Società

5 Giugno 2010

Cicchitto, Monicelli e l'armata Brancaleone

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E' fantastico come i lacchè di Berlusconi riescano trasformare tutto a loro uso e consumo. Vi racconto un episodio che ha visto il Capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, attaccare un grande regista come Mario Monicelli solo per aver chiesto ai ragazzi di non arrendersi davanti allo stato di degrado e di abbandono in cui versa la scuola italiana. Infatti, ieri, il grande regista Mario Monicelli era davanti agli studenti della scuola di cine-TV Rossellini di Roma.
I ragazzi stanno protestando da settimane per i tagli della Gelmini, perché perderanno materie importanti per la loro specializzazione. Il regista toscano ha sostenuto che "la storia d'Italia è conosciuta all'estero solo per la sua cultura. Non siamo un Paese che ha avuto grandi generali, grandi personaggi storici, ma solo una forte collocazione culturale. Ed è proprio questa, l'unica cosa che ci viene da tutti riconosciuta all'estero, che si vuole oggi combattere. Per il resto c'é solo nel nostro Paese, come nell'Occidente, la cultura dell'arraffare, di arricchirsi."
E' da più di 20 anni che – per colpa delle televisioni di Berlusconi - è cominciata l'opera di svuotamento delle menti degli italiani. Oggi si tenta di terminare l'opera impedendo ai giovani di formarsi e di crescere con giudizio autonomo.

I ragazzi del Rossellini, che voglia di formarsi e studiare ne hanno parecchia, hanno dato una dimostrazione di intelligenza originale: davanti a giornali e tv, hanno presentato il nuovo lavoro di Mario Monicelli, un cortometraggio chiamato "La Nuova armata Brancaleone". Un lavoro che dura solo tre minuti e che è l'occasione per denunciare lo stato di degrado e di abbandono della scuola italiana che - grazie ai tagli della Gelmini – perderà anche le ultime possibilità di competere con gli altri Paesi europei.

Monicelli si è prestato volentieri alla “zingarata” ed ha chiesto ai ragazzi di "spingere con forza e non tacere. Dovete usare la vostra forza - ha continuato il maestro - per sovvertire, protestare. Fatelo voi che siete giovani. Io non ho più l'età".

Sono bastate queste parole, condivisibili, per far scattare sull’attenti Fabrizio Cicchitto: "Il fatto che abbia realizzato dei bei film - ha detto il vecchio socialista berlusconiano - non è una buona ragione per far passare senza replica l'irresponsabile auspicio per l'uso della forza da parte dei giovani. Evidentemente ha rimosso quanto accaduto in Italia negli anni '70-'80".
Io credo che Cicchitto - piuttosto che preoccuparsi per le sacrosante parole del regista italiano - debba spiegare al suo capo che dire "mi sento moralmente autorizzato ad evadere le tasse" è assai più pericoloso ed eversivo

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19 Luglio 2009

Borsellino: il Paese c'era

Il 19 luglio di diciassette anni fa veniva ammazzato, insieme alla sua scorta, il magistrato Paolo Borsellino. Oggi leggo sulle agenzie che Palermo lo ha dimenticato, complice una giornata di sole, il mare, la voglia d’estate. Non è vero. A farlo dimenticare sono stati diciassette anni di commemorazioni dell’ultimo momento anzi, del giorno stesso. In Italia dovremmo insegnare ai nostri figli la cultura dello Stato fin dall’infanzia. I bambini dovrebbero crescere con gli eroi della nostra storia, le edicole dovrebbero sostituire i pokemon con le miniature di Impastato, Falcone, Borsellino, Mattarella, Scopelliti. Mancano senso civico e senso delle istituzioni. Manca la cultura della storia del Paese e delle persone che l’hanno scritta con dedizione e rettitudine, fino all’estremo sacrificio: quello della loro vita. Gli italiani festeggiano il 2 giugno, il 25 aprile, senza sapere nemmeno cosa stanno celebrando e di questa scarsa sensibilità lo Stato e le istituzioni ne sono responsabili.

Siamo nell’era dell’effimero, dell’indifferenza. Scene, che io definirei amarcord della nostra democrazia, come quelle della folla indignata ed in lacrime che caccia in malo modo i politici che partecipavano ai funerali di Borsellino, rei di non averlo protetto abbastanza, non le rivedremo mai più. Scene di un Paese che c’era, viveva e partecipava, che aveva un limite oltre cui non potevi andare: oggi quel limite dov’è? Mangano è un eroe, Craxi uno statista a cui dedicare vie, piazze e viali, il ministro Alfano definisce Borsellino “un eroe” senza provare alcuna vergogna, e senza nessuno che gli chiuda la bocca rispondendogli che Borsellino, le sue porcate come il Lodo Alfano ed il bavaglio alle intercettazioni, non le avrebbe mai approvate.
Nel frattempo Totò Riina manda messaggi dal carcere ai veri responsabili delle stragi del ‘92 e ‘93, e li invia perché sa che quei mandanti possono ancora essere ricattabili e al tempo stesso possono aiutarlo, perché sono ancora ai vertici, magari al governo. Sarei pronto a scommettere sui loro nomi, ma sarò paziente, attenderò fiducioso il lavoro della magistratura. Concludo solo rispondendo alle affermazioni di Riina: i tuoi consigli non ci servono, la verità ce l’aveva già detta Paolo prima di morire: “Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.”

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6 Giugno 2009

Napoli, mercato del Vomero: tra la gente

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Ieri ho chiuso la campagna elettorale tra la gente, a Napoli, in un mercato del Vomero. Ho ricevuto dai cittadini attestati di stima, uno di loro mi ha fatto dono di un cornetto rosso portafortuna, altri hanno voluto semplicemente stringermi la mano, abbracciarmi, mi hanno chiesto di non mollare mai, gli ho risposto che non ci penso nemmeno. La pallottola e le minacce ricevute nella mattinata di ieri sono state la conferma di essere sulla buona strada. Questo pomeriggio farò il mio dovere di cittadino, andrò a votare a Curno. Io non mollo, fate la vostra parte.
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Stampa e porta con te all'urna l'elenco dei candidati IdV della tua circoscrizione.
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25 Aprile 2009

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione

Oggi ho partecipato al corteo del 25 aprile a Milano insieme a migliaia di cittadini. La stampa parla di “cortei della sinistra” perché Formigoni è stato fischiato. Per me c’erano cittadini italiani, di tutti i colori, e qualcuno ha espresso il proprio dissenso verso l’operato di un politico. Certo, c’erano anche quelli di “sinistra”, un termine di cui comprendo sempre meno il significato.
Mentre ero nel corteo mi hanno informato che qualcuno ha proposto di cambiare nome alla giornata del 25 aprile, che ricorda la liberazione del paese dal giogo del fascismo nel ‘45.
Il nome proposto è stato “la giornata della libertà”, che non mi dispiacerebbe come nome, magari per un altro momento da ricordare, se non fosse che la proposta è in realtà una provocazione che proviene dal ducetto contemporaneo Silvio Berlusconi, sul quale quel tricolore avvolto al collo, con cui è stato ritratto, è una decisa stonatura.
Ma dopo la bandana, l’elmetto da operaio, il cappello da ferroviere, il casco della protezione civile, gli italiani sono pronti a tutto, anche ad uno spot che offende la memoria di chi ha perso la vita per la libertà, la stessa che oggi quest’uomo nega in ogni sua espressione di governo.

Dall’informazione alla giustizia, dal kebap su una panchina ad una manifestazione in una piazza, questo governo ha tolto ai cittadini molte libertà che i loro padri avevano conquistato con il sangue. Penso allora che la “giornata della libertà” potremmo istituirla per commemorare il giorno in cui ci libereremo di questo gruppo di potere al governo che ha occupato le istituzioni per spartirsi il controllo e le risorse del Paese.

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22 Febbraio 2009

A Chiaiano e a Marano al fianco dei cittadini

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Questa sera alle ore 18:00 dovevo partecipare ad una manifestazione tra i comuni di Chiaiano e Marano, in provincia di Napoli, dove questa settimana è stata aperta, sotto scorta dell’esercito, la discarica che ha preso il posto del progetto “Parco delle Colline”. Per problemi di salute dovuti ad una banale influenza non potrò parteciparvi, ma l’Italia dei Valori ci sarà. La manifestazione è “anti-discarica” ed è voluta dai cittadini, dai sindaci, dai consiglieri comunali, da tutti ad eccezione dei politici di alto borgo.
Il sito per lo stoccaggio dei rifiuti nasce come decisione unilaterale del governo che ha dimostrato, in ogni suo atto, di essere disinteressato al confronto con i cittadini. La discarica è stata giudicata “allestita con inequivocabili, gravi errori tecnici e strutturali”, e considerando la vicinanza di falde acquifere il rischio di eventuali ed importanti pericoli per la salute non è così remoto. Ai cittadini e ai politici locali non è stata data alcuna occasione per accedere al sito per prendere visione della situazione. Il governo Berlusconi ha varato leggi che impediscono l’accesso ai “siti sensibili”, per loro.
Oncologi ed esperti testimoniano che la presenza di questa discarica è nociva per la salute della persona.
I cittadini non la vogliono, i campani neanche. Berlusconi, Bertolaso, Bassolino, Iervolino ed il gruppo insediatosi al potere, di centrodestra e di centrosinistra, stanno governando gli italiani ed i campani come sudditi, non come cittadini.
Tutto questo deve finire, il Paese ha bisogno di un’alternativa possibile per il futuro.

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13 Gennaio 2009

Per il diritto alla vita

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Si è conclusa oggi la due giorni di convegno, organizzato e promosso dall'Italia dei Valori, sul tema “Legge 40 e turismo riproduttivo". Sono passati ormai 4 anni dall’applicazione della Legge 40, ed è giunto il momento di fare il punto in un ambito che, fin dall’inizio, ha coinvolto il mondo politico, culturale e scientifico in Italia e all’estero.

Oggi non parliamo di Giustizia. Parliamo di una cosa ancora più importante: la vita. Parliamo di 3500 embrioni congelati sotto azoto liquido. Questi embrioni sono stati realizzati prima del 2004, prima della Legge 40, quando era possibile che le coppie che non potevano avere figli potevano averli in vitreo. E' successo che molte coppie, in assenza della legge, hanno chiesto ai medici di congelare questi embrioni cosi che, nell'eventualità che il primo embrione innestato non andasse bene, non rifacessero l'operazione clinica e potessero innestare un nuovo embrione già formato in precedenza. In pratica, formavano più embrioni, ne utilizzavano uno, e se andava male ne utilizzavano un altro. Molte volte è andata bene, grazie a Dio, ma sono “avanzati”, come si dice in brutto gergo, 3500 embrioni, che sono "vita", e sono rimasti sparsi in tutti gli ospedali d'Italia.

Una legge del 2004 ha detto che tutte queste “vite”, seppure allo stato embrionale, devono essere portate tutte presso una sola banca, la Biobanca prevista presso l'ospedale maggiore di Milano, dove dovranno rimanere in attesa di decidere cosa farci. Si è detto di utilizzarli per sperimentazione, si è detto di sopprimerli, mentre l'Italia dei Valori ha fatto una proposta di legge che dice una cosa molto semplice: è vero o non è vero che ci sono molte coppie che vogliono figli e non lo possono avere? Si. E' vero o non è vero che molte di queste coppie, invece di fare l'adozione, vorrebbero che questo figlio nascesse dal loro grembo? Si, ed è naturale che una coppia lo voglia.

Laddove possibile, la nostra proposta è di adottare l'embrione, cioè queste 3500 vite. Invece di “buttarle nel lavandino”, invece di utilizzarli per sperimentazioni che chissà come andrebbero a finire, diamo la facoltà, a quelle coppie che vogliono, di adottare l'embrione, e quindi di innestarlo nell'utero della donna per fare in modo che sia un bambino loro. La proposta dell'Italia dei Valori, che abbiamo presentato al Parlamento, alla stampa e al mondo scientifico, è quello di non buttare 3500 "vite" soltanto perché sono allo stato embrionale, ma di permettere a quelle coppie che vogliono avere figli di adottarli già nella fase embrionale.

Vorremmo sapere da voi se ritenete che questa nostra proposta sia giusta o meno. A noi pare che sia una proposta che meriti comunque di essere discussa rispetto ad un dato di fatto certo: questi embrioni, col passare del tempo, deperiscono. In questo momento stiamo facendo fare una lenta e brutta fine a delle vite umane senza decidere il da farsi. Questa proposta ha il compito di sollecitare il legislatore a decidere cosa fare con questi embrioni. La nostra proposta è di tenerli in vita, anzi, di dare la vita. Se siete d'accordo, battete un colpo.

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9 Novembre 2008

Non è una questione di grembiulino

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Riporto un'intervista rilasciata al Corriere, e pubblicata oggi, sulla riforma scolastica.

CdS: Lei ha parlato di «ravvedimento operoso del ministro Gelmini».Perché?
ADP: Per il metodo. Non certo per il merito del provvedimento di cui ancora non conosciamo il testo.

