Processo Berlusconi-Mills

27 Febbraio 2010

Processo Berlusconi-(Mills): cercano la prescrizione

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Oggi si e' aperto il processo Mills a carico di Silvio Berlusconi, per il quale il processo e' stato stralciato in virtu' del lodo Alfano. Riporto il servizio girato oggi all'udienza dal nostro inviato.

Testo del video intervento

David Mills intascò 600mila dollari da Silvio Berlusconi perché mentisse quando interrogato dai magistrati nell'ambito dei processi "All Iberian" e "Guardia di Finanza" che si concentravano sulle società offshore del gruppo Fininvest, sulla creazione di fondi neri e una gigantesca evasione fiscale.

La somma fu elargita, per conto di Berlusconi, da Carlo Bernasconi, non più in vita, che li trasferì attraverso un conto corrente estero nel 1999.

La condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, confermata in appello, a carico dell'avvocato Mills, si è fermata in Cassazione. Giovedì scorso i supremi Giudici hanno stabilito che il reato, pur commesso, è caduto in prescrizione.

Niente detenzione, ma l'obbligo di rifondere la Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, per 250mila euro.

C'è il corrotto, quindi. Ma il lodo Alfano, nel tempo in cui ha prodotto l'effetto di tenere al riparo il Premier dal processo, ha allungato i tempi ed ora è una corsa contro la prescrizione che scatterà tra un 11 mesi.

A Milano, i Giudici della decima sezione penale, presieduta da Francesca Pitale, hanno respinto la richiesta della difesa di Berlusconi di sospendere il processo in attesa del deposito della sentenza della Cassazione.

I legali del Premier si sono anche opposti all'istanza, del pubblico ministero Fabio De Pasquale, di ridurre i testimoni da ascoltare a quelli strettamente necessari.

"A differenza del primo grado, dove il quadro probatorio si presentava molto complesso - ha detto De Pasquale - abbiamo una sentenza d'Appello che rende il processo ampiamente lavorato e molto più chiaro".

Ha quindi chiesto di soprassedere all'ascolto di testimoni con l'avvocato di Gibilterra Benjamin Marrache, poiché le rogatorie internazionali farebbero morire il processo.

"Un'inconveniente fisiologico e non patologico" - ribatte l'avvocato Piero Longo - che invece vuole che "sia garantita la più ampia facoltà difensiva" a vantaggio di Berlusconi.

E durante l'udienza, che si è svolta su ordine del Presidente senza l'ingresso di telecamere, non sono mancate le accuse al PM di "continuare a svolgere indagini".

Udienza rinviata al 26 marzo nella quale è attesa la decisione sulle ultime richieste istruttorie.

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26 Febbraio 2010

La prova delle menzogne

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David Mills e' prescritto e colpevole. C'e' un corrotto, e quindi anche un corruttore. Questa situazione non aggiunge nulla, o quasi nulla, alla dignita' mai avuta ne dimostrata da un uomo che occupa la Presidenza del Consiglio e che, nella sua carriera politica ed imprenditoriale, ha compiuto questa e ben altre vergognose gesta.

Riporto l'editoriale di Repubblica di oggi di Giuseppe D'Avanzo, che riassume in maniera esaustiva la vicenda ed il significato della condanna all'avvocato inglese David Mills.


Testo dell'editoriale

David Mills è stato corrotto. È quel che conta anche se la manipolazione delle norme sulla prescrizione, che Berlusconi si è affatturato a partita in corso, lo salva dalla condanna e lo obbliga soltanto a risarcire il danno per il pregiudizio arrecato all'immagine dello Stato. Questa è la sentenza delle Sezioni unite della Cassazione. Per comprenderla bisogna sapere che la corruzione è un reato "a concorso necessario": se Mills è corrotto, il presidente del Consiglio è il corruttore.

Per apprezzare la decisione, si deve ricordare che cosa ha detto, nel corso del tempo, Silvio Berlusconi di David Mills e di All Iberian, l'arcipelago di società off-shore creato dall'avvocato inglese. "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l'esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario" (Ansa, 23 novembre 1999). "Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia" (Ansa, 20 giugno 2008). Bisogna cominciare dalle parole - e dagli impegni pubblici - del capo del governo per intendere il significato della sentenza della Cassazione.

Perché l'interesse pubblico della decisione non è soltanto nella forma giuridica che qualifica gli atti, ma nei fatti che convalida; nella responsabilità che svela; nell'obbligo che oggi incombe sul presidente del Consiglio, se fosse un uomo che tiene fede alle sue promesse.

Dunque, Berlusconi ha conosciuto Mills e, come il processo ha dimostrato e la Cassazione ha confermato (il fatto sussiste e il reato c'è stato), All Iberian è stata sempre nella sua disponibilità. Sono i due punti fermi e fattuali della sentenza (altro è l'aspetto formale, come si è detto). Da oggi, quindi, il capitolo più importante della storia del presidente del consiglio lo si può raccontare così. Con il coinvolgimento "diretto e personale" del Cavaliere, David Mills dà vita alle "64 società estere offshore del group B very discreet della Fininvest". Le gestisce per conto e nell'interesse di Berlusconi e, in due occasioni (processi a Craxi e alle "fiamme gialle" corrotte), Mills mente in aula per tener lontano il Cavaliere da quella galassia di cui l'avvocato inglese si attribuisce la paternità ricevendone in cambio "somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che lo ricompensano della testimonianza truccata.

Questa conclusione rivela fatti decisivi: chi è Berlusconi; quali sono i suoi metodi; che cosa è stato nascosto dalla testimonianza alterata dell'avvocato inglese. Si comprende definitivamente come è nato, e con quali pratiche, l'impero del Biscione; con quali menzogne Berlusconi ha avvelenato il Paese.

Torniamo agli eventi che oggi la Cassazione autentica. Le società offshore che per brevità chiamiamo All Iberian sono state uno strumento voluto e adoperato dal Cavaliere, il canale oscuro del suo successo e della sua avventura imprenditoriale. Anche qui bisogna rianimare qualche ricordo. Lungo i sentieri del "group B very discreet della Fininvest" transitano quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che ricompensano Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi mentre, in parlamento, è in discussione la legge Mammì. In quelle società è occultata la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle"); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche. Da quelle società si muovono le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (assicurano al Cavaliere il controllo della Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favoriscono le scalate a Standa e Rinascente. Dunque, l'atto conclusivo del processo Mills documenta che, al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, c'è la corruzione della politica, delle burocrazie della sicurezza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.

La sentenza conferma non solo che Berlusconi è stato il corruttore di Mills, ma che la sua imprenditorialità, l'efficienza, la mitologia dell'homo faber, l'intero corpo mistico dell'ideologia berlusconiana ha il suo fondamento nel malaffare, nell'illegalità, nel pozzo nero della corruzione della Prima Repubblica, di cui egli è il figlio più longevo.

E' la connessione con il peggiore passato della nostra storia recente che, durante gli interminabili dibattimenti del processo Mills, il capo del governo deve recidere. La radice del suo magnificato talento non può allungarsi in quel fondo fangoso perché, nell'ideologia del premier, è il suo trionfo personale che gli assegna il diritto di governare il Paese. Le sue ricchezze sono la garanzia del patto con gli elettori e dell'infallibilità della sua politica; il canone ineliminabile della "società dell'incanto" che lo beatifica. Per scavare un solco tra sé e il suo passato e farsi alfiere credibile e antipolitico del nuovo, deve allontanare da sé l'ombra di quell'avvocato inglese, il peso di All Iberian. È la scommessa che Berlusconi decide di giocare in pubblico. Così intreccia in un unico nodo il suo futuro di leader politico, responsabile di fronte agli elettori, e il suo passato di imprenditore di successo. Se quel passato risulta opaco perché legato a All Iberian, di cui non conosce l'esistenza, o di David Mills, che non ha mai incontrato, egli è disposto a lasciare la politica e addirittura il Paese. Oggi dovrebbe farlo davvero perché la decisione della Cassazione conferma che ha corrotto Mills (lo conosceva) per nascondere il dominio diretto su quella macchina d'illegalità e abusi che è stata All Iberian (la governava). Il capo del governo non lo farà, naturalmente, aggrappandosi come un naufrago al legno della prescrizione che egli stesso si è approvato. Non lascerà l'Italia, ma l'affliggerà con nuove leggi ad personam (processo breve, legittimo impedimento), utili forse a metterlo al sicuro da una sentenza, ma non dal giudizio degli italiani che da oggi potranno giudicarlo corruttore, bugiardo, spergiuro anche quando fa voto della "testa dei suoi figli".

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27 Ottobre 2009

Processo (Berlusconi)-Mills: aricondannato

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Il processo d’appello a David Mills si è concluso con una conferma della condanna di corruzione in atti giudiziari. Nulla di nuovo sotto il sole, i fatti sono cristallini, così chiari che spendere soldi pubblici per parlare di acqua calda è come buttarli al vento. Ma rispetto la democrazia ed i suoi meccanismi, compreso quello del terzo grado di giudizio in Cassazione che ora si apre in una corsa disperata contro la prescrizione che appare uno scenario molto probabile.

E’ ovvio che la sentenza di primo grado dovrebbe sospendere la prescrizione o, per contrarre i tempi, si dovrebbero ridurre a due i gradi di giudizio. Ma non è questo il governo giusto per parlare di riforme che assicurino più agevolmente i delinquenti alla giustizia, dunque rimando questo tipo di considerazioni a maggioranze future e più “pulite”.

Quello che torniamo a ribadire è che esiste un corrotto, e dunque esiste un corruttore. Questo corruttore è Silvio Berlusconi che è anche Presidente del Consiglio. Berlusconi ha corrotto Mills per falsare le sue testimonianze in due processi: All Iberian (per finanziamenti illeciti ai partiti) e corruzione alla Guardia di Fiananza (per evitare accertamenti di evasione fiscale).

