie precauzioni che avrebbe dovuto prendere per non sbagliare, ne risponde lui e non l’azienda, questo naturalmente alla fine di un eventuale processo.
Il giudice che sbaglia in buonafede, le indagini lo convincono che il tizio è stato lui a commettere un reato e poi invece si scopre da un pentito che magari è stato un altro, non c’è mica nessun dolo o colpa grave, se tutte le volte che un magistrato condanna qualcuno e poi nel grado superiore quel qualcuno viene assolto, il magistrato precedente dovesse essere condannato a pagare, i giudici non condannerebbero più nessuno, assolverebbero tutti così non si lamenta più nessuno e noi avremmo la criminalità che dilaga ancora più di quanto non dilaghi oggi, perché? Perché nessuno si prenderebbe più la responsabilità dice: e se poi quello me lo assolvono, devo pagare io? Allora tanto vale assolverlo io e così nessuno mi farà causa, è evidente che è una cosa assurda, non si processerebbe più nessuno se un giudice ogni volta che condanna, dovesse temere di pagare di tasca sua, il giudice deve obbedire soltanto alla legge e alla sua coscienza, non certamente a intimidazioni di questo genere.
Vogliono tornare all’immunità parlamentare e qui siamo al ridicolo, perché per tornare al vecchio Art. 68 della Costituzione con l’autorizzazione a procedere per ogni indagine su ogni parlamentare, bisogna cambiare la costituzione come fu cambiata quando fu abolita nel 1993 l’autorizzazione a procedere, immaginate per cambiare la Costituzione che razza di tempi lunghi sono richiesti, ci vuole il voto alla Camera, il voto al Senato, poi di nuovo il voto alla Camera, poi di nuovo il voto al Senato, sempre sullo stesso testo che non deve cambiare neanche di una virgola e poi se non hai raggiunto i 2/3 del Parlamento e questi hanno due voti, altro che 2/3, in più alla Camera c’è il referendum confermativo, immaginatevi in un paese assatanato contro la casta com’è il nostro, con la gente che non avete l’ora di andare in piazza contro tutto e contro tutti, un bel referendum per dire sì o no all’immunità dei politici, ma verrebbero spazzati via, probabilmente l’immunità verrebbe abrogata con un numero superiore di voti a quello che abrogò nel 1993 il finanziamento pubblico dei partiti, quindi è evidente che anche l’immunità non la otterranno mai, non riusciranno mai a farla e soprattutto richiede tempi talmente lunghi che non servirebbe certo a fermare i processi che cominciano dopodomani.
La riforma del Csm, vogliono riformare il Csm, separare le carriere, separare il Csm, sono tutte porcherie naturalmente, ma anche queste richiedono legge costituzionale e quindi campa cavallo, i processi partono adesso, poi anche separando le carriere non è che si bloccano i processi, quindi Berlusconi sa che nessuna di queste idee geniali messe insieme dai suoi geniali collaboratori e avvocati, riuscirà a bloccare questi processi che quindi andranno avanti e segneranno quello che succede nei prossimi mesi sia che si vada a votare, sia che non si vada a votare.
Se si andrà a votare sarà una festa perché ci sarà da una parte la campagna elettorale e dall’altra la sfilata delle mignotte al Tribunale di Milano che ci raccontano le notti di Berlusconi e quindi ci spiegano perché poi lui di giorno deve occuparsi di seppellire quello che ha fatto di notte perché ci racconteranno come il nostro Premier si rende ricattabile da queste signorine, vedremo cosa succede domani con la decisione del G.I.P., vedremo cosa succede dopodomani per l’attesa sentenza Mondadori e se del caso ne riparleremo lunedì prossimo.
Intanto vi voglio segnalare un Dvd, è un lavoro che, credo, vi potrà piacere e interessare, è un lavoro di controinformazione, “19 luglio 1992 una strage di Stato” se ne sono occupati Salvatore Borsellino e Marco Canestrari che è qua davanti a me e che ogni lunedì viene a raccogliere i Passaparola, ci sono testimonianze oltre che del sottoscritto di Antonio Ingroia , di Salvatore Borsellino, Nino di Matteo, Gioacchino Genchi, Nicola Biondo, Umberto Lucentini, Peppino Lo Bianco e letture di Claudio Gioè l’attore che legge il diario di Manfredi Borsellino, il figlio del Giudice Borsellino, è la storia di Borsellino, una storia molto inedita, come vedrete e è soprattutto la storia sui retroscena della strage di Via D’Amelio, è il degno completamento di quell’altro Dvd “Sotto scacco” che avevamo auto prodotto con il Fatto Quotidiano a cura di Udo Gumpel e di Marco Lillo e che avevamo distribuito, ma chi lo cerca lo può trovare ancora sul sito de Il Fatto Quotidiano, questo uscirà in edicola dalla metà di febbraio e anche sarà acquistabile tramite il sito de Il Fatto Quotidiano, 19 luglio 1992 “Una strage di Stato” mentre invece chi vuole tutta la collezione dei Passaparola e delle ultime due annate dei Passaparola c’è il cofanetto sul blog di Grillo che abbiamo segnalato la settimana scorsa, buona settimana e passate parola!
Buongiorno a tutti, il Presidente della Repubblica Napolitano ha lanciato un appello ai giornali perché si occupino meno della cronaca giudiziaria e della cronaca nera e più di cose più elevate, più importanti, per carità sappiamo tutti che ci sono cose più importanti delle indagini su Berlusconi, il problema è che le indagini su Berlusconi, anche se di materia molto vile, diventano importanti in quanto Berlusconi rimane Presidente del Consiglio, se fosse un privato cittadino non fregherebbe nulla a nessuno.
Notizie private e notizie pubbliche(espandi | comprimi) La domanda naturalmente è a che titolo il Presidente della Repubblica auspichi, dia indirizzi alla stampa su cosa scrivere, su cosa non scrivere, su quali temi trattare e su quali temi non trattare, ma questa settimana lasciamolo in pace perché almeno ci ha fatto la grazia di rimandare indietro una legge incostituzionale, una campione rispetto a tutte quelle che aveva firmato, il Decreto sul federalismo che il governo aveva approvato un minuto dopo che il Parlamento l’aveva bocciato, l’ha definito addirittura irricevibile, ha definito scorretta la procedura del governo e quindi accontentiamoci, di questi tempi è tutto grasso che cola. Il problema è di cosa dovrebbe occuparsi la stampa nelle pagine che riguardano la politica italiana, visto che i protagonisti della politica italiana sono questi, con una classe dirigente non soltanto politica così compromessa con il crimine, è assolutamente normale che la cronaca politica spesso diventi cronaca giudiziaria, del resto il numero di articoli di cronaca giudiziaria dipende dal numero di inchieste giudiziarie su politici e le inchieste giudiziarie su politici, checché se ne dica dipendono da un particolare accanimento della Magistratura contro i politici, ma dipendono dal numero elevatissimo di reati commessi da politici in Italia, a cominciare dal Presidente del Consiglio, se smettessero di rubare e di delinquere, i magistrati indagherebbero molto meno, anzi non indagherebbero proprio su di loro, quindi per evitare che ci siano molte indagini della Magistratura su politici e molti articoli sui giornali a proposito delle indagini della Magistratura su politici, non c’è che una soluzione, che i politici la smettano di delinquere, oppure che quelli che delinquono e vengono presi con le mani nel sacco, si dimettano subito in modo da rendere affare loro il prosieguo delle indagini e dei processi.
Risolto questo problema che mi sembra molto banale, ma che naturalmente sta diventando il vero problema grazie al modo che hanno televisioni e giornali di dirottare continuamente l’attenzione delle persone dal vero problema a aspetti collaterali, qua sembra che il problema non siano reati commessi eventualmente dal Capo dal Governo, ma le indagini e i giornali che le raccontano, veniamo alle novità di questa settimana che possono essere riepilogate così: una è la bocciatura del Decreto sul federalismo nella Commissione bicamerale creata ad hoc in Parlamento e quindi la decisione del Governo di forzare, infischiarsene del Parlamento e di riapprovare per via di Decreto quel Decreto Legislativo che il Parlamento aveva bocciato, per questo il Capo dello Stato ha detto no e naturalmente questa è una novità che non riguarda soltanto i destini del federalismo che personalmente mi auguro che venga bocciato e non se ne parli mai più, visto che è una boiata pazzesca, del resto porta la firma di Calderoli già esperto in fatto di altre porcate, ma riguarda anche il destino della legislatura perché è chiaro che se fosse passato il federalismo o almeno quel Decreto Legislativo in attuazione alla legge delega sul cosiddetto federalismo che poi è ben poca cosa, riguarda competenze municipali in fatto di tasse e recuperi di denaro dallo Stato in fatto di tasse, quello scoglio sarebbe stato superato e quindi naturalmente tutti avrebbero avuto le mani libere per decidere se andare o non andare alle elezioni, il fatto che invece sia ancora in ballo quel Decreto sul federalismo e che adesso si cerchi di recuperarlo nei prossimi mesi, il prossimo mese e mezzo in Parlamento, fa sì che la Lega che avrebbe potuto decidere di staccare la spina a Berlusconi dopo avere incassato quello che le serviva, proprio per non restare abbracciata a questo cadavere ormai purulento che rischia di portarsi nella tomba pure Bossi, la Lega ha invece tutto l’interesse a rinviare questa partita a quando si saprà che fine fa questo famigerato, famoso decreto sul federalismo e quindi Berlusconi ha un altro paio di mesi di respiro, ha un altro pretesto per tenere la Lega incollata a sé in attesa che il Decreto passi e quindi di elezioni verosimilmente non si parlerà più per i prossimi due mesi e eventualmente si andrà, se ci sarà una crisi, a farla intorno a maggio – giugno, il che significa che non ci sarebbero i tempi tecnici per votare entro l’estate, quindi è molto probabile, a causa di questa faccenda, di questo stop al Decreto sul federalismo, che le elezioni anticipate, se ci saranno, slittino all’autunno, salvo naturalmente sorprese dell’ultima ora o salvo che non sia Berlusconi, a questo punto, a dire: andiamo al voto, anche se ultimamente si è convertito alla stabilità e è diventato un nemico delle elezioni anticipate.
L’altra novità della settimana è il voto della Camera dei Deputati dell’aula che con 315 voti a favore e qualcuno in meno contro, ha deciso di accogliere la proposta della Giunta per le autorizzazioni a procedere, la quale aveva suggerito di respingere la richiesta dei magistrati di Milano, di respingere al mittente le carte che la Procura di Milano aveva mandato per chiedere l’autorizzazione alla perquisizione dell’ufficio del contabile privato di Berlusconi, il Rag. Spinelli che, come abbiamo già detto, risente, assorbe l’immunità di Berlusconi per contagio e quindi perquisire lui, sarebbe come perquisire Berlusconi, di fronte a questo diniego alla perquisizione, la Procura ha detto: va bene, l’ufficio di Spinelli è come se fosse l’ufficio di Berlusconi? Ci vuole l’autorizzazione del Parlamento per perquisirlo? Vi chiediamo l’autorizzazione a perquisirlo, la Camera non ha detto sì e non ha neanche detto no, ha detto: neanche vi rispondiamo perché secondo noi la competenza a indagare su Berlusconi e quindi a perquisire Spinelli non è della Procura di Milano, ma deve passare tutto al Tribunale dei Ministri, la Procura di Milano ha chiesto che ora è e la Camera ha risposto piove, la Procura ha chiesto: possiamo perquisire gli uffici di Spinelli che apparterrebbero a Berlusconi, gli hanno risposto: la competenza è del Tribunale dei Ministri.
Perché hanno risposto così? Perché se avessero risposto di no o avessero risposto di sì, Berlusconi si sarebbe dovuto difendere nel processo, mentre invece tanto per cambiare il voto della Camera prefigura una difesa dal processo, lui non vuole parlare con la Procura di Milano, non vuole parlare con il G.I.P. che a giorni si occuperà della richiesta di diritto immediato nei suoi confronti, vuole questo fantomatico Tribunale dei Ministri che, l’abbiamo detto, esiste, è composto da giudici milanesi, estratti a sorte, non da Ministri e allora perché Berlusconi vuole andare davanti a giudici comunque milanesi a discutere il suo caso? Perché già che non ci finirà mai davanti ai giudici del Tribunale dei Ministri, in quanto per iniziare il processo davanti al Tribunale dei Ministri, ci vuole l’autorizzazione a procedere del Parlamento, dove lui ha una maggioranza, in parte eletta, in parte da lui comprata e quindi sa già che la sua maggioranza negherà l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, se il reato fosse ritenuto ministeriale, quindi Berlusconi è come al solito il Bertoldo che chiede di potersi scegliere la pianta alla quale lo devono impiccare e alla fine naturalmente sceglie una piantina di fragole, lui neanche la piantina di fragole, proprio non vuole nessun Tribunale e infatti spera che in qualche modo il suo caso finisca al Tribunale dei Ministri proprio perché lui sa che non ci andrà mai, in quanto la Camera negherà l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, come sempre fa, sempre, sempre, sempre, ogni volta che i magistrati chiedono l’autorizzazione a intercettare, a perquisire o a imputare un qualche membro della casta degli intoccabili!
Quindi il voto della Camera non ha nessuna attinenza con la richiesta della Procura, non ha nessun valore giuridico, vi basti pensare che per dire che la Procura non è competente a indagare su un caso, la Camera dei Deputati ha messo nero su bianco che il reato ipotizzato a carico di Berlusconi e cioè la concussione, la telefonata alla Questura per far liberare Ruby, era un atto commesso nell’esercizio delle funzioni del Presidente del Consiglio che, preoccupato per una crisi internazionale con l’Egitto a causa del fermo della nipote di Mubarak, si è immediatamente allertato da Parigi dove era in missione di Stato per sciogliere questo possibile conflitto con l’Egitto, naturalmente non si era domandato come potesse una marocchina essere la nipote del Presidente egiziano, evidentemente lui ha concezioni geografiche piuttosto basiche, non riesce a distinguere l’Egitto dal Marocco, ma soprattutto dopo aver salvato tramite la Minetti la povera nipote di Mubarak non si è minimamente preoccupato di dove fosse finita e cioè non aveva neanche saputo che la Minetti una volta uscita con Ruby, l’aveva riconsegnata nelle mani di una prostituta brasiliana e aveva ricominciato Ruby a battere esattamente come prima, pensate che salvataggio, ce ne sarebbe abbastanza per un bombardamento dell’Egitto all’Italia, se Berlusconi sapendo che quella era la nipote di Mubarak l’avesse fatta riconsegnare dalla Minetti a una mignotta, avrebbero dovuto tirarci qualche bomba come minimo, naturalmente è tutto finto, però è interessante che in Parlamento si siano trovati 315 deputati, la maggioranza della Camera dei Deputati disposti a mettere la loro faccia e il loro voto sotto un’affermazione “Berlusconi intervenuto in Questura per salvare l’Italia da un conflitto con l’Egitto perché Ruby era la nipote di Mubarak” alla quale nessuno può credere naturalmente, ma che uno si vergognerebbe a dire, gli scapperebbe da ridere a dire una cosa del genere, 315 deputati tutti militarmente alleati, alcuni dichiaratamente comprati, hanno messo il loro voto sotto una mozione che è la più ridicola della storia dei lavori parlamentari, mai il Parlamento italiano si era umiliato e si era mortificato e abbassato a questi livelli di ridicolaggine per parare il culo al Presidente del Consiglio!
Quindi non c’è nessuna conseguenza giuridica o giudiziaria di questo voto parlamentare che è politico, è un modo per strillare “ce l’hanno tutti con me, voglio un altro giudice” poi sappiamo che non ci sarà nessun giudice, ma non ha nessuna conseguenza, la Procura di Milano può continuare tranquillamente a fare il suo mestiere e infatti nessuno le ha tolto la competenza perché per fortuna ancora non può essere la Camera dei Deputati a decidere quale giudice è competente nei confronti di un suo membro.
Le foto del Presidente(espandi | comprimi) La terza novità della settimana è la storia delle foto, Il Fatto quotidiano ha rivelato che c’è un’asta in corso perché ci sono persone che cercano di vendere delle foto con Berlusconi nudo accompagnato da ragazze a loro volta discinte e eventuali giornali o agenzie fotografiche disposte a acquisire questa merce.Immaginate naturalmente l’interesse che non solo giornali hanno a acquisire questa merce, ma evidentemente ricattatori, sicofanti, traffichini, mestatori che girano intorno a questo mercato delle foto, mercato delle foto che naturalmente costituisce l’altra ragione per la quale Berlusconi avrebbe già dovuto farsi da parte: 1) è il fatto che è indagato e prossimamente sarà imputato per sfruttamento della prostituzione minorile o favoreggiamento della prostituzione minorile e concussione ai danni di una Questura; 2) è che è ricattato e è ricattabile, quindi questo commercio di foto dimostra che il Presidente del Consiglio è in condizioni molto peggiori di quelle in cui si trovava Piero Marrazzo, dopo che i Carabinieri avevano illegalmente fatto irruzione a casa di Nathalie, il trans di Via Gradoli, immortalandolo con un filmato alle prese con questo trans in un festino di sesso e di droga, avevano cominciato a ricattarlo, quando i Carabinieri furono arrestati, fu sequestrato il videotape e si scoprì che Marrazzo per mesi era stato sotto ricatto, tutti dissero “non può rimanere un attimo di più al suo posto!” infatti Marrazzo si dimise, la stessa condizione è quella in cui si trova Berlusconi, con la differenza che non c’è un solo ricattatore in possesso di una sola arma di ricatto, ma abbiamo decine e decine di ragazze con i loro fidanzati, amici che si passano sui telefonini questi video e queste immagini e naturalmente qualcuna sta cercando di capitalizzarla e lì sarà difficile che il Cavaliere per quanto piovresco riesca a racimolare tutto questo materiale e in ogni caso voi immaginate in quali condizioni si trova in questo momento, all’inseguimento di tutti questi possibili tentativi di ricatto che fanno capo a decine e decine di persone.
Menomale che siamo un paese che non conta più una mazza a livello internazionale perché altrimenti potremmo addirittura pensare che ci siano dei servizi segreti stranieri interessati a sputtanare l’Italia, ma del resto più sputtanati di così è impossibile, quindi almeno questo per fortuna lo possiamo escludere.
Queste sono le novità con il condimento del solito Fabrizio Corona che ha detto – e credo sia vero – che sono andati a rubargli negli uffici e hanno lasciato lì i soldi e gli assegni, mentre invece erano molto interessati agli archivi informatici, evidentemente c’è qualcuno che sta cercando di ripulire, naturalmente non c’è solo Corona che può disporre di quelle foto e quindi anche se il furto fosse andato a buon fine, il problema non sarebbe risolto ugualmente.
Le novità di giornata, di oggi, lunedì, sono che come scrive Il Corriere della sera la Procura ha dovuto rinviare di qualche ora o di qualche giorno la richiesta di diritto immediato nei confronti di Berlusconi perché è sbucata fuori un’altra minorenne tra le frequentatrici di Arcore, si chiama Iris Bernardi, è una brasiliana che vive in Romagna, inizialmente si sapeva che aveva frequentato, addirittura credo 13 volte le residenze estive e invernali e di mezza stagione del Presidente del Consiglio, ma pareva che ci fosse stata quando lui non c’era, evidentemente le case di Berlusconi sono talmente aperte che uno può entrare anche quando lui non c’è.
Invece incrociando dei dati si è scoperto che questa Iris due volte è stata a Arcore anche quando lui c’era e quando lei era ancora minorenne, prima del 29 dicembre 2009 quando ha compiuto i suoi 18 anni, come si è fatto a scoprire che c’era? Inizialmente sembrava che lei fosse stata a Arcore il 14 dicembre 2009 e cioè il giorno in cui Berlusconi la sera fu colpito dal Duomo in miniatura lanciato da Tartaglia, invece adesso si scopre che era lì la notte precedente questa ragazza, quando Berlusconi era a Arcore e che prima dell’attentato avesse passato la notte precedente a Arcore lo disse proprio Bonaiuti che stava al capezzale del Cavaliere, al San Raffaele dopo l’attentato quando disse che Berlusconi già mentre lasciava Arcore per andare a Milano per il suo comizio, gli aveva confidato di essere preoccupato per il clima di odio e di aggressione nei suoi confronti, quindi è evidente che Berlusconi a Milano c’era arrivato da Arcore dove aveva passato la notte e dove quella notte risultava essere stata presente, insieme a altre, questa Iris, sicuramente minorenne.
Si sapeva che era minorenne o no? Il Corriere della sera ha scoperto, sì si sapeva perché qualche mese fa quando questa ragazza aveva vinto la nomination in un concorso di miss, era stata presentata in piazza alla presenza di Signorini, Corona, Belen Rodriguez e Lele Mora che era uno degli organizzatori della manifestazione, come una ragazza di 17 anni, quindi Lele Mora, probabilmente è il tramite tra questa ragazza e il Presidente del Consiglio e sapeva che era minorenne e quindi visto che era amico di Berlusconi, speriamo bene che l’abbia avvertito che la ragazza era minorenne, in ogni caso andare con minorenni se poi si dimostra che sono state pagate, è un reato, esattamente come quello di cui è accusato Berlusconi a proposito dei suoi rapporti prezzolati con Ruby.
Quindi nel frattempo fanno gli accertamenti su questa nuova minorenne perché naturalmente a questo punto salirebbe a 3 il numero delle minorenni frequentate da Berlusconi perché ne hanno già scoperte altre due, senza dimenticare la famosa Noemi Letizia che però all’epoca non risultava essere stata pagata, ultimamente si è scoperto un bonifico da Berlusconi alla madre di Noemi Letizia, non si sa naturalmente in cambio di cosa, il sospetto è che questi Signori Letizia, quelli di Casoria, quelli della festa di Casoria sappiano delle cose che è bene che tengano per sé diciamo che hanno garantita una serena vecchiaia con quello che sanno!
L’altra novità di giornata è un’indagine della Procura di Napoli, indagine che nasce su un giro di soldi falsi che alcuni esponenti della malavita napoletana cercavano di piazzare in giro, siamo a Totò e Beppino, il punto di partenza è Totò e Beppino, i soldi falsi, a un certo punto cosa si scopre? Che una di queste persone accusate di andare in giro a piazzare denaro falso, Euro falsi un tale Bartolo che pare si occupi anche di campagne di immagine di alcune ragazze, il sottobosco è sempre lo stesso, naturalmente i book che vanno in giro nelle agenzie per sistemare queste ragazze che vogliono sfondare nel mondo dello spettacolo, oltre alle banconote fasulle, avrebbe tentato di piazzare anche ragazze, ragazze disponibili, ragazze squillo, escort essendo in rapporti, lui personalmente non necessariamente in questo giro di squillo, con Corona e soprattutto avrebbe organizzato degli incontri a pagamento per dei signori interessati al genere, con Sara Tommasi, soubrette televisiva che stava a Quelli che il calcio e che è legata al giro di Lele Mora naturalmente e che risulta a sua volta essere stata a Arcore, intercettando questo tizio e poi questa tizia per questa indagine che parte dagli Euro falsi, arriva alla possibile prostituzione, si scoprono sms di Sara Tommasi a Berlusconi e soprattutto si scoprono cose che lei dice al telefono su come funziona il sistema Mora, su come Mora recluta le ragazze, su come le fa prostituire e altre cose di questo genere, la cosa più terribile è che emergono anche dei rapporti tra Lele Mora e uomini, scrive Il Corriere della sera “quanto è emerso in queste settimane da accertamenti, sembra infatti rappresentare un riscontro alle accuse contestate a Mora, ma apre un nuovo fronte anche sui rapporti tra questi personaggi e la criminalità napoletana, legati all’organizzazione di incontri sessuali e forse non solo” tenete presente che ieri Corona ha dichiarato che il mercato delle foto con Berlusconi nudo, non si sa bene se foto vere, se foto taroccate, chi lo sa, è gestito da personaggi della criminalità organizzata, della camorra e del resto non è improbabile tutto ciò perché molti dei personaggi coinvolti nelle feste di Arcore, delle ragazze coinvolte nelle feste di Arcore vengono da Napoli e una di queste ragazze, una delle gemelle De Vivo che anche lei lavorava, si fa per dire, all’Isola dei Famosi, il fidanzato di questa De Vivo è un imprenditore campano, già Consigliere comunale di Forza Italia che recentemente è stato inquisito per associazione a delinquere di stampo camorristico, non dimenticatevi l’altra ragazza di origini straniere, la ?Polanko? che aveva un fidanzato che addirittura è stato arrestato perché implicato in un traffico di 12 chili di cocaina e dopo l’arresto del fidanzato e il sequestro di questi chili di cocaina un po’ nell’auto, nella Mini che questo tizio guidava e che però è di proprietà di Nicole Minetti, Consigliere regionale della Lombardia, Berlusconi ha continuato a frequentare la Polanko come se niente fosse, quindi immaginate anche quest’altro rischio da queste frequentazioni incontrollabili decine di ragazze, non sai chi sono le ragazze, non sai neanche chi sono i loro fidanzati, le loro famiglie, chi si aggira intorno a loro e quindi che uso potrebbe essere fatto delle informazioni che queste attingono dentro le ville di Berlusconi e poi portano fuori e che giri possono fare poi i famosi scatti e i famosi filmini che realizzano con i loro telefonini, questo è quello che dice Corona, ci sarebbe la camorra dietro a questo giro, a un giro, uno dei tanti di foto da mettere in commercio.
Foto che naturalmente possono essere state scattate dalle ragazze, Il Corriere della sera parla anche di foto che avrebbe in mano il fratello dell’amica di Noemi che portò Noemi minorenne, anche lei, a trascorrere il weekend di capodanno a Villa Certosa, capodanno del 2008, quindi evidentemente c’era Noemi, c’erano le sue amiche, qualcuna ha fatto delle foto, il fratello di una delle sue amiche, evidentemente sta cercando di capitalizzare tutto questo.
Berlusconi bollito e sotto ricatto(espandi | comprimi) Naturalmente qualcuno dirà che schifo, chi se ne frega, che schifo va bene, chi se ne frega no, perché stiamo parlando del nostro Capo del Governo, stiamo parlando del nostro Capo del Governo che evidentemente è in condizioni, oltre che psicofisiche, quelle si vedono in questi tristissimi video messaggi quotidiani dove ripete sempre le stesse cose, ormai si capisce che è proprio bollito a uno stadio veramente preoccupante, quasi penoso, parliamo anche delle condizioni di non autonomia e di non libertà nelle quali lui agisce.Perché ormai è controllato minuto per minuto da un sacco di gente che evidentemente ricatta o può ricattarlo, che dal suo punto di vista è esattamente la stessa cosa e non conta se il ricatto si basa su cose vere o su cose false, su foto vere o su fotomontaggi, perché con quello che si è saputo sulle feste a Arcore, è assolutamente credibile chiunque parli, essendoci stato, sia che dica la verità, sia che dica bugie, nessuno si stupirebbe più di nulla, neanche di un racconto di pura fantasia, questo lo rende molto più ricattabile ancora di quanto già non lo fosse in precedenza.
Allora i suoi avvocati disperati, o almeno così sembra, poi giustamente quelli fanno gli avvocati, quindi immaginate cosa gliene importa, anzi sono felicissimi di avere un cliente così prolifico di reati e di indagini per cui non moriranno mai di fame gli ottimi Ghedini e Logo, cosa hanno fatto? Se la sono presa con Il Fatto quotidiano, solo perché Il Fatto Quotidiano ha scritto che ci sono queste foto e che qualcuno sta cercando di venderle, cosa hanno fatto? Sono andati a piagnucolare dal garante della privacy, quest’ultimo è un ente inutile, è un organismo sonnacchioso che dorme sonni profondi quando c’è da tutelare la privacy dei cittadini comuni, non mi risulta sia intervenuto quando Il Giornale ha titolato “gli amori segreti di Ilda Boccassini” tirando fuori il fatto che 30 anni fa era fidanzata con un giornalista di sinistra, titolo di apertura di un giornale, il fidanzato di 30 anni dalla Boccassini, il garante non mi risulta che sia intervenuto, il garante si ridesta all’improvviso soltanto quando sente due parole, purché associate “Berlusconi – fotografie” in quel momento il garante riprende improvvisamente vita e dice: non pubblicate, non scrivete, zitti tutti, silenzio! Questo è il garante della privacy in Italia, allora cosa ha fatto il garante della privacy? Ha preso le lagnanze degli Avvocati Ghedini e Longo e le ha mandate a Il Fatto Quotidiano pretendendo spiegazioni sul fatto che noi abbiamo scritto una cosa vera e cioè che ci sono delle foto e che chi le ha in mano sta cercando di venderle, guardate è uno spettacolo, tanto per farvi capire come funzionano quelle che dovrebbero essere le Authority indipendenti e che in realtà sono praticamente i postini degli avvocati del Presidente del Consiglio.
Garante per la protezione dei dati personali, dipartimento comunicazioni e reti telematiche a Editoriale Il Fatto, a Signor Direttore Responsabile Il Fatto e per conoscenza On. Silvio Berlusconi presso gli Avvocati Longo e Ghedini, allegato 1, oggetto “Diffusione di dati personali relativi all’On. Silvio Berlusconi: si trasmette l’allegata segnalazione inviata dagli Avvocati Nicolò Ghedini e Piero Longo in nome e per conto dell’On. Silvio Berlusconi al fine di acquisire ogni elemento ritenuto utile alla valutazione del caso segnalato, con particolare riguardo all’articolo di Gianni Barbacetto e Antonella Mascali: “Un’asta per le foto” si prega pertanto di dare riscontro alla presente richiesta di informazioni entro le ore 14 dell’8 febbraio corrente mese” naturalmente la risposta qual è? E’ una risata omerica, noi non abbiamo da dare nessun chiarimento a nessun garante, a nessun Avvocato Ghedini e a nessun On. Presidente Berlusconi, perché noi facciamo il nostro lavoro in autonomia e in indipendenza e questi signori non ci possono dire quello che dobbiamo scrivere e quello che non dobbiamo scrivere.
Anche perché noi abbiamo scritto come bontà loro hanno scritto anche questi fringuelloni del garante che c’è un’asta per le foto di Berlusconi e io vorrei capire di cosa stiamo parlando, di quale privacy abbiamo violato, mica abbiamo pubblicato le foto, mica le abbiamo fatte le foto, mica le abbiamo comprate, abbiamo semplicemente detto che c’è un’asta per le foto e che naturalmente l’asta perché funziona? Perché sono foto pruriginose, certo che se ci fosse Berlusconi in doppiopetto che fa un incontro al vertice con qualcuno dei suoi amici, nessuno potrebbe ricattarlo con quelle foto, è ovvio che perché sia ricattabile Berlusconi deve essere in condizioni di ricattabilità!
Segue l’allegato dello Studio Ghedini - Longo, sono due paginette spettacolari, se avete un attimo di tempo vi consiglio di ascoltare “gli Avvocati Piero Longo e Nicolò Ghedini del Foro di Padova in nome e per conto del loro assistito Silvio Berlusconi espongono quanto segue: in data 4 febbraio 2011 il giornale Il Fatto Quotidiano direttore Responsabile Antonio Padellaro sede della redazione Roma etc., pubblica in prima pagina un articolo a firma Gianni Barbacetto e Antonella Mascali dal titolo “un’asta per le foto” e dal sottotitolo “immagini del Premier nudo con le ragazze offerte ai giornali, prezzi astronomici per quella che è considerata l’arma letale”. In quarta pagina l’articolo prosegue con il nuovo titolo “Il Papi desnudo” e con il sottotitolo “E’ cominciata la riffa sulle foto senza veli di B, avvocati e agenzie pronti a vendere lo scoop” i giornalisti riprendono con grande evidenza una notizia già apparsa recentemente su alcuni quotidiani, ciò premesso si segnala che l’On. Silvio Berlusconi ha conferito incarico a questi difensori di procedere in ogni sede a tutela per i fatti di cui in premessa” a Roma si direbbe “e ‘sti cazzi?” a noi che ci frega che Berlusconi ha dato ordine di procedere in ogni sede? Noi abbiamo dato una notizia, non abbiamo pubblicato una foto.
“Va innanzitutto precisato che foto del Presidente Berlusconi svestito in atteggiamenti intimi con ragazze, laddove effettivamente esistenti, devono ritenersi sicuramente false, frutto di montaggi e/o di manipolazioni” ma che ne sanno Ghedini e Longo di quello che fa Berlusconi nel letto di casa sua, con le ragazze che invita a casa sua, a meno che non siano sempre presenti, evidentemente dobbiamo pensare che Ghedini e Longo Berlusconi se li tiene sempre sotto il letto o nel guardaroba a sbirciare quello che lui fa, per cui loro sono pronti a giurare che nessuna ragazza ha mai visto Berlusconi nudo, evidentemente quando esercita quelle attività sessuali per le quali lui stesso si auto elogia anche nei vertici internazionali, fa tutto vestito!
Oppure che è nudo, ma che le ragazze non fotografano, il che sarebbe una novità, perché sappiamo che la D’Addario aveva addirittura la videocamera con il cavalletto e lui non si era accorto di niente, non si capisce come facciano gli Avvocati Ghedini e Longo a dire che le foto non ci sono e se ci sono, sono false o fotomontaggi tra l’altro nelle intercettazioni e nelle dichiarazioni di queste ragazze alla Procura di Milano ce ne sono diverse che dicono che Berlusconi si presenta completamente nudo davanti a decine di ragazze, armate di telefonino, quindi siamo naturalmente a Alice nel paese delle meraviglie, ma vanno avanti ancora Ghedini e Longo e dicono “per quanto riguarda più specificamente alla funzione di codesta autorità in indirizzo – il garante a cui si rivolgono – è di immediata evidenza che la prospettazione un’asta per le suddette foto, integra comunque e quantomeno la fattispecie di cui al secondo comma dell’Art. 615 bis Codice Penale che punisce chi rivela o diffonde mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico notizie o immagini indebitamente procurate che attengono alla vita privata e si svolgono nei luoghi di abitazione o di privata dimora o loro appartenenze, questi difensori provvedono al deposito della querela contro ignoti per la sopra descritta fattispecie e per intanto chiedono a codesta autorità in indirizzo di attivare un’indagine a tal proposito ponendo in essere ogni strumento di cautela predisposto dalla normativa a difesa della privacy”.
Qui si dicono alcune cose veramente notevoli, prospettare un’asta per le foto integra un reato, diffusione di notizie o immagini indebitamente procurate sulla vita privata dentro la casa di qualcuno, sciocchezze su sciocchezze, intanto tentare di vendere delle foto non è reato, fare queste foto potrebbe essere reato se a farle, nelle abitazioni di Berlusconi, fosse stato qualcuno che si è intrufolato di soppiatto, in casa sua per riprendere cose che non avrebbe dovuto riprendere, oppure da fuori avesse usato al teleobiettivo talmente invasivo da poter vedere quello che succedeva dentro la proprietà privata di Berlusconi, in questo caso, ricorderete tutta la diatriba su Zappadu appostato sulla collinetta fuori Villa Certosa che riprendeva quello che succedeva dentro, se il teleobiettivo è molto invasivo ci può essere questo reato, mentre invece se riprendi solo quello che vedi da fuori, allora non è reato, purché naturalmente quello che riprendi abbia un interesse pubblico ci mancherebbe, se riprendi uno che sta facendo la pipì è ovvio che non c’è nessun interesse pubblico, ma queste ragazze non si sono intrufolate nelle ville di Berlusconi, se le foto le hanno fatte loro, le loro amiche invitate da Berlusconi alle feste, queste signore stavano lì legittimamente invitate dal proprietario e se giravano con i telefonini e fotografavano e nessuno glieli ha presi, sequestrati, peggio per il padrone di casa!
Quando queste vanno fuori, sono materiale loro, si sono fotografate loro, hanno fotografato quello che hanno visto, non c’è niente di illecito nel riprendere sé stessi e altri a casa di qualcuno che ti ha invitato a partecipare a una festa, mica lo fai perché ti sei intrufolato di nascosto, queste erano tutte regolarmente portate da Mora, dalla Minetti, da Emilio Fede, invitate dal Presidente del Consiglio e spesso pagate dal Presidente del Consiglio.
Il diritto-dovere di informare(espandi | comprimi) Il reato potrebbe farlo chi le pubblica, non chi le vende o chi le ha scattate, potrebbe farlo chi le pubblica se, violasse la privacy, senza alcun interesse pubblico della notizia, sicuramente un’immagine del Presidente del Consiglio nudo con ragazze a loro volta nude o ripreso addirittura durante atti sessuali o preliminari attiene alla privacy del Presidente del Consiglio, qual è il problema?Che prima della privacy viene il diritto – dovere di cronaca, quindi bisogna vedere se prevale in questo caso la privacy di Berlusconi o prevale il diritto – dovere di cronaca, mi sentirei di dire che quando si è saputo che Berlusconi era indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile, se fossero uscite delle foto in cui lo si vedeva con ragazze maggiorenni non avrebbero dovuto né potuto essere pubblicate perché? Perché Berlusconi non aveva mai negato di ricevere a casa sua o di fare sesso con ragazze maggiorenni, negava eventualmente di averle pagate, qual è il problema? E’ che quando si è saputo dell’inchiesta lui è andato in televisione e ha fatto 4 messaggi trasmessi praticamente a reti unificate, tanto sono sue, in cui diceva che a Arcore non c’è nulla di sessuale e ci sono semplicemente delle castissime feste molto eleganti dove si beve Coca light, qualche Crodino, si vede Baaria, sai che palle e si vedono addirittura i discorsi di Vendola, a risai che palle!
Ha dipinto le feste a Arcore come una via di mezzo tra il ballo delle debuttanti e la mensa della Caritas dove lui aiuta queste povere ragazze immigrate che non riescono a arrivare alla fine del mese, allora è lui che ha sdoganato questo argomento, è lui che ha giurato agli italiani una cosa, se ci fossero delle foto che dimostrano che quello che lui ha giurato agli italiani è falso, beh, allora sarebbe diritto – dovere di cronaca pubblicarlo, perché? Perché sarebbe la prova che gli italiani sono governati da un bugiardo che racconta balle, direte: lo sappiamo già, certo, ma uno potrebbe sempre sperare che smetta di raccontare balle, quindi ogni balla che racconta, se poi c’è la prova del contrario, diventa diritto – dovere di cronaca, diritto dei cittadini a saperlo e dovere dei giornalisti a pubblicarlo.
Quindi tutto questo ambaradan degli avvocati, denota intanto una paura barbina che hanno questi signori che escano le foto, ma non vanno da nessuna parte perché chi ha scattato le foto non ha fatto nessun reato, se regolarmente invitato nelle sue ville e pare che a fare le foto siano state proprio le ragazze; B) vendere delle foto non c’è nessun reato, il reato potrebbe commetterlo per violazione della privacy chi quelle foto compra e pubblica, non perché le compra, ma perché le pubblica, ma molto probabilmente non c’è nessun reato neanche a pubblicarle, perché? Perché prevale sulla privacy di Berlusconi il diritto di cronaca e allora perché il garante non ha preso questa letterina di Ghedini e Longo e non l’ha battuta nel cestino e invece l’ha inoltrata a un giornale che sta facendo il suo dovere di raccontare le cose? E soprattutto perché l’ha mandato a Il Fatto Quotidiano, visto che quest’ultimo non ha pubblicato nessuna foto, non ha comprato nessuna foto – purtroppo – evidentemente perché non ce le hanno offerte, altrimenti se ci fosse stato materiale di diritto – dovere di cronaca le avremmo pubblicate altroché, ma perché se non per minacciare, per intimidire un giornale, per conto, tanto per cambiare del Presidente del Consiglio? Vedete le autorità indipendenti come sono ridotte, sono in realtà dipendenti dal potere e cioè da Silvio Berlusconi del resto delle autorità dipendenti ci sono tutti i rappresentanti dei partiti, così anche nell’autorità garante della privacy.
Detto tutto questo cosa succede adesso? Entro qualche ora o qualche giorno la Procura chiederà il giudizio immediato per Berlusconi, lo chiederà soltanto per il reato più grave, la concussione perché l’altro reato e cioè il favoreggiamento della prostituzione minorile non è previsto dal Codice per quel reato di prostituzione minorile non è previsto dal Codice il rito immediato, perché? Perché è un reato punito con una pena bassa, credo fino a 3 o 4 anni di reclusione e il Pubblico Ministero può fare la citazione diretta, può fare lui stesso il rinvio a giudizio, senza passare per il G.I.P., per abbreviare i termini e quindi per la concussione chiederanno il rito immediato e se il G.I.P. lo concederà ha 5 giorni per farlo, fisserà entro un paio di mesi la prima udienza davanti al Tribunale di Milano, intanto la Procura farà la citazione diretta, il rinvio a giudizio diretto per il reato di prostituzione, sempre al Tribunale di Milano, essendo che i due reati sono collegati, a quel punto poi chiederà al Tribunale di unificare i due processi perché è per nascondere la prostituzione minorile di Ruby a Arcore che Berlusconi fa la telefonata alla Questura, per farla liberare prima che Ruby che è molto loquace, cominci a parlare, quindi tra pochi giorni vedremo e sapremo, naturalmente prepariamoci a qualunque mattana e a qualunque scalmana, questo è già fuori in questi giorni, figuratevi quando si dovesse conoscere la data dell’inizio del suo processo, se invece il G.I.P. non accoglierà il rito immediato si andrà con il rito ordinario anche per la concussione e quindi con tempi un po’ più lunghi ci sarà poi l’udienza preliminare, ma naturalmente tutto ciò scavallerebbe l’estate, se invece il rito immediato verrà accolto, vuole dire che tra aprile e maggio, questa è la media dei riti immediati a Milano, Berlusconi sarà sotto processo per concussione, tanto per cambiare, anzi no è la prima volta dopo avere calpestato vari articoli del Codice Penale, gli mancava la concussione, quindi potrà aggiungere anche questa alla sua lunga collezione.
In chiusura vi segnalo che abbiamo messo insieme in un cofanetto tutti i Dvd che sono usciti a raccogliere Passaparola, si intitola “Lo stivale della vergogna” c’è una vignetta di Giannelli dello stivale italico formato da vari politici e poi ci sono i Dvd ciascuno con la sua copertina, sono 7 che racchiudono tutti quelli che abbiamo presentato in questi anni, cioè i Passaparola volume 1, 2, 3, 4, 5 e poi i due film che raccontano gli ultimi due anni e quindi Democrazya 2009 e Berluscoma 2010, se siete interessati lo potete prendere on line tramite il blog di Grillo, la settimana prossima presenteremo un’altra iniziativa che riguarda invece mafia, stragi, Borsellino e trattative, buona settimana, continuate a leggere Il Fatto Quotidiano.
Buongiorno a tutti intanto partiamo dalle buone notizie, Salvatore Cuffaro, già governatore della Sicilia, parlamentare della Repubblica eletto con l’Udc , poi passato con Berlusconi in una delle liste fiancheggiatrici nate negli ultimi mesi è il carcere da sabato per una condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato dall’intenzione di favorire Cosa Nostra per avere informato un mafioso conclamato, condannato in via definitiva già una volta, come Giuseppe Guttadauro boss di Brancaccio e un imprenditore considerato mafioso e condannato insieme a lui e che è Aiello, delle indagini a loro carico e delle intercettazioni a loro carico e quindi per averli favoriti nel cercare di sfuggire alle indagini che a suo tempo erano condotte dalla Procura di Palermo.
Cuffaro in galera(espandi | comprimi) Un reato gravissimo naturalmente, il Governatore, il Presidente della Regione Sicilia che aiuta un mafioso già all’epoca condannato e un altro che sarà poi condannato a sfuggire o a tentare di sfuggire alle indagini, li informa del fatto che sono indagati e che sono intercettati… chi gli abbia dato la notizia non si è mai saputo, sta di fatto che è accertato dall’altro giorno che lui, tramite intermediari, ha passato quella notizia ai due mafiosi. Uno già conclamato, l’altro lo sarebbe stato in futuro, questi sono i fatti, ha destato molta sorpresa, molta emozione il fatto di vedere entrare un parlamentare in carica nel carcere di Rebibbia perché a memoria d’uomo negli ultimi anni, pure gli decenni si era visto qualcosa del genere soltanto a proposito di Previti che andò a Rebibbia a scontare i 7,5 anni delle sue due condanne per corruzione giudiziaria, caso Mondadori e Caso Mills ma poi, grazie all’indulto e grazie a una lettera che si era fatta fare da Berlusconi la ex Cirielli trascorse solo 3 comuni di quei 7 anni e mezzo in carcere, mentre il resto andò a farlo prima ai domiciliari e poi addirittura in affidamento al servizio sociale, cioè in assoluta libertà.
Cuffaro invece ha un problema rispetto a Previti, la condanna è più o meno uguale, Previti 7,5 anni, Cuffaro 7 ma il reato per via dell’Art. 7, dell’aggravamento mafiosa non è soggetto a indulto e quindi non c’è lo sconto dei 3 anni e quindi Cuffaro non può sperare che scenda il totale a 4 anni, che poi con vari benefici etc., rapidamente scenderebbe a 3, a quella soglia sotto la quale si possono scontare le condanne in affidamento al servizio sociale e quindi i primi 4 dei 7 anni, se non cambieranno le leggi, li sconterà in carcere, carriera ovviamente finita, tanto più che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare dal Gup del Tribunale di Palermo, l’altra sentenza per l’altro processo che la Procura gli ha intentato per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere proprio non fatto dei favoreggiamenti così episodici, ma per essere stato proprio stabilmente come politico al servizio di Cosa Nostra.
E il suo vecchio maestro Mannino non gli ha fatto un gran favore ieri quando in un’intervista a un quotidiano, ha ricordato come si incazzò moltissimo quando Cuffaro andò a chiedere i voti per lui, per Mannino a Angelo Siino che era il rappresentante della mafia nel tavolino degli appalti e che quindi ovviamente gestiva un sacco di voti.
Non è naturalmente una buona notizia il fatto di vedere una persona che va in galera, non è mai un bello spettacolo vedere una persona andare in galera, è una buona notizia il fatto che su 70 mila, ormai siamo a 70 mila, detenuti delle patrie galere, ci sia almeno un rappresentante della classe politica, classe politica che invece meriterebbe di dare ben altro tributo alla popolazione carceraria, almeno uno è finito dentro, a scontare una pena definitiva e è abbastanza triste vedere che molti, anche in buonafede fanno i complimenti a Cuffaro per il contegno, perché non si è messo a strillare contro i magistrati e perché si è consegnato alla giustizia, altri 70 mila detenuti attualmente in questo momento delle patrie galere hanno fatto nella stragrande maggioranza dei casi la stessa cosa e non hanno ricevuto nessun complimento, una volta condannati sono finiti dentro e non si sono messi a strillare contro il complotto giudiziario, la giustizia politicizzata e cazzate del genere.
Sarebbe interessante, ma questo è un quesito che lasciamo a quelli del centro-sinistra che non vedono l’ora di allearsi con Casini, sapere se Casini leader dell’Udc ha qualcosa da dire in merito, perché qualcuno di voi ricorderà, gira su You Tube il filmato, anzi magari lo potete cercare e linkare sotto il nostro Passaparola, quando andò a Anno Zero a fare una sceneggiata con la coppola in testa, ma il filmato a cui mi riferisco è un altro, qualche tempo dopo Casini andò a Anno Zero e Michele Santoro gli fece una domanda, gli disse: ma lei è pronto a giurare sull’innocenza di Cuffaro? Casini disse: sì, tant’è che aggiunse anche che lui alle elezioni non avrebbe candidato nessun inquisito o imputato, tranne Cuffaro sul quale metteva la mano sul fuoco, si impegnava lui e non essendo stato ancora condannato in via definitiva fu una posizione comprensibile, il leader del partito dice: gli altri non li candido, su questo garantisco io, attenzione però, se uno garantisce su Cuffaro e mette la mano sul fuoco, se poi Cuffaro viene condannato definitamente, quello la mano che ha messo sul fuoco se la brucia, quindi pagherà mai Casini qualche pedaggio per avere garantito con la mano sul fuoco sull’onestà di una persona che oggi è in galera per favoreggiamento della mafia?
Ci vorrebbe naturalmente un’informazione che fa queste domande a Casini e invece non c’è, speriamo che torni a Anno Zero e così Santoro o chi per esso potrà chiedergliene conto: si ricorda quando garantita per Cuffaro? Adesso quella mano? Faccia vedere le mani! E invece naturalmente Casini potrà addirittura farsi bello del fatto che Cuffaro non stava più con lui nel momento in cui è entrato in Carcere perché lui l’ha portato in Parlamento e poi Cuffaro naturalmente è passato con Berlusconi, anche perché sapete che Berlusconi è un collezionista di condannati, quando ne vede uno in un altro partito si ingelosisce e lo vuole assolutamente per sé!
Altra buona notizia, quello che è successo l’altro giorno a Lissone, vicino Monza, il Sindaco del Pdl, insieme a Stefania Craxi hanno inaugurato una piazza, Piazza Bettino Craxi nell’11° anniversario della morte, per fortuna queste cose non si possono più fare di nascosto, perché la rete è impietosa, la rete ha questo di bello, se vai a cercare trovi tutto e quindi Piero Ricca, cittadini comuni, attivisti dell’Italia dei Valori si sono dati appuntamento per partecipare anche loro all’inaugurazione della piazza e hanno cominciato a gridare così forte chi era Craxi, cioè un ladro, corrotto, latitante, che praticamente la cerimonia che si doveva tenere in piazza, ha dovuto tenersi in un teatro perché la Signora Craxi e i suoi compari sono stati costretti alla fuga, a nascondersi in un teatro dove giustamente sono andati a nascondersi e intanto in piazza, la targa con scritto “Piazza Craxi” veniva sostituta da un cartello di cartone con scritto “Piazza Sandro Pertini Presidente di tutti gli italiani” socialista anche lui, guarda caso con lo ricorda mai nessuno, forse perché era onesto e quindi non è di buon esempio, mentre invece tra i socialisti morti quello che viene sempre più ricordato è quello che ha distrutto il partito socialista e cioè Craxi, meno male che c’è la rete che certe porcherie non possono più avvenire impunemente, c’è sempre qualcuno che va a disturbare e che segnala, marca il territorio, il fatto che c’è qualcuno che non ci sta, c’è qualcuno che dice no, invece ci sarà anche uno solo che dice no, c’è speranza per tutti gli altri.
Sempre a proposito di Craxi qualcuno di voi avrà visto, spero pochi per il vostro stomaco e fegato, un’orrenda pompa funebre andata in onda ieri sera a Tv7, che è il settimanale del Tg1 diretto da Augusto “Minzolingua” un orrendo sedicente documentario condotto da un regista ex socialista che è stato appena nominato Direttore del Teatro Mercadante di Napoli dal nuovo governatore socialista pure lui e berlusconiano Caldoro, questo regista che credo si chiami De Fusco ha fatto un’operazione che era talmente encomiastica che credo abbia imbarazzato anche i craxiani, perché Craxi è stato paragonato nell’ordine a Gesù Cristo, all’adultera lapidata, a Edipo a Colonno, a Antigone, a Prometeo, una roba dell’altro mondo in un’ora e più non sono mai riusciti a pronunciare, sono riusciti a mai pronunciare la parola “tangenti” naturalmente c’era la collaborazione di alcuni noti pregiudicati che disquisivano sulla grandezza di Craxi ho calcolato che facevano una decina di anni di galera insieme c’erano Martelli, Carra, De Michelis, Di Donato, Pomicino, 10 anni di galera in totale, più 10 anni che aveva totalizzato Craxi e poi c’erano ancora incensurati anche così per cambiare un po’ che aggiungevano, due dei quali vengono dal PC, avrebbero dovuto essere orgogliosi della diversità berlingueriana rispetto al craxismo , invece no, erano molto pentiti del fatto che il loro partito avesse contrastato Craxi, uno è Ranieri che sta tentando di diventare vicinissimo a Napolitano e sta tentando di diventare Sindaco di Napoli e l’altro è Petruccioli, l’ex Presidente della RAI dormiente, comunque per dirvi quanta distanza c’è tra il paese reale che per fortuna esprime i contestatori di Piazza Craxi a Lissone e il paese partitico, il bunker come l’abbiamo chiamato su Il Fatto e si chiude sempre più in sé stesso perché tutto intorno sta franando quasi la fine del mondo, sicuramente la fine della seconda Repubblica.
Craxi beato, Berlusconi salvato(espandi | comprimi) Il fatto che si beatifichi Craxi invece di lasciarlo riposare in pace a 11 anni di distanza, fa pensare perché questa insistenza nel tentare di ribaltare le sentenze definitive, questa insistenza nel tentare di beatificare un politico, l’unico politico morto latitante nella storia d’Italia, evidentemente non lo fanno per Craxi del quale non frega niente a nessuno, a parte naturalmente i parenti stretti, lo fanno per i vivi, beatificano Craxi per legittimare gli stessi comportamenti commessi dai vivi, quindi se Craxi è un santo, allora anche Berlusconi!In fondo si dice nei bar entrambi amanti delle donne, entrambi un po’ disinvolti con il denaro, grossi personaggi, guardate la piega che ha preso la gestione mediatica dell’inchiesta sul cosiddetto caso Ruby e vi renderete conto che si va esattamente nella stessa direzione, avevo detto la scorsa settimana “non ce ne frega niente di quello che fa Berlusconi tra le lenzuola di casa sua, a patto che tra le lenzuola non si commettano reati e che per coprire quei reati non se ne commettano degli altri anche fuori dalle lenzuola, nel qual caso naturalmente si va a processo”. Cosa hanno fatto, si sono anche riuniti a Arcore i giornalisti lecca culo della scuderia e hanno stabilito la linea, la linea la dà Alfonso Signorini che è il più intelligente di loro, del resto gli altri sono Sallusti etc., quindi anche Signorini svetta con una mente eccelsa, Signorini è abile nella gestione, nel maneggiare questo materiale, gli dice Chi, un rotocalco letto da centinaia di migliaia di persone poco attrezzate dal punto di vista dei fatti perché? Perché leggono Chi, dall’altra parte conduce un programma televisivo su Canale 5 e lì giostra la fidanzata di Berlusconi, la fidanzata poi non si è trovata, sapete che la stanno ancora cercando, bisogna trovarne una che sia disposta a dire: sono la fidanzata di Berlusconi e a pronunciare tutte queste parole senza che le venga da ridere, quindi ancora non l’hanno trovata, fanno dei provini ma non si riesce a trovarne una che riesca a dire: sono la fidanzata di Berlusconi, senza che le scappi da ridere!
Poi naturalmente non può essere una escort, altrimenti sarebbe inutile, immaginate una escort che dice: sono la fidanzata di Berlusconi, partecipo alle feste, giuro che non ci sono escort, se è una escort non ci crede nessuno, quindi infatti ultimamente stavano cercandola tra alcune bulgare e alcune russe che tra l’altro costano meno, non l’hanno trovata neanche lì, le ricerche stanno proseguendo, ma la fidanzata di Berlusconi è stata un’ottima arma di distrazione di massa perché immediatamente quella parte del popolo italiano beota che vive tutto questo come un romanzo rosa e che non ha capito qual è il senso, qual è la gravità, quali sono i punti gravi di questa storia, immediatamente tutti dietro la bufala della fidanzata di Berlusconi… titoli a caratteri cubitali su Libero, su Il Giornale che poi vengono rilanciati delle rassegne stampa, è così che si porta l’attenzione della gente fuori dal nucleo dello scandalo per farla pascolare intorno a fidanzate, gossip, quelli che dicono: se ne fa 20 o 30 alla volta, è grande, l’ha detto anche Belpietro l’altra sera, a questo proposito credo che sappiate perché alcune ragazze raccontano queste tristi file davanti alla camera del Cavaliere “avanti un’altra” ogni 5 minuti come alla mutua con il numeretto, come all’ufficio postale, stiamo parlando naturalmente non di un grande amatore, stiamo parlando di un signore che ha avuto dei problemi, un’operazione, una ricostruzione e che 5 minuti, più 5 minuti, più 5 minuti, ovviamente indicano un problema, indicano un caso patologico, non indicano virtù amatorie da vantare in televisione, eppure anche lì: hai visto se ne fa 20, 30, grande! Gli altri sono invidiosi, pensate a che livello è arrivata l’informazione in Italia!
Depistaggi soprattutto per concentrare l’attenzione sull’aspetto che interessa meno, l’aspetto del sesso a Arcore che interessa soltanto per un particolare, cioè se c’è stato sesso con una minorenne e se questo sesso è stato retribuito, nel qual caso scatta il reato di prostituzione minorile, su tutto il resto quante se ne fa, ammesso che se le faccia e per usare naturalmente la terminologia che usano questi elegantoni dei suoi servi, tutto questo riguarda esclusivamente lui, hanno il seno nudo, non hanno il seno nudo, si spogliano, la gonna corta, stretta, la mutanda, lo slip, il tanga, il reggiseno, non ce ne frega niente, l’unico punto fondamentale è: c’erano minorenni? Sì o no, ha fatto sesso con minorenni? Sì o no, le ha pagate per fare sesso? Sì o no, se non c’è questo il reato non c’è e quindi quello che succede a casa sua, ha ragione lui, è affare suo, sempre che quello che fa a casa sua anche se non fosse reato e non fosse poi dimostrato il sesso con minorenni a pagamento, non lo costringa a commettere dei reati per coprire quello che ha fatto in casa sua, nel qual caso ci interessa anche quello che ha fatto in casa sua, ma meno, perché? Perché qui il reato più grave sul quale guardate un po’ il caso, si glissa sempre nei titoli dei grandi giornali e delle grandi trasmissioni, a parte Anno Zero che infatti è di nuovo nel mirino, è la concussione e cioè quello che è accaduto in Questura la notte del 27 maggio, lì si glissa, perché? Perché lì non c’è niente da fare, lì quello che è successo è documentato, non c’è testimonianza di questa o quella mignotta che possa, più o meno prezzolata, smentirlo, Berlusconi sta pagandole tutte queste ragazze, tant’è che non si riesce più a capire se le paga ancora per quello che hanno fatto insieme a lui in casa sua o se le paga già per le testimonianze false che rilasciano in Procura!
Abbiamo documentato su Il Fatto quotidiano grazie a quel segugio memorabile che è Marco Lillo, bonifici fino a lunedì scorso, fino a una settimana fa, quando lo scandalo era già su tutti i giornali, a una certa Sorcinelli e negli stessi giorni testimoniava sullo scandalo davanti agli inquirenti, bonifici che per mesi si sono susseguiti che ammontano a un totale di 115 mila Euro in meno di un anno, stiamo parlando di uno stipendio di un manager, l’ultimo bonifico lunedì scorso, 10 mila Euro dopo che aveva parlato con gli inquirenti, è un caso Mills o sono ancora retribuzioni per i Bunga Bunga? Chi lo sa, certamente è curioso che l’indagato paghi la testimone, mentre e dopo che ha testimoniato, ma su quello che è successo in Questura non c’è verso, perché? Perché le telefonate alla Questura vengono tutte registrate e poi dopo le registrazioni ci sono i verbali, dove i poliziotti raccontano quello che è successo e allora, mi aiuto con un articolo di Piero Colaprico che fa il punto su quello che è successo in Questura, per dimostrarvi cos’è che preoccupa veramente, mediaticamente a livello internazionale a preoccupare è ovviamente la prostituzione minorile, ma giudiziariamente a preoccupare è la concussione, perché la prostituzione minorile credo sia punita con una pena massima di 4 anni, mentre la concussione è punita con una pena massima di 12 anni.
Corso Buenos Aires, scrive Piero Colaprico, ore 19,13 Hermes C. (poliziotto) cerca attraverso il 113 che registra ogni chiamata, il PM di turno dei minori, Anna Maria Fiorillo, il poliziotto è alle prese con Ruby che è stata appena fermata per una denuncia di furto e accusata di avere derubato qualche migliaia di Euro a una sua amica.
In attesa che gli passino la Fiorillo, il poliziotto dice a Ruby “poi ti spacco le gambe appena ti vedo per la strada” Ruby in sottoscritto dice “vengo con te a fare l’amore allora” il poliziotto dice “no te con me non vieni da nessuna parte” nel frattempo arriva la PM di turno, la Fiorillo, l’agente spiega la situazione, minorenne marocchina, fuggita da una comunità, accusata di furto a Milano, senza fissa dimora, senza documenti , la Fiorillo dice “potrebbe chiedere alla ragazza come faceva a pagare l’affitto?” per capire che lavoro fa, se ha almeno un lavoro fisso, il poliziotto sì “come facevi a guadagnare i soldi per l’affitto?” poi riferisce alla Fiorillo “dice che fa la ballerina di danza del ventre presso alcuni locali di Milano” la Fiorillo dice “ah ecco, la ballerina di danza del ventre, noi non siamo abituati a fare andare in giro i minorenni sì, dica a questa ragazza che non credo proprio che resterà in Italia, tra poco è maggiorenne e se va avanti così ci sarà l’ordine di espulsione, salvo che la signorina non accetti di inserirsi in un progetto educativo” quindi praticamente la smetta di scappare e di prenderci in giro.
Poliziotto “dai terminali risulta un vecchio precedente per furto” Fiorillo “vede, è una sbandata, quindi la metta in una comunità sperando che sia aperta, se non dovesse accoglierla – ormai 19,30 – se c’è una comunità ancora aperta a quell’ora che può ricevere etc., mettetela lì dice” “se non dovesse accoglierla, l’autorizzo a trattenerla fino a domani mattina, finché il pronto intervento, c’è un servizio comunale a posta che cerca le comunità per ragazzi minorenni in difficoltà, non si metterà in moto per trovarle un posto o per vedere dove è finito il padre”, le procedure fino a questo momento sono perfette e vanno avanti sì, si fa sempre così in questi casi naturalmente, nessuno sa di Berlusconi dietro a questa ragazza, quindi la trattano ovviamente come trattano tutti i casi di minorenni fermate senza fissa dimora, senza un documento di identità, senza un lavoro o comunità o trattenuta in Questura.
Le procedure sono perfette e vanno avanti così, sempre attraverso il 113 il poliziotto alle 20,43 avvisa il commissario Capo di turno in questura, Dott. Ssa Giorgia Iafrate che già sa “la teniamo qui e domani mattina eventualmente trovano la comunità” dice la Iafrate allora il poliziotto dice “consideri che la signorina è un modellino molto sole, Ruby fa un battibecco con il poliziotto perché non accetta di essere chiamata “un modellino” il poliziotto dice “no, non ho detto volgare, ho detto da sole stai calma “la Iafrate interviene “ma perché, come è vestita questa ragazzina?” il poliziotto “con un toppino tipo prendisole e dei jeans ma non ha altro addosso”, era piuttosto succinta Ruby, i poliziotti hanno il permesso di farle cercare gli abiti a casa dell’amica che la ospitava Micelle Consesao, anche lei prostituta brasiliana, ma nel frattempo Michelle è in fibrillazione, cosa fa? Chiama Giuseppe Spinelli, il ragioniere, il contabile di Berlusconi, chiama Silvino Berlusconi, la prostituta brasiliana che abita nei paraggi di Corso Buenos Aires ha il cellulare privato di Berlusconi che si trova a Parigi in missione di Stato, naturalmente Berlusconi non risponde perché è a cena con altri ospiti.
La concussione di Berlusconi(espandi | comprimi) Allora manda un sms e così arriviamo alle 23,49, mentre il poliziotto Landolfi cerca una comunità per Ruby, arriva la telefonata di Berlusconi, ora sappiamo, scrive Colaprico, che Ruby in Questura a Milano per cui è una notizia destabilizzante, ora lo sappiamo, pensate la confusione in Questura, telefona Berlusconi da Parigi, deve essere successo il finimondo!Tutti possono pensare a tutto, tranne che stia telefonando per Ruby, dal verbale del Capo di gabinetto della Questura Pietro Ostuni “il Presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in Questura una ragazza di origine nord – africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere parlamentare, la Signora Minetti si sarebbe fatta carico di questa ragazza” la Minetti in realtà è un ex soubrette, consigliere regionale che Berlusconi ha nominato su due piedi consigliere parlamentare per fare andare a prendere la ragazza, la Signora Minetti si sarebbe fatta carico di questa ragazza, la telefonata finì così, a questo punto è chiaro che Berlusconi sa che la ragazza è minorenne, altrimenti non si preoccuperebbe di mandare qualcuno che la prenda in carico, perché se fosse maggiorenne e decidessero di rilasciarla potrebbe andarsene con le sue gambe, visto che i maggiorenni, non hanno bisogno di affidatari.
Una grande di telefonate di Ostini si abbatte in seguito sulla neo poliziotta Iafratti Ostuni comincia a perseguire questa Iafratti. Dal verbale del Questore Vincenzo Indolfi “mi sono preoccupato che la gestione della minorenne fosse stata lineare, il fatto che la Presidenza del Consiglio avesse raccontato una balla per me era poco importante” il Questore di Milano mette a verbale che il Presidente del Consiglio ha raccontato una balla, che è la nipote di Mubarak e quindi ha fatto capire che si rischia un incidente diplomatico, ha messo in agitazione la Questura inducendola a fare cose che non avrebbe dovuto fare e che non avrebbe mai fatto senza quella telefonata, perché? Perché tutto stava procedendo come sempre si fa in questi casi o in una comunità o resta in Questura fino a quando non si trova una comunità.
Dice Indolfi “il fatto che Berlusconi ci ha raccontato una balla per me era ininfluente, io volevo comunque che le cose andassero regolarmente” e in realtà le cose da quel momento non vanno più regolarmente, un fax viene mandato in Sicilia alla comunità, una delle comunità dove lei era stata, una relazione delle volanti smentiscono la correttezza delle procedure, Ruby esce alle 2, accompagnata dalla Minetti che invece di prendersene carico, come ha detto Berlusconi, la sbologna a Michelle Consesao, la rimette nelle mani di un’altra prostituta e Berlusconi dice “sono intervenuto per salvare questa ragazza” lui per salvarla dai poliziotti, la fa consegnare dalla Minetti a una prostituta, è un salvataggio meraviglioso, la ributtano sul marciapiede! Per salvarla dalla polizia, non dalla prostituzione, la rimettono a fare la prostituta, il Presidente del Consiglio e una consigliere regionale delegata, consigliere parlamentare!
Mentre Ruby esce alle 2 con la Minetti in Questura continuano a fare degli accertamenti che avrebbero dovuto fare prima di lasciarla uscire, alle 4 finalmente si riescono a rintracciare i genitori che abitano a ?Letojanni? in Provincia di Messina se non erro, vengono buttati giù dal letto, dichiarano di non avere i documenti della figlia e naturalmente negano qualunque parentela con Mubarak , visto che sono marocchini e Mubarak è il Presidente egiziano.
Altro dettaglio, poco noto, la Bocassini e gli altri PM quando interrogano Ostuni gli chiedono “come mai in questa relazione non vi è traccia della telefonata ricevuta dal Presidente del Consiglio e della bugia raccontata ai poliziotti?” Ostuni non lo sa, non sa rispondere il dato di fatto, osserva Colaprico è che le relazioni sono omissive, ma se chiunque di noi avesse inventato una simile balla, cosa gli sarebbe successo dopo da parte della polizia? E’ stato o no l’abuso della sua qualità di Capo del Governo a far ottenere a Berlusconi qualcosa di impossibile per i cittadini normali?
Questo è il problema, naturalmente i fatti sono questi, l’abbiamo capito, la Questura fa una cosa che mai avrebbe fatto se non avesse telefonato Berlusconi, Belpietro che non capisce niente di diritto, l’altra sera in televisione ha detto: ma se ci fosse concussione la Procura dovrebbe incriminare quei funzionari della Questura che hanno rilasciato Ruby prima di averla identificata, contravvenendo tra l’altro agli ordini del PM di turno, se non li hanno incriminati vuole dire che tutto è avvenuto regolarmente e se tutto è avvenuto regolarmente allora vuole dire che non c’è stata nessuna concussione da parte di Berlusconi, che la concussione è quando qualcuno minaccia qualcun altro per costringerlo a fare, per indurlo a fare una cosa indebita, se la cosa non è indebita non c’è reato di conclusione.
Il problema è che la concussione non la commette chi la fa e chi la subisce, la commette chi la fa, chi la subisce è vittima di concussione, quindi se è indotto, sotto costrizione a fare qualcosa che non dovrebbe fare è vittima e quindi non può essere incriminato, è la stessa cosa di chi paga il pizzo alla mafia, la conclusione è l’estorsione commessa dal Pubblico ufficiale, Berlusconi in questo caso, se invece è un privato cittadino si chiama estorsione, se io mafioso costringo il commerciante a pagarmi il pizzo, il commerciante mi dà dei soldi, finanzia un mafioso, cos’è? Aiuto alla mafia, eppure non viene punito, perché? Perché ha agito sotto estorsione, quindi è vittima per questo i poliziotti concussi non vengono indagati per avere rilasciato Ruby.
Questi sono i fatti, fatti di un gigantesco abuso di potere che se è reato o non è reato lo deciderà il giudice, ma noi possiamo già dire che è un abuso di potere perché abbiamo tutti gli elementi per stabilire minuto per minuto quello che è successo quella notte, questo abuso di potere giustifica il fatto che la Procura di Milano se ne occupi, adesso c’è la domanda: ma è reato ministeriale o non è reato ministeriale? State molto attenti perché qui si gioca sulle parole, ma la cosa è molto chiara, il reato ministeriale è diverso dal reato ordinario perché? Perché se il reato è di tipo ministeriale, per fare il processo a chi lo ha commesso, ci vuole l’autorizzazione preventiva del Parlamento, perché i membri del governo Premier e Ministri, per essere processati per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, richiedono l'autorizzazione a procedere al Parlamento e il Parlamento già sappiamo in quali mani è, quindi se fosse così non ci sarebbe il processo perché il Parlamento negherebbe al Tribunale dei Ministri il permesso di processare Berlusconi, nell’esercizio delle sue funzioni secondo la Costituzione.
L’esercizio delle funzioni cos’è? E’ l’esercizio delle funzioni, il Presidente del Consiglio c’è tra le funzioni del Presidente del Consiglio telefonare alle questure per dire cosa devono fare delle ragazze fermate per furto senza documenti, senza fissa dimora straniere etc.? Non è tra le funzioni del Presidente del Consiglio, non so se sia tra le funzioni del Ministro dell’Interno, credo neanche ma non certamente del Presidente del Consiglio, però lui è Presidente del Consiglio quando fa quella telefonata e è ovvio che non dice “sono un passante” dice “sono il Presidente del Consiglio” quindi lui telefona in quanto Presidente del Consiglio, ma non per esercitare le funzioni di Presidente del Consiglio, perché non è tra le funzioni del Presidente del Consiglio fare quelle telefonate e allora? Allora non si chiama abuso di funzioni perché non è tra le sue funzioni fare quella telefonata, si chiama abuso di qualità, abusa della qualità di Presidente del Consiglio, se abusasse delle sue funzioni sarebbe reato ministeriale sottoposto all’autorizzazione a procedere e quindi sarebbe salvo perché negherebbe l'autorizzazione invece lì cosa ha fatto? Ha abusato della qualità di Presidente del Consiglio per fare una cosa che non rientra tra le sue funzioni, ma l’ha fatta come Presidente del Consiglio, altrimenti non si spaventava nessuno se non diceva “sono il Presidente del Consiglio” avete capito? Se io magistrato o poliziotto entro in un ristorante e dico: dammi da mangiare gratis altrimenti ti arresto , è nelle tue funzioni arrestare qualcuno, stai abusando delle tue funzioni.
Se invece entri in quello stesso ristorante e dici: sono un poliziotto, dammi dei soldi altrimenti ti do due ceffoni, dare due ceffoni non è nell’esercizio delle funzioni di poliziotto, anche se qualcuno abusandone li rifila pure i ceffoni, quindi capite la differenza tra abusare di una funzione propria e l’abusare della semplicemente qualità propria.
Quindi non c’è dubbio che non è reato ministeriale, è reato comune, ordinario, va giudicato dal Tribunale di Milano senza alcun voto della Camera.
Ultimo punto, cosa succede adesso? La curiosità è: ma lo processano, non lo processano? Come può farla franca? Come può svicolare? Cos’è questa storia del rito immediato, cosa può succedere? Concludo cercando di spiegare cosa può succedere adesso.
La Procura di Milano ha chiesto il rito immediato, ha fatto sapere che chiederà il rito immediato, la legge, Art. 453 del Codice di Procedura prevede il rito immediato per fare presto, quando si può si fa presto e si fa presto quando si può e quando è che si può? Quando si ha proprio un’evidenza della prova tale per cui non c’è bisogno di tutti i passaggi: udienza preliminare etc., si va subito a giudizio con le carte che si hanno trovato, hai trovato tutte le carte, è inutile stare lì a discutere prima, andiamo subito nel merito davanti al giudice.
Giudizio immediato per Berlusconi(espandi | comprimi) Quando la prova appare evidente, si può chiedere il giudizio immediato se la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti da cui emerge l’evidenza della prova, ovvero a seguito di invito a presentarsi, la stessa abbia omesso di comparire, sempre che non sia stato adottato un legittimo impedimento e che non si tratti di persona irreperibile, cosa ha fatto la Procura?Ha mandato l’invito a comparire a Berlusconi, gli ha detto: presentatati in una data tra venerdì, sabato e domenica, stiamo parlando di 21/22/23 gennaio a tua scelta, lui ha disertato in tutte e tre le date, compresa la domenica, legittimi impedimenti non ne risultavano, l’hanno invitato a questo punto, non vuole farsi interrogare e quindi l’adempimento è stato fatto, la prova loro ritengono che è evidente, lui invitato a farsi interrogare non si è fatto interrogare, terzo e ultimo requisito, la richiesta del PM deve essere formulata entro 90 dall’iscrizione della notizia di reato, Berlusconi è stato iscritto sul registro degli indagati il 21 dicembre, entro il 21 marzo la Procura deve depositare davanti al G.I.P. la richiesta di rito immediato, quindi è passato un mese, la Procura ha tempo due mesi ancora per chiedere al G.I.P. di procedere al rito immediato, nel qual caso il G.I.P. se ravvisa che ci siano gli estremi, può accogliere questa richiesta e mandare subito Berlusconi a processo.
Il giudice entro 5 giorni dalla richiesta emette il Decreto con il quale dispone il giudizio immediato, ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero, se invece ritiene che la prova non è vedente, allora dice: no, facciamo il processo ordinario e quindi si fissa l’udienza preliminare e poi naturalmente si arriva eventualmente al rinvio a giudizio o al proscioglimento, il Decreto emesso dal giudice deve contenere l’avviso che l’imputato può chiedere il giudizio abbreviato, oppure il patteggiamento, all’interno del rito immediato lui può chiedere l’abbreviato, abbreviato vuole dire che si fa tutto in Camera di Consiglio, porte chiuse, senza telecamere, senza giornalisti, senza pubblico, senza nessuno e si ottiene, sulle carte si fa il processo, non c’è grande dibattimento, oppure addirittura patteggiare la pena, ma dubito che Berlusconi patteggerà la pena, ci mancherebbe altro!
Quando l’immediato è stato disposto il processo si svolge davanti al Tribunale secondo le regole di un normale processo, si fa subito semplicemente, saltando l’udienza preliminare e il deposito degli atti, a questo punto loro dicono: non è competente Milano, perché Arcore sta a Monza, ma a parte il fatto che il Tribunale di Monza non è competente per reati come prostituzione minorile che invece è competente nella Procura distrettuale, quella di Milano, mentre i fatti successi alla Questura di Milano ovviamente ricadono sotto la competenza della Procura di Milano, l’unica loro speranza è quella di cercare di battersi per mandare la cosa al Tribunale dei Ministri, ma non c’è un modo per mandarla al Tribunale dei Ministri, perché? Perché non la può mandare al Tribunale dei Ministri Berlusconi o l’Avvocato Ghedini, al Tribunale dei Ministri può rivolgersi la Procura che ha già detto che non ritiene che il reato sia ministeriale, oltretutto mi sono dimenticato di dirvi che, perché il reato sia ministeriale, la legge costituzionale N. 1/1991, prevede che il reato sia stato compiuto per la tutela di un interesse dello stato costituzionalmente rilevante, ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo, questo dice la legge costituzionale che regola i reati ministeriali 16 gennaio 1989 N. 1, immaginatevi mai se andare a prostitute minorenni o telefonare alle questure per farle rilasciare contro le procedure normali, è un gesto compiuto per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante, ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico, qui l’interesse è pubico, non è pubblico!
Quindi non c’è alcun motivo, ma non c’è neanche alcun modo per cui Berlusconi riesca a far arrivare il suo processo al Tribunale dei Ministri, cosa può fare? E l’ha già minacciato, può sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale contro i giudici di Milano che gli negano il Tribunale dei Ministri, si dirà: ma se Berlusconi o i suoi avvocati con la loro maggioranza votano un conflitto di attribuzioni tra la Camera dei Deputati e i giudici di Milano davanti alla consulta accusandoli di avere calpestato il potere legislativo e esecutivo, processandolo ordinariamente anziché chiedendo l’autorizzazione a procedere per poi andare davanti al Tribunale dei Ministri, il processo si blocca o no? Perché che la Corte Costituzionale gli possa dare ragione su una cazzata del genere è assolutamente evidente no, ma la Corte Costituzionale sapete che ha i suoi tempi e allora in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci su questo conflitto di attribuzioni, dando ragione alla Camera o dando ragione ai giudici di Milano, cosa succede del processo immediato? Continua a farsi oppure si sospende? Perché se Berlusconi con il conflitto di attribuzioni riesce a sospendere per due anni il processo immediato, il processo non è più immediato e quindi se ne riparla, campa cavallo!
Bene, per fortuna il conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale non sospendo il processo in corso, che potrebbe andare avanti comunque, è già successo quando ci furono dei vari conflitti di attribuzioni contro i giudici di Milano nel processo a Abu Omar, il processo continuò a andare avanti, mentre la Corte aspettava di pronunciarsi, solo al momento della sentenza, ovviamente, il Tribunale si deve fermare in attesa che si pronunci la Corte, quindi il processo a Berlusconi immediato andrà avanti anche se verrà sollevato il conflitto di attribuzioni per il mancato investimento del Tribunale dei Ministri e solo al momento della sentenza i giudici si dovranno fermare attendendo il pronunciamento della Corte.
Spero di essere stato chiaro, quindi diciamo che stavolta, salvo naturalmente che si inventino qualcosa che ancora non abbiamo in mente noi ma non ce l’hanno in mente probabilmente neanche loro, Berlusconi finirà alla sbarra e dovrà difendersi non dai teoremi, dovrà difendersi da sé stesso, dalle cose che ha fatto, a cominciare da ciò che ha fatto quella notte in Questura, continuate a leggere Il Fatto Quotidiano, passate parola e ci vediamo lunedì prossimo!
Buongiorno a tutti, ieri il Presidente del Consiglio è apparso in televisione, sulla sua performance naturalmente ciascuno può dare il giudizio estetico e contenutistico che preferisce, l’abbiamo visto tutti e è disponibile comunque in rete, per comunicare, sostanzialmente 3 cose.
Il messaggio di Berlusconi(espandi | comprimi) 1) al telefono la gente, soprattutto ragazze giovani che l’hanno conosciuto può dire, millantare, raccontare, vantarsi, esagerare, favoleggiare, lavorare di fantasia quello che si dice al telefono non ha nessun valore; è una vergogna che chi va a casa sua poi venga intercettato, è una concezione un po’ estensiva dell’immunità, lui pretenderebbe l’immunità telefonica non soltanto per sé, ma anche per tutti quelli che lo conoscono, una forma di immunità contagiosa che purtroppo è ancora sconosciuta ai nostri codici, naturalmente il governo provvederà presto; 2) Lele Mora è un grande, è un grande professionista, non si sa bene in quale ramo, ma in parecchi rami pare, dal traffico di ragazze ai rapporti con l’‘ndrangheta, è un grosso professionista, ha anche una vecchia condanna per droga, anche lì era molto professionale, quindi il nostro Presidente del Consiglio vedendolo in difficoltà, Mora ha un processo per i disastri delle sue società, fallimenti, bancarotta e cose del genere, gli ha prestato un sacco di soldi che Mora quando si sarà rifatto e rimesso in piedi, gli restituirà; 3) il Presidente del Consiglio è fidanzato, sul nome della fortunata ancora regna il mistero, ma penso che prima o poi qualcuno dei suoi giornali, dei suoi rotocalchi, trasmissioni amiche ci presenterà quella che già i giornali compiacenti chiamano la “dama bianca”, a questo punto qualcuno potrebbe dire: ma a noi che ci frega di quello che fa il Presidente del Consiglio nella sua vita privata, ancora una volta si vuole spiare questo benedetto uomo, già così provato per ironizzare o per sfrugugliare i suoi affetti familiari, effettivamente se fosse così sarebbe riprovevole, ciascuno come ha detto il Presidente del Consiglio, tra le mura domestiche può fare quello che vuole , lui è un uomo libero, sappiamo benissimo che da anni il matrimonio con Veronica era finto, era tenuto in piedi così artificialmente per fare vetrina, in realtà i due erano già separati da diversi anni e quindi è libero di fare quello che gli pare, per quanto mi riguarda era libero di fare quello che gli pareva anche prima, le scappatelle di un Presidente del Consiglio anche sposato non dovrebbero costituire motivo né di scandalo, né tanto meno finire sui giornali.
C’è naturalmente un paio di paletti rispetto a tutto questo, quindi il Presidente del Consiglio è libero di avere tutte le amanti che vuole, tutte le ragazze che vuole, può andare a letto con chi vuole, può fare quello che gli pare a due condizioni: 1) naturalmente che non commetta reati, ma quello non vale solo per il Presidente del Consiglio, vale per tutti noi, i reati si possono commettere anche tra le mura domestiche, non è che se uno squarta la moglie tra le mura domestiche, poi può andare in televisione a dire: quello che avviene tra le mura domestiche sono fatti miei, hai squartato tua moglie… non c’è privacy sullo squartamento della moglie e su altri eventuali reati commessi tra le mura domestiche, pensate i topi di appartamento, questi ultimi per professione operano tra le mura domestiche altrui, naturalmente, almeno che non rapinino casa propria, e anche lì non possono invocare la privacy delle mura domestiche, quindi la prima condizione è che non si commettano reati, tanto più se si è capi del governo; 2) non mettersi in una situazione in cui ciò che si fa nella vita privata, influenzi poi quello che si fa nella vita pubblica, non soltanto perché ci si potrebbe rendere ricattabili, ma anche perché si potrebbe essere portati a fare delle scelte che non si farebbero se non si tenessero certi comportamenti, scelte quindi dettate dall’interesse personale, anziché dall’interesse collettivo.
Ci sarebbe poi un terzo profilo, un terzo paletto che è quello della coerenza, i politici possono essere bigotti, libertini, quello che gli pare, l’importante è che ce lo dicano, se un governo pretende di legiferare su quello che fanno i cittadini in camera da letto tra le lenzuola, non possono poi, naturalmente, tenere dei comportamenti diversi da quelli che pretendono, per legge, che i cittadini tengano, non si possono applicare a altri dei divieti che poi non si applicano anche a sé stessi, avendo il potere di fare leggi e decreti e non si possono ingannare gli elettori dicendosi difensori della famiglia tradizionale di Santa Romana Chiesa e poi fare il contrario! Questo non è soltanto predicare bene e razzolare male, questo è semplicemente ingannare la gente e chi ricopre cariche elettive, chiede di tanto in tanto la fiducia ai cittadini, deve essere chiaro, può dire “secondo noi e secondo il nostro programma ognuno è libero di fare quello che vuole” allora poi deve lasciar perdere naturalmente, deve lasciar campare serenamente coppie di fatto, i gay, deve riconoscere i diritti a tutti, non può togliere i diritti agli altri e riconoscerli soltanto a sé stesso, né tanto meno può fare leggi draconiane contro la prostituzione e poi frequentare ambienti vicini alla prostituzione, sappiamo benissimo quello che succede all’estero, sempre ci dicono che in America, in Inghilterra sono dei moralisti perché vanno a vedere cosa succede nella camera da letto dei politici, non è vero che sono moralisti, sono semplicemente dei popoli che hanno il culto della verità, un privato cittadino è liberissimo di non dire la verità, un politico se mente ai suoi elettori deve pagarne le conseguenze naturalmente, quindi a nessuno deve venire in mente di fare dei paragoni: ma chi non ha l’amante? Chi non ama le donne? Chi non ama il sesso? Perché non è questo il problema, Berlusconi liberissimo di amare le donne, di avere tutte le amanti che vuole, di amare il sesso, di fare il sesso nelle forme più spericolate che gli vengono in mente, ma quello che non dovrebbe fare è da un lato spacciarsi per il tutore di certi valori che poi lui è il primo a non rispettare e questo lo riguarda solo in quanto persona sottoposta al voto dei cittadini, se Berlusconi fosse un privato cittadino, potrebbe fare come tutti noi, quello che gli pare.
Ma i due principali punti sono naturalmente non commettere reati, e non mettersi in condizioni di farsi ricattare o condizionare con la sua vita privata nelle scelte della sua vita pubblica perché ogni scelta che fa il suo governo o la sua maggioranza si ripercuote su di noi e quindi noi dobbiamo avere la sicurezza che quello che sta facendo, lo sta facendo in condizioni di assoluta libertà e non in posizione condizionata, limitata o imprigionata.
Non ci deve essere nessuno che può dirgli: se non fai quella cosa, ne pagherai le conseguenze perché a quel punto non è più un Presidente del Consiglio libero, quindi non è più idoneo a svolgere le funzioni nell’interesse collettivo.
Berlusconi dunque ha fatto questo discorsetto, perché lo ha fatto? Perché sa che oggi mentre stiamo parlando sarebbero venute fuori le carte dell’inchiesta che una parte delle carte dell’inchiesta che lo riguarda per concussione e per sfruttamento e/o favoreggiamento della prostituzione minorile, le carte sono alla Camera, alla Giunta per le autorizzazioni, poi vedremo perché sono finite alla Camera e quindi non sono più segrete, perché? Perché sono nelle mani di decine di parlamentari che compongono quella Giunta, parlamentari che naturalmente non se le terranno, fortunatamente non se le terranno, pensate ci fossero pochi depositari di queste carte che possibilità di ricatto avrebbero, quindi è bene che si sappia subito tutto quello che c’è alla Camera perché la Camera, tra l’altro è la casa di tutti, dovrebbe essere la casa di vetro, tutto quello che c’è alla Camera deve essere pubblico, mai come le cose che ci sono alla Camera devono essere pubbliche, quindi Berlusconi sapeva che oggi sarebbero venuti fuori i risultati dell’inchiesta della Procura di Milano a suo carico, quindi ha anticipato facendoci sapere come dobbiamo valutare le intercettazioni tra le ragazze che hanno frequentato le sue ville, come dobbiamo interpretare i soldi che si è scoperto lui avere dato a Lele Mora, accusato dalla Procura di Milano insieme a Emilio Fede e a Nicole Minetti di essere uno dei procacciatori di prostitute per naturalmente il sollazzo del Presidente del Consiglio, gli indagati sono la consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, eletta nel maggio scorso nel listino di Formigoni, già soubrette di Colorado Cafè, detta l’igienista dentale di Berlusconi o forse anche mentale viste le condizioni in cui versa il Presidente del Consiglio, Lele Mora impresario di star e starlette, Emilio Fede Direttore del Tg4.