CdS: Quale metodo?
ADP: L'idea di avere diviso la riforma in due parti e trasformarne una in un disegno di legge, affidandolo così alla discussione parlamentare, è stato positivo. Anche se aspetto di vedere il seguito.

CdS: Il seguito?
ADP: Come si fa con i ladri che dicono non ruberò più. Gli si dice: intanto restituisci il maltolto. Alla scuola sono stati tolti dei fondi e vanno restituiti. Ma non alla privata, come hanno subito annunciato, ma alla scuola pubblica.

CdS: È favorevole alla forma del decreto per le altre misure? ADP: Sul principio che occorre modificare le norme dei concorsi per recuperare trasparenza sono d'accordo e lo ritengo anche urgente. L'Università deve essere sottratta ai nepotismi e alle baronie. Poi bisogna vedere nel testo come ciò verrà realizzato, io auspico commissioni indipendenti. Vedremo. Lo stesso vale per l'altra parte del decreto.

CdS: Quale?
ADP: Quella che dovrebbe combattere gli sprechi per recuperare risorse a favore di chi davvero fa ricerca e didattica di qualità. Anche questo sarebbe urgente.

CdS: Se così fosse voterebbe il decreto?
ADP: Eh! "Se", "se". Prima bisogna leggere.

CdS: Tagli a parte, sugli altri punti come il maestro unico cosa pensa?
ADP: Per quanto riguarda il maestro unico la trovo una riforma antistorica. Comunque il punto è che ce l'hanno venduta come una questione di grembiulino e poi ci siamo ritrovati con 140mila posti in meno. Per questo promuoveremo anche noi il referendum contro la riforma Gelmini. È uno stimolo per far capire che la scuola non si può tagliare. Non è una questione di maestro o grembiulini.

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21 Ottobre 2008

Il quesito di Paola

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Tra i quesiti che ho ricevuto attraverso il sito dell'Italia dei Valori volevo riportare quello di Paola Petrini, seguito dalla mia risposta.
Quella di Paola è una domanda semplice, ma che nasconde in realtà un problema molto importante che sta affrontando il Paese.

Paola Petrini: On. Di Pietro,
ieri sera al telegiornale ho sentito la notizia riguardo all'acquisto da parte dello stato di lavagne digitali per le scuole pubbliche per milioni di euro.
Ma non è che tutto questo risparmio su insegnanti e servizi della scuola servono per fare arricchire qualcuno co ste lavagne digitali?
Chi le produce? Non è che tanto per cambiare (digitale terrestre) dobbiamo arricchire chi ci rappresenta?
Grazie

Antonio Di Pietro: Dopo la giustizia, adesso il Governo cerca di smontare anche il futuro dei nostri figli. Il ritorno ai voti, le lavagne luminose, il grembiulino per le elementari e il maestro unico, sono tutto fumo per nascondere quelli che sono stati i veri provvedimenti presi dal ministro Maria Stella Gelmini. Il governo ha effettuato tagli indiscriminati: il 20% dei fondi, 70 mila posti per i docenti e 43 mila di ATA, con larga espulsione di precari e aumento degli alunni per classe, fino a 35. Il problema, dunque, non è sapere chi produce le lavagnette luminose, ma è pensare che con una lavagnetta luminosa si risolva il problema della scuola. Solo un uomo dello spettacolo come Berlusconi poteva pensare una cosa del genere.

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3 Ottobre 2008

Il quesito di Claudia

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Tra i quesiti che ho ricevuto attraverso il sito dell'Italia dei Valori volevo riportare quello di Claudia Pignatelli, seguito dalla mia risposta.

Claudia Pignatelli: E' lecito che le associazioni di categoria, cioè i sindacati si occupino di erogazione di servizi sia direttamente che tramite società comunque legate a loro? Non c'è conflitto di interessi?
Non voglio mandare a casa tanti lavoratori ma credo che permettere questo sia un modo per rendere inefficace il meccanismo democratico di opposizione tra le parti.
Per i lavoratori si potrebbero trovare benissimo altre strade, soprattutto appoggiandosi alla organizzazione statale, che attualmente viene demolita, ma nella quale credo molto seppur tuttavia i sindacati, difendendo in passato (adesso non fanno più nulla di sostanziale) chi non lavora e tagliando le gambe a chi prende iniziative efficaci ed efficienti, hanno contribuito assolutamente nel renderla una "azienda improduttiva, goffa e di intralcio". Forse facevano già prima quello che Berlusconi fa adesso ad esempio con la scuola o la TV, demolire quella statale per avvantaggiare quella privata (per inciso, ma se torna il maestro unico, 24 ore max di lez., chi tiene i nostri figli le altre 10 e più ore, o si mandano a scuola privata o si pagano i comuni per fornire quei servizi detti pomeriggi formativi...). In tanti settori vedo conflitto di interessi, lo vedo in agricoltura ma anche nell'istruzione. Infatti nella "distruzione" dell'istruzione pubblica classica le aziende affiliate alle associazioni si strofinano le mani con i corsi di formazione che spettano anche a loro...
Sig. Di Pietro, la invito a riflettere su un tema politico così scottante e a non aver paura dei suoi alleati, che si sono bruciati proprio andando ad incrementare questo meccanismo intricato di società satelliti dei movimenti sindacali, e si sono spenti perchè non hanno più ideali da difendere ma solo piccoli tanti (per fortuna) interessi. Sia chiaro meglio di qualcun altro che fa solo i propri interessi.
Grazie

Antonio Di Pietro: Il mondo del lavoro sta vivendo una fase drammatica. Alla disoccupazione si è aggiunta la precarietà e i sindacati non riescono più a controllare il mercato delle assunzioni che sempre di più si muove all’esterno dei contratti collettivi. Ci sono molte categorie di lavoratori che non sono rappresentate o lo sono scarsamente. Forse, in questo momento, il limite più grosso dei sindacati è proprio quello di non riuscire a farsi più interprete dei bisogni di un’ampia fetta della popolazione. Ed un sindacato debole non fa altro che facilitare il lavoro sciagurato di questo governo. Per quanto riguarda la par condicio, purtroppo fino a che non sarà risolto il conflitto d’interessi del signor Berlusconi, ogni discorso sull’equità dell’informazione politica sarà vano e viziato da questa anomalia di fondo.

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2 Agosto 2008

Cittadinanza e Costituzione

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Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha deciso di reintrodurre tra le materie scolastiche l'Educazione Civica, 33 ore annue sotto il nome di 'Cittadinanza e Costituzione'. Sono pienamente convinto della bonta' di questa decisione poiche' i giovani oggi hanno voglia di partecipare alla vita democratica del paese, e' da loro che puo' e deve ripartire la costruzione di uno Stato e delle sue regole. Con una punta di ironia credo invece che il difficile sara' spiegare ai ragazzi, finche' governera' questo centrodestra, l'articolo 3 della Costituzione secondo cui tutti i cittadini sono uguali difronte la legge. Di seguito due brevi dichiarazioni rilasciate alla stampa sull'argomento.

La Stampa: Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori ma anche autore di un fortunato manuale di educazione civica, come vede il ripristino di questa disciplina nella scuola?
Antonio Di Pietro: E' una cosa buona e giusta. Soprattutto per l'intrinseca valenza educativa di una disciplina che, in definitiva, porta a ragionare sull'etica e sulla vita collettiva.

La Stampa: Quali sono, secondo la sua esperienza, le maggiori carenze che i ragazzi hanno in materia?
Antonio Di Pietro: Quasi ignorano la prima parte della Costituzione. Il funzionamento degli organi dello Stato lo conoscono un po', ma sui grandi temi come l'uguaglianza, l'unità del Paese e il rifiuto della guerra, i ragazzi hanno gravi lacune. E pensare che sono proprio questi temi che maggiormente li appassionano.

La Stampa: Nel ddl approvato dal governo c'è anche una stretta sulla discilpina nella scuola: chi sbaglia, paga.
Antonio Di Pietro: Questo è un principio condivisibile. L'educazione civica si fa anche attivando comportamenti e metodi di questo tipo. Vediamo se andrà davvero in porto, ma la cosa mi trova favorevole.

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1 Luglio 2008

Elettroshock delle coscienze

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Pubblico una lettera che ho inviato a Veltroni e apparsa su l'Unità di oggi. Il mio è un appello trasversale, senza bandiere, senza colori, senza partiti. E' un appello per salvare la democrazia di questo Paese, perchè è di questo che stiamo parlando.
Parliamo di un segnale forte che molte parti sociali e politiche vogliono dare al governo. Vogliamo il risveglio della coscienza civica. I cittadini sono sfiduciati, rassegnati, pensano di non poter incidere sul percorso delle scelte politiche. Non è vero, la democrazia è partecipazione costante e diretta dei cittadini. Questa azione nelle piazze esploderà nel tempo perchè questo governo sta agendo fuori dal programma elettorale, con manovre che minano le fondamenta dello stato di diritto. Silvio Berlusconi sta dimostrando la sua idea di democrazia dove prima del voto i cittadini sono fantocci da plasmare e subito dopo sudditi da governare. Sono gli elettori che non ci stanno, i suoi compresi. Piazza Navona sarà l'elettroshock delle coscienze, mi auguro tu ci sia.

"Carissimo Walter,
è un momento cruciale per il nostro Paese, sono a rischio la democrazia e il futuro economico e sociale degli italiani. E proprio per questo, tutta l'opposizione deve essere unita e bloccare la deriva di chi abusa del proprio ruolo al fine di tutelare solo gli interessi personali.

La democrazia non si baratta ma si difende in ogni sede e con tutte le energie. Questo non è il momento di soffermarsi a riflettere, né di rimandare a tempi che verranno. E' il momento di chiamare a raccolta i cittadini, di scendere in piazza, perché domani sarà sempre troppo tardi. Non possiamo attendere inermi che i provvedimenti 'salvapremier' e tutte le disposizioni vergogna divengano legge, pur essendo l'unico esito possibile, a fronte dei numeri schiaccianti che questa maggioranza ha in Parlamento. Per questo bisogna assumersi la responsabilità, dare la parola ai cittadini e spiegare loro quello che sta accadendo.

L'8 luglio l'Italia dei Valori sarà a piazza Navona per manifestare e sarà senza bandiere, insieme a tante altre forze politiche, associazioni, comitati e liberi cittadini. Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto. E chiediamo anche al Pd di esserci, di partecipare e di non alzare steccati. La difesa della libertà e della democrazia non ha colore, né bandiere, ha solo la forza delle idee e il coraggio di non tirarsi indietro. Il Paese ha bisogno di un'opposizione unita, coesa e senza nessuno che rivendichi una sterile primogenitura.

Anche per questo l'Italia dei Valori sarà con il Pd in piazza in autunno, per denunciare l'emergenza sociale, democratica ed economica, affiancandolo in quella azione di protesta e di proposta al Paese. Il progetto del Pd di un'alternativa forte e credibile a un governo che sta portando l'Italia al collasso, ha avuto già la nostra adesione.

Antonio Di Pietro"

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29 Febbraio 2008

Io sostengo Italia dei Valori

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Io sostengo Idv è la nuova iniziativa on line dell’Italia dei Valori, che ha l’obiettivo di ampliare la base dei sostenitori del partito creando comunità locali sul territorio nazionale.

Pubblico il video del deputato dell'Italia dei Valori Fabio Evangelisti che presenta l'iniziativa.

"Sono Fabio Evangelisti, un parlamentare dell’Italia dei Valori.

Ti do il benvenuto in quest’area di sostegno all’Italia dei Valori. Questo è uno spazio dedicato a quanti condividono e vogliono contribuire insieme a noi a una serie di battaglie e sostegno ai principi etici, a quelli che sono i nostri ideali.

L’idea è quella di offrire uno spazio non solo virtuale per interagire con il nostro movimento. Attraverso la rete vogliamo costruire un luogo di discussione e di partecipazione in cui si realizza, attraverso la costruzione di comunità locali, un centro di discussione e di confronto.

Chiunque acceda e si scriva al sito entra a far parte del Social Network dell’Italia dei Valori, e riceverà il kit con la card personalizzata e nominativa, con un codice, una t-shirt e i riferimenti dell’organizzazione territoriale più vicina.

Non è un’iscrizione al partito, non comporta ne spese ne oneri, ma offre a tutti la possibilità d’essere protagonisti di una battaglia per il rinnovamento delle idee, per la riduzione dei costi della politica, per la riduzione degli sprechi della pubblica amministrazione, per ridurre il numero dei parlamentari, per una nuova legge elettorale che elimini la frammentazione partitica e riconsegni lo scetro nelle mani dei cittadini.

Registrandoti su questo sito potrai creare una tua rete di sostenitori, inviare e distribuire volantini e cartoline online, essere presente nella mappa italiana dei sostenitori e, se interessato, a ricevere il kit di sostegno alla campagna elettorale: volantini, pieghevoli, adesivi ed altro materiale informativo.

Aiutaci a cambiare l’Italia."