Il fatto che Berlusconi non verrà mai processato e condannato per aver corrotto Mills lo deve alla prescrizione matematicamente regalata del lodo Alfano, un cadeau gratuito anche se la legge è stata rigettata al mittente.

Testo del servizio

Confermata la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per l’avvocato inglese David Mills.
Dopo quattro ore di camera di consiglio il Presidente della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano, Flavio Lapertosa, ha letto il dispositivo della sentenza, firmata assieme ai Giudici a latere Rosario Spina, relatore, e Marco Maria Maiga, che conferma integralmente quanto deciso lo scorso febbraio dal Tribunale di Milano ovvero la commissione del reato di Corruzione in atti giudiziari da parte di David Mills.

Questi ricevette 600mila dollari in cambio delle sue false dichiarazioni nell’ambito dei processi “All Iberian” e “Guardia di Finanza” che vedevano imputato Silvio Berlusconi.
I soldi provenivano da fondi neri Finivest e furono elargiti al consulente legale tramite Carlo Bernasconi. Un altro stretto collaboratore di Berlusconi.
David Mills, artefice e gestore del sistema di società off-shore che permetteva al gruppo Finivest di evadere il fisco ed all’attuale Premier di disporre di denaro liquido per finanziare, all’epoca, il PSI di Bettino Craxi, ammise la sua corruzione in una lettera rivolta al suo commercialista.
“Con le mie dichiarazioni ho tenuto Mr. B fuori da un mare di guai” aveva scritto. Il commercialista segnalò i fatti all’autorità giudiziaria inglese che informò quella italiana aprendo il fascicolo.

Contro le richieste del Procuratore Generale Laura Bertolé Viale a nulla sono valse le argomentazioni della difesa che ha tentato di dimostrare, in prima battuta, l’assoluta inesistenza sia di un accordo corruttivo che di un trasferimento di denaro riconducibile a Berlusconi o alle sue società in favore di Mills.

Rigettata anche le richieste in subordine di riconoscere, ove commesso, il reato come corruzione semplice o susseguente, quanto alle dichiarazioni reticenti e di riciclaggio quanto ai fondi trasferiti. Una richiesta che se accolta avrebbe comportato una pronuncia di “non doversi procedere” per intervenuta prescrizione.

Anche nel corso delle repliche di quest’ultima udienza accusa e difesa si sono scontrate su questo punto. Il reato – secondo la tesi dell’accusa, accolta dalla Corte d’Appello – è stato commesso nel 2000, quindi è ancora punibile.

Diversa la posizione per Silvio Berlusconi. Anche se questa sentenza, confermando l’assunto del Tribunale, accerta implicitamente la veste di “corruttore” per Berlusconi i tempi per l’inizio del processo a suo carico, dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta, sono ancora incerti favorendo le condizioni per la prescrizione a cui non rinuncerà.

La difesa di Mills, adesso, si gioca tutto davanti alla Corte di Cassazione.

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21 Ottobre 2009

Processo (Berlusconi)-Mills: cercasi prescrizione

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Dichiarare il procedimento prescritto o in subordine e chiamare a testimoniare Silvio Berlusconi, imputato per lo stesso fatto in un altro procedimento grazie alla separazione dei processi, effetto voluto dalla semplice presentazione del Lodo Alfano, poi bocciato dalla Consulta. Sono le richieste di Lanzi, legale di David Mills, durante l'ultima udienza. Il processo e' stato aggiornato al 27 ottobre e se la corte deciderà di non ammettere Silvio Berlusconi come testimone, si potrebbe arrivare a sentenza.

Lui invece, Berlusconi, se la caverà comunque, poiché dovendo ripartire da zero il suo processo giungerà a salvarlo, guarda caso, la prescrizione. Se non fossero intervenuti, nei processi a carico di quest'uomo, prescrizioni, amnistie, depenalizzazioni di reato fatte in casa (leggi i Procedimenti giudiziari su Wikipedia), ed altre (non fortuite) coincidenze, il Presidente del Consiglio in carica avrebbe passato più anni "ad arance la domenica" che al sole. Il potere dei soldi.


Riporto di seguito il testo del video servizio.

Assolvere David Mills dall’accusa di corruzione in atti giudiziari perché la condotta dell’avvocato inglese corrisponderebbe alla fattispecie della falsa, poiché reticente, testimonianza o – in ultima ipotesi - se corruzione c’è stata si è trattato di una corruzione semplice o susseguente. Quella prevista dall’articolo 319 del codice penale e non dall’articolo 319 ter.

Lo sostiene l’avvocato Alessio Lanzi nel corso dell’ultima delle udienza concesse alla difesa di Mills per tentare di convincere i Giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano a riformare, in senso assolutorio, la sentenza del Tribunale che ha condannato l’inventore del sistema di scatole cinesi off shore di Fininvest per la gestione di una grande quantità di fondi neri a quattro anni e sei mesi di reclusione.

David Mills, lo ricordiamo, è imputato per avere intascato la somma di 600mila dollari da parte di Carlo Bernasconi, per le incomplete dichiarazioni rese innanzi ai Giudici milanesi nei processi “All Iberian” e “Guardia di Finanza”. Tutto a beneficio di Silvio Berlusconi, principale imputato di quei processi. Condannato in primo grado e poi scampato alla condanna grazie alla prescrizione in All Iberian ed assolto per non aver commesso il fatto nel processo per le tangenti alla guardia di Finanza.

Ma secondo la tesi dei legali di Mills Alessio Lanzi e Federico Cecconi non vi sarebbe la prova che quel versamento sia stato fatto in base ad un accordo tra Berlusconi e Mills concretizzatosi prima della testimonianza di quest’ultimo.

Ed è su questo punto che si è concentrato Lanzi: non può trattarsi di corruzione in atti giudiziari perché la condizione necessaria per essere corrotto è quella di essere un pubblico ufficiale. Il testimone, in un processo, lo è quindi Lanzi, citando una sentenza della Cassazione, sostiene che la qualifica sia compiutamente attribuita allorquando la Corte si avvale della testimonianza per formare il proprio giudizio. Se Mills fosse stato corrotto prima di essere chiamato a testimoniare, quindi, cadrebbe l’accusa.

Tesi ardita quella proposta dai difensori di Mills che, in buona sostanza, puntano ad ottenere l’assoluzione per prescrizione spingendo su due aspetti in particolare: la collocazione temporale del pagamento del cosidetto “pretium sceleris”, i 600mila euro versati a Mills, che si vuole fissare tra il 1996 ed il 1998 e non nel 2000 come accertato in primo grado o, come detto, la fattispecie delittuosa. Non corruzione in atti giudiziari, ma semplice. Quanto al denaro ricevuto la tesi difensiva punterebbe a convincere la corte che si è trattato di un riciclaggio di denaro. Entrambi i reati sarebbero, quindi, prescritti.

La richiesta finale, ribadita anche oggi, è quella di riaprire il dibattimento per integrarlo con la deposizione di Silvio Berlusconi, in primo grado corruttore di Mills, come testimone.

Tutto questo mentre sempre oggi nel processo contro il deputato PdL Massimo Maria Berruti, che si svolge sempre a Milano e che riguarda vicende connesse alla compravendita di diritti televisivi da parte di Fininvest i Giudici dell’ottava sezione penale hanno deciso di convocare proprio David Mills in qualità di persona imputata di reato connesso.

Martedì 27 ottobre, invece, la Corte presieduta da Flavio La Pertosa e composta anche da Rosario Spina e Marco Maria Maiga, si riunirà in Camera di Consiglio per decidere la sorte dell’avvocato Mills. Tre le alternative: condanna, assoluzione o riapertura del dibattimento per ascoltare, come chiesto dalla difesa, il “convitato di pietra” Silvio Berlusconi.

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16 Ottobre 2009

Processo (Berlusconi)-Mills: le ritrattazioni per Mr. B

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Giovedi 15 ottobre si e' conclusa l'udienza del processo d'appello Mills. E' l'undicesimo appuntamento di questa vicenda. Grazie al Lodo Alfano, bocciato dalla Corte Costituzionale il 7 ottobre, ma che ha comunque prodotto l'effetto della separazione dei procedimenti Mills-Berlusconi, l'avvocato inglese, il corrotto, sarà l'unico a pagare. Il corruttore se la caverà anche questa volta, con la prescrizione.


Testo dell'intervento

Mills non ha mai confessato di essere stato corrotto da Silvio Berlusconi per mentire o tacere situazioni penalmente rilevanti di cui era a conoscenza e che avrebbe dovuto raccontare ai magistrati che lo interrogarono nell’ambito dei processi All Iberian e Guardia di Finanza che si sono svolti a carico dell’attuale Presidente del Consiglio.

La tesi difensiva degli avvocati Federico Cecconi e Alessio Lanzi, difensori dell’avvocato inglese David Mackenzie Mills, condannato in primo grado per corruzione in atti giudiziari a 4 anni e 6 mesi di reclusione, verte principalmente su questo aspetto.

La famosa lettera, con la quale Mills confessava al suo commercialista di avere tenuto “Mr. B” fuori da un mare di guai non sarebbe idonea a dimostrare l’esistenza di un accordo corruttivo preesistente tra Berlusconi e l’avvocato esperto di diritto societario, inventore delle strutture off-shore riconducibili al gruppo Fininvest e create per eludere il fisco italiano ed occultare capitali necessari a finanziare il partito socialista di Bettino Craxi nei primi anni ottanta.

Così, al termine di quasi 5 ore di arringa difensiva, l’avvocato Cecconi ha chiesto ai Giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano di assolvere David Mills con la formula del “non aver commesso il fatto”. Ancora in subordine è stata reiterata la richiesta di ascoltare, in qualità di testimone, Silvio Berlusconi.

