Trasparenza negli organi giudiziari e di controllo

2 Dicembre 2010

Il silenzio è d'oro

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Stamattina mi è stata recapitata una busta, e come me la hanno ricevuta altri esponenti dell’Italia dei valori e anche alcuni giornalisti. Dentro c’era una cornetta di telefono staccata e un cartoncino, come quelli di auguri che si mandano a Natale, con su scritto “Il silenzio è d’oro”. Però non era un biglietto d’auguri: era una richiesta d’aiuto e una denuncia gravissima, firmata dalla ItalianLawfulInterception& Intelligence Association.
La Illia è una associazione delle tante aziende a cui lo Stato affida il compito di monitorare il territorio e svolgere servizi di intelligence nella lotta contro la criminalità organizzata, a fianco delle Procure e delle Forze dell’Ordine. Il ministero della Giustizia dovrebbe naturalmente pagare i loro servizi e retribuire il loro lavoro. Invece da moltissimo tempo non lo fa, al punto che queste aziende hanno maturato un credito di quasi 500 milioni di euro.
Insistere per essere pagati è stato inutile. Dal ministero non è arrivata alcuna risposta: sono diventati tutti sordi e tutti muti. Così alcune di queste aziende hanno dovuto chiudere e le altre, dopo aver aspettato inutilmente per mesi un segnale mai arrivato, hanno deciso di non accettare più nessun incarico da parte delle Procure finché non saranno giustamente pagate. Se smetteranno davvero di fare il loro lavoro, la magistratura e le Forze di polizia si troveranno prive di un appoggio fondamentale nelle loro indagini. Ed è proprio quello che il governo vuole, nonostante gli strilli del ministro Maroni che ha occupato militarmente tutte le televisioni del Regno per assegnarsi da solo il premio di miglior combattente antimafia della storia italiana.
Berlusconi e il suo obbediente portaordini ministro Alfano non sono riusciti a fare passare in Parlamento la legge sulle intercettazioni che avrebbe reso impossibile una quantità di indagini importantissime. Così si sono inventati un espediente per aggirare l’ostacolo e ignorare le decisioni del Parlamento, esattamente come provano a fare ogni volta che il Parlamento non vota come vogliono loro. Visto che non si potevano vietare le intercettazioni, hanno smesso di pagare quelli che dovevano farle per conto dello Stato. Così, in un modo o nell’altro, finiranno per raggiungere comunque il loro obiettivo: rendere impossibili le indagini.
Io credo che questo inganno ai danni dei cittadini e del Parlamento, questo generoso favore fatto a ‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra, debba essere contrastato in ogni modo. Per questo tutta l’Italia dei Valori chiede che il governo spieghi pubblicamente il suo comportamento e che sia accolta subito la richiesta di queste aziende: un emendamento al ddl stabilità che programmi per il 2011 uno stanziamento tale da saldare i debiti che lo Stato ha contratto con questi operatori mettendo in grado di proseguire nel loro lavoro le Procure che lottano davvero contro la mafia.
Per il futuro, a mio avviso sarebbe meglio non appaltare a terzi il servizio di intercettazioni, affidandolo invece ad una struttura interna ai servizi di polizia giudiziaria magari recuperando in questa maniera gli ausiliari in aspettativa.

La lettera aperta degli associati ILIIA.

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16 Luglio 2010

Costituzione e obbedienza civile

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Nelle scorse ore Jacopo Fo mi ha scritto, attraverso Il Fatto Quotidiano. Un appello, il suo, che ho deciso di pubblicare qui, sul blog, insieme alla mia risposta.

IL TESTO DI JACOPO FO

Caro Di Pietro,
Perché non fai il difensore dei cittadini?
Sarebbe ora di iniziare una battaglia per l’obbedienza civile, all’americana. Hai voglia di farlo tu?