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19 Febbraio 2008

Il diritto di scegliere

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Ricevo e pubblico una dichiarazione rilasciata oggi da Fabio Evangelisti, deputato dell'Italia dei Valori:

"Durante la trasmissione di Maria Latella giunge l’ennesimo esempio di come alcuni personaggi strumentalizzino la politica e le problematiche del paese per acquisire notorietà, magari potere e perché no, un posto in Parlamento.
E così, mentre Giuliano Ferrara era impegnato su Sky Tg 24 a propinare le sue idee sul diritto all’aborto e sulla vita delle donne in Italia, a Firenze, una ventenne di origini cinesi combatte tra la vita e la morte in seguito ad un delicato intervento resosi necessario a causa di un aborto praticato clandestinamente.
Una pratica ignobile che, è utile ricordare, ha trovato nella legge 194 un valido agente debellante, ma che ancora si annida tra le pieghe della nostra società. Non v’è dubbio che qualsiasi legge possa essere migliorata e applicata in maniera più completa, ma è impensabile che in una situazione di questo genere, dove si ricorre ancora alle interruzioni di gravidanza clandestine, si voglia compiere un passo indietro di 30 anni, togliendo alle donne il diritto di scegliere come e se proseguire la propria gravidanza.
A chi, come Ferrara, punta a questioni così delicate per guadagnare consensi, non resta che rivolgere un invito molto semplice: quello di andare a trovare la giovane cinese ricoverata al Careggi di Firenze."

L’Italia dei Valori si è battuta durante il governo Prodi e si batterà nel prossimo governo per difendere il diritto delle donne alla libera scelta sul tema dell'aborto.

Articoli precedenti:
Legge 194, discussioni inutili
Campagna elettorale sulla 194
Legge 194? Parliamo anche di fecondazione assistita
Un diritto di scelta

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5 Febbraio 2008

La paura di un ragazzo

Pozzuoli.jpg

Ricevo e pubblico la lettera di un ragazzo di Pozzuoli.

"Ciao Antonio.
Ho paura.
La notte non riesco a dormire perchè vedo la mia amata città morire a poco a poco, così come la stessa Repubblica Italiana che tanto democratica non sembra più essere.
Ebbene, la mia città è Pozzuoli, nota sin dall'antichità come luogo di scambi commerciali e culturali che per le sue unicità naturali è stata sede anche di villeggiatura per i benestanti senatori in età della repubblica romana,
I miei sogni oltre ad essere turbati dall'emergenza rifiuti sono perturbati da un'emergenza che dura da anni, la devastazione lenta e diabolica del nostro territorio.Nel corso degli anni i nostri nonni, reduci da una guerra devastante hanno accettato con un entusiasmo, simile a quello di un bambino alla vigilia dell'Epifania, di industrializzare la nostra amata città senza vedere nel futuro di quale terribili conseguenze essa celava. Per citare qualche effetto, ci sono stati casi di morte per amianto! Oggi ci ritroviamo a vedere piani di bonifica nel nostro territorio che vanno molto a rilento e non si capisce perchè! Ma anche nel piccolo vediamo che non funziona niente, strade dissestate, addirittura in prossimità dell'accademia aereonautica c'è un cartello che ne segnala il pericolo ad eventuali avventurieri desiderosi di conoscere questa fantastica città.
Altri e molti problemi assillano questa città che un giorno verrà dichiarata formalmente unica al mondo per la sua storia e per la sua particolarità naturale (http://whc.unesco.org/en/tentativelists/2030/).
C'è un modo di dire che descrive bene la situazione politica e sociale di Pozzuoli, come forse nel resto d'Italia, "perle ai porci".
Attualmente il comune è commissariato a causa di infiltrazioni camorristiche, la classe politica pare essere invariata e intanto con essa ci si avvia alle elezioni comunali. Non so a chi altro rivolgermi se non a una persona che come te esterna continuamente la sua fame di giustizia. Non sono un tuo elettore non lo sono mai stato però, forse sei l'unica persona che in questo momento può capire il mio disagio esistenziale. Oramai non ho più fiducia nelle istituzioni, ho veramente paura di tutto ciò che sta accadendo in Italia, sì in Italia perchè reputo che i problemi che stanno emergendo a Napoli e al Sud non sono solo locali ma appartengono all'Italia intera. Delle volte guardando la Tv, mi sembra che questo paese sia tutt'altro che una nazione unita, forse è questo il problema principale del nostro paese, non abbiamo un'identità nazionale.
Piango ogni giorno per il mio futuro e per il futuro della mia città, sto meditando di andare via dall'Italia perchè ho paura, non mi sento protetto dalle istituzioni; e tanto per citarne una, abbiamo raccolto le firme per una petizione per sapere se sono nocivi o meno i ripetitori che trenitalia ha fatto installare all'interno del suo ambiente, metropolitana Linea 2, ma adiacente a centri abitati; non abbiamo per questo ottenuto risposta alcuna.
Ora la smetto di borbottare ed assillarti con questi miei problemi, cercherò di andare a dormire, magari riuscendo a sognare che tutto questo sia solo un incubo.

Saluti
Walter"

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3 Gennaio 2008

Legge 194, discussioni inutili

maternita.jpg

La revisione della legge 194 sull’aborto e' uno dei principali dibattiti politici di inizio 2008. Per me la donna non dovrebbe ricorrere all’aborto, ma non pretendo che le mie scelte prevalgano sulle decisioni di altre persone.

Ritengo che la legge 194, pur con le sue imperfezioni come succede del resto per tutte le leggi, non debba essere modificata, non ne vedo i presupposti. La legge 194 ha funzionato, su questo non credo che ci siano dubbi, e ha tutelato la libertà di migliaia di donne di essere padrone della loro vita. Il dibattito attuale ha due aspetti che mi disturbano come cittadino e come politico. Il primo è che una discussione sui diritti civili sia influenzata, e forse indirizzata, dalla religione. Il secondo è che con tutti i problemi irrisolti che ha il Paese, e ce sono migliaia, si dibatta (e si perda tempo prezioso) su una legge che funziona, approvata dagli italiani attraverso un referendum. L’immagine che la classe politica, ancora una volta, trasmette è di vivere in un mondo a parte, isolata, lontana dagli italiani e dalle loro aspettative.

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2 Gennaio 2008

Ecopass a Milano, un punto di partenza

traffico milano.jpg

Da oggi per entrare nel centro di Milano le macchine più inquinanti dovranno pagare un ticket, detto Ecopass.
Letizia Moratti ha fortemente voluto l’introduzione di questa tassa per diminuire l’inquinamento e lo ha fatto anche contro parte della sua stessa maggioranza. Gli esiti del ticket saranno valutabili nei prossimi mesi, ma questa misura è comunque un forte segnale di inversione di rotta nell’occupazione delle città da parte degli autoveicoli privati e quindi nell’emissione di veleni in quantità industriale nell’aria. Letizia Moratti ha avuto il coraggio del “fare”, molto raro in un Paese dominato dalle chiacchiere. Può essere che la misura introdotta sia parzialmente efficace, ma è un punto di partenza.

La mia opinione è che a Milano, come nelle altre città più importanti, il centro storico dovrebbe essere chiuso ai veicoli privati e che la circolazione a targhe alterne sia un rimedio semplice ed efficace contro il traffico insieme all’introduzione di mezzi pubblici elettrici, inclusi i taxi, e di piste ciclabili sicure. Ma da qualcosa bisogna pur partire, per questo ringrazio il sindaco Moratti per aver introdotto a Milano l’Ecopass, che si è già dimostrato di grande efficacia in altre grandi città nel mondo, come ad esempio Londra.

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10 Dicembre 2007

Break the mafia, rompiamo il silenzio

breakthemafia.jpg

Domani alle ore 21 saro' a Milano al convegno Break the mafia presso il Teatro Carcano in corso di Porta Romana 63.

L’evento e' stato organizzato da un gruppo di “liberi cittadine e cittadini” che vogliono “rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico”(dal sito www.breakthemafia.it).

Io sarò presente all'incontro. Dovrebbero partecipare i magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo impegnati, purtroppo non si sa ancora per quanto, nelle inchieste “Why Not” e Unipol.
Voglio offrire il mio appoggio pubblico come ministro e come presidente di Italia dei Valori a due persone coraggiose che promuovono i valori del senso civico e della moralità pubblica, fondamentali per il futuro di questo Paese.
Parte dell’intervento sarà ripreso in diretta, in streaming, su questo blog, sul portale italiadeivalori.it e antenneattive.org.

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16 Novembre 2007

Sondaggio sull'immigrazione

renato.jpg

Pubblico un sondaggio sull'immigrazione in Italia condotto dall'ISPO e presentato a Vasto durante l'incontro nazionale dell’Italia dei Valori.
Il sondaggio è illustrato nel video dal professor Renato Mannheimer, direttore dell'Istituto di Studi sulla Pubblica Opinione.

Testo:

"Come sempre nei sondaggi si parla solo dell’insicurezza percepita, e non quella reale, e spesso l’insicurezza percepita è superiore a quella reale. Vorrei illustrarvi quello che è l’atteggiamento generale degli italiani verso il fenomeno immigratorio.

Abbiamo la fortuna di disporre dei dati di confronto nel tempo, come quella di una ricerca svolta nel 1999 confrontata con una fatta nel 2007. Sostanzialmente, la percentuale di persone che dice che gli immigrati riescono ad inserirsi ha una contrazione nel tempo, mentre cresce il numero, e raggiunge il livello del 45%, di coloro che dicono che riescono ad inserirsi, ma sono un po’ chiusi tra di loro, come se da parte nostra, di noi italiani, ci sia un idea sempre maggiore che gli immigrati costituiscono un mondo a sé, che il processo di integrazione non funziona e crea pericoli. Questa è una percezione sociale diffusa, la quale però dà un elemento di preoccupazione.

Vediamo gli immigrati come un circolo chiuso, e il nostro atteggiamento verso il fenomeno migratorio è di sospetto, dove una quota rilevante del 31% di italiani sostiene che sia un fenomeno inevitabile, ma una parte maggiore, il 39%, sostiene che è un fenomeno che va fermato. Questa stessa percentuale era, cinque anni fa, il 24%, ed è quindi cresciuta nel tempo.

Qui non c’è nessun riferimento legislativo, pochi italiani sanno bene come funzionano i vari meccanismi e sanno bene i meccanismi della Bossi-Fini. L’idea è che questo fenomeno spaventa, e quindi una percentuale maggiore, oggi la maggioranza relativa, dice che il fenomeno va fermato. Non la maggioranza assoluta, ma il 40% costituisce una forte parte della popolazione. E’ una parte trasversale, ci sono all’interno di questo 40% sia persone di sinistra che di destra, con un accentuazione, ma non una totalità, di persone simpatizzante del centrodestra. Poi ci sono tante persone che non simpatizzano per nulla, che non si occupano di politica ma temono il fenomeno migratorio.

Se noi dobbiamo fare una sintesi dell’atteggiamento verso gli stranieri immigrati, troviamo che c’è un italiano su quattro, il 25%, che esprime un timore alto. Oltre a questo 25% c’è un altro 16% che ha un timore medio alto, che sommati ci ritroviamo davanti a quel 40% degli italiani che è intimorita dal fenomeno. Quindi c’è timore per il fenomeno, sulla quale non possiamo nasconderci e sulla quale dobbiamo intervenire. Per intervenire bene dobbiamo discutere del perché.

Si è discusso molto della relazione tra criminalità e immigrati. Questa è una relazione da un verso obiettiva e dall’altra soggettiva. E’ obiettiva perché molto spesso coloro che arrivano sono in condizioni disagiate, difficili, quando addirittura non hanno premeditato un intenzione criminale, e più facilmente si dedicano ad attività criminali. Poi per un fatto obiettivo, la popolazione carceraria ha una quota molto rilevante di immigrati e molti delitti, spesso di un certo tipo vengono commessi da immigrati.
Però c’è anche una percezione soggettiva, che spesso non coincide con quella obiettiva. Alcuni sostengono che gli immigrati extracomunitari rendono meno sicura la vita nelle nostre città, altri che non è vero. Il 38%, che è sempre parente di quel 40% di persone intimorite, è d’accordo: le nostre città sono meno sicure. Costoro sono di più tra quelli che risiedono nel Nord-Est, sono di più tra le casalinghe, che non sono una categoria più attiva, ma una categoria più isolata con meno accesso all’informazione, e sono di più, con la maggioranza assoluta, tra i votanti del centrodestra. Ma ripeto, coloro che hanno questa opinione non sono solo nel centrodestra, è un opinione di carattere trasversale. Questo ci dimostra come ci sia una relazione forte tra la percezione soggettiva che la criminalità sia associata all’immigrazione, poi possiamo discutere in che misura, meno di quanto la gente percepisca.

Però, vorrei aggiungere che l’immigrazione evoca altri elementi di problematiche, di conflitto e di preoccupazione. Per esempio, in misura minore, ma sempre significativa, c’è un accordo sull’idea che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani. Questo lo dicono di meno, solo il 28%, perché tanti, la maggioranza degli italiani, si è resa conto del fatto che gli immigrati fanno per lo più lavori che gli italiani non vogliono più fare o che hanno la possibilità di non fare più. In una percentuale ancora minore, sostiene di non fidarsi degli immigrati, ma la maggioranza assoluta non dice che non è una difficoltà, dice che può esserlo.