“Non si tratta di una provocazione” – ha precisato Cecconi. Eppure la richiesta un certo effetto lo fa.

In sostanza si chiede a colui il quale nella sentenza di primo grado viene accertato come corruttore del testimone Mills di intervenire nel processo d’Appello per deporre a favore del proprio corrotto negando, appunto, di aver mai comprato la testimonianza attraverso il trasferimento di 600 mila dollari che secondo il Tribunale sarebbero stati il “compenso” per le reticenti dichiarazioni rese più di 10 anni fa.

Un paradosso grande tanto quanto l’ingiustizia provocata dal “Lodo Alfano” che nel periodo antecedente alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale ha avuto come effetto diretto quello di stralciare la posizione di Silvio Berlusconi rendendo necessario – adesso che è stato stracciato dalla Consulta – un processo completamente nuovo.

Già nella scorsa udienza l’avvocato generale dello Stato, facente le funzioni del Procuratore Generale, aveva chiesto alla Corte di non ammettere la testimonianza del Presidente del Consiglio in ragione del fatto che, in diverse occasioni pubbliche, lo stesso ha negato di conoscere l’avvocato Mills.

“Le dichiarazioni rese in tv hanno portata giuridica limitata” – ha ribattuto la difesa di Mills.

La terza richiesta avanzata nasce dal tentativo del collegio difensivo di spostare indietro nel tempo, nel 1998 anziché nel 2000, il giorno della consumazione del reato di corruzione creando così le condizioni perché la Corte d’Appello pronunci l’intervenuta prescrizione del reato.

Quella di cui, quasi sicuramente, beneficerà Berlusconi grazie al nuovo processo a suo carico e di cui – come ha sempre fatto – altrettanto sicuramente si avvarrà.

Da Diego Attanasio, in ragione dell’attività di amministratore di alcune società facenti capo all’armatore campano, e non da Carlo Bernasconi – come invece accertato in primo grado – sarebbero provenute le somme oggetto del “premio” riconosciuto da Berlusconi a Mills per la sua falsa testimonianza.

Ha parlato anche di questo l’avvocato Cecconi ricostruendo la fitta rete di società e flussi monetari su cui Mills, per conto di Attanasio, svolgeva funzioni di amministratore.

A metà udienza, dopo la prima pausa, a causa di un guasto elettrico, Corte ed Avvocati hanno dovuto cambiare aula svolgendo il resto della discussione in completa penombra.

Lunedì 19 ottobre sarà il turno dell’avvocato Alessio Lanzi dimostrare ulterioremente l’innocenza di David Mills.

Martedì 27, invece, i Giudici si riuniranno in Camera di Consiglio per decidere. Potrebbero pronunciare il dispositivo, confermando, riformando o annullando la condanna a carico di David Mills oppure, accogliendo parzialmente le richieste difensive, riaprire il dibattimento con la chiamata a testimoniare per Silvio Berlusconi.

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11 Ottobre 2009

Processo (Berlusconi)-Mills: confermare 4 anni e 6 mesi

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"Chiedo alla corte di confermare la condanna di David Mills a 4 anni e 6 mesi. Senza sconti e senza che Silvio Berlusconi venga in aula a testimoniare. Non ce n'è bisogno visto che in questo processo non si è mai presentato per farsi interrogare". Sono parole che rimbombano a più riprese nell'aula della corte d'appello del tribunale di Milano.

A pronunciarle è il sostituto procuratore Laura Bertolè Viale, durante la prima udienza del processo che vede imputato l'avvocato inglese corrotto da Silvio Berlusconi con 600 mila dollari per tacere ai giudici ciò che sapeva sui movimenti di denaro nei processi sui diritti televisivi.

Bertolè Viale dice che il ruolo di corruttore di Silvio Berlusconi nei confronti di David Mills è stato ampiamente dimostrato nonostante le falsità e le reticenze di Mills sulla validità delle sue confessioni.

L´avvocato dello Stato Gabriella Vanadia, nel suo breve intervento chiede ai giudici la conferma del risarcimento di 250 mila euro nei confronti di Mills alla presidenza del Consiglio, che per paradosso è presieduta dall'ex coimputato Berlusconi nel ruolo di corruttore.

La corte giudicante della seconda sezione penale, presieduta da Flavio La Pertosa, prende atto. Se non ci saranno sorprese come la richiesta di nuove prove, la sentenza d'appello è prevista per martedì 27 ottobre. Il 15 ottobre toccherà alle difese chiedere l'assoluzione dell'imputato, prima della camera di consiglio.

I giudici potranno confermare la condanna, oppure in caso di riconoscimento delle attenuanti generiche è probabile che il processo finirà in prescrizione visto che per andare in Cassazione c'è tempo soltanto fino ad aprile. David Mills, nel febbraio scorso è stato condannato in primo grado a 4 anni e mezzo per essere stato corrotto da Silvio Berlusconi. Quest'ultimo, grazie al lodo Alfano dichiarato incostituzionale dalla Consulta l'altro giorno, ha evitato la stessa condanna.

Per il presidente del consiglio, tornato cittadino normale sottoposto alla legge, riprenderà il processo di primo grado da capo ma ci sono buone probabilità che arrivi in prescrizione.

"Non voglio governare con l'incubo delle udienze, datevi da fare". E' quanto ha intimato Silvio Berlusconi ai suoi avvocati deputati Ghedini, Longo e Alfano, che infatti ci proveranno fin da subito ad intralciare la strada ai giudici con nuovi decreti e nuove leggine ad personam.

Fra queste l'inutilizzabilità delle sentenze passate in giudicato, ma soprattutto un ulteriore drastico accorciamento dei tempi della prescrizione, una sorta di Cirielli bis che possa far morire il processo M ills prima che arrivi in Cassazione prevista per il 2012. Questa leggina potrebbe essere varata entro febbraio.

Non solo, in cantiere ci sono anche strategie per ricusare con più facilità i giudici e dare più potere alle difese per far scadere i termini anche nel processo sui diritti televisivi, nel quale Silvio Berlusconi è ancora imputato.

Insomma, il lodo Alfano i processi li congelava, queste possibili nuove norme del governo berlusconi, i processi li cancellerà.

Per la prossima udienza del processo d'appello dell'unico imputato David Mills, l'appuntamento è rimandato al 15 ottobre.

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17 Febbraio 2009

Condannato

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Oggi l’epilogo del processo Mills che ho deciso di seguire direttamente dal blog per essere certo che i riflettori su questo fatto non si spegnessero. Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza a copertura di Silvio Berlusconi nel processo per corruzione della Guardia Di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian. L’avvocato inglese, in poche parole, ha incassato 600 mila dollari versati in un conto svizzero da “Mr B” per dichiarare il falso e coprire “Mr B”.

Fin qui, una storia di ordinario squallore nazionale. Quello che non è ordinario, invece, è che se Mills è stato condannato in quanto “corrotto” significa che abbiamo anche un “corruttore”.

Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: negli Stati Uniti il Presidente Obama allontana i ministri che hanno problemi con il fisco; in Italia, chi corrompe un testimone, può fare il Presidente del Consiglio.

Berlusconi non è stato processato perché, per evitare il processo, si è fatto fare il Lodo Alfano. Il processo sarebbe corretto chiamarlo Berlusconi - Mills, e non solo Mills.

Contro questa degenerazione dello stato di diritto, l'Italia dei Valori è scesa in piazza raccogliendo un milione di firme per il referendum abrogativo di questa legge immorale e incostituzionale. Unico partito a battersi per la democrazia. Unica opposizione.


Testo del video:

Nicoletta Gandus: In nome del popolo italiano, il tribunale, letti gli articoli 533, 535 del Codice di procedura penale, dichiara Mills Mc Kenzie Donald David colpevole del reato ascrittogli e lo condanna alla pena di anni quattro e mesi sei di reclusione, nonché al pagamento delle spese processuali.
Visto l'articolo 29 del codice penale, dichiara Mills Mc Kenzie Donald David interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni.
Visti gli articoli 538 e seguenti del codice di procedura penale, condanna Mills Mc Kenzie Donald David al risarcimento del danno in favore della parte civile costituita, danno che liquida in complessivi euro 250 mila, e alla rifusione alla stessa delle spese di costituzione dell'assistenza, che liquida in complessivi euro 25 mila.
Dispone la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica in sede, per quanto di eventuale competenza, in particolare in ordine alla deposizione resa da Benjamin Marrache. Motivazione entro 90 giorni. Grazie buongiorno.


Ps. Oggi siamo un po più tristemente famosi in tutto il mondo di quanto non lo fossimo ieri. Guarda le testate estere:
- "UK lawyer guilty in bribery case" (BBC)
- "Minister's husband jailed for Berlusconi 'bribe'" (The Independent)
- "David Mills guilty of taking bribe linked to Berlusconi trials" (The Guardian)
- "Former Berlusconi lawyer apologises but denies graft" (Financial Times)
- "British lawyer Mills sentenced in Italy bribe case" (Reuters)
- "Un avocat condamné pour faux témoignages en faveur de Berlusconi" (Le Monde)
- "Cuatro años de prisión para el abogado sobornado por Berlusconi" (El Mundo)
- "Condenado a cuatro años de prisión el ex abogado británico de Berlusconi" (El Pais)
- "Lawyer Sentenced for Taking Bribe From Berlusconi" (The New York Times)

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21 Gennaio 2009

Processo Berlusconi-Mills/9

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Pubblico il servizio sul processo Mills, che volge al termine. E' imbarazzante e sconcertante la corsa dei giornali per travisare le scuse dell'avvocato Mills per aver gestito quasi inconsciamente le dichiarazioni che portarono al coinvolgimento di Silvio Berlusconi nel processo. Le dichiarazioni di Mills sono una sorta di scuse pubbliche (di cui i cittadini non avevano bisogno) che l'avvocato inglese rivolge al Presidente del Consiglio, reso immune da ogni possibile coinvolgimento giuridico dal Lodo Alfano, ma certamente non da conseguenze politiche di un eventuale condanna di Mills.