Quali sono… naturalmente perché ha tirato fuori la fidanzata? Perché certo se c’è una fidanzata, immediatamente si può dire, come ha detto lui, porto sempre la mia fidanzata a queste feste, immaginate se in queste feste può accadere qualcosa di meno che pulito e di meno che lecito, non sono mica scemo, se organizzo dei giri di mignotte non chiamo la mia fidanzata a partecipare, a meno che la fidanzata non sia una mignotta anche lei naturalmente ma possiamo forse immaginare che il Presidente del Consiglio si sia fidanzato con una mignotta, quindi essendo questa “dama bianca” la persona più pura di questo mondo, immaginate se avrebbe mai potuto sopportare scene come quelle che la stampa cattiva e la magistratura comunista, si sono inventate per queste innocenti feste rilassanti nella Villa di Arcore.
Quali sono i fatti? Come nasce questa inchiesta? Questa inchiesta è stata rivelata, quando era già in corso naturalmente da Il Fatto Quotidiano nel mese di ottobre, quando si scoprì che c’era una ragazza minorenne, la famosa Ruby che poi è un nomignolo di una povera ragazza marocchina, i cui genitori abitano in Sicilia, che ha rotto con la sua famiglia, che è una sbandata, è senza fissa dimora, va e viene, sogna ovviamente di entrare nel mondo dello spettacolo e della televisione, appena arriva a Milano viene subito avviata nel giro giusto, giro di Lele Mora e Emilio Fede che l’ha conosciuta durante un premio per miss nella Provincia di Messina, di cui lui era giurato, la ragazza è stata portata a Arcore e Berlusconi si è impietosito per la sua storia lacrimevole e essendo uomo di buon cuore l’ha aiutata dandole dei soldi e cercando di toglierla dalla strada e quando è finita in Questura è intervenuto immediatamente per farla affidare alla sua delegata del Presidente del Consiglio che sarebbe la Minetti, dicendo che se ne sarebbe presa cura, questo è quello che viene fuori a ottobre, c’è naturalmente un’indagine della magistratura, perché? Perché quello che è avvenuto in Questura, segnala la possibile anomalia delle procedure di affido di questa minorenne senza fissa dimora che non avendo ancora raggiunto la maggiore età, non poteva essere denunciata a piede libero per un furtarello di cui era accusata e essere rimandata fuori dalla Questura visto che non aveva un domicilio e era scappata dalla comunità, ma si richiedeva la presenza di qualcuno che garantisse per lei, di prenderla in carico e lì ci fu la telefona di Berlusconi.
Bunga bunga con Ruby(espandi | comprimi) Ma in realtà andando a vedere cosa è successo, cosa ha scoperto questa inchiesta, sappiamo che questa Ruby viene invitata per la prima volta a Arcore il 14 febbraio dello scorso anno, poco meno di un anno fa per la festa di San Valentino, lo scoprono i magistrati quando tracciano i movimenti del suo cellulare.Sapete che da un cellulare anche senza intercettarlo, si può scoprire dove si trova minuto per minuto, è il lavoro che fanno i consulenti tecnici delle procure, il famoso Gioacchino Genchi, il cellulare attraversa quando chi lo porta in mano viaggia, varie celle territoriali e quindi si può tracciare il percorso che fa il cellulare, si può vedere dove si ferma, per quanto tempo si ferma, quando si muove, dato che i cellulari non camminano, è ovvio che i movimenti del cellulare corrispondono ai movimenti di chi lo porta in quel momento, nel nostro caso Ruby e quindi risulta che Ruby la sera di San Valentino dell’anno scorso sta a Milano fino alle 20,50, poi è a Arcore, poi non ci sono segnali perché viene spento fino alle 3,40 del mattino, poi dopo queste 6,50 ore a Arcore torna a essere localizzato a Milano.
Ruby torna a Arcore una settimana dopo, nella notte tra il 20 e il 21 febbraio, anche una settimana dopo nella notte tra il 27 e il 28, ancora 2 settimane dopo il 9 marzo, poi c’è una pausa, poi ritorna nella notte tra il 4 e il 5 aprile e poi ancora tra il 24 e il 25 aprile, cosa è successo tra il 24 e il 25 aprile? Che si è celebrata alla Scala di Milano la festa della Liberazione alla presenza del Capo dello Stato e naturalmente del Presidente del Consiglio, subito dopo è arrivato a Arcore Vladimir Putin, quindi quest’ultimo e Ruby si trovano entrambi a Arcore nello stesso posto, anche il 26 aprile torna Ruby, presente Putin e l’ultima volta viene segnalata la sua presenza nella notte tra il primo maggio e il 2 maggio.
Il 27 maggio, pare che Ruby si apprestasse a tornare a Arcore, quando invece fu fermata, accusata da un’amica di un furtarello e quindi portata in Questura, non poté andare a Arcore perché passò alcune ore in Questura e poi arrivò la Minetti a portarsela via, quindi stiamo parlando di 8 incontri tra il 14 febbraio e il 1° maggio dell’anno scorso , questi sono gli incontri con una certa frequenza.
Perché diventa un problema Ruby in Questura? Perché deve essere interrogata, deve essere identificata, non ha i documenti, è lei a dire come si chiama, che è minorenne, immaginate l’allarme che si crea presso Berlusconi conseguentemente al fatto che una ragazza minorenne è stata da lui per 8 notti nella sua casa privata, è ora nelle mani della polizia, si sa com’è la polizia, quando interroga, interroga, non è che lascia chiacchierare così, non è che offre il tè, la polizia quando interroga cerca di arrivare il punto, di capire chi sei, cosa fai, che ambienti frequenti, perché? Perché stiamo parlando di una minorenne senza fissa dimora, senza documenti, senza lavoro, straniera, allarme.
La brasiliana, prostituta anche essa che ha ospitato Ruby per qualche tempo, viene a sapere da Ruby stessa che Ruby è stata fermata e cosa fa questa brasiliana? Telefona a Berlusconi che in quel momento è a Parigi in visita di Stato, come fa una prostituta brasiliana a avere il numero di telefono privato del cellulare di Berlusconi? Dice di averlo conosciuto anche lei mesi prima e che lui le ha dato il suo cellulare privato raccomandando di usarlo in casi di emergenza, uno dice “terremoti, nubifragi” no, Ruby in Questura, emergenza! Perché emergenza? Perché chissà cosa può raccontare quella ragazza a dei poliziotti che la stanno interrogando, bisogna portarla via di lì al più presto!
Allora viene spedita in piena notte Nicole Minetti, consigliera regionale e tutto quello che sapete.
Arriva, non si sa bene se accompagnata dalla brasiliana o meno, dice: sono delegata del Presidente del Consiglio e intanto il Presidente del Consiglio ha annunciato il suo arrivo con una telefonata dal cellulare del capo scorta, in cui garantisce che la Minetti si prenderà cura della ragazza e che la ragazza è meglio liberarla senza fare tante sottigliezze sulla sua identità, perché è la nipote del Presidente del Mubarac, allarme in Questura, oddio abbiamo messo le mani sulla nipote di un capo di stato estero, qui si rischia l’incidente diplomatico, telefona il Presidente del Consiglio, dice: mettetela in mano a questa che è una consigliera regionale, mia delegata e come possiamo noi dire di no? Fanno in fretta e furia qualche pratica di identificazione, non fanno quello che dovrebbero fare e cioè o identificarla con certezza, cosa che non hanno avuto il tempo di fare, oppure nell’attesa di identificarla, affidarla a una comunità, in quella notte il Corriere della sera ha poi scoperto che c’erano 6, 7 comunità pronte a ospitarla, con dei posti liberi, mentre in Questura qualcuno mentendo a posteriori, dirà che hanno chiesto alle comunità di turno, ma che nessuna di queste aveva posto, non è vero!
Quindi vengono indotti a mentire e a fare cose che non avrebbero dovuto fare questi poliziotti e funzionari della Questura, perché? Perché c’è il Presidente del Consiglio che sta abusando dei suoi poteri, non sta esercitando i suoi poteri, non è tra i poteri del Presidente del Consiglio dire alle questure quello che devono fare quando fermano una ragazza marocchina minorenne senza fissa dimora, sta abusando del suo potere e loro intimiditi dalla figura di Berlusconi che chiama personalmente e intimiditi dal fatto che Berlusconi dice che la ragazza è la nipote di Mubarac, che si rischia un incidente diplomatico con l’Egitto a trattenerla lì dentro, fanno cose che non avrebbero dovuto fare, fregandosene delle raccomandazioni che collegata telefonicamente, la PM minorile Anna Maria Fiorillo continua a dire: tenetela lì, identificatela, se non riuscite a identificarla nella notte, la mandate in una comunità e domani vediamo, Ruby non deve stare lì, l’ha detto Berlusconi e quindi se ne impipano delle procedure, di quello che dice la PM minorile e la lasciano uscire con la Minetti, la quale Berlusconi ha garantito, se la prenderà in cura, in realtà non si prende in cura un bel niente, perché appena uscita, la Minetti molla la ragazza per la strada e la ragazza torna dalla prostituta brasiliana, quella che ha telefonato a Berlusconi.
A questo punto le indagini vanno avanti, Ruby viene interrogata più volte dalla Procura di Milano perché? Perché Ruby nei giorni successivi viene di nuovo identificata dalla Polizia, essendo di nuovo scappata da una comunità dove nel frattempo era stata mandata e dove denuncia di avere subito un furto lei, questa volta, le hanno rubato 7 mila Euro con cui andava in giro in contanti, quando la polizia è intervenuta, ha arrestato un ladro, un rumeno, il quale nel frattempo era già riuscito a far sparire 2 mila Euro, per cui restituiscono i 5 mila Euro a questa ragazza e come mai questa ragazza va in giro con questi soldi in contanti con banconote da 500 Euro? Interrogatori, etc., si scopre che naturalmente i soldi glieli ha dati Berlusconi, uomo di buon cuore, si fanno altre indagini, si scopre che Ruby non è la sola a frequentare Arcore in quel periodo, ci sono decine di ragazze che frequentano stabilmente Arcore al seguito o di Lele Mora o di Emilio Fede o della Minetti o di tutti e tre, arrivano addirittura spesso con auto scortate perché Fede ha la scorta perché Berlusconi ha la scorta, a volte passano il cancello principale a bordo del Suv di Lele Mora, c’è un filmato del settimanale Oggi, a volte passano da un ingresso secondario perché all’ingresso principale di Arcore ci sono i Carabinieri.
Si scopre un giro di prostituzione e vengono messi sotto controllo i telefoni di queste ragazze, le si sente raccontare quello che succede a Arcore, si sente parlare di questo Bunga Bunga che inizialmente non si sa cosa sia e poi è la stessa Ruby a dire: Berlusconi mi aveva detto che aveva preso questo rito sessuale del Bunga Bunga, frequentando Gheddafi e venendo a sapere che nell’harem di Gheddafi è in voga il Bunga Bunga, cos’è ? E’ un termine che evoca festosità, riti orgiastici agresti e bucolici, in realtà è una pratica piuttosto terribile che consiste in sodomizzazioni di ragazze che vengono premiate dopo essersi esibite seminude davanti al Presidente del Consiglio e poi restano nell’ansia per qualche minuto, perché poi c’è la cena, poi c’è il dopocena con questi balletti, esibizioni, travestimenti, naturalmente l’abbigliamento viene fornito dal Presidente del Consiglio in questa specie di discoteca molto triste che c’è nei sotterranei di Arcore, le esibizioni servono alle ragazze per segnalarsi e per auto promuoversi, perché solo alcune alla fine verranno prescelte per restare lì la notte e sono quelle che verranno poi pagate di più e naturalmente sono quelle che avranno più chance di fare carriera, pensano loro almeno, nel mondo dello spettacolo o perché no, anche nella politica e dello star system e quindi alla fine il premio è il Bunga Bunga.
Un rapido rapporto con il Presidente del Consiglio, questo è in sintesi il Bunga Bunga che raccontano alcune di loro, non Ruby, quest’ultima dice di avere assistito ma di non avere mai partecipato personalmente, anzi di non avere mai fatto sesso con il Presidente del Consiglio.
I magistrati a questo punto hanno nelle mani due reati, ecco perché indagano, non per andare a curiosare quello che fa il Presidente del Consiglio, ma perché hanno scoperto che il Presidente del Consiglio in casa sua commette reati e per coprire questi reati ha commesso un altro reato, la telefona alla Questura con le bugie e le intimidazioni.
Utilizzatore finale di prostituzione minorile(espandi | comprimi) Qual è il reato che i magistrati ritengono che venga commesso nella Villa di Arcore in queste “feste”, in questi tristi festini ai quali pare partecipino anche di tanto in tanto Emilio Fede, Carlo il Rossella, sono persone anziane, potete immaginare questa scena triste di queste ragazze sui 16/18/20 anni che si esibiscono davanti a questi 70/80 enni, che sbavano, una cosa di una patologia che toglie qualsiasi aspetto di allegria, di festosità e di vitalità checché ci venga raccontano, il reato che i magistrati individuano essere stato commesso in casa Berlusconi è il reato di prostituzione minorile, leggo dall’articolo 600 bis del Codice Penale secondo comma “chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni 18, ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione, è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da 15.493 a 154.937.000 Euro” questo è il reato contestato a Fede, Mora e Minetti, non a Berlusconi, questo è lo sfruttamento, il favoreggiamento della prostituzione minorile.Berlusconi risponde del reato meno grave, quello previsto dal secondo comma, dal punto di vista penale naturalmente e cioè quello dell’utilizzatore finale di prostituzione minorile, salvo il fatto “costituisca più grave reato chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in cambio di denaro o altra utilità economica, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la molta non inferiore a 5.164 Euro”. Quando Ghedini anno scorso, a proposito di un altro caso, due anni fa, a proposito del caso Daziario, disse al massimo che la Daddario è stata da Berlusconi, Berlusconi non avrebbe fatto nulla perché a pagarla era Tarantini, al massimo sarebbe l’utilizzatore finale, in questo caso l’utilizzatore finale di prostitute non può cavarsela dicendo “l’ha pagata un altro” anche qui c’è un utilizzatore finale, ma qui la prostituta è minorenne e a pagarla sarebbe stato lui, tramite il ragioniere Giuseppe Spinelli che è lo storico contabile di Berlusconi, pagata e pagate come queste ragazze che si prostituiscono? Pagate con appartamenti in un residence di Milano 2, in comodato gratuito, dove venivano pagate addirittura loro le bollette, pagate con buste piene di soldi, pagate con regali, vestiti importanti, gioielli etc., questa è l’accusa, la prima accusa, quella del reato commesso a Arcore.
Reato che potrebbe essere aggravato da un altro, il comma 3 dello stesso articolo 600 che dice: “chiunque utilizzando minori degli anni 18, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico, ovvero induce i minori di anni 18 a partecipare a esibizioni pornografiche, è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da 25 mila a 258 mila Euro” e quello che ci raccontano il ruolo di queste ragazze non è soltanto che dovevano prestarsi al rito sessuale del Bunga Bunga ma che prima, per essere selezionate, per avere la nomination a passare la notte lì e a prendere più soldi delle altre, fino a 5/7 mila Euro a notte, prima dovevano esibirsi nude o seminude ai bordi della piscina in balletti travestite da infermiere, poliziotte etc.. anche questo se la ragazza che fa questa esibizione è minorenne, chi gliela fa fare commette un reato, ecco perché la Procura di Milano indaga e del resto chiunque abbia una figlia, benedice il fatto che il Codice Penale punisca certi comportamenti, perché almeno si deve sapere che certe cose non si possono fare, non c’è nessuna privacy, non c’è nessuna intrusione nella vita privata, non c’è nessun voyeurismo, non ce ne frega niente di quello che fa Berlusconi con le donne, a patto che non commetta reato, secondo la Procura di Milano li ha commessi, cosa deve fare la Procura di Milano quando scopre questi reati, voltarsi dall’altra parte? Per fortuna in Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale.
Abbiamo detto quindi perché il messaggio di ieri, quali sono i fatti, qual è il movente di tutto questo, il movente di Berlusconi finora nei suoi processi era stato sempre quello o di fare soldi o di acquistare potere o di coprire i reati che aveva commesso per fare soldi e acquistare potere, All Iberian, fondi neri, Guardia di finanza, Mills, falsi in bilancio, corruzione ai politici compreso Craxi, finanziamento illecito, adesso è un’altra cosa, è un vecchio malato, molto malato, malato di una patologia che ci fu segnalata due anni fa da Veronica Lario, la donna che lo conosce meglio, forse la donna che gli vuole più bene visto che disse “io non lo posso più fare” perché non ce l’ho più qua, perché chi gli sta vicino in questo momento lo aiuti perché non sta bene, perché frequenta minorenni!
Nessuno la volle ascoltare, anzi dissero che la Lario era diventata comunista, che era al servizio di non si sa bene quali centrali bolsceviche, in realtà la Lario segnalava il problema “questo signore non sta bene!”, questo signore meriterebbe qualche amico o qualche parente o magari qualche figlio che lo prenda, lo segua, gli dica: lascia perdere la politica, vai a farti curare, perché ti stai rovinando con le tue mani, questo è quello che sta succedendo, qui non ci sono scopi di lucro, qui c’è semplicemente una patologia evidente, per nascondere la quale Berlusconi sta completamente lasciando andare a ramengo il paese, perché la sua occupazione, altro che legittimo impedimento perché 24 su 24 lavora per governare l’Italia, questo passa il suo tempo a andare a mignotte e il tempo che gli rimane a nascondere il fatto di essere andato a mignotte! Perché se vai a mignotte una alla volta, ancora controlli la situazione, ma se ti fai arrivare 20/30/40 ragazze ogni notte, immaginatevi le centinaia di persone che sono in grado di chiedergli qualcosa in cambio del loro silenzio e immaginate quante ne scappano! Quante vanno a raccontare, poi può sempre capitare che uno finisca davanti a un poliziotto e cominci a dire, perché? Perché sono troppe! Non c’è harem mediorientale che abbia mai visto scene come quelle che abbiamo letto e che leggeremo nelle carte che stanno venendo fuori dalla Camera dei Deputati.
Le prove quali sono di questi reati secondo la Procura? La telefona alla Questura e tutto quello che succede subito dopo è registrato minuto per minuto dai verbali dei poliziotti e dalle testimonianze del Pubblico Ministero Fiorillo, le telefonate e i tabulati dei cellulari delle ragazze che spiegano cosa vanno a fare e poi risulta che sono andate a farlo, perché i cellulari finiscono tutti lì, nella stessa cella, Arcore, una telefonata che ancora non abbiamo letto, ma che Il Fatto Quotidiano ha già rivelato e cioè che Berlusconi in una telefonata alla Minetti dice: sapevo che Ruby era minorenne, ma i giudici non potranno mai dimostrarlo, il problema è che si è tradito un’altra volta, non solo perché l’ha detto al telefono alla Minetti e il telefono della Minetti era intercettato, ma anche perché se telefoni alla Questura per dire: la ragazza affidatela alla Minetti, vuole dire che lo sai benissimo che la ragazza è minorenne, altrimenti se non fosse stata minorenne non ci sarebbe stato il bisogno di affidarla a nessuno, le maggiorenni vanno dove gli pare, è la minorenne che deve essere affidata a qualcuno, a un affidatario e se Berlusconi trova l’affidatario per la ragazza, Minetti, vuole dire che sa che Ruby è minorenne, si è incastrato con le sue mani, gli interrogatori di due ragazze che hanno partecipato a queste feste insieme alla Minetti, ma purtroppo non essendo di bocca buona e di stomaco forte, sono uscite stomacate, vomitando da quello che hanno visto e sono state sentite dai magistrati e hanno raccontato quello che hanno visto.
Infine le buste dei soldi che sono state trovate, alcune buste avevano la scritta “Silvio B.” indovinate chi è? Con 1000/2000/5000 Euro nelle abitazioni di queste ragazze in questo villaggio messo a loro disposizione a Milano 2 da Berlusconi, come si difende Berlusconi? Come al solito dal processo, dice che non è competente Milano perché casa sua è a Arcore sotto la Procura di Monza, il problema è che il reato più grave e cioè la concussione, la telefonata del Pubblico Ufficiale per costringere sotto ricatto, sotto pressione i funzionari della Questura a rilasciare indebitamente Ruby è un reato avvenuto a Milano e essendo il più grave, la concussione è punita con pene credo fino a 12 anni, se non erro, essendo il reato più grave, attrae nella competenza territoriale il reato che lui voleva coprire e cioè quello di prostituzione minorile che è avvenuto a Monza, quindi non c’è dubbio che la competenza è a Milano, allora cosa dicono? Non è competente il Tribunale e la Procura normale, bisogna mandare tutto al Tribunale dei Ministri perché Berlusconi è Presidente del Consiglio e quindi la Costituzione dice che i reati commessi dal Presidente del Consiglio nell’esercizio delle sue funzioni, sono sottoposti all’autorizzazione a procedere del Parlamento e poi al Tribunale dei Ministri, ma la Procura ha già risposto: non ha fatto i reati nell’esercizio delle funzioni di Presidente del Consiglio, ha commesso il reato di concussione, esorbitando dalle funzioni di Presidente del Consiglio, perché se le avesse esercitate le funzioni di Presidente del Consiglio non avrebbe potuto fare una concussione.
Quindi un conto è bandire una gara d’appalto in forma irregolare, allora sì che tu hai commesso il reato di abuso d’ufficio con un atto che appartiene all’esercizio delle tue funzioni di Presidente del Consiglio, un conto è nominare tre segretarie perché sono le tue amanti e non perché sono brave o non con un concorso, allora quello è un abuso d’ufficio, perché? Perché nominare le tue segretarie è nelle tue funzioni, ma tu l’hai fatto con un delitto, no telefonare in Questura per far rilasciare una ragazza non è nell’esercizio delle funzioni di Presidente del Consiglio, perché quest’ultimo non ha tra le sue funzioni quello di telefonare alle questure per dire chi devono tenere e chi devono rilasciare, quello lo devono decidere le questure, dipendono dal Ministero dell’Interno, tra l’altro.
L'autogol di Mavalà Ghedini(espandi | comprimi) Ecco perché non c’è nessun bisogno di autorizzazione a procedere del Parlamento per processare Berlusconi e verrà processato non dal Tribunale dei Ministri, deve essere processato dal Tribunale ordinario.Perché le carte allora sono finite alla Giunta per l’autorizzazione a procedere della Camera? Perché l’altro giorno la Procura ha tentato di perquisire il contabile, il Rag. Spinelli, di Berlusconi ma è intervenuto immediatamente l’Avvocato Ghedini a dire: non potete entrare nella casa e negli uffici di Spinelli, perché? Perché Spinelli è come Berlusconi e quindi perquisire Spinelli è come perquisire Berlusconi e Berlusconi non può essere perquisito senza l’autorizzazione a procedere del Parlamento, necessaria per perquisire Berlusconi e quindi Spinelli è una specie di prolungamento di Berlusconi, anche lì immunità contagiosa che si estende a Spinelli che non è mai stato parlamentare ovviamente, i giudici di Milano devo dire molto prudenti e garantisti avrebbero potuto ridere di questa interpretazione, che c’entra Spinelli con Berlusconi? E invece hanno detto: va bene, allora chiediamo al Parlamento l’autorizzazione a procedere per perquisire Berlusconi e quindi Spinelli, autogol di Ghedini, così le carte sono finite in Parlamento invece di restare segrete nella cassaforte della Procura da oggi vengono fuori.
Naturalmente cosa farà la Giunta dove è maggioranza il Pdl? Negherà l’autorizzazione a perquisire Berlusconi e quindi Spinelli, ma del resto cosa volete che trovino a casa di Spinelli? E’ da ottobre che si sa che la Procura di Milano indaga sul caso Ruby, figuratevi se Spinelli, siamo a gennaio, tiene ancora nei suoi uffici il materiale sui pagamenti delle ragazze, materiale che peraltro la Procura ha già provato per altra via perché ha trovato le buste e ha, soprattutto, i viaggi delle ragazze che vanno a prendere i soldi da Spinelli e poi tra l’altro gli telefonano pure perché si lamentano che la vicina ha avuto più soldi etc., quindi non c’è bisogno neanche di perquisirlo, era un atto sovrabbondante, l’autogol di Ghedini fa sì che le carte siano pubbliche.
Che succede ora? La Camera voterà, la Giunta per le autorizzazioni e poi l’aula voteranno, probabilmente contro l’autorizzazione a perquisire Spinelli e Berlusconi, in ogni caso i magistrati ritengono di avere già gli elementi sufficienti, talmente evidenti, ritengono che siano gli elementi a carico di Berlusconi che vogliono processarlo con rito immediato, cos’è il rito immediato? Il giudizio immediato è un procedimento speciale che si fa senza l’udienza preliminare, sapete che oggi si fanno le indagini preliminari, poi si depositano gli atti alla difesa, la difesa ha un po’ di giorni per chiedere al PM di fare supplementi di indagine o di sentire l’indagato se non l’hanno ancora sentito, quando il PM ha fatto tu, chiede se ritiene il rinvio a giudizio, il G.I.P. se ritiene lo dispone e in quel caso comincia il dibattito, il rito immediato invece è una cosa immediata, il Pubblico Ministero chiede al G.I.P. di mandare subito a processo l’imputato, senza fare l’udienza preliminare e senza il deposito degli atti, immediatamente, perché? Perché ciò che è stato raccolto è talmente evidente che non c’è bisogno di questi passaggi, è un rito alternativo a quello ordinario per fare alla svelta i processi dove proprio non c’è discussione, naturalmente nel processo poi l’imputato si può difendere etc., ma si fa subito e allora per questo hanno convocato Berlusconi per la prossima settimana, dandogli 3 date a scelta, visto che ha molti impegni, perché deve essere prima del rito immediato, interrogato l’indagato, se poi si rifiuta peggio per lui. I tempi sono interessanti, perché la prova deve essere evidente e il giudizio deve essere instaurato, il processo immediato deve aprirsi entro 90 giorni da quando Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati e Berlusconi è stato iscritto nel registro alla vigilia di Natale, il 21 dicembre, entro il 21 marzo deve partire il giudizio immediato, quindi adesso vedremo cosa si inventeranno Ghedini e gli altri per cercare di non farlo fare, stanno già annunciando ricorsi da tutte le parti, all’O.N.U., Amnesty International, chissà cosa si inventano, ma se le cose vanno come prevede la legge, entro il 21 marzo dovrebbe partire il processo a Berlusconi per prostituzione minorile, vedremo se aggravata o no da quelle esibizioni porno per minorenni e concussione, dove rischia parecchi anni di carcere.
Chiudo dicendo una cosa, come già ho accennato prima qui non si tratta più neanche del problema che Berlusconi è inquisito, il fatto che qui si è inquisito è soltanto una conseguenza del problema, non il problema in sé, quando uno è indagato per corruzione, per falso in bilancio, per frode fiscale, per finanziamento illecito, appropriazione indebita, addirittura mafia, Berlusconi in questo momento è indagato per strage a Firenze, si dice: beh, in quelle condizioni non può fare il Presidente del Consiglio. Qui il fatto che sia indagato per concussione e prostituzione minorile, non costituisce il problema, il problema è come è ridotto il Presidente del Consiglio se è portato a fare ciò che viene fuori da questa indagine, questo è un caso naturalmente penale anche perché la legge è uguale per tutti e perché anche lui deve essere sottoposto al giudizio, ma in questo caso l’aspetto penale è quasi secondario rispetto all’aspetto umano che non riguarda le sue personali e quindi privatissime condizioni di salute, ma riguarda noi che siamo governati da una persona in quelle preoccupanti condizioni di salute psico – fisica, in un altro paese un signore così, indipendentemente poi dal fatto che quello che avveniva a casa sua o in Questura sia o non sia reato, verrebbe avviato all’impeachment, che significa: tu non puoi più ricoprire quella carica, da noi l’impeachment non c’è, però pare che esista ancora un Capo dello Stato che forse potrebbe dirci qualcosa, potrebbe rispondere finalmente in uno nei suoi tanti moniti alla domanda che già nel 2001 pone l’Economist, ma che oggi a maggior ragione tutti si pongono, credo anche nel centro-destra: può un signore così malato, ridotto in quelle condizioni che vengono descritte da queste decine di ragazze e che lo portano a dare fuori di matto mentre è a Parigi a telefonare alla Questura per salvare, per coprire, per silenziare che distribuisce buste a destra e a sinistra a ragazze di cui non conosce neanche il nome, può uno così continuare a governare il paese per quanto derelitto come il nostro?
Più che avviarlo al carcere, bisognerebbe avviarlo in un reparto specialistico, curarlo e possibilmente toglierlo da Palazzo Chigi e in questo momento, visto che non abbiamo opposizione, gli unici che lo possono fare sono quelli che siedono sopra di lui e sopra di lui c’è solo il Capo dello Stato, chissà se è nelle condizioni di capire che noi non possiamo più andare avanti con un governo presieduto da uno così, passate parola!
Buongiorno a tutti, questa è la settimana decisiva, finalmente, per sapere se la legge sul legittimo impedimento che ha garantito l’impunità da qualche mese a Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano, è o non è conforme alla nostra Costituzione, con un po’ di presunzione possiamo dire che noi già lo sappiamo che non è conforme alla Costituzione perché siamo molto affezionati all’Art. 3, in cui si proclama l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge senza distinzioni di razza, di religione e anche di condizioni personali e sociali, quindi non importa la carica, siamo tutti uguali di fronte alla legge, mentre in questa legge si stabilisce che almeno per 18 mesi ci sono alcune persone più uguali degli altri perché possono rinviare senza neanche documentarli, documentare i loro impedimenti, le udienze dei loro processi e sono il Presidente del Consiglio e i suoi Ministri.
La legge sul legittimo impedimento(espandi | comprimi) Intanto vediamo di cosa si dovrà occupare la Corte Costituzionale non nella giornata dell’11 gennaio, martedì come ci ha stato annunciato dopo il rinvio di dicembre, ma nella giornata di giovedì 13 gennaio, quando dovrebbe essere presa la decisione, mentre poi le motivazioni della sentenza che saranno stese dal relatore, Sabino Cassese, dovrebbero arrivare intorno al 25 gennaio, ma giovedì dovremmo sapere già cosa ha deciso la Corte con il dispositivo che annuncia sì o no al ricorso del Tribunale di Milano, le tre eccezioni di incostituzionalità avanzate dal Tribunale di Milano nei processi Mediaset, Mills e Media Trade. La legge di cui parliamo è la legge 7 aprile 2010 N. 51 “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza, Art. 1 “per il Presidente del Consiglio dei Ministri costituisce legittimo impedimento ai sensi dell’Art... del codice di procedura, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali in quanto imputato, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti, in particolare dagli articoli… decreti etc., dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al Decreto etc., delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziali alle funzioni di governo, quindi tutte le volte che deve fare qualcosa in qualità di Presidente del Consiglio, tutte le volte che deve preparare qualcosa che deve poi fare in qualità di Presidente del Consiglio, tutte le volte che dopo avere fatto qualcosa in qualità di Presidente del Consiglio deve fare qualcos’altro di consequenziale a quello che ha fatto in qualità di Presidente del Consiglio, o comunque qualcosa che lui riesce a appiccicare e a definire coessenziale alle funzioni di Presidente del Consiglio, quest’ultimo può mandare in fumo e udienze dei suoi processi.
Comma 2 dell’Art. 1 “per i Ministri l’esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo, costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati.
Quindi di fatto il Presidente del Consiglio con un po’ più di possibilità di farla franca, i Ministri con quasi tutte le possibilità di farla franca, comma 3 dell’Art. 1 “il giudice su richiesta di parte – la parte è il Presidente del Consiglio o il Ministro imputato – quando ricorrono le ipotesi di cui ai due commi precedenti, rinvia il processo a altra udienza”. Comma 4 “ove la presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, quelle di Ministro o quelle tanto più di Premier, il giudice rinvia il processo a udienza successiva, al periodo indicato” e quanto può durare il periodo? Non può essere superiore a 6 mesi.
Quinto comma “il corso della prescrizione rimane sospeso per l’intera durata del rinvio etc.” comma 6 dell’Art. 1 “le disposizioni del presente articolo, si applicano anche ai processi penali in corso in ogni fase, stato o grado alla data di entrata in vigore della presente legge” certo si applicano i processi che hanno Berlusconi suoi Ministri, altrimenti come facevano a fare questa legge? Quindi i processi già cominciati prima che fosse in vigore questa legge.
Art. 2 “le disposizioni di cui all’Art. 1, si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai procedimenti penali e comunque non oltre 18 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvo i casi previsti dall’Art. 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri, il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge”. Comma 2 dell’Art. 2 “la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale”.
Quindi sulla Gazzetta Ufficiale c’è andato l’8 aprile, dal 9 aprile questa legge diventa esecutiva, infatti da allora i 3 processi a Berlusconi si sono confermati, perché? Perché abbiamo visto che se l’impedimento è continuativo per il Premier o per i Ministri, il giudice deve rinviare per un periodo, a richiesta ovviamente degli imputati, Premier o Ministri per fino a 6 mesi e questi 6 mesi possono diventare 18 mesi al massimo, nel frattempo scrive la legge all’Art. 2 “entrerà in vigore la legge costituzionale” che non c’è ancora , anzi non l’hanno neanche presentata e è passato quasi? Quasi un anno, siamo a gennaio 2011 e questa legge che annunciava questa Legge costituzionale che avrebbe dovuto normare l’intera materia in via definitiva, non è stata neanche presentata, perché? Perché le leggi costituzionali richiedono tempo e Berlusconi non vuole salvarsi dai processi con una legge Costituzionale perché sa che una legge costituzionale non passerebbe, perché non c’è la maggioranza in Parlamento e non passerebbe tanto più perché anche se avesse la maggioranza in Parlamento, quella legge verrebbe poi bocciata dal referendum confermativo che è l’ultima istanza prima che entrino in vigore le leggi costituzionali, quindi è un bluff questo legittimo impedimento, perché dice: ci deve consentire quei 18 mesi necessari a fare una legge costituzionale per mettere al riparo il Lodo Alfano costituzionale, il Premier e i suoi Ministri dai processi penali, ma poi questa legge non l’hanno fatta, né è prevedibile che riescano a farla visto che richiede una doppia lettura e un doppio voto alla Camera, al Senato, poi di nuovo alla Camera e al Senato uguali, dovrebbe arrivare tutto entro ottobre e siamo a gennaio e non l’hanno ancora presentata e non hanno ancora iniziato a discuterla e non hanno neanche votato nulla, quindi di qui a ottobre dovrebbero approvare questa legge con la nulla maggioranza che hanno alla Camera, Camera, Senato, Camera Senato, quindi è impossibile, è un bluff, non è vero, non ci sarà questa legge costituzionale, ci sarà qualcos’altro che ancora non si capisce cosa, ma intanto loro dicono che gli servono 18 mesi per fare questa legge che in realtà non fanno, ok? La legge costituzionale Lodo Alfano bis.
Letta questa legge i giudici costituzionali devono decidere se è o non è conforme alla Costituzione, se la ritengono conforme o non la ritengono conforme lo sapremo giovedì, quali sono i punti critici? I punti critici sono intanto il fatto plateale, che lo capiscono tutti, che il legittimo impedimento non è una novità, non è un’invenzione di Berlusconi, è un’invenzione di Berlusconi il legittimo impedimento speciale per lui, per sé e per i suoi Ministri, perché? Perché il legittimo impedimento è già previsto per tutti i cittadini che siano imputati e che debbano comparire nelle udienze a loro carico dall’Art. 420 ter del Codice di Procedura Penale, perché? Perché se vengo convocato in un processo dove sono imputato e sono immobilizzato a letto perché ho avuto un incidente d’auto o perché sono malato, oppure perché non posso assolutamente rinviare un impegno di lavoro gravissimo, importantissimo, dall’altro capo del pianeta, magari, documento di avere questo impedimento che ritengo legittimo, il giudice cosa fa? Verifica se l’impedimento ce l’ho davvero o se me lo sono inventato, verifica, tramite sempre la Polizia Giudiziaria se è vero dunque se sono impedito e poi verifica lui se quell’impedimento è legittimo oppure no, ci possono essere degli impedimenti veri ma non legittimi, non ho voglia di andare in Tribunale, perfetto, è un impedimento, ma non è legittimo, oppure devo andare al cinema, è un impedimento ma non è legittimo, devo andare a puttane, faccio un caso così teorico, nulla a che vedere con il Presidente del Consiglio che mai farebbe una cosa del genere, impedimento reale ma non legittimo.
Quindi il giudice in quel caso dice: ho l’impedimento, non è vero e quindi l’udienza si tiene lo stesso anche se tu non vieni, peggio per te, ti avevo convocato, oppure l’impedimento c’è ma non è legittimo e l’udienza si tiene lo stesso in tua assenza, peggio per te ti avevo convocato.
Se invece valuta che l’impedimento è legittimo e è reale, rinvia l’udienza, quindi ogni volta che il Presidente del Consiglio ha un’attività di governo o connessa all’attività di governo in base già oggi, da sempre, all’Art. 420 ter del Codice di Procedura Penale, può tramite i suoi Avvocati dire: oggi ho il Consiglio dei Ministri, oggi ho questo impegno, anzi facciamo così, dato che sono la persona più impegnata del paese, perché sono il Capo del Governo, vi faccio un elenco di tutte le date che ho libere e di tutte le date che ho impegnate e così voi cercate di fissarmi le udienze nelle date che ho libere, di modo che si possano tenere i processi e io possa svolgere la mia attività di governo.
Questo è quello che ha scritto più volte la Corte costituzionale per esempio di quando Previti sfuggiva ai suoi processi, dicendo di essere obbligato a votare in aula, gli hanno detto: nessuno vuole impedirti di votare in aula, ci fai sapere quali sono i giorni in cui non si vota in aula e così facciamo le udienze in quei giorni.
Leale collaborazione tra il Parlamento e la giustizia, questo è il principio che ha sempre esplicitato la Corte Costituzionale, vi sembra che sia leale collaborazione tra governo e giustizia la legge sul legittimo impedimento? No, perché non collabora affatto il Presidente del Consiglio e neanche i suoi Ministri, fa una legge in cui dice: per un anno e mezzo, 18 mesi, non ci sono mai, non chiedetemi perché, perché non ho voglia di dirvelo, prendete per buono un certificato che vi mando tramite la Segreteria di Palazzo Chigi e prendete ordini da un Segretario di Palazzo Chigi, i giudici come possono prendere ordini da un segretario di Palazzo Chigi? La Costituzione dice che sono soggetti soltanto alla legge, non ai segretari di Palazzo Chigi, quindi quali speranze può avere una legge del genere di passare il vaglio di costituzionalità, visto che per dichiararla legittimamente costituzionale i giudici della Corte Costituzionale dovrebbero venire meno alla Comune e ai principi che loro stessi hanno sempre esplicitato nel corso degli anni? Nessuna speranza di passare se i giudici della Corte Costituzionale, decidessero solo e esclusivamente sulla base del diritto costituzionale, Costituzione alla mano e niente altro.
Se la corte emette una sentenza politica(espandi | comprimi) Se invece fanno una sentenza politica, allora è tutto possibile, perché dico una sentenza politica? Sarebbe un abominio, una sentenza politica già in un Tribunale, figuratevi una sentenza politica nella Corte Costituzionale che è il giudice delle leggi, la più alta garanzia che abbiamo della nostra democrazia, l’ultimo baluardo di difesa della nostra Costituzione, come può fare una sentenza politica?Cercando, ma basta leggere i giornali di questi giorni, i giornali di questi giorni sono pieni di commenti anonimi di giudici costituzionali che tra l’altro sono 15, mica sono un centinaio, i quali fanno trapelare e poi non smentiscono neanche il Presidente di avere fatto trapelare i loro orientamenti vari sulla materia e una delle parole più usate in questi giorni è “compromesso” il compromesso cos’è? Una sentenza politica, non ci può essere compromesso sui principi costituzionali, una legge o è costituzionale o è incostituzionale, se è in parte incostituzionale comunque è incostituzionale.
O è tutta costituzionale oppure anche se ce ne è solo un pezzo incostituzionale va cassata, cosa si vuole tutelare? Lo scrivono gli autori della legge, Alfano e i suoi mandanti “il sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri” come si fa a tutelare il sereno svolgimento delle funzioni? Secondo loro sospendendo per un anno e mezzo i processi senza neanche documentare gli impedimenti, questa è la tesi di chi ha fatto questa legge, del cavolo! La Corte Costituzionale deve dirci se questo è il modo di tutelare il sereno svolgimento delle funzioni del Premier e dei suoi Ministri, cosa può decidere la Corte Costituzionale? Non dimenticatevi che deve rispondere alle eccezioni di incostituzionalità, 3, presentate dal Tribunale di Milano su richiesta della Procura di Milano, il Tribunale di Milano dice: noi vogliamo continuare le udienze a carico di Silvio Berlusconi perché riteniamo che la legge che ci impedisce di farlo per 18 mesi è incostituzionale, che ci dite? Abbiamo ragione o ha ragione lui? Ha ragione la legge o abbiamo ragione noi che diciamo che la legge è incostituzionale? Questo è il quesito a cui deve rispondere in soldoni la corte giovedì 13, la corte può decidere che ha ragione il Tribunale di Milano, sentenza di accoglimento del ricorso dell’eccezione di incostituzionalità del Tribunale di Milano e quindi accogliendo il ricorso, si dichiara incostituzionale il legittimo impedimento previsto dalla Legge 7 aprile 2010 N. 51, legge che scompare, viene rasa al suolo e i processi a Berlusconi ricominciano, dopodiché Berlusconi può avvalersi dei legittimi impedimenti secondo l’articolo 423 del Codice di Procedura Penale, ogni volta documenta che non può esserci, ogni volta il Giudice verifica e se verifica che l’impedimento è reale e è legittimo, rinvia l’udienza.
Seconda possibilità: una sentenza di respingimento delle eccezioni avanzate dal Tribunale di Milano, i giudici dicono: no, la legge sul legittimo impedimento non è incostituzionale, è conforme alla Costituzione, respingiamo il ricorso, i 23 ricorsi del Tribunale di Milano, si va avanti come si è andati avanti da aprile a questa parte, quindi fino a ottobre non si possono tenere udienze a carico del Presidente del Consiglio o di eventuali Ministri che nei loro processi volessero usare questa legge, la legge rimane in piedi tale e quelle, queste sono le due possibilità nel caso in cui i giudici ci facessero una sentenza non politica, poi ci sono i due compromessi, che sono la sentenza in cui si fa un accoglimento parziale del ricorso del Tribunale di Milano e quindi si boccia parzialmente, dichiarando parzialmente il legittimo impedimento l’altra possibilità è che si rigetti il ricorso del Tribunale di Milano, dichiarando però che una parte della legge va riscritta e la Corte Costituzionale con un provvedimento additivo riscrive quella legge, questa possibilità ha un nome che è: sentenza additiva di illegittimità.
Perché addentrarsi in questi cavilli? Perché è molto importante quello che decidono i giudici, non soltanto per vedere cosa succede il giorno dopo nei processi a Berlusconi e ai suoi Ministri, ma anche perché mercoledì, il giorno prima di decidere sulla legge del legittimo impedimento, i giudici devono valutare se siano o non siano ammissibili i referendum che sono 6 in tutto, 3 li ha presentati Di Pietro, c’è anche quello sull’acqua pubblica tra gli altri, ma soprattutto c’è quello sulla legge del legittimo impedimento, e il quesito che Di Pietro ha depositato con più di 500 mila firme, ben di più di 500 mila è molto semplice: volete voi l’abrogazione della legge 7 aprile 2010 N. 51? Volete abolire la legge sul legittimo impedimento? E’ chiaro che i giudici in teoria dovrebbero dire: sì è legittimo andare a votare, chiamare il popolo a votare proprio contro una legge, il referendum è uno strumento previsto dalla Costituzione, come fanno a stabilire che il quesito referendario di Di Pietro non è ammissibile, è prevedibile che dicano: sì, è giusto che i cittadini possano esprimersi e pronunciarsi, è chiaro che se poi il giorno dopo è la stessa Corte Costituzionale a cancellare la legge sul legittimo impedimento, il referendum non si fa più, perché? Perché il referendum vuole cancellarla, l’ha già cancellata la Corte Costituzionale, non c’è più l’oggetto del contendere e quindi risparmiamo anche i soldi che sono necessari per convocare i comizi elettorali, anche se è vero che i referendum si potrebbero tenere accorpati alle elezioni amministrative di primavera.
Se invece i giudici la mantengono questa legge, allora sì che il referendum si terrebbe, si terrebbe perché? Perché la legge c’è ancora, la cosa succede se i giudici ne cancellano una parte, dichiarandone parzialmente l’illegittimità? Oppure se fanno una sentenza in cui la dichiarano legittima, ma ne riscrivono un pezzo? Sentenza additiva di legittimità? E’ un bel problema, perché? Perché o ne cancellano o ne correggono una parte, ma Di Pietro vuole cancellarla tutta, quindi in teoria sia che ci sia la sentenza additiva di legittimità, sia che ci sia la sentenza di illegittimità parziale, sia che ci sia la sentenza di legittimità totale, sia che la legge resti in piedi tutta, sia che la legge resti in piedi in parte, sia che la legge resti in piedi tutta ma con una parte riscritta, comunque il referendum dovrebbe essere ammissibile e invece pare che se i giudici accolgono, ma solo parzialmente il ricorso della Procura del Tribunale di Milano, quindi che cancellano, ma solo parzialmente questa legge, il referendum potrebbe comunque saltare e quindi Berlusconi potrebbe ottenere un mezzo legittimo impedimento e noi cittadini non potremo abolirlo, chi decide che ne è del referendum? La Corte di Cassazione, quindi bisogna aspettare che ci dica la Corte Costituzionale se il referendum è ammissibile e è probabile che dica sì, poi bisogna aspettare che giovedì la Corte Costituzionale ci dica cosa ne pensa della legge che il referendum vuole abrogare, dopodiché salvo il caso che la tengano in piedi completamente, cosa abbastanza improbabile, sarà la Corte di Cassazione a stabilire se quelle sentenze mezzo e mezzo, rendono ancora possibile o meno il referendum di Di Pietro e quindi la nostra possibilità di andare a votare pro o contro l’impunità di Berlusconi.
Il referendum di Di Pietro(espandi | comprimi) Queste sono le opzioni, la più probabile naturalmente è quella all’italiana, c’è una soluzione in cui i giudici accolgono parzialmente il ricorso del Tribunale di Milano, tengono in piedi il legittimo impedimento speciale super per Berlusconi e Ministri, ma danno una limatina alle attività che sono considerate automaticamente portatrici del legittimo impedimento, dicono: ti sei allargato un po’ troppo con tutte queste attività preparatorie, consequenziali, coessenziali etc., riduciamole un po’ e poi quelle sono legittimo impedimento automatico per 6 mesi, 12 mesi, fino a 18 mesi, così facendo tenterebbero di impedire il voto popolare, pensate il terrore che regna nei palazzi della politica all’idea che gli italiani in primavera, insieme a scegliere sindaci etc., siano chiamati alle urne per dire: volete che Ministri venga processato o no?Perché questo è il referendum, è la zeppa che Di Pietro ha infilato con il referendum, un referendum dove la legge potrà finalmente dire: sì, siamo tutti uguali di fronte alla legge, vogliamo che sia processato e guardate che lo potrebbero dire anche quelli che pensano che Berlusconi sia innocente, anche gli elettori di centro-destra, è una domanda talmente importante che potrebbe persino fare il quorum, soprattutto se si andasse a votare nei giorni delle elezioni amministrative, volete che la legge sia uguale per tutti o che sia più uguale per Berlusconi? Questo è il succo del referendum, è questo che terrorizza non solo i berlusconiani, pensate Berlusconi costretto da solo a farsi campagna elettorale dicendo: votate per la mia impunità, sarebbe la prima volta in 17 anni che è costretto a dire esplicitamente che il voto gli serve per l’impunità, dall’altro lato preoccupa il centro-sinistra, perché ci sono tutti quei paraculi, soprattutto nel PD, quelli che vogliono allearsi con l’Udc , oppure anche quelli della sinistra radicale, i vendoliani che ritengono non tutti i vendoliani, quei vendoliani che ritengono che la questione giudiziaria sia sovrastruttura, sia roba poco interessante, che bisogna invece parlare d’altro, che il problema è un altro, basta demonizzare Berlusconi, lì si arriverebbe proprio alla polarizzazione, chi sta con la Costituzione? E chi sta con Berlusconi!
Non ci sarebbe spazio per i paraculi, ecco perché la partita che si sta giocando non riguarda soltanto il destino dei processi a Berlusconi, ma anche il destino dei referendum, che costringerebbero i politici a scegliere ciò che non hanno mai voluto scegliere in questi 15 anni, siamo tutti uguali di fronte alla legge a cominciare da voi oppure no? Questo è quello di cui si sta parlando in questi giorni, naturalmente il toto voto è in piena funzione, abbiamo Il Corriere della Sera che domenica dava addirittura i nomi e i cognomi di quelli favorevoli a bocciare la legge e di quelli favorevoli a mantenerla, quelli che sono convinti che la legge sia incostituzionale, secondo Il Corriere sarebbero 8, quindi uno in meno del 9 che bocciarono il lodo Alfano due anni fa e quelli convinti che la legge vada bene così, sarebbero addirittura 7, noi abbiamo quasi la metà della Corte Costituzionale, convinta che il legittimo impedimento è conforme al principio di eguaglianza e di soggezione del giudice, soltanto alla legge, pensate cole siamo ridotti, siamo appesi a 1.
Mentre sul lodo Alfano eravamo appesi a 2, adesso siamo appesi a 1 e chi sono quelli favorevoli al lodo Alfano? Anzi al legittimo impedimento, uno l’ha fatto sapere, si chiama Luigi Mazzella, è proprio quello più privo di freni inibitori, è quello che organizzò la cena a casa propria, qualche mese prima della sentenza del lodo Alfano dove invitò un altro giudice costituzionale che si chiama Napolitano, ma non c’entra niente con il Capo dello Stato, invitò Berlusconi, il Ministro Alfano e Gianni Letta, in segreto si trovarono a cena e in quella cena, potete indovinare di cosa si parlò, c’erano da una parte due giudici che avrebbero dovuto votare sul lodo Alfano e dall’altra c’era: Alfano che aveva scritto il lodo o l’aveva almeno firmato e Berlusconi utilizzatore finale del lodo Alfano, solo Di Pietro chiese la loro astensione e le loro dimissioni, probabilmente non si sono dimessi, hanno votato a favore del lodo Alfano e sono finiti in minoranza, adesso Mazzella tranquillo e beato cosa fa? Scrive ai suoi colleghi della Corte una letterina, in cui sostiene che anche il legittimo impedimento è legittimo, anzi neanche un minimo di prudenza, si è pure saputa questa cosa, poi c’è il Giudice Quaranta che viene dal Consiglio di Stato, poi c’è il Giudice Napolitano, quello della cena, questo Napolitano quando Di Pietro lo ha duramente criticato per quella cena con Berlusconi e Alfano gli ha fatto causa, Di Pietro ha detto: adesso astieniti nel voto almeno sui referendum, devi votare sui miei e mi hai fatto causa, sei parte in causa, c’è un conflitto di interessi, non sei sereno, non credo che l’appello di Di Pietro verrà accolto e poi c’è Giuseppe Frigo, l’ex Presidente delle Camere penali, l’Avvocato che è stato nominato in Corte Costituzionale dal Centro-destra quando tramontò la candidatura dell’Avvocato di Berlusconi Pecorella e poi Mazzella, Quaranta, Napolitano, Frigo e poi ce ne sono altri 3, mentre invece quelli contrari al legittimo impedimento sarebbero il relatore, Sabino Cassese, Tesauro, Gallo, un certo Finocchiaro, Criscuolo e Lattanzi e poi c’è la Giudice Saulle che non si è ancora capito bene come la pensi, è un bene che non si sia capito come la pensi, non bisognerebbe sapere niente su come la pensano, anzi sarebbe un bene se fossero tutti contrari al Lodo, perché l’idea stessa al legittimo impedimento, l’idea stessa che stiano discutendo pro o contro la Costituzionalità di una legge così manifestamente incostituzionale, dà l’idea di come siamo mal ridotti, anche nel supremo organo di garanzia costituzionale, ma del resto gli inquinamenti politici e affaristici e occulti di parte di questa Corte Costituzionale, purtroppo sono emersi dalle intercettazioni delle indagini sulla P3, che ha portato all’arresto di Flavio Carboni, di quel Pasqualino Lombardi, e quei faccendieri che l’estate scorsa sono stati beccati mentre trafficavano con Verdini, Dell’Utri e avevano costituito una vera e propria loggia segreta proprio allo scopo di influenzare le decisioni della Corte Costituzionale, della Cassazione e della Corte d’Appello di Milano, in quelle intercettazioni si sentiva Pasqualino Lombardi che si occupava di tenere i rapporti con alcuni giudici anche i giudici costituzionali, dire cose incredibili se pensiamo a cos’è la Corte e a cosa dovrebbe essere la Corte Costituzionale, cosa diceva Lombardi? Diceva che addirittura 7 o 6 di questi giudici avevano garantito a lui, Pasqualino Lombardi, piccolo faccendiere e traffichino avellinese, a lui, il loro voto a favore del lodo Alfano, tant’è che Presidente del Tribunale del riesame di Roma, nel provvedimento con cui confermava gli arresti per alcuni della P3 scriveva questa estate a agosto “Lombardi era riuscito a ottenere l’assicurazione sul voto nel senso voluto dai sodali – Dell’Utri, Verdini etc. – di 7 dei 15 giudici della Corte Costituzionale e poi uno cambiò idea e finì 9 a 6, resta il fatto che tale ingerenza ci fu e venne esercitata su almeno 6 giudici costituzionali che anticiparono a un soggetto come il Lombardi la loro decisione e questo faccendierino erpino, Lombardi Pasqualino così si esprimeva al telefono con i suoi soci “chist'erano 7 , sono stati sempre 7, l’ottavo non l'am mai truvato, caz taggiadire, noi ne tenevamo 5 certi e ce ne volevano altri 3, ne tenevamo 2 incerti e ce ne è rimasto uno, camma a fa?” lo ha confermato lo stesso Lombardi ai PM quando gli hanno chiesto di spiegare questa intercettazione, lui ha ammesso tranquillamente “facevo pressioni sulla Corte per acquisire meriti con Berlusconi”.
I giudici compromessi(espandi | comprimi) Comunque vada a finire capite che qui la partita è già parzialmente persa, perché non siamo più sicuri e speriamo di essere smentiti giovedì, naturalmente, di poterci fidare neanche del massimo organo di garanzia, perché?Perché ci sono alcuni giudici in quella Corte che anticipavano, non è grave quello che pensavano, è grave che come scrive il Giudice Montoni, anticiparono a un soggetto come il Lombardi la loro decisione, immaginate cosa sta succedendo in questi giorni con il Presidente del Consiglio che continua a minacciare la Corte, a insultarla, a dipingerla come un covo di comunisti, il silenzio di Napolitano che non ha mai difeso la Corte in queste settimanale in cui veniva vilipesa e minacciata, il Presidente della Corte che è stato letto De Siervo, essendo il più anziano, avrebbe dovuto essere eletto all’unanimità perché viene sempre eletto il giudice costituzionale più anziano come Presidente, questa volta è stato eletto con un solo voto di maggioranza, gli altri hanno tentato di eleggere Quaranta che è considerato gradito al centro-destra, quindi la politica ha fatto irruzione pesantemente e non solo la politica nella Corte Costituzionale e il povero De Siervo, il 14 dicembre, quando avrebbe dovuto decidere sulla legge del legittimo impedimento, all’ultimo istante ha deciso di rinviare quella sentenza a gennaio, perché ha detto “il clima politico è troppo surriscaldato” e chi l’aveva surriscaldato? Berlusconi insultando e minacciando la Corte e fissando, proprio il 14 dicembre, il voto alla Camera e al Senato sulla fiducia al suo governo, la Corte invece di protestare contro quella entrata a gamba tesa, fissare un voto così importante della Camera, proprio nel giorno in cui la Corte doveva pronunciarsi sul legittimo impedimento, invece di protestare contro quel gravissimo sgarbo costituzionale, cosa fa il Presidente della Corte? Rinvia l’udienza all’11 e adesso rinvia al 13 e come se la Corte tentasse disperatamente di fuggire, di scavarsi una nicchia per essere lasciata tranquilla a decidere, mentre il governo continua le sue intimidazioni nel silenzio dei vertici delle istituzioni e nella sostanziale indifferenza del PD, spiace dirlo ma qui con tutti i suoi difetti, l’unico che interviene ancora anche perché deve proteggere ovviamente il referendum su cui i suoi hanno raccolto le firme e i voti di quelle centinaia di migliaia di cittadini che hanno messo le loro firme è Di Pietro.
La cosa interessante è che in tutto il mondo continuano a succedere cose in controtendenza, mentre ci è stato detto che in tutto il mondo i Premier, i Ministri e i parlamentari hanno immunità, impedimenti etc., l’altro giorno hanno arrestato in Inghilterra un ex deputato, ex solo perché si era dimesso in quanto era stato coinvolto nello scandalo dei rimborsi facili, si faceva rimborsare l’affitto per un appartamento che in realtà era di proprietà di sua figlia, condannato a un anno e 8 mesi, senza la condizionale portato in galera, nessuno ha protestato, il suo partito l’ha scaricato, non si era più ricandidato, l’ex Presidente israeliano Katsav condannato, rischia fino a 16 anni di galera, adesso quando quantificano la pena è galera sicura, ex capo dello Stato, perché ex? Perché si è dimesso appena indagato per molestie e stupri ai danni di alcune segretarie del suo ufficio, si dirà: pure il Presidente della Repubblica? Certo, appena indagato si è dimesso, ecco perché negli altri paesi non c’è questa attesa spasmodica nelle sentenze nei confronti dei politici, perché i politici non aspettano le sentenze per andarsene, i politici appena raggiunti da un sospetto se ne vanno, così i giudici sono sereni e liberi di decidere, perché sanno che qualunque sentenza facciano, non andrà a ledere, come dice il legittimo impedimento, “il sereno svolgimento delle funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri” perché? Perché ormai il Presidente del Consiglio se è sotto processo è un ex, è un pensionato, il Ministro, il parlamentare idem , quindi non c’è nessuna influenza delle sentenze sulla vita politica, quindi i giudici possono decidere serenamente e non c’è nessuno scontro tra politica e giustizia, perché? Perché il politico quando viene processato è già in pensione, è già fuori, se poi viene assolto può tornare, ecco come fanno negli altri paesi a garantire la serenità delle funzioni di governo e di Parlamento, se uno è indagato va a casa, sé uno è imputato va a casa, così se lo condannato non succede niente a parte che per lui, da noi invece di solito se un potente è indagato o è imputato, va a casa il giudice o va a casa il Pubblico Ministero, oppure va a casa direttamente il processo.
Adesso almeno sappiamo qual è la posta in gioco giovedì e speriamo di poterci vedere la prossima settimana a dire come facemmo due anni fa che sia pure per poco scarto, possiamo ancora fidarci almeno di un istituzione, la Corte Costituzionale, passate parola!
Buongiorno a tutti e buon anno, questa è la seconda puntata registrata alla vigilia di Natale, quindi prescinde dall’attualità, non so cosa succede oggi 3 gennaio, posso immaginarlo ma evito di prevederlo, è un’occasione per fare un po’ di memoria come abbiamo fatto lunedì scorso, quindi forse è il caso di fare un po’ il resumè delle situazioni di scandalo che avvolgono da una nube tossica il Governo Berlusconi, governo che è stato lardellato di scandali nell’anno appena passato, che ha perso alcuni suoi elementi, i più compromessi con quelli scandali, a parte il Presidente del Consiglio che naturalmente è il più compromesso di tutti, ma rimane al suo posto, così vediamo da chi siamo governati, speriamo ancora per poco.
Il Presidente imputato del governo imputato(espandi | comprimi) Su Berlusconi sappiamo si attende ormai a giorni, speriamo che sia la volta buona, la decisione della Corte Costituzionale a proposito del legittimo impedimento, se dovesse esserci un voto positivo Berlusconi continuerebbe fino a ottobre a potersi infischiare dei processi in corso a Milano che lo vedono imputato nel processo Mills per corruzione giudiziaria e nel processo Mediaset per frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio, reati quasi tutti cancellati dalla prescrizione e nel processo Media Trade per gli stessi reati. In più c’è l’inchiesta in corso a Roma per le pressioni, violenza o minaccia al corpo dello Stato fatte a suo tempo, due anni fa contro l’Agcom e la RAI per ottenere la chiusura di Anno Zero e poi ci sono indagini che non lo coinvolgono direttamente sullo scandalo Rubi e poi siamo in attesa della decisione del G.I.P. sulla richiesta di archiviazione per Berlusconi a proposito del suo ruolo nel passaggio di mano della bobina segreta con la telefonata di Fassino a Consorte che la ditta che fece l’intercettazione tramite Paolo Berlusconi, consegnò a Silvio Berlusconi l’intercettazione che poi fu trasmessa brevi manu a un cronica allora de Il Giornale Gianluigi Nuzzi che la pubblicò nel gennaio 2006 in piena campagna elettorale.
Questo è Berlusconi, se invece la Corte Costituzionale dovesse stabilire che il legittimo impedimento è incostituzionale, Berlusconi tornerebbe immediatamente imputato, se poi Berlusconi dovesse cadere e non essere più il Presidente del Consiglio, tornerebbe imputato comunque sia che il legittimo impedimento venga confermato, sia che non venga confermato perché perderebbe la qualifica che gli dà diritto a accedervi e cioè la qualifica di membro del governo.
Poi c’è il Ministro Fitto, quest’ultimo è stato rinviato a giudizio per corruzione e altri gravissimi reati a Bari a due processi: corruzione, associazione a delinquere, truffa e altre cose.
Poi c’è il Ministro Bossi, quest’ultimo ha già una condanna definitiva per finanziamento illecito nel caso Enimont, una per istituzione a delinquere per avere indotto il partito dell’amore, istigato i suoi attivisti a andare a stanare gli uomini di Alleanza Nazionale che lui all’epoca chiamava i fascisti, casa per casa e si è salvato dal processo delle Camice verdi grazie al voto immunitario del
Il Ministro Maroni condannato definitivamente a alcuni mesi di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
Il Ministro Calderoli che è stato coinvolto e poi archiviato per quanto riguarda le accuse a proposito di fondi ricevuti da Giampiero Fiorani, ma ha in ballo una richiesta di sfiducia di una mozione di sfiducia individuale, perciò di cui vi parlavo lunedì scorso, per avere surrettiziamente infilato nel Decreto omnibus sul nuovo codice dell’ordinamento militare una norma che depenalizzava il reato di associazione paramilitare per scopi politici.
Il Ministro Matteoli sotto processo a Livorno per favoreggiamento nei confronti di un ex Prefetto con l’accusa di averlo avvertito delle indagini e delle intercettazioni a suo carico in un'inchiesta per abusi edilizi all’Isola d’Elba.
Il Ministro Bondi, anche lui sottoposto a una mozione di sfiducia individuale per tutti gli scandali che lo hanno coinvolto, per avere sistemato il marito della sua compagna, l’On. Rapetti (è la sua compagna, il marito ha un altro nome) come consulente nel Ministero dei beni culturali, per avere sistemato il figlio della Rapetti al centro di sperimentazione cinematografica presso il Ministero dei beni culturali in un ente finanziato dal Ministero dei beni culturali, per avere finanziato il Teatro e addirittura la banda del paese di Novi Ligure, paese natale della sua compagna e di Fivizzano, paese natale di Bondi, per avere addirittura inventato un falso premio cinematografico a Venezia per accontentare le aspirazioni di produttrici e di attrici e di Michelle Bonev, una signora bulgara molto amica del Premier bulgaro ma anche del Presidente del Consiglio italiano e per avere manifestato incapacità totale nel caso dei crolli di Pompei e nella gestione complessiva dei beni culturali.
Tra l’altro Bondi ha nominato sovrintendente a Venezia Vittorio Sgarbi, definitivamente condannato per truffa ai danni proprio della Sovrintendenza di Venezia.
Michela Vittoria Brambilla sottoposta a un procedimento della Corte dei Conti per avere sistemato parenti, amici, praticamente un bel po’ di dirigenti dei suoi circoli della libertà con ruoli importanti nel Ministero del turismo, si sa cercando di capire se c’è un danno erariale in questo comportamento incredibile.
Mara Carfagna non stiamo qui a ricordare da dove viene, perché è diventata Ministro delle Pari opportunità, poi ha minacciato le dimissioni perché a Napoli il partito era in mano illegali, così disse, poi non si sa bene come e perché si è rimangiata tutto e è rimasta Ministro.
Poi ci sono quelli che se ne sono andati, Brancher che è stato condannato in primo grado per soldi ricevuti da Fiorani che stava scalando l’Antonveneta e è stato condannato questa estate a due anni di reclusione.
Bertolaso, imputato per corruzione nel processo della cricca, della protezione civile, imputato per vicende di rifiuti a Napoli, se ne è andato e ha ceduto il passo al Prefetto Franco Gabrielli che si è subito segnalato per la mirabile gestione della cosiddetta emergenza neve, questo fatto imprevedibile la vigilia di Natale, in Italia ha nevicato e la protezione civile come al solito è stata colta di sorpresa, chi l’avrebbe mai detto che avrebbe nevicato alla vigilia di Natale, infatti Gabrielli ha detto che è colpa degli italiani, degli automobilisti, non naturalmente delle istituzioni, Gabrielli si era già segnalato come Prefetto de L’Aquila per avere brillantemente sequestrato le carriole con cui i cittadini asportavano le macerie dopo un anno che la protezione civile non le aveva neanche rimosse dal centro storico de L’Aquila, carriole sediziose.
Tremonti ha un suo strettissimo collaboratore, un certo Milanese indagato a Milano in un’indagine recentissima, poi c’è il Ministro Rotondi del Ministro Rotondi si è occupato Carlo Tecce su Il Fatto Quotidiano raccontando la sua attenzione agli amici, anche lui, Ministro per l’attuazione del programma scrive Carlo Tecce su Il Fatto, ha spedito il programma a Avellino, la sua città di nascita e residenza anche se eletto tanti chilometri più a nord, a Milano, il Segretario della neonata Democrazia Cristiana per le autonomie non dimentica gli amici di banco e di famiglia, dirigenti e funzionari di partito, il suo. Per un Ministero inutile che costa 8 milioni di Euro l’anno e registra 52% di assenteismo, dati rilevati dallo stesso collega Brunetta, Rotondi ha arruolato 17 persone in parte avellinesi come lui, per consulenze di alta professionalità, esperti a vario titolo e ricercatori di studio per un totale di 170 mila Euro per il 2010, per i consigli giuridici ha chiamato un certo Augusto Pistolesi, un suo compagno di scuola, per una consulenza in materia di politiche governative sull’integrazione europea, tema fondamentale, ha scelto Rosella Caputo, moglie di Raffaele, dentista, sempre suo ex compagno di scuola, 18 mila Euro, è una fortuna essere stati in classe con Rotondi!
L'indulto mascherato(espandi | comprimi) Doppio contratto da 12 mila a tale Roberta Piano, figlia del Segretario al Comune di Avellino, incaricata di studiare le principali politiche governative adottate dall’esecutivo, riguardanti i rapporti con i paesi europei, chissà che studio! L’ex responsabile commerciale dell’Avellino Calcio, Antonio Eder Pirrello, 7 mila Euro, analizza i provvedimenti adottati e i conseguenti risultati ottenuti nell’ambito delle azioni intraprese, vuoi mettere? Non sarà una facile analisi con un titolo così chiaro, “mbei coglioni” come dicono a Roma, un importantissimo incarico di alto concetto!La DC sarà pure piccola ma nel Ministero per l’attuazione ha la maggioranza, ricordate Fausto Sacco, già coordinatore della DC per le autonomie a Avellino? Casco in testa, intervista sul motorino, organizzava il premio per giornalisti Balena Bianca, la balena di Rotondi naturalmente, manifestazione voluta per mettere in evidenza i giornalisti a livello di direttori responsabili di organi nazionali, curato da una giuria a 360°, Sacco si accontenta di 6 mila Euro per il monitoraggio delle politiche governative, non si sa bene la differenza con gli altri incaricati, ma lui monitora le attività governative, quindi deve avere molto tempo libero!
Non poteva mancare il superiore di Sacco, l’ex segretario provinciale della DC per le autonomie, Gianfranco Picariello, 10 mila Euro per le problematiche turistiche e il rilancio dello sviluppo, il programma c’è, il governo più o meno conclude Carlo Tecce, questo signore fa ancora il Ministro e nessuno lo ha chiamato a spiegare.
Poi ci sono i sottosegretari, qui è evidente che possiamo citare soltanto i principali, il Ministro Scotti che era già stato coinvolto nella Prima Repubblica, stiamo parlando di un dinosauro della Prima Repubblica, ebbe un problema penale poi risolto e un problema davanti alla Corte dei Conti non risolto per certe faccenduole che riguardavano i fondi riservati dei servizi di sicurezza, lui era stato Ministro dell’Interno, poi c’è Gianni Letta che risulta ancora indagato a Lago Negro per un’indagine avviata a suo tempo da Woodcock su appalti per la ristorazione, per il catering nelle mense dei centri di raccolta per i profughi giunti dall’estero, si parlava di favoritismi a aziende vicine a Comunione e Liberazione, al movimento popolare, alla Cdo .
Poi c’è Caliendo, indagato con l’accusa di far parte della P3 insieme a Dell’Utri, a Verdini che rimane coordinatore nazionale del Pdl naturalmente e Caliendo è sottosegretario alla giustizia con l’accusa di avere fatto parte della P3, un’organizzazione nata per pilotare sentenze di tribunali e della Corte Costituzionale ai tempi del sì o no al lodo Alfano.
Poi c’è Castelli condannato al primo grado dalla Corte dei Conti a risarcire lo Stato per strane, facili, consulenze date a amici suoi quando era Ministro della Giustizia, celeberrima la famosa consulenza data a un negoziante di pesce del suo paese, questo tizio avrebbe dovuto studiare l’edilizia carceraria, infatti non abbiamo visto costruire le famose nuove carceri e recentemente il governo ha varato un indultino mascherato con il quale consente ai detenuti di scontare l’ultimo anno della pena agli arresti domiciliari in un paese dove già gli ultimi anni della pena si scontano in libertà, in affidamento al servizio sociale e quindi potendo scontare un altro anno a casa, fuori dal carcere, significa che chi prende condanne di 4 anni non fa un giorno di carcere e se il delitto lo ha commesso prima del 2006, prima dell’indulto che ti sconta altri 3 anni di pena, 4 più 3 fa 7, chi ottiene condanne fino a 7 anni, sa di non scontare la pena in carcere.
Così da metà dicembre vengono liberate alcune migliaia di detenuti per cercare di sfoltire quelle carceri che avrebbero dovuto essere sollevate dal sovraffollamento con la costruzione di nuove carceri, ma ce le promettono Castelli, Mastella, Alfano, non si vedono nuove carceri e si continuano a risolvere i problemi aprendo le porte e facendo uscire qualcuno, da parte del governo della sicurezza e della tolleranza zero!
Poi abbiamo naturalmente Cosentino che si è dimesso da sottosegretario perché è sotto inchiesta per camorra e ha avuto recentemente un provvedimento in cui viene addirittura imputato per avere favorito la camorra, lasciando che l’emergenza mondezza esplodesse a Napoli, quindi è stato individuato come uno dei responsabili del non smaltimento dei rifiuti per favorire camorristi e imprese collegate.
Questo è il governo che pretende dai cittadini comuni, dagli immigrati, dagli studenti il più rigoroso rispetto delle leggi, un governo che se ne infischia delle leggi e che pretende dagli altri il rispetto delle leggi e poi si meraviglia se qualcuno non le rispetta, forse dovrebbero prima o poi rendersi conto che non si può pretendere dai cittadini un tasso di legalità superiore rispetto a quello che tengono coloro che le leggi le fanno e poi non rispettandole pretendono che le rispettino soltanto gli altri, passate parola, vi ricordo che c’è ancora qualche giorno di tempo per regalare a prezzi scontati un abbonamento de Il Fatto Quotidiano a qualche amico e ci vediamo lunedì prossimo!
Per pagarsi le spese legali Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, si è impegnato a scrivere la sua autobiografia per oltre un milione e 200mila dollari. Non è uno dei tanti che ha deciso di raccontare la sua storia per farsi un po’ di soldi e un po’ di pubblicità. Quei dollari gli servono per difendersi dalle accuse gravissime di cui è accusato in Svezia e da quelle che lo minacciano negli Stati uniti se sarà estradato.
In Svezia Assange è accusato di un reato comune molto grave: lo stupro. Sarà la magistratura svedese a giudicare se quelle accuse abbiano o no un fondamento. Negli Usa, invece, Assange sarebbe probabilmente accusato di spionaggio, sarebbe cioè processato senza nessun alibi e nessuna finzione a causa di Wikileaks. Un processo del genere sarebbe un attentato diretto alla libertà della rete, sarebbe il tentativo più clamoroso di mettere le briglie e la museruola a uno strumento di cui il potere ha sempre più paura, perché è il più forte mezzo di trasparenza, partecipazione e libertà che ci sia oggi.
Molti hanno criticato Wikileaks archiviando le sue rivelazioni come semplici pettegolezzi. “Cosa c’importa – dicono - di sapere cosa pensano politici o diplomatici? L’importante è quello che dichiarano in pubblico, quello che poi pensano davvero sono affari loro”. Ma quando mai! Sapere se un politico pensa davvero le cose che dice oppure le racconta solo per farsi bello o per convenienza, secondo me, è importantissimo. L’idea che i leader politici debbano essere sempre ipocriti e bugiardi perché quelli sono i loro “ferri del mestiere”, e che Internet vada punita se li sbugiarda, è all’origine della degenerazione della politica, della sfiducia che sempre più cittadini nutrono verso essa. Se noi politici smettiamo di averne paura, la rete può diventare non una minaccia, ma uno strumento per restituire all’amministrazione della cosa pubblica la sua nobiltà.
Per sua fortuna, Assange ha potuto vendere le sue memorie per pagare gli avvocati. Però, io mi chiedo, se uno questa fortuna non ce l’ha, se uno fatica a trovare anche solo alcune decine di migliaia di euro di multa, come fa a difendere la propria libertà di operatore della rete? Probabilmente sarà per questa via, con le denunce e con le multe salate, che nel prossimo futuro il potere cercherà di azzittire la rete. Questo già oggi succede anche in Italia. Dai primi anni del secolo, grazie a un decreto antiterrorismo, chiunque volesse creare un punto di accesso wireless alla rete ha dovuto registrarsi presso il questore e registrare anche tutti i documenti dei suoi utenti. E’ ovvio che uno strumento del genere non serve a niente contro il terrorismo, ma permette di multare decine di punti di accesso, come i bar o le biblioteche, che non rispettano una disposizione burocratica tanto inutile quanto pesante.
Quest’anno, finalmente, alcune di quelle disposizioni assurde sono state ritirate, come quella di registrare i documenti degli utenti. Però questo passo in avanti rischia di trasformarsi in un passo indietro. Senza più la registrazione degli utenti, infatti, la responsabilità di eventuali reati ricade tutta sui gestori. Se si scopre che un utente ha usato Internet in un bar per guardare materiale pedopornografico, la responsabilità è del gestore del bar che fornisce l’accesso a Internet. Come se per punire un attentato fatto adoperando gli impulsi di un telefono cellulare fosse inquisita la compagnia telefonica di cui l’attentatore è utente. Il governo ha anche rispolverato un decreto del 1992, sinora inapplicato, per cui a installare gli accessi devono essere “installatori patentati”. E per chi trasgredisce a questa norma il cui unico senso è avvantaggiare la lobby degli “installatori” hanno già cominciato a fioccare multe.
Tutte queste norme sono prima di tutto uno specchio della pesantezza burocratica che a parole questo governo dice di voler combattere, per “liberalizzare” gli accessi a Internet, quando è proprio lui a imporre inutili e dannose complicazioni. Ma possono anche diventare, grazie a multe molto grosse che hanno già iniziato a essere comminate, uno strumento per mettere in gabbia Internet e limitarne la libertà.
Noi invece pensiamo che il mondo della rete, come quello reale, sia pieno di voci plurali diverse e contraddittorie e che tutte debbano potersi esprimere in piena libertà, e che le denunce che partono da Internet devono essere difese perché riguardano la libertà di tutti noi e la trasparenza del potere. Per questo siamo e saremo impegnati a combattere tutte le pastoie burocratiche che oggi rallentano lo sviluppo e domani possono diventare strumenti di controllo. Per questo crediamo che oggi sia un dovere per tutti difendere anche la libertà di Wikileaks.
Oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Ho chiesto di sapere quali iniziative il governo intende assumere perché nel prossimo contratto di servizio pubblico stipulato fra la Rai e il ministero sia garantita la possibilità, per gli spettatori, di esprimere una valutazione sulla qualità dei programmi offerti.
Il servizio pubblico radiotelevisivo dovrebbe essere uno strumento di informazione e di formazione culturale imparziale, obiettivo, trasparente e al servizio dei cittadini. La realtà, invece, è che la Rai è da sempre uno strumento a disposizione dei partiti che la adoperano solo per fare il proprio interesse. E’ la patria della lottizzazione. Il regno della clientela. Solo l’Idv, e lo rivendico con orgoglio, non ha voluto partecipare e non partecipa neppure minimamente a questa spartizione.
Negli ultimi anni, la situazione è molto peggiorata. Questo governo, guidato da un uomo che è già padrone di altre tre televisioni, ha trasformato le reti Rai nelle sue più pericolose armi di propaganda. I telegiornali sono diventati organi di disinformazione. Le voci scomode scompaiono ogni sera dai telegiornali di regime, e i pochi programmi che non s’intonano al coro sono messi sotto tiro un giorno sì e l’altro pure.
La qualità delle trasmissioni è molte volte scadente. Non per demeriti degli operatori, che sono degli ottimi professionisti e saprebbero fare molto di meglio, ma perché il capo del governo è anche il proprietario delle tv concorrenti e certo non gli dispiace se i prodotti dell’azienda sua rivale vanno male.
La situazione, oggi, è senza via d’uscita. Infatti a controllare la qualità del servizio pubblico è delegata la commissione di vigilanza parlamentare che è formata dagli stessi partiti che hanno fatto della Rai la loro vigna privata e nella quale le forze che sorreggono il governo hanno la maggioranza. Come mettere il lupo a guardia delle pecore.
Per questo ho deciso di aderire all’iniziativa lanciata dal movimento Move On Italiano e da molte altre associazioni perché nel nuovo contratto di servizio pubblico sia affidato direttamente ai telespettatori il controllo sulla qualità dei programmi. Non è affatto impossibile. Basta costruire sul sito del ministero per lo Sviluppo economico una piattaforma telematica in grado di identificare gli abbonati, i quali poi esprimerebbero fornendo il codice di abbonamento il loro gradimento sui singoli programmi e sui telegiornali.
Sarebbe una strada molto diversa da quella che si percorre oggi, perché l’Auditel si basa in realtà su un campione molto ristretto e dunque impreciso ma soprattutto perché in questo modo possiamo sapere quante persone hanno visto un programma, non cosa ne pensino e quanto lo abbiano gradito.
I veri padroni del servizio pubblico sono i cittadini, non i partiti. Solo se potranno far sentire la loro voce e il loro potere decisionale l’azienda pubblica uscirà dal vicolo cieco in cui si trova da anni e smetterà di essere solo un’arma nelle mani di chi governa.
È ora di mobilitarsi, di fare sentire nelle piazze di tutta Italia l'indignazione del popolo italiano di fronte allo scempio della democrazia che questo governo sta compiendo.
Oggi a Roma manifesteranno gli amici del Partito Democratico, ma in piazza ci saranno anche moltissimi militanti dell'Idv e tutti i cittadini che vogliono ripristinare la libertà e la democrazia in questo Paese.
Io mi auguro che la manifestazione abbia una grandissima adesione e sono convinto che sarà così. Di fronte a Berlusconi che usa tutto il suo potere e tutti i suoi soldi per comprare i voti che gli servono, solo i ciechi possono mettersi a fare conti di bottega e stare lì col bilancino per vedere se una manifestazione è del loro o di un altro partito.
Le forme di protesta sono tutte contro questo regime e devono avere sempre una grande partecipazione. Adesso non è il momento delle differenze e competizioni nell'opposizione. L'unica competizione è contro chi ha ridotto questo Paese e le sue istituzioni in ginocchio.
Ieri a Bologna, insieme a migliaia di liberi cittadini, ho manifestato contro questo governo corrotto e corruttore. Abbiamo organizzato un bellissimo evento con la comune convinzione che la prima urgenza in Italia è mandare a casa il governo e il presidente del Consiglio, che anche in questi giorni sta facendo enormi danni al nostro Paese e alle nostre istituzioni.
Questa maggioranza ha ridotto il Parlamento, che è il tempio della democrazia, a un osceno mercato dove ai parlamentari che sono pronti a vendere la loro coscienza e la loro dignità si promette di tutto: posti, soldi, case, parchi nazionali, cariche di governo.
Hanno ridotto il momento più sacro della democrazia, il voto, a una farsa in cui contano i soldi e non le idee. La verità è che oggi il Parlamento italiano non è più libero e credo che anche il capo dello Stato debba prendere atto di quello che sta succedendo. Ci vorrà molto tempo per restituire l'onore alle nostre istituzioni.
La manifestazione di ieri è stata una ventata di aria pura paragonata ai veleni mefitici che si respirano nei Palazzi della politica. È servita a ricordare a tutti noi che la vera opposizione parte dal popolo italiano, quel bellissimo popolo italiano, che noi politici siamo solo chiamati a rappresentare e non dovremmo mai sognarci di tradire.
Per questo, io mi auguro che la serata di ieri a Bologna e la manifestazione di oggi a Roma siano solo l'inizio di una mobilitazione popolare che riempirà le piazze di ogni città italiana e farà sentire fortissima la voce dei cittadini fino a quando il governo dei corrotti e corruttori se ne sarà andato e fino quando il Parlamento italiano sarà di nuovo libero di votare secondo coscienza e non secondo regali e ricatti.
Buongiorno a tutti, intanto parliamo della trattativa Stato /mafia e ci aggiorniamo: ci aggiorniamo perché succedono sempre cose nuove.
Ora scoprono la trattativa(espandi | comprimi) Recentemente, come avrete notato, non solo alcuni giornali che di solito se ne infischiavano allegramente di questa trattativa, cioè i giornali berlusconiani, ma anche il TG1 ci si stanno appassionando molto: ci si stanno appassionando molto, perché? Perché credono di avere trovato un’arma propagandistica da usare per negare i rapporti tra Berlusconi, Dell’Utri e la mafia. Quale è questo appiglio? E’ il fatto che l’ex Ministro della giustizia Conso ha rilevato che nel 1993 aveva annullato, o meglio non rinnovato decine di provvedimenti di 41 bis, cioè di carcere duro e isolato per i boss mafiosi, nella speranza che la mafia si desse una calmata nella stagione delle stragi e quindi tutti questi signori a esultare “ evviva, avete visto? La trattativa non l’hanno fatta Berlusconi e Dell’Utri, l’ha fatta il governo Ciampi”, di cui era Ministro della giustizia Conso, quindi la sinistra. Intanto il governo Ciampi era un governo tecnico sostenuto dal pentapartito, cioè dalla Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista, dai liberali, dai socialdemocratici e, se non erro, anche dai repubblicani. Per cui non si capisce di quale sinistra si vada cianciando: il PDS, che doveva farne parte, si ritrasse il primo giorno, il giorno stesso in cui nacque il governo Ciampi, perché il Parlamento aveva respinto con i voti determinanti della maggioranza, che sosteneva il governo Ciampi, l’autorizzazione a procedere contro Craxi su alcune richieste della Procura di Milano. Quindi il governo Ciampi e la sinistra non c’entrano assolutamente niente, c’entra la vecchia Repubblica e c’entrano i partiti della vecchia Repubblica. Il Ministro Alfano, che evidentemente queste cose non le sa - del resto la capienza della sua scatola cranica è piuttosto ridotta, nonostante le apparenze, evidentemente non riesce a trattenere le nozioni! - adesso ha deciso di diffondere e tirare fuori le carte sugli annullamenti del 41 bis, perché dice “ immaginate che cosa sarebbe successo se quei 41 bis li avesse tolti o non rinnovati il governo Berlusconi!”. Forse gli sfugge che il governo Berlusconi per la mafia ha fatto ben di più che togliere qualche 41 bis e spostare qualche boss da un reparto carcerario a altri, ma comunque andiamo con ordine, perché ci sono novità, almeno due, che riguardano Ciancimino e una che riguarda l’iter, la storia tortuosa del papello.
