2 Agosto 2008
Cittadinanza e Costituzione

Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha deciso di reintrodurre tra le materie scolastiche l'Educazione Civica, 33 ore annue sotto il nome di 'Cittadinanza e Costituzione'. Sono pienamente convinto della bonta' di questa decisione poiche' i giovani oggi hanno voglia di partecipare alla vita democratica del paese, e' da loro che puo' e deve ripartire la costruzione di uno Stato e delle sue regole. Con una punta di ironia credo invece che il difficile sara' spiegare ai ragazzi, finche' governera' questo centrodestra, l'articolo 3 della Costituzione secondo cui tutti i cittadini sono uguali difronte la legge. Di seguito due brevi dichiarazioni rilasciate alla stampa sull'argomento.
La Stampa: Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori ma anche autore di un fortunato manuale di educazione civica, come vede il ripristino di questa disciplina nella scuola?
Antonio Di Pietro: E' una cosa buona e giusta. Soprattutto per l'intrinseca valenza educativa di una disciplina che, in definitiva, porta a ragionare sull'etica e sulla vita collettiva.
La Stampa: Quali sono, secondo la sua esperienza, le maggiori carenze che i ragazzi hanno in materia?
Antonio Di Pietro: Quasi ignorano la prima parte della Costituzione. Il funzionamento degli organi dello Stato lo conoscono un po', ma sui grandi temi come l'uguaglianza, l'unità del Paese e il rifiuto della guerra, i ragazzi hanno gravi lacune. E pensare che sono proprio questi temi che maggiormente li appassionano.
La Stampa: Nel ddl approvato dal governo c'è anche una stretta sulla discilpina nella scuola: chi sbaglia, paga.
Antonio Di Pietro: Questo è un principio condivisibile. L'educazione civica si fa anche attivando comportamenti e metodi di questo tipo. Vediamo se andrà davvero in porto, ma la cosa mi trova favorevole.
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1 Luglio 2008
Elettroshock delle coscienze

Pubblico una lettera che ho inviato a Veltroni e apparsa su l'Unità di oggi. Il mio è un appello trasversale, senza bandiere, senza colori, senza partiti. E' un appello per salvare la democrazia di questo Paese, perchè è di questo che stiamo parlando.
Parliamo di un segnale forte che molte parti sociali e politiche vogliono dare al governo. Vogliamo il risveglio della coscienza civica. I cittadini sono sfiduciati, rassegnati, pensano di non poter incidere sul percorso delle scelte politiche. Non è vero, la democrazia è partecipazione costante e diretta dei cittadini. Questa azione nelle piazze esploderà nel tempo perchè questo governo sta agendo fuori dal programma elettorale, con manovre che minano le fondamenta dello stato di diritto. Silvio Berlusconi sta dimostrando la sua idea di democrazia dove prima del voto i cittadini sono fantocci da plasmare e subito dopo sudditi da governare. Sono gli elettori che non ci stanno, i suoi compresi. Piazza Navona sarà l'elettroshock delle coscienze, mi auguro tu ci sia.
"Carissimo Walter,
è un momento cruciale per il nostro Paese, sono a rischio la democrazia e il futuro economico e sociale degli italiani. E proprio per questo, tutta l'opposizione deve essere unita e bloccare la deriva di chi abusa del proprio ruolo al fine di tutelare solo gli interessi personali.
La democrazia non si baratta ma si difende in ogni sede e con tutte le energie. Questo non è il momento di soffermarsi a riflettere, né di rimandare a tempi che verranno. E' il momento di chiamare a raccolta i cittadini, di scendere in piazza, perché domani sarà sempre troppo tardi. Non possiamo attendere inermi che i provvedimenti 'salvapremier' e tutte le disposizioni vergogna divengano legge, pur essendo l'unico esito possibile, a fronte dei numeri schiaccianti che questa maggioranza ha in Parlamento. Per questo bisogna assumersi la responsabilità, dare la parola ai cittadini e spiegare loro quello che sta accadendo.
L'8 luglio l'Italia dei Valori sarà a piazza Navona per manifestare e sarà senza bandiere, insieme a tante altre forze politiche, associazioni, comitati e liberi cittadini. Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto. E chiediamo anche al Pd di esserci, di partecipare e di non alzare steccati. La difesa della libertà e della democrazia non ha colore, né bandiere, ha solo la forza delle idee e il coraggio di non tirarsi indietro. Il Paese ha bisogno di un'opposizione unita, coesa e senza nessuno che rivendichi una sterile primogenitura.
Anche per questo l'Italia dei Valori sarà con il Pd in piazza in autunno, per denunciare l'emergenza sociale, democratica ed economica, affiancandolo in quella azione di protesta e di proposta al Paese. Il progetto del Pd di un'alternativa forte e credibile a un governo che sta portando l'Italia al collasso, ha avuto già la nostra adesione.