Mills non tenta di scagionare Berlusconi, sarebbe ridicolo a questo punto del processo, sono solo scuse per aver gestito male il processo semmai. La cosa più grottesca è che ora, Silvio Berlusconi, dietro la sua immunità, minaccia perfino una causa per danni morali, con l’avvocatura di Stato. Mills cornuto e mazziato.

Testo dell'intervento:

"Martedì 20 gennaio 2009, processo Mills, siamo al tribunale di Milano, quest’oggi è toccato alla difesa dell’imputato inglese, Federico Cecconi, che ha parlato 3 ore per smontare tutte le tesi accusatorie, tuttavia in questa mattinata sui giornali appare una lettera che Mills ha inviato ai giudici milanesi, nella quale si scusa col presidente del consiglio per errori fatti e per i fastidi che ha provocato. Di fatto Mills ammette degli errori ma questa lettera è strano che esca proprio oggi, giornata di udienza, e soprattutto venga trattata in maniera un po’ strana dai telegiornali, dove quasi tutti stanno dicendo che in una lettera David Mills sta scagionando Berlusconi. Non lo sta scagionando ma si sta solo scusando per i fastidi creati per i suoi errori fatti, che è ben altra cosa.

D.Martinelli: Questa lettera di David Mills che appare su tutti i giornali in cui si scusa per aver creato problemi a Berlusconi e ad Attanasio, cos’è? Chiede scusa per aver ammesso di aver preso questi soldi?
F.Cecconi: No, lei probabilmente quella lettera non l’ha letta bene. E’ la lettera, in cui, fondamentalmente con più forza, si dice che le somme di denaro non possono in alcun modo essere individuate come somme riconducibili a Silvio Berlusconi o a Carlo Bernasconi. Solo questo.

D.Martinelli: Però il bonifico c’è da Bernasconi a Mills?
F.Cecconi: No, non c’è un bonifico da Carlo Bernasconi. L’unico bonifico che c’è viene da una società che si chiama Struje, e questa società aveva somme soltanto di Briatore (che non c’entrano) o di Attanasio. Questo è quanto.

D.Martinelli: Quindi il problema è definire o corruzione o donazione!
F.Cecconi: No, secondo me il problema è definire se queste somme sono di Attanasio oppure no e io credo che ci siano tutti gli elementi di natura documentale per sostenere questo.

D.Martinelli: Secondo lei perché Mills ha aspettato fino ad ora per inviare questa lettera? Adesso che siamo sotto sentenza?
F.Cecconi: Ma guardi che quello che sta dicendo Mills ora, in quella lettera, è esattamente quello che aveva detto il 6 novembre 2004.

La dottoressa Vanadia, che rappresenta la presidenza del consiglio, ha chiesto 250 mila euro di risarcimento nei confronti della presidenza del consiglio da parte di chi? Da Berlusconi! Che è il presidente del consiglio, che è anche stato coimputato in questo procedimento, come saprete siccome sta godendo della legge Alfano per lui i processi sono tutti bloccati, però il paradosso è questo: che lui, in quanto presidente, è danneggiato da se stesso.
Non è la prima volta che la Presidenza del Consiglio dei Ministri si trova a chiedere i danni in vicende giudiziarie in cui è imputato Berlusconi.
Comunque Gabriella Vanadia, parte civile, ritiene che David Mills ricevette 600 mila dollari proprio dallo scomparso manager Fininvest Carlo Bernasconi, per conto di Berlusconi di ricompensa per aver reso due testimonianze false nei processi milanesi sulla Guardia di finanza e su All Iberian in cui l'imputato era il presidente del Consiglio.
Sei ore di arringa oggi per il difensore di David Mills, Federico Cecconi, al termine delle quali i giudici hanno rimandato l’udienza al 17 febbraio per eventuali repliche prima della sentenza, prevista a presumibilmente, fra due udienze.
Come ricorderete il 17 dicembre scorso il pm Fabio De Pasquale aveva chiesto la condanna di David Mills a 4 anni e 8 mesi di reclusione.
A questo punto non rimane che attendere il 17 di febbraio.
"

Leggi i precedenti appuntamenti: "Processo Berlusconi-Mills"

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19 Dicembre 2008

Processo Berlusconi-Mills/8

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Mercoledì 17 dicembre si è conclusa l'udienza del processo Mills. E' l'ottavo appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto l'attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Testo dell'intervento:

"Sono da poco passate le sei del pomeriggio, dopo cinque ore e mezza di requisitoria, il pm Fabio De Pasquale quattro anni e otto mesi di condanna per corruzione in atti giudiziari nei confronti di David Mills, l'avvocato inglese imputato con Silvio Berlusconi per il quale il processo è stato stralciato in virtù della legge Alfano, per i 600 mila dollari di corruzione, registrati in un appunto che lo stesso David Mills ha consegnato al suo commercialista di Londra, da cui poi è nata tutta l'inchiesta, che si collega a più vicende.
Questa corruzione, secondo il pm, si inquadra in un più ampio rapporto stabile che c'era tra le società del comparto B riconducibili a Berlusconi e lo stesso avvocato inglese.
David Mills era a libro paga di Berlusconi, era il riferimento estero che si prestava per assumersi i vari fastidi di tutte le vicende Fininvest, relativamente a quei 600 mila dollari oggetto del capo d'imputazione, il pm non ha parlato di utilità per testimonianze reticenti nei processi, bensì, per dire il falso, in particolare nei processi All Iberian e quello relativo alle tangenti pagate alla guardia di finanza. Nel primo caso David Mills ha mentito ai giudici dichiarando di essere proprietario della Horizon, società fittizia, figurata come intestataria di partecipazione in Telepiù che Berlusconi voleva nascondere.
Testimonianza ripresa in uno dei documenti distrutti e recuperati nell'hard disk riformattato del computer dell'avvocato inglese, risalente al 2004, periodo successivo alla confessione delle sue responsabilità, indirizzata al commercialista Bob Drennan, in cui Mills, preso da una sorta di paura del colpevole come ha precisato il pm, spiega che i 600 mila dollari erano stati un regalo di Carlo Bernasconi, il manager Fininvest scomparso, come ricompensa per aver tenuto Berlusconi fuori dal mare di guai in cui si sarebbe trovato se avesse raccontat o la verità ai giudici.
In quell'hard disk De Pasquale ha recuperato fogli elettronici datati 19 luglio 2004, inviati al fisco ingliese, in cui Mills riferisce di almeno 4 colloqui avuti con berlusconi nel 1995 e ammette di aver sparso una serie di bugie mascherate da mezze verità, tra gli altri a Briatore, Marcucci e all'armatore Diego Attanasio. Tutti tratti nell'inganno con una serie di equivoci, in cui ognuno pensava di essere parte di società appartenenti all'altro.
Sempre da quei files spunta l'ammissione d'aver «visto Messina (l'attuale deputato ex dirigente Fininvest) con gli avvocati del biscione per discutere della mia testimonianza al processo Sme» nel 2002.
La prova, secondo De Pasquale che Mills ha continuato ad accettare questi incontri in un clima misto a sudditanza e dipendenza economica.
De Pasquale ha definito umoristico il fatto che i periti contabili sentiti in aula, non abbiano hanno saputo spiegare l'origine, e le causali degli ingenti bonifici in danaro transitati su conti inglesi, svizzeri e di Gibilterra. Movimenti che non provano ufficialmente soldi diretti da Berlusconi a Mills ma rendono «verosimile, e compatibile con gli altri elementi d'accusa, che ci siano state sostituzioni e compensazioni di denaro».
I soldi che Mills ha ricevuto fra il 95 e il 2004, secondo De Pasquale sono la prova del rapporto a libro paga con l'attuale presidente del consiglio.
L'udienza si è tenuta all'indomani del rigetto della ricusazione di Nicoletta Gandus, sollevata dagli avvocati deputati di Berlusconi. Rigetto emesso dalla Cassazione che non ha riscontrato motivi di inimicizia del giudice nei confronti del premier.
La sentenza di primo grado è prevista il 20 gennaio 2009.
In quella giornata ci sarà la risposta di David Mills rappresentata dalla difesa di Federico Cecconi che siamo riusciti a fermare. Ricordiamo la notizia di questi giorni, apparsa su Repubblica a firma di Liana Milella, in cui sembra che l'avvocato Ghedini, nonché difensore di Berlusconi in questo processo, abbia messo mano all'articolo 190 del codice di procedura penale riferito al diritto alla prova, per cercare di fare in modo di impedire che i giudici possano rifiutare la presenza di testimoni in aula. In questo caso la difesa Mills potrebbe pretendere che in aula sfilino nuovi testimoni, magari anche ripetuti, al fine di allungare i tempi processuali per portarli in prescrizione.

- Intervista avv. F.Cecconi -

D.Martinelli: Avvocato, quindi il pm ha chiesto quattro anni e otto mesi per David Mills.
Avv.F.Cecconi: Sì, dopo cinque ore e mezza di requisitoria credo che sia la logica conclusione del suo intervento.

D.Martinelli: Pare però che Ghedini sia già pronto a riformare l'articolo 190 che concederà avvocati come lei di poter portare in aula file di testimoni
Avv.F.Cecconi: File di testimoni? Credo che abbiamo spunti importanti a prescindere dalle battute, alla luce anche di quello che è stato espresso oggi dal pm

D.Martinelli: Quindi si è fatto un'idea?
Avv.F.Cecconi: Assolutamente sì! Questo è un processo interessante anche da un punto di vista giuridico, dove ci sono alcuni aspetti che meritano di essere fatti oggetto di una approfondita analisi. Arrivederci."