Mettiamo le cose in ordine e partiamo da Ciancimino: recentemente avete letto e avete visto in tv che Ciancimino è finito di nuovo nell’occhio del ciclone per due diverse situazioni, di cui la prima è un suo incontro a Verona, senza scorta, con un certo Girolamo Strangi, professionista legato, secondo i magistrati, al clan Piromalli e quindi alla ‘ndrangheta. Questo Strangi era sotto intercettazione, aveva delle cimici nell’ufficio, per cui si è sentito il colloquio tra lui e Ciancimino e, a un certo punto, uno dei due dice all’altro “ ti do 100. 000 Euro in contanti in cambio di 70. 000 Euro in assegni”. Da quello che hanno scritto i giornali sembrerebbe che Ciancimino ci rimetta 30. 000 Euro in questa transazione, perché darebbe 100. 000 Euro in contanti a questo signore in cambio di 70 in assegni e quindi ovviamente ce ne rimetterebbe 30. Ciancimino - ma qui la storia è talmente complicata che ve la potete leggere nell’articolo di Marco Lillo, pubblicato sul sito ilfattoquotidiano.it, il titolo è “ Ciancimino contro Ciancimino”, spiega che in realtà in quell’intercettazione ambientale le voci sono state invertite e quindi certe frasi compromettenti non le direbbe lui, ma le direbbe questo Strangi, in ogni caso veniamo al sodo. Ciancimino ha incontrato una persona che non avrebbe dovuto incontrare, dovrebbe stare molto attento alle persone che incontra, ha pure una scorta, ha pure un rapporto continuo con i magistrati per le testimonianze che sta facendo e dovrebbe prendere informazioni sulle persone con le quali si mette in affari, perché Ciancimino naturalmente ha una sua attività che è di intermediazione nelle vendite di acciai e metalli, quindi sostiene che, dato che le banche non gli fanno più credito dopo che il suo nome è entrato nelle cronache nazionali a proposito di questioni molto delicate, allora si deve rivolgere a finanziatori e a soci privati e che il suo commercialista gli aveva fatto perdere un finanziamento, mettendolo in contatto con un truffatore e conseguentemente, sentendosi in debito con lui, aveva cercato altri finanziatori e l’aveva messo in contatto con questa persona. Adesso Ciancimino dice di avere rimproverato il suo commercialista per averlo messo in contatto con questa persona, che comunque lui non avrebbe dovuto incontrare: ha già tanti guai, non si vede per quale motivo andarsene a cercare degli altri, fermo restando che per sua fortuna naturalmente non è certamente in bolletta, non è certamente un uomo in miseria.
Ma che cosa comporta questo episodio ai fini della credibilità di Ciancimino? Assolutamente niente, nel senso che quello che conta nelle parole di Ciancimino è che vengano riscontrate, poi ci sono un sacco di cose che lui dice e che non sono riscontrate: vuole dire che sono false? No, vuole dire che non sono riscontrate: se ricordo che venti anni fa un tizio mi ha detto una cosa, me lo ricordo io, come faccio a dimostrare che è vero? Quella cosa me la ricordo, la dico, non ci sono possibilità di stabilire se è vera o se è falsa, rimane lì sospesa e buonanotte. Poi ci sono cose che vengono smentite o che potrebbero essere smentite e finora però, tra le cose dette da Ciancimino, questo non è avvenuto: niente di quello che ha detto Ciancimino finora è stato smentito dai fatti, molte cose sono state smentite da persone, Ciancimino dice una cosa e la persona dice “ non è vero”, ma questo non è smentire Ciancimino, smentire Ciancimino vuole dire riuscire a dimostrare che ha detto il falso e questo non è mai successo per il momento.
Ci sono delle cose che uno dice che vengono riscontrate e che quindi possono essere utilizzate dai magistrati, poi ci sono delle cose che uno dice e che non vengono riscontrate, perché non c’è la possibilità di riscontrare oggi quello che è avvenuto tanti anni fa, se non ci sono pezze d’appoggio, testimoni che aderiscono alla stessa versione e poi ci sono delle cose non riscontrate, nel senso che vengono smentite, sbugiardate e questo nel caso di Ciancimino finora non è avvenuto. Per cui quale è l’atteggiamento? E’ quello della Procura di Palermo, la quale ha detto “ noi continueremo a sentire Ciancimino e a verificare caso per caso se è attendibile o meno, se è riscontrabile o meno”. Apriti cielo! Hanno detto “ ecco, ne vogliono prendere un pezzo e non un altro”: assolutamente no, è semplicemente l’atteggiamento laico dell’inquirente che non ha pregiudizi né favorevoli né contrari, quando una persona racconta delle cose intanto verifica che quella persona possa in qualche modo averle sapute (era il figlio di Don Vito Ciancimino e può averle sapute).
Ha portato dei documenti in cui si dimostra che era a conoscenza di segreti e anche di carte, di documenti, quindi può aver saputo quelle cose, ma è vero che le ha sapute? Eh, caso per caso si va a vedere: se si trova riscontro per questa la si usa, se non si trova riscontro non la si usa, non è che lo si incrimina perché è un bugiardo, solo se si trova la prova che ha mentito lo si incrimina perché è un bugiardo e questo finora non è accaduto. Il fatto che abbia incontrato un poco di buono, che sapesse che questo signore era un poco di buono che doveva portare dei soldi, che non lo sapesse, che fosse impegnato, come insinuano alcuni giornali molto felici di poterlo fare, in un’operazione di riciclaggio o che non fosse impegnato in un’operazione di riciclaggio, ma che sia stato tutto un equivoco come sostiene lui, questo ai fini dell’attendibilità di Ciancimino con le cose che racconta su quello che è successo tra lui e suo padre ai tempi della trattativa e dopo non ha alcuna attinenza, Ciancimino potrebbe paradossalmente prendere un mitra, uscire di casa e ammazzare cinquanta persone questo non inficerebbe minimamente quello che racconta su quanto è accaduto nel periodo della trattativa, perché sono due cose separate. Uno può fare delle cose terribili e magari dire la verità, bisogna vedere se si trovano i riscontri o se si trovano le smentite, o se non si trovano né i riscontri né le smentite. Conseguentemente tutta questa storia che Ciancimino ha incontrato questa persona e quindi non è attendibile non c’entra niente, c’entra come i cavoli a merenda.
L’altra vicenda per la quale Ciancimino è finito sulle prime pagine dei giornali è quella che è stata chiamata l’accusa a Gianni De Gennaro: chi è Gianni De Gennaro? Gianni De Gennaro è stato il capo della Criminaloide a Palermo negli anni delle stragi, della lotta dura alla mafia e poi è stato il capo della Dia (Direzione Investigativa Antimafia), poi è stato il capo della Polizia e adesso capeggia l’organismo che coordina tutti i servizi segreti, i servizi di sicurezza in Italia. E’ stato condannato in appello per aver indotto alla falsa testimonianza un dirigente di Polizia sui fatti di Genova, per cui è pesantemente coinvolto, in base a questa sentenza d’appello, nella mattanza del G8 del 2001 a Genova, è una specie di salamandra, di abilissima salamandra che passa nel fuoco e ne esce sempre intatta, è riuscito a attraversare indenne - caso praticamente unico in Italia - le stagioni del centrodestra, del centrosinistra, della Prima Repubblica e della Seconda Repubblica mantenendo sempre intatta la sua immagine e il suo potere, è un poliziotto di altissimo livello, che ha collaborato con Falcone, con Borsellino, con Caselli, con gli investigatori americani nelle indagini internazionali sulla mafia e il riciclaggio, tant’è che appunto, dopo il cosiddetto attacco di Ciancimino a De Gennaro, abbiamo addirittura una dichiarazione dell’FBI che ieri ha testimoniato come De Gennaro sia un fidato partner da trenta anni etc., è ovvio che De Gennaro sta muovendo le sue pedine, ha molti amici tra i giornalisti e ne vediamo i risultati sui giornali: appena l’hanno toccato è stato praticamente come se toccassero la Madonna e in effetti sarebbe sorprendente se si scoprisse che De Gennaro ha qualcosa a che fare con la trattativa del 92 /93 di cui parla il figlio di Ciancimino.
Ciancimino, Gianni De Gennaro e il signor Franco(espandi | comprimi) Ma è vero che il figlio di Ciancimino ha accusato De Gennaro? E’ vero che il figlio di Ciancimino ha detto che il signor Franco, il misterioso signor Franco è Gianni De Gennaro?No, non è vero: quello che leggete sui giornali è falso, non c’è nessun verbale in cui Massimo Ciancimino dica che il signor Franco è Gianni De Gennaro, o che Gianni De Gennaro e il signor Franco sono la stessa persona. Chi è il signor Franco? Il signor Franco è un uomo dei servizi di sicurezza, dei servizi segreti, un rappresentante degli apparati di sicurezza dello Stato che per trenta anni è stato l’ombra di Vito Ciancimino: Massimo, il figlio, vedeva sempre arrivare questo signor Franco, a volte si faceva chiamare Franco, a volte si faceva chiamare Carlo, il cognome lui non l’ha mai conosciuto, suo padre non gli ha mai detto il cognome di questo signore, che cosa faceva questo signore? Era l’angelo custode di Ciancimino: mentre Ciancimino commetteva i suoi reati, faceva le sue trattative, il signor Franco gli dava suggerimenti, gli chiedeva informazioni e poi, quando Ciancimino aveva delle difficoltà, dei guai giudiziari, il signor Franco lo avvertiva prima, gli diceva prima che sarebbe stato arrestato, gli diceva prima che cosa avrebbe dovuto dire e che cosa non avrebbe dovuto dire quando fosse stato arrestato, gli preannunciò l’arresto di Provenzano prima che avvenisse, cose di questo genere. No, anzi: gli preannunciò l’arresto di Provenzano una volta che poi Provenzano non fu arrestato, perché quando fu arrestato Provenzano Vito Ciancimino era già morto, era il 2006. Ma per farla breve è l’uomo che, nei giorni e nei mesi della trattativa, quando Ciancimino incontra il Generale Mori, il Colonnello De Donno etc. etc., c’è anche il signor Franco in quelle.. non presente agli stessi incontri, ma presente subito prima e subito dopo. Al signor Franco viene consegnato il papello, oltre che - dice Massimo Ciancimino - ai Carabinieri del Ros e da chi portava queste notizie a Ciancimino il signor Franco, che faceva la spola tra Ciancimino e chi, quali rappresentanti dello Stato, delle forze di Polizia, dei servizi segreti? Questa è la domanda: chi era il suo referente, chi era il suo superiore, perché Vito Ciancimino quando gli uomini del Ros si fanno avanti per imbastire quella trattativa chiede al signor Franco se c’è da fidarsi di Mori e De Donno? E anche con lui parla delle coperture politiche, vuole sapere se c’è qualcuno dietro a quei due ufficiali del Ros, o se stanno facendo tutto da soli, è lì che nasce la richiesta di garanzie politiche perché, secondo Massimo Ciancimino e secondo carte scritte dal padre, il padre voleva garanzie da Mancino, che non era ancora diventato Ministro dell’Interno, ma lui voleva garanzie da Mancino e chi gli aveva detto che Mancino sarebbe diventato Ministro dell’Interno di lì a poco, nel 1992, nel cambio di passaggio tra il governo Andreotti e il governo Amato? Quando cambiò il Ministro dell’Interno inopinatamente Scotti fu silurato e arrivò Mancino e Vito Ciancimino lo sapeva prima: chi glielo aveva detto? Che cosa c’è dietro la nomina di Mancino? Perché chiede anche la garanzia da Violante, che era il rappresentante più importante nel settore della giustizia e dell’antimafia dell’ex PC, del PDS? Perché si parla di Rognoni, che era stato Ministro della Difesa? Il signor Franco è questa interfaccia di fronte, Stato e antistato, raffigura l’anello di congiunzione, è la figura di collegamento: sono mesi che si cerca di individuare questo signor Franco, si sarebbe potuto individuarlo da un numero di telefono che stava nell’agenda elettronica di un telefonino di Massimo Ciancimino, nella scheda sim di un telefono di Massimo Ciancimino che fu sequestrata in casa sua nella perquisizione dei Carabinieri del 2005; quella scheda elettronica poi è scomparsa, chissà dove l’hanno portata i Carabinieri. E è ricomparsa, ma non si è certi che sia la stessa, qualche mese fa quando i magistrati l’hanno chiesta e poi c’era una cartolina che Ciancimino junior ha trovato in casa sua, dove suo padre gli aveva fatto segnare dei nomi di uomini dei servizi di sicurezza: c’era un certo Gross, che qualcuno aveva pensato fosse il signor Franco e per questo si sono fatto delle indagini, è un signore che ha lavorato a lungo come diplomatico italiano in Israele, poi si è scoperto che probabilmente non era lui, c’erano altri nomi come quelli del Prefetto Parisi, del Prefetto Finocchiaro, se non erro, e tanti altri e, a un certo punto, da questo Gross c’è una freccetta con scritto “ De Gennaro”. Perché? Perché Massimo Ciancimino sostiene che suo padre gli aveva detto che il signor Franco era molto legato a De Gennaro: c’è chi dice “ è impossibile che sia legato a De Gennaro o che sia De Gennaro, perché se il signor Franco è stato dietro a Ciancimino per trenta anni beh, Gianni De Gennaro trenta anni fa non è che fosse questa figura così importante come è oggi e come è lo è stata negli ultimi 15 /20 anni”, ma soprattutto, come si può immaginare che un uomo che ha rischiato la pelle nella lotta alla mafia, che è sempre stato sulla linea dura nella lotta alla mafia abbia invece potuto avere a che fare con i cedimenti del 92 e del 93? E allora come è possibile che i giornali scrivano in questi giorni che Massimo Ciancimino ha detto che il signor Franco e Gianni De Gennaro sono la stessa persona, visto che nello stesso tempo ha sempre detto ai magistrati “ sapevo che si chiamava Signor Franco, ma non so il cognome, mio padre non mi ha mai detto il nome e il cognome, non gli ho mai potuto chiedere la carta d’identità, mi ricordo il volto, fatemi vedere delle facce e vi dico se è lui o non è lui”? Hanno tirato fuori tutti i possibili album fotografici di tutti gli agenti dei servizi segreti che hanno lavorato in quegli anni e purtroppo, salvo alcuni che gli somigliavano, non siamo ancora riusciti a trovare quello che Massimo Ciancimino ha visto spesso in casa di suo padre. E allora è possibile che uno che cerca per mesi sugli album la faccia del signor Franco dica “ il signor Franco è Gianni De Gennaro”, la cui foto la conosciamo tutti e la vediamo tutti i giorni sui giornali? Vi sembra normale? O Ciancimino è impazzito, o Ciancimino ha deciso di suicidarsi come testimone attendibile sputtanandosi, oppure non può aver detto che il Signor Franco e Gianni De Gennaro sono la stessa persona. E allora che cosa è successo? E’ successa una cosa molto semplice: dovete andare nelle pieghe degli articoli per trovare quello che è successo, non nei titoli, soprattutto nei titoli dei giornali, che hanno tutto l’interesse in questo momento a sputtanare Massimo Ciancimino, perché siamo arrivati al succo della questione. E’ successo che lui un giorno, dato che è un chiacchierone, parlando al bar tra un interrogatorio e l’altro con un agente della Dia deve avergli detto una roba di questo genere - non c’eravamo, quindi non sappiamo le frasi testuali, ma questo è quello che deve essere successo -: ha detto a questo dirigente della Dia “ va beh, ma non l’avete ancora capito che dietro al signor Franco si cela De Gennaro?”, quello invece di prendere quello che gli diceva Ciancimino per quello che era, una chiacchiera da bar, una sua intuizione, una sua deduzione - non era davanti a un magistrato che faceva un verbale, dove uno è tenuto a dire solo e esclusivamente quello di cui è certissimo e di cui ha le prove, uno si fa anche delle idee, ragiona, magari sragiona: un conto sono le deduzioni, le illazioni, le elucubrazioni di Massimo Ciancimino e un’altra cosa è “quando suo padre le ha detto questo? Quando lei ha scoperto questo?”, è un’altra cosa- l’ufficiale della Dia fa il rapporto ai magistrati di Caltanissetta, i quali convocano Ciancimino e gli dicono “ scusi, ma lei ha detto che il signor Franco e De Gennaro sono la stessa persona?”, lui dice “ ma no, ma quando mai?! Ho detto semplicemente che secondo mio padre il signor Franco era una sorta di ambasciatore degli apparati e che faceva riferimento a De Gennaro”. A questo punto De Gennaro si incazza e ovviamente ha ragione: dice “ ma io ho combattuto la mafia, come si permette questo qua, figlio di un mafioso..”.. anzi, dice di più, “ messaggio mafioso, attacco mafioso”, dà del mafioso anche al figlio di Ciancimino, che al momento non ha condanne per mafia. Il giorno dopo viene fuori la notizia dell’incontro con questo strano professionista a Verona, legato alla ‘ndrangheta: De Gennaro annuncia querela per calunnia nei confronti di Ciancimino e, a questo punto, c’è una divergenza tra le Procure di Palermo e di Caltanissetta, quella di Caltanissetta sta valutando se iscrivere Massimo Ciancimino per calunnia motu proprio, per propria iniziativa, senza neanche aspettare la denuncia di De Gennaro. Se uno denuncia è automatico che la persona denunciata venga indagata, altra cosa è se invece la Procura decide di incriminare lei senza la denuncia di De Gennaro, anticipando la denuncia di De Gennaro, Massimo Ciancimino per averlo calunniato. La Procura di Palermo ha un atteggiamento più laico e, secondo me, più ragionevole, ossia quello di dire che se Massimo Ciancimino ci dice che suo padre gli aveva riferito che il signor Franco era legato a De Gennaro, non si può accusarlo di calunnia: ci sta semplicemente raccontando una cosa detta dal padre, mica ci ha detto che la sa lui, mica ha detto “ io accuso Gianni De Gennaro di”, ma “ io semplicemente ricordo quello che mi diceva mio padre”. Ci saranno mai guai giudiziari per De Gennaro in base a questo ricordo? No: perché? Perché è una delle classiche cose che non sono riscontrabili, l’unico riscontro è quella cartolina che Massimo Ciancimino scrisse sotto dettatura di suo padre, nella quale di fianco al nome di quel Gross c’è una freccia con un appunto con sopra scritto “ De Gennaro”, insieme a altri validi poliziotti e dirigenti di Polizia come Parisi e come altri. Quindi dove è la calunnia, se uno riferisce una cosa dettagli da un altro? Non è che la riferisca così, andando in televisione a sputtanare questo è quello, ma la riferisce a verbale, rispondendo a una domanda del magistrato: dove è la calunnia? Ecco perché la Procura di Palermo dice “ stiamo attenti, distinguiamo le cose che Massimo Ciancimino ha visto con i suoi occhi, quelle di cui ci porta carte e documentazione, dai ricordi”, che possono essere pure utili per spiegare delle cose su ciò che il padre gli raccontava in queste conversazioni, che poi si infittirono quando addirittura il padre decise di scrivere con il figlio un libro di memoria, per cui gli riversava un sacco di nozioni, di informazioni, di carte, di documenti e di spiegazioni, di collegamenti.
Ciancimino è credibile?(espandi | comprimi) Distinguiamo. Questo è quello che sta succedendo e per cui voi leggete sui giornali “ guerra tra Procure: Ciancimino impazzito accusa De Gennaro”, non accusa nessuno, le cose sono andate esattamente così. Del resto, scusate, facciamo finta che Ciancimino sia un bugiardo matricolato che si è inventato tutto: se si è inventato tutto perché poi le carte che porta collimano con quello che ha raccontato?Perché le carte che porta risultano autentiche? Perché ha detto “ io ho il papello” e poi ha portato il papello? E perché, dal momento in cui ha portato il papello con quelle annotazioni di suo padre, in cui si raccontavano particolari e persone che avrebbero dovuto garantire la trattativa, improvvisamente queste persone hanno ritrovato la memoria e hanno cominciato a raccontare delle cose che, prima che parlasse Ciancimino, non avevano mai voluto raccontare? Violante racconta che Mori gli voleva fare incontrare Vito Ciancimino a tutti i costi: perché non l’ha detto prima? Martelli ricorda che il suo Ministero della Giustizia nell’estate del 92 avvertì Borsellino che gli uomini del Ros erano andati a parlare, a interloquire, a trattare - chiamiamolo come vogliamo - con Vito Ciancimino per agganciare un rapporto con Cosa Nostra: perché non l’ha detto prima? E Conso recentemente dice “ beh, sì, nel novembre del 93 tolsi il 41 bis a 140 mafiosi di mia iniziativa, decisi da solo, non me l’aveva detto nessuno, non me l’aveva chiesto nessuno, perché così Provenzano, nuovo capo della mafia, rappresentante dell’ala trattativista e non stragista di Cosa Nostra, avrebbe interrotto le stragi”: ma come faceva, il Ministro della Giustizia del governo Ciampi, a sapere che il nuovo capo della mafia era Provenzano? Tra l’altro informazione falsa, perché il nuovo capo della mafia dopo l’arresto di Riina è Leoluca Bagarella, Provenzano subentra dopo l’arresto di Bagarella, ma soprattutto come fa a sapere che Provenzano è ancora vivo? A leggere i giornali dell’epoca si pensava che Provenzano fosse un po’ come Bin Laden oggi: non si sapeva bene se c’era ancora o se era morto, alcuni pentiti dicevano “ forse è morto”; come faceva a sapere che era diventato il capo della mafia? Come faceva a sapere che rappresentava l’ala trattativista? Sono tutte cose che oggi sappiamo perché sono quindici anni che i pentiti ce le raccontano, ma nel 92 /93 nessuno le sapeva, perché non c’erano ancora pentiti che parlavano: chi lo sapeva che idee aveva Provenzano rispetto a Riina e a Bagarella? Chi lo sapeva che Provenzano era contrario alle stragi da un certo momento in avanti? Chi lo sapeva che si era proposto come trattativa, se Conso dice di non averne parlato con nessuno? Chi lo sapeva che, in cambio della fine delle stragi, la mafia chiedeva la revoca dei 41 bis, se non era vero che c’era Stato il papello? Allora qualcuno aveva raccontato a Conso del papello? Vedete che Ciancimino agisce come il fosforo nella memoria svaporata di questi governanti che, diciassette /diciotto anni dopo, si ricordano cose gravissime e non riescono a motivarle, a spiegarle, perché Conso è una bravissima persona, è un insigne giurista e questo lo sappiamo benissimo, ma a chi vuole raccontarla che lui prende una decisione del genere, revocando 140 41 bis a 140 mafiosi senza sapere niente da nessuno e senza dire niente a nessuno?! Ma dico, che c’abbiamo scritto qua?! Chi glielo ha detto che revocando i 41 bis finiranno le stragi? C’ha un’apparizione dell’Arcangelo Gabriele che lo guida nei meandri di una mafia che era ancora completamente sconosciuta in quel periodo? Allora voi vedete che.. buttiamo pure via Ciancimino, se qualcuno non lo vuole, ma quello che racconta e quello che porta viene confermato dagli uomini delle istituzioni nel momento in cui non possono più tacere. Lui va avanti e loro vanno avanti fino a dove è arrivato lui, questo è quello che sta succedendo con Massimo Ciancimino e quel papello è veramente la pietra dello scandalo della Seconda Repubblica: intanto perché basta leggerlo per rendersi conto che i mafiosi non si accontentavano di togliere il 41 bis, i mafiosi hanno fatto dodici richieste in quel papello, tra le quali c’era la revoca del 41 bis, ma c’era anche la fine dell’ergastolo, la fine del sequestro dei beni (Legge Rognoni /La Torre), la fine del pentitismo, la revisione delle condanne definitive al maxiprocesso e la dissociazione sul modello brigate rosse, guarda caso tutte cose che negli anni successivi il Parlamento ha approvato o cercato di approvare. Il 41 bis in Italia diventa legge dello Stato - era già una prassi praticata un po’ prima, ma diventa legge dello Stato - con il famoso decreto antimafia votato il giorno dopo la strage di Via D’Amelio. Sapete che c’era pronto il decreto antimafia dopo la strage di Capaci, ma nel mese successivo, passata la festa, anzi la lacrima, gabbato lo santo: il decreto antimafia se l’erano insabbiato e non l’avevano convertito in legge. Fu proprio la strage di Via D’Amelio a costringere a furor di popolo governo e preliminare - parliamo del governo Amato - a varare quel decreto antimafia, che conteneva le norme sul 41 bis e, dopo la strage di Via D’Amelio, il giorno dopo, i boss vengono presi dall'Ucciardone e portati all’Asinara e a Pianosa, cioè nelle carceri sulle isole e è lì che scatta il vero isolamento che terrorizza i mafiosi. Ora Ciancimino ci dice che il papello viene consegnato agli uomini del Ros e al signor Franco prima della strage di Via D’Amelio, quando il 41 bis non dava fastidio praticamente a nessuno: era una prassi, un isolamento etc., ma non è che ci fosse il trasferimento in blocco di centinaia di mafiosi nelle isole, quello è dopo la strage di Via D’Amelio e quindi è evidente che, quando scrivono il papello, non è certamente il 41 bis il primo obiettivo della trattativa, sono ben altre le cose. Certo, quando Conso decide di dare il contentino alla mafia e di togliere i 41 bis, evidentemente sa che quella è una delle richieste, è una delle aspettative della mafia, ma non può essere quella la contropartita che chiude la stagione delle stragi: perché? Perché c’erano dodici richieste, il 41 bis era solo una di queste e era la meno importante nel periodo in cui fu portato il papello dagli uomini di Riina agli uomini del Ros. E allora? E allora tutta l’esultanza dei berlusconidi per il fatto che, se ha fatto la trattativa il governo Ciampi, non possono averla fatta Berlusconi e Dell’Utri, è del tutto destituita di fondamento: c’è qualche novità nel fatto che gli uomini della Prima Repubblica hanno trattato con la mafia? Ma neanche per sogno, l’hanno fatto per cinquanta anni: il governo Ciampi era sostenuto da gente della Prima Repubblica (Democratica Cristiana, Partito Socialista, Repubblicani, Socialdemocratici, Liberali: i soliti, quelli che per cinquanta anni avevano garantito grande prosperità alla mafia). Nel 92 /93 si spaventano, perché vedono le bombe, non sono abituati a una guerra tra Stato e mafia, i Carabinieri vanno immediatamente a trattare per vedere se si può riappattare la situazione, il contentino che in quel momento si riesce a dare da parte di Conso, che ci mette la faccia- poveretto, tanto ha 90 e passa anni - è la revoca di quei 41 bis, che non sono solo quelli che dice Conso, perché Conso dice di averne tolti 140 a novembre del 93, in realtà risulta che ne ha tolti altri 140 il giorno dopo la strage dei Parioli, della tentata strage a Maurizio Costanzo a metà maggio del 93. In totale ne ha tolti quasi 400 di 41 bis in quel 1993 e, dopo che ha tolto i primi, c’è stata la strage di Milano in Via Palestro, a fine luglio e ci sono state le bombe alle basiliche del Laterano e del Velabro, poi ne ha tolti altri a novembre, guarda caso quando doveva scoppiare la bomba all’Olimpico e chi dava la tempistica al governo? Finisce lì la trattativa? La mafia si accontenta di qualche revoca di qualche 41 bis, che non riguardavano i boss più importanti che ci sono rimasti?
Berlusconi, il riciclato della Prima Repubblica(espandi | comprimi) Ma è evidente che la mafia non si può accontentare di così poco! Nello stesso periodo viene a sapere che stanno arrivando Berlusconi e Dell’Utri con un nuovo partito, immaginate gli champagne che si stappano e le feste che si fanno a Palermo!E’ ovvio che le trattative sono due: una è quella degli ultimi rantoli della Prima Repubblica e l’altra è quella dei primi vagiti della seconda, che poi Prima e Seconda Repubblica proprio questa vicenda ci dimostra che sono la stessa cosa. Perché? Perché il traghettatore della Prima Repubblica nella Seconda è il gattopardo, è Berlusconi, il quale, cascame della Prima Repubblica, si rivernicia da nuovo, fa un partito su suggerimento di Dell’Utri e instrada, tant’è che la mafia vota in massa per Forza Italia: perché? Beh, perché il programma di Forza Italia e soprattutto le dichiarazioni di certi esponenti di Forza Italia erano meglio del papello e chi viene messo alla Commissione Consiliare giustizia? Tiziana Maiolo: è una persona che non penso affatto che sia mafiosa, tutt’altro, penso però che le sue idee, a mio avviso demenziali, deliranti per l’abolizione dei pentiti, del 41 bis, del 416 bis, del reato di associazione mafiosa, dell’ergastolo e addirittura della custodia cautelare siano l’ideale per chi sogna esattamente quelle cose lì e quindi è ovvio che, mandando quei messaggi, anche se non ci fosse stata un’intesa tra Dell’Utri e Mangano - cosa che invece io continuo a pensare che ci sia stata: carta canta, ma questa è una mia idea - la trattativa sarebbe avvenuta su queste garanzie, su questi messaggi. Ecco perché il fatto che ci sia stata una trattativa ai tempi del governo Ciampi non solo non esclude che ci sia stata una trattativa dopo, ma è assolutamente ovvio che ci sia stata una trattativa dopo: altrimenti per quale motivo la mafia avrebbe dovuto interrompere le stragi, visto che le stragi aveva cominciato a farle proprio per portare alla trattativa la classe politica? C’è riuscita con una caccolina, la revoca dei 140 più 140 41 bis con il governo Ciampi e poi improvvisamente la mafia rincoglionisce e non chiede niente di più in cambio a quelli che verranno dopo? In fondo quello era un governicchio tecnico provvisorio: da parte di quelli che verranno dopo la mafia si accontenta di leggere il programma, va sulla fiducia? Un’organizzazione così seria, che si è impegnata militarmente in una guerra mai vista contro lo Stato che cosa fa: dice “ va beh, adesso stiamo fermi e aspettiamo”?! Vogliamo credere veramente a questa panzana?! Le trattative sono due: sono almeno due, ossia quella che si fa nel 92 /93 e nella quale Berlusconi, per ovvi motivi, non era al governo e quindi non c’entra e quella che si fa fra il 93 e il 94 e in quella o Berlusconi o chi per lui - e sappiamo chi per lui - per forza prosegue (ci sono tutte le piste, le carte, gli incontri: Mangano a Milano etc., checché ne dica la Corte d’Appello di Palermo nella sua sentenza minimalista) e, ancora una volta, che cosa aveva detto Vito Ciancimino a suo figlio? “ Ecco, io ho fatto la trattativa, la prima, poi a dicembre del 92 mi hanno arrestato, poi è subentrato qualcun altro” e gli disse Dell’Utri “ e io non servivo più, a me mi hanno scaricato” e era furibondo, Vito Ciancimino, perché diceva “ ma vi pare normale che io, che ho investito i miei soldi a Milano 2, finisco in galera come un mafioso, mentre quelli là che hanno preso i miei soldi appaiono come delle persone perbene?! In fondo abbiamo fatto la stessa cosa, siamo figli della stessa lupa!”. Ciancimino sarà tutto quello che volete, però guardate che tutte queste cose si sposano perfettamente con quello che è successo in questi anni.
Volevo ancora parlarvi del papello scomparso, ma non c’è il tempo e quindi troverete anche lì notizie andando sul sito de Il Fatto Quotidiano, a proposito di un articolo di Sandra Rizza e di Giuseppe Lo Bianco, intitolato proprio “ Il papello nascosto” e vedrete che ci sono altri elementi (è uscito su Il Fatto il 30 ottobre).
Dato che domani presento il mio nuovo libro, che si intitola “ Colti sul fatto”: vi invito, almeno quelli che stanno a Milano o dintorni, alla presentazione alle 18: 00 alla libreria Feltrinelli, che è stata appena aperta alla stazione centrale di Milano. Venerdì sera a Bologna a Paladozza faremo una serata sul tramonto del berlusconismo organizzata da Italia dei Valori, insieme a un po’ di colleghi giornalisti e a qualche artista: credo che si cominci alle 20: 30. Passate parola e buona settimana.
L'iniziativa che l'Italia dei Valori sta organizzato a Bologna, venerdì 10 dicembre, dal titolo “Il dittatore del bunga bunga... lui va io resto”, sta provocando la reazione scomposta degli organi di informazione vicini al presidente del Consiglio. Segno che abbiamo colto nel segno.
Questa mattina ‘Il Giornale’ ha scatenato una violenta polemica contro la partecipazione all'evento, tramite un intervento registrato, del magistrato Antonio Ingroia.
A margine della riunione del Coordinamento Femminile dell'IdV ai giornalisti, che mi chiedevano di commentare l'attacco del quotidiano della famiglia Berlusconi, ho risposto che è facile replicare a queste accuse dicendo che loro, in genere, preferiscono invitare dell'Utri e che ognuno fa le sue scelte e se ne assume le responsabilità.
Non abbiamo invitato il magistrato Ingroia a partecipare al ‘bunga bunga’, ma gli è stato chiesto un contributo registrato per spiegare quali siano le riforme in materia di giustizia utili per chi combatte la criminalità.
Nell'ambito della serata è previsto, oltre a una parte dedicata al confronto politico e programmatico, anche un momento riservato al sano divertimento, con cantanti e comici e, in questo caso, Ingroia non c'entra nulla, anche perché sarà a mille chilometri di distanza da Bologna. Il suo intervento, ripeto, è stato registrato in precedenza. Insomma, è chiaro che quella de ‘Il Giornale’ è una strumentalizzazione.
Chissà perché se si riuniscono quelli del Pd o del Pdl, parlano di cose serie, se ci riuniamo noi no.
Io, invece, ritengo che parliamo tutti della stessa cosa: della mafia. La differenza, però, è che noi pensiamo a come combatterla, il Pdl a come incamerarla.
Mi hanno chiesto: “Ma allora siete già in campagna elettorale?” E ci mancherebbe altro! Mica stiamo perdendo tempo. Oggi, mentre tutti gli altri sono in ferie, noi stiamo lavorando con il Coordinamento Femminile dell'Italia dei Valori proprio allo scopo di preparare la campagna elettorale, l'organizzazione del Partito e le attività da promuovere il prossimo anno. In questi giorni sto incontrando tutte le strutture del partito, da quella nazionale a quelle territoriali, sto girando l'Italia per programmare il lavoro del prossimo anno, quando avremo i referendum, le elezioni amministrative e le politiche. Noi, infatti, vogliamo che si torni a votare, perché crediamo che questo Governo e questa maggioranza, rimanendo anche solo un giorno in più in Parlamento, farebbero solo danni. Insomma, sarebbero soldi e tempo persi.
La Rai ha sospeso per 15 giorni il capostruttura dirigente di Raitre Loris Mazzetti, responsabile del programma di Fazio e Saviano “Vieni via con me”. Come se non bastasse a Mazzetti è arrivata pure una lettera di rimprovero per aver sforato di due minuti e mezzo i tempi previsti nell’ultima punta del programma.
Il Direttore generale della Rai, Mauro Masi è un bell’addormentato che si sveglia solo quando ci sono di mezzo gli interessi del presidente del Consiglio. Gli sono passate sotto gli occhi le spese pazze di Augusto Minzolini, e niente: guardava da un’altra parte. Non si accorge che il Tg1 è diventato una velina di regime che perde valanghe di telespettatori e copre di ridicolo l’azienda pubblica. Però quei due minuti e mezzo di gravissimo ritardo non gli sono sfuggiti!
In qualsiasi paese del mondo un dirigente che raggiunge risultati eccezionali come ha fatto Mazzetti con i 9 milioni e passa di spettatori che hanno visto “Vieni via con me” verrebbe elogiato, premiato e portato ad esempio. Da noi, invece, funziona la logica opposta. Un programma Rai che va troppo bene danneggia l’azienda concorrente, che casualmente appartiene al presidente del consiglio, e dunque va punito. Un programma onesto che dice la verità, e quindi dà fastidio a chi come Berlusconi vive di bugie e inganni, deve essere castigato e affossato anche se ha un successo senza precedenti.
La sospensione di Mazzetti, al quale va tutta la solidarietà mia personale e dell’Italia dei Valori, conferma che alla guida della Rai ci sono persone che non si preoccupano di rilanciare l’azienda pubblica e di renderla competitiva, ma al contrario cercano di indebolirla il più possibile a tutto vantaggio della concorrenza, cioè di Silvio Berlusconi. L’Idv non lascerà che questo scandalo passi sotto silenzio e solleverà il caso in tutte le sedi competenti a partire dalla Commissione di vigilanza Rai. Anche perché, se queste sono le premesse, possiamo immaginarci cosa succederà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, quando Berlusconi rischierà di perdere il posto a palazzo Chigi.
Il 10 dicembre, per esempio, si svolgerà a Bologna una grande manifestazione-spettacolo organizzata dall’Idv, “Il dittatore del bunga bunga”. Siamo sicuri che sarà ignorata e oscurata, che i telegiornali e le trasmissioni di approfondimento guarderanno, come Masi, da un’altra parte. Anche perché, in caso contrario, una tirata d’orecchi e magari anche una punizione non gliela toglierebbe nessuno. Dunque ci penseremo noi a diffonderla in tutto il Paese, adoperando il solo spazio comunicativo libero che sia rimasto: la rete, i blog, i siti e le web tv. E chiediamo ai cittadini e a tutto il popolo Internet di aiutarci a battere il muro di censura che la Rai di Masi e Berlusconi ha costruito, diffondendo i banner dell’iniziativa e inserendo sul proprio portale la diretta streaming dell’evento.
Il 26 novembre 2010, secondo quanto si è appreso dalla stampa nazionale, l’Agcom avrebbe approvato i regolamenti relativi ai servizi audiovisivi diffusi via Internet apportando una drastica semplificazione rispetto al testo delle precedenti delibere.
Dopo aver tentato di imporre una normativa capestro, sentita la rivoluzione che si stava verificando in rete, l’Agcom ha limitato i danni. Ciononostante siamo fortemente preoccupati perché il decreto rimane e perché ci sono alcuni temi a proposito dei quali vogliamo sapere dal Governo come intende procedere e come intende rassicurare il mondo della rete.
In particolare noi riteniamo che debba essere esclusa l’equiparazione tra canali televisivi e rete e debba essere garantito il diritto costituzionale, ripeto costituzionale, per l’accesso libero alla rete senza obblighi, senza orpelli e senza limiti. Vogliamo essere rassicurati in questo senso.
Noi prendiamo atto dello sforzo di limitare i danni. Ma danni sono. Quindi l’accortezza che noi chiediamo è che si eviti in ogni modo di bloccare la rete, perché cercare di bloccare la rete è come cercare di bloccare un goccia d’acqua nell’oceano. E’ impossibile fermare o regolamentare la rete. Intendo dire, ed è la domanda a cui il Governo non ha risposto: se io metto un video su youtube, per poterlo trasmettere debbo sottostare a questa disciplina o no? E youtube, poiché permette a me di trasmettere, può esercitare un controllo su quel che io faccio su quella rete o no? Sono quesiti che devono essere risolti.
Più in generale, noi riteniamo che non possa essere estesa a Internet la normativa sugli impianti radiotelevisivi, perché siamo in un campo completamente diverso. Riteniamo anche che sia da risolvere tutto ciò che attiene all’obbligo di comunicare all’autorità i dati del traffico. Non capiamo il perché, così come riteniamo ingiustificato l’oscuramento dei siti senza passare attraverso l’autorità giudiziaria, solo per via di autorità amministrativa. Così come riteniamo ingiustificato il blocco, senza passare per l’autorità giudiziaria, delle porte IP utilizzate per lo scambio dei files coperti da copyright.
Cosa vogliamo dire con questo e cosa vogliamo che sia assunto? Un impegno concreto. Oggi come oggi la rete è una realtà che esiste e che è alla base della democrazia. Permette a ciascuno di noi di parlare con chiunque e a chiunque di ascoltare ciò che vuole e non solo ciò che gli viene imposto dalla voce del padrone.
E allora lasciamo questa rete il più libera possibile. Perché più libera è la rete più c’è la democrazia.
Oggi, con una delegazione dell’Italia dei Valori, sono a Napoli, la città che, con L’Aquila, più di ogni altra sa quanto false siano le promesse di Berlusconi e che ogni giorno vive sulla sua pelle una realtà opposta a quella fiabesca raccontata dal grande bugiardo.
Sono andato alla discarica di Chiaiano, ho incontrato i cittadini che mantengono i presìdi per difendere la loro vita e la loro salute, gli ho portato la nostra solidarietà e l’impegno a batterci al loro fianco sino a che non vedranno riconosciuto il loro diritto a vivere in un ambiente pulito e sicuro.
Di lì ci siamo spostati a Terzigno, di fronte a Cava Sari. I cittadini che da settimane presidiano la Cava ci hanno invitato a visitarla per renderci conto da soli delle condizioni in cui si trova. Lo avremmo fatto volentieri ma ci è stato proibito.
A Napoli, Chiaiano e Terzigno i giornalisti e moltissimi cittadini mi hanno rivolto domande non solo sull’emergenza rifiuti ma anche sulle prossime elezioni comunali a Napoli, sulle reazioni di Berlusconi alle rivelazioni di Wikileaks e sulla costruzione di una coalizione per mandarlo a casa.
EMERGENZA RIFIUTI - L’emergenza rifiuti non è solo un problema campano, ma di tutto il Paese. Perciò siamo favorevoli alla solidarietà da parte di tutte le Regioni. In questi anni con i rifiuti si sono fatti troppi affari; c’è stata una speculazione enorme alle spalle della salute dei cittadini. La genesi di questa malattia etica che ha coinvolto il sistema dei rifiuti viene proprio dal signor Impregilo. Chiamiamolo per nome e cognome. Si è fatto affidamento su sistemi che producevano troppi vantaggi e grandi guadagni, senza calcolare invece progetti diversi.
INCENERITORI - Ho sentite le istanze dei cittadini e dei comitati contro i nuovi inceneritori, con slogan come ‘jatevenn'’. Ho detto loro che l'Italia dei Valori si impegnerà affinché la Campania possa avere un nuovo modo di gestire l'emergenza rifiuti. Dobbiamo soprattutto vigilare sullo stanziamento dei fondi della Cip 6, che vengono sperperati a iosa e che invece devono essere incanalati per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Inoltre bisogna continuare ad incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti e pensare a nuovi metodi di smaltimento. Diciamo no alla politica degli inceneritori, che ha fatto arricchire pochi alle spalle dei cittadini. Diciamo si alle rinnovabili, alla raccolta differenziata e ad alternative quali lo smaltimento meccanico manuale dei rifiuti. L'attuale legge regionale per lo smaltimento dei rifiuti è suicida. La nostra posizione è chiara, per questo ho riunito oggi tutti i delegati del partito affinché ci sia un impegno dell’Idv senza se e senza ma su alcuni punti fondamentali necessari a risolvere il problema una volta per tutte. Tra questi: la bonifica di Chiaiano; la raccolta differenziata, anche porta a porta; no a nuovi inceneritori; si alle energie rinnovabili; si allo smaltimento meccanico manuale. Altro punto fondamentale è promuovere programmi speciali anche nelle scuole per l’educazione alla raccolta differenziata.
CHIAIANO - Non è giusto scaricare le responsabilità sui cittadini e farli passare per criminali, come sta tentando di fare il procuratore Mancuso. Ai cittadini deve essere concesso di impugnare i provvedimenti che non condividono e di fare i rilievi sul terreno in modo indipendente, perché finora sono stati gestiti da chi, magari, è in conflitto d’interesse.
WIKILEAKS - Berlusconi è un signore anzianotto che sta poco bene, che è incapace, inadatto a governare e a rappresentare il Paese. Dunque è inutile che ci arrabbiamo con l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia o con Wikileaks. Non hanno fatto altro che riferire quello che l’Idv e tutto il Paese vedono ogni giorno. Dobbiamo impegnarci affinché il nostro Paese possa essere rappresentato nel mondo da professionalità degne, e non degne di qualche balletto bunga bunga. La prima pulizia da fare nel nostro Paese è liberarci di quanto di sporco rappresenta per la credibilità del nostro Paese il governo Berlusconi.
COALIZIONE - E’ necessario avere la responsabilità di costruire una coalizione che mandi a casa Berlusconi. Per l'Idv che Sinistra e Libertà e Pd si uniscano o non si uniscano è la stessa cosa. L'importante è che stiamo tutti insieme. Vogliamo costruire una coalizione alternativa e riformista sulla base di tre pilastri, Idv, Pd e Sel. Bisogna partire da qui. Vediamo chi ci sta e poi vediamo quali sono i programmi.
COMUNALI A NAPOLI - Al momento non ci sono gli elementi per dire che andiamo da soli, ma neanche che andiamo in compagnia. La nostra decisione dipenderà dalle persone che saranno scelte e dai programmi che saranno presentati. Vogliamo creare una coalizione per vincere ma prima di sposarci vogliamo capire quali sono i patti. L'obiettivo è mandare un messaggio di alternativa rispetto al modello berlusconiano di governo, basato su una truffa mediatica che fa credere che i problemi siano risolti. Sia chiaro, il centrosinistra non è che sia stato molto differente per quanto riguarda le illusioni date ai cittadini. Dunque aspettiamo non solo l’esito delle primarie del Pd ma anche di sentire dal candidato cosa proporrà in termini di programma e di credibilità».
Buongiorno a tutti, è una grande giornata questa per l’informazione perché grazie a Wikileaks si allontana il modello della politica schizofrenica e anche della politica bugiarda che dice pubblicamente una cosa e privatamente il suo contrario.
Una nuova diplomazia mondiale(espandi | comprimi) D’ora in avanti quali che siano le conseguenze di questa ondata interminabile che durerà per mesi, pubblicazione di rapporti più o meno riservati delle diplomazie occidentali, sicuramente chiunque faccia politica nei vari stati e nei rapporti internazionali, dovrà sapere e saprà che ciò che dice in pubblico, potrà essere smentito immediatamente da ciò che magari ha detto in privato lo stesso giorno o il giorno prima perché nelle diplomazie c’è sempre la possibilità di una talpa che in un nanosecondo invia qualche file a questo sito e a altri che magari sorgeranno per emulazione. Naturalmente si comprende il terrore, lo sgomento, smarrimento, la bile anche degli attuali governanti, a cominciare dai nostri ridicoli, i quali spiazzati da questo terremoto dicono cose sconnesse, strane, strampalate, complotti internazionali, non so Frattini dice che Assange vuole distruggere il mondo, era dai film di Fantomas di Louis de Funés che non si sentiva una stronzata così imbecille, d’altra parte i personaggi che ci governano sono quelli che sono, in realtà Assange non vuole distruggere un bel niente, chiunque sia Assange e qualunque sia il suo scopo, ha semplicemente fatto da collettore a documenti autentici, infatti l’unica cosa che manca in tutto questo terremoto sono le smentite, se fosse stata la distribuzione di carte soltanto italiane probabilmente Berlusconi e l’Avvocato Ghedini avrebbero detto che era tutto falso e che avrebbero querelato, come di solito fanno quando escono carte e testimonianze vere, sarebbero stati gli unici al mondo a farlo, neanche i nord coreani hanno smentito l’autenticità dei documenti e quindi hanno preferito anche loro assecondare questo sdegno mondiale contro la pubblicazione di carte vere, carte che peraltro sono perlopiù non top secret, sono semplicemente carte riservate ma che non costituiscono segreti di Stato anche se in Italia ormai il concetto di segreto di Stato si estende persino al punto G del Presidente del Consiglio.
La prima cosa che balza agli occhi, secondo me, è che mentre i ritratti degli altri capi di Stato e di governo che emergono dai report fatti dai diplomatici sono ritratti tridimensionali, nel senso che riguardano sì anche il privato, ma anche e soprattutto il pubblico, l’aspetto politico dei personaggi, l’unico ritratto che è bidimensionale, è piatto è quello del nostro, il nostro è descritto semplicemente dalla cintola in giù, è l’unica parte che rileva per le diplomazie internazionali, il fatto che si preoccupa di notte di fare festini, vengono definite “orge selvagge” questo naturalmente farà molto piacere a lui che si creda che fa orge selvagge, però gli americani si occupano di questo aspetto perché dicono che questi festini e queste orge hanno poi dei riflessi paradossali, anche un po’ tragicomici in quello che lui fa di giorno, perché lui di giorno è impegnatissimo a nascondere quello che ha fatto di notte e quindi si spiega così il fatto che trascorra le giornate al telefono con la Questura di Milano per spacciare per nipote di Mubarak una minorenne che si sarebbe detto una volta di facili costumi e il resto della giornata lo passa a scansare i processi e a nascondere, a seppellire sottoterra il suo passato, che è la sua vera ossessione insieme ai festini, della Merkel non riescono a dire niente di male, al massimo che è un po’ noiosa, poco creativa ma tenace quando si trova in difficoltà, di Sarcozy si dice che è un imperatore nudo, autoritario, senza scrupoli con i suoi collaboratori, di Putin si dice che è un capo branco e con Medvedev ha un rapporto piuttosto da maschio dominante per cui anche se non ha, perché per la costituzione russa non può avere la carica massima in Russia, è comunque lui quello che comanda.
Di Gheddafi si parla come di un ipocondriaco che si siringa di botulino e poi si raccontano anche gli aspetti politici della sua attività, di Ahmadinejad si parla naturalmente a proposito del suo scarso equilibrio mentale, ma anche di tutto ciò che ruota intorno alla politica dell’Iran, destabilizzante per il medio Oriente, di Kwan – Jin il capo coreano si dice che è traumatizzano dal suo ictus, che è ciccione ma questo si vede a occhio nudo e poi si parla di politica e poi ci sono tutte le questioni che stanno terremotando la politica internazionale, per esempio il fatto che Hilary Clinton abbia ordinato di spiare gli ambasciatori dei vari stati all’O.N.U., compresi quelli del Consiglio di sicurezza con il diritto di veto che hanno, chiaramente compreso il Segretario Comunale Vanchimun, questioni di affari, questioni di politica internazionale, la macchietta, infatti vedete che il nostro è sempre sistemato nei siti all’ultimo posto nel lungo elenco dei leader citati, è proprio Berlusconi, Berlusconi è visto come una macchietta, come un pagliaccio, come un personaggio ridicolo a livello internazionale e pericoloso a livello nazionale, la N. 2 dell’ambasciata americana, stiamo parlando di una signora che è stata per 4 anni di fatto la vice ambasciatrice e lo definisce inetto, incapace di governare, inadatto a governare, vanitoso e dedito a queste feste selvagge che poi gli rubano tempo al riposo e quindi di giorno è una specie di pugile suonato.
Naturalmente non è che siano rivelazioni sconvolgenti, semmai è più interessante scoprire che Hilary Clinton, capo della diplomazia americana ha chiesto informazioni e questo è suo diritto farlo a differenza dello spionaggio ai danni degli ambasciatori e del Segretario Comunale dell’O.N.U. che non è assolutamente suo diritto farlo perché godono mi immunità o dovrebbero godere di immunità sul suolo americano, ci sarebbe addirittura da discutere se l’O.N.U. possa avere ancora sede a New York, visto che il fatto che abbia sede a New York consente agli americani di spiare le delegazioni dei vari stati del mondo all’O.N.U., ma in ogni caso era diritto di Hilary Clinton, chiedere informazioni sugli affari privati che si sospetta esistere tra Putin e Berlusconi e credo anche tra Berlusconi e Gheddafi.
Affari privati e comunque vulnerabilità dell’Italia derivanti dal fatto che Berlusconi ha praticamente consegnato il rubinetto delle nostre forniture energetiche a due paesi come la Russia e la Libia, il che espone l’Italia naturalmente a qualsiasi tipo da rappresaglia e di vendetta e obbliga l’Italia a essere la serva dei libici e dei russi, infatti Berlusconi viene definito uno che sembra il portavoce di Putin, che è ancora peggio che dire: è il portavoce di Putin perché se fosse il portavoce di Putin vorrebbe dire che almeno Putin lo ha preso sul serio e lo ha nominato suo portavoce per l’Europa, invece sembra il portavoce di Putin, perché ? Perché Putin non si è mai sognato di nominarlo suo ambasciatore, è Berlusconi che si improvvisa in piena sindrome della mosca cocchiera, portavoce di Putin in Europa e lo fa dal 1994, quando per la prima volta, lì era portavoce della Russia, quando nel G8 di Napoli, improvvisamente disse che era Russia doveva entrare in Europa e che bisognava fare un’alleanza strategica, addirittura nucleare con i russi, lo guardarono tutti come uno squinternato, in realtà negli anni successivi non ha perso occasione per sponsorizzare gli interessi russi in Europa.
Questo direi in sintesi quello che è venuto fuori per quanto riguarda i rapporti tra il nostro paese e gli Stati Uniti, dicevo che la analista, la Signora Elisabeth Dibble N. 2 dell’ambasciata in Italia per 4 anni lo è stata anche ai tempi di Bush, quindi Berlusconi era considerato un incapace, un inetto, un pericolo pubblico per il suo paese perché la diplomazia internazionale, un portavoce di Putin anche quando governava Bush , anche quando Bush pubblicamente si profondeva in grandi elogi dell’amico Silvio, anche quando Berlusconi si accreditava come l’amico del cuore di George Bush, l’ambasciata americana mandava dei desolati e desolanti rapporti a Washington, raccontando che questo signore non è capace a far niente, non combina nulla, si occupa solo degli affari suoi privati notte e giorno. Questo è interessante perché? Perché non è che non lo si sapesse, ma attenzione a non minimizzare quello che sta venendo fuori perché un conto è che lo sappia chi lo guarda in televisione, quello chi abbia occhi per vedere l’ha sempre saputo che siamo rappresentati da un pagliaccio da 16 anni a questa parte, ma è importante il fatto che con il timbro dell’ambasciata americana in Italia, ci sia scritto che siamo governati da un vanesio, incapace, poco lucido, inadatto a governare, che non combina niente, che si crede il portavoce di Putin. Silviolo, il nano internazionale(espandi | comprimi) Il fatto che lo dica ufficialmente l’ambasciata americana al suo governo è ovvio e non ha delle conseguenze da poco tutto ciò, perché? Perché dimostra che nonostante la patina, la tappezzeria dei vertici internazionali dove ci sono sempre abbracci, baci etc., poi tutti quanti a livello internazionale, sanno misurare la statura del nostro e la statura del nostro è poco inferiore a quella di questo pupazzetto Silviolo! E’ interessante anche il ritratto psicologico che si fa di due figure come quella di Berlusconi e di Putin, quest’ultimo viene definito il capo branco, il maschio dominante, nei confronti di Medvedev ha la stessa relazione che c’è tra Batman e Robin, la stessa cosa si potrebbe dire del rapporto che c’è tra Putin e Berlusconi, Berlusconi non è mai stato, anche se questa sindrome del nano si gonfia, si cerca in tutti i modi di diventare più grosso, è sempre stato il secondo, mai il primo, è sempre stato sempre la spalma mai il primo attore, mai il protagonista, lui si è sempre scelto un uomo potente e ci si è messo a cuccia, all’ombra, lo ha fatto con Licio Gelli, lo ha fatto con Bettino Craxi, lo ha fatto con George Bush , quando è venuto meno Bush ha cominciato a farlo con Putin, lui è sempre il secondo di qualcuno, c’è sempre un articolo “Il” lui è la “I” ma comanda la “L” questo è folclore, anche, ma questa è l’immagine dell’Italia all’estero, è il biglietto da visita dell’Italia all’estero e all’estero si nota molto meglio rispetto a quanto avviene in Italia, il pericolo che questo signore rappresenta, si dirà: che l’avessero detto prima, ci avrebbero aiutati? No,la diplomazia si chiama diplomazia proprio perché certe cose pubblicamente non le dice, non le può dire, un conto sono i rapporti tra gli stati, un conto sono i giudizi che i rappresentanti degli stati danno dei propri colleghi.
Perché gli americani privatamente parlavano male di Berlusconi e pubblicamente ne parlavano bene, almeno fino a che non è arrivato Obama che, non dimentichiamolo, ha ricevuto tutti i capi di Stato del mondo almeno 3 o 4 volte, quello che si è filato di meno è proprio il nostro, perché agli americani una figuretta come il nostro nanerottolo ha sempre fatto molto comodo quando si trattava di affermare la politica di Bush, perché? Perché praticamente Berlusconi era il suo portavoce in Europa, in un’Europa che in tempi di guerra si è schierata, parliamo del continente, quasi interamente contro la guerra in Iraq e parzialmente anche contro la guerra in Afghanistan che però dopo l’11 settembre era più difficile contrastare in base alle informazioni che si avevano all’epoca, quindi era ovvio che Bush utilizzasse il nostro nanerottolo per rompere la compattezza dell’Europa continentale, infatti fu proprio l’asse Berlusconi – Aznar a contrapporsi all’asse non interventista tedesco e francese e a fare fronte comune con gli inglesi che sono tradizionalmente il lembo d’Europa più vicino agli interessi americani.
Quindi l’hanno usato senza neanche bisogno di dirgli quello che doveva fare, perché trattandosi di una spalla naturale, sapevano benissimo che si accontentava di qualche pacca, di qualche foto con il giubbotto vicino a Bush, di qualche gaglioffata nel ranch , di qualche smargiassata alla Casa Bianca, di qualche tartina nella sala ovale per fare poi tutto quello che gli si chiedeva addirittura prima che gli venisse chiesto. Ora che la politica americana non ha più bisogno di rompere l’unità dell’Europa perché ha problemi interni ben più gravi di quelli che ha fuori, il nostro è diventato totalmente ininfluente, inutile e quindi viene considerato la barzelletta dei vertici internazionali, il vecchietto un po’ fuori di testa che semmai ti fa fare 4 risate con la solita barzelletta sporca che peraltro ha già raccontato in tutti i vertici precedenti, per cui ride solo Obama perché è nuovo nel gruppo.
Interessante il fatto che tutte queste cose da 15 anni, per chiunque segua un po’ la politica, sono note, gli italiani si dividono in due categorie: i creduloni che da 15 anni pensano che questo signore sia l’ostacolo, il baluardo contro il comunismo, il campione del libero mercato, il campione dei valori del centro-destra, il punto di riferimento imprescindibile dei movimenti conservatori e liberal democratici del mondo, il cuore pulsante del partito popolare europeo, l’alfiere della famiglia dei valori di Dio patria e famiglia e altre cose di questo genere e poi ci sono quelli che hanno gli occhi e che hanno un minimo di cervello che possono essere di destra, centro, sinistra, ma che hanno sempre saputo che questo signore è una macchietta, è un gaglioffo.
Tra quelli che lo sanno ci sono due sottospecie: quelli che l’hanno sempre detto e scritto e quelli che si sono limitati a saperlo, ma non l’hanno mai detto e mai scritto, perché quando e credo che si avvicini quel giorno, ce ne libereremo, succederà quello che succede ai ragazzi oggi, quando vedono a tarda ora sui canali History Channel o anche sui RAI 3 a “Correva l’anno” le immagini un po’ velocizzate di Mussolini a Palazzo Venezia, oppure di Hitler al Reichstadt e allora si domandano e dicono: com’è possibile che uomini così goffi, ridicoli, pagliacceschi abbiano tenuto in ostaggio i loro paesi uno per 10 anni Hitler e l’altro per 21 e un pezzo come Mussolini? Com’è possibile che tanta gente ci credesse, altro che 21, poi nella Repubblica sociale di Salò c’è stato il post scriptum durato altri mesi, com’è possibile che si siano presi sul serio dei personaggi così pericolosi ma anche così ridicoli? Si vedono le immagini tipo Ridolini di questi due dittatori, è la prima domanda che ci si pone: che ci facevano quei milioni di persone in piazza a applaudirli, la stessa cosa tra qualche anno, quando si vedrà questo signore che va in giro tutto rifatto, con il casco di bitume sagomato tipo Big Jim o Ken, con questo panzone compresso dai tiranti, ogni tanto con l’occhio chiuso perché non si sono ricordati di dargli il giro di chiave fa diesis che come le chitarre porta dietro l’orecchio, che spara cazzate a raffica dalla mattina alla sera, che minaccia di toccare il culo alle signore in pieno terremoto nei giorni successivi al terremoto, che ne combina di tutti i colori, che regala gli orologi del Milan nei vertici internazionali del G8, com’è possibile che un uomo così sia stato preso sul serio da milioni di italiani?
La risposta sarà la stessa che si è data storicamente al perché quell’altro personaggio, Mussolini, era durato così a lungo con un così ampio consesso e tenete presente che Mussolini non era Berlusconi, Mussolini era un giornalista con i fiocchi che scriveva benissimo, molto colto, politicamente molto abile, i suoi governi erano formati dal meglio della cultura italiana nei vari settori dal diritto, all’economia, alla filosofia, alla cultura, fascisti, nazionalisti ma gente come Gentile, come Balbo, come Bottai, come Stefani, come Alfredo Rocco, come Giovanni Gentile non stiamo mica parlando di Gasparri, Capezzone, Bondi, Mara Carfagna e robe del genere. Infatti quello ha lasciato cose che si vedono ancora adesso, questo per fortuna non ha lasciato neanche una pietra, tranne forse la prima pietra del ponte sullo stretto che è già stata posata 15 volte, quindi ci sono 15 prime pietre a distanza ravvicinata in quel di Messina.
La risposta è che questo signore è stato preso molto sul serio dalle classi dirigenti di questo paese e soprattutto da quelli che hanno in mano il mondo dell’informazione (che è sua) per cui per 20 anni noi abbiamo vissuto in questo incantesimo in cui Il Corriere della sera che oggi si diverte, perché oggi è facile “Leader vanitoso, stanco, inefficienza, sembra il portavoce di Putin” e fa un editoriale di Franco Venturini dove si racconta la ridicolaggine della nostra politica estera e l’inconsistenza del nostro peso politico all’estero, da 15 anni scrivono esattamente il contrario e cioè che Berlusconi tra i suoi fiori all’occhiello ha la politica estera, quante volte L’Ambasciatore romano ha scritto queste cose, quante volte gli hanno lasciato dire che Berlusconi aveva evitato la guerra tra la Russia e la Georgia, quante volte hanno raccontato che Berlusconi era il protagonista della distensione tra Russia e America, quante volte gli hanno lasciato fare e dire le cose più incredibili sottovalutandole e minimizzandole, questo è il problema, il problema è che se per 15 anni televisioni e giornali avessero raccontato quello che tutti coloro che hanno occhi e cervelli avevano visto e sapevano e l’avessero ufficializzato e l’avessero preso in giro perché non poi non va neanche preso sul serio questo signore, il favore peggiore che gli si può fare è proprio quello di prenderlo sul serio, probabilmente con questa aura di ridicolo addosso, anziché con questa aura di serietà e di credibilità, ce ne saremmo già liberati, perché? Perché gli italiani votano, sono sempre in soccorso del vincitore, quando sentono che uno comincia a puzzare di cadavere o vedono che comincia a traballare, lo impallinano, quindi non è che votino volentieri per un uomo ridicolo che sembra alla frutta, il problema è che l’immagine l’intelligentia italiana conformista, la grande stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, la televisione salvo veramente due o tre eccezioni, hanno dato in questi anni era esattamente il contrario di quello che oggi che l’omino è bollito e tutti si divertono a scrivere.
I ritardatari(espandi | comprimi) Ci volevano 15 anni? Aprendo le virgolette e citando la N. 2 dell’ambasciata americana per dire che Berlusconi è un leader vanitoso, stanco, inefficiente e sembra il portavoce di Putin?E’ proprio il minimo quello che abbiamo scritto, mi sono preso qua per non dimenticarmelo, un libro che ho fatto e che è “Le mille balle blu” perché ogni tanto mi veniva voglia di fare il punto della situazione e quindi alla vigilia delle elezioni del 2006, quelle che lui ha perso, sia pure di poco, con Peter Gomez avevamo fatto “Le mille balle blu” per raccogliere e catalogare l’enorme mole di cazzate che questo signore era riuscito a dire nei primi 12 anni della sua vita politica e sembravano gli ultimi.
C’era un capitolo, il Presidente Gran Turismo con tutte le cose che era riuscito a fare e dire all’estero, appena varcata la cinta daziaria, con la differenza che ogni volta che passava in un paese estero, lasciava tracce indelebili, perché? Perché i giornali per giorni e giorni dicevano: ma chi è questo? Da dove arriva? Come fanno gli italiani a votarlo? Ma come fanno a sopportarlo? Ma non si vergognano a farsi rappresentante da questa barzelletta ambulante? Perché? Perché all’estero le televisioni e i giornali hanno un difetto, non sono di Berlusconi, quindi possono scrivere liberamente quello che vedono, cosa che non hanno mai potuto fare le nostre televisioni e i nostri giornali, ecco perché lui aveva una pessima reputazione nella stampa internazionale e un’ottima reputazione nella stampa italiana e ecco perché era costretto a raccontare che la stampa internazionale era a servizio del comunismo o che i corrispondenti esteri in Italia, leggono solo Repubblica e L’Unità e adesso magari anche Il Fatto Quotidiano, in realtà non leggono un bel niente, basta che guardino, scrivono quello che vedono, solo che a differenza dei nostri giornali, non hanno condizionamenti proprietari e pubblicitari e quindi possono dire chiaramente che un pagliaccio è un pagliaccio!
Immaginate quando andò in Inghilterra, andò a trovare Margaret Tatcher, ormai ex Premier inglese e disse: la Tatcher è sempre una bella gnocca! Quando gli interpreti tradussero all’impronta bella gnocca a proposito di una signora che tra l’altro è pure malata, in Inghilterra si domandarono chi fosse qua e quando scoprirono che era il Capo del Governo italiano si preoccuparono per noi! Pensate quando al vertice della Fao invitò il Presidente del Togo Gnassingbe’ che stava spiegando la tragedia del Malawi con 13 milioni di persone che stavano morendo di fame, lui lo invitò a stringere perché disse: accorciamo i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame! Al vertice della Fao sulla fame del mondo, poi aggiunge “grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menù sia totalmente italiano in questo caso sarete soddisfatti” poi prese il Direttore della Fao, il senegalese Diouf, e gli disse: dovresti dimagrire un po’! Poi tutte le sparate contro l’Europa, da parte di un capo del governo di un paese europeo che a un certo punto diventò Presidente di turno dell’Unione Europea per 6 mesi da luglio a dicembre del 2003, semestre inaugurato dalla famosa uscita del Capò nazista contro un socialista tedesco Schultz e poi tutte le tournèe.
Quando disse al cancelliere tedesco Schroeder “parliamo un po’ di donne che tu te ne intendi” e lì c’era la moglie. Una volta è andato in Russia, una delle tante e gli hanno fatto visitare uno stabilimento della Merloni a qualche decina di chilometri da Mosca, c’erano lui e Putin, scrive il giorno dopo l’inviato del quotidiano Kommerzant , la visita è avvenuta a Lipetz 400 chilometri a sud da Mosca “il Premier italiano era particolarmente attivo e era chiaro che aveva un obiettivo, non sarebbe stato contento se non fosse riuscito a avvicinarsi a un gruppo di operaie, poi rivolto a Putin disse: voglio baciare la lavoratrice più brava e più bella, aveva già individuato la sua vittima, si è avvicinato a una donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa, lei si è scansata, ma il Signor Berlusconi in passato deve avere fatto esperienza con donne anche più rapide di questa - l’aveva capito persino il giornalista Kommerzant – con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia - pensate anche a tutto il cerone – e ha scosso l’operaia ridendo, quasi volesse buttarla a terra, l’unica cosa che la donna ha potuto fare è stata rifiutarsi di ricambiare i baci. Putin assisteva alla scena immobile, gelido, pare che non sopporti più i continui scherzi e giochetti pesanti dell’amico Silvio” queste sono le sue missioni internazionali destinate a migliorare la reputazione dell’Italia nel mondo.
Un’altra volta lui stesso, Berlusconi, quando c’era ancora Heltzin racconta “una volta ho parlato a Heltzin per 25 minuti della Csce la conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea e non sapevo cosa fosse, eravamo a cena, Heltzin si lamentava che l’Europa non lo aiutava a risolvere la crisi in Cecenia attraverso la Csce, io mi dicevo: chissà di che parla, finisce, silenzio, finché lo svedese Bilt per toglierci di imbarazzo dice abbiamo qui il Presidente di turno Berlusconi, chiediamolo a lui! E si gira verso di me, sussulto, poi sento i tricolori che sventolano alle mie spalle, capisco che non posso fare una figuraccia per il mio paese e comincio a parlare per 25 minuti discetto di Cecenia, Europa e guerre, lui naturalmente non sa neanche dove è la Cecenia. Alla fine Mitterrand mi dice: bene la questione è nelle tue mani, quale mi chiedo io, appena finisce la cena prendo Felipe Gonzales da parte e gli chiedo: ma tu lo sai cos’è la Csce? Lui comincia a ridere, non si ferma più e finisce seduto per terra, tanto che lo devo raccogliere” c’era un vertice sulla Csce e Berlusconi non sapeva cosa era la Csce e lo diceva in giro facendo ridere gli altri e poi l’ha raccontato per fare bella figura!
Ogni tanto gli parte la mole e dice: non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la stessa storia che ho io, da un punto di vista personale, c’è qualcuno che ha una posizione di vantaggio e questo qualcuno sono io, quando si siedo al fianco di questo o quel primo Ministro o Capo di Stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo e questo qualcuno non sono io, la mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se le sognano, sono loro che devono dimostrare di essere bravi!
Sputtanamento globale(espandi | comprimi) Un’altra volta saluta i capi di Stato e di governo a Bruxelles alla fine di una riunione di primi Ministri e di capi dello Stato, mancava Ciampi quella volta, allora lui di inglese a sorpresa fa un saluto a nome di Ciampi, comincia a parlare lingue sconosciute che è una cosa tipica degli indemoniati, oltre che di Berlusconi e dice testualmente “I give you the salutation of my President of the republic”.Quello più bravo è anche poliglotta è cosmopolita proprio, parla l’inglese come Cementano svalutation etc., salutation questa è la sua traduzione di saluto! Naturalmente la battuta con Rasmussen, il danese Rasmussen che era venuto a trovarlo a Roma e lui gli disse: ma lo sa che lei è molto più bello di Cacciari, la presenterò a mia moglie con quello che si dice! Ufficializzò a livello mondiale il fatto che si diceva che sua moglie, che stava ancora con lui, stesse anche con Cacciari. Rasmussen credeva di non capire quando gli arrivava la traduzione simultanea, pensava a un’interferenza, non poteva immaginare cosa stava dicendo Berlusconi, pensate quando ha messo in imbarazzo la povera Presidente finlandese Alonen, rivelando che aveva dovuto riesumare le sue doti di playboy e fare la corte alla Alonen per sottrarre alla Finlandia l’agenzia alimentare europea che era stata affidata all’Italia, a Parma e la Alonen dovette spiegare al Parlamento europeo che non era vero niente, che Berlusconi si era inventato tutto, perché? Perché tutti volevano sapere cosa le fosse saltato in mente di cedere all’Italia un’agenzia alimentare che spettava alla Finlandia, in cambio di una notte d’amore con uno così, tra l’altro!
Allora Berlusconi per rimediare alla gaffe, disse che era normale che dessero l’agenzia alimentare europea all’Italia, perché almeno in Italia c’è buona cucina, mentre in Finlandia cosa possono mangiare questi sfigati? Prosciutto di renna affumicata, una schifezza, risultato? Per ritorsione gli allevatori finlandesi bloccarono l’importazione di generi alimentari dall’Italia, crisi commerciale con la Finlandia, non ce le ricordiamo più queste cose? E neanche come Berlusconi rimediò a quella seconda gaffe, ne fece subito una terza, mostrò a un vertice di Forza Italia, la gigantografia della Alonen che bellissima, poverina e disse: ma l’avete vista in faccia questa? Ma credete davvero che mi metta a fare la corte a una con quella faccia? Le diede della racchia in mondovisione così anche la Finlandia l’abbiamo sistemata, perché ne mancavano pochi di paesi che ancora chi consideravano.
C’è l’imbarazzo della scelta nel descrivere tutto quello che è riuscito a combinare ogni volta che ha superato i confini patri perché è all’estero che dà il meglio di sé il nostro naturalmente, non vi dico quando è stato in Iraq e quando è tornato ha detto: in Iraq ormai c’è una vita regolare, poi certo ci sono anche dei problemi, per esempio i semafori, a Baghdad non funzionano i semafori, morivano 100/200 persone al giorno in attentati, kamikaze che si facevano esplodere dappertutto, rapimenti, guerre civili, i semafori, è per quello che gli americani se ne sono andati dall’Iraq, per questo traffico insopportabile che c’è a Baghdad, un po’ come a Palermo nel film di Jhonny Stecchino, il problema è il traffico!
Questo è riuscito a fare e a dire in questi 15 anni, adesso ci voleva la N. 2 dell’ambasciata americana per spiegare a noi che ce l’abbiamo in casa da 15 anni che questo signore è un leader vanitoso, stanco e inefficiente, si potrebbero anche aggiungere altre cose, volendo, è stata buona la signora! Però stiamo attenti perché cose ridicole sono un conto e le cose serie sono un altro, gli americani si sono resi conto che anche le debolezze private del Presidente del Consiglio, hanno una rilevanza pubblica, il folclore con Gheddafi non è solo folclore, sono affari per Berlusconi e dipendenza del nostro paese da un regime assolutamente inaffidabile come quello libico e dipendenza del nostro paese al di là del folclore di Berlusconi con il peluche in testa nella Dacia con Putin, dipendenza del nostro paese da quell’altro stato come la Russia che noi sponsorizziamo, evidentemente per ragioni di affari non essendoci altri motivi e stiamo parlando di un paese, la Russia che viene definito dalle diplomazie come uno stato mafioso, uno stato che ormai è completamente in mano alle mafie e guarda un po’ tra tutti gli stati del mondo, chi è andato a scegliersi come partner privilegiato il nostro? Naturalmente l’altro stato mafioso! Quindi stiamo attenti folclore ma anche cose serie e gravissime che avevamo tutti gli strumenti per notare e per vedere noi stessi, molti hanno fatto finta di non vedere, altri sono stati sviati da un’informazione che per 15 anni ha preso sul serio questo leader vanitoso, inefficiente, incapace, inadatto a governare, che sembra il portavoce di Putin e l’hanno trasformato nel leader dei moderati e dei liberali.
Sapete quale sarà il prossimo passaggio? E’ quando su Wikileaks arriverà anche qualche dossier della diplomazia libica e russa perché vedete che prima o poi scopriremo che anche in Libia e anche in Russia questo signore è considerato un pagliaccio, che anche Putin e Gheddafi che pubblicamente lo riveriscono molto in privato lo considerano per quello che è perché non sono stupidi né Gheddafi, né Putin, sono tante altre cose ma stupidi non lo sono, a quel punto quando anche Gheddafi e Putin lo considereranno un pagliaccio, resterà soltanto una forza, un ambiente, un’organizzazione che lo prende sul serio, il Partito Democratico, quello che nelle sue precedenti reincarnazioni lo aveva scambiato addirittura per un padre costituente grazie a D’Alema e a Marini e poi a Veltroni e che per 15 anni invece di isolarlo come un corpo estraneo e come un uomo ridicolo, tragicamente ridicolo, visti i danni che ha fatto al nostro paese lo hanno continuamente invitato a fare le riforme, lo hanno continuamente elevato al rango di riformatore, anziché trattarlo come andava trattato e questo secondo me insieme al monopolio dell’informazione da parte sua, è l’altra ragione per la quale oggi questo uomo ridicolo è ancora a Palazzo Chigi.
Se vi interessa, dato che siamo in vena di riepiloghi, siamo alla fine dell’anno, forse siamo anche alla fine del regime, noi abbiamo messo insieme un Dvd che devo dire ha una bella copertina anche, non per merito mio, ma per merito di chi segue il blog di Grillo e che quindi lo ha allestito e che si intitola “Berluscoma 2010 il tramonto della seconda repubblica” cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto la storia di questo anno, la storia che di questo, ci auguriamo, non costa niente farsi gli auguri, sia l’ultimo infestato da lui.
Il tramonto della seconda repubblica, tutti gli episodi cruciali che hanno costellato quest’anno dall’inizio alla fine, l’anno 2010 è cominciato con lo scandalo della protezione civile, con lo scandalo Scajola, poi c’è lo scandalo della P3 , questo rigurgito di tangentopoli perché adesso sta approdando addirittura a un mostro come Finmeccanica e che ha provocato la crisi nel centro-destra proprio sulla questione morale e la legalità e il distacco di Fini, il linciaggio di Fini per essersi distaccato, la maggioranza più ampia mai vista che diventa improvvisamente minoranza alla Camera, i tentativi di ricomprare e adesso vedremo il 14 dicembre cosa succederà.
Ci sono delle mie parti di racconto in questo Dvd e poi ci sono dei filmati in modo da avere un quadro complessivo dell’anno che è appena passato, con tutto ciò naturalmente che è successo, si chiama “Berluscoma” voi come lo trovate se lo volete comprare? Lo potete comprare sul sito di Beppe Grillo, sul sito de Il Fatto Quotidiano ordinandolo via Internet, oppure lo potete prendere in edicola insieme a Il Fatto Quotidiano, su Fatto Quotidiano, sul sito de Il Fatto e sul blog di Grillo trovate tutte le istruzioni, è una cosa molto semplice, si intitola “Berluscoma 2010” passate parola e ci vediamo lunedì prossimo.
Oggi alla Camera dei Deputati si dibatterà d’informazione e sarà un po’ come parlare di corda in casa non dell’impiccato ma del boia, perché è proprio in Parlamento, e sui banchi del governo, che siedono quelli che hanno strangolato la libera informazione in Italia. Domani si voterà una mozione presentata dai finiani, che il problema lo conoscono bene dal momento che di questa maggioranza fanno ancora parte e nel governo ci sono stati fino a pochi giorni fa.
Che in Italia non ci sia un’informazione libera non lo dico solo io e non lo dice solo l’Italia dei Valori. Lo dice l’organizzazione che si preoccupa di tutelare la libertà di stampa nel mondo, Reporters Sans Frontières, e che appena un mese fa ha collocato l’Italia al quarantanovesimo posto tra tutte le nazioni del mondo quanto a difesa della libertà di stampa. Un po’ peggio che a Taiwan ma a pari merito con il Burkina Faso, il cui presidente è arrivato al potere con un golpe.
Che la televisione pubblica italiana censuri e provi a cancellare chi disturba e critica il capo del governo non lo dice Antonio Di Pietro ma lo ha detto Silvio Berlusconi, quando ordinò per telefono al commissario dell’Agcom Innocenzi di non far vedere più la mia faccia in televisione e gli diede un lavata di capo come fosse un suo dipendente perché non aveva ancora chiuso i programmi di Michele Santoro e Serena Dandini.
Ma se anche Berlusconi non si fosse fatto beccare in quel modo, a raccontare lo stato pietoso dell’informazione in Italia ci avrebbe pensato il direttore generale Masi, che per i suoi continui tentativi di zittire, punire e intimidire tutti quelli che non piacciono al presidente del consiglio è stato sfiduciato dal 94% dei giornalisti Rai che hanno partecipato al referendum indetto dall’Usigrai; oppure ci avrebbe pensato Augusto Minzolini, il direttore che ha fatto del principale telegiornale italiano l’agenzia di stampa privata di palazzo Grazioli.
A farmi sparire dal video Berlusconi non c’è riuscito, però i suoi zelanti direttori di Tg fanno quel che possono per cancellare l’Italia dei valori. Negli ultimi mesi ne hanno parlato il meno possibile, dedicandogli un tempo irrisorio fino a quando non gli è stato ordinato dall’autorità di controllo di ristabilire un minimo di decenza.
Questa situazione è gravissima sempre ed è sempre, in ogni momento, un attentato ai diritti non dei partiti ma dei cittadini, perché quello di avere un’informazione onesta e imparziale è prima di tutto un diritto loro, non di noi politici. Però diventa ancora più grave quando si avvicinano le elezioni e poter decidere in base a una libera informazione diventa questione di vita o di morte della democrazia.
Io non so se di qui a pochi mesi ci troveremo in campagna elettorale. Però so che, se sarà così, stavolta dovrà essere una campagna elettorale vera e non drogata dal controllo di Berlusconi sulle sue televisioni e pure sulle vite di tutti noi. Che gente come Mauro Masi o Augusto Minzolini sia messa in condizione di non nuocere più è una condizione essenziale perché le elezioni in Italia siano davvero democratiche e libere, e non simili a quelle del Burkina Faso.
Testo:
Buongiorno a tutti, adesso conosciamo le motivazioni della sentenza, il cui dispositivo era già noto dal 29 giugno, con cui la Corte d’Appello di Palermo, ha condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, l’altro imputato Gaetano Cinà che era stato condannato per partecipazione all’associazione mafiosa e era il braccio destro di Dell’Utri nei rapporti con Cosa Nostra è morto nel frattempo e quindi per lui il processo si è estinto.
Berlusconi incontrava i boss di Cosa Nostra(espandi | comprimi) Le conosciamo, sono state depositate venerdì, sono 641 pagine, mi pare di ricordare, se i miei calcoli non sono sbagliati che il nome di Silvio Berlusconi è citato 460 volte, in media quasi una volta ogni pagina. Ma Berlusconi in questo processo non era imputato, il Procuratore Ingroia nella requisitoria in primo grado l’aveva definito vittima consapevole della mafia, la mafia gli faceva estorsioni, minacce per ottenere qualcosa, Dell’Utri faceva il doppio gioco, stava contemporaneamente con la mafia e con Berlusconi, quindi da una parte stava con chi gli faceva le minacce e le estorsioni, dall’altra parte stava con quello che le riceveva e si interponeva ogni volta a mediare per risolvere i problemi, ovviamente cosa facendo? Facendo sì che Berlusconi venisse incontro alle esigenze di Cosa Nostra. Questo hanno ritenuto i giudici di primo grado, questo hanno confermato i giudici di appello e questa è la cosa più importante, il caposaldo dell’impianto accusatorio è risultato confermato, qual è la differenza tra il primo e il secondo grado? Non è una differenza da poco, in primo grado Dell’Utri viene condannato a 9 anni per avere sostenuto e essere stato sostenuto da Cosa Nostra, il rapporto da do ut des , di scambio che rafforza Dell’Utri e rafforza contemporaneamente Cosa Nostra perché in primo grado si era ritenuto che Dell’Utri avesse messo a disposizione prima i suoi rapporti con il Berlusconi imprenditori, poi i suoi rapporti con il Berlusconi politico, stringendo addirittura quel patto politico – mafioso nel 1994, quando lui stesso ideò e sollecitò e ottenne una fine la discesa in campo di Berlusconi.
In appello la pena è stata ridotta da 9 a 7 anni perché i giudici hanno tolto l’ultimo periodo, il periodo totale è dagli inizi degli anni 70 fino al 1996, questo è il capo di imputazione anche se i fatti proseguivano addirittura fino al 2001, nella sentenza d’appello vengono tolti gli anni che vanno dal 1993 al 1996 e quindi rimane il periodo dall’inizio degli anni 70 al 1992 compreso, perché? Perché scrivono i giudici, come vedremo, con l’intermediazione di Dell’Utri, Berlusconi ha pagato Cosa Nostra fino alla vigilia delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, ha pagato il pizzo a Cosa Nostra, senza mai denunciare le minacce e le estorsioni, ma preferendo venire a patti, addirittura finanziando Cosa Nostra, che peraltro pare, ma questo nella sentenza non è un capitolo che viene affrontato, si sta indagando adesso a Palermo sulle parole di Massimo Ciancimino, ma soprattutto della madre di Massimo Ciancimino, vedova dell’ex Sindaco mafioso Vito a proposito degli investimenti della mafia nelle aziende del Cavaliere negli anni 70/80, quindi i giudici della Corte d’Appello tagliano la responsabilità di Dell’Utri a tutto il 1992 e non dopo, cosa succede dopo? Ricorderete che quando uscì il dispositivo della sentenza che per il dopo assolveva Dell’Utri si disse: ecco quindi i giudici dicono che dopo Dell’Utri ha smesso di avere rapporti con la mafia, mentre ne aveva avuti proprio fino al 1992, non avevamo detto subito: è impossibile che una sentenza dica una sciocchezza del genere, non l’hanno detto neanche per Andresti quando hanno tagliato la sua responsabilità alla primavera del 1980, nelle sentenze cosa si fa? Si decide che sono provati i fatti fino a una certa data, dopo non è che si dice che all’improvviso uno da un giorno all’altro smette di avere rapporti con la mafia, anche perché lo sanno tutti che non si può smettere di avere rapporti con la mafia, anche se tu volessi smettere, la mafia ti chiamerà sempre a avere rapporti con lei, quelli sono rapporti che durano per la vita, è come il diamante, la mafia è per sempre, quando uno si mette nelle sue mani non può su uscirne, non è un taxi che paghi e scendi dalla macchina.
Infatti i giudici sia per Andreotti, sia per Dell’Utri non dicono che hanno smesso uno nel 1980 e l’altro nel 1992, dicono semplicemente che per il periodo successivo gli elementi portati dall’accusa e nel nostro caso anche dal Tribunale, non sono ritenuti sufficienti per dimostrare che il reato si sia protratto anche dopo e quindi con l’insufficienza delle prove o la contraddittorietà delle prove ci si ferma al periodo in cui le prove sono ritenute invece sufficienti, bastanti.
Stiamo parlando quindi di una sentenza che per gli 8/10 è di condanna e per i 2/10 è di assoluzione per insufficienza di prove, spesso per il periodo dopo il 1992 i giudici parlano di insufficiente valenza probatoria delle risultanze processuali, ci siamo capiti.
Nel periodo in cui Dell’Utri da uomo d’azienda si trasforma in inventore di Forza Italia e Berlusconi da uomo d’azienda si trasforma in fondazione di Forza Italia, i giudici ritengono che le prove non siano sufficienti per affermare la responsabilità di Dell’Utri nel reato di concorso esterno in associazione mafiosa e quindi allontanano per insufficienza probatoria, i sospetti di mafiosità da Dell’Utri e da Berlusconi, proprio nel momento in cui la Fininvest si fa Stato, si fa partito politico.
Penso che i magistrati della Procura e della Procura generale, visto che invece avevano sostenuto che le prove sono più che sufficienti anche per il periodo dopo il 1992 e visto che il Tribunale aveva già dato loro ragione su questo punto, faranno ricorso in Cassazione per ottenere che Dell’Utri venga condannato anche per il periodo successivo, ma in ogni caso oggi stiamo commentando la sentenza di appello, è una sentenza, me la sono letta, è una fatica, sono 641 pagine e è uscita solo venerdì, è una sentenza che in certi punti fa veramente sorridere, si ha veramente l’impressione che i giudici facciano i salti mortali per staccare gli elementi l’uno dall’altro, polverizzarli, sparpagliarli, in modo che si perda il disegno di insieme e si possa poi dire che non basta questo, questo o quell’episodio per dimostrare che Dell’Utri ha continuato a magiare anche dopo il 1992, quindi penso che ci siano ampi spazi per un ricorso in Cassazione contro l’assoluzione per insufficienza di prove post 1992, ma già quello che dice questa sentenza che inequivocabilmente è il punto più basso che si sia raggiunto nell’accertamento della verità nei confronti di Dell’Utri perché giudici così benevoli sei suoi confronti, Dell’Utri nella sua carriera di imputato non ne ha mai incontrati e speriamo non ne incontri mai più, anche i giudici più benevoli che lui abbia mai incontrato, dicono comunque, non possono non dire comunque delle cose enormi per la loro rilevanza politica e morale e per le conseguenze che dovrebbero avere sulle istituzioni in un paese che non abbia perso completamente i punti cardinali e il senso dell’orientamento, oltre che la decenza, il comune senso del pudore.