Vorrei dire che il problema è rilevante, anche se non è considerato prioritario e di grande rilevanza come nel 2001, e che la paura sociale per il fenomeno migratorio è estesa. Possiamo stimarlo che lo senta molto forte, che veda come una minaccia gli immigrati tra il 30 e il 40% degli italiani, e che si pensa che queste cose debbano essere risolte si dall’apporto di ciascuno, dalla capacità di comprensione di ciascuno, ma specialmente da parte della pubblica autorità del Governo con leggi ad hoc. Ad oggi, la legislazione sull’immigrazione e criminalità è al tempo stesso non conosciuta ma comunque ritenuta insufficiente da questo 30-40% che ha paura."

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10 Novembre 2007

Consiglio dei ministri: politiche abitative e regioni

politiche abitative copia.jpg

In questo Consiglio dei Ministri l'aspetto più rilevante di cui si è discusso è stato quello delle politiche abitative.
Erano stati allocati 550 milioni da consumare entro il 31 dicembre di quest'anno per dare alloggi a coloro che non ne hanno e vivono in uno stato di indigenza.
Ci sono difficoltà per la distribuzione di questi fondi. Il criterio di ripartizione individuato dal sottoscritto e dal ministro Ferrero, le due persone incaricate del compito, è in contrasto con un emendamento del Parlamento che impone sull'operazione il consenso di tutte le regioni e non della maggioranza di queste. La democrazia deve cercare, nelle decisioni, il consenso della maggioranza e non della totalità degli individui, altrimenti si trasforma in una dittatura.

Di seguito il testo dell'intervista ad Antonio Di Pietro:

Consiglio dei Ministri di venerdì 9 novembre. In realtà ci sono state tre riunioni: la riunione del CIPE, Comitato interministeriale per la programmazione economica, che è un po’ come un mini- Consiglio dei Ministri con il portafoglio, il Consiglio dei Ministri vero e proprio e poi un altro mini-Consiglio dei Ministri, il cosi detto "Consiglio dei Ministri per il tavolo per la casa", cioè per le politiche abitative.

Cosa abbiamo deciso con il CIPE? Abbiamo deciso di spendere e come spendere un altro paio di miliardi di euro, perchè poi si dice che non si fanno opere pubbliche, ma invece le opere pubbliche si stanno facendo. Certo, i risultati si vedranno fra anni, ma intanto le stiamo facendo.
Il problema delicato è che il precedente governo aveva detto che faceva opere pubbliche, e ne ha inaugurate tante, ma non ci ha messo i soldi, e ci ritroviamo adesso con un arretrato di 5-6 miliardi di euro da recuperare per andare a pagare quelle opere avviate e che non sono state finanziate.

Comunque sia, in questo CIPE, su mia proposta, siamo riusciti ad approvare l'avvio dei lavori e la progettazione soprattutto dei lavori di importanti metropolitane a Milano (la AM4, AM5, AM2, AM3, un po’ le abbiamo approvate il CIPE scorso e un po’ ne approveremo nel prossimo), Roma e Napoli.
Abbiamo approvato poi una serie di interventi che riguarda la sistemazione dell'ambiente intorno al MOSE di Venezia, compreso il finanziamento dello stesso. Le barriere servono per evitare che Venezia affondi quando c'è l'acqua alta, ma nello stesso tempo dobbiamo evitare che le barriere deturpino l'ambiente, e quindi abbiamo dovuto prevedere che una quota di questa somma sia destinata al recupero ambientale. E così via.

Quindi due miliardi circa di investimenti che sono stati una somma più importante.

Al Consiglio dei Ministri abbiamo fatto più che altro un'attività di ratifica di trattati internazionali. C'è stato un grosso lavoro anche del Ministro degli esteri D'Alema e della collega Bonino, cioè quei ministri che si occupano di cooperazione internazionale e di politica estera.

Il momento più delicato e importante, in un Cosiglio dei Ministri dove non ci sono state differenze e dove tutti quanti, tutto sommato, abbiamo pensato allo stesso modo, è stato quando si è parlato di politiche abitative perchè c'è stato un tesoretto di cui erano previsti 550 milioni da consumare entro dicembre di quest'anno per venire incontro agli sfrattati che non hanno casa e si trovano in condizione di indigenza nelle maggiori città italiane. Come ripartirle? A chi darle? Con che modalità? Con quali garanzie?

Insieme a Ferrero, con cui ho il coordinamento di quest'attività, abbiamo fatto una proposta, che purtroppo non è in linea con un emendamento che è stato approvato in parlamento, il quale richiede, sul criterio di ripartizione, che tutte le regioni devono essere d'accordo all'unanimità.
Vai a trovarle 20 regioni che sono tutte 20 d'accordo che i soldi che vanno all'altro vanno bene pure lui. La democrazia è bella se vale la regola della maggioranza, mentre la regola dell'unanimità finisce per essere una regola dittatoriale se non si trova un sistema.
Ecco perchè ancora ad oggi non riusciamo a fare il decreto d'assegnazione, e abbiamo dovuto rinviare al 15 novembre una discussione con tutte le regioni per discutere di questo tema, perchè dobbiamo far capire alle regioni che anche se qualcuna di loro non è d'accordo, poi, una decisione la si deve prendere, perchè se no si lavora con il solito sistema: questo no, questo non mi piace, e si muore di fame. Ecco perchè io ritengo che bisogna prendere una decisione.

Decisioni che bisogna prendere anche per esempio con riferimento alla strada tirrenica, quella che da Civitavecchia deve arrivare fino a Firenze. C'è chi la vuole, c'è chi non la vuole per problemi ambientali nobili e c'è chi non la vuole per problemi ambientali personali, perchè si ritrova il ‘villone’ a ridosso.
Io a questo punto ho detto basta. A me non sta bene che ognuno illuda l'altro. Una volta per tutte con la maggioranza si decida o si o no. Per questo è stato fissato per il prossimo CIPE perchè finalmente questo governo si assumerà la responsabilità, come ha fatto per esempio sul Ponte sullo Stretto, di dire "lo facciamo" o "non lo facciamo".
Ma dire prima "sì lo facciamo", e poi cambiare e dire "no, non lo facciamo", è una furbata da prima repubblica che non possiamo più permetterci.

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31 Ottobre 2007

Fermare il flusso dalla Romania, subito

baracca_violenza.jpg
foto da repubblica.it

A Roma è avvenuto l’ennesimo odioso episodio di violenza contro una donna. La dinamica dell’aggressione è terribile. Una signora di 47 anni, moglie di un ammiraglio, è stata aggredita alla stazione di Tor di Quinto. Il presunto autore è Nicolae Romolus Mailat, un romeno che vive in un campo vicino al luogo del rapimento. La donna è stata picchiata, stuprata e uccisa. E’ stata quindi trascinata come una bestia e buttata in un fosso. Un’aggressione che può succedere a qualunque donna in Italia.
L’ingresso della Romania in Europa ha portato in Italia una massa di sbandati senza lavoro e senza altre fonti di reddito, alcuni portati a delinquere. E’ necessario un decreto governativo che blocchi questo flusso e restituisca al mittente tutti i cittadini romeni che non dimostrino di avere un posto di lavoro e una residenza in Italia.
L’iter di un disegno di legge è troppo lungo, non è più sufficiente di fronte all’emergenza sociale che abbiamo sotto i nostri occhi.
Oggi stesso ho sollecitato un decreto al Presidente Romano Prodi da discutere nel prossimo Consiglio dei Ministri insieme a una richiesta per lo smantellamento immediato di tutti i campi nomadi abusivi.

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24 Agosto 2007

Scuole sicure

scuole.jpg

Oggi ho firmato il decreto interministeriale che rende operativo il primo programma stralcio del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Sono stati sbloccati finanziamenti per 215 milioni di euro con i quali i Comuni interessati potranno richiedere mutui per 800 interventi di ristrutturazione degli edifici scolastici presenti nei loro territori.

I mutui saranno erogati alle amministrazioni comunali dalla Cassa Depositi e Prestiti a seguito della registrazione del decreto, firmato anche dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, e i finanziamenti giungeranno nelle casse dei Comuni entro la fine dell’anno. Nello stesso periodo sottoscriverò gli accordi di programma relativi al Piano straordinario con le Regioni interessate.
Terminata la pausa estiva ho voluto immediatamente compiere un atto concreto per dotare le scuole del nostro Paese di strutture adeguate e sicure, per evitare episodi tragici come quelli a cui abbiamo assistito in passato.

Anche in questo caso, come già accaduto per le politiche abitative, è stato svolto un accurato lavoro, sbloccando fondi da troppo tempo fermi nel bilancio del Ministero, e mettendo a disposizione delle amministrazioni locali risorse per interventi quali la messa in sicurezza, il consolidamento e l’adeguamento strutturale, l’adeguamento alla normativa sismica, l’abbattimento di barriere architettoniche, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria in centinaia di edifici scolastici in tutto il Paese.

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13 Agosto 2007

Il problema dei Rom

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foto da Stampa.it

I quattro bambini morti carbonizzati hanno aperto una discussione sulla comunità Rom in Italia.
La tragedia era largamente annunciata, credo che sia chiaro a tutti come vivono queste persone: in condizioni igieniche da terzo mondo, in baracche fatiscenti, sotto i viadotti, con allacciamenti abusivi, al di fuori di qualunque legalità.
I rom arrivano in Italia senza un lavoro, senza una casa, senza conoscere la nostra lingua. Vogliamo accoglierli? Siamo in grado di accoglierli? Disponiamo di sufficienti risorse e, soprattutto, è questo il volere dei cittadini italiani? Solo se a queste risposte si risponde affermativamente il flusso dei nomadi nel nostro Paese può continuare e quelli che sono arrivati ci possono restare. Altrimenti si fa il solito buonismo sulla pelle degli altri.
Se la legge venisse applicata le migliaia di bambini rom che chiedono la carità ad ogni angolo della strada o che rubano dovrebbero essere affidati a delle comunità, e ai loro genitori tolta la patria potestà. Se la legge venisse applicata vi sarebbe un rapido rimpatrio di migliaia di rom.
Il problema non può essere affrontato con la politica dello struzzo, scaricando tensioni e problemi solo sui cittadini italiani. In questo caso sono più vicino alla posizione dei sindaci che a quella di alcuni esponenti del Governo.

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9 Luglio 2007

Non abbandoniamo i nostri giovani

solidarieta.jpg

Ricevo e pubblico una lettera di Flavio Mobigli di Monza sull'assistenza ai giovani affidati in Comunità nel Comune di Milano e il suo appello da sottoscrivere: http://www.petitiononline.com/prosammi/petition.html

"I minori di 18 anni che non dispongono di cure adeguate in famiglia o subiscono gravi maltrattamenti, possono essere affidati a Comunità alloggio per minori, che provvedono a garantire loro assistenza materiale e un contesto educativo positivo.
Al compimento del diciottesimo anno, se permangono gravi difficoltà in famiglia, per permettere al giovane di compiere gli studi o di fare un percorso che lo porti alla completa autonomia, è prevista la possibilità di inserimento volontario in comunità per maggiorenni, con un provvedimento amministrativo denominato "prosieguo amministrativo", fino al compimento del ventunesimo anno.
Il Comune di Milano ha deciso di NON FINANZIARE più alcun progetto di prosieguo amministrativo, per motivi di puro risparmio economico, costringendo così centinaia di giovani, con grave disagio familiare (o privi di famiglia), ad essere abbandonati a se stessi al compimento del diciottesimo anno; con la prospettiva di doversi arrangiare a trovare immediatamente un lavoro e un alloggio, magari interrompendo gli studi e negandosi quindi la possibilità di un lavoro di qualità migliore nel futuro.
Spesso, al compimento del diciottesimo anno, il ragazzo o la ragazza che ha iniziato un faticoso percorso in comunità alloggio, elaborando i traumi vissuti in un contesto familiare problematico e dannoso, non ha la maturità e la stabilità interiore per affrontare un passo così difficile, nella solitudine e senza sostegno sociale.
Per questo è necessario rivolgere questa petizione al Comune di Milano affinché si impegni a sostenere anche in futuro i percorsi legati al "prosieguo amministrativo". E' vergognoso che una grande metropoli europea si disinteressi del futuro dei suoi giovani, non facendosi carico di un percorso necessario, che ha sempre portato buoni risultati, quando tanti piccoli comuni con problemi di bilancio ben più gravi non rinunciano a dare sostegno e dignità a chi ha già avuto, in tenera età, tante privazioni e sofferenze dalla vita.
Uniamo le nostre voci per chiedere al Comune di Milano un segno di civiltà."
Flavio Mobigli

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21 Giugno 2007

La guerra sulle strade

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In un piccolo paese, Annico in provincia di Cremona, sono state falciate sulle strisce pedonali due madri con i loro figli. Un bambino di sei mesi si è salvato solo perchè la sua carrozzella è stata spinta lontano dalla madre prima di essere investita. Carla Maria e Fiorenza di poco più di trent’anni, Sara di 11 anni sono morte per causa di un motociclista, che ne risponderà alla Giustizia. In Italia è assente una cultura della sicurezza stradale. Ieri è successo a Annico, domani sarà altrove, tutti i giorni muoiono persone sulle strade. Ciclisti e pedoni vengono uccisi nelle grandi città, un dato ormai acquisito come se fosse inevitabile.
Si possono e si devono certamente inasprire le leggi e operare maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Queste azioni non serviranno però a nulla se non vi sarà allo stesso tempo una presa di coscienza a livello nazionale del massacro che avviene sulle nostre strade. Migliaia di morti e decine di migliaia di feriti ogni anno sono una emergenza nazionale che va affrontata con determinazione.
Su questo punto mi farò promotore come ministro delle Infrastrutture per un tavolo congiunto sulla sicurezza stradale con i diversi attori coinvolti: dal ministero dei Trasporti, al ministero dell’Istruzione, ai produttori di auto, ai media.
Il mio ministero sta già avviando, comunque, una serie di misure per ridurre gli incidenti stradali sulle quali vi terrò informati attraverso il blog. Tra queste, l’indirizzo all’Anas e ai concessionari autostradali di adeguare al più presto il manto stradale con asfalto auto drenante che permette una visibilità nettamente migliore in caso di pioggia con la riduzione degli incidenti.