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23 Novembre 2008

Processo Berlusconi-Mills/7

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Venerdì 20 novembre si è conclusa l'udienza del processo Mills. E' il settimo appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto l'attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Aula 4 della decima sezione penale del tribunale di Milano, è venerdì 20 novembre, è cominciata alle 10 del mattino l'udienza del processo MIlls. Quest'oggi, per la seconda volta, a 40 giorni dalla prima deposizione, è tornata in aula la consulente contabile del premier, Claudia Tavernari, per illustrare le sue tesi che cercano di smontare le tracce dei bonifici estero su estero che secondo il pm Fabio De Pasquale compongono o fanno parte dei 600mila dollari versati dall'imputato in corruzione in atti giudiziari Silvio Berlusconi all'imputato dello stesso reato David Mills, che in cambio avrebbe dovuto mentire o essere reticente nella sua veste di testimone nei 2 processi sui diritti televisivi Mediaset bloccati dopo il varo della legge Alfano.

In questo processo che non ha la stessa visibilità televisiva che hanno Olindo Romano piuttosto che Meredith, il pm De Pasquale ha fatto una serie di domande a Claudia Tavernari per avere informazioni sulla provenienza di migliaia di sterline transitate su conti esteri, fra cui All Iberian riconducibile a Berlusconi, per cercare di ricostruire l'esatto percorso dei 600 mila dollari che sono poi l'oggetto della corruzione.

Momenti di imbarazzo in aula di fronte alle secche domande del pm da parte di Claudia Tavernari che ha cercato di dare un senso logico agli spostamenti di denaro girati sui 3 conti di Mills alla svizzera Cim Banque di Ginevra, dicendo che erano importi che l'avvocato inglese girava a se stesso di conto corrente in conto corrente.

Il problema è che la Tavernari non ha potuto smentire l'esistenza di almeno 2 bonifici collegati al conto All Iberian di Berlusconi, rispettivamente di 43 mila sterline ricevute il 13 ottobre del '97 e altre 58 mila sterline risalenti al 5 novembre 1996, guarda caso coincidenti proprio col periodo in cui David Mills comparì in aula per la sua testimonianza ai processi sui diritti televisivi.

Claudia Tavernari si è anche corretta rimangiando ciò che aveva detto in passato, ossia che quei soldi giunti sui conti di Mills dal conto All Iberian riconducibile a Berlusconi (e che lo stesso Berlusconi ha sempre negato di possedere) non costituiscano necessariamente il saldo di compensi professionali visto che quella versione era stata soltanto una personale interpretazione della stessa Tavernari, ma senza dare altre spiegazioni sui motivi dei quei bonifici.

Secondo l'avvocato Cecconi, che difende David Mills, comunque, il fatto che i bonifici coincidano col periodo della testimonianza di Mills non basta a dimostrare che quelle sterline corrispondenti a circa 150.000 dollari, fossero parte dei 600.000 oggetto dell'imputazione.

Tuttavia durante l'udienza il pm De Pasquale ha fatto notare altre anomalie. Ad esempio ha rilevato che su uno dei 3 conti di David Mills a fronte di un ingresso di 2 milioni e 800 mila dollari, di cui 2 milioni ricevuti dall'armatore Diego Attanasio (cliente di Mills) e gli altri 800.000 provenienti non si sa da chi, Attanasio ne abbia poi ritirati soltanto 1 milione e 100 mila, lasciando il rimanente milione e 700 mila dollari sui conti di Mills: il pm si chiede il perché? Risposta di Claudia Tavernari «Non è un problema che riguardasse l'oggetto della mia consulenza».

Intervista

D.Martinelli: Com'è andata questa udienza?
C.Tavernari: Bene, solo stancante, sono stanca.

D.Martinelli: Il pm De Pasquale vedo che le ha fatto molte domande, l'ha messa un po' sotto torchio.
C.Tavernari: E' il suo lavoro, sta andando molto bene, il pm si riferisce a movimenti molto tecnici, lui fa la sua parte e io rispondo con la mia relazione. E' abbastanza normale, è un contradditorio altrimenti non ci sarebbe un processo penale.

Morale, nemmeno la Tavernari è stata in grado di chiarire i motivi di quei bonifici.
A questo punto la prossima udienza, presumibilmente per le arringhe finali, è rimandata al 5 dicembre prossimo.
"

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17 Novembre 2008

Processo Berlusconi-Mills/6

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Venerdì 14 novembre si è conclusa l'udienza del processo Mills. E' il sesto appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto un avvocato inglese e giri di denaro "poco chiari" con l'attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Testo del servizio:

"Venerdì 14 novembre, al tribunale di Milano è andata in scena l'ennesima udienza del Processo Mills, dopo che la posizione del coimputato Silvio Berlusconi è stata stralciata in un secondo processo, bloccato in attesa del pronunciamento della consulta sulla legittimità della legge Alfano che ha congelato, con effetto retroattivo, tutti i processi a carico dell'unico imputato fra i 4 presidenti istituzionali in carica che hanno diritto a beneficiarne, vale a dire i presidenti del Consiglio, della Camera, del Sentato e della Repubblica.
Durante l'ultima udienza, l'avvocato Federico Cecconi, difensore di David Mills, data l'impossibilità e l'inutilità di convocare gli 11 testimoni sparsi fra Gran Bretagna, Gibilterra e Namibia, aveva chiesto di convocare in qualità di testimone proprio Silvio Berlusconi, già imputato di corruzione in atti giudiziari.
Richieste della difesa Mills, ritenute superflue e respinte nell'udienza di oggi, visto che in aula Berlusconi non si è mai presentato da imputato, tantomeno per rilasciare dichiarazioni spontanee.
Il collegio giudicante presieduto da Nicoletta Gandus ha deciso di convocare per la seconda volta, venerdì prossimo, Claudia Tavernari, la consulente contabile di Berlusconi affinché illustri la seconda parte della sua perizia, che non aveva potuto esporre proprio a causa dello stralcio di Berlusconi dopo l'invio della legge Alfano alla Consulta.

D.Martinelli: Avvocato Cecconi, allora a che punto è il processo oggi?

Avv. F. Cecconi: Questa è una bella domanda! Nel senso che sappiamo per quanto io non le ritenga soddisfacenti sono state comunque ammesse delle prove integrative ex art. 507 dal tribunale. Questo vuol dire che dev'essere svolta un ulteriore parte di attività istruttoria, più precisamente la discussione che era a mio modo di vedere necessitata della dottoressa Tavernari sulla parte di elaborato che era stata dichiarata inutilizzabile ma per fatti sopravvenuti, cioè per lo stralcio della posizione di Silvio Berlusconi. E poi abbiamo ancora una serie di problematiche di natura processuale legate ad atti che non sono ancora pervenuti dall'autorità elvetica.

D. Martinelli: I giudici hanno ritenuti che la testimonianza di Berlusconi non è necessaria

Avv. Cecconi: E' una decisione che io non condivido, come non ho condiviso il fatto di non aver disposto, anche soltanto in parte, la discussione di alcuni dei soggetti che avevo individuato, come soggetti che potevano apportare un contributo di completezza all'attività istruttoria. Non condivido questa scelta, ma devo sottostare a questa valutazione

D. Martinelli: Arriva a sentenza questo processo o no?

Avv. Cecconi: Arriverà arriverà! "

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18 Ottobre 2008

Processo Berlusconi-Mills /5

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Ieri si è conclusa l'udienza del processo Mills, è il quinto appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto un avvocato inglese e giri di denaro "poco chiari" con l'attuale Premier. Oltre a questo processo, il blog segue direttamente quello Bassolino-Impregilo e Spartacus, sul clan dei casalesi. L'informazione è tutto in una democrazia, se la abbandoniamo nelle mani di media controllati o semicontrollati dalla politica allora stiamo abbandonando con essa anche la nostra libertà di pensiero puntando dritti dritti ad un'omologazione di regime. Io non ci sto.

Testo del servizio:

venerdì 17 ottobre 2008, nell'aula 8 della decima sezione penale del tribunale di Milano si tiene l'ennesimo atto del processo Mills, stamane i giudici hanno sentito il controesame dell'avvocato difensore Federico Cecconi, che dopo la deposizione di venerdì scorso di Daniela Tavernari, ha cercato a sua volta di smontare le accuse del pm Fabio De Pasquale. Il controesame, durato oltre un'ora dentro l'aula, non si è potuto riprendere visto che anche per questo processo, stralciato da quello bloccato a carico di Silvio Berlusconi, è vietato alla ripresa delle telecamere e alle registrazioni.

Decisione che rispettiamo nella sua essenzialità ma che allo stesso tempo critichiamo data la dimensione e la rilevanza pubblica che questo processo ha assunto, visto che riguarda direttamente anche l'attuale presidente del consiglio, che nonostante stia godendo della legge ad personam tenuta a battesimo da Angelino Alfano, rimane pur sempre imputato di corruzione in atti giudiziari per aver dato a David Mills 600 mila dollari affinché quest'ultimo dicesse il meno possibile di ciò che sapeva nel processo sui diritti televisivi di alcuni format, in particolare film e telefilm acquistati dal biscione e trasmessi sulle reti mediaset, pagati a prezzi gonfiati grazie ad un gioco di scatole cinesi fra società svizzere tutte riconducibili a Berlusconi, operazioni ovviamente fatte in totale dispregio delle normative nazionali ed europee, peraltro eseguite in nero

Ebbene, finito il controesame di Cecconi i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per circa 2 ore e sono riapparsi nel primo pomeriggio.
E' qui che sono scaturite alcune nuove incertezze sul proseguimento di questo processo, a pochi centimetri dalla chiusura della fase dibattimentale secondo il pm Fabio De Pasquale, bisognoso di prove straordinarie secondo Federico Cecconi, il quale potrebbe portare in aula un'altra volta il professor Andrea Perini, che già nel luglio scorso, analizzando i conti esteri in mano all'accusa, aveva inutilmente provato a ribaltare la tesi accusatoria.