Quando uscì il dispositivo di questa sentenza, appigliandosi alla caduta dell’ultimo periodo, ricorderete che grandi statisti come Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, i capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato esultarono: il teorema è stato smontato, l’offensiva su mafia e Forza Italia è stata sconfitta, il Tg1 spacciò la condanna a 7 anni per un’assoluzione, una sconfitta della Procura di Milano, Dell’Utri era un po’ meno felice ovviamente, infatti disse una cosa che ancora oggi è il migliore commento a questa sentenza, anche dopo ha lettura delle motivazioni dell’altro giorno e cioè disse: vi pare normale che se io ho avuto rapporti con la mafia, fino al 1992 quando ero un dirigente di Publitalia o un semplice galoppino e segretario di Berlusconi, quando diventò veramente importante, quando invento Forza Italia la mafia smette di avere rapporti con me e io smetto di avere rapporti con la mafia? E’ un’obiezione formidabile dal punto di vista logico, ovviamente, dal punto di vista storico, dal punto di vista giornalistico, nessuno può credere che la mafia rinunci a avere rapporti con Dell’Utri e che Dell’Utri smetta quindi di avere rapporti con la mafia, proprio nel momento in cui può essere più utile alla mafia perché non è più soltanto il dirigente di uno dei tanti gruppi finanziari e imprenditoriali e edili di Milano, ma è il punto di riferimento del partito che si avvia nel 1993 a vincere le elezioni e che nel 1994 vince le elezioni e va al governo, Dell’Utri diceva questo nella speranza di screditare la prima parte della sentenza per dire: è illogico e quindi mi devono assolvere anche per il periodo precedente, è la prova che non ho avuto rapporti con la mafia neanche prima.
Questo ragionamento se uno legge la sentenza e si rende conto che i rapporti prima del 1992 sono proprio talmente sicuri che proprio neanche questi giudici hanno potuto cancellarli, è in realtà per il periodo successivo che c’è da porsi questo interrogativo: com’è possibile che si interrompa il rapporto Dell’Utri – mafia proprio nel 1992, ma come vi ho detto in questa sentenza non arrivano a dire questo, arrivano a dire semplicemente che le prove sono insufficienti.
Vedremo che è abbastanza dubbio che le prove siano insufficienti, dopodiché va rispettata la sentenza, nel senso che i giudici hanno ritenuto che siano insufficienti, vedremo se questa sarà l’opinione anche della Cassazione. Cominciamo dall’inizio: nel 1974 Vittorio Mangano, questo è l’inizio sicuro di questi rapporti, è chiaro che i rapporti sono pregressi, se Dell’Utri porta a casa di Berlusconi Vittorio Mangano nell’ottobre 1974, vuole dire che lo conosceva da prima, in ogni caso la prima data certa è il 1994 quando Vittorio Mangano viene assunto come fattore, come soprastante, come addetto ai cani, ai cavalli, al bestiame e poi si sa che i cavalli non c’erano, ma dettagli!
Cosa suggella questa assunzione? Questo è il primo punto chiave di questa sentenza, che pur benevola nei confronti di Dell’Utri non può non ritenere provato l’incontro tra Berlusconi e Dell’Utri che lo propizia e i casi di Cosa Nostra di quel periodo, Cosa Nostra in quel periodo non aveva un solo capo, come poi è stato con Riina e Provenzano, aveva un vertice collegiale di cui facevano parte Stefano Bontate e subito sotto Domenico Teresi (Mimmo) questi due capi mafia incontrano Silvio Berlusconi insieme all’allora boss della famiglia di Aldo Fonte Francesco Di Carlo che poi ha collaborato con la giustizia e anche i giudici d’appello lo ritengono totalmente attendibile.
Mangano non faceva lo stalliere (espandi | comprimi) Cosa dicono a proposito di quell’incontro? Dicono: deve reputarsi certo che impegnarsi per garantire l’incolumità di Berlusconi sia scesa in campo l’associazione mafiosa, minacce a Berlusconi e ai suoi familiari, interviene Dell’Utri, dice: ho trovato uno che può proteggerti, che può garantire, è un mafioso, si chiama Mangano.Bisogna vedere se questa garanzia è sufficiente per dare a Berlusconi una serenità addirittura superiore a quella che gli darebbe rivolgersi alle forze dell’ ordine e farsi scortare dalla polizia e dai Carabinieri, lui si fa scortare da un mafioso, lui si rivolge alla mafia, agli stessi che hanno fatto quelle minacce e quindi la mafia va a incontrare Berlusconi con le facce dei suoi uomini più rappresentativi di quel momento per dire: stai tranquillo Mangano è Cosa Nostra, questo è l’incontro che viene a Foro Buonaparte a Milano nel 1974 e che suggella l’assunzione di Mangano come guardaspalle, altro che stalliere o fattore di Berlusconi.
A impegnarsi per garantire l’incolumità di Berlusconi si è scesa in campo l’associazione mafiosa ai suoi massimi livelli criminali, forte della sua notoria pericolosità e potenza a livello nazionale e internazionale e dunque dotata di adeguata e indiscutibile capacità dissuasiva, così come riferito da Francesco Di Carlo, presente alla riunione convocata negli uffici di Milano, proprio per decidere al riguardo.
La riunione, scrive la Corte, si svolse in un periodo compreso tra il 16 e il 29 maggio 1974 negli uffici del Berlusconi, alla presenza oltre che del Di Carlo e del Berlusconi e dello stesso Dell’Utri, anche di Gaetano Cinà, Girolamo Teresi (detto Mimmo) e soprattutto Stefano Bontate che era uno dei più importanti capimafia dell’epoca, membro fino a poco tempo prima del triumvirato, massimo organo di vertice di Cosa Nostra agli inizi degli anni 70 con Gaetano Cinà e Luciano Liggio, collocato pertanto l’incontro milanese riferito dal Di Carlo nella seconda metà del mese di maggio del 1974, può ritenersi che oggetto della discussione dopo i convenevoli di rito, sia stata proprio la garanzia di protezione che Berlusconi aveva inteso ricercare tramite Dell’Utri.
Di Carlo ha detto: hanno parlato che lui aveva dei bambini, dei familiari, che non stava tranquillo, avrebbe voluto una garanzia che qua Marcello mi ha detto che lei è una persona che mi può garantire questo e altro – dice Berlusconi a Bontate – Dell’Utri aveva detto che Stefano (Bontate) poteva garantire, lei mi ha detto: Marcello mi ha detto che lei è una persona che può garantirmi questo e altro, questo è il discorso che Berlusconi fa a Stefano Bontate e quest’ultimo si impegnò personalmente a assicurare con la sua indiscussa autorità mafiosa, indicando a Berlusconi proprio l’imputato, Dell’Utri per ogni eventuale futura esigenza, Bontate investe Dell’Utri come ambasciatore tra Berlusconi e la mafia, lei può stare tranquillo dice Bontate a Berlusconi, se dico io, può stare tranquillo, deve dormire tranquillo, lei avrà persone molto vicine che qualsiasi cosa lei chiede, avrà fatto e lei poi ha Marcello qui vicino per qualsiasi cosa si rivolge a Marcello.
E’ così che inizia tutto, contestualmente stabilendo che avrebbe mandato o comunque incaricato specificamente qualcuno che gli stesse vicino, ci metteva Dell’Utri accanto e poi dice: le mando qualcuno, se già non ce l’ha e infatti di lì a poco in autunno arriva Mangano a Arcore, ciò che risulta decisivo ai fini del processo è che comunque Mangano fu assunto e rimase al servizio dell’imprenditore milanese a Arcore con incarico specifico deciso da Stefano Bontate, uno dei più potenti capi della mafia siciliana dell’epoca, scelto e mandato lì solo per tale ragione, rappresentare a chiunque che il suo nuovo datore di lavoro da quel momento in poi era intoccabile perché godeva della protezione della più pericolosa e diffusa associazione criminale del paese, da quel momento Berlusconi diventa intoccabile perché diventa un protetto di Cosa Nostra e Cosa Nostra in cambio può chiedergli ciò che vuole e lui da quel momento è condizionabile e ricattabile da Cosa Nostra e quando cerca di fare un po’ il ritroso, Cosa Nostra mette una bomba di qua, fa una minaccia di là, una telefonata etc., etc., affinché Dell’Utri intervenga accrescendo il suo peso all’interno e del gruppo e di Cosa Nostra per mediare e risolvere la questione.
Ecco perché Berlusconi da quel momento è nelle mani di Cosa Nostra, consapevolmente, perché? Perché gliel’ha detto Stefano Bontate, il capo di Cosa Nostra, quindi Berlusconi non in è inconsapevole, è consapevole! Non è l’imprenditore estorto e con la pistola alla tempia paga il pizzo alla mafia, è uno che paga il pizzo alla mafia consapevolmente, infatti da lì cominciano i versamenti a Cosa Nostra che vanno a finanziare le varie cosche più vicine prima a Bontate e poi a Riina perché Bontate nel 1981, 7 anni dopo questo incontro, viene ucciso dai corleonesi che prendono il posto della vecchia mafia e con i quali Dell’Utri, tramite Mangano che cambia versante, continua a avere gli stessi tipi di rapporti, fino almeno, dopo è insufficienza di prove all’anno delle stragi, al 1992.
Dell’Utri quindi, scrivono i giudici della Corte d’Appello, ha fornito un rilevante contributo all’associazione mafiosa consentendo a essa con piena coscienza e volontà di perpetrare un’intensa attività estorsiva ai danni del facoltoso imprenditore milanese, imponendogli sistematicamente per quasi 2 decenni, 20 anni, il pagamento di ingenti somme di denaro in cambio di protezione personale e familiare e anche dopo la morte del boss, Stefano Bontate avvenuta nel 1981, scrivono i giudici e la successiva ascesa di Totò Riina, Dell’Utri ha mantenuto rapporti specificatamente adoperandosi fino agli inizi degli anni 90, affinché il gruppo imprenditoriale, facente capo a Silvio Berlusconi, continuasse a pagare cospicue somme di denaro a titolo estorsivo a sodalizio mafioso, in cambio di protezione a vario titolo assicurata, quindi per 20 anni Dell’Utri è diventato costante e insostituibile punto di riferimento sia per Berlusconi che lo ha interpellato ogni volta che ha dovuto confrontarsi con minacce, attentati e richieste di denaro sistematicamente subite negli anni, sia soprattutto per l’associazione mafiosa Cosa Nostra, è inconfutabilmente provato il pagamento da parte di Silvio Berlusconi delle somme richiestegli in favore di Cosa Nostra, si ritiene certamente provata la corresponsione da parte del Berlusconi per il tramite di Dell’Utri di somme di denaro a Cosa Nostra, fino al 1992, sono parole della Corte d’Appello di Palermo.
Difettano invece elementi certi per affermare che ciò sia avvenuto anche negli anni successivi e in particolare dopo la strage di Capaci nel periodo in cui da fine 1993 l’imprenditore Berlusconi decise di assumere il ruolo a tutti noto nella politica del paese.
Dell’Utri è il mediatore, abbiamo detto, ma Dell’Utri utilizza anche Cosa Nostra come una specie di service, di agenzia per il recupero crediti delle aziende di Berlusconi, anche quando sono crediti in nero, anche quando sono crediti non dovuti, è ritenuto dimostrato da questi giudici che nel 1992 Dell’Utri manda il boss di Trapani, Vincenzo Virga a reclamare da un imprenditore trapanese, Vincenzo Garraffa, un credito, un credito che Garraffa non gli doveva, ma che era il ristorno in nero di una sponsorizzazione intermediata da Publitalia, quest’ultima pretendeva in nero la metà del valore di quella sponsorizzazione, Garraffa non aveva fondi neri e non voleva pagare quei 750 milioni di lire Dell’Utri gli manda il boss Vincenzo Virga affinché paghi, ma Garraffa rifiuta e denuncerà Dell'Utri per questo e c'è un processo a Milano nel secondo giudizio di appello dove Dell’Utri è imputato per l’accusa che la Cassazione rimandando indietro il precedente verdetto d’appello, ha ritenuto essere molto probabilmente quella di tentata estorsione aggravata dalla mafiosità.
Veniamo a un altro punto, ma qui ho scusate ma un po’ di sintesi di questa sentenza, siamo quindi al periodo più controverso, quello post 1992, quali erano gli elementi che facevano ritenere alla Procura e al Tribunale che Dell’Utri abbia continuato a avere rapporti anche nella stagione politica, nella stagione Forza Italia? Elementi documentali, non parole di pentiti, elementi documentali poi spiegati da parole di pentiti, per esempio le intercettazioni ambientali in un’autoscuola di un certo Carmelo Amato, uomo di Provenzano, che parlando con suoi amici e picciotti dentro l’autoscuola, organizzava la campagna elettorale di Dell’Utri per le europee del 1999 perché Dell’Utri che era appena scampato in Parlamento a una richiesta d’arresto dei giudici di Palermo grazie al voto del Parlamento che aveva negato ai giudici l’autorizzazione a arrestarlo, come poi è avvenuto per Cosentino, solo che allora la maggioranza ce l’aveva il centro-sinistra, dicevano tra di loro questi mafiosi: bisogna portarlo in Europa per proteggerlo con una doppia immunità, perché altrimenti questi pezzi di cornuti (questi giudici) dicevano i mafiosi, lo fottono!
Quale migliore prova del fatto che se i mafiosi si danno da fare per salvare le chiappe a Dell’Utri dai giudici e farlo eleggere dal Parlamento europeo, non lo stanno facendo per un moto spontaneo di amicizia o di solidarietà, ma evidentemente perché c’è un patto ancora nel 1999, basta leggerle quelle telefonate per capire che i mafiosi non fanno campagna elettorale per tizio o Caio se non sono sicuri che poi tizio o Caio farà delle cose che interessano a loro, non votano così sulla fiducia.
Gli spiritosi magistrati della Corte D'Appello(espandi | comprimi) I magistrati della Corte d’Appello molto spiritosamente ritengono che quelle telefonate non siano sufficienti a dimostrare quel patto e è strano, perché? Perché nel 2001, due anni dopo, quando si va alle elezioni politiche e nello stesso anno si vota alle regionali in Sicilia quando Forza Italia otterrà 61 collegi su 61 nell’isola, si sentono il boss di Brancaccio Guttadauro erede dei Graviano, intercettato nel salotto di casa sua con le cimici, con le ambientali, parlare un po’ con un altro mafioso, Aragona e un po’ con un tale Pino, del fatto che Dell’Utri nel 1999 alle elezioni europee, aveva preso impegni con Gioacchino Capizzi, altro capo mafia anziano e poi però non si era più fatto sentire e quindi bisognava richiamarlo all’ordine, “Dell’Utri non è più venuto a Palermo … perché l’unica persona con cui parlava Dell’Utri lo hanno arrestato, quello con cui
Dell’Utri ha preso l’impegno, ca fu ddu cristiano, chistu Iachinu Capizzi ca era chiddu di sessant’otto anni …”, questa è la frase captata in quelle intercettazioni, quindi secondo i magistrati questa conversazione non è sufficiente a dimostrare che ci sia stato quel patto politico – mafioso per fare eleggere Dell’Utri 1996 Parlamento italiano, 1999 Parlamento europeo, 2001 di nuovo Parlamento italiano ma di più, la prova che sembrava inconfutabile per dimostrare i rapporti tra mafia e Cosa Nostra erano quelle agende sequestrate negli uffici di Publitalia dove la Segretaria di Dell’Utri aveva segnato il 2 novembre e il 30 novembre due appuntamenti con Mangano, Dell’Utri aveva detto, non riferito specificamente a quei due appuntamenti lì in quelle due date, anche perché come fa uno a ricordarsi le date, ma quando i giudici gli contestano quelle agende dice: ma sì – dopo che era uscito dal carcere nel 1991 dove stava nel 1980 – Mangano veniva ogni tanto a Milano per parlarmi dei suoi problemi personali di salute, voi capite da una parte le agende con scritto viene Mangano, arriva Mangano, Mangano Vittorio era mi per parlarle per problema personale, Mangano verso il 30 novembre 5 giorni prima comunica con precisione, in una c’è scritto proprio Mangano Vittorio, nell’altra c’è scritto Mangano, nello stesso mese di novembre quando sta nascendo Forza Italia, negli uffici di Publitalia a Milano Dell’Utri non è che dice: non ho mai visto Mangano, dice: no, ogni tanto veniva a trovarmi per gli appuntamenti, chiedete alla segretaria, così dice, i giudici riescono a scrivere che intanto il Mangano del secondo appunto potrebbe non essere Vittorio, visto che non c’è scritto Vittorio, ma un altro Mangano, un certo Roberto Mangano che sta in un’agenzia di Dell’Utri e che poi Dell’Utri non ha affatto ammesso di incontrare Mangano in quel periodo, solo perché ha detto che non si ricorda se l’ha incontrato proprio il 2 o il 30 novembre, ma si ricorda che comunque in quel periodo lo frequentava per parlare di problemi di salute Dell’Utri essendo laureato in legge, è diventato evidentemente il medico personale di Vittorio Mangano che a Palermo non trova un medico legato alla mafia per farsi visitare, pensate l’assurdità!
I giudici non si limitano a dire che non è sicuro che quegli incontri siano avvenuti o che quel Mangano era proprio il Vittorio Mangano, no arrivano a dire che quei due incontri non si sono affatto verificati, emerge la prova che quei due incontri non si sono affatto verificati! Qui siamo veramente nel regno di Alice nel paese delle meraviglie! E’ qui che si ha come l’impressione che si sia proprio deciso sistematicamente di staccare il Dell’Utri politico e quindi il Berlusconi politico dalla mafia per confinare il tutto al periodo imprenditoriale, se qualcuno innamorato di certe espressioni altisonanti, le sentenze politiche, volesse trovare qualche elemento in materia, beh, qui ci sono degli elementi in materia, chi parla di sentenze politiche, qua potrebbe trovare qualche elemento per parlarne, perché qui proprio si prendono queste agende e si fa di tutto per non capire quello che emerge da queste agende.
Ma c’è di più, ci sono degli incontri sui quali pare esserci poco dubbio, un anno dopo, tra Dell’Utri e Mangano, parlano molti collaboratori di giustizia e in termini molto convincenti, ci sono anche dei riscontri, siamo alla fine del 1994, quando sta per cadere il governo Berlusconi e Mangano riceve da Dell’Utri la promessa di provvedimenti favorevoli alla mafia, poi cade il governo Berlusconi e cosa succede? Succede che nei mesi successivi in Parlamento, sotto il Governo Dini, ma anche con i voti di Forza Italia, passa la famosa riforma della custodia cautelare che rende molto più difficile arrestare e tenere in carcere i mafiosi, oltre che i colletti bianchi, il Ministro della Giustizia del Governo Dini è un uomo molto vicino a Berlusconi, Filippo Mancuso, quello che poi diventerà un parlamentare di Forza Italia, anche se all’epoca era un tecnico e poi litigherà negli anni successivi.
Quindi quale migliore prova del fatto che poi si sono veramente verificati quei provvedimenti che Dell’Utri aveva promesso a Mangano, sapete che in materia di giustizia le maggioranze e le minoranze contano poco, le peggiori leggi pro mafia in questi anni sono sempre state votate da destra e sinistra insieme sia che governasse il centro-sinistra, sia che governasse il centro-destra, in quel momento poi c’era un governo tecnico di Dini, sul quale c’era la Lega, il centro-sinistra in maggioranza e dentro il governo e Berlusconi che aveva votato contro la fiducia, ma che poi su questo provvedimento contro la giustizia, aveva votato a favore, Dell’Utri poteva tranquillamente promettere provvedimenti anche se in quel momento al governo Berlusconi non c’era più, perché? Perché le leggi in materia di giustizia, pro mafia venivano fatte trasversalmente e poi comunque questa legge c’è stata, è stata approvata nell’agosto 1995, cosa dicono i giudici? E’ uno dei passaggi più strepitosi: non risulta del tutto inverosimile che Vittorio Mangano abbia falsamente riferito di avere affrontato con i suoi referenti milanesi, discorsi su garanzie, promesse e interventi a favore per Cosa Nostra, al fine di mantenere un ruolo di prestigio in seno al sodalizio mafioso, o persino al solo scopo di accreditarsi some indispensabile e insostituibile per sfuggire a una condanna a morte che rischiava anche per le sue malefatte interne alla sua cosca e di cui potrebbe avere avuto già sentore, al di là della ritenuta insufficienza di prove idonee a approvare l’assunzione di impegni e la prestazione di promesse da parte dell’imputato Dell’Utri nei confronti di Cosa Nostra per il tramite di Mangano, non è irragionevole ritenere che questi, Mangano, possa avere millantato con altri mafiosi: Cocuzza, La Marca etc. che l’hanno poi raccontato, anche riferendo loro di colloqui realmente avvenuti e i pretesi impegni che in realtà invece non erano mai stati assunti, un mafioso che già rischia la pelle perché ha fatto qualche marachella interna alla sua cosca, cosa fa? Si inventa di avere parlato con Dell’Utri e di avere ricevuto garanzie da Dell’Utri, quindi inganna i mafiosi con il rischio che se lo scoprono o vanno a verificare, se c’era qualche dubbio o accopparlo o no, lo accoppano di sicuro perché sapete che millantare all’interno di Cosa Nostra non è come millantare stando a Palazzo Chigi o firmando il contratto con gli italiani, se uno millanta all’interno di Cosa Nostra lo accoppano all’istante, su vicende politiche di questa delicatezza, pensate quando Salvo Lima e Ignazio Salvo hanno promesso che il maxiprocesso sarebbe finito in assoluzione e poi è finito in condanna, Riina li ha fatti sparare per la strada e erano referenti politici, non erano picciotti comuni come Vittorio Mangano o capi mafia come era diventato Vittorio Mangano nella famiglia di Porta Nuova e quindi millantava, quindi praticamente noi dobbiamo credere, questa è la cosa un po’ ridicola di questa sentenza, che dà veramente l’impressione di un’arrampicata sui vetri per il periodo post 1992 che la mafia decide nel 1994 di votare Forza Italia perché le piaceva il programma di Forza Italia, molto simile al suo, scrivono i magistrati che è provato che nel 1994 la mafia vota in massa per Forza Italia, può ritenersi che tra la fine del 1993 e i primi mesi del 1994 in concomitanza con la nascita del partito politico Forza Italia voluto da Berlusconi e creato con il determinante contributo organizzativo di Dell’Utri in Cosa Nostra, maturò diffusamente la decisione di votare per la nuova formazione e lo stesso avvenne poi anche nel 1999 come abbiamo visto, ci sono i picciotti nell’autoscuola che organizzano la campagna elettorale, ciò però non significa, perché non c’è la prova certa, che ci sia stato un accordo, il Mangano delle agende potrebbe anche essere un omonimo, gli incontri con Dell’Utri nel 1994 potrebbero essere delle millanterie di Mangano, Spatuzza che parla di quel patto per cui furono fatte le stragi poi per accelerare la discesa in campo, non è attendibile, perché non è attendibile? Perché non l’ha detto subito, siamo alle solite, qui è come se i giudici si fossero sempre occupati di furto di bestiame e non avessero esperienza, in realtà ce l’hanno, di storie di mafia e non sapessero che il mafioso prima ti dice le cose meno gravi, quando si pente, oppure prima ti dice le sue, poi con una certa ritrosia tira in ballo gli amici, poi alla fine con enorme fatica tira in ballo i politici, Buscetta impiegò 10 anni per fare il nome di Andreotti che non aveva fatto neanche davanti al Falcone, perché? Perché è così, è inevitabile, è umano, hanno paura, lo sanno cosa gli succede quando toccano il livello politico, secondo questi giudici spiritosi il fatto che Spatuzza abbia detto soltanto dopo diversi mesi le cose che riguardavano specificamente Berlusconi e Dell’Utri che poi era semplicemente un incontro che lui aveva avuto e un colloquio che ha avuto con Graviano, mica cose paragonabili alla sua partecipazione alla strage di Via d’Amelio, diventa secondo i giudici tardivo e quindi inattendibile, come se uno solo perché dice una cosa tardi fosse inattendibile, non si capisce cosa c’entri!
Testimoni che non possono testimoniare(espandi | comprimi) Ciancimino? Massimo Ciancimino, qui siamo al capolavoro, non l’hanno mai sentito i giudici della Corte d’Appello, non l’hanno voluto sentire, non l’hanno mai visto in faccia, hanno semplicemente esaminato verbali trasmessi, ma i processi si fanno con i testimoni in aula, soprattutto quando sono nuovi, appena arrivati, li senti tu i testimoni, verifichi tu se sono attendibili, loro decidono che è inattendibile senza averlo neanche visto in faccia, anzi avergli neanche fato una domanda, senza avergli neanche parlato una sola volta, guardate che è molto strano!
Tutto ciò che porta a ritenere che ci sia stato un patto politico – mafioso alla base della nascita di Forza Italia e del voto che loro stessi ritengono che la mafia abbia dato per anni a Forza Italia, viene buttato via in qualche modo con qualche arrampicatina sugli specchi e così dobbiamo pensare che è possibile la tesi di un’adesione di Cosa Nostra sorta spontaneamente, indotta e determinata dalla convinzione che il sodalizio mafioso avrebbe avuto certamente da guadagnare da un programma garantista sui temi della giustizia, quale quello adottato dalla nuova formazione, è sicuro che Dell’Utri aveva avuto rapporti con la mafia fino al 1992 provati, è sicuro che Berlusconi ha pagato la mafia fino alla vigilia della strage di Capaci, ma quando la mafia vota per loro, un anno e mezzo dopo e decide di votare per loro nell’autunno del 1993 lo fa così, in base a una sintonia programmatica, gli piace al programma di Forza Italia ai mafiosi, è garantista e quindi per la prima volta nella loro vita danno il voto al buio!
Non si mettono d’accordo prima con quelli che andavano a votare e badate che in questa stessa sentenza c’è scritto che negli anni 80, una delle ragioni per cui Berlusconi subì attentati e estorsioni, era proprio il fatto che la mafia voleva agganciare i socialisti, Craxi, prima di votarli, tant’è che ci fu la bomba alla Villa di Via Rovani nel 1986 e poi nelle elezioni del 1987 i mafiosi votarono per il Psi, per dare una lezione alla Democrazia Cristiana che non aveva bloccato il maxiprocesso di Falcone e Borsellino, adesso che cambia il quadro politico e la mafia deve decidere per chi votare nel 1994, cosa fa? Vota sulla fiducia, eppure il partito l’ha fondato Dell’Utri, uno con il quale loro potevano parlare, eppure ci sono le agende nelle quali è segnato almeno uno dei due appuntamenti certamente tra Mangano e Marcello Dell’Utri e molti pentiti dicono che era proprio Mangano quello che andava a fare il pony express tra Milano e Palermo per verificare lo stato di avanzamento lavori della nascita di Forza Italia, tutto questo è ritenuto o insufficiente o addirittura mai avvenuto secondo questi giudici, ecco perché qualche appassionato delle sentenze politiche potrebbe anche parlare di sentenza politica per questa parte e ecco perché, forse, ci sono spazi e margini per un ricorso in Cassazione, fermo restando il rispetto che ognuno deve a ogni sentenza, il rispetto vuole dire intanto leggerle, cercare di capirle e poi nel caso in cui evidenzino punti deboli, farli sapere.
Leggerete domani su Il Fatto all’altra faccenda troppo complicata per trattarla adesso, che riguarda il provino che il figlio di un favoreggiatore dei Graviano D’Agostino ottenne al Milan, secondo il padre per interessamento di Dell’Utri, secondo il capo delle giovanili del Milan per interessamento di Dell’Utri, secondo i giudici questa cosa non è dimostrata, vedrete che c’è probabilmente qualche errore nella ricostruzione che fa la Corte d’Appello per cancellare anche questo elemento che sposterebbe il rapporto tra Dell’Utri e i fratelli Graviano e la mafia dal 1992 al 1994, trascinando ovviamente tutto quanto e facendo cadere quell'insufficienza di prove che invece i giudici ostinatamente hanno voluto riconoscere per il periodo successivo al 1992, lo leggerete su Il Fatto Quotidiano e ne approfitto in conclusione per ricordarvi che mancano ormai pochi giorni alla fine della campagna per il rinnovo degli abbonamenti a Il Fatto per chi si era abbonato ovviamente alla nascita de Il Fatto Quotidiano, chi si abbona avrà in omaggio un libro che si troverà soltanto in omaggio, verrà spedito a chi si abbona, un’antologia dei pezzi più belli che sono usciti quest’anno su Il Fatto Quotidiano quindi se credete, suggerisco soprattutto la versione Pdf che è la più economica e la più pratica, andate sul sito www.ilfattoquotidiano.it e abbonatevi oppure rinnovate l’abbonamento, oppure regalatelo a qualche vostro amico, passate parola e buona settimana! Marco Travaglio
Testo:
"Buongiorno a tutti, il Governo è lì in stato di decozione, i finiani si sono ritirati con la loro delegazione dal Consiglio dei Ministri, Berlusconi tenta di resistere in maniera un po’ tragicomica in una versione moderna e farsesca della tragedia del bunker di Hitler, di Eva Brown gliene sono rimaste ancora parecchie intorno, ma la pattuglia si sta assottigliando, vedete quanti topi stanno già gettandosi giù dalla nave che sta affondando alla ricerca di nuovi approdi.
Il saccheggio dei V-Day(espandi | comprimi) La cosa interessante che nessuno ha ancora notato è che nel momento in cui Berlusconi dovesse lasciare Palazzo Chigi nel momento in cui verrà sostituito da qualcun altro e quindi non sarà più in carica neanche per il disbrigo per gli affari correnti, perderà lo scudo dell’immunità, detto anche legittimo impedimento.. E se ciò avverrà prima del 14 dicembre quando è previsto il voto della Corte Costituzionale sulla legittimità o meno del legittimo impedimento, quel voto si rivelerà inutile perché la Corte Costituzionale giudicherà legittimo il legittimo impedimento, questo non coprirà più né i premier, né i Ministri perché nel frattempo non ci sono più, se invece dovesse dichiarare illegittimo il legittimo impedimento, il risultato sarebbe lo stesso perché comunque quelli che ne erano coperti, non lo sarebbero più perché hanno perso la carica, quindi se arriva un nuovo Presidente del Consiglio con un nuovo Governo, Berlusconi e i suoi attuali Ministri, quelli che sono imputati, naturalmente, tornerebbero davanti ai rispettivi tribunali e questa è una cosa importante, speriamo che la Corte Costituzionale, dichiari incostituzionale la legge sul legittimo impedimento, altrimenti se la dichiarasse legittima, altri governi potrebbero approfittarne per farsi legge a proprio uso e consumo, forti di quella sentenza.
In ogni caso è molto probabile che Berlusconi torni presto davanti ai giudici di Milano a rispondere dei gravissimi reati di cui è accusato, corruzione giudiziaria, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita e altre cose bollono in pentola ancora più gravi delle procure antimafia.
Mi veniva in mente, vedendo il risultato delle elezioni primarie per le comunali a Milano e vedendo un po’ quello che succede in questi ultimi giorni di Pompei, che qualcuno forse prima o poi dovrebbe chiedere scusa a Beppe Grillo, perché mai come in questo periodo si sentono echeggiare in bocca a politici o politicanti, nonché a commentatori insigni dei giornali, alcune idee che vengono sempre presentate come nuove da chi le tira fuori e che in realtà sono tutte copiate dai due V-day, ai quali personalmente sono orgoglioso di avere partecipato sul palco a Bologna e a Torino, non vi sarà sfuggito che recentemente è stato condannato dall’ordine dei giornalisti alla sospensione dall’esercizio del mestiere giornalistico per 3 mesi Vittorio Feltri, Direttore editoriale del Giornale della famiglia Berlusconi, per avere avallato con i suoi scritti e non avere controllato la falsità del famoso scoop fasullo a proposito di Dino Boffo, sapete che su Dino Boffo Il Giornale scrisse due cose, il Direttore di Avvenire Dino Boffo, una era vera, l’altra era falsa, era vero che Dino Boffo era stato condannato per molestie ai danni di una donna, non era vero che agli atti di quel processo fosse allegata un’informativa di polizia risultato di un suo “attenzionamento” in quanto omosessuale, non sappiamo quali siano le tendenze sessuali di Dino Boffo, non ce ne può fregare di meno, anche se devo dire le campagne omofobe del suo giornale avrebbero giustificato una qualche curiosità in materia, ma in ogni caso a tagliare la testa al toro c’è il fatto che come emerse subito qualche giorno dopo lo “scoop” de Il Giornale, quella relazione di Polizia, quell’informativa di Polizia non esisteva e non poteva esistere, sarebbe stato molto preoccupante se la Polizia si fosse messa a indagare sugli orientamenti sessuali di una persona, infatti non l’aveva fatto.
Quella che era stata spacciata da Il Giornale per un’informativa di Polizia era in realtà una lettera anonima che era giunta nelle redazioni di alcuni giornali e anche nelle camere e nelle anticamere di alcuni noti Vescovi o Monsignori.
La cosa curiosa, semmai è che sia stato sospeso il Direttore di allora del Giornale, oggi diventato direttore editoriale, all’epoca era appena diventato direttore responsabile, Vittorio Feltri, mentre invece continua a scrivere un certo Villa che è l’autore dell’articolo in cui si gabellava per informativa di Polizia una lettera anonima e questa è, secondo me, una delle ragioni fondamentali per cui non ci si può definire soddisfatti per l’esito del procedimento disciplinare davanti all’ordine dei giornalisti che è vero che il direttore responsabile dovrebbe controllare tutto quello che scrivono i suoi giornalisti, nella prassi sappiamo benissimo che è umanamente impossibile che un direttore controlli tutto quello che scrivono i suoi giornalisti, pensate a quanti articoli escono ogni giorno sui giornali e quindi non si può fare altro che raccomandare ai propri giornalisti di verificare bene le proprie fonti, è impensabile che il direttore si metta personalmente a fare una contro-indagine su quello che gli hanno portato i suoi giornalisti, se non si fida dei suoi giornalisti o smette di fare il direttore o li licenzia.
Perché dico che è insoddisfacente? Perché tutti capiscono benissimo che Feltri l’ha combinata grossa se poi fosse un caso isolato, ma quello è uno dei tantissimi casi in cui Feltri si è dato a sparecchiare addosso alle persone che in quel momento davano fastidio al vero editore del suo giornale che è anche il Presidente del Consiglio, è inutile che riepiloghiamo tutte le vittime del metodo Feltri.
Semmai Boffo è la vittima meno vittima, perché almeno qualche porcheria l’aveva fatta veramente se era stato condannato per molestie ai danni di una donna e che tipo di molestie siano non lo possiamo sapere per colpa di Boffo che continua a mantenere il segreto sulle carte del suo processo che dovrebbero essere pubblicate, vista la rilevanza pubblica di quella vicenda e che invece non possono esserlo perché manca il consenso degli interessati. Quindi che Feltri l’abbia fatta grossa e che meritasse una sanzione non c’è dubbio, è abbastanza discutibile che la sanzione sia: non lasciarlo scrivere per 3 mesi, anche perché credo che possa andare a fare l’ospite in televisione e a dire cose ancora più gravi di quelle che scriveva per esempio, ma poi che senso ha tappare la bocca a una persona? O impedire di scrivere a un giornalista? Ci sono altri strumenti, ci sono multe pecuniarie per esempio, che fanno molto più male della sospensione e ci sono anche pene rieducative come suggeriva l’altro giorno Pino Corrias su Il fatto Quotidiano, quest’ultimo suggeriva molto opportunamente che Feltri venisse condannato a cucinare e a servire a tavola la cena a un paio di coppie omosessuali, raccontandone in 100 righe la felicità coniugare, oppure visitare e descrivere i degenti di quell’ospedale di Messina nel quale secondo un suo celebre scoop anti-immigrati ambientò lo sbarco in Italia della lebbra, naturalmente era tutto falso, oppure condurre una doppia conversazione telefonica tra il suo editore Paolo Berlusconi e Piero Fassino facendo registrare il tutto da Sallusti per poi nascondere il file in un tacco della Santanché e farne il plot di un thriller ambientato a Arcore, come ci insegna la giustizia americana, forse gli ordini professionali dovrebbero fare qualche sforzo di fantasia e applicare in qualche modo la pena del contrappasso a certe gravi infrazioni deontologiche, mi pare che sospendere il Direttore soltanto e neanche il giornalista che ha scritto gli articoli e che quindi dovrebbe essere più colpevole del suo direttore che non lo ha controllato, dimostri ancora una volta quanto avesse ragione Beppe Grillo e quanto avesse ragione chiunque avesse firmato per la proposta di abolire l’ordine dei giornalisti, il bello è che adesso propongono di abolire l’ordine dei giornalisti tutti gli amici di Feltri e tutti i supporter politici di Feltri, che quando la cosa la propone Grillo al V-day tuonarono contro il qualunquista fascista giustizialista, terrorista etc., etc., improvvisamente adesso scoprono che bisogna abolire l’ordine dei giornalisti, è un po’ tardi!
Se uno fa una battaglia di principio bene, se uno fa la battaglia soltanto perché l’ordine dei giornalisti ha sanzionato il suo amico o il suo direttore, allora non è più una battaglia di principio, c’è un conflitto di interessi, ovviamente! Questa non è l’unica battaglia grillina che torna in auge all’improvviso in bocce altrui, nelle stesse bocche che avevano vomitato veleno contro i V-day e contro chi li aveva promossi, per esempio mi è capitato di sentire Renzi, il giovane Renzi, il Sindaco di Firenze, il rottamatore della vecchia nomenclatura del PD, proporre a Annozero e nella convention che si è tenuta alla stazione Leopolda di Firenze con tutti i quarantenni del partito, due, massimo tre legislature in Parlamento e poi a casa, ma guarda un po’ che idea geniale! Vi ricordate quando l’abbiamo proposto al V-day? Botte da orbi, terroristi, fascisti, qualunquisti, giustizialisti eversivi, golpisti, camice nere, brune, rosse, ne dissero di tutti i colori, adesso lo propone il Renzi e quindi tutti naturalmente a valutare con largo interesse questa proposta e copiata anche quella!
Via i condannati (espandi | comprimi) Pensate alla proposta di cacciare i condannati dal Parlamento, ho sentito con le mie orecchie Bocchino, ormai ci ruba il mestiere come ha ricordato Santoro, fa battutacce contro Berlusconi, per cui quando si vedono certi personaggi fare battutacce contro Berlusconi, alla fine ti viene da domandarti ovviamente dove hanno vissuto in tutti questi anni..Molto giustamente alla convention finiana la colonna sonora era quella di Ennio Morricone di “C’era una volta in America” dove appunto c'è’ una frase che si attaglierebbe molto a Bocchino e a tutti i finiani, nonché a Fini quando De Niro incontra il suo vecchio amico di infanzia che gli chiede: dove sei stato in questi ultimi 20 anni, De Niro gli risponde “sono andato a letto presto” evidentemente questi signori sono andati a letto presto per una ventina di anni, adesso dell’improvviso scoprono che bisogna cacciare dal Parlamento i condannati, ottima idea, peccato che sia copiata anche questa, se non fossero andati a letto presto, avrebbero saputo che alcuni anni fa si è tenuto un V-day nel quale si raccoglievano firme proprio sotto una proposta di legge di minima decenza, in un paese che evidentemente ha bisogno di leggi per cacciare i condannati dal Parlamento perché negli altri paesi non c’è neanche la legge che vieta di candidare i condannati, viene da sé che i partiti non candidino i condannati per non sputtanarsi completamente di fronte ai loro elettori.
Ma, attenzione, pensate soltanto a quello che sta succedendo alle primarie, ho sentito molto spesso e a volte pensavo addirittura che esagerasse quando Grillo diceva: ma i politici sono morti, i partiti sono morti, etc., le primarie milanesi confermano, al di là della vittoria dell’Avvocato Pisa Pia, il fatto che ogni volta che si fanno le primarie, vince sempre il candidato opposto a quello scelto dal partito che ha indetto le primarie, il che naturalmente è un buon segno, vuole dire che le primarie non sono state taroccate, vuole dire che erano libere, vuole dire che non c’erano truppe camellate, ma potrebbe voler dire anche un’altra cosa, che le truppe camellate c’erano, ma erano talmente sfigate che non sono riuscite a sovvertire il risultato dell’operazione, per cui se c’è qualcuno che dovrebbe porsi qualche domanda è proprio il ceto dirigente, questo carrello di bolliti che dirige il Partito Democratico, perché per quanto sfigati, negli ultimi sondaggi vengono dati al 24/25%, sono circa 10 punti sotto rispetto alle elezioni del 2008 quando Veltroni, che pure fece un buco, prese il 34%, adesso sono 10 punti sotto, merito naturalmente di questi giganti della politica che si chiamano Veltroni, in parte Franceschini che è rimasto lì poco e soprattutto Bersani e i suoi, che in due anni e mezzo, durante il crollo, la rovina del berlusconismo, sono riusciti non solo a non guadagnare un punto, ma a perdere 1/3 dei loro voti, altro che rottamazione, andrebbero fatti interdire per evitare che facciano altri guai, invece continuano naturalmente, anzi pensano di essere loro i possibili candidati alla successione di Berlusconi, senza rendersi conto che sono loro la ragione per cui Berlusconi è durato così a lungo e è rimasto per così tanto tempo per sella.
A Milano hanno preso il solito candidato fighetto che non suo ambito è anche una persona estremamente rispettabile e seria, può mettere in discussione l’abilità dell'Architetto. Stefano Boeri, andate alla Maddalena e vedete quanto ci sono costate quelle abilità, andate all’Expo, chiedete di Ligresti e scoprirete che Boeri lavorava anche per lui, quindi il problema non era l’abilità, il problema è che non si può, per una forza che vuole distinguersi dal berlusconismo, prendere qualcuno che per motivi professionali legittimi, ha partecipato all’operazione Maddalena, simbolo dello sfacelo della protezione civile di Bertolaso e ha collaborato con Ligresti nell’operazione Expo, simbolo del disastro cementificatorio, asfaltatorio, anti-ambiente della cricca che sta ammorbando Milano con lavori faraonici per l’Expo 2015 , in ritardo quindi con tutte le procedure abbreviate etc., idea geniale di candidare Boeri, anziché un galantuomo come per esempio l’ex Presidente della Consulta Onida, ha fatto sì che il PD a Milano si estingue, in omaggio alle primarie dovrà confluire su un candidato di Sinistra e Libertà del partito di Fava, di Vendola e degli altri che a livello nazionale negli stessi sondaggi che danno il PD al 24/25%, è dato al 6%, un partito che ha 1/4 dei voti rispetto all’altro, riesce a candidare il suo uomo che batte il rappresentante del partito che a livello nazionale ha il quadruplo dei voti, ma i leader del PD continuano a non rendersi conto, a non farsi la domanda delle 100 pistole, non saremo mica noi il problema del PD? Perché voi vedete che qualche elettore ancora lo trovano, disperato, votato al sacrificio, anzi al martirio, ma poi appena si tratta di scegliere tra il candidato del PD e il candidato di chiunque altro, scelgono sempre il candidato di chiunque altro, ma quelli che scelgono i candidati o si scelgono da soli come candidati, continuano imperterriti a imperversare, convinti che gli elettori sbagliano e loro hanno ragione, quindi prima o poi arriveranno a abolire gli elettori, perché mi pare che questa sia l’unica soluzione.
Ultimo argomento sul quale vorrei soffermarmi un po’ di più, poi magari la prossima settimana parliamo di due vicende che continuano a produrre novità nella quasi indifferenza dei media che contano, cioè quella delle trattative, delle inchieste su mafia e politica in Sicilia, le rivelazioni del Ministro Conso sulla revoca dei 41 bis in cambio della fine delle stragi, cosa clamorosa che dovrebbe occupare le prime pagine dei giornali, dei telegiornali e degli speciali, non ne parla nessuno salvo rarissime eccezioni e il processo per la strage di Brescia, Piazza della Loggia a 36 anni di distanza i giudici da una settimana sono in Camera di Consiglio, quindi potrebbero uscire a momenti con la sentenza di primo grado, che speriamo potrà assicurare alla giustizia qualche colpevole di un eccidio che insieme a Piazza Fontana ha cambiano la storia della seconda parte della Prima Repubblica, ma di questo parliamo la prossima settimana.
I finanziamenti ai giornali(espandi | comprimi) Invece oggi volevo dedicarmi a un altro punto che mi ha fatto pensare a Grillo in questi giorni e cioè i finanziamenti ai giornali, da mesi assistevamo al piagnisteo in stereo dei giornali di partito, dei giornali non di partito, diciamo di tutti i giornali che di partito o non di partito prendono i soldi dallo Stato, quindi di tutti i giornali tranne Il Fatto Quotidiano, tanto per essere chiari.Lamentazioni, geremiadi, lacrime, oddio chiudiamo, falliamo etc., perché sono tutti giornali che vivono al di sopra delle loro possibilità, che fanno il passo più lungo della gamba, perché sono abituati che tanto alla fine dell’anno arriva babbo Stato a ripianargli i debiti.
Quest’anno a causa delle restrizioni sacrosante, secondo me, dovute alla crisi, si taglia prima sui fondi ai giornali che non sui fondi ai terremotati o agli alluvionati o ai disoccupati o ai cassa integrati o ai precari etc., Tremonti una delle pochissime cose sagge che sembrava voler fare, era quella di dare una bella sforbiciata ai fondi per l’editoria, non una sforbiciata così per punire tizio e premiare Caio, una sforbiciata generale, infatti era nata una buona idea che non è ancora quello che personalmente auspico e per cui abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme, ma era comunque un passo in avanti e cioè un nuovo regolamento sull’editoria che faccia pulizia, questo aveva iniziato a studiare il Consiglio dei Ministri, il sottosegretariato che ha la delega per i fondi all’editoria presso Palazzo Chigi, fare pulizia cosa vuole dire? Eliminare almeno in parte i giornali che prendono i soldi pubblici, per esempio quelli che prendono soldi e non arrivano neanche in edicola, quelli che fanno finta di vendere qualche migliaio di copie mentre invece non è vero, quelli che prendono i soldi in base alla tiratura, oggi questo avviene, e alle spese, per cui gonfiano le tirature e le spese, perché? Perché più stampano e più incassano, poi quanto vendono non importa, la tiratura è quanto stampi, la diffusione è quanto vendi.
Quindi volevano agganciare i fondi alla diffusione e non alla tiratura o alle spese, depurando quindi tutte quelle copie omaggio, quelle copie vendute in blocco a alberghi, ristoranti, Hotel, aerei, Ferrovie dello Stato etc. a prezzi super scontati per gonfiare i conti, tutti questi trucchi contabili per esempio degli editori che si fanno pagare con i soldi pubblici per coprire i costi della produzione l’affitto della testata, questo è anche un trucco molto diffuso, l’azionista di un giornale drena questi soldi, di solito una parte dei contributi dalla società editoriale facendo pagare l’uso del nome, della testata, c’era questo testo elaborato a Palazzo Chigi che doveva arrivare in Consiglio dei Ministri venerdì, la scorsa settimana e invece è slittato di un’altra settimana e quindi in attesa di venire approvato questo regolamento, all’ultimo istante si è deciso di ripristinare ancora una volta, eliminando i tagli, i fondi all’editoria più o meno analoghi a quelli che c’erano l’anno scorso e tanti anni fa e negli ultimi anni.
Di non cambiare niente all’ultimo istante, all’ultimo tuffo sono saltati fuori i soldi che invece prima si era deciso di risparmiare, come è possibile? Dove li hanno presi? Chi l’ha deciso? Perché? Chi se ne avvantaggia? Sapete che ogni anno, già ai tempi del governo Prodi era così, Palazzo Chigi fa sapere che la cuccagna è finita e che quindi i giornali dovranno mantenersi con i loro introiti, devono imparare a stare sul mercato, oppure falliscono, ogni anno ce lo dicono: basta con i regali a pioggia, i giornali etc., dopodiché alla fine di ogni anno i giornali piagnucolano e vengono alla fine accontentati, ma il governo gli dice sempre: guardate che è l’ultima volta, l’anno prossimo fine della cuccagna, così ricominciano le lamentazioni, questi sopravvivono un altro anno, non fanno nessuna ristrutturazione per darsi una dimensione compatibile alla loro presenza sul mercato, per rendersi autosufficienti, piagnucolano di nuovo, il governo li minaccia l’anno dopo di tagliargli i fondi e poi alla fine glieli dà di nuovo, vedete così, è così che si tengono sotto ricatto i giornali, si tengono tutti per le palle, tranne quelli che ne fanno a meno dei fondi pubblici, per esempio c’è pieno conflitto di interessi il nome de Il Fatto Quotidiano, perché Il Fatto Quotidiano quei soldi non li vuole e non li prende!
Ancora una volta è successa la stessa cosa e è molto grave che sia successa perché in questo periodo veramente si stanno centellinando i centesimi, visti i tempi di austerità che stiamo vivendo, cos’è successo? E’ successo che all’ultimo secondo in Commissione bilancio della Camera venerdì sera, c’è stato un accordo trasversale per un maxiemendamento alla finanziaria che prevede quanto segue: i soldi per l’editoria erano stati ridotti a 60 milioni, passano a 100 e si aggiungono agli 80 che erano già previsti, in più ci sono 45 milioni per le radio e le televisioni locali, 5 per i giornali italiani all’estero e quindi abbiamo ricompattato il Tesoretto che ogni anno viene elargito alla stampa, dagli editori della stampa italiana, l’emendamento cioè trova altri 40 milioni e si arriva così al solito totale di 180 milioni di Euro, dove li hanno presi? Nel momento in cui il Quirinale tuona contro i tagli indiscriminati, salvo poi fare retromarcia? L’emendamento trova questi fondi, copertura finanziaria proprio con un taglio indiscriminato agli stanziamenti dei Ministeri, leggo per non dire sciocchezze: l’emendamento trova la copertura finanziaria, questo regalo di Natale anticipato alla stampa sussidiata con uno strumento contabile legittimo, ma discutibile “ai maggiori oneri si provvede mediante riduzione lineare delle dotazioni di parte corrente alle autorizzazioni di spese di cui alla tabella C” e cioè la tabella C? E’ quella nella quale sono comprese tutte le voci di spesa che per convenzione vengono finanziate a prescindere perché sono parte dell’attività caratteristica dei vari Ministeri, per esempio i risarcimenti per le vittime dei terremoti, per esempio i finanziamenti all'autorità antitrust e penso, proprio in queste ore, gli stanziamenti per i primi soccorsi agli alluvionati del Veneto, tutte queste partite di spesa vengono tagliate indiscriminatamente per ricavare un po’ di qua e un po’ di là quel totale di 40 milioni che va a aggiungersi agli altri già stanziati e che quindi accontentano di nuovo un’altra volta tutti i giornali che rischiavano o la chiusura o il ridimensionamento per i tagli dei contributi.
Chi ha proposto questo emendamento che poi è stato votato da tutti i partiti, vedo qui che è stato soltanto Antonio Borghesi dell’Idv a criticare questi nuovi legali alla stampa, gli autori del maxiemendamento sono 3 deputati Finiani: Chiara Moroni, Lino Lopresti e Aldo Di Biagio e c’è un piccolo conflitto di interessi da parte di questi signori, come sempre del resto quando si decide il contributo all’editoria e all’editoria di partito, perché? Perché uno dei giornali che rischiavano di chiudere era proprio Il Secolo d’Italia che è l’organo ex Alleanza Nazionale e ora di Futuro e Libertà, rischiava di chiudere, perché? Perché naturalmente gli ex Alleanza Nazionale che sono rimasti nel Pdl non volevano certamente devolvere contributi all’editoria, a una nuova formazione che ovviamente ha abbandonato la maggioranza, quindi Il Secolo d’Italia rischiava seriamente la chiusura, come la rischiavano altri organi di partito, come la rischiavano naturalmente ci sarebbero stati tagli per L’Unità, per la Padania e ho citato questi 3 giornali per un motivo molto semplice, che almeno esistono sul mercato, esistono nelle edicole, se uno li vuole comprare li compra, li trova, li vede, esistono proprio, sono di carta, si vedono e sono giornali di partiti comunque esistenti.
La giungla, il vero sconcio sono, come abbiamo detto tante volte, i finti giornali di partiti veri o i veri giornali di partiti finti o i giornali che appositamente si spacciano per organi di partito per lucrare quei fondi ai quali naturalmente, se si dovesse vedere se sono davvero organi di partito, non avrebbero diritto a riceverli proprio perché sono giornali che con i partiti non hanno legami inscindibili.
Il Secolo d’Italia vende 1800 copie, nel 2009 ha chiuso il bilancio in perdita di un milione, con un credito verso lo Stato per contributi di 3 milioni di Euro, capite che se non incassano quel credito per i soldi che gli sono stati anticipati, ovviamente rischia il default, poi c’è uno strano giornale che si chiama Il Roma che esce a Napoli, fu fondato, se non erro, da Achille Lauro e oggi appartiene alla famiglia di Italo Bocchino, vende 8 mila copie realmente, ha debiti per 7,5 milioni, ha 350 mila Euro di perdite e ha una stampella pubblica, assolutamente necessaria di 2,5 milioni di Euro, tra i soci dell’editoriale de Il Roma ci sono la moglie di Bocchino, Gabriella Buontempo e il cognato Antonio Schiavone, da gennaio, scrive Stefano Feltri Il Roma beneficia di un altro aiuto pubblico perché il Ministro del Welfare, Sacconi, gli ha concesso di ricorrere ai contratti di solidarietà con una parte dello stipendio dei redattori che viene pagato dall’Inps, salvato anche il Roma.
Poi c’è Libero che voi dite: cosa c’entra Libero con la stampa di partito, centra perché in passato prendeva i fondi pubblici in quanto organo del partito monarchico, del movimento monarchico che è una roba introvabile almeno in Parlamento, in realtà appartiene a una società privata che è la Tosinvest della Famiglia Angelucci che si occupa soprattutto di cliniche private e che pubblica sia Libero, sia Il Riformista, da un paio di anni il dipartimento per l’editoria ha bloccato questi fondi perché vuole verificare se ci siano veramente i requisiti per cui Libero prenda un sacco di soldi dallo Stato, perché nel frattempo è diventata una cooperativa Il Giornale, quindi ci sono una serie di passaggi che vanno chiariti.
Ma dato che non si sblocca questo finanziamento, Libero rischiava seriamente anche perché da due anni aspetta di avere quella droga che gli è necessaria perché? Perché ormai la droga del finanziamento pubblico crea assuefazione, quindi quando ogni anno ti spari una pera di 6/7 milioni di Euro, poi è difficile andare avanti senza, oltretutto da quando è andato via Feltri e è arrivato Belpietro, le vendite non hanno fatto che diminuire, ovviamente uno può pure arrivare a leggere Feltri, ma arrivare a leggere Belpietro ci vuole un bel coraggio!
Anche per Libero arriva la manna dal cielo, come per il Riformista, quest’ultimo a differenza di Libero non in vende alcune decine di migliaia di copie, è molto al di sotto delle 10 mila copie come vendite reali, tant’è che la testata è in vendita, ma il valore della testata è strettamente legato alla presenza o meno di contributi pubblici dentro la pancia di quella testata e quindi se arrivano i fondi tanto attesi, chi la vende incasserà di più!
Tutti in perdita, tranne Il Fatto(espandi | comprimi) Poi c’è Il Manifesto che almeno ha il pregio di essere un giornale indipendente da sopra e è una cooperativa, ma anche esso naturalmente nel corso degli anni ha venduto sempre meno copie e ha accumulato sempre più debiti, ormai ha 19 milioni di debiti e ha perdite per 300 mila Euro l’anno e quindi è a forte rischio di chiusura.
Se gli viene prorogato per un altro anno questo diritto soggettivo a avere i soldi e quindi a ricevere i 4 milioni di Euro, potrebbe avere ossigeno per salvarsi, ma la cosa non è neanche detta e poi c’è la perla finale, la ciliegina sulla torta, tra i tanti giornali che beneficeranno di questo bel regalo di Natale bipartisan c’è l’Avanti, Avanti è un giornale glorioso, è il giornale del Partito Socialista, di Nenni, di Pertini, adesso è nelle mani di quel Walter La Vitola, quello strano personaggio che forse avete visto aggirarsi su jet privati nei Caraibi per fare gli scoop sulla casa di Alleanza Nazionale a Montecarlo, vagava con strani personaggi, gli pagavano questi strani aerei privati costosissimi, andava e veniva da Palazzo Grazioli, uno strano faccendiere più che giornalista, molto legato anche all’Isola di Saint Lucia e a altre, adesso l’Avanti ce l’ha in mano lui, dice di vendere 3500 copie al giorno, cosa piuttosto improbabile, se andate sul sito dell’Avanti trovate la copia in Pdf gratis, non si capisce per quale motivo uno dovrebbe comprarla e soprattutto come si facciano a trovare 3500 persone sane di mente che se lo vanno a comprare in edicola, se lo vedete vi rendete conto di quello che vi dico, ma in ogni caso facciamo finta che sia vero che vende 3500 copie al giorno, ma per sopravvivere ha bisogno di molti soldi dello Stato, perché i costi di produzione superano i ricavi di 2.300.000Euro, cifra quasi analoga a quella che arriva da Palazzo Chigi e che corrisponde a 2,5 milioni di Euro per l’Avanti di La Vitola per mantenere un giornale che spende più di quanto guadagni 2.300.000 Euro.
Se sperate che queste notizie vengano fuori nei telegiornali, dimenticatevelo, i telegiornali, soprattutto in questo inizio di lunga campagna elettorale, queste notizie non le possono dare, non le potevano dare neanche prima, ma tanto meno le daranno adesso, perché? Perché quando la gente sente una cosa del genere si incazza, ci tagliano tutti e regalano i milioni ai giornali falliti o fallimentari degli amichetti loro!
Ma soprattutto se sperate di leggerle sui giornali queste notizie, state freschi perché? Perché i giornali a parte la grandissima stampa tipo Repubblica, Corriere della Sera, sì anche loro hanno delle agevolazioni ma rappresentano una parte minuscola rispetto ovviamente ai loro fatturati e ai loro introiti, ma gli altri giornali queste notizie non le danno per un motivo molto semplice, perché questi soldi li prendono anche loro e molto spesso sono necessari, farebbero comodo anche a noi de Il Fatto, abbiamo fatto un calcolo, se noi ricevessimo il finanziamento pubblico in base alle regole attualmente vigenti, noi avremmo la possibilità di farne un altro di Fatto Quotidiano, noi avremmo la possibilità di farne due di fatti quotidiani, oppure di assumere il doppio del personale che abbiamo, invece facciamo tutto in economia perché? Perché abbiamo deciso di mettere in piedi un’azienda che possibilmente stia in pareggio, poi dato che ci siamo tenuti un po’ bassi con i conti è un’azienda che è in utile, quindi abbiamo ricavato un piccolo fondo che abbiamo deciso immediatamente di investire in altre iniziative, assumere nuovi giornalisti, ne abbiamo già assunti parecchi, eravamo a 12, adesso siamo a 30, dare vita al sito ilfattoquotidiano.it che in 3 mesi è arrivato a 300 mila contatti unici al giorno e sta ormai a un’incollatura dai siti della Stampa e de “Il Sole 24 ore”, sopra ci sono soltanto per i siti dei giornali quelli di Repubblica o de Il Corriere, quindi se tutto va bene stiamo cercando di diventare il terzo sito di quotidiano d’Italia, poi tante altre iniziative tra cui un’ideuzza di web tv che poi se riusciremo a realizzare vi informeremo sui perché e sui per come, questo per dire cosa?
Per dire che ovviamente noi finora ci siamo basati solo e esclusivamente sugli abbonamenti e sulle vendite in edicola, meglio gli abbonamenti ovviamente perché sono un atto di fiducia che fanno i nostri elettori una volta all’anno, purtroppo gli abbonamenti postali nati sull’onda dell’entusiasmo dell’anno scorso, quest’anno sono diventati sconsigliabili, perché? Perché purtroppo abbiamo dovuto sperimentare sulla nostra pelle l’inefficienza delle Poste italiane nella consegna dei giornali che o arrivano o quando ritardano sono già vecchi, ma confidiamo molto nel fatto dell’abbonamento on line che non va confuso con il sito, il sito è gratis, il sito dà sul brucio le notizie del giorno, il Fatto Quotidiano on line in abbonamento in Pdf è un’altra cosa ovviamente, ci trovate tutti i commenti, tutti gli approfondimenti, tutte le notizie più importanti trattate come soltanto un quotidiano le può trattare, non con quella brevità telegrafica a cui è costretto un sito Internet e quindi noi speriamo molto in questa campagna abbonamenti, avremmo potuto fare una grande campagna pubblicitaria, ne avevamo anche parlato, alla fine abbiamo deciso per il momento di non spendere soldi in campagne pubblicitarie, siamo sobri e abbiamo deciso di rimanerlo sobri, quindi le campagne pubblicitarie le lasciamo a chi ha soldi da scialare, il problema qual è? E’ che inserzionisti pubblicitari come vi abbiamo raccontato qualche settimana fa, ci ritirano la pubblicità perché parliamo male delle loro aziende e del resto non possiamo parlare bene di aziende che meritano critiche soltanto perché questi ci fanno la pubblicità, saremmo dei venduti e noi non ci vendiamo a nessuno, fondi pubblici non ne prendiamo, i costi naturalmente sono elevati e quindi abbiamo molto bisogno di abbonati, sia perché ci fanno comodo i soldi degli abbonamenti perché possiamo ampliare la nostra offerta di informazione e sia perché è molto importante, mentre gli inserzionisti pubblicitari fuggono, mentre tutti ci sparano contro, sapere di avere un bello scudo protettivo che è formato dai nostri abbonati, oltre che dai nostri elettori.
Quindi scusate se ve lo dico ancora ma se potete date un’occhiata al sito ilfattoquotidiano.it, andate in alto a destra a cliccare sulla campagna abbonamenti e se volete darci una mano o magari regalare un abbonamento al Fatto Quotidiano a qualche amico, avete ancora qualche giorno per farlo in condizioni agevolate, perché lo dico? Perché chi si abbona entro una certa data, troverete tutte le informazioni sul sito, riceverà un libro in omaggio con un’antologia dei più begli articoli che sono usciti del primo anno de Il Fatto Quotidiano, passate parola!Marco Travaglio
Internet compie in questi giorni vent’anni, e per festeggiare la Rete, in Italia, al posto della candeline sulla torta arriva il primo bavaglio, le prime regole pensate per limitarne la libertà.
Diamo un addio alle web radio libere, che potevano trasmettere senza oneri burocratici, spese preventive e richieste d’autorizzazioni e pastoie varie. D’ora in poi chi vuole aprire una radio web dovrà fare una dichiarazione di inizio attività e pagare un costo di autorizzazione pari a 750 euro, che diventano 1.500 per le web tv lineari, quelle cioè con palinsesto.
È l’effetto di un provvedimento approvato ieri sera da Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), che deve trasformare in regolamento attuativo il decreto Romani sui servizi media audiovisivi. Nella stessa riunione, l’Autorità doveva stabilire anche una prima bozza di regole per potenziare la lotta alla pirateria (sempre sulla scorta del Romani), ma ha rinviato la discussione. Meno male: il testo su cui Agom si stava orientando ipotizzava misure di severità inaudita per oscurare siti e bloccare il peer to peer, lo scambio di file musicali e video.
Partiamo dalle regole sulle web radio e web tv lineari. La bozza di regolamento era ancora più pesante rispetto a quanto previsto da Agcom. Il costo per l’autorizzazione doveva infatti essere di 3mila euro e dopo aver presentato la dichiarazione d’inizio attività bisognava aspettare 60 giorni prima di iniziare a trasmettere, mentre la decisione di ieri consente di cominciare a trasmettere appena presentata la dichiarazione. La decisione sulle web tv con video on demand, che sono la maggioranza fra le migliaia di web tv italiane, è stata rinviata a lunedì, e vedremo se anche qui gli oneri saranno inferiori.
Queste regole, anche se alleggerite, segnano una svolta negativa. Finora tutti questi servizi potevano trasmettere in totale libertà, senza dover pagare un euro, senza dover affrontare le mille regole e regolette burocratiche che finiscono spesso per scoraggiare ogni iniziativa. Poi si sa come vanno le cose in questi casi. L’importante è fare il primo passo, invertire la rotta. Il resto viene da sé a valanga. Insomma il regime, nel momento della sua caduta, sta tentando di imbrigliare l'unico mezzo di informazione che non riesce a controllare: il web.
Lunedì Agcom riaprirà la discussione anche sulle regole antipirateria. C’è già un testo che, se verrà approvato, sarà poi sottoposto a consultazione pubblica. Per fortuna c’è stato questo rinvio, così l’Autorità avrà un po’ di tempo per pensarci meglio e noi potremmo organizzare una mobilitazione forte. Queste regole, infatti, sono più dure che in tutto il resto d’Europa e in tutto l’Occidente. Propongono di imporre l’oscuramento dei siti collegabili anche indirettamente alle attività di pirateria e di bloccare direttamente il traffico peer to peer, lo scambio libero e gratuito di files, tra gli utenti. E tutto questo basandosi solo su una segnalazione delle forze dell’ordine o dei detentori del diritto d’autore. Mentre oggi, giustamente, per oscurare un sito ci vuole la richiesta dell’autorità giudiziaria e il traffico peer to peer non lo si può bloccare in nessun modo.
Se fossero approvate, queste misure violerebbero le norme comunitarie europee, sarebbero contrarie alla Costituzione italiana e comunque contrasterebbero con il normale funzionamento di Internet. Io credo che il popolo della rete non accetterà questa stretta e che sarà necessario mettere in campo tutte le iniziative possibili per evitare queste regole che limitano la libertà di informazione. Il primo passo verso la censura è stato fatto e per difendere la libertà di Internet d’ora in poi sarà bene stare sempre con gli occhi molto ben aperti.
La liberalizzazione delle connessioni Wi-Fi dal primo gennaio 2011, annunciata oggi dal Governo, potrebbe essere una nostra vittoria, che tanto ci siamo battuti in Parlamento, e di tutto il popolo della Rete. Ma prima di esultare, vogliamo capire il senso delle parole di Maroni, il quale oggi ha dichiarato che il provvedimento cerca di «contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza».
La normativa che ha regolamentato la questione è contenuta nell'art. 7 del decreto Pisanu, varato nel 2005, che stabiliva l'identificazione di tutti coloro che accedono a Internet da postazioni pubbliche. Una misura che non esiste in nessun Paese occidentale, neppure dove sono più rigorose le disposizioni contro il terrorismo. Per questo, ho presentato un’interpellanza parlamentare e il nostro Capogruppo IdV alla Camera, On. Massimo Donadi, ha depositato una specifica proposta di legge per abrogare proprio l'articolo 7 di questa norma anacronistica e censoria.
L'Italia dei Valori non ritirerà né l’Interpellanza né la proposta di legge in quanto vuole capire le reali intenzioni del Governo, e cioè se ha davvero la volontà di eliminare una norma antistorica e illiberale. Sul Web si è diffusa la voce secondo cui stanno studiando la maniera di identificare i dispositivi attraverso i quali le persone si connetteranno alla Rete senza fili da locali pubblici. Ad esempio un sistema di identificazione tramite sms. E’ chiaro che questo tipo di registrazione è una forma alternativa di controllo. Comunque, prima di esprimerci sul testo esaminato oggi dal Cdm, vogliamo leggere le norme. Troppe volte, infatti, questa maggioranza ci ha abituato a spot a reti unificate ai quali poi non sono seguiti fatti concreti.
Aspettiamo risposte anche su tutte le altre questioni relative alle restrizioni della libertà in Rete che rimangono inevase: il decreto Romani, che tenta di mettere sotto stretto controllo i contenuti multimediali di Internet, e la Legge Bavaglio che vorrebbe zittire le voci libere.
Le forze di opposizione ritirino immediatamente i propri consiglieri dal Cda Rai.
Non basta chiedere le dimissioni di Masi, come ha già fatto l’IdV da tempo, occorre un passo in più: una presa di coscienza da parte di tutti i partiti che, a parole, sostengono di voler fronteggiare il disastro, mentre nei fatti contribuiscono ad alimentarlo. Basta con l’ipocrisia del politichese! I partiti escano per sempre dalla Rai, poiché è inammissibile che il controllato controlli il suo controllore. Riconsegniamo l’azienda ai cittadini che pagano il canone e ridiamo dignità ai tanti professionisti interni che non si vendono per un piatto di lenticchie. La situazione del servizio pubblico radiotelevisivo è diventata insostenibile: Masi, che da tempo conosceva i bilanci, oggi propone il blocco del turn over e delle retribuzioni, mentre fino a qualche ora fa si è preoccupato di sistemare in azienda direttori esterni, nominati a palazzo Grazioli e pagati profumatamente, che hanno affossato in maniera definitiva l’informazione pubblica con notevoli danni anche sugli ascolti e perdite economiche. Comunque la causa di questo sfascio è chiara a tutti ed è da attribuirsi sia al conflitto d’interessi che fa capo al Presidente del Consiglio sia al sistema della lottizzazione messo in atto trasversalmente dai partiti, ad esclusione dell’Italia dei Valori. La Rai dovrebbe garantire un’informazione libera, plurale e trasparente, ma ormai è stata ridotta a megafono di Palazzo Chigi: le notizie scomode vengono censurate come le voci dell’opposizione intransigente. A questo proposito, basta rileggere il contenuto delle intercettazioni dell’inchiesta di Trani, dove Berlusconi ordinava ai suoi sodali di eliminare le trasmissioni come ‘Annozero’ e ‘Parla con me’ e di imbavagliare la voce dell’Italia dei Valori perché poco gradita al padrone. Noi non ci faremo intimidire e chiediamo coerenza alle altre forze politiche che dicono di avere a cuore questa democrazia.
L’Italia è come il Burkina Faso. E’ quanto emerge dalla classifica annuale di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa nel mondo, pubblicata il 20 ottobre scorso. Il nostro Paese, secondo l’organizzazione internazionale che tutela i diritti dei giornalisti, è al 49° posto a pari merito con il Burkina Faso e in leggero vantaggio su El Salvador. Può sembrare un incubo, un film che in altri tempi avremmo visto con scetticismo e bollato come ‘fantascienza’, ma purtroppo è la realtà nuda e cruda, la fotografia di ciò che questo Paese è diventato. Rsf non è un’organizzazione di pericolosi sovversivi, come i soliti noti affermeranno, ma una fonte autorevole a livello internazionale e che ha come principio fondante la tutela della libertà dell’informazione.
Nelle motivazioni del rapporto si sottolinea come la continua concentrazione della proprietà dei media, le dimostrazioni di disprezzo e di impazienza da parte di esponenti governativi nei confronti dei cronisti e del loro lavoro abbiano confermato l’incapacità di questi governi, tra cui quello italiano, di invertire questa tendenza. Ed è la prova provata di come il conflitto d’interessi che pende sul nostro Presidente del Consiglio pesi come un macigno sulla nostra democrazia. Tra l’altro, il segretario di Rsf, Jean-François Julliard, ha allertato l’Ue per il conseguente rischio di perdere la sua posizione di leader mondiale nel rispetto dei diritti umani. Insomma un giudizio mortificante per il nostro Paese ma che va di pari passo con le denunce fatte dall’IdV non solo al Parlamento italiano, ma anche a quello europeo.
A Strasburgo, infatti, abbiamo presentato una mozione sull’anomalia del nostro Paese, che purtroppo non è passata solo per un solo voto. Ma non ci siamo arresi. Stiamo lavorando, infatti, a quella che sarà la prima iniziativa di legge popolare in Europa. Ci proponiamo di raccogliere almeno un milione di firme, in un minimo di sei Paesi europei, per arrivare ad una direttiva sul pluralismo dell'informazione in Italia. Il nostro obiettivo è di far approvare una regolamentazione del mercato della pubblicità e una norma antitrust sull'enorme conflitto di interessi che grava sul nostro Paese. La nostra battaglia per la libertà d’informazione procede anche sul binario nazionale. La difesa dell’articolo 21 della Costituzione è nel dna del nostro movimento politico. L’Italia dei Valori, infatti, è l’unico partito italiano che non ha partecipato alla spartizione e alla lottizzazione della Rai.
Siamo fieri di questa scelta perché riteniamo che l’azienda debba essere governata da valorosi professionisti interni, liberi da logiche di appartenenza. In questi ultimi giorni notiamo come anche altre forze politiche si siano rese improvvisamente conto che sulla Rai grava un inquietante peso della politica. Ma la soluzione non è certo la privatizzazione perché, se non si approva una legge sul conflitto d’interessi ed un’altra per modificare i tetti della pubblicità dell’azienda, con questa correremmo il rischio di vedere la Rai acquistata da un novello Berlusconi. La soluzione è un’altra: i partiti la smettano di dettar legge in Rai e vadano via dal Cda, non può un controllato gestire il proprio controllore.
"Buongiorno a tutti, questa settimana direi due cose importanti tra le tante: 1) un no di Napolitano, noi spesso abbiamo criticato il Capo dello Stato perché non riusciva a dire la parola “no” questa settimana ne ha detto uno, vedremo perché, cosa implica. 2) Le anticipazioni fornite dai giornali sulla cosiddetta “riforma della giustizia” presentata dal Ministro Alfano, che in realtà non è una riforma della giustizia.
La legge Al Fano sullo scudo a Berluconi(espandi | comprimi) Ancora una volta usano le parole sbagliate per chiamare le cose, è una riforma dei giudici, che viene spacciata per una riforma della giustizia per far credere alla gente che ciò venga incontro alle nostre esigenze di cittadini, mentre in realtà viene incontro alle esigenze della politica di mettere sotto controllo la magistratura. Cominciamo dal “no” di Napolitano alla Legge Alfano, non lodo, cominciamo a usare le parole giuste e a fare pulizia nel nostro vocabolario e quindi nelle nostre menti, sapete che e l’abbiamo già detto più volte, i lodi sono soluzioni a controversie decise da arbitri super partes, imparziali, indipendenti, autorevoli, qui non c’è nessuna controversia, ci sono i processi a Berlusconi e non c’è nessun arbitro imparziale, c’è Alfano, è una legge costituzionale prevista dall’Art. 138 della Costituzione che stabilisce alcune cose: 1) per poter processare il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio ci vuole l’autorizzazione della maggioranza del Parlamento, autorizzazione a procedere della maggioranza del Parlamento, con maggioranza semplice, 50% più 1 dei parlamentari; 2) la Legge Alfano è retroattiva, è ovvio che sia retroattiva, vale per i processi cominciati prima che venga approvata e per i reati commessi prima che venga approvata e questo è evidente, la fanno per mandare a monte i processi a Berlusconi, quindi se non fosse “retroattiva” varrebbe soltanto per i processi che nasceranno in futuro, per i reati che verranno commessi in futuro, mentre qui il problema è bloccare i processi già esistenti, quindi è evidente che o lo fanno retroattivo o non lo fanno; 3) la sospensione dei processi fino al termine dell’incarico è reiterabile, cosa vuole dire? Che se oggi Berlusconi riesce a sospendere i suoi processi con questa legge costituzionale Alfano, quando finisce la legislatura prematuramente se si va alle elezioni prima, alla scadenza naturale se si va alle elezioni nel 2013, cosa succede nella nuova legislatura? Succede che se Berlusconi torna a fare il Presidente del Consiglio può avvalersi di nuovo della Legge Alfano e quindi i suoi processi non riprendono neanche tra la fine della legislatura attuale e l’inizio di quella successiva, continua finché non smette di fare il Presidente del Consiglio e ormai ha 74 anni e nel 2013 ne avrà 77 e se sarà Presidente del Consiglio per altri 5 anni arriverà a 82, ma la reiterabilità non implica soltanto che uno si possa portare dietro lo scudo da una legislatura all’altra, implica anche che se cambia poltrona, sempre all’interno di quelle due Presidenza della Repubblica, Presidente del Consiglio, gli vale comunque, quindi se Berlusconi fosse eletto nel 2013 quando si andrà a rinnovare il Capo dello Stato, Presidente della Repubblica, si trascinerebbe lo scudo che aveva come Presidente del Consiglio.
Quindi praticamente la reiterabilità significa che se Berlusconi riesce a tornare a Palazzo Chigi o addirittura andare al Quirinale, quella che chiamiamo sospensione in realtà è un’abolizione in eterno, in secula secolorum dei suoi processi, questo è in sostanza, in parole volgari la legge costituzionale Alfano, sapete che non va in vigore tra poco, devono ancora approvarla al Senato la prima volta, poi alla Camera la prima volta, poi far passare 3 mesi, poi di nuovo passare al Senato, poi di nuovo passare alla Camera se non viene mai emendata a quel punto si va al referendum popolare perché è evidente che se riescono a approvarla con maggioranza del 50+1 e già questo non è sicuro, viste le posizioni critiche dei finiani, quindi è sicuro che non arriveranno alla maggioranza dei 2/3, il referendum è praticamente automatico, basta chiederlo e quindi i cittadini si pronunceranno sulla domanda: volete che la legge sia uguale per tutti o invece che ci sia una persona, il capo del Governo più uguale degli altri? E Berlusconi sarà costretto a farsi una campagna elettorale per chiedere ai cittadini di dargli l’impunità, solo a lui, a nessun altro se non a lui e al Capo dello Stato, se il Capo dello Stato verrà ricompreso in questo scudo, perché hanno compreso il Capo dello Stato nello scudo? Perché non vogliono fare uno scudo dove ci sia proprio il nome del beneficiario, perché se lo fanno solo per il Presidente del Consiglio, anche quelli che oggi fanno finta di non vedere, capiranno che non è una protezione della funzione dei due Presidenti, ma è una protezione della persona di Berlusconi.
Tra l’altro questa cosa per cui chi fa il Capo del Governo non può sottoporsi a processo è ridicola, intanto perché in un paese ordinato chi ha processi non dovrebbe poter fare il Presidente del Consiglio e se avesse processi dopo che è stato nominato Presidente del Consiglio, dovrebbe dimettersi, questo avviene negli altri paesi, ma soprattutto non sta scritto da nessuna parte che uno solo perché è Capo del Governo non abbia tempo di andare ogni tanto a qualche udienza o di mandare i suoi Avvocati a rappresentarlo a qualche udienza, Berlusconi ha fatto il Ministro dello Sviluppo economico per quasi 6 mesi a interim, ha detto di essersi impegnato moltissimo, ora ha smesso perché ha nominato il Ministro Romani, quindi evidentemente quell’impegno grandissimo che ha profuso al Ministero dello sviluppo economico, adesso che non ce l’ha più, gli lascia un sacco di tempo libero e quindi potrebbe utilizzarlo per andare a processo, chi gliel’ha fatto fare di andare qualche giorno nella dacia in Russia a festeggiare il compleanno di Putin, non era mica una missione diplomatica ufficiale, c’è andato per trovare un suo amico, benissimo, è la dimostrazione che di tempo libero ne ha a iosa!
Ma soprattutto questa cosa è ridicola per un altro motivo e cioè che Berlusconi lo sapeva prima di essere eletto in Parlamento due anni e mezzo fa, nel 2008 e di essere nominato Presidente del Consiglio, di avere dei processi, perché? Perché li aveva già prima e quindi avrebbe potuto inserire nel programma del Pdl un punto, direi in cima al programma del Pdl, visto che è la cosa che più lo impegna, in cui dire: eleggetemi perché se sarò eletto mi farò uno scudo e così sapremmo se gli elettori di centro-destra sono disposti o no a votare Berlusconi per dargli lo scudo, in realtà lui invece le campagne elettorali le fa sempre sul ponte sullo stretto, la riduzione delle… su tutte promesse che poi non mantiene, l’unica che sta mantenendo è lo scudo, però non l’aveva mai promesso prima delle elezioni agli elettori.
Perché Napolitano ha detto di no? Avrebbe potuto dire di no con questa motivazione: signori non ho processi, non vedo per quale motivo dovreste farmi una legge che me li sospende, se volete fare una legge che sospende i processi al Premier, fate una legge che sospende i processi al Premier e tenete fuori il Presidente della Repubblica che non ha bisogno di tutele, avrebbe potuto citare i lavori preparatori della Costituente dove si posa il problema se rendere immune il Capo dello Stato e i padri costituenti decisero di no, decisero che il Capo dello Stato per i reati comuni è processabile come ogni cittadino, mentre non è responsabile degli atti che compie nell’esercizio delle funzioni di Capo dello Stato, infatti come sapete c’è sempre la controfirma di un Ministro quando il Capo dello Stato prende un’iniziativa, proprio perché lui non è responsabile, questo si stabilì, per gli atti commessi nelle sue funzioni, se stende qualcuno con la macchina o accoltella il vicino di casa o fa un abuso edilizio, qualsiasi cosa, quelli sono reati comuni commessi al di fuori dell’esercizio delle funzioni, non parliamo poi dei reati commessi prima di entrare in funzione, per quelli il Capo dello Stato è un cittadino comune, per i reati comuni extra funzionali o prefunzionali.
Ci sono solo due reati commessi nell’esercizio delle funzioni per le quali il Capo dello Stato è processabile, sono i due reati più gravi che può commettere un Capo dello Stato: alto tradimento e attentato alla Costituzione, in questi casi il Parlamento si esprime a maggioranza qualificata, deve votare con una maggioranza dei 2/3 per la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato, il cosiddetto impeachment che in Italia non si chiama così e allora il Capo dello Stato va a finire davanti alla Corte Costituzionale che lo processa o per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. Al di fuori di quei due casi per i reati funzionali il Capo dello Stato non è responsabile e per i delitti comuni viene trattato come un comune cittadino, anche se si è stabilita una prassi, sapete che le prassi giuridiche poi hanno un valore di legge, per cui si è stabilito che per reati comuni si aspetti la fine del mandato, un po’ quello che succede in Francia, anche lì per il Capo dello Stato, è successo per esempio che quando la Procura di Roma aprì l’indagine sui fondi neri del Sisde e alcuni dirigenti del Sisde disse che passavano i fondi riservati, quelli che si usa per le spese che non si possono documentare, pagare informatori, confidenti, pentiti, spie, spie straniere, fondi riservati sono nella disponibilità del Ministro dell’Interno e che quindi alcuni Ministri facevano uso di questi fondi riservati non istituzionale, furono indagati diversi ex Ministri dell’interno tra i quali Scalfaro, si aspettò che Scalfaro finisse il suo mandato presidenziale, poi si mandò avanti l’indagine e si scoprì che non era vero niente, che Scalfaro era una persona per bene e quindi l’inchiesta per abuso d’ufficio fu archiviata ma non fu fatta durante la presidenza della Repubblica a Scalfaro.
Lo strano scudo per il Presidente della Repubblica(espandi | comprimi) Quindi il Capo dello Stato per i reati comuni per prassi viene processato dopo che scade il suo mandato, per i reati funzionali, legati alla carica non è responsabile, salvo per attentato alla Costituzione e alto tradimento, nel qual caso ci vuole la maggioranza qualificata dei 2/3 del Parlamento per metterlo in stato d’accusa e trascinarlo davanti alla Corte Costituzionale.Adesso non viene abolita questa norma prevista dalla Costituzione, perché? Perché viene lasciata, è un articolo della Costituzione questo che riguarda i possibili reati del Capo dello Stato, a fianco di quella norma costituzionale, nasce la legge costituzionale Alfano nell’intenzione del Governo della maggioranza che dice che per i reati comuni il Capo dello Stato non è processabile salvo autorizzazione a procedere della maggioranza semplice del Parlamento, 50% più 1, quindi paradossalmente gli danno una tutela inferiore a quella che ormai ha il Capo dello Stato, anzi mentre per i reati funzionali il Capo dello Stato per essere messo in stato d’accusa per alto tradimento, per attentato alla Costituzione c’è bisogno dei 2/3 del Parlamento, quindi è molto tutelato il Capo dello Stato, per i reati comuni è facilissimo metterlo sotto l’abuso edilizio, è facilissimo metterlo in stato d’accusa perché? Perché basta il 51% del Parlamento che è ridicolo, è ridicolo perché? Perché intanto non c’è niente di paragonabile all’alto tradimento o all’attentato alla Costituzione, eppure per metterlo in stato d’accusa per quei gravissimi reati è molto difficile perché bisogna raggiungere i 2/3 del Parlamento, mentre invece se fa un abuso edilizio, una diffamazione, un battibecco con un vicino di casa o cose del genere, lì è facilissimo metterlo in stato d’accusa, perché? Perché basta il 51% del Parlamento e quindi il Capo dello Stato diventa ostaggio della maggioranza politica che c’è in quel momento.
Quindi la maggioranza politica che c’è in quel momento, quindi il governo che c’è in quel momento, può tenere sotto scopa il Capo dello Stato, perché? Perché dipende dalla maggioranza semplice stabilire se il Capo dello Stato va o non va sotto processo anche per un reatucolo da 4 soldi e quindi lo possono ricattare ovviamente, se fai il bravo non diamo l’autorizzazione a procedere, se non fai il bravo la diamo. Per questo il Capo dello Stato ha detto no, non perché dica: voglio essere uguale a tutti gli altri cittadini di fronte alla legge com’è adesso salvo i reati funzionali, ma perché dice che così facendo si limita l’autonomia e l’indipendenza del Capo dello Stato che a differenza del Capo del Governo, rappresenta tutta la nazione, non rappresenta soltanto la maggioranza, naturalmente quelli che hanno fatto la Legge Alfano si sono precipitati a dire: adesso guerreggiamo, non ci eravamo accorti, non avevano neanche colto o fingono di non avere colto un fatto così devastante, tutto fatto perché? Perché bisogna mettere una foglia di fico su Berlusconi, il Capo dello Stato viene usato nella Legge Alfano come foglia di fico per Berlusconi.
Adesso cosa faranno? Non si capisce, perché? Perché se mettono anche per il Capo dello Stato un’autorizzazione a procedere dei 2/3, Berlusconi potrebbe avere dei problemi e quindi cosa dovranno fare? Dovranno probabilmente stabilire una maggioranza diversa per l’autorizzazione a procedere al Capo dello Stato e al Capo del Governo, il tutto perché? Perché ovviamente gli interessa bloccare i processi al Capo del Governo, ma di questa Legge Alfano possiamo anche occuparci tra qualche mese o tra qualche anno perché come abbiamo detto non è questa che risolve i problemi al Cavaliere, in quanto ci vorranno un anno e mezzo, due anni per mandarla in vigore, sempre che Berlusconi sia ancora interessato a fare tutto questo calvario di due anni, visto che il tempo stringe e il 14 dicembre è dietro l’angolo e è il 14 dicembre che la Corte Costituzionale stabilirà se il suo legittimo impedimento che lo sospende processualmente fino all’estate prossima è o non è legittimo, perché se non è legittimo Berlusconi torna imputato a Natale e dovrà farsi qualcos’altro alla svelta, tipo un altro legittimo impedimento, magari cambiando un po’ quello appena varato dalla Corte, altrimenti i giudici nel giro di pochi mesi vanno a sentenza nel processo Mills e nel processo Mediaset.