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25 Marzo 2007

Le politiche abitative

politiche_abitative.jpg

YouTube Libero Video QuickTime 56K Audio Mp3

Le politiche abitative per le fasce sociali più deboli sono uno dei punti della mia attività di governo ed il tema del mio video settimanale.

Testo:
Eccoci di nuovo, amici miei, all'appuntamento del venerdì, questa volta senza Consiglio dei Ministri ma pure con tanti argomenti.
Per quanto riguarda il mio Ministero, abbiamo aperto un nuovo importante fronte, che non riguarda solo calce e cemento ma anche solidarietà, assistenza, difesa delle fasce sociali più deboli, sicurezza delle grandi città, sicurezza dei cittadini: la questione della politica delle abitazioni.
C'è un grosso problema in Italia, specialmente da quando è scaduta la legge sul blocco degli affitti. Sia chiaro, io sono a favore delle liberalizzazioni. E' chiaro che chi compra casa non può restare bloccato a vita, ma è altrettanto chiaro che chi non ha casa non può restare a vita in questa condizione.
Bisogna venire incontro, insieme a Comuni, Regioni ed enti locali, a queste necessità senza fare favoritismi.
Ho trovato al Ministero delle Infrastrutture molte risorse, si parla di almeno due miliardi di Euro, inutilizzate perchè bloccate da ricorsi e contro ricorsi o questioni procedurali. Da un po' di tempo, in Italia, sembra che chiunque voglia fare impresa o chiunque voglia fare politica, la prima cosa che fa è andare dal giudice. Il nostro Paese è diventato un contenzioso unico. Ebbene, in questi mesi ho sbloccato questi fondi e sono orgoglioso di dire che da qualche settimana ho cominciato, città per città, regione per regione, l'allocazione di questi denari. Soldi veri, non promesse: Milano, Napoli, Roma, dopodomani a Torino e così via. Per alcune centinaia di comuni abbiamo provveduto a cofinanziare interventi per la sistemazione di palazzi fatiscenti nelle periferie, di strutture immobiliari bloccate e che quindi non potevano essere affittate dal comune ai più bisognosi. Credo che questo sia stato un intervento concreto, i famosi contratti di "Quartiere 2". Se ne parla da tanti anni ma finalmente, entro Pasqua, tutti i soldi verranno distribuiti.
Un'altra legge prevedeva fondi per un miliardo, che erano però bloccati, e che stiamo pure provvedendo a distribuire a Milano, Roma, Napoli, Palermo, Bari, Genova.
Ma la cosa più importante che stiamo facendo è quella di rilanciare un nuovo piano case: abbiamo scritto una legge con cui mi sono assunto l'onore e l'onere di fare da coordinatore per la ricognizione delle esigenze abitative di tutte le città. Ho preteso e ottenuto che non si parlasse solo di aspirazioni, ma che ci fossero indicati i tempi, un crono programma previsto per legge. Entro due mesi, a partire da febbraio, tutti i comuni devono indicare quali sono le loro esigenze abitative. Entro tre mesi dobbiamo costituire un tavolo insieme alle associazioni di categoria al fine di scrivere una legge di riorganizzazione di tutte le esigenze abitative del territorio. Entro Giugno il Governo insieme al Ministero dell'Economia, deve individuare le risorse e predisporre una legge da portare in Parlamento.
Un crono programma, appunto, che intendo rispettare: ho già fissato per il prossimo 17 aprile la costituzione di questo tavolo.
Ho gia individuato le linee generali di questo testo: per esempio, si prevedrà che tutti gli immobili sfitti degli enti previdenziali in tutte le città devono essere venduti al comune allo stesso prezzo e con gli stessi privilegi previsti dal diritto di prelazione per gli inquilini. Ci sono centinaia di migliaia di immobili degli enti previdenziali, in tutte le città, sfitti oppure abbandonati per assenza di manutenzione. Questi immobili, la legge già prevede che possano essere venduti agli inquilini, che però non hanno soldi per comprarli. Perchè dobbiamo fare solo speculazione finanziaria, e non dare al Comune lo stesso diritto di prelazione dell'inquilino in modo che sia il Comune stesso, se lo vuole, a pagare ad un giusto ed equo prezzo quell'immobile e renderlo a disposizione della collettività, così come doveva essere?
Questo è solo uno dei tanti esempi. Perchè gli immobili che devono essere acquistati dai comuni per fare edilizia popolare, edilizia sociale a favore dei soggetti più deboli devono essere soggetti a tassazione, a IVA? E' una partita di giro che impedisce la creazione di un parco di immobili da parte della proprietà comunale da mettere a disposizione della collettività più bisognosa. Ecco: questo è il federalismo responsabile.
Di queste cose ci stiamo occupando: entro quest'anno vogliamo portare a compimento questo importante impegno previsto dal programma, ma di cui si parla poco.
Un Ministero delle Infrastrutture, quindi, che non pensa solo a fare strade e ferrovie, come ci accusano, ma che pensa a fare solidarietà e difesa delle fasce sociali più deboli.

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7 Marzo 2007

La legge elettorale e i condannati

mani_pulite.jpg

Non me ne sono dimenticato. In campagna elettorale avevo inserito nel mio programma la seguente frase:
"Impedire la candidatura alla Camera, al Senato e al Parlamento Europeo di persone condannate in via definitiva."
In questi giorni si discute della nuova legge elettorale, se fare un referendum, se fare le larghe intese o accordi a geometrie variabili. Gli stessi esperti faticano a capire esattamente di cosa si sta parlando. Io vorrei partire dalla testa e non dalla coda del problema: dai parlamentari, dalle donne e dagli uomini che rappresentano i cittadini. Persone che sono pagate per fare gli interessi della Nazione, non i loro, nè tanto meno quello dei partiti di provenienza.
Nelle prossime elezioni devono essere garantite soprattutto due cose:
- la rappresentatività del parlamentare che deve essere eletto dai cittadini e non inserito per meriti partitici in una lista chiusa
- la moralità del parlamentare che non deve avere condanne in via definitiva
Come possiamo presentarci di fronte al Paese con un plotone di persone condannate elette in Parlamento?
L'Italia dei Valori ha presentato una proposta di legge, sia alla Camera che al Senato, per impedire nel modo più assoluto la presenza di persone condannate nelle liste elettorali. Su questa proposta è necessario un forte supporto da parte dell'opinione pubblica, di tutti voi.

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26 Febbraio 2007

Per la salute dei cittadini

per_la_salute_del_cittadino.jpg
Il manifesto dell'iniziativa

La situazione dell'inquinamento nelle grandi città è ormai insostenibile e le conseguenze per la salute dei cittadini sono sempre più gravi. In particolare per bambini e anziani. L'Italia dei Valori ha deciso di lanciare una campagna di informazione e di sensibilizzazione a partire dalla città di Milano.

“PER LA SALUTE DEI CITTADINI è il titolo dell'iniziativa antismog organizzata dall'Italia dei Valori a Milano. L'Italia dei Valori ha programmato un mese dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento, sulle sue cause, sugli effetti e sulle soluzioni possibili.
La data di inizio del mese antismog è stata il 25 febbraio, in coincidenza con il blocco totale del traffico nel nord Italia. Il mese antismog terminerà il 25 marzo.
In questo periodo saranno allestiti quattro punti informativi in Piazza Cordusio, Piazza San Babila, Piazza Argentina e Piazza Leonardo da Vinci. Sarà anche condotto un sondaggio, sia off line che on line sui siti www.antoniodipietro.it e www.italiadeivalori.it sul traffico, i trasporti e la vivibilità della città di Milano.
Nei giorni del 6, 13 e 20 marzo sono previsti incontri, presso l’Auditorium S. Carlo, alle ore 20.15, con le principali associazioni attive sul fronte della tutela della salute e su quello della diminuzione del traffico e della tutela ambientale.
Saranno presenti medici specializzati nelle malattie e disagi causati dall’inquinamento."

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5 Febbraio 2007

Stop al campionato

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Voglio esprimere la mia più profonda partecipazione al lutto della famiglia Raciti, il poliziotto assassinato a Catania da dei volgari delinquenti. E allo stesso tempo dare tutta la mia solidarietà alle forze di Polizia che rischiano la vita per due soldi per proteggere i cittadini.
Il calcio va sospeso almeno per la stagione in corso. Pochi giorni non sono sufficienti per prendere delle decisioni risolutive. I cittadini, giustamente, si sentirebbero presi in giro. Le società di calcio dovrebbero uscire dalla Borsa, troppi interessi economici stanno distruggendo il settore calcistico. Le pene per i farabutti che mascherati da ultras si recano allo stadio devono essere più severe e soprattutto certe. Troppi poliziotti sono picchiati e minacciati senza che i responsabili ne paghino alcuna conseguenza.
Infine le parole in libertà che insultano sia il lavoro della Polizia che la memoria dell’ispettore Filippo Raciti dette dal deputato di Rifondazione Francesco Caruso: “La vita di un agente vale quella di un ultrà” e dal presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese: “Il calcio non può chiudere, i morti fanno parte del sistema”. Queste parole servono a giustificare una situazione intollerabile. Matarrese deve andarsene, anzi non doveva neppure arrivare dopo lo scandalo delle partite truccate. Il calcio ha bisogno di nuovi dirigenti e di politici responsabili, senza non ha alcun futuro.


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31 Gennaio 2007

PACS

PACS.jpg

Centinaia di migliaia di coppie vivono insieme in Italia senza essere sposate. Molte hanno dei figli. Nessuna ha dei diritti pensionistici o previdenziali. Parliamo di famiglie vere che si trovano nella impossibilità di fare operazioni quotidiane consentite solo a chi ha contratto matrimonio.
In Italia si regolarizza tutto, di fatto anche il crimine con l’ultimo indulto. Le sanatorie e i condoni si sono succeduti grazie al centro destra negli ultimi anni. In questa situazione non regolarizzare le famiglie di fatto è incomprensibile.
La famiglia tradizionale sta cambiando, ci si sposa di rado sia con rito civile che religioso e di questo si deve prendere semplicemente atto. Non è osteggiando i Pacs che si cambiano le dinamiche sociali. Ma senza l’estensione di alcuni diritti fondamentali delle coppie sposate alle coppie di fatto si crea disuguaglianza sociale, in particolare per le fasce di reddito più basse. Il programma dell’Unione prevede l’estensione di alcuni diritti alle coppie di fatto, tutti i partiti della coalizione lo hanno sottoscritto. I Pacs non sono contro la Chiesa, ma a favore delle famiglie e dei loro diritti. Tutte le famiglie devono essere al centro della politica con pari diritti e doveri, secondo principi di equità e solidarietà.

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19 Gennaio 2007

Inceneritori

inceneritori.jpg

Ho ricevuto una richiesta di spiegazioni sulla posizione dell’Italia dei Valori in merito agli inceneritori. In particolare sulla risposta data dall’on.Borghesi di Idv al signor Ellis Favotto.
L’IDV non è a favore degli inceneritori. I rischi per la salute causati dagli inceneritori possono essere giustificabili solo in presenza di situazioni di emergenza e solo per il tempo strettamente necessario per superarle. Nel blog ho espresso in passato questa posizione e non l’ho cambiata. Per evitare fraintendimenti in futuro su alcuni argomenti, in particolare sugli inceneritori, risponderò sempre in prima persona.