Durante il dibattimento gli scontri fra De Pasquale e Cecconi sono stati numerosi, in particolare sul ruolo di Paolo Del Bue, testimone della difesa Berlusconi, imputato a sua volta nel processo sui diritti televisivi gonfiati, che nel faccia a faccia con i giudici del luglio scorso appositamente andati a Lugano per ascoltarlo, rilasciò pochissime dichiarazioni e per molte domande si avvalse della facoltà di non rispondere.
Ora la giustizia svizzera deve decidere sul ricorso presentato da Del Bue contro la trasmissione per rogatoria a Milano della sua deposizione. Situazione che allunga i tempi e avvicina la prescrizione in un quadro abbastanza complesso di questo processo, che vede il giudice Nicoletta Gandus ricusata, a tal proposito è attesa la sentenza della Cassazione d opo 2 rigetti in primo grado e in appello,

In un clima di attesa, le prossime udienze, come già ricordato, sono state rimandate al 28 ottobre e al 14 novembre, giornata in cui è prevista la fine della fase dibattimentale per passare alle arringhe finali.
Per oggi è tutto.

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13 Ottobre 2008

Il processo Berlusconi-Mills/4

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Il Lodo Alfano ha provocato il blocco del processo nei confronti di Berlusconi, imputato di corruzione in atti giudiziari, e lo stralcio da quello di David Mills. La decisione è stata presa dai giudici sabato 4 ottobre, quando avevano accolto l'eccezione di incostituzionalità della legge Alfano, ora al vaglio della Consulta, sollevata dal pm Fabio De Pasquale.

Riporto di seguito il testo del servizio, girato lo scorso 10 ottobre, del nostro inviato al processo Berlusconi-Mills.

"Venerdì 10 ottobre 2008, processo Mills, la decima sezione del Tribunale di Milano presieduto da Nicoletta Gandus, dopo 2 ore di camera di consiglio, ha stabilito che Daniela Tavernari, consulente contabile della difesa di Silvio Berlusconi, ha l'obbligo di testimoniare nel processo per corruzione in atti giudiziari, in cui l'avvocato inglese David Mills e' rimasto l'unico imputato, nell'attesa del verdetto della Corte costituzionale sulla legge Alfano, che ha per il momento stralciato la posizione del presidente del consiglio dei ministri.
La decisione dei giudici ha provocato reazioni fra i difensori di Berlusconi. In particolare Piero Longo, l'ha definita "un provvedimento creativo".

Tuttavia nella sua deposizione Daniela Tavernari, che non è riuscita a nascondere momenti di imbarazzo nel rispondere alle domande del pm Fabio De Pasquale, ha detto di non aver trovato 'distinte bancarie con tracce del versamento di 600mila dollari da Silvio Berlusconi a David Mills'.
Ma secondo il pm la testimonianza della commercialista 'non e' stata convincente' e il vorticoso giro di soldi da un deposito all'altro sarebbe un depistaggio per nascondere le tangenti versate all'avvocato inglese.

Dopo oltre 8 ore di dibattimento l' udienza è stata rinviata a venerdì 17 ottobre, quando ci sarà il controesame del difensore di David Mills, che è l'avvocato Federico Cecconi, che abbiamo avvicinato ai nostri microfoni subito dopo il rinvio dell'udienza.

Avv. F. Cecconi: Non hanno ancora chiarito se la deposizione della Tavernari sarà completa, cioè su tutte due le consulenze, malgrado una delle due non sia stata esposta, oppure soltanto sulla prima.

D. Martinelli: In ogni caso potrebbe avvicinarsi una sentenza per questo processo, per quanto riguarda David Mills oppure no?
Avv. F. Cecconi: Io penso di si, ma lo dico con totale forma di serenità, il fatto che si arrivi a una sentenza, l'avete visto, tutto si può dire tranne che ci sia una conferma di quello che è il perimetro accusatorio al momento attuale, quindi si arriverà senz'altro a sentenza. Ma voglio vedere che sentenza!
"

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4 Ottobre 2008

Il processo Berlusconi-Mills/3

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Berlusconi avrebbe potuto comportarsi come un normale imputato, presentandosi ai giudici e reclamare così la propria innocenza ma, evidentemente, si sente in colpa se è vero come è vero che con il 'Lodo Alfano' ha tentato di non farsi processare. Il suo processo si ritrova ora davanti alla Corte Costituzionale per essersi fatto fare una legge ad hoc solo per lui. Se dovesse essere condannato il coimputato Mills , la condanna finirebbe per travolgere anche il presidente del Consiglio, giacchè il reato di corruzione, di cui sono imputati entrambi, presuppone che siano almeno due i soggetti coinvolti e quindi, inesorabilmente, le decisioni prese su Mills riguarderanno anche Berlusconi.

Riporto di seguito il testo del servizio del nostro inviato all'udienza del processo Berlusconi - Mills di oggi.

"Decima sezione del Tribunale di Milano, sabato 4 ottobre 2008, i giudici nell'ordinanza emessa in relazione all'eccezione di incostituzionalità della legge Alfano, sollevata dal pm Fabio De Pasquale sabato scorso, durante l'arringa del processo Mills, che vede Silvio Berlusconi imputato di corruzione in atti giudiziari, hanno detto che non ci possono essere garanzie maggiori per i reati commessi al di fuori della funzione, piuttosto che da quelli commessi nella funzione.
Hanno bollato la legge Alfano irragionevole che mina le fondamenta del diritto e che non sana le lacune già indicate dalla consulta nel 2004, in relazione alla Legge schifani, oltre che non esprimere nulla in relazione alla utilizzabilità delle prove già acquisite.
Inoltre hanno affermato che la sospensione dei processi per un tempo così lungo (5 anni) provoca un enorme spreco di attività processuale.
Per questi motivi i giudici ha nno deciso di trasmettere gli atti del processo Mills alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale della legge Alfano.
Ora i processo si divide: rimarrà bloccato per il premier mentre continuerà per l'avvocato Mills
Duri ovviamente i commenti del deputato Niccolò Ghedini che è anche l'avvocato difensore di Berlusconi.

Nicolò Ghedini: I giudici vogliono averlo qui in udienza, non sono interessati ne ai rifiuti di Napoli ne ad Alitalia, e prendiamo atto di questo. Con la convinzione che la Corte costituzionale riterrà più che legittimo questo provvedimento.
A parte che credo che Mills non potrà che essere assolto, anche da questo Tribunale, comunque è evidente che una situazione come questa con un giudice ricusato e con un Tribunale che si rifiuta di applicare una normativa di questo tipo, qualsiasi decisione sarebbe per noi assolutamente ininfluente. E quando troveremo un altro Tribunale il presidente Berlusconi sarà tranquillamente assolto. Qui adesso hanno però creato un problema procedurale straordinario ed irrisolvibile perché continuando a giudicare Mills, ovviamente non potranno mai più giudicare Berlusconi ove arrivasse una sentenza definitiva. Ma volendo continuare il processo a tutti i costi, perché questa è la decisione, dovrebbero sentire il nostro consulente senza di noi. Il che, francamente, anche dal punto di vista giuridico, anche ricercando in un codice extracomunitario faccio fatica a comprendere come sia possibile farlo. I consulenti sono nostri e non so come potranno interrogare la dottoressa Tavernari senza di noi, che non abbiamo ancora finito l'esame diretto
.

Ora si mette male per il presidente del consiglio perché un'eventuale condanna per corruzione nei confronti di David Mills farebbe emergere nella sentenza il nome del corruttore, che è con tutta probabilità è proprio Silvio Berlusconi.
Sono ormai ridotte le strategie degli onorevoli difensori del premier per evitare la sentenza di questo processo.
A loro non rimane altro che trovare qualche cavillo che induca il rinvio del procedimento. Oppure indurre David Mills a patteggiare. In tal caso la grancassa mediatica potrebbe rivoltare la frittata urlando al sacrificio dell'avvocato per difendere il premier perseguitato dai giudici.
Sarebbe un ritornello già sentito ai più. Ma con la nuova strofa della condanna implicita.
Staremo a vedere, la prossima udienza è stata fissata per venerdì prossimo che sarà il 10 ottobre."

Leggi anche:
- Il processo Berlusconi-Mills.
- Il processo degli impunibili.

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1 Ottobre 2008

Il processo Berlusconi - Mills

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Il "Lodo Alfano" è incostituzionale e immorale. La Corte Costituzionale ha il dovere di intervenire. A prescindere dall’intervento della Consulta la raccolta delle firme, che inizieremo l’11 ottobre a Piazza Navona e che sosterrò in 22 date in tutta Italia, dovrà restituire ai cittadini l’ultima parola su una una legge che viola l'articolo 3 della Costituzione.
Dopo aver violato, per se e altre tre cariche dello stato, il principio secondo cui la legge è uguale per tutti Berlusconi vorrebbe fermare il processo Mills perchè un eventuale condanna dell'avvocato inglese farebbe emergere comunque le sue responsabilità politiche.

Riporto di seguito il testo del servizio, girato lo scorso 27 settembre, del nostro inviato al processo Berlusconi - Mills.