Antonio Di Pietro"
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29 Febbraio 2008
Io sostengo Italia dei Valori
Io sostengo Idv è la nuova iniziativa on line dell’Italia dei Valori, che ha l’obiettivo di ampliare la base dei sostenitori del partito creando comunità locali sul territorio nazionale.
Pubblico il video del deputato dell'Italia dei Valori Fabio Evangelisti che presenta l'iniziativa.
"Sono Fabio Evangelisti, un parlamentare dell’Italia dei Valori.
Ti do il benvenuto in quest’area di sostegno all’Italia dei Valori. Questo è uno spazio dedicato a quanti condividono e vogliono contribuire insieme a noi a una serie di battaglie e sostegno ai principi etici, a quelli che sono i nostri ideali.
L’idea è quella di offrire uno spazio non solo virtuale per interagire con il nostro movimento. Attraverso la rete vogliamo costruire un luogo di discussione e di partecipazione in cui si realizza, attraverso la costruzione di comunità locali, un centro di discussione e di confronto.
Chiunque acceda e si scriva al sito entra a far parte del Social Network dell’Italia dei Valori, e riceverà il kit con la card personalizzata e nominativa, con un codice, una t-shirt e i riferimenti dell’organizzazione territoriale più vicina.
Non è un’iscrizione al partito, non comporta ne spese ne oneri, ma offre a tutti la possibilità d’essere protagonisti di una battaglia per il rinnovamento delle idee, per la riduzione dei costi della politica, per la riduzione degli sprechi della pubblica amministrazione, per ridurre il numero dei parlamentari, per una nuova legge elettorale che elimini la frammentazione partitica e riconsegni lo scetro nelle mani dei cittadini.
Registrandoti su questo sito potrai creare una tua rete di sostenitori, inviare e distribuire volantini e cartoline online, essere presente nella mappa italiana dei sostenitori e, se interessato, a ricevere il kit di sostegno alla campagna elettorale: volantini, pieghevoli, adesivi ed altro materiale informativo.
Aiutaci a cambiare l’Italia."
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19 Febbraio 2008
Il diritto di scegliere

Ricevo e pubblico una dichiarazione rilasciata oggi da Fabio Evangelisti, deputato dell'Italia dei Valori:
"Durante la trasmissione di Maria Latella giunge l’ennesimo esempio di come alcuni personaggi strumentalizzino la politica e le problematiche del paese per acquisire notorietà, magari potere e perché no, un posto in Parlamento.
E così, mentre Giuliano Ferrara era impegnato su Sky Tg 24 a propinare le sue idee sul diritto all’aborto e sulla vita delle donne in Italia, a Firenze, una ventenne di origini cinesi combatte tra la vita e la morte in seguito ad un delicato intervento resosi necessario a causa di un aborto praticato clandestinamente.
Una pratica ignobile che, è utile ricordare, ha trovato nella legge 194 un valido agente debellante, ma che ancora si annida tra le pieghe della nostra società. Non v’è dubbio che qualsiasi legge possa essere migliorata e applicata in maniera più completa, ma è impensabile che in una situazione di questo genere, dove si ricorre ancora alle interruzioni di gravidanza clandestine, si voglia compiere un passo indietro di 30 anni, togliendo alle donne il diritto di scegliere come e se proseguire la propria gravidanza.
A chi, come Ferrara, punta a questioni così delicate per guadagnare consensi, non resta che rivolgere un invito molto semplice: quello di andare a trovare la giovane cinese ricoverata al Careggi di Firenze."
L’Italia dei Valori si è battuta durante il governo Prodi e si batterà nel prossimo governo per difendere il diritto delle donne alla libera scelta sul tema dell'aborto.
Articoli precedenti:
Legge 194, discussioni inutili
Campagna elettorale sulla 194
Legge 194? Parliamo anche di fecondazione assistita
Un diritto di scelta
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5 Febbraio 2008
La paura di un ragazzo

Ricevo e pubblico la lettera di un ragazzo di Pozzuoli.
"Ciao Antonio.
Ho paura.
La notte non riesco a dormire perchè vedo la mia amata città morire a poco a poco, così come la stessa Repubblica Italiana che tanto democratica non sembra più essere.