“Egregio On. Di Pietro,
Le scrivo in quanto sono rimasto a dir poco “sconcertato” dalla risposta dell’on. Borghesi – data a nome suo – e spedita a Ellis Favotto in merito alla questione inceneritori.
E’ scandaloso che Lei sul suo blog scriva che “l’Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all’origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti.” e che l’On. Borghesi affermi che ciò che è scritto sul blog “non vale” perché il partito di IDV “si è sempre espresso a favore”. Io leggo il suo blog e sinceramente ora mi chiedo quanto sia credibile quello che Lei scrive se poi mi arrivano smentite di questo “calibro”.
Non Le nascondo la mia simpatia e vicinanza al “suo” partito e a Lei come persona … tuttavia questa uscita ed altre recenti (vedi Pedemontana Veneta, Mose, …) mi hanno profondamente deluso.
Sinceramente Le dico che ho perso la fiducia nei suoi confronti e nei confronti del “suo” partito.
Il sottoscritto ha sostenuto Italia dei Valori nelle Nazionali, nelle Provinciali e anche nelle Comunali. Ho fornito un grande impegno sia come informazione sia come propaganda elettorale (fatta quasi totalmente a mie spese) in quanto credevo nel progetto/programma di IdV.
Il Coordinatore Provinciale (De Zanet) mi conosce molto bene come conosce molto bene mia moglie. Mi sono impegnato con le persone e sinceramente ora mi sento in dovere di comunicare a loro questa nuova posizione del Partito.
Chiaramente non rinnoverò più la tessera ed anzi prego il Coordinatore di cancellarmi dalla Mailing List in quanto non autorizzo più l’utilizzo della mia Email e del mio cellulare per comunicazioni varie.
Sono molto molto deluso in quanto credevo soprattutto nella “trasparenza” del partito e della sua persona. A questo punto non noto più differenza tra il “suo” partito e tutti gli altri.
Mi dispiace veramente. Credevo molto in Lei.
Tali affermazioni sono di una incongruenza ed incoerenza inaccettabili ed evidenziano oltretutto una totale mancanza di rispetto nei confronti dell’intero popolo italiano da parte del partito IDV.
Mi auguro che arrivi una smentita da parte sua. In ogni caso, essendo anche Presidente dell’Associazione GRILLITREVISO invierò in copia il tutto a Beppe Grillo, Maurizio Pallante, Stefano Montanari, Gianluigi Salvador, Eduardo Rina e Walter Bianco per capire le loro reazioni.
Saluti Pamio Ing. Maurizio. Associazione GRILLITREVISO”

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22 Dicembre 2006

Auguri

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Il 2006 è stato un anno di grandi cambiamenti per il Paese. Gli italiani hanno deciso, con le elezioni politiche, di voltare pagina dopo cinque anni di promesse e di leggi ad personam. Le priorità del nuovo Governo, come scrissi in questo blog prima delle elezioni, sono due: il risanamento economico dei conti dello Stato e il ripristino della legalità. La Finanziaria, pur con molte contraddizioni e una incapacità di comunicazione da parte del Governo, è stata una risposta forte alla situazione di pre bancarotta dello Stato che abbiamo ereditato. Sulla giustizia l’operato del Governo e soprattutto della maggioranza è sostanzialmente deficitario. Non c’è ancora nessun segnale di discontinuità rispetto a Berlusconi. Su questo tema l’Italia dei Valori si è battuta, e continuerà a farlo nel 2007, per l’abolizione delle leggi ad hoc e per la certezza del diritto.
Un nuovo anno ci aspetta, spero che sia un anno sereno per tutti gli italiani. Un anno di rilancio dell’economia, di una maggiore tutela sociale delle parti più deboli. Un anno per ricominciare, ripartire e fare di nuovo grande il nostro Paese.

Auguri di buone feste. Antonio Di Pietro.

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20 Novembre 2006

Veleni e politica

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A Milano c’è stata l’ennesima messa in scena contro lo smog con la domenica senza auto. Una misura che ha lasciato le cose esattamente come erano prima. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo documento ‘Air quality guidelines’ sottolinea come il superamento del limite di Pm 2,5 di polveri sottili nell’aria possa portare a gravi conseguenze, anche mortali, per l’organismo, in particolare nei bambini. Nel mese di novembre il limite del Pm 2,5 è stato superato 14 volte nei primi 18 giorni e il 16 novembre è arrivato a quota 117.
Milano è al centro dell’attenzione per il suo livello di inquinamento atmosferico, ma non è l’unica città in questa situazione. Può però diventare un riferimento nazionale per scelte ormai inderogabili in materia di traffico urbano.
Le proposte fatte ad oggi si sono arenate per i soliti veti incrociati legati a interessi elettorali tra Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano e Governo. Il ticket di ingresso non è passato, le targhe alterne sono state bocciate, il centro non può essere chiuso, le piste ciclabili sono quasi inesistenti, i mezzi pubblici non sono potenziati e al posto di autobus elettrici circolano autobus a gasolio. Nel frattempo i cittadini si ammalano e muoiono di tumore.
L’Italia dei Valori farà sentire la sua voce, anche con l’aiuto dei cittadini, per adottare subito misure di tutela della salute pubblica. Il ticket di ingresso e la chiusura del centro cittadino il prima possibile.

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22 Ottobre 2006

Il fallimento del Comune di Taranto

Taranto.jpg

Dagli enti locali dipendono i servizi della nostra vita di tutti i giorni: le strade, gli asili, i trasporti urbani, lo smaltimento dei rifiuti. Il comune di una città non dovrebbe poter fallire nell’indifferenza. Eppure è quello è successo a Taranto. Pochi giorni fa, il Commissario straordinario Tommaso Blonda ha approvato il rendiconto gestionale definitivo dell’esercizio finanziario 2005 del Comune di Taranto.
Nel 2004 il disavanzo era stato di oltre 83 milioni di euro, nel 2005 è aumentato del 60% arrivando a circa 138 milioni. I debiti fuori bilancio sfiorano i 150 milioni. Gli oneri latenti sono di quasi 160 milioni. Nel complesso il disavanzo è di quasi 450 milioni di euro.
I dieci giorni di autonomia finanziaria garantita dal Commissario sono passati, le casse sono vuote e si è iniziato a tagliare i servizi pubblici. È inaccettabile che, ancora una volta, i cittadini debbano pagare il conto per persone che considerano il bene pubblico una terra di conquista.
È giusto che gli enti locali siano responsabilizzati con autonomia decisionale e impositiva, ma lo è altrettanto che le amministrazioni rispondano fino in fondo delle loro azioni.
Una importante città che fallisce è un sintomo dello sfascio di parte della Pubblica amministrazione, ma anche della inefficienza degli organi di vigilanza e dei partiti. Un brutto segnale su cui bisogna riflettere.

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27 Agosto 2006

La violenza contro le donne

stazione_centrale.jpg

In questi giorni le violenze contro le donne sono aumentate. Mi ha colpito il caso delle due ragazze francesi, provenienti da un Paese ad alta immigrazione, che hanno accettato un passaggio da due tunisini senza alcuna paura, per essere poi stuprate. Pensavano di essere a Parigi ed erano a Milano.
Il problema è il ripristino della legalità a tutti i livelli, non solo per gli extracomunitari. Dobbiamo garantire la sicurezza dei cittadini. Non possiamo accettare il fatto che la violenza sulle donne diventi un fatto ordinario. Voglio ricordare che Mario Alessi, italiano, l’assassino del piccolo Tommaso, aveva stuprato una ragazza di fronte al suo fidanzato ed era in libertà. L’Italia dei Valori proporrà in Parlamento un forte inasprimento delle pene per gli stupratori. Non è possibile che una donna abbia paura di aspettare l’autobus, di prendere la metropolitana o che abbia il terrore di indossare una minigonna e di entrare in una stazione, come avviene alla Stazione Centrale di Milano.

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21 Agosto 2006

I clandestini e le responsabilità della Libia

Gheddafi.jpg

I clandestini che giorno dopo giorno sbarcano sulle coste italiane hanno un mandante.
Si chiama Gheddafi. La quasi totalità delle imbarcazioni parte dalle coste libiche con il tacito assenso delle autorità locali.
Tra l’Italia e la Libia esiste da tempo un contenzioso. Gheddafi chiede per ipotetici risarcimenti la costruzione di un’autostrada per 3,5 miliardi di euro.
Gli italiani espulsi a suo tempo dalla Libia hanno lasciato ogni loro avere. Non ebbero alcun risarcimento.
Gheddafi usa i clandestini per fare pressione sul governo italiano. Oggi vuole un’autostrada, domani chissà che altro.
Le partenze dalla Libia rappresentano un chiaro atto di ostilità nei confronti del nostro Paese e non possono più essere tollerate. L’Italia dovrà prendere in considerazione di fronte a queste continue violazioni del suo territorio, anche il presidio delle sue acque territoriali, oltre a un atteggiamento intransigente nei confronti del governo di Tripoli.

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17 Agosto 2006

Cittadinanza e rispetto dei diritti civili

Hina_Saleem.jpg

La vicenda di Hina Saleem, la giovane pachistana uccisa dal padre perchè conviveva con un ragazzo italiano, deve far riflettere sulla proposta di legge per la cittadinanza per chi risiede da cinque anni nel nostro Paese. Il numero di anni è un fattore importante e, probabilmente, è opportuno aumentarlo. Anche l’adesione ai valori della Costituzione è importante. Ma, a mio avviso, per ottenere la cittadinanza italiana vanno, prima di tutto, rispettati i valori fondamentali alla base della convivenza civile. E tra questi c’è la libera scelta coniugale.
Il padre di Hina aveva un lavoro regolare da più di 10 anni, disponeva delle carte in regola per acquisire la cittadinanza già ora, senza la necessità di una nuova legge. Insieme alla nuova legge sulla cittadinanza vanno definite punizioni severe per chi viola i diritti civili, ad esempio attraverso matrimoni combinati e imposti. I diritti civili non sono negoziabili, chi non li rispetta non deve poter ottenere la cittadinanza italiana.

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20 Luglio 2006

Il diritto alla casa

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Ieri ho scritto al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa, per inserire, in sede di conversione del decreto-legge 233 del 4 luglio 2006, (il decreto Bersani), una disposizione per il differimento di tre mesi della proroga sul termine degli sfratti nei comuni con più di un milione di abitanti (Milano, Roma, Napoli), fissato dal decreto-legge 1 febbraio 2006, convertito dalla legge 3 marzo 2006, n. 86.
Una disposizione che non comporta costi per il bilancio dello Stato perchè è possibile ricorrere a risorse finanziarie previste in precedenti provvedimenti legge e non ancora utilizzate.
Le risorse disponibili ammontano a circa 99 milioni di euro e saranno ripartite, da apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture, tra i comuni capoluoghi delle aree metropolitane per aiutare una parte della popolazione che si trova in particolari condizioni di disagio economico e sociale.

La casa è diventata, da diritto sociale, un bene di lusso. I valori degli immobili e degli affitti sono aumentati in questi anni in modo indiscriminato. Il governo può e deve intervenire con un osservatorio permanente per il monitoraggio dei prezzi immobiliari e con misure per limitare aumenti ingiustificati.

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3 Luglio 2006

La sete delle Eolie

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I sindaci dell’arcipelago delle Eolie stanno mobilitandosi contro la riduzione dell’acqua che viene portata dalle navi cisterna. E’ prevista una diminuzione dai 1.750 mila metri cubi di acqua all’anno a 1.400.000. L’acqua viene rifornita con le navi anche dalla lontana Napoli con un viaggio lungo e costoso, mi auguro non per interessi privati. L’acqua, non solo nelle Eolie, è un bene sempre più raro e costoso e al di là della situazione attuale, che andrà gioco forza risolta, bisognerà investire su impianti che rendano le Eolie, e non solo, meno dipendenti da rifornimenti idrici via mare. Investimenti sui desalinizzatori vanno valutati al più presto ed attuati. Questa emergenza, alla quale è probabile ne seguiranno molte altre, è il momento giusto per avviare un piano che consenta alle Eolie di essere più autonome sia dal punto di vita idrico che da quello energetico con lo sfruttamento dell’energia solare. Ne parlerò con il ministro Bersani che so essere molto attento a questi problemi.

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30 Giugno 2006

I Centri di Prima Accoglienza

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I Centri di Prima Accoglienza (CPT) sono stati istituiti per chi si introduce clandestinamente nel nostro Paese.
I clandestini che vi sono ospitati possono in seguito rimanere in Italia, ad esempio per ragioni politiche o umanitarie, o essere espulsi.
I CPT sono necessari.
Una situazione in cui migliaia di extracomunitari entrino illegalmente in Italia e circolino per le strade senza documenti, senza lavoro, senza mezzi di sussistenza non è possibile. Questa valutazione non è di sinistra o di destra, è solo di buon senso.
Smantellare i CPT non risolverebbe nulla ed anzi aumenterebbe il traffico di clandestini.
Ma le condizioni di vita delle persone che vi sono rinchiuse devono essere assolutamente migliorate. Si parla infatti di assistenza, non di lager o di prigioni.
L’Italia dei Valori visiterà nelle prossime settimane alcuni CPT e riporterà le sue impressioni su questo sito.