"Sabato 27 settembre 2008 nell’aula 4 della decima sezione penale del tribunale di Milano si è tenuta l’udienza del processo Berlusconi-Mills. il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari per aver comprato con 600 mila dollari estero su estero la testimonianza dell’avvocato inglese.
Premier reso immune da ogni reato grazie al Lodo Alfano varato a tempo di record dal suo governo il 23 luglio scorso, Lodo Alfano che perciò congela sia questo processo, nel quale l'unico imputato rimane David Mills, che quello Mediaset, udienza andata in scena venerdì 26, ieri, nella quale i giudici hanno fatto ricorso alla Consulta accogliendo la sollevazione del pm Fabio De Pasquale, sull’eccezione di incostituzionalità del Lodo che contrasterebbe con l’articolo 3 della costituzione, secondo cui i cittadini italiani sono tutti uguali di fronte alla Legge.
Il pm De Pasquale, anche oggi, per il processo Mills, ha battuto sul tasto dell’incostituzionalità del lodo definendola legge criminogena, irragionevole che anziché introdurre principi serve soltanto a favorire una persona imputata.
In aula per le arringhe presenti gli avvocati parlamentari del premier Niccolò Ghedini, Piero Longo e il difensore di Mills Ferruccio Cecconi.
Ultimo a parlare per chiedere che il lodo Alfano sia esteso anche a David Mills, lo abbiamo sentito all'uscita dall'aula.

D. Martinelli: Avvocato, ha chiesto che il Lodo Alfano sia reso valido anche per David Mills. Il lodo Alfano si applica però solo alle 4 alte cariche dello Stato italiano, David Mills è cittadino inglese
Avv. F. Cecconi: No, non c’entra tanto che sia un cittadino italiano, polacco o inglese, l’unico tipo di osservazione che abbiamo svolto è un’osservazione legata alla ratio che ha ispirato che ha ispirato questo provvedimento. La r atio è quella di consentire lo svolgimento delle attività istituzionali in modo sereno. E’ altrettanto evidente che gli imputati, all’interno di una fattispecie di reato con queste peculiarità, cioè reati in concorso necessario, debbano essere trattati in questa maniera.

D. Martinelli: Ma non è palese l’incostituzionalità della norma stessa? Cioè il fatto che quattro italiani siano diversi dagli altri?
Avv. F. Cecconi: Questo è un problema che non devo affrontare io però. Io mi trovo davanti a una Legge e devo cercare, tenendo conto dello spirito col quale è stata attuata, di far si che venga applicata nel modo più ragionevole, e il modo più ragionevole, secondo me, è un’applicazione anche ai coimputati.

Piero Longo ha difeso una Costituzione che vive e che cambia, lanciandosi in accorati appelli da avanspettacolo. Ha pregato il collegio giudicante di decidere sereni, col cervello della logica e non della norma, chiedendo di respingere la ricezione di incostituzionalità del lodo Alfano

D. Martinelli: Rimane comunque un problema di fondo, che l’articolo 3 della Costituzione prevede che tutti i cittadini italiani sono uguali di fronte alla Legge. Il Lodo Alfano questo non lo garantisce più.
Avv. P. Longo: Questo per la verità, la Corte costituzionale ha detto che è vero solo in parte. Ci sono situazioni personali che meritano una norma diversa. Qui sono previsti diffusamente, come è stato ricordato anche dal collega Ghedini, differenze di trattamento processuale, o addirittura diritto penale sostanziale.
Non c’è nessun dubbio! Nessuno dubita che ci siano differenze, che l’articolo 3, altrimenti sarebbero identici quelli che hanno 17 anni rispetto ai 18enni e c’è una disciplina diversa. Quelli che hanno seminfermi rispetto agli infermi.
Il concetto di uguaglianza è un’uguaglianza a parità di condizioni. Non un’uguaglianza senza parità di condizioni.

D. Martinelli: Però la Costituzione non lo specifica questo, dice i cittadini tutti uguali di fronte alla Legge.
Avv. P. Longo: Questo l’hanno specificato Leggi costituzionali con anche al contrario. E anche la stessa Legge che ha stabilito che la precedente norma fosse lesiva di alcuni princìpi costituzionali ha detto che era possibile una differenziazione…
E’ inutile che lei tenti di farmi dire quello che io non sono convinto di dire. Lei nemmeno dovrebbe tentare di far dire alla Costituzione, e a tutta la giurisprudenza costituzionale una cosa che non è mai stata detta in questi termini.

D. Martinelli: Beh, rimane comunque un presidente del Consiglio che da cittadino comune si macchia di un reato comune per ques to motivo gli si fa un lodo su misura, Questo rimane di fatto.
Avv. P. Longo: Il presidente del consiglio è come il presidente della Repubblica. Non è affatto un uomo comune. Cioè è un uomo comune con funzioni particolari.
Si difendono le funzioni non l’uomo.

Niccolò Ghedini si è invece rifatto ad una serie di sentenze che hanno sospeso procedimenti riferiti alla legge 626, ha citato la convenzione di Vienna.

D. Martinelli: Avvocato Ghedini, il pm De Pasquale ha detto chiaramente che il Lodo Alfano non è una Legge che introduce nuovi princìpi, ma serve sostanzialmente a proteggere una persona.
Avv. N.Ghedini: Noi abbiamo cercato di spiegare perché non è così richiamandoci alla sentenza della Corte costituzionale e spiegando che già la Corte costituzionale ha ritenuto trattarsi di una sorta di leggittimo impedimento ex leg e che quindi è ; proprio per evitare che l’alta carica, chiamiamola così come la chiama la Corte Costituzionale, sia obbligata a scegliere tra svolgere le sue funzioni e andare a presenziare al processo. A noi sembra che questa sia una cosa meritevole di tutela e lo ha detto anche la Corte costituzionale.

D. Martinelli: Il fatto che David Mills rimanga un cittadino inglese con quale pretesto si potrebbe pensare di estendere e di applicare il lodo Alfano anche a Mills.
Avv. N.Ghedini: Noi infatti non l'abbiamo chiesto, ci siamo assolutamente rimessi sulla separazione del processo, c'è un grosso problema. Che se la Corte costituzionale dovesse accogliere i rilievi del pm e intanto il tribunale giudica Mills, poi questo tribunale diventa incompatibile, quindi in teoria sarebbe il pm che dovrebbe avere interesse a chiedere che il processo venga temporaneamente sospeso anche per Mills.
Ma per noi è assolutamente indifferente.

D. Martinelli: Sabato prossimo ci sarete comunque?
Avv. N.Ghedini: Si saremo qui ad ascoltare la lettura.

Le arringhe dei difensori si sono concluse nel tardo pomeriggio di sabato, il giudice Nicoletta Gandus ha fissato l'udienza a sabato 4 ottobre, per pronunciare l'ordinanza con la quale sapremo se rimetterà gli atti alla Consulta in accoglimento della richiesta del pm.
Per cui la Consulta si troverebbe due richieste uguali da due procedimenti diversi che riguardano la stessa persona: Silvio Berlusconi."

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19 Luglio 2008

Il processo degli impunibili

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Il 9 luglio ho pubblicato il primo resoconto d'aula del nostro inviato Daniele Martinelli al processo Mills. Con l'udienza di ieri, 18 luglio, a Milano sembra sfumare la possibilità che i cittadini sappiano la verità sui trasferimenti di denaro tra il Presidente del Consiglio e l'avvocato David Mills. Infatti tra Lodo-Alfano ed emendamenti dell'ultimo minuto, come ho spiegato nel mio articolo "Silvio libera tutti" del 16 luglio entrambi gli imputati vanificheranno gli sforzi dei giudici per imporre la giustizia.
Silvio Berlusconi ha svolto egregiamente il lavoro per cui si è fatto eleggere dai cittadini, evitare i conti con la giustizia. I cittadini però lo avevano eletto per altri motivi, e stanno pagando un altissimo prezzo per le sue menzogne elettorali.

Milano, 18 luglio 2008, Daniele Martinelli:

A palazzo di giustizia di Milano è andata in scena l'ultima udienza del processo Berlusconi-Mills con la deposizione della consulente fiscale del premier, che ha cercato di spiegare che quei milioni di dollari transitati sui conti esteri di tutta Europa non c'entravano nulla con i rapporti fra i due imputati.
L'udienza è l'ultima perché martedì il Senato voterà il Lodo-Alfano, che renderà immune Berlusconi da qualunque processo e l'incompatibilità del collegio giudicante presieduto da Nicoletta Gandus.
Mercoledì è prevista la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e giovedì la fulminea approvazione senza attendere i 15 giorni canonici.
Silvio Berlusconi, da imputato per corruzione in atti giudiziari, diventerà impunito. I
l suo coimputato David Mills la farà franca a sua volta dopo l'emendamento che il governo ha inserito nel cosiddetto pacchetto sicurezza all'ultimo minuto, che di fatto creerà maggiore insicurezza poiché renderà impuniti tutti i criminali che si macchiano di reati condannabili fino a 7 anni e mezzo di carcere.

Per David Mills basterà patteggiare, ossia ammettere le proprie colpe, per ottenere le attenuanti generiche, oltre che uno sconto di pena di un terzo, che ne caso di 7 anni di condanna per corruzione si ridurrebbe a 5 anni per lo sconto derivato dal pattegtiamento e a 2 anni con gli ulteriori 3 anni sottratti per l'indulto. Alla fine, 2 anni di condanna, essendo meno di 3, farebbero evitare il carcere al prestanome britannico di Silvio Berlusconi e una sentenza senza spiegazione delle motivazioni di colpevolezza, che nel caso di David Mills coinvolgerebbero per forza l'immune Silvio Berlusconi che se da un lato scamperà alla condanna penale, dall'altro non la farebbe franca sul piano morale e di immagine all'estero. Con l'emendamento dell'ultimo minuto si chiuderà un processo senza far luce sui reati commessi.
David Mills è stato l'inventore delle società estere riconducibili a Berlusconi e artefice dei giri di danaro transitati su di esse, tra cui All Iberian, utilizzata dal premier per finanziare con 22 miliardi di lire il partito socialista di Bettino Craxi alla vigilia dello scoppio di Tangentopoli.

Una ragnatela di società estere sulle quali, secondo calcoli non azzardati, sono transitati almeno 2 mila miliardi di lire tutti sottratti al controllo del fisco italiano e quindi ai cittadini stessi.
Per salvare 2 imputati destinati a sicura condanna, il governo Berlusconi sfascia la giustizia lasciando per la strada migliaia di malavitosi.
Alla faccia della sicurezza.