La riforma dei giudici(espandi | comprimi) Due, la riforma dei giudici abusivamente ribattezza “riforma della giustizia” pochi punti importanti, intanto Alfano dice e non ha torto, che questa riforma è presa paro, paro dalla bozza Boato dalla Bicamerale.Nel 1997 dopo 6 bozze esplorative, Boato presentò la settima e definitiva sulla quale nel 1998 si andò al voto nella bicamerale presieduta da D’Alema, maggioranza di centro-sinistra e tutti i partiti di centro-destra e di centro-sinistra, esclusa Rifondazione Comunista, approvarono quella bozza Boato, per fortuna quando poi si trattò di tradurre in norme costituzionali, quindi in Parlamento la bozza approvata in bicamerale, Berlusconi si tirò indietro, perché? Perché voleva pure l’amnistia e dato che ormai mancava poco alle elezioni, non ricordo se europee, credo di sì, il centro-sinistra non se la sentì di fare un’amnistia perché altrimenti sarebbe stato spazzato via e quindi Berlusconi che voleva usare la bicamerale per arrivare all’amnistia, dato che non gliela diedero, fece saltare la bicamerale, tanto la bicamerale gli era comunque servita per bloccare il centro-sinistra su tutta una serie di norme che lui non voleva, conflitto di interessi, antitrust etc., quelli si erano comprati la sua partecipazione alla bicamerale dandogliene tutte vinte e adesso Berlusconi, al momento opportuno, gli fece un bel gesto dell’ombrello, gli fece cascare la riforma della giustizia con la riforma dei giudici, riforma costituzionale, quindi la bicamerale saltò e infatti poi ci pensò Berlusconi nella successiva legislatura a fare la famosa controriforma dell’ordinamento giudiziario, Castelli, che poi è andata in vigore con i decreti delegati durante il secondo governo Prodi con la riforma Castelli – Mastella che era poi la stessa cosa riveduta e corretta o forse corrotta, il che significa tra l’altro che non c’è bisogno di nessuna riforma della giustizia perché ne hanno già fatte un’ottantina in questi 15 anni, nel libro ad personam ho ricordato quante sono le riforme della Giustizia fatte in questi 15 anni, solo perché adesso ci dicono: finalmente arriva la riforma della Giustizia, no, ne hanno fatte un’ottantina di riforme della giustizia, hanno tutte avuto l’effetto di far durare di più i processi.
Questa non incide minimamente sulla durata dei processi, perché incide solo e esclusivamente sullo status del magistrato e in particolare del Pubblico Ministero, la bestia nera, quindi ricordando che sta copiando la riforma della bicamerale, già votata da tutti i partiti in bicamerale, ma fortunatamente non entrata in vigore perché Berlusconi, Dio lo benedica, fece salvare la bicamerale, Alfano ripropone tutta una serie di punti della bozza Boato, perché? Perché qui si tratta addirittura di riscrivere il Titolo IV della Costituzione, un blocco enorme di leggi, decine di articoli, quello che oggi si intitola “La Magistratura” e che in futuro il Ministro chiamerà “La Giustizia” perché la parola “magistratura” non gli piace. Primo, le carriere, separazione delle carriere, ecco perché fanno una norma costituzionale, perché la Costituzione stabilisce che i giudici si distinguono soltanto per funzioni e appartengono tutti quanti allo stesso ordine che poi è un potere dello Stato, indipendente, dice la Costituzione, autonomo da ogni altro potere, il che significa che tutta la Magistratura è un ordine che costituisce un potere dello Stato e tutta la Magistratura vuole dire: giudici e pubblici Ministeri, adesso invece le carriere verranno separate. La posizione costituzionale del giudice è differenziata da quella del PM, scrive Alfano, il giudice è un potere dello Stato, rimane un potere dello Stato, il PM non più, viene definito un ufficio regolato dalle norme dell’ordinamento giudiziario, quindi il PM non fa più parte della carriera dell’ordine giudiziario, diventa una specie di protesi delle forze dell’ ordine, le forze dell’ ordine vanno da lui e gli dicono: chiedimi l’arresto di questo, chiedimi l’intercettazione per questo, mettimi sotto inchiesta questo, autorizzami a pedinare questo e il PM obbedisce, altra cosa è il giudice che invece giudica.
Oggi per fortuna non è così, capita spessissimo che le forze dell’ ordine vogliono fare qualcosa e che il PM invece dica no, perché? Perché anche lui è impregnato di cultura dell’imparzialità, mica deve arrestare qualcuno pur che sia, deve far arrestare i colpevoli, non uno purché sia, l’abbiamo detto mille volte, il PM non è pagato a cottimo sugli arresti o sulle condanne, il PM deve cercare la verità, il giudice deve accertare la verità e quindi fanno un mestiere complementare, per questo devono stare nella stessa carriera, perché la verità viene fuori soltanto se PM e giudice hanno nella testa il concetto e il criterio e la bussola dell’imparzialità, le forze di Polizia non hanno questo dovere, le forze di Polizia, come sapete, fanno carriera in base alle statistiche e le statistiche sono tot retate, tot arresti, tot sequestri, poi vai a sapere se quelli che hai preso poi saranno condannati o meno, l’importante è che ne prendi tanti, addirittura arriviamo alle aberrazioni di certi ufficiali o dirigenti deviati che sequestrano più volte la stessa partita da droga o addirittura la fanno trovare, come è successo recentemente a certi alti ufficiali del Ros, perché? Perché devono impinguare le statistiche, il giudice e il PM non c’entrano con questo modo di operare.
Adesso il PM è sganciato dalla cultura dell’imparzialità e della verità che diventerà solo del giudice, sarà una longa manus delle forze dell’ ordine, quelle chiedono e lui concede come un jukebox delle forze di Polizia e questo a tutto danno delle garanzie dei cittadini, naturalmente, perché bisognerà aspettare il giudice che arriva molto dopo per rimediare agli errori che faranno insieme le forze di Polizia e il PM, mentre oggi è il PM il primo baluardo dei cittadini contro eventuali abusi delle forze dell’ ordine.
L’ufficio del PM e questo è il primo limite che viene messo ai poteri del PM, resta titolare dell’azione penale, spetta a lui aprire le indagini e chiedere il rinvio a giudizio, ci mancherebbe altro, ma dovrà esercitarla l’azione penale secondo le priorità indicate dalla legge, ecco cosa fanno, nella Costituzione scrivono che il PM deve rispettare le priorità indicate dalla legge, poi si fa una legge ordinaria, 50% più 1, in cui si dice che il PM deve dare priorità a certi reati rispetto a altri e indovinate un po’ a quali reati dovrà dare priorità il PM, oggi non deve dare priorità a niente, al massimo se ha troppo da fare dà priorità ai reati più gravi o a quelli commessi più di recente, visto che quelli più antichi rischiano di finire in prescrizione, se deve scegliere proprio, ma non c’è nessuna norma per cui tra una bancarotta e uno scippo è ovvio che dà priorità alla bancarotta, perché? Perché la bancarotta ha rubato a migliaia di cittadini milioni di Euro, mentre lo scippo, per quanto grave sia uno scippo, quanto può avere portato via alla vittima?
In futuro vedrete che avremo una legge che imporrà ai magistrati di dare priorità a scippi, furtarelli, reati di strada e di trascurare bancarotte, falsi in bilancio, corruzioni, concussioni, truffe, i reati che portano via i soldi dalle casse dello Stato o dal mondo della finanza ai danni dei cittadini e dei risparmiatori. Figuratevi questa maggioranza che stabilisce i reati prioritari, ma questi sono capaci di togliere pure la mafia, la camorra e l’‘ndrangheta dai reati prioritari, viste le rappresentanze di mafia, camorra e ‘ndrangheta nel governo e nella maggioranza.
Secondo limite al PM, anche la disponibilità della Polizia giudiziaria sarà rimessa alle modalità stabilite dalla legge, nella Costituzione scriveranno questo e poi faranno una legge a maggioranza semplice, 50% più 1, in cui si spiega che il PM non è più il dominus della Polizia giudiziaria, oggi la Polizia giudiziaria fa quello che le dice il PM, il PM dice “vai lì e loro vanno lì” indaga su quello e loro sono obbligati a indagare su quello, invece in futuro la Polizia giudiziaria sarà lasciata al controllo gerarchico che, di chi è? Del governo, la Guardia di Finanza risponde al Ministro Tremonti, la Polizia risponde al Ministro Maroni, interno, i Carabinieri rispondono al Ministro della Difesa, La Russa e dipenderanno dal governo e basta, quindi se il giudice dice: indagatemi un po’ su quella transazione finanziaria, su quella frode fiscale, loro diranno: no, dovranno fare quello che gli dice il governo, gli agenti di Polizia giudiziaria, pensate un po’ quando si tratterà di indagare su un ragazzo massacrato di botte in carcere o durante una manifestazione, casi è inutile che ne facciamo i nomi, li conosciamo tutti, ce ne sono sempre di più!
Quando la Polizia giudiziaria dovrà indagare su sé stessa, se non ci sarà un ordine preciso del Magistrato, con il cavolo che vado a indagare sul mio collega, o su un mio superiore, se ho un ordine del Magistrato lo faccio e sono protetto da quell’ordine, perché? Perché me l’ha chiesto lui, ma se non ho l’ordine del Magistrato e è una mia iniziativa indagare su un mio superiore, non lo faccio, perché? Perché mi stroncano la carriera, mi mandano a indagare sulle pecore in Sardegna o in Aspromonte! Avete capito la logica del separare le carriere e poi dello spolpare i poteri autonomi che garantiscono autonomia del Magistrato, PM e quindi diritti e equità ai cittadini.
Il Csm, è ovvio, separando i PM dai giudici come carriera separano anche il Csm, uno varrà per il PM e uno varrà per i giudici, così intanto spaccano un organismo unico, lo frazionano in due organismi che conteranno molto di meno, naturalmente, perché? Perché rappresenteranno meno gente e che, attenzione, non saranno più composti come dice l’attuale Costituzione per i 2/3 da magistrati e per 1/3 da eletti dal Parlamento, ma se ci va bene saranno eletti fifty-fifty metà dal Parlamento e metà dai magistrati, se ci va male e secondo me ci andrà male, è una legge di Murphy, con questa classe politica, se può andare peggio ci andrà, per 1/3 il Csm sarà formato da magistrati e per 2/3 da politici e lo chiamano organo di autogoverno della magistratura, un organo di autogoverno che in realtà ha la maggioranza di politici, immaginate cosa diventa il Csm, non un organo di garanzia e autogoverno della Magistratura, ma un plotone di esecuzione per punire i magistrati, chi? Quelli incapaci, quelli fannulloni? Quelli pigri? Quelli corrotti? Quelli collusi? No, quelli verranno promossi, verranno puniti quelli bravi, efficienti, in questi anni il Csm ha tradito il suo compito di difendere i magistrati onesti (vedi Forleo, De Magistris, i magistrati Nuzi, Verasani e Apicella di Salerno che avevano osato mettere il naso in certi santuari) e ha tradito nonostante una maggioranza che ancora è dei magistrati, figuratevi quando avranno la maggioranza i politici cosa non riusciranno a fare, probabilmente riusciranno anche a espugnare le procure di Milano e Palermo che per il momento non sono ancora riuscite, nonostante i tentativi a smantellare.
La fine della separazione dei poteri(espandi | comprimi) Il Csm naturalmente non potrà più esprimere pareri sulle leggi vergogna che attengono una magistratura, lo potrà fare soltanto quando glielo chiede il Ministro e dato che il Ministro sa che un Csm degno di questo nome, non può che fare pareri negativi su leggi orrende, non chiederà i pareri al Csm e così non ci sarà neanche questo barlume di controllo sulle normative in materia di giustizia.
E poi tenetevi forte perché c’è un ingrassamento smodato da parte del Ministro della Giustizia, Alfano si dà un po’ di poteri in più, parecchi poteri in più e naturalmente li dà al Ministro, quindi i Ministri alla Giustizia avranno enormi poteri di interferenza sull’autonomia e indipendenza della magistratura, il Ministro della Giustizia riferirà annualmente alle Camere sullo stato della giustizia, sull’esercizio dell’azione penale e sull’uso dei mezzi di indagine, pensate il Ministro della Giustizia, un politico di un partito della maggioranza, va ogni anno alle Camere e fa una relazione su come va la giustizia, su come viene esercitata l’azione penale, su chi i PM hanno chiesto di processare e chi no e sull’uso dei mezzi di indagine, andrà a ficcare il naso se il Magistrato ha usato le intercettazioni, ha usato i pedinamenti, le microspie, questo, quest’altro metodo di indagine, se non gli piace un’indagine, se non gli piace che si indaghi su qualcuno, il Ministro riferisce al Parlamento e il Parlamento alla fine cosa fa? Vota la relazione del Ministro, si mette ai voti in Parlamento l’esercizio dell’azione penale da parte delle Procure della Repubblica, il Parlamento ogni anno deve approvare o disapprovare le indagini della magistratura, pensate che aborto, abominio, mostruosità, dove va a finire la divisione dei poteri, il Parlamento vota sull’attività della Magistratura, oggi non lo potrebbe fare, perché? Perché le procure potrebbero sollevare un conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato, visto che le procure non devono rispondere a altri, se non alla legge, figurarsi al Parlamento, alla maggioranza o al governo, in futuro le procure non saranno più un potere dello Stato, quindi non potranno più sollevare conflitto davanti alla Corte Costituzionale contro questi abomini, figuratevi il Magistrato come si sentirà intimidito dalla prospettiva che una sua indagine venga pubblicamente denunciata e bocciata dalla maggioranza parlamentare, avendo oltretutto dietro le spalle con il Csm che lo tutela, ma un plotone di esecuzione che lo può fucilare allo spalle, formato da una maggioranza di politici, quindi magistrati che facciano indagini scomode sul potere non se ne troveranno più, salvo kamikaze, aspiranti suicidi.
Il Ministro della giustizia diventa poi una figura che può presentare proposte e richieste al Csm, quindi addirittura partecipa alle riunioni del Csm e propone, concorre alla formazione dei giudici e dei PM, glielo insegna lui ai giudici e ai PM il mestiere di magistrato, glielo insegna il Ministro tramite opportuni insegnanti, potete immaginare quali, immaginate Alfano, Castelli, Mastella, Biondi, Mancuso, i vari Ministri che abbiamo avuto in questi anni, uno più indecente dell’altro, pensate quando potranno concorrere a formare i nuovi magistrati, che formazione tireranno fuori!
Ultimi due punti: ritorna la legge incostituzionale Pecorella, quella che aboliva l’appello del PM, sapete che nel 2005, Berlusconi temendo di perdere il suo processo d’appello, fece abolire l’appello dal suo Avvocato che è l’Avvocato Pecorella che anche il Presidente della Commissione Giustizia, si stabilì che, se tu vieni assolto o prescritto in primo grado e il PM fa appello non lo può più fare, per cui tu la prima volta ti è andata bene, vai a casa per sempre tranquillo e beato, se invece vieni condannato in primo grado, allora tu puoi fare appello e se perdi il processo e ti condannano anche in appello, puoi fare ricorso in Cassazione, il PM invece non può fare appello contro le assoluzioni e le prescrizioni e poi parlano di parità delle armi tra difesa e accusa nel processo penale, è incostituzionale questa porcata, la Corte l’ha bocciata, ha riconsentito anche ai PM, non solo agli imputati di fare appello e adesso la mettono nella Costituzione, una norma già dichiarata incostituzionale dalla Corte.
Infine si prevede anche la partecipazione del popolo all’amministrazione della giustizia, come? Con la nomina elettiva di magistrati onorari per le funzioni di PM, avremmo un po’ di PM eletti dal popolo, pensate che meraviglia, si faranno le campagne elettorali per l’elezione del PM, la Lega avrà il suo candidato, il Pdl avrà il suo candidato, il PD avrà il suo candidato, Di Pietro avrà il suo candidato, la Sinistra radicale, l’Udc avrà il suo candidato, chissà se riescono a trovare un candidato incensurato, pensate che meraviglia, le campagne elettorali per l’elezione del PM, dopodiché chi si farà mai indagare da un PM eletto in quota Lega, in quota Di Pietro, in quota Pdl, in quota PD, in quota Udc, pensate che casino, pensate un extracomunitario processato che si trova sul banco dell’accusa un PM eletto a Bergamo in una lista di PM leghisti, pensate come deve sentirsi sicuro, pensate se non ha il diritto di chiedere la legittima suspicione e il trasferimento a un’altra sede.
Questo per dirvi la gravità di quello che sta succedendo, non mi pare di avere notato grande indignazione in circolazione, ma del resto questo è un paese abituato a tutto, per cui questa porcheria viene spacciata per riforma della Giustizia.
Concludo con un appello, questa settimana Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una notizia e cioè ha raccontato che l’ufficio stampa dell’Enel aveva mandato una strana comunicazione alla nostra concessionaria pubblicitaria e alla nostra amministrazione, in cui si diceva: visto che avete criticato il collocamento in borsa delle azioni dell’Enel Green Power, è un’operazione da 3 miliardi di Euro che ovviamente vengono chiesti ai risparmiatori, visto che Il Fatto ha criticato questa operazione, dicendo che non era proprio esente da critiche, mica abbiamo detto che è una truffa o cosa… abbiamo detto semplicemente che bisognava stare attenti visti certi precedenti, l’Enel farà in modo di non fare più pubblicità su Il Fatto Quotidiano, questa è stata la comunicazione, naturalmente non ce ne può fregare di meno, nel senso che già lo sappiamo che la nostra linea imparziale, soprattutto nelle pagine dell'economia e della politica, quelle più inquinate sugli altri giornali allontana gli inserzionisti pubblicitari, non li attira perché non siamo disponibili a fare soffietti e pompini in cambio di una pagina di pubblicità, cosa che invece fanno molti altri giornali che gli inserzionisti li attirano perché? Perché parlano sempre bene di loro.
Infatti poco abituati alle critiche dagli altri giornali i signori dell’Enel si sono molto meravigliati delle nostre critiche, evidentemente pensavano che dare qualche pagina di pubblicità ad Il Fatto quotidiano gli esentasse da critiche de Il Fatto Quotidiano all’Enel, si vede che sono abituati così con gli altri giornali, perché erano veramente stupefatti delle nostre critiche ma come, facciamo pubblicità su Il Fatto e voi ci criticate? Sì, certo, perché? Perché la pubblicità non serve a comprarsi un giornale, la pubblicità serve a promozionare un prodotto ai lettori di quel giornale, quindi tu inserzionista dovresti occuparti di un unico particolare, quel giornale vende? Vende copie a un numero sufficiente di persone che ci interessa raggiungere con il nostro messaggio promozionale? Se sì, facciamo la pubblicità e la paghiamo in proporzione alla diffusione di quel giornale, se no, non la facciamo, non ci deve essere altro retro pensiero, interesse, evidentemente non è così in Italia, infatti ci hanno detto che avrebbero fatto in modo di non farci più pubblicità, noi cosa abbiamo risposto? Fate come vi pare, evidentemente avevate sbagliato indirizzo, perché noi non siamo un giornale che rinuncia alle critiche quando sono meritate, soltanto perché il destinatario delle critiche ci ha dato qualche pagina di pubblicità, preferiamo restare senza pubblicità, ma continuare a informare i cittadini su quello che i grandi inserzionisti non vogliono far sapere, ma anche che gli altri giornali non fanno sapere per non perdere preziosi e lucrosi inserzionisti in un momento tra l’altro di crisi dell’editoria e della carta stampata e soprattutto a causa del tirar cinghia degli inserzionisti pubblicitari.
Lo dico perché in questi giorni abbiamo la campagna abbonamenti per la prima volta dopo un anno chiediamo ai nostri abbonati di rinnovare l’abbonati e a quelli che non lo sono di abbonarsi, di abbonarsi on line o di abbonarsi via coupon per poter avere ogni giorno il proprio giornale prenotato in edicola, visto che molto spesso, per fortuna, Il Fatto Quotidiano a una certa ora scompare perché tutti si sono comprati le copie disponibili, se andate sul sito ilfattoquotidiano.it trovate i dettagli per la campagna abbonamenti e per il rinnovo degli abbonamenti, sappiate che con 100 Euro o poco più, vi portate a casa per un altro anno un giornale che da questo punto di vista siete sicuri che non bara, perché quando riceve questi strani messaggi degli inserzionisti pubblicitari, invece di risolvere la questione in separata sede, come avrebbero fatto molti altri o invece di dire: abbiamo un’inchiesta sull’Enel, che facciamo la pubblichiamo oppure ci date pubblicità perché anche questo succede e casi recenti ci hanno fatto capire che uso viene fatto di certe informazioni sensibili, noi cosa abbiamo fatto? Massima trasparenza, abbiamo immediatamente messo sul giornale quello che stava succedendo tra Il Fatto e l’Enel, una critica e l’Enel toglie la pubblicità, abbiamo anche raccontato i precedenti perché molti altri giornalisti che hanno osato toccare certi santuari, hanno provocato l’immediato ritiro della pubblicità ai loro giornali e così questi giornalisti sono diventati non solo dei nemici degli inserzionisti, ma anche dei pericoli pubblici per il loro editore che ha perso dei grossi introiti, a Il Fatto Quotidiano si fanno molti errori, siamo un giornale piccolo, giovane, minorenne, direi, ma non si fanno scherzi e non si fanno truffe, per cui ci date la pubblicità? Continueremo a scrivere di voi quello che pensiamo, non ce la date? Liberissimi, ce la togliete subito dopo che vi abbiamo criticati? Vi mettiamo sul giornale perché deve essere tutto trasparente, soprattutto in un giornale che ha un solo padrone, il lettore, non l’inserzionista e non lo Stato visto che siamo anche uno dei pochi giornali in Italia, direi quasi l’unico che non prende un quattrino dalla Presidenza del Consiglio e forse si vede!
Non prendendo un quattrino dalla Presidenza del Consiglio non abbiamo motivi di riconoscenza nei confronti della Presidenza del Consiglio e non abbiamo paura che ci taglino i fondi, perché? Semplicemente perché non li abbiamo mai voluti, passate parola e se potete abbonatevi, buona settimana!" Marco Travaglio
Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile.
Bugie vere (espandi | comprimi) Però basta aspettare, dopo qualche mese, giorno, anno, di solito le bugie trovano una smentita, il problema è che poi nessuno lo viene a sapere perché non si sa mai come vanno a finire le storie e allora facciamo qualche caso, anche perché ormai le bugie non sono soltanto il racconto di un fatto inventato e presentato invece come vero, oppure il racconto di un fatto vero, ma manipolato dalla propaganda, le bugie sono anche quando si usa una parola sbagliata per definire qualcosa, quando cioè non si chiamano più le cose con il loro nome, ma con un altro nome per depistare l’attenzione della gente. Proprio l’altro giorno a Firenze in un convegno organizzato da Libertà e Giustizia, è l’ex Presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha fatto alcuni esempi di quella che lui ha chiamato la neolingua, un idioma completamente folle che ha preso piede in Italia da quando il padrone della televisione è diventato anche il padrone della politica, oltre che dell’economia e di tutto quanto e quindi alla fine è diventato pure il padrone delle parole e tutti noi abbiamo cominciato a parlare con le parole sue, non più facendo attenzione al loro significato e alla loro proprietà e questo naturalmente porta acqua al mulino dei mentitori di regime e ha fatto gli esempi, scendere in campo, l’amore, l’odio, la libertà, il partito degli italiani e tante altre parole che si potrebbero raccontare che sono state inventate, oppure che sono state piegate in questi anni su significati diversi da quello che hanno nel nostro vocabolario, basta pensare a tutte le truffe anche linguistiche intorno alla guerra che è stata chiamata missione di pace, allora quando si va in missione di pace e poi muoiono i soldati, bisogna raccontare che i soldati sono eroi, mentre in realtà i nostri soldati morti non sono eroi per niente perché non hanno fatto nessun gesto eroico, erano lì a fare il loro servizio e sono stati uccisi, quindi sono vittime, non sono eroi, ma vittime di cosa? Di una pace? No di una guerra, quindi vedete come poi mentire su un fatto ti costringe poi a mentire su altri per tenere in piedi la menzogna.
Partirei da quello che è successo ieri sera a Report, il programma d’esordio di Milena Gabanelli e di come è stato presentato da alcuni giornali, intanto per ridere un po’ guardare Il Giornale di oggi “La perizia dei PM che inchioda Fini, l’appartamento di Montecarlo, i magistrati monegaschi a quelli romani: la casa valeva un milione, più del triplo del prezzo di vendita e ora archiviare è difficile. Report in fuga dal Principato finisce alle Antille e cerca di spacciare Berlusconi per il Presidente della Camera, qui se non fosse che questo sembrerebbe un giornale perché si presenta con la stessa veste degli altri, ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate, Report avrebbe dovuto stazionare a Montecarlo e ripetere le cose che abbiamo già sentito milioni di volte e non recarsi invece alle Antille dove non il cognato di Berlusconi, ma Berlusconi possiede diverse ville, ha cementificato un promontorio e una baia, il tutto spendendo una ventina di milioni, che peraltro non sappiamo a chi sono andati, perché non sappiamo di chi sono le società che si stanno occupando della costruzione di questo gigantesco complesso turistico e soprattutto non sappiamo chi c’è dietro a questa famosa o famigerata Arner Bank, la cui filiale milanese è sotto inchiesta a Milano e a Palermo per riciclaggio, la Arner Bank è quella dove Berlusconi ha il conto corrente N. 1 e la Banca d’Italia ha già segnalato operazioni di possibile riciclaggio su una certa quantità di capitali in parte dicono i magistrati, capitali propri riguardanti il nostro Presidente del Consiglio, quindi Report ha finalmente rimesso le cose a posto, cioè non il cognato di Berlusconi sospettato di affittare o di possedere una casa di 55 metri quadrati a Montecarlo venduta da Alleanza Nazionale a una società offshore , ma Berlusconi in persona possiede diverse ville intestate a società offshore, collegate a una società di cui nessuno sa chi c’è dietro e soprattutto con soldi movimentati da una banca sospettata di riciclaggio dalla Procura di Milano e di Palermo, adesso naturalmente ci si aspetterebbe che Il Giornale e Libero facessero una raccolta di firme per le dimissioni di Berlusconi, facessero 60/90 copertine e prime pagine seguiti da campagne di Tg1, Tg2, Tg5 e Studio Aperto, Rete 4, Panorama etc., invece naturalmente non succederà nulla di tutto questo.
Tant’è che si continua sulla casetta a Monaco, anziché alzare gli occhi dal cognato e guardare invece il titolare che, tanto per cambiare è il nostro Presidente del Consiglio che è impegolato in pieno in tutto il mondo offshore e in tutti i paradisi fiscali dei Caraibi. Ma è anche interessante come anche un giornale “indipendente” La Stampa di Torino di proprietà della FIAT, dà questa notizia, notizia rilevata da Report, ma preceduta da un’altra notizia clamorosa, che l’Avvocato Ghedini pretendeva la censura preventiva del programma, annunciando già querele prima ancora di averlo visto, tant’è che la Gabanelli con grande candore ha detto: ma guardatela tra trasmissione, poi magari ci quereli, ma come fai a querelarci prima che andiamo in onda? Ricorderete che nelle intercettazioni di Trani si sentiva il Cavaliere dare di matto con Masi, con il commissario della AGcom Innocenzi perché voleva assolutamente chiudere Annozero prima che andasse in onda, non appena si veniva a sapere che avrebbe parlato della D’Addario o di Ciancimino o di Spatuzza o del caso Mills, mentre Masi spiegava a questo Innocenzi che era pressato dal Cavaliere che chiudere ex ante un programma è Roma di Zimbabue, semmai lo si chiude, semmai no si chiude ex post, Masi è un burocrate quindi è per la via burocratica alla censura, ci vogliono le carte a posto, aspettiamo che Santoro faccia qualcosa che non ci piace, la faccia fuori dal vaso e poi chiudiamo ex post, ma non ex ante.
Adesso è saltata anche la via burocratica alla censura, per cui Masi è stato costretto a smentire sé stesso e a fare un provvedimento che chiudeva Annozero ex ante, addirittura prima di sapere di cosa avrebbe parlato Annozero questo giovedì e il prossimo, poi sapete che come al solito gli è andata male perché Santoro ha fatto ricorso all’arbitrato e quindi la squalifica di due settimane è stata per il momento sospesa e quindi Annozero andrà in onda questo giovedì e il prossimo, ma persino Ghedini che aveva difeso Annozero perché Ghedini ha tanti difetti ma non è un censore preventivo, è stato costretto ieri a fare questa partaccia di chiedere a un programma di non andare in onda, perché evidentemente immaginate il nano quanto ha dato di matto tra sabato e domenica nel tentativo disperato di bloccare quella trasmissione che lo mette di nuovo al centro di un problema sul quale i suoi house organ avevano cercato di dirottare l’attenzione a proposito di Fini, del cognato etc., i rapporti tra Berlusconi, le offshore, il mondo dei paradisi fiscali che tutto l’occidente, soprattutto dopo la crisi finanziaria, sta combattendo con le liste nere, grigie e lo stato di Antigua e Barbuda dove Berlusconi ha queste ville, è a pieno titolo nella lista grigia dell’Ocse , tra i paesi che non collaborano e non danno trasparenza finanziaria e fiscale alle società che lì vengono create.
Un giornale "indipendente" come La Stampa, oggi in prima pagina un minuscolo titolo su questo caso, che è intitolato “La Polemica” come se fosse una polemica filosofica, un certamen, una discussione accademica, le case, le società offshore e nei paradisi fiscali di Berlusconi sono La polemica e qual è la polemica? Scontro Report – Pdl sulle ville del Premier, naturalmente chi ha visto la puntata ha visto che non c’è stato nessunissimo scontro, c’è un giornalista, un inviato, Paolo Mondani che è andato sul posto e ha intervistato le persone e ha fatto vedere delle immagini, dei documenti, ha fatto delle domande, La Gabanelli ha detto che Berlusconi avrebbe il dovere di spiegare queste cose, visto che riguardano lui, non cognati, cugini, zie, prozie etc., riguardano lui e ci sono inchieste di riciclaggio sulla banca che ha movimentato queste cose, ci sono dubbi sulla proprietà della società che per lui ha costruito queste case, ha intermediato la vendita dei terreni, quindi è lui che deve spiegare perché riguardano lui non un suo parente o un suo amico, tutto questo viene sminuzzato sotto l’occhiello “la polemica” e il titolo “scontro Report – Pdl sulle ville del Premier” come ci fosse uno scontro tra la Gabanelli e il Pdl, la Gabanelli ha fatto il suo mestiere, è il Pdl che gli è andato contro, ma non c’è nessuno scontro quando tu stai fermo e uno ti viene dentro, no?
Per non usare la parola “censura”, pensate a cosa ricorrono questi giornali e chiamare le cose con il loro nome è importante perché poi se uno usa la parola giusta, la gente capisce cosa è successo, per esempio sul caso Santoro avete visto, che poi non esiste, che si è tentato, tutti i giornali titolavano “Santoro ha insultato Masi mandandolo a ‘fanculo” anzi a “’fanbicchiere” vuole dire ‘fanculo, quindi Masi ha dovuto provvedere perché non esiste nessuna società che un dipendente insulti il suo Direttore generale o come dice Masi di sé stesso, il suo capo – azienda, termine un po’ Fantozziano, è poi vero che Santoro ha insultato Masi? E’ interessante perché se fosse vero almeno lo potrebbero sostenere, ma bisognerebbe che fosse vero che Santoro ha insultato Masi.
Se fate caso l’altra sera in quel programma che per fortuna non vede nessuno a mezzanotte su RAI 2, mi pare si chiami “l’ultima parola” forse lo dovrebbero intitolare l’ultima cazzata, visto quello che va in onda, c’era il povero Gomez che cercava disperatamente insultato e assediato e accerchiato da un sacco di gente che lo insultava, compreso Sgarbi, di dire alcune cose, non è riuscito, proprio perché sopraffatto a leggere semplicemente le parole che vengono contestate a Santoro, il famoso insulto a Masi, in realtà ricordate che Santoro non ha neanche parlato di Masi, ha semplicemente paragonato la situazione di Annozero e della RAI a quella di una fabbrica di bicchieri che è leader nel mercato, che vende bicchieri a gogò, perché li fa bene i bicchieri e a un certo punto il padrone della ditta decide che bisogna smettere di produrre questi bicchieri, oppure bisogna cambiare questi bicchieri perché vendono troppo e quindi la ditta va troppo bene, quindi alla fine di tutta questa metafora, Santoro diceva testualmente “ma voi imprenditori se vi dicono che tutti i bicchieri anche quelli della vostra azienda devono tutti avere il marchio libertà ex ante, altrimenti non vanno in commercio, cosa gli dite? Che sia l’azienda, il direttore, l’autorità gli direste “ma vaffanbicchiere”” secondo voi questo è un attacco personale a Masi?Perché questo proprio questa scritto Masi nel provvedimento con cui sospendeva per 2 settimane Annozero, punendo tra l’altro la trasmissione e quindi i suoi redattori e i suoi telespettatori, facendo finta di punire Santoro, se vuoi punire Santoro dagli una multa, ma non bloccare una trasmissione.
Bugie televisive e bugie elettorali (espandi | comprimi) “Frasi insinuanti – scriveva Masi – e espressioni allusive e irriguardose, chiaramente volte a denigrare il direttore generale della RAI, così concretizzando di fatto un attacco personale”.L’attacco personale è quando attacco personalmente te, non quando faccio una metafora dove cerco di spiegare un problema e dove mi rivolgo all’azienda, il direttore e l’autorità, e infatti Masi aggiunge “come unanimemente recepito dai massmedia” se i massmedia avessero dato conto delle parole esatte di Santoro, lui non avrebbe potuto sostenere che era un attacco personale, ma tutti o quasi i media hanno scritto che Santoro aveva insultato mandandolo a “fan”, Masi, mentre invece non è vero, aveva fatto una metafora per spiegare il problema di un’azienda che quale programma va a sabotare? Non quelli che non hanno successo e che quindi costano più di quello che rendono, ma proprio un programma che ha successo, dà prestigio all’azienda e quindi rende più di quanto costa, questo era il suo ragionamento.
Se Santoro voleva a “‘fanculo” Masi ce lo mandava direttamente, non mi pare sia uno che si nasconda dietro a un dito, ma vedete com’è importante prendere il testo delle cose, chiamare le cose con il loro nome, usare le parole giuste affinché la gente capisca o com’è furba invece l’operazione di chi cambia le parole per depistare l’attenzione o fare in modo che la gente capisca altro rispetto a quello che è successo.
Ma non è mica l’unico caso, qualcuno di voi ricorderà che qualche mese fa, credo fosse marzo – aprile, proprio quando furono chiusi i programmi di approfondimento per chiudere Annozero alla vigilia delle elezioni, la lista del Pdl a Roma, come pure a Milano rischio di non essere presentata, di non comparire sulla scheda elettorale, perché erano arrivati in ritardo a presentarla sulla scadenza prevista dalla legge, c’era un certo Milioni che doveva presentare le lise del Pdl a sostegno della Polverini a Roma, che era arrivato tardi e quindi era stato escluso, allora lui stesso aveva detto: sono uscito per farmi un panino, poi quando sono rientrato i Radicali mi hanno fatto violenza, non ho potuto mettermi in coda con gli altri, quindi sono stato escluso con la violenza, Berlusconi negò addirittura responsabilità e disse: ci è stato impedito di presentare le liste, non vi è stata da parte nostra nessuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti, il comportamento della sinistra è stato e è antidemocratico e meschino, dopodiché cosa fecero? Denunciarono il Magistrato per abuso d’ufficio che aveva impedito loro all’ufficio elettorale della Corte d’Appello di presentare la lista perché erano arrivati fuori tempo, denunciarono i Radicali per violenza e per la minaccia che avrebbero proferito a danno di questo povero Milioni impedito a presentare le liste, fecero una campagna tremenda contro le toghe rosse che volevano impedire al centro-destra di vincere le elezioni, si fecero un decreto in corso d’opera avallato da Napolitano per cambiare la legge elettorale e legittimare ex post le illegalità che avevano commesso, così rimase nella testa della gente che a Roma si era cercato di impedire di presentare quelle liste, anche se poi la Polverini aveva vinto lo stesso, perché poi alla fine il Tar stabilì che il Decreto non poteva funzionare in quanto cambiava una legge nazionale, mentre le elezioni regionali sono regolate da leggi regionali e il Decreto non cambiava la Legge Regionale ma cambiava quella nazionale.
Adesso il Magistrato che è stato processato a Perugia con l’accusa, denunciato dal centro-sinistra per avere impedito la presentazione delle liste, si avvia all’archiviazione perché rivela L’Espresso questa settimana, “Milioni di bugie”, cosa si è scoperto? Intanto che non c’è stata nessuna violenza a danno di Milioni da parte dei Radicali e l’ha detto Milioni ai magistrati, quando si parla davanti ai magistrati le chiacchiere stanno a zero, se uno mente, commette falsa testimonianza, infatti mutando versione come scrivono i PM nella richiesta di archiviazione, Milioni dice: i Radicali non pronunciarono nei nostri confronti frasi minacciose, non ci fu alcun contatto fisico, fecero un po’ di chiasso e si limitarono a sdraiarsi per terra, il problema qual è? Non sono i Radicali sdraiati per terra, è che Milioni è arrivato in ritardo rispetto all’orario previsto delle ore 12 di quel fatidico giorno di fine febbraio, ma di più, i magistrati sono andati a vedere i tabulati del telefonino di Milioni, perché dai tabulati del telefonino si capisce tu dove stai, se stai nella zona del Tribunale, oppure no, lui dove era? Tra le 11,40 e le 12,30? Era nella zona di Via di Pineta Sacchetti che è a 6 chilometri da Piazzale Clodio dove c’è il Tribunale, dove c’è l’ufficio elettorale, quindi Milioni era a 6 chilometri dal luogo dove avrebbe dovuto presentare le liste, è la prova che è arrivato in ritardo, quindi che tutta la campagna che è stata fatta contro i magistrati, contro i Radicali, a sostegno del Decreto firmato poi da Napolitano e bocciato poi dal Tar e dal Consiglio di Stato, era completamente falsa, una gigantesca bufala che ha alterato la campagna elettorale e quindi il risultato delle elezioni, pensate quanta gente è andata a votare, convinta che bisognasse fare fronte comune con la Polverini, contro le toghe rosse e i comunisti cattivi che addirittura vogliono impedire al centro-destra di presentarsi alle elezioni.
Ma andiamo avanti, perché di balle smascherate questa settimana ce ne sono veramente parecchie. Ricordate Calciopoli? Era molto chiara quando nel 2005 uscirono le intercettazioni di Moggi, della Fiorentina, della Lazio, del Milan, della Reggina, della Cupola, qualche mese fa al processo di Napoli, gli Avvocati di Moggi dicono: i magistrati e i Carabinieri non hanno tirato fuori tutte le intercettazioni, perché? Perché quello che aveva fatto Moggi, in realtà lo facevano tutti, lo facevano anche quelli che si propongono come vittime della cupola di Calciopoli, lo faceva Facchetti e sventolarono con grande clamore una telefonata tra Facchetti che all’epoca era dirigente dell’Inter e il designatore arbitrale Paolo Bergamo, in cui dicevamo gli Avvocati di Moggi, Facchetti diceva a Bergamo “metti dentro Collina” l’arbitro che evidentemente secondo gli Avvocati di Moggi, Facchetti voleva imporre al designatore arbitrale perché evidentemente favorevole all’Inter, qualcuno disse: ma no, Facchetti lo faceva per legittima difesa contro la cupola, ma qui il problema è: l’ha detta Facchetti quella frase o non l’ha detta Facchetti, perché se l’ha detta Facchetti bisogna processare l’Inter esattamente come le altre società coinvolte in Calciopoli, non serve a dimostrare che Moggi è innocente, dimostrare che Giacinto Facchetti è colpevole, semmai abbiamo due colpevoli, abbiamo un colpevole in più, invece Moggi la usava per dire: lo fa Facchetti, quindi allora sono innocente, perché questo è il teorema berlusconiano e craxiano è passato: se io sono ladro, ma riesco a scoprire che c’è anche un altro ladro, allora non è che siamo due ladri, siamo 0 ladri!
Questo non può funzionare, però se si dimostrasse che Facchetti ha chiesto e ottenuto, ma anche solo chiesto un arbitro al designatore arbitrale, vorrebbe dire che almeno una volta ha fatto ciò che Moggi faceva sempre e quindi nelle proporzioni dell’episodio, andrebbe processata anche l’Inter.
Tutto questo cancan, poi si è spento, non se ne è più saputo niente, intanto il processo sta andando avanti all’insaputa dei giornali e dei cittadini, se non che a un certo punto cosa è successo? Che il Tribunale ha chiesto a un perito di andare a riascoltare quell’intercettazione per vedere se ha ragione la difesa di Moggi e cioè che bisogna processare anche l’Inter per quello che diceva Facchetti, intanto il figlio di Facchetti, aveva detto: no, non era mio padre che lo diceva, nella telefonata si capisce benissimo che è Bergamo che parla di Collina e non è mio padre, la riconosco la voce di mio padre ma non gli hanno dato retta, hanno detto: è il figlio, difende la memoria del padre, non ci possiamo fidare, perizia definitiva del Tribunale, il perito è andato a riascoltare quella telefonata e che cosa ha scoperto? Che la frase su Collina la dice Bergamo e non la dice Facchetti, quindi tutto il cancan che è stato fatto da Moggi e dai suoi trombettieri sparsi nei vari giornali, sono ancora parecchi, era completamente basato sul falso, hanno calunniato un morto, perché il povero Facchetti non c’è più, hanno sputtanato il buon nome di Facchetti, cosa facendo? Semplicemente invertendo le frasi della conversazione, attribuendo a lui quello che diceva all’altro, naturalmente non c’è stato nessun clamore paragonabile a quello che c’era stato a suo tempo, quindi ci sono moltissime persone, anche in buonafede convinte che Moggi è un perseguitato dalla lobby dei magistrati alleati con l’Inter, non si è ancora capito per quale motivo i magistrati di Napoli dovrebbero essere alleati con l’Inter, ma comunque ci sono un sacco di persone, convinte anche in buonafede che c’è un complotto, proprio perché non hanno la possibilità di avere il quadro completo dei fatti e quindi ciascuno va a tifoseria, alcuni juventini pensano che la Juve è stata vittima di un complotto, perché? Perché semplicemente non gli è stato fornito lo strumento per capire che la dirigenza juventina di quel periodo, il periodo Moggi - Giraudo era una dirigenza inquinata dall’illecito sportivo permanente e stabile e lo dice uno juventino che però conosce i fatti e che quindi si vergogna di quello che ha fatto la società per la quale simpatizza.
Bugie siciliane (espandi | comprimi) Altra balla, ne abbiamo parlato spesso, Ciancimino chissà se Ciancimino dice la verità o meno, quando parla bisogna stabilire se quello che dice è vero o è falso, quando porta dei documenti bisogna stabilire se quei documenti sono autentici o meno, sono documenti originali o sono documenti apocrifi, fabbricati a arte e poi bisogna ancora stabilire naturalmente se quello che c’è scritto nei documenti è vero o non è vero, tra l’autenticità e la veridicità di un documento, ce lo siamo già detti, c’è ancora un salto, quindi è giusto che il testimone Ciancimino venga sottoposto al più duro esame e riscontro, perché?Berlusconi archiviato sia per riciclaggio, sia per mafia, per concorso esterno, perché? Ogni volta i magistrati dicevano: abbiamo elementi ma non sufficienti allo scadere delle indagini per supportare un giudizio nei suoi confronti e quindi l’archiviazione vuole dire che il fascicolo rimane congelato in freezer, in attesa di fatti nuovi, se emergono fatti nuovi il fascicolo viene riaperto, ecco perché le parole di Ciancimino e ultimamente anche della madre di Massimo Ciancimino, della vedova di Vito Ciancimino sono fondamentali e gravissime se fossero confermate le parole e i documenti a supporto, perché se fossero autentiche e veridiche, vorrebbero dire che è vero che Berlusconi ha ricevuto soldi, capitali mafiosi negli anni 70/80 da Vito Ciancimino, dai costruttori Bonura e Buscami, da Stefano Bontade come già hanno raccontato Rapisarda e tanti pentiti, qui le chiacchiere sono a zero perché ci sono documenti originali, se sono autentici vuole dire che bisogna riaprire le indagini su Berlusconi per mafia e per riciclaggio, capite qual è la posta in palio, infatti Berlusconi l’ha capita, i suoi giornali l’hanno capita e infatti hanno cominciato a martellare Ciancimino dicendo che è un cazzaro, che è un pallista, che racconta balle.
Approfittando di quello che ha detto il Gen. Mori, imputato nel processo dove Ciancimino è testimone di accusa anche nei suoi riguardi, hanno detto: lo dice anche il Gen. Mori Massimo Ciancimino fa i documenti con il photoshop , con il copia e incolla, taglia delle parole, le appiccica, poi fa il photoshop e fa finta che sono documenti originali di suo padre.
Anche qua le chiacchiere a un certo punto stanno a zero, perché? Perché chi si incarica di questo? La polizia scientifica che ha il compito di stabilire, intanto l’originalità della carta dei documenti originali prodotti da Massimo Ciancimino per vedere se risale veramente al periodo in cui sono datati e poi l’analisi di quelli che invece vengono forniti in fotocopia per vedere se sono anche questi databili al periodo in cui li data Massimo Ciancimino, riferendoli a suo padre, se le grafie corrispondono e poi se il contenuto è o non è plausibile e riscontrabile, la Polizia scientifica dopo mesi di analisi è arrivata l’altro giorno al processo Mori che è il primo dove vengono utilizzate le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla stagione delle stragi e delle trattative e ha dato i risultati delle analisi della Polizia scientifica sui 55 documenti forniti finora ai Magistrati di Palermo e Caltanissetta da Massimo Ciancimino e cosa ha stabilito la scientifica? Che di quei 55, 54 sono assolutamente originali o fotocopie di originali, senza nessun problema e quindi autentici, spetterà poi ai magistrati stabilire anche se sono veridici, ma intanto stiamo parlando di carte buone, non di carta straccia.
Ce ne è uno che presenta delle anomalie, infatti immediatamente su quello, non sui 55 buoni, si sono scatenati i giornali, ancora una volta La Stampa, curiosamente “Berlusconi e la mafia e il falso di Ciancimino. La perizia della Polizia: ha costruito un documento facendo un collage” l’unica carta risultata manipolata scrive La Stampa, Il Giornale “il falso di Ciancimino, l’oracolo di Annozero, i fogli che provano i legami mafiosi del Cavaliere? Un collage e la calligrafia non sarebbe tutta di Don Vito”, falso, manipolazione, collage, però Il Giornale fa un bel autogol, perché dice “i fogli che provano i legami mafiosi del Cavaliere sono un collage” se non fossero un collage, quindi provano i legami mafiosi del Cavaliere, quindi l’importante è vedere cosa vuole dire questo collage, perché uno può fare un collage di due documenti autentici, non è che diventano falsi soltanto perché uno li incolla uno vicino all’altro, bisogna vedere se il collage è di documenti autentici o fasulli, quindi è importante stabilirlo.
Di cosa stiamo parlando? Cos’è questo collage? Cosa dice la scientifica a dispetto di quello che hanno scritto La Stampa e Il Giornale che è completamente fasullo? La scientifica si riferisce a cosa? Si riferisce a una fotocopia formato A4, dove da un lato c’è un documento scritto a mano molto netto, molto marcato, molto nero, molto scuro, dall’altro un documento con un’altra grafia scritto molto più pallido che sembra quasi a matita, però è una fotocopia, di qua uno, di qua l’altro, due documenti appiccicati e fotocopiati sullo stesso foglio A4, cos’è quella roba? E’ un documento, anzi sono due documenti nei quali si leggono alcune annotazioni sia da una parte, sia dall’altra, o una da una parte e una dall’altra, Berlusconi – Ciancimino, Milano truffa assicurazioni, Milano – Gelli Bono, Calvi, e altre annotazioni di questo genere.
E’ un documento, non è l’unico, dove si fa riferimento a Milano, Gelli, Bono che era un personaggio considerato legato alla mafia che lavorava a Milano in quel periodo e frequentava il giro di Dell’Utri e Rapisarda, Berlusconi – Ciancimino etc., quindi è un documento, come dice Il Giornale che proverebbe i rapporti mafiosi del Cavaliere, in realtà c’è molto di più tra le carte che portano Massimo Ciancimino e la madre su questi rapporti, ma in ogni caso vediamo questo collage.
Sarebbe grave se Massimo Ciancimino avesse preso degli appunti che non erano di suo padre, li avesse consegnati alla Magistratura dicendo che erano appunti di suo padre e poi la scientifica avesse scoperto che in realtà era un collage di robe sue fatte adesso, per far dire a suo padre già morto, delle cose che non ha detto, sarebbe veramente un falso, una manipolazione. Invece cosa succede? Che Massimo Ciancimino questa fotocopia con i due documenti uno di qua e uno di là con grafia diversa, lo consegna ai magistrati di Palermo e Caltanissetta, il primo dicembre 200 9, si presenta davanti ai magistrati che l’hanno convocato per uno dei suoi tanti interrogatori, di fronte si trova il Procuratore Capo di Caltanissetta Sergio Lari e il sostituto Procuratore di Palermo Nino Di Matteo, questi mettono a verbale che lui sta consegnando il documento e glielo fanno descrivere, è molto interessante vedere cosa c’è nella trascrizione filmata e verbalizzata di quell’interrogatorio a proposito di quel documento, cosa si legge nel verbale? Perché è lì che si vede se Massimo Ciancimino ha cercato di truffare i magistrati spacciando per roba di suo padre della roba sua o di qualcun altro.
Dice Massimo Ciancimino “Guardando il foglio alla mia sinistra è la mia grafia, alla mia destra è la grafia di mio padre, gli appunti più chiari sono scritti a matita da mio padre come sempre faceva, infatti li ho fotocopiati per evidenziarli meglio. Quelli più scuri è la mia grafia, erano argomenti che mi ripromettevo di approfondire con mio padre” domanda dei magistrati “quindi è un foglio misto?” risposta “sì è un foglio misto” magistrati “quindi è un collage?” risposta “esatto” domanda dei PM “ridotto in fotocopia?” risposta “sì” cosa vuole dire? Che Ciancimino non ha niente da nascondere.
Nel 2000/2001 stava preparandosi a scrivere con suo padre un libro di memorie del padre e lui la aiutava, gli faceva da scribacchino, dopodiché quel libro non si fece perché suo padre all’improvviso morì nel novembre 2002, in tutto questo materiale che avevano messo insieme per scrivere il libro, Massimo Ciancimino che intervistava suo padre per il libro di memoria, si era fotocopiato da una parte dei suoi appunti da chiedere a suo padre e dall’altra un appunto di suo padre su cui lui intendeva chiedere chiarimenti al padre e quindi per comodità se li era fotocopiati nella stessa fotocopia, gli originali poi, chissà dove sono finiti, lui ha ritrovato quella fotocopia, appena l’ha consegnata ai magistrati ha detto: guardate che di qua sono io che scrivo e di qua è mio padre che scrive, per comodità avevo fotocopiato insieme, ve lo dico subito perché non pensiate che voglio confondere quello che ho scritto io, con quello che ha scritto mio padre, vi sembra l’atteggiamento di uno che vuole presentare carte false? Vi sembra che si possa dire che sono carte false queste? Soltanto perché stanno fotocopiate sullo stesso foglio A4, è a follia, sarebbero false se lui avesse attribuito a altri quello che invece ha attribuito in parte a sé stesso e in parte a suo padre, oppure se avesse preso dei pezzi di carta apocrifa e li avesse attribuiti a suo padre, ma fin dall’inizio lui ha detto esattamente le cose cole stavano.
Nel 2009 un anno fa, un anno prima che lo scoprisse la Polizia scientifica, l’aveva già detto lui a verbale, quindi i titoli che avete letto “Il falso di Ciancimino, l’oracolo di Annozero. Berlusconi e la mafia il falso di Ciancimino” sono l’unica cosa falsa di tutta questa storia che è: bisogna sputtanare Massimo Ciancimino , perché? Perché altrimenti certe carte, autentiche, parlano da sole sui rapporti del nostro Premier e la mafia.
Ma non è mica finita, perché abbiamo una nuova inchiesta su Berlusconi, questa volta a Roma, sapete chi ce l’ha? Ce l’ha lo stesso PM che sta indagando sulla casa di Montecarlo, il Procuratore aggiunto di Roma che si chiama Laviani, quest’ultimo indaga sul caso di Montecarlo dove non ci sono indagati, probabilmente non c’è neanche il reato di truffa, indaga perché Storace arcinemico di Fini ha fatto una denuncia, applausi a Laviani da parte dei giornali di centro-destra, evviva, indaga la Procura di Roma quindi vuole dire che c’è qualcosa sotto, ci sono dei reati, anche se non ci sono indagati, e l’indagine è contro ignoti.
Poi si scopre che Laviani ha aperto un’inchiesta su Berlusconi insieme a una PM e allora questa diventa la prova che Berlusconi è perseguitato, se Laviani apre un’inchiesta su Montecarlo vuole dire che c’è del marcio, anche se Fini non è indagato e neanche suo cognato, se apre un’inchiesta su Berlusconi con Berlusconi indagato, allora vuole dire che Berlusconi è perseguitato e è lo stesso Laviani che diventa toga rossa o toga azzurra a seconda delle circostanze.
Balle offshore (espandi | comprimi) In realtà è semplicemente un magistrato che quando riceve una denuncia fa delle verifiche, ma non avendo trovato reati, per il momento non ha iscritto nessuno sul registro degli indagati, caso Montecarlo, dall’altro riceve da Milano un fascicolo per competenza su fatti di evasione fiscale commessi per due anni dalle società televisive di Berlusconi, Rti (reti televisive italiane) Canale 5, Rete 4 e Italia 1 nella solita compravendita di film gonfiata con le varie triangolazioni sulle società offshore, fondi neri, evasione fiscale, i magistrati di Milano gliela mandano così, ancora contro ignoti, lui guarda, fa una perizia, anzi una consulenza tecnica e alla fine iscrive Berlusconi e Piersilvio per un’evasione fiscale, se non erro di 16 milioni di Euro.
Indagine su Berlusconi a Roma, evasione fiscale è l’ipotesi di accusa, titolo de Il Giornale “Assedio a Berlusconi” titolo di Libero “Cacciagrossa a Silvio, un nuovo attacco dei giudici, torna in campo il partito dei giudici” si leggono espressioni curiose come, parlo del Giornale e di Libero “l’ultima aggressione, perseguitato ma vado avanti, i trucchi dei PM per tenere in ostaggio il Cavaliere” Libero “caccia grossa a Silvio, nuovo attacco dei giudici, è ripartita la caccia al Cavaliere, Silvio deve rompere l’asse Fini – PM” contro il Premier l’assalto coordinato di 9 Procure, la guerra tra giudici e Silvio, i giudici vogliono fermare la Riforma” vi ho citato 10 titoli perché non ce ne è uno che contenga le parole chiave della notizia “indagine, evasione fiscale” non ci sono, la parola “indagine” e la parola “evasione fiscale” non sono in nessuno dei titoli de Il Giornale e di Libero, perché? Perché se uno parla che c’è un’indagine per evasione fiscale a carico del capo del Governo, uno che le tasse le dovrebbe far pagare agli altri e a sé stesso e che in realtà ancora una volta è stato beccato a frodare il fisco, come fai a sostenere che è una persecuzione? Invece basta chiamare l’inchiesta per evasione fiscale “assedio, attacco, guerra, caccia, caccia grossa, aggressione, persecuzione, trucchi” per far capire che c’è qualcosa che non va, pensate se avessero indagato Fini, cosa avrebbero titolato Il Giornale e Libero, certamente non “caccia grossa a Fini, nuovo attacco dei giudici, torna in campo il partito dei giudici, assedio a Fini” vedete com’è importante chiamare le cose con il loro nome o per questi bugiardoni chiamarle con un nome sbagliato, diverso?
Ultimo, l’inchiesta di Woodcock, ne abbiamo parlato la settimana scorsa per le minacce proferite forse scherzose, forse no, dal Vicepresidente de Il Giornale Porro al portavoce della Marcegaglia, come vi ho detto sono totalmente disinteressato alla difesa della Marcegaglia, anzi ne abbiamo sempre detto tutto quello che si meritava.
Ma in questa inchiesta si è detto: ah ma la fa Woodcock quello che non ne azzecca una ! Sono andato a controllare un po’ perché questa settimana il consigliere del Csm in quota Lega Brigandì ha chiesto al Csm di aprire una pratica contro Woodcock perché Woodcock non ne azzecca una e quindi discreta la giustizia, allora sono andato a vedere, anche perché poi c’è il solito idiota, il solito pirla con le mesches che scrive che l’inchiesta di Woodcock non servirà a nulla, non arriverà a nulla, ha impiegato risorse non meglio utilizzate, ha messo in piazza conversazioni private di nessuna valenza istruttoria, perché tutte le inchieste di Woodcock valgono zero.
Tanto perché lo sappiate, Woodcock è un magistrato che tra le altre cose ha fatto condannato il Cancelliere del Tribunale di Potenza dove lui lavorava perché il Cancelliere prendeva mazzette, poi il cancelliere ha dovuto risarcire i danni, ha fatto l’inchiesta sulle tangente Inail e moltissimi imputati hanno patteggiato e sono stati condannati e hanno risarcito un sacco di soldi alla pubblica amministrazione, compresi il Direttore generale dell’Inail e il Presidente del Collegio Sindacale dell’Inail e poi ha fatto condannare in primo grado l’Ambasciatore Vattani perché faceva telefonate con i mezzi dello Stato a segretarie, ragazze etc., ha fatto condannare il Consigliere regionale del Lazio Gargano, imprenditori come Claudio e Roberto Petrassi, ha fatto condannare una dirigente dell’agenzia delle entrate, sempre per l’inchiesta Vip, ha fatto risarcire un sacco di soldi a questi personaggi, ha fatto condannare il più noto Avvocato della Basilicata Piervito Bardi per favoreggiamento aggravato, era uno che per un certo periodo era stato anche l’Avvocato di Vittorio Emanuele, ha fatto rinviare a giudizio un Magistrato che oggi è Procuratore di Avezzano e prima era dirigente al Ministero della Giustizia, se non erro ai tempi di Mastella, si è occupato di personaggi come Monsignor Camaldo in fluentissimo relato Vaticano il cui nome è ricomparso nelle indagini sulla cricca della protezione civile, ha fatto condannare Corona per 3 volte addirittura in indagini che poi sono passate per competenza a altri tribunali per estorsione e altri reati e nell’indagine sulle tangenti Total per l’estrazione del petrolio in Basilicata, ci sono importanti conferme fino in Cassazione di questo procedimento che è ancora in corso, quindi Woodcock come tutti i magistrati fa le sue indagini e poi alcune approdano a condanna, altre a rinvio a giudizio, altre proscioglimenti, altre a prescrizioni come sempre avviene in Italia le indagini si fanno per coprire se uno è colpevole o no, quindi non è affatto detto che l’indagine quando parte debba già essere sicura di arrivare a condanne per tutti quanti, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi.
Ma vedete, basta ripetere ogni tanto che questo Woodcock non ne azzecca una e la cosa si viene a sapere, tengo per la prossima settimana questa meraviglia “Piemonte, il ribaltone anti-Cota è già scritto” se uno vince le elezioni con il trucco, con liste che non hanno ottenuto le firme o che hanno fatto delle truffe, deve essere naturalmente destituito e si devono fare le elezioni, oppure deve passare il primo, quello che ha avuto più voti dopo di lui, questo viene chiamato ribaltone, ma di questo parleremo la prossima settimana perché ci sono pressioni scandalose sulla magistratura piemontese perché confermi il voto truccato che ha portato all’elezione del governatore Cota, passate parola!
La censura sta diventando lo sport preferito di maggioranza e governo: è stata attivata per Annozero, per il pubblico delle trasmissioni, per tutte le voci libere e, naturalmente, per l’Italia dei Valori che continua ad aleggiare come una fantasma senza voce soprattutto nel tg di Minzolini.
Ma questa sera i soliti noti ci vogliono provare con Report, il programma di Rai Tre, perché ha preparato un servizio in cui si ricostruisce l'acquisto da parte di Silvio Berlusconi di una serie di immobili nell'isola caraibica di Antigua. Il Governo attacca solo il vero giornalismo. Quello che non rinuncia al compito di cane da guardia della democrazia.
Le inchieste delle procure di Milano e Palermo che vedono coinvolto Berlusconi girano intorno ad un triangolo di 20 milioni di euro che coinvolge tre città: Milano, Lugano e Palermo. In un Paese normale, chi ricopre incarichi pubblici, e tanto più un presidente del Consiglio, se vuole avere titolo morale per rappresentare i cittadini dovrebbe spiegare la natura dei suoi affari e, in questo caso, il meccanismo di società off shore che ha messo in piedi. Ma in Italia ciò non accade e Berlusconi e i suoi dipendenti si stanno impegnando nella solita attività: screditare i magistrati e minacciare i giornalisti, colpevoli di svolgere il proprio lavoro senza guardare in faccia nessuno. Del resto, quando si avvicinano le elezioni, le voci dissonanti dal pensiero unico che Berlusconi vorrebbe imporre devono sparire del tutto.
Così dopo Santoro, adesso tocca a Gabanelli. Le intercettazioni di Trani hanno fatto comprendere a tutti da dove parte la censura e chi impartisce l’ordine. Ordini che vengono prontamente eseguiti dai lacché del padrone.
Udite! Udite! Michele Santoro è stato sospeso per dieci giorni. Annozero, uno dei pochissimi programmi di libera informazione, non sarà trasmesso per una o due puntate. E’ una decisione inaccettabile, un’azione punitiva presa dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. L'Italia dei Valori chiede le immediate dimissioni di questo signore. La sospensione è la conferma che l’ordine impartito da Palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite “scomode” è arrivato a destinazione. Infatti, chi non ricorda quanto emerso dalle intercettazioni di Trani in cui il Presidente del Consiglio ordinava ai suoi sodali di chiudere Annozero e di cancellare l’Italia dei Valori? Tra l’altro, in quelle famose telefonate lo stesso Masi sostenne che certe minacce non si sentono neanche nello Zimbabwe.
Ma evidentemente il direttore generale non ha resistito ed ha obbedito diligentemente ai diktat del solito noto. E’ una situazione intollerabile, non degna di un Paese libero e democratico. L’articolo 21 della nostra Costituzione continua ad essere seriamente minacciato e calpestato. Il conflitto di interessi che fa capo a Berlusconi pesa come un macigno sul nostro sistema democratico, sul futuro di questo Paese. Ormai è chiaro a tutti che la lobby del Presidente per raggiungere il suo obiettivo ha bisogno di eliminare le notizie vere, e quindi scomode, e di mettere in campo conduttori addomesticati, trasmissioni frivole, clown e ballerine perché plagiano le menti e addormentano le coscienze. E’ questo il motivo per cui Annozero non “s’ha da fare”.
Il direttore generale della Rai ricordi che i contribuenti lo pagano profumatamente non per servire il suo padrone, ma per tutelare gli interessi dell’azienda pubblica e per garantire la libera informazione. L’audience e il budget pubblicitario che porta Michele Santoro con la sua trasmissione non ha eguali negli altri programmi della Rai. Un dato al quale Masi, evidentemente, non presta alcuna attenzione anche perché il suo unico intento è quello di compiacere il suo vero dante causa. L’Italia dei Valori chiede l’immediata convocazione della Commissione di Vigilanza Rai per audire Masi e difenderà in tutte le sedi competenti la libertà d’informazione e i giornalisti che non rinunciano al loro ruolo di cane da guardia della democrazia. Lo dobbiamo al Paese.
Buongiorno a tutti, oggi parliamo di notizie che spesso facciamo, notizie non date importanti, notizie date non importanti e notizie utilizzate come arma di ricatto, tra quelle non date non so se avete trovato traccia in televisione della gigantesca manifestazione di 50 mila persone in Valle di il Susa, Valle di Susa non è Roma né Milano, 50 mila persone con decine e decine di sindaci hanno manifestato sabato contro il Tav (treno a alta velocità) che sul sito de Il Fatto Quotidiano, abbiamo definito il più caro e il più inutile d’Europa.
Notizie, ricatti e minacce (espandi | comprimi) E’ l’ennesima dimostrazione che questa opera non si farà, salvo militarizzare e cingere d’assedio con i carri armati per una ventina di anni la Valle di Susa. L’altra notizia non data, che Francesco Di Stefano mi prega di darvi è che oggi iniziano le trasmissioni di Europa 7. Iniziano in Lombardia, in Lazio e in Abruzzo e in seguito il segnale arriverà su tutto il resto del territorio nazionale, per i dettagli delle trasmissioni che da quello che ho capito sono in pay e quindi richiedono un decoder per ricevere questi programmi che sono in una tecnologia a altissima definizione e credo in Italia usi soltanto Europa 7 e per il relativo decoder potete andare naturalmente sul sito di Europa 7, dove trovate tutte le informazioni e questa è sicuramente una buona notizia visto che la battaglia di Europa 7 contro il monopolio illegale, incostituzionale della televisione dura dal 1999, quando ricorderete il Governo D’Alema bandì la gara per le concessioni nazionali, Europa 7 la vinse, Rete 4 la perse eppure da allora mai è stata messa a disposizione di Europa 7, il pacchetto di frequenze necessarie per trasmettere.
Poi ci sono le notizie che vengono utilizzate per ricattare, minacciare, condizionare, intimidire le persone, premetto subito una cosa, chi segue Passaparola lo sa, chi non lo segue magari ha cominciato a farlo, visto che adesso il Passaparola viene trasmesso anche da Current Tv, non lo sa ancora ma sono qui a posta per ricordarlo, Emma Marcegaglia non ha mai goduto delle nostre simpatie e poi le nostre simpatie sono abbastanza ininfluenti, Emma Marcegaglia è stata spesso argomento delle nostre chiacchierate quando per esempio come Presidente della Confindustria lodevolmente proseguì nell’opera di Montezemolo di bonifica delle varie unioni industriali, soprattutto nel sud, e confermò la decisione di espellere dall’associazione degli industriali i soci che venivano beccati a pagare il pizzo alla mafia, per esempio e in quella circostanza abbiamo detto: perché non vengono espulsi anche i soci che vengono beccati a pagare le tangenti? Perché chi paga il pizzo alla mafia molto spesso lo fa per sopravvivere, lo fa perché altrimenti lo ammazzano, gli fanno saltare il negozio, capannone, il cantiere, infatti giuridicamente è vittima di estorsione chi paga il pizzo alla mafia.
Non bisogna pagare il pizzo alla mafia, ma chi lo paga non commette un reato se è vittima di un’estorsione, mentre invece chi paga tangenti, almeno che non sia costretto, non è vittima di un reato, ma è autore e complice di un reato che si chiama corruzione e guarda caso il Gruppo Marcegaglia ha patteggiato sia come società, sia come persona fisica nella persona del fratello di Emma Marcegaglia, pene detentive e pecuniarie per corruzione nel caso Eni Power, in più ci sono indagini che hanno portato anche dei sequestri su alcuni inceneritori o termovalorizzatore che dire si voglia del Gruppo Marcegaglia, soprattutto in Puglia, sapete che c’è una certa generosità della Giunta Vendola nei confronti del Gruppo Marcegaglia e non soltanto di quello per gli inceneritori e c’è un’indagine che riguarda il gruppo che fa capo al padre di Emma Marcegaglia ma di cui lei è anche dirigente, per smaltimento abusivo, illegale di rifiuti e come potete controllare voi stessi dalle rassegne stampa che navigano su Internet, sono stati scoperti diversi conti esteri che fanno capo al Gruppo Marcegaglia, quindi di queste cose ci siamo sempre occupati, quando? Quando c’era la notizia, quando c’è il patteggiamento diamo notizia del patteggiamento, quando c’è un’indagine, diamo notizia dell’indagine, quando ci sono sequestri di inceneritori, diamo notizia dei sequestri di inceneritori e la stessa cosa ha fatto spesso Beppe Grillo sul suo blog, quindi non siamo qua per difendere Emma Marcegaglia, nel senso che ci sono molte magagne che riguardano lei e il suo gruppo che andavano raccontate e che abbiamo sempre raccontato.
Se qualcuno avesse voglia, può andare in emeroteca, oppure sugli archivi informatici e controllare quali spazi Il Giornale di Silvio Berlusconi e Libero attualmente diretto da Maurizio Belpietro ma fino a un anno fa diretto da Vittorio Feltri che fa capo alla famiglia Angelucci, quale spazio hanno dato questi giornali alle vicende giudiziarie del Gruppo Marcegaglia, troverete delle gran brevi quando va bene, quando va male non troverete niente! La domanda è: ma per quale motivo dopo non avere scritto nulla o quasi nulla delle notizie sulle disavventure giudiziarie del Gruppo Marcegaglia quando avvenivano, recentemente il mese scorso Il Giornale ha manifestato questa spasmodica necessità di raccogliere notizie e di pubblicare notizie sulla Marcegaglia? Guarda caso il giorno dopo la Marcegaglia in un’intervista a Il Corriere della Sera aveva criticato il Governo Berlusconi, dicendo delle cose che peraltro avrebbe potuto dire anche qualche anno fa e cioè che è un governo che non rispetta le promesse, è un governo che racconta agli italiani che il nostro paese sta meglio degli altri rispetto alla crisi finanziaria e mondiale, mentre è uno di quelli che sta peggio e che era ora di finirla di occuparsi di scemenze, tipo la casa di Montecarlo di Tulliani e era ora di cominciare a occuparsi di cose serie cioè lavoro, produzione etc..
Banalità naturalmente, tardive, scoperte dell’acqua calda, sfondamenti di porte aperte, però sapete che negli ambienti dei poteri forti i riflessi sono piuttosto lenti, sta di fatto che nel momento in cui la Signora Marcegaglia critica il Governo Berlusconi, Il Giornale della Famiglia Berlusconi decide di interessarsi ai guai della Signora Marcegaglia, scelta legittima naturalmente, potevano prendere quello che sapevano, copiarlo da noi che l’avevamo scritto in tempi non sospetti e pubblicarlo, invece cosa fanno? Il vicedirettore de Il Giornale, Nicola Porro, telefona al portavoce della Signora Marcegaglia e le dice: ah, domani ci divertiamo! Domani spostiamo i nostri segugi da Montecarlo a Mantova, Mantova è il regno della Marcegaglia, luogo dove c’è la sede del gruppo e tutto quanto e le spacchiamo il cazzo! Questa è l’espressione in dolce stil nuovo, ma nelle telefonate può capitare che si parli così, andiamo al succo!
Il portavoce in realtà Marcegaglia giustamente cade dalle nuvole, nel senso che mai Il Giornale si è occupato delle vicende giudiziarie della Marcegaglia e quindi dice: ma stai scherzando? E’ una burla, è una boutade? L’altro dice: no un po’ è vero! A questo punto il contesto cosa dice? Se si trattasse, non so, di un quotidiano che non è uso attaccare le persone che attaccano o criticano Berlusconi si potrebbe pensare a uno scherzo, ma il portavoce della Marcegaglia sta parlando con il vicedirettore di un giornale che è noto, non da oggi, da quando Montanelli ne fu cacciato e sostituito da Feltri, per avere attaccato tutti quelli che stavano sulle palle a Berlusconi o tutti quelli che davano fastidio a Berlusconi, tutti, dal primo all’ultimo! Feltri arrivò a Il Giornale con una fama di giustizialista, direbbe lui di sé stesso oggi, sostenitore accanito del pool Mani Pulite, appena arrivò a Il Giornale e il pool Mani pulite si stava occupando ovviamente anche del gruppo Berlusconi, cominciò a attaccare il pool Mani pulite e divenne “garantista” o pseudo – garantista, tra le guardie e i ladri smise di simpatizzare per le guardie e cominciò a simpatizzare per i ladri e cominciò a far scrivere noti, pluri-imputati di tangentopoli contro i quali quando era all’Indipendente fino al giorno prima aveva sparato a palle incatenate, era lui che chiamava Craxi “il cinghialone” era lui che scriveva delle cose terrificanti su Pomicino, su De Lorenzo etc..
Poi continuò con la campagna contro Di Pietro, perché Di Pietro minacciava di mettersi in politica e di far fastidio a Berlusconi visto che aveva rifiutato di andare con Berlusconi, poi attaccò la Boccassini quando la Boccassini scoprì le tangenti Fininvest ai giudici e poi attaccò Veronica quando Veronica cominciò a criticare il marito e annunciò il divorzio e poi attaccò il Giudice Mesiano quando quest’ultimo fece la sentenza che condannava la Fininvest in primo grado a risarcire la Cir di De Benedetti per lo scippo della Mondadori e poi attaccò Dino Boffo, quando quest’ultimo si permise una pallida critica sullo stile di vita del Presidente del Consiglio e lo attaccò dicendo una cosa vera, che però non aveva mai detto prima, caso molto simile alla Marcegaglia e cioè che Boffo era stato condannato per molestie nei confronti di una donna, notizia vecchia che fu tirata fuori subito dopo che Boffo criticò lo stile di vita del Presidente del Consiglio e poi ci fu anche la bugia che era talmente incredibile che si potesse raccontare, che all’inizio sembrava vera, cioè che un poliziotto impazzito avesse fatto una relazione, attenzionando Dino Boffo, addirittura per la sua omosessualità e poi si scoprì invece che quella era una lettera anonima, non un'informativa di polizia.
Porro, Feltri e il "padrun" Confalonieri (espandi | comprimi) Poi attaccò, non vi dico gli attacchi nei confronti miei, di Santoro, di Luttazzi, di Biagi, di Montanelli, finché è stato vivo a assaggiato un massacro mediatico che lo costrinse poveretto negli ultimi mesi di vita a togliere addirittura il nome dal campanello, dal citofono di casa sua a Milano perché riceveva addirittura telefonate anonime sul suo telefono privato di minacce e addirittura una lettera di minacce sotto il piatto nel posto a tavola che occupava ogni sabato quando andava a pranzo con gli amici e i colleghi nel solito ristorante.Poi attacchi di ogni genere all’Ariosto, a altri magistrati, alla D’Addario, chiunque si sia messo di traverso in questi anni sulla strada del Cavaliere gli hanno sparato a vista.
Quindi quando il portavoce della Marcegaglia, parlando con il vicedirettore del Giornale apprende che questi vogliono mandare i segugi a Mantova per occuparsi degli affaire della Famiglia Marcegaglia, che stanno raccogliendo un dossier, un articolo, un servizio, preparando una campagna sulle disavventure giudiziarie sulla Famiglia Marcegaglia, il portavoce, memore di tutti questi precedenti dice: ecco Marcegaglia è il prossimo obiettivo e avverte la Marcegaglia come è suo dovere fa, cosa fa la Marcegaglia? Può fare due cose potrebbe dire: lasciamo che pubblichino, tanto non ho niente da nascondere, che è un po’ quello che facciamo noi quando a volte mi dicono: sai mi è giunta voce che Il Giornale sta preparando… facciano, qualunque cosa scrivano o è innocua, oppure è falsa! Se è falsa scrivano pure, li querelo, gli faccio causa, questo dovrebbe essere l’atteggiamento di chi non ha niente da nascondere, cioè di chi non è ricattabile, evidentemente la Signora dei timori li ha, ha una bella coda di paglia, tant’è che appena dicono che si sta per pubblicare qualcosa sugli affaire del gruppo di famiglia, allarmatissima telefona, a chi telefona? Telefona a Feltri, direttore editoriale del giornale, oppure a Sallusti, il direttore responsabile… oppure telefona a Porro che si è dimostrato così informato con il suo portavoce, oppure telefona a Paolo Berlusconi, l’editore del Giornale, invece no, chiama Fedele Confalonieri che è il Presidente di Mediaset e che è anche consigliere di amministrazione del Giornale, si dirà: cosa ci fa il Presidente di Mediaset nel Consiglio di Amministrazione di un giornale? Che non è né di Mediaset, né di Berlusconi, anzi non può essere di Mediaset perché violerebbe la Legge Gasparri, la quale fino al 2012 vieta gli incroci tra televisioni e giornali.
Confalonieri riceve la telefonata della Marcegaglia cosa fa? Potrebbero sempre dire: ha chiamato Confalonieri perché è nel direttivo di Confindustria, lei conosce Confalonieri, non conosce Paolo Berlusconi… allora Confalonieri dovrebbe chiamare lui Paolo Berlusconi, l’editore de Il Giornale, invece no, si comporta come se il padrone de Il Giornale, il mero proprietario, fosse proprio Confalonieri, cioè Mediaset, cioè Berlusconi Silvio, chiama Feltri e è lo stesso Feltri nelle interviste a ridicolizzare la Marcegaglia dicendo: ha voluto chiamare il padrun la Marcegaglia, quindi noi dalle parole di Feltri, veniamo a apprendere che il padrun de Il Giornale in violazione della Legge Gasparri, che ha fatto Berlusconi, è Confalonieri, Presidente di Mediaset e manager di un’azienda di proprietà di Berlusconi, perché Mediaset è ufficialmente di Berlusconi e della sua famiglia, oltre a una quota che è sul mercato azionario.
A questo punto cosa succede non si capisce bene, perché le versioni divergono, Feltri dice: ho detto a Confalonieri che sulla Marcegaglia non avevamo niente in cantiere e che quindi stesse pure tranquilla, la Marcegaglia dice testualmente davanti ai magistrati il 5 ottobre: “durante la mia predetta conversazione con Confalonieri rappresentai allo stesso la mia preoccupazione e il mio allarme dicendo allo stesso Confalonieri che era per me assurdo un simile comportamento da parte de Il Giornale e Confalonieri mi rassicurò e mi disse che avrebbe chiamato immediatamente Feltri che sarebbe intervenuto e che poi mi avrebbe richiamato, cosa che infatti fece dopo pochi minuti. In tale seconda telefonata il Confalonieri mi disse di avere parlato con Feltri e che era tutto a posto, nel senso che Il Giornale avrebbe desistito. In tale occasione il Confalonieri mi ribadì anche lui la necessità e l’opportunità che io facessi un’intervista su Il Giornale, non mi era mai capitata una cosa simile che un quotidiano o qualsivoglia altro giornale tentasse di coartare la mia volontà con queste modalità per ottenere un’intervista, ovvero conseguentemente a dichiarati da me precedentemente rilasciate, lo stesso quotidiano Il Giornale in passato non si era mai comportato in tale modo.”, a questo punto Feltri dice: noi non avevamo niente in cantiere, l’ho detto a Confalonieri e quest’ultimo l’ha detto alla Marcegaglia, non c’è niente, la Marcegaglia invece dice che Confalonieri le ha detto un’altra cosa, che era intervenuto e proprio perché era intervenuto, Il Giornale avrebbe desistito.
Desistito da cosa? Evidentemente dal pubblicare qualcosa che c’era in cantiere, non è una differenza da poco la prima versione quella di Feltri, da quella della Marcegaglia, Feltri dice: non ho niente in mano, la Marcegaglia dice: no, Confalonieri mi ha detto che avevano in mano qualcosa su di me e che l’intervento di Confalonieri li ha fatti desistere. Confalonieri dice: mi riconosco perfettamente nella ricostruzione di Feltri e della Marcegaglia, ma sono ricostruzioni incompatibili, se non c’era niente, versione Feltri, può darsi che quello di Porro sia stato uno scherzo, anche se l’hanno ovviamente frainteso e l’hanno frainteso perché? Perché sanno di cosa è capace Il Giornale e come fa Il Giornale ogni volta che critica Berlusconi, in ogni caso anche lo scherzo frainteso va a coartare e a minacciare e a intimidire la Marcegaglia, se invece è intervenuto Confalonieri per bloccare e per farli desistere, allora vuole dire che ci avevano provato, avevano messo da parte delle cose, avevano fatto sapere alla Marcegaglia che le stavano raccogliendo, in cambio di cosa avrebbero evitato di pubblicarle? Qui c’è un altro passaggio interessante dell’interrogatorio della Marcegaglia, dopo il racconto che il suo portavoce mi fece della telefonata di Porro, sicuramente dice la Marcegaglia ha percepito l’avvertimento del Porro come un rischio concreto e reale per la mia persona e la mia immagine, tanto reale che effettivamente mi misi personalmente in contatto con Confalonieri, perché Porro e Il Giornale ce l’avevano con la Marcegaglia? Cosa volevano ottenere da lei dopo che aveva criticato il governo? Il giornale era piccato sia per le mie dichiarazioni contro l’operato del governo, sia per il fatto che io stessa e Confindustria ci siamo sempre filati poco Il Giornale, quest’ultimo e il suo giornalista hanno dunque tentato di costringermi a cambiare il mio atteggiamento, infatti alla fine sia gli uomini vicini alla Marcegaglia, sia Confalonieri cercano di convincerla a fare un’intervista con il Giornale.
A questo punto Belpietro, Feltri e altri dicono: vi pare possibile che facciamo tutto questo casino e andiamo a minacciare il Presidente della Confindustria per avere un’intervista dalla Marcegaglia? Ma come ha detto Feltri, ma chi se ne frega di avere un’intervista della Marcegaglia, questa parla dalla mattina alla sera a reti unificate dicendo cose poco interessanti, è pure una rompicoglioni, così dice lui, Sallusti che è un noto estimatore del genere femminile dice che la Marcegaglia è pure isterica, pensate il maschilismo che c’è dietro a questa definizione, comunque la si pensi nei confronti di questa signora sotto altri punti di vista.
Perché solo Woodcock incappa nelle telefonate (espandi | comprimi) Vi pare possibile che noi brigavamo e facevamo minacce e dossier per avere un’intervista da questa qua? Manca il movente del reato!Dicono Feltri e gli altri, in realtà l’intervista non era lo scopo di tutte le manovre che vengono fuori dalle telefonate, lo scopo quale era? Era sì magari un’intervista, ma un’intervista nella quale la Marcegaglia si rimangiasse le critiche al Governo Berlusconi e alle campagne contro Fini per la casa di Montecarlo, quindi attenzione, non volevano portare a casa un’intervista così, domanda e risposta, volevano portarsi a casa un’intervista nella quale piccati per le sue dichiarazioni contro l’operato del governo, la Marcegaglia dicesse che non voleva dire quello quando criticava il governo e che magari invece era pure giusto attaccare Fini, questo è il contesto nel quale la Marcegaglia dice di essersi intimidita e di avere telefonato a Confalonieri, con la coda di paglia perché sa che se raccontano le faccende del suo gruppo finanziario e imprenditoriale, sicuramente non ci fa una bella figura.
Allora capite a cosa pensano i magistrati quando sentendo queste telefonate ipotizzano il reato di violenza privata nei confronti della Marcegaglia, la violenza privata non è picchiare qualcuno, la violenza privata è coartare la volontà di qualcuno, costringere qualcuno a fare qualcosa che non farebbe minacciandolo, questo è il reato, naturalmente le indagini servono per verificare se il reato c’è o non c’è, quindi non è che l’indagine c’è e allora c’è il reato, serve a questo l’indagine, l’indagine la fa il PM Woodcock, il PM Piscitelli con la controfirma che è un timbro di solidarietà del Capo della Procura di Napoli, un magistrato iperprudente, Giandomenico Lepore, tutti a dire: ah il solito Woodcock, quello che non ne azzecca una, in realtà come abbiamo più volte spiegato, Woodcock azzecca, ci sono moltissimi processi avviati da indagini di Woodcock che si sono conclusi con condanne e in ogni caso le indagini non devono concludersi in condanna, le indagini devono appurare se c’è un reato, se c’è un reato devono concludersi con condanne, se non c’è un reato devono concludersi con un’assoluzione, un ottimo PM è quello che fa condannare i colpevoli e fa assolvere gli innocenti, all’inizio non lo sai se uno è colpevole o innocente, certo di fronte a certe telefonate devi indagare, guai se ogni indagine aperta portasse alla condanna, vorrebbe dire davvero che i giudici sono servi dei pubblici Ministeri, invece meno male nella dialettica processuale a volte ci sono assoluzioni e a volte condanne, lo dico perché stamattina per dimostrare che Woodcock non ne azzecca una Il Giornale ricorda l’inchiesta su Salvo Sottile, il portavoce di Fini beccato al telefono a trafficare in ragazzine da dirottare alla RAI, quando stava nelle a Fini alla Farnesina, i provini venivano fatti direttamente sui divani della Farnesina.
Tutti pensano che Sottile sia stato assolto, perché? Perché Woodcock non ne azzecca una, Sottile è stato condannato perché mandava l’auto blu, un mezzo dello Stato a prelevare la Gregoracci, ok? Tanto per dire com’è facile fregare la gente quando su questioni sulle quali nessuno può controllare, come si fa a sapere come vanno a finire i processi a Woodcock se i giornali ne parlano sempre quando ci sono le indagini e poi non seguono i dibattimenti e non vanno a leggere le sentenze, così diventa facilissimo dire che De Magistris non ne azzeccava una, infatti gli hanno tolto tutte le inchieste, a Woodcock non ne azzecca una, intanto stanno cercando continuamente di mettergli i bastoni tra le ruote e se non ne azzeccassero una dovrebbero essere felici questi imputati, bene, siamo capitati nelle mani di un PM che non ne azzecca una, finirà tutto nel nulla, perché si preoccupano, perché li attaccano così? Perché sanno che in realtà questi magistrati poi molto spesso ci azzeccano e comunque la bontà di un magistrato non si calcola dal numero di condanne che portano le sue indagini.