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27 Maggio 2006

Cuffaro e gli inceneritori siciliani

Cuffaro.jpg

Salvatore Raiti deputato e coordinatore Regione Sicilia dell’IDV ha rilasciato questa dichiarazione, che sottoscrivo completamente, su Cuffaro:

“Cuffaro è senza vergogna. A tre giorni dalla chiusura della campagna elettorale compie atti illegittimi e, forse, anche illeciti.
Non si capisce come possa emanare, in qualità di Commissario Delegato all’Emergenza Rifiuti, l’ordinanza n. 482 del 22.05.2006 (una settimana prima delle elezioni regionali) che autorizza la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione in Sicilia, disattendendo le ordinanze del Tar regionale e una mozione approvata dalla Regione siciliana che vanno in direzione totalmente opposta. Spieghi, poi, Cuffaro quale interesse legittimo ha che giustifichi la comunicazione della stessa ordinanza, nello stesso giorno, tramite fax, all’azienda che deve realizzare i termovalorizzatori medesimi (lo stesso giorno alle 16.33!).
Con i miliardi di euro che servono alla realizzazione di questi impianti e con la salute dei siciliani non si gioca, per questo chiedo al ministro dell’Ambiente e al Presidente del Consiglio di intervenire direttamente per ripristinare la legalità, ritirare a Cuffaro la delega di Commissario straordinario e revocare immediatamente l’ordinanza in oggetto”.

Mi riservo di valutare se esistono gli estremi per una segnalazione alla magistratura penale in relazione ad eventuali abusi.
Chiederò inoltre al ministro dell’Ambiente di intervenire al più presto e, comunque, porterò la questione al Consiglio dei ministri.

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26 Aprile 2006

Strage sulle strade italiane

incidente.jpg

A Verona due ragazzi di 23 anni sono stati uccisi da una macchina in uno scontro frontale. La macchina procedeva contromano e il guidatore, di origine romena, risultato in stato di ebbrezza alcolica, è stato rilasciato il giorno dopo.
A Roma domenica un’auto guidata da un italiano ubriaco ha imboccato la Pontina contromano provocando tre morti.
A Catania quattro ragazzi sono morti a causa dell’invasione di corsia da parte di un cittadino cubano.
Sempre a Verona una Mercedes, in una manovra azzardata di inversione a U, ha travolto ed ucciso una coppia di giovani coniugi in moto.
Il numero di incidenti stradali che causano il decesso di una o più persone in Italia è impressionante. Di queste morti spesso la causa è nell’atteggiamento irresponsabile di un guidatore. Io credo che le pene attualmente comminate debbano essere inasprite ed in alcuni gravi casi, come quelli riportati, si debba procedere con l’imputazione di omicidio plurimo aggravato.

Gli incidenti sono causati spesso dall’alcol
, i controlli sono troppo pochi, quasi inesistenti; devono invece essere rafforzati con l’immediato ritiro della patente per chi viene trovato positivo. Gli incidenti stradali producono in Italia migliaia di morti. E’ una guerra. E’ giunto il tempo di affrontare il problema di petto, senza compromessi.

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25 Aprile 2006

Stop agli inceneritori

inceneritore.jpg

Gli inceneritori, o termovalorizzatori, sono finanziati in Italia con soldi pubblici in quanto equiparati alle energie rinnovabili.
Senza i contributi pubblici gli inceneritori non potrebbero esistere. Meritano questo investimento? La risposta che mi sono dato è del tutto negativa. La costruzione degli inceneritori nasce da due fattori: scarsa informazione e comportamento sociale sbagliato.
La scarsa informazione porta a pensare che gli inceneritori siano una soluzione all’avanguardia, che siano necessari e che, in ogni caso, rappresentino il male minore.
Gli inceneritori non sono una soluzione innovativa, è vero il contrario; i primi sono stati realizzati più di quarant’anni fa e i Paesi che li hanno adottati inizialmente non li costruiscono più e li usano sempre meno. Inoltre è stato dimostrato che la cenere prodotta diventa un rifiuto tossico.

Il comportamento sociale sbagliato avviene a livello di produttore e di consumatore. I rifiuti vengono spesso creati all’origine con confezioni inutili: scatole, plastica, carta, ecc. che sono solo scarti da smaltire. Un’autoregolamentazione delle società produttrici, “aiutata” da un’imposizione fiscale sulla produzione di parti superflue rispetto al prodotto, come può essere ad esempio la scatola di un dentifricio, diminuirebbe di molto questo fenomeno.
Un’incentivazione al riuso dei contenitori con una riduzione del prezzo del prodotto per i consumatori, ad esempio le bottiglie di vetro, è una misura che può ulteriormente limitare la produzione di rifiuti.
La raccolta differenziata deve, e non è, essere applicata con rigore su tutto il territorio nazionale. La raccolta differenziata consente di riciclare gran parte dei rifiuti ed è una grande opportunità sia ambientale che industriale.

Per queste ragioni, l’Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all’origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti.

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12 Aprile 2006

Governa chi ha vinto!

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foto da Repubblica.it

Nonostante la vittoria dell’Unione al Senato e alla Camera l’informazione è ancora dedicata alle invenzioni dialettiche degli sconfitti, anzi dello sconfitto.
Vorrei invitare a un maggiore senso di realtà i giornali e i canali televisivi, se mi è consentito. Sia chiaro che non mi riferisco a quelli dell’ex presidente del consiglio che sono solo organi di propaganda e non di informazione.
Discutano i giornalisti dei problemi reali del Paese. La passata legislatura ne ha lasciati così tanti che c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ieri sera ho visto Ballarò. Ho sentito argomentare sulla coalizione chiesta “per senso di responsabilità” dai rappresentanti di chi ha fatto strame della Costituzione e delle leggi del Parlamento.
Di chi ha chiamato “coglioni” gli elettori del centrosinistra.
Mi è venuta l’orticaria.

Un modestissimo consiglio ai miei colleghi dell’Unione: se sono invitati a trasmissioni per parlare del nulla proposto dall’attuale opposizione non ci vadano.
Quando si presentano in televisione parlino con dati, numeri, statistiche di quello che l’Unione farà per i cittadini italiani.
Sulla ennesima provocazione della “grande coalizione”, il mio parere è che il sistema bipolare impegna la coalizione vincente a governare per dare al Paese l’alternanza espressa attraverso il voto.
In poche parole ora governa chi ha vinto.

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5 Aprile 2006

La falsa storia italiana

dollaro.jpg

Queste elezioni sono state le elezioni della menzogna, pianificata, scientifica e insieme pataccara, sulla situazione economica del Paese.
Io non voglio illudere nessuno: ci aspettano anni di sacrifici per ricostruire un Paese a pezzi. Le promesse elettorali le lascio ai professionisti della disinformazione, ai venditori di fumo della Cdl.
Gli stessi che senza pudore e considerando gli italiani, tutti gli italiani, incapaci di intendere e di volere, hanno inviato per posta una comunicazione elettorale sotto forma di rivista, intitolata:
“La vera storia italiana”, uno spot vergognoso che più correttamente avrebbe dovuto avere come titolo: “La falsa storia italiana”.

Numeri, statistiche, percentuali e fatti sono talmente travisati da indurre all’ilarità, se l’Italia non fosse così vicina al dramma economico.
Un esempio tra i tanti è a pagina 154 dove è magnificato l’incremento di reddito medio degli italiani in questi cinque anni con questa frase:
“27.119 dollari è il reddito medio odierno degli italiani (nel 2001 era di 24.670 dollari)”
Dollari, non euro! Una comunicazione sul nostro reddito medio viene fatta in dollari, uno stratagemma degno del miglior Tremonti.
Un italiano avrebbe guadagnato in cinque anni un potere d’acquisto pari a 2.449 dollari.
Ma l’italiano è pagato in euro e la conversione euro/dollaro è passata da 1,16 euro per un dollaro del maggio del 2001 a 0,81 euro per un dollaro di oggi.
In sostanza l’euro si è rafforzato nei confronti del dollaro in questi cinque anni in modo sensibile.
Il cambio dollaro/euro conferma che il valore dell’euro ha protetto i nostri risparmi.
Il reddito invece è diminuito, e di molto, come sanno le famiglie italiane tranne quelle retribuite in euro che vivono negli Stati Uniti.

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25 Marzo 2006

Gli struzzi della Cdl

struzzi.jpg

Ieri sera a Matrix ho incontrato Giulio Tremonti per un confronto elettorale su diversi temi e in particolare sull’economia.
Tremonti ha affermato che l’economia italiana va bene, che siamo rispettati all’estero, che conosce le cinque regole per rilanciare il nostro Paese, che il debito pubblico è naturale che cresca (ma su questa enormità ho dei dubbi e, anche se l’ho sentita con le mie orecchie, devo riascoltare la registrazione).
Ha aggiunto che la legge Biagi è la panacea del mondo del lavoro, che il futuro dell’Italia sono le Grandi Opere come il Ponte di Messina ed il rilancio del nucleare.
Era sufficiente tacere per prendere voti.

Lo stato confusionale della Cdl ed il suo ostinato rifiuto di ammettere la situazione economica fallimentare in cui ha trascinato il Paese, di confrontarsi con la realtà, di comportarsi come gli struzzi, mi fa temere che lo stesso bilancio dello stato del 2005 possa riservare sgradevoli e spero gestibili sorprese.
Se persino il ministro dell’economia rifiuta di prendere atto di un'abnorme crescita del debito pubblico, del crollo della bilancia commerciale con l’estero, dell’evasione fiscale di un italiano su tre, di un indebitamento continuo delle famiglie, della diffusione del precariato (altro che LAVORO!) che toglie ogni prospettiva ai nostri giovani. Se chi dovrebbe disporre di ogni numero nega queste evidenti realtà siamo alla frutta.
Il più lungo Governo della Repubblica imputa al Governo precedente il declino dell’Italia ed ogni attuale problema.
Ma, se così fosse, cosa ha governato a fare in questi cinque anni?
E che cosa ha realizzato a parte le leggi ad personam, i condoni e la depenalizzazione del falso in bilancio?
I cittadini non hanno bisogno delle lezioncine del professor Tremonti per sapere che non arrivano più a fine mese, il conto lo presenteranno il 9 e il 10 aprile.


Rispondo a Luigi R. Viggiano | 26.03.06 - 23:05


Caro Luigi,
preciso, in merito alle voci di condanne in via definitiva a carico di Vincenzo Iannuzzi, candidato con Italia dei Valori al Senato, che Iannuzzi ha ricevuto agli inizi degli anni novanta una condanna relativa a fatti risalenti al 1981, con pena sospesa.

Con sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro del 26 ottobre 1997 è stato pienamente riabilitato. Attualmente non ha procedimenti penali in corso e ricopre la carica di Sindaco di Lungro, provincia di Cosenza.


Cordialmente, Antonio di Pietro

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23 Marzo 2006

Genova per noi

ragazza_genova.jpg

L’utilizzo strumentale dell’informazione da parte del centro destra sta superando ogni limite della decenza ed è ormai chiaro che la prima, primissima, riforma del dopo elezioni dovrà essere la regolamentazione delle frequenze radiotelevisive per evitare l’avvento di un nuovo fascismo.
Il Governo americano avverte i suoi cittadini di pericoli legati a manifestazioni violente nel periodo elettorale in Italia. In un anno in alcune grandi metropoli americane vengono uccise più persone che in tutta l’Italia. Bush pensi ai suoi concittadini, non a fare propaganda elettorale per il suo sodale italiano.

Giuseppe Romano, questore di Genova, ha dichiarato in merito agli incidenti di Genova:
Giornalista: “Chi erano i manifestanti?”
Giuseppe Romano: “La maggior parte studenti medi e universitari. E poi qualche anarchico, qualcuno dei centri sociali, piccole frange di no global”.
Questi sono gli squadristi di sinistra del signor Berlusconi che per sottrarsi ai fischi e al giudizio degli italiani è ormai costretto a fare i suoi comizi nei palazzetti e ad uscire dal retro.