Ebbene, la mia città è Pozzuoli, nota sin dall'antichità come luogo di scambi commerciali e culturali che per le sue unicità naturali è stata sede anche di villeggiatura per i benestanti senatori in età della repubblica romana,
I miei sogni oltre ad essere turbati dall'emergenza rifiuti sono perturbati da un'emergenza che dura da anni, la devastazione lenta e diabolica del nostro territorio.Nel corso degli anni i nostri nonni, reduci da una guerra devastante hanno accettato con un entusiasmo, simile a quello di un bambino alla vigilia dell'Epifania, di industrializzare la nostra amata città senza vedere nel futuro di quale terribili conseguenze essa celava. Per citare qualche effetto, ci sono stati casi di morte per amianto! Oggi ci ritroviamo a vedere piani di bonifica nel nostro territorio che vanno molto a rilento e non si capisce perchè! Ma anche nel piccolo vediamo che non funziona niente, strade dissestate, addirittura in prossimità dell'accademia aereonautica c'è un cartello che ne segnala il pericolo ad eventuali avventurieri desiderosi di conoscere questa fantastica città.
Altri e molti problemi assillano questa città che un giorno verrà dichiarata formalmente unica al mondo per la sua storia e per la sua particolarità naturale (http://whc.unesco.org/en/tentativelists/2030/).
C'è un modo di dire che descrive bene la situazione politica e sociale di Pozzuoli, come forse nel resto d'Italia, "perle ai porci".
Attualmente il comune è commissariato a causa di infiltrazioni camorristiche, la classe politica pare essere invariata e intanto con essa ci si avvia alle elezioni comunali. Non so a chi altro rivolgermi se non a una persona che come te esterna continuamente la sua fame di giustizia. Non sono un tuo elettore non lo sono mai stato però, forse sei l'unica persona che in questo momento può capire il mio disagio esistenziale. Oramai non ho più fiducia nelle istituzioni, ho veramente paura di tutto ciò che sta accadendo in Italia, sì in Italia perchè reputo che i problemi che stanno emergendo a Napoli e al Sud non sono solo locali ma appartengono all'Italia intera. Delle volte guardando la Tv, mi sembra che questo paese sia tutt'altro che una nazione unita, forse è questo il problema principale del nostro paese, non abbiamo un'identità nazionale.
Piango ogni giorno per il mio futuro e per il futuro della mia città, sto meditando di andare via dall'Italia perchè ho paura, non mi sento protetto dalle istituzioni; e tanto per citarne una, abbiamo raccolto le firme per una petizione per sapere se sono nocivi o meno i ripetitori che trenitalia ha fatto installare all'interno del suo ambiente, metropolitana Linea 2, ma adiacente a centri abitati; non abbiamo per questo ottenuto risposta alcuna.
Ora la smetto di borbottare ed assillarti con questi miei problemi, cercherò di andare a dormire, magari riuscendo a sognare che tutto questo sia solo un incubo.
Saluti
Walter"
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3 Gennaio 2008
Legge 194, discussioni inutili

La revisione della legge 194 sull’aborto e' uno dei principali dibattiti politici di inizio 2008. Per me la donna non dovrebbe ricorrere all’aborto, ma non pretendo che le mie scelte prevalgano sulle decisioni di altre persone.
Ritengo che la legge 194, pur con le sue imperfezioni come succede del resto per tutte le leggi, non debba essere modificata, non ne vedo i presupposti. La legge 194 ha funzionato, su questo non credo che ci siano dubbi, e ha tutelato la libertà di migliaia di donne di essere padrone della loro vita. Il dibattito attuale ha due aspetti che mi disturbano come cittadino e come politico. Il primo è che una discussione sui diritti civili sia influenzata, e forse indirizzata, dalla religione. Il secondo è che con tutti i problemi irrisolti che ha il Paese, e ce sono migliaia, si dibatta (e si perda tempo prezioso) su una legge che funziona, approvata dagli italiani attraverso un referendum. L’immagine che la classe politica, ancora una volta, trasmette è di vivere in un mondo a parte, isolata, lontana dagli italiani e dalle loro aspettative.
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2 Gennaio 2008
Ecopass a Milano, un punto di partenza

Da oggi per entrare nel centro di Milano le macchine più inquinanti dovranno pagare un ticket, detto Ecopass.
Letizia Moratti ha fortemente voluto l’introduzione di questa tassa per diminuire l’inquinamento e lo ha fatto anche contro parte della sua stessa maggioranza. Gli esiti del ticket saranno valutabili nei prossimi mesi, ma questa misura è comunque un forte segnale di inversione di rotta nell’occupazione delle città da parte degli autoveicoli privati e quindi nell’emissione di veleni in quantità industriale nell’aria. Letizia Moratti ha avuto il coraggio del “fare”, molto raro in un Paese dominato dalle chiacchiere. Può essere che la misura introdotta sia parzialmente efficace, ma è un punto di partenza.