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9 Luglio 2008

Non si puo' mentire per sempre

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Nell'articolo del 27 giugno ho scritto che il 7 luglio un inviato di Italia dei Valori avrebbe seguito l'udienza del processo Mills, esattamente come ho fatto per il processo Spartacus. Questo il servizio realizzato dove potrete seguire l'intervista a Nicolò Ghedini avvocato di Silvio Berlusconi e parlamentare di Silvio Berlusconi.

"Processo Berlusconi-Mills. Il Premier imputato per corruzione in atti giudiziari rischia una condanna fino a 6 anni. Nell'udienza di oggi la deposizione di un consulente della difesa che cerca di spiegare i movimenti di denaro attraverso le società offshore di Berlusconi.

Daniele Martinelli: Siamo al tribunale di Milano. Dietro queste porte si sta tenendo l'udienza del processo Mills che vede imputato Silvio Berlusconi. Non è possibile entrare con le telecamere, è stato vietato, quindi non è possibile riprendere e fare immagini, tanto meno registrare la requisitoria del Pm. L'udienza è cominciata attorno alle 11, è l'una e venti e sono passate circa due ore e mezza. E' uscito l'avvocato Ghedini, il parlamentare che si occupa direttamente della causa del Premier. Ha rilasciato qualche intervista ma lo stiamo ancora aspettando per avere altre notizie.

Ecco il giudice Nicoletta Gandus, ricusata o meglio rifiutata da Berlusconi. Ovviamente la mossa serve ad allungare i tempi del processo e avvicinare la prescrizione e anche l'annullamento per via del lodo Alfano, lodo dal sapore incostituzionale già approvato dal Senato e messo davanti ad ogni altra priorità anche alla Camera. Lodo che rende immuni da ogni reato il Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato e ovviamente del Consiglio dei Ministri, unico imputato.

Ghedini: Spero che la nostra maggioranza le modifichi perché effettivamente sottrarre risorse alla giustizia in questo momento sarebbe sbagliatissimo. Ho sempre sostenuto che la magistratura deve avere grandi risorse e deve avere assoluta indipendenza.

Come avete sentito il parlamentare difensore di Berlusconi critica ciò la maggioranza che lui stesso rappresenta si appresta a fare, e cioè tagliare del 40 per cento i fondi alla giustizia. Ma ora cerchiamo di avvicinarlo noi.

Martinelli: Avvocato Ghedini mi scusi. Il processo Mills, questa vicenda del processo si lega un po al fatto che Berlusconi ha parlato delle toghe rosse, ma dobbiamo ricordare giustamente che tutto parte dalla denuncia del fisco inglese che trasferisce al fisco italiano.
Ghedini: Tutto parte da un inchiesta non del fisco inglese, ma da una vicenda molto più antica sui diritti. Poi c'è una trasmissione che poi giustamente la procura ha valutato e ha iniziato un indagine. Io credo che questa indagine si sarebbe dovuta fermare all'esito delle ulteriori prove che noi abbiamo portato.

Martinelli: Ma state facendo tutto di corsa per approvare prima il lodo Alfano e la blocca processi per evitare una sentenza?
Ghedini: No, guardi, qui stanno facendo tutto di corsa per finire il processo. Noi siamo contenti perché siamo convinti che saremo assolti. Il lodo invece è una questione politica dove si vuole togliere una ragione di critica e polemica politica.

Martinelli: Ma che ragione c'è di bloccare tutti i procedimenti entro il 31 giugno del 2002?
Ghedini: Quella è stata una scelta dei relatori che è correlata alla prescrizione. Lei sa che la prescrizione nel nuovo ordinamento, con la legge più recente, si consuma in 6 anni in atti interruttivi. Adesso se mi lascia andare a mangiare...

Martinelli: Però con il lodo Alfano quattro persone non saranno più uguali davanti alla giustizia e la legge.
Ghedini: Io credo che cosi avremo una situazione delle problematiche tra politica e giustizia assai più distese e un Presidente del Consiglio che quando non sarà più Presidente del Consiglio si farà processare.

Martinelli: Ammesso se arriverà al Quirinale.
Ghedini: Anche se arriva al Quirinale, non è più reiterabile.

Voce fuori campo: E se lo nominano in questa legislatura?
Ghedini: Lo stesso, non può durare più di 5 anni comunque, c'è scritto espressamente.

Voce fuori campo: Ve la cavate sempre, siete forti ragazzi, siete forti.
Ghedini: Facciamo il possibile.

Voce fuori campo: Siete bravi siete bravi.
Ghedini: Abbastanza.

Voce fuori campo: Però lo scandalo e la vergogna non si prescrivono caro Ghedini, ricordatelo.
Ghedini: E' vero. Quello è un problema suo.

Attendiamo il suo ritorno dalla pausa per avere qualche altra informazione. Ghedini mostra un po di imbarazzo.

Martinelli: Perché avete vietato le telecamere di riprendere il processo, visto che riguarda il Presidente del Consiglio?
Ghedini: Ma io sarei contento che ci fossero le telecamere, anzi è il tribunale che le ha vietate.

Martinelli: Non l'avete chiesto voi?
Ghedini: Ma neanche per sogno. Mai stato, anzi sarei contento che ci fossero le telecamere.

Martinelli: Ma il dibattimento non è pubblico?
Ghedini: Il pubblico può entrare ma non consentono di riprendere. Questo secondo me è sbagliato in un processo come questo. Non sappiamo la ragione.

Proviamo a pensare quale motivo avrebbe un giudice di vietare l'ingresso alle telecamere in un dibattimento pubblico che riguarda tra l'altro un personaggio pubblico come il capo del governo, se non su pressioni da parte della difesa stessa, in questo caso da parte dello stesso Ghedini e dal suo gruppo di avvocati che difendono Berlusconi.

Martinelli: Avvocato, mentre aspettiamo che riparta l'udienza ancora un paio domande. Ci sono stati cento costituzionalisti che hanno sollevato seri dubbi di legittimità e costituzionalità riguardo sia il lodo Alfano che il blocca processi.
Ghedini: Certo, più che legittimo. In diritto le opinioni sono le più variegate. Ci sono moltissimi costituzionalisti che sono stati organizzati da Gaetano Quagliariello che sostengono esattamente il contrario. Il diritto è anche bello per quello.

Martinelli: Il processo che riguarda Berlusconi e le intercettazioni con Saccà è stato trasferito a Roma. Contento?
Ghedini: Si, sono contento perché effettivamente la competenza è romana. Sarò più contento quando me lo assolveranno anche li.

Martinelli: Ma rimane comunque il problema del ruolo di Berlusconi, dove da parlamentare chiede favori a un direttore di rete, che non è nemmeno la sua ma della diretta concorrente, e quindi uno scambio di attrici per far cadere il governo Prodi.
Ghedini: Ma no, se lei legge le intercettazioni non è assolutamente cosi. Non c'è alcuno scambio di favori, ma solo delle segnalazioni come avviene..

Martinelli: L'ha detto lui al telefono, Berlusconi. Per esempio su Elena Russo cosi il senatore mi vota contro.
Ghedini: Ma no, non è assolutamente detto cosi. Le intercettazioni ce le ho tutte.

[Intercettazione telefonica tra il Presidente Silvio Berlusconi (P.) e Saccà (S.):

P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ....
S: ma questo nome è un problema mio ...
P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ... ]

Ghedini: Lei sul sito dell'Espresso può leggere quello che vuole, venga a leggersi le intercettazioni e le faccio avere quelle giuste.

Martinelli: Quelle riscritte, ma la voce di Berlusconi è una.
Ghedini: La voce di Berlusconi è una, basta che lei le ascolti e non dice assolutamente quello che lei prospetta. Mai ha detto Berlusconi “prenditi la Elena Russo e quell'altro vota cosi”. Lo escludo categoricamente. Proprio non dice affatto cosi, ma semplicemente che c'è un attrice a cui sarebbe interessato un senatore dell'allora maggioranza, tutto qui, ma non fa alcun collegamento diretto, tanto che per questo non c'è nessuna imputazione.

[Silvio Berlusconi per questa vicenda è indagato per corruzione e tentata corruzione]

Ghedini: Vado dentro, ci vediamo dopo.

Martinelli: Può chiedere se ci lascia entrare?
Ghedini: Chiedeteglielo voi, più che volentieri. Dovete chiederlo voi, non posso chiederlo io. Non ho un interesse diretto. Se lei lo chiede vi fate autorizzare. Io non mi oppongo, anzi.

Il dibattimento quindi procede a porte chiuse. Il momento di massima tensione è stato raggiunto quando Ghedini ha detto: “Prendiamo atto dell'ennesima violazione del diritto alla difesa”.
In attesa intanto che l'istanza di ricusazione sia discussa nei prossimi giorni il presidente del collegio Nicoletta Gandus ha tirato comunque dritto per la sua strada calendarizzando gli ultimi appuntamenti, ossia l'audizione a Lugano del banchiere Paolo Del Bue fissata per lunedì dopo mille rinvii. Intanto i difensori hanno chiesto di rinviare questa audizione l'esame dei due periti che dovevano chiarire il passaggio dei 600 mila dollari dai conti riconducibili a Berlusconi a quelli di Mills, la prova della corruzione. Il Pm Fabio De Pasquale si è opposto alla richiesta e il collegio gli ha dato ragione. In aula è stata la volta del professore Andrea Perini che ha analizzato i conti esteri in mano all'accusa ribaltando la tesi della procura. Lunedì prossimo la corte di trasferirà in Svizzera. Il 19 settembre prossimo, a patto che la ricusazione venga respinta, il processo potrebbe concludersi con l'inizio della requisitoria del Pm, ma dietro l'angolo già si vede l'immunità con il lodo Alfano."

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