Pubblico una bella lettera di un genovese, il signor Franco Bellè.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio:

" Egregio Cavaliere,
Lei è venuto a Genova e non si è trovato bene, Genova non la ama e lei non ama Genova, ma forse le è sfuggito il perchè e vorrei spiegarglielo.
Qui, da noi, la pubblicità non funziona granchè, amiamo le cose concrete, solide , che si possono toccare, i discorsi li lasciamo agli altri guardiamo i fatti, e i suoi non sono granchè. La nostra storia parla per noi andavamo in giro per il mondo quando il resto d'Europa viveva nei villaggi, siamo multiculturali e multietnici da 1000 anni e il nostro dialetto riporta molte parole arabe senza che gli arabi ci abbiano mai dominati, semplicemente ci piacevano e le abbiamo adottate.
Valutiamo le persone per quello che sono e per quello che fanno non dal colore o dalla religione. Qui è nata la grande industria con i grandi capitalisti, quelli di una volta i galantuomini che rischiavano i soldi loro e non quelli degli azionisti e che alla fine, magari, lasciavano il patrimonio alla città o fondavano ospedali. Qui è nato il socialismo, le società di mutuo soccorso, la solidarietà.
Genova ha cacciato, prima in Italia i nazisti che, solo in questa città hanno firmato la resa. Qui i missini, molto diversi dai finiani dei giorni d'oggi, hanno voluto provocare e mal glie ne incolse. Non abbiamo preconcetti, mettiamo alla prova le persone, le valutiamo dai fatti e poi decidiamo. E abbiamo deciso che Lei non ci piace, non per quello che è ma per quello che fa o che fa male.
Nessuno ha organizzato agguati o sommosse, semplicemente le abbiamo fatto capire che non ci piace".
Franco Bellè

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21 Marzo 2006

Licenza di uccidere

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Hanno ucciso un ragazzo di 28 anni, Enzo Cotroneo, in Calabria. Lo hanno ucciso perchè non testimoniasse nel caso Fortugno. Mentre gli sparavano era al telefono con la sua fidanzata, dovevano sposarsi a maggio, e le ha detto: “Mi stanno ammazzando”.
Lo hanno ucciso con nove colpi sparati da un fucile e da una pistola. Enzo è stato ucciso come altri 28 calabresi nella Locride nell’ultimo anno e mezzo.
Ed oggi sono stati uccisi due uomini a Scampia, Napoli.
E sempre oggi è stata celebrata la giornata contro la Mafia in molte città d’Italia.

I nomi dei morti per mafia sono stati riportati, divisi per anni, da alcuni lettori in questo sito nei commenti all’articolo: “Media senza pudore”.
Leggerli, uno dopo l’altro, e molti di loro li ho conosciuti ed apprezzati di persona, è straziante.
Una parte consistente del nostro Paese è assimilabile al Far West, ad una zona sotto il controllo delle mafie con cui un ministro di questo Governo disse che bisogna convivere.

Per cinque anni si è gridato al lupo islamico, alla guerra tra religioni e tra civiltà, senza che un solo omicidio, che mi risulti, sia avvenuto in Italia a causa di estremisti musulmani.
Allo stesso tempo si sono registrati, in un silenzio complice, centinaia di delitti compiuti dalla criminalità organizzata.
In questi cinque anni dei parlamentari sono stati condannati in primo grado per mafia, imputati per mafia, hanno ricevuto la solidarietà di cariche dello Stato come Pierferdinando Casini dopo condanne per mafia.
L’economia del nostro sud è strangolata dalla mafia, una situazione sotto gli occhi di tutti.
I magistrati e le forze dell’ordine che ogni giorno rischiano la vita vanno aiutati con nuovi mezzi e con un vero e forte supporto politico. Quello che oggi è del tutto assente.

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11 Marzo 2006

Incidenti ad orologeria

neofascisti_a_Milano.jpg
foto da repubblica.it

Gli incidenti tra gruppi di autonomi e polizia con incendi di automobili, contusi e arresti hanno paralizzato il sabato pomeriggio a Milano, nell’affollata zona di corso Buenos Aires.
Gli autonomi che hanno compiuto atti vandalici ed aggredito le forze di polizia vanno senza alcuna discussione condannati.
Va però condannato allo stesso tempo il corteo neofascista della Fiamma Tricolore, autorizzato non si sa bene da chi e perchè, che ha attraversato Milano prima degli incidenti e contro il quale protestavano gli autonomi.
Il corteo della Fiamma Tricolore alleata della Cdl ha fatto più volte apologia di fascismo, ha ostentato croci celtiche, saluti romani. Esibizioni che sono oggi proibite persino negli stadi si sono potute tranquillamente svolgere nelle vie di Milano.
Va poi ricordato che Luca Romagnoli, segretario di Ms-Fiamma si è distinto per le sue affermazioni negazioniste nei confronti dell’Olocausto.

Gli incidenti di Milano sembrano provocati a tavolino.
In un momento in cui Storace si dimette per intercettazioni a scopo politico, Lorenzo Cesa segretario dell’Udc è indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per truffa e associazione a delinquere e Silvio Berlusconi è rinviato a giudizio per corruzione in atti giudiziari per i 600.000 dollari versati a Mills, in un momento come questo gli incidenti di Milano rappresentano una boccata di ossigeno per la Cdl.
Il cui capo può (ancora) permettersi di dichiarare che: “I magistrati sono la malattia della nostra democrazia”.

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4 Marzo 2006

Il fallimento della legge Bossi-Fini

legalita_e_immigrazione.jpg

Ieri, durante un convegno della Lega Nord a Padova a cui ha partecipato Borghezio, sono avvenuti scontri tra manifestanti e polizia. Il linguaggio razzista e provocatorio di Borghezio non giustifica nessun atto di violenza e chi ne è stato responsabile deve essere perseguito.
In democrazia per eliminare personaggi come Borghezio è sufficiente non votarli.

I rappresentanti della Lega stanno impostando la campagna elettorale sul problema dei clandestini e, più in generale, degli extracomunitari.
Una posizione che sfiora il ridicolo, visto che la legge Bossi-Fini porta il nome del fondatore della Lega accomunato a chi non ci avrebbe mai bevuto insieme un caffé.
Una legge fallimentare, che non è riuscita, come il centro destra aveva dichiarato, ad imporre la legalità, trascurando completamente la solidarietà.

Le nostre carceri sono affollate di extracomunitari, gli sbarchi di clandestini continuano, strade e periferie urbane sono piene di stranieri disperati arruolati dalla criminalità organizzata per lo spaccio e la prostituzione.
Questa situazione è da attribuire al Governo, alla Lega.
Farne un cavallo di battaglia elettorale vuol dire mentire agli elettori sulla propria incapacità.

L’attuale legge va cambiata. I clandestini irregolari vanno reimpatriati immediatamente, le pene per chi lucra sul traffico delle persone vanno inasprite, gli extracomunitari condannati devono scontare il carcere nel loro Paese ogni volta che questo sia possibile.
Detto questo, per gli extracomunitari in regola con le leggi italiane va previsto un piano di vera integrazione, servizi, l’apprendimento della lingua italiana, un lavoro, la possibilità di accedere a un’abitazione.

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3 Marzo 2006

Protezione degli investimenti sulla casa

abitazioni.jpg

Tre mutui su quattro in Italia sono a tasso variabile. Il costo del denaro è arrivato al 2,5% e si prevede che aumenti, anche in modo sensibile, nei prossimi mesi.
Questo incremento, al di là di essere un fatto tecnico, tocca direttamente migliaia di famiglie italiane per l’aumento delle rate del mutuo per la prima abitazione.
Molte, a causa della recessione economica, già alla fine dello scorso anno, non sono riuscite a pagare la rata del mutuo e hanno dovuto rinunciare alla loro casa.

Purtroppo in futuro, con l’aumento dei tassi, lo stesso potrà succedere a un numero sempre maggiore di famiglie.
Io credo che non si possa semplicemente assistere alla distruzione di valore dei risparmi destinati alla propria casa appellandosi alle sole leggi di mercato.

Per questo motivo, l’Italia dei Valori proporrà nella prossima legislatura misure di sostegno per quelle famiglie che dovessero trovarsi in difficoltà nel sostenere i costi del mutuo della prima abitazione.
Inoltre, l’Italia dei Valori sosterrà l’istituzione di un osservatorio del Governo sull’andamento dei costi degli immobili per abitazione per evitare cartelli di fatto e speculazioni.

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20 Febbraio 2006

Le nuove povertà

senza_reddito.jpg

Il fallimento maggiore di questo Governo è stato, senza alcun dubbio, la mancata tutela dei consumatori, in particolare delle famiglie.

Gli italiani non hanno bisogno di dati e di statistiche per capire che sono diventati più poveri in questi ultimi cinque anni.
E’ comunque utile riportare alcuni aumenti relativi al periodo 2001-2005:
- Affitto +66%
- RC auto +23%
- Benzina +27%
- Latte +25%
- Acqua minerale + 81%
- Pane + 38%
- Pasta +43%
- Olio +40%

Di fronte a questa Caporetto le famiglie hanno avuto come unica possibilità l’indebitamento, accedendo al cosiddetto credito al consumo cresciuto nel 2005 del 24,6% (dati Assofin).
I debiti sono diventati organici al bilancio familiare a tal punto che la cessione del quinto dello stipendio è cresciuta nell’ultimo anno del 40%, con un valore di due miliardi e 746 milioni di euro di prestiti erogati nel 2005. Nel quinquennio d’oro berlusconiano la cessione del quinto dello stipendio è aumentata complessivamente del 264,4% (dati Assofin).

Gli italiani si indebitano per vitto, alloggio, studio, salute.

Sono diventati più poveri con debiti che spesso non riescono più a onorare.
Questo Governo ha fallito.
Ogni italiano lo sa quando compra un litro di latte, quando paga l’affitto, quando controlla il suo magro salario, quando pensa al suo futuro e a quello dei suoi figli.

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13 Febbraio 2006

La TAV in Val di Susa

Val_di_Susa.jpg

La TAV in Val di Susa è diventato l’argomento di discussione principale all’interno dell’Unione. I cittadini della Val di Susa si sono già espressi chiaramente per il no e questa loro posizione non può essere ignorata.
Il TAV in Val di Susa dovrebbe essere più correttamente chiamato TAC, Treno ad Alta Capacità, in quanto riguarda il trasporto di merci e non di persone.
Io non sono pregiudizialmente contro il TAC, ma prima di realizzarlo vanno sciolti alcuni nodi:

- la sicurezza delle persone legata alla presenza di amianto e uranio nelle montagne della Valle,

- la compatibilità economica con altre priorità del Paese, il tunnel secondo alcune stime potrebbe costare fino a 13 miliardi di euro, quasi tutti a carico dei contribuenti, circa quattro volte il costo del Ponte sullo Stretto,

- la valutazione di alternative meno costose, come il potenziamento dell’attuale linea ferroviaria in Val di Susa, utilizzata ben al di sotto della sua capacità. Alternative da attuare in un tempo più breve rispetto ai 15 anni circa previsti per la costruzione di un traforo di 53 km.

Se non saranno confermati i presupposti economici dell’opera, il rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente, il TAC non si potrà fare. Non credo che sia necessario un dibattito politico per prendere questa decisione, né credo che assumere delle posizioni aprioristiche a favore o contro il TAC sia utile a nessuno.

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11 Febbraio 2006

Gli italiani all'estero

Terra.jpg

Gli italiani all’estero sono molti di più che in Italia.
Esistono città come Toronto, New York e Melbourne con centinaia di migliaia di italiani e Paesi come l’Argentina e il Brasile con decine di milioni di famiglie di origine italiana. A Buenos Aires si può parlare tranquillamente italiano, tutti lo capiscono.
Io stesso sono stato un italiano all’estero, un emigrante. Ho lavorato in Germania come operaio e in una segheria.
Ho imparato allora cosa significa trovarsi lontano dalla propria terra, quali difficoltà e diffidenze si possono incontrare.
Spesso mi reco all’estero invitato dalle comunità italiane dalle quali ho sempre ricevuto grandi manifestazioni di affetto.

Un tempo la distanza era assoluta, i costi delle telefonate proibitive, non c’era Internet, i voli low cost.
Oggi per un italiano all’estero accedere alle informazioni sull’Italia attraverso la Rete, scambiarsi una email o una fotografia è immediato.
Il mondo è diventato interconnesso e lo sviluppo dell’Italia passa anche attraverso gli italiani all’estero.
E’ una grande opportunità.

I miei propositi per la prossima legislatura: rilanciare e diffondere la nostra lingua all’estero, potenziare i consolati ed avviare il loro ammodernamento, sviluppare le camere di commercio italiane all’estero, creare una carta dei diritti degli italiani all’estero.

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1 Febbraio 2006

Meno liberi e più poveri

2006 economic freedom.jpg

Negli ultimi cinque anni l’Italia è stata governata dalla cosiddetta Casa delle libertà, ma le libertà sembrano l’ultima preoccupazione di questo governo.

Il presidente del consiglio ha occupato tutti gli spazi di informazione per vantarsi delle riforme varate in questa legislatura.

Ma cosa hanno ottenuto gli italiani negli ultimi cinque anni?

L’Italia è stata retrocessa al 42°posto nella classifica delle libertà economiche. Lo scorso anno era al 26° posto.

Lo sostengono il Wall Street Journal e la Heritage Foundation, il “pensatoio” dell’America conservatrice, sulla base di parametri come il grado di intervento pubblico nell'economia, la pressione fiscale, la politica monetaria, le politiche commerciali, gli investimenti esteri, il sistema bancario.

Prima di noi, più liberi di noi dal punto di vista economico, ci sono Paesi come Malta, Bahrain, Armenia, Botswana, Barbados, El Salvador, Cipro e Cile.

La diminuzione delle libertà economiche, è dimostrato dai fatti, vuol dire meno mercato, meno democrazia, un peggior tenore di vita dei cittadini.

Infatti, nei Paesi più liberi il reddito pro-capite è di oltre 30.000 dollari l'anno; nel gruppo intermedio, quello dell’Italia, la media è di 13.350. Meno della metà.

Meno liberi e più poveri.
Chi dobbiamo ringraziare?

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