La mia opinione è che a Milano, come nelle altre città più importanti, il centro storico dovrebbe essere chiuso ai veicoli privati e che la circolazione a targhe alterne sia un rimedio semplice ed efficace contro il traffico insieme all’introduzione di mezzi pubblici elettrici, inclusi i taxi, e di piste ciclabili sicure. Ma da qualcosa bisogna pur partire, per questo ringrazio il sindaco Moratti per aver introdotto a Milano l’Ecopass, che si è già dimostrato di grande efficacia in altre grandi città nel mondo, come ad esempio Londra.
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10 Dicembre 2007
Break the mafia, rompiamo il silenzio

Domani alle ore 21 saro' a Milano al convegno Break the mafia presso il Teatro Carcano in corso di Porta Romana 63.
L’evento e' stato organizzato da un gruppo di “liberi cittadine e cittadini” che vogliono “rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico”(dal sito www.breakthemafia.it).
Io sarò presente all'incontro. Dovrebbero partecipare i magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo impegnati, purtroppo non si sa ancora per quanto, nelle inchieste “Why Not” e Unipol.
Voglio offrire il mio appoggio pubblico come ministro e come presidente di Italia dei Valori a due persone coraggiose che promuovono i valori del senso civico e della moralità pubblica, fondamentali per il futuro di questo Paese.
Parte dell’intervento sarà ripreso in diretta, in streaming, su questo blog, sul portale italiadeivalori.it e antenneattive.org.
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16 Novembre 2007
Sondaggio sull'immigrazione
Pubblico un sondaggio sull'immigrazione in Italia condotto dall'ISPO e presentato a Vasto durante l'incontro nazionale dell’Italia dei Valori.
Il sondaggio è illustrato nel video dal professor Renato Mannheimer, direttore dell'Istituto di Studi sulla Pubblica Opinione.
Testo:
"Come sempre nei sondaggi si parla solo dell’insicurezza percepita, e non quella reale, e spesso l’insicurezza percepita è superiore a quella reale. Vorrei illustrarvi quello che è l’atteggiamento generale degli italiani verso il fenomeno immigratorio.
Abbiamo la fortuna di disporre dei dati di confronto nel tempo, come quella di una ricerca svolta nel 1999 confrontata con una fatta nel 2007. Sostanzialmente, la percentuale di persone che dice che gli immigrati riescono ad inserirsi ha una contrazione nel tempo, mentre cresce il numero, e raggiunge il livello del 45%, di coloro che dicono che riescono ad inserirsi, ma sono un po’ chiusi tra di loro, come se da parte nostra, di noi italiani, ci sia un idea sempre maggiore che gli immigrati costituiscono un mondo a sé, che il processo di integrazione non funziona e crea pericoli. Questa è una percezione sociale diffusa, la quale però dà un elemento di preoccupazione.
Vediamo gli immigrati come un circolo chiuso, e il nostro atteggiamento verso il fenomeno migratorio è di sospetto, dove una quota rilevante del 31% di italiani sostiene che sia un fenomeno inevitabile, ma una parte maggiore, il 39%, sostiene che è un fenomeno che va fermato. Questa stessa percentuale era, cinque anni fa, il 24%, ed è quindi cresciuta nel tempo.
Qui non c’è nessun riferimento legislativo, pochi italiani sanno bene come funzionano i vari meccanismi e sanno bene i meccanismi della Bossi-Fini. L’idea è che questo fenomeno spaventa, e quindi una percentuale maggiore, oggi la maggioranza relativa, dice che il fenomeno va fermato. Non la maggioranza assoluta, ma il 40% costituisce una forte parte della popolazione. E’ una parte trasversale, ci sono all’interno di questo 40% sia persone di sinistra che di destra, con un accentuazione, ma non una totalità, di persone simpatizzante del centrodestra. Poi ci sono tante persone che non simpatizzano per nulla, che non si occupano di politica ma temono il fenomeno migratorio.
Se noi dobbiamo fare una sintesi dell’atteggiamento verso gli stranieri immigrati, troviamo che c’è un italiano su quattro, il 25%, che esprime un timore alto. Oltre a questo 25% c’è un altro 16% che ha un timore medio alto, che sommati ci ritroviamo davanti a quel 40% degli italiani che è intimorita dal fenomeno. Quindi c’è timore per il fenomeno, sulla quale non possiamo nasconderci e sulla quale dobbiamo intervenire. Per intervenire bene dobbiamo discutere del perché.
Si è discusso molto della relazione tra criminalità e immigrati. Questa è una relazione da un verso obiettiva e dall’altra soggettiva. E’ obiettiva perché molto spesso coloro che arrivano sono in condizioni disagiate, difficili, quando addirittura non hanno premeditato un intenzione criminale, e più facilmente si dedicano ad attività criminali. Poi per un fatto obiettivo, la popolazione carceraria ha una quota molto rilevante di immigrati e molti delitti, spesso di un certo tipo vengono commessi da immigrati.