Ma è interessante il meccanismo per capire se siamo di fronte a magistrati impazziti o se siamo di fronte a magistrati che di fronte a una notizia di reato, procedono perché fortunatamente in Italia è obbligatoria l’azione penale, qualcuno dirà: ma possibile che capiti sempre tutto a Woodcock? Ribaltate la domanda e domandatevi: ma quanti magistrati facendo intercettazioni si imbattono in fatti come questi? Il fatto che Woodcock sia considerato uno che ci si imbatte così di frequente o è estremamente fortunato o è profetico, nel senso che quando intercetta un benzinaio già sa che gli capiterà qualcosa tra le mani che riguarda ministri, politici, giornalisti, vip? Oppure ci sono un sacco di magistrati che nelle loro indagini scoprono fatti di questo genere e li imboscano? Perché guardate che Woodcock lavorava a potenza e indagando su faccende locali arrivava spesso a personaggi di rilevanza nazionale, adesso è a Napoli, stava lavorando su un’indagine, lo racconta oggi Il Corriere, a proposito del gruppo Trevi che fa capo al Vicepresidente della Confindustria, Cesare Trevisani, in quell’indagine è venuto fuori un ruolo non di indagato, del portavoce della Marcegaglia, Arpisella, gli hanno messo il telefono sotto controllo, sapete che si può essere messi sotto controllo, capita abbastanza di rado, ma succede, anche senza essere indagati, per esempio se si è vittima di un reato o se si sa qualcosa a proposito di certi fatti, intercettato può essere anche uno che non è o non è ancora indagato, quindi nelle telefonate di questo Arpisella si scopre, invece di quello che ci si aspettava sulle indagini sul Gruppo Trevi, queste telefonate minacciose, questi sms minacciosi con Nicola Porro e è da lì che parte l’indagine, quando sentite Feltri, Sallusti, Porro sbraitare: oddio ci intercettano i telefoni, guai a intercettare i giornalisti, in realtà i giornalisti sono cittadini come gli altri, non hanno nessuna immunità, quindi possono essere intercettati se commettono reati è anche giusto che vengano intercettati, ma qui nessuno dei giornalisti de Il Giornale è stato intercettato, era intercettato questo portavoce della Marcegaglia e nelle registrazioni ovviamente sono rimasti gli sms che gli mandava Porro e le telefonava che faceva con Porro, è così che è nata l’inchiesta, per caso, a questo punto i magistrati hanno visto che c’era un reato che stava per essere consumato, hanno seguito la vicenda e alla fine quando la vicenda si è chiusa, perché? Perché come dice la Marcegaglia hanno desistito dopo la telefonata di Confalonieri, l’indagine, per quanto riguarda le intercettazioni era finita, se avessero voluto fare i bastardi e continuare a fare le intercettazioni a strascico, avrebbero potuto continuare a tenere sotto dei telefoni o addirittura avrebbero potuto mettere sotto intercettazioni i telefoni di Porro e Sallusti e di Feltri, così chissà cosa avrebbero ascoltato se fosse vero che i PM sono lì per incastrare la gente, purché sia, per cercare il pelo nell’uovo, in realtà cosa hanno fatto? Hanno staccato tutto e sono andati a perquisire per vedere se questi dossier, se questa raccolta di informazioni sulla Marcegaglia c’era o non c’era.
Penultima cosa, ancora due cose vi dico, la penultima è che c’è una terza possibilità a proposito di quella divergenza, Feltri dice: sulla Marcegaglia non abbiamo raccolto niente e non volevamo scrivere niente, è uno scherzo di Porro e la versione Marcegaglia: Confalonieri mi disse che c’era qualcosa, ma lui l’aveva bloccata e li aveva fatti desistere, c’è una terza possibilità, cioè che dicano la verità sia la Marcegaglia, sia Feltri e che in realtà sia stato Confalonieri a giocare un po’ sull’equivoco, Confalonieri nella sua veste di amico del cuore di Berlusconi, proprietario di Mediaset, azionista del giornale, amico di Feltri, membro del direttivo della Confindustria, un bel ventaglio di ruoli, alcuni incompatibili gli uni con gli altri si potrebbe dire, addirittura conflitto di interessi, cosa fa? Questa è l’ipotesi, poi vedremo, giovedì ci sono gli interrogatori per capire bene cosa è successo, l’ipotesi è che Confalonieri anche se Feltri gli ha detto: non ce ne frega niente della Marcegaglia, magari lascia intendere che qualcosa c’era, così acquisisce per sé e per l’amico Berlusconi dei meriti agli occhi della Marcegaglia, guarda che ti abbiamo salvata, abbiamo bloccato la pubblicazione del dossier e la campagna che ne sarebbe seguita, in un’altra intercettazione il portavoce di Confalonieri Crippa dice: oddio se parte Feltri va avanti 15 giorni!
Quindi tu Marcegaglia da questo momento sai che ci devi qualcosa, voi capite che anche questa farebbe parte di quella violenza privata, nel caso in cui si dimostrasse che Confalonieri non si è limitato a fare il porta parola di questo e di quell’altro ma ci ha messo del suo e è tutto da accertare, ma è anche possibile che le cose siano andate così e che quindi la Marcegaglia si sia sentita ancora più in soggezione nei confronti di questi signori, visto che pendeva sempre sulla sua testa la spada di Damocle, perché? Perché hanno desistito perché ha telefonato Confalonieri, ma un domani se dici qualcos’altro contro il governo, ma spada potrebbe cascare, potrebbe partire quella campagna che per il momento è stata bloccata, ecco un aggravio della violenza privata.
Qualcuno di troppo nell'Ordine dei Giornalisti (espandi | comprimi) L’ultima cosa che volevo dire è che ci sono molte persone in Italia che alla luce di questo fatto se avevano voglia di prendere una posizione critica nei confronti del governo non lo faranno più.
Non lo faranno più perché hanno avuto l’ennesima dimostrazione del fatto chiunque critichi o si metta comunque di traverso sulla strada di Berlusconi, parte immediatamente il dossier, questo è un classico, è un automatismo, appena dici qualcosa tranghete, naturalmente se hai qualche scheletro nell’armadio stai sicuro che te lo tirano fuori, anche perché dispongono di mezzi investigativi non comuni, non ordinari, non hanno soltanto i segugi de Il Giornale, abbiamo visto strani personaggi, faccendieri, hanno i servizi segreti e le forze di pubblica sicurezza, le forze dell’ ordine alle loro dipendenze e quante volte abbiamo visto come venivano usati i servizi segreti e certe parti deviate delle forze dell’ ordine non per tutelare la sicurezza dei cittadini, ma per tutelare la sicurezza di Berlusconi e quante volte abbiamo visto portare nelle mani del Presidente del Consiglio informazioni e dossier che avrebbero dovuto rimanere riservati affinché lui ne potesse fare l’uso che voleva, smistarle ai suoi giornali, oppure addirittura telefonare direttamente, ricorderete quel video con Marrazzo in compagnia di trans girato da due Carabinieri deviati, che illegalmente erano entrati in quella casa, illegalmente avevano filmato Marrazzo con ma droga e con i trans, quel Dvd arrivò nelle mani del Presidente del Consiglio, oltre che dell’entourage di Belpietro e dell’entourage di Feltri, i soliti e alla fine Berlusconi chiamò Marrazzo e disse: ho qui un video che la riguarda, stia attento! Glielo disse con l’aria di fargli un favore, in realtà da quel momento Marrazzo era in catene, nelle mani del Presidente del Consiglio.
Se hai qualcosa da nascondere te lo trovano e da quel momento tu non sei più libero, se non hai niente da nascondere, te lo inventano o prendono un particolare vero di una vicenda che ti riguarda e lo manipolano geneticamente per farlo apparire una cosa mostruosa, mentre magari è una cosa innocente o senza nessuna importanza, questa è ancora una volta la lezione di questo caso che va molto al di là delle sorti della Marcegaglia della quale non ce ne frega assolutamente niente e che devo dire hanno confessato quelli de Il Giornale che non sono neanche molto svegli ultimamente, il nervosismo gioca brutti scherzi, perché l’altro ieri cosa hanno fatto, sabato mattina? Hanno detto “ecco il dossier sulla Marcegaglia” e cosa c’era in quel dossier? C’erano degli articoli che erano usciti… era una collezione di articoli uno di Repubblica, uno de L’Espresso, uno de “Il Sole 24 ore”, il comunicato del Cdr, uno de Il Fatto Quotidiano di Giovanna Dantino, uno de L’Unità di Gianola, ce ne sono due miei uno uscito su L’Espresso, uno uscito su Il Fatto Quotidiano, un micropezzo de Il Corriere della Sera sul patteggiamento del fratello della Marcegaglia e un altro pezzo di Vittorio Malagutti su Il Fatto Quotidiano, più un pezzo su La Stampa, indagato il padre della Marcegaglia nell’inchiesta sullo smaltimento abusivo dei rifiuti e un altro pezzo de L’Espresso, questo è il dossier, cosa volevano dimostrare questi spiritosoni, questi buontemponi? Che i dossier li fanno gli altri giornali, quelli di sinistra, perché secondo loro gli altri giornali sono tutti di sinistra, Il Fatto Quotidiano sarebbe di sinistra, La Stampa sarebbe di sinistra, Il Corriere della sera sarebbe di sinistra, i dossier li fanno gli altri, no, gli articoli, le notizie le danno gli altri ogni tanto, la differenza tra una notizia e un dossier è molto semplice: che la notizia esce sui giornali, il dossier non esce, se ho una notizia non la dico a nessuno, se so una cosa sulla Marcegaglia che gli altri non sanno, non chiamo la Marcegaglia, perché? Perché altrimenti quella magari avverte gli altri giornali temendo che abbiano anche loro la notizia, visto poi come si comporta, quella chiama direttamente gli editori, i padrun e così la mia notizia me la bruciano gli altri.
Se ho una notizia sulla Marcegaglia la pubblico, poi chiedo se la Marcegaglia vuole replicare, rettificare, spiegare, se invece ho un dossier, o sto raccogliendo un dossier, mica lo pubblico, faccio sapere all’interessato che lo sto raccogliendo e poi vedo l’effetto che fa, magari quello dice: ma no, non pubblicarlo che ti do l’intervista, ma no, non pubblicarlo che adesso faccio una smentita sulle critiche a Berlusconi, oppure faccio al bell’elogio di Berlusconi, oppure faccio un bell’attacco a Fini, oppure cosa volete per non pubblicarlo? E’ il metodo Corona applicato non alle fotografie ma alle notizie, il fotografo le foto le deve fare per pubblicarle, il giornalista le notizie le deve fare per pubblicarle, non per avvertire segretamente qualcuno e in attesa che succeda qualcosa inguattarle nei cassetti, quindi il fatto che Il Giornale abbia pubblicato i nostri articoli sulla Marcegaglia è la migliore dimostrazione della differenza che c’è tra un giornalista e qualcos’altro, il giornalista le notizie le pubblica, il qualcos’altro le notizie le usa per ricattare e questa secondo il nostro Codice Penale si chiama violenza privata, ma secondo il nostro codice deontologico significa che qui c’è qualcuno di troppo nell’ordine dei giornalisti, o siamo di troppo noi che le notizie sulla Marcegaglia le abbiamo pubblicato quando c’erano, o sono di troppo quelli che le pubblicano soltanto adesso che devono attaccare la Marcegaglia, qualcuno di noi è di troppo, qualcuno di noi abusa del titolo di giornalista, se giornalismo è questo, probabilmente noi dobbiamo cambiare nome, altrimenti devono cambiare nome loro e in tutto questo i lettori che ruolo giocano?
Chi fa il giornalista come diceva Montanelli al servizio dei suoi elettori e basta ha interesse a avere giornalisti che quando hanno le notizie le pubblicano, così le leggono i lettori, non credo che esistano lettori che hanno interesse a giornalisti che le notizie le raccolgono per tenerle nel cassetto e poi chiamare l’interessato dicendo: guarda che ti spacco il culo se… perché? Perché il lettore di tutto questo non verrà mai a sapere nulla, quindi gli mancheranno delle informazioni, forse dal punto di vista dei lettori sono meglio i giornalisti che le notizie le danno, passate parola!
A Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, hanno scritto "Viva la mafia" nella piazza intitolata a Beppe Alfano, giornalista ucciso da Cosa Nostra e padre dell'eurodeputata dell'Italia dei Valori, Sonia Alfano.
A prescindere dalla solidarietà e dalla vicinanza che ovviamente tutto il partito esprime nei confronti di Sonia e della sua famiglia, credo che sia il caso di fermarsi un attimo a riflettere. E' indegno che si offenda la memoria di chi, come Beppe Alfano, ha pagato con la propria vita il suo impegno civile contro la criminalità organizzata. Ma la gravità dell'accaduto va analizzata alla radice.
L'Italia sta attraversando anni difficili, economicamente e socialmente. In Calabria, terra della 'ndrangheta, i giudici e i giornalisti sono nel mirino dei clan. Le organizzazioni criminali trovano terreno sempre più fertile, in un Paese dove la disoccupazione è dilagante e delinquere in certi casi è quasi una costrizione per poter sopravvivere. La scritta "Viva la Mafia" in piazza Alfano è un segnale di forte malessere. E' un particolare che ci fa capire come la lotta al crimine organizzato sia difficile e piena di ostacoli. I clan hanno lanciato l'ennesima sfida allo Stato e il bazooka contro il procuratore di Reggio Calabria ne è la prova più evidente. Dall'altra parte c'è un Paese sfaldato, senza più identità. Una nazione messa in ginocchio dalle politiche di un Governo che pensa solo alla cricca, dimenticando migliaia di licenziati e di senza lavoro. Il centrodestra si prende il merito delle brillanti operazioni delle forze dell’ordine, compiute su ordine dei magistrati, e non dice che il comparto sicurezza lavora con pochi e insufficienti mezzi, perché l’esecutivo ha operato un drastico taglio dei fondi. Molte procure non hanno la carta per fare le fotocopie e molte volanti sono a corto di benzina. Sconfiggere le organizzazioni criminali, inoltre, è innanzitutto un fatto culturale. E il Governo dimostra di non averlo capito, avendo tagliato anche i fondi all'istruzione scolastica. L'Italia dei Valori è al fianco di Sonia Alfano e di tutti coloro che, quotidianamente, si battono per contrastare e sconfiggere tutte le mafie. Continueremo a sostenere le battaglie per la legalità senza se e senza ma.
Buongiorno a tutti, anche a beneficio della neurodeliri che prima o poi dovrà intervenire, leggiamo le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi alla festa del Pdl a Milano ieri :“La sovranità è stata trasferita dal popolo ai PM che ci tengono sotto scopa” non si capisce di cosa stia parlando questo Signore, visto che da febbraio i suoi processi sono congelati e non si hanno notizie di nuove indagini che lo riguardino direttamente.
I vecchietti della P3 (espandi | comprimi) A meno che, come spesso avviene, lui non sappia delle cose che noi non sappiamo, al momento si sa che ci sono i processi Mills, Mediaset e Mediatrade che sono bloccati a Milano da legittimo impedimento e che potrebbero sbloccarsi ma non a causa dei PM che tengono sotto scopa la politica, ma a causa dell’incostituzionalità che la Corte Costituzionale il 14 dicembre potrebbe rilevare sul legittimo impedimento e quindi cancellandolo riaprire quei processi che sono già dibattito, quindi il PM non c’entra nulla. Potrebbe sapere qualcosa in più di quello che sappiamo noi? Sappiamo che c’è un’indagine a Firenze che nasce dalle dichiarazione di Gaspare Spatuzza e altri collaboratori di giustizia che vedi Berlusconi e Dell’Utri di nuovo indagati per strage, l’abbiamo detto questa estate, la Procura di Firenze ha chiesto e ha ottenuto la proroga delle indagini e quindi per un altro anno si va avanti a accertare tutto questo.
Ma Berlusconi non parla di quello, parla dello scandalo della P3 che evidentemente lo preoccupa, lui pubblicamente ha sempre detto: sono 4 vecchietti sfigati, ieri ha ripetuto “quelli della P3 sono 4 vecchietti che vengono tenuti dentro, finché parlano di Berlusconi” e perché dovrebbero parlare di Berlusconi? Quale pazzo tirerebbe in ballo l’uomo più potente d’Italia se non ce ne fosse il motivo? Il problema è che questi signori della P3 erano tutti legatissimi a Silvio Berlusconi, Flavio Carboni stava con lui nella P2, quest’ultimo gli ha venduto la Villa Certosa a Porto Rotondo in Sardegna, Flavio Carboni si agitava insieme a un altro fedelissimo di Berlusconi, Marcello Dell’Utri a un altro fedelissimo di Berlusconi, il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, a un altro fedelissimo di Berlusconi, quell’Arcangelo Martino che proprio due estati fa aveva fabbricato una giustificazione posticcia per spiegare l’incredibile rapporto di confidenza tra Berlusconi e la famiglia di Noemi Letizia, dicendo di avere conosciuto il papà di Noemi Letizia all’Hotel Raphael da Craxi in una circostanza in cui c’era anche Berlusconi, notizia che poi è stata ampiamente smentita dai fatti in quanto il rapporto tra Berlusconi e il Signor Letizia, come lo stesso Berlusconi cambiando poi 20 mila versioni o lo stesso Signor Letizia cambiando 20 mila versioni affermarono era risalente a un periodo nettamente successivo.
Infine c’è il famoso Pasqualino Lombardi, il geometra irpino che telefonava a giudici, trafficava con il Csm, trafficava con la Corte Costituzionale, trafficava intorno alla nomina del Presidente della Corte d’Appello di Milano, questi signori quando parlavano al telefono facevano spesso riferimento a un tale Cesare, bene, alcuni di loro, compreso Martino hanno detto che quel Cesare era il nome in codice che usavano tra di loro per designare Berlusconi, Martino ha recentemente anche chiamato in causa Gianni Letta come uno dei referenti delle sue attività.
Berlusconi quindi ha paura che questi signori parlino di lui, ma non mentendo, dicendo la verità perché erano tutti uomini direttamente o indirettamente legatissimi a lui e al suo entourage. Aggiunge il Cavaliere “Se una legge non piace ai PM ricorrono alla Corte costituzionale che è formata, lo sanno tutti, da 11 giudici di sinistra su 15 che sotto la pressione dei PM di sinistra abrogano le leggi” in realtà i PM non c’entrano niente con la Corte costituzionale, perché? Perché sono i tribunali o le Corti d’appello o la Corte di Cassazione, i giudicanti non i pubblici Ministeri, che possono sollevare questioni di incostituzionalità a proposito delle leggi, quindi i PM con la Corte Costituzionale non c’entrano nulla, né i PM di sinistra, né i PM in assoluto, stiamo parlando proprio di un caso di analfabetismo istituzionale che tracima nella psichiatria.
Ma sarà vero che 11 giudici costituzionali su 15 sono della sinistra? Berlusconi spesso ripete che sono 10 i giudici costituzionali della sinistra, adesso evidentemente sono diventati 11 nelle ultime notti anche l’undicesimo ce lo siamo giocato e allora vediamo chi sono questi giudici della Corte Costituzionale, perché lui dice che molti giudici sono di sinistra nella Corte Costituzionale? Perché ce ne è una parte che è di nomina parlamentare in realtà Corte costituzionale e una parte che è di nomina del Presidente della Repubblica e lui sostiene che gli ultimi 3 Presidenti della Repubblica: Scalfaro, Ciampi e Napolitano sono tutti e tre di sinistra, Scalfaro era un democristiano della destra della DC degasperiano, scelbiano, Scelba è quello della celere, secondo lui Scalfaro è di sinistra e quindi nomina giudici di sinistra la Corte Costituzionale, problema: non esistono nella Corte costituzionale giudici nominati da Scalfaro, quest’ultimo ne nominò a suo tempo, poi scaddero e quindi non ce ne sono più di giudici nominati da Scalfaro, ma lui non lo sa, Berlusconi!
Poi ci sono i giudici nominati da Ciampi e da Napolitano, quello nominato da Napolitano è uno, quello nominati da Ciampi sono 4, sono di sinistra? Non si sa come faccia a saperlo Berlusconi se sono di sinistra o di destra, sono dei giuristi di chiara fama che mai hanno manifestato alcuna simpatia da una parte o dall’altra. Ancora più ridicola è l’accusa al giudice nominato da Napolitano, il Giudice Paolo Grossi che è un fiorentino, naturalmente non è un giudice di carriere, i giudici della Corte costituzionale, anche se Berlusconi non lo sa, non sono magistrati, sono professori universitari, avvocati, giuristi, nessuno ha fatto il magistrato, infatti il Prof. Grossi è un giurista, è uno storico del diritto, fiorentino, noto negli ambienti accademici per essere un cattolico di destra, conservatore, lo ha nominato Napolitano e quindi secondo Berlusconi questo cattolico conservatore è diventato comunista pure lui!
In ogni caso se i giudici nominati da Ciampi – e non si vede il perché – e quello nominato da Napolitano non ce ne è prova, anzi c’è prova del contrario, fossero di sinistra, arriveremmo a 5 giudici di sinistra e gli altri 6 per arrivare a 11 come dice Berlusconi, chi sono? Qui siamo veramente nel paranormale, perché i giudici costituzionali sono attualmente così composti: ho nominato dal Consiglio di Stato, uno nominato dalla Corte dei Conti, tre nominati dalla Cassazione, cinque dal Parlamento, come sono stati nominati quelli del Parlamento? Sapete che ci vuole la maggioranza qualificata, di quei 5 nominati dal Parlamento, il centro-destra ne ha nominati due e il centro-destra ne ha nominati tre, quindi facendo finta che quello di destra nominato da Napolitano siano diventato comunista, che i 4 nominati da Ciampi siano tutti comunisti e non ce ne è traccia di queste loro simpatie politiche, avremmo 4 più uno cinque, più i due nominati dal Parlamento in quota centro-sinistra e arriveremmo a 7, e questi 11 di cui parla questo chi sono? Da dove vengono? Come fa a saperlo, cosa dice il Presidente del Consiglio a proposito della più alta istanza giuridica nazionale che è quella che deve valutare la congruità delle leggi rispetto alla Costituzione.
A questo punto il Cavaliere annuncia che è nostro dovere (suo immagino) chiedere l’istituzione di una Commissione parlamentare che indaghi sui poteri dei PM e su tanti fatti accaduti e su questo si verificherà la lealtà dell’alleato Fini perché se non vota tutto quello che dice lui, è sleale, naturalmente Fini ha già detto che nel programma elettorale non c’è traccia di questa Commissione parlamentare, come non c’è traccia dei lodi etc. e quindi i suoi hanno già annunciato che non la voteranno.
Ma è interessante vedere cosa ha in mente il Cavaliere, una Commissione parlamentare che con i poteri della Magistratura indaghi sulla Magistratura per fare ciò che non può fare ovviamente, perché il potere parlamentare, legislativo non può indagare su un altro potere, sul giudiziario, perché? Perché altrimenti ne calpesterebbe le prerogative di indipendenza e di autonomia, quindi sarebbe una Commissione parlamentare di inchiesta incostituzionale.
Su quali fatti dovrebbe indagare? Sui poteri dei PM e su tanti fatti accaduti, i poteri dei PM sono regolati dalla Costituzione, quindi se a Berlusconi non piacciono i poteri che hanno i PM in base alla Costituzione può cambiare la Costituzione se ci riesce, se ha ancora uno straccetto di maggioranza, c’è da dubitarne, allora cosa fa? Non potendo cambiare la Costituzione, fa una bella Commissione parlamentare, pensate che lui voglia veramente accertare dei fatti o accertare i poteri dei PM? No, lui vuole fare un gran casino, vuole buttarla in caciara, perché? Perché deve ottenere alla svelta due obiettivi: 1) un lasciapassare del Parlamento a una legge che lo salva dai processi, ormai mancano poco più di due mesi alla decisione della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, ha bisogno di qualcosa di rapido, di urgente, non sa come fare, il lodo costituzionale l’abbiamo detto non gli serve a nulla perché ci vuole un anno e mezzo per approvarlo, poi il referendum, nel frattempo faranno in tempo a giudicarlo in tutti e tre i processi che ha aperti a Milano, almeno in primo grado, quindi cosa fa? Fa quello che ha sempre fatto, minaccia di scassare tutto e i soliti paraculi andranno da lui in processione a implorarlo di non scassare tutto, di stare buono, gli chiederanno cosa vuole per stare buono, lui dirà: voglio il lodo come i bambini capricciosi pesterà i piedi e così gli danno il loro, questo è quello che lui auspica, perché lo auspica? Perché ha sempre fatto così e finora ha sempre ottenuto quello che voleva, non solo dai suoi alleati, ma anche da presunti oppositori o da presunti istituzioni di garanzia, non dimentichiamo quando ottenne il lodo Schifani minacciando di scassare tutto alla vigilia della presidenza europea semestrale dell’Italia.
Il CSM di Berlusconi (espandi | comprimi) Il lodo Alfano, quando minacciò di scassare tutto con il processo breve, grazie anche alla benevolenza del Presidente Napolitano e alla paraculaggine del PD, a febbraio addirittura il legittimo impedimento gliel’ha scritto l’Udc, Vietti, quel bell’esemplare che poi è stato premiato con i voti del PD per diventare Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, infatti ieri cosa fa Vietti? Dimenticandosi della sua carica e del suo dovere di riserbo, dice che ci vuole un lodo Alfano costituzionale in fretta e non si capisce bene perché il Vicepresidente del Csm debba auspicare un lodo Alfano in fretta, chi lo manda? E’ interessante perché lui è il vice del Presidente del Csm che è Napolitano, ci sono di nuovo manovre per salvare le chiappe al Cavaliere in nome del quieto vivere? Ecco perché lui minaccia di scassare tutto, commissioni di inchiesta, attacchi, urla, strepiti, stracciamenti di vesti, perché sta aspettando i soliti sherpa che vadano a offrirgli qualcosa in cambio della tregua, così lui ottiene esattamente quello che vuole, che non è la Commissione di inchiesta, la Commissione di inchiesta è la pistola carica, messa sul tavolo del Capo dello Stato e delle opposizioni per far sapere “se volete stare tranquilli mi date quello che voglio, altrimenti comincio a sparare” e nel frattempo comincia a sparare, sperando che qualcuno vada a chiedergli: cosa vuoi per smettere di sparare? E’ il solito racket in certe zone del sud si chiama racket, a Roma si chiama dialogo!
Tra i vari fatti che lui vorrebbe verificare in questa Commissione parlamentare di inchiesta ci sono quelli che secondo lui avrebbe commesso un Magistrato a caso, su 10 mila magistrati, Fabio De Pasquale, ma guarda un po’, è proprio il Pubblico Ministero dei processi Mills, Mediaset e Mediatrade, e lui vuole verificare, vuole verificare delle cose che peraltro lui è già sicuro che sono avvenute e infatti dice che il famigerato Fabio De Pasquale, è quello che si è inventato di tutto per evitare la prescrizione – si riferisce alla sua di prescrizione nel caso Mills – e è lo stesso che disse a Gabriele Cagliari che lo avrebbe liberato il giorno dopo e poi è andato in vacanza mentre Cagliari si è suicidato.
Aggiunge poi il Cavaliere, ecco perché è il caso di segnalare agli esperti in psichiatria che De Pasquale è quello che ha attaccato Craxi, in realtà De Pasquale non ha attaccato Craxi, De Pasquale ha fatto indagini su Craxi nello scandalo dell’Eni - Sai, tangenti pagate da Ligresti tramite l’Assicurazione Sai al Partito Socialista per avere i contratti assicurativi nel gruppo Eni, presieduto dal craxiano Cagliari, tangenti che sono andate a Cagliari e a Craxi, infatti sia Ligresti, sia Cagliari sono stati condannati in via definitiva grazie al processo istruito da De Pasquale, condannati non da De Pasquale, condannati dal Tribunale di Milano, dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Corte Suprema di Cassazione, fu la prima condanna che ebbe Craxi, infatti scappo all’estero per non finire in galera in seguito a quella condanna e poi alle altre che sono seguite.
De Pasquale ha il torto di averci visto giusto, di avere fatto un processo che è stato poi confermato in tutti i gradi di giudizio, Cagliari non è stato condannato perché si è suicidato in carcere, era un ladro anche lui, prendeva le tangenti anche lui, la vedova dopo i funerali andò in Svizzera, svuotò il conto che aveva aperto Cagliari e riportò in Italia 9 miliardi di lire di refurtiva, quindi stiamo parlando di un tangentaro Gabriele Cagliari, De Pasquale dovrebbe vergognarsi per avere fatto processare e condannare i colpevoli di quella megatangente Eni – Sai, aggiunge Berlusconi perché è grande “De Pasquale visto che il processo Mills – dice lui – sta arrivando una prescrizione, si è inventato la seguente storia: il reato di corruzione c’è quando il corruttore dà i soldi al corrotto” pensate che invenzione questa di De Pasquale, cosa si è inventato? Che la corruzione scatta quando il corruttore dà i soldi al corrotto, ma va? pensate che fantasia, che bizzarrie vengono in mente a questo De Pasquale, ci vuole una Commissione parlamentare di inchiesta per appurare come è possibile che un magistrato si sia sognato che la corruzione scatta quando il corruttore dà i soldi al corrotto!
Aggiunge il povero ometto un’altra prova regina del complotto della magistratura ai suoi danni e cioè che spesso capita che la stessa sentenza viene confermata in primo, in secondo grado in appello e in Cassazione, secondo lui il secondo grado e l’appello sono due cose diverse, ma la prova del complotto è che a volte ci sono delle sentenze che vengono confermate in primo grado in Appello e in Cassazione e a lui non viene il dubbio che vengano confermate perché sono giuste? Gli viene il dubbio che se vengono confermate è la prova del complotto! Il problema sapete qual è? E’ che in Italia ci sono ormai 65 mila detenuti, dei quali 45 mila più o meno, sono lì per scontare pene definitive e sapete perché scontano pene definitive? Perché le loro condanne sono state confermate in primo grado, in appello e in Cassazione, quindi se il fatto che una condanna in primo grado, in appello e in Cassazione è una prova del complotto, vorrebbe dire che tutte le persone che stanno in carcere in questo momento per omicidio, mafia, traffico di droga, stupro, molestie, estorsioni, rapine, furti, scippi, spaccio di droga etc., sono tutte vittime di complotti, sono tutte perseguitate dalla Magistratura, quindi abbiamo trovato il sistema per sfoltire il sovraffollamento carcerario, si aprono le porte del carcere e si fanno uscire tutti i condannati definitivi perché se uno viene condannato in via definitiva, questa è la prova che c’è un complotto contro di lui, se non ci fosse il complotto ovviamente la condanna non verrebbe mai confermata in via definitiva.
Quindi non è possibile che ci sia mai un colpevole, perché se uno è colpevole, pensavamo noi, la sua condanna viene confermata in primo, secondo e terzo grado, ma secondo Berlusconi questa è la prova che uno non è colpevole, perché? Perché se uno viene condannato in primo, secondo e terzo grado è un perseguitato! Quindi è impossibile accertare la colpevolezza di un imputato, pensate cosa deve passare in quella testolina quando dice queste cose e pensate che quello che dice queste cose è il Presidente del Consiglio, segnalo alla neurodeliri per eventuali interventi d’urgenza, esiste anche il trattamento sanitario obbligatorio anche se per i parlamentari bisogna chiedere prima il permesso alle Camere.
Ma attenzione perché la Commissione parlamentare di inchiesta che dovrebbe accertare, tra le varie porcate fatte dai magistrati anche quelle del famigerato De Pasquale, in realtà dovrebbe occuparsi di fatti che sono già stati accertati non una volta, ma a proposito di De Pasquale, 6 volte e per 6 volte tutti quelli che hanno indagato sul caso del suicidio di Gabriele Cagliari e sul ruolo di Fabio De Pasquale che era il PM di quell’indagine, hanno stabilito che De Pasquale non ha fatto niente di male, allora vediamo, ve lo dico non per andare a rinvangare vecchie storie, il caso di Cagliari che addirittura è morto, il caso di Craxi che addirittura è morto, no, perché questo attacco a De Pasquale è il segnale che Berlusconi dà il segnale convenuto ai suoi killer sparsi nelle televisioni e nei suoi giornali, ma non solo nei suoi, purtroppo, perché partano all’attacco di questo magistrato, perché? Perché bisogna creare quella cagnara, casino, canea che è necessario per ottenere la forzatura dell’ennesimo lodo e spacciarla per una norma di legittima difesa nei confronti di un Presidente del Consiglio perseguitato da un Magistrato talmente fuori di testa che ha addirittura indotto al suicidio Gabriele Cagliari, infatti non lo chiamano più lodo:
Questo bell’elemento del Vicepresidente del Csm della Magistratura non dice: ci vuole il lodo, dice: “è importante mettere in sicurezza il Presidente del Consiglio” come si fa per gli edifici a rischio per la 626, mettere in sicurezza le prese della corrente di un magazzino, Berlusconi viene trattato come un edificio da mettere in sicurezza, in realtà non si tratta di metterlo in sicurezza, si tratta di salvargli le chiappe dai processi che lo riguardano non in quanto Presidente del Consiglio, ma in quanto padrone di Mediaset, fondi neri e corruzione del testimone Mills, la messa in sicurezza, cambiano le parole, state attenti ogni volta che usano queste parole è per fregare la gente, la messa in sicurezza!
Il caso Cagliari (espandi | comprimi) I fatti dunque del caso Cagliari che verranno buttati addosso a questo Magistrato nei prossimi mesi e quindi è bene che quando sentiamo parlare di De Pasquale, il famigerato che ha portato al suicidio Cagliari, sappiamo di cosa si sta parlando, sappiamo che non è vero niente. Mi aiuto con il libro “Mani Pulite” che abbiamo scritto insieme a Gianni Barbacetto e a Peter Gomez, siamo nel 1993 Fabio De Pasquale apre un’indagine sui rapporti tra l’Eni e la compagnia di assicurazioni di Salvatore Ligresti, la Sai. Dopo avere escluso l’Ina, un’altra concorrente per ottenere l’appalto per assicurare l’Eni, l’Eni di Gabriele Cagliari socialista craxiano si accorda con la Sai per creare una società mista alla quale affidare tutti i contratti assicurativi dei dipendenti dell’ente petrolifero, quindi immaginate che affare, dietro l’accordo si cela un’enorme tangente, la Sai ha sbaragliato i concorrenti, pagando 17 miliardi di lire, De Pasquale lo scopre nell’aprile 1993, leggendo delle carte sequestrate durante una perquisizione nello studio di un commercialista, un certo Aldo Molino.
Interroga l’amministratore delegato della Sai Rapisarda, poi De Pasquale ascolta Gabriele Cagliari, lui dice di non sapere niente della mazzetta, ma le indagini proseguono, si trovano altre prove di questa tangente e il 26 maggio 1993 il G.I.P. Grigo firma 4 mandati di cattura e arresta: Cagliari, il direttore finanziario dell’Eni Ferranti, Rapisarda e il commercialista perquisito Molino.
Rapisarda e Molino non si fanno trovare e si danno alla fuga, Cagliari invece non può fuggire, perché? Perché è già in carcere per un’altra inchiesta del pool Mani Pulite di Milano del quale Fabio De Pasquale non faceva parte del pool tradizionale, quello che aveva iniziato a occuparsi di Mario Chiesa e poi dei fascicoli successivi.
Era lì perché doveva rispondere Cagliari di un’altra tangente che gli contestava il pool, quindi il mandato di cattura lo raggiunge già in carcere e quindi la carcerazione disposta per conto del pool Mani Pulite si assomma a quella nuova disposta dal G.I.P. Grigo su richiesta di De Pasquale per lo scandalo Eni – Sai.
Il 5 luglio viene arrestato Salvatore Ligresti dopo qualche giorno di irreperibilità e ammette di avere trattato personalmente l’accordo tra Eni e la Sai, definendolo con Craxi, Citarristi (Segretario amministrativo della DC) e Cagliari.
L’Avvocato di Cagliari, Vittorio D’Aiello, un grande Avvocato milanese recentemente scomparso, legge i giornali e scopre che i Ligresti ha confessano, allora chiede un nuovo interrogatorio per Cagliari che fino a quel momento aveva negato e così il 15 luglio Cagliari davanti al suo Avvocato e a De Pasquale viene di nuovo interrogato in carcere e adesso cambia registro dice: sì ho parlato con Craxi dell’operazione Eni – Sai e ho dato il via libera a Ligresti, ma continua a negare di sapere qualcosa delle mazzette.
De Pasquale spiega che non lo può scarcerare, perché? Perché per scarcerare un indagato bisogna che vengano meno le esigenze cautelari, se uno collabora è chiaro che vengono meno le esigenze cautelari perché? Perché una volta che fornisce le prove su sé stesso non può più inquinarle ovviamente, ma può anche decidere di non collaborare e con un’espressione un po’ rude, scherzosa aggiunge: l’indagato che confessa lo mette in culo all’accusa, nel senso che quando confessi vinci sull’accusa, perché? Perché a quel punto se non è il PM a chiedere la tua scarcerazione, verrai comunque scarcerato dal G.I.P. o dal Tribunale del riesame e dalla Cassazione, difficile trovare un indagato che collabora che venga tenuto dentro se si scopre che ha detto tutto.
L’interrogatorio va avanti nel tentativo di far dire a Cagliari qualcosa di più preciso su quell’accordo che ammette di avere avuto, ma Cagliari si ferma lì e Aiello alla fine dell’interrogativo dice ai giornalisti di essere fiducioso che Cagliari che ormai rimane dentro solo per lo scandalo Eni – Sai per le altre vicende di Mani Pulite è già stato revocato il mandato di cattura, possa ottenere almeno gli arresti domiciliari. Il giorno un però De Pasquale va a trovare Enrico Ferranti, il direttore finanziario dell’Eni e gli legge le dichiarazioni di Cagliari, allora Ferranti dice: non ho mai saputo di intese sottostanti di carattere corruttivo all’accordo Eni – Sai, se Cagliari era informato dell’esistenza di accordi in sede politica, tali per cui la definizione del progetto era affidata al commercialista Molino, in quanto delegato a riscuotere una consistente erogazione di denaro proveniente da Ligresti, allora devo dire che si sono sentito turlopinato, De Pasquale esce dalla stanza e entra in quella di fianco dove lo sta aspettando Cagliari per un altro interrogatorio.
Dice a Cagliari: guardi che da quello che mi dice Ferranti continuo a pensare e ne ho elementi anche in più che lei non mi stia dicendo la verità e quindi non credo che ci siano i presupposti perché lei venga scarcerato, se lei mi sta inquinando le prove addirittura negli interrogatori, come faccio io a dare il parere favorevole alla scarcerazione? E la sera fa il parere negativo al G.I.P. sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori anche perché rileggendosi un po’ gli atti non solo si è convinto che Cagliari sta mentendo, il che è legittimo per un indagato, ma naturalmente è un elemento a favore del fatto che è bene tenerlo dentro, ma addirittura che stia tentando di pilotare l’atteggiamento processuale dei suoi coimputati.
De Pasquale ritiene che Cagliari sta inquinando le prove e ha visto giusto perché il tentativo di depistaggio c’è, in seguito sia Ferranti, sia un altro commercialista prestanome di Craxi, Pompeo Locatelli ammetteranno che Cagliari stava depistando dal carcere.
L’Ing. Cagliari – racconterà Locatelli più avanti – mi mandò più volte a dire, quando ero detenuto di non parlare assolutamente delle questioni che riguardavano i rapporti economici intervenuti tra me e lui, in quanto egli aveva deciso di limitarsi a ammettere puramente e semplicemente i fatti che gli venivano contestati, quello che non poteva negare, il Cagliari pertanto mi richiedeva di comportarmi anche io in tale modo.
Nell’interrogatorio Locatelli dà anche la chiave ai giudici per scoprire le banche e le fiduciarie svizzere dove era stato depositato il tesoro personale di Cagliari e di sua moglie Bruna che infatti di ritorno poi dalla Svizzera dopo il suicidio del marito restituirà 12 miliardi di lire, frutto di tangenti e fondi neri sul conto del marito.
A questo punto, 17 luglio 1993 il G.I.P. Maurizio Grigori riceve il parere negativo di De Pasquale alla scarcerazione e esamina il caso, perché poi è lui che decide, mica è De Pasquale!
Ha 5 giorni a disposizione Grigo per esaminare la pratica Cagliari, ma il 20 luglio, 3 giorni dopo Cagliari viene trovato morto a San Vittore, soffocato da un sacchetto di plastica che si era calato o che qualcuno gli ha calato sul capo e stretto intorno al collo, Borrelli sconvolto, Di Pietro attacca il suo collega, perché? Perché aveva saputo che aveva promesso la scarcerazione e poi l’aveva invece negata, non sapendo che nel frattempo De Pasquale aveva scoperto che Cagliari stava depistando e quindi aveva scoperto un elemento in più rispetto a quello che c’era prima e quindi non lo poteva scarcerare, se depistava da dentro il carcere, figuratevi da fuori!
De Pasquale viene dunque additato anche dall’Avvocato di Cagliari come il responsabile diretto di quella morte tragica per avere promesso la scarcerazione a Cagliari e di essere partito per le vacanze, rimangiandosi la parola. De Pasquale parte per le vacanze, perché? Perché ormai quello che doveva fare lui l’ha fatto, adesso la decisione spetta al G.I.P. ovviamente e nel caso in cui qualcuno lo richiamasse per cambiare versione è ovvio che ci sarebbero altri magistrati se non lui di ritorno che potrebbero raccogliere eventuali nuove dichiarazioni.
Basta però leggere le lettere e il testamento scritti da Cagliari e gli ultimi giorni in carcere prima di togliersi la vita per capire che Cagliari non si è suicidato a causa dell’aspettativa di uscire poi venuta meno con il no del Pubblico Ministero alla sua scarcerazione, risulta da quello che scrive Cagliari che la decisione di uccidersi l’aveva presa almeno 11 giorni prima dell’ultimo interrogatorio davanti a De Pasquale quando neanche ancora si parlava del sì o del no alla scarcerazione, in un espresso datato 3 luglio che Cagliari ha inviato ai familiari chiedendo di non aprirlo subito si legge “Carissimi sto per darvi un nuovo grandissimo dolore, ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso più sopportare a lungo questa vergogna” il giorno dopo, 4 luglio un altro bigliettino inequivocabile “io sottoscritto Gabriele Cagliari nella mia piena facoltà di intendere e di volere dichiaro di volere che il mio corpo dopo la morte venga cremato e che le ceneri siano consegnate a mia moglie Bruna”, 10 luglio altra lettera alla moglie “carissima Bruna la settimana scorsa ti ho scritto l’espresso che ora avrai ricevuto e che ormai devi aprire, vi troverai le ragioni di questa mia decisione amara fino a essere insopportabile ma senza alternativa siamo agli epigoni di un sistema sconfitto, un sistema che non ho certamente contribuito a instaurare, ma che purtroppo ho accettato” e qui oltre a un preannuncio di suicidio c’è anche una chiara ammissione di corresponsabilità ho accettato, ho fatto parte di quel sistema che sta morendo e poi c’è una lettera per il suo Avvocato D’Aiello che si chiude così: la vergogna del mio stato attuale che consegue al repentino modificarsi della situazione generale del paese è la ragione di fondo di questa decisione, ho preso l’unica soluzione che la dignità e l’orgoglio mi impongono” si scatena il putiferio contro De Pasquale, il Ministro della Giustizia Conso, qui c’era ancora il governo Amato, ultimo governo della Prima Repubblica, manda gli ispettori a Milano, Dinacci e Nardi fanno l’indagine ispettive sul comportamento di De Pasquale e di Grigo e concludono: nessun rilievo può muoversi al G.I.P. Dott. Grigo in ordine alla materia in esame.
Il PM più odiato dai criminali (espandi | comprimi) Quanto a De Pasquale, a parte rimproverargli quell’espressione “l’indagato confessa lo mette in culo all’accusa” quindi dicono che era un’espressione non consona al linguaggio di un magistrato, scemate, trasmettono gli atti al Procuratore generale presso la Cassazione, Vittorio Sgroi, titolare dell’azione disciplinare perché decidesse se aprire o non aprire il procedimento disciplinare davanti al Csm.
E il Procuratore generale Sgroi decide di non aprire l’azione disciplinare e archivia il procedimento, anche perché gli ispettori Dinacci e Nardi gli hanno scritto: “appare assai difficile collegare il suicidio del Cagliari ai comportamenti del Dott. De Pasquale, in quanto va tenuto conto delle numerose lettere indirizzate ai familiari che egli ha lasciato scritte dal 3 luglio in poi” quelle che vi ho letto prima.
Ma non è mica finita, perché contro De Pasquale che è inviso alla classe politica prima e seconda repubblica, è quello che ha fatto condannare Craxi per la prima volta, non dimentichiamolo e è quello che ha fatto arrestare e condannare Ligresti, grande costruttore, palazzinaro, assicuratore, padrone di giornali, di mezza Milano e di mezza Italia, continua l’accanimento contro De Pasquale, non contenti della prima ispezione che era finita a suo favore, il governo Berlusconi, anzi il Ministro Mancuso che è nel Governo Dini nel 1995 e che però è praticamente una sorta di avamposto berlusconiano dentro il governo Dini, decide una nuova ispezione sui magistrati di Milano, che naturalmente finisce nel nulla e poi c’è anche un processo penale contro De Pasquale che viene denunciato a Brescia per abuso d’ufficio e addirittura omicidio colposo e naturalmente anche questo viene archiviato dal G.I.P. Giuseppe Ondei con questa motivazione “si deve senza dubbio ritenere che nella condotta tenuta dal De Pasquale nella vicenda in oggetto non sia ravvisabile alcuna ipotesi di reato”.
Ma non basta, perché come scrive Ferrarella su Il Corriere di oggi: non c’è solo l’ispezione ministeriale che non ravvisa alcun illecito disciplinare, non c’è soltanto il Ministro Conso e il Procuratore Generale Sgroi che decidono di non accusare De Pasquale perché non è successo nulla di scorretto, non solo c’è la denuncia di Mancuso per abuso d’ufficio e l’omicidio colposo a Brescia finita in archiviazione, ma c’è addirittura una causa che gli eredi di Craxi fanno alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per denunciare i magistrati che avevano fatto condannare Craxi nel processo Eni – Sai sostenendo che si erano violati i diritti dell’uomo Craxi, ma anche in questo caso la Corte di Strasburgo non ravvisa alcun tipo di censura, di più, c’è il solito Sgarbi che va a Domenica In a dire che De Pasquale è assassino, bene l’hanno condannato in appello per diffamazione a 2 mesi e a 100 milioni di lire di risarcimento al PM, poi in Cassazione si è salvato grazie all’insindacabilità, si è detto che quando dava dell’assassino al Magistrato a Domenica In, parlava esprimendo legittime opinioni insindacabili in quanto parlamentare.
Così 6 istanze diverse hanno stabilito che il famigerato Magistrato Fabio De Pasquale è un galantuomo e che nella vicenda Cagliari non ha fatto nulla di cui debba pentirsi e se sia minimamente collegabile al suicidio di Gabriele Cagliari. Ultimo punto, Berlusconi vuole accertare nella Commissione parlamentare di inchiesta gli abusi di potere della Magistratura milanese dai tempi di Mani Pulite e il colpo di stato ordito dal pool Mani Pulite di intesa con Scalfaro, che dice Berlusconi: chiamò Bossi e lo invitò a scaricare il Primo governo Berlusconi, siamo nel novembre – dicembre del 1994 dopo il famoso invito a comparire che Berlusconi aveva ricevuto in seguito al suo coinvolgimento nelle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza.
Forse qualcuno dirà: possibile che a 16 anni di distanza si debba ancora accertare cosa avvenne in quel novembre – dicembre del 1994 tra l’invito a comparire del 21 novembre e la caduta del governi Berlusconi il 22 dicembre? No, non è possibile, infatti è stato già tutto chiarito anche quello in varie sedi, chi lo ha chiarito? Intanto gli ispettori ministeriali che prima Berlusconi e poi Mancuso mandarono al pool di Milano e cosa hanno stabilito di quei presunti abusi dei magistrati? Hanno stabilito che il pool Mani Pulite e tutta la Procura avevano dedicato il massimo impegno e i risultati conseguiti grazie alla serietà, alla specifica professionalità, allo spirito di sacrificio dei magistrati del pool e alla profonda armonia tra i sostituti e la dirigenza, avevano dato vita a un’indagine che praticamente definivano una pietra miliare nella storia della magistratura, poi sottolineavano l’assoluta regolarità delle vicende processuali che il governo Berlusconi chiedeva di verificare, le indagini in casa Fininvest, il Dott. Confalonieri sembra desumere dal solo fatto che sono state promosse indagini a carico di persone in qualche modo collegate alla Fininvest un fumus persecutionis a prescindere da concrete censure al comportamento degli inquisiti.
Su Tele + gli inquirenti hanno fornito risposte esaurienti e documentate su tutte le questioni sollevate, pressioni su indagati per incastrare Berlusconi? Ne parla ancora adesso, dice che li tengono dentro perché facciano il suo nome, ugualmente gratuita è l’affermazione secondo cui si sarebbero pretese, per evidenti scopi politici, chiamate di correità calunniosa nei confronti del Presidente del Consiglio, accanimento contro Berlusconi e la Fininvest? Il lamentato accanimento investigativo, espressione di una pretesa strumentalizzazione politica del potere giudiziario, non ha trovato alcun riscontro nelle attività di indagine della Procura di Milano.
In conclusione le doglianze del Dott. Berlusconi appaiono prive di qualsiasi pregio, le censure e i magistrati del pool mosse dal Dott. Berlusconi alla fine degli accertamenti esperiti sono risultate pretestuose, manette facili? Nessun rilievo sotto questo aspetto può essere mosso ai magistrati milanesi, i quali non paiono avere esorbitato dai limiti imposti dalla legge, i provvedimenti custodiali, tra l’altro, sono stati spesso ulteriormente suffragati dall’ulteriore e decisiva prova della confessione dell’indagato e confermati dai G.I.P., dai tribunali del riesame e dalla Cassazione e neanche il risultato – scrivono ancora gli ispettori mandati da Berlusconi dentro la Procura di Milano – che le confessioni siano state in seguito ritrattate perché rese sotto minaccia di ulteriore protrarsi della detenzione e chi lo dice come Sgarbi dice falso, scrivono gli ispettori, non è possibile ascrivere quelle confessioni alle condizioni fisiche disumane nelle quali si sarebbero venuti a trovare molti indagati, alcuni dei quali suicidatesi, non è stata mai segnalata l’applicazione di regimi detentivi differenziati invece inaspriti rispetto alla generalità dei casi.
Conclusione, gli ispettori mandati da Berlusconi esaltano gli enormi meriti di un’inchiesta che rimarrà una pietra miliare nella storia giudiziaria del nostro paese, essendo servita a recuperare legalità e trasparenza nelle istituzioni e nella politica, meriti che i presenti accertamenti fugando ombre e dubbi prospettati in ordine a determinate vicende di cui alcune avevano colpito l’opinione pubblica, evidenziando la sostanziale correttezza dei magistrati del pool mani pulite con l’esclusione di qualsiasi anomalia o comunque di aspetti suscettivi di rilievo disciplinare, hanno finito con il rimarcare ulteriormente.
Questo è quello che ha già stabilito l’ispettorato del Ministero, l’autorità politica che ha investigato sulla correttezza dei magistrati di Milano e ha già fatto il suo dovere, oggi, 16 anni dopo, si vuole riscrivere quella storia confidando forse che qualcuno si dimentichi che quella storia è già scritta e quella storia è stata definita una pietra miliare nella storia giudiziaria di questo paese.
Il fatto che a proporla di riscriverla sia un noto imputato che sta cercando ancora una volta di salvarsi le chiappe, mi pare che si commenti da sé, passate parola!
Buongiorno a tutti, stavo riguardando com’è partita questa faccenda di Fini, lo so che la politica è un’altra cosa, lo so che ieri siete stati in molti alla Woodstock organizzata da Beppe Grillo a Cesena, lo so che lì si è parlato di politica vera, di progetti, di programmi, di idee nuove, quello è il futuro, il presente purtroppo è la melma nella quale ci tocca rimestare perché da quello che sta succedendo dipenderà se e quando andremo a votare, quali leggi passeranno e quali no in Parlamento prima che si spera defunga, il nostro immediato futuro dipende da questo maleodorante presente che ruota intorno alla cosiddetta vicenda Fini – Montecarlo.
Le minacce di Feltri (espandi | comprimi) Allora sono andato a riprendere un po’ di ritagli, il vizio di tenere un po’ tutto e di non buttare via niente, allora forse servirà vedere com’è cominciata questa storia, 28 luglio 2010, sono passati pochi mesi, questo è il primo pezzo che Il giornale dedica alla casa di Montecarlo, Fini, la compagna e il cognato e una strana casa a Montecarlo, questione morale, “un appartamento lasciato da eredità da Alleanza Nazionale, finisce a una misteriosa finanziaria estera, ora ci abitano familiari del Presidente della Camera e nessuno ne sa niente”. E’ un articolo non accompagnato da commenti, forse il migliore commento è quello che c’è a pag. 3, un altro articolo che dice “rottura a un passo, pronto il partito di Fini, la scissione del Pdl è vicina, manca solo la scintilla per la rottura tra Berlusconi e il Presidente della Camera”. Che giorno era il 28 luglio? Era la vigilia della riunione del vertice del Pdl, nella quale si è deciso di deferire ai propri viri i 3 principali collaboratori di Fini, Fabio Granata, Bocchino e Briguglio e di definire Fini assolutamente incompatibile con il partito che aveva fondato insieme a Berlusconi due anni prima, di fatto l’espulsione dei finiani che nei giorni successivi vanno alla conta e diventeranno i famosi 44 gatti tra Camera e Senato contro i 4 gatti che Berlusconi aveva preventivato che se ne sarebbero andati.
Quindi il giorno prima dell’espulsione di fatto di Fini e dei suoi, Il Giornale piazza il primo articolo di una lunga serie, una serie che è diventata quotidiana, una specie di rubrica fissa su Il Giornale e poi su Libero che il giorno dopo ha cominciato, vedete il 29 luglio Fini non spiega la casa dei misteri, Libero è arrivato il giorno dopo e da allora a fotocopia ha affiancato Il Giornale nella sua campagna contro Berlusconi che è cominciata per Il Giornale il giorno prima dell’espulsione di Fini e per Libero il giorno dell’espulsione di Fini.
Quando Fini viene espulso Il Giornale commenta “colpo di grazia” e subito sotto la casa di Montecarlo, ecco i conti segreti, questo è Il Giornale del 30 luglio che commenta l’espulsione avvenuta il 29, il giorno dopo del primo articolo de Il Giornale uscito il 28, questa è la successione degli eventi, ma c’era già stata un’avvisaglia interessante, datata un anno fa, era il 14 settembre e Vittorio Feltri che da poco si era reinsediato alla direzione de Il Giornale dove aveva subito esordito con la campagna contro il Direttore di Avvenire Dino Boffo, aveva scritto un articolo, era già un periodo in cui Fini e i suoi dissentivano su alcune posizioni di Berlusconi in materia soprattutto di giustizia, di legalità e di leggi ad personam e era una specie di avvertimento alla vigilia della decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano, la Corte Costituzionale doveva decidere ai primi di ottobre e qui si ipotizzavano complotti, la Corte Costituzionale Fini per rovesciare Berlusconi, c’erano le rilevazioni di Spatuzza, di Massimo Ciancimino, mettendo tutto insieme Feltri pensò bene di lanciare un avvertimento a Fini dicendogli: guarda che se la Corte boccia il lodo, disse testualmente “bocciato un lodo Alfano se ne approva un altro modificato e lo si manda immediatamente in vigore, Fini ha l’esigenza immediata di trovare una ricollocazione o di qua o di là, non gli è permesso di tenere un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione, deve risolversi subito” a questo punto uno direbbe: sennò? Sennò glielo spiegava Feltri, diceva “perché oggi tocca al Premier, domani potrebbe toccare un Presidente della Camera, è sufficiente per dire ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo, meglio non svegliare il cane che dorme!”.
Insomma, o la dai sempre vinta a Berlusconi, oppure saltano fuori fascicoli, è evidente che questi fascicoli sono lì, se un giornalista fa il giornalista e pensa che un fascicolo abbia un’attualità e un interesse pubblico, sia una notizia, la pubblica, perché invece far sapere: non svegliare il cane che dorme, potrebbero saltare fuori fascicoli, evidentemente perché l’informazione viene usata come un manganello, come una pistola, dice: qua c’è la pistola, anzi è nel cassetto, però te la faccio vedere, se fai il bravo resa nel cassetto, se non fai il bravo la tiro fuori e magari sparo!
Questo non è il giornalismo, questa è un’altra cosa e questo avviene sul giornale di proprietà della famiglia del Presidente del Consiglio, dopodiché il fascicolo a luci rosse non è uscito fuori perché? Perché era già uscito fuori, se ne era già occupato l’espresso, questi a volte usano anche dei fascicoli un po’ tarocchi, magari sul numero ne hanno qualcuno che non è proprio chissà ché! L’Espresso aveva già raccontato che c’era una metresse con uffici prospicienti a quelli di una delle sedi del Parlamento che riceveva uomini politici e loro portaborse di vari partiti, tra cui alcuni vicini al Presidente Fini.
Poi a rilevare che c’erano politici che andavano a puttane con tutto quello che era successo con Berlusconi che non è che ci andava, le riceveva nella sua residenza e ci si faceva pure filmare, avrebbe sortito scarsi effetti il dossier, allora si è proceduto a un altro dossier e cioè qualcuno ha tirato fuori la storia di questa casa, tenete presente che questa casa che oggi viene ingigantita per cui sembra un enorme… in realtà è un alloggetto di una sessantina di metri quadrati, sta al piano terreno, senza vista mare a Montecarlo e che ha un valore che è stato stimato dal condominio del quale fa parte, è ovvio che nei condomini non si ha l’interesse a sottovalutare il valore di un appartamento, semmai a sopravvalutarlo perché così si rivaluta e si sopravvaluta tutto il condominio e quell’appartamento fu valutato quando alla fine degli anni 90 la contessa Colleoni lo donò a Alleanza Nazionale, se non erro 450 milioni di lire, dopodiché, dopo anni in cui rimaneva lì ovviamente di cosa se ne fa un partito di un appartamento a Montecarlo, non l’hanno neanche ristrutturato, quindi era molto malmesso, si è fatto avanti Giancarlo Tulliani “cognato” di Fini, fratello della compagna di Fini, madre delle due figlie di secondo letto di Fini e ha segnalato una società la ?Printemps? che ha sede a Saint Lucia un paradiso fiscale, quindi una società offshore di cui si ignora il vero proprietario, ma si conosce soltanto il legale rappresentante che è un certo James ?Wolfensau?, stesso rappresentante legale dell’altra società che poi rileva l’appartamento venduto da Alleanza Nazionale alla Printemps e che si chiama Timara, anche essa rappresentata da Wolfensau e Timara è quella che poi affitta l’appartamento a Tulliani, per quanto viene venduto l’appartamento? Era stato valutato in origine nel 1999/2000 450 milioni di lire, poi si passa all’Euro, quindi diventerebbero 275 mila Euro, viene venduto a un po’ di più, a 350 mila Euro, è stato venduto a poco? Sicuramente, se si mettevano di impegno riuscivano a venderlo a un prezzo superiore.
Il problema qual è? E’ che questi sono fatti loro, nel senso che se un partito è amministrato da una persona che riesce a ottimizzare i ricavi del suo patrimonio, peggio per quel partito, ma quelli sono soldi privati, beni privati non sono soldi pubblici, non sono soldi nostri, non è una casa del demanio, è una casa pubblica, non c’entrano enti previdenziali, non c’entra niente, non è affittopoli, non è casopoli, è un affare privato tra questa contessa che dona incredibilmente una casa a un partito anziché a un ente benefico, il partito ne fa quello che vuole, ci rimette qualche soldo, il problema qual è? Il problema è: A) che la casa di Montecarlo viene venduta a una società offshore; B) che poi da questa società offshore o meglio da una società gemella la affitta Tulliani.
Teniamo presente cos’è Montecarlo, anche Montecarlo è un paese offshore, anche Montecarlo è un paradiso fiscale, a Montecarlo chi opera? Società offshore, quindi non è come vendere una casa di Roma a una società offshore, stiamo parlando di una casa di Montecarlo che viene venduta a una società offshore che naturalmente è offshore esattamente come Montecarlo; 2) viene affittata da Giancarlo Tulliani che è quello che aveva segnalato la società interessata a comprare.
Fini e Giancarlo Tulliani (espandi | comprimi) Questo al momento è l’unico tema di rilevanza pubblica di tutta questa storia, cioè che Fini, visto che la società l’aveva segnalata il fratello della sua compagna, avrebbe dovuto seguire la trattativa in modo da verificare non tanto che la società fosse una società equivoca, perché se vendi una società offshore tu non potrai mai sapere di chi è quella società, quindi non aveva strumenti per capire di chi poteva essere, ma proprio perché l’aveva segnalata il cognato, per accertarsi che non ci fosse qualcuno che ci faceva la cresta e questo sicuramente non l’ha fatto anche se noi non sappiamo se c’è qualcuno che ci ha fatto la cresta e la leggerezza, ingenuità di cui ha parlato Fini, che è abbastanza comprensibile nel senso che in un partito come Alleanza Nazionale che ha un enorme patrimonio immobiliare, donazioni, lasciti, vecchi militanti, vecchie sedi, terreni, ti puoi immaginare che il segretario nazionale deleghi ampiamente il tesoriere del quale si fida, poi è il Sen. Pontone, un vecchio avvocato di Napoli, una persona per bene e quindi lascia fare e lì è lo sbaglio, proprio perché la società l’aveva segnalata Tulliani avrebbe dovuto verificare e magari sollecitare in qualche modo altre offerte, di modo che si aprisse un’asta e il partito incassasse qualcosa in più. Questa è al momento l’unica questione di interesse pubblico che investe il Presidente della Camera e che giustifica il fatto che si parli di questa storia, poi cosa succede? Succede che il fascicolo, il dossier esce, perché? Perché Fini ha svegliato il cane che dorme, si è messo di traverso sulla legge Bavaglio, sul processo breve, ha osato parlare di legalità a aprile nella direzione nazionale del partito quando puntò i piedi contro Berlusconi, quindi è stato dichiarato incompatibile, è stato cacciato, esce il dossier immediatamente e nel dossier cosa si tende a dimostrare? Che Fini è un ladro, che fini è un delinquente, che quindi questione morale è l’occhiello del primo articolo de Il Giornale: Fini non ha alcun titolo per fare la morale a Berlusconi perché è un ladro, questo è quello che vogliono dimostrare.
Naturalmente a casa mia e credo anche a casa vostra se si scopre che c’è un ladro in più rispetto ai ladri già conosciuti in Parlamento e al governo ce ne sono un bel campionario, si prende atto, abbiamo un ladro in più, invece no, loro non vogliono dimostrare che Fini è un ladro per dire semplicemente che ne abbiamo uno in più, per loro se Fini è un ladro, vuole dire che Berlusconi è onesto, loro hanno questa strana matematica, per noi un ladro più un ladro fanno due ladri, per loro un ladro più un ladro fa zero ladri, nel senso che l’eventuale ladritudine di Fini, cancellerebbe la conclamata ladritudine, evasioni fiscali, falsi in bilancio, corruzioni, corruzioni giudiziarie di Berlusconi e del suo entourage.
Quindi l’eventuale ladritudine di Fini elide i reati e le illegalità commesse da Berlusconi e dal suo clan, questo è il tentativo che devono fare, da quel momento ci sono in Italia due giornali che non hanno il compito di andare a vedere come sono andate le cose a Montecarlo, ma hanno il compito in partenza, a prescindere di dimostrare che Fini è un ladro. Se trovano elementi bene, se non li trovano li inventano!
Allora cosa cominciano a fare? Sollecitare Fini a rispondere, Fini risponde nei famosi 8 punti, comunicato di questa estate dice: la casa è stata venduta a quella società su segnalazione di Tulliani quando poi ho scoperto dopo la vendita che Tulliani affittava quella casa, potete immaginare il mio disappunto, mi sono incazzato con Tulliani.
Sarà vero, non sarà vero, questo è quello che dice Fini, immediatamente Il Giornale e Libero tentano di smentirlo, perché? bisogna dimostrare che Fini non solo è un ladro, ma è anche un bugiardo, quindi interpellano mezzo mondo per vedere se Fini mente, ogni tanto pubblicano la testimonianza di qualcuno che dice di avere visto Fini a Montecarlo, nelle vicinanze di Montecarlo, a parte che se Fini fosse stato a Montecarlo, chi di noi non è stato a Montecarlo almeno una volta, non è che tutti quelli che sono stati a Montecarlo, allora vuole dire che sanno e poi bisogna vedere quando, perché magari è stato a Montecarlo dopo che aveva saputo che la casa era affittata dal cognato, era occupata dal cognato o magari è proprio andato a Montecarlo a dirgli di lasciare la casa, visto che si era incazzato.
In ogni caso queste testimonianze vengono abbandonate perché non c’è nessuna che sia decisiva o inoppugnabile che dimostri che Fini prima di quando ha detto di averlo saputo, avesse saputo che la casa era affittata da Tulliani, allora salta fuori il primo scudo umano della nostra storia, un consulente del mobilificio Castellucci che interpellato da Il Giornale dice di avere visto Fini da Tulliani al mobilificio alla periferia di Roma sulla Via Aurelia, posto non certo da vip, comprare una cucina Scavolini da 4500 Euro e dice questo tizio: avevo sentito dire in azienda che era destinata a Montecarlo, però lui non ha elementi, ha la planimetria, il disegno della cucina componibile ma non ha naturalmente il luogo nel quale è stata recapitata, avevo sentito che doveva andare a Montecarlo, voci… la cosa curiosa questo signore dice che per continuare a lavorare in quel mobilificio lui sarebbe tenuto al segreto su quella cucina perché i suoi capi gli avevano detto che non se ne doveva parlare, ma lui cosa fa, eroico, si dimette dal mobilificio e fa dimettere anche sua moglie che lavorava lì, quindi rinuncia a due posti di lavoro, gli unici della famiglia, due stipendi, gli unici della famiglia, rovinandosi l’esistenza per poter gridare al mondo le voci che aveva sentito sulla destinazione di questa cucina che non doveva essere neanche un granché perché era 4500 Euro il costo pagato.
Una cucina di 4500 Euro è proprio una robetta Ikea o forse meno, in ogni caso queste voci poi non trovano conferma, Fini dice: no la cucina è stata presa per una casa a Roma, sbaglia a non farla vedere perché dovrebbe organizzare una visita guidata se i politici hanno un dovere di trasparenza su tutto, abbassati al livello di questi signori, organizza una bella visita guidata con telecamere nella casa romana dove c’è la cucina e così si dimostra che razza di informazione fanno questi, invece si limita a dirlo, però è ovvio, l’onere della prova spetta agli altri, non spetta mica a lui, lui farebbe bene a rovesciargliela subito in faccia quella cucina, però se non lo vuole fare, non è che sia tenuto a farlo, in fondo è l’accusa che deve dimostrare che lui ha comprato la cucina per Tulliani, mica lui che deve dimostrare che non l’ha comprata e non ci riescono a dimostrarlo.
L’atteggiamento di questi due missionari così disinteressati in nome della verità da rinunciare allo stipendio e al posto di lavoro per dare un’intervista a Il Giornale, fa abbastanza ridere, ma non è l’unico caso anomalo di scudi umani pronti a immolarsi e a rovinarsi l’esistenza, la carriera e la faccia, anche per venire incontro alle esigenze del padrone d’Italia.
Viene abbandonata anche la pista della cucina, c’è un imbarazzato pezzo su Il Giornale di Feltri in cui uno dei suoi vice dice: è possibile che la cucina inizialmente destinata a Montecarlo, sia poi stata richiamata a Roma? Ci sono cucine che pagano semoventi con le rotelle in giro per l’Europa in attesa che Fini dica dove devono andare, alla fine Fini richiama la cucina e la cucina rientra mestamente a Roma, dopo che si era già eccitata tutta perché pensava di andare a finire a Montecarlo!
Abbandonano la pista della cucina perché loro sono così, non è che dicono: vi abbiamo raccontato una balla, pestano uno e poi quando scoprono che è quello sbagliato, neanche gli chiedono scusa, cominciano subito a pestare un altro, questo è il loro modus operandi.
Mentre la storia di Montecarlo rischiava di languire, stavano raschiando il fondo del barile, avevano addirittura pubblicato lo stato di famiglia Tulliani, avevano riesumato Gaucci per fargli sputare la sua ex fidanzata tutta la famiglia Gaucci, cose che con il tabaccaio di Gaucci, la schedina del superenalotto, salta fuori una lettera, una lettera datata 16 settembre, firmata da mister Rudolph Francis, Ministro della Giustizia dell’isola di Saint Lucia, Francis scrive questo memo riservato al suo Primo Ministro in cui gli dice: dalle indagini che ho svolto risulta che la società che affitta la casa di Montecarlo a Tulliani, appartiene in realtà a Tulliani, quindi Tulliani finge di affittare l’appartamento di Montecarlo, ma in realtà l’appartamento è suo, lo affitta da sé stesso, quindi Alleanza Nazionale l’ha venduto a lui e allora deducono i segugi de Il Giornale di Libero: Fini ha mentito e naturalmente è sottinteso, è un ladro!
Le società Off Shore e il Ministro di Santa Lucia (espandi | comprimi) Naturalmente se Tulliani fosse il proprietario o della Timara o della Printemps o di tutte e due e affittasse da sé stesso la casa, le cose cambierebbero ma non sarebbe la prova né che Fini ha rubato, né che Fini è un bugiardo, perché?Perché è ben possibile che visto che le società sono società offshore e solo il proprietario conosce il proprietario, Fini non sapesse che Tulliani è il proprietario della o delle due società, se Tulliani è il proprietario delle due società, come fa Fini oggi a sapere chi è il proprietario delle due società, può soltanto chiedere a Tulliani e Tulliani può soltanto dirgli: non sono il proprietario oppure sono il proprietario, gli ha detto: non sono il proprietario, come fa a dimostrare a Fini che non è il proprietario? Non esistono carte in mano a uno che non è il proprietario di una società offshore per dimostrare che non è il proprietario di una società offshore, pensate un attimo se qualcuno dicesse di qualcuno di voi che siete proprietari di una società offshore alle Cayman e magari non è vero, voi come fate a difendervi dall’accusa di essere proprietari di una società alle Cayman, dite: non è vero, ma qualcuno dice: eh ma non ci credo, portami le prove e voi come fate a portare le prove del fatto che la società non è vostra? Dovreste portare le prove che dimostrano di chi è quella società, ma come fate a avere le prove sul reale proprietario di una società offshore se non è vostra? Chi ve le dà? Capite qual è la situazione, resta naturalmente anche l’ipotesi che Fini e Tulliani siano d’accordo, che Fini abbia fatto vendere sottocosto la casa alla società offshore sapendo che era di Tulliani e che poi abbiano fatto a mezzo, questa è l’insinuazione che aleggia in questa campagna, il problema è che è un’insinuazione molto grave che andrebbe dimostrata.
Basta dire che qualcuno sostiene così e qualcuno sostiene cosà, l'onere della prova spetta all’accusa, bisogna dimostrare intanto che Tulliani è proprietario di quelle società e poi che Fini lo sapeva prima di vendergli la casa, oppure che l’ha saputo dopo, ma sperava che tutto restasse sotto silenzio e questo non è minimamente provato, quindi fino a prova contraria c’è la parola di Fini che finora non è mai stata smentita e non sarebbe smentita neanche se si scoprisse che Tulliani è proprietario delle società, perché? Perché Tulliani potrebbe averlo fregato e non averglielo detto, avergli detto: faccio da intermediario per le società tizia e caia, senza dirgli: sono il proprietario della società tizia e caia, oppure dicendogli: non sono il proprietario della società tizia e caia mentendogli, può essere!
Sicuramente la versione opposta Fini ladro in combutta con Tulliani è talmente grave che soltanto per pronunciarla bisognerebbe avere qualche elemento e finora sulla proprietà di Tulliani della società di Saint Lucia c’è questa lettera che il Ministro della Giustizia all’improvviso il 16 settembre decide di scrivere al suo Premier di Saint Lucia, è una lettera molto strana, intanto perché siamo in un paradiso fiscale che campa, tutta la sua economia campa di quello, sull’assoluta riservatezza garantita a quelli che portano i loro capitali e che aprono società offshore proprio perché hanno l’assicurazione totale che le operazioni sono top secret, che nessuno le rivelerà, è reato penale a Saint Lucia, rivelare il nome del titolare di una società offshore, quindi il Ministro della Giustizia, almeno questo lo dovrebbe sapere.
Allora perché rivela il nome presunto di una società offshore al suo premier? Perché fa un’indagine per andare a scoprire il proprietario di una società offshore domiciliata a Saint Lucia nel suo paese? Soprattutto com’è possibile che se tu fai un memo riservato per il tuo premier, quindi lo conosci tu e lo conosce il tuo Premier, questo memo 3 giorni dopo finisca su due giornali di Santo Domingo, giornali concorrenti che però guarda caso lo ricevono entrambi, sono i due più importanti giornali di Santo Domingo, Santo Domingo è l'isola dove latita e dove adesso risiede Luciano Gaucci, è un caso naturalmente, ma naturalmente da quando quel documento finisce sui due giornali di Santo Domingo e sui rispettivi siti è ovvio che in Italia qualcuno se ne accorge, l’unico mistero che non è un mistero è per quale motivo sia finita su ?Dagospia? questa lettera, ma è evidente ormai su Internet si trova di tutto e quindi Dagospia che riceve segnalazioni da tutte le parti, appena la riceve la pubblica perché è una lettera firmata dal Ministro della Giustizia di Saint Lucia che aggiunge un tassello importante se fosse vero alla nostra storia, Giornale e Libero ci si fiondano, anche Il Corriere lo pubblicano, anche La Stampa, naturalmente e Corriere la pubblicano dicendo: c’è una lettera firmata da questo Ministro, vediamo se è vero o non è vero, invece naturalmente Il Giornale e Libero l’apprendono subito come la prova che Fini ha mentito e che forse ha rubato, mentre in realtà Fini non ha mai detto sua in contrasto con quella lettera, ha detto che gli risultava che Tulliani aveva intermediato per quelle società e ha detto che secondo lui, secondo quello che gli risulta le società non sono di Tulliani, ma se poi Tulliani l’ha fregato come fa a saperlo Fini? Certamente non si sarebbe esposto fino a quel punto, fino a dire: si riderà quando si scoprirà di chi sono quelle società e che non sono riconducibili alla mia famiglia, se avesse saputo che invece lo erano, soltanto un pazzo sarebbe andato da Mentano a fare quella dichiarazione.
A questo punto un cronista de Il Fatto Quotidiano giovedì scorso Marco Lillo la sera riesce a trovare questo Ministro e gli chiede: l’ha scritta lei quella lettera? Perché c’era anche il caso che fosse un documento falso, la carta intestata non corrisponde con la carta intestata del Governo di Saint Lucia, è diversa, la cartiera ufficiale dello Stato di Saint Lucia dichiara al sito ilfattoquotidiano.it “questa carta intestata non è la nostra” quindi è apocrifa, quindi forse anche la lettera, la firma del Ministro è apocrifa, Marco Lillo chiama il Ministro e quest’ultimo dice: no quella lettera l’ho scritta io, aggiunge: prossima settimana faccio una conferenza stampa, era giovedì sera e il Ministro stava a Ginevra insieme a altri membri del Governo di Saint Lucia, da Saint Lucia (Caraibi) Ginevra, chissà cosa ci faceva in Svizzera, governo in trasferta.
Sta di fatto che mentre Lillo parla con il Ministro della Giustizia un signore che si qualifica come amico della moglie del Premier di Saint Lucia, telefona una redazione di Annozero, la redazione di Annozero fa delle verifiche, non è uno scherzo telefonico e questo signore dà una serie di elementi in cui dice: guardate che quella lettera è falsa, non si capisce bene se vuole dire che è falso come documento o se è falso il contenuto del documento, ma aggiunge, siamo a Ginevra perché abbiamo paura e perché a Saint Lucia c’è un pullulare nelle ultime settimane di uomini dei servizi segreti italiani, libici e russi, guarda un po’, l’asse Roma – Putin – Gheddafi viene in mente proprio a questo signore che telefona raccontando questa cosa e la cosa stupefacente è che il mattino dopo, mentre Annozero mette in dubbio la cosiddetta presunta patacca della lettera di Saint Lucia, il mattino dopo il Ministro Francis è già rientrato a Saint Lucia da Ginevra, credo con un volo privato, non penso ci siano linee dirette così rapide che la sera sei a Ginevra e il mattino dopo sei già a Saint Lucia, sta di fatto che fa una conferenza stampa nel pomeriggio dove conferma che la lettera l’ha scritta lui e aggiunge di averla dovuta scrivere e di avere dovuto fare le indagini su quella società perché c’è una pressione di uomini dei servizi presenti sul territorio che mettono in pericolo il buon nome e l’economia di uno stato che campa sull’anonimato che da un lato è una spiegazione che conferma la presenza di uomini dei servizi che già Il Giornale di Feltri aveva raccontato, citando l’agenzia di Daniele Capezzone il Velino, nostri uomini dei servizi segreti che vanno a Saint Lucia per indagare su una vicenda che riguarda il Presidente della Camera, gli uomini dei servizi segreti se sono regolari e non deviati dipendono dal Capo del Governo, conferma dunque il Ministro che ci sono uomini dei servizi segreti che mettono a repentaglio l’economia di un paese che vive sulla riservatezza e poi lui cosa fa? Mette a repentaglio la riservatezza del suo paese rivelando al Primo Ministro il proprietario, presunto tale di questa società e non prende neanche la precauzione perché questo memo rimanga riservato tra lui e il primo Ministro, tant’è che è già finito sui siti e sui giornali e lui fa una conferenza stampa per confermare ufficialmente il proprietario di una società offshore, da quel momento l’economia di Saint Lucia è rovinata, perché? Perché nessuno andrà più a portare i suoi capitali e a creare società offshore in un paese dove un Ministro fa indagini e rivela il nome del proprietario di un offshore, ma soltanto un pazzo continuerà a andare lì, andranno in un altro posto, alle Virgin Island, alle Cayman … commette un comportamento che nel momento in cui diventa pubblico è un reato il Ministro della Giustizia di Saint Lucia, rivela il beneficiario, il proprietario delle azioni al portatore che sono state depositate al momento della costituzione di questa società violando completamente non solo il codice penale del suo paese, ma le regole minime di riservatezza, tant’è che il capo dell’opposizione laburista, tale Anthony che è stato Primo Ministro dal 1997 al 2007 a Saint Lucia dice: il Ministro non si alza la mattina e si mette a indagare su una società a caso, sarebbe una follia, non è una pesca a campione, ci sarebbe una fuga di massa di miliardi di capitali, il nostro paese si è dato una giurisdizione in materia fiscale e societaria che garantisce l’anonimato e il rispetto del segreto dei dati sensibili, si avviano delle indagini se c’è un’autorità straniera che lo chiede formalmente.
Berlusconi e le sue Off Shore (espandi | comprimi) Nel caso di rogatorie o per comprovati indizi che la società nella sua attività sta commettendo dei reati, riciclaggio, frodi, traffici illegali, qui non c’è nessun reato commesso a Saint Lucia, Tulliani non è indagato né in Italia, né a Saint Lucia, c’è una ragione per cui il Ministro deve fare un’indagine sul reale proprietario della società?
Assolutamente no, a meno che dice l’ottimo ex Premier di Saint Lucia, non ci sia una richiesta da parte di un’autorità legislativa superiore, ma non mi sembra questo il caso, la procedura in questo caso sarebbe stata diversa, il Ministro avrebbe aperto un fascicolo, avrebbe delegato gli uffici preposti e avrebbe esteso una relazione, tutto alla luce del sole, invece in questo caso c’è una nota confidenziale destinata al Primo Ministro, qualcosa informale, se questa fosse la prassi metteremmo in discussione la nostra legislazione, nessuno si sentirebbe più tutelato dal segreto da noi violare il segreto societario è un crimine! L’indagine, sono certo che è stata sollecitata e chissà da chi, vedremo!
Meglio non anticipare, meglio non fare illazioni, meglio attenersi esclusivamente ai fatti accertati, quindi attenzione, il documento del Ministro di Saint Lucia è autentico in quanto il Ministro dice di averlo scritto, non sappiamo se è veritiero, un conto è che un documento l’abbia scritto io, nel qual caso è autentico, lo rivendico, l’ho scritto io, un altro conto è se quello che ho scritto è vero, questo è un altro paio di maniche, questa è la distinzione che su Il Fatto, pur avendo lo scoop dell’intervista al Ministro, abbiamo precisato subito, attenti non stiamo parlando del Ministro Vassalli, non stiamo parlando del Ministro della Giustizia inglese, francese, americano, tedesco, stiamo parlando del Ministro di Saint Lucia, di un atollo, che fa strane cose, che dice strane cose, che mette a repentaglio l’incolumità economica e finanziaria del suo paese per fare un favore grosso come una casa al Presidente del Consiglio italiano, perché? Questa è la domanda, è l’altro scudo umano dopo quello del mobilificio, la carriera di questo signore è rovinata naturalmente, nessuno lo eleggerà mai più o lo voterà mai più visti i danni che ha fatto all’economia del suo paese, resta ancora la domanda se quello che ha scritto è vero, cioè che Tulliani è proprietario della casa o se non è vero, questo lo potremo sapere soltanto quando qualcuno porterà la carta che dimostra che Tulliani è proprietario, finché non c’è quella carta non si può dire che Tulliani sia il proprietario.
E se anche poi fosse il proprietario bisognerebbe ancora dimostrare che Fini lo sapeva al momento in cui autorizzò la vendita a quella società, in questo caso Fini dovrebbe dimettersi non solo da Presidente della Camera ma dalla vita politica per avere mentito e per avere favorito un suo parente nella cessione di un bene del partito, ma se non si dimostra che lo sapeva, Fini non deve dimettersi né dalla politica, né da Presidente della Camera perché? Perché non c’è assolutamente nulla di eticamente riprovevole in quello che è successo, almeno fino a quello che si sa in questo momento, attenzione!
Il fatto poi che chiedergli le dimissioni sia Berlusconi è veramente strepitoso perché hanno detto che Fini deve spiegare perché ha autorizzato a vendere una casa di 50/60 metri quadrati a una società offshore e perché le case, anche dei tuoi familiari, anche in affitto le devi tenere sotto controllo, se vi capita leggete il pezzo di Antonella Mascali su Il Fatto Quotidiano che oggi è anche sul sito, dove si ricorda che Berlusconi non ha un cognato che forse è proprietario di una società offshore o forse ha affittato una casa da una società offshore , Berlusconi non ha neanche la colpa di avere autorizzato la vendita di una casa a una società offshore, Berlusconi ha o ha avuto 64 società offshore del comparto B very discrete Fininvest, creato a metà degli anni 80 e per tutti gli anni 90 dall’Avvocato David Mills per tacitare il quale fu pagata a Mills una tangente di 600 mila dollari in Svizzera, in più il Cavaliere Silvio Berlusconi possiede tra Antigua e le Bermuda, tutti paradisi fiscali, almeno 6 ville intestate tutte a società offshore, in più è proprietario di una barca di 48 metri del valore di 13 milioni di Euro intestata alla Società Morning Glory Yachting Limited sede alle Bermuda, paradiso fiscale, con tutta quella galassia di società offshore Berlusconi ha pagato tangenti a Craxi, ha pagato Previti perché pagasse i giudici della Mondadori, ha pagato le scalate Standa e Mondadori, ha eluso la legge Mammì controllando tramite prestanomi Telepiù quando non poteva avere più di 3 televisioni e ha fatto tante altre belle cosette che trovate nella sentenza Mills e nelle sentenze All Iberian, tutt’ora per quel sistema offshore Berlusconi ha in piedi il processo Mediaset e il processo Mediatrade che riguardano frodi fiscale presunte, appropriazioni indebite presunte, falsi in bilancio presunti che arrivano fino al 2005 per lui e fino al 2009 per altri dirigenti del gruppo tra cui Confalonieri, il figlio Piersilvio che era insieme alla sorella il vero proprietario delle società Century One e Universal One che stavano a Guernsey nelle isole del Canale, altro paradiso fiscale offshore e che utilizzavano queste due società per conto del padre per incamerare i fondi neri che si accumulavano nei passaggi di proprietà dei diritti televisivi acquisiti dalle major americane a Holliwood.
Questo è colui che oggi sta insegnando la morale a Fini, questo è il proprietario dei giornali che fanno la morale a Fini per le case e le società offshore, come al solito chi ha non solo una trave, ma 5, 6, 10, 20 travi nell’occhio fa la morale a quello che forse, ma non è ancora deciso, ha una pagliuzza, passate parola!
Buongiorno a tutti, questo sarà un autunno caldo non soltanto per la politica, ma anche per le inchieste giudiziarie di mafia e politica che inevitabilmente si intrecciano con la vicenda del Governo, i giornali fanno finta di non capire, le televisioni nascondono, ma la ragione principale per la quale Berlusconi sta cercando disperatamente di comprare parlamentari per riempire il vuoto che potrebbe lasciare Fini non riguarda i destini del paese, riguarda i suoi destini giudiziari.
Berlusconi e Dell'Utri indagati per strage (espandi | comprimi) E' per quel 5% del programma in 5 punti che lui ha proposto alla sua coalizione e che i finiani hanno detto di non condividere, che lui sta cercando i voti da riempire il buco aperto dai finiani e quel 5% si chiama scudo. Si chiama scudo che attualmente lo riguarda per processi probabilmente destinati comunque alla prescrizione con il Processo Mills e Processo Mediaset, non credo invece per il terzo processo, il Processo Mediatrade che riguarda fatti talmente recenti che è abbastanza difficile immaginare che possano prescriversi in tempi brevi, ma soprattutto quello scudo che lui vede lontano, potrebbe riguardare le nuove accuse di mafia che stanno piovendo un po’ dappertutto e che hanno portato nel silenzio e nell’indifferenza generale alla riapertura, l’estate scorsa, l’estate del 2009 dell’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del 1993, quella che fu aperta a Firenze a suo tempo e poi fu archiviata a suo tempo, l’archiviazione risale al 14 novembre 1998 e era l’indagine nella quale Berlusconi e Dell’Utri erano indagati per concorso nelle stragi di Milano, Firenze e Roma del 1993, indicati come autore 1 e autore 2, sapete che le archiviazioni non sono proscioglimenti nel merito, l’archiviazione vuole dire che non c’è stato il tempo per completare le indagini in tempo utile e quindi al momento dello scadere dei termini e delle indagini, non ci sono elementi sufficienti per chiedere il giudizio.