Caro Di Pietro,
Come sai stimo molto il lavoro che hai fatto in tutti questi anni, come giudice e come difensore della legalità in parlamento.
Ma in questo momento credo che non basti più questo tipo di pregevolissimo impegno.
La crisi economica è grave e siamo in una situazione nella quale Silvio riesce impunemente ad inanellare una legge dopo l’altra, per evitare processi, ammende, spese per danni, tasse, per lui, i suoi parenti, i suoi amici e le sue aziende. Se non erro abbiamo superato le 45 leggi in suo favore.
Vorrei quindi proporti di far saltare il banco cambiando strategia.

Non è un’idea mia. Viene dai neri americani. Nel 1955, nella città di Montgomery, una donna delle pulizie nera quarantenne si sedette sopra un sedile libero nella parte di un bus riservato ai bianchi, e poi si rifiutò di cedere il posto a una persona di razza caucasica. Per questo fu arrestata. Martin Luther King fu tra gli organizzatori di una protesta colossale e incredibile. Per 381 giorni, la quasi totalità dei neri di Montgomery smise di prendere i mezzi pubblici. Migliaia di operai, cameriere, inservienti, impiegati, iniziarono ad andare al lavoro a piedi. Si organizzarono servizi di auto con la collaborazione anche di centinaia di democratici bianchi, per trasportare vecchi, invalidi e malati. Uno sforzo chiaramente colossale che alla fine portò al quasi fallimento dell’azienda dei trasporti pubblici e alla cancellazione dell’apartheid sui bus.
(espandi | comprimi)

LA MIA RISPOSTA

Caro Jacopo,
ho letto con molta attenzione il post che mi hai indirizzato. Innanzitutto ti ringrazio per aver pensato a me e all’Italia dei Valori come tuoi interlocutori.
Non sbagli quando dici che abbiamo lavorato sodo come difensori della legalità fuori e dentro il Parlamento. La nostra è una struttura giovane e dinamica, piena di persone oneste e pulite che hanno voglia di cambiare seriamente il nostro Paese.
Il salto di strategia che tu ci proponi fa parte del nostro Dna, visto che siamo un movimento che si è trasformato in partito e che – tra le sue caratteristiche principali – ha proprio quella di lavorare fianco a fianco con i cittadini. Come abbiamo ben dimostrato con le nostre campagne referendarie.
Hai ragione quando dici che lo Stato italiano, in questo momento, non ha la forza né – aggiungo io – la volontà di reagire alla corruzione e all’illegalità generalizzata. Sarà perchè chi dovrebbe dare l’esempio - il nostro governo – rappresenta in realtà la massima espressione della ricerca dell’impunità.
Quindi la tua idea di dedicarci a battaglie che riguardino il vissuto quotidiano dei cittadini non solo mi piace ma mi ha spinto a chiedere a Gianfranco Mascia di coordinare un’Area dipartimentale all’interno dell’Italia dei Valori che si chiamerà “Costituzione e Obbedienza Civile” proprio per lanciare campagne in difesa della nostra Carta Costituzionale e creare, proprio come ci suggerisci tu, un programma di obbedienza civile che ci veda propulsori di quella rivoluzione copernicana che parta dalla difesa dei diritti e del benessere dei cittadini.
L’Area dipartimentale, come prossimo obiettivo, avrà proprio quello di aprire uno sportello di ascolto dei cittadini, di collaborazione con riviste come Altro Consumo e attenzione alle loro inchieste, di creazione di mobilitazioni e di progetti di Obbedienza Civile.
Gianfranco Mascia si raccorderà con te per definire la possibilità di un tuo contributo all’ideazione e al lancio delle iniziative.
Ti ringrazio molto per quello che stai facendo e che seguo da anni con attenzione. Apprezzo soprattutto il tuo impegno nei confronti dello sviluppo e della diffusione delle nuove tecnologie che utilizzano come fonte energetica il sole. Un settore fondamentale per la democratizzazione dell’energia e per contrastare il tentativo di riportare il nucleare in Italia. Anche a questo proposito, ti chiederò di affiancarci – una volta consegnate le firme per il referendum per bloccare il nucleare – nel comitato organizzativo della campagna referendaria per far sì che questa sia una battaglia dei cittadini per i cittadini.

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