Però c’è anche una percezione soggettiva, che spesso non coincide con quella obiettiva. Alcuni sostengono che gli immigrati extracomunitari rendono meno sicura la vita nelle nostre città, altri che non è vero. Il 38%, che è sempre parente di quel 40% di persone intimorite, è d’accordo: le nostre città sono meno sicure. Costoro sono di più tra quelli che risiedono nel Nord-Est, sono di più tra le casalinghe, che non sono una categoria più attiva, ma una categoria più isolata con meno accesso all’informazione, e sono di più, con la maggioranza assoluta, tra i votanti del centrodestra. Ma ripeto, coloro che hanno questa opinione non sono solo nel centrodestra, è un opinione di carattere trasversale. Questo ci dimostra come ci sia una relazione forte tra la percezione soggettiva che la criminalità sia associata all’immigrazione, poi possiamo discutere in che misura, meno di quanto la gente percepisca.
Però, vorrei aggiungere che l’immigrazione evoca altri elementi di problematiche, di conflitto e di preoccupazione. Per esempio, in misura minore, ma sempre significativa, c’è un accordo sull’idea che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani. Questo lo dicono di meno, solo il 28%, perché tanti, la maggioranza degli italiani, si è resa conto del fatto che gli immigrati fanno per lo più lavori che gli italiani non vogliono più fare o che hanno la possibilità di non fare più. In una percentuale ancora minore, sostiene di non fidarsi degli immigrati, ma la maggioranza assoluta non dice che non è una difficoltà, dice che può esserlo.
Vorrei dire che il problema è rilevante, anche se non è considerato prioritario e di grande rilevanza come nel 2001, e che la paura sociale per il fenomeno migratorio è estesa. Possiamo stimarlo che lo senta molto forte, che veda come una minaccia gli immigrati tra il 30 e il 40% degli italiani, e che si pensa che queste cose debbano essere risolte si dall’apporto di ciascuno, dalla capacità di comprensione di ciascuno, ma specialmente da parte della pubblica autorità del Governo con leggi ad hoc. Ad oggi, la legislazione sull’immigrazione e criminalità è al tempo stesso non conosciuta ma comunque ritenuta insufficiente da questo 30-40% che ha paura."
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10 Novembre 2007
Consiglio dei ministri: politiche abitative e regioni
In questo Consiglio dei Ministri l'aspetto più rilevante di cui si è discusso è stato quello delle politiche abitative.
Erano stati allocati 550 milioni da consumare entro il 31 dicembre di quest'anno per dare alloggi a coloro che non ne hanno e vivono in uno stato di indigenza.
Ci sono difficoltà per la distribuzione di questi fondi. Il criterio di ripartizione individuato dal sottoscritto e dal ministro Ferrero, le due persone incaricate del compito, è in contrasto con un emendamento del Parlamento che impone sull'operazione il consenso di tutte le regioni e non della maggioranza di queste. La democrazia deve cercare, nelle decisioni, il consenso della maggioranza e non della totalità degli individui, altrimenti si trasforma in una dittatura.
Di seguito il testo dell'intervista ad Antonio Di Pietro:
Consiglio dei Ministri di venerdì 9 novembre. In realtà ci sono state tre riunioni: la riunione del CIPE, Comitato interministeriale per la programmazione economica, che è un po’ come un mini- Consiglio dei Ministri con il portafoglio, il Consiglio dei Ministri vero e proprio e poi un altro mini-Consiglio dei Ministri, il cosi detto "Consiglio dei Ministri per il tavolo per la casa", cioè per le politiche abitative.
Cosa abbiamo deciso con il CIPE? Abbiamo deciso di spendere e come spendere un altro paio di miliardi di euro, perchè poi si dice che non si fanno opere pubbliche, ma invece le opere pubbliche si stanno facendo. Certo, i risultati si vedranno fra anni, ma intanto le stiamo facendo.
Il problema delicato è che il precedente governo aveva detto che faceva opere pubbliche, e ne ha inaugurate tante, ma non ci ha messo i soldi, e ci ritroviamo adesso con un arretrato di 5-6 miliardi di euro da recuperare per andare a pagare quelle opere avviate e che non sono state finanziate.
Comunque sia, in questo CIPE, su mia proposta, siamo riusciti ad approvare l'avvio dei lavori e la progettazione soprattutto dei lavori di importanti metropolitane a Milano (la AM4, AM5, AM2, AM3, un po’ le abbiamo approvate il CIPE scorso e un po’ ne approveremo nel prossimo), Roma e Napoli.