Archiviazione significa che il fascicolo va in freezer pronto a essere estratto e riattivato in presenza di qualunque elemento nuovo, è quello che è successo l’estate dell’anno scorso, quando Spatuzza raccontò dei suoi colloqui con Giuseppe Graviano, il quale gli aveva confidato che quello di Canale 5, Berlusconi e il nostro compaesano, Dell’Utri ci hanno messo l’Italia nelle mani, confidenza che Spatuzza dice di avere ricevuto da Giuseppe Graviano al Bar Doney gennaio 1994, 2 mesi prima delle elezioni e pochi giorni prima del discorso televisivo della discesa in campo del Cavaliere.
Di fronte a questi nuovi elementi forniti da Spatuzza i magistrati hanno riaperto l’indagine, hanno indagato per un anno e questa estate hanno chiesto una proroga di un altro anno e l’ho ottenuta dal G.I.P., segno che ci sono elementi per continuare a indagare su chi? Su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri che sono attualmente, mentre stiamo parlando, indagati a Firenze per concorso nelle stragi del 1993, capisco che qualcuno di voi farà tanto di occhi, perché nessuno lo sa, perché l’hanno scritto pochi giornali questa estate e poi se ne sono subito dimenticati, essendo invece ben più interessati alle vicende della Cucina Scavolini del quasi cognato di Gianfranco Fini, mentre noi inseguivamo la lepre della Cucina Scavolini, Berlusconi e Dell’Utri sono indagati per un anno e lo saranno per un altro anno, visto che la proroga ottenuta dal G.I.P. dura ancora un anno e poi si dovrà comunque chiudere l’inchiesta o con una richiesta di archiviazione o con rinvio a giudizio, indagati per concorso nelle stragi, il Presidente del Consiglio in carica e il Sen. Marcello Dell’Utri, chiaro? Che non significa che siano colpevoli, significa che c’è un’indagine per strage nei confronti del Presidente del Consiglio e del Sen. Dell’Utri, forse la notizia meriterebbe qualche eco in più, visto che oltretutto già nella richiesta di archiviazione, nel provvedimento di archiviazione del 1998, i magistrati scrivevano cose piuttosto interessanti, per esempio 7 agosto 1998 il Procuratore aggiunto di Firenze Flerie e i sostituti Chelazzi, Nicolosi e Crini e l’allora sostituto procuratore della Procura antimafia Piero Grasso, poi diventato Procuratore di Palermo e poi ancora Procuratore nazionale antimafia, firmavano la richiesta di archiviazione per autore 1, autore 2 cioè Dell’Utri e Berlusconi e scrivevano “La natura e la durata del rapporto tra Berlusconi, Dell’Utri e i capi della mafia non ha mai cessato di dimensionarsi, almeno in parte sulle esigenze di Cosa Nostra, vale a dire sulle esigenze di un’organizzazione criminale” e scrivevano sempre i PM di Firenze più Grasso che erano stati raccolti molteplici e univoci elementi a sostegno della tesi secondo cui Cosa Nostra ha appoggiato la nascente Forza Italia in cambio di interventi sulla normativa di contrasto alla criminalità organizzata, ma questo non bastava a dimostrare che ci fosse un nesso tra Berlusconi e Dell’Utri che fondavano Forza Italia e la campagna stragista che accompagnò e forse accelerò la discesa in campo del Cavaliere e quindi scrivevano “Resta privo di rappresentazione il dato che consenta di definire con esattezza i termini dell’interrelazione tra il dinamismo militare di Cosa Nostra e le iniziative d’accordo adottate nell’organizzazione, quale risultante del dinamismo politico” e quindi il G.I.P. Giuseppe Soresina firmò il Decreto di archiviazione, scrivendo che l’ipotesi iniziale d’accusa e cioè che Dell’Utri e Berlusconi siano stati tra i mandanti occulti delle stragi del 1996, aveva addirittura incrementato la sua plausibilità nel corso dell’indagine, ma non si erano raggiunti elementi sufficienti per chiedere un rinvio a giudizio, ora quell’indagine che già nel 1998 il G.I.P. scriveva avere aumentato la plausibilità della tesi accusatoria è stata riaperta evidentemente perché c’è di più, ci sono le parole di Spatuzza e evidentemente ci sono anche dei riscontri già trovati dai magistrati, i quali altrimenti non avrebbero potuto chiedere la proroga delle indagini, se in questo primo anno di lavoro non avessero trovato elementi che li inducono a andare avanti, questo è lo stato dell’arte, questo non lo sa nessuno, tranne i fortunati lettori di alcuni rarissimi quotidiani che ne hanno parlato questa estate e i fortunati voi che state seguendo questo Passaparola e che venite a sapere un fatto piuttosto agghiacciante che in questo momento il nostro Capo del Governo, tra le altre cose, è indagato per strage insieme al Sen. Dell’Utri.
Non chiacchiere, ma documenti scritti (espandi | comprimi) Ma c’è un’altra indagine che è quella della Procura di Palermo che sta per portare a sviluppi piuttosto interessanti, anche qui quasi nel silenzio generale, ogni tanto esce qualche articoletto di qua o di là, ma manca completamente un’informazione proporzionata alle dimensioni di quello che sta venendo fuori e alla gravità dei fatti che stanno venendo fuori.Non stiamo parlando delle chiacchiere di Ciancimino, stiamo parlando delle carte che Ciancimino e ultimamente anche sua madre, la vedova di Vito Ciancimino già Sindaco mafioso di Palermo, già complice del sacco di Palermo, già arrestato e condannato per mafia grazie al pool di Falcone e Borsellino, il figlio e la moglie di Vito Ciancimino non stanno facendo chiacchiere, stanno portando carte che erano disseminate in una serie di cassette di sicurezza, archivi sparsi per il mondo, sparsi in varie case, astutamente Vito Ciancimino e i suoi familiari non tenevano tutto in un solo posto, lo tenevano un po’ sparpagliato in giro per il mondo perché, il perché lo si vede quando arrivano le carte e stando alle ultime notizie pare che le carte più interessanti dell’ultima ondata di quelle arrivate alla Procura di Palermo e di Caltanissetta siano proprio quelle fornite dalla madre di Massimo Ciancimino, dalla moglie di Vito Ciancimino, una signora che si chiama Epifania Scardino, vedova Ciancimino.
Partiamo da un assegno, un assegno di cui si ebbe notizia per caso da un’intercettazione telefonica, il 5 marzo del 2004 Massimo Ciancimino era sotto intercettazione perché i magistrati di Palermo stavano indagando sul tesoro del padre, ipotizzavano che il figlio si fosse dato da fare per riciclarlo, allora gli hanno messo il telefono sottocontrollo e pochi giorni prima di perquisirgli la casa a Mondello, hanno sentito Massimo Ciancimino parlare con la sorella Luciana, anche lei ovviamente figlia di Vito Ciancimino, in famiglia sono politicamente divisi, Massimo era un po’ più verso il centro-sinistra, Luciana pare sia vicina al centro-destra, questo per spiegare quello che si dicono.
Luciana racconta a Massimo che l’ha cercata un certo Gianfranco, probabilmente dal contesto della telefonata si intuisce che Gianfranco è Gianfranco Micciché, all’epoca coordinatore di Forza Italia in Sicilia e futuro Ministro e Gianfranco l’aveva invitata alla convention per festeggiare di lì a poco i 10 anni della vittoria di Forza Italia alle elezioni del 1994, quelle del 27 marzo, qui era il 5 marzo, quindi mancavano 3 settimane all’evento e lei era stata invitata da Gianfranco a questa convention che si doveva tenere proprio a Palermo.
Allora dice Luciana a suo fratello che Gianfranco in quell’occasione le farà conoscere Berlusconi, Massimo, il fratello di Luciana, le risponde che potrebbe approfittarne – ne fa una battutina allusiva – per restituire l’assegno di 35 milioni che Berlusconi aveva versato al papà, a Don Vito, il quale l’aveva conservato in una carpetta con tanto di firma del Cavaliere Silvio, un assegno risalente agli anni 80, vediamo la telefonata, Luciana dice a Massimo “Minchia, mi telefonò Gianfranco, mi arriva un messaggio “il 27 marzo a Palermo per i 10 anni di Forza Italia e viene Silvio Berlusconi, è stata scelta Palermo perché è la sede più sicura, saremo 15 mila” sapete che loro decidono prima quanta gente c’è alle convention, 15 giorni prima già lo sanno! Allora ci scrivo questo messaggio a Gianfranco “rincoglionito a chi lo dovevi mandare questo messaggio? Secondo me sbagliasti!” lei dice ma davvero volevi invitare proprio me a questa festa, mi risponde Micciché che è veramente un elegantone “suca mezz’ora fa mi chiama, minchia ma sei una merda”, vedete com’è elegante Micciché nei confronti delle signore, “io ci dissi – dice Luciana – perché sono una merda?” dice Micciché “L’ho mandato a te, siccome so che lo vuoi conoscere” quindi l’invito era proprio indirizzato a te, perché so che tu Luciana Ciancimino vuoi conoscere Silvio Berlusconi, il fratello risponde “digli che abbiamo un assegno suo, se lo vuole indietro” se vedi Berlusconi digli che gli ridiamo quell’assegno, se lo rivolesse…
Luciana ride “chi il Berlusconi?” e Massimo “sì ce l’abbiamo ancora nella vecchia carpetta di papà” Luciana “ma che cazzo dici?” Massimo “certo”, Luciana “del Berlusca?” Massimo “sì di 35 milioni, se lo si può, glielo diamo!” nella perquisizione che viene fatta qualche settimana dopo a casa di Ciancimino, i Carabinieri cercano questa carpetta con l’assegno di Silvio Berlusconi a Vito Ciancimino, anni 80 di 35 milioni ma non lo trovano, dopodiché sapete che quella perquisizione è oggetto di accertamenti perché pare che i Carabinieri che l’hanno fatta siano entrati più per non trovare le cose che per trovarle, comunque ufficialmente risulta che quella carpetta non è stata trovata e quindi questo assegno diventa una specie di leggenda, alcuni dicono “ma è una leggenda metropolitana, è una delle tante fanfaronate di Massimo Ciancimino, questo chiacchierone che inventa, che condisce…” invece no, l’assegno è venuto fuori, dove? Dalle carte che ha ritrovato la vedova di Ciancimino, la Signora Epifania Scardino, quest’ultima è stata sentita questa estate dalla Procura di Palermo e ha portato una serie di carte, compresa la fotocopia di quell’assegno di 35 milioni di lire firmato dal nostro attuale Presidente del Consiglio, ma ha portato anche altre cose che dimostrano rapporti societari e affaristici tra l’ex Sindaco mafioso di Palermo e il nostro Presidente del Consiglio, perché è importante questo? Intanto è importante perché ne aveva già parlato Massimo Ciancimino del fatto che suo padre gli aveva confidato che negli anni 70/80 lui, Vito Ciancimino, i costruttori mafiosi Bonura e Buscemi e Stefano Bontate avevano investito un sacco di soldi nelle aziende televisive e edilizie di Berlusconi Milano 2.
Berlusconi è rincorso dal suo passato (espandi | comprimi) Tutti a dire: ah non è vero, non è possibile etc., a parte il fatto che le stesse cose hanno raccontato Filippo Rapisarda sui capitali mafiosi che arrivavano a Berlusconi negli anni 70/80 tramite Dell’Utri, l’hanno raccontato molti pentiti di mafia, quindi non è il primo a raccontare queste cose Massimo Ciancimino.C’è la famosa perizia contabile del dirigente di Banca d’Italia Giuffrida fatta per conto della Procura di Palermo in cui si dice che dei soldi che hanno capitalizzato le finanziarie che controllavano la Fininvest tra gli anni 70/80 non si sa da dove arrivino almeno 350 milioni di Euro, calcolati al valore di oggi, misterioso donatore, Berlusconi che si avvale della facoltà di non rispondere, invece di dire chi gli ha dato quei soldi.
Ma si poteva dire: chiacchiere Rapisarda chiacchiera, i pentiti chiacchierano, Massimo Ciancimino chiacchiera, c’era un appuntino trovato nel libro mastro della famiglia mafiosa di San Lorenzo, quella comandata dal boss Salvatore Biondino che faceva anche da autista a Riina che segnando gli introiti della cosca, in questo bigino, da una parte segnava gli introiti del pizzo, le estorsioni e dall’altro segnava i regali e alla voce regali c’era un solo regalo, c’era una cifra con scritto 1990 Canale 5, quindi è una prova documentale che i mafiosi della famiglia di San Lorenzo ricevevano denaro con la causale Canale 5, chissà cosa vuole dire, forse il permesso di piazzare certe antenne che servivano alla Fininvest a trasmettere a Palermo.
Adesso però non abbiamo più soltanto parole o un libro mastro di dubbia interpretazione, abbiamo carte sui rapporti tra Vito Ciancimino e Silvio Berlusconi, prima che Berlusconi diventasse politico, quando era ancora un palazzinaro e un editore televisivo, portate non più da Massimo, ma dalla vedova Ciancimino, la Signora Epifania Scardino, la prima carta è un pizzino, è un pizzino che nel 2001, questa pare la datazione, adesso si stanno facendo accertamenti più precisi sull’età della carta su cui è scritto questo pizzino, che Don Vito Ciancimino nel 2001, pare, manda a Bernardo Provenzano, chiamandolo “caro ragioniere” in cui si parla esplicitamente di Berlusconi, cosa dice in questo pizzino Ciancimino a Provenzano nel 2001, quando Provenzano è libero, è il capo della mafia perché Riina è in galera da 7 anni e Berlusconi sta per tornare o è appena tornato al governo, 2001 e quando c’è il 61 a 0, tutti i collegi uninominali della Sicilia vanno a Forza Italia e quando negli stessi mesi, poche settimane dopo le elezioni politiche c’è il cappottone di Totò Cuffaro a capo del centro-destra che va a fare il governatore della Sicilia, questo è il 2001.
Nel pizzino a Provenzano, Vito Ciancimino scrive “dei 100 milioni ricevuti da Berlusconi, 75 a Benedetto Spera e 25 a mio figlio Massimo – poi aggiunge sempre nello stesso pizzino Vito Ciancimino parlando con il capo della mafia Bernando Provenzano – caro rag., bisogna dire ai nostri amici di non continuare a fare minchiate e di risolvere i problemi giudiziari” questa volta che vanno al governo che si occupino anche di leggi ad mafiam per noi, non soltanto per loro!
Perché Ciancimino era agli arresti domiciliari, 75 milioni a Benedetto Spera e 25 a mio figlio Massimo di quei 100 milioni ricevuti da Berlusconi, sembra che Vito Ciancimino dica a Provenzano: hai ricevuto quei 100 milioni che ci manda Berlusconi? Bene, 25 li dai a mio figlio, sono per me, 75 li dai a Benedetto Spera, che è il braccio destro di Bernardo Provenzano.
Cosa sono quei 100 milioni ricevuti da Berlusconi di cui si parla in quel pizzino? C’è un versamento fisso, mensile, trimestrale, semestrale di Berlusconi a Ciancimino? Cos’è quella suddivisione, il 25% va a Ciancimino e il 75% va a Benedetto Spera, in cambio di cosa? Da quanto dura questa abitudine di pagare la mafia da parte di Berlusconi, cosa sono dividendi di vecchie quote azionarie? Sono regali? Tangenti? Mistero, certamente sono qualcosa di diverso rispetto all’assegno degli anni 80 di cui parlano Massimo Ciancimino e sua sorella, perché negli anni 80 Berlusconi non era in politica, era in politica Ciancimino nella Democrazia Cristiana, per un certo periodo anche nella corrente andreottiana.
Berlusconi Cavaliere, Ciancimino in galera (espandi | comprimi) Sta di fatto che a quei tempi Ciancimino come racconta suo figlio e adesso anche sua moglie, aveva investito capitali nelle società di Berlusconi, dice la vedova Ciancimino che il marito incontrava negli anni 70 Berlusconi a Milano, ma poi alla fine quando lui entrò in politica Ciancimino si sentì tradito dal Cavaliere.
Poi ci sono dei soldi in contanti, quelli di cui parliamo a proposito del pizzino datato pressappoco 2001, abbiamo l’assegno anni '80 quando Ciancimino fa politica e Berlusconi è imprenditore e abbiamo il pizzino del 2001 quando Berlusconi è politico e Ciancimino è detenuto ai domiciliari e c’è sempre Berlusconi che paga o Ciancimino o addirittura secondo me quello che si legge nel pizzino Provenzano, questo è lo stato dell’arte, naturalmente con il contorno di qualche altro documento, Ghedini appena sono uscite le notizie su questo pizzino e su questo assegno e su questi soldi ha subito detto che sarà la Magistratura a dimostrare che mai il Presidente Berlusconi ha avuto contatti diretti o indiretti con Vito Ciancimino di cui all’epoca non conosceva neanche l’esistenza, è strano che uno che non conosce l’esistenza di Vito Ciancimino gli mandi un assegno da 35 milioni negli anni 80, è una cifra importante, non è come 35 milioni del 2000, siamo negli anni 80, quindi secondo Ghedini mai Berlusconi ha avuto rapporti diretti o indiretti con Vito Ciancimino di cui non conosceva all’epoca neanche l’esistenza o con suoi familiari, né tanto meno ha avuto rapporti economici e sarà agevole provarlo in giudizio, non sarà mica tanto agevole perché se c’è un assegno firmato da Berlusconi e conservato da Ciancimino, quello è proprio la prova che invece ci sono rapporti diretti e anche economici e non con i familiari, con lui e a questo punto l’assegno viene fuori.
L’assegno viene fuori perché è notizia di qui giorni che la Signora Ciancimino, la vedova ha trovato e consegnato ai magistrati quel famoso assegno che stava nella carpetta del Marito e di cui parlavano i due figli nella telefonata intercettata, è un assegno da 35 milioni di lire che risale, secondo la datazione che è stata fatta al periodo che va tra il 1979 e il 1983, proprio gli anni in cui arrivano finanziamenti ben più enormi di quello, nelle casse della Fininvest, quindi da una parte le società di Berlusconi ricevono enormi capitali, forse anche dalla Sicilia, dall’altra Berlusconi fa un assegno da 35 milioni per Vito Ciancimino, vedete che è come se uno investisse i suoi capitali e poi ricevesse dei dividenti, tutto da dimostrare naturalmente, ma questo flusso incrociato di soldi che arrivano dalla Sicilia, forse secondo molti racconti, nelle casse delle società di Berlusconi e dall’altra poi ritornano indietro sotto forma di assegni a Ciancimino, è abbastanza curiosa.
Ma c’è di più, perché in quegli anni Ciancimino utilizzava questi soldi per, questa è la dizione di uno dei suoi appunti: acquisto tessere periodo 79/83, acquisto tessere cosa vuole dire? Che comprava tessere fasulle della Democrazia Cristiana per vincere i congressi e sbaragliare la concorrenza in Sicilia e a spese di chi comprava queste tessere? Secondo le carte che sono state portate dalla Signora Epifania Scardino, le tessere le comprava con soldi di Berlusconi, non solo l’assegno ma si parla anche di un altro versamento in contanti di 25 milioni e altri soldi ancora, sempre in contanti e assegni, avrebbe ricevuto Ciancimino per comprare tessere fasulle da Giuseppe Ciarrapico e Gaetano Caltagirone, due impresari, imprenditori, palazzinari, quello che volete, romani molto legati a Andreotti, mentre stranamente Berlusconi risultava legato a Craxi, ma era trasversale evidentemente.
Oppure Don Vito aveva ottimi motivi per fargli sputare fuori dei soldi, chi lo sa! C’è un altro pizzino, anzi un altro appunto che Massimo Ciancimino attribuisce a suo padre, Vito, nel quale il padre Vito scrive e questo è il periodo già in cui Vito è deluso da Berlusconi perché Berlusconi l’ha fatta franca, ha fatto fortuna, è diventato un big dell’impresa e poi della politica, mentre lui invece è finito in galera, condannato e questo Ciancimino non riesce a sopportarlo, infatti scrive in uno sfogo scritto a macchina “io, Dell’Utri e Berlusconi siamo figli della stessa lupa – aggiunge – io sono un perseguitato, io sono stato condannato e loro Berlusconi e Dell’Utri assolti per questioni geografiche” cosa vuole dire “questioni geografiche”? Aggiunge nei suoi appunti Vito Ciancimino che il vero perseguitato è lui, non Berlusconi e dice “ho aiutato Dell’Utri e Berlusconi nell’impresa edilizia a Milano 2 negli anni 70/80, insieme a altri costruttori mafiosi, come Buscemi, Bonura etc., quello che Berlusconi ha fatto a Milano, io l’ho fatto a Palermo – scrive Ciancimino – ma a lui l’hanno fatto Cavaliere del Lavoro e a me mi hanno arrestato!”
Capite che con questo materiale in mano che non sono chiacchiere, ma sono assegni e pizzini e lettere e pezzi di diario che accompagnano e aiutano a spiegare quegli assegni e quei versamenti, i Magistrati hanno di che fare un salto di qualità e Berlusconi ha di che fare un salto sulla sedia.
Ancora una volta il suo passato minaccia di raggiungerlo proprio nel momento più difficile proprio dal punto di vista politico per lui e se è così difficile è anche perché è molto preoccupato perché sente sul suo collo il fiato del suo passato che sta un’altra volta per raggiungerlo, naturalmente di tutto questo nella stampa libera e indipendente e nella televisione libera e indipendente non si parla e quindi ne parliamo noi perché siamo qui a posta, passate parola!
Buongiorno a tutti, devo ringraziare e ne approfitto, tutte le persone che sono venute alla festa de Il Fatto da venerdì a domenica alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, devo ringraziare anche i giornali italiani perché hanno fatto finta di non vedere una cosa importante che è successa politicamente, forse una delle cose più importanti che sono successe negli ultimi mesi, proprio sul palco della Versiliana grazie a Il Fatto Quotidiano.
Di Pietro e Fini insieme contro la corruzione (espandi | comprimi) Abbiamo invitato politici di vari partiti, abbiamo invitato il finiano Granata, Di Pietro, Claudio Fava di Sinistra ecologia e libertà, abbiamo invitato anche il Sindaco di Firenze del PD Matteo Renzi, ma ha pensato bene di darsi per altri impegni. C’era il Sindaco di Pietrasanta che rappresenta un raro esemplare di PD sveglio e infatti sta bonificando quell’area molto inquinata dal malaffare, il precedente Sindaco era stato preso di peso e portato in galera per uno scandalo molto grave, li abbiamo fatti parlare insieme al Procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, uno dei massimi esperti di reati finanziari e di corruzione, di una proposta di legge che Il Fatto ha lanciato sabato, non è una proposta vaga, abbiamo proprio scritto la legge in modo che nessuno la possa manipolare a suo piacimento e abbiamo chiesto di confrontarsi su questa legge, naturalmente era abbastanza scontato che presi singolarmente questi politici dicessero “sì è una legge anticorruzione” conosciamo Granata come un esponente rarissimo della tradizione della destra legalitaria in Sicilia, conosciamo Di Pietro, Claudio Fava, conosciamo anche se non rappresenta ovviamente il suo partito, la sua esperienza amministrativa il Sindaco di Pietrasanta, ma vederli impegnarsi, soprattutto Granata e Di Pietro che sono gli unici due in Parlamento con i loro partiti o con i loro gruppi parlamentari, a fare propria questa legge e a imporla all’attenzione del Parlamento inserendola nell’agenda dei provvedimenti da esaminare e da votare nella Conferenza dei Capigruppo della Camera, è un fatto più unico che raro, è la prima volta che politici di destra e politici di centro-sinistra danno vita a quello che noi abbiamo chiamato un inciucio buono, un accordo trasversale non per fare leggi a favore dei corrotti o dei mafiosi com’è sempre avvenuto in questi 16 anni, ma per fare una legge contro la corruzione e contro i reati finanziari.
Dovrebbe essere una notizia in un paese soprattutto come il nostro ma in un qualsiasi paese che politici di destra e di sinistra si mettono d’accordo per fare una legge anticorruzione, anziché il solito processo breve, il solito lodo, il solito scudo etc., invece sui giornali di stamattina “Zero Tituli” come dice Mourinho, se si esclude Il Tirreno che è il giornale di Livorno, quindi territorialmente competente ma purtroppo non molto diffuso su scala nazionale, non c’è un solo giornale che abbia dedicato una sola riga a questo fatto che non c’entra niente, potevano anche non parlare della festa de Il Fatto, potevano dire che i finiani e i dipietristi si sono impegnati a portare in aula una legge anticorruzione, sappiamo anche perché ce lo ha comunicato che il vicecapogruppo del PD l’On. Zanda si è impegnato a fare altrettanto a nome del suo partito, sapete che in Parlamento i gruppi parlamentari non sono moltissimi, sono: Pdl, finiani, Udc, Lega, dipietristi e PD, sono 6, se è vero che noi abbiamo l’adesione del gruppo PD, del gruppo dipietrista e del gruppo finiano significa che abbiamo la metà dei gruppi parlamentari presenti, se dovesse venire anche l’adesione di un altro gruppo o la Lega o l’Udc, chi lo sa, sarebbe una contraddizione ma è anche difficile difendere pubblicamente una posizione ostile a una legge anticorruzione, un conto è rubare di nascosto, un conto è dire: no, noi siamo contrari a una legge anticorruzione, infatti noi per questo l’abbiamo presentata precisa, precisa, chi la vuole leggere interamente la trova sul sito de ilfattoquotidiano.it ma adesso la spiego in termini semplici, anche se abbiamo preparato proprio l’articolato con l’aiuto di magistrati, giuristi, avvocati, esperti, è una sfida a tutti quelli che dicono a parole “siamo contro la corruzione” benissimo allora prendete questa legge e approvatela, c’è già la pappa pronta, non dovete neanche sforzarvi, c’è già tutto, il minimo che si può fare, poi certo se si possono aggiungere altri punti.
Dato che persino Berlusconi, quando sono scoppiati gli scandali ha detto: ci vuole una legge anticorruzione, poi è ovvio hanno partorito una schifezza affidata a Alfano, non a caso e poi l’hanno insabbiata in Senato, dove naturalmente non a caso il Presidente Schifani già noto per avere insabbiato la legge di iniziativa popolare proposta al VDay da Beppe Grillo e firmata da 350 mila persone, però almeno lanciamo un’altra sfida e vediamo, visto che tutti dicono, non tutti sono d’accordo per l’incandidabilità dei condannati, noi sì naturalmente, 350 mila persone sì, ma su una legge anticorruzione persino Berlusconi aveva detto che ci stava e i leghisti come faranno a giustificare di fronte ai loro lettori che quando questa proposta andrà in aula, loro la contrasteranno? I leghisti contro una legge anticorruzione? Magari qualche leghista che si ricorda perché è nata la Lega e cos’era la Lega ai tempi di Manipulite c’è ancora e l’Udc se è vero quello che dice pubblicamente, cioè che bisogna recuperare il maltolto della corruzione per trovare i soldi per i cittadini che ne hanno bisogno, benissimo allora vediamo quali di questi gruppi ufficialmente alla Conferenza dei Capigruppo dirà di no, non all’approvazione, ma alla messa in discussione e al voto di questa legge, questa è la sfida che abbiamo lanciato ieri e che in un giorno ha già avuto l’adesione a parole, poi vedremo nei fatti, la seguiremo, li talloneremo come fa Beppe per la legge sull’incandidabilità dei condannati, vedremo se alle parole seguiranno i fatti, però intanto c’è già un fatto, che solennemente Granata a nome dei finiani, Di Pietro a nome del suo partito Italia dei Valori e Zanda che ce lo ha fatto sapere a nome del PD, hanno aderito a questa proposta.
Cosa prevede questa proposta? Prevede delle norme più severe e altre nuove di zecca, per colpire più efficacemente i corrotti e i corruttori e gli autori dei reati finanziari che sono spesso il mezzo per arrivare alla corruzione e spesso sono addirittura lo scopo della corruzione, quindi sono intimamente collegati, le norme nuove servono a colpire dei comportamenti che oggi sono un po’ nebulosi, gelatinosi direbbero i giudici di Firenze nell’ordinanza di arresto dei furbetti della cricca della protezione civile, gelatinoso perché? Perché non c’è più la classica mazzetta del corruttore che porta i soldi al corrotto, c’è un tal pappa e ciccia, un tale conflitto di interessi, un tale rapporto di parentela, cognatismo, favori reciproci anche in natura, nel senso di mignotte, massaggiatrici ma anche lavoretti domestici fatti con lo sconto, case pagate dal costruttore a propria insaputa, quel sistema gelatinoso dove non è ben chiaro per quale motivo tu fai un favore a tizio e tizio fa un favore a te, non è ben chiaro e non è ben facile dimostrare che l’una cosa è avvenuta in cambio dell’altra, si sa che sono passati dei favori e dei soldi, basta il passaggio di favori e di soldi per integrare, in certi casi naturalmente, un reato che può chiamarsi traffico di influenze illecite, che può chiamarsi corruzione tra privati e poi ci sono altri comportamenti che in Italia non sono proprio puniti come l’autoriciclaggio, quando qualcuno commette un reato, ci fa dei soldi con quel reato e poi ricicla i soldi che ha guadagnato facendo quel reato.
Questo si chiama autoriciclaggio perché tu ricicli soldi sporchi che hai incamerato tu, con un reato tuo, sembra incredibile ma oggi riciclare i soldi sporchi ottenuti con un reato proprio non è reato, l’autoriciclaggio non è reato, è reato soltanto se ricicli soldi che hanno guadagnato illegalmente degli altri, capite la follia!
Tutto questo ha una cornice, una cornice che è un dovere a cui lo Stato italiano non adempie da 11 anni, la ratifica di due convenzioni Ocse che l’Italia come tutti gli altri stati membri ha firmato a Strasburgo nel 1999, convenzione penale e la convenzione civile, contro la corruzione da 11 anni l’Italia non ratifica queste due convenzioni, il che significa che ha preso un impegno con gli altri paesi dell’Ocse, gli altri paesi dell’Ocse hanno ottemperato a questo impegno inserendo nel proprio ordinamento quella convenzione e facendole proprie, mettendole in vigore e noi no, da 11 anni, dal 1999 si sono succeduti, c’era il Governo D’Alema all’epoca, poi il Governo Amato, poi il Governo Berlusconi 2, poi il Governo Prodi 2, poi il Governo Berlusconi 3, 5 governi, tutte le maggioranze, tutti i partiti sono stati in maggioranza per qualche tempo in questi 11 anni e nessuno ha saputo o voluto, potuto ratificare quelle convenzioni.
Quindi qui si parte dalla ratifica delle convenzioni, ci si mette nell’ordinamento italiano ciò che è già presente nell’ordinamento degli altri paesi membri dell’Ocse che hanno siglato e poi ratificato queste convenzioni.
Ratificare le convenzioni internazionali (espandi | comprimi) Quindi l’Art. 1 è un articolo che conferisce al Presidente della Repubblica l’autorizzazione del Parlamento a ratificare perché poi l’ultima firma spetta a lui, le due convenzioni contro la corruzione, quella civile e quella penale.L’Art. 2 esplicita che anche l’Italia dà piena e intera esecuzione alle convenzioni, le incamera e diventano legge, a questo punto ci vogliono degli altri articoli, ne abbiamo pensati 8, dal 3 al 10, la legge è in 10 articoli per adeguare il nostro ordinamento, il nostro Codice Penale per renderlo compatibile con queste convenzioni, ci sono delle modifiche ovviamente, Art. 3, modifiche al Codice Penale e qui c’è tutta una serie di reati che vengono introdotti ex novo, oppure che vengono modificati, che la corruzione e i reati finanziari si evolvono, l’era della globalizzazione non c’è lo stesso modo di rubare che c’era prima, ci sono modi molto più raffinati, molto più ingegnerizzati e quindi il diritto deve seguire il crimine e darsi delle norme che sposino le nuove forme di criminalità per poterle punire e possibilmente anche impedire, spaventando con il deterrente quelli che le vogliono commettere.
Prima modifica: la corruzione diventa un unico reato, perché dico un unico reato? Perché prima c’erano la concussione e la corruzione che erano la stessa cosa, il gesto della corruzione e il gesto della concussione qual è? E’ che tizio paga caio perché non svolga un’opera di controllo, perché chiuda un occhio, quindi il privato paga il rappresentante dello Stato che lo dovrebbe controllare perché non lo controlli, se lo costringe a farlo è concussione, se invece sono d’amore e d’accordo per pagare e scambiarsi il favore allora è corruzione, è difficilissimo stabilire quando uno è costretto a pagare o non è costretto a pagare, facciamo un unico reato, un unico reato che dice che il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che abusando dei suoi poteri costringe o induce qualcuno a dare o a promettere a lui o a un altro denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da 4 a 12 anni, con la stessa pena è punito quello che li prende i soldi, il Pubblico ufficiale o l’incaricato di Pubblico servizio che riceve, quindi non costringe o induce, ma riceve per sé o per un terzo denaro o altra utilità o ne accetta una promessa in relazione al compimento o all’omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio o servizio, oppure al compimento di un atto contrario, addirittura ai suoi doveri di ufficio o di servizio, quindi può essere corruzione sia quando vai a corrompere un pubblico ufficiale perché faccia qualcosa che non deve o che non potrebbe fare, ma anche perché faccia qualcosa che potrebbe fare, se pago qualcuno per avere prima una licenza o qualcuno per avere la patente quando me l’hanno ritirata o qualcuno per avere un documento invece di aspettare, questo può darsi che ne abbia diritto a questa cosa, ma non devo pagare per avere una cosa cui ho diritto, perché se pago è evidente che me la danno prima che agli altri, oppure in condizioni favorevoli, quindi la corruzione propria e impropria viene distinta in questo modo, ma non c’è più la differenza che c’era prima tra chi paga perché è costretto e tra chi costringe a pagare oppure no, l’importante è che il pubblico ufficiale non deve prendere soldi al di là del suo stipendio, se prende i soldi al di là del suo stipendio, evidentemente poi commette un atto contrario ai doveri del suo ufficio, oppure addirittura proprio dei doveri del suo ufficio, quella si chiama corruzione.
La condanna comporta l’interdizione perpetua dei pubblici uffici, sempre, nel caso di chi paga il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, quindi prima abbiamo visto quanto prende chi riceve i soldi, abbiamo parlato del corrotto, adesso vediamo il corruttore quanto prende, il corruttore non essendo ovviamente un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, prende meno, prendo da 2 a 6 anni, comunque una pena piuttosto importante.
Se la promessa o il versamento sono fatti in cambio di un atto di ufficio o di una cosa che il pubblico ufficiale addirittura ha già fatto la pena è da 3 mesi a un anno, se invece è fatta perché il pubblico ufficiale venga meno ai suoi doveri d’ufficio allora la pena è da 2 a 6. Quando il corruttore viene indotto da una minaccia, quindi in qualche modo costretto a pagare, ottiene un’attenuante, quindi non più come prima concussione paga soltanto quello che costringe il privato a pagare, mentre il privato è vittima di estorsione e quindi non risponde di nessun reato, qui se uno è indotto a pagare, deve sapere che comunque sta commettendo un reato che è punito più lievemente perché c’è un’attenuante in quanto l'hanno costretto a pagare minacciando di fargli del male, quindi c’è una diminuzione della pena fino alla metà.
C’è una corruzione più grave delle altre? Sì, è quella in atti giudiziari, quando si corrompe un giudice o un testimone o un perito, o chiunque faccia parte di un processo, affinché il processo non sia giusto, quando uno corrompe il giudice, il Pubblico Ministero, il testimone per farsi assolvere essendo colpevole o per vincere una causa civile avendo torto, questa è la corruzione giudiziaria, la conosciamo bene perché Berlusconi, Previti ci sono dei grandi esperti, corruzione del Giudice Metta per fregare la Mondatori a De Benedetti e darla a Berlusconi, corruzione del testimone Mills perché faccia la falsa testimonianza nei processi Guardia di Finanzia e All Iberian in modo da farlo assolvere o da farlo prescrivere anche se colpevole, è la corruzione più grave perché ribalta la bilancia della giustizia a vantaggio di chi ha torto, di chi è colpevole, questa naturalmente resta una corruzione più grave delle altre, quindi la condanna è alla reclusione da 5 a 10 anni, poi vedrete i dettagli.
Nascono dei nuovi reati, per esempio la corruzione in affari privati, cos’è? Per esempio: il capoufficio acquisti di un’azienda, quello che deve andare a cercare chi deve essere il fornitore degli specchietti retrovisori delle auto prodotte dalla sua azienda, chi deve produrre la leva del cambio, chi deve produrre i posacenere, i fanali, le candele, il tubo di scappamento, gli ammortizzatori, i freni, l’impianto idrico, sono tutte forniture, i tappetini dei sedili, il capoufficio acquisto decide chi fa queste forniture all’azienda che produce la macchina, se prende la stecca dal forniture, cosa succede? Che dà la fornitura a lui, anche se magari gli specchietti retrovisori prodotti da un’altra aziende costerebbero di meno, però l’altra azienda non dà la stecca al capoufficio acquisti e quest’ultimo continua a far spendere più soldi alla sua azienda per dare l’appalto alla ditta amica che poi gli fa i regalini!
Tutto questo non c’è un pubblico ufficiale, perché? Perché sono contrattazioni tra una grande azienda e i suoi fornitori, in tutto il mondo è reato, corrompere e farsi corrompere in queste transazioni, in Italia no, perché? Perché non abbiamo ratificato la convenzione internazionale, che prevede la corruzione tra privati, quanto costa una macchina se i fornitori vengono scelti in base alla migliore offerta che fanno rispetto alla macchina i cui pezzi vengono prodotti non dal fornitore che fa la migliore offerta, ma dal fornitore che paga la migliore tangente al capoufficio acquisti? E’ ovvio che la macchina N. 2 costa molto di più della N. 1 e quindi va fuori mercato e quindi l’azienda ne risente e quindi i consumatori spendono di più per comprare la macchina, qui c’è un danno, anche nella corruzione tra privati, si potrebbero fare migliaia di altri esempi, diventa reato, dipendenti, consulenti, collaboratori di una società che ricevono indebitamente per sé o per terze persone denaro o altra utilità o accettano la promessa in relazione al compimento, all’omissione o al ritardo di atti rientranti nei propri incarichi e funzioni, ovvero al compiti di atti contrari ai propri doveri, sono puniti con la reclusione da 1 a 4 anni, se sono amministratori, direttori generali e dirigenti preposti a redigere i bilanci oppure sindaci o liquidatori della società, di anni se ne possono beccare anche da 2 a 8, perché? Perché se uno becca i soldi e poi tarocca pure i bilanci della società, capite che la questione si aggrava, interdizione pena accessoria, interdizione dagli uffici direttivi delle società, non si può più dirigere una società dopo che si è stati condannati per questo reato, fuori!
Nuovi reati per la corruzione globalizzata (espandi | comprimi) Altro reato, millantato credito, cos’è il reato di millantato credito? E’ un reato che punisce colui che va in giro a dire: sono molto potente, se volete ottenere qualcosa dovete pagarmi, datemi dei soldi che poi all’occorrenza sono a vostra disposizione, uno che va in giro a fare lo smargiasso e ci lucra, perché?Perché dice: se mi tenete buono, poi vi sarò riconoscente, quindi non è uno che ti dice: se mi dai dei soldi ti faccio questa cosa, è uno che dice: comprami, sono all’asta, sarò a tua disposizione per qualunque esigenza, è più furbo del corrotto, perché il corrotto prende i soldi in relazione a quella cosa, mentre questo è uno che dice: pagami e vedrai che ti troverai bene. Come è disegnato oggi questo reato, non aiuta a acchiappare il sistema gelatinoso della cricca, meglio come lo chiama la Convenzione europea anticorruzione, un reato che lo deve sostituire, che è molto più preciso e che si chiama “traffico di influenze illecite” cos’è? Chiunque afferma di essere in condizioni di esercitare un’illecita influenza su un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, ah qui mi ero sbagliato: non è uno che dice: sono potente perché ho una carica pubblica, no, sono potente perché sono amico di quello che ha una carica pubblica e quindi se dai i soldi a me, poi vado a perorare la tua causa con il mio amico. Pensate soltanto a quel Pasqualino Lombardi, mi pare si chiami, un geometra irpino che parlava direttamente sul cellulare con il Presidente della Corte d’Appello di Milano, Marra e con il Presidente della Cassazione Carbone che gli diceva: uè Pasqualino! Questo si aggirava negli altissimi ambienti della magistratura, della politica etc., facendo cosa? Millantando credito, non perché millantasse dei rapporti che non aveva, li aveva e a volte riusciva anche a propiziare nomine o a bloccarne al Csm, ecco perché è bene che si chiami questo comportamento “traffico di influenze illecite” perché lui prometteva di spendere la sua influenza presso altissimi magistrati, Corte Costituzionale, Corte di Cassazione, Corte d’Appello di Milano, lui Pasqualino che non era un pubblico ufficiale, si proponeva come anello di congiunzione con i pubblici ufficiali e molti lo prendevamo sul serio, popolo perché sapevano che aveva quei rapporti, chiunque affermando di essere in condizioni di esercitare un’illecita influenza su un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, in relazione al compimento, all’omissione o al ritardo di un atto dell’ufficio servizi o al compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio, riceve indebitamento per sé o per un terzo denaro o altra utilità, quale prezzo per l’influenza esercitata o quale remunerazione per il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio suo amico o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni e poi ci sono altri particolari di questo reato che riguardano poi attenuanti, aggravanti e infine anche qua c’è l’interdizione perpetua dei pubblici uffici per chi viene condannano.
Capite che tutto questo si integrerebbe perfettamente con la proposta Grillo sull’incandidabilità, perché se si arriva alla condanna con interdizione perpetua dai pubblici uffici di questi personaggi, questi personaggi in Parlamento non ci possono più entrare, ma non possono più neanche fare il bidello di una scuola pubblica, interdizione perpetua!
Attenzione per i reati che abbiamo detto: corruzione, corruzione giudiziaria, corruzione tra privati e traffico di influenze illecite, nascono i pentiti, come per la mafia, come per il terrorismo, cosa succede? Tra il corrotto e il corruttore c’è solidarietà, sono complici in un reato che si commette almeno in 2, uno paga, l’altro prende, se c’è anche il mediatore, quello che fa il traffico di influenze sono in 3, quello che dice: dammi i soldi che li porto a, sono influente presso X, le due o tre figure sono intrecciate perché? Perché uno non può dire: ho dato dei soldi a tizio e far incriminare tizio, viene incriminato anche lui, uno non può dire: ho preso soldi da tizio e far incriminare solo tizio, viene incriminato anche lui, perché? Perché il reato l’hanno fatto insieme!
Quindi oggi è difficile scoprire questi casi, proprio perché nessuno delle persone che sono a conoscenza di questi casi può parlare senza essere incriminato per avere partecipato a questi reati, allora bisogna trovare il modo di rendere conveniente parlare, facendo cosa? Dando uno sconto di pena al primo che parla, purché parli di cose nuove, purché dica tutto quello che sa e quello che ha fatto e lo dica prima che lo scopra il Magistrato, altrimenti se lo dice dopo il Magistrato già l’ha scoperto, ammettere delle cose che già sa il Giudice non porta nessun vantaggio alla giustizia e alla collettività, si innesca la corsa a chi per primo denuncerà il complice, perché? Perché otterrà lo sconto di pena, l’attenuante per la collaborazione, quindi nessuno potrà più stare tranquillo quando darà dei soldi a qualcuno o prenderà dei soldi da qualcuno, perché ci sarà sempre il rischio che poi quel qualcuno, l’altro, voglia guadagnarsi l’attenuante e lo vada a denunciare, sarà più facile scoprirlo e sarà più difficile commetterli questi reati, perché ci sarà più paura di oggi quando invece la solidarietà, l’omertà e il silenzio sono proprio il collante di questi fenomeni di nuova e vecchia corruzione.
Ecco così viene istituita un’attenuante speciale per i rei confessi di corruzione, corruzione giudiziaria, corruzione in affari privati e traffico di influenze illecite, se prima che il Pubblico Ministero chiede il tuo rinvio a giudizio per qualcosa, tu denunci i tuoi complici, restituisci il maltolto, questo è molto importante dicendo ovviamente delle cose che il Magistrato non sa ancora e dicendo tutto, hai diritto a uno sconto fino ai 2/3 della pena, se poi si dovesse scoprire che non avevi detto tutto, allora te la danno tutta intera la pena, così ti passa la voglia di fare il reticente.
Vi dicevo dell’autoriciclaggio, è l’ultimo reato nuovo che viene introdotto dalla proposta de Il Fatto Quotidiano, è un reato che serve a punire finalmente il comportamento che oggi non è punito di colui che reimpiega il denaro ricavato da un reato che lui stesso ha commesso, in Italia questo non è reato, in Francia invece lo è, negli Stati Uniti lo è, è reato l’autoriciclaggio persino in Svizzera che non è proprio nota per essere un modello di trasparenza su questi tipi di reati, è molto più trasparente di noi.
Oggi il reato di riciclaggio e il reato di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita, artt. 648 bis e ter del Codice Penale, puniscono soltanto chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni e altre utilità provenienti da delitto, ovvero compie in relazione a essi, altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, questo è il riciclaggio com’è scritto oggi.
L’altro reato, l’impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita punisce chiunque impiega in attività economico – finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, ma attenzione, in entrambi i casi, solo fuori dai casi di concorso nel reato, cosa vuole dire questo? Vuole dire che con queste 7 paroline “solo fuori dai casi di concorso nel reato” vuole dire chi ha accumulato i soldi con un delitto proprio e poi ha riciclato gli stessi soldi in proprio, non è compreso in questi due reati e allora queste 7 paroline scompaiono e così in futuro sarà punito anche quello che ricicla i denari che lui stesso ha guadagnato con dei reati, per esempio chi vende droga, chi prende il pizzo, chi fa un sequestro di persone e incassa il riscatto, chi prende tangenti, chi evade le tasse e poi rimette in giro i soldi che illecitamente ha guadagnato, impiegandoli in attività lecite naturalmente, attività edilizie, finanziarie, investimenti etc., può essere punito non solo per le attività illecite per i reati che ha commesso per guadagnare quei soldi, ma anche per avere riciclato o autoriciclato quei soldi.
Poi ci sono modifiche al Codice Civile, a cominciare dalla prima, la più importante, torna il reato di falso in bilancio, è evidente che la trasparenza contabile è decisiva per combattere la corruzione, perché? Perché le tangenti con quali soldi si pagano? Con i fondi neri e i fondi neri come si fanno? Taroccando i bilanci delle società, portando via i soldi e evadendo anche le tasse, prima cosa da fare si ripristina il reato di falso in bilancio come reato di pericolo e non di danno, quindi è sempre reato falsificare i bilanci, non soltanto quando qualche azionista si sente danneggiato e fa denuncia e le pene naturalmente aumentano per rendere di nuovo possibile fare i 3 gradi di giudizio prima che scatti la prescrizione e aumentando le pene si possono di nuovo fare intercettazioni e mettere le manette a qualcuno durante le indagini, cosa che oggi non è più possibile fare per il reato di falso in bilancio.
Quindi ritorniamo a una legislazione più dura e più severa sui reati contabili, modificando l’Art. 2621 del Codice Civile “false comunicazioni sociali”, è quello che modifica il 2622 “false comunicazioni sociali in danno della società dei soci o dei creditori” diventa “false comunicazioni nella società quotata in borsa” poi ancora le pene e le aggravanti e le attenuanti e c’è anche una riformulazione del 2624 “falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione” partecipano ai falsi in bilancio anche i revisori, quelli che devono certificare i bilanci e che certificano spesso bilanci falsi.
Ripristinare il falso in bilancio (espandi | comprimi) Art. 5 “false dichiarazioni contabili e false comunicazioni sociali a fini di corruzione” chi presenta una falsa dichiarazione dei redditi per fregare il fisco e evadere le tasse, oppure trucca i bilanci per accumulare fondi neri, il tutto finalizzato a pagare tangenti, viene punito sia per i reati fiscali e di bilancio che ha commesso e sia per i reati di corruzione, traffico di influenze etc., a prescindere dall’ammontare dei soldi che ha sottratto al fisco.
Perché oggi sapete che per punire l’evasione fiscale, grazie a una legge criminale del centro-sinistra, bisogna superare delle soglie molto alte di imposta evasa, altrimenti non si va neanche nel penale, se questi reati sono stati commessi per corrompere non contano le soglie, si può tranquillamente andare nel penale anche per importi più bassi, nel futuro bisognerà poi fare e la faremo nei prossimi mesi, una proposta di legge di riforma del sistema penale tributario che oggi è ridicolo, favorisce gli evasori anziché i contribuenti onesti.
Art. 6, la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, sapete che la legge, la famosa 231 è quella che punisce le società, non solo i loro singoli amministratori, ma proprio le società in quanto tali quando sono inquinate e quando commettono degli illeciti amministrativi che dipendono dai reati che hanno commesso i dirigenti o i manager di queste società, le società devono dimostrare per non incappare in sanzioni, di avere rimosso questi personaggi inquinanti e di avere adottato dei regolamenti interni, tali da prevenire e impedire in futuro che vengano perpetuati questi comportamenti, questo vale anche per le norme di sicurezza, se non ci sono norme di sicurezza, in base alla 231 ne risponde anche la società e per non risponderne più, deve dimostrare di avere sistemato le cose della sicurezza sul lavoro e di avere adottato dei modelli organizzativi tali per impedire che si continuino a violare le norme sulla sicurezza, è la stessa cosa per le società che corrompono, che hanno fondi neri, rispondono anche come società, la Telecol sta rispondendo davanti ai giudici di Milano per lo spionaggio della sua security, in quanto c’è una responsabilità dell’azienda, non soltanto degli uomini singoli che andavano poi a fare lo spionaggio della security Telecom.
Questa legge viene resa più severa e più pregnante per quanto riguarda i reati nuovi che abbiamo disegnato prima di corruzione, traffico di influenze illecite, corruzioni tra privati etc., in relazione alla Commissione di questi delitti si applica all’ente la sanzione pecuniaria da 200 a 600 quote e in relazione alla corruzione giudiziaria e a altri reati più gravi si applica la sanzione da 300 a 800 quote, cosa sono le quote? Sono dei complicatissimi algoritmi che in base al valore della società la puniscono e quindi ogni società ha le sue quote, l’importante è stabilire che quando viola la legge 231, queste quote in proporzione al valore della società, le si ritorcono contro perché le paga sotto forma di sanzioni.
Infine ci sono tempi più lunghi di prescrizione e di accertamento dei reati fiscali e dei reati di corruzione, traffico di influenze etc., quando si scopre che è stato corrotto un ufficiale o sottufficiale della Guardia di Finanza o un ispettore dell’Agenzia delle entrate per nascondere i reati fiscali, se tu hai corrotto qualcuno per non scoprire le tue evasioni fiscali, a quel punto hai truffato lo Stato, quindi lo Stato non ti può contestare i reati fiscali e quelli collegati con una prescrizione che parte dal momento in cui li hai commessi, perché tu hai corrotto qualcuno perché non li scoprisse, quindi lì la prescrizione scatta dal momento in cui il reato è stato scoperto, non dal momento in cui è stato commesso, altrimenti è un incentivo a corrompere l’Agenzia delle entrate e la Finanza perché non scoprano i reati, così quando verranno poi scoperti saranno già prescritti, invece no, la prescrizione scatta da quando verranno scoperti e così è più difficile che si prescrivano.
Vedrete che ci sono altri 3 articoli che riguardano dei passaggi tecnici, l’ultimo dice, il decimo: la nuova norma non costa praticamente un Euro, è tutto a costo zero dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, questa è la proposta di legge sulla quale, almeno a parole, dipietristi, finiani e Partito Democratico hanno promesso di dare battaglia in Parlamento perché venga portata all’ordine del giorno, speriamo che, dato che sono complementari venga agganciata alla proposta di iniziativa popolare di Beppe Grillo sull’incandidabilità dei condannati e speriamo che finalmente dopo tanti inciuci sulle leggi vergogna, ce ne sia uno su una legge positiva.
Qualcuno dirà: siete degli illusi, può darsi ma almeno avremo dimostrato che non siamo capaci soltanto a criticare, siamo capaci anche a proporre, se poi quando proponiamo le nostre proposte vengono scartate senza che nessuno ci dica cos’è che non va e anzi finora ci hanno detto tutti che questo progetto è un progetto positivo, bene, allora ci saranno i nomi, cognomi, le facce e le sigle dei partiti a cui sapremo cosa fare al momento di andare a votare, sapremo come punirli, mentre invece se ci saranno partiti di destra o di sinistra che fanno proprie queste proposte, chi vorrà potrà tranquillamente votarli perché è chiaro che chi vota una legge così severa contro la corruzione, così come chi vota una legge sull’incandidabilità dei condannati, vuole dire che non ha niente da temere, altrimenti sarebbe un kamikaze, sarebbe un suicida e se non altro un ottimo sistema per scremare il grano dall’olio, per scremare i buoni dai cattivi, per scremare gli onesti che non hanno niente da temere dai ladri che invece da leggi come queste hanno tutto da temere, passate parola!
Riporto questo mio intervento pubblicato da Articolo21
Minzolini è il “Minculpop”. È la voce del regime. Ve lo ricordate il portavoce di Saddam? Ecco: quello è Minzolini, poiché racconta la verità così come vorrebbe che fosse. I cittadini all’inizio hanno abboccato, poi si sono esasperati ed adesso, un po’ grazie alla Rete, un po’ grazie all’informazione libera, un po’ grazie al passaparola e grazie a qualche giornalista che si impegna, ed anche Mentana è fra questi, sta rinascendo la speranza di conoscere di più. Avete notato come non appena i cittadini hanno cominciato ad essere più informati, subito si sono ribellati a questo regime? Berlusconi oggi è in caduta di credibilità perché molti stanno comprendendo che li ha truffati, li ha presi in giro, che ha fatto il Vanna Marchi della politica.
Minzolini è l’esempio più plastico dell’informazione malata ma è tutto l’insieme che è malato, non solo l’informazione, ma anche gli organi posti al suo controllo. Pensi che stamattina mi è arrivata una risposta dell’Agcom, autorità presso la quale mi ero rivolto per ottenere giustizia rispetto alla disinformazione dei sistemi televisivi di Mediaset. Ebbene, su Rete4, per un certo periodo, allo spazio riservato all’Italia dei Valori c’era scritto 0,00% . Ora, rispetto allo 0,00%, al nostro esposto hanno risposto che “non c’è alcuna violazione perché è stata rispettata la pari opportunità” .
Quello che manca in Italia non solo è una legge che permetta il pluralismo dell’informazione ma anche il rispetto delle leggi che ci sono. Chi deve fare i controlli li fa ad uso e consumo proprio perché in pieno conflitto d’interessi. Perché molte volte, all’interno di quegli organismi, in realtà ci sono dei portaborse di quelli che sono i controllati e cioè i controllati che si nominano i controllori. In una situazione di questo genere io ritengo che, fino a quando non ci liberiamo della testa della piovra, del conflitto d’interessi che fa capo al Presidente del Consiglio, rimarremo una democrazia a scartamento ridotto.
L’exploit di Mentana dimostra “la voglia dei cittadini di sentire una voce di cui si possono fidare, che fa sentire le due campane. Purtroppo, al di la di qualche caso sporadico, c’è sempre la campana del regime.
Buongiorno a tutti, mi scuso ma oggi parliamo, a vario titolo, ancora della seconda e della terza carica dello Stato. Cominciamo dalla terza che ieri ha parlato ha Mirabello, in Provincia di Ferrara, non ha detto cose sensazionali. Ascoltate da noi non sono cose sensazionali, sono cose che sappiamo e ci diciamo dal 1994, quando Berlusconi entrò in politica, mi venivano in mente gli articoli di Montanelli del 1993, addirittura poco prima che Berlusconi entrasse in politica, ma Montanelli già l’aveva saputo, nei quali si diceva cos’è la destra, cosa dovrebbe essere la destra e si prevedeva cosa sarebbe stata quella che Montanelli chiamava questa truffa, questa patacca di destra che Berlusconi aveva in mente.
Buongiorno, Fini (espandi | comprimi) Tutte le previsioni di Montanelli si sono avverate, la destra è diventata quella roba che Fini ieri ha descritto, peccato che Fini ne abbia fatto parte fino a ieri e questo è il punto di maggiore debolezza dell’intervento di Fini, che però ha un pregio, quello di avere preso atto sia pure con notevole ritardo, della necessità che anche in Italia nasca una destra normale e il fatto stesso che lui si sia preso la scena in una piazza molto piena come quella di Mirabello e abbia potuto grazie ai siti Internet, grazie a La Sette che ha trasmesso in diretta il suo discorso, abbia potuto descrivere come potrebbe essere una destra diversa, è un fatto in sé importantissimo. Perché per la prima volta si è sbriciolato il monolite che da 17 anni chiamiamo destra e che prevedeva un solo uomo al comando, anzi al telecomando, come diceva Enzo Biagi e tutti gli altri dietro a fargli da camerieri a leccargli i piedi, da ieri c’è un altro punto di riferimento per chi è di destra e è un punto di riferimento inconciliabile con il berlusconismo se non in quella formula che in politichese Fini ha chiamato il patto di legislatura per evitare il trauma delle elezioni anticipate, elezioni che tra l’altro si terrebbero se si facessero molto presto con la stessa legge elettorale con cui abbiamo tenuto le ultime due di elezioni.
La legge elettorale che lui stesso ha votato anche se ieri ha avuto almeno il buongusto di dire che fu un errore votarla, mentre invece avete visto che i leghisti che quella legge che avete concepito con Calderoli, dopo che Calderoli l’aveva definita porcata, continuano a difenderla e continuano a dire che non bisogna cambiarla, quindi con una legge elettorale così è evidente che le elezioni sarebbero truccate, nel senso che i partiti continuerebbero a portare in Parlamento chi vogliono i loro segretari.
La nuova destra che Fini ha delineato è una destra che fa politica, forse è questo l’aspetto che avrà colpito di più ieri, soprattutto quelli che si sentono di destra, sentire un leader della destra che non parla dei suoi processi e delle sue aziende perché non ha né precisi, né aziende, quindi può dedicarsi a parlare, per ora ne ha solo parlato, non è che li ha risolti, parlare dei problemi e quindi i problemi li conosciamo benissimo, è un elenco di ovvietà dalla questione sociale alla questione dell’opposizione, al rapporto tra nord e sud, i costi del federalismo, la politica della scuola, della cultura, la politica estera, reduce dalle sceneggiate come le ha chiamate Fini dei genuflessi al gaglioffone Gheddafi, giustizia e tutto quanto, dimentico sicuramente cose importanti.
Se l’è presa con 3 o 4 Ministri chiave, anche se ne ha nominato solo uno Fini, se l’è presa con i tagli “'n do coio coio” che sono andati a devastare la scuola, quindi se l’è presa con la Gelmini e con il suo mandante che è Tremonti, se l’è presa con i tagli indiscriminati alla cultura e se l’è presa con Bondi e con il suo mandante, Tremonti, se l’è presa con gli scappellamenti a Gheddafi e quindi con quella specie di cameriere ridens che si fa passare per Ministro degli Esteri Frattini, evidentemente se l’è presa con la politica giudiziaria e quindi con Alfano e con il suo mandante, Ghedini definito il Dott. Stranamore che sembra avere sempre risolto i problemi del Cavaliere invece non è mai riuscito a risolverli, ma in compenso ha ispirato leggi che stanno, mentre parliamo, continuando a fare danni devastanti.
Quindi questo patto di legislatura lascia il tempo che trova, si capisce benissimo che i due, come scrive qualche giornale stamattina non sono separati in casa, ma sono divorziati in casa, Fini è stato molto astuto perché mentre sfregiava a rasoiate il Sacro volto e il corpo mistico di mister B, lasciava a lui la responsabilità della rottura, accusava lui di avere tradito il programma elettorale e sfidava lui a decidere se nascerà o non nascerà questo nuovo partito di futuro e libertà perché spetterà a Berlusconi, a questo punto, rimasto con il cerino in mano, decidere se revocare l’espulsione di Fini e dei finiani nel qual caso potrebbe anche darsi che riescano a restare insieme per qualche altro mese, o se invece confermarla, nel qual caso è evidente che non si può espellere qualcuno e poi pretendere che resti senza partito, dovrà per forza fondarlo, ma è ovvio che la responsabilità sarà di Berlusconi e quando Fini dice: siamo disposti a votare per i 5 punti del nuovo programma, ma prima vogliamo vedere cosa nascondono i 5 titoli di questi 5 punti, a cominciare dal vedere cosa vuole dire riforma della giustizia, è evidente che Fini non prende a scatola chiusa i 5 punti e quindi Berlusconi ha già fatto sapere che i 5 punti non sono negoziabili, nel senso che sa lui quello che vogliono dire e pretende dagli altri fedeltà a prescindere a scatola chiusa.
Si è avviato un percorso che ci porterà a votare molto probabilmente in primavera se non prima e è molto importante quello che è successo non perché qualcuno si debba innamorare di Fini, non perché qualcuno debba credere a prescindere senza andare a vedere che Fini riuscirà a fare quello che dice di voler fare, la nuova destra che ha in mente l’abbiamo capita, l’ha spiegata bene, anche perché è un oratore capace, in gamba, tagliente, abbastanza sereno, sarcastico, ma avrà la classe dirigente adeguata per realizzare quello che dice di voler fare? Questa è la domanda, quando si vedono certi colonnelli finiani come Fabio Granata, come Angela Napoli, come Flavia Perina e come altri si direbbe quasi di sì, quando si vedono dei giovani intellettuali come Filippo Rossi e il Club di Fare Futuro si direbbe di sì, quando poi si vedono i Bocchino, gli Urso e altri si direbbe di no, vedremo, ma intanto è importante il fatto che per la prima volta il monolite è sbriciolato e la destra non parla più con una sola voce, sempre la solita di processi e di televisioni, ma parla anche… adesso c’è anche un’altra destra che si incammina e quindi per chiunque in Italia di destra, di centro, di sinistra, apatico, abulico, agnostico, apolide è comunque un fatto importante, per la prima volta a destra cambia qualcosa dopo 17 anni di satrapia incontrastata e numericamente cambia qualcosa perché due anni fa Berlusconi aveva la più ampia maggioranza mai vista nella storia repubblicana, adesso non ha più la maggioranza alla Camera e rischia di perderla al Senato se vengono via uno o due senatori ancora oltre ai 10 che sono già usciti dal Pdl per aderire al popolo di Futuro e Libertà, quindi è ovvio che piaccia o non piaccia quello che sta succedendo è una novità.
Dove ci porterà non lo sappiamo, ma almeno il fatto che si possa intravedere in lontananza un qualcosa di simile a una destra normale che parla di politica e fa politica invece di parlare di affari e di fare affari, non può che essere accolto con soddisfazione da tutti quelli che hanno a cuore l’Italia perché una democrazia si regge quando c’è una destra, una sinistra, una politica normale, fatte da gente che di quello si occupa, poi ciascuno voterà come gli pare naturalmente, ma credo che anche chi è di sinistra o anche chi guarda con favore alle liste Cinque Stelle o a chi non va a votare, comunque non può che essere soddisfatto nel vedere che la destra non è più Mediaset e basta, non è più la Standa e basta, non è più Mediolanum e basta, ma è un gruppo di persone che per quanto discutibili, comunque vogliono fare politica e non vogliono salvarsi dai processi, altrimenti sarebbero rimasti con quello che fa gli affari e che vuole salvarsi dai processi.
Chiusa la parentesi iniziale su Fini anche perché è tutto da vedere, merita che si vada a vedere cosa farà, questo è il credito che si è guadagnato ieri con questo discorso buono anche se molto tardivo. Apro una parentesi nella parentesi che conteneva anche una notevole inesattezza, capisco che Fini non voglia dare a Berlusconi il pretesto di dire che Fini vuole liberarsi di lui per via giudiziaria, già hanno attribuito a Fini, a causa di quel fuori onda con quel Magistrato, Procuratore di Pescara, Trifoggi in cui Fini diceva semplicemente che le accuse di Spatuzza erano una bomba atomica e che andavano verificate, però l’hanno tradotto che Fini sperava che Berlusconi venisse condannato in base a quelle accuse e che quindi Fini sarebbe uno che aspetta sulla riva del fiume che passi il cadavere di Berlusconi perforato da proiettili di tipo giudiziario e quindi questo alibi Fini non gliel’ha voluto dare e ha detto: noi abbiamo favorevoli a uno scudo che però riguardi solo lui, non quindi al processo cosiddetto breve e non quindi a altre norme che devasterebbero l’intero sistema giudiziario per salvare Berlusconi da due processi.
Dicendo questo ha detto una cosa non vera, ha raccontato una balla e cioè ha detto che il lodo Alfano costituzionale sarebbe una legge che avvicinerebbe l’Italia a altri paesi europei dove già sarebbero protette le cariche di governo per consentire a chi governa, di governare sereno, intanto Berlusconi da due anni, da quando c’è stato il lodo Alfano, poi bocciato e sostituito con legittimo impedimento ha i processi congelati, non si può dire che in questi due anni sia stato disturbato dai suoi processi perché non c’è stata una sola udienza nella quale lui abbia dovuto comparire in questi due anni, eppure i risultati sono quelli che ha illustrato Fini ieri, un governo che non ha rispettato il suo programma, che non ha fatto niente di ciò per cui era stato votato quindi un non governo, un non Pdl, non certo per colpa dei processi, perché i processi sono congelati da due anni, quindi non è per i processi che Berlusconi non governa, Berlusconi non governa perché non gliela frega niente di governare, sia che abbia i processi, sia che non li abbia, quindi già questa è una prima balla.
Ma la seconda balla è che in altri paesi chi governa abbia la sospensione, il congelamento dei processi fino a quando smette di governare, questa è un’idea sbagliata, perché falsa, non c’è nessun paese d’Europa e nessuna democrazia al mondo, nella quale chi ricopre cariche di governo abbia una particolare immunità, ci sono paesi dove c’è l’immunità parlamentare, paesi peraltro in cui l’immunità è legata, nei casi più larghi ai reati funzionali, commessi nell’esercizio delle funzioni parlamentari, nei casi più stretti l’immunità riguarda soltanto le cose che dici o le leggi che voti, quindi gli atti strettamente collegati con la funzione parlamentare, Berlusconi sapete benissimo ha due processi che lo riguardano in quanto padrone di Mediaset, caso Mills e caso Mediaset, non c’entrano niente con le sue attività di governo o di Parlamento, quindi lo riguardano come privato cittadino, non c’è paese al mondo dove un parlamentare possa invocare un’immunità, non dico un Presidente del Consiglio o un membro di un governo, un parlamentare possa invocare l’immunità parlamentare per salvarsi da accuse che lo riguardano come imprenditore privato e privato cittadino, Berlusconi sarebbe sotto processo in qualunque democrazia del mondo, anche se fosse parlamentare e anche se fosse Presidente del Consiglio, perché? Perché oltre a quella blandissima e leggerissima immunità parlamentare che c’è in altri paesi, non è prevista nessuna immunità supplementare per chi fa il Presidente del Consiglio o il Ministro, si dice sempre la Francia, in Francia sono sospesi i processi e solo quando riguardano reati collegati con funzioni elettive per il Capo dello Stato, non per il primo Ministro, il primo Ministro Fillon non è affatto immune, ha l’eventuale congelamento dei processi, anche se non ha processi, Sarcozy, il Presidente della Repubblica, esattamente in Italia, dove già il Presidente della Repubblica per i reati ovviamente connessi con le sue funzioni, ha i processi sospesi fino a quando non smette di essere Presidente della Repubblica e è il responsabile per quanto riguarda gli atti che compie in funzione di Presidente della Repubblica. Quindi i Ministri e il Primo Ministro in Francia non hanno alcuna particolare immunità ministeriale, ma dico di più, in Francia i Ministri e il Primo Ministro non possono essere presi tra i parlamentari, quindi non godono neanche dell’immunità che hanno i parlamentari. Sono nudi come mamma li ha fatti quando vanno al governo, il che significa che l’immunità dei parlamentari prevede che in nessun paese un parlamentare possa essere arrestato in custodia cautelare, prima del condanna definitiva senza l’autorizzazione del Parlamento, i Ministri sì, il Primo Ministro sì, perché? Perché non sono parlamentari, non hanno neanche l’immunità parlamentare, quindi questa cosa la devono smettere di raccontarla, che il Lodo Alfano costituzionale o il legittimo impedimento sono norme che ci avvicinano e ci uniformano al resto d’Europa, ci uniformano a nulla, forse ci uniformano alla Libia, forse ci uniformano alla Russia di Putin, alla Bielorussia di Lukashenko, non esistono democrazie nelle quali sia previsto alcunché per i processi del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri, anche perché di solito fanno così: se uno è indagato non lo candidano alla Presidenza del Consiglio e non lo fanno Ministro, così se poi viene condannato, quando viene condannato è già un pensionato e se uno viene indagato dopo che è stato nominato Presidente del Consiglio o Ministro, lo fanno dimettere, così se verrà condannato sarà un pensionato, anche lì, se invece verrà assolto, allora potrà riprendere la sua carriera politica come è successo a Dominique de Villepin che per due anni si è fatto il processo per la Clearstream, ha dovuto rinunciare addirittura alla corsa alla Presidenza della Repubblica, ha lasciato che il suo rivale interno nel partito gollista diventasse Presidente della Repubblica e cioè Sarcozy e alla fine è stato assolto completamente e ha ripreso la sua carriera politica, guarda un po’ come fanno negli altri paesi!
Se c’è un Ministro, un politico indagato salta il politico o il Ministro, in Italia se c’è un politico o un Ministro indagato salta il processo, questa è la differenza!
"Schifare Schifani non è reato" (espandi | comprimi) Chiudo la parentesi interna, chiudo quella esterna su Fini e veniamo all’altra carica dello Stato perché è successa una cosa secondo me meravigliosa sabato a Torino, giovani assolutamente auto- organizzati, mandati da nessuno, pagati da nessuno, precettati da nessuno, si sono mandati da soli dopo essersi passati la voce via Facebook e altri social network, sono andati, erano circa una cinquantina a contestare Renato Schifani, invitato opinatamente alla festa nazionale del PD sul palco di Torino a duettare con lui c'era il povero Piero Fassino che ormai proprio non ne azzecca più una neanche per sbaglio! Cosa sia venuto in mente al PD di invitare Schifani con tutto quello che sta emergendo, non so se è chiaro, ma c’è un’indagine della Procura antimafia di Palermo sulle accuse di Spatuzza e di altri pentiti di mafia come Campanella e di altri personaggi che hanno avuto a che fare con Schifani come un certo Costa che in primo grado è stato condannato per riciclaggio e che era proprio il suo principale, lo stipendiava ai tempi, per mafia, la Procura di Palermo sta valutando accuse di mafia contro il Presidente del Senato, il Presidente del Senato l’abbiamo detto la settimana scorsa, ha dichiarato di volersi fare interrogare, ha fatto un comunicato, ma siccome i giornali non avevano ripreso tutti, nessuno escluso, le inchieste dell’Espresso e de Il Fatto Quotidiano che raccontavano di questa indagine, quando Schifani ha detto “voglio essere interrogato” hanno censurato il comunicato di Schifani, perché? Perché altrimenti avrebbero dovuto raccontare a che proposito questo signore aveva fatto un comunicato per dire di essere sentito, a che proposito voleva essere sentito, che gli viene in mente al Presidente del Senato di chiedere alla Procura antimafia di interrogarlo se non c’è niente su di lui? Per milioni di italiani, la stragrande maggioranza, quelli che non leggono L’Espresso e Il Fatto o che non vedono Passaparola, Schifani è un giglio di campo, un personaggio immacolato e cristallino e quindi non si potrebbe capire perché un giorno all’improvviso come un fulmine a ciel sereno decide di fare un comunicato per chiedere di essere sentito dalla Procura antimafia di Palermo, se i giornali l’avessero scritto, avrebbero dovuto raccontare quello che non avevano raccontato, che avevamo raccontato noi su Il Fatto e Lirio Abbate sull’Espresso, allora non hanno parlato del suo comunicato, perché? Perché altrimenti i loro lettori avrebbero domandato: ma perché non ci avete raccontato che c’è un’inchiesta su Schifani? Per fortuna ci sono dei ragazzi che leggono l’Espresso e il Fatto Quotidiano, infatti la contestazione è avvenuta con copie de Il Fatto Quotidiano e de L’Espresso tra le mani da parte dei contestatori, appena li hanno visti con quei due giornali eversivi tra le mani, il servizio d’ordine del PD e le forze dell’ ordine hanno deciso di tenerli fuori dallo spazio per il pubblico, già hanno poca gente, poveracci questi tengono ancora fuori i ragazzi che inalberano il Fatto e l’Espresso, vogliono proprio rimanere soli questi del PD, li hanno tenuti fuori non si sa in base a quale legge, avvengono ormai quotidianamente dei soprusi illegali, le forze dell’ ordine sono costrette a commettere dei soprusi illegali, a malmenare, strattonare, tenere lontani dai politici i cittadini e non c’è nessuna legge che consenta di fare una roba del genere, anzi è vietato impedire alla gente di andare a seguire un dibattito pubblico in uno spazio pubblico, non erano mica dentro la sede del PD, dove il PD fa entrare gli chi pare? Erano in piazza, non hanno mica comprato Piazza Castello quelli del PD, anche perché non hanno neanche gli occhi per piangere! Era zona pubblica, suolo pubblico, perché la gente non poteva andare? Perché veniva selezionata tra quelli che forse avevano la faccia dei contestatori e quelli che avevano la faccia dei plaudenti? Questo è un primo punto, perché la gente è stata strattonata quando voleva contestare? Perché sono stati allontanati? Cosa facevano? Qual è il delitto commesso da gente che grida al Presidente del Senato: spiegaci i tuoi rapporti con tizio, caio e sempronio? Rispondi qua! E rispondete voi signori del PD alla domanda: che vi è saltato in mente di invitare un soggettino del genere in un momento del genere alla vostra festa? Non a Porta a Porta dove devono andare tutti? Alla vostra festa!
La contestazione riguardava proprio quei fatti di cui erano a conoscenza queste poche persone e di cui non erano a conoscenza gli altri della Claque, quelli che erano lì per applaudire che sono stati fatti entrare e probabilmente, dato che non leggono niente, non era a conoscenza di nulla neanche il politburo del PD, infatti quando hanno cominciato a contestare, le cronache scrivono che Fassino era esterrefatto dicendo: ma che c’entra Schifani con le storie di mafia? Come che c’entra? Sei stato lontano dall’Italia, anzi dal pianeta, sei stato su Marte negli ultimi anni? Sei caduto in letargo e ti sei appena svegliato? Non sai chi è il Presidente del Senato? Lo sai che il tuo partito si è astenuto? Non sai che il tuo partito ha applaudito Schifani quando è stato eletto? Non sai che il tuo partito non ha candidato nessuno contro Schifani per la prima volta nella storia repubblicana? Non sai che la tua capogruppo Anna Finocchiaro lo ha baciato pubblicamente? Non ti ricordi che è lo stesso Schifani che ti insultava dalla mattina alla sera quando era capogruppo di Forza Italia al Senato e insultava persino i senatori a vita ultranovantenni solo perché esercitavano il loro diritto di voto? Non ti ricordi che Schifani ha proposto una legge costituzionale per togliere il diritto di voto ai senatori a vita perché votavano come non piaceva a lui? Non ti ricordi che vomitava veleno contro il centro-sinistra per tutti gli anni in cui è stato al Senato prima di travestirsi da padre della patria intoccabile? Non si ricordano niente questi! O sono rincoglioniti oppure non si sa dove abbiano vissuto in questi anni, non si sa cosa leggano, o meglio lo si sa, leggono i giornali che di queste cose non si occupano, salvo un giorno scoprire che c’è una contestazione e dire: ohibo’ e allora devono nasconderla, non possono nascondere la contestazione, ma nascondono i motivi della contestazione, è molto interessante un nostro cliente fisso, Pierluigi Battista ha dedicato un commento molto duro, non contro Schifani, ci mancherebbe, contro i contestatori di Schifani, senza mai pronunciare la parola mafia, senza mai ricordare il perché la gente è andata in piazza a chiedere conto a questo signore, ha preferito raccontare una fiaba e cioè che 50 cittadini sono usciti di casa per impedire a Schifani di parlare.
Figuratevi chi se ne frega di impedire a Schifani di parlare, a parte che quello parla dalla mattina alla sera, sta sempre in televisione, lo intervistano sui giornali, come si fa a impedire alla seconda carica dello Stato di parlare? Semmai è ai cittadini che viene impedito di parlare e le uniche occasioni che hanno per parlare è quando c’è qualche vip in piazza con le telecamere al seguito, allora lì un cittadino può infilarsi, è l’unico momento in cui un cittadino può dire la sua, perché? Perché non può dirla più neanche al momento di andare a votare, visto che Schifani non l’ha eletto nessuno, ma lo ha nominato Berlusconi per motivi che sempre più chiaramente emergono dalle indagini e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che secondo me sono assolutamente attendibili e credibili e verosimili.
Battista e il Corriere della Serva (espandi | comprimi) Sentite cosa scrive questo bel tomo Battista “Di sinistra o di destra il professionista del fischio e dello schiamazzo è convinto di stare dalla parte del bene contro il nemico da zittire, simbolo del male, è un populista all’ennesima potenza.Il popolo vero è assente! – dice Battista noto trascinatore di popoli e di folle, sapete che ogni volta che si muove devono transennare le strade, perché ci sono proprio queste fiumane di suoi fan che gli corrono incontro e che lo vorrebbero abbracciare – i professionisti dell'intimidazione - pensate 50 ragazzi contro quegli apparati enormi armati fino ai denti, autoblindate, cortei… - il prevaricatore populista, i prepotenti, il bavaglio, intimidire, assediare, purissima prepotenza, dissidenti preventivi, fischiano perché qualcuno non possa parlare, arroganti, cupi, fanatici, sta diventando una moda, una pessima abitudine antiliberale e antidemocratica, minoranze molto agguerrite e molto organizzate – ma da chi? – sono organizzati quelli che strepitano contro Dell’Utri e Schifani, vogliono impedire il diritto d’espressione a chicchessia - si rileggano l’Art. 21 della Costituzione, sia ricordata la libertà di espressione per contestarla a quelli che contestano Schifani, guardate che è un caso fantastico questo, - è un fenomeno da circo, la smettano di zittire gli altri per sentirsi buoni e forti, non in nostro nome – tiene a precisare Battista che i contestatori non erano in piazza a suo nome, casomai qualcuno avesse pensato che i contestatori di Schifani li aveva mandati Battisti, lui dice: non in mio nome, io non c’entro, chi l’avrebbe mai detto tra l’altro!
Naturalmente tutti sanno, chi ha visto le immagini lo sa che nessuno voleva zittire Schifani, volevano semplicemente fargli vedere che noi sappiamo, siamo in pochi ma sappiamo chi è lui, sappiamo quali sono i suoi amici, clienti e collaboratori e quali erano i suoi amici e clienti i suoi collaboratori in Sicilia, sappiamo che c’è un’inchiesta della Procura antimafia che riguarda le accuse che i mafiosi muovono a Schifani, sappiamo, sventoliamo, abbiamo letto, ci devi spiegare, questa era la contestazione e si sperava che questa contestazione imponesse alle telecamere di parlare finalmente di un caso sul quale né Repubblica, né Il Corriere della Sera, tanto per citare soltanto i due giornali più diffusi d’Italia, hanno voluto spendere qualche spazio, per cui chi ha guardato il Tg1, Tg2, etc. quella sera ha visto questi strani soggetti che contestavano un preclaro statista di cui non si sa niente perché non ci hanno raccontato le puntate precedenti, ma è importante contestare, perché a furia di contestare si impone ai giornali e alle televisioni di far sapere che c’è qualcuno che non ci sta e magari così viene la curiosità di capire: ma cosa avranno voluto quei ragazzi? Cosa avranno voluto dirci? Cosa li avrà mossi a uscire dalle loro case un sabato pomeriggio invece di andarsene a spassarsela nel weekend? Sono andati a farsi menare, perché ogni volta che ci provi ti menano! Qui viene raccontato tutto come una passeggiata organizzata, come se qualcuno avesse pagato il pullman a questi, questi hanno preso botte per andare a dire la verità a questo signore e si sono sentiti dare delle squadristi da Fassino, dei fascisti da Giubilei, il mezzobusto del Tg3 che evidentemente non sa cosa vuole dire fare il giornalista, il moderatore, a me capita ogni tanto, dato che vado spesso in giro a parlare, ma non ho l’auto blindata, non ho la scorta, non ho il servizio d’ordine che tiene lontani i contestatori, capita che ogni tanto qualcuno si metta a urlare e contestare e lo faccio parlare, gli do la parola, gli dico: mi dica cosa c’è? Mi dica qual è il problema, così le rispondo. E’ così che si smontano le contestazioni quando le contestazioni sono infondate o sono fatte a posta per impedire a qualcuno di parlare. Invece avete mai visto un politico che dopo aver finito di parlare apre lo spazio al dibattito? Cede la parola a quelli che non sono d’accordo con lui e poi gli risponde? L’unico modo che hanno di rispondere ai cittadini che fanno obiezioni è quello di mandargli la Digos per portarli via a peso, identificarli e tenerli lontani dai futuri comizi, come si fa con i tifosi violenti allo stadio.
Questo è un bel momento (espandi | comprimi) Squadristi, fascisti, detto da uno che crede di essere un giornalista, questo Giubilei, fascisti alla gente? Ma come ti permetti, ma chi sei? Fascisti, gazzarra intimidatoria il Capo dello Stato è intervenuto con un suo monito, era un po’ che non lanciava moniti, mi viene in mente Pertini, quello sì un vero Presidente della Repubblica, almeno personalmente quando penso a un Presidente della Repubblica penso a Pertini, a Scalfaro, a Einaudi, non certamente all’ultimo, gazzarra intimidatoria, cosa diceva Pertini?
Libero fischio in libero Stato quando la politica era una cosa seria, ruspante, quando i partiti con tutti i loro difetti avevano dietro milioni di persone, milioni di votanti veri, milioni di scritti che rappresentavano pezzi della società, il fischio era libero e si affrontavano i fischi con sportività, libero fischio in libero stato diceva Pertini.
Giovanni Leone fischiato, non si è messo a urlare o cosa… ha fatto le corna, gesto molto volgare, naturalmente, ma assolutamente sdrammatizzante rispetto a questi tromboni che adesso si impancano, chiedono l’intervento della pula, ha fatto le corna alla napoletana, quante volte saranno stati fischiati Berlinguer, Almirante, non si ricordano interventi impettiti: guai a fischiare, chiamate la pula con il ditino alzano.
È un bel momento perché la gente fischia, è bellissimo, mostri sacri intoccabili, monumenti a sé stessi che si aggirano a bordo dei loro piedistalli, Gianni Letta va alla festa della perdonanza a L’Aquila e giù fischi dai terremotati, finalmente! Smontata questa maschera da museo delle cere che ci ammorba dalla notte dei tempi, va a Venezia a rappresentare il cinema italiano, giù fischi e quei fantozzi della mostra del cinema fanno un comunicato per dire: non è vero che ci sono stati fischi a Letta, ma che vi frega, mica vi hanno accusati di averlo fischiato voi, è la gente che fischia, i comunicati per negare l’evidenza, Fantozzi con la lingua felpata, scene di fine impero!
Ricordate l’Avvocato Ghedini costretto a riparare in una libreria, anche lì fischiavano, chiamavano con il suo nome, bellissime scene se ci si limita a fischiare, il fischio è l’ultimo atto che ci è rimasto non violento e mi auguro che nei prossimi mesi si moltiplichino questi casi di contestazione pubblica, dove ci sono le telecamere che non possono fare a meno di notarli, anche se poi censurano le motivazioni, ma è così che si alimenta nell’opinione pubblica l’idea che sta finendo questo regime, che sta finendo come finiscono le pagliacciate, sta finendo in una risata omerica, ecco perché bisogna studiare e per fortuna i ragazzi sono capaci a farlo, studiare forme sempre più creative, ironiche, eleganti di contestare, guai a usare toni aspri, a tentare atti violenti o a rifugiarsi nell’insulto, la maniera migliore per contestarli è smontarli proprio con l’ironia, lo sberleffo, la pernacchia di Totò, devono finire sommersi dalle pernacchie, bisogna inventare forme sempre più creative e sempre diverse di contestazione, in modo che non possano mai dire che c’è il terrorismo alle porte e se lo dicono, coprirsi ulteriormente di ridicolo, perché quando uno ti fa una pernacchia e tu rispondi e stanno arrivando le BR la gente si mette a ridere e farebbero ancora più ridere di quanto già non facciano ridere oggi!
Questo secondo me è il segreto, smontarli con il sorriso sulle labbra, una risata li seppellirà, è importante questo momento proprio perché è nelle piazze che ormai si detta l’agenda della politica e quindi chi nelle piazze c’è e riesce a usare il linguaggio migliore, geniale l’idea della Woodstock di Beppe Grillo per il 26, mai fossilizzarsi sulla manifestazione precedente, sempre inventarne delle altre, spero che la manifestazione che stanno organizzando Paolo Flores e altri insieme al Popolo Viola sia un altro sforzo creativo per il 2 ottobre, noi nel nostro piccolo come Fatto Quotidiano organizziamo 3 giorni di festa per il primo compleanno del nostro giornale questo weekend prossimo, venerdì, sabato e domenica al teatro del Parco della Versiliana e al Caffè letterario a Pietrasanta, ci saranno tra gli altri Salvatore Borsellino, Lirio Abbate, il Giudice Scarpinato, Massimo Fini, Paolo Flores, Don Gallo, Corrado Guzzanti, lo scrittore Antonio Tabucchi, Vauro, Dario Vergassola, Vincino, Oliviero Bea, Furio Colombo e tutti noi giornalisti de Il Fatto che ci alterneremo in questi incontri alcuni satirici, altri di informazione e altri di dibattito, faremo Domenica mattina un dibattito sulla corruzione, perché questa settimana su Il Fatto presentiamo la nostra proposta di legge anticorruzione e vedremo, con Fabio Granata finiano, Antonio Di Pietro, Renzi del PD e Claudio Fava di Sinistra e Libertà se c’è in Parlamento una maggioranza che voglia fare una legge anticorruzione per recuperare enormi risorse dalle tangenti.
Siete tutti invitati naturalmente, è un mese di settembre con i weekend belli pieni, Versiliana questo fine settimana e poi tra due il sabato e la domenica, 25/26 se non erro a Cesena la Woodstock con Beppe Grillo e tantissimi artisti che trovate sul blog, passate parola!