Abbiamo approvato poi una serie di interventi che riguarda la sistemazione dell'ambiente intorno al MOSE di Venezia, compreso il finanziamento dello stesso. Le barriere servono per evitare che Venezia affondi quando c'è l'acqua alta, ma nello stesso tempo dobbiamo evitare che le barriere deturpino l'ambiente, e quindi abbiamo dovuto prevedere che una quota di questa somma sia destinata al recupero ambientale. E così via.
Quindi due miliardi circa di investimenti che sono stati una somma più importante.
Al Consiglio dei Ministri abbiamo fatto più che altro un'attività di ratifica di trattati internazionali. C'è stato un grosso lavoro anche del Ministro degli esteri D'Alema e della collega Bonino, cioè quei ministri che si occupano di cooperazione internazionale e di politica estera.
Il momento più delicato e importante, in un Cosiglio dei Ministri dove non ci sono state differenze e dove tutti quanti, tutto sommato, abbiamo pensato allo stesso modo, è stato quando si è parlato di politiche abitative perchè c'è stato un tesoretto di cui erano previsti 550 milioni da consumare entro dicembre di quest'anno per venire incontro agli sfrattati che non hanno casa e si trovano in condizione di indigenza nelle maggiori città italiane. Come ripartirle? A chi darle? Con che modalità? Con quali garanzie?
Insieme a Ferrero, con cui ho il coordinamento di quest'attività, abbiamo fatto una proposta, che purtroppo non è in linea con un emendamento che è stato approvato in parlamento, il quale richiede, sul criterio di ripartizione, che tutte le regioni devono essere d'accordo all'unanimità.
Vai a trovarle 20 regioni che sono tutte 20 d'accordo che i soldi che vanno all'altro vanno bene pure lui. La democrazia è bella se vale la regola della maggioranza, mentre la regola dell'unanimità finisce per essere una regola dittatoriale se non si trova un sistema.
Ecco perchè ancora ad oggi non riusciamo a fare il decreto d'assegnazione, e abbiamo dovuto rinviare al 15 novembre una discussione con tutte le regioni per discutere di questo tema, perchè dobbiamo far capire alle regioni che anche se qualcuna di loro non è d'accordo, poi, una decisione la si deve prendere, perchè se no si lavora con il solito sistema: questo no, questo non mi piace, e si muore di fame. Ecco perchè io ritengo che bisogna prendere una decisione.
Decisioni che bisogna prendere anche per esempio con riferimento alla strada tirrenica, quella che da Civitavecchia deve arrivare fino a Firenze. C'è chi la vuole, c'è chi non la vuole per problemi ambientali nobili e c'è chi non la vuole per problemi ambientali personali, perchè si ritrova il ‘villone’ a ridosso.
Io a questo punto ho detto basta. A me non sta bene che ognuno illuda l'altro. Una volta per tutte con la maggioranza si decida o si o no. Per questo è stato fissato per il prossimo CIPE perchè finalmente questo governo si assumerà la responsabilità, come ha fatto per esempio sul Ponte sullo Stretto, di dire "lo facciamo" o "non lo facciamo".
Ma dire prima "sì lo facciamo", e poi cambiare e dire "no, non lo facciamo", è una furbata da prima repubblica che non possiamo più permetterci.
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31 Ottobre 2007
Fermare il flusso dalla Romania, subito

foto da repubblica.it
A Roma è avvenuto l’ennesimo odioso episodio di violenza contro una donna. La dinamica dell’aggressione è terribile. Una signora di 47 anni, moglie di un ammiraglio, è stata aggredita alla stazione di Tor di Quinto. Il presunto autore è Nicolae Romolus Mailat, un romeno che vive in un campo vicino al luogo del rapimento. La donna è stata picchiata, stuprata e uccisa. E’ stata quindi trascinata come una bestia e buttata in un fosso. Un’aggressione che può succedere a qualunque donna in Italia.
L’ingresso della Romania in Europa ha portato in Italia una massa di sbandati senza lavoro e senza altre fonti di reddito, alcuni portati a delinquere. E’ necessario un decreto governativo che blocchi questo flusso e restituisca al mittente tutti i cittadini romeni che non dimostrino di avere un posto di lavoro e una residenza in Italia.
L’iter di un disegno di legge è troppo lungo, non è più sufficiente di fronte all’emergenza sociale che abbiamo sotto i nostri occhi.
Oggi stesso ho sollecitato un decreto al Presidente Romano Prodi da discutere nel prossimo Consiglio dei Ministri insieme a una richiesta per lo smantellamento immediato di tutti i campi nomadi abusivi.
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24 Agosto 2007
Scuole sicure

Oggi ho firmato il decreto interministeriale che rende operativo il primo programma stralcio del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Sono stati sbloccati finanziamenti per 215 milioni di euro con i quali i Comuni interessati potranno richiedere mutui per 800 interventi di ristrutturazione degli edifici scolastici presenti nei loro territori.
I mutui saranno erogati alle amministrazioni comunali dalla Cassa Depositi e Prestiti a seguito della registrazione del decreto, firmato anche dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, e i finanziamenti giungeranno nelle casse dei Comuni entro la fine dell’anno. Nello stesso periodo sottoscriverò gli accordi di programma relativi al Piano straordinario con le Regioni interessate.
Terminata la pausa estiva ho voluto immediatamente compiere un atto concreto per dotare le scuole del nostro Paese di strutture adeguate e sicure, per evitare episodi tragici come quelli a cui abbiamo assistito in passato.
Anche in questo caso, come già accaduto per le politiche abitative, è stato svolto un accurato lavoro, sbloccando fondi da troppo tempo fermi nel bilancio del Ministero, e mettendo a disposizione delle amministrazioni locali risorse per interventi quali la messa in sicurezza, il consolidamento e l’adeguamento strutturale, l’adeguamento alla normativa sismica, l’abbattimento di barriere architettoniche, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria in centinaia di edifici scolastici in tutto il Paese.
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13 Agosto 2007
Il problema dei Rom

foto da Stampa.it
I quattro bambini morti carbonizzati hanno aperto una discussione sulla comunità Rom in Italia.
La tragedia era largamente annunciata, credo che sia chiaro a tutti come vivono queste persone: in condizioni igieniche da terzo mondo, in baracche fatiscenti, sotto i viadotti, con allacciamenti abusivi, al di fuori di qualunque legalità.
I rom arrivano in Italia senza un lavoro, senza una casa, senza conoscere la nostra lingua. Vogliamo accoglierli? Siamo in grado di accoglierli? Disponiamo di sufficienti risorse e, soprattutto, è questo il volere dei cittadini italiani? Solo se a queste risposte si risponde affermativamente il flusso dei nomadi nel nostro Paese può continuare e quelli che sono arrivati ci possono restare. Altrimenti si fa il solito buonismo sulla pelle degli altri.
Se la legge venisse applicata le migliaia di bambini rom che chiedono la carità ad ogni angolo della strada o che rubano dovrebbero essere affidati a delle comunità, e ai loro genitori tolta la patria potestà. Se la legge venisse applicata vi sarebbe un rapido rimpatrio di migliaia di rom.
Il problema non può essere affrontato con la politica dello struzzo, scaricando tensioni e problemi solo sui cittadini italiani. In questo caso sono più vicino alla posizione dei sindaci che a quella di alcuni esponenti del Governo.
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9 Luglio 2007
Non abbandoniamo i nostri giovani

Ricevo e pubblico una lettera di Flavio Mobigli di Monza sull'assistenza ai giovani affidati in Comunità nel Comune di Milano e il suo appello da sottoscrivere: http://www.petitiononline.com/prosammi/petition.html
"I minori di 18 anni che non dispongono di cure adeguate in famiglia o subiscono gravi maltrattamenti, possono essere affidati a Comunità alloggio per minori, che provvedono a garantire loro assistenza materiale e un contesto educativo positivo.
Al compimento del diciottesimo anno, se permangono gravi difficoltà in famiglia, per permettere al giovane di compiere gli studi o di fare un percorso che lo porti alla completa autonomia, è prevista la possibilità di inserimento volontario in comunità per maggiorenni, con un provvedimento amministrativo denominato "prosieguo amministrativo", fino al compimento del ventunesimo anno.
Il Comune di Milano ha deciso di NON FINANZIARE più alcun progetto di prosieguo amministrativo, per motivi di puro risparmio economico, costringendo così centinaia di giovani, con grave disagio familiare (o privi di famiglia), ad essere abbandonati a se stessi al compimento del diciottesimo anno; con la prospettiva di doversi arrangiare a trovare immediatamente un lavoro e un alloggio, magari interrompendo gli studi e negandosi quindi la possibilità di un lavoro di qualità migliore nel futuro.
Spesso, al compimento del diciottesimo anno, il ragazzo o la ragazza che ha iniziato un faticoso percorso in comunità alloggio, elaborando i traumi vissuti in un contesto familiare problematico e dannoso, non ha la maturità e la stabilità interiore per affrontare un passo così difficile, nella solitudine e senza sostegno sociale.
Per questo è necessario rivolgere questa petizione al Comune di Milano affinché si impegni a sostenere anche in futuro i percorsi legati al "prosieguo amministrativo". E' vergognoso che una grande metropoli europea si disinteressi del futuro dei suoi giovani, non facendosi carico di un percorso necessario, che ha sempre portato buoni risultati, quando tanti piccoli comuni con problemi di bilancio ben più gravi non rinunciano a dare sostegno e dignità a chi ha già avuto, in tenera età, tante privazioni e sofferenze dalla vita.