Buongiorno a tutti, torniamo in diretta dopo le vacanze, spero che siano andate bene per tutti quanti voi.
Torniamo a parlare di attualità, in particolare della seconda e terza carica dello Stato, la quarta, il Cavaliere, lasciamola un attimo da parte, perché è interessante vedere le novità che sono emerse sul presidente del Senato e sul presidente della Camera in questo mese in cui non ci siamo parlati in diretta e l'eco che le novità sui presidenti dei due rami del Parlamento hanno avuto presso la pubblica opinione. Cosa è emerso, quanto è grave e quanto se ne è saputo: c'è un'asimmetria totale sulle informazioni a proposito della seconda carica dello Stato, Schifani, e della terza Fini.
Il "caso" Fini (espandi | comprimi) Fini, alla fine di luglio, è stato di fatto messo alla porta dal partito che aveva cofondato insieme a Berlusconi, è stato di fatto cacciato con una segnalazione ai probi viri del PDL – pare che il PDL abbia addirittura trovato dei viri probi, non si sa bene dove li abbia trovati – questi probi viri rimasti inattivi tutti questi anni, del resto non c'era materia per coinvolgere i probi viri, c'erano solo casi come quelli di Dell'Utri, Verdini, Cosentino, Brancher, Berlusconi quindi a che servono i probi viri? Invece, appena Fini ha pronunciato la parola legalità e Granata la parola antimafia, sono stati immediatamente cacciati, perché certe parole non si dicono, non sta bene pronunciare certi vocaboli volgari e inopportuni. Quindi per eccessi di legalità e antimafia, Fini e i suoi fedelissimi, Granata, Briguglio e Bocchino, sono stati messi alla porta. E allora c'è stata la scissione: molti parlamentari, molti più di quelli che Berlusconi si aspettava, hanno seguito Fini. Sono più di trenta alla Camera e una decina al Senato, tanti quanti ne bastano per far perdere la maggioranza a PDL a Montecitorio e, può darsi, se si sganciano ancora un paio di senatori, anche a Palazzo Madama.
Berlusconi, circondato da servi, era stato rassicurato dai suoi servi, i quali non gli dicono la verità ma solo quello che vuole sentirsi dire, gli avevano garantito che intorno a Fini c'erano quattro gatti e quindi potevano essere buttati fuori senza problemi; in realtà i gatti erano 44 e così si è ritrovato praticamente con la maggioranza in crisi, anche se adesso sta cercando, con una bella campagna acquisti in perfetto stile arcoriano, di ricomprarsi qualcuno.
Da quel momento Fini è diventato il personaggio del giorno, è stato oggetto di prime pagine, tutti i giorni, sui giornali di Berlusconi o fiancheggiatori, soprattutto i soliti tre o quattro cioè il Foglio, il Giornale e Panorama e, naturalmente, su Libero che è la fotocopia, il ciclostilato del Giornale, e poi sui telegiornali delle reti Mediaset e sul TG1 del prode Minzolingua, che ha seguito amorevolmente le vicende di Fini e famiglia, in perfetta sintonia con gli house organ della ditta.
Così, per tutta l'estate tutti gli italiani praticamente, almeno una volta, hanno sentito parlare di scandali a proposito di Fini. Qual è lo scandalo? In estrema sintesi, lo scandalo sarebbe questo: Fini convive con la sua nuova compagna, Elisabetta Tulliani, già fidanzata di Luciano Gaucci, la quale Tulliani ha un fratello che quindi è il quasi cognato di Fini, di fatto il cognato di Fini, che, come la società intestata alla madre della Tulliani ha avuto qualche lavoretto alla Rai e, soprattutto, affitta, non si sa per quale cifra, un alloggio di 65 mq a Montecarlo.
Questo alloggio è il vero centro del cosiddetto caso Fini dell'estate, perché questo alloggio una dozzina di anni fa fu lasciato in eredità ad AN, cioè a Fini, da una nobildonna, la contessa Anna Maria Colleoni, discendente di Bartolomeo Colleoni, il condottiero che la leggenda vuole avesse tre palle e non solo due come noi comuni mortali; ebbene, questa signora dona varie proprietà fra le quali questo alloggetto a Montecarlo ad AN, cioè al partito di Fini.
L'alloggio viene valutato, in quel momento, da esperti a cui viene dato in esame, anche per le sue condizioni che vengono descritte piuttosto fatiscenti, 400-450 milioni di lire, una dozzina di anni fa, ripeto, dopodiché rimane improduttivo, infruttuoso per anni fino a quando, non so se due o tre anni fa, gli amministratori di AN decidono di venderlo a una società estera che ha sede nell'isola di Santa Lucia, ai Caraibi. Questa società lo paga 300.000 euro, quindi l'equivalente di circa 600 milioni di lire, più di quello che era stato valutato. Questa società lo rivende a un'altra società gemella, diciamo, che ha sede anch'essa nelle isole di Santa Lucia e questa società, lo si è scoperto quest'estate, ha affittato questo appartamento a Giancarlo Tulliani, il quasi cognato di Fini.
Immediatamente, la storia ovviamente fa notizia perché c'è il sospetto che Fini abbia dirottato questo appartamento a prezzi di favore tra le mani di suo cognato.
Fini fa un comunicato dicendo di aver saputo che la casa era stata venduta ma di non aver saputo che poi quelli che l'avevano comprata l'avevano affittata a suo cognato, e lì il Giornale, Libero, Panorama e tutta la grancassa si sono scatenati nel tentativo di smentire questa versione di Fini, e finora, devo dire, non ci sono riusciti. Sapete che hanno tentato, addirittura, di farlo con la storia di una cucina Scavolini da 4500 euro che Fini e la Tulliani comprarono in un mobilificio alla periferia di Roma, sull'Aurelia, un posto non proprio da VIP e una cucina non proprio da VIP, 4500 euro.
Cucina che, secondo un supertestimone scovato dai segugi del Giornale, un arredatore che lavorava in questo mobilificio insieme alla moglie, si diceva che fosse destinata a Montecarlo. Questa sarebbe dunque la prova che, se Fini avesse comprato la cucina per la casa di Montecarlo dove abita Tulliani, sapeva benissimo che Tulliani aveva affittato quella casa, e questa sarebbe la prova non che Fini ha rubato, ma almeno che ha mentito, che ha in qualche modo favorito il quasi cognato.
Fini ribatte che la cucina non è a Montecarlo, ma in una casa di Roma; a questo punto sta naturalmente al Giornale e a Libero dimostrare che non è vero, e non ci riescono. Anzi, questo loro supertestimone comincia a balbettare, a dire che non è sicuro, comunque non ci sono carte che dimostrino la spedizione della cucina a Montecarlo; è anche abbastanza improbabile che chi vuole arredare un appartamento a Montecarlo compri una cucina a Roma e poi spenda un sacco di soldi in spedizione. Se uno vuole arredare una casa a Montecarlo, i mobili li compra a Montecarlo o lì vicino, quindi sarebbe anche una cosa abbastanza curiosa. Insomma, il legame tra la cucina e Montecarlo non viene fuori e, anzi, si scopre un elemento piuttosto sospetto: il supertestimone, l'arredatore, dice di avere dato le dimissioni dal mobilificio, lui e la moglie perdendo così il posto di lavoro e due stipendi in una botta sola, per poter finalmente gridare la verità su Fini, che peraltro loro dicono di non conoscere perché sostengono semplicemente di aver sentito dire che la cucina andava a Montecarlo. O siamo di fronte a un eroe, a un temerario, a un martire che si immola col suo posto di lavoro e il suo stipendio al servizio della verità, oppure dobbiamo pensare che sia uno dei tanti supertestimoni, ne abbiamo visti in questi anni, che poi si sono scoperti calunniatori diciamo con la loro bella convenzienza. E voi sapete che l'impero del presidente del Consiglio non ha problemi a sistemare qualcuno dopo che ha reso i giusti servigi. Comunque, in questo caso, non sappiamo cosa ci sia dietro, sappiamo però che quella cucina non si è dimostrato che sia a Montecarlo, anzi Fini farebbe molto bene quando rientra dalle vacanze a spalancare le porte della casa dove è situata questa cucina in modo da sbugiardare, se lo può fare, i giornali che lo hanno attaccato per tutta l'estate.
Resta il fatto, naturalmente, che Fini deve completare la spiegazione: nel comunicato ha dato alcuni elementi, dicendo che al momento possedeva soltanto quelli, si spera che adesso acciuffi il Tulliani, gli faccia sputare tutta la verità su questa storia, e se Tulliani avesse avuto delle condizioni di favore danneggiando così le casse del partito, gli faccia scucire un po' di soldi a titolo di risarcimento perché pare che al Tulliani non manchino i mezzi, visto che è stato fotografato con una Ferrari.
Questo è lo scandalo Fini, naturalmente non c'è nemmeno un euro di denaro pubblico che balla in tutta questa storia, quindi è un discreto chissenefrega, forse in Scandinavia ci si potrebbe dedicare al ricamo e al merletto e quindi andare a vedere il pelo nell'uovo, perché stiamo parlando davvero di un pelo nell'uovo: è un bene privato che viene venduta a un ente privato. I partiti purtroppo non hanno una configurazione giuridica che consenta di controllare i bilanci, la gestione dei finanziamenti pubblici che ricevono, il partito lo vende a società private, la società privata affitta a un altro privato, quindi non stiamo parlando di denaro pubblico, nulla a che vedere con gli scandali delle banche o delle tangenti, dove appunto ci sono denari pubblici. E nulla a che vedere nemmeno con il caso Scajola, a cui Feltri ha tentato invano di paragonare il caso Fini-Tulliani. Il caso Scajola è un ministro che si fa pagare la casa con 900.000 euro, una casa da 250 mq sul Colosseo, da un costruttore, Anemone, senz'arte né parte, che comincia a vincere appalti su appalti dal governo, dalla Protezione Civile, dal ministero dell'Interno, quindi altroché se ci sono soldi pubblici. Mentre nella trafila dell'alloggio di Montecarlo, finito poi in affitto a Tulliani non c'è nemmeno un euro di denaro pubblico. Ma in ogni caso Fini deve spiegare, perché comunque dobbiamo sapere se è o è stato succube di questo sgomitante Tulliani e dobbiamo sapere come è stato alienato un bene del partito. Se non ha nulla da nascondere, come dice, non avrà problemi a tirar fuori tutti i passaggi e prendere ulteriormente le distanze da questo signorino troppo intraprendente che evidentemente ha speso più di una volta il cognome di Fini approfittando del fatto che si è fidanzato con sua sorella; anche se poi, alla fine, il bottino non è stato granché, stiamo parlando di un appartamentino a Montecarlo e stiamo parlando di un appaltino su Rai2 per una serata, una seconda serata. Voglio dire, visto come vanno le cose in Rai, è proprio anche lì il pelo nell'uovo. Però, ogni spiegazione richiesta va data, soprattutto se, come dice Fini, non si ha nulla da temere.
E questo è quello che è emerso a carico della terza carica dello Stato, il presidente della Camera Gianfranco Fini. Uno di questi giorni mi metterò lì e conterò quante prime pagine di Libero, del Giornale e quanti titoli dei telegiornali pubblici e privati sono stati dedicati a questa solennissima minchiata della cucina e della casa di Montecarlo. Per non parlare del linciaggio che ha subito Elisabetta Tulliani di cui ancora non si è capito quale sia il delitto, se non quello appunto di stare insieme a Gianfranco Fini, a sua volta autore del gravissimo delitto di essersi smarcato da Berlusconi, perché se Fini non si fosse smarcato da Berlusconi e fosse rimasto sotto il suo ombrello protettivo a quest'ora potrebbe andare a rapinare le banche e stuprare le minorenni e nessuno scriverebbe una riga su quello sta facendo il rapinatore e stupratore Fini, anzi ci sarebbero forbiti editoriali di Feltri e Belpietro, i quali sosterrebbero che è cosa buona e giusta stuprare le minorenni e rapinare le banche.
Schifani e l'ombrello del Cavaliere (espandi | comprimi) Vediamo ora che cosa succede a chi rimane sotto l'ombrello protettivo del Cavaliere, per esempio la seconda carica dello Stato, Renato Schifani.Su Renato Schifani ci siamo intrattenuti più volte, sapete quello che era emerso fino a un mese e mezzo fa, anche perché ero andato a parlarne da Fabio Fazio due anni fa, perché ne avevano scritto Gomez e Lirio Abbate nel loro libro “I Complici”, perché ne aveva scritto Marco Lillo su L'Espresso, perché c'era stato detto che non erano cose gravi, c'era stato detto che non ci sarebbe stato più niente da scoprire su Schifani, quindi bisognava smetterla di parlare di Schifani.
Ricordere l'attacco che io subii dal vicedirettore di Repubblica, il quale mentre io parlavo di Schifani tirò fuori che il problema ero io, perché si diceva che io vado in vacanza a spese della mafia, e dovetti documentare che le vacanze mie me le ero pagate da solo e che non avevo mai conosciuto mafiosi in vita mia. Insomma, lasciamo perdere il pregresso di Schifani: lo conosciamo.
Ci sono novità? Sì, ci sono almeno quattro novità che sono emerse grazie a due organi di stampa, fra i pochissimi liberi in Italia, liberi di parlare della seconda carica dello Stato, sebbene sia protetta dall'ombrello del Cavaliere. Uno è Il Fatto Quotidiano, l'altro è L'Espresso.
Il Fatto Quotidiano, grazie a Marco Lillo, ha scoperto in questo mese di agosto tre fatti piuttosto importanti e gravi.
Il primo: Schifani, oltre a tutto quello che già sapevamo, ha nel suo pedigree tre iscrizioni nel registro degli indagati per associazione mafiosa, non per concorso esterno ma per associazione mafiosa, della procura di Palermo che negli anni l'ha indagato tre volte e lo ha fatto archiviare dal GIP tre volte per decorrenza dei termini delle indagini. Cos'è l'archiviazione? Non è l'assoluzione: l'assoluzione vuol dire che ho accertato che tu sei innocente o che non ci sono le prove che tu sia colpevole. Ho fatto tutto il lavoro, indagine, processo, dibattimento e ho stabilito che tu non sei colpevole. L'archiviazione è un'altra cosa: c'è una notizia di reato, iscrivo la persona che è sospettata di averlo commesso, indago, quando mi scadono le indagini non ho concluso la mia indagine e al momento non ho elementi per chiedere il rinvio a giudizio, allora chiedo al giudice di archiviare. Mettiamo in archivio, facciamo un provvedimento di archiviazione. Vuol dire che se emergono nuovi elementi possiamo riaprire quell'indagine, invece se uno viene assolto per gli stessi fatti per i quali è stato assolto non può più essere reindagato e ripreocessato, si chiama ne bis in idem. Questo è molto importante per capire la differenza. L'archiviazione può essere riaperta in qualsiasi momento, mentre l'assoluzione chiude la partita.
Schifani viene indagato, archiviato, poi indagato di nuovo, poi archiviato di nuovo, poi indagato di nuovo, poi archiviato di nuovo perché negli anni Novanta e nei primi anni Duemila emergono degli elementi che fanno ritenere che sia partecipe dell'associazione mafiosa Cosa Nostra. Poi questi elementi non bastano mai per chiedere il rinvio a giudizio, archiviazione.
La prima volta viene indagato nel 1996, era procuratore Caselli a Palermo. Si pente l'ingegner Salvatore Lanzalacco, professionista di Palermo che si occupava di appalti pubblici, era in contatto con Angelo Siino, il re degli appalti, il garante della mafia e del sistema delle imprese della politica sul tavolino della spartizione, sapete che in Sicilia le tangenti gli imprenditori non le devono pagare solo ai politici, le devono pagare anche ai mafiosi sotto forma di sub appalti alle imprese amiche di Cosa Nostra. Lanzalacco racconta l'appalto della metanizzazione del Comune di Palermo, una gara da 140 miliardi di lire, che viene aggiudicata nel 1993 a un'associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Saipem di Milano, credo che la Saipem fosse del gruppo Eni. Secondo Lanzalaco quella gara era truccata a suon di mazzette e c'era una percentuale dell'1.5 percento per la mafia e per un suo socio. Lanzalaco racconta di essere andato a Parma a parlare con gli imprenditori della ditta Bonatti sulla spartizione dei lavori che avrebbero dovuto andare in subappalto alle imprese mafiose o amiche della mafia.
Cosa succede? Che in queste missioni al nord per parlare di quell'appalto, a Parma, dice Lanzalaco “partecipava l'avvocato Schifani” che all'epoca era un consulente del comune di Palermo e, dice Lanzalaco, “lo Schifani era a conoscenza di tutte le fasi illecite di gestione della gara e mi risulta che fosse molto inserito tra i consulenti del comune di Palermo”. Schifani viene iscritto nel registro degli indagati il 13 marzo 1996 per associazione mafiosa. Nel marzo 1998, cioè due anni dopo, massimi termini per indagare, viene archiviato perché il GICO della guardia di Finanza non ha ancora consegnato il rapporto che la procura gli ha commissionato per riscontrare le accuse di Lanzalaco.
Il rapporto arriva dopo l'archiviazione, e sulla base di questo la procura reiscrive Schifani, perché nel rapporto c'è la notizia di reato, cioè per esempio si scopre che i subappalti li ottennero per il movimento terra ditte che facevano capo al cugino del boss Cancemi, poi pentito, Vincenzo Cancemi, e una società di Vito Buscemi, poi arrestato e sottoposto a misura di prevenzione per mafia. Buscemi, tra l'altro, abita nel palazzo di Via D'Amelio costruito da una cooperativa in cui sia Buscemi che Schifani sono stati soci per un certo periodo, prima di diventare condomini di questo stabile che sta nella stessa via dove esplose la bomba contro Paolo Borsellino.
I finanzieri vanno anche a controllare se è possibile che Schifani abbia viaggiato in quel periodo in cui c'era questa spola tra Palermo e Parma, e scoprono appunto dei voli nelle date indicate da Lanzalaco tra Palermo e Bologna e tra i passeggeri di questi voli c'era appunto Schifani.
Nel 1999 comunque, non ritenendo sufficienti questi elementi per richiedere il rinvio a giudizio, la procura di Palermo chiede di nuovo l'archiviazione, quindi Schifani viene archiviato. Ma, subito dopo, viene di nuovo indagato perché si sono scoperti altri elementi, non solo per associazione mafiosa ma anche per altri nove reati, tra i quali concorso in corruzione, concussione, abuso d'ufficio, scrive la procura, “in relazione all'acquisto dei decreti di finanziamento e al pilotaggio dell'asta inerente l'appalto per la metanizzazione della città di Palermo, e in particolare agli accordi raggiunti con Cosa Nostra per l'assegnazione della gara a un gruppo di imprese collegate con l'organizzazione mafiosa e agli accordi economici successivi per l'affidamento di noli autorizzati a imprese facenti capo direttamente o indirettamente a Cosa Nostra”.
Schifani e i fratelli Graviano (espandi | comprimi) Altri due anni di indagine, una parte degli indagati assieme a Schifani viene poi arrestata per bancarotta aggravata dal favoreggiamento alla mafia, mentre viene archiviata sempre per insufficienza di elementi utili a ottenere il rinvio a giudizio, la posizione di Schifani e il filone principale.
Scrivono i magistrati: “considerato, in base alle dichiarazioni dei collaboratori e all'attività di riscontri, il GICO non è stato possibile ricostruire in concreto quali interessi specifici o quali condotte in concreto abbia tenuto, lo Schifani – che è menzionato solo da Lanzalaco come soggetto che avrebbe fatto parte di un gruppo che a Parma avrebbe redatto i patti parasociali per il contratto di appalto – deve essere archiviato”. Il 2 marzo 2002 il GIP archivia la posizione di Schifani che nel frattempo è diventato capogruppo di Forza Italia al Senato.
A questo punto cosa succede? Altre due novità scoperte una sempre da Marco Lillo per il Fatto Quotidiano, l'altra da Lirio Abbate per L'Espresso, cioè due pentiti parlano e tirano in ballo pesantemente Schifani davanti ai magistrati di Palermo, che stanno indagando sulle dichiarazioni fatte da Spatuzza, il quale dice di aver visto un giorno Schifani in un capannone industriale frequentato dai Graviano.
Campanella è il primo pentito che parla ai magistrati e racconta che quando Schifani lo ha querelato perché Campanella l'aveva accusato di avere sistemato il piano regolatore di Villabate a seconda degli interessi della cosca di Nino Mandalà, il capomafia di Villabate che conosceva Schifani dagli anni Settanta perché erano stati soci nella Sicula Broker, Campanella dice che quando Schifani lo ha querelato ha mentito, perché ha minimizzato il suo ruolo nel mettere le mani sul piano regolatore di Villabate, mentre invece le mani ce le ha messe con diverse varianti che, a suo dire, erano state suggerite o comunque servivano agli interessi della cosca di Mandalà.
Il sindaco di Villabate presso il quale lavorava come consulente urbanistico Schifani era una cosa con il clan Mandalà, il famigerato sindaco Navetta.
Naturalmente, il comune di Villabate è stato sciolto per mafia due volte, a causa di questo grumo di interessi Navetta, prestanome di Mandaltà. Campanella perché parla? Perché era un politico dell'Udeur, ex democristiano, che faceva il presidente del consiglio comunale di Villabate, non è un mafioso che va in giro a sparare, è un mafioso col colletto bianco che si occupa di soldi e fa politica per conto della mafia, e oggi è pentito e racconta che c'erano forti interessi nel centro storico e nei terreni delle cooperative edilizie che sono stati in qualche modo risolti da Schifani nell'interesse di Mandalà, questo dice Campanella.
Naturalmente accuse tutte da verificare, noi sappiamo soltanto che Schifani è stato consulente di quel comune piuttosto puzzolente, fino a quando non è stato eletto senatore nell'aprile del 1996.
Altra novità: nuove rivelazioni di Spatuzza. Spatuzza, lo rivela l'Espresso questa settimana grazie a Lirio Abbate, è stato sentito l'anno scorso dalla procura antimafia di Firenze, dai PM che stanno indagando, sulle stragi del 1993 di Milano, Firenze e Roma, e ha detto che Schifani nei primi anni Novanta sarebbe stato decisivo per mettere in contatto Berlusconi e Dell'Utri con i fratelli Graviano. Si sa, e questo è ciò che rende non del tutto incredibile quello che dice Spatuzza, che Schifani alla fine degli anni Ottanta, lo scrive L'Espresso citando una fonte autorevole, aveva avuto già contatti con Dell'Utri, ben prima che nascesse Forza Italia. In quel periodo viaggiava spesso tra Palermo e Milano. Questa stessa fonte, scrive Abbate, rivela che Schifani veniva chiamato il “contabile” di Berlusconi. All'epoca era avvocato esperto di urbanistica, aveva tra i suoi assistiti Giovanni Bontade, fratello del boss Stefano che come è noto, secondo i giudici di Palermo, era legatissimo a Dell'Utri e Berlusconi, fu lui praticamente a battezzare l'assunzione di Vittorio Mangano nella villa di Arcore, poi questo Giovanni Bontade, il fratello del boss dei boss, è stato anche lui condannato per traffico di droga al maxiprocesso, poi è stato assassinato con la moglie nel 1988.
Altri clienti di Schifani, Domenico Federico che era socio di Bontade e un altro boss imprenditore Ludovico Visconti. Questo scrive Lirio Abbate per dire che voi sapete che il coté della mafia di Bontade è sempre stato considerato uno dei possibili flussi di finanziamento del gruppo Berlusconi negli anni Settanta, quando anche come racconta Massimo Ciancimino, la mafia investì nelle imprese e nei cantieri e nelle televisioni.
In quel periodo, dunque, sarebbe nato questo link tra Schifani e Dell'Utri che poi avrebbe portato, sempre secondo quello che dice Spatuzza, Schifani a diventare una specie di anello di congiunzione fra il clan dei Graviano e Dell'Utri e Berlusconi in un periodo nel quale poi noi sappiamo che nel 1993 i Graviano si prendono la responsabilità diretta ed esclusiva delle stragi, che secondo i magistrati e secondo molti collaboratori di giustizia servivano appunto ad accelerare, a spingere la nascita di questo nuovo soggetto politico che poi proprio Dell'Utri ha inventato e ha di fatto indotto Berlusconi a fondare tra il 1993 e il 1994.
Anche queste accuse, come quelle di Campanella, vengono da una fonte da verificare: è un mafioso, Spatuzza, che collabora con la giustizia, ma capite che essendoci stata un'inchiesta tre volte archiviata per mafia su Schifani, notizia che si è saputa dal Fatto quest'estate e che nessuno ha ripreso, adesso è probabile che i magistrati siano costretti a riaprire quest'inchiesta, perché come vi ho detto le archiviazioni, se emergono nuove notizie di reato, vengono revocate e si ricomincia a indagare. Scrive appunto Lirio Abbate che questa indagine verrà riaperta e a settembre, quindi praticamente adesso, i magistrati di Palermo interrogheranno Spatuzza e probabilmente torneranno a interrogare Campanella e tutti gli altri che hanno parlato di Schifani per vedere se c'è qualcosa di concreto e di ancora documentabile oggi su questi racconti che naturalmente risalgono a prima che Schifani entrasse in Parlamento, prima del 1996, o se c'è anche qualcosa di più recente.
Schifani e il palazzo dei mafiosi (espandi | comprimi) La quarta e ultima novità su Schifani la racconta Marco Lillo sul Fatto Quotidiano e cioè che tra i vari clienti di Schifani c'era un certo Lo Sicco, un costruttore anche lui arrestato per mafia e condannato con sentenza definitiva nel 2008, che aveva costruito un enorme e mostruoso palazzo in piazza Leoni a Palermo, a due passi dal parco della Favorita; in quel palazzo abitavano fior di mafiosi, anche latitanti per un certo periodo.
Quel palazzo incombe e mina la solidità, la stabilità di una piccola casetta dove abitano due anziane sorelle, le sorelle Pilliu. A Palermo le conoscono tutti, perché sono state tra le ultime persone a incontrare Paolo Borsellino, in quanto già nel 1992 si lamentavano per la protervia di questo costruttore mafioso che gli aveva fatto una casa sopra la loro, e che aveva fatto crepare la loro piccola casetta per via dei lavori di questo gigantesco stabile.
Eppure, per 18 anni, vent'anni, forse di più si sono battute invano, perché non riuscivano mai ad avere ragione. Chi aveva torno, cioè il costruttore mafioso coni suoi inquilini mafiosi, era assistito da Renato Schifani ed era una potenza di fuoco tale per cui queste poverette credevano di non avere più nessuna speranza. Ma proprio quest'estate, il 21 luglio, la corte d'appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado che era arrivata addirittura 8 anni fa, e ha stabilito che il palazzo del costruttore mafioso deve essere abbattuto almeno in parte perché deve arretrare di due metri e mezzo in modo da dare respiro e non minacciare più la stabilità della casetta delle sorelle Pilliu, che intanto è andata a ramengo e quindi deve essere consolidata spese dello Stato perché lo Stato non ha saputo difendere queste due sorelle dall'arroganza del costruttore mafioso e dei suoi amici, naturalmente il costruttore mafioso difeso dall'attuale presidente del Senato.
Questa è una delle poche storie a lieto a fine che si riesce a raccontare. Di tutto questo gli italiani non sanno nulla perché mentre sappiamo tutto della cucina Scavolini e dell'appartamentino a Montecarlo e della Ferrari di Tulliani e della schedina che non si sa se abbia vinto al superenalotto la Tulliani o Gaucci, e delle beghe familiari tra Gaucci e la Tulliani, non sappiamo niente di tutta questa storia che riguarda non la terza ma la seconda carica dello Stato. Perché? Perché non c'è nessun giornale, a parte l'Espresso e il Fatto, che abbia dedicato una riga a queste vicende.
Quando l'Espresso ha anticipato il suo scoop, l'unico quotidiano che ha ripreso la notizia oltre al Fatto Quotidiano è stata Repubblica che lo ha confinato in un trafiletto a pagina 25, praticamente invisibile.
Il giorno dopo Schifani ha detto: “sono indignato per questo nuove insinuazioni, ma sono pronto a farmi interrogare dai magistrati per chiarire tutto” ed è una posizione importante. Il presidente del Senato si dice pronto ad essere interrogato al più presto dai magistrati antimafia di Palermo che stanno indagando su eventuali sue partecipazioni alla mafia. Di questo stiamo parlando: stanno indagando su accuse di mafia nei confronti del presidente del Senato, lui fa un comunicato ufficiale dove dice che vuole essere sentito, è una cosa buona, magari dicesse “voglio essere sentito” e i giornali non scrivono una riga, nessuno a parte il nostro che lo mette in prima pagina. Perché? Perché chi ha censurato le accuse di Spatuzza e Campanella, chi non ha ripreso la notizia che Schifani ha avuto tre iscrizioni per mafia e tre archiviazioni per mafia non può dare conto della replica di Schifani, perché se uno legge la replica si domanda: “ma perchè Schifani vuole essere interrogato su questioni di mafia?” Se nessuno ci ha raccontato che è stato accusato di mafia da qualcuno? Se censuri la notizia devi anche censurare la replica, censura chiama censura, così, mentre da una parte tutti gli italiani sanno delle pagliuzze eventuali di Fini o di suo cognato, nessuno conosce le travi del presidente del Senato. E che differenza c'è tra Fini e Schifani? Sono tutti e due del centro destra, uno ha i capelli e l'altro no, aveva il riporto ora nemmeno quello. La vera differenza è che uno si è scostato da sotto l'ombrello protettivo del Cavaliere e hanno cominciato a sparargli a vista, e non trovandogli travi hanno cercato di inventare delle pagliuzze.
Dall'altro lato c'è un signore che ha delle travi grosse così, almeno da spiegare, non dico che le abbia fatte, ma almeno le deve spiegare, e non c'è nessuno che ne parla e nessuno che lo sa per la semplice ragione che è rimasto a corte e non si sogna nemmeno di allontanarsene. E nessuno si allontanerà da quella corte, dopo aver visto che fine ha fatto quello che se ne è allontanato quest'estate.
Questo è in fondo la migliore prova su strada del conflitto di interessi, ed è anche la migliore spiegazione del perché nessuno, a destra come a sinistra, ha mai pensato a risolverlo.
Buona settimana, passate parola.
Il consiglio dei ministri tedesco ha approvato un disegno di legge volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall'azione giudiziaria e quindi a rafforzare la libertà di stampa. In sostanza i giornalisti non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi.
Il consiglio dei ministri italiano, invece, cerca ormai da mesi di imbavagliare l'informazione del Paese con un Disegno di legge che anche l'ONU ha bocciato senza appello.
In fatto di libertà di stampa, oggi, la Germania si posiziona al 17° posto ed è indicata come nazione "libera". Con questo nuovo Disegno di legge scalerà ancora la classifica.
L'Italia, invece, è al 72° posto (penultima in Europa, peggio della Corea del Sud e ad ex aequo con l'India) ed è ritenuta "parzialmente libera". Se la legge bavaglio dovesse diventare realtà, sprofonderebbe ancora più in basso. (clicca e scarica il rapporto "Freedom of the presse 2010")
Sempre in Germania l'andamento del Pil ha fatto segnare una crescita record: un +2,2% nel secondo trimestre del 2010. Una crescita che trascina la ripresa dell'Ue. Oggi, quello tedesco è uno sviluppo in grado di autosostenersi.
Sempre in Italia, invece, il dato per lo stesso periodo si ferma ad un modesto +0,4%, che la posiziona come fanalino di coda fra i maggiori paesi europei. Il presidente del Consiglio, dopo mesi di finto ottimismo, si è svegliato e ora confida a Bossi di un pericolo Grecia per l'Italia.
Mi viene da dire che Italia e Germania sono due nazioni agli antipodi. Peccato che l'Italia si trovi sempre all'antipode sbagliato. L'unica soluzione è un'alternativa di governo valida e credibile. Un centrosinistra unito che non ha bisogno né dei finti moralisti finiani, né del partito di Cuffaro. Perché di Mastella ne abbiamo già
avuto uno, e ha consegnato l'Italia nelle mani di Berlusconi.
Altra soluzione, utopistica, è un interscambio di governi, con la Merkel in Italia e Berlusconi in Germania. Giusto il tempo di portarli a crescita zero. E sempre che lo vogliano.
Buongiorno a tutti, si avvicina la ripresa delle attività, questo è il penultimo Passaparola registrato prima delle vacanze, credo che questi Passaparola così un po’ a volo pindarico ci aiutino a guardare un po’ più dall’altro la nostra realtà e magari a capire meglio quello che succede.
Molto spesso ci sono commentatori che non è che non capiscono quello che succede, fanno finta di non capire quello che succede, pensate soltanto a quanta ipocrisia intorno alle leggi vergogna, quanti paraculi ci hanno raccontato che le leggi vergogna con qualche aggiustamento, con qualche emendamento possono funzionare e quanti altri dicono: ma perché Berlusconi continua a occuparsi di queste faccende, della giustizia quando c’è un paese in crisi profonda, non si sa quante imprese riapriranno i battenti dopo l’estate, quanta gente perderà ancora il lavoro, quanto crollerà ancora il reddito degli italiani e lui si occupa soltanto di queste cose?
Ma è il suo dovere, la sua missione, è entrato in politica per quello, non è mica entrato in politica per risolvere gli affari nostri, è entrato in politica per risolvere gli affari suoi, non solo suoi, ma di un’intera classe dirigente cresciuta e selezionata in questi anni a sua immagine e somiglianza o da lui o comunque secondo criteri simili ai suoi che ha un disperato bisogno di leggi per impedire i processi, le indagini, le intercettazioni, la libertà di stampa, perché? Perché hanno una tale montagna di merda da nascondere che se venisse fuori in aule di giustizia o sugli organi di informazione, non potrebbero più restare nei posti dove sono.
Qualche tempo fa per il fatto mi sono divertito proprio a fare una specie di lista della spesa della nostra classe dirigente, di quelli che sono nelle posizioni di vertice, ci si rende conto che è sembra il museo Lombroso di Torino, dove ci sono questi cranietti in forma Aldeide, facce e crani che costituiscono reati soltanto a vederli, anche senza sapere cosa hanno fatto, andiamo a vedere un po’ quelli che comandano in Italia come sono messi e poi capiremo, secondo me molto meglio, perché fino a quando non verrà giù tutto questo sistema, questa classe dirigente, il Parlamento non potrà fare altro che occuparsi di bloccare continuamente iniziative della Magistratura e quel pochissimo che resta della libertà di stampa, intanto abbiamo il Presidente del Consiglio che sappiamo che razza di personaggino è, la sfangata in una quindicina di processi, ora per amnistia, ora per prescrizione del reato spesso propiziata dalla legge ex Cirielli che aveva fatto lui, per avere depenalizzato il suo reato di falso in bilancio, per insufficienza di prove, quasi mai perché è stato ritenuto innocente e in più ha dei processi in corso, ne ha tre a Milano, Mediaset e Media Trade per appropriazione indebita, falso in bilancio e evasione a fiscale, poi ne ha uno a Milano per corruzione in atti giudiziari, il processo Mills, quest’ultimo è già stato ritenuto colpevole fino in Cassazione, reato alla fine prescritto, Berlusconi non ha ancora avuto la prescrizione perché i tempi per lui sono stati congelati nell’anno e mezzo in cui il processo è rimasto sospeso per il lodo Alfano e poi è stato di nuovo bloccato per illegittimo impedimento, quindi tutto questo tempo morto viene calcolato e aggiunto al termine di prescrizione che ordinariamente sarebbe scaduto nel novembre dell’anno scorso.
Poi c’è l’inchiesta di Trani trasferita in parte a Roma, dove Berlusconi è indagato per minacce a organo dello Stato, all’AgCom per ottenere la multa che avrebbe dato alla RAI il pretesto di chiudere Annozero. Il suo braccio destro, Previti, è un pregiudicato, 7 anni e mezzo di galera definitivi per corruzione giudiziaria, quindi è stato addirittura espulso dal Parlamento, non ci può più rientrare, interdizione perpetua dai pubblici uffici, il suo braccio sinistro, il Marcello Dell’Utri è stato condannato anche in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, aveva già una condanna definitiva a 2 anni e tre mesi per frode fiscale, false fatture cumulate con alcuni patteggiamenti per falso in bilancio per la gestione allegra di Publitalia e le ruberie sui fondi neri di Publitalia, ha un processo in appello che ha bloccato in extremis questa estate con una richiesta di trasferimento di dimissione a altra sede per legittimo sospetto in base alla legge Cirami, una di quelle leggi che il centro-sinistra doveva abolire secondo quello che aveva raccontato, in realtà lasciato in vigore e Dell’Utri l’ha utilizzata per allontanare il momento della sentenza che è abbastanza imminente e quello è il processo dove Dell’Utri è accusato di avere organizzato un complotto di falsi pentiti per calunniare i veri pentiti che sono quelli che accusano lui, ma accusano anche i capimafia in base a quei pentiti sono stati condannati tutti i capi della cupola, non è che sono altri i pentiti e poi ha un altro processo per estorsione mafiosa a Milano, ne abbiamo parlato qualche mese fa, è quello dove Dell’Utri è accusato di fare fatto minacciare dal Boss di Trapani Virga, un imprenditore, Garraffa dal quale Dell’Utri pretendeva in nero 750 milioni di lire come ritorno della metà del valore di una sponsorizzazione che Publitalia aveva procacciato alla squadra di pallacanestro di questo Garraffa, la pallacanestro Trapani.
Anche Dell’Utri è ben messo anche perché poi è pure indagato per lo scandalo dell’eolico e della P3. Il coordinatore del partito, uno dei 3 coordinatori nazionali, quello più importante, Denis Verdini è indagato per corruzione nello scandalo dell’eolico e è anche indagato per violazione della legge Anselmi, per avere ricostituito un’associazione segreta e una nuova P2, la P3 insieme a Carboni e a quegli altri galantuomini.
Il vicecoordinatore nazionale Giancarlo Abelli, di Milano, ciellino, ex democristiano già beccato per strane consulente non fatturate ai tempi dello scandalo del Prof. Poggi Longostrevi, è stato di nuovo beccato recentemente nell’inchiesta sulla’‘ndrangheta a Milano, quella del blitz con cui Ilda Boccassini ha fatto arrestare circa 300 ‘ndranghetisti legati a vari uomini politici che volevano mettere le mani su Expo 2015 a Milano e è risultato dalle carte che questo gentiluomo aveva preso voti da alcuni di questi signori.
Poi ci sono i Ministri, il Ministro Matteoli è sotto processo per favoreggiamento con l’accusa di avere avvertito l’ex Prefetto di Livorno che c’erano intercettazioni su di lui in un’indagine sugli abusi edilizi all’Isola d’Elba, processo che è stato bloccato dal Parlamento con ogni sorta di artifizi, ho raccontato tutto nel dettaglio nel libro “Ad personam” e poi c’è Fitto, Raffaele Fitto, l’ex governatore della Puglia che è stato rinviato a giudizio, credo già due volte, oppure una in udienza preliminare e l’altra già approdata a rinvio a giudizio per vicende di corruzione, associazione a delinquere, finanziamento illecito, tangenti provenienti, secondo l’accusa dalla famiglia Angelucci, dai re delle cliniche editori di Libero e del Riformista a spese dei contribuenti ovviamente.
Poi ci sono altri due Ministri che sono addirittura pregiudicati Maroni lo sappiamo tutti, la leggendaria condanna per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per avere picchiato dei poliziotti durante la perquisizione a Via Bellerio e Bossi pregiudicato sia per la maxi tangente Enimont, 200 milioni da Carlo Sama e poi finanziamento illecito e poi per istigazione a delinquere per avere detto che bisognava andare a prendere quelli di Alleanza Nazionale casa per casa e fare giustizia e poi altre cose minori come le indagini di Verona sulla costituzione di una banda armata come le Camicie Verdi.
Poi abbiamo i sottosegretari Gianni Letta indagato, salvo notizie contrarie che finora non sono arrivate, però a Lagonegro per lo scandalo degli appalti per il catering dei centri di raccolta per profughi stranieri, Bertolaso indagato per corruzione nello scandalo della protezione civile e degli appalti del G8, Brancher imputato a Milano per i soldi, circa 300 mila Euro che gli avrebbe dato Fiorani per costruire una lobby favorevole al Governatore Fazio e a tutti i furbetti del quartierino, Cosentino e basta la parola, c’è un mandato di cattura che pende sul suo capo ormai da 8/9 mesi per concorso esterno in associazione camorristica, 8 collaboratori del clan dei Casalesi lo indicano come il referente politico di Gomorra.
Il viceMinistro della Giustizia Caliendo, anche lui indagato per la storia della P3, non a caso relatore della norma sulle intercettazioni telefoniche, ex magistrato, anzi forse magistrato in aspettativa, questo meraviglioso governo gode della fiducia e l’ha già ottenuta una trentina di volte in due anni, di un Parlamento che gli somiglia perché il Parlamento italiano conta 24 pregiudicati, salvo errori o omissioni e 90 tra imputati, condannati in primo e secondo grado, prescritti etc..
Anche al Parlamento europeo abbiamo un’eccellente rappresentanza perché abbiamo pregiudicati per finanziamento illecito come Patriciello, di nuovo imputato per storie di malaffare in Molise, Borghezio condannato definitivamente per incendio doloso e Bonsignore condannato per tentata corruzione e poi abbiamo indagati tipo Mastella per quelle belle cose che faceva insieme alla moglie nella sanità e nei posti pubblici della Campania.
Molti sindaci anche sono indagati è il federalismo penale, molti sindaci e molti governatori, la Moratti è indagata per abuso d’ufficio per le consulenze facili concesse al Comune di Milano, è indagata per lo smog e per lo smog a Milano è indagato anche il governatore Formigoni, poi ci sono i sindaci leghisti condannati per razzismo come Tosi definitivamente e Gentilini in primo grado, poi c’è il Sindaco di Salerno, De Luca, ha una sfilza di pendenze, è stato salvato dalla prescrizione nel processo per smaltimento abusivo di rifiuti dopo avere promesso solennemente in cambio della sua candidatura a governatore della Campania che avrebbe rinunciato alla prescrizione, l’ha incassata questa estate e l’ha portata a casa in appello, in primo grado era stato condannato e poi è ancora imputato in due dibattimenti per associazione per delinquere, concussione, truffa, falso e altre simpatiche accuse.
Poi c’è Cammarata Diego, il sindaco di Palermo di nuovo piena di immondizia da fare schifo, Cammarata è indagato per abuso d’ufficio. Poi ci sono i governatori, ne abbiamo 6 su 20 indagati, quindi una bella media anche tra di loro, Formigoni l’ho detto, poi c’è Raffaele Lombardo il governatore della Sicilia che è indagato per mafia a Catania e per abuso d’ufficio, poi per avere messo in piedi un ufficio stampa che sembra l’esercito americano tanto è nutrito, tanto paghiamo noi! Scopelliti, il neogovernatore della Calabria era già imputato prima di essere eletto per omissione in atti di ufficio e recentemente è stato beccato a cena con un boss della’‘ ndrangheta . Poi c’è De Filippo il governatore della Basilicata che è ancora indagato per favoreggiamento in un’indagine aperta a Potenza da Woodcock, poi c’è Iorio il governatore del Molise che è indagato per concussione e abuso, poi ci sono gli ex governatori e qui non finiremmo più, abbiamo Del Turco imputato per corruzione in udienza preliminare, abbiamo Cuffaro condannato in appello a 7 anni per favoreggiamento mafioso e adesso è di nuovo udienza preliminare per l’altro processo per concorso esterno in associazione mafiosa, dove i PM hanno addirittura chiesto di condannarlo a 10 anni.
Politica, economia, giornalismo e Chiesa nel Paese di Berlusconi
I vertici della protezione civile sappiamo come sono messi, sono tutti tra l’ora d’aria e i domiciliari, c’è pure un cardinale indagato, il Cardinale Sepe, Vescovo di Napoli che era il capo della propaganda Fide e gestiva il patrimonio immobiliare sterminato del Vaticano, non tanto per raccogliere soldi per i poveri e le missioni, quanto per fare ogni tanto anche qualche favore a gente tipo Lunardi, Bertolaso, Bruno Vespa è un suo inquilino affezionatissimo.
E abbiamo anche insigni gentiluomini di Sua Santità come Balducci arrestati e indagati, per i monarchici abbiamo l’erede al trono imputato, Vittorio Emanuele si era detto: ah l'hanno arrestato quei pazzi Woodcock, quelli Potenza, finirà tutto nel nulla, l'inchiesta è passata a Roma e persino Roma, la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio per associazione per delinquere finalizzata a vari traffici nel mondo del slot machine, proprio una cosa da principe!
I Presidenti emeriti della Cassazione ne abbiamo due che sono uno meglio dell’altro, uno era Mirabelli quello che telefonava con Pasqualino Lombardi, quello della P3 e l’altro è Antonio Baldassarre che qualche anno fa ha capeggiato una cordata per prendere Alitalia e poi si è scoperto che era una cordata di cartapesta, infatti è indagato per millantato credito.
Governatore della Banca d’Italia, quello attuale non ha problemi, il suo predecessori, Fazio è sotto processo per aggiotaggio delle scalate bancarie sia nel caso Unipol, sia nel caso Fiorani Antonveneta, il Gota di Confindustria è una meraviglia a cominciare dalla Presidente Marcegaglia, la cui ditta di famiglia, quella fondata dal famoso Steno Marcegaglia ha patteggiato come azienda per corruzione nello scandalo dell’Enel power a Milano e per di più il padre è stato di nuovo indagato di recente per smaltimento illegale di rifiuti tossici.
Poi c’è il gruppo FIAT – Agnelli che è sotto processo con i suoi supermanager Grande Stevens e Gabetti a Torino per lo scandalo dell’equity swap, anche lì sono reati finanziari ai danni della borsa, dei risparmiatori, la Telecom di Tronchetti è nei guai sempre di più per lo scandalo della security e dello spionaggio di Tavaroli e poi abbiamo grandi ditte, il riciclaggio miliardario di Fastweb, quello di Finmeccanica, la Parmalat, che ancora è sotto processo insieme a una serie di banche italiane e americano che hanno contribuito al crac, l’Unipol, l’Impregilo , pensate lo scandalo dei rifiuti che coinvolge oltre all’Impregilo anche un altro ex governatore celeberrimo, Bassolino, ce lo eravamo dimenticato, abbiamo Ligresti che passa da condanne a indagini in continuazione, abbiamo Geronzi che ha ancora un bel po’ di processi sia per gli scandali della Cirio, sia della Parmalat, abbiamo le forze dell’ ordine e i servizi di sicurezza in grande spolvero, il Sismi di Pollaro e Pompa è sotto processo a Perugia per i dossier illegali accumulati in quell’ufficietto riservato di Via Nazionale a Roma, il Dis (Centro di coordinamento di tutti i servizi segreti capeggiato da Gianni De Gennaro che è stato appena condannato in appello per istigazione alla falsa testimonianza di un funzionario di polizia che doveva stare zitto, coprire le responsabilità dei vertici della Polizia Municipale nel G8 di Genova del 2001 e per quei pestaggi, per quelle sevizie tra torture alla Diaz e torture alla caserma di Bolzaneto abbiamo ben 73 tra dirigenti e agenti di polizia condannati già in appello, nessuno di questi è stato rimosso, nessuno! Chi vogliono rimuovere? Giocacchino Genchi, quello collabora con le procure, mica va a massacrare la gente in giro, quello sì, è stato sospeso e adesso lo vogliono destituire, è già stato sospeso e lo vogliono destituire.
Poi abbiamo l’ex comandante della Guardia di Finanza, il Generale Roberto Speciale condannato in appello per peculato perché si faceva portare le spigole fresche quando andava in alta montagna, arrivava proprio una spigola aviotrasportata a spese nostre, 18 mesi di reclusione in appello, il Comandante in capo attuale del Ros dei Carabinieri, il Generale Ganzer è stato condannato a 14 anni in primo grado dal Tribunale di Milano per traffico internazionale di droga e anche lui gode della fiducia del governo e del Parlamento e ci mancherebbe, con il governo e il Parlamento che abbiamo volete che non abbiano fiducia di uno condannato in primo grado a 14 anni per traffico di droga, ma è un Marocchino che spaccia erba agli un angoli delle strade, è uno serio, è uno che si è beccato 14 anni in primo grado, massima fiducia, rimane al suo posto, combatte la droga con una condanna per traffico di droga.
Il Ros ha una grossa tradizione, perché l’ex capo del Ros, il Generale Mori è imputato insieme al suo braccio destro il Colonnello Obinu per avere mancato o forse per non avere voluto catturare Provenzano nel 1995, quando ce l’avevano lì pronto in un casolare di Mezzojuso e averlo lasciato scorrazzare per un’altra decina di anni, sapete che Provenzano con il suo Maggiolone verde andava addirittura a trovare Vito Ciancimino a Roma e Ciancimino era agli arresti domiciliari, ma quando arrivava Provenzano si voltavano tutti dall’altra parte.
Infine ci siamo noi, che non commettiamo reati e che dovremmo cominciare a domandarci dove abbiamo sbagliato, perché o abbiamo sbagliato noi o hanno sbagliato loro, il problema è che ci sono molte persone oneste che non commettono reati che poi al momento di andare a votare continuano a votare per i ladri, forse sarebbe il caso di smettere, visto che come dimostrano i dati dell’economia che sono sempre peggiori rispetto a quelli del giorno precedente.
Questo sistema fondato sul malaffare, sul crimine del potere, sulla corruzione e su tutti i contorni, non ci conviene proprio dal punto di vista economico e quindi se conoscete qualcuno che vota per dei ladri, ditegli di smettere, passate parola!
Testo:
Buongiorno a tutti, oggi smontiamo un altro luogo comune, un altro di quelli slogan, come quello della separazione delle carriere che ci vengono bombardati da anni e che molti finiscono per prendere sul serio proprio perché il martellamento ha questo di bello, lo diceva già Goebbels ripeti una bugia 10/20/30 volte, alla fine diventerà una verità, mi riferisco a quell’espressione incredibile di grande presa che è quella dei pentiti a rate o a orologeria, l’hanno ritirata fuori per cercare di screditare Gaspare Spatuzza, il quale avrebbe fatto delle rilevazioni non tutte subito, ma scaglionate nel tempo.
Imputati che parlano
(espandi | comprimi)
Intanto diciamo subito una cosa: chi sono i pentiti? Noi abbiamo creato questa categoria dello spirito, i collaboratori di giustizia, in realtà i pentiti non esistono, esistono semplicemente degli imputati che si comportano in modo diverso a seconda della loro scelta processuale, ci sono degli imputati che parlano e degli imputati che non parlano, tra gli imputati che parlano ci sono quelli che dicono la verità e qui che raccontano balle, è un diritto dell’imputato in Italia raccontare balle ai giudici, quindi non c’è problema, all’estero, in America c’è l’oltraggio alla Corte, ti danno una pena aggiuntiva se scoprono che hai pure mentito nel processo, perché?
Perché è assurdo consentire all’imputato di prendere in giro i giudici, hai il diritto di tacere sulle cose tue, negli Stati Uniti, per esempio, ma se parli devi dire la verità, da noi invece c’è il diritto di tacere e c’è anche il diritto di mentire, va beh pazienza, siamo generosi!
Quindi l’imputato può decidere di stare zitto, oppure di parlare e se parla può dire la verità o può raccontare balle, se l’imputato dice la verità e fornisce ai magistrati degli elementi utili per scoprire autori di reati che senza le sue parole non si scoprirebbero, ecco il collaboratore di giustizia che se appartiene a organizzazioni come la mafia, ‘ndrangheta o camorra che vivono dell’omertà dei loro membri e quindi già si sa che se un loro membro viola il giuramento del segreto e parla e denuncia reati di altri suoi complici oltre ai suoi, viene eliminato fisicamente e se non si riesce a eliminarlo fisicamente perché è ben protetto, si eliminano suoi familiari, vendette trasversali per farlo stare zitto o per farlo ritrattare, allora lo Stato decide che è conveniente per l’interesse pubblico, proteggere questa persona per vietare che venga eliminata o che venga eliminato qualche suo parente e è conveniente anche dare degli incentivi ai criminali delle grandi organizzazioni mafiose, terroristiche etc., perché essendo delle organizzazioni compartimentate e impenetrabili, spesso l’unico modo per scoprirne i segreti, gli arcani è quello di far parlare qualcuno dall’interno, ecco quindi la legislazione premiale, per i pentiti non l’abbiamo mica inventata noi, l’hanno inventata gli americani molto prima di noi e noi l’abbiamo, in parte, importata anche se la nostra è molto diversa.
Gli incentivi sugli Stati Uniti per i delinquenti che collaborano, arrivano addirittura all’impunità perché in America non è obbligatoria l’azione penale e quindi si può decidere di non aprire un processo nei confronti di un mafioso che collabora, questo mafioso non verrà mai condannato né processato per i suoi crimini e vivrà da incensurato per tutta la vita, protetto a spese dello Stato. Da noi invece c’è l’obbligatorietà dell’azione penale, quindi li si processa, se colpevoli li si condanna, ma si concedono delle attenuanti, degli sconti di pena stabiliti per legge in cambio della loro collaborazione, solo lì si riesce a convincerli e a rompere il vincolo dell’omertà e a superare la paura che comunque avranno sempre che l’organizzazione di cui facevano parte li raggiunga anche in capo al mondo e li elimini o elimini qualcuno dei loro parenti, è per questo che abbiamo la legge sui pentiti, legge che è stata poi codificata e perfezionata da Giovanni Falcone quando era al Ministero, legge che ha pagato con la vita Falcone, perché soltanto dopo la sua morte è stata perfezionata come la voleva lui e poi è stata snaturata nel 2001 dal centro-sinistra e centro-destra insieme quando si decise che i pentiti erano troppi, non i mafiosi erano troppi, i 30 mila mafiosi irriducibili, no erano troppi quei 1200/1300 pentiti che c’erano, quindi si decise di sfoltire e infatti ci sono riusciti, da allora non si è quasi più pentito nessuno, uno dei pochissimi della mafia vera che si sono pentiti è Gaspare Spatuzza, il quale è un pentito molto strano perché è molto più pentito dei pentiti normali, nel senso che non è un collaboratore di giustizia nel senso che ha fatto i suoi conti e ha capito che gli conveniva schierarsi dalla parte dello Stato, ha avuto proprio una specie di folgorazione religiosa, tant’è che ha avuto un percorso con il Vescovo de L’Aquila dove era detenuto, ha avuto la crisi mistica. Sta di fatto che comunque anche con la crisi mistica per chi ci crede e per chi non ci crede, bisogna comunque andare a verificare quello che uno dice, ci interessa a noi quando lo dicono? Personalmente a me non me ne frega niente di quando lo dicono, l’importante è che quando lo dicono, dicano la verità, il fatto che il pentito non dica tutto subito è umano, intanto prima ti raccontano le cose proprie e poi ti raccontano le cose degli altri, magari hanno degli amici carissimi che ne hanno combinate di tutti i colori e quindi per non fare la spia magari cercano di salvare qualcuno dei loro amici carissimi, mentre invece il pentito per avere la protezione e mantenerla deve dire tutto, poi mettetevi nei panni di uno che è stato mafioso per 50 anni, da quando aveva i pantaloni corti e deve raccontare tutto subito, magari non si ricorda tutto, magari gli vengono in mente delle altre cose mesi dopo, anni dopo, magari viene in mente al giudice di chiedergli una notizia che lui magari non si era ricordato oppure non era importante, non gli sembrava importante, invece il giudice ha scoperto delle altre cose e chiede delle conferme al collaboratore di giustizia e magari quello dice: ah già è vero, avevo sentito dire quella cosa o avevo visto quella cosa, non l’ho fatta io, non l’avevo raccontata, non me l’ero ricordata, il pentito ti serve sempre, lo devi proteggere sempre perché potrebbe venire utile in qualsiasi momento.
In America non c’è problema, quando il pentito parla, aggiunge, lo si sta a sentire, si verifica se è vero ok, se non è vero pazienza, in Italia abbiamo dal 2001 questa legge folle, la Fassino – Napolitano che ha tolto beneficio ai pentiti, ha tolto attenuanti e in più li ha obbligati a dire tutto entro 6 mesi, i primi 6 mesi sono decisivi, devono dire tutto almeno dettagliare l’indice delle cose che vorranno dire se non fanno in tempo poi a entrare nei particolari, bisogna sapere i titoli dei capitoli dei delitti che vuole affrontare, e se si ricorda qualcosa dopo? E se oggi un pentito dopo i 6 mesi decide per ragioni sue di rivelarci chi ha ucciso il Generale Dalla Chiesa, cosa facciamo buttiamo via? Stante così la legge è esattamente quello che prevede, dopo i 6 mesi non vale più.
Ci dicono che Spatuzza ha raccontato di quello che gli raccontò Graviano Giuseppe su Berlusconi, Dell’Utri e le stragi dopo i primi 6 mesi e questo non varrebbe, in realtà la Cassazione ha detto che i 6 mesi valgono per le cose che sai di tuo perché le hai fatte tu, non perché te le ha dette un altro, se le cose te le ha dette un altro le puoi dire anche dopo, ma in ogni caso per questa ragione, per avere detto cose su Berlusconi dopo i 6 mesi, contro il parere delle procure antimafia e della Procura nazionale antimafia, la Commissione del Governo presieduta dall’On. Mantovano ha negato il programma di protezione a Spatuzza, così chi volesse fare come Spatuzza già sa che certi nomi non li deve fare.
Zitto Spatuzza, zitti tutti
(espandi | comprimi)
E’ un sasso in bocca è un segnale a lui e agli altri, ma questa storia dei pentiti a rate è interessante perché ci viene sempre detto: negli altri paesi non si consente ai pentiti di raccontare le cose quando vogliono loro.
Al processo Andreotti venne a testimoniare Richard Martin, chi era? Era il Procuratore Federale di Manhattan che ha collaborato con Falcone nella megaindagine sul riciclaggio tra la mafia siciliana e la mafia americana detta Pizza connection e poi è diventato il rappresentante speciale degli US General Attorney e infine è diventato special assistent US Attorney presso la Procura federale del distretto meridionale di New York perché è importante Dick Martin? Perché Dick Martin ricevette le prime confidente di Buscetta nel 1983, Buscetta era detenuto negli Stati Uniti e poi fu estradato in Italia e cominciò a parlare con Falcone, ma prima di parlare con Falcone aveva già parlato con Dick Martin e a quest’ultimo aveva rivelato di sapere che Andreotti era uomo di mafia, perché l’aveva detto all’americano e non l’ha poi detto al giudice italiano? Perché in America non è obbligatoria l’azione penale e quindi lui aveva detto: qui lo dico e qui lo nego, le dico Andreotti ma lei non ci faccia niente perché tanto io… in Italia un giudice sarebbe obbligato a aprire un fascicolo su Andreotti, in America possono fregarsene tranquillamente e poi comunque non erano competenti i giudici americani nel giudicare Andreotti, quindi Buscetta ha confidato a Dick Martin, fin dal 1983, 9 anni prima di dirlo a Caselli e ai magistrati di Palermo, il nome di Andreotti, quando Falcone gli chiese di parlare di mafia e politica, Buscetta disse: meglio di no perché ci prendono per matti e ci mettono in manicomio e ci ammazzano tutti e due.
Decise di parlarne quando il sistema di cui Andreotti era uno dei perni, il prima Repubblica, crollò nel 1992 e quando Falcone morì, come risarcimento morale, lui Mannoia e altri cominciarono a parlare dei rapporti mafia – politica, questa è un’altra spiegazione del perché ogni tanto parlano a rate, ma cosa dice Dick Martin al processo Andreotti? Spiega com’è il sistema americano che prevede proprio i pentiti a rate, dice: già nel 1985 a una mia domanda sul livello politico di Cosa Nostra in Italia, Buscetta mi rispose: dico un solo nome Andreotti!
Da noi, spiega Martin, non esiste alcun obbligo di dire tutto e subito, ma solo l’obbligo di dire la verità, come mi insegnò Falcone, sviluppare la testimonianza di uno che è stato dentro un’organizzazione come Costa Nostra non è semplice, non è una cosa che si fa in una settimana o in un mese, quando uno ha vissuto come Buscetta 30 anni in Cosa Nostra, ci sarà un lungo periodo durante il quale si devono fare interrogatori, verifiche, anche in Italia Falcone non insisteva mai che qualcuno dicesse tutto subito, perché capita spesso che ci siano questioni, domande o informazioni che non sembrano rilevanti al momento e perché il testimone non può sapere tutto quello che serve al Procuratore, ma con il tempo possono venire fuori delle altre cose, delle altre domande, questo è il metodo utilizzato da Falcone anche con Buscetta, se dopo anni il collaboratore dice cose nuove, magari aprendo il discorso politico, per noi americani non fa differenza, se si parla di Cosa Nostra o di politica è sempre la stessa cosa, è sempre necessario fare le verifiche, ma non è proibita una testimonianza su un soggetto isolato anche se è stata resa dopo un lungo periodo.
Lo stesso Manganelli, oggi capo della Polizia, all’epoca Questore di Palermo, già capo del servizio centrale di protezione dei pentiti e dei testimoni disse al processo Andreotti: negli Stati Uniti ogni procuratore ha il suo pentito, cioè quello funzionale alla sua inchiesta, tant’è che il magistrato è definito prosecutor sponsor del collaboratore, con lui stringe un contratto, nessun altro giudice può utilizzare nel frattempo quel pentito, finito il processo se questi viene ancora richiesto fa un altro contratto, altrimenti esce di scena, sempre protetto.
Perché a Spatuzza è stata negata la protezione dal governo Berlusconi dopo che ha parlato di Berlusconi? Perché l’ha detto fuori tempo massimo? No, perché ha parlato di Berlusconi, ce la vogliono raccontare, ci vogliono dire che stiamo diventando come gli americani, la testimonianza di Dick Martin ci dimostra che il modello americano è esattamente quello che aveva importato Falcone in Italia e che abbiamo abbandonato grazie alla destra e alla sinistra infami che ci toccano in sorte nel 2001, non ce l’hanno con Spatuzza perché parla in ritardo, ce l’hanno con Spatuzza perché parla di Berlusconi, passate parola!
Buongiorno a tutti, queste puntate estive ci consentono di riflettere, dato che non possiamo seguire l’attualità perché ve l’ho detto, sono puntate registrate alla fine di luglio, danno l’opportunità di chiarire alcuni punti, smentire alcuni luoghi comuni, alcuni slogan che ci vengono sempre raccontati che a furia di essere ripetuti sono diventati dei dogmi di fede, anche se non hanno nessun fondamento nella realtà, ci credono tutti perché non si sente mai un contro canto, un’altra campana.
Separazione delle carriere, moltiplicazione del CSM
Uno dei luoghi comuni più diffusi e ne parlo perché credo che alla ripresa autunnale, non appena avrà sistemato i suoi processi con il lodo Alfano bis, Berlusconi ci metterà mano, ci proverà, è la separazione delle carriere, cos’è la separazione delle carriere?
E’ una proposta lanciata per primo da Licio Gelli nel suo famoso piano di rinascita democratica, ripresa da Bettino Craxi, che torna ciclicamente non solo nel clan berlusconiano, ma anche in una parte del centro-sinistra, i presunti garantisti, con il garantismo la separazione delle carriere non c’entra niente, lo vediamo tra un attimo, per stabilire che, chi fa il Pubblico Ministero lo faccia per tutta la vita, chi fa il giudice lo faccia per tutta la vita e non ci possa essere alcuno scambio tra l’una e l’altra funzione, che ciascuno proceda in una carriera separata, sottoposti i PM e i giudici a due Csm separati e che non si possano mai scambiare le due esperienze.
Si dice che è così in tutto il mondo, intanto tutte le proposte sono valide di per sé, non è che c’è un tabù, perché uno dovrebbe essere contrario alla separazione delle carriere? Non è mica scritto nel codice naturale, è una legge umana quella sulle carriere dei magistrati e può essere tranquillamente cambiata, dobbiamo domandarci se ci convenga cambiarla, se ci siano delle necessità che inducano a cambiare il sistema che ha retto in Italia per tutta la fase repubblicana, fino a oggi.
Cosa dicono i sostenitori della separazione delle carriere? Il PM rappresenta l’accusa, il giudice rappresenta una figura terza che deve stagliarsi al di sopra dell’accusa e della difesa e deve decidere, quindi non può essere un collega di carriera del PM, perché altrimenti tenderà a dare ragione al PM che è un suo collega, anziché all’Avvocato difensore, se così fosse dovrebbe risultare dalle statistiche, dovrebbe venire fuori dalle statistiche giudiziarie che ogni volta che un PM chiede qualcosa a un giudice, il giudice gliela dà.
Un appiattimento di questo genere sarebbe una buona prova del fatto che bisogna separarli e metterli su due binari che non si incontrano mai. In realtà dalle statistiche risulta esattamente il contrario, cioè che in 1/3 delle richieste del Pubblico Ministero in fase di indagine e nel 50% circa dei dibattimento, quando il PM chiede la condanna dell’imputato e il giudice deve decidere, il giudice decide diversamente rispetto alle richieste del PM, quindi quando il PM chiede di arrestare uno, il G.I.P. a volte glielo arresta, a volte no, quando il PM chiede di intercettare uno, il G.I.P. a volte glieli intercetta e a volte no, quando il PM chiede di perquisire o ispezionare o cose del genere un qualcuno, a volte il G.I.P. glielo concede e a volte no, quando il giudice deve decidere sulla richiesta di condanna dell’imputato nel dibattimento una volta su due di solito decide in maniera difforme rispetto alle richieste del Pubblico Ministero, quante volte abbiamo saputo di imputati per cui il PM chiede la condanna che vengono assolti, quante volte, meno, ma capita anche quello, il PM chiede l’assoluzione e il giudice condanna, oppure quante volte il PM chiede l’archiviazione e il G.I.P. gli ordina nuove indagini, le statistiche dimostrano che il giudice in media, poi ci possono sempre essere casi diversi, singoli, è autonomo dal PM anche se provengono dalla stessa carriera, che è poi l’ordine giudiziario.
Quindi non c’è nessuna ragione statistica per cambiare il sistema, si dirà: ma può capitare che Giudice e PM si mettano d’accordo, certo può capitare, può capitare che il PM e il giudice siano amici intimi di vecchia data, certo può capitare, come può capitare che il giudice sia amico dell’Avvocato o che il PM sia amico dell’Avvocato o che il PM sia fidanzato di un avvocatessa o che un giudice sia il fidanzato di un avvocatessa o che un Avvocato sia fidanzato di una giudice donna o di una PM donna, può capitare!
In questi casi scattano delle incompatibilità, è bene ogni tanto dare una ripulita, buttare un po’ di aria fresca, quindi magari criteri di rotazione, migliore verifica di eventuali incrostazioni che creano un giudice o un PM che sta per troppi anni nello stesso tempo, questo lo deve fare il Consiglio giudiziario in loco che è la longa manus del Csm e nel caso in cui ci siano delle incompatibilità ambientali, mandare via da un’altra parte il Magistrato troppo incistato nel luogo dove ha lavorato per troppo tempo, ma non è separando giudici e PM che si otterrà la sicurezza che l’uno non dà ragione all’altro perché è amico o perché è collega suo, perché le amicizie come nascono tra magistrati possono nascere tra Avvocati, frequentano tutti lo stesso ambiente anche se provengono da carriere diverse.
Senza contare che abbiamo visto molte sentenze aggiustate a causa di Avvocati di imputati eccellenti che si compravano i giudici, quindi in quel caso si sarebbero dovute separare le carriere degli imputati da quelle dei giudici o i conti Svizzeri degli imputati da quelli degli avvocati loro da quelli dei giudici.
Poi c’è un difetto logico in questa impostazione, di dire che per ottenere un giudizio equo il giudice non deve essere collega del PM, perché non basta mica separare la carriera del giudice da quella del PM, noi in Italia abbiamo 3 gradi di giudizio e 4 fasi di giudizio, l’udienza preliminare dove il PM si rivolge al G.I.P. per far rinviare a giudizio o condannare con rito abbreviato o con il patteggiamento l’imputato, poi c’è il dibattimento dove il PM si rivolge a un giudice monocratico per i reati lievi e a collegio di 3 giudici per i reati più gravi, poi c’è il processo d’appello dove il procuratore generale, che è il pubblico Ministero della Corte d’Appello, si rivolge a 3 giudici di appello, in caso di reati di sangue c’è la Corte d’Assise d’appello dove ci sono due giudici di professione togati e poi ci sono i giurati popolari, quelli con la fascia tricolore, presi a sorte tra i cittadini e infine c’è l’ultimo giudizio, quello di legittimità davanti alla Cassazione, dove il Procuratore generale, che è il PM davanti alla Cassazione, si rivolge a un collegio di 5 giudici o addirittura quando ci sono le sezioni unite di 9 giudici.
Non basta separare i PM dai giudici, bisognerebbe anche separare i giudici di primo grado da quelli del G.I.P. e i giudici di secondo grado da quelli di primo grado e i giudici di Cassazione da quelli d’appello, perché? Perché se è vero che un giudice soltanto perché è della stessa carriera del PM gli dà sempre ragione, sarà anche vero che il giudice d’appello tende a dare sempre ragione al Giudice di primo grado e allora che lo fai a fare l’appello se tanto il giudice d’appello se la intende con quello di primo grado e conferma quello che ha deciso quello di primo grado? E che lo fai a fare il ricorso in Cassazione se i giudici di Cassazione sono colleghi dei giudici di appello e quindi sono portati per colleganza a dare ragione ai giudici di appello? Vedete che bisognerebbe fare almeno una dozzina di carriere di magistrati: una per i pubblici Ministeri, una per i procuratori generali d’appello perché altrimenti ricalcano le richieste dei pubblici Ministeri di primo grado, una per i procuratori generali di Cassazione, altrimenti dicono la stessa cosa che hanno detto i PM in primo grado e i PG in appello, poi ci vuole una carriera per i G.I.P. che seguono le indagini, poi una carriera per i Gup che giudica sulle indagini e vanno o al rinvio a giudizio, oppure al proscioglimento o all’archiviazione o alla mancata archiviazione.
Poi ci vuole una carriera per i giudici di primo grado, poi anche una per il riesame, perché il riesame è quello contro il quale tu ricorri contro le decisioni del G.I.P., mica può essere della stessa carriera il riesame con il G.I.P., no darà ragione al G.I.P. e tu che lo fai a fare il ricorso al Tribunale della libertà; poi ci vuole una carriera per i giudici di appello e poi ci vuole una carriera per i giudici di Cassazione e speriamo che il processo finisca lì, perché sapete che molto spesso il processo torna indietro dalla Cassazione per un altro appello e quindi bisognerebbe avere dei giudici di una carriera diversa rispetto a quelli del primo appello per fare il processo di secondo appello e poi dato che il processo ritorna in Cassazione, ci vorrebbero addirittura due carriere di giudici di cassazione perché possano giudicare nel primo giudizio di Cassazione e nel secondo giudizio di Cassazione e vedete che arriviamo a 12 carriere, è una follia!
Si può partire dal sospetto che uno solo perché è collega di quell’altro, gli dà sempre ragione? Ma lo sappiamo nella nostra vita quotidiana, sono giornalista, non sono portato a dare sempre ragione ai giornalisti, ma ne critico tantissimi, criticano me tantissimi giornalisti eppure facciamo la stessa carriera!
I dentisti si danno tutti ragione? No assolutamente, c’è sempre quello che pensa di essere più bravo dell’altro e dice: sono meglio di lui, quindi non esiste questa storia per cui 9/10 mila giudici in Italia, dato che arrivano tutti dalla stessa carriera si danno tutti ragione tra di loro e le statistiche lo dimostrano, quante volte in appello viene cambiata la pena, nel caso in cui venga confermata la condanna, oppure viene ribaltata la sentenza di primo grado e quante volte la Cassazione annulla un giudizio di primo grado, per cui avendo 3 gradi di giudizio, facendo vedere gli stessi processi a tanti occhi diversi, è ovvio che il giudice dovendo decidere in coscienza, può avere una coscienza diversa da quella di un altro giudice, spessissimo capita che ci siano dei giudici che pensano di avercelo più lungo degli altri e che quindi cosa fanno? Fanno le pulci ai loro predecessori, a quelli che sono venuti prima, si divertono addirittura arrivando al parossismo dei giudici cavillosi come Carnevale che si “divertiva” a annullare le sentenze dei colleghi, solo perché avevano dimenticato un timbro, un numero di pagina o perché non avevano notificato un atto a non so chi!
Si dirà: ma siamo gli unici che non hanno la separazione delle carriere e quindi facciamo come gli altri, non è un buon motivo, naturalmente, non è che soltanto perché siamo gli unici, dobbiamo abdicare al nostro sistema, dobbiamo prima definire se è meglio il nostro o è meglio quello degli altri e poi non è vero che tutti gli altri paesi hanno la separazione delle carriere, non è vero che negli altri paesi chi fa il PM non possa fare il giudice e chi fa il giudice non possa poi fare il PM, anzi da quasi tutte le parti c’è interscambiabilità tra i due ruoli, in Francia i giudici e i PM appartengono a una sola carriera, come in Italia, ma il PM dipende dal governo, dall’esecutivo, anche se poi a garantire l’autonomia delle indagini c’è il giudice istruttore che invece è indipendente dal potere politico, però è chiaro che se il PM sotto controllo politico non ti avvia un’indagine, tu giudice istruttore come fai a recuperarla? Quindi è molto meglio il sistema italiano, dove anche il PM è indipendente, fa parte dello stesso ordine giudiziario, perché? Perché è semplice, la nostra il costituzione da questo punto di vista è perfetta, se la legge è uguale per tutti e tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, questo principio deve essere garantito dal fatto che il Magistrato, il PM deve essere obbligato a coltivare le notizie di reato, purché siano minimamente fondate, che gli vengono denunciate o dai cittadini vittime di reati o dalla Polizia giudiziaria, oppure che lo scoprono loro, i magistrati facendo le loro indagini, se potessero scegliere quali fare e quali no, non sarebbe più uguale la legge per tutti, perché? Perché il giudice sceglierebbe a capocchia cosa coltivare e cosa no.
Il corollario di tutto questo è che i giudici e anche i PM devono essere indipendenti, perché se dipendi dal governo e il governo dice al PM: tu quell’indagine non la fai, il PM l’indagine non la fa e quindi la legge non è più uguale per tutti, perché il PM coltiva soltanto le notizie di reato che fanno comodo al governo!
Per questo è un sistema armonico, perfetto che non si può toccare perché se si tocca un elemento viene giù tutto e noi ci dobbiamo affezionare ai valori costituzionali perché è un interesse del cittadino l’indipendenza della Magistratura tutta, di chi promuove le indagini e di chi poi giudica su quelle indagini.
In Belgio è come il Francia, c’è un giudice istruttore indipendente anche in Spagna, lì le carriere sono separate, la Spagna è un raro esempio di carriere separate e naturalmente il PM è sottoposto all’esecutivo, dipende dal governo, in Germania e in Olanda, i giudici e i PM fanno un percorso di formazione unitario, dopodiché le loro strade si biforcano, ma nessuno vieta a chi è andato a fare il giudice di passare a fare il PM e viceversa, è molto frequente che si passi dall’una all’altra carriera, in Gran Bretagna non ci sono i PM, l’iniziativa penale la prende la polizia e quindi è tutto sotto il controllo del Governo.
Negli Stati Uniti non ci sono sbarramenti tra il Pubblico Ministero e il Giudice anche se lì il sistema è molto diverso perché ci sono addirittura i magistrati elettivi. In Portogallo è molto interessante il caso del Portogallo perché all’inizio, in origine le carriere dei giudici e dei PM erano separate, poi il dittatore Salazar le ha riunificate, perché? Perché gli faceva comodo averle tutte nello stesso ordine per metterci le mani sopra, quando è arrivata la rivoluzione dei Garofani nel 1974 e ha liberato il Portogallo dal regime, ha subito separato i giudici e i PM e li ha resi indipendenti, sistema cioè come in Italia, cos’è successo? Che separati gli uni degli altri, separati i PM dai giudici, i PM sganciati dalla cultura dell’imparzialità che deve avere il giudice sono diventati delle iene, delle specie di mastini ferocissimi, un po’ giustizialista come si direbbe in Italia, popolarissimi perché sono quelli che mettono dentro la gente e poi se quella gente viene scarcerata o assolta dicono: eh, avete visto, noi li ficchiamo dentro e poi arriva il giudice e li mette fuori, quindi sono diventati un pericolo pubblico anche per i politici che pensavano che separando le carriere avrebbero indebolito i PM, in realtà li hanno rafforzati, hanno creato una casta di mastini, di persecutori, quasi, perché? Perché non avevano più la cultura comune con quella dei giudici, per questo in Italia è importante che restino i PM dentro l’ordine giudiziario, perché il mestiere del PM e quello del giudice, non è molto diverso, nel processo svolgono due funzioni separate: uno chiede e l’altro decide, uno propone e l’altro dispone, uno indaga e l’altro giudica, ma l’obiettivo comune è la ricerca della verità, il PM la cerca e il giudice la fissa, la stabilisce, la sentenzia, ma il loro obiettivo è la verità, il PM non ha il cottimo sulle condanne, il PM buono non è quello che fa condannare tanta gente, è quello che fa condannare tanti colpevoli, non tanta gente purché sia, l’importante è avere un colpevole, no devi avere il colpevole vero e quindi può esistere un PM magnifico, bravissimo, anche se non fa mai condannare nessuno, perché? Perché ogni volta si convince che quello che ha preso non è il vero colpevole e quindi un buon PM deve chiedere l’archiviazione e poi l’assoluzione della persona se non è arciconvinto che quella persona sia colpevole, non vengono giudicati dal numero delle persone che fanno condannare i magistrati, ecco la differenza tra i poliziotti e i magistrati, sono due funzioni importanti entrambe, ma il poliziotto viene giudicato dalle statistiche, ogni anno i poliziotti vengono premiati in base al numero di blitz, di persone che hanno arrestato, di droga che hanno sequestrato, il magistrato no, il magistrato non deve far condannare tanta gente pur di risolvere un caso, no, deve far condannare quelli giusti!
Il Pubblico Ministero cerca la verità, non la condanna
Il suo obiettivo è la verità, verità che verrà accertata dal giudice, ecco perché devono far parte della stessa carriera, perché devono formarsi entrambi non alla cultura della polizia, ma alla cultura dell’imparzialità.
Devono saper giudicare le prove, saper giudicare le persone, saper distinguere i colpevoli dagli innocenti e saper distinguere quelli sui quali ci sono le prove e quelli sui quali forse c’è il sospetto che siano colpevoli ma non ci sono le prove e quindi non possono essere condannati, noi separando le carriere ci avvicineremmo al modello del Portogallo post Salazar, cioè magistrati indipendenti, PM e giudici, ma separati con i PM che, non avendo più la cartiera e la cultura comune con il giudice, perdono di vista l’obiettivo dell’imparzialità e della verità e vanno in cerca di risultati, vanno in cerca di tante perquisizioni, arresti, condanne e se non ottieni la condanna ti metti a sbraitare di fronte all’opinione pubblica dicendo: avete visto i giudici? Sono troppo buonisti, assolvono la gente colpevole, no, il tuo obiettivo è quello di cercare la verità, il PM non è la pubblica accusa, non è vero che il PM è l’Avvocato dell’accusa come ripete Berlusconi, l’Avvocato dell’accusa non esiste nel nostro ordinamento e meno male che non esiste perché se viene preso un innocente, il PM ha il dovere di scoprirlo innanzitutto lui, prima ancora del giudice, prima ancora di portarlo davanti a un Tribunale che il tizio è innocente, è una tutela per noi cittadini, il vero garantista vuole un PM con la cultura del giudice, vuole un PM che la chiude subito un’inchiesta se si rende conto che i poliziotti hanno preso la persona sbagliata, poi può sempre sbagliare e è per questo che abbiamo vari gradi di giudizio e non è che ogni grado di giudizio, se cambia il giudizio da un grado all’altro, allora vuole dire che quelli di prima hanno sbagliato, vuole dire spesso che quelli di prima hanno valutato diversamente lo stesso materiale delle prove, l’errore giudiziario è quando proprio sbagli persona! Ma attenzione a non confondere il compito dell’Avvocato con quello del PM, l’Avvocato ha il dovere professionale di far assolvere il suo cliente, sempre, di tirarlo fuori dai guai sempre, non gli deve interessare se il suo cliente è innocente o colpevole, lui lo deve difendere al meglio! Anche se in cuor suo sente che l’imputato è colpevole, lui lo deve far assolvere e se non se la sente deve rinunciare al mandato, non può esistere un Avvocato che si convince che il suo cliente è colpevole e chiede la condanna, commette una gravissima infrazione disciplinare, viene sbattuto fuori dal suo ordine, un Avvocato che non tutela gli interessi del cliente, il magistrato deve tutelare gli interessi della collettività, quindi se si rende conto che ha sbagliato o che non ci sono le prove, ha il dovere di chiedere al giudice che questa persona venga liberata e prosciolta, perché? Perché non è l’Avvocato dell’accusa, è l’Avvocato dei cittadini, è l’Avvocato della verità, nessuno lo paga per far condannare o per far assolvere qualcuno, è lui che deve decidere in coscienza e in scienza sulla base del materiale che ha raccolto se l’indagato è o non è colpevole e se non è colpevole è lui il primo che lo deve salvare.
Non ci può essere un paragone tra il ruolo dell’Avvocato difensore che è un ruolo privato, è una parte privata, pagata dal suo cliente che deve fare di tutto per salvare il suo cliente e il magistrato deve semplicemente chiedere al giudice di stabilire la verità, non ha né il dovere di far condannare, né il dovere di far assolvere, non lo paga nessuno per rappresentare un interesse di parte, un interesse privato, rappresenta tutti e infatti si chiama “Pubblico Ministero” è il nostro primo scudo in un processo penale, prima ancora dell’Avvocato se il PM è onesto e sa fare bene il suo mestiere, provvederà lui a trovare le prove che la persona non c’entra niente, se poi qualcuno non lo fa, vuole dire che sta facendo male il suo lavoro di PM, ma quando avremo le carriere separate, se il PM verrà lasciato indipendente dal governo rischierà quella deriva portoghese che vi ho detto prima, di diventare una specie di braccio armato della Polizia e allora ti saluto le inchieste sulle forze dell’ordine, sui servizi segreti, sui poliziotti che picchiano a Genova o a Napoli, sui Carabinieri che trattano con la mafia o trafficano in droga, te le saluto se il PM diventa la longa manus delle forze dell’ ordine e ti saluto i diritti del cittadino, perché se non c’è più niente tra noi e le forze dell’ ordine, non c’è più un organo imparziale che fa da cuscinetto, si salvi chi può, il vero garantista vuole, in Italia che il sistema rimanga così, che si puniscano magari i magistrati che lavorano male, o che lavorano poco o che non sono imparziali, ma che si lasci il principio dell’indipendenza del PM dall’esecutivo e anche il principio della sua formazione comune con il giudice, anzi molto meglio e qui c’è una raccomandazione del Consiglio d’Europa del 30 giugno 2000, che chiede agli Stati di fare come in Italia, gli stati ove il loro ordinamento giudiziario lo consente, adottino misure per consentire alla stessa persona di svolgere le funzioni di PM e poi di giudice e viceversa e questo per la similarità e la complementarità delle due funzioni, quindi non è vero che il resto d’Europa va in controtendenza, il resto d’Europa va verso il modello italiano e l’Italia che può vantare una volta nella vita di avere inventato qualcosa di buono, sta cercando da anni di abbandonare questo sistema.
Il PM che ha fatto il giudice è un migliore PM, rispetto a uno che ha fatto solo sempre il PM perché sa valutare il valore di una prova e il giudice che ha fatto il PM è un miglior giudice rispetto a quello che ha sempre e soltanto fatto il giudice perché riesce a compenetrarsi nel lavoro del PM e quindi anche lui riesce a valutare meglio com’è nata una prova e quindi che valore dare a una prova e alla fine ci guadagniamo noi, tutti i cittadini, passate parola!
E' certamente vero che Berlusconi, con la legge sulle intercettazioni, vuole imbavagliare l’informazione, ma è anche vero che la stampa e le televisioni - anche quelle apparentemente più indipendenti - ci mettono del loro per imbavagliarsi da sole.
Prendiamo il caso di quel che è successo ieri. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo depositato alla Corte di Cassazione oltre due milioni di firme di cittadini italiani per abrogare con referendum tre leggi vergogna: il legittimo impedimento (ovvero quella legge che ha permesso e permette a Berlusconi di non farsi processare), la privatizzazione dell’acqua (ovvero quella legge che assicura l’utilizzo dell’acqua solo a chi può permettersi di pagarla, mentre dovrebbe essere un diritto di tutti) e le centrali nucleari (ovvero quella legge con cui il Governo Berlusconi ha stabilito di installare ben 13 centrali nucleari nel nostro Paese, con grave rischio per la salute, l’ambiente e il nostro futuro).
Non è una cosa di poco conto: una moltitudine enorme di cittadini italiani hanno sottoscritto le nostre proposte di referendum. Ora, la procedura è avviata e i cittadini, finalmente, potranno dire la loro su temi importantissimi che attengono rispettivamente a tre principi fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione: la legalità, l’uguaglianza davanti alla legge e la salute.
Eppure, nessun organo di stampa ha dato notizia dell’evento, nessun telegiornale ne ha parlato, nessun giornale lo ha riferito. Praticamente tutti gli organi di informazione ufficiali hanno ignorato e hanno fatto finta di non vedere e di non sapere.
Allora dobbiamo chiederci perché è avvenuto e avviene tutto questo. Per capirci qualcosa ho chiesto spiegazioni a un serio giornalista parlamentare che ho incontrato questa mattina a Montecitorio. Mi ha risposto che ciò era dovuto al fatto che l’Italia dei Valori non ha collegamenti lobbistici adeguati con le varie redazioni giornalistiche e televisive e, per questa ragione, la nostra azione politica e parlamentare viene costantemente ignorata se non addirittura boicottata (anche su istigazione di altri gruppi parlamentari). Insomma, mi ha consigliato di “piazzare” qualche giornalista “amico” nelle redazioni dei giornali.
No, non voglio farlo. Per rispetto proprio dei giornalisti e della loro professione, credo sia meglio che l’informazione rimanga veramente indipendente. Non bisogna irretire i giornalisti con blandizie e promesse. Soprattutto credo sia un peccato cercare di comprare i loro favori.
Però, mi sono cadute le braccia nel constatare l’assoluto silenzio con cui la stampa ha reagito al deposito delle firme referendarie. D’ac