Uniamo le nostre voci per chiedere al Comune di Milano un segno di civiltà."
Flavio Mobigli
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21 Giugno 2007
La guerra sulle strade

In un piccolo paese, Annico in provincia di Cremona, sono state falciate sulle strisce pedonali due madri con i loro figli. Un bambino di sei mesi si è salvato solo perchè la sua carrozzella è stata spinta lontano dalla madre prima di essere investita. Carla Maria e Fiorenza di poco più di trent’anni, Sara di 11 anni sono morte per causa di un motociclista, che ne risponderà alla Giustizia. In Italia è assente una cultura della sicurezza stradale. Ieri è successo a Annico, domani sarà altrove, tutti i giorni muoiono persone sulle strade. Ciclisti e pedoni vengono uccisi nelle grandi città, un dato ormai acquisito come se fosse inevitabile.
Si possono e si devono certamente inasprire le leggi e operare maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Queste azioni non serviranno però a nulla se non vi sarà allo stesso tempo una presa di coscienza a livello nazionale del massacro che avviene sulle nostre strade. Migliaia di morti e decine di migliaia di feriti ogni anno sono una emergenza nazionale che va affrontata con determinazione.
Su questo punto mi farò promotore come ministro delle Infrastrutture per un tavolo congiunto sulla sicurezza stradale con i diversi attori coinvolti: dal ministero dei Trasporti, al ministero dell’Istruzione, ai produttori di auto, ai media.
Il mio ministero sta già avviando, comunque, una serie di misure per ridurre gli incidenti stradali sulle quali vi terrò informati attraverso il blog. Tra queste, l’indirizzo all’Anas e ai concessionari autostradali di adeguare al più presto il manto stradale con asfalto auto drenante che permette una visibilità nettamente migliore in caso di pioggia con la riduzione degli incidenti.
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25 Marzo 2007
Le politiche abitative
Le politiche abitative per le fasce sociali più deboli sono uno dei punti della mia attività di governo ed il tema del mio video settimanale.
Testo:
Eccoci di nuovo, amici miei, all'appuntamento del venerdì, questa volta senza Consiglio dei Ministri ma pure con tanti argomenti.
Per quanto riguarda il mio Ministero, abbiamo aperto un nuovo importante fronte, che non riguarda solo calce e cemento ma anche solidarietà, assistenza, difesa delle fasce sociali più deboli, sicurezza delle grandi città, sicurezza dei cittadini: la questione della politica delle abitazioni.
C'è un grosso problema in Italia, specialmente da quando è scaduta la legge sul blocco degli affitti. Sia chiaro, io sono a favore delle liberalizzazioni. E' chiaro che chi compra casa non può restare bloccato a vita, ma è altrettanto chiaro che chi non ha casa non può restare a vita in questa condizione.
Bisogna venire incontro, insieme a Comuni, Regioni ed enti locali, a queste necessità senza fare favoritismi.
Ho trovato al Ministero delle Infrastrutture molte risorse, si parla di almeno due miliardi di Euro, inutilizzate perchè bloccate da ricorsi e contro ricorsi o questioni procedurali. Da un po' di tempo, in Italia, sembra che chiunque voglia fare impresa o chiunque voglia fare politica, la prima cosa che fa è andare dal giudice. Il nostro Paese è diventato un contenzioso unico. Ebbene, in questi mesi ho sbloccato questi fondi e sono orgoglioso di dire che da qualche settimana ho cominciato, città per città, regione per regione, l'allocazione di questi denari. Soldi veri, non promesse: Milano, Napoli, Roma, dopodomani a Torino e così via. Per alcune centinaia di comuni abbiamo provveduto a cofinanziare interventi per la sistemazione di palazzi fatiscenti nelle periferie, di strutture immobiliari bloccate e che quindi non potevano essere affittate dal comune ai più bisognosi. Credo che questo sia stato un intervento concreto, i famosi contratti di "Quartiere 2". Se ne parla da tanti anni ma finalmente, entro Pasqua, tutti i soldi verranno distribuiti.
Un'altra legge prevedeva fondi per un miliardo, che erano però bloccati, e che stiamo pure provvedendo a distribuire a Milano, Roma, Napoli, Palermo, Bari, Genova.
Ma la cosa più importante che stiamo facendo è quella di rilanciare un nuovo piano case: abbiamo scritto una legge con cui mi sono assunto l'onore e l'onere di fare da coordinatore per la ricognizione delle esigenze abitative di tutte le città. Ho preteso e ottenuto che non si parlasse solo di aspirazioni, ma che ci fossero indicati i tempi, un crono programma previsto per legge. Entr







